Ho sempre pensato che l’amore non è mai stato un sentimento inutile, anzi al contrario credo che sia la fonte d’ispirazione per centinaia di poeti, che sia stato e sono ancora oggi le fondamenta per milioni di coppie, che uniti dall’amore hanno costruito meravigliose famiglie, che con l’amore hanno raggiunto grandi obiettivi nella loro vita. Nella mia vita ho amato e sono stato amato e dell’amore ho fatto le basi della mia esistenza. Non sarò mai stanco di amare e di essere amato, non morirò senza portarmi dietro l’ultimo sguardo di chi mi ha sempre amato. A volte mi odio per non essere ancora riuscito ad arrivare sulla vetta della piramide dell’amore, perchè ogni giorno vorrei amare sempre di più la mia donna e non riesco a dimostrarglielo come vorrei per immortalare nelle nostre menti due anime fedeli. L’amore e quindi amare è come vivere di frammenti di pazzia sparsi qua e la nell’aria per unirsi nel momento in cui incontro i tuoi occhi, nel momento che sfioro la tua pelle, e una volta allontanato da te, tornano a volare in attesa di ricongiungersi, un’ attesa che ogni uomo innamorato aspetta volentieri. L’amore è leggere l’anima di chi si ama attraverso le vibrazioni del cuore. Ho sempre creduto nel linguaggio del cuore, di un modo di comunicare unico per ogni persona e non esiste traduttore per questo linguaggio, ognuno conosce il suo, ognuno ha la sua visione dell’amore. L’amore ti rende altruista, ti regala pazienza e tolleranza, ti crea una sorte di speranza divina e ti rende la vita meno difficile. L’amore non prevede incertezze e indecisioni ma ti regala sicurezza, voglia di esistere e di essere presente quando la persona amata mi cerca.
Alessio Puliani
Mese: Giugno 2014
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“L’amore secondo Alessio Puliani”
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Mons Dal Covolo: «Papa Luciani, modello del buon pastore»
Centesimo anniversario della nascita di Albino Luciani, Giovanni Paolo I, indimenticato Pontefice per soli 33 giorni. Alla vigilia di questo evento Avvenire ha intervistato il vescovo Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore della Lateranense e postulatore della causa di papa Luciani. “Sono convinto che se – come speriamo – Giovanni Paolo I giungerà all’onore degli altari, questo sarà perché egli incarna il modello del buon pastore, che dà la vita per il suo gregge. L’accettazione stessa del supremo impegno pastorale fu un gesto di autentico eroismo, come apparirà chiaramente dalla Positio” – ha dichiarato Mons. Dal Covolo.
Mons. Enrico Dal Covolo, Rettore PUL
Testo integrale dell’articolo apparso su Avvenire il 17 ottobre 2012.
Cade oggi il centesimo anniversario della nascita di Albino Luciani, l’indimenticato Giovanni Paolo I che fu Pontefice per soli 33 giorni. Una ricorrenza importante non solo per la cifra tonda ma soprattutto perché proprio oggi si compie a Roma un gesto importante nel cammino che potrebbe portare, forse anche in tempi brevi, il “Papa del sorriso” all’onore degli altari. Alla vigilia di questo evento Avvenire ha intervistato il vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Lateranense e postulatore della causa di papa Luciani.
Eccellenza in che cosa consiste la cerimonia odierna?
Si tratta di un evento semplice ma significativo, della consegna del Summarium, cioè della prima parte dell’intera Positio, al prefetto della Congregazione delle cause dei santi, il cardinale Angelo Amato. Come è noto, la Positio è il dossier che dimostra al meglio l’eroicità della vita e delle virtù della persona di cui si parla. Il Summarium è una sorta di sintesi delle testimonianze offerte al riguardo dai testimoni interrogati. Nel caso di Luciani, si tratta di 167 testimoni. Alla cerimonia parteciperanno da una parte i superiori del dicastero; dall’altra io stesso, la mia collaboratrice per la causa, la dottoressa Stefania Falasca e un rappresentate del vescovo di Belluno-Feltre, don Davide Fiocco.
Quando è prevista la consegna della Positio completa?
