Esiste una particolare area della Scienza Odontoiatrica detta Odontoiatria Estetica. Non si tratta di una vera e propria “branca”, poiché non rappresenta un corso di laurea. Eppure negli ultimi tempi ha conosciuto uno sviluppo davvero notevole, grazie al lavoro di insigni medici spinti dalle molte richieste dei tanti pazienti. Il concetto estetico prevede che nella cura delle malattie si rispettino le normali fattezze fisiche dei pazienti, spesso “deturpati” da cure invasive e congegni clinici decisamente antiestetici. Si pensi per esempio agli apparecchi ortodontici tradizionali. Questo interesse verso l’estetica è probabilmente il frutto dello sviluppo a livello commerciale della cosmesi, sempre pronta a propinare prodotti in gradi rendere migliore l’aspetto estetico e il sorriso: dentifrici sbiancanti, spazzolini con elettrici o con forme innovative. Alcuni obiettivi raggiunti dall’Odontoiatria estetica sono però un evidente passo avanti nelle normali metodologie curative di varie e comuni patologie del cavo orale. A sostituzione proprio dell’apparecchio tradizionale, ecco allora l’invenzione dell’apparecchio invisibile. Si tratta di una serie di mascherine in plastica trasparente da applicare all’arcata dentale compromessa come il pugile fa con il paradenti durante l’incontro. Ogni mascherina rappresenta una fase della cura, che viene eseguita mediante le proprietà elastiche delle mascherine stesse, in grado veicolare i denti sorti nelle posizioni adeguate e corrette. Si possono dunque risolvere problemi anche gravi di mal occlusioni semplicemente indossando le mascherine secondo le indicazioni del medico. Altra interessante invenzione clinica è rappresentata dalle Faccette Estetiche, sorta di sottili lamine in ceramica da cementare direttamente sulla superficie anteriore del dente spezzato o rotto. Sono in gradi di simulare in tutto e per tutto la forma e il colore del dente originale.
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