POLIZIA PENITENZIARIA : MANNA (LiSiAPP), tra suicidi, aggressioni e sovraffollamento negli istituti di pena è piena emergenza umanitaria

Il Ministro della Giustizia Alfano, se vuole davvero entrare nella storia, deve farsi carico anche di una vera e propria riforma di tutto il sistema penitenziario italiano.

Aggressioni, stress lavorativo e condizioni a limite sono le situazioni che vivono i poliziotti penitenziari. Il Libero Sindacato Appartenenti alla Polizia Penitenziaria LiSiAPP dichiara la propria vicinanza alla famiglia dell’Ispettore suicidatosi a Viterbo e la piena solidarietà agli agenti aggrediti due giorni fa nell’Istituto Penale per minori ‘Meucci’ di Firenze .

Gli appartenenti alla polizia penitenziaria conoscono bene cosa significhi lavorare in carcere in condizioni ignobili afferma il Segretario Generale del LiSiAPP Dott. Mirko MANNA. Si tratta di una situazione Continua Manna più volte denunciata alle competenti Autorità. Nelle carceri Italiane ci sono oltre 63mila detenuti, di cui oltre20mila sono stranieri. Il che vuol dire – come sostenuto dal Ministro della Giustizia Alfano – che le carceri italiane sono idonee ad ospitare i detenuti italiani, ma con l’aggiungersi degli stranieri agli italiani si supera la capienza non solo regolamentare ma anche quella tollerabile dei penitenziari.

Il LiSiAPP quale organizzazione sindacale di categoria, concorda con il Guardasigilli sull’inadeguatezza dei provvedimenti di amnistia ed indulto.

Procedere, infatti, con provvedimenti di amnistia e indulto per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri,è un grave errore.

Si fanno uscire ogni 2 anni 30mila detenuti ma il problema non si risolve mai. Come più volte ribadito sottolinea il Segretario Generale del LiSiAPP, bisogna puntare sulla realizzazione di nuove carceri, sul lavoro in carcere per abbassare la recidiva e adeguare gli organici degli operatori penitenziari (educatori, dirigenti) e soprattutto quelli della polizia penitenziaria che necessita almeno di 6500unità. Alfano ha anche chiesto l’intervento dell’Unione Europea che – secondo il Ministro – deve farsi promotrice di trattati o dare risorse economiche agli stati più interessati dal problema per costruire nuove carceri.

Secondo Manna , il Ministro della Giustizia Alfano, se vuole davvero entrare nella storia, deve farsi carico anche di una vera e propria riforma di tutto il sistema penitenziario italiano, non un semplice provvedimento di emergenza che nasconda il problema, anche perché – va detto – il sovraffolamento non è l’unica questione da risolvere.

L’indulto è fallito perché i detenuti dopo pochi mesi tornano a delinquere e ciò si scontra con l’esigenza di sicurezza del paese e dei cittadini.

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