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  • Olio di palma, Campagne Liberali rivela: “I prodotti ‘light’ e ‘senza olio di palma’ hanno più grassi saturi”

    “Con la seconda edizione dell’analisi comparativa, realizzata dalla piattaforma Campagne Liberali, si mette a nudo un altro dei falsi miti che circola ormai da alcuni mesi nell’opinione pubblica: molti prodotti in commercio presentati come ‘light’, e che hanno voluto inserire sulle proprie confezioni la dicitura ‘senza olio di palma’, presentano una maggiore presenza di grassi saturi rispetto ai prodotti realizzati con olio di palma”.
    Così in una nota Campagne Liberali, una piattaforma di cittadini che difende il diritto alla libera scelta ed il corretto dibattito scientifico.

    “L’analisi ‘Senza olio di palma, ma più saturi’ nasce per rispondere a una domanda molto semplice: dove c’è olio di palma ci sono più grassi, soprattutto saturi, rispetto ai prodotti in cui è stato eliminato?

    “La risposta è no”, rivela Campagne Liberali. Come riporta lo studio, “i grassi saturi, ovvero quelli che incidono di più in sulla nostra salute, ma anche i grassi totali, sono gli stessi se non addirittura di più in molti casi. È sufficiente leggere e confrontare etichette e tabelle nutrizionali di prodotti similari, laddove l’olio di palma è stato sostituito per lo più con olio di cocco, olio di girasole, olio di mais, oltre che burro, burro di cacao e burro di karitè”. La notizia più sbalorditiva è quella che riguarda i prodotti da forno cosiddetti ‘salutisti’, quelli cioè che il commercio identifica come ‘light’ agli occhi dei consumatori. Il confronto tra due noti prodotti della grande distribuzione evidenzia che, su 100 grammi di prodotto, quello senza olio di palma contiene 18 grammi di grassi di cui 4,9 grammi di grassi saturi. Diversamente il prodotto di pari livello, ma con olio di palma, contiene 3,7 grammi di grassi saturi su un totale di 13 grammi di grassi totali”.

    “Questa seconda edizione ha prodotto risultati sulla falsa riga della prima pubblicata a maggio 2017. In questo aggiornamento abbiamo aumentato e suddiviso a loro volta per tipologia: merendine a sfoglia, frollini, wafer, merendine con cialda e cioccolato, crostatine. Sono state inoltre aggiunte due nuove categorie: i prodotti impanati e i gelati confezionati” – riferiscono da Campagne Liberali.

    “La scelta di cavalcare il falso mito che ‘senza olio di palma’ significhi ‘più salutare’ – puntualizzano – si dimostra totalmente fuorviante e ingannevole visto che la sostituzione dell’olio di palma non determina un miglioramento del profilo nutrizionale dei prodotti alimentari. Così come eliminarlo non significa essere più ambientalisti, visto che le piantagioni di olio di palma sono le più sostenibili: la palma da olio utilizza in tutto il mondo 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% del totale delle terre coltivate, per fornire il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servono invece ben 111 milioni di ettari perché la soia garantisca appena il 27% del fabbisogno globale. Inoltre, rispetto ad altri oli vegetali, l’olio di palma richiede meno fertilizzanti, pesticidi ed energia rispetto alla soia e alla colza. Non solo, l’olio di palma è ottenuto tramite spremitura, l’olio di girasole viene spesso raffinato chimicamente in un bagno solvente”.

    “Insomma – conclude la nota di Campagne Liberali –  i cittadini consumatori devono essere informati, altrimenti il rischio è di lasciarli in balia di slogan che più convengono a certe parti politiche e che servono a indirizzare certe scelte commerciali anche da parte delle Istituzioni. Questo l’obiettivo che persegue Campagne Liberali, insieme a quello di stimolare anche le imprese a utilizzare pratiche commerciali più trasparenti e rispettose di noi tutti”.

     

  • OLIO DI PALMA; CAMPAGNE LIBERALI INVITA MAMME DI VIAREGGIO AL BUON SENSO

    Roma, 3 agosto 2017 – Non è la prima volta che accade, né purtroppo sarà l’ultima, ma sull’olio di palma molti genitori prendono posizione contro la scienza e seguono le isterie del momento. E’ quanto successo in questi giorni a Viareggio dove un comitato di mamme e papà si è schierata contro la merenda a base di pane e Nutella proposta ogni anno dalle colonie estive per festeggiare insieme ai bambini. Il motivo? L’olio di palma.