La seconda parte della Positio, quella che raccoglie i documenti e, in generale, le questioni storico-biografiche, è quasi pronta. Così avremo due grossi volumi, elegantemente rilegati in tela rossa, come vuole la prassi, ed entro la fine dell’anno la Congregazione dei Santi avrà a sua disposizione la “Positio” completa per gli esami di rito.
Quali saranno i passaggi successivi della Causa?
Gli esami di rito sono due: uno da parte dei Consultori della Congregazione, l’altro da parte dei cardinali e vescovi membri del dicastero. Se, come speriamo, l’esito sarà positivo, il Santo Padre darà ordine alla Congregazione di preparare il Decreto sull’eroicità, il che comporterà per Luciani il titolo di “Venerabile”.
Si può fare una previsione di tempi?
Se intende alludere alla beatificazione, devo aggiungere che – dopo l’approvazione della Positio – occorrerà ancora concludere il processo parallelo sul presunto miracolo. Come si vede, si tratta di un iter alquanto complesso. Nella migliore delle ipotesi, ci vorranno ancora quattro o cinque anni.
Benedetto XVI per la causa del suo predecessore Giovanni Paolo II oltre a concedere una deroga per l’inizio del processo ha disposto anche che l’iter seguisse una corsia preferenziale. Prevede che lo stesso potrà accadere con Giovanni Paolo I accorciando così sensibilmente i tempi per vedere papa Lucani salire all’onore degli altari?
Naturalmente è ciò che io spero. Ma questo appartiene alla libera decisione del Papa…
La Positio affronta questioni che hanno particolarmente solleticato il nostro mondo mediatico, come le circostanze della morte di Giovanni Paolo I, o i suoi colloqui con suor Lucia a Fatima o la sua famosa frase su Dio “padre” e anche “madre”?
Sì, tutte le questioni vengono affrontate. Posso anticipare che verrà dissipato ogni dubbio su una presunta “morte indotta” di Luciani; che l’attribuzione di una sorta di profezia sull’elezione di Luciani a papa e sulla sua rapida morte, da parte di suor Lucia, non ha fondamento alcuno; che la famosa frase su Dio padre e madre, ricondotta al suo contesto proprio, risulta perfettamente ortodossa.
Al termine dell’udienza generale dello scorso 26 settembre lei, insieme al vescovo Giuseppe Andrich di Belluno-Feltre, ha avuto modo di parlare a Benedetto XVI della causa di beatificazione di papa Luciani. Cosa ci può dire di quel colloquio?
Abbiamo aggiornato il Papa sull’andamento della causa e gli abbiamo anticipato l’evento del 17 ottobre. Il Papa si è mostrato molto interessato. Egli non ha mai nascosto la sua grande ammirazione per Giovanni Paolo I. Basti pensare a quanto disse nel 2003 l’allora cardinale Joseph Ratzinger alla rivista 30Giorni. «Personalmente – spiegò in quella intervista – sono convintissimo che era un santo. Per la sua grande bontà, semplicità, umiltà. E per il suo grande coraggio. Perché aveva anche il coraggio di dire le cose con grande chiarezza, anche andando contro le opinioni correnti. E anche per la sua grande cultura di fede. Non era solo un semplice parroco che per caso era diventato patriarca. Era un uomo di grande cultura teologica e di grande senso ed esperienza pastorale. I suoi scritti sulla catechesi sono preziosi. Ed è bellissimo il suo libro Illustrissimi, che lessi subito dopo l’elezione. Sì, sono convintissimo che è un santo».
Qual è la cifra della santità di Giovanni Paolo I, che ha retto il soglio di Pietro per appena 33 giorni, e qual è il messaggio che la sua testimonianza può dare alla Chiesa di oggi?
Sono convinto che se – come speriamo – Giovanni Paolo I giungerà all’onore degli altari, questo sarà perché egli incarna il modello del buon pastore, che dà la vita per il suo gregge. L’accettazione stessa del supremo impegno pastorale fu un gesto di autentico eroismo, come apparirà chiaramente dalla Positio.
Eccellenza, lei ha avuto modo di conoscere personalmente Albino Luciani. Che ricordo ne ha?
L’ho già raccontato più volte, quindi non mi dilungo sui dettagli. Posso dire che quel giovane prete (eravamo nei primi anni Cinquanta: lui aveva poco più di quarant’anni, e io molti, molti anni di meno…) mi affascinava. Col senno di poi, direi che mi sembrava un salesiano. Non escludo che la sua testimonianza sacerdotale possa aver avuto un peso non indifferente nella mia storia di vocazione.
