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  • “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita incanta il pubblico della Biennale Light Art di Mantova

    Mantova (MN) – Suggestione, passione e grandissima professionalità, gli ingredienti fondamentali della performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita alla Biennale Light Art di Mantova. L’evento, che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, è stato presentato domenica 29 maggio alle ore 21.30 all’interno di una cornice d’eccezione, il cortile quattrocentesco della Casa di Andrea Mantegna.

    Il site-specific dell’artista siracusana, nonostante il rinvio di sabato 28 maggio a causa del maltempo, è riuscito ad attrarre molte presenze e a creare un enorme trasporto emotivo. L’incanto è stata la parola d’ordine di una delle chicche del festival curato da Vittorio Erlindo. Le pareti rinascimentali, un tempio a porte aperte da cui esce la performer in abito nero con filamenti illuminati e sguardo bionico che si accende di rosso. Al centro del cortile un bulbo d’occhio gigantesco in cui Marilena Vita inserisce una mano che poi estrae ed espone, sanguinante, al pubblico: è la guerra che si insidia nelle vite di ciascuno, è Circe che attinge all’olocausto, al dolore, lei che è dea, figlia di Elio e della ninfa Perseide, e reca in sé il seme della magia. Dispensatrice di lutto e di compassione, Circe diventa la perfezione, l’equilibrio dell’Essere tra amore e guerra: fronteggia i presenti mostrando loro il braccio insanguinato, poi cinge il bulbo, lo culla, sceglie la vita, diventa madre, ama. In ultimo, Circe si ritrova al centro della scena, apre un cofanetto da cui tira fuori la frase “I want to be free”, simbolo di libertà dei popoli.

    L’evento ha ricalcato perfettamente la tipicità dell’ispirazione artistica di Marilena Vita, ovvero la metamorfosi dell’atto creativo, l’archetipo dell’eterno femmineo, la Sicilia tra rituali e miti, lo straniamento personale di carrolliana memoria, l’astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno, tutte componenti che hanno ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Carmelo Strano, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Lanterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà visibile in un video esposto alla Biennale Light Art di Mantova, manifestazione a carattere internazionale aperta fino al 28 agosto.

     

    Info e contatti

    www.biennalelightart.it
    [email protected]

    Circe. Amore e guerra di Marilena Vita

  • Circe alla Biennale Light Art di Mantova: l’amore e la guerra nell’inedita performance di Marilena Vita

    Marilena Vita
    Mantova (MN). La luce è un’idea sociale alla Biennale Light Art di Mantova 2022. Nella splendida Casa di Andrea Mantegna, dal 27 maggio al 28 agosto, ventisei artisti di spessore internazionale si ispirano alla “ricerca contemporanea sulla Luce, tra Arte e Design”. Un confine sottile, questo, che permette di concepire fonti luminose e chiaroscuri come esperienze emotive e relazionali tra luoghi e persone. È una visione attualizzante, nella quale risulta profondamente significativa la performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita, invitata al festival mantovano curato da Vittorio Erlindo. Sabato 28 maggio alle ore 21.30 la poliedrica ed esuberante artista siracusana evocherà attraverso il fascino della leggendaria incantatrice l’archetipo che, reso celebre dagli Amores di Ovidio, rimanda al dramma bellico contemporaneo.

    Non solo performer ma anche pittrice, fotografa e videoartista, Marilena Vita opera tra la Sicilia, Milano e Amsterdam. Le sue opere sono accolte in prestigiose esposizioni di grandi metropoli come Berlino, New York, Città del Capo, Roma, Parigi, per citarne alcune. E molte sono le manifestazioni di rilievo che l’hanno vista protagonista, ad esempio la Prima Biennale d’Arte Industriale a Labin in Croazia, Cafes Litteraires alla Fondazione Stelline di Milano, Vision in New York City alla Columbia University di New York, The Sixth Jinan International Photography Biennal Exhibition Worldwide in Cina, la Biennale di Praga, Kafka contro Kafka alla Galerie Brun Leglise di Parigi, Πai The Eon is a Child Playing al Museo di Alexandropolis, Hepiran Huyman Emotion Project a Teheran, Duomedia in Photography al Grattacielo Pirelli di Milano.

    L’opus di Marilena Vita, che trova fascino e luogo nel progetto inedito della performance mantovana “Circe. Amore e Guerra”, è l’eterno femmineo colto nello studio degli archetipi, la Sicilia tra mito, rituali e storia, lo straniamento personale di carrolliana memoria, il tempo ritrovato nel gesto ludico, il viaggio immaginifico come astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno. La sua ricerca artistica caratterizzata dalla precipua metamorfosi dell’atto creativo ha ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino. Un pensiero su tutti, quello di Carmelo Strano, coglie in modo inequivocabile l’anima dell’artista siciliana: «Che sia fotografia, performance, dipinto, video, Marilena Vita naturalmente comunica e commuove. In maniera ambigua “gioca”. Il suo messaggio è per così dire “ingabbiato” da un’ellisse e riesce a strappare la complicità del fruitore. La sua fotografia è il dominio in cui la performance e il video vengono esaltate. E cantano un unisono gregoriano. Non privo di sacralità. Anche quando il corpo si accampa con prepotenza non solo come protagonista inevitabile della scena ma anche quale deuteragonista naturale dell’autocoscienza dell’artista».

    “Circe. Amore e guerra” è un site-specific che Marilena Vita ha concepito per la Biennale Light Art di Mantova di quest’anno. La riflessione iniziale dell’artista ha subìto delle interferenze sostanziali a causa del contingente conflitto in Ucraina: i tragici sviluppi investono di maggiore carica emotiva il ruolo della creatura mitologica. Circe è dispensatrice di bene e di male, di luce e bellezza da un canto e di dolore e oscurità dall’altro. Figlia di Elio e della ninfa Perseide, la dea che reca in sé il seme della magia, diviene simbolo di trasformazione dell’umano in non-umano e della passione in conflitto, perfetta incarnazione delle due facce dell’Essere: amore e guerra.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Laterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà accompagnata da un video, anch’esso inedito, a lei dedicato dal noto architetto e artista multimediale brasiliano Emanuel Dimas de Melo Pimenta.

    Info e contatti:
    www.biennalelightart.it
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  • Un importante passo in avanti nelle lavorazioni sull’acciaio inox

    Abbattimento dei tempi, rendimento elevato e costante, riduzione del rischio di non conformità e di lavorazioni imperfette: Metex ottimizza il processo di sabbiatura sui telai di grandi dimensioni progettati per il supporto dei vassoi all’interno dei forni industriali con la soluzione robotizzata di Norblast

     

    Dal 1998 Metex rappresenta un punto di riferimento nella lavorazione di componenti e prodotti in acciaio Inox. Passione, creatività e artigianalità unite a una costante ricerca tecnologica, rappresentano il dna e il segreto del successo di una realtà d’eccellenza, conosciuta in tutto il mondo e in continua crescita. Nell’ambito della preparazione di tutti i semilavorati in acciaio inox per la costruzione di forni per il mondo food e Ho.Re.Ca si inseriscono l’esperienza e la competenza di Norblast, punto di riferimento a livello internazionale nella realizzazione di macchine standard e personalizzate per la sabbiatura e la pallinatura controllata. Grazie all’esperienza maturata negli anni nel trattamento dell’acciaio inox e nella progettazione di soluzioni robotizzate, l’azienda bolognese ha conferito un grande vantaggio competitivo, a beneficio dell’intero ecosistema aziendale, in linea con una filosofia di lean thinking sempre volta all’aumento dell’efficienza e alla riduzione degli sprechi.

