Campania Kata 2010 di Giuseppe Gendolavigna

La formula 2010 adottata dal karate Fijlkam prevede 2 tappe scandite dall’età anagrafica. Una in primavera con gli juniores/seniores e una in inverno con gli esordienti/cadetti. Se i nostri dirigenti hanno deciso così, fra qualche anno comprenderemo l’orientamento strategico di fondo che sottende tale scelta. Di orientamento strategico di fondo abbiamo parlato ai corsi d’aggiornamento: la Federazione è una e indivisibile poi la storia è da sempre maestra … chi vivrà vedrà! Le categorie di peso, i sacrifici del kumite sono cosa altra rispetto alla pratica della specialità delle forme rituali (kata) e non(libera composizione). Di questo sono testimoni i colleghi delle altre discipline orientali organizzate nella Fijlkam che stanno riscoprendo il fascino del kata. E proprio in oriente l’eleganza del gesto e la tutela del messaggio in esso contenuto è di fondamentale importanza. Prima il rituale e poi la gara, sempre con la tutela dell’identità del karate, altrimenti diventiamo un’altra cosa. Traggo spunto da un anticipazione dell’ ultimo libro del M° Nando Balzarro (con lui quando era in federazione mitici esami passaggio dan) “Il bene … il male … pensieri di un Maestro”, per sottolineare che solo dopo la morte di Gichin Funakoshi e a seguito di una disputa all’interno della JKA si sono avute le prime gare di karate prima solo kumite maschile. Il progresso dei valori sportivi coniugato ad una revisione dei regolamenti ha consentito anche al kata (con la doverosa inclusione del gentil sesso … potenza della pari opportunità!) di esordire sulla scena sportiva. Per anni un organizzazione di stile shotokan ha preteso di avere il domino su tutte le decisioni tecniche determinando spaccature a livello mondiale che ancor’oggi ci impediscono l’ingresso alle Olimpiadi. Ma tutto questo ha tutelato l’identità del karate che è fatto anche di altri stili? In Fijlkam, si tutela la tradizione senza dimenticare l’inarrestabile evoluzione scientifica tenendo in considerazione che nella WKF esistono anche il Wado, lo Shito ed il Goju. Infatti i ns. campioni sono esperti di kata di matrice shorei e shorin. La nostra nazionale guidata dal D. T Aschieri e presieduta dall’inossidabile Giuseppe Pellicone è ormai la nazione da battere perché oltre al kata produce campioni anche nel kumite e se qualcuno ha dubbi:www.fijlkam.it La competizione è bella e l’Italia è un popolo di santi combattenti, poeti del karate e navigatori… navigati non ce ne vogliano i giappi ma ormai il karate non è più “solo” quello che dite voi! Il confronto può avvenire contro l’avversario (singolo/gruppale) contro l’ambiente (cronometro,montagna) oppure contro se stessi. Secondo le regole canoniche il kata è un combattimento immaginario codificato(condiviso mediante il regolamento). Ma in realtà l’obiettivo è misurarsi con i propri limiti col fine di superarli. Questo ci dicono i maestri di Shoto(calligrafia) Hogaku (musica) e delle altre arti tradizionali giapponesi. Il kata nella parte di libera composizione, italiano doc, non ha corrispondenza nei regolamenti internazionali, rappresenta una vera innovazione nel panorama mondiale della specialità e un’altra grande intuizione degli oculati dirigenti federali. Oltre alle sequenze di tecniche codificate, sono richieste performance che prevedono creatività e capacità di poter applicare quanto ideato (in squadra), senza sfociare nella rappresentazione teatrale. Devono restare fissi i punti dell’eredità storica dei sensei Asato, Itosu, Funakoshi et al.., con le tecniche condivise in tutto il mondo, ma libera interpretazione dell’ applicazione di quanto sopra, sempre in un ottica di fruibilità a fini di difesa personale interattiva. Non sono sicuro che nelle altre nazioni ciò sia chiaro … infatti in un primo momento hanno composto esercizi tratti dai film di kung fu, oggi scimmiottano i nostri eroi con risultati poco comprensibili!!! Oltre ai piazzamenti degli juniores e seniores maschili e femminili del marzo 2010, in evidenza Tocco Iodice e Palmiero Athlon Maurino, Munno Martial Art Recale, Aulicino Kushinkai (tutti dalla provincia di Caserta) è doveroso citare la grande prestazione di Vendemia Francesco argento dorato di questa edizione, ed i piazzamenti di Roberta Cornero e Teresa Pepe tutti dell’Athlon Maurino negli esordienti. Nei cadetti nessun campano sul podio. Buoni segnali per il futuro ci vengono dagli esordienti A che si cimenteranno a Colleferro(Rm) il prossimo 19. Con questa gara e l’Open Internazionale Campania si conclude il ciclo di gare per la qualificazione ai campionati giovanili info su http://www.fijlkam.it/fileadmin/Image_Archive/classifiche/karate. Infine ma non per ultimo ricordiamo a tutti che il casertano d.o.c. Lucio Maurino da circa 20 anni ai vertici del karate mondiale ed europeo nella difficile specialità del kata, è uno dei miti di questo sport. A 36 anni ha conquistato a Belgrado il terzo titolo iridato in carriera dopo quelli centrati a Tampere in Finlandia nel 2006 e a Monterrey in Messico nel 2004 insieme a Luca Valdesi e Vincenzo Figuccio. Lucio è protagonista del film Spirit 2power sul mistero e la filosofia delle arti marziali ambientato in Turchia. Da quanto visto in anteprima, secondo noi è un film non solo per addetti ai lavori: http://www.spirit2power.com/index.php e se anche il karate è presente nel calendario storico del gruppo sportivo guardia di finanza ed aumenta la visibiltà per tutti noi diciamo tutti insieme: grazie Lucio.


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