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Partiamo dal capire il significato di “Kaizen”, questa parola giapponese nasce dall’unione di due parole: kai e zen, che significa cambiare in meglio, miglioramento continuo.
Il Kaizen si indirizza alla riduzione, o meglio all’eliminazione, degli sprechi.
Tale metodo si basa su un concetto base: identificare lo spreco, isolarlo e infine eliminarlo. Il punto focale è quello di analizzare un sistema, o un metodo, capire come funziona e influenzarlo migliorandolo.
La filosofia Kaizen, e quindi il Lean Manufacturing, può essere applicato non solo nelle linee di produzione, ma in qualsiasi ambiente di lavoro.
Questa filosofia ha le seguenti linee di condotta: Eliminazione dello spreco, definire in modo preciso il valore finale del prodotto dal punto di vista del cliente, eliminare le fasi che non aggiungono valore, indirizzarsi alla produzione delle rimanenti fasi che aggiungono valore in un flusso senza interruzione, portare il cliente ad esigere il processo, non produrre niente fino a quando non ce ne sia realmente bisogno e quindi produrre questo velocemente, prefiggersi la perfezione tramite continui miglioramenti
Per comprendere cosa intendiamo per sprechi dobbiamo chiarire cosa sono i 7 muda.
Si tratta dei 7 sprechi che la filosofia Kaizen attraverso il Lean Manufacturing si prefigge i eliminare. Muda è una termine giapponese, che vuol dire appunto spreco. Viene considerato spreco tutto ciò che non crea valore aggiunto, e che quindi il cliente non è disposto a pagare.
I 7 sprechi sono:
Sovrapproduzione (si intende un bene che viene acquisito o prodotto prima che venga realmente richiesto è produzione in eccesso ed è spreco).
3 Trasporti (sottoporre il prodotto al trasporto se non necessario, rischia di venire perso o danneggiato).
5 Scorte (eccessive o non necessarie)
6 Movimento ( non riferito ai prodotti, ma ai lavoratori o alle macchine, che anch’essi possono subire danneggiamenti).
7 Procedure inutili e costose (Utilizzare delle risorse più costose di quelle realmente necessarie)
Questa filosofia nacque dal fatto che dopo la guerra la Toyota si trovasse in gravi difficoltà economiche, ha portato i suoi tecnici ad elaborare teorie che portassero a migliori risultati, con minori risorse. La base di questa teoria è l’eliminazione degli sprechi, ossia i 7 muda.
Nel 1990 che si comincia realmente a parlare di Lean Manufacturing, grazie a James Womack.
Oggi possiamo beneficiare di tale conoscenza per rendere la nostra produzione sempre più fiorente.
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