    Abituata fin dalla sua costituzione a fornire non solo strumenti e macchinari, ma soluzioni, Norblast ha individuato e risolto alcune difficoltà e problematiche nella fase di sabbiatura dei telai in acciaio inox progettati per il supporto dei vassoi all’interno dei forni. Prima del controllo qualità e della messa in opera, i telai necessitano infatti di un’operazione di pulizia volta a rimuovere l’alone di ossido prodotto in seguito alla saldatura dell’acciaio.

    Un’operazione che l’azienda realizzava servendosi di una cabina manuale progettata dalla Norblast, registrando performance di buon livello ma con inevitabili limiti. Considerate le grandi dimensioni del telaio, circa un 1,70 m e le sue geometrie complesse, il tecnico che operava dall’esterno della cabina era costretto a mantenere alti livelli di attenzione, nell’arco delle 8 ore, per non dover ripetere diverse volte il ciclo di lavoro a seguito di zone non trattate e coperte con conseguente dispendio di tempo e materiali. A questo si aggiungeva l’impegno ulteriore dell’operatore nel mantenere costante il rendimento di una lavorazione complicata anche dal punto di vista dell’ergonomia.

    Dopo un’accurata fase di studio e di test, Norblast ha sostituito la macchina manuale con una versione robotizzata, risultato di un lavoro di ricerca e progettazione che da oltre 25 anni consente all’azienda bolognese di raggiungere standard estremamente elevati nell’applicazione di robot antropomorfi all’interno delle cabine di pallinatura e sabbiatura. Il sistema adottato è stato studiato e personalizzato su diverse tipologie di telai con l’obiettivo d’individuare, sulla base delle caratteristiche di ogni semilavorato, le zone di saldatura dove i residui di ossidi sono maggiori. In questo modo il robot è già programmato per insistere sulle superfici più critiche e operare con maggiore velocità sulle zone che non presentano le tracce dell’ossidazione. Dunque, una soluzione smart, capace di portare in casa Metex un radicale miglioramento nel contesto produttivo globale.

    L’operazione di sabbiatura condotta in maniera automatizzata porta a un vantaggio competitivo misurabile in un abbattimento dei tempi di lavorazione fino al 30 – 40%, in una costanza di rendimento elevata, nonché una riduzione del rischio di non conformità e di vizi. Allo stesso tempo pone le condizioni per impegnare il tecnico in altre attività, nell’ottica di una ridistribuzione intelligente e strategica delle risorse volta a ottimizzare l’intera catena produttiva.

    Un’ottimizzazione che porta con sé anche altri plus, come l’abbattimento dell’impatto ambientale, vista il minor consumo di energia e materiali di lavorazione, una condizione lavorativa migliorata e con un alto tasso di specializzazione tecnologica. Per Norblast è un processo naturale la realizzazione di impianti speciali sulla base delle necessità del cliente, proprio per la naturale propensione a fornire soluzioni. Grazie al laboratorio interno e la collaborazione della sua controllata Peen Service, i trattamenti superficiali personalizzati e innovativi rendono il Gruppo Norblast un partner tecnologico di eccellenza e un punto di riferimento per accelerare il business e la competitività delle imprese che operano in molteplici ambiti.

     

     

    Norblast Srl nasce nel 1977 dall’esperienza nel mondo della meccanica del Cavalier Remo Norelli. Le sperimentazioni e le collaborazioni con centri di ricerca e università, unite alla capacità di trovare soluzioni innovative alle problematiche evidenziate dal cliente, portano in breve l’azienda a diventare un punto di riferimento in Italia e all’estero nella costruzione di macchinari anche personalizzati e nei processi di sabbiatura e pallinatura controllata. Negli anni ’90 nascono Peen Service e la consociata spagnola Ipar Blast, divisioni specializzate nel processo di pallinatura controllata e applicazione di nuove tecnologie. Norblast realizza soluzioni nei più svariati settori: additive manufacturing, aeronautica e aerospaziale, automotive, biomedicale, energia, fonderia, inox, leghe, meccanica, stampi, utensili.

  • Una nuova visione nei sistemi di sollevamento di nuova generazione

    Il Gruppo Servomech innova la concezione delle attuali applicazioni con le prestazioni della nuova serie di martinetti meccanici con vite a sfere. Un’evoluzione che risponde alle nuove esigenze dei progettisti e di una meccanica evoluta ad alto valore aggiunto

     

    La capacità di innovare e precorrere i tempi è una caratteristica costante per il Gruppo Servomech, dal 1989 player di riferimento internazionale nella progettazione e costruzione di attuatori lineari meccanici a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Made in Italy, flessibilità, customizzazione, progettazione e produzione interna con controlli sistematici in linea durante tutte le fasi, un non comune supporto tecnico-commerciale sono solo alcuni del plus dell’azienda bolognese che ha saputo guadagnarsi in trent’anni un ruolo di primo piano nel panorama mondiale. Così come non sono dettagli l’offerta di vantaggi e plusvalenze di cui il mercato attuale sente l’esigenza: immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni, minori consumi energetici, maggiore capacità di carico a parità di grandezza, maggiore rigidità della struttura, affidabilità e servizio.

     

    La nuova concezione dei sistemi di sollevamento

    In un contesto industriale evoluto, dove è sempre più frequente la necessità di alte velocità e un utilizzo sempre più elevato in termini di intermittenza, nonché di carico e di precisione, i progettisti valutano con interesse sempre crescente soluzioni più performanti, più facilmente controllabili, più gestibili in termini di controllo di posizione, carico e velocità, tali da garantire un vantaggio competitivo in termini di qualità e quantità del lavoro svolto.

    Sulla base di questa evoluzione, Servomech promuove una nuova concezione dei sistemi di sollevamento, suggerendo un innovativo approccio, incentrato sull’applicazione dei propri martinetti meccanici ad alto rendimento con vite a ricircolo di sfere, in accoppiamento con motorizzazioni brushless e relativi azionamenti di controllo, lasciando la massima libertà di scelta ai progettisti in quanto al brand da utilizzare per motori e azionamenti.

    La nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech consente di raggiungere alte velocità lineari, cicliche ad elevata dinamica con significative accelerazioni e decelerazioni, elevata precisione di posizionamento, esatta ripetibilità della posizione ed utilizzo anche con funzionamento continuo. Il sincronismo tra i vari punti di sollevamento viene realizzato in asse elettrico, con il controllo in posizione o in posizione e coppia. L’utilizzo di martinetti con vite a sfere equipaggiati con servomotori, encoder assoluti multigiro e azionamenti in grado di gestire le leggi di moto dei motori ed il controllo della corrente richiesta, consentono di ottenere prestazioni ad alta velocità, precisione e ripetibilità.

