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  • Riparte in 42 Comuni della provincia bergamasca il progetto AFA OVER 65 del CUS Bergamo

    È fissata per lunedì 3 ottobre 2022 la ripartenza del progetto AFA (Attività Fisica Adattata) OVER 65, coordinato dall’Università degli studi di Bergamo e dal CUS Bergamo in collaborazione con 42 Comuni e diverse associazioni della provincia bergamasca, Ats Bergamo e Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo, esteso per il secondo anno consecutivo anche agli ultracinquantenni con strascichi da Covid.

    Nato come progetto pensato per mantenere il fisico attivo e prevenire le patologie dell’età, l’AFA OVER 65 si articola in esercizi studiati dai trainer del CUS Bergamo utili a rinforzare gli arti, migliorare l’autonomia e l’equilibrio e ridurre il rischio di cadute, recuperando forza muscolare corporea e resistenza aerobica in sedute di un’ora l’una, due volte a settimana, in ogni Comune aderente. Gli appuntamenti prevedono il coinvolgimento di personale formato e la fornitura gratuita dei materiali in capo al CUS Bergamo, a disposizione di gruppi composti da circa 15 partecipanti.

    “Questo progetto – spiega il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri – afferisce alla ‘terza missione’ dell’Ateneo, ovvero a tutte quelle iniziative finalizzate alla promozione dell’innovazione sociale, educativa, economica e tecnologica a favore della comunità e del territorio. Nel caso dell’AFA vengono anche promossi la formazione dei nostri laureati in Scienze motorie e lo sviluppo di studi sui benefici generati dall’attività motoria adattata alle persone di oltre 65 anni: proprio queste ragioni, unite al crescente numero di Comuni aderenti, ci spingono a continuare a credere che l’impegno profuso fino ad ora dall’Università e dal CUS di Bergamo debba proseguire in questa direzione.”

    “Dai 32 Comuni aderenti dell’anno scorso, passiamo ai 42 di quest’anno. Questo segno positivo nella partecipazione al progetto AFA OVER 65 gratifica il lavoro fatto e conferma l’utilità dell’iniziativa, pensata non solo per mantenere attivo il corpo, ma anche per dare sollievo e compagnia allo spirito dei nostri anziani.” aggiunge il Presidente del CUS Bergamo, Claudio Bertoletti.

    ATTIVITÀ E COSTI – Il costo previsto è di 15 euro mensili, più il tesseramento annuale di 10 euro. Il corso è rivolto principalmente a uomini e donne over 65, e agli ultracinquantenni con sintomi persistenti dopo l’infezione da Covid-19. Per poter partecipare bisogna essere muniti di un certificato medico di idoneità.

    Chiunque sia interessato e desideri iscriversi, può informarsi presso il proprio Comune o tramite le associazioni partner.

    I COMUNI ADERENTI – I comuni presso i quali sono attualmente attivi i corsi di Ginnastica Preventiva Adattata sono Almè, Antegnate, Arcene, Azzano San Paolo, Bagnatica, Bianzano, Brusaporto, Calcinate, Calusco, Ciserano, Cividate Al Piano, Comun Nuovo, Curno, Dalmine, Lallio, Levate, Montello, Mornico al Serio, Mozzo, Orio al Serio, Osio Sopra, Osio Sotto, Palosco, Pedrengo, Ponte S. Pietro, Ponteranica, Pumenengo, Ranzanico, Romano di Lombardia, S. Paolo d’Argon, Sarnico, Seriate, Solza, Spirano, Stezzano, Suisio, Telgate, Torre Boldone, Trescore Balneario, Treviglio, Treviolo, Verdellino.

    Per attivare un corso nel proprio Comune è sufficiente rivolgersi al CUS Bergamo ai seguenti contatti:

    E-mail: [email protected]

    Tel.: 366 5955546

    Sito web: www.accademia.cusbergamo.it

  • Bergamo investe nei dottorati di ricerca per rafforzare imprese e pubblica amministrazione

    Investire nei dottorati di ricerca per rispondere alla domanda di personale specializzato da parte delle imprese e degli ecosistemi territoriali.

     

    È questo l’obiettivo di Università degli studi di Bergamo e Confindustria Bergamo che, insieme alla Camera di Commercio di Bergamo, hanno scelto di raccogliere la sfida e l’opportunità lanciata dal MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR cofinanziando 26 borse di dottorato, il più alto livello di istruzione previsto dall’ordinamento universitario.

     

    A partire dalle reali esigenze delle aziende del territorio, attraverso progetti di ricerca applicata, saranno sviluppati tecnologie, metodi e approcci innovativi per creare o rafforzare infrastrutture di Ricerca e Innovazione.

     

    Le borse di dottorato riguardano dottorati innovativi dalla forte connotazione industriale; i temi e i percorsi formativi sono infatti definiti con il coinvolgimento delle aziende co-finanziatrici: ABB, Acciaitubi, Aisent, AKinformatica, CMS, COES, Confindustria Bergamo, Cosberg, DDX, Delcon, Ecolab, Gildemeister Italiana, Indeva, Intellimech, Itema, MEDIACLINICS, O.ME.FA (Fassi Gru), Patronato San Vincenzo, Pinetti, Radici Yarn, RSE, SIAD Macchine e impianti, SMI, SNAM Rete gas, Trix, W&H Sterilization.

     

    Spiega il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, prof. Sergio Cavalieri: “In linea con le finalità del piano Next Generation EU, il nostro Ateneo intende investire sempre di più nei prossimi anni sulla formazione di giovani ricercatrici e ricercatori in grado di acquisire nel loro percorso di studi di dottorato approcci metodologici e conoscenze alla frontiera della ricerca, coniungandoli con la concretezza e il pragmatismo propri di chi vive un’esperienza a diretto contatto con una realtà aziendale. Questo nuovo sistema di collaborazione è in grado di creare filiere di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, frutto di una intensa e proficua collaborazione a livello di ecosistema territoriale tra pubblico e privato”.

     

    Il percorso di dottorato, della durata di tre anni, prevede un periodo di studio e ricerca in azienda (da 6 a 18 mesi) e uno presso un’Università o un centro di ricerca estero (sempre da 6 a 18 mesi). Le borse di dottorato attivate sono le seguenti: 1 borsa nell’ambito del corso di dottorato in Economia e diritto dell’impresa, 2 borse in Scienze della persona e nuovo Welfare, 13 borse in Ingegneria e scienze applicate, 10 borse in Technology, Innovation and Management.

     

    Sottolinea Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo: “Crediamo fortemente in questa iniziativa che, focalizzandosi su progetti di ricerca co-progettati, ci permette di portare da subito più innovazione nelle aziende e di offrire ai giovani laureati percorsi di crescita di grandissimo interesse, caratterizzati anche dal profilo internazionale. E’ questa la strada giusta per far compiere un salto di qualità alla collaborazione tra il sistema delle imprese, l’Università e i centri di ricerca che rappresenta un fattore di sviluppo fondamentale per il nostro territorio, grazie al quale dare ancora più valore aggiunto alle nostre produzioni”.

     

     

    Il Presidente della Camera di commercio di Bergamo, Carlo Mazzoleni, dichiara: “Questi dottorati di ricerca innovativi rappresentano una grande opportunità per i giovani che verranno coinvolti e per le aziende che intendono investire su competenze di alto potenziale per realizzare progetti di ricerca applicata.”

     

    Il bando di concorso per accedere alle borse di dottorato sarà pubblicato il 23 agosto 2022, con scadenza il 23 settembre 2022. Il candidato potrà concorrere per un massimo di 3 temi di ricerca proposti all’interno del medesimo corso di dottorato, indicando l’ordine di preferenza delle tematiche e allegando un progetto di ricerca (in italiano o inglese) e un abstract. I candidati verranno ammessi sulla base della valutazione del profilo scientifico e di una prova orale.

    Questi i macro-temi di ricerca:

    • Robotica e sistemi di produzione intelligenti;
    • Transizione energetica;
    • Materiali e prodotti ecosostenibili, innovativi e intelligenti;
    • Supply chain e processi digitali e sostenibili;
    • Modelli di business e di governance sostenibili e innovativi.

     

    Inoltre, contestualmente al ponte tra la ricerca e l’impresa, l’Università di Bergamo, con la stessa impostazione pragmatica, sta investendo nei dottorati di ricerca, per assicurare una formazione altamente qualificata anche al mondo della pubblica amministrazione e del terzo settore. Nell’ambito del DM 351/2022, prevede infatti di assegnare 14 borse di dottorato, di cui 6 borse in convenzione con Enti Pubblici, 2 sul patrimonio culturale (con Fondazione MIA all’interno del Dottorato in Scienze linguistiche) e sulla transizione digitale ed ambientale (con ENEA all’interno del Dottorato in Ingegneria e Scienze Applicate).

     

    Nello specifico, le 6 borse di PA (di cui una finanziata nell’ambito del Dottorato in Applied Economics and Management in convenzione con l’Università di Pavia) sono accompagnate da altrettanti progetti di ricerca sviluppati dai docenti di UniBg con importanti amministrazioni del territorio, ovvero il Comune di Bergamo, la Provincia di Bergamo, l’Ufficio della Consigliera provinciale di parità, il Consiglio della Regione Lombardia, POLIS LOMBARDIA – Istituto Regionale per il Supporto alle Politiche della Lombardia e l’ASST Bergamo Est.

    Le tematiche, che si caratterizzano per il taglio multidisciplinare, spaziano dal management pubblico alle politiche pubbliche e riguardano:

    • Il coinvolgimento dei cittadini nel ciclo di offerta dei servizi pubblici;
    • La gestione dei beni culturali delle aree montane lombarde e la loro valorizzazione in chiave sostenibile;
    • I processi di ibridazione nell’integrazione socio-sanitaria;
    • Le politiche di contrasto alle disuguaglianze di genere degli enti locali;
    • Il ruolo dell’identità nel definire percorsi di sviluppo delle competenze tesi ad ottenere risultati di sostenibilità sociale sia all’interno che all’esterno delle aziende sanitarie;
    • L’analisi e le prospettive delle vocazioni produttive locali in Lombardia (in convenzione con l’Università di Pavia).

     

    Per informazioni www.unibg.it

  • Dal 17 al 22 luglio a Bergamo i massimi esperti di gestione dei servizi sanitari

    L’Università degli studi di Bergamo ospita, tra il 17 e il 22 luglio 2022, la 48esima edizione della conferenza ORAHS (Operational Research Applied to Health Services) dedicata alla comunità di ingegneri, matematici e medici che si occupano di problemi di gestione delle strutture sanitarie, tramite approcci quantitativi di ottimizzazione matematica.

    Coordinatori scientifici della conferenza, il Prof. Ettore Lanzarone dell’Università degli studi di Bergamo e il Prof. Giovanni Righini dell’Università degli studi di Milano.

    La comunità ORAHS è stata fondata nel 1975 come gruppo di lavoro di EURO, associazione europea delle società nazionali di ricerca operativa, e da allora si è riunita annualmente, spesso in Europa ma anche in Nord America e, una volta, in Sud America.

    Dopo due anni in cui la conferenza si è tenuta solo online, quest’anno si riparte in presenza. Tra le diverse proposte, la candidatura dell’Università degli studi di Bergamo a ospitare la conferenza è stata scelta alla luce della drammatica situazione vissuta dalla città durante la pandemia e dei temi trattati. Ciò rende ancor più significativo che questa conferenza abbia luogo nel 2022 a Bergamo.

  • La Federazione Italiana Scherma al fianco di UniBg

    Ospiti speciali questa mattina martedì 24 maggio, al Palazzetto Indoor di via Monte Gleno a Bergamo. Nell’impianto che ospita le attività didattiche universitarie di scherma, gestito da Atletica 1959, a suggello della forte collaborazione con il Comune di Bergamo per il prezioso ruolo svolto nella ricerca degli impianti sportivi utili alla didattica, una delegazione dell’Università degli studi di Bergamo ha accolto i massimi rappresentanti della Federazione Italiana Scherma a conferma dell’accordo di collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali che riguarda non solo la ricerca nell’ambito della disciplina e la possibilità di accesso ai corsi federali (anche di altre discipline sportive) da parte degli studenti ma anche l’ottenimento del primo livello di formatore e significativi progetti di sviluppo.