     

    “La domanda che invece dovrebbero porsi i genitori, prima di inveire, è la seguente: è vero che l’olio di palma fa male alla salute dei bimbi? Ci sono delle fonti scientifiche che confermano questa paura?” Ad affermarlo Campagne Liberali. Nata con l’intento di scardinare molte delle fake news che circolano in rete, spesso utilizzando guru delle pseudo-scienze e blogger dell’ultima ora, per dirottare invece i cittadini e l’opinione pubblica su ciò che fa più comodo a certi mercati, la piattaforma ha verificato che gli studi scientifici sull’olio di palma confermano che non fa male né tantomeno è cancerogeno”.

     

    “Le bufale, spesso create ad hoc per strategie di marketing, prima ci allarmano, poi una volta catturata la nostra attenzione ci rassicurano facendoci credere che è meglio comprare qualcosa ‘senza’ e togliersi il pensiero, senza approfondire. Poco importa se la comunità scientifica e dei medici, nonché le autorità per la salute, – continuano da Campagne Liberali – non hanno mai sconsigliato di evitarlo oppure se viene sostituito con altri ingredienti che potrebbero essere meno salutari, ma di cui i blog parlano meno”.

     

    “Il problema vero di abboccare a qualsiasi notizia sensazionalistica è che ci dimentichiamo che i nostri ragionamenti dovrebbero avvenire in base a tutte le informazioni disponibili, soprattutto se da fonti attendibili. Quando ciò non avviene si possono verificare anche casi estremi come quello del padre che ha picchiato il medico perché lo riteneva colpevole di aver vaccinato il figlio facendolo diventare autistico. È nostra responsabilità insegnare ai figli che non bisogna seguire le mode e le loro semplificazioni della realtà, ma il metodo sperimentale. L’obiettivo di un educare – conclude la nota di Campagne Liberali – non è costringere o inculcare a forza dei concetti, bensì insegnare a prendere le decisioni migliori in base alle informazioni disponibili. Care mamme di Viareggio, dunque, speriamo che la vostra posizione sull’olio di palma possa cambiare grazie a una migliore informazione. Basta un po’ di pazienza e di impegno. Scommettiamo che a vostro figlio non dispiacerebbe!”

  • CAMPAGNE LIBERALI: CORTE EUROPEA DICE STOP ALLA CAMPAGNA CONTRO OLIO DI PALMA

    “Con il nostro recente studio che compara le etichette di prodotti con e senza olio di palma abbiamo denunciato l’imbroglio della campagna contro olio di palma che non è nocivo né è causa della deforestazione se prodotto in modo sostenibile. La verità è che la campagna contro l’olio di palma ha fini unicamente commerciali e chi l’ha promossa e cavalcata ha ingannato milioni di cittadini, fornendogli informazioni false, non scientifiche e ideologiche”. Così in una nota la piattaforma di Campagne Liberali.

    “Finalmente – continua la nota  è giunta la prima storica sentenza che smaschera gli imbroglioni e li condanna visto che la Corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione alla Ferrero che accusava la campagna contro l’olio di palma della società belga Delhaize di essere “menzognera, ingannevole, e denigratoria” verso Nutella”.

    Nella sentenza di circa 70 pagine, la Corte afferma che Delhaize ha reso dichiarazioni comparative illegali perché non verificabili e quindi non obiettive. Secondo i giudici, Delhaize facendo credere che la propria cioccolata spalmabile fosse migliore per la salute poiché priva di olio di palma, ha alterato il comportamento del consumatore.

    “Ciò avvalora la nostra tesi che anche in Italia la campagna contro l’olio di palma è stata cavalcata a danno dei consumatori e del libero mercato da molte aziende per fini unicamente commerciali” – conclude la nota.

  • SENZA OLIO DI PALMA MA PIÙ GRASSI SATURI: ANALISI COMPARATIVA DI ‘CAMPAGNE LIBERALI’

