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  • I trend delle telecomunicazioni nel 2022: il futuro in quattro passi

    La flessibilità nella fornitura di servizi e dispositivi per la telefonia resta anche nel 2022 un pilastro portante della produttività aziendale e quindi della crescita dell’industria delle telecomunicazioni. Lo specialista del VoIP Snom formula quattro previsioni le cui ripercussioni vanno ben oltre l’anno appena iniziato.

    Berlino | Purtroppo, il 2022 non ci ha ancora regalato un ritorno alla “normalità”. Molti lavorano ancora in smart working o in modalità ibrida. Il ritorno all’home office a inizio anno però non ha preso nessuno in contropiede: rendere disponibili e impiegare i servizi di comunicazione aziendali con facilità sono nel frattempo elementi chiave di un lavoro ibrido senza soluzione di continuità; quindi, garanzia di produttività dei dipendenti ovunque si trovino. In molte aziende, l’introduzione di questo modello operativo non è più una mera risposta temporanea ad una situazione d’emergenza, ma si sta affermando sempre più come pratica condivisa, che sta innescando una rivoluzione epocale nel mondo delle telecomunicazioni. Snom, produttore di telefoni IP e soluzioni su protocollo SIP per aziende e industria affermato a livello mondiale, delinea i principali trend di questo settore.

    1)  Innovazione: la parola chiave per la crescita dell’intero settore telco

    Per beneficiare dei vantaggi offerti dalle soluzioni di comunicazione unificata fuori dall’ufficio, i dipendenti che lavorano in modalità ibrida necessitano di un accesso costante e protetto alla piattaforma di telefonia oltre che di strumenti professionali all’altezza. Sulla scia di postazioni lavorative sempre più fluide e di un crescente bisogno di flessibilità nell’impiego delle risorse aziendali, non solo il mercato dei PC ha subito un’impennata ma, con esso, anche l’intero comparto delle telecomunicazioni: la necessità di convertirsi a piattaforme di telefonia all’avanguardia non è mai stata più evidente. Secondo Snom, quest’ascesa ci accompagnerà ancora a lungo, a condizione che il settore telco si adegui a questa esigenza. Sono infatti necessari terminali IP e soluzioni VoIP che, indipendentemente dal luogo di utilizzo, garantiscano le medesime funzioni e la stessa sicurezza della comunicazione offerta all’interno della rete aziendale. Lo stesso vale per gli accessori, come cuffie e soluzioni per le conferenze, che devono assicurare la migliore qualità audio e il massimo comfort per l’utente in qualsiasi ambiente.

    2) I telefoni IP come centrale dell’ufficio smart

    Due elementi cardine del successo del VoIP sono l’ottimizzazione dei costi di gestione del sistema telefonico e la varietà di utilizzi possibili, contesti in cui i terminali IP possono offrire un contributo decisivo. Una ulteriore innovazione attesa dagli utenti riguarda decisamente la possibilità di utilizzare il telefono da scrivana per compiti che vanno ben al di là della semplice telefonia. Negli impiegati che hanno trascorso lunghi periodi in smart-working si riscontra infatti l’esigenza di beneficiare di un comfort personalizzato anche nei locali dell’azienda.

    Le numerose richieste pervenute a Snom palesano un forte desiderio di integrazione di funzioni aggiuntive, tra cui la possibilità di controllare la temperatura e l’illuminazione della stanza o di azionare porte e finestre tramite il proprio telefono IP. Con apposite interfacce, i telefoni IP possono diventare parte integrante dell’automazione dell’ufficio e dimostrarsi un investimento lungimirante nel benessere dei dipendenti. Ma non è tutto: i telefoni IP (cordless o cablati) possono essere utilizzati anche come dispositivi per localizzare beni o persone, facilitare l’automazione di processi – ad esempio nella logistica, in ospedale e nel settore alberghiero – confermando così il proprio contributo all’ottimizzazione delle infrastrutture e al risparmio dei costi. Dopo il successo delle prime installazioni di prova, Snom prevede un aumento significativo delle integrazioni per l’automazione di uffici e processi industriali, aspetto che potrebbe rappresentare uno dei pilastri del futuro dei terminali IP ben oltre il 2022.

