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  • Il papa agli anziani: siete patrimonio di fede

    Quanto sono importanti i nonni nella vita della famiglia per comunicare il patrimonio di umanità e di fede essenziale per ogni società”. È stato con questo Tweet rilasciato dal suo account ufficiale, che Papa Francesco ha salutato i nonni nella loro festa. L’importanza di una figura come quella dei nonni è fondamentale all’interno della famiglia, anche nei casi in cui gli anziani non vivano – per vari motivi – sotto lo stesso tetto: ciò che conta, in questi casi, è la loro presenza, la loro vicinanza.

    Secondo Papa Francesco, infatti, i nonni e gli anziani in generale sono un patrimonio di umanità e di fede essenziale per la società, coloro che con la propria vita possono testimoniare ed insegnare grazie alle esperienze già vissute, al bagaglio umano che si portano dietro. Parole bellissime il Pontefice ha speso parlando di loro in udienza, sostenendo che “[gli anziani] Sono come alberi che continuano a portare frutto: pur sotto il peso degli anni, possono dare il loro contributo originale per una società ricca di valori e per l’affermazione della cultura della vita”.

    In alcuni casi, però, i nostri anziani hanno l’esigenza di essere seguiti costantemente da personale qualificato e specializzato. Se cerchi una casa di riposo vicino Viterbo, scopri i servizi e la struttura della casa di riposo Falisco.

  • Una torta degna di un Papa

    Il Maestro Pasticcere ha firmato la torta offerta al Pontefice per la visita pastorale di domenica 1 ottobre a Bologna. La “Torta degli Addobbi”, omaggio del Cna di Bologna, è il dolce di 144 kg scelto per l’incontro con oltre mille indigenti nella Basilica di San Petronio

    La profonda esperienza, non senza qualche emozione, ha guidato la mano del Maestro Pasticcere Renato Zoia, titolare della pasticceria Eporedia e inventore del noto cioccolato “Il Bolognino”, per la realizzazione della torta di 1.450 porzioni che il Santo Padre ha scelto di condividere con i poveri nella Basilica di San Petronio, l’1 ottobre, nel corso della visita pastorale a Bologna.

    Il Maestro Zoia, già detentore di un’arte antica come quella della decorazione a cornetto e autore di altre lavorazioni in ambito dolciario che l’hanno reso celebre ben oltre i confini nazionali, ha dedicato 18 ore alla preparazione del dolce della tradizione bolognese già presente nelle cronache del Quattrocento.

    È infatti la Torta degli Addobbi, più comunemente nota come Torta di riso, la specialità creata dal noto pasticcere. Si tratta di una tipicità dolciaria bolognese, preparata secondo la tradizione nel corso della “Festa degli addobbi” istituita nel 1470 e celebrata nel periodo di maggio, in concomitanza con le celebrazioni del Corpus Domini. Veniva portata in processione l’immagine del Corpus Domini, con un evento che coinvolgeva ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione, secondo le fonti. Per celebrare la festa, le parrocchie esponevano alle finestre, drappi colorati, mentre i fedeli aprivano le proprie abitazioni a vicini e conoscenti. Agli ospiti veniva offerta questa delizia, tagliata in piccoli rombi, ognuno con un bacchetto per l’assaggio. Un finger food dalle antiche origini dunque, per questa occasione dal peso di 144 kg, destinato a oltre mille persone con le porzioni disposte in 24 teglie dal Maestro Zoia.

    Per golosi e curiosi, è bene sapere che esiste una ricetta originale depositata alla Camera di Commercio dell’Accademia Italiana della Cucina di “Bologna dei Bentivoglio” nel 2005, ma in realtà ogni nucleo famigliare ha una propria versione segreta e personalizzata in base al proprio gusto. Nella “grassa” e ghiotta Bologna solitamente se ne gustano due versioni: una con spezie, amaretti e canditi, più natalizia, e una più light, per tutto l’anno.

    Non nasconde una certa emozione il Maestro Pasticcere Renato Zoia, pluripremiato, nominato Ambasciatore del Cibo Italiano nel Mondo dalla Camera di Commercio di New York, con un gran numero di riconoscimenti, tra cui un Guinnes dei Primati per la moneta di cioccolato più grande del mondo. Nonostante Renato Zoia, tra i più importanti Maestri Cioccolatieri a livello nazionale e molto noto anche all’estero, dove si reca per dimostrazioni, corsi e missioni informative, sia abituato a deliziare grandi eventi, l’iniziativa del Cna Bologna in onore del Pontefice che l’ha visto protagonista lo ha indubbiamente lusingato.

