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  • “Senza Riserve. Storie di Nativi Americani” – Una nuova e originale voce nella letteratura italiana dedicata agli Indiani d’America

    Senza Riserve. Storie di Nativi Americani
    Senza Riserve. Storie di Nativi Americani

    Mauna Kea Edizioni annuncia l’uscita di Senza Riserve. Storie di Nativi Americani.

    Legami più forti delle catene: la lotta per essere indiani non si spegne in questa sorprendente opera letteraria  firmata da Paolo Valerio Bellotti.

    Questa raccolta di quattordici storie avvincenti getta luce sulla resilienza dei Nativi Americani, sospesi tra le cicatrici di un passato mai sepolto e le insidie di un’America rurale moderna, fatta di deserti polverosi, foreste selvagge e riserve soffocanti.

    Con una copertina che sfoggia un’immagine di Remington.

    Celebre anche per un album di Fabrizio De André, il libro unisce un’estetica visiva iconica a un’innovazione narrativa di grande impatto.

    Le storie narrate tengono il lettore con il fiato sospeso, esplorando un mosaico di vite straordinarie:

    un indiano Choctaw di origine africana che negli anni ’30 fugge dal Ku Klux Klan in un Mississippi arido, intriso di whisky, speranze svanite e note blues;

    una studentessa Yokut che, con ostinazione guerriera, si ribella ai pregiudizi radicati;

    un cacciatore Cheyenne che affronta i bracconieri nei boschi selvaggi del Wyoming.

    Dalle cicatrici dei bambini abusati alla ricerca di riscatto delle adolescenti, questi protagonisti sfidano l’assimilazione culturale.

    Un’arma di annientamento antica e moderna – insieme a razzismo, degrado e ingiustizie quotidiane.

    La loro forza risiede nella comunità, nell’amicizia e nelle tradizioni, che diventano le difese più autentiche contro un mondo ostile.

    Si dà vita a un intreccio di epica, dolore e una vitalità inaspettata che cattura l’immaginazione.

    Con questa opera, Bellotti arricchisce la letteratura italiana con un focus raro e prezioso sulle esperienze dei Nativi Americani, inserendosi nella prestigiosa scia di prestigiosi autori di Mauna Kea Edizioni.

    Raffaella Milandri, autrice e traduttrice di opere native e direttore editoriale, elogia la scrittura di Paolo Valerio Bellotti:

    “Originalità, uno stile incisivo e un approccio narrativo che richiama con forza gli autori nativi”.

    La sua scrittura originale e coinvolgente offre una prospettiva fresca.

    Mette in luce identità forgiate nella resistenza e nella lucidità di chi sa cosa non vuole diventare.

    Nato a Milano nel 1982, Bellotti porta nella sua narrazione un amore profondo per le culture native, maturato attraverso studi umanistici in filologia e cinema.

    E arricchito da esperienze globali, come il lavoro in Francia, Niger, Palestina e Bosnia prima dei 25 anni.

    Oggi, a 43 anni, unisce la sua passione per la natura, la fotografia di animali selvatici e la cultura nativa, che trasmette con entusiasmo attraverso la scrittura.

    Influenzata anche dal suo ruolo di insegnante e preside di un centro di formazione professionale vicino a Milano.

    Senza Riserve. Storie di Nativi Americani è disponibile nelle librerie e negli shop online, invitando i lettori a immergersi in un capitolo potente e innovativo della narrativa italiana, dedicato a una delle voci più autentiche e meno raccontate del continente americano.

  • In prima edizione italiana “Il mio Popolo, i Sioux”, un grande classico di  Luther Standing Bear

    Il mio popolo, i Sioux di Luther Standing Bear
                  Il mio popolo, i Sioux di Luther Standing Bear

    Luther Standing Bear è uno scrittore e una figura iconica nativa americana.

    Sioux-Lakota, durante la sua mirabile vita Cavallo Pazzo, Toro Seduto e Buffalo Bill sono solo alcuni dei personaggi della storia del West che hanno incrociato la sua strada.

    In “Il mio Popolo, i Sioux”, pubblicato dalla Mauna Kea Edizioni, dalla infanzia indiana spensierata Luther passa giovanissimo alla Carlisle Indian School, dove gli viene imposto un nome cristiano e insegnato il mestiere di lattoniere.

    Promuove la educazione occidentale e lo studio della lingua inglese presso la sua gente.

    Consapevole che sia la unica strada per difendersi dagli uomini bianchi, “più numerosi delle formiche”.

    Dopo aver eccelso come educatore e commesso, lavora con il Wild West Show di Buffalo Bill, lotta per ottenere la cittadinanza americana.   Infine, intraprende la carriera di attore a Hollywood.

    A tradurre e curare la edizione in italiano di  questo grande classico della letteratura nativa americana è Raffaella Milandri, scrittrice, giornalista e nota studiosa dei Nativi Americani.

    Dice la Milandri:

    “Questo di Luther Standing Bear è un grande classico citato in tutte le bibliografie sui Nativi Americani.