    La nuova concezione made in Servomech consente di superare i limiti dei sistemi di sollevamento a più punti di tipo tradizionale, legati alle velocità lineari e di rotazione, alle masse inerziali coinvolte e alla potenza dissipata nei vari organi di trasmissione, alle vibrazioni, alla rumorosità e ai giochi che si possono creare tra le connessioni meccaniche e alla incerta precisione di posizionamento relativo dei vari punti di sollevamento.

    La nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech allarga pertanto con un approccio moderno e avanzato gli orizzonti applicativi dei sistemi di sollevamento in genere, ora in grado di essere utilizzati per lo svolgimento anche continuativo di funzioni di processo, con cicli di lavoro onerosi dal punto di vista del carico, della elevata dinamica di funzionamento, della velocità e della precisione di controllo.

     

    I plus della nuova serie di martinetti meccanici con vite a sfere

    La nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech garantisce maggiori prestazioni in termini di efficienza, capacità di carico, durata e rigidità grazie ai martinetti meccanici con vite a sfere traslante della Serie MA BS Modello A, caratterizzati da un design brevettato e depositato che a distanza di un decennio si dimostra ancora innovativo, affermandosi sul mercato per unicità e competitività.

    L’integrazione nativa dei componenti del riduttore e della madrevite a sfere, progettati e costruiti all’interno di Servomech assicurano in sinergia con l’evoluto design, una significativa riduzione del peso, eliminando il materiale superfluo a vantaggio dei costi. Ne derivano non solo prestazioni superiori e maggiore precisione di posizionamento, ma anche maggiore rigidità con ingombri compatti nelle dimensioni. La capacità di performance supera così i limiti applicativi dei più tradizionali martinetti a vite trapezia, aumentando i vantaggi di cui il mercato attuale sente l’esigenza: immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni, minori consumi energetici, maggiore capacità di carico a parità di grandezza, maggiore rigidità della struttura grazie all’integrazione nativa dei componenti.

    Disponibili in 8 grandezze – capacità di carico da 5 a 350 kN, diametro vite a sfere da 16 a 120 mm, velocità di entrata fino a 3.000 giri/min, lubrificazione a olio con fattore di utilizzo anche continuo, Servomech ne suggerisce l’impiego anche nell’esecuzione con vite a sfere rotante. Tre grandi famiglie, ognuna progettata e sviluppata con caratteristiche peculiari e con una vasta gamma di grandezze adeguatamente distribuite, in modo da facilitare un’ottimale selezione sia dal punto di vista tecnico che economico.

    Vocata a questa nuova concezione è anche la serie SJ BS, realizzata per applicazioni con un funzionamento intermittente (fino al 70%). La scatola riduttore monoblocco si presenta come molto robusta e compatta. La lubrificazione del riduttore in questo caso è a vita con grasso sintetico. Con una velocità di rotazione in ingresso fino a 1.500 giri/min questi martinetti hanno un azionamento lineare con vite a ricircolo di sfere da Ø 16 mm a Ø 140 mm, con capacità di carico da 5 kN a 800 kN. Sono disponibili 11 grandezze standard a catalogo.

    Amplia le opportunità la serie HS, acronimo di High Speed che si caratterizza per la trasmissione con riduttore a coppia conica con dentatura Gleason. Ciò consente di ottenere un funzionamento a basso livello di rumore ed elevato rendimento. Particolarmente indicati per applicazioni con utilizzo anche continuo ed elevate velocità lineari. La velocità di rotazione in ingresso fino a 3.000 giri/min li rende idonei all’utilizzo con motorizzazioni brushless. La lubrificazione del riduttore è a olio sintetico. Sono disponibili in 6 grandezze standard a catalogo, con capacità di carico da 10 kN a 200 kN e vite a ricircolo di sfere da Ø 25 mm a Ø 80 mm, velocità lineare fino a 2 m/s.

     

    Servomech Spa nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutto il ciclo produttivo all’interno dei propri stabilimenti ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, mette a disposizione una gamma di servizi all’avanguardia e specializzati che assicurano alta qualità, flessibilità e cura dei progetti dei propri clienti.

  • Attenzione alla ripresa della pratica sportiva

    La primavera e la voglia di rimettersi in forma in libertà spinge gli Italiani a correre. Da Corazza Srl, creatrice di Fly Walk, supporto plantare hi-tech, arriva il monito per il rischio di overuse e la prevenzione a traumi

     

    Già nei mesi scorsi Corazza, azienda di Molinella (BO) da 50 anni leader nella produzione di plantari ortopedici dedicati a tutte le problematiche che interessano la pianta del piede e ideatrice di Fly Walk: il supporto plantare ultrasottile pensato per chi pratica sport, aveva lanciato l’allarme.

    Sedentarietà, smart working e la perdita del consueto allenamento sono una fonte di traumi e malesseri per gli Italiani, sempre più desiderosi, complice l’arrivo della bella stagione, di tornare a praticare sport all’aria aperta, godendosi finalmente un po’ della tanto agognata libertà.

    L’anno trascorso, tra limitazioni imposte dal Covid-19, lavoro da casa e l’inattività portata dalla ridotta socialità hanno messo a dura prova la popolazione italiana che denuncia un crescente sviluppo di dolori muscolari e articolari. Se già nella normalità circa 7 persone su 10 possono soffrire di disturbi articolari, la mancanza di una vita attiva ha acuito questa condizione. Una ricerca realizzata da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione ha evidenziato come a soffrire di dolori posturali pre pandemia sarebbe addirittura il 73% degli Italiani. Mal di schiena (49%), dolori al collo (37%) e dolori alle articolazioni degli arti inferiori (29%) sono i sintomi più comuni e che tra quarantene e lockdown sono arrivati a far soffrire quasi un 1 italiano su 2 di queste problematiche, senza distinzioni di genere ed età.

    Le persone hanno voglia di tornare a muoversi dopo un anno di sacrifici e rinunce, ma bisogna stare attenti, riprendendo l’attività fisica con prudenza e con certi accorgimenti – allerta Violetta Corazza, titolare di Corazza perché in questi mesi abbiamo registrato una crescita della richiesta di prodotti ortopedici dedicati che ci giungono da tutta Italia e anche da altri Paesi”.

    Proprio la lunga esperienza nel settore e l’approfondita conoscenza in ambito biomeccanico hanno permesso all’azienda di realizzare già lo scorso anno un prodotto in grado di coniugare prevenzione e performance, aspetti imprescindibili per chi pratica sport sia a livello professionale che amatoriale. Fly Walk, infatti, è ideato per la corsa, la camminata e le discipline da salto, con l’obiettivo di supportare adeguatamente nel raggiungimento degli obiettivi, mantenendo però sempre un adeguato livello di sicurezza.