    Quando mi è giunta la notizia, mi sono sentito onorato – racconta il Maestro Zoia – perché sono indubbiamente occasioni per vivere la storia e prenderne parte. Certo si ha anche una bella responsabilità, ma fortunatamente la passione per il mio lavoro e la mia lunga di esperienza mi permettono di affrontare una grande prova con serenità. Ho scelto di onorare la visita a Bologna del Pontefice con un dolce tipico della città che mi ha accolto tanti anni fa e credo che possa essere un bel ricordo sia per il Papa che per i fedeli riuniti in San Petronio”.

     

    RENATO ZOIA

    Veneto di origini, nato professionalmente in Piemonte, ma bolognese di adozione, Renato Zoia da oltre cinquant’anni dedica la propria vita al mondo della pasticceria.

    La grande scuola piemontese ha lasciato un segno indelebile nello stile di Renato Zoia e il Maestro ha sempre cercato di coniugare le esperienze maturate ad Ivrea con la grande tradizione gastronomica di Bologna, città che lo vide trasferirsi oltre trentacinque anni fa.

    Se il Piemonte è rimasto nel cuore del Maestro Pasticcere, come dimostra il nome della sua pasticceria, Eporedia, l’antico nome di Ivrea, la scoperta della gastronomia bolognese ha permesso a Renato Zoia di stupire il pubblico del capoluogo emiliano con creazioni innovative e originali, di rara bontà.

    Da questo connubio deriva la ricca proposta di lievitati e dolci delle Feste, come panettoni, pandori, colombe, come le brioches di tutti i tipi. Difficile la scelta tra i vari tipi di torroni, spaziando da quelli classici a quelli morbidi, al caffè, al cioccolato, al miele di agrumi.

    Grande amore di Renato Zoia, fin dai primi anni di lavoro, è stato il cioccolato. Un incontro che è diventato una passione straordinaria, sfociata in spettacolari uova di Pasqua, cioccolatini di ogni tipo e con ogni farcitura, praline, ricoperti, fino alla delizia per eccellenza, la celebre “Torta Eporedia” che ha decretato il successo della sua pasticceria, grazie al delizioso pan di spagna al cioccolato farcito con una mousse senza l’utilizzo di alcun tipo di liquore.

    Renato Zoia è tra i protagonisti indiscussi del Cioccoshow, manifestazione dove insegna al pubblico i segreti di questa delizia degli dei, nonché membro fondatore dell’Associazione CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri

  • E’ uscito Padre Nostro. Nel disco anche la voce di Papa Francesco

    Si intitola “Padre Nostro” e raccoglie i brani più belli che il pop-rock dei nostri giorni ha voluto dedicare alla spiritualità e alla pace. È uscito a inizio aprile, prodotto da Lungomare e distribuito da Universal, l’album che mette insieme 16 fra le canzoni di questo inizio terzo Millennio che hanno segnato la produzione musicale a tema religioso, “interpretato” in chiave moderna. All’interno, la preghiera cantata da Iva Zanicchi con la voce esclusiva di Papa Francesco

    Fra le voci presenti nel disco, anche quelle di Franco Battiato, Angelo Branduardi, Heron Borelli, Ilaria Deangelis, Kelly Joyce, Madredeus, Luca Maggiore, Marco Manca, Simone Sibillano, Gino Vannelli.

    Nove tracce sono tratte dal musical “Il primo Papa” (www.ilprimopapa.com), l’evento del 2015 che ha tradotto in opera rock-sinfonica la storia di San Pietro narrata da Gesù. Le musiche e i testi del progetto, molto applaudito e apprezzato da critica e pubblico, sono frutto del talento, della creatività e della sensibilità di Tony Labriola (per lui una lunga carriera di successo come cantautore e di recente come produttore dei musical “La Sirenetta”, “Il libro della giungla”, “Cercasi Viola Violetta”), e di Stefano Govoni (anche per lui l’ottima prova de “Il libro della giungla e “La Sirenetta”) . Da segnalare, su tutti, quel “Never Terrorism Never War” cantato a più voci, di provenienze geografiche oggi “conflittuali”, che è diventato un vero e proprio inno alla pace nel mondo.

