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  • Spirits&Colori con le sue etichette molto speciali al Milano Whisky Festival & Rum Show

    Appuntamento dal 2 al 4 dicembre per la 18° edizione dell’evento dedicato agli amanti del distillato d’orzo e del rum. L’azienda di Reggio Emilia tra i protagonisti con una selezione molto particolare

     

    Il capoluogo lombardo è già in fibrillazione in attesa della 18° edizione di Milano Whisky Festival & Rum Show. Un’esperienza unica nel cuore della città,

    al Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61, resa ancora più speciale dalla partecipazione di Spirits&Colori, specializzata nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati molto particolari, provenienti da tutto il mondo.

    All’evento milanese dedicato agli amanti del distillato d’orzo e del rum, l’azienda di Reggio Emilia presenterà una selezione delle etichette del suo ricco catalogo, caratterizzato da un assortimento di elevata ricercatezza, composto da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiale, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

    Per l’occasione, Spirits&Colori farà degustare un ampio ventaglio di whisky del calibro di Jiu Hai Bu Gan (Tibet), Clonakilty (Irlanda), Echlinville (Nord Irlanda), Tipperary (Irlanda), Kujira (Giappone), Shinobu (Giappone), Wolfburn Distillery (Scozia), The Ultimate Whisky (Scozia), Whisky Cellar (Scozia),Pintail (Scozia), Duncan Taylor (Scozia), Cody Road (Missisipi),

    Non da meno la collezione dei rum con Artisan Rhumier (Guadalupe), Arecha (Cuba), By the Dutch (Indonesia), Merser & Co Rum (Londra), Smith & Cross Rum (Giamaica), Labourdonnais (Mauritius), Zafra Rum (Panama), Espero (Repubblica Domenicana), Tiki Lovers (Caraibi)

    L’evento si distingue per essere l’unico in Italia a riunire i principali distributori e le rinomate distillerie di tutto il mondo, con un ricco programma di eventi e degustazioni guidate, offrendo un’opportunità unica per esplorare la qualità dei prodotti presenti sul mercato italiano, tra le oltre 4000 etichette.

    Al termine della partecipazione, Spirits&Colori prolungherà il piacere dell’assaggio con due imperdibili master class con Keith Bonnington di Whisky Cellar, martedì 5 dicembre al Jigger di Reggio Emilia per un incontro pomeridiano (ore 15) e mercoledì 6 dicembre al Wine Hub di Vicenza a inizio serata (ore 20:30). 

    www.spiritsecolori.it

    Spirits & Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiale, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

  • Cielo e Terra acquisisce il 50% del marchio Maia

    Il gruppo vicentino che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni di fatturato con oltre 37 milioni di bottiglie vendute, punta al settore premium siglando una partnership strategica con il brand del Garda, nuova espressione della spumantistica italiana Maia, rispondendo pienamente anche alla richiesta di vini leggeri per momenti speciali della generazione Millennial

     

    Prosegue il percorso di Cielo e Terra volto alla scoperta e alla valorizzazione delle denominazioni meno note del territorio ma con potenzialità intrinseche.

    Frutto di questa strategia la scelta quindi di acquistare il 50% del brand Maia. Una bollicina protagonista di un lifestyle tipicamente italiano, fatto di eventi, appuntamenti glamour, partnership con global brand del mondo del lusso ed experience esclusive, che incontra perfettamente il gusto di un consumatore moderno ed internazionale, rispondendo pienamente anche alla richiesta di vini leggeri per momenti speciali della generazione Millennial.

    Si afferma sul mercato quindi un brand dalla visione estremamente attuale, pioniere del segmento Soft Luxury nel segmento degli spumanti metodo charmat e che vive in una presenza esclusiva nel canale Ho.Re.Ca.

    Maia nasce dalla ferma volontà di trasmettere e diffondere l’Italian Style nel Mondo, attraverso un prodotto identificativo di uno dei territori più amati dal turista Nord Europeo: il Lago di Garda. L’obiettivo della maison diventa quindi quello di raggiungere in pochi anni la posizione di leader di mercato per la denominazione Garda Doc.

    Partendo da una distribuzione selettiva, l’azienda intenda sviluppare Maia a livello nazionale e poi mondiale, sempre con un posizionamento premium in linea con le aspettative del target di consumatori identificato. Un pubblico alla ricerca di prodotti di nicchia ed esclusivi del settore Ho.Re.Ca.

    Un binomio quello tra qualità e stile che ha portato oggi il marchio veneto ad un sold out inaspettato e ad uscire con la propria rete vendita già in pre ordine per la prossima produzione 2022.