    Roma, 22 maggio 2017 – Dove c’è olio di palma ci sono sempre più grassi saturi? La risposta è no. A rivelarlo è l’ultimo studio realizzato dalla piattaforma Campagne Liberali, intitolato “Senza olio di palma, ma più saturi” che testa la composizione dei prodotti che hanno eliminato il palma dopo le pressioni mediatiche portate avanti da organizzazioni non governative e attivisti. Campagne Liberali è un’associazione di cittadini che difende la libertà di scelta e promuove il metodo scientifico e sperimentale.
    Lo studio – condotto selezionando un campione esemplificativo di 25 prodotti del mercato alimentare italiano destinati soprattutto a bambini e adolescenti – analizza le etichette e confronta le tabelle nutrizionali e la lista degli ingredienti, in particolare i grassi saturi e la tipologia di oli e grassi impiegati. Il risultato è il seguente: in molti dei prodotti che hanno sostituito l’olio di palma con altri ingredienti, la percentuale di grassi saturi è comunque superiore o simile rispetto ad altri prodotti analoghi che lo utilizzano.
    In un caso specifico, a fronte della sostituzione dell’olio di palma con altri oli vegetali, la presenza di grassi saturi è addirittura aumentata di 5 grammi rispetto alla precedente composizione del medesimo prodotto . In altri casi il vantaggio dei prodotti senza palma è assente o assolutamente poco significativa dal punto di vista nutrizionale,  considerando anche la dieta giornaliera nel suo complesso e il profilo nutrizionale di questi prodotti dal punto di vista lipidico e calorico*. Oltretutto anche la normativa europea richiede che le riduzioni dei grassi e grassi saturi, affinché non si determini una comunicazione fuorviante al consumatore, possano  essere comunicate solo se in percentuali significative rispetto alla media del mercato.
    Lo studio vuole aprire una riflessione sulle confezioni dei prodotti alimentari che riportano claim apparentemente salutisti, come il “senza olio di palma”. Secondo Campagne Liberali, questi claim sono  spesso fuorvianti per il consumatore, come dimostra la ricerca: l’assenza di olio di palma, infatti, ben evidenziata sulle confezioni e nell’ambito di diverse campagne di comunicazione, è stata associata erroneamente a una salubrità maggiore dei prodotti. Tuttavia l’analisi delle tabelle nutrizionali dimostra che in casi importanti e noti ciò non corrisponde alla realtà. Soprattutto nei prodotti più gustosi ed  attraenti per i giovani consumatori.
    “L’uso indiscriminato della pubblicità “senza olio di palma” – sostiene l’associazione Campagne Liberali – Cittadini liberi di scegliere –  evidenziata sulle confezioni dei prodotti alimentari, nei siti web e nelle campagne di comunicazione sui media sta spesso fuorviando il cittadino consumatore e le sue scelte. Per questo abbiamo voluto analizzare le argomentazioni e i claim che hanno riguardato in questi mesi l’olio di palma. Il nostro metodo sperimentale ha voluto mettere in luce che certe accuse spesso risultano essere false e che le pubblicità sui prodotti spesso si rivelano ingannevoli, e ciò è ancora più grave quando si tratta di prodotti destinati per lo più ai bambini e alla fascia di età degli under 18″.
  • CAMPAGNE LIBERALI: GALLETTI FIRMI LA DICHIARAZIONE DI AMSTERDAM A FAVORE DELL’OLIO DI PALMA SOSTENIBILE

    Roma, 17 maggio 2017 – In vista dell’incontro del G7 dei Ministri dell’Ambiente, in programma a Bologna dal 10 al 12 giugno, Campagne Liberali scrive al Ministro Gian Luca Galletti, invitandolo a firmare la Dichiarazione di Amsterdam per fermare la deforestazione favorendo la produzione dell’olio di palma sostenibile, e a estendere l’invito ai colleghi che ancora non l’hanno fatto.

    La Dichiarazione – che è già stata sottoscritta dai governi di Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito –invita le imprese produttrici di olio di palma a fermare la deforestazione, favorendo invece coltivazioni pienamente sostenibili.

    “Il Parlamento europeo – si legge nel testo della lettera – ha recentemente approvato una risoluzione in cui si invita la Commissione e tutti gli Stati membri che non hanno ancora agito in tal senso a dimostrare la propria volontà nel conseguire un impegno nazionale a livello dell’Unione Europea per ottenere il 100% di olio di palma sostenibile certificato entro il 2020 firmando e attuando la Dichiarazione di Amsterdam sui progressi verso l’eliminazione della deforestazione dalle catene di approvvigionamento delle materie prime agricole con i paesi europei, e ad adoperarsi verso un impegno settoriale a sostegno di una catena di approvvigionamento dell’olio di palma pienamente sostenibile sempre entro lo stesso anno”.

    “La produzione di olio di palma sostenibile favorisce la salvaguardia delle foreste e consente ai produttori locali di creare un’economia sempre più prospera, e quindi più sensibile alle questioni ambientali”, prosegue ancora la nota di Campagne Liberali, che così conclude: “Si può fare ancora molto e la firma della Dichiarazione di Amsterdam è un ulteriore e importantissimo passo in questa direzione”.