FONTE: Avvenire
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Il blog di Carlo Michelini, esperto nel campo della finanza e degli investimenti
Carlo Michelini è un professionista con una notevole competenza nel campo della finanza, derivata dall’esperienza di 16 anni presso una delle maggiori società a livello mondiale, Morgan Stanley, e successivamente presso F2i – Fondi Italiani per le Infrastrutture.

L’esperienza di Carlo Michelini presso Morgan StanleyCarlo Michelini consegue la Laurea in Economia e Commercio presso l’università Bocconi di Miano con il massimo dei voti nel 1991. Nello stesso anno inizia la sua collaborazione con la banca d’affari Morgan Stanley di Londra: è uno dei più prestigiosi gruppi finanziari a livello globale, presente in 42 paesi in tutto il mondo amministra e gestisce circa 1.7 trilioni di dollari e annovera circa 20.000 consulenti solamente negli Stati Uniti. È considerata inoltre una delle società più innovative al mondo e grazie alle strategie di investimento utilizzate ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale. Dal 1991 al 1993, Carlo Michelini ricopre il ruolo di Financial Analyst occupandosi di progetti di esecuzione e business development; nel 1993 passa all’Investment Banking Division all’interno del Telecommunications Group, in cui rimarrà per tre anni, gestendo numerose transazioni per clienti europei operanti nel settore delle telecomunicazioni; nel 1996 è nominato capo del Team della Corporate Finance Execution in cui tratta transazioni di finanza straordinaria gestendo l’Initial Public Offering (IPO) di Burberry e la cessione di SAAB Aerospace. Dopo 13 anni passati a Londra ottiene il trasferimento presso la sede di Miano: inizialmente ricopre il ruolo di Responsabile per l’esecuzione di transazioni di finanza straordinaria, fornendo consulenza per importanti società come Enel, Wind, Cassa Depositi e Prestiti oltre che della riorganizzazione di AEM/eBiscom. Dal 2004 al 2007 lavora come Managing Director: durante questo periodo si occuperà delle tranche II-III-IV della privatizzazione di Enel e della cessione di Wind, transazioni del valore di circa 12,6 miliardi di euro.
Carlo Michelini e il passaggio a F2i
Nel 2007 Carlo Michelini entra come Senior Partner all’interno di F2i – Fondi Italiani per le infrastrutture, una società di Gestione del risparmio che può annoverare tra i suoi investitori la Cassa Depositi e Prestiti, Intesa Sanpaolo, Unicredit, 9 fondazioni bancarie e 2 casse di previdenza. Nel 2010 viene nominato Chief Investment Officer e responsabile dell’Area Investimenti della società. Con l’apporto del manager si è assistito alla nascita del primo operatore indipendente nella distribuzione del gas in Italia (2i Rete Gas S.p.a.), alla creazione di un network aeroportuale che gestisce il 35% del traffico aereo nazionale e all’acquisto delle quote di maggioranza di SIA, la più grande società nell’infrastruttura informatica dedicata ai pagamenti interbancari.
All’interno del blog di Carlo Michelini è possibile visualizzare la sua biografia oltre che reperire materiale riguardante il mondo della finanza. -
Commissiona i tuoi impianti di sollevamento agli esperti Costelmec
Infaticabili ausili delle attività industriali, le gru sono sistemi elettromeccanici che sfruttando semplici principi fisici riescono a generare una capacità di sollevamento molto superiore alla forza applicata per il loro azionamento.
Le prime gru vennero costruite dagli antichi Greci, e ovviamente da allora molta strada è stata fatta dal punto di vista dell’evoluzione tecnologica: oggi si possono quindi incontrare impianti specifici per le applicazioni industriali più particolari e complesse.
Molto diffusi sono ad esempio i carriponte, veri e propri giganti delle movimentazioni industriali che arrivano sino a decine, talvolta anche migliaia di tonnellate di portata. Non da meno sono poi le gru a bandiera o a colonna, impiegate per portate inferiori ma estremamente versatili soprattutto all’interno degli ambienti chiusi. E che dire, poi, delle cosiddette gru “a cavalletto”, che scorrono su rotaie fissate al terreno e risultano perciò ideali per la movimentazione di grandi carichi all’esterno?
