Tag: processo

  • Fabrizio Politi fuori dalla gogna giudiziaria e mediatica

    Può finalmente tirare un sospiro di sollievo Fabrizio Politi. La sua infatti è una delle vicende imprenditoriali in cui suspense, colpi di scena e gossip vanno a nozze. Conosciuto ai più, specie ai paparazzi, come “il nuovo Briatore” del settore nautico e per la sua vita mondana, negli ultimi anni il suo nome è balzato agli occhi figurando tra i fondatori della piattaforma social e-commerce SixthContinent.

    Il processo

    L’ascesa di quest’imprenditore, affermatosi dapprima nel mondo dell’informatica e poi in quello navale con la Fashion Yachts, subisce un brusco arresto nel 2014. Proprio mentre solca le creste del mercato del lusso internazionale viene infatti coinvolto in un processo penale nato da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano su presunti appartenenti alla ’ndrangheta operanti in Brianza. L’accusa è quella di concorso esterno in riciclaggio. Ed è talmente pesante da costringerlo agli arresti domiciliari per quattro giorni.

    fabrizio politi

    La risposta a un processo durato sei anni arriva nella sentenza pubblicata il 28 gennaio 2020: Fabrizio Politi viene assolto con formula piena dal Tribunale di Monza. Il fatto non sussiste e per la condanna di primo grado a tre mesi per violenza privata ci sarà un ricorso in secondo grado. Il fatto risale a una lite con un ex socio avvenuta nel 2013 ed è così lieve da non meritare la menzione nel casellario giudiziario.

    Il nuovo Fabrizio Politi

    Il giogo mediatico si allontana così da un Fabrizio Politi praticamente incensurato. “Sono certo – scriveva in una nota pubblicata poi su «Il Tirreno» nel 2014 ‒ che sarà fatta luce su tutti gli aspetti di questa inchiesta, anche se ci vorrà tempo, sofferenza e sacrificio”. Sono passati 2500 giorni da allora. A 48 anni, l’imprenditore milanese può finalmente tornare alle sue idee “mondocentriche”. L’ultima delle quali riguarda gli sviluppi di SixthContinent. Questo luogo digitale, il sesto continente per l’appunto, accoglie milioni di consumatori e migliaia di brand da tutto il mondo promettendo di aumentare la capacità di acquisto dei clienti in maniera sostenibile nel tempo mediante l’utilizzo della piattaforma. E per farlo vuole modificare la catena del valore dei consumi in base a un progetto basato sul profit sharing.

    Quello che fin da subito Fabrizio Politi ha definito come un errore giudiziario per poi trasformarsi in un incubo è arrivato alla fine. Ora, come sempre, è questione di tempo per recuperare la rispettabilità occultata… Ma l’imprenditore non è rimasto con le mani in mano e adesso punta a diffondere la società a livello internazionale.

  • Dopo cinquant’anni la strage di Piazza Fontana non è più un mistero

    Lo sosterrà il Giudice Guido Salvini all’Università di Verona  il prossimo 21 novembre, confermando la pista veronese che porta alle bombe

    Il prossimo 21 novembre, alle 17:30, nell’aula T.1 del Polo Didattico Zanotto dell’Università di Verona, il magistrato Guido Salvini, che istruì più di vent’anni fa il processo milanese sulla strage, il giornalista d’inchiesta Paolo Morando e il docente ordinario di storia contemporanea dell’Università di Macerata Angelo Ventrone, si confronteranno sull’episodio ha decretato l’inizio di uno dei periodi più tragici e sanguinosi della storia repubblicana.

    Renato Camurri docente ordinario di storia contemporanea dell’Università di Verona introdurrà il tema e coordinerà la discussione.

    Partendo dalle tesi contenute nei loro libri pubblicati recentemente, i tre relatori analizzeranno le nuove verità emerse sulla strage che il 12 dicembre del 1969, nella sede milanese della Banca Nazionale dell’Agricoltura, non solo causò 17 morti e 88 feriti ma diede di fatto il via ad una destabilizzazione sociale mirata alla stabilizzazione politica, la così detta “strategia della tensione”.

    L’evento è organizzato dal Dipartimento di Culture e Civiltà dell’ateneo veronese in collaborazione con l’Osservatorio Monografie d’Impresa operante nella stessa Università.
    L’ingresso è libero.