    Ma non era mai stato tradotto prima in Italia.

    Occorre dare voce a autori come lui, che hanno difeso la cultura del proprio popolo.

    Appena potrò mi dedicherò a portare alla luce, per i lettori italiani, altri autori nativi dimenticati”.

    Raffaella Milandri è anche attivista per i diritti dei Popoli Indigeni.

    Da molti anni si impegna in una campagna divulgativa a favore delle culture native.

     

  • Un originalissimo romanzo storico: La divisa sbagliata. Un Indiano d’America tra le SS

    La Divisa sbagliata

    E’ uscito, a cura della Mauna Loa Edizioni, un romanzo storico avvincente e accurato, ambientato durante la Seconda guerra mondiale:

    “La divisa sbagliata. Un Indiano d’America tra le SS”, di Marco Folletti.

    Molto particolare perché il protagonista, un Nativo Americano, fa una scelta davvero “controcorrente”.

    Anche se con una sua logica, pur non perdendo mai la sua coerenza di uomo giusto.

    La promessa di Hitler, propagandata negli Stati Uniti da Elwood A. Towner e altri, è quella  di dare la cittadinanza ariana ai Nativi Americani, di cui ammira la cultura, e di restituire loro le terre rubate.

    Il suo obiettivo è crearsi un alleato all’interno del paese nemico da lui più odiato, gli Stati Uniti d’America.

    Saxton, un Indiano d’America che soffre per la storia di violenze e di soprusi subiti dal suo popolo dall’arrivo di Colombo in poi, decide di credere alla parola di Hitler.

    Si arruola tra i nazisti per combattere il suo paese d’origine, da cui si sente rifiutato.

    Tormentato da dubbi sulla sua scelta, prega di non dover mai combattere contro i fratelli nativi reclutati nell’esercito statunitense.

    Inizia una incredibile avventura tra le fila naziste, in Italia.

    Schierato sulla linea Gustav e poi sulla Linea Gotica, incontrerà il Papa, il Führer e tanti personaggi delle varie fazioni.

    Manterrà, però, una condotta morale pacifista e antinazista che, più volte, gli fa rischiare la fucilazione.

    Per saperne di più: https://maunakeaedizioni.wordpress.com/2024/05/09/la-divisa-sbagliata-di-marco-folletti/

    L’autore, Marco Folletti, è di Torrazza Piemonte, presso Torino e si interessa di scrittura e di ricerca storica, collaborando con Enti, Associazioni e Gruppi Storici.

    Ha promosso, in collaborazione con il Consolato Generale di Polonia, la conoscenza del dimenticato Cimitero Militare Polacco istituito in Chivasso dopo la vittoria del 1918.

  • La prima edizione italiana di Coyote Stories di Mourning Dove

    Coyote Stories di Mourning Dove in italiano

    Si trova in libreria la prima edizione in italiano di “Coyote Stories” di Mourning Dove, autrice Salish tra le prime Native Americane a essere pubblicate nel secolo scorso.

    Questa opera contiene i meravigliosi racconti delle figure mitiche degli Indiani d’America più carismatiche: le antiche leggende del popolo Salish, salvate dalla autrice dalla contaminazione culturale occidentale.

    In queste storie, estremamente originali e di cui la curatrice Myriam Blasini ha rispettato lo spirito originale e il linguaggio, non ci sono buoni e cattivi in senso tradizionale.

    Questo libro è una preziosa testimonianza culturale, ma anche una lettura appassionante e divertente.

    Presto sarà disponibile anche in audiolibro.

    Qui troviamo l’eroe-antieroe Coyote e il Popolo degli Animali nelle loro gesta, mentre si preparano all’arrivo di chi cammina su due gambe, il Nuovo Popolo.

    La funzione di questi racconti tramandati per secoli solo per via orale era duplice: educativa per i giovani, ma anche per gli adulti, per mantenere le morale e la identità del popolo Nativo Americano dei Salish.

    Mourning Dove, una delle prime autrici Native Americane  pubblicate, è anche una straordinaria figura femminile attivista per i diritti del proprio popolo.

    Per avere più informazioni: https://maunakeaedizioni.wordpress.com/2024/05/09/racconti-di-nativi-americani-coyote-stories-di-mourning-dove/

    Aggiunge Milandri, fondatrice della Mauna Kea Edizioni:

    “Stiamo lavorando a nuovi progetti incentrati sulla salvaguardia e divulgazione delle Lingue Indigene.

    Dopo ‘Lessico Lakota’ e altri titoli, in questa collana, ‘Racconti di Nativi Americani’, ci sono tante altre novità, ormai venti titoli per dare al pubblico italiano la possibilità di leggere biografie di capi indiani, racconti di battaglie e antiche leggende.

    Incredibilmente, in Italia ci sono tanti appassionati di Nativi Americani ma si trovano pochi testi di grandi classici tradotti, una operazione che la Mauna Kea sta portando avanti.