     

    Ad accogliere il Presidente Nazionale Paolo Azzi e il Presidente Regionale della Lombardia Maurizio Novellini, il prof. Francesco Lo Monaco, Delegato del Rettore allo sport e rapporti con il CUS, il prof. Antonio Borgogni, Presidente CdS in Scienze motorie e sportive di UniBg e il prof. Nicola Lovecchio, Docente di Tecniche e didattiche degli sport individuali. Presenti all’incontro anche Ferruccio Valenti, Presidente Atletica Bergamo 1959, e Giovanni Mauri, Presidente FIDAL Lombardia.

     

    Una giornata molto significativa nell’ambito del Corso di Studi in Scienze motorie e sportive in sinergia con il CUS, Centro Universitario Sportivo dell’Università degli studi di Bergamo. Con i suoi 100 studenti iscritti per ogni anno accademico il corso, nel panorama dell’offerta formativa universitaria lombarda e nazionale, si caratterizza per un profilo formativo e culturale fortemente ancorato agli aspetti educativi e sociali e presenta insegnamenti unici. In particolare, al primo anno si tengono gli insegnamenti degli sport di squadra (Pallacanestro, Pallavolo e Pallamano), mentre al secondo anno gli sport individuali (Scherma, Atletica Leggera, Arrampicata). Le discipline sportive prevedono convenzioni con i gestori degli impianti sportivi e con le rispettive Federazioni, dalle quali provengono anche i tecnici che collaborano alla didattica sotto la supervisione dei docenti, Prof.ssa Valeria Agosti per gli sport di squadra (I anno) e Prof. Nicola Lovecchio per gli sport individuali (II anno).

     

    Nell’ambito di questo quadro, l’accordo con la Federazione Italiana Scherma ha una rilevanza del tutto particolare. Il prestigio della Federazione sul piano internazionale, il numero di medaglie olimpiche, la qualità degli atleti e dei tecnici, la storia e la tradizione della scherma italiana rappresentano un vanto per il nostro Paese e un contributo all’affermazione di una più ampia cultura sportiva” sottolinea il prof. Francesco Lo Monaco, Delegato del Rettore allo sport e rapporti con il CUS. “La convenzione –  aggiunge Antonio Borgogni, Presidente CdS in Scienze motorie e sportive di UniBg – oltre a riguardare aspetti legati alla ricerca nell’ambito della disciplina, prevede che gli studenti, dopo il superamento dell’esame di Tecniche e didattiche degli sport individuali nel cui ambito si tiene il corso di Scherma, possano accedere ai corsi federali per l’ottenimento del primo livello di formatore con un percorso opportunamente modulato. Tale possibilità è prevista anche per le altre discipline sportive. Ciò rappresenta, per gli studenti, un riconoscimento del percorso svolto durante il corso universitario e della formazione federale che approfondisce gli aspetti più tecnici”.

     

    “Ringrazio l’università di Bergamo per aver scelto la scherma – ha commentato Paolo Azzi, Presidente della Federazione Italiana Scherma – una testimonianza che ci rende orgogliosi perché dà ulteriore risalto all’opera di professionalizzazione che il nostro sport ha portato avanti negli ultimi anni. Questa collaborazione contribuirà alla divulgazione della scherma e dei suoi valori in un ambito di grande prestigio quale quello accademico. Un ringraziamento anche al Comitato Regionale Lombardia che si è fatto promotore di questa lodevole e preziosa iniziativa”.

     

    “Vorrei manifestare la mia gratitudine all’Università di Bergamo, al CUS di Bergamo, a tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione di questa collaborazione – ha detto il Presidente del CRL-FIS Maurizio Novellini -. Un accordo che ritengo essere molto importante per le istituzioni coinvolte e per gli sviluppi che potrà avere in futuro. Questa intesa era uno degli obiettivi nel programma del Comitato Regionale Lombardia-Fis, è pertanto con grande soddisfazione che ne accolgo il raggiungimento. Poter collaborare con le istituzioni universitarie è per noi motivo di grande orgoglio”.

  • Ricerca e impresa. UniBg e UniBs insieme per 60 borse di dottorato

    In continuità con la proposta di progetto THEMA, presentata in occasione del bando PNRR “Ecosistemi dell’innovazione”, il sistema dell’innovazione Bergamo-Brescia mette a disposizione delle aziende del territorio oltre 2 milioni di euro in cofinanziamento per l’attivazione di 60 borse di dottorato di ricerca applicata.

     

    Le risorse economiche messe in gioco vanno ad integrare quelle previste dal D.M. 352 del 09-04-2022, attraverso il quale il MUR ha previsto il riparto di 5.000 borse di dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese.

     

    “L’obiettivo – spiega il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri è quello di potenziare le competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle tecnologie abilitanti, attraverso l’istituzione di programmi di dottorato dedicati, con il contributo e il coinvolgimento delle imprese nella definizione del percorso formativo, anche nell’ambito di collaborazioni più ampie con l’Università. Con questa finalità, la ricerca applicata, passando dal prodotto, dal sistema produttivo e dalla gestione e organizzazione della supply chain, potrà arrivare a promuovere la manifattura presente sul territorio dal punto di vista ambientale e sociale.”

     

    “L’attivazione di borse di dottorato di ricerca per il potenziamento delle competenze di alto profilo nell’ambito industriale, con particolare riguardo alle aree delle tecnologie abilitanti – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, Prof. Maurizio Tira si pone come obiettivo la concezione e la conduzione di progetti di ricerca applicata che, a partire dalle reali esigenze presenti e future delle aziende del territorio, sviluppino e implementino tecnologie, metodi ed approcci. Il sistema dell’innovazione Brescia-Bergamo esprime una nuova alleanza tra mondo della ricerca, imprese e governance istituzionale, coerentemente con la missione 4.2 del PNRR nazionale”.

     

    Attraverso la condivisione dei percorsi di ricerca, finalizzati alla formazione di giovani ricercatori in grado di supportare l’innovazione e la competitività delle aziende, questi dottorati potranno rafforzare l’interazione tra gli Atenei e le imprese del territorio. Ciascuna borsa di dottorato dovrà, infatti, essere progettata con l’obiettivo di sviluppare un progetto di ricerca condiviso tra l’Università e l’impresa che cofinanzierà il progetto e, nel corso del triennio, prevederà che il beneficiario della borsa trascorra in azienda un periodo variabile tra 6 e 18 mesi e un periodo presso un’università o centro di ricerca estero.

     

    Le aree strategiche che forniscono una guida a tutte le attività e alle ricerche che saranno condotte dagli attori coinvolti sono le seguenti:

    1. Sviluppo e applicazione di sistemi robotici, macchine e componenti intelligenti
    2. Sviluppo di materiali avanzati per applicazione in sistemi di economia circolare
    3. Progettazione di prodotti e soluzioni green, intelligenti e altamente personalizzati
    4. Progettazione e sviluppo di sistemi di produzione flessibili, resilienti e centrati sull’uomo
    5. Sviluppo di metodi per la valutazione lungo tutto il ciclo di vita dell’impatto economico e ambientale di prodotti, servizi e processi
    6. Sviluppo di metodi per l’ottimizzazione del consumo energetico in ambienti industriali e di servizi
    7. Sviluppo di modelli di business circolari e customer-centric

    Sviluppo di nuovi modelli organizzativi e di governance

  • “NEXT GENERATION UPP”: UniBg e UniBs al lavoro insieme

    Le Università degli studi di Bergamo e di Brescia si sono aggiudicate un importante contributo dal Ministero della Giustizia (finanziamenti PON Governance 2014-2020): il progetto “Nuovi schemi collaborativi tra Università e Uffici Giudiziari Per il miglioramento dell’efficienza e delle Prestazioni della giustizia nell’Italia NordOvest – NEXT GENERATION UPP”, a copertura della aree corrispondenti ai Distretti di Corte d’Appello di Brescia, Milano, Torino e Genova (Macroarea 1), presentato da un gruppo di Atenei pubblici del Nord-Ovest e coordinato dall’Università di Torino, si è classificato al primo posto della graduatoria di merito.

     

    I dettagli del progetto – che vede coinvolte oltre all’Università di Bergamo e di Brescia, che lavoreranno in stretta collaborazione, anche l’Università del Piemonte orientale, Milano Statale, Bicocca, Insubria, Pavia, nonché l’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia e i Politecnici di Torino e Milano – verranno presentati nella giornata di lunedì 7 marzo 2022 alle ore 16.00 nelle sedi dei rispettivi Atenei (a Brescia presso l’Aula 3 del Dipartimento di Giurisprudenza; a Bergamo presso l’Aula 4 del Dipartimento di Giurisprudenza in via Moroni con prenotazione all’indirizzo e-mail [email protected]) in un incontro che sarà possibile seguire, senza registrazione, anche on line sulla piattaforma Teams.

     

    Il progetto – sul quale, a livello nazionale, sono stati investiti circa 52 milioni di Euro – per la Macroarea 1 prevede uno stanziamento di circa 8 milioni di euro. I due atenei lombardi si sono aggiudicati all’incirca 1 milione di euro.

     

    Per l’Università degli studi di Bergamo, il coordinamento del progetto è in capo al Dipartimento di Giurisprudenza, ma l’attività di ricerca si rifà a un’ampia gamma di competenze multidisciplinari, grazie al coinvolgimento di ricercatori e docenti afferenti ad altri dipartimenti dell’Ateneo orobico – i proff. Elisabetta Bani, Alessandro Pasta e Daniela D’Adamo del Dipartimento di Giurisprudenza, il prof. Roberto Leporini del Dipartimento di Scienze economiche e i proff. Matteo Kalchschmidt e Giuditta Pezzotta del Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione – che assicurano, oltre alle competenze giuridiche, quelle informatiche e di ingegneria gestionale.

     

    Anche l’Università degli Studi di Brescia vede coinvolti più Dipartimenti: il Dipartimento di Giurisprudenza – del quale fanno parte il responsabile dell’unità bresciana, prof. Luca Passanante, e le prof.sse Cristina Alessi e Arianna Carminati in qualità di componenti del team di progetto – curerà la parte giuridica; il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione – con referente il prof. Devis Bianchini – curerà la parte informatica e di elaborazione dei dati; il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale – con referente il prof. Lucio Zavanella – curerà la parte gestionale e organizzativa.

     

    Si tratta di una sfida importante, che consentirà al mondo universitario di confrontarsi e di proporre soluzioni con riguardo all’annoso problema della riduzione della durata dei procedimenti civili e penali e dell’azzeramento dell’arretrato, in linea con gli impegni assunti dal nostro Paese con l’approvazione del PNRR nei confronti della Commissione europea.

     

    Il rilancio dell’efficienza della giustizia è atteso in parte dalla riforma dell’ufficio per il processo (UPP); struttura organizzativa, istituita nel 2014, con funzione di supporto all’attività degli uffici giudiziari e dal reclutamento straordinario di nuovi addetti all’UPP, ma ancora più importante sarà la riflessione su come sfruttare al meglio queste nuove strutture e risorse. Le Università coinvolte nel progetto avranno modo di fare una ricognizione dello stato di attuazione degli UPP presso gli Uffici Giudiziari, di verificare le criticità che ostacolano un ottimale utilizzo delle risorse e accompagnare gli Uffici Giudiziari nel processo di riorganizzazione dei propri processi interni, sfruttando al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dall’istituzione di banche dati, dalle tecniche di controllo di gestione applicate all’amministrazione della giustizia e – auspicabilmente – per un ripensamento profondo dell’organizzazione dell’attività giurisdizionale. L’Università degli Studi di Brescia si concentrerà sugli Uffici giudiziari di Brescia e di Mantova, mentre l’Università di Bergamo opererà con riferimento agli uffici giudiziari di Bergamo e di Cremona. I due Atenei opereranno in forte sinergia, cooperando con gli Uffici Giudiziari e proponendo soluzioni integrate per tutto il distretto della Corte d’appello di Brescia.

