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  • COMUNICATO STAMPA – Rom’antica apre il suo quinto punto vendita nella città di Milano: la pizza romana arriva in via Paolo Sarpi

    Milano, 17 dicembre 2021 – VERA Srl, Società del Gruppo Finiper Canova di proprietà di Marco Brunelli attiva nel settore della ristorazione, raggiunge un nuovo importante traguardo che consolida la presenza sul territorio italiano di Rom’antica. Il brand dedicato alla pizza romana, dopo il successo all’interno dei più importanti centri commerciali del Nord Italia, continua il suo progetto di espansione nel centro storico delle città italiane.

    Dopo le recenti aperture degli scorsi mesi, il brand è pronto ad inaugurare un quinto monomarca Rom’antica nel capoluogo lombardo: infatti, il prossimo mercoledì 22 dicembre alle ore 12.00 aprirà i battenti il nuovo punto vendita di via Paolo Sarpi 10, rafforzando ulteriormente la presenza del brand nella città di Milano. Il progetto continuo di espansione di Rom’antica, iniziato dalla Società lo scorso dicembre e vicino al suo primo anno di attività, vuole dare un segnale molto forte: “Stiamo continuando a consolidare la nostra presenza in alcuni dei maggiori centri commerciali e nei principali centri urbani del nord Italia. Il 2021 è stato un anno molto ricco e pieno di soddisfazioni, che ci ha portato ad aprire tantissimi nuovi punti vendita.” – dichiara Mauro Ornelli, direttore generale di Vera srl. 

    Il nuovo punto vendita di Via Paolo Sarpi si aggiunge alla lista degli altri 30 monomarca distribuiti tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “Il nostro obiettivo resta quello di superare i 90 punti vendita nell’arco del prossimo triennio: direi che siamo a buon punto.” – prosegue Ornelli – “Parallelamente alle aperture nei centri commerciali stiamo cercando dei locali in centro città per dare la possibilità di unire il pratico consumo take away e delivery al poter consumare  direttamente in loco, così da accontentare tutte le esigenze dei Clienti.”

    Il successo di Rom’antica è dovuto alla grande attenzione per la qualità e l’artigianalità del prodotto: una pizza realizzata con materie prime sceltissime selezionate solo da produttori italiani; un impasto preparato quotidianamente “da mani esperte” con la volontà di offrire l’eccellenza al palato dei clienti; un basso contenuto di lievito e una lunga lievitazione lo rendono digeribilissimo. Il risultato è una pizza romana quadrata, gustosa, leggera e croccante, come da antica tradizione del Centro Italia.

     

    Per Ulteriori Informazioni: 

    Spada Media Group – Ufficio Stampa VERA Srl 

    [email protected] 

  • Ma il cielo non può attendere. La storia fiabesca di Hansel e Gretel

    Dopo lo stop imposto dalla pandemia, Mitzi Amoroso e il cast dei suoi piccoli grandi attori tornano in scena al teatro Ariberto di Milano (via Daniele Crespi 9) con lo spettacolo Ma il cielo non può attendere (la storia fiabesca di Hansel e Gretel), una commedia musicale per bambini…interpretata da bambini che, su sceneggiatura della stessa Amoroso e musiche di Paolo Peroni, intratterrà gli spettatori il 13, 14, 20, 21, 27 e 28 novembre alle ore 16.

    Alla fiaba classica di Hansel e Gretel la penna di Mitzi Amoroso, autrice e regista ormai ottantaseienne con un’indomabile passione per il teatro e la musica, ha aggiunto diversi personaggi fantastici ed ecco che, sul palco, si alternano streghe e orchi, maghi, fate e fatine, galli, galline, sciocchi uccellini e gazze ladre che accompagnano lo spettatore in situazioni esilaranti di cui protagonisti rimangono, comunque, i due famosi fratellini, la matrigna indigesta…e un padre mollaccione!

    A dar vita ai personaggi sono una decina di piccoli attori di età compresa fra i 7 e i 12 anni – tutti alunni della scuola di teatro di Mitzi Amoroso – che nonostante le difficoltà imposte dalla pandemia hanno continuato a provare per oltre un anno e nei tre fine settimana di spettacoli daranno vita ad un testo nato, principalmente, dalla volontà di esorcizzare la trama originale della fiaba e ridare dignità al rapporto fra genitori e figli mettendo al centro, come deve essere, l’amore.

    Un’ora e mezzo di spettacolo frizzante e divertente, recitato e cantato unicamente dai bambini, scandito da musiche coinvolgenti che rimarranno in testa a grandi e piccoli. Come mai un titolo così curioso? La risposta si trova nella trama dello spettacolo, ma gli spettatori dovranno attendere fimo alle ultime battute per scoprilo.

    Come da tradizione, anche quest’anno saranno sei le date in cui si potrà assistere alla rappresentazione che avrà luogo tutti i sabati e le domeniche di novembre a partire dal 13, alle ore 16. (età consigliata dai 3 ai 90 anni).

    Il costo dei biglietti, a offerta libera, parte da 10 euro. Il Teatro Ariberto si trova a Milano in via Daniele Crespi, 9. Il ricavato sarà devoluto alla Parrocchia di San Vincenzo in Prato per le attività di aggregazione giovanile e di rilancio del teatro stesso.

    Per informazioni sullo spettacolo:

    348-0186418; [email protected]

  • ImageNation Milan – The New Aesthetics arriva a Milano con una mostra internazionale presso la Fondazione Luciana Matalon

    Milano, settembre 2021 – ImageNation dà il benvenuto a Milano. Dopo Parigi, Arles, Venezia e Los Angeles, il collettivo arriverà nel capoluogo meneghino, una delle mete più vitali per gli amanti dell’arte, con una mostra che sarà attiva dal 24 al 30 settembre. Famosa a livello internazionale come capitale del design e della moda, negli ultimi anni Milano è diventata un punto di riferimento anche per le nuove tendenze delle arti visive. Fra gli ospiti, interverrà Alessia Glaviano, Brand Visual Director di Vogue Italia e direttrice del Photo Vogue Festival.

    Mostra fotografica internazionale che vede la partecipazione di fotografi da tutto il mondo, sia emergenti che già affermati, dal 2013 ImageNation mira a mettere in evidenza il lavoro di autori indipendenti, con una vasta gamma di interessi, esperienze e background, uniti dalla comune passione della fotografia. La missione è di creare un contatto tra la comunità fotografica e il suo pubblico con le opere stampate di grande qualità, andando oltre le dinamiche del web. Dal 2016 ImageNation ha sede a Parigi, con periodiche mostre anche ad Arles, Venezia e Los Angeles.

    A cura di Martin Vegas e in collaborazione con Collater.al, ImageNation Milan vedrà la partecipazione di oltre 150 autori provenienti da 35 diversi Paesi del mondo, che presenteranno opere di grande impatto visivo. Come per le affordable fair, tutte le opere sono offerte in vendita a prezzi più convenienti rispetto ad altre fiere e mostre. Ciò riflette anche il desiderio di aiutare il pubblico a crescere e svilupparsi insieme all’artista.

    Il vernissage della mostra ImageNation Milan – The New Aesthetics avverrà il 24 settembre alle ore 18,00 e si terrà alla Fondazione Luciana Matalon, al numero 67 di Foro Bonaparte, raggiungibile tramite le metro Cairoli (1)​, Cadorna (1-2), Duomo (1-3).

    Da sabato 25 settembre a giovedì 30 settembre, la mostra sarà aperta dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00, ad eccezione del lunedì, giorno di chiusura. L’ingresso sarà libero.

    Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.imagenationmilan.com e le pagine social su Facebook e Instagam.

  • COMUNICATO STAMPA: VERA S.R.L. PORTA IL BRAND ROM’ANTICA IN CENTRO A MILANO UN NUOVO PUNTO VENDITA DEDICATO ALLA PIZZA ROMANA APRE LE PORTE IN VIA DANTE

    Milano, 23 Agosto 2021 – VERA Srl, Società del Gruppo Finiper di proprietà di Marco Brunelli attiva nel settore della ristorazione, consolida la presenza sul territorio italiano di Rom’antica e si prepara ad aprire un punto vendita in centro a Milano. Un altro traguardo importante all’interno del progetto di espansione del brand dedicato alla pizza romana che, dopo il successo all’interno dei più importanti centri commerciali del Nord Italia, ora punta ad affermarsi anche nelle vie principali delle maggiori città italiane.

    Dopo il debutto dello scorso dicembre, Rom’antica ha ottenuto un notevole successo che ha portato ad aprire ben 27 punti vendita distribuiti tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. “In questi mesi abbiamo consolidato la nostra presenza in alcuni dei maggiori centri commerciali: ora la volontà è quella di continuare ad espanderci nei principali centri urbani, rafforzando ulteriormente la nostra presenza nelle aree del nord Italia – dichiara Mauro Ornelli, direttore generale di Vera srl – “Il nostro obiettivo è di superare i 90 punti vendita nell’arco del prossimo triennio.” 

