Tag: robot

  • NEOPERL®. Alta qualità ed efficienza al servizio del cliente

    NEOPERL, azienda leader nel mercato degli aeratori, è impegnata a garantire una sempre più efficiente elaborazione dei processi di stoccaggio e di evasione degli ordinativi, preservando altresì l’alta qualità dei propri prodotti, a tutto vantaggio della clientela.

    Per tale motivo, con un investimento lungimirante, NEOPERL ha dotato la sede di Cressa di un nuovo e ancor più funzionale reparto di logistica, adottando un sistema robotico compatto di stoccaggio e prelievo presso stazioni di lavoro integrate merci-persona.

    L’operazione permette così di immagazzinare le merci preservandone maggiormente la qualità, aumentare la sicurezza ed ottenere un migliore utilizzo dello spazio e tempi rapidi di movimentazione.

    Il design modulare e completamente scalabile del sistema, inoltre, lo rende facilmente implementabile. La produttività può essere ulteriormente aumentata incrementando il numero dei robot, delle cassette o delle porte plug-and-play. Grazie alla presenza di più robot è possibile evitare singoli punti di errore, ottenere una ridondanza integrata e limitare i tempi di fermo. In caso di guasto ad un robot, infatti, un altro ne assume i compiti. Dal punto di vista energetico, ogni robot utilizza solo 0,1 kWh.

    www.neoperl.com

  • I robot sono tra noi: a Vigevano, convegno sulla robotica

    I ROBOT SONO TRA NOI: A VIGEVANO IL CONVEGNO SULLE ULTIME EVOLUZIONI DELLA ROBOTICA

    L’INCONTRO, ORGANIZZATO DAL ROTARY CLUB VIGEVANO MORTARA, È IN PROGRAMMA VENERDÌ 5 MAGGIO ALLE 17.30 PRESSO L’AUDITORIUM SAN DIONIGI

    Dalla produzione industriale alle attività domestiche, la robotica è oggi parte integrante della vita quotidiana di ciascuno e ha introdotto cambiamenti significativi nella sfera lavorativa, ma anche in quella etica e personale. Sarà proprio questo il punto di partenza del convegno Robot: istruzioni per l’uso, in programma venerdì 5 maggio alle 17.30 presso l’Auditorium San Dionigi a Vigevano (PV), con ingresso libero.

    L’incontro, organizzato dal Rotary Club Vigevano Mortara, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Vigevano e il contributo di Allianz Private Bank, oltre che della Fondazione di Piacenza e Vigevano, si propone di analizzare le nuove e diverse dimensioni del rapporto tra uomo e robot attraverso il contributo di autorevoli esperti del settore, coinvolti nei più recenti progetti di sviluppo nel settore della robotica.

    Con l’intervento “I robot tra di noi”, Giorgio Metta, direttore dell’iCubFacility all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), traccerà una panoramica sullo sviluppo della robotica umanoide, passando in rassegna le prospettive di sviluppo del comparto e le relative implicazioni sul mondo lavorativo, professionale e personale.

    Bruno Siciliano, direttore del Centro ICAROS dell’Università di Napoli Federico II si concentrerà invece sul tema: “La robotica industriale in Europa – Status quo, sfide in corso e prospettive future”, con un’analisi sul ruolo dei robot nell’industria: la robotica rappresenta infatti una delle poche tecnologie strategiche che saranno alla base delle soluzioni per molte delle sfide sociali dell’Europa del domani.

    Delle implicazioni etiche legate alla robotica, utili a gettare le basi per nuove regole del vivere nella futura società robotizzata, parlerà invece Gianmarco Veruggio, direttore della ricerca presso Consiglio Nazionale delle Ricerche e responsabile della sezione di Genova di IEIIT, l’Istituto di Elettronica, Informatica e Ingegneria delle Telecomunicazioni, nell’intervento: “Roboetica: una nuova etica per una nuova scienza”.

    Francesco Seghezzi, direttore Fondazione ADAPT, affronterà infine il tema del rapporto tra robot ed esseri umani nel mondo del lavoro, con particolare attenzione alle possibilità offerte oggi dall’automazione di sostituire le mansioni di tipo manuale non routinario: lo scenario  futuro più plausibile vedrà non una sostituzione ma una sempre maggiore complementarietà tra uomo e robot.