     

    Gli schemi collaborativi che verranno studiati e sperimentati tra Università e Uffici giudiziari  costituiranno altresì una base preziosa per ripensare la formazione universitaria dei futuri operatori nell’amministrazione della giustizia e adeguarla alle nuove sfide poste dalle innovazioni tecnologiche (e antropologiche)  degli ultimi decenni, valorizzando, con uno sguardo al futuro, il solido patrimonio di cultura giuridica di cui tradizionalmente gli Atenei sono custodi.

     

    “Questo progetto – spiega la prof.ssa Elisabetta Bani, prorettrice alla terza missione e alle relazioni con il territorio dell’Università degli studi di Bergamo e responsabile scientifica del progetto per UniBG – è un’esperienza molto importante e impegnativa per il Dipartimento di Giurisprudenza, sia per la dimensione finanziaria, sia per la complessità della gestione, che coinvolge una molteplicità di realtà (a volte non omogenee) e ha come interlocutore, anziché il Ministero della ricerca, quello della giustizia.”

     

    “Il progetto – aggiunge il Prof. Luca Passanante, Ordinario di diritto processuale civile nell’Università di Brescia, responsabile scientifico del progetto per l’Università degli Studi di Brescia – costituisce un’occasione importante per unire competenze di diverse discipline (giuridiche, informatiche e gestionali) all’esperienza degli Uffici giudiziari, nell’unanime sforzo di contribuire al miglioramento dell’amministrazione della giustizia, uno dei gangli istituzionali di maggiore importanza per l’attuazione effettiva del principio di legalità e, in ultima istanza, per il corretto funzionamento della stessa democrazia”.

     

    I docenti e il personale tecnico amministrativo dedicati a questo progetto sono attualmente al lavoro (in stretto coordinamento con l’Ateneo di Torino) per la predisposizione dei bandi di ricerca per giovani ricercatrici e ricercatori di area giuridica, informatica e gestionale, che saranno pubblicati a partire da marzo e che consentiranno l’avvio del progetto presso gli uffici giudiziari compresi nel distretto di Corte d’Appello di Brescia.

     

  • Dal Rettore saluto di benvenuto al neo questore dott. Schimera

    Questa mattina il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Prof. Sergio Cavalieri, ha incontrato il Questore della Provincia di Bergamo Stanislao Schimera, Dirigente Superiore della Polizia di Stato in arrivo da Bari, presso la sede dell’Università degli studi di Bergamo di via Salvecchio.

    Il Magnifico Rettore, che ha accolto il Questore nella Sala del Consiglio unitamente ai membri del suo staff, ha così avuto modo di riaffermare le intese e i saldi rapporti di collaborazione esistenti tra le due istituzioni.

    Inoltre, l’incontro ha rappresentato l’occasione per i rappresentanti di Ateneo e Questura di scambiarsi un reciproco augurio di buon lavoro.

  • L’UNIVERSITÀ DI BERGAMO SI PRESENTA ALLE FUTURE MATRICOLE: DAL 7 AL 18 FEBBRAIO OPEN WEEK E APE UNIBG, PER CONOSCERE L’OFFERTA FORMATIVA DEL NUOVO ANNO ACCADEMICO

    È il momento di scegliere e costruire il proprio futuro e, per affiancare in questa scelta le future matricole, l’Università degli studi di Bergamo mette in campo – online – direttori di dipartimento, docenti, studenti e tutor per presentare la sua ampia offerta formativa, gli ambienti dei campus e le possibilità di carriera. Sono due le modalità per avvicinarsi al mondo UniBg: Open Week e Ape UniBg.

    L’Open Week consiste in una settimana di incontri online, momenti in cui l’Ateneo diviene un ambiente a porte aperte: la struttura e l’offerta formativa, insieme alle informazioni necessarie per le iscrizioni e ai servizi, vengono illustrate ai futuri studenti da docenti e coordinatori dei corsi di laurea triennali, quinquennali e magistrali. Lunedì 7 febbraio 2022 farà da apripista il Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione (ore 15-18), martedì 8 giornata dedicata al Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere (15-16.30) e al Dipartimento di Giurisprudenza (16.30-18), mercoledì 9 febbraio open day del Dipartimento di Scienze umane e sociali (15-18), giovedì 10 sarà il turno dei Dipartimenti di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione e di Ingegneria e scienze applicate (entrambi dalle 15 alle 18), venerdì 11 di Scienze economiche e Scienze aziendali (15-18), per finire con la presentazione dei servizi, lunedì 14 febbraio (15-18). (Per ulteriori informazioni: https://www.unibg.it/studiare/ti-aiutiamo/orientarsi/open-day)

    Dal 14 al 18 febbraio, dalle ore 17 alle 19, gli Ape UniBg faranno incontrare e confrontare studenti e aspiranti tali in un contesto più informale rispetto agli open day. Si tratta quindi di chiacchierate online con gli studenti tutor, coloro che più di tutti possono comprendere appieno dubbi e aspettative sul percorso universitario. Si parte lunedì 14 febbraio con il Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere, martedì 15 con i Dipartimenti di Scienze aziendali e di Scienze economiche, mercoledì 16 sarà la volta del Dipartimento di Scienze umane e sociali, giovedì 17 febbraio toccherà ai Dipartimenti di Ingegneria e scienze Applicate, di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione e di Giurisprudenza, mentre a chiudere il ciclo ci sarà l’Ape UniBg dedicato al Dipartimento di Lettere, filosofia, comunicazione, venerdì 18 febbraio. (Per ulteriori informazioni: https://www.unibg.it/studiare/ti-aiutiamo/orientarsi/open-day/ape-unibg-incontro-studenti-tutor)

    Per partecipare all’Open Week e agli Ape UniBg è necessario registrarsi al link https://unibg.site.ibrida.io

  • UniBg: nuova vita alla plastica monouso di mascherine e camici

    Single Use PPE Reinforced Asphalt (SUPRA): è questo il nome dell’unico progetto finanziato perché giudicato il miglior progetto sulla attività di ricerca volta alla riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso nell’ambito del “bando per il finanziamento di attività di ricerca volta alla riduzione dei rifiuti prodotti da plastica monouso – Edizione 2021” promosso dal Ministero della Transizione Ecologica.

    Proposto dai ricercatori e professori del DEIM (Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa) dell’Università della Tuscia, coordinati dal Dott. Marco Marconi, prevede la collaborazione dei ricercatori Daniele Landi e Christian Spreafico del gruppo di ricerca Virtualization and Knowledge, Dipartimento di Ingegneria Gestionale dell’Informazione e della Produzione dell’Università degli studi di Bergamo. Il progetto si propone di definire, sperimentare e validare un nuovo scenario di economia circolare basato sul riuso di rifiuti plastici derivanti da Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) a fine vita, quali ad esempio mascherine e camici realizzati in tessuto-non-tessuto, per la preparazione di “asfalti rinforzati” con performance migliori in termini di resistenza alla frattura e vita utile in confronto ai tradizionali asfalti non rinforzati, e di pari o migliore livello in confronto ad asfalti rinforzati con altre tipologie di materiali comunemente impiegati in questo settore, quali ad esempio fibra di vetro o cellulosa.

    Di durata semestrale, il progetto è stato avviato a fine dicembre 2021 con un budget di 200 mila euro. – spiega la prof.ssa Caterina Rizzi, coordinatrice del gruppo di ricerca Virtualization and Knowledge I nostri ricercatori si occuperanno dello studio e della ricerca delle prestazioni dei DPI, e la valutazione ambientale, economica e sociale saranno svolte utilizzando metodologie standardizzate e riconosciute dalla comunità scientifica internazionale con l’obiettivo di sperimentare e validare un nuovo scenario di economia circolare basato sul riuso di rifiuti plastici derivanti da Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) a fine vita, quali ad esempio mascherine e camici realizzati in tessuto-non-tessuto”.

    “Ogni anno, – aggiungono Daniele Landi e Christian Spreafico a livello globale, produciamo oltre due miliardi di tonnellate di rifiuti indifferenziati. Riuscire a trasformare un rifiuto in una risorsa non solo porta a vantaggi economici, ma permette di ottenere notevoli vantaggi sull’ambiente e sulle persone. L’obiettivo del progetto SUPRA è quello di eliminare i rifiuti prodotti dall’uso dei DPI e di ottenere un nuovo prodotto da utilizzare nell’ambito della costruzione delle strade. Possiamo trasformare la ‘spazzatura’ in qualcosa di utile per l’ambiente e darle il corretto valore economico”.

    I target stakeholders del progetto saranno tutte le imprese coinvolte nella filiera di smaltimento dei rifiuti e nella costruzione di infrastrutture stradali, quali aziende coinvolte nella gestione dei rifiuti che vedranno trasformare un flusso di rifiuto da smaltire in risorsa dal valore aggiunto, produttori di asfalti che potranno sostituire i rinforzi attualmente utilizzati con un altro a più basso costo e di medesime se non migliori performance, gestori di strade che, grazie alle incrementate performance dell’asfalto, potranno ridurre i costi di manutenzione delle pavimentazioni stradali e infine amministrazioni pubbliche, che potranno beneficiare sia direttamente (sulle strade direttamente gestite) che indirettamente (sulle strade affidate in gestione) dei ridotti costi di manutenzione.

  • Dal Rettore saluto di benvenuto al neo provveditore prof. Cubelli

    Si è tenuto oggi, venerdì 14 gennaio, alle ore 12:00, in Rettorato presso la sede di via Salvecchio dell’Università degli studi di Bergamo, l’incontro tra il rettore prof. Sergio Cavalieri, affiancato dal prorettore a didattica, orientamento e placement prof. Adolfo Scotto Di Luzio e il neo provveditore agli studi di Bergamo Vincenzo Cubelli.

    Un incontro istituzionale per dare il benvenuto a Vincenzo Cubelli alla guida dell’Ufficio scolastico territoriale ma anche occasione da parte del rettore prof. Sergio Cavalieri e della governance di Ateneo maggiormente impegnata sul fronte della didattica e dell’orientamento in ingresso, dunque sul versante della transizione scuola-università, per condividere il desiderio di collaborare e di superare le difficoltà dettate dalla pandemia attraverso percorsi di formazione ambiziosi.

  • Cambiamenti e ripresa post-pandemia

    L’Università degli studi di Bergamo ospiterà, dal 16 al 18 dicembre, il convegno nazionale dell’Associazione Italiana di Sociologia (www.ais-sociologia.it) dedicato al tema “Riproduzione sociale e metamorfosi globale”. La tre giorni, che si svolgerà in modalità blended nell’aula 1 della sede di via Pignolo e online (maggiori informazioni a questo link: www.unibg.it/node/13292), vedrà la partecipazione di circa 600 sociologi italiani, oltre che di alcuni illustri studiosi stranieri come Ligia Ferro, portoghese e Presidente dell’European Sociological Association.

    La teoria della riproduzione sociale, nelle differenti versioni fornite dagli studiosi, costituisce fin dall’origine una parte fondamentale del pensiero e della ricerca sociologica. Maria Carmela Agodi, Presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia e docente presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, spiega che ”questa centralità abituale dei temi e dei fenomeni collegati ai processi di produzione e di riproduzione sociale è particolarmente evidente nelle fasi di crisi acuta, conseguenti per esempio a rivoluzioni, conflitti militari, disastri economici, epidemie, catastrofi naturali, cioè nelle situazioni estreme, come nell’attuale pandemia da Covid-19, in cui vengono messe in discussione le basi del vivere comune, che, viceversa, sono solitamente ritenute scontate”.