    Sulla base degli studi effettuati e dei risultati di test, è la stessa Violetta a suggerire attenzione: “Non si può pensare di ripartire come se non ci si fosse mai fermati. Il fisico non è più tonico, ma la gente si concentra sul cosiddetto minor fiato, spesso trascurando muscoli e articolazioni che possono dare parecchi problemi. Occorre prevenire possibili traumi causati da inattività prolungata, scarso allenamento e overuse alle strutture corporee che accrescono il pericolo di infortuni a lungo termine”. Proprio pensando a queste problematiche insorgenti e nel tentativo di scongiurarle, l’azienda Corazza aveva già presentato la scorsa primavera Fly Walk, con due importanti componenti che ne caratterizzano la struttura: la parte anteriore costituita da materiale dall’elevata risposta propulsiva e antivibrante che rende il riscontro molto reattivo e quella posteriore, ammortizzante, realizzata con materiale absorber, rispondendo così alle sollecitazioni delle diverse discipline.

    A distanza di un anno, questo prodotto hi-tech si rivela quanto mai attuale, con la sua capacità di sostenere la maggiore superficie di appoggio al piede nel rispetto della correttezza anatomica, ponendosi come un prodotto sia fisiologico che funzionale, garante di sicurezza, benessere e performance.

    Le persone spesso hanno iniziato a correre perché consentito dai vari Dpcm – conclude la titolare di Corazza – però chi si è lanciato in una disciplina sportiva apparentemente semplice, ma in realtà con fattori tecnici specifici in termini di sollecitazioni e corretta gestione del peso e della falcata, ne ha ottenuto non solo benefici, ma talvolta anche problematiche. Ora che la bella stagione in arrivo è un ulteriore incentivo a calzare le scarpe e mettersi a correre, è bene dotarsi della giusta attrezzatura e non sottovalutare i possibili rischi, senza distinzione di genere ed età”.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. L’azienda guidata da Violetta Corazza, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane ed estere. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • Il poliedrico artista Ivano Rota in mostra online curata da Elena Gollini

    L’eclettico anticonformismo artistico del poliedrico Ivano Rota emerge appieno nella mostra online dal titolo volutamente provocante e provocatorio “Urlo al cielo la mia ignoranza!” inserita all’interno della piattaforma web a cura della Dott.ssa Elena Gollini, che lo ha selezionato apprezzandone le componenti qualitative sostanziali e considerando quella di Rota un’arte per il sociale di notevole calibro e caratura. Per la mostra sono state scelte 20 opere particolarmente pregevoli ed emblematiche, che rispecchiano al meglio l’incalzante e vulcanica vena ispiratrice che funge da potente motore trainante. Al riguardo la Dott.ssa Elena Gollini si è soffermata nel commentare e spiegare: “Credo che il talentuoso, camaleontico e trasformista Ivano pensi alle sue opere come ad una concreta e tangibile certezza, che può restare indelebile, del suo passaggio di evoluzione e trasformazione esistenziale. L’arte per il senso dell’opera, l’arte come lotta per il senso della vita. Un vero artista deve pensare questo se vuole davvero lasciare una testimonianza visibile e un esempio a modello. Per Ivano così come la vita è sempre in fieri, anche le opere sono sempre in divenire. Si propone di lasciare tracce e segnali indistruttibili destinati all’intera collettività come sprone di incipit e di stimolo. Ivano possiede delle indubbie e indiscusse qualità di profondità e di ravvedutezza di pensiero, un’affrancata e matura consapevolezza, una spiccata lungimiranza di vedute e di prospettive. Queste doti insite nella sua indole e nella sua personalità lo supportano e lo sostengono nel percorso di sperimentazione e lo portano a traguardi davvero ammirevoli. Ivano rifiuta categoricamente di allinearsi e adeguarsi a stilemi e dictact accademici e dottrinali e rifiuta anche di principio e a priori qualunque e qualsivoglia raffronto e confronto, che possa diventare in qualche modo emulativo e copiativo. Si dimostra capace di intraprendere una direzione soggettiva individuale, affrancata totalmente, indipendente e autonoma, che gli consente di pervenire ad una dimensione creativa che diventa anche una dimensione esistenziale, uno stile di vita a cui approda con coerente criterio di responsabilità. L’umanità di Ivano riesce a sopravvivere nonostante le stringenti, tarpanti e affossanti sollecitazioni negative dilaganti a livello sociale, che coinvolgono anche l’arte e la cultura. Ivano risponde da uomo-artista che resiste e si ribella, recuperando la sua libertà e spontaneità, restituendo un rapporto autentico al senso del significato uomo-vita e vita-arte, concependo la vita come qualcosa di puro ed inviolabile in senso assoluto. Da artista combattente si mantiene ben lontano e distaccato dalle prefabbricazioni totalitariamente storicistiche e sociologiche. Per Ivano l’arte diventa strumento indispensabile e imperituro della sua vigorosa resistenza e resilienza”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/urlo-al-cielo-la-mia-ignoranza-rota/

  • Vittoria Bussi parla di marketing su SMPI

    La primatista del mondo rilascia un’intervista a SPMI – Sport Marketing Project Italia, nella quale racconta il suo approccio manageriale al record dell’ora.

     

    È stata pubblicata su SPMI – Sport Marketing Project Italia un’intervista rilasciata da Vittoria Bussi.

     

    Vittoria Bussi, classe 1987, è una ciclista professionista che ha iniziato la sua carriera nel 2013. Nel 2016 decide di intraprendere la preparazione per battere il record del mondo dell’ora in pista. Dopo quasi tre anni di preparazione, e dopo un 2017 che la vede battere il record italiano di specialità, il 13 settembre 2018, sulla pista di Aguascalientes (Messico), segna il nuovo primato del mondo percorrendo 48,007 km. Nel 2019 ottiene il Collare d’Oro al Merito Sportivo dalle mani el Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

     

    Nel corso dell’intervista, l’atleta parla della preparazione al record dal punto di vista manageriale e della gestione degli sponsor. Un punto di vista inedito dettato dal fatto che Vittoria Bussi, fondatrice del team BJ Bike Club ASD, ha preparato l’assalto al record in modo autonomo e indipendente.

     

    L’articolo, firmato dall’esperto di marketing e comunicazione Emmanuele Macaluso è disponibile a questo link https://smpitalia.blogspot.com/2020/06/vittoria-bussi-performance-cuore-e-testa.html

  • A Milano Musica il dialogo tra l’arte dei suoni e l’arte del vino

    Una cantina è come lo studio di un musicista: sono entrambi luoghi di meditazione e creazione, custodiscono racconti di vino e di suoni, dunque Arte. Da questo “ponte divino” nasce «Arpa di Luce per Saffo, L’Arte dei suoni e l’Arte del vino», istallazione che Alessio Fornasetti, titolare della vitivinicola Torre San Quirico, e il compositore e performer Pietro Pirelli, presenteranno in prima assoluta a Milano Musica, il festival che dal 2 ottobre al 25 novembre renderà Milano capitale della musica del ‘900, con una 28esima edizione interamente dedicata al compositore di fama internazionale Luca Francesconi.