    L’apertura del nuovo punto vendita in Via Dante 7 a Milano, a pochi passi da Piazza Duomo, è prevista per martedì 24 agosto alle ore 17.00 e rappresenta un importante passo per consolidare la presenza del brand nel capoluogo lombardo. In un momento di ripresa per il settore della ristorazione, il progetto continuo di espansione iniziato dalla Società rappresenta un segnale positivo molto forte: Parallelamente alle aperture indipendenti su strada per l’asporto e il take-away, stiamo cercando dei locali in centro città che diano la possibilità di consumare direttamente in loco così da accontentare tutte le esigenze della nostra clientela. Il nuovo locale in via Dante disporrà di un piccolo dehor dove i clienti potranno sedersi e gustare le nostre proposte. ” – prosegue Ornelli.

    Il successo di Rom’antica è dovuto alla grande attenzione per la qualità e l’artigianalità del prodotto: materie prime selezionate solo da produttori italiani e un impasto a lunga lievitazione digeribilissimo, preparato quotidianamente da mani esperte, permettono di ottenere una pizza romana gustosa, leggera e croccante, come da antica tradizione del Centro Italia. 

  • Daniela Petito: in mostra online con il suo “Sentire” pittorico

    S’intitola proprio “Sentire” la mostra online, che vede protagonista la talentuosa pittrice Daniela Petito e che è stata collocata in modo permanente all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, un circuito selettivo e selezionata al quale prendono parte artisti di calibro e di spessore, una vetrina mediatica di alta qualità. La Dott.ssa Gollini nel porre l’accento sulle componenti connotative principali della poetica espressiva della Petito ha dichiarato: “Daniela sente la pittura come un pilastro del proprio essere creativo, come una colonna portante della propria visione emozionale ed emotiva, della propria dimensione sensibile. In ogni opera si percepisce da subito tutto quell’afflato che la pervade, che si inserisce e si immette dentro le raffigurazioni e genera e alimenta un’alchimia di sensazioni forti. Donna-artista dalle notevoli doti creative si avvale del suo mondo interiore e spirituale per dare voce alle composizioni, per farle parlare allo spettatore, per attirarne l’attenzione e l’interesse. Considero Daniela una visionaria realistica, una visionaria che resta in sospeso in una sfera reale dove immette dentro anche i propri pensieri, le proprie libere valutazioni e riflessioni e completa a suo modo svincolandosi dalla descrizione statica e sfociando in una produzione soggettivante, connaturata al suo modus vivendi e alla sua forma mentis. Si cimenta nel disegno e nel ritratto con grande destrezza e con quell’empatia, che le consente di ottenere delle prospettive sceniche sempre accattivanti e convincenti. Gusto raffinato, elegante, essenziale e imprinting di classe, Daniela lavora con precisione certosina e accurata. La ricercata piacevolezza delle fattezze figurali è un inno celebrativo simbolico alla bellezza artistica per antonomasia, al concetto di bello etereo ed eterno, senza tempo e fuori dal tempo. I soggetti protagonisti delle sue narrazioni possiedono sempre un’allure magica, che incanta e al contempo ipnotizza lo spettatore, che rimane subito conquistato. Ogni opera è un universo di sentimenti, un pullulare di sensazioni, un tripudio di intrecci idilliaci. A Daniela preme lasciare un segno profondo e tangibile del suo operato in modo completo e compiuto, vuole trasmettere e trasferire al fruitore in modo spontaneo e diretto, fluido, senza deviazioni sterili e inutili. Arte come sentire, come fare sentire e come farsi sentire, arte come lasciarsi andare e scambiarsi reciprocamente senza limiti e senza condizionamenti. Arte concepita come sinonimo di sentire infinito, come sinonimo di guardare e vedere verso l’infinito con gli occhi del cuore e dell’anima. Daniela ci regala in ogni quadro un frammento meraviglioso del suo sentire da condividere in perfetta sinergia e a sua volta accoglie con cura amorevole quanto recepisce dal contatto di approccio compartecipe da parte dello spettatore. Nasce così quel sentire plurisensoriale universalmente appagante e coinvolgente”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/sentire-daniela-petito/

  • L’elettronica al femminile di Michellanea : “Unlogic”!

    Banner Promo Michellanea

    Si chiama “Unlogic” il nuovo Extended Play del progetto elettronico milanese Michellanea. Licenziato dal net label alternativa White Dolphin Records, i Michellanea si presentano di nuovo sul mercato discografico nel 2021 con questo E.P. raccogliendo le tracce presenti nelle compilations WDR/03-11-14 della medesima label includendo un nuovo inedito omonimo che da nome al disco. “Unlogic”, é un concentrato di musica elettronica urbana intimista con riferimenti dark metropolitani e notturni . Il disco si apre con il singolo battistrada “140420”, un dark dub-step intrisa, garbata e godibile dove l’arpeggiatore è sempre puntuale e graffiante. L’ambiente sonoro si riscalda con la tracca “Upset” presente nella compilation “WDR -2020” anche quando sembra aggirarsi con pigrezza e apparente distacco, elementi che in realtà accentuano una sensualità devastante. L’E.P. continua con “Locus Amoenus” presente nella compilation “Stop The Ansia”, un brano davvero carico di tensione ed inquietudine cinematografica thriller che contiene quel “available on request / satisfaction guaranteed” . Le note oscure e ventrali di “Unlogic” chiude il cerchio della Extended Play dei Michellanea con il loro basso pulsante e dolci riff di synth evocando più intimità sentimentale. Circolano tormento e colori cupi, tonalità tendenti al nero e bianco ; quelli di un’anima eternamente malinconica e solitaria, ma nonostante ciò piena di luce e di speranza.

    BIO : Michellanea é il progetto musicale con base a Milano di Michela Zoldan. E’ un concept work sentimentale dall’entità ambigua. Razionalità – Istinto – Intimismo – Luce , sono parti di una visione in continuo divenire. News by ASAP.

    Discografia : “WDR Compilation 2020” (Compilation Various Artists) WDR03

    “140420/Upset Digital 45 WDR05

    “Stop The Ansia” (Compilation Various Artists) WDR11

    “Invidiabox”(Compilation Various Artists) WDR14

    “Unlogic” E.P. WDR15

    “Unlogic” dei Michellanea é disponibile dal 11/01/2021 in streaming e download in Bandcamp e in altri store di musica digitale.

    Link E.P. “Unlogic” : https://whitedolphin.bandcamp.com/album/unlogic

    Etichetta : White Dolphin Records

    Digitroniks Corporation 2021

  • È online la mostra di Virgilio dal titolo emblematico “Le finestre sull’invisibile di Virgilio”

    L’eclettica artista conosciuta con lo pseudonimo di Virgilio è stata scelta dalla Dott.ssa Elena Gollini per entrare ufficialmente a far parte del circuito delle mostre online da lei curate. L’esposizione ha raccolto venti opere particolarmente impattanti e significative per delineare al meglio i tratti salienti caratterizzanti della sua poetica espressiva e della sua versatile impronta stilistica intrisa di contenuti sostanziali sottesi e di suggestioni intense. La mostra è intitolata “Le finestre sull’invisibile di Virgilio” e ha come opera testimonial una rappresentazione particolarmente evocativa dal titolo “Rien ne va plus” di recente realizzazione. La Dott.ssa Gollini nel manifestare le sue riflessioni sull’operato artistico di Virgilio ha commentato con considerazioni valutative di grande elogio. In particolare, ha dichiarato: “Considero Virgilio un vero e proprio modello ad esempio di donna-artista di valore e di spessore, che si pone volutamente al di fuori delle convenzioni massificate e dei cliché imposti e cerca una propria nicchia comunicativa esclusiva. Virgilio si è conquistata un proprio status creativo, che le consente di arrivare a quella dimensione di invisibile, intesa come dimensione di oltre non immediatamente visibile e tangibile, come percezione sensoriale e sensibile che genera un consapevole risveglio sensoriale e attiva un’azione-reazione spontanea e disinibita. Per Virgilio l’arte dev’essere guardata e osservata non in modo superficiale, ma con un approccio responsabile e coerente, con una predisposizione autentica. Attraverso la sua corposa produzione estrapola e apre delle finestre virtuali, che sono come delle aperture mentali e psicologiche che ognuno deve scoprire e ricavarsi per poter davvero trovare un appagamento pieno. Ogni opera possiede un proprio registro narrativo cifrato e codificato, una propria orchestrazione compositiva che dev’essere attentamente contestualizzata per trovare le giuste chiavi di lettura. Virgilio riserva e concede allo spettatore una fruizione libera, ma al contempo lo esorta e lo sprona ad una presa di coscienza critica e analitica. In tale direzione di pensiero l’arte acquista anche il plus valore di messaggio sociale e comunitario e si rivolge all’intero gruppo sociale, diventa uno strumento collettivo e comunitario di diffusione e di divulgazione efficace, incisiva e funzionale, ben oltre e a prescindere dalla semplice componente estetica e formale. Virgilio ci guida e ci accompagna dentro il suo prezioso mondo evocativo rievocativo e ci aiuta a penetrare e ad addentrarci in quell’invisibile, che ci eleva e ci innalza oltre l’apparenza”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/le-finestre-sullinvisibile-di-virgilio/

  • Daniele Zaggia espone in mostra online “Le sfumature dell’anima”