    La casa vicentina oltre all’acquisto del brand del Garda, ha siglato un accordo di partnership anche con l’agenzia United Studio, fondatrice dello stesso brand, con il fine di dar vita ad un vero e proprio HUB creativo all’interno della stessa Cielo e Terra.

    Una partnership che porterà Cielo e Terra a diventare una delle poche realtà italiane, forse l’unica, ad integrare all’interno della propria filiera un vero e proprio Team dedicato esclusivamente allo studio del mercato, delle tendenze e del gusto del consumatore.

     

    DICHIARAZIONI

     

    “Negli ultimi 20 anni, insieme ai nostri soci, abbiamo dato vita ad un profondo lavoro di rivalutazione sia del nostro territorio che delle sue denominazioni. Abbiamo portato il nostro fatturato a quasi 60 milioni di euro, oltre 37 milioni di bottiglie vendute, grazie anche ad un incremento dell’ 80% delle vendite estero in 5 anni in oltre 65 paesi”.

    PIERPAOLO CIELO, Vice Presidente e Direttore Commerciale Marketing del gruppo Cielo e Terra

     

    “Abbiamo investito fortemente sul binomio qualità e stile italiano. Una scelta che ha portato oggi MAIA ad un sold out inaspettato ed ad uscire con rete vendita già in pre ordine per la produzione 2022. Con l’arrivo di Cielo e Terra si aprono risvolti impensati per il nostro marchio. Una mossa strategica e necessaria che da oggi ci consente di guardare ad una diffusione delle nostre etichette in tutto il mondo. Grazie ad una struttura moderna ed innovativa siamo certi che potremo mantenere la qualità ed il gusto a cui sono legati i nostri consumatori ed allo stesso tempo saremo un grado di incrementare i volumi produttivi per accontentare l’incremento di richieste di prodotto in forte crescita”.

    ANGELO LELLA, Fondatore e Marketing Manager del marchio MAIA

      

    “Oggi vogliamo coprire a 360 gradi i bisogni dei nostri clienti, che si tratti di un utilizzo quotidiano o di stappare una bottiglia per un’occasione speciale. Per questo oltre alle storiche etichette e produzioni legate al mondo GDO stiamo lanciando nuovi prodotti di alta gamma, con il fine di valorizzare le eccellenze del territorio nel canale Ho.Re.Ca., su un segmento medio alto e, con l’ultimo acquisto, anche nel segmento Premium. Un progetto che non poteva che passare da competenze ed esperienze di grande valore e dal taglio globale. Per questo abbiamo fortemente voluto ampliare le competenze manageriali del nostro gruppo con l’integrazione di tre nuovi area manager che seguiranno lo sviluppo del progetto Ho.Re.Ca sia in Italia che all’estero”.

    PIERPAOLO CIELO, Vice Presidente e Direttore Commerciale Marketing del gruppo Cielo e Terra

     

    “Nonostante un lungo periodo di pandemia e vari lock down, il nostro gruppo ha mantenuto salde le proprie posizioni su mercati, grazie ai marchi storici Cielo, Freschello e Casa Defrà. Ha anche compiuto due operazioni fondamentali per ripartire di slancio verso il nuovo disegno strategico: l’acquisto di “Villa Favorita” e l’acquisizione del 50% del marchio Maia.

    La nuova visione e l’orientamento alla creazione di importanti brand nazionali ed esteri non può che passare dall’experience legata al prodotto. Oggi il consumatore è alla ricerca di espressioni autentiche, vuole conoscere la storia e percepire i valori che danno vita al prodotto. Per questo in meno di due anni, sarà pronta la nuova sede direzionale del gruppo, location che sarà strutturata per offrire a visitatori di tutto il mondo momenti unici legati alle nostre etichette, rafforzando il rapporto azienda-consumatore”.

    LUCA CIELO, Direttore Generale Cielo e Terra SpA

     

    “Il futuro delle nostre produzioni sarà sempre più legato a progetti di marca e valorizzazione, uscendo dalla pura e semplice dinamica del prezzo. Una logica fondamentale per creare maggior valore aggiunto da distribuire equamente lungo la filiera. Da anni con la famiglia Cielo abbiamo capito che le alleanze di filiera orizzontali e verticali portano sinergie fondamentali per crescere ed aprirsi ad esperienze nuove e stimolanti”.