     

    “Arpa di Luce” sarà ospitata nella Basilica di San Celso in Corso Italia 41 da sabato 12 ottobre fino a venerdì 25 ottobre, con ingresso libero tutti i giorni, dal martedì alla domenica, dalle ore 17.00 alle ore 21.00. Ad inaugurare l’istallazione, sabato 12 ottobre ore 18.30, sarà la performance live di Pietro Pirelli all’Arpa di Luce e la voce recitante di Alda Caiello per la prima assoluta della composizione «Col nettare divino, anche la gioia» che si ispira a una poesia della poetessa greca Saffo. Rivolgendosi ad Afrodite, Saffo la incita ad apparire e, sciolte le sacre bende, a versare nettare divino e gioia alle sue devote: «…togli dal capo le tue sacre bende e dolcemente nelle coppe d’oro versa, o Dea di Cipro, col nettare divino anche la gioia…».

     

    Presentandosi al contempo come una straordinaria scultura e come un raffinato strumento musicale, l’Arpa di Luce fa sì che da 11 raggi laser di 25 metri realizzati con il software Agon, nascano sempre nuove melodie. 11 corde tra gli endecasillabi che concludono il breve viaggio della poetessa Saffo in una sorta di hortus inclusus della liberazione. E le parole seduttive di Saffo diventano così luogo d’incontro tra la magia dei suoni e la viticoltura di Alessio Fornasetti. «L’incontro con Pirelli risale a diverso tempo fa: la naturale e spontanea affinità tra le nostre passioni ed i nostri interessi ha trovato modo di esprimersi tra i filari di Torre San Quirico. Qui, una certa notte di luna, Pirelli ha istallato la sua arpa laser ed è stata subito magia. Si può dire che anche Arpa di Luce abbia messo le sue radici tra i filari affacciati sulle colline moreniche delle Prealpi Lombarde, i filari da cui nasce SommoClivo,  il mio nebbiolo in purezza. E’ da questo connubio, tra un’arte saggia e secolare ed una vitale e stimolante modernità che acquisisce tutta la sua forza Arpa di Luce»” – nota Alessio Fornasetti, titolare dell’azienda vitivinicola Torre San Quirico e ispiratore del progetto.

     

    Ma cosa accade, concretamente, quando le mani di Pirelli incontrano gli 11 raggi dell’arpa laser? Le dita si illuminano e a ogni lampo la luce diventa suono e pervade lo spazio. Risuona così nell’aria un intreccio di melodie e ritmi. Una magia che raggiunge l’apice quando l’artista, con un’asta di plexiglas, muove leggermente le corde, trasformandone la proiezione in un cerchio roteante di luce. «Ho sempre pensato che ci siano affinità tra musica e vino. Certo: le vedo tra il musicista e il creatore di un vino in quella felice commistione di conoscenze tecniche, sensibilità e voglia di sperimentare. Per portare al meglio i filari della vigna dentro la cantina ci vuole talento, e costanza: ogni anno nasce qualcosa di nuovo che solo in parte possiamo prevedere. Quando ho cominciato a venire a contatto con l’appassionato lavoro di Alessio Fornasetti e girare fra le sue vigne, l’affinità si è espressa in una limpida e brillante amicizia color rosso rubino. Alessio, accompagna il suo nebbiolo con un testo della poetessa Saffo, che mi ha proposto di musicare e di accompagnare il canto con la mia Arpa di Luce» – anticipa il compositore Pietro Pirelli.

     

    ARPA DI LUCE, la genesi – Arpa di Luce nasce nel 2008 quando Pietro Pirelli incontra l’ing. Gianpietro Grossi, inventore della “undici corde” e con AGON ne sviluppa le notevoli potenzialità musicali. In seguito a questa collaborazione, i raggi di luce laser diventeranno Arpa di Luce, proposta in più ambiti sia in forma di installazione luminosa che di vero e proprio strumento musicale, in cui l’agire del performer genera contestualmente musica di suono e di luce. Presentata anche nelle “Tese” di Venezia, Biennale Musica 2014, le sue corde hanno trasformato vasti ambienti in un grande strumento musicale. Sono spazi naturali, luoghi spirituali o contesti industriali. Nel 2017, con il progetto Japan Orfeo di Aaron Carpenè e Stefano Vizioli, Arpa di Luce ha dialogato con l’orchestra barocca dell’Orfeo di Monteverdi nel tempio di Kamakura e al Metropolitan di Tokyo.

     

    Arpa di Luce – realizzazioni selezionate

    2018: MIUR, Palazzo Venezia e Palazzo Matteotti

    Udine con Michele Placide

    2017: “Nessun parli…”, MIUR, Roma

    ART SPACES, JRC, Ispra

    XX anniversario, Teatro Giovanni da Udine

    settembre in borgo, Caserta

    2016: Japan Orfeo, Kamakura Temple, Giappone

    Metropolitan Theatre, Tokyo

    The Modern Salon, New York

    2015: Edison, Teatro dal Verme, Milano

    Mirabil Uso, apertura Ravenna Festival,

    Trepponti di Comacchio

    2014: DigitalLife, Roma: Europa Festival

    2013: Notturni, Duomo di Monza

    2012: Alan Turing, A stage Case Hystory, Piccolo

    Teatro/ AGON, Milano

    Eleven Strings Nazareth, Nazareth, Palestina

    2011: Biennale di Venezia, sezione musica, Venezia

    2010: Museo MAGA, Gallarate

    SoundLight, Artandgallery, Milano Luminale

     

     

     

     

    GLI IDEATORI

     

    Pietro Pirelli – Musicista, creatore di installazioni, performer, negli ultimi anni lo si incontra anche in mostre personali, dove espone le sue Idrofanie, istantanee fotografiche generate facendo vibrare l’acqua. Ha composto musica di scena, musica elettroacustica e concreta. Di formazione percussionista e compositore, ha svolto proprie ricerche sul suono di vari elementi, anche naturali. Ha esplorato a fondo la voce della pietra, portando in scena le sculture sonore di Pinuccio Sciola. Nel corso degli anni ha maturato interesse per lo spazio come fonte primaria di ispirazione, sviluppando installazioni in ambienti naturali e spazi architettonici di varia dimensione. In alcune occasioni ha esplorato l’interazione con il pubblico, in forma assai originale.  Nell’ultimo decennio nelle sue performance-installazioni ha incluso la luce, suonandola.  Imponendosi come figura assolutamente originale, è chiamato in tutto il mondo a proporre le sue opere in contesti spesso inconsueti per l’arte contemporanea, tra cui: la piazza di Nazareth, le strade di Mumbay, i templi di Corea e Giappone. Pirelli è tra i fondatori del centro di ricerca musicale AGON.

     

    Alessio Fornasetti – Titolare dell’azienda vitivinicola Torre San Quirico, situata ad Azzate nel territorio morenico delle Prealpi Lombarde in faccia al Monte Rosa, da qualche decennio si dedica alla viticoltura e all’elevazione di un vino Nebbiolo di grande pregio: con il suo cru, SommoClivo allevato con passione, cura sapiente e valorizzando la cultura della biodiversità del luogo, Fornasetti ha dato nuovo respiro e futuro a un’attività accantonata dopo l’epidemia di fillossera di fine ‘800. Il clima ideale, i 480 metri di quota, l’esposizione sud, la ventilazione regolare, le notti fresche sono il valore aggiunto di questo terroir Prealpino molto particolare.

