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  • Crediti a breve scadenza, lo scenario economico può riportarli in auge

    La situazione economica continua ad essere molto incerta, tanto nel Vecchio Continente che negli Stati Uniti. Per non parlare della situazione cinese, assai problematica vista la crisi dell’importantissimo settore immobiliare. Un quadro economico così depresso potrebbe presto riportare in auge i crediti a breve scadenza, almeno nell’ottica degli investitori.

    Terreno fertile per i crediti a breve scadenza

    creditiL’economia mondiale sembra destinata a rallentare ancora, e questo finirà per spingere le banche centrali a rinunciare ai rispettivi cicli di rialzo dei tassi (che hanno superato il 5% negli Stati Uniti e il 4% nell’Eurozona) per evitare una recessione severa. Fermo restando che c’è il rischio concreto che comunque ce ne sia una più lieve.
    La prospettiva di uno scenario simile finirà per fornire un assist ai crediti a breve scadenza.

    Va sottolineato infatti che a causa dell’aumento dei rendimenti a breve termine, le curve dei rendimenti globali rimangono tenacemente invertite. Questo rappresenta una opportunità per gli investitori che vogliono riposizionarsi in modo da sfruttare efficacemente il contesto di tassi più elevati. Tale approccio consentirà di limitare i rischi, data l’incertezza delle prospettive economiche e di mercato.

    Le obbligazioni riconquistano appeal

    Indipendentemente dal tipo di atterraggio – morbido o duro – che ci attende, è assai probabile che le obbligazioni ritorneranno presto ad essere utilizzate come copertura contro la volatilità dei mercati azionari. Infatti gli utili delle aziende subiranno pressioni a causa del rallentamento dell’economia, e finiranno per tornare nelle dell’ichimoku cloud (nuvole), ma tale scenario di solito si accompagna a una buona performance del debito a breve termine di alta qualità.
    Per questo nascono opportunità interessanti per agli investitori che ambiscono a beneficiare di un contesto di tassi più elevati, senza assumersi un rischio di duration significativo.

    Uno strumento efficace

    Di solito le obbligazioni a breve scadenza vengono scambiate a prezzi maggiori rispetto alle emissioni di più lungo termine. Ma nello scenario attuale i rendimenti sono analoghi (o superiori) a quelli offerti da titoli omologhi di qualsiasi scadenza. Si muovono all’interno dello stesso pattern rettangolo, ma con rischio di tasso d’interesse minore. Quindi si dispone di un asset efficace per aumentare i rendimenti rispetto alla liquidità, oppure conservare il rendimento ma riducendo il rischio di volatilità.

  • Obbligazioni verdi, il 2022 potrebbe portare un nuovo record

    Il tema della sostenibilità continua a spingere con forza i green bond. Come è noto, queste obbligazioni sono prodotti finanziari pensati espressamente per finanziare iniziative che mettono in primo piano la sostenibilità ambientale.

    Perché si diffondono le obbligazioni verdi

    obbligazioni verdiDa anni viene ormai sbandierato l’obiettivo della riduzione delle emissioni, per arrivare alla creazione di un pianeta più attento all’ambiente, così’ da porre un limite all’innalzamento delle temperature globali. Per questo motivo le obbligazioni verdi sono sempre più attenzionate da parte degli investitori, che in molti casi sono disposti a rinunciare a rendimenti elevati, pur di perseguire questo scopo ambientale.

    Sotto questo aspetto, le obbligazioni verdi sono importantissime soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni. Infatti la transizione energetica è un costo notevole per le aziende, e le realtà più piccole non hanno la possibilità di accedere ai mercati finanziari. Per questo poter fare affidamento sui prestiti per finanziare la loro strategia ambientale, diventa quasi una strada obbligata.

    Il trend crescente dei green bond

    Da quando avvenne il lancio delle prime emissioni, nel 2015, questo strumento ha conosciuto soltanto una fase di crescita, sia delle emissioni che dei market maker. Questa tendenza ha portato ad un nuovo record lo scorso anno, quando è stata superata quota 50 miliardi di dollari di emissioni.
    L’intero mercato di questo tipo di obbligazioni è salito a circa 110 miliardi di dollari.
    La tendenza evidenziata dagli indicatori di volume peraltro conferma la crescita anche in questo 2022, visto che dall’inizio dell’anno le obbligazioni verdi hanno vissuto emissioni nette per ulteriori 25 miliardi di dollari.

    Previsioni rosee fino al 2023

    Le dimensioni del mercato erano una delle preoccupazioni che accompagnò il lancio di questi prodotti. Ma negli ultimi anni le dimensioni sono cresciute, e si è venuto a creare un ampio universo di emittenti e obbligazioni verdi tra cui scegliere, senza alcun vincolo di capacità.
    Per questo motivo si prevede che almeno fino al 2023, lo scenario continuerà ad essere favorevole. Al punto tale che si ipotizza di sfondare il muro dei 200 miliardi di dollari entro al fine del prossimo anno.

  • Green Bond, emissioni da record nel 2020. Investitori più attenti al tema della sostenibilità

    La pandemia ci ha resi più attenti verso la “cura” del pianeta. La sempre maggiore attenzione rispetto al tema della sostenibilità, si riflette anche in un nuovo approccio degli investitori sui mercati finanziari. I temi etico e sociali non sono più così tanto secondari rispetto ai rendimenti, e in diversi casi sono addirittura preminenti. Questo spiega perché, nonostante il fisiologico e diffuso calo di emissioni durante la fase acuta della pandemia, i green bond hanno preso a marciare spediti.

    La crescita dei green bond

    green bondSe in tutto il 2019 sono state emesse obbligazioni verdi per circa 260 miliardi di euro, nel terzo trimestre di quest’anno le emissioni hanno toccato un nuovo record a quota 69 miliardi di euro. La crescita si sta propagando seguendo onde Wolfe Wave pattern, che significano incrementi sempre maggiori in futuro. Quello che conta è l’ampiezza del panorama dei green bond. Non soltanto sono rimaste molto attive la aziende, ma quest’anno sono scesi in campo anche i governi.

    Emissioni governative

    Emissioni di obbligazioni verdi sono state fatte da Germania, Svezia e Ungheria, mentre Danimarca, Italia, Portogallo, Austria e Spagna le hanno messe già in agenda. L’impennata di emissioni governative è stata innescata dagli obiettivi ambientali europei per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. E i green bond sono un mezzo ideale per raccogliere capitali che servono a finanziare questi progetti.

    Spinge l’idrogeno, richiesta boom

    Altrettanto importante è sottolineare la crescente diversità di nuove aree di interesse, come ad esempio l’idrogeno verde (potrebbe soddisfare un quarto del nostro fabbisogno energetico entro il 2050). Ma anche la maggiore presenza di aziende industriali nel segmento, anche loro sempre più attente agli investimenti sostenibili.

    La cosa più importante di tutte però, è che la domanda crescente sta trainando l’offerta. Al momento c’è un divario sempre forte tra la richiesta di obbligazioni verdi da parte degli investitori, e l’offerta. In pratica c’è sovrabbondanza di nuove emissioni e compressione degli spread. Tutto questo porterà ad uno stimolo notevole per il mercato delle obbligazioni verdi. Evidentemente agli investitori il “verde” piace, perché sanno bene che il futuro per essere sostenibile può essere solo di questo colore.