    Daniele Zaggia è stato inserito ufficialmente nella piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un’esposizione intitolata “Le sfumature dell’anima” che raccoglie un circuito di 20 opere ad ampio respiro evocativo e poetico, in un mix di rappresentazioni figurali che stringono in armonia tradizione e innovazione, classico e moderno, passato e presente. La Dott.ssa Gollini ha così descritto l’afflato comunicativo di fondo che guida e accompagna l’ispirazione creativa di Zaggia: “La pittura per Daniele è una sorta di simbolico ponte di collegamento tra ciò che è stato tramandato e perpetrato dall’ideologia dell’arte figurativa e del ritratto e ciò che nella visione contemporanea risulta essere perfettamente attinente e pertinente alle tendenze e alle preferenze attuali e odierne. Questa sorta di concertazione in commistione è una componente di particolare pregio nella forza comunicativa di Daniele che dimostra di avere già una propria concezione precisa, personale e soggettiva e di saperla concretamente attuare e realizzare con originale capacità rielaborativa e grande spirito di inventiva. Le immagini contengono e racchiudono un interessante richiamo animista, in quanto Daniele non si sofferma soltanto all’aspetto della raffigurazione estetica formale, ma concepisce la sua formula pittorica come un medium per proiettare rievocazioni intrise di intenso potere psicologico e di una profonda dimensione antropologica. Daniele utilizza la pittura come strumento per capire e studiare il mondo e la realtà circostante, per intessere e sviluppare una fitta rete di analisi introspettiva, relazionale e interrelazionale, per riuscire a trovare dei punti di contatto e di congiunzione e per poter liberamente e apertamente diffondere e manifestare senza remore e senza riserve il proprio ego e la propria indole marcatamente sensibile, intuitiva, empatica, sognante e sognatrice. Le figurazioni possiedono la spinta propulsiva del moto dell’anima rinvigorita dalla portata cromatica accesa, strabordante di energia e di potenziato lirismo aulico di fondo. Daniele si può considerare un moderno poeta pittore esistenzialista del figurativo, perché accanto alla prospettiva esistenzialista associa sempre una suadente cornice poetica, che addolcisce e rende aggraziate le sue impaginazioni narrative. La composizione di Daniele si alimenta dunque anche tramite quel pathos animista delicatamente e virtuosamente soave e non risulta mai aggressiva ed esasperata nella sua peculiare sintesi espressiva. Ad ogni opera corrisponde un significato plurimo, che lo spettatore deve gradualmente e progressivamente scoprire man mano e a più riprese, come se facesse una sorta di virtuale lettura poetica di un componimento da sviscerare verso dopo verso con attenta partecipazione”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/le-sfumature-dellanima-zaggia/

  • Federico Colli: la bellezza pittorica nel dettaglio

    L’arte pittorica di Federico Colli racchiude in sé un insieme alchemico armonioso di modi espressivi che appartengono alla forza comunicativa dell’arte visionaria e producono a loro volta uno snodarsi e un dipanarsi di rispondenze e corrispondenze rigenerate e rinnovate attraverso il geniale guizzo creativo incalzante. C’è una pittura metafisica, che infonde e trasmette nuova vita ad una dimensione di matrice spirituale e introspettiva. C’è un surrealismo intimo ed esistenziale fatto di racconti magici. C’è un mondo del fantastico, più giocoso, ludico e scanzonato, sempre però acuto e arguto nei significati subliminali, con una narrazione accostabile alla commedia dell’arte. C’è una realtà sognante che avvolge permeante con un’atmosfera quasi fiabesca. L’osservatore può dunque scoprire attraverso questa commistione di percorsi interpretativi le chiavi di lettura più affini al suo modus pensandi. Inoltre, si può ravvisare una componente particolarmente caratterizzante e qualificante, che risiede nel famoso concetto della “bellezza nel dettaglio”. Infatti, come afferma la Dott.ssa Elena Gollini “Federico si cimenta nell’inserimento di elementi e di componenti che dentro il sistema scenico fungono da particolari aggiuntivi rilevanti, talvolta più facilmente individuabili nell’immediato e talvolta invece da carpire con sguardo attento e riflessivo. Il dettaglio diventa quindi un plus valore aggiunto nella poetica pittorica di Federico assolutamente non trascurabile. E più si analizza e si osserva scandagliando la composizione figurale, più si possono scorgere proprio quelle precise e specifiche peculiarità connotative che fanno la differenza e sono estremamente funzionali per delineare al meglio la valenza costitutiva e l’essenza primaria del costrutto. Ovviamente per Federico non importa tanto la bellezza in quanto estetica formale, ma bensì la bellezza intesa come fattore interno, che serve per canalizzare e orientare il fruitore ad un contatto autentico e approfondito e per accrescere in modo efficace la formula allusiva cifrata e codificata, che diventa un meccanismo cardine di ingranaggio dell’intera orchestrazione e contribuisce a conferire un quid carismatico ed enigmatico tutto da rivelare e svelare proprio attraverso i dettagli. Il dettaglio e il particolare assurgono quindi da protagonisti altrettanto quando le componenti principali e Federico nella sua poliedrica creatività riesce a compensare perfettamente gli equilibri rappresentativi, proponendo soluzioni e accostamenti mai scontati e mai banali, che incitano e spronano a guardare e a rivalutare anche il micro nel macro”.

  • Il micro-macrocosmo animale nella pittura di Federico Colli

    Noi siamo “abitati” dalla natura, non la abitiamo come si crede superficialmente e questa percezione di alterità si esprime in molteplici forme, formule, immaginazioni, riflessioni e cerca continuamente un equilibrio di bilanciamento tra interno ed esterno, tra singolarità e molteplicità, tra dentro e fuori che si confondono. Nella pittura ad ampia proiezione e prospettiva di pensiero realizzata da Federico Colli si può individuare un’assonanza e una corrispondenza con questa concezione, in particolare riferita alla presenza di un micro-macrocosmo animale collocato e inserito all’interno della vivace e animata composizione figurale. A riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune valutazioni mirate: “Federico preferisce soprattutto raffigurare animali sinonimo di libertà, come tigri, orsi e scimmie, ma anche di razze, rinoceronti, elefanti, nonché polipi e fenicotteri. Certamente il suo è un messaggio molto eloquente anche a favore del rispetto verso gli esseri viventi del regno animale che abbiamo nel nostro Pianeta, che rappresentano un patrimonio immenso da tutelare e proteggere, ma diventa al contempo uno stimolante marchio distintivo del suo fare arte e del suo modo di concepire una visionarietà volutamente anticonformista. Queste presenze segnano una sequenzialità pittorica particolare e sono associate a una simbologia metaforica, che consente più chiavi di lettura sostanziale. Il suo scremare e ritagliare la proiezione del reale e della realtà oggettiva per rielaborare e ricostruire uno spazio sostitutivo tramite le immagini rievocate modifica, altera e spezza quelle regole e quei dettami teoretici di continuità con la tradizione più rigida e apre per così dire una finestra più ampia e allargata, accentuando la compatibilità delle creazioni con una metafora ottica articolata e sfaccettata. Questo discorso intavolato da Federico lo pone come deus ex machina al centro di un’operazione sperimentale inedita, che sottolinea la singolarità del suo sentire e si riflette nel processo stesso dalla manipolazione del reale all’immaginario e nel fare un salto di qualità contenutistico elevato, consentendo allo spettatore di accostarsi non tanto e semplicemente con la vista, ma con tutto se stesso, con la propria storia, con le proprie emozioni, con i propri sentimenti, con i propri sensi, con le proprie intuizioni, in un percorso che è sempre concepito come movimento attivo, come un andare verso, un penetrare, un immergersi, un tuffarsi, eliminando il senso di staticità e di fissità. Ecco, perché i suoi animali sono sempre immortalati in fieri e sembrano vivere di vita propria anche a prescindere e al di fuori della struttura dialettica in cui vengono inseriti e acquisiscono un intenso potere vitale incalzante, che si trasmette al fruitore e si espande a tutto tondo”.

     

  • Orti Botanici della Lombardia: aule educative all’aperto immersi nella natura e al sicuro, tanti appuntamenti per studenti di tutte le età e nel weekend iniziative per le famiglie

    L’arrivo dell’autunno negli orti botanici della Lombardia ha portato con sé una ventata di novità e iniziative rivolte a tutti, dai più grandi ai più piccini. Inoltre, complice il rientro a scuola, sono in programma anche diversi appuntamenti appositamente pensati per studenti e insegnanti.

    Dopo un periodo di didattica a distanza forzata in cui studenti, insegnanti e intere famiglie sono stati costretti a rimanere tra le quattro mura domestiche, la ripartenza delle lezioni in aula appare strettamente vincolata dal rispetto delle normative anti-Covid e dal distanziamento di sicurezza. È in questa situazione che gli spazi all’aria aperta possono venire in nostro aiuto, meglio ancora se immersi nella natura.