    IVANO TADIELLO, Presidente Cielo e Terra SpA

     

    “Siamo convinti che, per qualsiasi prodotto oggi, la qualità sia la base e non un valore aggiunto. Tra un buon ed un ottimo prodotto il filo è sottile. Quello che fa la differenza per la vita di un marchio è, sempre più, l’Experience legata al prodotto, quel fascino sensoriale che da vita allo spirito d’appartenenza ad un brand fortemente rappresentativo del lifestyle, della visione e del comportamento del cliente; un comportamento che si esprime dal modo in cui ci vestiamo, da quello che facciamo fino a che etichetta scegliamo per brindare ai nostri successi o alle nostre occasioni di festa. Per questo motivo diventa fondamentale essere presenti in momenti ed eventi in linea con la nostra visione di marca”.

    ANGELO LELLA, Fondatore e Marketing Manager del marchio MAIA

     

    “Il successo di questo approccio si realizza grazie ad una strategia omnichannel grazia alla quale per il consumatore non esiste più una distinzione tra spazio fisico e spazio online, ma qualsiasi manifestazione del brand lavora in modo integrato, sia in relazione alle leve attivate che per tutte le funzioni aziendali coinvolte nello sviluppo del brand. Ne deriva così una visione chiara e condivisa che trasmette, a tutti i livelli, un messaggio chiaro e condiviso che attraverso una gestione sinergica dei canali di comunicazione d’impresa che si muovono tra il fisico e il digitale da vita ad una vero e proprio mondo. Un lifestyle in cui il cliente può riconoscersi e attraverso il quale comunica un’immagine di se in linea con i propri valori e la propria personalità”.

    ISABEL TONELLI RODRIGUEZ, Brand Ambassador.

     

     

    CIELO E TERRA nasce nel 1908, nelle campagne di Vicenza, vicino ai Castelli di Romeo e Giulietta, dove il bisnonno aveva acquistato un piccolo podere con vigneto, Casa Defrà. Il nonno Pietro ha proseguito la guida dell’azienda con grande passione impegno sociale. Oggi alla guida dell’azienda ci sono Luca e Pierpaolo Cielo, assieme ai soci delle Cantine dei Colli Berici. Nel 1999, infatti, dall’unione tra la famiglia Cielo e i viticoltori delle Cantine Colli Berici. Oggi l’azienda che conta 3000 ettari di vigneto tra Vincenza e Verona, è conosciuta in tutto il mondo con i marchi Cielo, Casa Defrà e Bericanto. Il gruppo che nel 2021 ha sfiorato i 60 milioni si caratterizza per un approccio socialmente responsabile, orientato alla trasparenza e alla sostenibilità. Dopo aver ottenuto la certificazione B Corp, l’azienda ha aderito anche VIVA Sustainable, con l’obiettivo di ottimizzare l’impatto ambientale della filiera vite – vino. Prima realtà vinicola italiana a introdurre in azienda il modello della Lean Organization, Cielo e Terra integra numerosi progetti con un piano di economia circolare, affermandosi come realtà in grado di fronteggiare le sfide dei mercati mondiali ed attestare la sua presenza in oltre 60 Paesi.

    Cielo e Terra SpA – Via IV Novembre, 39 – 36050 – Montorso Vicentino (VI) – www.cieloeterravini.com

  • AL VIA “SOMMELIER AT HOME” IL VIAGGIO ENOICO DI ASPI NELLE REGIONI DEL VINO ITALIANO. PRIMA TAPPA: PIEMONTE

    DAL 26 MAGGIO GLI APPUNTAMENTI ALL’INSEGNA DI #SOMMELIERATHOME FIRMATI ASPI – ASSOCIAZIONE SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA, PER SCOPRIRE LE MIGLIORI PRODUZIONI ITALIANE, REGIONE PER REGIONE. IL TUTTO ONLINE…TRANNE IL VINO, CHE ARRIVA DIRETTAMENTE A CASA.

    SI PARTE DAL PIEMONTE, GUIDATI DA DAVIDE CANINA, SOMMELIER DE LA LOCANDA DEL SANT’UFFIZIO* DI ENRICO BARTOLINI.

     

    Dopo aver riunito i migliori sommelier nazionali ed internazionali per raccontare e condividere storie di vini, cantine e territori da tutta Italia e tutto il mondo nella rubrica #ASPIatHome su Facebook e Instagram, ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana dà il via ad un nuovo calendario di appuntamenti per appassionati e professionisti all’insegna di #SommelierAtHome: una rassegna di incontri settimanali online per scoprire, regione per regione, le più iconiche produzioni vinicole della penisola. Ad ogni tappa, i partecipanti riceveranno direttamente a casa il vino da degustare, guidati dai sommelier ASPI e dagli stessi produttori che si collegheranno in videoconferenza.