    Anche per dare giustizia a una cultura che troppo spesso non ha avuto il dovuto rispetto ma, anzi, è stata osteggiata dall’epoca di Colombo in poi”.

  • Un nuovo titolo di Luther Standing Bear in prima edizione italiana per la Mauna Kea

    La terra dell'Aquila maculata di Luther Standing Bear

    Continua l’opera di recupero della letteratura nativa americana da parte di una piccola casa editrice marchigiana.

    La mission è il recupero di grandi classici di famosi autori nativi americani mai tradotti in italiano.

    Mourning Dove, Zitkala-Sa, Luther Standing Bear, Charles Eastman e tanti altri in programmazione.

    Nonostante i molti appassionati degli Indiani d’America in Italia, i titoli scarseggiano.

    Non viene resa giustizia a una cultura che è non semplicemente affascinante nella sua diversità.

    Essa offre anche preziosi spunti storici, sociali, antropologici e che ha molto da insegnare, soprattutto nel paragone con la cultura “dominante” occidentale.

    La spinta trainante del progetto della Mauna Kea Edizioni, di San Benedetto del Tronto, è quella del direttore editoriale Raffaella Milandri.

    Giornalista e antropologa, attivista per i diritti dei Popoli Indigeni e membro onorario di due tribù di Nativi Americani.

    La Milandri è determinata a divulgare classici.

    Ma anche autori contemporanei e informazioni attuali, su un popolo che non è affatto scomparso, ma ha una realtà sociale, economica e politica in continua evoluzione.

    “Dopo assimilazione forzata e genocidio culturale, i Nativi Americani continuano a subire ancora la violenza dell’essere ignorati e falsificati nel loro passato e nel loro presente.

    La loro storia meriterebbe di essere studiata nelle scuole, anche per essere da esempio su come non dovrebbe essere trattata una cultura diversa”.

    Nella collana dedicata ai Nativi Americani, l’ultimo grande classico del Novecento in uscita in questi giorni è “La Terra dell’Aquila Maculata”, di Luther Standing Bear, capo Lakota.

    Standing Bear, Sicangu e Oglala Lakota, tornò alla riserva Sioux di Pine Ridge.

    Lo sgomento e la rabbia per le condizioni del suo popolo lo portarono alla stesura di questa opera dal titolo inglese Land of the Spotted Eagle.

    Qui ha descritto le usanze e le tradizioni dei Lakota, narrato l’organizzazione sociale e politica, della famiglia e della religione, e raccontato ricordi e aneddoti personali.

    Standing Bear commenta anche l’importanza delle culture e dei valori dei Nativi in America e il loro status nella società americana.

    È un’opera provocatoria e polemica, che testimonia quanto lo spirito dell’autore fosse disilluso e amareggiato nei confronti delle politiche del Governo statunitense verso i Nativi Americani.

    Un libro che piacerà, come altri della Mauna Kea, a chi ha apprezzato il recente film “Killers of the Flower Moon”.

    Nell’opera cinematograficam viene narrato uno degli episodi venuti alla luce in cui i Nativi subiscono abusi di ogni tipo, sempre causati dalla strenua lotta occidentale per soldi e potere.

  • Memoria e umanità dei Nativi Americani: Sulle orme della tradizione di Francesco Spagna

     

    Sulle orme della tradizione di Francesco Spagna

    Un nuovo libro sui Nativi Americani della Mauna Kea Edizioni, che ha la sua mission principale nella divulgazione di corrette informazioni su cultura, storia e attualità degli Indiani d’America.

    Qui il link: https://maunakeaedizioni.wordpress.com/2023/03/03/libri-catalogo-mauna-kea-edizioni/

    Francesco Spagna, che insegna da oltre vent’anni Antropologia Culturale all’Università di Padova, afferma:

    “Questo libro propone alcune riflessioni sulla relazione tra ‘noi’ e i popoli nativi nordamericani, con la consapevolezza della fascinazione che questi popoli hanno esercitato, dei crimini che su di loro sono stati perpetrati, e della straordinaria resistenza che essi hanno dimostrato. Grazie a questa resistenza molti di questi popoli sono ancora tra noi, su questo Pianeta. La bellezza delle loro culture, la loro storia, la loro inesauribile vitalità la possiamo ancora apprezzare e condividere. In questo senso ‘sulle orme’: di una traccia di memoria e umanità”.

    Il percorso del libro si snoda su temi generali, quali i conflitti culturali relazionali tra Nativi e Bianchi durante l’epoca coloniale, e su aspetti specifici, quali i confini delle riserve e dei territori nativi, le rivendicazioni contro le nuove forme di espropriazione e abuso di questi territori, così come la ripresa e la difesa delle tradizioni religiose sciamaniche dalle nuove forme di consumo e abuso spirituale.