    Altre cinque tracce del disco provengono invece da “L’infinitamente piccolo. Le vie dei pellegrinaggi”, l’album realizzato da Angelo Branduardi nell’anno del Giubileo del 2000. Frutto dello studio e della passione per la vita e le opere di San Francesco di Assisi, il disco ha rappresentato uno dei punti più alti raggiunti dal cantautore di Cuggiono nella sua lunga carriera artistica.

    Vera e propria gemma, che va ad impreziosire questo nuovo album, è la versione inedita, unica ed esclusiva del “Padre Nostro”, dove la voce recitante di Papa Francesco si intreccia alla preghiera cantata da una straordinaria Iva Zanicchi con un’interpretazione toccante e da brividi.

    Proprio con questo contributo si conferma, ancora una volta, la grande forza comunicativa di Papa Bergoglio. Ed è anche per questo che nel booklet si è scelto di dedicare una pagina alla presentazione del Papa argentino e una seconda alla spiegazione del Giubileo, che proprio quest’anno concluderà la sua ventinovesima celebrazione.

    “Padre Nostro” non è un disco religioso nel senso confessionale del termine, ma un disco dedicato all’amore, al dialogo e alla compassione. Un’eccezionale raccolta di brani da cantare, da ascoltare e su cui -perché no?- provare qualche volta a meditare.

  • Il Giubileo straordinario a Roma

    Il prossimo 8 dicembre si apre il Giubileo straordinario

    Dedicato alla misericordia, questo Giubileo straordinario è un’occasione speciale per tutta la cristianità dandoci la possibilità di incontrare questo Papa tanto amato e di visitare una delle città più belle del mondo: Roma.

    Come organizzarsi

    Le occasioni e gli appuntamenti programmati per il Giubileo straordinario si concentreranno nell’area di San Pietro e, come prevedibile, arriveranno milioni di pellegrini da ogni parte del mondo: muoversi per la città eterna, nonostante il piano del comune, potrebbe essere difficoltoso.

    La scelta migliore è quella di prenotare presso una struttura ricettiva che sia vicina ai luoghi di interesse sia religiosi che culturali: tra queste c’è sicuramente RomeInn, a pochi passi dal Vaticano, vi offriremo un soggiorno all’insegna dell’eleganza e del comfort, con i luoghi più belli di Roma a portata di mano.

    Se state programmando un soggiorno nella capitale durante l’anno giubilare, prenotare presso di noi è l’ideale per vivere Roma da una posizione privilegiata fin dal risveglio.

    Le bellezze di questa città sono innumerevoli, per questo vi suggeriamo alcuni itinerari e consigli per viverla al meglio.

    Il percorso delle 7 chiese

    Se siete a Roma per un pellegrinaggio non potrete fare a meno di effettuare il tradizionale e antico “percorso delle 7 chiese” ovvero le basiliche più importanti della città.

    Si tratta di un tragitto pensato da San Filippo Neri nel ‘500: parte dalla visita della basilica di San Pietro per proseguire con quella di San Paolo fuori le mura, San Sebastiano sull’Appia per poi tornare nel centro cittadino presso quella di San Giovanni in Laterano, poi Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo fuori le mura e infine la Basilica di Santa Maria Maggiore.

    Si tratta di una “passeggiata” di circa 20 km che si svolge in soli 2 giorni ma che vi delizierà con bellezze artistiche, culturali, devozione, leggende, reliquie, storia e archeologia che solo Roma sa offrire.

    All’interno di San Pietro

    All’interno di San Pietro verrà aperta la Porta Santa proprio l’8 dicembre per l’inaugurazione del Giubileo straordinario e, attraversata, si potrà ammirare “la Pietà” di Michelangelo, le mirabili opere di Raffaello e del Bramante, fino alla visita delle tombe dei papi, nelle Grotte Vaticane.

    San Paolo fuori le mura

    Nel quartiere dell’Eur c’è la Basilica di San Paolo fuori le mura, che riporta i ritratti di tutti i papi della cristianità. Da visitare anche la Pinacoteca, la saletta con numerose reliquie tra cui anche quella degli apostoli e dello stesso San Paolo nonché il Chiostro.