    Il viaggio inizia in Piemonte, in compagnia di Davide Canina, sommelier de La Locanda del Sant’Uffizio*, ristorante dello chef Enrico Bartolini, nell’Astigiano.

    Si parte martedì 26 maggio, alle 20.30, con Le caratteristiche della Barbera, per scoprire le differenze nelle varie zone del Piemonte, da Langa e Roero passando per il Monferrato, astigiano e casalese, fino alla nuova DOCG del Nizza, degustando un Barbera d’Asti che esprime le tipicità del vitigno. Martedì 2 giugno, sempre alle 20.30, sarà la volta de Il Timorasso, grande bianco piemontese, che invecchia senza mai stancarsi: degustando un Derthona che ben esprime le tipicità del territorio, Canina spiegherà le caratteristiche di questo vitigno unico e la sua particolare storia, dal recupero dei vigneti del grande Walter Massa, padre del Timorasso, fino ai giorni nostri con il passaggio da Timorasso a Derthona per valorizzare maggiormente il territorio. L’escursione in Piemonte si concluderà martedì 9 giugno con Il Nebbiolo in Piemonte: Nebbiolo d’Alba alla mano, si scopriranno le diverse sfumature del Nebbiolo dalla Langa al Roero fino all’Alto Piemonte, in base al clima, al terreno e alle lavorazioni.

    Il viaggio di ASPI proseguirà poi alla volta del Sud Italia, questa volta guidati dal sommelier ASPI Angelo Di Costanzo, F&B manager e Wine Specialist, eletto Sommelier Italiano dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014, che si collegherà online con i partecipanti per svelare tutte le meraviglie enoiche della Campania.

    Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

     

    ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

  • ASPI BERGAMO PRESENTA: IL SOMMELIER CONTEMPORANEO & LA COMUNICAZIONE

    Il binomio tra tecniche e nozioni acquisite da un sommelier e capacità di comunicarle sarà al centro dell’incontro “Il Sommelier contemporaneo & la Comunicazione. Per consigliare bisogna anche saper comunicare”, organizzato dalla delegazione di Bergamo di ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana, l’unica associazione italiana ad essere membro di ASI – Association de la Sommellerie Internationale, in collaborazione con NOE Formazione.

    In programma giovedì 14 novembre alle 19.30, presso la sede di ASPI Bergamo in via Gavazzeni 39, l’incontro sarà curato della formatrice e counselor professionista Francesca Giazzi che indagherà, in maniera originale e interattiva, tutti gli elementi della comunicazione verbale e non verbale, applicati al mondo della sommellerie. Infatti, se una prerogativa imprescindibile del sommelier è quella di possedere le competenze e le nozioni necessarie ad operare nel poliedrico settore alberghiero e ristorativo, è altrettanto vero che sono necessarie importanti doti comunicative per essere in grado di rapportarsi con clienti e commensali in ogni tipo di circostanza.

    L’incontro si articolerà in momenti teorici e pratici – dalla definizione del concetto di comunicazione, all’analisi degli attori e dei suoi elementi costitutivi; dalle nozioni teoriche alle esercitazioni per il pubblico – e si concluderà con un rinfresco per tutti i partecipanti.

    Per informazioni e prenotazioni: [email protected]

     

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    ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

  • TRE CHEF DONNA STELLATE, TRE CENE ABBINATE AI VINI CUSUMANO PER GLI INTERNAZIONALI DI TENNIS FEMMINILE A PALERMO

    Il ritorno del grande tennis femminile a Palermo con il 30 Ladies Open in programma dal 20 al 28 luglio, sarà celebrato con tre cene firmate da altrettante chef donna stellate, accompagnate dai vini delle cinque tenute siciliane di Cusumano che si svolgeranno in una lounge realizzata a bordo piscina del Country Time Club. Tre ‘Stelle’ accomunate dall’amore per la grande cucina del sud Italia e da una stella Michelin. Il 23 luglio sarà la volta di Martina Caruso del Signum di Salina, quindi il 24 toccherà a Caterina Ceraudo del Dattilo di Strongoli in Calabria, mentre chiuderà la mini – rassegna Patrizia Di Benedetto del Bye Bye Blues di Palermo giovedì 25 luglio. 

    Sarà il cuoco e oste palermitano Filippo La Mantia ad aprire e presentare il calendario degli appuntamenti con una festa prologo lunedì 22 luglio.