    Scrive nella prefazione Naila Clerici, già docente all’Università di Genova, anima dell’Associazione Soconas  Incomindios e direttrice di Tepee, importante rivista italiana dedicata all’America indigena:

    “È come se il suono del tamburo ci accompagnasse, nella lettura di Sulle orme della tradizione: un ritmo a volte incalzante, provocatorio, stimolante, a volte calmo, pregno di informazioni storiche e culturali”.

    Sulle orme della tradizione. Gli Indiani d’America e noi di Francesco Spagna è il primo volume del progetto di una nuova collana curata dal docente universitario, “Il sentiero di Perline”, dedicata appunto ai popoli indigeni nordamericani.

  • Un libro d’inchiesta che fa luce sulle scuole residenziali indiane e sulle scuse di Papa Francesco

    Le scuole residenziali indiane di Raffaella Milandri

    “Le Scuole Residenziali Indiane. Le tombe senza nome e le scuse di Papa Francesco”, di Raffaella Milandri, della Mauna Kea Edizioni https://www.maunakea.biz/, è un libro d’inchiesta che fa luce sugli eventi che hanno scosso il Canada e la Chiesa Cattolica tra il 2021 e il 2022.

    Qual è il significato e quali le conseguenze dei fatti  avvenuti in Canada?

    Alla fine di maggio del 2021 una ondata mediatica, presto propagatasi a livello mondiale,  annunciava i ritrovamenti  di tombe senza nome di studenti nativi di scuole residenziali indiane in Canada.

    Erano così messi sotto accusa il sistema dei collegi indiani del Nord America, le Chiese che hanno gestito tali scuole, in particolare quella cattolica, e il Governo canadese.

    L’opera, la prima ad affrontare in modo meticoloso e rigoroso la questione, analizza le origini del sistema educativo di assimilazione e cristianizzazione rivolto ai Nativi, i tragici report governativi e le testimonianze che ne hanno denunciato i metodi.

    Infine, racconta  le pressioni sul Papa perché si “scusasse” con i Nativi a nome della Chiesa cattolica per gli abusi e le violenze perpetrati in tali scuole.

    Tra fine marzo e fine luglio 2022 Papa Francesco, prima ricevendo una delegazione indigena canadese in Vaticano, e poi recandosi di persona in viaggio penitenziale sul suolo canadese, ha incontrato le comunità delle First Nations, dei Métis e degli Inuit ed ha affrontato molte critiche, ma ha raccolto anche consensi.

    Alla fine del suo viaggio, ha affermato che il trattamento riservato ai Nativi è stato un “genocidio”.

    Le parole del Papa e le sue scuse, analizzate e soppesate dai media e dal mondo accademico, hanno sicuramente fatto puntare i riflettori sui gravosi problemi dei diritti umani dei Popoli Indigeni e sulle responsabilità del colonialismo.

    Dice la Milandri, giornalista e antropologa: “La ricostruzione storica degli antefatti è stata semplice. Ma come si siano mossi i media, i governi canadese e statunitense e la Chiesa cattolica, invece, ha richiesto una verifica scrupolosa delle fonti mediatiche e accademiche. Verifica che ha portato a delle scoperte inaspettate, sia sulla situazione delle tombe senza nome in Canada sia sulle pressioni esercitate su Papa Francesco. Non ultima, la evidenza del ruolo avuto dai media”.

    Poco prima di andare in stampa, a fine marzo 2023, l’annuncio del ripudio della “Dottrina della scoperta” da parte della Chiesa cattolica, tema dibattuto sul testo, che vanta una ricchissima bibliografia.

    Chiediamo alla Milandri cosa pensa del ruolo di Papa Francesco nella vicenda.

    Afferma: “Si è dimostrato di parola, pur con la responsabilità enorme del suo ruolo e i limiti che ne derivano”.

     

    Scrittrice e giornalista, Raffaella Milandri, attivista per i diritti dei Popoli Indigeni, è esperta studiosa dei Nativi Americani e laureata in Antropologia.

    È membro onorario della Four Winds Cherokee Tribe in Louisiana e della tribù Crow in Montana.

    Ha pubblicato oltre dieci libri, tutti sui Nativi Americani e sui Popoli Indigeni, con particolare attenzione ai diritti umani, in un contesto sia storico che contemporaneo.

    Si occupa della divulgazione della cultura e letteratura nativa americana in Italia e attualmente si sta dedicando alla cura e traduzione di opere di autori nativi.

    Tra le sue opere ricordiamo “Nativi Americani. Guida alle Tribù e alle Riserve Indiane degli Stati Uniti” (Mauna Kea, 2021), una opera completa e aggiornata sul mondo delle tribù indiane oggi.

  • L’opera di Raffaella Milandri: Nativi Americani. Guida alle Tribù e riserve indiane degli Stati Uniti

    Nativi Americani. Guida di Raffaella Milandri

    Ci sono voluti tre anni a Raffaella Milandri per completare questa sua fatica.

    Ecco una guida completa e aggiornata sui Nativi Americani negli Stati Uniti.