    SERVIZI EDUCATIVI PER SCUOLE

    La Rete degli Orti botanici della Lombardia propone alle scuole di ogni ordine e grado un’offerta educativa di alto livello. Negli spazi degli Orti aderenti alla Rete, infatti, convivono discipline come la botanica, le scienze, l’architettura, la storia, l’arte e l’innovazione tecnologica: ciò rende i giardini lombardi delle vere e proprie aule a cielo aperto in cui è possibile conoscere e scoprire in sicurezza, con la guida di educatori formati, i segreti delle piante e dei loro affascinanti meccanismi vitali.

    La nostra vita dipende dalle piante, per questo è importante conoscerle: la Rete degli orti botanici della Lombardia è a disposizione per concordare percorsi tematici personalizzati e corsi di aggiornamento per docenti su metodologie e contenuti specifici come il metodo IBSE – Inquiry Based Science Education – e l’approccio esperienziale hands-on nell’apprendimento attivo. Dedicati agli insegnanti i primi open day in programma il 30 settembre all’Orto Botanico di Pavia e il 17 ottobre all’Orto di Bergamo. Vie alternative, coinvolgenti e interattive, per immergersi completamente in un sapere «verde» e biodiverso.

    La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, tra le tante attività, collabora all’Azione E5 del progetto LIFEGestire 2020, il cui obiettivo è quello di diffondere le conoscenze sulla flora lombarda e raggiungere le nuove generazioni e il pubblico generico. Il focus, posto sull’importanza della biodiversità della flora spontanea e sulla sua conservazione, è rappresentato dalla mostra “Lombardia: un tesoro di biodiversità”. Nell’ambito di questo progetto, la Rete ha sviluppato complessivamente 27 moduli didattici, destinati al pubblico scolastico e al pubblico dei visitatori degli Orti Botanici presenti sul territorio lombardo e prossimi alla sperimentazione.

    Per informazioni sulle attività con le scuole, che possono essere svolte in orto, nel giardino della scuola e a distanza, contattare la segreteria ([email protected]) che fornirà indicazioni aggiornate sulle disponibilità e i regolamenti dei singoli Orti.

    ATTIVITA’ PER LE FAMIGLIE

    L’orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, gli orti botanici milanesi di Brera e Città Studi, l’orto botanico di Pavia, l’orto botanico di Bormio e il giardino botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS) sono pronti ad accogliere i visitatori anche con altre iniziative, per raccontare le bellezze autunnali della natura attraverso visite guidate, mostre, incontri e laboratori. Ecco i principali appuntamenti.

    Bergamo

    L’orto botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, con le sue due sezioni di Astino e di Città Alta, propone
    presso la Valle della biodiversità ad Astino fino al 4 ottobre le zucche in mostra e 11 ottobre appuntamento con “Raccogli, conosci, gusta: Asta biodiversa”. Presso la sala Viscontea prosegue la mostra fotografica di Pina Inferrera “Fragile: maneggiare con cura”, infine presso la Sezione di Città Alta sarà possibile partecipare alle visite con le guide museali.

    INFO&ORARI

    Sezione di Città Alta: dal 1° marzo al 31 ottobre (festività comprese) tutti i giorni 10 – 18

    Sezione di Astino: dal 1° aprile al 31 ottobre (festività comprese): ogni mattina 10-12; pomeriggio 14-19 (settembre) 14-17 (ottobre)

    info: [email protected] / tel. 035 286060

    Per il calendario completo si prega di seguire il sito e la pagina Facebook dell’Orto

    https://www.ortobotanicodibergamo.it @ortobotanicodibergamo

    Pavia

    Attesi all’orto botanico di Pavia l’open day per insegnanti, dirigenti scolastici e genitori il 30 settembre ed i corsi di acquerello botanico a cura di Daniela Passuello (giovedì 1° ottobre ore 14-17)
    INFO&ORARI

    Sabato e domenica 10-18, ultimo accesso previsto alle 17.30

    https://ortobotanico.unipv.eu/ @ortobotanicodipavia

    Milano

    All’orto botanico Città Studi, ancora fino al mese di ottobre, sarà possibile visitare la mostra “Lombardia: un tesoro di biodiversità”, mentre all’orto di Brera, l’unico che resta aperto tutto l’anno, proporrà le visite guidate del sabato per piccoli gruppi di visitatori (per date, orari e modalità di iscrizione consultare il sito)

    INFO&ORARI

    Da lunedì a sabato (non festivi) 10-18.

    Dal 1° novembre al 31 marzo orari anticipati 9.30-16.30

    www.ortibotanici.unimi.it

    Bormio

    Ultimo mese per visitare il giardino botanico alpino Rezia di Bormio, dove si potranno ammirare le mille sfumature dei colori dei larici in versione autunnale.
    INFO&ORARI

    Fino al 31 ottobre da lunedì a giovedì 9-12 e 14-17, venerdì 9-12, sabato e domenica chiuso.
    www.stelviopark.it

    Toscolano Maderno

    Infine, ultimo mese di apertura anche per l’orto botanico “G. E. Ghirardi” di Toscolano Maderno, dove sta prendendo forma l’aiuola dell’ortoterapia e si avvicina la giornata della raccolta condivisa delle olive (la data sarà intorno alla fine di ottobre compatibilmente con le condizioni di maturazione).
    INFO&ORARI

    Giovedì 10-12 e 16-19, venerdì 16-19, sabato 10-12.30

    L’ingresso all’Orto è libero

    www.reteortibotanicilombardia.it

    Tutti gli Orti seguono le normative di sicurezza previste a seguito dell’emergenza Covid-19: si accede ai giardini solo indossando la mascherina, in maniera contingentata e nel pieno rispetto del distanziamento sociale. Per orari aggiornati e informazioni su eventuali modalità di prenotazione, si prega di consultare il seguente link: https://reteortibotanicilombardia.it/2020/05/20/aperti-al-pubblico/

  • La poliedrica Francesca Ghidini lancia le sue esclusive t-shirt artistiche a favore di “Mission Bambini”

    Arte e moda come si suol dire vanno di pari passo e formano da sempre un perfetto connubio sinergico, che nel tempo ha dato vita a situazioni davvero pregevoli. Sulla scia di questo positivo legame di coesione, la talentuosa pittrice Francesca Ghidini ha deciso di intraprendere un interessante percorso, con un progetto che unisce la sua pittura all’ambito della moda intesa come artistica e creativa. In particolare, ha ideato delle esclusive t-shirt con vari colori di tendenza sulle quali è stata impressa l’immagine di suoi quadri molto rappresentativi, trasformandoli in originali capi di arte da indossare, riprendendo e recuperando proprio questo concetto così attuale, che valorizza l’arte accanto e insieme alla moda, stimolando ad indossarla e a portarla sempre con sé. La Ghidini risiede a Quistello (MN) e nel tempo si è costruita un curriculum di tutto rispetto con mostre ed iniziative espositive importanti. La critica curatrice Elena Gollini nel manifestare il suo grande apprezzamento verso l’appassionata intraprendenza ha spiegato: “Considero Francesca un’artista davvero promettente e con una marcia in più, perché non soltanto dimostra di essere molto volitiva e versatile, essendo anche una talentuosa poetessa oltre che valida pittrice, ma spazia all’interno di una dimensione significativa, che sancisce la fusione armoniosa tra arte e moda aggiungendo come plus valore ulteriore al progetto lo scopo benefico, che coinvolge Mission Bambini. Infatti, i proventi della vendita delle t-shirt sono a favore di questa realtà umanitaria. Dunque, come dice Francesca -aiutatemi ad aiutare- è proprio un motto simbolico trainante davvero congeniale per esortare all’acquisto di queste creazioni, che supportano a monte una giusta e ammirevole causa benefica“. La Ghidini oltre alle t-shirt ha realizzato anche la progettazione di orologi, cover per cellulari, agende, nonché borse e zaini che sono sempre contrassegnati dalle immagini dei suoi quadri e si prestano a diventare delle vere e proprie creazioni artistiche adatte a tutti i target. La Ghidini si sta muovendo con forte slancio di inventiva e certamente le sue creazioni moda fanno la differenza rispetto agli oggetti seriali e standardizzati. Sono impresse varie tipologie di immagini pittoriche, offrendo ampia scelta e prestandosi a diventare anche degli oggetti da collezionare, proprio come come i suoi speciali quadri. Francesca Ghidini nel mese di Settembre ha preso parte a due importanti iniziative espositive tenutesi a Montepulciano e a Milano, per dare ancora più impulso alla promozione del suo operato e fare conoscere a largo raggio la sua ammirevole produzione creativa.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/francesca-bice-ghidini/

  • COME NUOVO MILANO | DAL MIO ARMADIO AL TUO CON UN CLICK

    DAI NUOVA VITA AD UN USATO GARANTITO E SELEZIONATO PER TE

    Non è detto che un vestito scartato ma praticamente nuovo debba finire, in fondo all’armadio a prendere buio e polvere, al macero e non poter essere più valorizzato.

    Per cui, soprattutto in questo periodo storico dove riciclare è fondamentale, ho preso tutta la pila di indumenti scartati nel corso degli anni (DONNA, UOMO, ACCESSORI e preso anche BAMBINI) e ho deciso di metterli in vendita. Sono tutti indumenti “chicche” del mio armadio che hanno ancora tanto da dire e cercano una nuova casa.