    Il convegno sarà inoltre occasione per toccare con mano, in senso letterale, esempi di protesi robotiche umanoidi sviluppate da IIT e un robot cooperativo di ultima generazione realizzato da Kuka, azienda leader mondiale nelle soluzioni per l’automazione.

    Arricchito da un mix di riflessioni teoriche, contributi video, dibattito ed esperienze “sul campo”, il convegno Robot: istruzioni per l’uso diventa occasione per tracciare una panoramica degli sviluppi presenti e futuri della robotica, una disciplina che sempre più sta uscendo dai laboratori per entrare nella quotidianità delle persone.

  • Robot e scenografie tecnologiche di ultima generazione per Cavalli di Battaglia

    In prima serata RAI la trasposizione televisiva di “Cavalli di Battaglia” – spettacolo teatrale di e con Gigi Proietti – porta in TV uno show innovativo che apre le porte alle tecnologie di ultima generazione proposte per le scenografie da OSC Innovation, per la produzione Tre Tredici Trentatre s.r.l.

    Per la prima volta all’interno di un programma RAI, la scenografiacon 750 mq di ledwalloffre un’esperienza immersiva che accompagna lo spettacolo e le performance attraverso una grafica avvolgente, grazie all’impiego di riprese realizzate con un drone e una steady cam che attraversano un “sipario robotico”.
    La presenza di due robot è tra le novità cha rende ancora più interessante il palco del Teatro Verdi di Montecatini Terme. In un susseguirsi d’immagini che accompagnano musica, balli e pièce teatrali, i bracci meccanici si interfacciano in sincrono con il movimento di due schermi LED e si trasformano in un vero e proprio sipario che offre, come prima immagine, uno sfondo del suggestivo golfo di Napoli.

    Il palcoscenico di “Cavalli di Battaglia” diventa così protagonista assieme ai diversi ospiti che, serata dopo serata, si esibiscono. I due robot impiegati da OSC Innovationutilizzano un nuovo e innovativo applicativo software di gestione che gli permette di interagire e movimentare la grafica in veste dinamica per creare un’ambientazione emozionante e coinvolgente.

    Il team di ingegneri di OSC Innovation”, spiega Saverio Ceravolo – CEO della società romana, eccellenza nell’impiego di innovazione tecnologica, realtà immersiva e aumentata, partner del leader per la robotica d’intrattenimento KUKA – “ha implementato un sistema di gestione dei robot in grado di interfacciare un macchinario industriale complesso, come il manipolatore antropomorfo KUKA, con alcuni avanzati ambienti di sviluppo e applicativi, come Maya, Cinema 4D e Unity 3D. Per questo spettacolo abbiamo fornito un service globale e la nostra assistenza tecnica avanzata su grafica, impianto e disegno luci, LED e robot, insieme ad AVS Group e Clonwerk.”

    Una vera e propria novità per quanto riguarda questo nuovo impiego della robotica all’interno di spettacoli main stream e di eventi: software di ultima generazione, hardware e contenuti multimediali sincronizzati fanno da apripista ad un nuovo modo di intendere lo spettacolo e al mercato dell’entertainment robotics.

    OSC Innovation, realtà con oltre dieci anni di esperienza nelle tecnologie virtuali, immersive e aumentate, rappresenta un’eccellenza italiana nello sviluppo di soluzioni avanzate con Digital app, Realtà Virtuale Immersiva e Aumentata, Video 360°, 3D, Robotica, Service audio video che incontrano i diversi mondi dell’entertainment, della formazione e del virtual learning enviroment, medicina, automotive, automazione come, anche, il retail e il settore del design e della cultura.

    OSC Innovation You Tube

    Approfondiamo le tecnologie di ultima generazione proposte alla produzione con alcune domande ad Antonio Depalo – Robotic Department Manager per OSC Innovation

    Un nuovo modo di sperimentare nuove tecnologie e intrattenimento.
    Siete i primi in Italia, cosa rende unici questi robot?