    La vigna di origine settecentesca e di circa 3 ettari (sui 7 complessivi della tenuta, il resto a castagneto), è stata completamente ristrutturata da Fornasetti nel 2000. Il cru SommoClivo è un nebbiolo connotato da profumi freschi e fruttati, dal cassis al lampone, alla tuberosa, e tannini armonici, complessi e profondi. E colore prezioso e brillante, con sfumature dal rubino al granato.

    Nel 2016 SommoClivo ha conquistato l’ambitissimo Sole della Guida Oro I Vini di Veronelli, un riconoscimento unico dedicato solo ai vini capaci di grandi emozioni.

    Nel 2018 ha meritato le Super Tre Stelle, sempre in Guida Oro Veronelli.

     

     

    IL FESTIVAL – Il 28° Festival Milano Musica Luca Francesconi. Velocità del tempo è incentrato sulla personalità artistica del compositore milanese, di fama internazionale, in occasione delle riprese al Teatro alla Scala di uno dei suoi maggiori successi, Quartett, da Heiner Müller, opera commissionata dal Teatro alla Scala, che ne ospitò la prima assoluta nel 2011, vincitrice del Premio Abbiati nello stesso anno e ripresa settantasei volte in tutto il mondo. Il Festival 2019, con oltre 24 appuntamenti (concerti sinfonici e da camera, elettronica e approfondimenti), mette in dialogo la rigorosa libertà di invenzione dell’esperienza artistica di Francesconi con alcuni capolavori, autori e opere di riferimento del Novecento storico e dell’Avanguardia: da Stravinskij a Berio e Stockhausen, maestro della contemporaneità con cui Francesconi ha studiato. Il Festival presenta 12 prime assolute e 8 prime italiane.

  • Gala 2017 in difesa dei Diritti Umani e dei Diritti dei Bambini e a sostegno del Programma Vivere Senza Psicofarmaci

    Rid_Galà 2017 invito_2

    Cari amici,

    in molti ci state scrivendo chiedendoci notizie a proposito del tradizionale Gala di Natale INPEF. Finalmente ci avviciniamo all’edizione di quest’anno!

    Il 2 dicembre, infatti – presso la prestigiosa location dello Sheraton Roma Hotel di Viale del Pattinaggio – avrà luogo l’evento cult per tutti noi impegnati nella difesa dei Diritti Umani ed i Diritti dei Bambini: un appuntamento che possa sostenere il Programma Vivere Senza Psicofarmaci, che contrasta concretamente la filiera diagnostica nel mondo.

    Ogni anno migliaia di persone chiedono aiuto. Noi abbiamo attraversato l’Italia aiutando famiglie, bambini che sono tornati all’interno di un percorso scolastico normale, uomini e donne che hanno iniziato o concluso il percorso di Vivere Senza Psicofarmaci e che hanno ritrovato la propria dignità, i propri valori, la credibilità nei confronti della propria famiglia e dei propri amici.

    È stato un anno importante, questo che si avvia a conclusione. Un anno in cui le Istituzioni hanno condiviso un punto di vista sano e hanno accettato e presentato insieme a noi Interrogazioni e Interpellanze Parlamentari, dando respiro al Popolo dei Diritti Umani.

    Per questa ragione, ci meritiamo una festa e anche qualcosa di più: il riconoscimento di valori come la gratitudine, la condivisione, la soddisfazione e la fierezza.

    Racconteremo le vittorie del 2017 – che sono state tante e che hanno fatto Giurisprudenza – e presenteremo gli obiettivi che vogliamo raggiungere nel 2018, assieme ai piani concreti affinché questi siano ottenibili.

    Il Gala vedrà, dunque, ospiti speciali: musica, ballo, performances artistiche straordinarie ma soprattutto il racconto di quanti “ce l’hanno fatta”. Persone e storie incredibili: una straordinaria emozione per tutti.

    Ed ancora il prestigioso Premio Nazionale in Pedagogia Familiare per quanti hanno vinto, con perseveranza e determinazione, grandi battaglie per sé o per altri; per quanti rappresentano un inno alla Speranza.

    Sarà bello esserci tutti, ritrovarci, riconoscerci o anche semplicemente conoscerci.

     ***

    2 dicembre 2017 – ore 19.00

    Sheraton Roma Hotel & Conference Center

    Viale del Pattinaggio, 100 – Roma

    Tutte le informazioni per prenotarsi e versare la propria quota ENTRO il 20 NOVEMBRE telefonando ai numeri Inpef 065811057 – 065803948 oppure al 3299833356 o al 3299833862.

    Il costo della cena Sheraton è di 50 euro, per consentire una partecipazione sostenibile per tutti.
    Grazie anche a quanti vorranno aiutarci come Sponsor dell’evento telefonando ai numeri di cellulare suindicati.

    A presto! E… prenotiamoci subito!

  • “Searching for my Sheela” le opere di Giancarlo Marcali a Genova

    https://www.facebook.com/Spazio46diPalazzoDucale/photos/gm.286408455178619/323042808104734/?type=3&theater

     

    Venerdì 3 novembre alle ore 18.30 allo Spazio46 di Palazzo Ducale a Genova inaugura la personale di Giancarlo Marcali “Searching for my Sheela” a cura di Virginia Monteverde con la presentazione critica di Sara Taglialagamba.

    In mostra 11 opere, tra installazione, fotografia, scultura, video e performance rappresentano l’interpretazione di Marcali della Sheela na Gig, un progetto espositivo che nasce quasi un anno e mezzo fa durante un suo viaggio in Irlanda.

    Ad aprire la mostra la performance ideata dall’artista insieme alla poetessa Paola Turroni. I due artisti rivivono in chiave contemporanea la dualità che la Sheela incarna, la parte malvagia e punitiva convive con la parte protettiva e fertile. La poesia e il corpo sono il terreno in cui la dualità si manifesta e crea.

    Dal testo di presentazione di Sara Taglialagamba:
    “Classe ’63 e un talento fuori dall’ordinario che intreccia il passato con il presente, il design con l’arte, il dolore con la luce e viceversa, in un rimando ciclico continuo che è di per se ‘soluzione’ e ‘salvezza’, che è già di per se ‘medicina’ e ‘antidoto’, che è già di per se ‘cura’ e ‘rimedio’.
    Bellezza delle forme, sperimentalismo di varie tecniche, semplicità espositiva che servono ad esprime la sua chiarezza ed urgenza comunicativa. Ne consegue che attraverso l’accostamento tra il meglio dell’arte contemporanea e il meglio dell’arte classica Giancarlo Marcali voglia ricreare un colloquium dal sapore filosofico: un dialogo fatto di confronti e di rimandi di significato morale che si richiamano a vicenda, travalicando i limiti rigidi imposti dal tempo e dallo spazio, aiutandosi a porre interrogativi e paradossalmente fornendo risposte, interpellando il subconscio e fornendogli molteplici chiavi di lettura e soluzioni.
    È in questa eccezione che anche la Sheela na gig, femmina sacra dotata del potere della creazione, può simboleggiare quindi l’unità e l’androgino primordiale, la totalità del tutto, l’infinito, l’eternità. Ed ancora, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione, mantenendo inalterata la potenza della sua immagine legata in origine al culto della Grande Madre e astutamente poi adottata con il passare del tempo dai luoghi di culto religiosi.”