    Sono tutti articoli in ottime condizioni ; ovviamente per ogni articolo la disponibilità è di 1 per cui affrettatevi.

    Una volta messo tutto nel carrello ed effettuato l’ordine (inviare l’ordine non obbliga all’acquisto; dal sito non dovrete mai inserire numeri di carte di credito o informazioni personali) entrerete direttamente in contatto con me per definire e chiudere l’acquisto. Potrete pagare in contanti alla consegna, tramite PayPal (pagamenti sicuri) o con ricarica PostePay.

    Per quanto riguarda la consegna della merce, se abitate nella mia zona di azione ovvero la città di Milano la consegna verrà effettuata a mano incontrandoci e potrete pagare in contanti; in questo caso non verrà applicata nessun surplus di spese di spedizione altrimenti ci sarà un sovrapprezzo di 7€.

    Sono sempre a vostra disposizione per tutti i dubbi e le informazioni di cui avrete bisogno.

    Nei post sul sito e sulle varie piattaforme social, sono presenti foto dell’articolo da varie angolazioni, prezzo e descrizione con misure

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  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • Federico Colli: una pittura libera e coerente

    La Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato come la pittura di Federico Colli sia contemporaneamente libera, in quanto scevra e avulsa da frustranti vincoli di limitazione e di restrizione costrittiva imposti a monte e anche insieme estremamente coerente con la visione e la concezione di pensiero e di valutazione, che Colli conferisce al suo ruolo di uomo-artista contemporaneo, inserito dentro meccanismi e sistemi sociali che lo gratificano e lo appagano e gli permettono di seguire con intraprendente motivazione e determinazione i propri ambiziosi progetti e traguardi. In particolare, la Dott.ssa Gollini ha spiegato: “Osservando la produzione di Federico si percepisce e si comprende da subito, che la vena artistica e creativa risente e gode appieno del suo status esistenziale di soddisfazione e di compiacimento. Federico trasmette e trasferisce dentro le composizioni figurali la sua grinta vigorosa, l’energia vitale gioiosa e positiva, la matura e consapevole evoluzione del suo essere e del suo senso di esistere. Ecco, perché le immagini pittoriche abitano e occupano lo spazio e al contempo si smaterializzano e si liberano da ogni ingombro negativo, da ogni ideologia tarpante e affossante. Federico lavora piuttosto sulla trasparenza, sulla neutralità e si concentra sull’alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze dei volumi, che rallentano e bloccano il senso di spazialità illimitata. Le sue figurazioni sembrano fluttuare, ondeggiare e volteggiare in un’atmosfera rarefatta, ariosa, avvolgente nella sua magica allure. Il disegno viene sempre bilanciato dalle funzioni portanti della luce e dei colori, che a loro volta hanno funzioni plurime e differenti in ogni opera e rivestono delle connotazioni distintive esclusive scelte ad hoc e definite in modo sempre mirato e ponderato a monte. L’arte di Federico è strettamente progettuale e preliminare alla fase di azione-esecuzione. L’acquisizione pratica di una propria competenza ed esperienza tecnica e strumentale è alla base del processo creativo e non sovverte mai all’incipit dettato dal sentimento spontaneo di vocazione affrancata e disinibita. L’atto i il gesto creativo conduce a una genesi di un’idea, che funge da mezzo e da medium per trasmettere e trasferire dei messaggi e dei contenuti sempre in fieri. Il disegno viene concepito e considerato come un libero campo d’indagine e di sperimentazione, che attraverso e percorre lo spazio in modo trasversale, riprendendo per certi aspetti quel concetto di spazio aperto ad infinitum perpetrato da Lucio Fontana come punto di riferimento per canalizzare e convogliare il fruitore verso una dimensione di universalità misteriosa e intrigante. Disegnare è per Federico un termine a largo raggio di significato intrinseco, che spazia dalla parola, all’immagine, al pensiero, tracciando una speciale iconografia, che interroga e risponde al contempo, a seconda poi di come lo spettatore si approccia e si pone stabilendo un legame di rapporto autentico e indissolubile. Con la pittura Federico vuole esprimere ciò che spesso con le parole può risultare troppo complicato o difficile da dire, quasi scomodo”.

     

  • La simbolica siepe leopardiana nella pittura di Federico Colli

    La Dott.ssa Elena Gollini nell’evidenziare la simbolica connessione con la siepe leopardiana e la produzione pittorica realizzata da Federico Colli ha voluto rimarcare: “Dimensione e misura, ma di altissima quota, con il limite immaginifico della siepe leopardiana di antica memoria e come il limite delle vette delle montagne tanto amate e ammirate da Federico, montagne dove si sente perfettamente a suo agio, perfettamente inserito nel suo habitat ideale, nel suo mondo magico. La leopardiana memoria consentiva di avvertire e concepire l’infinito nella sua speciale affascinante e intrigante connotazione unica non oltre e non soltanto oltre se stessa, ma oltre quell’ultimo orizzonte del quale impediva e fermava la vista. I limiti leopardiani declarati nei sublimi versi poetici, reali o immaginari, vengono ripresi da Federico nel tentativo di superarli e valicarli di restituire quel senso di purezza incontaminata alla pittura, proprio come incontaminate e pure sono le sue adorate montagne. La dimensione e la misura diventano di conseguenza in parallelo il limite ultimo ed estremo di una simbolica siepe leopardiana, oltre e al di là della quale è possibile immaginare altri spazi, altre vedute, altre prospettive recettive e sensoriali, che Federico si prefigge di raggiungere come traguardo supremo della sua mirabile ricerca. Quell’oltre che Federico vuole puoi condividere appieno con lo spettatore, all’insegna di un’arte che unisce e genera comunione proprio come lo sport. All’interno della sua poliedrica e versatile idea creativa convergono in perfetta texture ad intreccio figure, ruoli, tempi, che convogliano insieme a formare e comporre il costrutto sintattico in modo sempre appropriato e congeniale, seguendo delle traiettorie che si sviluppano in modo continuo e si evolvono in fieri e in costante divenire, dove il movimento plastico accentuato è sinonimo di rinnovamento e di rigenerazione, di trasformazione graduale e progressiva che interviene entro e oltre scavalcando il concettualismo saturo e massificato e i clichés standardizzati e concedendo delle preziose opportunità di riflessione attenta e sensibile, che Federico compie in primis con ravveduta consapevolezza e poi offre al fruitore, affinché a sua volta imprima la propria personale e soggettiva valutazione interpretativa. Le chiavi di lettura sono sempre molto attuali e convincenti, argute e acute, senza seguire un certo tipo di disegno fatto con criterio storico o storicizzato in senso stretto e in senso lato, ma cercando invece di procedere oltre. Le opere vanno ammirate con l’emozione del cuore e la vibrazione del moto dell’anima, in uno stato quasi estatico sospeso in bilico tra realtà e invenzione”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • Il poliedrico artista Ivano Rota in mostra online curata da Elena Gollini

    L’eclettico anticonformismo artistico del poliedrico Ivano Rota emerge appieno nella mostra online dal titolo volutamente provocante e provocatorio “Urlo al cielo la mia ignoranza!” inserita all’interno della piattaforma web a cura della Dott.ssa Elena Gollini, che lo ha selezionato apprezzandone le componenti qualitative sostanziali e considerando quella di Rota un’arte per il sociale di notevole calibro e caratura. Per la mostra sono state scelte 20 opere particolarmente pregevoli ed emblematiche, che rispecchiano al meglio l’incalzante e vulcanica vena ispiratrice che funge da potente motore trainante. Al riguardo la Dott.ssa Elena Gollini si è soffermata nel commentare e spiegare: “Credo che il talentuoso, camaleontico e trasformista Ivano pensi alle sue opere come ad una concreta e tangibile certezza, che può restare indelebile, del suo passaggio di evoluzione e trasformazione esistenziale. L’arte per il senso dell’opera, l’arte come lotta per il senso della vita. Un vero artista deve pensare questo se vuole davvero lasciare una testimonianza visibile e un esempio a modello. Per Ivano così come la vita è sempre in fieri, anche le opere sono sempre in divenire. Si propone di lasciare tracce e segnali indistruttibili destinati all’intera collettività come sprone di incipit e di stimolo. Ivano possiede delle indubbie e indiscusse qualità di profondità e di ravvedutezza di pensiero, un’affrancata e matura consapevolezza, una spiccata lungimiranza di vedute e di prospettive. Queste doti insite nella sua indole e nella sua personalità lo supportano e lo sostengono nel percorso di sperimentazione e lo portano a traguardi davvero ammirevoli. Ivano rifiuta categoricamente di allinearsi e adeguarsi a stilemi e dictact accademici e dottrinali e rifiuta anche di principio e a priori qualunque e qualsivoglia raffronto e confronto, che possa diventare in qualche modo emulativo e copiativo. Si dimostra capace di intraprendere una direzione soggettiva individuale, affrancata totalmente, indipendente e autonoma, che gli consente di pervenire ad una dimensione creativa che diventa anche una dimensione esistenziale, uno stile di vita a cui approda con coerente criterio di responsabilità. L’umanità di Ivano riesce a sopravvivere nonostante le stringenti, tarpanti e affossanti sollecitazioni negative dilaganti a livello sociale, che coinvolgono anche l’arte e la cultura. Ivano risponde da uomo-artista che resiste e si ribella, recuperando la sua libertà e spontaneità, restituendo un rapporto autentico al senso del significato uomo-vita e vita-arte, concependo la vita come qualcosa di puro ed inviolabile in senso assoluto. Da artista combattente si mantiene ben lontano e distaccato dalle prefabbricazioni totalitariamente storicistiche e sociologiche. Per Ivano l’arte diventa strumento indispensabile e imperituro della sua vigorosa resistenza e resilienza”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/urlo-al-cielo-la-mia-ignoranza-rota/

