“Lo sguardo non mente”. La verità in 1/125 di secondo attraverso gli occhi del cinema italiano.

L’attore è pronto, sul set che condivide quasi sempre con una poltrona. Lights! … e le luci s’impadroniscono della scena. Camera! … e tutto è pronto davanti e dietro l’obiettivo. Action!… e… Niente! Nessuno recita. Non s’innesca la finzione. Non c’è copione da seguire o personaggio da interpretare. Niente antagonista, comparsa, suggeritore. Niente regista, né sceneggiatore. Manca perfino il pubblico. Di fronte all’attore c’è solo un fotografo, che vuole gli occhi in macchina, pone una domanda a bruciapelo e coglie la risposta tra due battiti di ciglia, quando la mente sta ancora maturando un’ipotesi, ma gli occhi hanno già consegnato la verità.

Riccardo Ghilardi ha sottoposto la sua macchina della verità a un numero impressionante di attori, registi, produttori, ma anche compositori di colonne sonore, fotografi, doppiatori. Premi Oscar e giovani emergenti, tutti a doversela vedere con una strana poltrona, una domanda inaspettata e sconosciuta, servita col sorriso disarmante da Riccardo e soprattutto con il centoventicinquesimo di secondo in cui lo sguardo non mente. Un lavoro di oltre tre anni che culmina, in concomitanza con la sessantottesima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con una doppia realizzazione: una mostra delle foto riprodotte in grande formato ed esposte dal primo al 15 settembre a Venezia nelle sale di Ca’ Zanardi, Calle Zanardi, Cannaregio, e un libro edito da DRAGO che raccoglie in 150 pagine gli scatti di Ghilardi, l’introduzione di Marco Müller, una divertita e divertente premessa di Enrico Lucherini e un autentico diario di viaggio del fotografo, che dimostra anche un talento narrativo, figlio diretto della poesia con cui legge la realtà.

Hanno prestato i loro occhi: Sergio Albelli, Elda Alvigini, Michela Andreozzi, Alessia Barela, Giuseppe Battiston, Fabrizio Bentivoglio, Alessio Boni, Massimiliano Bruno, Victoria Cabello, Anita Caprioli, Simona Cavallari, Daniele Cesarani, Marco Cocci, Ugo Conti, Paola Cortellesi, Eugenia Costantini, Carolina Crescentini, Caterina D’Amico, Ninetto Davoli, Cecilia Dazzi, Ivano De Matteo, Ennio Fantastichini, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Riccardo Garrone, Veronica Gentili, Claudia Gerini, Elio Germano, Marco Giallini, Antonello Grimaldi, Eva Grimaldi, Nicole Grimaudo, Caterina Guzzanti, Alessandro Haber, Sabrina Impacciatore, Francesca Inaudi, Lillo, Daniele Liotti, Valentina Lodovini, Enrico Lo Verso, Enrico Lucherini, Vinicio Marchioni, Valerio Mastandrea, Giulia Michelini, Francesco Montanari, Marco Müller, Carlotta Natoli, Regina Orioli, Claudia Pandolfi, Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Leonardo Pieraccioni, Nicola Piovani, Vittoriano Rastelli (fotografo di Federico Fellini), Rolando Ravello, Primo Reggiani, Carlo Riccardi (fotografo di Ennio Flaiano), Stefania Rocca, Gianni Romoli, Gabriele Salvadores, Samuela Sardo, Andrea Sartoretti, Ettore Scola, Gianmarco Tognazzi, Maria Sole Tognazzi, Ricky Tognazzi, Giuseppe Tornatore, Thomas Trabacchi, Jasmine Trinca, Fabio Troiano, Lele Vannoli, Carlo Verdone e molti altri ancora.

La pubblicazione del catalogo segna un’ulteriore significativa tappa di quello che è stato un vero e proprio work in progress, cresciuto al crescere delle adesioni di attori, registi e professionisti del cinema all’iniziativa. La mostra Lo sguardo non mente è già stata esposta, infatti, all’Auditorium Parco Della Musica di Roma, come “Risonanza del Festival Internazionale del Film di Roma”, IV Edizione (15 Stampe); alla B>Gallery P.zza S.Cecilia Roma (21 Stampe); alla Casa del Cinema, Villa Borghese Roma, in occasione della V Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 (24 Stampe); al Teatro Petruzzelli, Grand Hotel Oriente Bari in occasione del BIF&ST, Festival Internazionale del Cinema di Bari (32 Stampe e slideshow). Nelle parole di Ghilardi: “Lo sguardo non mente è un progetto fotografico, un set con fondali di velluto blu e alcuni set esterni simboli degli argomenti toccati nelle domande. Una poltrona in ferro lavorato a mano che rappresenta un insieme di spirali e punti interrogativi, un po’ come la vita! Ho invitato a sedersi su questa poltrona un certo numero di attori e attrici italiani di diverse generazioni e il gioco è cominciato. Una domanda ogni volta diversa… e via con lo scatto che ferma l’espressione prodotta sul volto dell’ospite. Ho cercato quel “centoventicinquesimo di secondo” dove lo sguardo non mente”.

Dragolab.com

Giovanni Serra

[email protected]

tel +39 0645439018 +39 0645439132

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.