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  • L’anticonformismo artistico di Marco Merulla

    Artista eclettico dallo spiccato spirito anticonformista, Marco Merulla si dimostra un talentuoso e intraprendente creativo, che si cimenta con passione e dedizione e si muove con destrezza nel variegato e multiforme panorama attuale della scultura informale non convenzionale.

    La dottoressa Elena Gollini lo ha selezionato per entrare nel circuito di qualità degli artisti del suo blog www.elenagolliniartblogger.com e ha espresso delle significative riflessioni critiche di analisi, per scandagliare i tratti e gli aspetti salienti che ne caratterizzano l’ideologia creativa alla base della sua originale produzione. Di recente ha redatto un corposo testo di recensione critica, dove ha voluto evidenziare una serie di punti di collegamento con la tradizione scultorea del passato e creare anche un riferimento di legame con la cosiddetta arte del riciclo nelle sue peculiari componenti distintive. Leggi qui sotto in allegato il testo critico scaricabile gratuitamente dal link http://www.elenagolliniartblogger.com/marco-merulla/ .

  • Il libro dell’astronauta NASA Eugene Cernan recensito da COSMOBSERVER

    È firmata dal divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso la recensione del libro scritto dall’astronauta della NASA americano Eugene “Geno”

     

    È firmata dal divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso la recensione del libro scritto dall’astronauta americano Eugene “Geno” Cernan, l’ultimo uomo che ha calcato il suolo del nostro satellite naturale.

     

    Cernan ha scritto il suo libro in collaborazione con il giornalista del The New York Times Don Davis. La versione italiana de “L’ultimo uomo sulla Luna” è edita da Cartabianca Publishing e rappresenta uno straordinario racconto non solo delle tre missioni di Eugene Cernan, ma dell’intera epopea spaziale americana.

    Cernan è stato nello spazio tre volte, la prima a bordo della missione Gemini 9, la seconda su Apollo 10 e la terza su Apollo 17, l’ultima missione della NASA sulla Luna. Un racconto da “insider”, che tiene conto non solo del fattore tecnologico, ma anche – e soprattutto – umano.

     

    Vi invitiamo a leggere la recensione del libro a questo indirizzo http://www.cosmobserver.com/articles/reviews/007%20eugene-cernan/l-ultimo-uomo-sulla-luna.htm

  • Alaska Edizioni presenta Odon, un’anima oscura che risplende

    Scrivere una recensione non è mai semplice. Si chiede di farlo a lettori che abbiano qualcosa in più da dire e per questo mi ha lusingato la proposta fattami dalla casa editrice Alaska, tra l’altro una nuova e interessante realtà editoriale che valuta a lungo cosa pubblicare per il bene degli autori, quelli veri e di quelli che si credono tali.

    Ma sono qui per parlare di Odon, un’anima oscura che risplende della giovane Simona Mileto che, come ci dice la biografia, vive sotto il sole della Calabria. E proprio dalla sua terra, tanto cara alla Grecia deve aver preso spunto per questa sua fatica letteraria che riporta a noi personaggi e miti che hanno popolato la nostra vita da liceali.

    Un personaggio complicato quello di Odon, sempre in cerca di un equilibrio. Lei, a cui non manca nulla, eppure vive sempre a metà. Non capisco inizialmente il suo comportamento sufficiente nei confronti delle compagne sue coetanee: okay che sta in un orfanotrofio, ma proprio per questo il suo distacco, invece di cercare complicità e comprensione con le altre ospiti della struttura non mi è chiaro. Le cose si fanno più chiare quando la ragazza raggiunge “la maturità” necessaria per farle comprendere la sua vera natura. E qui il tutto comincia ad animarsi di personaggi che conosciamo perché appartenenti ai miti e di altri che non ci sono noti, ma conosceremo presto.

    Non so bene se dire che Odon, un’anima oscura che risplende sia un libro d’amore (la storia d’amore c’è), o un romanzo sull’amicizia (che anche di questo si parla). Odon è un fantasy, ben si accosta ad un pubblico di ragazzi che voglia sognare un po’ mondi paralleli e vite diverse, vite che possono diventare straordinarie, come quella della protagonista.