    La via Appia… antica

    Su via Appia Antica, una delle strade più pittoresche della capitale, si trovano numerose catacombe e la Basilica minore di San Sebastiano martire. All’interno di quest’ultima ci sono alcune tra le reliquie più interessanti della cristianità, come la pietra sulla quale sono impresse le orme di Cristo quando incontrò Pietro che fuggiva da Roma e gli chiese “Quo vadis, Domine?”.

    La basilica di San Giovanni

    Basta seguire Via Appia Nuova o scendere alla fermata San Giovanni della metro per visitare una delle basiliche più importanti d’Occidente e anche la più antica. Si tratta di San Giovanni in Laterano, vicino alla quale potrete visitare il complesso del Luterano, l’obelisco, il Seminario Romano Maggiore e la vicina “Scala Santa”.

    Quest’ultima pare sia stata portata a Roma da Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, ed è la stessa scala che Gesù salì al Sinedrio per recarsi da Pilato. E’ usanza dei fedeli salire i 28 gradini esclusivamente in ginocchio.

    A poche centinaia di metri, percorrendo a piedi il viale di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano, si trova quella di Santa Croce in Gerusalemme. Qui sono conservati importatissimi resti originali lignei della croce di Gesù, un chiodo, 2 falangi del dito di San Tommaso e alcune spine della corona posta sul capo di Cristo. Anche queste reliquie furono traslate dalla Terra Santa per opera di S. Elena.

    San Lorenzo fuori le mura

    L’antica basilica di San Lorenzo fuori le mura (IV secolo d.C.) si trova sulla via Tiburtina vicino al cimitero monumentale del Verano. E’ l’unione di due strutture ecclesiastiche, di cui una di età paleocristiana e l’altra di qualche secondo più tardi.

    Santa Maria Maggiore

    L’ultima basilica che chiude questo percorso in rispettosa successione, è quella di Santa Maria Maggiore, vicina alla stazione Termini, dove per tradizione i pellegrini chiedono la “grazia”.

    Sembra che la pianta di questa basilica fu indicata dalla Madonna stessa, che fece nevicare il 5 agosto del 352 d.C, disegnando il suo perimetro e indicando il prodigio, in sogno, a Papa Liberio e a una coppia che fece la donazione per la sua costruzione.

    Oltre la cristianità

    Naturalmente Roma è anche la storia di un impero e dei fasti che l’hanno resa “eterna”.

    Non ci si può esimere dal visitare il Colosseo ed il complesso dei Fori Imperiali fino ad arrivare all’Altare della Patria, omaggio al milite ignoto, al Campidoglio e alla scalinata della Chiesa di Santa Maria in Aracoeli.

    Continuando su via del corso si snoderà davanti a voi un dedalo di viuzze che vi porteranno fino alla Fontana di Trevi, al Pantheon, all’elegantissima Piazza di Spagna con Trinità dei Monti e la Fontana della Barcaccia.

    Dove mangiare

    Proprio al centro, soprattutto nei dintorni del Vaticano o nei pressi di Campo dei Fiori fino a Trastevere, ci sono dei ristoranti tipici dove gustare la cucina caratteristica romanesca, con i piatti più prelibati: pasta alla carbonara, all’amatriciana, cacio e pepe, ma anche l’abbacchio scottadito, i salumi e i formaggi, la carne di cavallo essiccata, i carciofi alla giudia e, per i dolci, non potete perdervi i tarallucci col vino e i maritozzi con la panna.

    I ristoranti tipici al centro sono anche chiamati tradizionalmente “fraschette”.

    Una Roma nascosta è quella che si può scorgere tra le vie dell’Isola Tiberina e il Ghetto Ebraico, proprio in mezzo al Tevere.

    Rilassarsi a Roma

    Roma è una città caotica ma ha anche i suoi angoli di pace e di bellezze naturalistiche, come Villa Borghese con il lago, le fontane, piazza di Siena. Villa Pamphili e la più piccola ma preziosa Villa Torlonia, con le varie residenze del periodo post bellico ormai riportate all’originale bellezza.

    Vi aspettiamo

    Roma vi aspetta dunque per stupirvi e per lasciarvi il più bello dei ricordi accompagnato al desiderio irrefrenabile di tornare al più presto.