  • L’informalismo visionario nella pittura di Federico Colli

    L’onestà intellettuale e la coerenza comportamentale, che definiscono il percorso artistico di ricerca pittorica di Federico Colli, sono racchiuse al contempo e contestualmente entro e oltre una formula di eclettico informalismo visionario, che scaturisce direttamente dal guizzante e incalzante genio creativo, che si allinea perfettamente in sintonia con il suo dinamico e vitale modus pensandi e operandi e segue una linea immaginaria di fil rouge tracciata dal suo pensiero esistenziale e dal suo stile di vita, sempre molto determinato e intraprendente, sicuro e deciso, proiettato con una grande apertura mentale, recettiva e percettiva a tutto campo e a tutto tondo. La dimensione figurale risulta di rimando improntata con un’impostazione, che supera e oltrepassa i limiti restrittivi nei quali la tradizione accademica e dottrinale più dogmatica e rigorosa vuole costringerla e comprimerla e risulta palesemente affrancata e indipendente. L’ostentazione e l’esibizionismo non gli appartengono e non sono mai contemplati nella poetica espressiva e nel registro linguistico di Colli, preferendo orientarsi e canalizzarsi verso e oltre, dando risalto e importanza ai messaggi sostanziali e ai contenuti insiti molto pregnanti e di spessore, che avvalorano l’intera sperimentazione, che non viene mai concepita come mero esercizio tecnico fine a se stesso. La Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della gestione della comunicazione mediatica della pregevole arte di Colli, ha dichiarato: “Certamente la pittura di Federico possiede delle componenti distintive e delle caratteristiche peculiari molto interessanti e ben qualificanti, che guardano ad un’arte di istanza e di matrice internazionale e cosmopolita, ma altresì si crea attorno una sorta di nicchia preferenziale e privilegiata di spunti e di riferimenti da cui attingere, che trovano il loro DNA genetico costitutivo in una dimensione esistenzialista e filosofico esistenziale di toccante intensità. Ogni opera per Federico è come uno scritto inedito, un racconto sui generis, che anche nel titolo risulta sempre molto eloquente ed emblematico. Ogni opera diventa la metafora di un fiume profondo, dove l’acqua penetra e si spinge in profondità scandagliando a fondo e sulla superficie scorre e procede in continuo e costante flusso in divenire. Federico cerca la perfezione nell’imperfezione, l’originale nel banale, l’analisi attenta oltre l’approccio marginale, l’avanzare oltre l’accontentarsi, la resistenza attiva oltre il lasciar perdere. Il suo spirito di uomo-artista resiliente temprato viene traslato e trasportato nel suo fare arte e si fonde e si mescola in commistione con lo spirito di esteta, con il gusto del bello e del piacevole, compensato anche dall’essenza sostanziale, che completa, integra e perfeziona ogni scenario narrativo con un quid impeccabile”.

     

  • Federico Colli: pittura smart e inedite digressioni figurali

    La pittura di Federico Colli è definibile con il termine moderno di “smart” in quanto racchiude il corollario di significati di questo termine così diffusamente utilizzato e attuale nella sua propagazione. Infatti, è una pittura attiva e brillante, di tendenza contemporanea e al passo con i tempi odierni, ma altresì anche raffinata, elegante, stilosa, ricercata. È senza dubbio un paradigma di contenuti colti e intellettuali, inseriti all’interno di una cornice allusiva molto interessante e stimolante da decodificare e decifrare, che richiede un certo spessore recettivo e percettivo. La Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune significative valutazioni di commento positivo spiegando: “Considero Federico un talentuosissimo artista emergente, che sta riuscendo ad emergere nel multiforme e quasi ormai caotico panorama contemporaneo, mostrando capacità e padronanza, senza appoggiarsi ad espediente ed escamotage, ma contando soltanto sulle proprie forze operative e sulle proprie fonti d’ispirazione. Sono convinta, che riserverà sempre grandi sorprese e lascerà un segno visibile e tangibile nel tempo. Di lui mi ha particolarmente colpito il carisma genetico, trasportato dentro alla pittura, la propensione naturale di darsi dei traguardi e degli obiettivi e di non accontentarsi mai dei risultati ottenuti, la voglia di distaccarsi e differenziarsi dalla massa inerme ed inerte e di procedere ad oltranza seguendo un proprio programma di avanzamento e di evoluzione. La creatività è certamente una prerogativa libera e liberamente accessibile e fruibile, ma lo spessore artistico è un plus valore aggiunto che fa assolutamente la differenza e richiede delle qualità non casuali e non improvvisate, che fanno capo a Federico e ne avvalorano il percorso. Le acute interrogazioni filosofiche ed esistenziali fanno da contraltare a memorie visive rese vitali, impreziosite e modulate attraverso inedite e sui generis digressioni figurali, amalgamando insieme valori dell’etica e dell’estetica con una purezza timbrica e una passionale energia del colore. Nel comporre la sua propria visione narrativa esula dalla mera riproduzione e accoglie il livello fantastico illusionistico. Pensare pittura, immergervi il cuore, attraversare il filtro delle proprie sensazioni visive raggiungendo uno stile penetrante, con piani sequenziali dettati dalle percezioni cromatiche, dagli effetti di profondità scenica, di spazio e di volume, dalla distribuzione della prospettiva sulla superficie pittorica, dalle autentiche sensazioni di movimento plastico. Nella sua pittura c’è un vero granello d’artista, un seme fertile e fecondo da coltivare, un genoma creativo della pittura e del disegno, che è frutto e convive con il gene di un’eredità artistica universale”.

     

  • Federico Colli: arte per emozionare e per emozionarsi

    Il figurativo pittorico declinato abilmente da Federico Colli denota una particolare e sfaccettata poetica retrospettiva a monte, che lo ispira, lo guida e lo accompagna nella ricerca e nella sperimentazione creativa, alimentando la fantasia e l’immaginazione e facendo affluire una sensibilità empatica e intuitiva, che lo rendono guizzante e frizzante. La Dott.ssa Elena Gollini ha dimostrato una particolare considerazione di apprezzamento per Colli e ne ha commentato le pregevoli virtù e doti pittoriche affermando: “La produzione pittorica di Federico riassume in sintesi e in chiave simbolica uno stile di vita, improntato e canalizzato verso un’assoluta libertà interiore, ma anche verso un’attenta e accorta osservazione riflessiva, un ascolto silenzioso della ragione conciliante con il cuore e il sentimento, verso una spontanea e genuina quasi disarmante propensione ad aprirsi al dialogo confidenziale con i suoi molteplici moti intimistici. La proiezione e l’amore per lo spirito di avventura lo sostengono anche nella fase creativa così come nel suo vivere quotidiano. Per Federico la pittura è come la rivelazione di un grande intrinseco continente in continuo e costante fermento, con un proprio e speciale moto propulsivo, che produce intense suggestioni e forti sensazioni effusive. Ogni opera è un piccolo scrigno ricco di profusioni sensoriali, improntate alla rivelazione interiore del suo universo creativo sempre in evoluzione. La bellezza formale per Federico corrisponde ad un gusto soggettivo e personale e non può essere etichettata e inquadrata, secondo schemi e stereotipi e si intreccia in accordo simbiotico con la sfera emotiva dei sentimenti. Federico ci offre dei transfert di forte impatto, senza ridondanze inutili e arriva permeante e in modo diretto a coinvolgere l’attenzione del fruitore. Le memorie visive vengono rese vitali e dinamiche dal vibrante bisogno di comunicare e di condividere. La pittura per Federico serve a trasmettere qualcosa che va oltre, a trasferire luoghi e incontri che si illuminano e si accendono di nuova teatralità del presente, spazi della rappresentazione e del narrato, riflessi sulla nostra cultura moderna della psicologia di impressione, rivisitati e perpetrati dai grandi maestri dell’animazione. Per Federico l’arte diventa l’occhio incantato nello sguardo stupefatto e meravigliato che si fonde con la sfera emotiva, l’occhio della scoperta e della riscoperta, che si perde nel ricordo, nell’amore e nella passione, nella manifestazione della sottile valenza del bello e del semplice e nel proprio istintivo e pulsante bisogno di inedito, di novità, di innovazione e rinnovamento”.