    Io immagino che ogni bambina in un orfanotrofio sogni, almeno in giovanissima età, che il suo papà sia un re, che lei sia lì per un motivo specifico che poi riuscirà a conoscere. Sono modi per affrontare un presente difficile attraverso la consolazione che a tutto quel dolore può esserci una spiegazione. E questa, poi, diventa la realtà della fortunata Odon.

    All’inizio, quando, curioso, ho chiesto qualche cosa in più da sapere sulla trama del libro e ho sentito parlare di rose, di Olimpo e di una protagonista donna ho ripensato a Pollon, ma poi mi sono ricreduto. Probabilmente Odon ha un volto e un corpo simili a quelli di Xena, la principessa guerriera dei miei tempi.

    Una buona lettura a tutti i curiosi… Odon è da leggere!

  • Un inaspettato e meraviglioso Cimarosa sacro.

    Povero Cimarosa. La sua iniziale e trionfale carriera in territorio italiano come compositore d’opera (con particolare riferimento all’opera buffa), ebbe una leggera incrinatura quando venne chiamato a lavorare, come Maestro di Cappella presso la corte di Caterina II a San Pietroburgo: La zarina nutriva, come è noto, una vera e propria passione per l’opera italiana e, durante il suo regno, aveva invitato a comporre per i teatri del proprio regno i maggiori compositori italiani dell’epoca, inviando presso il Regno di Napoli e delle Due Sicilie propri “emissari” incaricati, appunto, di ingaggiare i musicisti più in voga del periodo. Artisti come Paisiello, Traetta e Sarti furono tutti portati a San Pietroburgo e “fermati” (come si diceva all’epoca) con contratti molto vantaggiosi . Sarti si innamorò così tanto di San Pietroburgo che tentò addirittura di introdurre la moda, non gradita, di scrivere musica teatrale e sacra direttamente su parole in lingua russa, invece che in italiano; ma, paradossalmente, queste iniziativa non ebbe alcun successo e il musicista fu costretto, per scelta della stessa Caterina che mal sopportava i suoi ultimi lavori, a emigrare per un certo periodo di tempo in Ucraina. Dopo l’allontanamento di Sarti, venne proposto alla zarina , l’assunzione a corte di Domenico Cimarosa, musicista di gran fama e che aveva mietuto succosi successi in Italia e in Europa. Il compositore aversano partì da Napoli a luglio del 1787 per approdare, insieme alla propria famiglia, a San Pietroburgo, a dicembre dello stesso anni. Nonostante il buon contratto con cui il musicista fu assunto, Caterina gli affiancò, come sorta di assistente, Vincente Martin y Soler, compositore di una certa notorietà e che godeva di un notevoli riscontri di pubblico. Forse, tra i due musicisti, nacque un po’ di rivalità. Complici il rigido clima russo, mal sopportato dal maestro napoletano, la riduzione delle spese per spettacoli e intrattenimenti a favore del ripristino delle spese di guerra ratificate dal governo russo, e un superficiale gradimento della zarina nei confronti della musica di Cimarosa (che sembra non averlo amato molto), il compositore ripartì dalla Russia nel 1791 per far ritorno a Napoli. Fu proprio durante in viaggio di ritorno che, fatta tappa a Vienna, Cimarosa ebbe occasione di comporre la sua opera più celebre, “Il matrimonio segreto” che debuttò proprio in quella città del febbraio del 1792.

    Il “Requiem in Sol minore”, scritto in fretta e furia per l’improvvisa morte della Duchessa di Serra Capriola, moglie di Antonio Maresca, Duca di Serracapriola, nominato dal Re di Napoli ministro plenipotenziario in Russia – colui che segnalò Cimarosa alla zarina – fu la composizione con cui il musicista aversano debuttò in terra russa. Il lavoro fu composto in un paio di settimane ed è costituito da una serie di brevi brani, in cui però ciò che appare sorprendente è lo splendido utilizzo delle voci e l’orchestrazione elegante e raffinata, con un parco utilizzo delle voci soliste a tutto vantaggio delle parte corali.. L’apertura del coro, “Requiem aeternam”, è appropriatamente lugubre, con interventi corali delicati, patetici e assai riflessivi.