    La scelta di Bergamo e del suo Ateneo come sede del convegno rappresenta la volontà dell’AIS di manifestare la propria vicinanza alla cittadina orobica, fortemente colpita durante la prima ondata della pandemia. Commenta così il Vicepresidente AIS e docente di sociologia di UNIBG, Stefano Tomelleri: “Quando il consiglio direttivo dell’Associazione Italiana di Sociologia all’unanimità ha proposto l’Università di Bergamo come sede per il convegno nazionale è stato per me e per le colleghe e i colleghi sociologi del nostro ateneo motivo di grande soddisfazione. La città di Bergamo e la sua provincia hanno affrontato una delle più gravi crisi dopo la Seconda guerra mondiale. Ma questo territorio, ed è il motivo dell’importanza di questo convegno, non è solo il simbolo di quella sofferenza, che va rispettata, ma anche e soprattutto il simbolo della sua straordinaria resilienza, della capacità di rialzarsi e guardare nuovamente al futuro”

    È possibile visionare il programma del convegno a questo link: https://www.ais-sociologia.it/2021/11/26/riproduzione-sociale-e-metamorfosi-globale/, mentre per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi agli indirizzi e-mail [email protected], [email protected], al numero +39 333 1289113 o consultare il link www.unibg.it/node/13292

  • Agrimonia: al via venerdì 3 dicembre il progetto di data science volto ad analizzare l’impatto dell’agricoltura sulla qualita’ dell’aria

    Venerdì 3 dicembre, si terrà l’incontro di avvio del progetto “The impact of agriculture on Italian air quality and the COVID-19 pandemic” (AgrImOnIA) finanziato da Fondazione Cariplo, nell’ambito della call “Data Science for Science and Society”, di cui l’Università degli Studi di Bergamo è capofila e che vede coinvolte l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, l’Università degli Studi di Torino e l’Università Leibniz di Hannover.

    L’incontro si terrà dalle 14:30 alle 18:00, presso l’Auditorium Marinotti dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca (Edificio U12, via Vizzola, 5, Milano) e online (al link che sarà fornito dopo la compilazione del seguente modulo: https://forms.gle/KmNP73g2SXt3Vnpq8).

    Il progetto si pone l’obiettivo di valutare l’impatto dell’agricoltura sulla qualità dell’aria in Lombardia, utilizzando metodi avanzati di data science, geo-statistica e machine learning. AgrImOnIA intende condividere i temi e i risultati della ricerca con i cittadini e i decisori pubblici, al fine di informarli, sensibilizzarli e migliorarne la consapevolezza sul ruolo e sull’impatto che il settore agricolo ha sulla qualità dell’aria.

    Nel corso del kick off meeting di venerdì 3 dicembre è prevista una tavola rotonda dal titolo “Agricoltura e qualità dell’aria: il ruolo del data science” con la partecipazione di Michela Cameletti, Università degli Studi di Bergamo, Luca D’Angelo, Arpa Lombardia, Luca Ferrero, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Vanes Poluzzi, Arpa Emilia Romagna, Lara Aleluia Reis, RFF-CMCC EIEE e Marialuisa Volta, Università degli Studi di Brescia. A moderare l’evento Alessandro Fassò, dell’Università degli Studi di Bergamo. Durante l’incontro verranno anche presentati il sito web e i canali social del progetto.

     

    Per partecipare, sia in presenza sia da remoto, è necessario compilare il modulo al seguente link https://forms.gle/KmNP73g2SXt3Vnpq8 o, in alternativa, scrivere all’indirizzo [email protected]

     

  • Un dato di fatto

    La “cultura del dato” deve essere parte del bagaglio di ogni cittadino, come nuova forma di alfabetizzazione, capace di promuove una nuova tensione educativa.  Lo sostengono i professori di UNIBG Matteo Kalchschmidt, Stefano Paleari e Lucio Cassia nella pubblicazione “Un dato di fatto. Uso e abuso del dato. Un viaggio tra realtà, rappresentazione ed emozione”. L’importanza del dato nella società contemporanea sarà approfondita nel dialogo in diretta streaming su www.corriere.it martedì 30 novembre alle 18.

     

    La pandemia che si è impadronita del mondo nel 2020 è stata accompagnata da un flusso continuo di dati, dal numero di positivi ai tamponi, dai nuovi ricoveri ai decessi. Mai come oggi, aldilà della pandemia, sperimentiamo la forza dei numeri e delle loro variazioni nell’indirizzare decisioni. E abbiamo anche visto come, tutte le volte che c’è una forza, c’è la giusta misura e ci può esserne l’abuso.

     

    Su iniziativa della Fondazione Corriere della sera e della Fondazione Pesenti, dell’importanza del “dato” nella società contemporanea, martedì 30 novembre alle 18, in diretta streaming su www.corriere.it rifletteranno i professori dell’Università degli studi di Bergamo Matteo Kalchschmidt e Stefano Paleari in dialogo con Danilo Taino presentando il libro Un dato di fatto. Uso e abuso del dato. Un viaggio tra realtà, rappresentazione ed emozione scritto a più mani anche con il professor Lucio Cassia e pubblicato da Brioschi Editore.

    Questo libro – anticipano gli autori – riflette sul dato, che non è solo numero, sulla sua necessità e la sua delicatezza: gli andamenti demografici e migratori, le questioni ambientali, le scelte politiche (da quota 100 alla riforma fiscale) richiedono, per essere lette e vissute senza derive semplicistiche, una buona dimestichezza con il mare di dati disponibili. E una capacità interpretativa. In una realtà sempre più condizionata dagli algoritmi, dai modelli numerici e dall’intelligenza artificiale, la “cultura del dato” non può mancare nella formazione di chi è chiamato a decidere. Ma è soprattutto parte del bagaglio di competenze di ogni cittadino che vuole vivere con consapevolezza e spirito critico il mondo che verrà. La “cultura del dato” come nuova forma di alfabetizzazione, capace di promuove una nuova tensione educativa”.

  • UniBg: al via il corso per riabilitare il paesaggio montano, e sfruttare straordinarie opportunità sostenibili

    Trattare di questioni relative alla montagna, per valorizzarne le peculiarità e l’attrattiva, ma anche promuovere il rinnovamento di una didattica che si apra sempre di più ai territori: questi gli obiettivi del corso di perfezionamento sulla “Valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e ambientali in Montagna”, promosso dall’Università degli studi di Bergamo, che prenderà il via venerdì 26 novembre.

     

    I contenuti del ciclo di incontri, che si terranno a Clusone, San Pellegrino Terme e Sondrio, con possibilità per i partecipanti di seguire da remoto le attività didattiche fuori sede, verranno illustrati presso la Sala Conferenze S. Agostino, venerdì 26 novembre alle 17:15, dall’Università di Bergamo insieme ai rappresentanti degli enti affiliati al progetto: Comunità Montana Valtellina di Sondrio, Comunità Montana Valle Brembana, Comunità Montana Valle Seriana, Comune di Clusone, Comune di San Pellegrino Terme, Club Alpino Italiano-Save The Mountains, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bergamo, Outback 97.

     

    Il corso di perfezionamento, che prevede lezioni frontali e attività di project work su temi di valorizzazione dei territori montani alpini, si colloca nel quadro delle iniziative promosse dall’Ateneo orobico al fine di attribuire rinnovata importanza al territorio montano. “Negli ultimi anni – sottolinea la prof.ssa Elisabetta Bani, prorettrice alla terza missione e ai rapporti con il territoriola montagna sta recuperando una centralità, sulla quale moltiplicare gli sforzi, nelle politiche territoriali e nelle progettualità di sviluppo; in risposta alle crisi ambientale, socio-economica e pandemica, emergono riflessioni su nuovi “modelli dell’abitare”, e su forme di produzione e di fruizione turistica che necessitano di idee e progettualità innovative. l’Università di Bergamo ha avviato percorsi di studio su problemi, risorse e opportunità di sviluppo delle Valli alpine lombarde, in particolare delle Valli Bergamasche e della Valtellina.”

     

    “Riscoprire il valore della montagna come fucina di urbanità, mentre si definiscono modelli di un’abitabilità sostenibile, più adeguati alle esigenze del presente”. Queste le priorità del nostro tempo secondo il prof. Fulvio Adobati, docente di Urbanistica e direttore del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” di UniBg, che spiega: “C’è stato un tempo in cui, nell’arco alpino e specialmente nella Bergamasca, la montagna era città: località come Gromo o Gandino avevano un ruolo di spicco nel commercio internazionale nel settore metallurgico e tessile, e lungo le Alpi erano situate importanti aree industriali e sistemi di relazioni che hanno costruito urbanità, leggibile attraverso le figure e le ricchezze artistiche che caratterizzano le valli alpine lombarde. Credo sia il momento di cogliere le opportunità di questa fase di investimenti e progettualità per recuperare una dimensione piena e autentica della montagna e un rinnovato rapporto montagna-città”.

     

    I dettagli del corso, tra cui il programma completo e le prospettive occupazionali dei partecipanti sono disponibili all’indirizzo https://sdm.unibg.it/corso/valorizzazione-dei-beni-culturali-paesaggistici-e-ambientali-della-montagna/

  • LUBERG: Cerimonia di Fine Anno

    Mercoledì 01 Dicembre 2021 | Aula Magna Università degli Studi di Bergamo

    Dopo l’edizione digitale del 2020 la Cerimonia di Fine Anno LUBERG torna quest’anno finalmente in presenza come evento speciale all’interno della prestigiosa Aula Magna in S. Agostino per premiare le eccellenze dell’Università degli Studi di Bergamo e condividere con la città il valore degli alumni UniBg.

     

    Mercoledì 01 Dicembre dalle ore 19.00 le porte dell’Aula Magna si spalancheranno per accogliere la Cerimonia che l’Associazione Alumni UniBg LUBERG organizza annualmente per riconoscere il talento dei laureati dell’Università degli Studi di Bergamo in un evento dedicato e celebrativo in cui gli alumni vengono premiati pubblicamente davanti alle autorità del territorio e all’intera città di Bergamo. Come sempre il cuore pulsante saranno le premiazioni ma non mancheranno i saluti di benvenuto e un ospite speciale che sarà di grande ispirazione per il pubblico in sala.

     

    Obiettivo della Cerimonia di Fine Anno LUBERG è quello di riconoscere il valore degli oltre 50.000 laureati dell’ateneo orobico, autentici ambasciatori del valore del territorio di Bergamo e della qualità del suo ateneo oltre che di stimolare il forte senso di appartenenza dell’ampia community dei laureati bergamaschi al loro ateneo di provenienza e formazione.

     

    I saluti di benvenuto saranno affidati ai neoeletti rappresentanti di LUBERG e dell’Università degli Studi di Bergamo. Simona Bonomelli, da pochi mesi Presidente alla guida di LUBERG, darà il suo più caloroso benvenuto a tutti i partecipanti passando poi la parola a Sergio Cavalieri, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, che darà il suo saluto speciale alla platea.

     

    Le celebrazioni continueranno quindi con le premiazioni ufficiali, cuore pulsante di questa Cerimonia. Come ogni anno verrà proclamato il Laureato dell’Anno – Premio alla Carriera, onorificenza che LUBERG assegna ai laureati che con la loro professionalità hanno contribuito a promuovere l’ateneo bergamasco come centro di eccellenza di respiro nazionale o internazionale. Negli anni passati la targa di merito è stata consegnata a valorosi professionisti, ambasciatori nel mondo della qualità di essere laureati UniBg Durante la serata verrà proclamata in anteprima esclusiva la figura professionale che riceverà questo importante riconoscimento.

