Un riconoscimento internazionale a quelle donne che, attraverso la loro opera costante, contribuiscono in ogni settore allo sviluppo dei valori della società. Questa la motivazione che ha spinto Terziario Donna, il comitato della Confcommercio di Genova rappresentativo delle imprenditrici del Commercio, dei Servizi, del Turismo e delle piccole e medie imprese, a organizzare un Premio che mirasse a valorizzare donne non necessariamente famose né conosciute ai mass media, che con il loro impegno costante e silenzioso hanno cercato di ridare dignità umana a coloro ai quali la dignità è stata tolta e calpestata. I criteri di scelta, come spiega la presidente dell’Associazione Luisa Famiglietti, sono “il coraggio, la forza, il pathos che le donne mettono nelle cose che fanno”, donne diverse fra loro ma con due tratti in comune: forte personalità ed intensa sensibilità sociale. Il premio viene conferito ufficialmente con la motivazione: “PER L’ALTO VALORE SOCIALE CONSEGUITO NELLE SUE OPERE E PER IL CONTRIBUTO DATO ALLA CRESCITA DELLA SOCIETA’ CIVILE NELLA SUA INTEREZZA”.
Giunta alla sua quarta edizione, il Premio GENOVA: UNA DONNA FUORI DAL CORO, si porrà dunque come un’occasione per ascoltare la voce di chi di solito è obbligato a tacere.
Nella prestigiosa sede genovese di Palazzo Ducale, lunedì 17 novembre alle ore 20.30 saranno premiate – come è tradizione – una figura locale, una nazionale e due internazionali.
L’edizione di quest’anno conterà la partecipazione di EMMA BONINO, una delle più autorevoli esperte e commentatrici dei problemi dell’area islamica, letti nell’ottica della militante che opera perché la democrazia si installi anche nei paesi arabi, evitando sia l’unilateralismo (pur necessario) delle “guerre preventive” sia l’esplosione di una pericolosissima “guerra di civiltà”. E, nell’ambito straniero, due riconoscimenti verranno attribuiti a due donne che si sono distinte nel pensiero e aiuto umanitario: MAGGY BARANKITSE, l’angelo del Burundi, che ha fondato la casa di accoglienza “Maison Shalom”, definita la dimora della pace per molti bambini a cui la guerra aveva strappato la famiglia, e LIDIJA YUSUPOVA, candidata al Premio Nobel per la Pace per aver denunciato i crimini commessi contro i civili ceceni (celebre la sua affermazione “La paura è una compagna che non ci abbandona mai, giorno e notte. Ma per vivere e lavorare qui dobbiamo dimenticarne l’esistenza”).
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