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  • Mercati emergenti, il motore si spegne o continuerà a marciare?

    Prima o dopo qualunque investitore, anche il più prudente, qualche escursione sui mercati emergenti la fa. Del resto hanno garantito buoni profitti negli ultimi anni e che molti li hanno cominciato a prendere in considerazione più seriamente per via di molteplici fattori. E allora il dubbio è lecito: in questo momento e nel prossimo futuro ci sarà ancora benzina nel motore di queste economie?

    mercatiAnche se è chiaro il nervosismo degli operatori in proposito viste le valutazioni, ci sono segnali di robustezza dell’attività economica che non possono essere trascurati. La crescita per molti versi resta e resterà ancora formidabile. I numeri del PIL restano sostanziosi, così come il livello dei consumi e degli indici PMI. Basta questo per essere molto più sereni e sicuri nel formulare delle attendibili previsioni sull’immediato futuro sfruttando una strategia grafico Renko. Se le motivazioni di carattere strutturale sono già solide, ci sono almeno due forze di breve periodo da tenere in conto.

    Segnali positivi e negativi sui mercati emergenti

    Anzitutto l’attività creditizia. Non c’è dubbio che essa si a un segnale di solidità di un sistema economico. Se analizziamo il cosiddetto ‘impulso al credito’, ovvero la sua velocità, allora si può ragionevolmente dire che nelle economie emergenti la situazione migliora dopo anni di rallentamento. E poi c’è… la Cina. L’economia del paese orientale dopo aver raggiunto l’obiettivo di 6,7% per quest’anno, dovrebbe cominciare a vivere una fase di indebolimento. Nel 2018 si faranno inoltre sentire gli effetti dell’inasprimento delle condizioni del credito volute dalle autorità.

    Tutto questo potrebbe avere dei contraccolpi sui mercati emergenti e sulle Parabolic Sar strategie Forex degli investitori sulle loro valute. Così come potrebbero averli gli eventi politici e l’ascesa del dollaro. Ma al momento si tratta di situazioni ancora non evidenti, e comunque in parte già incorporate nei prezzi. Per questo gli analisti ritengono ancora che la corsa dei mercati emergenti potrebbe andare avanti anche nel 2018.

  • Bitcoin, adesso Goldman Sachs pensa a un team per negoziarlo

    L’avanzata delle criptovalute continua ad essere al centro dell’attenzione del mondo finanziario. Dopo che la Cina ha fatto scattare il divieto di dare luogo alle raccolte fondi – ICO – il dibattito sulle cryptocurrencies s’è fatto ancora più intenso. Diverse le voci che si sono levate per dare conto al Bitcoin (capo-famiglia delle valute digitali), e senza dubbio quella che ha fatto più rumore è stata la voce di Jamie Dimon, ceo di Jp Morgan. Ha infatti definito il Bitcoin come una “frode” senza tanti giri di parole.

    bitcoinQuel che è certo è che si tratta di un asset anomalo. I normali strumenti tecnici come l’indicatore ADX, come funziona benissimo su i normali asset presenta dei picchi estremi quando si tratta di Bitcoin, e necessita di essere calibrato a dovere. Si tratta di quindi di investimenti che soltanto i più esperti (dotati anche di sangue freddo) dovrebbero approcciare.

    Goldman Sachs pensa al Bitcoin

    Ma c’è anche chi la pensa diversamente. Ed è un nome forte: Goldman Sachs. La banca d’affari sarebbe così interessata al fenomeno al punto di comprarli per i suoi clienti e di farne oggetto di speculazione finanziaria. A rivelare la novità è France Presse, citando fonti finanziarie anonime. In base a queste ultime il colosso finanziario starebbe progettando di creare una squadra di trader sul modello di quelle che operano abitualmente su altre valute, come il dollaro, l’euro, lo yen. Da quel che trapela questo team di esperti sarà inizialmente rivolto solo ai clienti istituzionali, cioé ai fondi di investimento, agli assicuratori e alle grandi imprese.

    Nel frattempo sulla piazza valutarie Bitcoin è tornato oltre quota 4000 dollari, con l’indicatore Parabolic SAR, strategia di base che evidenzia una situazione di trend al rialzo. Anche riguardo alle previsioni future i pareri si sprecano. C’è chi – forse con troppo ottimismo – lo vede a quota 6mila dollari entro fine anno. Chi invece pronostica addirittura i 10mila nel 2018.

  • Mercati finanziari: trader ottimisti sul futuro dei corsi azionari

    C’è un certo ottimismo tra gli operatori di Borsa. Secondo molti infatti la tempesta sui mercati finanziari sarebbe ormai definitivamente alle spalle. Ci sono poche nuvole all’orizzonte. Uno scenario forse fin troppo ottimistico, ma che comunque ha le sue ragioni per esistere. Sarebbero – secondo loro – in vista nuovi rialzi. Alla peggio comunque dovrebbe esserci un consolidamento. Ma su quali basi poggia questo ottimismo?

    Anzitutto non ci sono state grosse perturbazioni sui mercati durante il mese di agosto. Questo fa crescere l’ottimismo degli operatori finanziari relativamente all’andamento della Borsa in questo ultimo periodo del 2017. Inoltre dall’ultima stagione degli utili societari sono emersi dei dati confortanti. E non da ultimo, la mancanza di un timing preciso riguardo al processo di tapering da parte della BCE, ha spostato l’attenzione dal mercato valutario a qauello azionario. L’euro in sostanza avrebbe fornito carburante alle quotazioni dei titoli azionari.

    L’euro spinge la Borsa

    mercati finanziariLa valuta unica ha piazzato uno sprint fortissimo contro il dollaro nel mercato Forex. Dalla quota 1,05 che aveva a inizio anno si è passati a 1,20 toccato appena qualche giorno fa. L’indicatore Parabolic SAR strategia è schizzato sotto il livello dei prezzi a poche volte si è mosso. Segno di una forte impronta rialzista del mercato.

    Sul mercato dei cambi, molti operatori sono convinti che l’euro stia per esaurire la sua corsa contro il dollaro. Del resto anche molti dei migliori segnali forex gratuiti affidabili vanno in questa direzione. Comunque c’è anche la convinzione che la valuta unica rimarrà stabile nei confronti del biglietto verde per qualche tempo. Anche se si passa ad osservare lo spread, molti credono che il differenziale che c’è adesso rimarrà nell’attuale soglia di oscillazione compresa fra i 150 e i 175 punti.

    Riguardo specificamente alla situazione italiana, da un recente sondaggio è emerso che molti operatori ritengono che il super-euro rappresenti una minaccia solo moderata. Il mercato dei cambi ritroverà infatti presto il suo equilibrio, e questo attenuerà l’impatto prodotto dal rafforzamento dell’euro sulle nostre esportazioni. Impatto che finora è stato comunque ridotto.