     

    Seguirà infine la consegna del Premio agli Studi dove 8 neolaureati dell’Università degli Studi di Bergamo che si sono distinti per un curriculum studiorum particolarmente brillante, per i risultati conseguiti nel corso di laurea, per l’originalità e il rigore scientifico della tesi o per i tempi di conseguimento della laurea medesima, riceveranno la targa di riconoscimento. Con l’insediamento del nuovo Dipartimento di Scienze Economiche, che si unisce a Scienze Aziendali, Giurisprudenza, Ingegneria e Scienze applicate, Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione, Lettere,

     

    Filosofia e Comunicazione, Lingue, letterature e culture straniere e Dipartimento di Scienze Umane e Sociali i neolaureati che riceveranno questo importante riconoscimento saranno otto. La consegna di queste premiazioni rappresenta un momento chiave nel palinsesto della Cerimonia che non solo avvicina i giovani talenti all’Associazione alumni, ma ne riconosce il valore e la qualità.

     

    A chiudere la Cerimonia sarà un ospite davvero speciale: il campione europeo Matteo Pessina, centrocampista dell’Atalanta Bergamo e giovane studioso. La storia di Matteo sarà di grande ispirazione per la community alumni UniBg che parteciperà all’evento: nonostante la brillante carriera, questo giovane sportivo infatti, coltiva da anni la passione per lo studio, che non ha mai abbandonato dimostrando un grande senso di impegno, umiltà e cura del proprio futuro professionale. Matteo Pessina sarà intervistato dalla Presidente LUBERG Simona Bonomelli e dalla giornalista Simona D’Alessio, figura che modererà tutta la Cerimonia. Un talk che avrà quale punto cardine certamente la storia del giovane calciatore ma che stimolerà la riflessione rispetto all’importanza dell’istruzione come fondamentale veicolo per il futuro.

     

    Posti limitati e disponibili su prenotazione fino ad esaurimento posti in sala.

    A causa delle disposizioni anti Covid in vigore il numero dei posti disponibili è limitato, vi invitiamo pertanto a prenotare il vostro posto registrandovi all’evento sul sito luberg.it. Nel rispetto delle norme vigenti gli ospiti dovranno essere muniti di Green Pass.

    Registrazioni su: https://bit.ly/Cerimonia_Fine_Anno_2021

     

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    Cerimonia di Fine Anno LUBERG

    mercoledì 01 dicembre 2021 ore 19.00 | Aula Magna S. Agostino

     

    Per maggiori informazioni: [email protected]

  • Il 15 e 16 luglio il convegno “La montagna si rilegge”, per la crescita e lo sviluppo dell’ambiente montano

    “LA MONTAGNA SI RILEGGE – Fonti e storia del Parco
    nazionale dello Stelvio per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio culturale
    e ambientale” è il titolo della due giorni organizzata dall’Università di Bergamo e dal
    Parco Nazionale dello Stelvio il 15 e il 16 luglio nell’auditorium dell’Istituto superiore
    “Alberti” di Bormio (via Monte Confinale, 10).
    Nel corso dei lavori verranno esaminati i casi di studio dedicati alla storia e agli archivi
    dei parchi nazionali in Europa e nel mondo e verranno proposte e analizzate
    strategie volte a tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale montano.
    L’iniziativa conferma la collaborazione che lega da anni l’Ateneo orobico con il Parco
    nazionale dello Stelvio: nel 2019, infatti, la cooperazione delle due parti ha reso
    possibile il riordino e l’inventariazione dell’archivio storico del Parco nazionale,
    pubblicata nel volume Un archivio sul crinale. Inventario dell’Archivio storico del Parco
    nazionale dello Stelvio (1932-1978). Questa attività è stata poi seguita, nell’estate del
    2020, da una mostra storico-documentaria caratterizzata dall’esposizione di una
    serie di dati e immagini provenienti dall’archivio, che verrà ripresa in occasione del
    convegno del 15 e 16 luglio.
    Quelli dell’Università di Bergamo e del Parco Nazionale dello Stelvio rappresentano i
    primi interventi in Italia per quanto riguarda la creazione di archivi storici nazionali:
    ciò permette a numerosi studiosi di accedere a fonti inedite, come 300 pezzi tra buste
    e registri dal 1935 al 1978, e 550 pezzi relativi alla documentazione successiva. Alla
    due giorni, introdotta dal Direttore del Parco Nazionale dello Stelvio-Lombardia
    Alessandro Nardo e dal Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Remo Morzenti
    Pellegrini, saranno presenti studiosi provenienti da tutto il mondo, tra cui Anna-
    Katharina Wőbse dalla Germania, Petra Kavrečič dalla Slovenia, Luigi Lorenzetti e
    Hans Lozza dalla Svizzera, Marco Armiero dalla Svezia e Anne Foster dagli Stati Uniti.
    È possibile seguire l’evento in diretta da remoto, collegandosi al link:
    https://meet.google.com/ngw-wghf-rzm

  • “So good! Break the plastic habit”: 16 dispenser di acqua potabile all’Università degli studi di Bergamo

    Anche all’Università degli studi di Bergamo ora è possibile, per studenti e docenti, utilizzare 16 erogatori di acqua potabile, grazie al progetto in collaborazione con Uniacque dal titolo “So good! Break the plastic habit”.

    L’iniziativa è frutto di un progetto sviluppato dall’Università orobica insieme a Uniacque, in piena sintonia nella volontà di ridurre l’utilizzo della plastica.

    Tramite questo progetto, l’Università degli studi di Bergamo e Uniacque, consapevoli dei goal di Agenda2030, invitano i giovani a rivalutare l’acqua del rubinetto, buona e sicura, offrendo così non solo acqua ma perseguendo anche, indirettamente, uno scopo educativo che guarda al futuro del pianeta.

    Gli erogatori sono stati collocati nelle principali sedi universitarie dell’Ateneo cittadino: in particolare tre dispenser servono l’edificio di via dei Caniana, due quello di via Pignolo e il complesso di Sant’Agostino, mentre un erogatore a testa è stato dislocato nelle sedi di via Salvecchio e piazza Rosate. Sei dispenser, infine, presiedono il polo universitario di Dalmine.

  • Università di Bergamo e Politecnico di Milano al top della classifica mondiale dei Master

    Il Master Executive in Gestione degli Asset Industriali e della Manutenzione – MeGMI, iniziativa promossa congiuntamente da SdM – Scuola di Alta Formazione dell’Università degli Studi di Bergamo e dal MIP – Graduate School Of Business del Politecnico di Milano, ha conseguito il 1° posto nella classifica Best Master Ranking stilata da EdUniversal nella categoria “Industrial and Operations Management” per l’area geografica Western Europe (https://www.best-masters.com/ranking-master-industrial-and-operations-management-in-western-europe.html).

    La classifica annuale di EdUniversal coinvolge oltre 4000 università ed enti di formazione nel mondo presenti in oltre 154 Paesi; i Master selezionati per la graduatoria sono più di 5000 e coprono 50 ambiti di formazione. Il traguardo raggiunto vede il Master in Gestione degli Asset Industriali e della Manutenzione superare in classifica Master erogati da prestigiose Università inglesi, tedesche, francesi e spagnole.

    I criteri utilizzati per la valutazione dei Master sono legati non solo al livello di soddisfazione dei partecipanti ma anche alle opportunità che questo genera e al riconoscimento, sia nazionale che internazionale, del livello di competenze acquisite durante il percorso formativo.

    Il Master MeGMI nel corso delle sue sedici edizioni ha visto la partecipazione di più di 250 professionisti afferenti ad oltre 100 aziende di rilevanza nazionale e internazionale del tessuto industriale italiano (tra queste si annoverano Tenaris Dalmine, Eni, Italcementi, Brembo, SIAD e SIAD Macchine Impianti, Cotonificio Albini, Radici Group, Uniacque, Rete Ferroviaria Italiana, Unareti, Same Deutz-Fahr, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, CNH) e si rivolge a responsabili e professionisti operanti nell’area della gestione della manutenzione degli impianti industriali, dei sistemi infrastrutturali nonché ai fornitori di servizi collegati.

    Il Master Universitario MeGMI, dalla sua prima edizione, si pone l’obiettivo di formare manager di manutenzione che, oltre a possedere adeguate competenze tecniche, siano in grado di gestire i processi di asset management in termini organizzativi e gestionali, governando l’impatto che questi hanno sul resto dell’organizzazione, sui suoi obiettivi di business, di qualità, sicurezza ed efficienza.

    “Questo risultato – commenta il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – riempie di grande soddisfazione la Faculty del corso e tutti i partner industriali e accademici che hanno strettamente collaborato sin dall’inizio alla progettazione ed erogazione di un percorso di eccellenza nel panorama dell’alta formazione tecnico-manageriale.”

    Aggiunge il prof. Sergio Cavalieri dell’Università degli studi di Bergamo co-direttore del corso insieme al prof. Marco Macchi del Politecnico di Milano: “A differenza di corsi di management più generalisti, non è semplice per un percorso specialistico come il MeGMI mantenere un crescente interesse da parte dei partecipanti e del mondo industriale, per di più in un periodo in cui gli investimenti in formazione e qualificazione del personale vengono spesso sacrificati in ragione di una minore disponibilità finanziaria da parte delle aziende.”

  • Nuova intesa tra Regione Lombardia e Unibg su robotica e benessere dei lavoratori nell’industria 4.0

     Robotica e benessere dei lavoratori nell’Industria 4.0 sono protagonisti dell’intesa tra Palazzo Lombardia e l’Università degli studi di Bergamo, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Fabrizio Sala nell’ambito degli “Accordi di collaborazione per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico”, sottoscritti da Palazzo Lombardia con 8 università pubbliche lombarde.

    Il progetto prevede due realizzazioni: quella di linee manifatturiere in scala ridotta, con unità automatiche di ultima generazione e robot in parte anche collaborativi; e quella di un ambiente sensorizzato, dove testare e sviluppare nuove tecnologie e nuovi servizi.

    “Ringrazio, a nome di tutta la nostra Università, – dichiara il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – Regione Lombardia che, non solo, da subito ha sostenuto, nei difficili mesi scorsi, il sistema delle università della nostra Regione nel suo complesso, ma attraverso questo nuovo e importante contributo ha anche deciso di attivare una specifica collaborazione per la realizzazione di una nuova iniziativa di ricerca “Smart living in manufacturing”, per rilanciare il sistema economico sociale sul territorio lombardo così provato dall’emergenza sanitaria. Degno di nota anche il contributo, sempre di Regione Lombardia, per il nostro progetto di ulteriore adeguamento e innovazione delle infrastrutture tecnologiche per la didattica di euro 1.799.000”.

  • UniBg: 5 regole per un metodo di studio di successo, anche in dad

    Fornire tecniche e strategie concrete per migliorare il metodo di studio, superare eventuali problemi di apprendimento ed evitare ritardi nella carriera studentesca. Con questi obiettivi nasce lo storico corso sul “Metodo di Studio” promosso dall’Università degli studi di Bergamo. Un ciclo di lezioni aperte a tutti gli studenti, in particolare a coloro che hanno iniziato un nuovo percorso di studi o che in passato hanno incontrato difficoltà nell’apprendimento o nel superamento degli esami.

    “Il corso vuole aiutare gli studenti ad attuare strategie per superare le difficoltà incontrate ma anche per apprendere meglio, imparando a gestire il proprio tempo in modo più produttivo. Le indicazioni che vengono date sono di carattere generale e sono valide per studenti di qualsiasi ordine e grado. La situazione attuale tuttavia, condiziona pesantemente il modo di vivere degli studenti: per questo, nel corso delle lezioni, consiglio ai miei studenti di praticare attività che contribuiscono al benessere psico-fisico, come lo sport o le relazioni sociali, ovviamente nel rispetto delle regole attualmente in vigore” racconta la Prof.ssa Laura Serra.

    Ma quali sono le regole principali per attuare un buon metodo di studio?