  • OLIO DI PALMA; CAMPAGNE LIBERALI: STUDIO DIMOSTRA NESSUN LEGAME CON IL CANCRO

    Roma, 4 maggio 2017 – L’olio di palma è dannoso? No, se consumato in una dieta equilibrata. A stabilirlo lo studio della Nutrition Foundation of Italy (NFI) che, pubblicato sull’International Journal of Food Science and Nutrition nello scorse settimane, sarà presentato a Bologna il 12 e il 13 maggio prossimo nel corso del Congresso nazionale ANDID (Associazione Nazionale Dietisti).

    La ricerca ha dimostrato che non vi è alcun legame con il cancro e che non vi sono prove scientifiche di correlazione con alcuna patologia, né vascolare né sotto il profilo oncologico. Lo studio di NFI ha già raccolto il sostegno di molte società e associazioni scientifiche e mediche fra le quali: la Società Italiana di Nutrizione Umana, la Società Italiana di medicina Generale, l’Aggiornamento Scientifico Continuo Online SIMG, la Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse, la Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Università di Bologna. A breve se ne aggiungeranno altre.

    “Ancora una volta i cittadini sono stati ingannati da una serie di bufale e dalla cattiva informazione”, dichiarano da Campagne Liberali – Cittadini liberi di scegliere.

    “Coloro che hanno contribuito a diffondere falsità anti-scientifiche contro l’olio di palma, così come contro i vaccini, dovrebbero chiedere scusa a tutti i cittadini”, dichiara ancora l’Associazione in una nota stampa. “Perché di fronte all’evidenza scientifica le bufale vengono annientate e la verità ripristinata. Ma chi risarcisce i danni creati?”

  • OLIO DI PALMA: UN BOICOTTAGGIO CHE METTE A RISCHIO TRATTATI LIBERO SCAMBIO

    Roma, 17 luglio 2015 – Novità sulla campagna contro l’olio di palma. La questione negli ultimi mesi è passata sempre più dal piano mediatico al piano politico, con la presentazione di alcune risoluzioni e mozioni in Parlamento volte a bandire l’ingrediente dalle scuole pubbliche e dalle nostre tavole. Pensiamo, ad esempio, alle dichiarazioni anti-Nutella o anti-Italia della ministra francese Ségolène Royal che tanto hanno fatto scalpore.
    Di parere diverso è la risoluzione di cui la prima firmataria è la deputata NCD Dorina Bianchi della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati: meno radicale nel suo contenuto, il documento sintetizza varie informazioni da opporre a chi accusa olio di palma e Nutella indiscriminatamente. Si pone piuttosto un ulteriore problematica: boicottare l’olio di palma fino a vietarne l’utilizzo per legge potrebbe perfino risultare una violazione dei trattati di libero scambio internazionale che vigono fra l’Unione Europea e i paesi produttori di olio di palma. Libero scambio che favorisce non solo i paesi produttori e ricchi di materie prime come Indonesia e Malesia, ma anche l’Italia e il nostro Made in Italy
    Molti, anche a livello europeo, stanno cercando di sollevare posizioni contrarie all’utilizzo dell’olio di palma cavalcando la campagna mediatica già esistente e facendola propria, come il Movimento 5 Stelle. Accuse, spesso caratterizzate da disinformazione, che tentano di diffamare questo ingrediente influenzando negativamente la libera scelta del consumatore che dallo scorso dicembre è dettagliatamente informato sul contenuto di ogni singolo alimento secondo il nuovo regolamento europeo.
    Dal punto di vista della salute esistono poi numerosi studi (circa 150) che smontano le tesi sull’apporto negativo per cuore e arterie e sulla cancerogenicità dell’alimento. Wired.it, Tempi e altri hanno infatti riportato svariate ricerche, supportando la tesi per cui, se consumato con moderazione, l’olio di palma non produce alcun effetto negativo sulla nostra salute.
    E l’ambiente? Sicuramente esistono paesi, come l’Indonesia, in cui la deforestazione è avvenuta in modo brutale e incontrollato. Questo però non deve metter in cattiva luce le altre realtà positive di sostenibilità ambientale e sviluppo economico. La Malesia, ad esempio, è impegnata da anni nella preservazione del suo patrimonio forestale, corrispondente oggi al 62% della superficie territoriale totale, pur non avendo rinunciato ai benefici economici e produttivi derivanti dalla coltivazione di palme da olio.