Esistono moltissime diverse tipologie di impianti di sollevamento, ma per realizzazioni secondo le proprie necessità c’è solo un’azienda alla quale rivolgersi: Costelmec Hoisting & Moving Industry, che vanta un’esperienza di più di 40 anni nel settore delle costruzioni elettromeccaniche.
La Costelmec Hoisting & Moving Industry si occupa di progettazione, trasporto e installazione di impianti per la movimentazione industriale di ogni genere e dimensione, occupandosi anche della loro manutenzione periodica e dell’assistenza. Per informazioni si consiglia di visitare il sito costelmec.it.
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La ricetta dell’ananas ubriaco
L’ananas è senza dubbio il frutto esotico più amato, il suo gusto dolce e fresco lo rende il frutto ideale soprattutto d’estate. Non tutti sanno però che esistono anche utilizzi alternativi dell’Ananas che può essere utilizzato anche per la preparazione di straordinari dessert. Quello che proponiamo oggi è un dessert molto particolare e molto semplice da preparare: l’ananas ubriaco.
Ecco gli ingredienti per quattro persone:
- un ananas molto maturo
- 40 gr di zucchero grezzo di canna
- un po’di cannella
- mezzo bicchiere di rum
- 500 grammi di gelato alla crema
La preparazione è semplice e rapida e prevede pochi passi. Per prima cosa occorre sbucciare l’ananas avendo cura di togliere anche tutti i residui tipici di questo frutto, comunemente detti occhi scuri. Tagliate l’ananas a fette e fate sciogliere lo zucchero di canna in una padella, scaldandolo a fuoco medio insieme al rum. Quando il liquido nella padella bolle, aggiungete le fette di ananas e un po’ di cannella, quindi lasciate cuocere per 5 minuti. Disponete le fette di ananas in un piatto da dessert e mettete al centro di ogni fetta una pallina di gelato alla crema. Ora ricoprite il tutto con il succo di cottura (zucchero e rum) e il piatto è pronto! Servitelo a fine pasto al posto della frutta, farete un figurone!
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Enrico Dal Covolo: Rinnovato dialogo tra fede e ragione
Intervista ad Avvenire di Mons Enrico Dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense. Dal Covolo: “La buona teologia poggia su quattro pilastri. La Parola di Dio alla base, poi la tradizione della Chiesa. Quindi il magistero e infine l’attenzione alle sfide del momento presente. L’efficace inculturazione passa attraverso lo studio approfondito dei segni dei tempi, ai quali va data una risposta. Ci vuole sia la cultura accademica, sia un’attenzione culturale ampia, che sappia incrociare la vita di tutti i giorni.”
Mons. Enrico Dal Covolo
Testo integrale dell’articolo apparso su Avvenire l’8 marzo 2013.
Benedetto XVI lascia alla Chiesa del nostro tempo una grande eredità. «Paragonabile a quella di un Leone Magno». E indica alle Chiesa del futuro una direzione di marcia. «Nuova evangelizzazione e scelta preferenziale per i giovani». Parola del vescovo Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense (cioè dell’Ateneo del Papa), che del pontificato di Joseph Ratzinger dà in questa intervista ad Avvenire una lettura in filigrana. Non senza un occhio al Conclave ormai imminente.
Qual è l’eredità di Benedetto XVI?
Secondo me consiste nella ricchezza e nella profondità del suo magistero. Sono anzi convinto che per trovare una ricchezza così teologicamente fondata bisogna risalire ai primi secoli cristiani. Penso ad esempio a papa Leone Magno, il più grande cristologo della Chiesa di Occidente. Se poi dobbiamo dettagliare in che cosa consista questa ricchezza di magistero, non ci sono dubbi: la cifra unificante è il dialogo totalmente rinnovato e impostato su basi epistemologiche plausibili tra ragione e fede. Benedetto XVI ha allargato i confini della ragione, perché una ragione che si ripiega su stessa contraddice l’idea autentica di uomo. La ragione, per essere fedele a se stessa, deve aprirsi agli orizzonti della fede e dell’amore.Fa parte di questa eredità anche la rinuncia?