    In particolare, sono cinque le strategie base da seguire. In primo luogo, è fondamentale gestire il proprio tempo, programmando le attività a partire dalla giornata, dalla settimana, per arrivare al mese, al semestre e così via. La gestione del tempo deve prevedere ogni giorno attività che consumano energia – come seguire le lezioni o studiare – ed attività che forniscono energia come praticare attività sportiva, dormire e mangiare con regolarità e coltivare interessi e relazioni sociali. Seguire le lezioni in modo attivo, prendendo appunti è importante per migliorare la concentrazione e per fissare i primi concetti. È importante anche studiare passo a passo, rivedendo gli appunti presi a lezione: questo procedimento costituisce un primo studio indispensabile per accorciare i tempi di preparazione di un esame. Durante lo studio, è utile ricorrere a schemi, mappe e riassunti a seconda dello stile personale di pensiero. Gli studenti possono infine applicare alcune tecniche per favorire il passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, che consente di immagazzinare correttamente le informazioni in modo che possano essere recuperate facilmente.

    «Avere un buon metodo è certamente uno dei pilastri per una carriera formativa d’eccellenza, insieme a una didatica che si distingua, anche in termini di digitalizzazione – sottolinea il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini – Proprio in questi giorni è stato pubblicato il rapporto Censis della trasformazione digitale dell’Italia che interessa anche il mondo della formazione e dimostra come siamo stati in grado di trasporre le nostre attività sul web a seguito dell’emergenza. Il matrimonio tra didattica e metodo funziona solo se c’è un investimento da parte di entrambi i partner, docenti e studenti»

    Nella classifica Censis sulla didattica degli Atenei statali, l’Università degli studi di Bergamo vanta alcuni posizionamenti nella top ten per indirizzo di studi: ingegneria gestionale dell’informazione e della produzione seconda nelle lauree triennali e ottava nelle specialistiche, scienze dell’educazione al nono posto nelle triennali e psicologia al settimo posto nelle specialistiche.

  • UniBg e orientamento al lavoro: lunedì 30 novembre al via la Digital Career Week

    Il mondo del lavoro e gli studenti dell’ateneo di Bergamo si incontrano per un proficuo scambio ormai consolidato, ma che quest’anno non avverrà nelle sedi universitarie bensì online, tramite piattaforma Teams.

    Al via lunedì 30 novembre, con il benvenuto del Rettore, la Digital Career Week, una settimana di presentazioni e confronti online tra aziende partner dell’ateneo orobico e gli studenti che stanno cominciando a proiettarsi nel mondo del lavoro post universitario.

    Sono 41 le realtà aziendali e istituzionali coinvolte che si presenteranno e dialogheranno con gli studenti, esplicitando profili professionali, ruoli e competenze richieste al loro interno. Ciascuna giornata della Digital Career Week è suddivisa in 8 moduli, della durata di 20 minuti ognuno, durante i quali l’azienda o l’ente protagonista presenterà la propria realtà, i percorsi di carriera e le opportunità di inserimento, con un breve spazio finale per domande e approfondimenti da parte degli studenti.

    Le attività di placement sono ormai consolidate nel nostro ateneo che può vantare percentuali molto positive in questa prospettiva: l’84% dei laureati unibg un anno dopo il conseguimento della laurea è occupato, mentre il dato sale al 91,9 % dopo cinque anni. Anche per questo la Digital Career Week rappresenta un momento importante di incontro e confronto con il mondo delle imprese che accresce la consapevolezza degli studenti circa le proprie competenze e conoscenze, oltre a permetter loro di creare un primo contatto con il futuro del mondo professionale.

    Per informazioni e calendario eventi https://www.unibg.it/node/9874

  • Laurea in apprendistato di III livello all’UniBg. Un esempio straordinario di circolarità formativa

    Un piano personalizzato gli ha dato l’opportunità di raggiungere la laurea ottenendo un’alta formazione da applicare nel suo lavoro, necessaria per rivestire ruoli professionali più specifici e specializzati. Venerdì 20 novembre, Mattia Cavalieri, 27 anni, si laureerà attraverso un percorso di apprendistato di III livello in Scienze dell’Educazione.

    Un percorso, tra i primi in Italia, basato sulla stipula di un contratto di lavoro finalizzato alla qualificazione professionale contemporaneamente al conseguimento del titolo di studio.

    «La possibilità di un percorso di laurea in apprendistato di II livello nasce da un accordo, quasi unico nel panorama italiano, istituito dall’Università degli studi di Bergamo con Confcooperative – spiega il rettore Remo Morzenti Pellegrini –. Sono perscorsi come questo che ci permettono di mettere in pratica la cosiddetta circolarità formativa: le aziende che assumono apprendisti di III livello possono beneficiare di agevolazioni contributive e fiscali e hanno il vantaggio di poter progettare con l’Università il percorso formativo dell’apprendista, anche in funzione degli specifici fabbisogni di competenze dell’azienda stessa».

    Il percorso è stato seguito da due tutor: uno accademico, la prof.ssa Giuliana Sandrone, e uno aziendale, la dott.ssa Valentina Piazzalunga.

    La comunicazione come strumento per favorire la relazione educativa in contesti di disabilità intellettiva” è il titolo del Project work di Mattia che tratta gli aspetti teorici e scientifici della comunicazione e la sua importanza nelle relazioni educative. Aspetti teorici testati sul campo e connessi  all’esperienza pratica effettuata tramite un intervento educativo svolto presso il Centro Socio Educativo Ikebana di Bergamo, impegnato nella costruzione di progetti di vita con persone adulte che presentano disabilità intellettive. Una connessione preziosa per favorire in Mattia lo sviluppo di competenze professionali fortemente ancorate al sapere acquisito.

    «L’apprendistato di III livello – dichiara il laureando Mattia Cavalieriè un’esperienza davvero molto affascinante e ricca di emozioni che mi ha fatto crescere a livello professionale e umano. Come tutti i percorsi può essere faticoso, ma l’esperienza che ho portato a casa è indescrivibile. Consiglio a tutti gli studenti, che vogliono mettersi in gioco, di intraprendere questo percorso che permette di sperimentare un modo completamente nuovo di frequentare l’Università»

    «Un fattore caratterizzante di questi percorsi riguarda l’elevata personalizzazione che consente di porre al centro gli interessi e le potenzialità dell’apprendista. Al termine dell’esperienza nasce una figura professionale altamente qualificata e pronta per entrare nel mondo del lavoro con anticipo rispetto ai colleghi della stessa età e, soprattutto, pronta a svolgere una professione specifica» – spiega Marco Lazzari, direttore del dipartimento di Scienze umane e sociali.

     

  • Al rettore di UniBg consegnato il Sigillo di Ateneo di Macerata

    “Per aver svolto con dedizione, lungimiranza e competenza il ruolo di Rettore in un momento complesso e difficile come quello dell’emergenza pandemica, tuttora in atto, particolarmente rappresentando per gli studenti e la Comunità accademica anche nazionale, un esempio da seguire”. Con questa motivazione giovedì 15 ottobre in occasione della Cerimonia di inaugurazione del 730° anno accademico, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, l’Università degli studi di Macerata, in una giornata storica, ha conferito il “Sigillo di Ateneo” al Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini.

    Dopo il corteo degli Accademici e la relazione del Rettore dell’Università degli studi di Macerata Francesco Adornato dal titolo esplicativo “Futuro prossimo”, è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che insieme al Ministro Gaetano Manfredi, presente a Bergamo meno di un mese fa per aprire simbolicamente l’anno accademico ’20-21, ha rivolto un messaggio di profonda fiducia agli studenti dell’intero Paese.

    «Ricevere questo encomio da parte di una delle più antiche università d’Italia è per me motivo di grande onore – afferma Remo Morzenti Pellegrini –. Un riconoscimento simbolico che sento il dovere di portare a Bergamo e condividere con tutta la Comunità accademica, dagli studenti ai professori, ai ricercatori, fino al personale tecnico-amministrativo. Il dialogo costante, avviato con gli

    studenti della mia Università e con gli altri Rettori delle Università italiane, è stato per me lo strumento privilegiato non solo per ridefinire, di fronte alla crisi pandemica, i nostri modi di essere all’interno e all’esterno dell’Accademia, ma anche un’occasione per comprendere più a fondo l’importanza del sapere relazionale, fondato sul confronto e lo scambio. Questo sapere rappresenta un rinnovato impegno nell’azione di formazione scientifica e civile dei nostri giovani, nonché un patrimonio da promuovere e attraverso cui costruire il futuro».

    Il Sigillo di Ateneo, quale attestato di stima e riconoscenza, viene conferito a personalità prestigiose che hanno saputo distinguersi, anche a livello internazionale, negli ambiti professionali e sociali nei quali operano.

    Il rettore dell’Università degli studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini, in carica dal 1° ottobre 2015, è professore ordinario di Diritto amministrativo presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bergamo.

    Dal 2016 è membro del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), su designazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e dal 2018 è presidente del Comitato Regionale di coordinamento delle Università della Lombardia (CRUL). Dal 2019 è presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione University for Innovation (U4I), nata da un’iniziativa congiunta dell’Università degli studi di Bergamo, dell’Università degli studi di Milano-Bicocca e dell’Università degli studi di Pavia, ed è membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI).

  • UNIBG consegna i diplomi ai laureati a distanza, alla presenza del ministro Manfredi

    “Oggi viviamo una emozionante giornata che parla di futuro. I giovani laureati dell’università di Bergamo sono stati grande esempio di comunità universitaria, per il senso di sacrificio, il senso del dovere e della responsabilità che hanno mostrato di avere.  La pandemia è stata anche un momento di verifica rispetto alle trasformazioni globali che investono il nostro Paese e il mondo intero, nell’economia, nelle relazioni sociali, nel modo di lavorare, nel modo di studiare. Abbiamo oggi la necessità che le università vivano con maggiore consapevolezza e da protagoniste la trasformazione in atto, insieme alle forze sociali, alle forze produttive, alle istituzioni, in una visione che conservi al centro sempre la persona, il senso di comunità, il valore dell’inclusione. Nessun futuro può essere senza sacrificio e senza impegno. Bergamo, i suoi studenti, le loro famiglie, l’intera comunità universitaria sono testimonianza del coraggio di saper cogliere le sfide e intercettare il cambiamento”.

    Con queste parole il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ha lanciato simbolicamente da Bergamo a tutta Italia un forte messaggio di resilienza del mondo accademico, durante la cerimonia di consegna dei diplomi di laurea dell’Università degli studi di Bergamo.

    Nella mattinata di mercoledì 30 settembre, oltre mille studenti, laureati nelle sessioni da remoto dell’anno accademico 2019/2020, si sono riuniti per l’occasione al Lazzaretto di Bergamo, la “cittadella accademica” allestita temporaneamente per garantire accessibilità e sicurezza nel primo mese di ripartenza.

    Messaggi di incoraggiamento, buona musica e tanta emozione sono stati gli ingredienti che hanno caratterizzato la mattinata di festa, organizzata dall’ateneo orobico e trasmessa in diretta streaming sul sito e sulla pagina Facebook dell’ateneo.

    «Oggi ci troviamo qui alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, che ha dato un bellissimo messaggio agli studenti di tutta Italia. Un messaggio così che parte da Bergamo, città baluardo del mondo accademico durante quei mesi terribili, così definita proprio dal Ministro, acquisisce un valore ancor più simbolico perché ci troviamo al Lazzaretto. Questo posto ha molto da rivelare in termini di sofferenza e volontà di ricostruzione: fu infatti proprio qui che nel 1630 le autorità dell’epoca ospitarono le persone che avevano contratto la peste, che nel nostro territorio causò più di 55mila morti. Dovremmo provare a lasciarci ispirare da ciò che è avvenuto in risposta a tale evento: la ripresa, la voglia di guardare avanti, la rinascita, appunto – ha affermato il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini–. Che la vostra laurea concretizzi di fatto una ripartenza, una vera e propria rinascita: un punto luminoso in grado di riaccendere le speranze e di rimettere in circolo il vostro talento e le vostre capacità».

    L’intervento del rettore si è concluso con una dedica tratta dai versi di “Forever Young” di Bob Dylan, augurando ai neodottori di continuare a sognare e costruire il proprio percorso di vita verso grandi ideali, rimanendo allo stesso tempo saldi, con i piedi per terra e con le mani occupate: «Portate i vostri sogni in giro per il mondo, care dottoresse e cari dottori, e, insieme, portate dentro di voi anche un pezzo di UniBg con il ricordo di tutte le persone che avete incontrato qui».