     

  • RC familiare: a Milano risparmio medio sino al 64%

    L’RC familiare, entrata in vigore il 16 febbraio 2020, dà ai membri di una stessa famiglia la possibilità di utilizzare per le polizze auto e moto la classe di merito più favorevole maturata su un qualsiasi altro veicolo già presente nel nucleo; ma quanto sono riusciti a risparmiare gli automobilisti e i motociclisti milanesi che hanno usufruito della norma? Facile.it ha voluto analizzare un campione di preventivi scoprendo che, nella provincia di Milano, il risparmio massimo conseguito da chi ha usato l’RC familiare per assicurare un’auto è stato, in media, pari al 64%, mentre per le due ruote è arrivato al 48%.

    In valori assoluti significa che gli assicurati milanesi che hanno approfittato della nuova norma, passando dalla classe 14 alla classe 1, hanno risparmiato, in media, 414 euro sull’RC auto e 263 euro sull’RC moto.

    L’analisi, realizzata su un campione nazionale di oltre 87.000 preventivi, ha anche rilevato che, a livello italiano, il risparmio ottenuto grazie all’RC familiare è arrivato al 58% per le quattro ruote e al 54% per le due ruote.

    «Ad oggi i dati disponibili confermano che chi ha potuto approfittare dell’RC familiare in questi primi mesi è riuscito a conseguire un risparmio significativo sull’RC auto che arriva sino ad oltre il 50%» spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «È però necessario contestualizzare i dati rispetto allo scenario di riferimento; il lockdown iniziato a marzo, a meno di un mese dall’ingresso della norma, ha certamente influito sugli effetti della riforma, limitando, almeno in questa prima fase, il numero degli assicurati che ne hanno potuto usufruire. Non è detto quindi che, una volta tornati alla normalità, il risparmio ottenibile grazie alla norma rimarrà su questi livelli».

    L’RC familiare potrebbe quindi aver beneficiato del calo generalizzato delle tariffe assicurative verificatosi durante i mesi di lockdown; con il graduale ritorno alla normalità, però, e una curva dei prezzi in risalita, anche i vantaggi ottenibili grazie alla norma potrebbero pian piano ridursi. Per questo motivo, spiegano ancora gli esperti di Facile.it, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza o hanno deciso di sospendere l’assicurazione è di rinnovare la copertura adesso, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

    RC auto e moto

    Per calcolare il risparmio massimo conseguito grazie all’RC familiare, Facile.it ha preso in esame i prezzi offerti ad un campione di utenti che hanno usufruito della norma (passando dalla classe 14 alla classe 1) e confrontato tali valori con le tariffe offerte agli assicurati di pari profilo che, non potendo beneficiare dell’RC familiare, hanno dovuto assicurare il proprio veicolo in classe 14.

    L’analisi è stata realizzata a livello nazionale e sulla provincia di Milano tenendo in considerazione la media delle migliori tariffe disponibili su Facile.it tra il 16 febbraio e il 10 maggio 2020.

    Guardando all’RC auto, se, come detto, a livello nazionale chi è passato dalla classe 14 alla 1 ha risparmiato, in media, il 58%, il valore rilevato nella provincia di Milano è addirittura superiore. Nel capoluogo lombardo assicurare un’auto in classe 14 costa, in media, 648 euro; per chi può approfittare dell’RC familiare, ereditando una classe 1, il costo scende a 233 euro, con un risparmio di 414 euro, pari al 64%.

    Analizzando l’RC moto, invece, il risparmio percentuale rilevato nella provincia di Milano è lievemente inferiore a quello nazionale (54%); nel capoluogo lombardo per assicurare una due ruote in classe 14 occorrono, in media, 545 euro; chi può usufruire dell’RC familiare, passando in classe 1, spende, sempre in media, 282 euro, con un risparmio del 48%.

    Risparmio più contenuto nelle classi intermedie

    Se passare dalla classe 14 alla classe 1 grazie all’RC familiare consente di abbattere il premio RC auto di oltre il 50%, il risparmio si riduce man mano che migliora la classe di merito di chi usufruisce della norma.

    Guardando i valori relativi alla provincia di Milano, un automobilista che, grazie all’RC familiare, passa dalla classe 13 alla classe 1, risparmia il 55%. Se il passaggio avviene da una classe 10 alla classe 1, il risparmio si ferma al 37% e, ancora, se l’automobilista si muove dalla classe 6 alla classe 1, il premio medio si riduce di circa il 30%.

  • Federico Colli: pensiero e azione in perfetta sintonia

    Nella poetica espressiva dell’artista Federico Colli pensiero e azione coincidono come un unicum, che suggella e sancisce la sua cifra stilistica connotativa e ne avvalora la portata e lo spessore comunicativo. La Dott.ssa Elena Gollini, apprezzando le qualità sostanziali della sua pittura ha affermato: “Federico si propone come artista di moderne vedute, al passo con il tempo e con la visione attuale della società. La sinergia tra pensiero ideativo e azione esecutiva diventa un tassello basilare e primario per la riuscita ottimale delle sue pregevoli composizioni, dal gusto squisitamente di tendenza Pop Art. La rivisitazione compiuta da Federico agli insegnamenti e alle lezioni magistrali impartite e sancite dagli illustri maestri come Andy Warhol e Roy Fox Lichtenstein, si traduce in rappresentazioni personalizzate con elementi e componenti inediti e inusuali, che danno centralità alla profusione cromatica sempre ben dosata e misurata nella stesura e a un disegno stilizzato ed essenziale nel tratto segnico, quasi riportato in stile caricaturale oppure con impronta fumettista. Federico predilige colori forti e accesi, vividi e corposi, densi e intensi, con una partitura marcata e incisiva. L’uso della tavolozza cromatica sgargiante e sfavillante imprime una potente e prorompente carica energetica vitale alle immagini. La figurazione è sempre improntata in modo importante e sottende significati e messaggi allusivi, da decodificare con attenta e acuta sensibilità di lettura interpretativa. La suggestione visionaria si basa su un impianto compositivo disposto su più piani e su più sequenze percettive, dove lo spettatore può addentrarsi e penetrare in più fasi di approccio recettivo. Federico è un fantasioso e giocoso sognatore e si destreggia abilmente nel multiforme e variegato filone figurale, provando delle peculiari ed esclusive chiavi d’accesso e delle argute e sagaci prospettive di rievocazione. Arte come occasione e come opportunità di crescita ed evoluzione. Arte come modalità di fuga fantastica dalla realtà, pur restando ancorato a solidi appigli reali. Arte come input e incipit per stupirsi e per stupire. Questi assioma riassumono le riflessioni di Federico nel suo incedere e lo guidano e lo accompagnano, costruendo pagina dopo pagina un virtuale diario di bordo, dove a ogni opera corrispondono emozioni e sentimenti speciali”.

  • Federico Colli: voli pindarici tra sogno e realtà

    L’intraprendenza creativa appassionata di Federico Colli lo spinge verso funambolici voli pindarici, dove mente e cuore viaggiano insieme in perfetta sintonia e dove si sostanzia e si profila una sospensione, che resta in bilico tra sogno e realtà, tra reale e immaginario. Nell’approfondire i tratti e gli aspetti salienti del suo fare artistico la Dott.ssa Elena Gollini ha dichiarato: “Federico è certamente un artista di grande potenziale. Le sue risorse creative versatili ed eclettiche sono applicabili su più fronti, con esiti e soluzioni ottimali. Federico lavorando con meritato successo anche in ambito sportivo, è abituato a darsi dei traguardi e delle mete di arrivo e anche nell’arte immette questa virtuosa intraprendenza e determinazione, che si riflette e si rispecchia nelle scelte di percorso stilistico. Infatti, rifugge da stilemi standardizzati e stereotipati, banalmente scontati e ripetitivi e approda ad un proprio progetto distintivo, che segue una visione originale e poliedrica, senza vincoli e senza forzature imposte a monte. Federico scommette su se stesso e si mette in gioco a tutto campo, raccontando e raccontandosi senza maschere e senza finzioni. L’arte nella sua appagante libertà di azione ed espressione racchiude per lui una sorprendente scoperta di grande compiacimento e assurge a una sorta di funzione terapeutica per il benessere mentale e spirituale. Federico si rende portavoce di una formula comunicativa di tendenza figurale, che attinge da più fonti e da più sorgenti di ispirazione, senza mai però cadere in una ridondante emulazione copiativa sterile e pedissequa. Se l’arte potesse essere rappresentata con una trasposizione figurale metaforica per Federico potrebbe essere una possente e maestosa montagna, che avvolge rassicurante chi vi sale e al contempo va guardata con estremo rispetto referenziale. Lo sguardo creativo di Federico sovrasta incontrastato questa montagna e supera e oltrepasso l’orizzonte visibile per vedere oltre e scorgere altrove, con una vivace e frizzante curiosità. Il mettersi alla prova in campo artistico equivale anche ad un’avvincente sfida personale ed esistenziale e lo sprona e lo incita a intraprendere una ricerca costante e continua, dove la volontà e il desiderio di sperimentare sono paralleli e speculari a quello di ottenere riscontri di apprezzamento e di sentirsi realizzato, in un complice spirito di condivisione e di sinergia con lo spettatore”.