    PER INFORMAZIONI:
    [email protected]
    Tiziana Sartori 347 6914664

    PER APPROFONDIMENTI:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/17/piazza-fontana-la-madre-di-tutte-le-stragi-il-magistrato-guido-salvini-e-il-giornalista-sceresini-completano-il-puzzle-adesso-non-e-piu-un-mistero/5567421/

    https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/11/15/piazza-fontana-video-della-strage_KIbCD0iY5yotVKNE9ToqeL.html

    https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/piazza_fontana_video_freda_guido_salvini-4865170.html

    Piazza Fontana, 50 anni fa la madre di tutte le stragi

    BIBLIOGRAFIA:
    G. Salvini / A. Sceresini
    : La Maledizione di Piazza Fontana. Chiarelettere 2019

    P. Morando: Prima di Piazza Fontana, La prova generale. Laterza 2019

    A. Ventrone: La strategia della paura. Mondadori 2019

    A. Ventrone (a cura di): L’Italia delle stragi. Donzelli 2019

  • Il Testimone nel Procedimento Penale

    Nel nostro procedimento penale il ruolo del testimone è uno degli elementi più determinanti in un processo, sia lo studio legale delegato alla difesa dell’imputato sia il pubblico ministero puntano molto sul testimone per rendere credibili le proprie tesi di fronte al giudice e alla giuria.
    Con l’introduzione del codice di rito del 1988 nel nostro ordinamento sia lo studio legale della difesa che il pubblico ministero possono rivolgere direttamente le domande ai testimoni convocati per il processo.
    Questo ha permesso di rendere l’esame del testimone un fondamentale strumento per l’ accertamento della verità processuale, data l’importanza del testimone il legislatore ha ritenuto opportuno inquadrare l’esame del testimone secondo alcune regole.
    Quando l’esame al testimone è fatto dalla parte che ha richiesto l’audizione sono vietate le domande ritenute nocive che tendono a confondere la sincerità della risposta dell’interpellato, allo stesso modo non devono essere fatte domande che tendono a suggerire la risposta.
    Queste limitazioni cercano di bilanciare il fatto che lo studio legale o il pubblico ministero che convochino un testimone ritengono questo un punto di forza della propria tesi e per questo non sia opportuno che questi guidino in modo manipolatorio il test durante l’esame.
    Al contrario quando lo stesso testimone verrà interrogato dalla controparte questa avrà una maggiore libertà di azione durante l’interrogatorio.
    Durante il controesame di un testimone la controparte ha il fine di diminuire la credibilità della testimonianza resa, nonostante siano vietate le domande che possono nuocere alla sincerità delle risposte alla parte avversa è concesso fare domande che suggeriscono la risposta.
    Questa libertà è stata concessa dal legislatore in quanto si da per scontato che il testimone avverso alla parte che lo sta interrogando non potrà essere facilmente fuorviato sulle risposte che evidentemente non collimeranno in partenza con quelle suggerite da chi lo sta interrogando.
    Questo atteggiamento renderà anche più veritiera la testimonianza se questa risulterà credibile al punto di non vacillare di fronte a domande poste in modo insidioso.
    Una volta terminato il controesame della parte avversa, la parte che ha chiamato la persona a testimoniare ha la facoltà di un altro riesame in modo di avere la possibilità di correggere eventuali incongruenze che potrebbero essere emerse durante il controesame.
    Il riesame finale è concesso alla parte che ha convocato la persona interrogata per controbilanciare la maggiore libertà di azione concessa alla parte avversa nel porre le domande al testimone.
    Nel corso delle varie fasi in cui il testimone viene interrogato sia dagli avvocati dello studio legale difensivo sia dal pubblico ministero, il Presidente del Tribunale che presiede il dibattimento ha facoltà di intervenire d’ ufficio o in seguito alle obiezioni poste dalla parte avversa.
    Questo è necessario per evitare che vengano poste domande non concesse dalla legge, tra le principali obiezioni sollevabili ci sono le domande nocive e quelle non pertinenti all’ oggetto di imputazione.
    Resta comunque inteso il libero arbitrio del giudice nell’accoglimento o nel rigetto delle obiezioni poste dalle parti in causa.

  • Bianca: una pagina di vita del ponente seicentesco.

    C’è tanta indagine storica tra le pagine di questo libro che, partendo da una lettera datata 1610, inclusa in una filza notarile all’Archivio di Stato, ricostruisce la storia di una donna e di un’intera comunità.
    Bianca è una suora, forse monacata a forza (come tante lo furono in quegli anni) cui la vita del chiostro sta stretta, e si lega con particolare amicizia a Simone Lamberti, notaio in Vallecrosia.
    L’amore e la redenzione, dunque, ma non solo questo; il libro è un affresco sulla comunità dell’estremo ponente tra cinque e seicento, e di come il Capitaneato di Ventimiglia (e la Serenissima) si inserirono in quegli anni travagliati, tra il concilio di Trento, la riforma calendariale di Gregorio XIII e la guerra dei Trent’anni.
    L’autrice, Anna Maria Ceriolo Verrando, già allieva del Lamboglia, è un’affermata storica loco-regionale ed ha all’attivo diverse pubblicazioni sull’estremo ponente.

    Il volume sarà presentato domenica 6 dicembre alle 16:00 presso la sala Polivalente del Comune di Vallecrosia (Via C. Colombo).