    3) Sostenibilità: esigenza palese

    L’appello sempre più forte alla sostenibilità e all’ecocompatibilità concerne ora anche l’hardware da ufficio. Chi ad esempio, nel privato, preferisce il riciclabile, vorrebbe lo stesso dai dispositivi aziendali, e non si tratta solo degli imballaggi, ma anche dell’impiego di componenti realizzate con materie prime riciclate. Anche il sondaggio condotto da Snom lo scorso novembre mostra chiaramente quanto sia cresciuta la domanda di alternative ai materiali convenzionali. Che si tratti di imballaggio o di hardware: sono finiti i tempi in cui le aziende non dovevano preoccuparsi della propria impronta ecologica. Soprattutto presso chi non riduce tutto all’ottimizzazione dei costi, ma presta attenzione alla compatibilità ambientale della produzione e dei prodotti, la sostenibilità diventerà un vantaggio competitivo e allo stesso tempo parte della filosofia aziendale.

    4) E sempre in primo piano: la sicurezza

    Questo argomento balza regolarmente agli onori della cronaca, e non c’è da stupirsene: la cybercriminalità ha raggiunto dimensioni fino a cinque anni fa impensabili. Dalla sempre più frequente paralisi di intere organizzazioni su scala globale – anche critiche per il buon funzionamento delle diverse economie -, al timore regolarmente manifestato, che i terminali IP agiscano come spie, registrino le conversazioni e/o trasmettano i dati di connessione a terzi, questi incidenti e paure trovano il loro fondamento in minacce reali. È quindi ancora più importante, che i terminali siano dotati degli standard di sicurezza più elevati in termini di hardware, di località fisica in cui sono archiviati i dati, e, naturalmente, di firmware. Soprattutto in tempi di lavoro ibrido, la sicurezza rappresenta un ambito in cui nessuna azienda può permettersi di essere negligente o disattenta.

  • Costi dell’energia, molte fonderie sono costrette ad alzare bandiera bianca

    Il problema energetico continua ad essere uno dei fardelli più grandi che si porta dietro la ripresa economica globale.
    L’aumento dei costi dell’energia sta interessando tutti i settori economici e produttivi, ma chiaramente colpisce principalmente quelle attività considerate “energivore”.

    Attività colpite dalla crescita dei costi dell’energia

    fonderiaL’esempio più eclatante sono le fonderie, che per loro natura debbono tenere i forni accesi 24 ore su 24. Con il costo dell’energia schizzato a livelli record, per molte aziende la situazione è diventata insostenibile.
    Nell’ultimo periodo in tutta Europa una lunga lista di fonderie di alluminio ha dovuto ridurre la produzione. C’è anche chi addirittura ha dovuto chiudere, in attesa di tempi migliori. E questa lista già lunga cresce di giorno in giorno.

    Tagli produttivi e chiusure

    I problemi provocati dal caro energia al conto economico, ha costretto a operare un taglio produttivo netto nella fonderia più grande d’Europa, l’Aluminium Dunkerque Industries France, e nella seconda più grande, San Ciprian di Alcoa. Il lungo elenco delle fonderie colpite si estende però dall’est Europa in tutto il resto del continente.
    Le uniche fonderie che finora sono riuscite a rimanere in piedi sono quelle che hanno stipulato con i broker regolamentati contratti di fornitura energetica a lungo termine.

    Redditività compressa

    Tra fagli produttivi e chiusure, si parla di circa 35.000 tonnellate in meno l’anno di alluminio, che si sommano alla riduzione produttiva già avvenuta lo scorso anno.
    Il problema è che l’impennata del costo dell’energia in tutta Europa ha compresso la redditività delle fonderie, spingendola finanche in territorio negativo.

    Siccome nel breve termine non è facile trovare delle soluzioni, visto che gli indicatori di trend del costo dell’energia indicano semmai altri rincari, questo comporta una pressione al rialzo sui prezzi dell’output finale.
    Intatti il prezzo dell’alluminio Infatti è risalito sui massimi di 2 mesi sotto la spinta crescente delle preoccupazioni per la scarsa offerta dovuta ai costi di produzione sempre più elevati.