    La Milandri, oltre a essere giornalista e scrittrice, laureata in Antropologia, è nota attivista per i diritti umani dei Popoli Indigeni, sul campo da oltre 13 anni. Divulgare la cultura e la realtà dei Nativi Americani è una sua mission primaria.

    Non a caso, infatti, è membro adottivo e onorario di due tribù di Indiani d’America.

    Afferma la autrice: “Sono scrittrice per poter divulgare la importanza della diversità e della multiculturalità, che sono le vere e uniche maestre di vita, in questo mondo in cui ci si schiera solo da una parte o dall’altra, senza dialogo e senza voler ascoltare l’altro”.

    In Italia, ma anche all’estero, i Nativi Americani sono oggetto di molta disinformazione.

    Chi pensa che siano quasi estinti, chi crede che vivano ancora nei teepee.

    Eppure con il Census 2020, l’ultimo censimento, sono risultati oltre nove milioni negli Stati Uniti.

    Ci sono centinaia di tribù e riserve, di diverse tipologie, pur se la maggioranza di loro vive in aree metropolitane, al di fuori delle riserve: gli Urban Indians.

    Studiano, lavorano, cercano di proteggere la loro cultura e le loro usanze.

    Dice Raffaella Milandri: “Ho voluto fortemente realizzare Nativi Americani. Guida alle Tribù e Riserve Indiane degli Stati Uniti. Non solo per divulgare preziose informazioni  storiche e culturali, ma anche per poter aiutare il turismo nelle riserve, e quindi le economie tribali”.

    Il lavoro certosino di Raffaella Milandri, studiosa esperta di Nativi Americani, consegna al lettore un portale di accesso a un universo di informazioni storiche, legislative, turistiche e culturali, una guida fondamentale e unica.

    Indispensabile per chi vuole informarsi, studiare o organizzare un viaggio.

    È la prima guida a offrire una panoramica completa e aggiornata della complessità e vastità di culture e di tribù di Nativi Americani degli Stati Uniti, insieme a Alaska e a Hawaii.

    Un testo, edito da Mauna Kea Edizioni, anche nell’ottica di aiutare con il turismo le economie delle Nazioni Indiane.

    Da consultare per abbracciare la realtà delle tribù e delle riserve, che sono suddivise stato per stato e organizzate per tipologia.

    Storia, leggi, focus sulle boarding school, sui musei dedicati agli Indiani d’America, sui pow wow, sulle associazioni native.

  • Un successo per la prima edizione italiana di Old Indian Legends, di Zitkala-Sa

     

    Old Indian Legends di Zitkala-Sa della Mauna Kea Edizioni

    A cura della casa editrice Mauna Kea, la prima edizione italiana integrale di Old Indian Legends della autrice Nativa Americana Zitkala-Sa è “Racconti di Nativi Americani: Old Indian Legends”.

    L’autrice, nei primi del Novecento, ha raccolto, dalla viva voce degli anziani della sua tribù Yankton Dakota, antiche e favolose leggende del suo popolo. Sono scritte con maestria e passione, e hanno lo scopo di divulgare le tradizioni e le storie Dakota prima che venissero contaminate dalla cultura occidentale.

    Zitkala-Sa è una delle prime autrici Native Americane pubblicate, e una importante figura di attivista per i diritti del suo popolo.

    Dice Raffaella Milandri, una delle curatrici: “Abbiamo rispettato, nella edizione italiana, lo spirito, il linguaggio e il messaggio di Zitkala-Sa.

    È una preziosa testimonianza culturale, ma anche una lettura affascinante per tutti, dalla scrittura sapiente e, al tempo stesso, poetica e descrittiva”.

    Divulgare i suoi racconti è anche un modo per rendere omaggio a una donna bellissima e coraggiosa che, cento anni fa, combatteva per i diritti della sua gente.

    L’opera si va a inserire nella collana della Mauna Kea dedicata ai Nativi Americani.

    Essa approfondisce aspetti culturali, sociali e antropologici di un popolo che è stato assoggettato per centinaia di anni a violente forme di colonizzazione. E non solo in termini di un vero e proprio sterminio, ma anche sotto un aspetto propriamente identitario.

    Parlarne e divulgarne la cultura, oggi, è un modo di rendere giustizia.

    L’Autore:  Zitkala-Sa, che in Lakota vuol dire Red Bird, Uccello Rosso, è conosciuta anche come Gertrude Simmons, il nome assegnatole dai missionari, e come Gertrude Bonnin, il suo nome da sposata.

    Nacque il 22 febbraio 1876, nello stesso anno della famosa Battaglia del Little Big Horn. Scrittrice, traduttrice, musicista e attivista per i diritti del suo popolo, si adoperò per migliorare le condizioni dei Nativi Americani e per salvaguardarne la cultura.

     

  • Eroi e Grandi Capi Indiani raccontati da Charles Eastman, prima edizione in italiano

    Eroi e Grandi Capi Indiani di Charles Eastman

    È uscita la prima edizione italiana di “Eroi e Grandi Capi Indiani” (Indian Heroes and Great Chieftains, del 1918) di Charles A. Eastman, uno dei maggiori autori nativi americani del secolo scorso.

