Le imprese di successo sono sempre quelle che servono meglio il cliente. La validità della proposta di creazione di valore per il cliente si può ricavare da ricerche di mercato efficaci. L’indagine è stata condotta dal Prof. Olivotto Direttore del Dipartimento di Economia e Direzione Aziendale all’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con il “Centro Regionale di Assistenza per la Cooperazione Artigiana”, società promossa dalla Confartigianato del Veneto. Professor Olivotto quali caratteristiche hanno in comune le piccole e le medie imprese che hanno avuto successo nel mercato? “Il successo d’impresa è sempre legato alla capacità di creare valore per un cliente. Il punto centrale è sempre l’individuazione di una proposta significativa per il mercato e l’abilità nel mantenerla viva nel tempo.” Come riescono ad espandersi queste aziende? “L’espansione va sempre intesa come “forza” nel generare risultati economici eccellenti. Questa forza può voler dire tante cose (anche l’aumento della dimensione, non solo questo) ma in sostanza è sempre legata alla creazione di un assetto competitivo coerente con le opportunità e i pericoli del mercato. Per far questo bisogna creare un mix di “ingredienti” equilibrati che possono essere ricondotti a tre aspetti: 1 – creare una buona rete di relazioni esterne (con l’ambiente) ed interne (con i dipendenti), 2 – essere in grado di assorbire le sollecitazioni dell’ambiente e saperle trasferire all’interno, 3 – disporre di un sistema di risorse umane, organizzative e tecniche coerenti con il proprio posizionamento strategico”. Come riescono a competere le aziende della vostra ricerca? “Bisogna subito dire che nessuna impresa è perfetta, cioè capace di gestire tutto e bene. In realtà il problema è di creare un assetto di fondo interessante (organizzazione e gestione) usando qualche leva (le unicità competitive di cui dispone una impresa di successo), capace di vincere l’inerzia delle rigidità (i punti deboli) che ogni impresa presenta. E’ la somma netta che deve essere positiva. Nelle nostre ricerche abbiamo trovato che in molte PMI c’è la capacità di individuare e di sfruttare buone leve competitive; molti imprenditori hanno idee chiare sul valore da generare per il cliente per avere successo. La loro applicazione avviene con modalità diverse (specificità, qualità, servizio dei prodotti, efficienza dei processi, vicinanza ai clienti, capacità di risolvere i problemi dei clienti, di percepire l’evoluzione dei bisogni…); le formule sono tante, sempre però sostenute dalla capacità di accumulare conoscenza in termini competitivi (per “saper fare” meglio degli altri)”. Un piccolo artigiano o una piccola azienda come potrebbe aprirsi all’innovazione? Da dove si può cominciare? “Da dove cominciare è chiaro: dai problemi. Cercando di capire per bene quali sono gli elementi che frenano l’espansione dei risultati dell’impresa. Il punto di partenza centrale è sempre questo: la validità della proposta di creazione di valore per il cliente. Le imprese di successo sono sempre quelle che servono meglio il cliente. Da questo si può partire per sviluppare la trasformazione dell’impresa, centrandola sull’incremento della conoscenza competitiva”. Quali sono i rischi di chi non riuscirà ad innovarsi? “Più che di rischi, parlerei di certezze. Senza innovazione non c’è futuro per un’azienda. L’azienda vive se riesce ad innovare, se è in grado di migliorare quello che fa per il proprio cliente. Se non lo fa, sicuramente ci sarà qualcun altro che lo farà: la conseguenza è ovvia”. Rocco Lanatà, responsabile della SI Scuola d’Impresa.
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