Sono convinto di si. Anzi, vorrei fare un paragone che a prima vista potrebbe sembrare eccessivo. Così come alla luce della passione morte e resurrezione di Cristo leggiamo in maniera nuova il messaggio evangelico, così il gesto finale del Pontefice ora emerito dà una luce diversa a tutto il magistero che gli sta alle spalle. In particolare perché rimette a posto con un gesto profetico la giusta scala dei valori, che parte dall’amore e dal servizio. Un sublime gesto d’amore nei confronti di Cristo, della Chiesa e del mondo.
Lei quindi è d’accordo con quanti ritengono che l’inculturazione del Vangelo nella nostra epoca sia stata la stella polare di questo pontificato?
Certo e posso confermarlo specie dopo aver partecipato al Sinodo per la nuova evangelizzazione. Mi è rimasta nel cuore la lectio con cui Papa Ratzinger introdusse i lavori nell’Aula sinodale, proprio il primo giorno. In quella occasione egli insisté su due parole: professio e confessio. Ribadì cioè la fede non va solo professata, ma anche efficacemente confessata, cioè testimoniata. Questa è la vera nuova evangelizzazione o, se vogliamo, l’inculturazione della fede nel momento presente. E qui torna alla mente ciò che diceva Paolo VI. L’uomo d’oggi non sa più che farsene dei maestri e se li ascolta è perché sono dei testimoni. Tutto questo è espresso a chiare lettere anche nella esortazione Verbum Domini.
Che significa inculturazione della fede?
Significa che la buona teologia – che deve permeare questa efficace inculturazione – poggia su quattro pilastri. La Parola di Dio alla base, poi la tradizione della Chiesa che ha un momento speciale nei Padri della Chiesa di cui Benedetto XVI era particolarmente innamorato. Quindi il magistero e infine l’attenzione alle sfide del momento presente. L’efficace inculturazione passa attraverso lo studio approfondito dei segni dei tempi, ai quali va data una risposta. Ci vuole insomma sia la cultura accademica, sia un’attenzione culturale ampia, che sappia incrociare la vita di tutti i giorni.
Quali sono oggi le sfide maggiori?
Innanzitutto c’è la grande sfida della secolarizzazione. Ricordo che il cardinale Wuerl, relatore del Sinodo, parlò dello «tsunami della secolarizzazione», o meglio del secolarismo, cioè l’aspetto deteriore della secolarizzazione. Ma io ho l’impressione che le prime vittime di questo processo siano i giovani, per cui sono convinto che una delle sfide prioritarie del nuovo Papa sarà proprio l’attenzione ai giovani. Perciò spero e prego che venga eletto un Papa capace di raccogliere efficacemente l’eredità straordinaria di Benedetto XVI sul versante teologico magisteriale e di trasferirla efficacemente al mondo dei giovani, anche attraverso l’uso dei mass media e dei linguaggi tipicamente giovanili.
Internet e i social network ad esempio?
Si. Ma vorrei aggiungere che da salesiano ho trovato nel magistero di Benedetto XVI una particolare sintonia con la dottrina pedagogica di don Bosco. Tutti sanno che il sistema preventivo si basa su tre valori: la ragione, la religione e l’amorevolezza. A ben guardare il magistero di Benedetto XVI si concentra intorno a questi valori. Si pensi alla ragione allargata, e allargata agli orizzonti della fede, cioè alla religione e all’amorevolezza di cui parla don Bosco. Perciò spero in un Papa capace di raccogliere queste sintonie profonde con il mio fondatore e di tradurle in linee pedagogiche plausibili per un recupero alla Chiesa delle generazioni giovanili.
Lei è dunque fiducioso in vista del Conclave?
Pienamente. La Provvidenza non si smentisce. Mi ricordo benissimo quando fu proclamato in piazza San Pietro il nome di Wojtyla. Chi di noi immaginava che cosa sarebbe venuto dopo? Ma è la prova che chi conduce la Santa Chiesa di Dio è Dio stesso. Noi siamo nelle sue mani e le sue sono buone mani.
