Tag: rischio

  • Il coraggio di avere fiducia

    fiducia

    Come diceva una vecchia pubblicità: la fiducia è una cosa seria, che si dà alle cose serie.

    Questo è un periodo in cui si parla molto di fiducia, forse perché recentemente migliaia di risparmiatori hanno scoperto di averla mal riposta.

    La fiducia è legata al rischio, all’incertezza e alla vulnerabilità.

    Nel momento in cui mi fido di qualcuno o di qualcosa faccio una scommessa, nulla mi garantisce che sarà vincente; posso anche perdere. La fiducia non elimina la possibilità del rischio, ma solo la paura che il rischio diventi realtà; la fiducia aiuta a vincere la paura.

    La fiducia si crea quando, pur essendo vulnerabili, non si approfittano di noi. (Bob Vanourek)

    La fiducia in qualcuno comporta una serie di credenze, impegni, convinzioni riguardanti in particolare colui cui ci si affida  (ad esempio, il credere nel proprio medico comporta che si creda che sia capace di curare, che lo faccia con impegno, ecc.).

    Affidarsi è un atto sotto il controllo diretto della volontà, e il giudizio sull’affidabilità di una persona si fonda su fatti riguardanti il passato e per questo non è predittivo di un atto che riguarda il futuro.

    Struttura del fidarsi:

    • conto sul fatto che TU farai X, credo che per farlo TU abbia l’appropriata motivazione
    • perciò assumo nei TUOI confronti un atteggiamento di disponibilità relazionale, di scambio, mi creo una aspettativa
    • tale aspettativa verso di TE mi porterà ad avere un senso di gratitudine se tu farai X oppure a sentirmi tradito dal tuo non fare X
    • quindi mi comporterò in conseguenza al comportamento che tu metterai in atto, da persona tradita o riconoscente, conseguente al mio fidarmi di te.
    • Perché vi sia un rapporto di fiducia è necessario considerare possibile due comportamenti alternativi: che l’altro risponda appropriatamente alla mia fiducia, oppure che non lo faccia, ma accordare fiducia significa aspettarsi che si realizzi solo la prima.

    L’argomento è trattato su pragmatica-mente.com.

  • Gianfranco Pastore, Guardia Giurata, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.

    Passione e dedizione verso la sicurezza altrui ecco cosa porta una persona a diventare Guardia Giurata.Una persona al servizio di altre persone, padri, fratelli, fidanzati, giorno dopo giorno rischiano la vita in balia di balordi senza scrupoli che li identificano semplicemente come ostacoli al raggiungimento dei propri obbiettivi, ostacoli da eliminare senza scrupoli e nel più breve tempo possibile.
    Proprio come accadde a Gianfranco Pastore Guardia Giurata che il 16 dicembre 1999 mentre svolgeva il servizio di portavalori per il supermercato MD di Barletta venne sorpreso, insieme a due colleghi, da sei malviventi intenzionati a rapinarli dell’incasso del supermarket “Ricordo solo, queste le parole di pastore che uno dei malviventi, dopo avermi privato della pistola e del telefonino. mi ha sollevato il giubbotto antiproiettile e mi ha sparato allo stomaco. Subito dopo mi sono ritrovato in ospedale. dove ho subito un intervento. durato due ore, ma fortunatamente riuscito bene. Oggi dopo aver superato il trauma e le paure iniziali continuo a svolgere tranquillamente il mio lavoro”.
    Amministrazione comunale ha proposto al Ministero dell’Interno. Di riconoscerne il “coraggio e non comune sprezzo del pericolo dimostrato nella drammatica circostanza”. Pastore però non si ritiene un eroe ma crede semplicemente di aver compiuto un dovere nessun atto eroico”. Nel 2016 riceve la nomina di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
    Solo chi è spinto da una forte passione riesce a superare un trauma così forte e a tornare in prima linea, come ha fatto Gianfranco Pastore l’eroe della porta affianco che oggi dopo pìù di vent’anni dall’accaduto, continua a svolgere il suo lavoro prestando servizio a Bologna, e porta con se 130 punti di sutura accompagnati dalla gloria e dalla felicità per essere scampato alla morte e fiero di poter dire ai suoi figli “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.

    Ufficio Stampa: MP Impresa Dello Spettacolo

  • Rischio Euro, la Germania Rimpatria le Riserve d’Oro

    La germania sente sempre di più il rischio euro e la fine dell’eurozona e corre ai ripari rimpatriando l’oro in custodia al di fuori dei propri confini nazionali, sono sempre di più anche i privati tedeschi che tutelano i propri risparmi adottando la strategia del compro oro sotto forma di monete da investimento o in lingotti.
    L’operazione del rimpatrio dell’oro della germania custodito a New York e a Parigi è una scelta che la banca centrale tedesca aveva già intrapreso decidendo per il rimpatrio delle riserve auree, ma secondo fonti autorevoli la Bundesbank sta notevolmente velocizzando i tempi dell’operazione di rientro.
    La crisi che sta attraversando l’eurozona è ormai sotto gli occhi di tutti, oltre a riguardare in modo drammatico l’economia coinvolge anche la politica che vede sempre più divisi gli stati membri su questioni comuni come la politica estera e il problema dell’immigrazione dall’Africa.
    Le riserve auree accumulate dalla germania furono espatriate all’estero durante il periodo della guerra fredda con la Russia, per essere messe al sicuro da eventuali appropriazioni da parte di Mosca.
    Il valore dell’oro di stato della germania ammonta ad un valore di circa 120 miliardi di euro, un valore che di fatto pone lo stato tedesco in una posizione di stabilità invidiabile rispetto ai propri partner europei.
    Sull’onda di un’avversione all’euro che ormai si è diffusa in tutti gli stati membri, anche se ognuno con i propri distinguo, la germania sulla spinta interna dei propri cittadini ha deciso di tutelarsi dal rischio euro in vista delle prossime elezione che coinvolgeranno gli stati europei germania compresa.
    Il rimpatrio delle riserve auree per alcuni fa parte di una strategia che berlino sta pianificando per prepararsi in caso di fallimento dell’eurozona a l lancio di una nuova moneta nazionale, che potrebbe contare sulla garanzia del proprio oro.
    L’obbiettivo della germania e quello di fa rientrare nei confini nazionali almeno metà del proprio oro entro il 2017, mentre il resto verrebbe custodito sia a New York che a Londra, entrambi stati al di fuori dei paesi europei lontani da qualsiasi rischio euro, anche da questa decisione si evince quanto anche la germania sia lontana dagli altri stati europei.
    Nonostante la propria appartenenza all’unione europea la germania continua a scegliere stati al di fuori dell’eurozona per le proprie questioni più importanti e strategiche, un atteggiamento che conferma quanto mai anche lo stato tedesco sia lontano dalle esigenze e dalle difficoltà degli stati membri, confermando la propria volontà predominante finalizzata all’esclusiva tutela dei propri interessi nazionali.