    AD: A rendere unica l’applicazione delle nostre sperimentazioni è l’esperienza che abbiamo nel campo delle nuove tecnologie. La conoscenza che abbiamo acquisito con i robot, infatti, si sposa con l’attitudine all’integrazione con tecnologie all’avanguardia e contenuti multimediali innovativi. In questo caso specifico, ad esempio, a pilotare i robot è fisicamente un media server (il Watchout), non PLC o altri strumenti che da decenni vengono usati nel mondo dell’automazione. Ciò che abbiamo fatto concretamente è stato tirar fuori dall’industria le macchine per metterle al servizio dello spettacolo, e la finalità del nostro lavoro è una collaborazione sempre più stretta fra le macchine e gli uomini nel campo dell’entertainment.

    Avete guardato a sistemi utilizzati in altri Paesi?
    AD: Esperimenti in tal senso sono stati fatti in America, in Francia e in Korea. A differenza degli altri siamo, però, riusciti a realizzare maggior precisione nei movimenti e utilizziamo superfici di led più ampie con robot di taglia più piccola. Siamo all’avanguardia nell’ottimizzazione del rapporto peso/potenza. A differenza degli altri, che utilizzano dei monitor enormi, noi abbiamo optato per l’uso di ledwall collegati ai bracci meccanici che rende più spettacolare la performance dei nostri robot: la sincronia tra la coreografia e i video, in tal senso, sono una delle particolarità e un valore aggiunto alle prestazioni che siamo riusciti ad ottenere.

    Quanto tempo è stato necessario per produrre due macchine che riuscissero ad avere performance da poter utilizzare anche in spettacoli dal vivo?

    AD: Siamo operativi da settembre. E poi nei mesi successivi abbiamo testato e fatto continue prove per affinare il nuovo software applicato ai robot.

    Per creare una scenografia di questo tipo ci sono varie componenti messe in campo.
    Quali e come si combinano tra loro?

    AD: I ledwall delle scene, i contenuti grafici visibili sia sul ledwall di fondo che sui led manovrati dai robot, ed i movimenti di questi ultimi vengono partorite contemporaneamente.Grazie alla partnership con Kuka, e alla collaborazione con Avs e Clonwerk riusciamo a fornire un pacchetto completo nello sviluppo di una scena, a livello di contenuti, implementazione grafica e coreografica. Sono diversi i dispositivi messi in campo, per quanto riguarda l’hardware abbiamo utilizzato ledwall di vari passi e caratteristiche, con l’impiego di un comparto luci Robe, Robot Kuka.

    L’aspetto della programmazione e dell’impiego di software è più complesso. Le coreografie vengono programmate da un simulatore su animazione Maya e Cinema4D, poi tramite un server che fa da ponte con l’operatore Watchout è possibile richiamare live le coreografie elaborate associandole alle grafiche che vengono proiettate. Rendere la scena sempre più dinamica e coinvolgente, è questo il punto di forza e lo sviluppo dell’intrattenimento.

    Quali potrebbero essere gli sviluppi?
    AD: I due aspetti fondamentali che saranno sviluppati sono: una collaborazione sempre più stretta con gli umani e interattività. Presto vedremo i robot seguire i movimenti di performer tramite il tracking dei movimenti, o l’integrazione con sistemi di realtà aumentata e virtuale al fine di produrre esperienze immersive…
    the best is yet to come!

  • Universal Robots: la principale azienda danese produttrice di robot registra una crescita del fatturato del 91%

    I risultati finanziari di Universal Robots, recentemente pubblicati, non lasciano dubbi riguardo all’enorme potenziale di crescita nel mercato della robotica. Con un fatturato che ha raggiunto 56 milioni di euro nel 2015, l’azienda con sede a Odense ha ottenuto una crescita del 91% rispetto al 2014, raggiungendo un eccellente risultato di bilancio: un profitto di 8,7 milioni di euro al lordo delle imposte.

    Ha destato particolare scalpore il fatto che l’azienda americana Teradyne abbia pagato più di 285 milioni di dollari per tutte le quote dell’azienda Universal Robots nella primavera del 2015. Il prezzo dell’azienda, con 150 impiegati in Danimarca, rispecchiava le aspettative di alti tassi di crescita nel settore della robotica, in particolare nel nuovo mercato per un genere innovativo di robot chiamati robot collaborativi o cobot: robot a basso costo, semplici da utilizzare e da programmare che lavorano fianco a fianco con gli operai della linea produttiva per migliorare la qualità e aumentare l’efficienza produttiva. Universal Robots ha inventato i primi cobot al mondo.