    L’opera è curata dalla Mauna Kea Edizioni, che sta portando avanti un grande lavoro di recupero e traduzione di opere della letteratura nativa, con autori come Mourning Dove, Zitkala-Sa, Luther Standing Bear e altri, che finalmente sono pubblicati anche in Italia.

    In questa preziosa serie di mirabili ritratti di “Eroi e Grandi Capi Indiani”, arricchita da foto originali, si legge tanto orgoglio e fierezza da parte dell’autore nel presentare l’essenza dei Nativi Americani, attraverso i valori che hanno animato questi Grandi Capi e le loro gesta.

    Certo, non tutti sono stati eroi immacolati, basti pensare al personaggio controverso di Hole in the Day; ma la maggioranza di queste figure storiche native offre vite e comportamenti esemplari, in quella che è stata la drammatica lotta per la sopravvivenza del popolo dei Nativi Americani nel periodo più buio.

    Il senso di Giustizia permea le decisioni di molti di questi eroi, da Sitting Bull (Toro Seduto) a Red Cloud (Nuvola Rossa), da Crazy Horse (Cavallo Pazzo) a Chief Joseph (Capo Giuseppe) e altri.

    I Grandi Capi Indiani raccontati da un Indiano: Eastman, Dakota egli stesso, ha incontrato diversi di essi in prima persona, e ha raccolto le loro storie e quelle di chi li ha conosciuti.

    In questa opera, sono i capi Dakota, Lakota e Cheyenne a essere più rappresentati;  peraltro, come ben sappiamo, sono proprio stati loro gli ultimi e strenui combattenti per la libertà degli Indiani d’America. Questa edizione è tradotta e annotata da Raffaella Milandri,attivista per i diritti umani dei Popoli Indigeni, esperta studiosa dei Nativi Americani e antropologa.

  • Il primo dizionario Italiano-Lakota, per salvare la lingua di Toro Seduto dalla estinzione

    Lessico Lakota. Storia, Spiritualità e Dizionario Italiano-Lakota

    Continua a riscuotere grande plauso e consensi da studiosi e appassionati il libro “Lessico Lakota. Storia, Spiritualità e Dizionario Italiano-Lakota”. Il primo dizionario in italiano della lingua Lakota, parlata dal famoso popolo dei guerrieri Sioux-Lakota.

    A realizzare l’opera, la casa editrice Mauna Kea con le due curatrici, Raffaella Milandri e Myriam Blasini. L’obiettivo è salvare una preziosa lingua nativa americana,  ma anche pubblicare il dizionario in concomitanza con il Decennio Internazionale delle Lingue Indigene proclamato dall’ONU. Ogni linguaggio è un depositario di identità, storia culturale, tradizioni e memoria, quindi vitale.

    Le lingue parlate dai popoli indigeni, come i Nativi Americani, sono in via di estinzione. Nell’allarme lanciato dall’ONU, si sottolinea come su 7000 linguaggi parlati nel mondo, oltre il 40% sia a rischio di scomparire in pochi anni. La lingua Lakota è stata fino a metà dell’Ottocento una lingua solo parlata e mai scritta. Vi sono svariate interpretazioni della stessa: il “Lessico Lakota” è tratto da approfonditi studi delle fonti più autorevoli. Ad accompagnarlo, storia, tradizioni e mitologia del popolo nativo americano.

    Commenta Raffaella Milandri: “Questo libro vuol dare un contributo prezioso alla cultura e alla identità del popolo Sioux-Lakota. Dare in parte giustizia alla opera di violenta prevaricazione culturale subita da milioni di nativi americani”. Continua: “Non dimentichiamo che la lingua Lakota, insieme a quella Navajo e ad altre, ha contribuito attraverso i famosi code talker a salvare il mondo dalla piaga della Seconda Guerra Mondiale, usando questi linguaggi come codici indecifrabili per i criminali nazisti”.

    La Milandri è attivista per i diritti umani dei popoli indigeni ed è membro onorario della Four Winds Cherokee Tribe in Louisiana, e adottata dal 2010 nella famiglia Black Eagle, la stessa famiglia della tribù Crow che adottò Barack Obama nel 2008. A fare da corollario al dizionario, storia e tradizioni del Lakota e citazioni dei famosi guerrieri e leader di questo popolo: Cavallo Pazzo, Toro Seduto, Alce Nero e Nuvola Rossa, nomi che echeggiano nella leggenda in tutto il mondo.

    “Quando il nostro popolo smetterà di parlare Lakota, saremo Wasicu, Uomini Bianchi”, dicono i Lakota. La loro lingua è stata tramandata per tradizione orale. Ha subìto molte trasformazioni a causa della trasposizione scritta e della contaminazione dall’inglese. Questo dizionario Italiano-Lakota, che contiene anche la traduzione inglese, è tratto dalla comparazione degli studi di Beuchel, White Hat e altri. L’opera affianca storia e tradizioni del fiero popolo Sioux-Lakota, strenuo e ultimo combattente per la propria identità e per il diritto alle proprie terre sacre, le Black Hills.