    I piatti, gli abbinamenti con i vini Cusumano, le ricette sono raccolti in un libro “Il sapore della rinascita” del fotografo Pucci Scafidi.

     

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    Cusumano. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

     

     

    Da IL SAPORE DELLA RINASCITA, il libro che accompagna la rassegna

     

    CATERINA CERAUDO

    “Il mio obiettivo è di rendere felici i clienti”. Lo ripete spesso Caterina, ultima dei tre figli di Roberto, che, a Strongoli, nella provincia più povera della Calabria, lanciò una scommessa che sembrava una pazzia. Quando il “bio” non era come adesso materia quotidiana delle nostre ricerche a caccia del prodotto lontano dai rischi dei pesticidi, Roberto volle provare che il buon cibo, il buon vino, il buon olio sono necessità assoluta per vivere sani.

    Di Caterina colpisce il sorriso, ma soprattutto tenacia e pragmatismo. Quando le chiedono quale sia l’ingrediente base del suo lavoro, risponde in maniera disarmante: “Rimanere con i piedi per terra”.

    C’è tutta la cultura meridionale nelle sue parole, c’è la consapevolezza che non si è mai arrivati alla meta, ma che bisogna sempre provare a migliorarsi. Detto da una che poco più che ventenne ha conquistato la Stella Michelin, sembra quasi un paradosso. Detto da una che nel 2017 è stata incoronata “Migliore chef donna dell’anno” per la Guida Michelin, forse lo è ancor di più, ma Caterina ha studiato e lavorato per fare dell’oggi solo una tappa di passaggio verso nuovi traguardi, consapevole che nella vita non ti regala niente nessuno.

    A lei e alla sua famiglia piacciono le sfide e piace realizzarle lì dove sono nati e cresciuti. La sfida più grande è di trasformare ciò che ti circonda nella scenografia ideale dei tuoi sogni da realizzare. Ci accomuna questa voglia di non arrenderci davanti alle difficoltà, di provare a dimostrare (soprattutto a noi stessi), che nel “profondo sud” volontà, carattere e tenacia possono e devono essere le vere armi vincenti per fare qualcosa.

    Caterina ha dimostrato che Strongoli può essere una delle capitali della ristorazione internazionale facendone un punto di attrazione, così come noi vogliamo tornare a dimostrare che si può e si deve provare ad organizzare grandi eventi sportivi a Palermo. La rinascita passa dalla voglia di impegnarsi in prima persona, senza sentirsi mai arrivati. Caterina mi ha raccontato che “costanza, studio e passione” sono alla base del suo lavoro. Un lavoro che ha nel ristorante Dattilo a Strongoli la sua sede naturale. Realizzato in un vecchio frantoio all’interno di un casolare del ‘600, è gestito dall’intera famiglia Ceraudo. Un’oasi di paradiso diventato anche luogo di attrazione “celebrato” dal New York Times che, nel 2017, aveva inserito il Dattilo tra le 52 mete imperdibili.

    A 32 anni, Caterina è tra le chef più apprezzate per la sua cucina che “rispetta” il territorio e la tradizione della famiglia, ma il percorso di… avvicinamento ai fornelli, ha origini lontane. Prima la laurea in Viticoltura ed Enologia a Pisa, poi l’esperienza formidabile nella “Scuola di alta formazione” di Niko Romito a Castel di Sangro in Abruzzo, quindi nel 2013 il ritorno al Dattilo per mantenere la stella Michelin che aveva conquistato lo chef che l’aveva preceduta, Frank Rizzuti. “La stella Michelin? La vivo come un punto di partenza” dice Caterina e non potrebbe essere diversamente per chi vuole migliorarsi sempre attingendo dalla tradizione e dal rispetto per la terra, consapevole che le difficoltà non mancano e bisogna essere sempre pronti a superarle. Ama J’ssuisjamais alle di YannTiersen, e per Caterina la felicità ha il sapore del “cioccolato”, mentre sostiene che il piatto che più la rappresenta è “Triglia, pane e arancia”. I dolci preferisce mangiarli più che prepararli, anche se quasi tutti i clienti che si recano al Dattilo non si perdono il “Dolce al finocchio”, buonissimo e senza grassi.

    “Il mio è il lavoro più bello” ripete e noi siamo felici che un lavoro fatto di profumi e gusto troverà ospitalità per una sera nel nostro circolo rendendo partecipi tutti coloro che lo vorranno di un evento che, siamo sicuri, rimarrà nella testa e nel cuore di chi ama cibarsi di emozioni.