    La mattinata si è conclusa con un’esibizione speciale per i giovani dottori e dottoresse dei Pinguini Tattici Nucleari, classificati terzi all’ultima edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Ringo Starr” e fortemente voluti dall’ateneo orobico per questo giorno per via della loro “identità ibrida meravigliosa, a metà strada tra l’attaccamento al proprio luogo di origine e l’apertura al mondo, come l’Università degli studi di Bergamo” come ha dichiarato il rettore Remo Morzenti Pellegrini presentando la band che si è esibita, tra gli altri, nel pezzo sanremese e nelle canzoni che più l’hanno resa nota al grande pubblico.

    Alla cerimonia hanno partecipato anche le autorità locali: l’assessore regionale Claudia Terzi, il prefetto Enrico Ricci, il procuratore Angelo Antonio Chiappani, il questore Maurizio Auriemma, il presidente della provincia Gianfranco Gafforelli, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il segretario generale della curia mons. Giulio Della Vite in rappresentanza del Vescovo, la direttrice dell’ufficio scolastico territoriale di Bergamo Paola Graziani, il direttore generale di Ats Bergamo Massimo Giupponi, il direttore generale dell’Asst Bergamo Est Fabio Locati, il comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza Bonifacio Bertetti, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Calogero Turturici, il comandante dei Vigili Gabriella Messina, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Mario Salerno, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Alessandro Nervi.

    Una giornata dove ripartenza non significa solo inaugurare l’anno accademico e ritirare i diplomi ma anche ritornare alle lauree in presenza: nel pomeriggio stesso, infatti, le proclamazioni dei corsi di psicologia, alle 15 presso l’auditorium del Seminario, e di ingegneria e informatica, alle 17.30 presso la sede universitaria di Dalmine.

     UNIBG IN NUMERI

    L’Università degli Studi di Bergamo offre ai suoi studenti un percorso formativo variegato e dalle molteplici possibilità. L’Ateneo comprende 8 dipartimenti (Giurisprudenza; Scienze economiche; Scienze aziendali; Lettere, Filosofia, Comunicazione; Lingue, Letterature e Culture Straniere; Scienze Umane e Sociali; Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione; Ingegneria e Scienze Applicate) che assicurano 15 corsi di laurea triennale, 3 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, 20 corsi di laurea magistrale di cui 9 in lingua inglese e 11 percorsi di doppio titolo.  L’Università di Bergamo è una realtà dinamica e propositiva, che accoglie oltre 24 mila studenti, quasi 8000 studenti internazionali e oltre 400 tra docenti e ricercatori. Numerose le opportunità per entrare in contatto con il mondo del lavoro, grazie agli oltre 3000 stage e tirocini in aziende, enti pubblici e privati in Italia o all’estero. Grazie alla qualità dell’offerta formativa, al rapporto con le imprese sul territorio e alla diffusione dei tirocini, il tasso di occupazione dei laureati UniBg rimane superiore alla media nazionale (87,7% a 3 anni dalla laurea). Numerosi gli accordi internazionali – con oltre 300 realtà universitarie in Europa e nel Mondo – che permettono a ricercatori, assegnisti e professori di svolgere proficui scambi, avviare progetti di ricerca e aiutano gli studenti a vivere esperienze all’estero. Sono infatti oltre 20 i progetti di ricerca internazionali a cui partecipano studiosi e ricercatori dell’Università di Bergamo (che si sommano ai 18 progetti nazionali e ai 9 regionali), e oltre 500 gli studenti che ogni anno partecipano ad esperienze all’estero. Nel 2020/2021 è stata attivata la laurea magistrale in «Management Engineering», portando a 43 il numero di corsi erogati negli 8 dipartimenti dell’Università.  Il nuovo corso di Management Engineering permetterà agli studenti di acquisire competenze nel progettare e dirigere processi aziendali complessi, unendo competenze tecnologiche e informatiche con gli aspetti economici e organizzativi. Il corso è offerto anche in inglese, rendendo questa scelta perfetta per chi sogna di lavorare in contesti internazionali. Quest’anno è stato introdotto anche il nuovo corso di Scienze motorie e sportive, del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali. Il corso di studi offre un piano formativo originale ed equilibrato tra le discipline motorio-sportive, biomediche e cliniche, storico-filosofiche, psicopedagogiche, socio-antropologiche, giuridico-manageriali, linguistiche e informatiche. Il piano è stato in parte positivamente sperimentato per due anni nel Curriculum, disattivato dall’anno accademico 2020-2021, in Educatore nei Servizi per la attività motorie e sportive nell’ambito del corso di laurea in Scienze dell’educazione.

     

  • Prima giornata di accoglienza per le matricole di UniBg al Lazzaretto

    Sono stati accolti stamattina, martedì 22 settembre, presso la “cittadella accademica” del Lazzaretto di Bergamo, allestita per garantire sicurezza e accessibilità nel rispetto delle norme anti-Covid, i neoiscritti ai corsi di laurea in Giurisprudenza e in Diritto per l’impresa nazionale e internazionale dell’Università degli studi di Bergamo.

    Dopo una breve panoramica sulla struttura universitaria è intervenuto il rettore Remo Morzenti Pellegrini, che ha salutato più di 100 matricole augurando loro un buon inizio: “Partono oggi, con i corsi di laurea in Giurisprudenza e in Diritto per l’impresa nazionale e internazionale, le giornate dedicate all’accoglienza dei neoiscritti all’Università degli studi di Bergamo. A voi studenti va il mio augurio di iniziare al meglio la carriera universitaria, senza mai perdere la positività e l’entusiasmo che contraddistinguono la vostra giovane età: è nei momenti di sconforto, come quelli che tutti noi abbiamo attraversato negli ultimi mesi, che è importante perseverare e alimentare la speranza”.

    Sono poi intervenuti il direttore del dipartimento di Giurisprudenza, prof.ssa Elisabetta Bani, il presidente del corso di laurea triennale in Diritto per l’impresa nazionale e internazionale, prof.ssa Mariacarla Giorgetti e il presidente del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, prof. Roberto Pucella, illustrando i contenuti principali dei corsi.

    Infine il dott. Cristiano Poletti dell’ufficio comunicazione ha fornito ai neoiscritti indicazioni su come reperire le informazioni importanti per iniziare al meglio la carriera accademica e su come navigare il sito in modo efficace, oltre agli aggiornamenti in materia di sicurezza sanitaria per prevenire la diffusione di Covid-19 in università.

    In programma nei prossimi giorni, fino a venerdì 2 ottobre, le giornate di accoglienza delle matricole iscritte ai corsi degli altri dipartimenti.

    Per informazioni www.unibg.it

    PROGRAMMA PRESENTAZIONE CORSI
    Mercoledì 23 settembre ore 10: corso di laurea in Lettere e corso di laurea in Filosofia
    Mercoledì 23.09.20 ore 14: corso di laurea in Scienze della comunicazione
    Giovedì 24.09.20 ore 10: corso di laurea in Lingue e letterature straniere moderne
    Venerdì 25.09.20 ore 10: corso di laurea in Economia aziendale
    Venerdì 25.09.20 ore 14: corso di laurea in Economia
    Sabato 26.09.2020 ore 10: corso di laurea in Scienze motorie e sportive e corso di laurea in Scienze dell’educazione
    Lunedì 28.09.20 ore 10: corso di laurea in Ingegneria meccanica e corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie per l’edilizia
    Lunedì 28.09.20 ore 14: corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie per la salute, corso di laurea in Ingegneria gestionale, corso di laurea in Ingegneria informatica
    Venerdì 2.10.20 ore 10: corso di laurea in Scienze della formazione primaria e Scienze psicologiche

     

     

  • Torna il progetto Attività Fisica Adattata (AFA) over 65: ripartenza in sicurezza dopo l’emergenza Covid-19

    Dopo lo stop forzato, dovuto all’emergenza da Covid-19 e al conseguente lockdown, torna il progetto AFA (Attività Fisica Adattata) OVER 65, coordinato dall’Università degli Studi di Bergamo e dal CUS Bergamo in collaborazione con numerosi enti territoriali della provincia bergamasca, tra cui diversi Comuni e associazioni, Ats Bergamo e Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo. Progetto che in realtà non si è mai fermato del tutto: nei mesi dell’emergenza, i trainer seguivano a distanza – con video e schede di esercizi – gli utenti iscritti al programma, aiutandoli non solo sul piano fisico ma anche dal punto di vista mentale e psicologico.

    L’AFA OVER 65 è infatti un progetto di ginnastica preventiva adattata per persone over 65, utile per combattere sedentarietà e fastidi fisici, ma anche per socializzare, promuovere uno stile di vita sano e per prevenire le cadute grazie a esercizi mirati studiati dai trainer del Cus Bergamo che due volte a settimana guidano corsi di ginnastica nei Comuni della provincia.

    Nonostante l’emergenza da Covid-19, ad oggi sono 35 i comuni aderenti al progetto (altri 8 sono al lavoro per risolvere problematiche organizzative), che inizierà ufficialmente il 14 settembre (anche se in diversi comuni partirà a metà ottobre per adeguamento degli spazi). Numerose le novità introdotte per rispettare le prescrizioni anti Covid: in ogni sede è stato infatti istituito un protocollo ad hoc che tiene conto degli spazi e delle diverse attrezzature presenti. Per garantire la sicurezza degli utenti, che per età e patologie rientrano nella fascia più a rischio, dovrà essere assicurata la distanza di 2,5 metri gli uni dagli altri, postazioni predefinite per una ginnastica “sul posto” e l’igienizzazione delle attrezzature e delle postazioni utilizzate.

    “La ripartenza di questo progetto è un importante segnale di ripresa e attenzione verso una categoria che negli ultimi mesi è stata duramente colpita dall’emergenza Covid-19. Un’emergenza che non è ancora finita ma che come Università di Bergamo stiamo affrontando con grande attenzione, prudenza e con una grande voglia di normalità. Le modalità di applicazione dell’Attività Motoria Preventiva Adattata saranno sicuramente diverse ma garantiranno ai nostri anziani momenti di attività fisica e in molti casi conforto dalla solitudine in totale sicurezza. Questo ci spinge a proseguire in questo percorso che negli anni ha raccolto sempre più adesioni e rientra a pieno titolo nella cosiddetta terza missione dell’Università, ovvero essere parte integrante del territorio, della comunità, della nostra provincia” spiega Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo.

    “Nelle ultime settimane, tutti gli attori protagonisti hanno lavorato con grande impegno per permettere la ripartenza in totale sicurezza dei corsi. Ad oggi possiamo confermare che l’attività riprende nella maggior parte delle sedi (circa l’80%), in ognuna delle quali abbiamo stabilito protocolli di sicurezza personalizzati. Abbiamo ripensato a tutti i corsi così da evitare contatti ravvicinati e garantire una distanza anche superiore rispetto a quella prevista dalla legge. Le modalità saranno differenti ma non lo spirito con cui ci approcciamo ad un obiettivo importantissimo: invogliare gli over 65 a fare attività motoria, meglio se in compagnia. Un obiettivo oggi più che mai fondamentale dopo lunghi mesi di inattività, paura e – spesso – solitudine” racconta Stefano Tomelleri, Presidente del Comitato per lo sport universitario di Unibg.