  • Mercato immobiliare italiano, malgrado la ripresa siamo indietro rispetto all’Europa

    Nonostante il 2021 sia finora un anno di ripresa, il mercato immobiliare italiano continua ad essere uno dei più blandi d’Europa. Lo dicono i dati, che evidenziano un ritardo del nostro fatturato immobiliare di circa 20 punti rispetto alla media dei grandi Paesi europei.

    I numeri del mercato immobiliare

    mercato immobiliareNell’ultimo European Outlook di Scenari immobiliari, viene evidenziato come l’Italia rimane l’unico paese europeo dove le quotazioni del mercato immobiliare sono più basse rispetto a quelle che c’erano nel 2010. Per rendere l’idea di come siamo messi rispetto al resto del Continente, basta dire che la media europea è +40%. E il confronto non è meno mortificante se si guarda l’andamento dei prezzi medi delle residenze, dove siamo decisamente sotto.

    Settore residenziale sugli scudi

    Il fatturato del mercato immobiliare del 2020 è stato di circa 123 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% rispetto al 2020.
    A trainare il mercato è il settore residenziale, cosa che ci accomuna al resto d’Europa. Sono cresciuti sia il numero di appartamenti venduti, sia il loro peso (in termini di prezzo e costo). Le quotazioni medie invece sono cambiate poco, ad eccezione degli appartamenti nuovi che invece evidenziano un incremento che in alcuni casi (Milano) supera anche il 5%.

    Alberghiero ancora in sofferenza

    Altri segmenti invece non sono stati così brillanti.
    L’alberghiero ad esempio, ci vede molto indietro in Europa. L’unico motivo per cui c’è stato un incremento di fatturato rispetto a un anno fa, è che il Covid aveva provocato un calo notevole, per cui era davvero impossiible fare peggio.
    Deludente anche l’andamento del settore uffici, che continuano ad avere canoni e rendimenti contenuti, che si muovono dentro rettangoli di continuazione e inversione (in pratica fnno su e giù senza muoversi mai davvero tanto). Pure negativo è il settore commerciale.
    Calano anche le seconde case ad uso turistico, mentre crescono quelle ad uso alternativo o complementare all’abitazione principale. Anche questo è frutto del Covid, e in specila modo della diffusione del lavoro da remoto.
    L’isola felice del mercato immobiliare è la logistica. Soprattutto i grandi nomi dell’e-commerce cercano nuovi siti di distribuzione.

    Il futuro

    E le prospettive?
    Fortunatamente non si vedono all’orizzonte dei segnali di inversione del trend, per cui si prevede anche per il 2022 un mercato immobiliare in forte ripresa. Il fatturato atteso dovrebbe salire fino a 140 miliardi di euro. Sarebbe un record per questo secolo, trainato ancora dal settore residenziale.
    Tuttavia affinché questo accada, molto dipenderà dall’andamento della ripresa economica e dall’esito della battaglia contro il Covid.

  • Le selezioni del 31° Sanremo Rock arrivano in Sicilia

    Domenica 18 febbraio il 31° Sanremo Rock & Trend Festival, il più famoso e longevo concorso italiano per rock band emergenti, arriva in Sicilia per la tappa di selezioni 2017-2018 sul territorio regionale.

    Sarà il prestigioso Palab di Palermo ad ospitare la serata di musica live, che vedrà sul palco 7 band locali pronte a contendersi a “colpi di rock” i tre posti disponibili per “volare” il prossimo mese di maggio  Sanremo.

    Come da tradizione sarà infatti la Città dei Fiori ad accogliere le fasi finali di questa prestigiosa rassegna che, nel corso degli anni, ha visto passare dal suo palco artisti allora alle prime armi come Litfiba, i Denovo di Mario Venuti, Tazenda, Ligabue, i Bluvertigo di Morgan e gli Avion Travel, solo per citarne alcuni.