    La mostra “Searching for my Sheela” rimarrà aperta fino al 25 novembre e sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 19.00
    Ingresso libero
    info:[email protected]

    Giancarlo Marcali è nato a Richterwil (Svizzera) nel 1963, sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di ricerca dell’attimo doloroso.
    I suoi studi partono dal Diploma di Maturità linguistica presso Istituto Paci, Seregno, poi il Laboratorio di arti visive presso la Scuola d’arte, Pavia, per infine laurearsi in Arti aborigene e culture delle isole del sud Pacifico presso New South Wales University, Sidney, Australia.
    Le sue opere sono state presentate in sedi private e pubbliche in Italia e all’estero.

    Paola Turroni – poeta e performer. Ha pubblicato: Animale (Fara Editore, Rimini), Due mani di colore (Medusa Editore, Milano), Il vincolo del volo (Raffelli Editore, Rimini) di cui una selezione è uscita tradotta in inglese per la rivista americana “How2”, Il mondo è vedovo (Carta Bianca, Bologna). Ha al suo attivo reading e performance in diverse città su tutto il territorio nazionale. Nel 2004 e nel 2008 è stata invitata al Festival Internazionale di Poesia di Malta. Un’installazione de Il Mondo è vedovo è stata invitata alla 54° esposizione di arte contemporanea di Venezia, nel Padiglione della Repubblica di San Marino.
    Insieme a Marcali partecipano a Hai paura del buio degli Afterhours nel 2013 e lavorano insieme nella performance Et nos cedamus amori nel 2014.

    inaugurazione venerdì 3 novembre ore 18.30
    dal 3 novembre al 25 novembre

    Spazio46 – Palazzo Ducale
    Piazza Giacomo Matteotti 9 (16123) – Genova

    orari:
    da martedì a domenica dalle 15.30 alle 19.00
    Ingresso libero

    info:
    [email protected]
    www.artcommissionevents.com
    +39 0108986052

    video promozionale

  • INTANGIBLE Alex Braga ha presentato all’IQOS Embassy di Roma un’inedita installazione in cui l’acqua è l’elemento protagonista

    Apertura al pubblico:
    sabato 18
    febbraio 2017, dalle ore 11.00 alle 20.00 e
    domenica 19 dalle ore 15.00 alle 18.00

    IQOS Embassy Roma
    via Margutta, 3

    L’IQOS Embassy di Roma ha ospitato, giovedì 16 febbraio, negli spazi in via Margutta 3, il party inaugurale dell’installazione di Alex Braga, Intangible, che vede protagonista l’acqua come elemento scultoreo e sonoro.

    La performance è stata accompagnata da un live dell’artista, durante la quale gocciolatoi temporizzati hanno risposto ai suoi comandi colpendo microfoni che hanno amplificato il suono. I getti d’acqua sollecitati da vibrazioni sonore hanno assunto configurazioni diverse, con movimenti a spirale, inversioni di direzione, interruzioni.

    Tra gli ospiti della serata il cantautore Federico Zampaglione, Clementina Montezemolo, il produttore discografico Rudy Zerbi, la produttrice cinematografica Ginevra Elkann, l’attrice Sarah Felberbaum, il coreografo Garrison Rochelle la showgirl Costanza Caracciolo.

    L’installazione sarà visibile al pubblico sabato 18 dalle ore 11.00 alle 20.00 e domenica 19 febbraio dalle ore 15.00 alle 18.00.

    L’evento si è svolto nella sede dell’IQOS Embassy di Roma che con questo progetto ha confermato la sua attenzione alla sperimentazione e all’innovazione, ospitando nei suoi spazi progetti di ricerca che coinvolgono la creatività contemporanea. Ed è proprio questo lo spirito che anima le IQOS™ Embassy presenti nel cuore di Roma, Milano, Torino, Modena e Bologna: sintesi dell’aspirazione verso una migliore qualità della vita, sono concept store dedicati alla presentazione e alla vendita dell’avveniristico dispositivo IQOS™, ultimo ritrovato della scienza di Philip Morris International, che scalda e non brucia appositi stick di tabacco, eliminando il processo di combustione caratteristico delle sigarette.  Una rivoluzione per il settore resa possibile grazie a investimenti di oltre due miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, e al lavoro di un team interdisciplinare di oltre 300 scienziati e ingegneri di fama mondiale, avente come obiettivo la riduzione del danno rispetto al fumo di sigarette.

     

    INFO PUBBLICO
    IQOS Embassy Roma | via Margutta 3
    Per informazioni: [email protected]

  • Orantes, riti di luce al Polmone Pulsante

    Domenica 4 dicembre alle ore 19 presso il Polmone Pulsante, salita del Grillo 21 a Roma, CROMOSOMA XXX presenta Orantes Riti di luce. Una cerimonia al femminile che celebra il potere della richiesta e dell’unione delle Grandi Madri e delle Figlie in tutti i tempi, soprattutto quelli difficili. Si manifestano delle Creature, appaiono nella luce e nell’ombra, sono sacerdotesse e allo stesso tempo divinità, si trovano in un limbo incantato nel quale intendono comunicare a chi saprà ascoltarle, decifrandole o forse solo lasciandosi ipnotizzare. (altro…)

  • Altalana Presenta “Quant’è bella l’Italia”

    ALTALANA

    Presenta
    Quant’è bella l’italia
    Venerdì 8 luglio 2016 alle ore 19:00 in Via del Babuino,52 Roma

    I nostri occhi sono costantemente affamati di bellezza, cerchiamo il bello in ogni cosa, senza capire che noi italiani la bellezza l’abbiamo sempre dietro l’angolo.

    #Quantèbellalitalia!

    I poeti l’hanno celebrata nella storia con le più belle poesie, gli artisti hanno trovato l’ispirazione per le opere d’arte più importanti, l’universo della moda l’ha scelta come dimora: L’ITALIA!

    Altalana è espressione contemporanea del Made in Italy, il brand nasce dal saper fare degli artigiani italiani che sapientemente lavorano tessuti d’eccellenza, racchiude in sé molteplici anime: tradizione, artigianalità, ma anche ricerca, sperimentazione, design. Comune denominatore è la passione per la bellezza e per la cultura italiana, da sempre ispirazione per il brand.

    Per rendere omaggio all’Italia nasce “Quant’è Bella l’Italia”, un evento, un contest, un modo per raccontare e far raccontare quanto di unico è racchiuso nel Bel Paese.

    In occasione di AltaRoma per Road2Style, ospiterà clienti, giornalisti e blogger nella sua boutique di Roma Via del Babuino,52 Venerdì 8 luglio 2016 alle ore 19:00.

    L’evento prevede una serie di performance live che saranno un mix tra moda e ballo, mentre un selfie box consentirà ai partecipanti di portare via e condividere sui social un ricordo fotografico dell’evento.

    Per l’occasione la designer Giulia Attioli presenterà la sua collezione di alta moda.

