II malumore del Pdl è alle stelle. Paginate di giornali dedicate all’inchiesta sulla P4, le trame della maggioranza e del governo squadernate dalle intercettazioni della procura di Napoli, succosi gossip, molto di privato e poco dipesale, ed ecco che per reazione c’è chi invoca la ghigliottina contro giornalisti e magistrati. Facile a dirsi, difficile a farsi. E’ un anno che il ddl sulle intercettazioni è fermo alla Camera perché il compromesso raggiunto al Senato non piaceva al Cavaliere, ma nemmeno al Quirinale. D’intervenire per decreto in una materia del genere, con un ministro della Giustizia che di fatto nemmeno c’è, è impensabile. Ma intanto sono tutti arrabbiatissimi.
Angolino Alfano è afflato: Tutte queste intercettazioni che leggiamo e che sono anche divertenti, ma che non hanno niente di penalmente rilevante, non sono gratis per il sistema. Con l’occasione si viene a sapere che per colpa delle intercettazioni c’è un debito occulto al ministero della Giustizia da 1 miliardo di euro, metà nei confronti delle aziende private appaltatici, metà verso i gestori telefonici. È ribadisce che sono state utilizzate senza alcuna prudenza. Con lui è Fabrizio Cicchitto: Lo scandalo è la pubblicazione di intercettazioni che attendono perlopiù alla vita politica e privata di singoli individui. E!’ ung ioco al massacrò che va fermato.
Massimo D’Alema, letti i giornali, come al solito si dimostra tranchant: Un problema c’è: leggiamo in questi giorni una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con “vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. In ogni caso, precisa, ora è tardi per fare una legge ed è inopportuno intervenire per decreto legge in una materia così delicata.
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