    Domenica 18 Febbraio  vedremo dunque in gara per Palermo e dintorni Lorenzo Di Maggio, Jlenia Alessi & Band, i Metrica, Alessio Puglisi e Filippo Cannino. Da fuori provincia arriveranno invece i De Clacs di Riesi (provincia di Caltanissetta) e i Controvento di Ragusa.

    A giudicare le esibizioni, tutte rigorosamente dal vivo, ci sarà una giuria presieduta dal produttore discografico, musicista, compositore e arrangiatore Gianni Errera e composta da addetti ai lavori della scena musicale, produttori, discografici, booking management, speaker radiofonici e/o giornalisti.

    La serata verrà ripresa e trasmessa su On Music – Per chi ama la musica, canale del circuito Vision tv e sull’official YouTube Sanremo Rock TV con dirette radio.

     

    Appuntamento dunque al Palab in Piazzetta del Fondaco a Palermo a partire dalle ore 20. L’ingresso è gratuito.

     

    Sono partner istituzionali del 31° Sanremo Rock & Trend Festival SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), AFI (Associazione Fonografici Italiani) e NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori).

    È ancora possibile iscriversi alle verifiche di idoneità gratuite del Sanremo Rock & Trend Festival 2017-2018 e/o partecipare al bando per autori under 35 “Parole Rock” sostenuto da SIAE. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono sul sito www.sanremorock.it e sulla pagina Facebook ufficiale “Sanremo Rock”.

    Contatti: [email protected],[email protected], 327 423 7725.

     

  • Sotto l’albero…confetti e bouquet: crescono le richieste di organizzazione di matrimonio in Inverno

    A spingere verso le nozze invernali la convenienza economica e la maggiore disponibilità di location e fornitori

    Milano, dicembre 2016 – Babbo Natale non è l’unico a ricevere le letterine, quest’anno è toccato anche a molti italiani, destinatari però di un altro genere di missive: quelle di invito a un matrimonio invernale. Se prima si pensava che l’Inverno fosse il periodo meno adatto alle nozze, oggi molti sposi lo scelgono e secondo un’indagine di ProntoPro.it, sito che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale ormai leader del settore, rispetto al 2015 la crescita media delle richieste per matrimoni in questo periodo è superiore al 10%. Il portale ha intervistato diversi wedding planner operanti sul sito per raccontare quali siano le tendenze in fatto di matrimoni invernali, conoscerne i vantaggi e sapere come si stia evolvendo questa moda.