    Il primo cobot è stato venduto a dicembre 2008 e nel 2015 il valore di questo mercato è stato stimato 100 milioni di dollari. Alcuni analisti stimano che il mercato dei cobot supererà i 3 miliardi di dollari entro il 2020. Il precursore danese ha dunque assicurato al suo proprietario, Teradyne, una posizione estremamente forte in questo segmento ad alto potenziale di crescita.

    Il fatturato del 2015 di Universal Robots pari a 56 milioni di euro corrisponde a una crescita del 91% rispetto al 2014 e del 223% in confronto al 2013. Il profitto al lordo delle imposte, che ammonta a 8,7 milioni di euro, rappresenta una crescita del 122% rispetto al 2014. Ciò significa che il produttore di robot ha sia aumentato il fatturato, sia ridotto i costi dei robot, divenendo così, nel 2015, anche più efficiente con una crescita dei profitti che supera quella del fatturato.

    Dal 2012, le vendite annuali di Universal Robots sono cresciute in media approssimativamente del 75%. L’intero processo produttivo di bracci robotici avviene a Odense e nel 2015 i robot sono stati venduti, attraverso 200 distributori, con quote pari al 45% in Europa, 30% in America e 25% in Asia.

    Il proprietario dell’azienda danese dispone di notevoli mezzi finanziari ed è pronto a investire nel mantenimento della leadership di Universal Robots nel settore dei robot collaborativi. Con l’assunzione nel 2015 di altri sviluppatori di robot, lo staff della divisione ‘Sviluppo’ di Universal Robots a Odense è praticamente raddoppiato.

     

    “Nei prossimi anni ci aspettiamo che il mercato dei robot collaborativi cresca almeno del 50% l’anno, anche grazie ai brevi tempi di ammortamento, spesso inferiori ai 12 mesi”, ha commentato Enrico Krog Iversen, CEO di Universal Robots. “Siamo leader di mercato e abbiamo consistentemente aumentato gli investimenti nella progettazione e realizzazione, nelle vendite e nel supporto ai clienti per incrementare ulteriormente la nostra leadership. Sebbene nel corso dell’anno passerò dal ruolo di CEO a un ruolo consulenziale per Universal Robots, sono sicuro che l’azienda continuerà a crescere seguendo la nostra strategia basata su tre parole chiave: focus, semplicità e realizzazione senza compromessi”.

     

  • Arriva in libreria “La dea dei robot”

    Il primo robot di misura al mondo? È nato in Italia negli anni Sessanta . Rilevava e misurava con precisione micrometrica le carrozzerie delle auto e le ali dei jet. Un libro appena uscito racconta la nascita e i primi passi di una delle più prestigiose aziende di robotica, la DEA di Torino.

    TORINO – Nel 2017, secondo la IFR (International Federation of Robotics), lavoreranno nel mondo oltre due milioni di robot industriali. La crescita media del settore nei prossimi anni è stimata attorno al 12%. A fine 2008, l’industria della robotica ha creato tra gli otto e i dieci milioni di posti di lavoro, in gran parte destinati a tecnici altamente specializzati. Il nostro Paese (con 4701 unità vendute nel 2013, pari al 10,9% della produzione europea) ha da sempre svolto un ruolo importante nella robotica mondiale. Proprio in Italia, infatti, sono nati tre tipi di robot: quello di misura, di montaggio e il laser.

    Un libro appena uscito – La dea dei robot, autore Tito Gaudio, editore Cartman Edizioni (www.cartmanedizioni.it), 256 pagine, formato 13 x 21, € 17,90 – racconta, a mezzo secolo di distanza, la nascita e i primi passi della Dea (Digital Electronic Automation) di Torino, una delle più prestigiose aziende italiane della meccatronica. È alla Dea, infatti, che si deve il progetto e la produzione della prima macchina di misura tridimensionale di precisione al mondo.

    Il libro è un reportage, minuzioso e appassionato, della prima giornata di lavoro di un adolescente calabrese arrivato a Torino con il Treno del Sole, una valigia di cartone e poche lire in tasca. Lunedì 13 settembre 1965. Un pretesto per raccontare com’è nata e cresciuta all’ombra della Mole l’azienda che in quegli anni ha dato vita e impulso alla meccatronica.