    «A causa dell’emergenza da coronavirus siamo stati per lunghi periodi in casa. I rischi per la salute psico-fisica legati all’inattività riguardano tutti, ma in particolare sono maggiormente esposte le persone anziane – dichiara Massimo Giupponi, Direttore Generale di ATS Bergamo – per questo il progetto di attività fisica adattata over 65, ormai consolidato e attivo in diversi comuni del nostro territorio, rappresenta in questo particolare momento uno strumento concreto per affrontare il ritorno alla normalità mettendo in primo piano la prevenzione, garantendo costantemente i protocolli per il contenimento del contagio da covid-19»

    «Il lockdown ha costretto la popolazione anziana e fragile a un pesante isolamento sotto il profilo fisico e psicologico. La ripresa dell’ “Attività Fisica Adattata” assume quindi in questo momento un importante significato, sia sul piano pratico che su quello simbolico. È il segnale della nostra capacità di adattarci alla convivenza con il virus, convivenza che sarà ancora lunga, ma che non dovrà fermarci e in particolare non dovrà limitare le possibilità di miglioramento sociale e fisico delle persone più fragili. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bergamo – commenta il presidente Guido Marinoni – è orgoglioso di essere partner di questa iniziativa, che ha contribuito a promuovere sin dall’inizio e che ora rappresenta un importante presidio per la popolazione anziana, la più dolorosamente colpita dalla pandemia»

    ATTIVITÀ E COSTI – Il costo previsto è di 14 euro mensili, nei quali rientrano i maggiori oneri previsti per l’adeguamento dovuto all’emergenza Covid-19. Il corso è rivolto a uomini e donne ultrasessantacinquenni al di sotto dei normali valori di forza ed equilibrio, con conseguenti limitazioni nella loro autonomia. Scopo del progetto è infatti evitare l’invecchiamento precoce, migliorare forza ed equilibrio grazie a semplici esercizi che favoriscono il controllo e la gestione delle capacità del singolo individuo. Chiunque sia interessato e desideri iscriversi, può informarsi presso il proprio comune o tramite le associazioni partner.

    I COMUNI – I comuni presso i quali sono attualmente attivi i corsi di ginnastica preventiva adattata sono Albino, Antegnate, Arcene, Azzano S. Paolo, Bagnatica, Bergamo (ATS e CONI), Brusaporto, Ciserano, Cividate, Comun Nuovo, Curno, Dalmine, Gaverina Terme, Grassobbio, Lallio, Levate, Montello, Mornico al Serio, Mozzo, Orio al Serio, Osio Sopra, Palosco, Pedrengo, Ponteranica, Pumenengo, Romano di Lombardia, S. Paolo d’Argon, Sarnico, Seriate, Spirano, Stezzano, Telgate, Trescore Balneario e Treviglio.

    Per attivare un corso nel proprio comune è sufficiente rivolgersi al CUS Bergamo: [email protected] – tel.: 3404945775.

  • Università degli Studi di Bergamo e Ufficio scolastico provinciale: nei risultati del test di medicina la scuola bergamasca è eccellenza

    Sono stati resi noti i risultati del test d’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria, sostenuti lo scorso 3 settembre da 744 studenti di Bergamo e provincia (58.343 in tutta Italia, 11259 i posti disponibili per medicina e 1103 per odontoiatria).

    Gli idonei, ovvero quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono stati il 68, 68,3% del totale (39.848 giovani) con un punteggio medio di 35,27.

    Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 39,44 registrato a Bergamo, così come la percentuale di idonei più alta (80,56%).

    «Alla luce di tali risultati, conseguiti dalle nostre ragazze e dai nostri ragazzi, otteniamo un’ulteriore conferma che la scuola bergamasca è d’eccellenza e che inoltre, durante il lockdown e i mesi di chiusura delle scuole, la didattica a distanza ha permesso di tenere ben saldo il filo delle relazioni e garantire continuità al prezioso ruolo educativo e formativo della scuola – dichiara la Direttrice dell’Ufficio scolastico territoriale di Bergamo, Patrizia Graziani –. Questo ci incoraggia a proseguire sulle strade dell’innovazione e la comparazione oggettiva dei punteggi mostra ancora una volta, come spesso avviene in vari prestigiosi concorsi anche nazionali e internazionali, che i nostri studenti si collocano fra le eccellenze. Un plauso va a loro come all’intero sistema scuola, grazie alla professionalità e alla dedizione di tanti insegnanti in grado di motivare allo studio e di appassionare gli studenti alla propria materia. Una dote che hanno mostrato anche in questo eccezionale e terribile periodo della pandemia».

    «Questo risultato – sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini – è ancora più straordinario quest’anno, il primo anno in cui i candidati hanno dovuto sostenere il test nell’Ateneo più vicino alla loro residenza. È stata una sorpresa per noi, da un lato, e una ulteriore conferma, dall’altro, della qualità della scuola bergamasca che ripaga i nostri sforzi per come ci siamo dovuti organizzare in breve tempo per trovare una soluzione sicura e accessibile a tutti come il Lazzaretto. Qui si sono presentati un numero davvero significativo di studenti da cui ho raccolto diverse testimonianze, anche toccanti, sulla scelta di Medicina, comprensibile dopo quello che la nostra provincia ha passato. Racconti, numeri ed eccellenze che ci indicano una sola strada da seguire: far tesoro dei cervelli dei nostri ragazzi, delle competenze dei nostri presidi ospedalieri e dei nostri docenti e una ulteriore conferma dell’opportunità, da tanti auspicata, di avere presto a Bergamo un nuovo corso di laurea in Medicina»

    Il punteggio più alto è stato conseguito a Padova 88,50. I primi 100 classificati sono concentrati in 37 atenei. Gli atenei con il maggior numero di candidati tra i primi 100 sono: Bologna (15), Insubria (9), Napoli Federico II (6), Torino (6) e Catania (6), Bergamo (5) e Milano (5).

    *fonte: nota stampa del MUR

  • L’Università di Bergamo riparte dal Lazzaretto con i test di Medicina

    Al Lazzaretto di Bergamo spazi estesi e 800 banchi appositamente distanziati ospitano da oggi, 3 settembre, i test d’ingresso di Medicina, dal 16 i test di Scienze della Formazione Primaria e dal 22 i test per gli insegnanti di sostegno. Attesa per il 30 settembre la cerimonia di consegna dei diplomi ai laureati nelle sessioni di marzo/aprile e luglio 2020, in presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che ha detto: “Bergamo simbolo della crisi che abbiamo vissuto. Vogliamo dare il via alla ripartenza in una città simbolo della lotta al Covid”.

     

    Con 744 candidati alla Facoltà di Medicina, distanziati e in sicurezza al Lazzaretto, luogo simbolico che rappresenta una delle pagine più difficili della storia, quando nel 1630 si diffuse la terribile epidemia che causò solo nel territorio orobico più di 55 mila morti, si apre oggi, giovedì 3 settembre, la cittadella dell’Università di Bergamo con un settembre ricco di appuntamenti accademici.

    L’idea di adibire il quadrilatero storico di Piazzale Goisis a sede universitaria provvisoria è venuta al Rettore Remo Morzenti Pellegrini che spiega: “Il problema più urgente da risolvere era appunto dove collocare gli iscritti al test di Medicina del 3 settembre, garantendo il distanziamento ma anche l’accessibilità. Avendo già in calendario una serie di iniziative per la ripresa dell’anno accademico, abbiamo deciso di partire da questa esigenza per ripensare gli altri appuntamenti in programma. L’Univer­sità è chiamata oggi a ricordare l’importanza di tornare ad educare e a ricordare che la cono­scenza è lentezza, riflessione e pazienza. In questi mesi abbia­mo costruito un nuovo rapporto con gli studenti, dialogando con loro e ascoltando le loro espe­rienze. I giovani hanno bisogno di essere accompagnati e la di­dattica a distanza da sola non ba­sta, non solo per le Università”.

    I test di Medicina del 3 settembre fanno da apripista a una serie di appuntamenti e iniziative, tra cui i test d’ingresso di Scienze della Formazione Primaria (16 settembre) e i test preliminari per l’accesso ai percorsi di formazione per gli insegnanti di sostegno di 1° grado (22, 24, 29 settembre e 1° ottobre).

    Inoltre, per il 30 settembre è in programma la cerimonia di consegna pubblica dei diplomi delle lauree conseguite a distanza nel periodo tra marzo e luglio da circa 500 studenti, che avverrà con la partecipazione del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi che nell’occasione inaugurerà l’anno accademico.

    Tra il 4 e il 16 settembre il Lazzaretto ospiterà anche uno sportello informativo per i neo-iscritti e una postazione del Cus; mentre dal 22 al 29 saranno accolte le matricole dei corsi di laurea triennali, dipartimento per dipartimento. Due proposte indirizzate a chi ha da poco terminato il percorso di studi e a chi è in procinto di iniziarlo.

    La volontà di adottare temporaneamente il Lazzaretto come spazio universitario, resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Bergamo, manifesta l’impegno di riprendere con sempre più attività e lezioni in presenza fisica, dove possibile, nel rispetto delle distanze imposte dalle norme anti Covid. Perché Bergamo non si arrende, anche quando si parla di istruzione.

  • Cultura, didattica, ricerca e relazioni: cosa aspettarci dal futuro post-Covid?

    Fare i conti con la paura, avere il coraggio di fermarsi a riflettere, scegliere il proprio cammino di crescita culturale, riconoscere le responsabilità accademiche e sociali degli atenei italiani in questo periodo di trasformazioni, sia del contesto in cui viviamo sia dei nostri valori.

    Quale sarà il futuro dell’ambiente formativo, culturale e delle relazioni sociali in questo nuovo mondo che lentamente sta avvicinandosi – si spera – al post-Covid?

    Questa la grande domanda a cui i Rettori dell’Università degli Studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, e della Libera Università di Lingue e Comunicazione – IULM di Milano, Gianni Canova, originari entrambi della alta Val Seriana, cercheranno di dare risposta in un incontro pubblico in programma giovedì 27 agosto alle ore 20.45 presso la Piazza principale di Bratto (Castione della Presolana) dal titolo “Come e in cosa ci ha cambiato il Covid19 nelle nuove sfide della società della conoscenza”.

    L’appuntamento, introdotto e moderato da Alberto Ceresoli, Direttore de l’Eco di Bergamo, sarà l’occasione per invitare gli ospiti a una riflessione sul “tempo sospeso” vissuto negli ultimi mesi, in cui l’Università, in particolare, è stata chiamata a trovare un nuovo modo di perseguire la propria missione nonché gestire il nuovo rapporto a distanza instaurato con gli studenti.

    In caso di maltempo l’evento si terrà presso il Cinema degli Abeti di Bratto.

    Iniziativa organizzata dall’Unità Pastorale della Presolana e Visit Presolana.

  • Cultura, didattica, ricerca e relazioni: cosa aspettarci dal futuro post-Covid?

    Fare i conti con la paura, avere il coraggio di fermarsi a riflettere, scegliere il proprio cammino di crescita culturale, riconoscere le responsabilità accademiche e sociali degli atenei italiani in questo periodo di trasformazioni, sia del contesto in cui viviamo sia dei nostri valori.

    Quale sarà il futuro dell’ambiente formativo, culturale e delle relazioni sociali in questo nuovo mondo che lentamente sta avvicinandosi – si spera – al post-Covid?

    Questa la grande domanda a cui i Rettori dell’Università degli Studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, e della Libera Università di Lingue e Comunicazione – IULM di Milano, Gianni Canova, originari entrambi della alta Val Seriana, cercheranno di dare risposta in un incontro pubblico in programma giovedì 27 agosto alle ore 20.45 presso la Piazza principale di Bratto (Castione della Presolana) dal titolo “Come e in cosa ci ha cambiato il Covid19 nelle nuove sfide della società della conoscenza”.

    L’appuntamento, introdotto e moderato da Alberto Ceresoli, Direttore de l’Eco di Bergamo, sarà l’occasione per invitare gli ospiti a una riflessione sul “tempo sospeso” vissuto negli ultimi mesi, in cui l’Università, in particolare, è stata chiamata a trovare un nuovo modo di perseguire la propria missione nonché gestire il nuovo rapporto a distanza instaurato con gli studenti.

    In caso di maltempo l’evento si terrà presso il Cinema degli Abeti di Bratto.

    Iniziativa organizzata dall’Unità Pastorale della Presolana e Visit Presolana.