FONTE: Avvenire
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APERTE LE SELEZIONI PER LA XVI EDIZIONE DEL MASTER IN STRATEGIC DESIGN
30 POSTI DISPONIBILI PER COMPRENDERE E AFFRONTARE IL DESIGN COME FATTORE STRATEGICO DI INNOVAZIONE E COMPETITIVITA’ PER LE IMPRESE
Sito web: www.polidesign.net/mds
Inizio lezioni: Ottobre 2014
In lingua inglese
Milano, maggio 2014 – Partirà a ottobre 2014 la XVI edizione del Master in Strategic Design (MDS), Design of the Value Offering, uno dei master storici del Politecnico di Milano, erogato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, in collaborazione con il MIP, School of Management del Politecnico di Milano.
Un percorso didattico che si è contraddistinto, negli anni, per l’approccio sempre innovativo e altamente sperimentale, unito ad una speciale metodologia “learning by doing”, che ha condotto a collaborazioni, laboratori ed esperienze con brand importanti. Candy, Ponti, Nutrition & Santé e Fluid-o-Tech sono solo alcune delle realtà che hanno recentemente avviato collaborazioni con il Master e hanno deciso di essere parte attiva nello svolgimento del workshop INNOVATION EYE, il metodo caratterizzato da un procedimento euristico innovativo, lanciato da MDS in collaborazione con Diotima Society. L’esperienza progettuale è dedicata, in questa sua prima edizione, al sistema valoriale del Food ed è stato collaudato dai 19 studenti dell’ultima edizione. Il workshop è studiato per abilitare “conversazioni” strategiche tra diversi attori, con l’intento di individuare nuovi percorsi per la creazione di valore e di associare in modo più efficace i temi dell’innovazione di business e dell’innovazione sociale.
“È opportuno un mutamento di rotta per dare più tempo all’innovazione e al cambiamento. Il contributo del design, in questo quadro, è strategico.” Sostiene Francesco Zurlo, Direttore del Master – “La capacità di visione – dallo scenario generale al dettaglio specifico – e la comprensione degli effetti sistemici che sono dietro ogni singolo atto di progetto, danno alla cultura del design un ruolo sempre più rilevante nei processi di innovazione di ogni tipo, dal prodotto alle relazioni. Tanto più se questo processo si alimenta dell’alternanza tra momenti di apprendimento e azioni concrete, in una sorta di oscillazione continua tra learning & doing”.
Questo è l’approccio al centro del cluster di formazione e ricerca in Design Strategico di POLI.design, un approccio che apre verso un nuovo modo di vedere il design, condiviso da molti imprenditori, designer, docenti, esperti di innovazione e giornalisti, come è chiaramente emerso durante “Otrevisioni”, la tavola rotonda organizzata dal master MDS nell’ambito del ciclo di incontri della mostra della XXIII edizione del Compasso d’oro. Donatella Bollani, Responsabile Redazione Architettura – Gruppo Tecniche Nuove, Max Bosio, Founder – Creative Director di Nascent Design, Stefano Carone, Managing Partner – Il Prisma, Marisa Corso, International Marketing Specialist & Business Facilitator, Andrea Davide Cuman, Media analyst presso OssCom, Università Cattolica di Milano, Marco Fasoli, Direttore Commerciale e Marketing – Tenute Sella, Amedeo Guffanti, Managing Director – 77Agency New media marketing specialists, Elena Marinoni, Trend forecaster – iCoolhunt, Martina Profumo, Head of Brand Experience – Interbrand, Raffaele Saporiti, Presidente e Amministratore Delegato – Saporiti Italia SpA, Paolo Taverna, Direttore – Assogiocattoli e Arianna Vignati, Project Manager European Project on Creative Companies – Politecnico di Milano si sono confrontati sull’importanza della capacità di visione del design strategico e hanno confermato il loro pensiero, raccontando ed evidenziando le potenzialità del design in materia di crescita sostenibile, di industria e società (maggiori informazioni sull’evento disponibili all’indirizzo: www.polidesign.net/it/Oltrevisioni).
Il design appare dunque come un fattore strategico necessario per l’innovazione delle imprese che puntano ad essere competitive sul mercato nazionale e internazionale, evitando di farsi sopraffare da contesti e sistemi in continuo cambiamento e, al contrario, cogliendo con tempestività le nuove sfide e opportunità offerte da qualunque mercato.