    1. Sposarsi d’Inverno conviene! I professionisti intervistati da ProntoPro hanno confermato che, in questo periodo dell’anno, le location applicano sconti del 10-15% rispetto ai prezzi richiesti durante l’alta stagione matrimoniale. Essendo un trend ancora in crescita, i ristoratori stanno adeguando le proprie strutture alle richieste e, perciò, decidono di compensare con costi più modici.
    2. Dicembre sì, ma lontani dalle altre feste. Indubbiamente tra i mesi invernali, il preferito è quello che più di tutti ricorda i valori della famiglia e della condivisione di momenti felici: dicembre. I giorni più gettonati per scambiarsi le promesse matrimoniali sono quelli tra l’8 e il 18, immediatamente dopo l’Immacolata, ma prima di Natale. Ciò che attrae di questo periodo dell’anno è proprio il fascino dell’ambientazione natalizia e l’atmosfera di intimità e relax che si viene a creare.
    3. Colori natalizi..o disneyani. L’Inverno è una stagione molto ricca di suggestioni! Ci si può ispirare ai suoi colori e alle sue atmosfere per realizzare gli allestimenti più adatti al proprio matrimonio: via libera quindi a candele di ogni dimensione e lanterne che riscaldano l’atmosfera. Per quanto riguarda i colori, due sono le opzioni: o puntare su tinte calde, come il rosso e l’oro,perfetti per chi ha scelto un matrimonio natalizio, oppure scegliere colori freddi, come il blu, il total white e l’argento, che richiameranno alla mente gli scenari e gli ambienti in cui si muovono le principesse del ghiaccio disneyane.
    4. Castelli e camini romantici. Solo alle spose d’Inverno è concessa l’emozione di festeggiare come delle vere principesse. Nella stagione fredda le location più consigliate dai wedding planner sono i castelli o le ville dove festeggiare di fronte al tepore di un bel camino. L’atmosfera è intima, gli ambienti più conviviali e se fuori piove o nevica è addirittura meglio per la creazione di una scenografia così suggestiva da diventare indimenticabile! (i fotografi ringrazieranno).
    5. Pizzo, pellicce e mantelle. Se siete amanti degli abiti da sposa con maniche lunghe, magari completamente ricamati in pizzo o in stile anni ‘20, sposarsi d’inverno può essere la soluzione giusta. Se amate il genere, nei mesi più freddi potrete sfoggiare stole, mantelle e copri-spalle elaborati che non solo vi daranno un tocco regale, come vere principesse, ma vi terranno bene al caldo per tutta la durata delle nozze.
    6. In Inverno il galateo dei colori cambia. Anche gli invitati possono concedersi di più. I toni caldi come il rosso acceso o l’oro, sconsigliati dal galateo delle nozze celebrate in primavera\estate, vengono invece “ammessi” in questo periodo dell’anno. Paillettes, brillantini e abiti scintillanti potranno essere indossati e creare un ambiente da favola!
    7. Tutti…al vostro servizio. Sposarsi durante la stagione fredda garantisce tempi di attesa minori. Trovare la villa dei propri sogni, organizzarsi con fioraio e fotografo, garantirsi la chiesa dei propri sogni, diventa tutto più facile quando non si devono incrociare le date con le richieste di altri sposi. Inoltre con meno stress tutti i fornitori saranno molto più disponibili ad assecondare le vostre richieste.
    8. La ricchezza è anche nel piatto! Sposarsi d’inverno significa anche godersi un buon pranzo o cena senza dover pensare al troppo caldo e a piatti leggeri. Anzi, in questa stagione i menu sono particolarmente ricchi sia di sapore che di calorie. La stagione fredda si presta a un ventaglio di pietanze più ampio rispetto ai ricevimenti estivi; ammessi e ben accetti zuppe, arrosti, brasato, purè aromatizzati, creme di castagne e tartufi. Ultimo trend? La cioccolata calda per scaldare gli ospiti, servita in tazze colorate per garantire allegria.
    9. Vietato rinunciare ai fiori. Sposarsi in Inverno vuol dire fare a meno delle decorazioni floreali? Assolutamente no. Per dare un tocco glamour alle nozze e assicurarvi un ingresso trionfale all’altare, potete usare la stella di Natale. Pochi sanno che si tratta di una pianta estremamente versatile ein grado di trasformarsi in originalissime decorazioni, ma non è l’unica protagonista floreale dei matrimoni invernali; ci sono anche abete, rose canine,  ranuncoli, tulipani, bacche, rami di vischio e persino pigne.
    10. Meteo, ferie e capodanno. Chi sceglie di celebrare il giorno più importante della propria vita in questo periodo lo fa anche per sfruttare chiusure aziendali che consentono di allungare i congedi matrimoniali senza intaccare troppo la serenità dell’ufficio, ma, elemento altrettanto importante anche per evitare lo stress da meteo. Il pranzo o la cena saranno comunque all’interno e non si passeranno i giorni immediatamente precedenti alle nozze a consultare spasmodicamente il meteo nella paura di un temporale traditore.
  • Con il Master New Tech:style Trend, Textiles, Technology parte la collaborazione tra POLI.design e Istituto Marangoni

    In aula da novembre per affrontare l’innovazione del prodotto tessile dal fashion al design

    Giornata di presentazione: 14 settembre, ore 15.00

    POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano e Istituto Marangoni Milano – The School of Design lanciano la I edizione del Master Universitario di I livello New Tech:Style Trend, Textiles, Technology.

    Una nuova proposta formativa nata con l’obiettivo di trasferire un sistema di competenze per l’innovazione del prodotto tessile sia per l’abbigliamento che per il settore dell’arredo pubblico e domestico, non solo dal punto di vista estetico-formale, ma anche della performance dei materiali, del comfort, delle funzioni e delle proprietà ergonomiche.