     

    MARTINA CARUSO

    Martina ha virtualmente raccolto il testimone dalla Ceraudo, anche se con un anno di…ritardo: Caterina nel 2017, Martina nel 2019. Ha ricevuto la stella in una stagione della vita per lei importante: il suo Signum ha festeggiato i 30 anni di attività e lei ne compirà 30 a dicembre prossimo. “È il riconoscimento – si legge nella motivazione – alla sua cucina strutturata, ma allo stesso tempo fresca e delicata con proposte originali che esaltano i sapori e i profumi dei prodotti locali”, ma anche alla “sua gran-de volontà e capacità di progredire e di rappresentare la sua isola raggiante, attraverso una grande tecnica e il tocco femminile di una giovane donna appassionata e determinata”. C’è tutta Martina nella motivazione del Premio. C’è il suo essere figlia di Salina al 100% e c’è la sua determinazione nel fare un lavoro che aveva capito potesse essere la sua professione ad appena 14 anni. Dieci anni dopo il suo nome era già scritto nella Guida Michelin con accanto una stella: la più giovane donna italiana a ricevere il riconoscimento al quale punta chi guida un ristorante di prestigio.

    Bisognerebbe andare almeno una volta al Signum, straordinario Resort a Malfa con panorama mozzafiato su Panarea e Stromboli, per capire e conoscere meglio Martina. Bisognerebbe godere di uno dei tramonti più belli al mondo per apprezzare e condividere la magia di un luogo unico. “La mia femminilità in cucina è espressione della mia terra”, sostiene Martina che ha viaggiato molto prima di tornare nella sua Salina, “isola nell’isola”. In 27 chilometri quadrati c’è il mondo di un’appassionata sognatrice che si è imposta una missione, e cioè di “far crescere e valorizzare il patrimonio isolano attraverso la sua cucina”.

    “Salina è la mia isola e la amo infinitamente – dice Martina – ne valorizzo il territorio e ne custodisco ogni dettaglio. È una terra vulcanica, fonte di energia. Quell’energia che mi scorre nelle vene e mi spinge a fare sempre di più”. Un’energia che l’ha portata a 16 anni lontano dalla sua isola per frequentare l’Istituto Alberghiero a Cefalù, poi le esperienze professionali a Londra, Roma e Vico Equense, prima di tornare a Salina e raccogliere in cucina l’eredità di papà Michele. Molte delle sue ricette sono l’evoluzione di ciò che cucinava il padre, mentre mamma Clara, psicologa, si è sempre occupata dell’albergo. Ad unirci non c’è solo il “rimanere sempre con i piedi per terra”, ma anche l’amore per lo sport: nuoto, calcio, pallavolo e, adesso, la corsa. Ogni giorno un’ora con le scarpe da ginnastica ai piedi ed il passo sostenuto da Malfa a Capo Faro respirando i profumi di un’isola che porta poi in tavola lavorando solo prodotti locali ed eccellenze siciliane.

    Ama Rino Gaetano (da ascoltare rigorosamente su vinile e giradischi) ed il suo divertimento è la fotografia, mentre l’inverno è la stagione dei viaggi. A Salina l’attività va in letargo e Martina ne approfitta per soddisfare la voglia di esplorare cucine nel mondo, come quella recente dallo chef Pedro Miguel Schiaffino a Lima, anche se nella sua cucina c’è e rimane sempre il “gusto della macchia mediterranea”.

    Quel gusto che porterà al Country in una delle magiche serate di luglio dedicate a loro, alle straordinarie chef stellate. Pensate, nel mondo sono 169 i ristoranti guidati da donne: di questi 41 sono in Italia (che è il primo paese al mondo per ristoranti a guida femminile) e noi ne avremo 3 in occasione del ritorno a casa del Torneo. Tre donne splendide e sorprendenti: se per Caterina la felicità ha il sapore del “cioccolato”, per Martina, appassionata sognatrice, la felicità è, come ha detto lei stessa, un… panino con mortadella.

     

    PATRIZIA DI BENEDETTO

    Patrizia è stata la nostra Beatrice nel Paradiso dell’alta cucina. Ci ha guidato in un mondo affascinante che conoscevamo solo da avventori. Grazie a lei si è realizzato il progetto delle chef stellate per gli Open di Tennis.