  • “Plenty Coups, Capo dei Crow” in italiano, un grande classico sui Nativi Americani

    Plenty Coups, Capo dei Crow. Mauna Kea Edizioni

    Plenty Coups è il più grande Capo Crow del suo tempo; Frank Linderman, un cronista amico dei Nativi, che ne ha raccolto le memorie.

    A tradurre e curare la edizione in italiano di questo grande classico “Plenty Coups, Capo dei Crow” è Raffaella Milandri, nota studiosa dei Nativi Americani ma anche membro adottivo del popolo Crow. Dice la Milandri:

    “Alla fine dell’aprile 2012, due anni dopo la mia adozione, ricevetti il mio nome Crow, Baa Kuuxsheesh, durante una cerimonia del Consiglio tribale.

    In quei giorni Jackie, delegata insieme ad altri a formare la mia cultura Crow, mi portò a visitare i luoghi sacri del suo popolo, inclusa la casa-museo di Plenty Coups, grande Capo dei Crow ai tempi dei bisonti. Sono fiera di aver curato la edizione in italiano delle sue memorie, che dedico alla mia famiglia Crow e a tutti i Nativi Americani. Plenty Coups è un antenato proprio dei Black Eagle di cui sono membro”.

    Questo libro raccoglie le storie del Capo Crow Plenty Coups, aprendo una visione viva e palpitante sulla vita dei Nativi Americani “quando c’erano ancora i bisonti”.

    Le parole del Capo indiano sono incredibilmente vivide e dettagliate: leggendo le sue storie si comprendono appieno le battaglie dei Crow contro gli antichi nemici Sioux (Lakota) e Cheyenne, la loro scelta di allearsi con gli uomini bianchi, e si prende confidenza con la vita quotidiana degli accampamenti indiani, gli appostamenti, le astuzie e strategie di guerra.

    Plenty Coups ci conduce tra i teepee, nelle cerimonie, sui campi di battaglia, a cavallo, ci fa appostare con lui dietro le rocce in attesa del nemico, con descrizioni minuziose della cultura tradizionale e dei miti del suo Popolo.

    Una lettura incredibilmente emozionante.
    “Gli uomini bianchi troppo spesso promettevano di fare una cosa e poi, quando agivano, ne facevano un’altra. Non siamo mai stati in grado di capire l’uomo bianco, che inganna solo se stesso”, disse Plenty Coups.

  • Esce la prima edizione italiana di “Cogewea. La mezzosangue” della nativa americana Mourning Dove

    Cogewea. la Mezzosangue. Mauna Kea Edizioni

    È la storia di una ragazza mezzosangue in doloroso bilico tra il mondo dei Bianchi e quello degli Indiani.

    Tra l’amore del vile e falso Alfred Densmore, damerino bianco, e  quello di James LaGrinder, un rude cowboy mezzosangue. Tra l’apprendimento dai libri in inglese e la saggezza popolare della nonna purosangue nativa. “Cogewea” è un grande classico della narrativa nativa americana, e Mourning Dove una delle prime autrici native ad essere mai pubblicate.

    Fervente attivista per i diritti del suo popolo la autrice, dal nome reale di Christine Quintasket, ha dedicato la sua vita alla tutela e alla difesa dei Nativi Americani. Ha pubblicato anche la bellissima raccolta di racconti tradizionali “Coyote Stories”, pubblicato come “Cogewea” dalla Mauna Kea Edizioni. La casa editrice sta  lavorando da anni su una collana dedicata agli Indiani d’America, sfornando prime edizioni in italiano, unici dizionari di Italiano-Lakota e Italiano-Cherokee e altre pubblicazioni di attualità.

    Tornando al personaggio del romanzo di Mourning Dove, tanto forte è la attrazione di Cogewea verso il mondo degli “Europei”, quanto lo è verso il senso di appartenenza al suo popolo e allo spirito di giustizia indiano. Eppure, in molte situazioni si trova rifiutata e discriminata da entrambe le parti.  Sembra però che sia sempre il mondo dei Bianchi a riservarle le umiliazioni più cocenti. Il libro combina l’autentica tradizione indiana con le circostanze e i dialoghi di un romanzo popolare. Questa prima edizione dell’appassionante romanzo “Cogewea. La mezzosangue” è stata tradotta e annotato da Myriam Blasini.

  • Il primo dizionario Italiano-Cherokee, per salvare la lingua nativa dalla estinzione

    Lessico Cherokee
    Lessico Cherokee. Storia, Spiritualità e Dizionario Italiano-Cherokee. Mauna Kea Edizioni

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  • Esce in nuova edizione “La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d’America”

    Copertina de La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d’America

    È uno dei libri italiani contemporanei sui Nativi Americani di maggiore successo.