    Questa nuova release discografica di Rc Record Classic Label si avvale di una delle orchestre che maggiormente collabora con l’etichetta londinese, l’Harmoniae Templum Chamber Orchestra che anche in questo caso accompagna con discrezione ed eleganza i solisti e il coro, rispettando la prassi esecutiva dell’epoca. Eccellente l’interpretazione dei cantanti solisti: il soprano Carolyn Donnely, pur non avendo lo spessore vocale di Elly Ameling – interprete della precedente registrazione pubblicata da Philips – possiede una grazia e un eleganza capace di sottolineare tutte le sfumature espressive insite nella partitura; allo stesso modo il contralto Doreen Lambert Lane offre un’interpretazione impeccabile, in particolar mondo nel “Judex ergo”. Concludono, con voci di grande pregio, il quartetto vocale le voci maschili maschili del tenore Clifton Wilkinson e del basso Randolph Bronwless, pur impegnati in una parte non particolarmente complessa né lunga. Anche in questo caso il direttore d’orchestra, Simone Perugini, si rivela una grande e gradita sorpresa. Perugini è considerato il maggior esperto di Domenico Cimarosa (sia come ricercatore, che come interprete); da anni è il principale revisore delle partiture dell’aversano in edizione critica per conto di Artaria Editions Limited, all’interno del poderoso progetto di pubblicazione dell’opera omnia cimarosiana. In questa registrazione Perugini offre un ottima prova di concertatore energico e appassionato e la sua interpretazione spicca per originalità, e profondità di riflessione senza però mai abbandonare la linea apollinea che caratterizza tutta la scrittura di Cimarosa e dei suoi contemporanei.

    Lionel Harrington

    (Traduzione Italiana di Fiorenza Gabbi)

    © July 2017 MusicWeb International

  • “La serva padrona” di Paisiello: un cd che pare un teatro.

    Tra le novità discografiche dedicate alla cosiddetta, impropriamente, musica colta, spicca, per rarità del titolo proposto e squisita interpretazione, quella proposta dall’etichetta discografica del gruppo Naxos RC Record Classic Label e dedicata all’intermezzo in due parti di Giovanni Paisiello, La serva padrona.
    RC Record Classic, affiliatasi a Naxos alla fine del 2016, ha come proprio target di riferimento il pubblico maggiormente appassionato alla musica – strumentale e operistica – del tardo periodo barocco e del pieno periodo classico, con particolare riferimento alla produzione di registrazioni di musiche composte da autori e titoli meno frequentati dal mercato discografico tradizionale.
    Già in attivo con releases dedicate a Cimarosa, Vanhal, Mozat (Wolfgang e Leopold), Paisiello, Beethoven e Scarlatti propone, tra le cinque novità del mese di luglio, questa nuova produzione dedicata al celebre intermezzo del compositore tarantino Giovanni Paisiello (1740-1816) che, per quest occasione, fu costretto a riutilizzare e, in parte, adattare, il vecchio libretto di Gennaro Antonio Federico musicato nel 1733 da Giovanni Battista Pergolesi.
    Gli interpreti sono Roberto Vicarelli (nel ruolo di Uberto) e Anne Chapman in quello di Serpina.
    Voci dionisiache, ben predisposte alla leggerezza tecnica richiesta da opere del repertorio buffo di Scuola Napoletana di fine Settecento.
    In particolare, la ricchezza di sfumature espressive di Vicarelli e Chapman, sono apprezzabili nella chiarezza della dizione e articolazione del testo letterario, nel possesso più che tecnico, quasi innato, della prassi esecutiva classica (non mancano, in questa edizione, garbate variazioni nelle sezioni di ripetizione durante le arie e i duetti, che mettono in risalto le eccellenti qualità vocali dei due interpreti, fraseggio limpido e naturale, sostenuto da un’ottima tecnica che permette un precisa intonazione e un puntuale sostegno del suono).
    Stesse osservazioni per garbato, quanto vivace sostegno sonoro offerto da Harmoniae Templum Chamber Orchestra, compagine londinese ormai da anni avvezza all’esecuzione su strumenti dell’epoca del repertorio barocco e classico.
    L’orchestra, anche in questa registrazione, sostiene, accompagna e, in un certo qual modo, dona una sorta di terza dimensione all’interpretazione dei cantanti, senza mai eccedere in protagonismo.
    La direzione d’orchestra di Simone Perugini, ormai alla sua terza produzione discografica con RC Record Classic Label, si conferma spigliatissima, con scelte interpretative in molti casi inaspettate ma sempre sostenute da un grandissimo senso del teatro che caratterizza tutte le interpretazioni operistiche di questo direttore fiorentino che da anni si occupa, anche in veste di ricercatore, dell’opera buffa di Scuola Napoletana. Proprio il senso del teatro, che pur frutto di anni studi è, sopratutto, qualità innata in Perugini e che sembra voler sempre sottolineare la stretta parentela esistente tra testo letterario, situazioni drammaturgiche e soluzioni musicali, fa di questa release discografica un vero gioiello. Pur se realizzata in studio, l’ascoltatore sembra direttamente trasportato nella platea di un teatro dalla quale possa fruire di tutti gli elementi che caratterizzano questo lavoro. Non è solo un semplice ascolto musicale quello che RC Record Classic Label ci offre, ma una vera e propria, come si direbbe oggi, “esperienza” teatrale vissuta in toto.