    Patrizia è stata nel 2011 la prima chef donna in Sicilia ad ottenere la stella Michelin, riportando, con il suo Bye Bye Blues di Mondello, il riconoscimento più prestigioso a Palermo dopo 20 anni di assenza. “All’inizio è stata abbastanza dura e ho dovuto faticare parecchio ma, a poco a poco, arrivavano le prime soddisfazioni e di pari passo cresceva il mio amore per questo lavoro” ci ha detto Patrizia, nata da una famiglia palermitana in cui le donne hanno sempre coltivato l’amore per la cucina e la passione per le tradizioni siciliane. È diventata chef quasi inconsapevolmente (“un vero atto di incoscienza” sostiene lei), quando immaginava, ormai, la sua vita dietro una scrivania. Ed invece nel 1991, insieme al marito, Antonio Barraco, sommelier di professione, rileva il Bye Bye Blues ed il ristorante diventa subito un punto di riferimento per i palermitani, ma la voglia di sperimentare e sperimentarsi ha portato presto Patrizia in giro per il mondo. “Attualmente sto collaborando ad un progetto in Giappone per la valorizzazione e promozione dei loro prodotti agroalimentari, acquacoltura e zootecnica, studiando dei menù con profilo mediterraneo”.

    La parola chiave e, che unisce Patrizia a Martina e Caterina, è “Mediterraneo”, cioè l’essenza del nostro essere, l’insieme di tante culture e dominazioni che hanno fatto delle nostre terre e del nostro mare qualcosa di unico ed apprezzato nel mondo. La buona cucina, la cucina di qualità sono il veicolo per far conoscere il meglio di noi stessi e della nostra tradizione.

    “Due ingredienti sono sempre presenti nella mia cucina: il mangiare bene ed in modo salutare – sottolinea Patrizia – utilizzo unicamente prodotti del mio territorio e solo e soltanto prodotti stagionali, con garanzia di qualità e freschezza delle materie prime, che sono i protagonisti indiscussi dei miei piatti”. Piatti che nascono dal cuore più che dal cervello, piatti da gustare al Bye Bye Blues, nome di un ristorante che racchiude anche un preciso intento: “Addio tristezza”, perché chi fa il suo ingresso in via del Garofalo, nel cuore di Mondello-Valdesi, lascia fuori da quelle mura tutte le difficoltà del vivere quotidiano per abbandonarsi ai piaceri della buona tavola.

    “Mi propongo da sempre di raggiungere e riuscire a soddisfare la gente che viene a trovarmi, regalando ai miei clienti qualche momento piacevole e allegro come dice il nome del ristorante”.  Stesso nome che Patrizia e Antonio hanno voluto dare ad un altro loro ristorante inaugurato 6 anni fa in Brasile, nello Stato di Bahia, mentre nel 2017 hanno dato il know-how per l’apertura di un ristorante di cucina italiana a Taiwan.

    “La mia è una cucina decisamente femminile e per femminile intendo una cucina fatta d’istinto, sentimento e creatività”. Una cucina che fa scuola nel mondo. Patrizia partecipa ogni anno al Word Gourmet Summit di Dubai e, una volta l’anno, ad eventi in Giappone per diffondere la cultura gastronomica siciliana. Basta dare un’occhiata agli ultimi impegni all’estero per capire quale sia l’impatto della cucina di Patrizia all’estero: ha partecipato all’Italian Fair al Marriott di Osaka, al Word Gourmet Summit ad Hong Kong e Pechino ed al Creative Chef Summit in Ucraina. A luglio prossimo, con Martina e Caterina, Patrizia sarà insieme a tutti noi al Country per un torneo che vuole risplendere di luce propria e, soprattutto, vuole continuare a regalare emozioni.

  • Wall Steet Journal: il Collio Sauvignon Russiz Superiore, l’unico italiano tra i migliori al mondo