    “In tutto il mondo l’immagine di Milano è sinonimo di Design, Fashion e Made in Italy. Un luogo di opportunità, dove l’ingegno di nuovi talenti incontra la cultura imprenditoriale. – afferma Matteo O. Ingaramo, Direttore di POLI.design -“Con il lancio del Master New Tech:Style Trend, Textiles, Technology, due player Milanesi di riferimento nel campo della formazione post graduate, come POLI.design e Istituto Marangoni, hanno scelto di lavorare insieme per stimolare nuovi pensieri in un settore che offre grandi potenzialità di innovazione e per far nascere e crescere designer, progetti ed imprese destinati ad arrivare, da Milano, in molti altri Paesi.”

    “Per Istituto Marangoni condividere un corso con il Consorzio POLI.design del Politecnico di Milano è una importante opportunità” – dichiara Cristina Morozzi, Direttore degli Studi di Istituto Marangoni Milano – The School of Design – “Il tema del corso si presta a trarre profitto dalle esperienze maturate dalle due realtà didattiche: da un lato l’eccellenza accademica e gli avanzati laboratori del Politecnico, che garantiscono un apprendimento di tipo esperienziale, forniscono agli studenti l’opportunità di creare nuove avveniristiche trame; dall’altro la competenza maturata da Istituto Marangoni nello styling, nella definizione dei mood e delle tendenze, li stimola a indirizzare le ricerche verso obiettivi in sintonia con le evoluzioni sociali e del gusto”.

    Il Master punta alla formazione di professionisti con competenze specifi­che nell’ambito del fashion, del design e dell’interior, capaci di leggere ed interpretare i cambiamenti nei comportamenti, nei bisogni, nei trend ed in grado di sistematizzare questi segnali in chiave progettuale per lo sviluppo di prodotti innovativi.

    Il percorso si rivolge a candidati interessati all’inserimento nell’ambito delle imprese del fashion e del design; è inoltre aperto ad imprenditori e professionisti del settore in possesso di laurea (o titolo di studio equiparato).

    La didattica è erogata in lingua inglese e si svolgerà presso POLI.design e Istituto Marangoni – The School of Design.

    Il Master è a numero chiuso: possono partecipare un numero massimo di 40 studenti.

    L’accesso alle selezioni è riservato a candidati in possesso di Diploma universitario o Laurea V.O., Laurea o Laurea Specialistica/Magistrale N.O. anche con precedenti esperienze lavorative in discipline politecniche, umanistiche ed economiche. Per i candidati stranieri saranno considerati titoli di studio equivalenti nei rispettivi ordinamenti degli studi. La selezione avverrà attraverso la verifica del CV e un colloquio individuale. Sarà titolo preferenziale possedere un portfolio progetti e la conoscenza della lingua inglese.

    Il termine ultimo per l’invio della domanda di ammissione è fissato per il  7 ottobre 2016.

    Per informazioni sulla didattica, sulle procedure di iscrizione e per partecipare alla prossima giornata di presentazione, in programma mercoledì 14 settembre alle ore 15:00 presso la sede di Istituto Marangoni Milano – The School of Design, si prega di contattare l’Ufficio Coordinamento Formazione di POLI.design: [email protected], +39 02 2399 5911.

          

    Press Contact

    Ufficio Comunicazione POLI.design

    Tel. (+39) 02.2399.7201

    [email protected]

     

  • G DATA: trojan bancari e malware “di Stato” tra i più diffusi nel 2015

    Logo-Claim-2015-3c-highresIl produttore di soluzioni per la sicurezza informatica pubblica il proprio PC Malware Report relativo alla seconda metà del 2015: evidente il “contributo” italiano.