Il percorso formativo proposto da MDS è pensato proprio per quanti immaginano il proprio futuro nel cuore di aziende di questo tipo, in ambiti quali il marketing, la gestione, l’organizzazione, fino al design e alla progettazione, e anche per chi sogna di dar vita alla propria impresa con la visione innovativa che il design strategico può dare. Focus del Master è il Design Strategico, che pone al centro dell’attività la progettazione del sistema-prodotto, ovvero dell’insieme integrato di prodotti, servizi e comunicazione che rappresenta l’interfaccia fra l’impresa e il mercato, oltre che l’espressione tangibile della sua strategia e il modo in cui si presenta.
Con un profilo internazionale e un’offerta formativa consolidata di grande attualità per le aziende, il Master in Strategic Design, interamente erogato in lingua inglese, ha come obiettivo principale la formazione di figure professionali in grado di assumere un ruolo progettuale o gestionale nel processo di innovazione del sistema prodotto, sviluppando nei partecipanti quelle doti personali (di progettualità, auto imprenditorialità, capacità di visione e di gestione della complessità), che possano indirizzare e accelerare il loro percorso verso l’assunzione di leadership nello sviluppo di progetti strategici per l’impresa.
Il Master si rivolge a laureati in architettura, disegno industriale, ingegneria e in scienze sociali-umanistiche, con la propensione ad occuparsi delle problematiche della gestione dell’innovazione e del management, a tecnici e manager con l’interesse a comprendere la cultura e le modalità di lavoro del design e a valorizzarne le potenzialità nella definizione delle strategie di impresa.
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Il Gruppo Hit vince l’ECA Award 2014 con il progetto “Stay connected everywhere”
“Stay connected everywhere” è il progetto del Gruppo Hit che ieri 18 giugno 2014 a Copenaghen ha ricevuto il primo premio agli ECA Award, il riconoscimento consegnato nell’ambito dell’ECA Summer Meeting e che individua le migliori iniziative legate al mondo casinò sviluppate dai principali operatori del settore. L’iniziativa vincitrice della Hit, candidata insieme ad altri 6 progetti, consiste in un sistema unificato che permette ai clienti Hit di accumulare punti Privilege Club, utili per la riscossione di premi, vantaggi e speciali coupon per il gioco gratis, sia giocando presso le strutture landbased Hit Casinos sia accedendo al portale Hitstars.it.
Il Gruppo Hit, tra le più grandi realtà europee nel settore gioco ed intrattenimento, mercoledì 18 giugno 2014 si è aggiudicato il primo posto nella classifica degli ECA Award, il premio donato ai migliori progetti sviluppati dai principali player nel settore casinò.
Il premio è stato consegnato nell’ambito dell’ECA Summer Meeting 2014 – incontro estivo dell’Associazione Europea Casinò ospitato quest’anno a Copenaghen e organizzato presso la Hit a Nova Gorica nel 2012 – alla presenza di oltre 20 rappresentati delle più importanti società europee di casinò.L’iniziativa vincente “Stay connected everywhere” del colosso sloveno consiste in un nuovo sistema unificato che permette ai clienti Hit di accumulare punti fedeltà “Privilege Club” non solo giocando presso le tante strutture landbased Hit Casinos, ma anche online sul portale dedicato Hitstars.it. Accedendo all’area “My Privilege portal” l’utente può visualizzare quanti punti fedeltà ha accumulato e verificare quali sono i premi, i vantaggi e gli speciali coupon per il gioco gratis che gli spettano. In questo modo ricevere punti diventa sempre più facile e le possibilità di vincita aumentano maggiormente.
“Siamo tra i primi al mondo ad aver sviluppato questo progetto che offre ai nostri ospiti esperienze di gioco fruibili in diverse modalità e che premiano costantemente la fedeltà del cliente. Questa connessione tra gioco online e reale apre un importante canale di comunicazione diretta con gli ospiti, crea opportunità uniche per costruire buone relazioni ed è testimonianza della qualità dei servizi offerti da Hit sia nelle strutture landbased che nel nostro casinò online Hitstars.it” afferma il Presidente del Gruppo Hit Dimitrij Piciga, che conclude: “Il premio, consegnatoci dall’ECA nell’anno del nostro 30° anniversario di attività nel settore gioco, testimonia il nostro potenziale d’innovazione e ci spinge a progettare ancora nuove e rivoluzionarie iniziative legate al gioco in rete.”