    Il Collio Sauvignon 2015 Russiz Superiore è uno dei migliori Sauvignon secondo il Wall Street Journal: la giornalista Lettie Teague redige una guida globale, inserendolo come una delle eccellenze mondiali. Già presente nella World Top 100 di Wine Enthusiast, prestigiosa rivista di settore, il Collio Sauvignon Russiz Superiore regala una nuova, grande soddisfazione a Roberto Felluga.
    Sul Wall Street Journal, l’analisi tocca ogni continente, tralascia i luoghi comuni e comprende unicamente le migliori zone del mondo: non si parla più solo dei Sauvignon della Nuova Zelanda e di Sancerre, ma anche dell’Europa centrale e del Friuli Venezia Giulia, in particolare del Collio. Quella di Russiz Superiore è l’unica etichetta italiana ad essere stata nominata dalla testata americana.
    Il Sauvignon Russiz Superiore proviene da un vigneto speciale, una selezione massale di oltre 50 anni, che trova nelle colline della proprietà l’ambiente ideale per la crescita. Il Collio, una delle primissime zone in Italia ad ottenere il riconoscimento DOC e nel 1964 a costituire un Consorzio di produttori, è una denominazione fortemente vocata alla produzione dei bianchi: grazie all’unicità del suolo, caratterizzato dalla ponca (una stratificazione di marne e arenarie) e da un microclima mite, per la vicinanza del mare Adriatico, i vini del Collio si distinguono per sapidità, eleganza e mineralità.
    Note che Roberto Felluga, a capo delle due prestigiose realtà, Marco Felluga situata a Gradisca d’Isonzo e Russiz Superiore a Capriva del Friuli, ama ritrovare nei propri vini che, non solo si prestano ad essere bevuti relativamente giovani, ma che esprimono complessità di frutta matura molto interessanti se lasciati affinare alcuni anni in bottiglia.
    Un percorso di ricerca giunto oggi alla quinta generazione, tracciato nel costante mantenimento della tradizione e volto alla creazione di prodotti di eccellenza, tra qualità assoluta e valorizzazione costante di un territorio unico.

  • Contest Vinitaly #scoprilabellezza con l’arte della fotografia

    Ogniqualvolta un amico o un ospite viene in Puglia per la prima volta, resta meravigliato dalla bellezza dei luoghi, dalla delizia dei piatti, dalla gentilezza delle persone che incontra.
    E ad ogni partenza, ci promette di tornare a trovarci, dopo aver fatto proprio il nostro saluto di benvenuto “Welcome to Puglia”.
    In questo spirito, in occasione del 50°Vinitaly, lanciamo il contest fotografico aperto a tutti “Welcome to Puglia”, dove vi chiediamo di catturare ed inviarci le vostre immagini della nostra regione. O meglio ancora: se diciamo Puglia a voi cosa viene in mente?
    Il contest si svolgerà on line. Per tutto il mese di Aprile raccoglieremo e posteremo sulle nostre pagine Facebook e Instagram tutte le foto che ci saranno inviate per e mail [email protected] o per messaggi direttamente su facebook.

    Agli autori delle tre foto che otterranno più “Mi piace” apriremo le porte della nostra sala degustazione per un assaggio ed una presentazione dei nostri vini,  un viaggio sensoriale per scoprire il meglio di una regione ricca di arte, cultura, natura, buon cibo e ottimi vini.

    Clicca sulla nostra pagina facebook per scoprire tutti i dettagli dell’evento.

  • A San Valentino “scopri l’amore per il lato bello delle cose buone!” Da LOVIT dal 12 al 14 Febbraio si celebra l’amore per il buon cibo e il buon vino,…

    San Valentino, si sa, è la festa per eccellenza dedicata all’amore e agli innamorati, un giorno per molti speciale da condividere insieme alle persone amate.

    LOVIT il lato bello delle cose buone, il gastro-bistrot situato nel Centro Storico di Napoli, per San Valentino ha deciso di celebrare l’amore per il cibo e dedicare la serata a tutti gli innamorati del cibo d’eccellenza.
    “Scopri l’amore per il lato bello delle cose buone” il claim dell’evento. Per l’occasione infatti, oltre alle proposte culinarie tradizionali offerte dal locale, è stato creato uno special menù con merende gourmet: pane in abbinamento a prodotti d’eccellenza come nduja e gorgonzola, ricotta, cioccolato fondente e marmellata al peperoncino, robiola, melograno e avocado e molte altre. Un viaggio alla scoperta di sapori nuovi e indimenticabili.

    Lo special menù di San Valentino è stato creato per offrire agli appassionati di enogastronomia una vera e propria esperienza attraverso gusti e sapori ricercati, offerti da abbinamenti e combinazioni tra ingredienti di qualità. Il tutto è accompagnato da vini di etichette ricercate che completano e arricchiscono l’esperienza culinaria proposta.

    LOVIT è un gastro-bistrot in cui si fonde l’amore per il buon cibo e la passione per il lato bello delle cose. Nella fantastica cornice del Centro Storico di Napoli, con il Monastero di Santa Chiara come sfondo, LOVIT è un luogo d’eccellenza in cui i migliori prodotti del territorio, sapientemente ricercati e selezionati, vengono proposti ad un pubblico di foodies sempre più appassionati e consapevoli. Un luogo in cui l’enogastronomia diventa un’esperienza sensoriale.

    Anna Rancella
    [email protected]
    www.lovitshop.it
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    LOVIT Via Santa Chiara, 5 Centro storico Napoli