    L’analisi delle rilevazioni condotte dai G DATA Security Labs nella seconda metà del 2015 dà adito ad una domanda: il trend (comunque crescente) ha ritrovato un suo equilibrio? Con 2.098.062 di nuove varianti di firma negli ultimi sei mesi dell’anno per un totale di 5.143.784 nel 2015 il valore si attesta di poco al di sotto di quello del 2014. Le anomale impennate della seconda metà del 2014 e della prima del 2015 paiono terminate, dando nuovamente luogo ad una crescita i cui ritmi rientrano nelle aspettative. Ciò nulla toglie però al livello di pericolosità delle minacce identificate: attacchi estremamente dannosi e massicci attraverso trojan bancari come Dridex o ZeuS e ondate di malware di livello militare, di cui alcuni evidentemente connessi all’affare “Hacking Team” tra i più diffusi nell’anno. Il G DATA PC Malware Report per la seconda metà del 2015 é disponibile online.

    MalwareReportH2_2015
    5.143.784 nuovi tipi di malware nel 2015

    Nonostante il leggero calo del 14,3% rispetto al 2014, gli oltre cinque milioni di tipi di malware oggetto di firme virali incarnano un altissimo potenziale di danno per gli utenti. Bisogna infatti considerare che ogni variante di firma integrata in soluzioni per la sicurezza proattiva come quelle di G DATA può rilevare uno come migliaia di singoli campioni di malware.

    SITI NOCIVI

    Per la seconda volta dalla prima metà del 2014, i siti di scommesse sono tornati in cima alla classifica delle categorie di siti forieri di rischi per gli utenti, rimontando di ben dodici posizioni rispetto alla prima metà del 2015.

    In totale il numero di siti classificati come nocivi é aumentato del 45%, cosa che sottolinea che gli attacchi lanciati tramite web sono ancora tra le minacce più insidiose per gli utenti dei PC. Interessante anche il dato relativo alla posizione geografica dei server che ospitano tali siti. Con una crescita a due cifre rispetto alla prima metà del 2015, oltre il 57% degli attacchi rilevati ha avuto luogo dagli Stati Uniti. Anche la Cina, Hong Kong, la Russia e il Canada (che cubano insieme il 14,4%) si trovano ai vertici della classifica dei Paesi “ospite”. L’Europa ha avuto un ruolo meno rilevante nella seconda metà del 2015, sebbene Germania e Italia siano comunque da collocare tra i top 7 su scala mondiale con una quota cumulativa del 6% dei siti nocivi ospitati.

    EXPLOIT KITS

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    Nella seconda metà del 2015 gli exploit kit Neutrino, Angler, Nuclear e Magnitude sono stati tra i più diffusi. Come nella prima parte dell’anno, Adobe Flash è stato uno dei vettori di malware più sfruttato dai cybercriminali. In seguito ad analisi approfondite risulta che la prima forte ondata di attacchi tramite exploit che hanno avuto luogo nel secondo semestre 2015 sia stata dovuta alla divulgazione degli strumenti impiegati da Hacking Team, tra cui appunto exploit di vulnerabilità zero-day di Adobe Flash, integrati dai cybercriminali nei propri malware in brevissimo tempo (7 luglio 2015). Il sistema di protezione anti-exploit integrato nelle soluzioni G DATA ha protetto gli utenti contro tutti questi attacchi, inclusi quelli di derivazione “Hacking Team”. Dopo una breve fase di relativa calma, il 13 ottobre un nuovo exploit per flash (CVE-2015-7645 / APSA15-05) facente parte del gruppo APT28, aka Sofacy, ha attirato nuovamente l’attenzione dei ricercatori. Gli specialisti dei G DATA Security Labs citano in particolare queste due ondate di attacchi per far notare che – nel caso dei derivati di “prodotti” Hacking Team in maniera comprovata e nel caso di APT28 sulla base di numerosi sospetti – esse abbiano avuto luogo adattando strumenti di attacco di livello militare, impiegati da enti governativi.

    Il rischio che tali strumenti cadano nelle mani dei cybercriminali viene discusso da tempo tra analisti di sicurezza e ricercatori. L’esistenza di tale rischio é ora una certezza.

    Per ulteriori informazioni su trend e sviluppi del malware per PC nel 2015 pregasi consultare il report completo al link: public.gdatasoftware.com/Presse/Publikationen/Malware_Reports/EN/gdata_pc_malware_report_h2_2015_en.pdf

    (altro…)