E’ così che la lunga tradizione, l’esperienza e la professionalità che gli ospiti delle strutture Hit conoscono bene, si trasferiscono anche sul web, a garanzia di un gioco sicuro ed affidabile che riserva speciali attenzioni a chi negli anni ha confermato la propria fedeltà al modello Hit Casinos.
Gruppo Hit
Nel 2014 il Gruppo Hit (www.hit.si), principale corporate multinazionale turistica slovena, festeggia 30 anni di attività delle sue strutture “Hit Casinos”, i centri di gioco ed intrattenimento dotati di ogni comfort e pionieri in Europa del vincente modello americano. Un traguardo frutto della solida esperienza che il Gruppo Hit detiene in quanto leader nella promozione del turismo legato al divertimento in Slovenia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. Questi sono i Paesi dove sorgono i numerosi casinò, alberghi, ristoranti & bar, centri wellness e sale convegni di proprietà del Gruppo Hit, strutture all’interno delle quali si sviluppa l’articolata offerta di servizi turistici che caratterizza il colosso sloveno.Per ulteriori info:
www.hit.si
[email protected]
BLU WOM
www.bluwom.com | Udine – Milano
Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]
Tel. 0432 886638 Fax 0432 886644 -
alla discoteca opera, una serata storica
In Via Camillo Benso Conte di Cavour, 131 ad Alpignano, in provincia di Torino, l’Opera Disco Club è la più grande discoteca di musica rumena ben 1800 metri quadrati, presente sul territorio: vanta tre sale e frequenti ospiti di fama internazionale.
Uno di questi è Sonny Flame: sarà la guest star della discoteca il 21 giugno, quando i riflettori della sala disco saranno tutti per lui. Cantante rap e RnB, era un talento espresso già a quindici anni; ha lavorato con Wassabi, Connect-R, Chris Mayer, Mossano e Dj Dark. La sua etichetta è la Red Clover Media, con la quale ha lanciato, nel 2012, “Way of Life”, il suo ultimo album. Tra le canzoni spicca per profondità ed efficacia “Another Day”, uno dei tanti successi che l’hanno portato a essere una star internazionale. Lo stesso giorno, Alain Diamond from Ibiza animerà la Black Room: R&B, reggaeton, hip hop sostituiranno per una sera la musica popolare. L’Opera Disco Club raddoppia con due eventi in contemporanea. 21 giugno, una serata storica.
Opera Disco Club
Via Camillo Benso Conte di Cavour, 131, 10091 Alpignano
Aperta il sabato dalle ore 23.00 alle ore 5.00
Facebook: Opera Disco Club
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Presentazione di ” Mirtò, mirto in festival 2014″ a Telti (OT)
La vecchia sagra del Mirto, che per 19 anni ha focalizzato l’attenzione di migliaia di turisti , quest’anno ,per la prima volta cambia veste, diventa un vero e proprio Festival, capace di far incontrare produttori e consumatori. Non solo coloro che con le piccole e preziose bacche viola, producono il famoso liquore , ma anche tutti coloro che grazie al mirto , si sono potuti affermare nel mondo della cosmesi, della gastronomia, dei latticini e della pasticceria , senza dimenticare chi, con la pianta tipica del mediterraneo,realizza composizioni floreali uniche.
Il Festival del Mirto conterà anche sulla presenza e sulla collaborazione dei cittadini di Telti, ai quali spetterà il delicato compito di accogliere non solo i turisti, ma anche gli imprenditori che arriveranno con il loro bagaglio di esperienza , pronti per creare legami anche commerciali con il territorio.
L’incontro fra gli organizzatori e gli abitanti di Telti, sarà occasione di confronto. Ci saranno tutti: dai rappresentanti della Pro loco cittadina e del Comune di Telti, ai volontari che offrono il proprio supporto al progetto, fino agli artefici dei fortunato Brand.
Grazie alla professionalità giovane Tourist in Sardinia, Mirtò rappresenta un ottimo punto di partenza anche per l’applicazione della tecnologia alla gestione sia del magazzino che delle vendite durante l’appuntamento estivo.
Durante la presenza al Mondiale Rally, grazie a “Mediasette di Kiko Solinas, produzione audiovisivi”, Mirtò è diventato anche un Talk Show, che ora naviga sul web conquistando nuovi fans.
https://www.youtube.com/watch?v=QysoiJ4qqNo&feature=youtu.be

