Il colubro dal cappuccio è un serpente di piccola taglia, che presenta un caratteristico “collare” scuro nella porzione posteriore della testa, dai costumi semifossori o sub-lapidicoli. Corti & Luiselli (2001) riportano per la popolazione di Lampedusa il consumo di gechi, gongili e artropodi; però questi ultimi potrebbero in gran parte rappresentare le prede dei sauri anzidetti, sebbene sia ammissibile che il colubro lacertino qui si nutra di prede alternative a sauri (presenti con tre sole specie) o ai lacertidi (assenti sull’isola), dei quali normalmente si nutre invece in ambiente continentale. La minore disponibilità trofica può forse giustificare la taglia minore della popolazione di Lampedusa, riscontrata da Corti & Luiselli (2001), rispetto a quelle nord-africane e iberiche.
Il colubro lacertino è invece un serpente di grossa taglia, che da adulto assume una uniforme colorazione verde o grigio-verde. La popolazione di Lampedusa era stata ascritta alla ssp. insignitus (Geoffroy St. Hilaire) (cfr. Lanza & Bruzzone, 1961), presente dal Nord Africa al Vicino Oriente; nuovi dati morfometrici hanno però messo in luce una discreta affinità con le popolazioni dell’Europa sud-occidentale (Corti et alii, 2001), rendendo necessarie
nuove e più approfondite analisi, anche di carattere genetico, per chiarire l’effettivo status tassonomico della popolazione di Lampedusa. Occupa ambienti anche abbastanza diversi fra loro, ma soprattutto quelli aridi e cespugliosi. Questa specie, in gran pane del suo areale di distribuzione, risulta soprattutto lacertofaga, benché si nutra anche di mammiferi, serpenti e talora di uccelli. A Lampedusa Corti et alii (2001) hanno riscontrato fra le prede quasi esclusivamente micromammiferi, che rappresentano una delle risorse trofiche pili abbondanti sull’isola.
Lascia un commento