    Letizia Scudieri – All Rights Reserved

  • Gioiosa e scintillante interpretazione della musica di Cimarosa nella nuova release discografica

    La nuova release discografica di Rc Record Classic, in uscita dal 21 marzo scorso, propone una scintillante esecuzione di alcune Ouvertures operistiche di Domenico Cimarosa, vivacemente eseguite da Harmoniae Templum Chamber Orchestra sotto la bacchetta di Simone Perugini.

     

    Davvero di piacevolissimo ascolto l’ultima release discografica dell’etichetta londinese Rc Record Classic e dedicata a una serie di Sinfonie operistiche – in gran parte inedite – di Domenico Cimarosa.

    Cimarosa, grande compositore oggi purtroppo sottovalutato e poco rappresentato, nato ad Aversa nel 1749, conteso, ai suoi tempi, dalle più importanti corti europee e dai maggiori teatri italiani ed esteri, scrisse una settantina di melodrammi (comici e seri) e fu considerato, insieme al collega Giovanni Paisiello, il più importante operista prima dell’avvento di Rossini.

    Le Sinfonie operistiche contenute nel cd Sinfonie rendono immediatamente percepibile all’ascoltatore i tratti salienti dello stile cimarosiano: facilità e felicità d’invenzione melodica, mano sicura di un compositore di grande talento e indiscusso mestiere, orchestrazione semplice ma di estrema efficacia. In questa raccolta vengono proposte, in prima esecuzione in tempi moderni, sinfonie di notevole fattura quali, ad esempio, quella de I traci amanti, di Artemisia e della cantata dedicata a Ferdinando IV di Borbone. Un tuffo nell’entourage culturale dell’Europa di fine Settecento, documentato, tra l’altro, anche del prezioso booklet contenuto nel cd ricco d’informazioni sia sul compositore che sui singoli brani; il booklet è anche disponibile tramite l’acquisto della versione digitale dell’album nel vari e-stores

    Le edizioni musicali di cui si avvalgono gli interpreti per questa registrazione sono tutte edizioni critiche curate da Simone Perugini per conto dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” e pubblicate da Artaria Editions Limited, New Zealand.

    L’esecuzione, scintillante e sempre precisa, è affidata all’orchestra londinese Harmoniae Templum Chamber Orchestra formata da giovani strumentisti specializzati nell’esecuzione di musica barocca guidati da Simone Perugini, direttore d’orchestra e musicologo, che sa offrire agli ascoltatori un’interpretazione vivacissima – come di rado capita ascoltare per esecuzioni musicali dedicate al periodo classico – vibrante di colori e sempre attenta a creare inediti ed efficacissimi colpi di teatro.

    Lorenzo Grimani

    NewMusic Bookstore