    Inoltre si darà il via al contest fotografico che si svolgerà esclusivamente su facebook e instagram, chiedendo agli utenti di scattare una foto che metta in risalto “Quant’è bella l’Italia”

    L’italia è anche il paese della buona e sana cucina: special food&beverage partners dell’evento: Lattuga, un noto veggie fast food romano e la famosa cantina veneziana Canella che offrirà agli ospiti in esclusive bottiglie, il cocktail più famoso della storia: Bellini.

  • Misurare le performance: perché è importante?

     La governance di un processo passa necessariamente attraverso la value stream analysis e l’identificazione degli indicatori chiave.

    dEDIcated vuole il successo della tua impresa e per questo misura le performance dei tuoi processi EDI.

    dEDIcated misura i seguenti indicatori per l’EDI della tua azienda:

    Flusso: mappare i flussi permette di monitorare e risolvere problemi in modo molto veloce.

    Qualità: quando la qualità è bassa il flusso si interrompe a causa di ritardi nelle consegne, bassa soddisfazione del cliente e conseguente impatto negativo sulla produttività. Monitorare la qualità è funzionale al successo del business.

    Tempi di consegna: consegnare i prodotti e/o erogare servizi nei tempi stabiliti con il cliente è fattore competitivo sul mercato.

    Tempo di attraversamento: misurare il tempo che richiede un flusso di processo serve a identificare sprechi e possibili attività di miglioramento eliminando attività a basso valore aggiunto.

    Produttività: monitorare questo indicatore porta a modificare la produttività e fornire prodotti/servizi just in time rispetto alle richieste del mercato.

  • La dematerializzazione dei documenti

    Nella nostra realtà aziendale quotidiana siamo ancora impegnati a gestire una impressionante mole di documenti cartacei; eppure trascorriamo quasi tutto il nostro tempo a leggere e analizzare informazioni digitali da tutti i dispositivi tecnologici in nostro possesso.

    I nostri archivi pieni di carta da conservare ingombrano spazi fisici e ci confondo le idee quando dobbiamo recuperare un vecchio documento ormai dimenticato in uno scaffale.

    È davvero giunto il momento di prendere sul serio la dematerializzazione perché i vantaggi sono talmente evidenti da non poterli più ignorare. Possiamo finalmente risparmiare su spreco di carta, inchiostro, ore di lavoro dei nostri collaboratori; possiamo lavorare meglio e sbagliare meno.
    In poche parole possiamo aumentare in modo importante la produttività aziendale soltanto eliminando la carta.
    Non è fantastico?
    Fa bene anche all’ambiente.

    Oggi possiamo dematerializzare qualsiasi tipo di documento e le aziende, spinte anche dalla normativa, finalmente faranno questo salto evolutivo.
    Tutte le aree aziendali possono trarre beneficio da questa piccola rivoluzione; la dematerializzazione porta alla standardizzazione e all’integrazione delle attività che svolgiamo tutti i giorni mentre eseguiamo i nostri compiti in azienda.
    La dematerializzazione ci porta a razionalizzare i nostri processi e ci permette di tracciare e rintracciare i nostri documenti garantendoci trasparenza e qualità nella gestione delle informazioni che trasferiamo.
    Un’attività manuale non ci consente di avere lo stesso tipo di sicurezza.
    Essere umani ci porta a commettere qualche piccolo errore nella compilazione a mano di un documento.
    Il risparmio economico di una gestione digitale è consistente ed è un’occasione per reingegnerizzare la gestione documentale, approcciando strumenti e sistemi nuovi, favorendo una nuova cultura. Sottolineiamo che per adottare la gestione elettronica delle informazioni è necessario poter contare su soluzioni integrate, scalabili e semplici da utilizzare. Ci vuole una giusta dose di tecnologie, competenza e consulenza.

    Scegliere un provider esterno che gestisca tutto ciò può risultare una mossa vincente.

    I sistemi EDI (Electronic Data Interchange) e la fatturazione elettronica sono strumenti importanti per iniziare ad integrare il ciclo delle vendite e degli acquisti. Questi strumenti sono ormai una commodities alla portata di tutte le aziende, al pari di internet o della telefonia cellulare.

    Il nostro Paese è spinto alla digitalizzazione dalla necessità di aumentare l’efficienza nelle imprese, oltre che dalle direttive comunitarie e dai conseguenti adempimenti nazionali. È arrivato il momento di agire.

    dEDIcated sostiene e supporta lo sviluppo del business dei propri clienti, aiutandoli ogni giorno a raggiungere maggior competitività sul mercato e ad intraprendere rapporti commerciali solidi, in tutti i Paesi del mondo.

  • 10 punti da considerare prima di scegliere un sistema EDI

    Se siete stati legati ad una soluzione EDI per lungo tempo, il pensiero di migrare ad una nuova piattaforma può essere sfidante. Non sarà semplice come cambiare il vostro fornitore di servizi telefonici, ma sarà comunque meno traumatico del previsto.

    Ecco una lista di 10 punti da tenere in considerazione prima di scegliere un sistema EDI:

    1. Che tipo di comunicazione utilizzate attualmente? (EDI, Web EDI, MFT, mail, ecc..)
    2. Quali sfide/problemi/obiettivi state cercando di realizzare con l’aggiornamento o il passaggio del sistema EDI? (Sostituire un sistema legacy? Soddisfare nuove richieste dei clienti? Adeguarsi ai requisiti normativi?  Migliorare la performance dell’attuale soluzione? Cost saving? Reagire al phase-out della soluzione?)
    3. Quali set di transazioni / processi EDI gestite oggi?
    4. Con quale frequenza avviene lo scambio dei documenti ?
    5. Quanti partner commerciali avete? E quali sono le previsioni / opportunità di crescita per i prossimi 1-2 anni?
    6. Quali metodi di comunicazione usate con i vostri partner commerciali? E quanti potrebbero essere ricondotti ad un flusso EDI?
    7. Quali altre aree all’interno della vostra azienda potrebbero essere interessate dal nuovo sistema EDI (Vendite, R&D, Spedizioni, Acquisti, Magazzino, Amministrazione, Finanza), e come dovranno essere coinvolte nella discussione sui requisiti EDI?
    8. Chi sarà in ultima analisi, a prendere la decisione di acquisto riguardo il nuovo sistema EDI?
    9. Qual è il termine ultimo per avere il vostro nuovo sistema EDI installato e funzionante?
    10. Avrete risorse interne per gestire il nuovo sistema o preferite utilizzare le risorse di un provider esterno che assicuri un servizio di outsourcing efficiente ed efficace?

    dEDIcated accompagna i suoi clienti nella migrazione EDI prestando molta cura ed attenzione alle specificità di ciascun business. Un nostro analista di migrazione si dedicherà completamente alla vostra azienda durante tutto il processo.

    Rispetto ai tradizionali servizi EDI, dEDIcated offre performance ai massimi livelli di mercato senza costi di setup ed attivazione.

    dEDIcated massimizza la produttività degli utenti, fornendo stampe di controllo, un intuitivo portale per il controllo dei flussi e totale integrazione con gli strumenti di office automation.