    La autrice è una donna, Raffaella Milandri, giornalista, che sugli Indiani d’America ne sa davvero molto.

    Non solo per gli approfonditi studi e le ricerche documentali. Bensì perché è membro onorario della Four Winds Cherokee Tribe, della Louisiana, e membro adottivo della Crow Tribe, in Montana.

    È infatti girando in lungo e in largo per gli Stati Uniti e visitando molte tribù che la Milandri ha raccolto usanze, testimonianze, leggende e ogni preziosa conoscenza sui Nativi Americani.

    Ne “La mia Tribù. Storie autentiche di Indiani d’America”, che esce a cura della Mauna Kea Edizioni in edizione aggiornata, economica e a maggiore leggibilità, l’autrice racconta le sue affascinanti esperienze tra i Crow e la sua adozione, nella stessa famiglia di cui fa parte Barack Obama.  Importante la copiosa e preziosa narrazione della vera storia dei Nativi Americani, piena di note di approfondimento.

    Un libro che  indaga sul presente e sul passato degli Indiani d’America attraverso una importante ricerca sugli archivi, accompagnata da una inchiesta sul campo.

    Il fulcro di questo importante testo è costituito da storia, cultura e problemi dei Nativi Americani, che nascono da una ricerca su oltre 5000 pagine di archivi statunitensi. Qui appare la verità sul rapporto tra Nativi Americani e Governo degli Stati Uniti.

    Leggi e programmi sul come è stato gestito il “problema indiano” sono svelati, fino alla rivelazione di un piano di sterilizzazione forzata che ha cercato di assegnare l’ultimo colpo letale alle comunità di Nativi Americani.

    Ricco di approfondimenti e di riferimenti bibliografici, contiene un focus sulla tribù Crow. E sui motivi che la hanno portata ad affiancarsi a Custer nella battaglia del Little Big Horn. Disponibile anche in ebook

    https://www.hoepli.it/libro/la-mia-tribu-storie-autentiche-di-indiani-d-america/9788831335188.html

  • Lo Spirito Lakota parte dalle librerie italiane. Una raccolta di opere che testimoniano lo spirito dei Lakota-Sioux, fiero popolo di Toro Seduto

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    L’artista Lakota Jim Yellowhawk pubblica il suo primo libro Spirito Lakota direttamente in Italia.

     

    E’ grazie alla casa editrice Mauna Kea, già nota per aver pubblicato il Lessico Lakota, che contiene il primo dizionario Italiano-Lakota, che esce in questi giorni nelle librerie italiane e negli shop online un libro da non perdere per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit, una opera completamente bilingue, con testo in italiano e in inglese.                                                                                    L’artista Lakota Jim Yellowhawk racconta, con parole e stupende opere, il passato e il presente del suo fiero popolo. Attraverso 70 stupende tavole a colori, Yellowhawk ci dischiude le porte della cultura Lakota. Ci racconta le cerimonie e la storia del suo popolo: le Black Hills, Toro seduto, Cavallo Pazzo, i pow wow, le tradizioni. Narrati attraverso immagini di pura arte nativa ricca di simboli ancestrali.

    Chiediamo alla responsabile della casa editrice Mauna Kea, Raffaella Milandri, come sia stato per un autore nativo americano partire dall’Italia per la pubblicazione. “E’ una scelta coraggiosa: Jim ha  pregato prima di firmare il contratto. L’Italia ha un vasto pubblico di appassionati della cultura degli Indiani d’America. Anche se il libro sarà distribuito in simultanea negli States, è una bella scommessa. L’opera di Jim è fantastica e gli abbiamo ‘fatto la corte’ per parecchio tempo”.

    Dice Jim Yellowhawk, il cui nome Lakota è Tawoihamble Kpago, che significa “Colui che traccia i suoi sogni”:                                                          “ Voglio ringraziare la casa editrice  per questo libro, che dedico al Popolo Lakota, alla Nazione Irochese e a tutte le Nazioni del mondo. Onoro e ringrazio i miei genitori e Antenati che ci hanno aperto la strada fino a oggi”.

    Jim aggiunge sulla opera in copertina: è ovviamente una sorta di manifesto, con Toro Seduto su uno sfondo di dollari capovolti, a significare che il denaro non è importante e mette appetiti che nuocciono all’uomo”.

    Jim Yellowhawk, membro della Banda Itazipco della Cheyenne River Sioux Tribe e della tribù Onandoga della Nazione Irochese, da parte di madre, è un artista Nativo Americano conosciuto a livello internazionale, molto apprezzato per la sua tradizionale ledger art.

    Egli rappresenta nelle sue opere il patrimonio Lakota spirituale e culturale, ma anche il tempo attuale, con vari mezzi espressivi e arte socio-politica, entrambi esposti in gallerie intorno al mondo. L’opera ha la introduzione del disegnatore bonelliano Marco Ghion e la nota critica dell’artista Carlo Gentili. Per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit è davvero una chicca.