  • Spoleto Arte: la pittrice Katiuscia Papaleo e l’arte in quarantena

    È tempo di restare a casa, di lavorare tra le mura domestiche e di dedicarsi a ciò che più ci piace, di coltivare le nostre potenzialità. Ma non sempre è così facile. Katiuscia Papaleo, artista di Spoleto Arte e Maestro d’arte di Milano, dimostra qui tutta la sua determinazione. Inoltre sarà protagonista di uno dei prossimi servizi del Tgcom24 dove si racconterà. In tempi di isolamento l’arte si schiera in prima linea contro il male e non ha paura di mostrarsi. L’arte infatti può essere determinante in queste giornate. Per questo motivo abbiamo voluto farle qualche domanda.

    A breve uscirà un servizio a lei dedicato sulla piattaforma del Tgcom24. Come si sente e cosa ne pensa di quest’iniziativa?

    È un’iniziativa molto bella perché in un momento di difficoltà come quello che stiamo attraversando, dove le giuste restrizioni attuali impediscono ogni movimento, si ha la possibilità di comunicare in qualche modo arte e cultura, che è sempre un’ottima medicina per la mente e per l’anima.

    Anticipando un po’ il contenuto… C’è un momento, all’inizio, in cui afferma che l’arte è un dono con cui si nasce. È sempre valido il detto “impara l’arte e mettila da parte” o ci vuole costanza, soprattutto in questo campo?

    In questo campo avere un dono è un conto, ma non curarlo sarebbe un “dono sprecato”. Ci vuole molta costanza e studio, per fare in modo che questo dono si sviluppi poi in arte.

    Il suo rapporto con il colore è molto particolare e lo si vede dalle atmosfere atemporali che ricrea nei suoi lavori. Come nasce una sua opera dal punto di vista cromatico?

    Di solito parto sempre da una base neutra poi attraverso i contrasti di luci e colori l’opera prende forma. Possono variare i soggetti, ma non l’atteggiamento pittorico con cui affronto un lavoro.

    E invece, parlando di soggetti, ce ne sono alcuni a cui è particolarmente legata?

    In realtà no, perché alla forma io antepongo sempre il colore. Utilizzando la pittura come forma di comunicazione in genere il soggetto è legato a ciò che voglio comunicare in quel preciso istante.

    L’osservazione della realtà è uno degli “esercizi artistici” da cui non si può prescindere. E questi giorni critici interessano tutti, ciascuno di noi li analizza, ma non tutti riescono a trarne motivo di ispirazione… È così anche per lei? Che cosa racconterebbe nelle sue creazioni adesso?

    In questo periodo particolare l’ispirazione può arrivare da mille spunti anche se non è facile tenere alta la voglia di dipingere, perché sopraggiunge lo sconforto, la paura.

    Katiuscia Papaleo

    Io ho dipinto. Sì, ho dipinto alcune cose nel frattempo, raccontando l’arrivo del Coronavirus da paesi lontani, la ricerca nell’aiuto spirituale, l’arrivo della primavera e il risveglio della natura incurante di ciò che sta accadendo agli uomini. Di cose da dire ce ne sarebbero tante, però mi rendo conto che quando la testa è bombardata di pensieri solo negativi e preoccupazioni per te e per i tuoi cari, diventa difficile tradurre in pittura. Il tempo che potresti avere a disposizione per immergerti solo nell’arte non è sempre così artisticamente fruttifero.

    Lei ha esposto in moltissime mostre di livello nazionale e internazionale, alcune organizzate da Spoleto Arte. Come ha conosciuto il suo presidente, Salvo Nugnes?

    Ho conosciuto il dott. Nugnes semplicemente partecipando ad una delle mostre organizzate da Spoleto Arte, che ha la capacità di offrire ad un artista quella visibilità che non sempre da soli si riesce ad avere.

    Su che cosa le piacerebbe lavorare prossimamente?

    Mi piacerebbe lavorare sulla ripresa, sulla solidarietà che ha dimostrato il nostro Paese e sul saper “fare” e collaborare in momenti di crisi. È qualcosa su cui spero di poter lavorare presto.

  • Spoleto Arte: il Maestro d’arte Katiuscia Papaleo al Tgcom24

    Spoleto Arte: il Maestro d’arte Katiuscia Papaleo al Tgcom24

    È categorica Katiuscia Papaleo. «L’arte è un dono con cui una persona ci nasce. O ce l’hai o non ce l’hai nelle corde dell’anima». Sono parole che possono sembrare dure, ma che non possono essere più vere osservando i lavori dell’artista. Katiuscia Papaleo ha avuto la fortuna di nascere con questa dote e la perseveranza di coltivarla con i giusti incontri. Alla pittrice milanese, fiore all’occhiello di Spoleto Arte, presieduta da Salvo Nugnes, il Tgcom24 dedica ora una puntata sul nuovo format dedicato all’arte durante la quarantena.

    Katiuscia Papaleo
    Opera di Katiuscia Papaleo

    Katiuscia Papaleo

    Nata a Milano nel ’71, Katiuscia trascorre la sua giovinezza sul Naviglio Grande, negli studi pittorici di grandi artisti. Spicca, su tutte le sue esperienze, quella più longeva alla “Fucina dei Colori” del Maestro Benito Trolese. Qui apprende i tre precetti che da allora la guidano nel suo percorso artistico. Il primo riguarda l’arte in generale, una forma libera d’espressione per cui bisogna avere sempre qualcosa da raccontare, nonché la volontà di farlo. La fiamma che anima l’artista si spegnerebbe infatti qualora costui non avesse nulla da dire. In secondo luogo la tecnica: i dipinti della Papaleo si contraddistinguono per un particolare studio del colore e della luce.





    L’ultimo insegnamento può essere ricollegato al primo: si dipinge perché la pittura è una grandissima forma di comunicazione, così come la scrittura e la parola, perché si ha la possibilità di esprimersi senza censure o pregiudizi. Ed ecco che la nostra pittrice raffigura allora ciò che vive, lasciandosi condurre in un viaggio attraverso le emozioni, sensazioni che riversa sulla tela sotto forma di colori e atmosfere sognanti. La sua, una dote esclusiva, diventa inclusiva una volta che viene messa in pratica. Per chi, come lei, avverte l’insaziabile esigenza di esprimersi attraverso colori e segni, dipingere diventa fonte inesauribile di libertà e indagine sulla realtà. Capire ciò che la gente dice e ciò che vorrebbe invece dire diventa una prerogativa, un’abilità che si può sviluppare attraverso il tempo e la dedizione all’arte. Una capacità che Papaleo ha acquisito con l’osservazione e che si esplica nella gioia di aver trovato la forma più pura della libertà: la pittura.

    Arte moderna e contemporanea diventano l’oggetto degli studi della pittrice che nel 2017 si vede conferito il titolo di Maestro d’Arte da Carla d’Acquino Mineo, presidente della Maison d’Art di Padova e critico d’arte.

  • Tgcom24 presenta Elisa Fossati con la sua mostra itinerante

    Giovane, genuina. Elisa Fossati, astro nascente ‒ di origini milanesi ‒ della fotografia è la protagonista della puntata di oggi del nuovo programma lanciato da Paolo Liguori, direttore di Tgcom24. Per sopperire all’impossibilità di recarsi a visitare mostre e musei a causa del Coronavirus, si portano arte e artisti direttamente nelle case degli italiani. Ospite di questa finestra sarà appunto la fotografa Elisa Fossati.

    Elisa Fossati

    We are The World

    Focus del servizio la mostra itinerante We Are The World, presentata a Milano lo scorso anno e portata poi a Bassano del Grappa (VI), Roma e in Cervinia. Alcuni di questi scatti sono stati esposti anche a Spoleto e a Venezia durante la Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi. Mentore un parterre di grandi personalità: il sociologo Francesco Alberoni, il manager Stefano Renga, il direttore di Ansa Lombardia Vincenzo Di Vincenzo, il fotografo internazionale Roberto Villa, il direttore della Triennale della Fotografia Italiana Luigi Gattinara e il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes. «È qualcosa che va oltre la semplice fotografia» commenta Villa.

    «La fotografia – spiega Renga – è vero che è emozione, ma soprattutto credo che abbia una funzione evocativa: non richiama necessariamente dei ricordi, ma delle rielaborazioni che noi manifestiamo come emozioni, ma che in realtà sono il frutto di quella che è la maturazione della persona».

    Elisa Fossati e la fotografia

    Una maturazione raggiunta attraverso viaggi ed esperienze da chi ha visitato gran parte del mondo e ha voluto mostrarne unicamente la parte migliore, quella che conta. Perché è vero che esistono culture, realtà diverse, ma è ancor più vero che tutto il mondo è paese e che per questo esiste la rassegna We Are The World: per testimoniare che alla fine siamo tutti uguali. Questa è la conclusione a cui è giunta Elisa Fossati nel suo incessante errare. Un po’ cittadina cosmopolita, un po’ curiosa esploratrice, dapprima con le macchinette usa e getta, poi con quelle digitali, la fotografa immortala paesaggi, monumenti e scorci. L’immagine viene poi rielaborata, fusa con pensieri e parole. Una contaminazione necessaria e naturale, spontanea e sorprendente come un aforisma, quello che sigilla e impreziosisce ciascuno scatto.

    Vai al video

  • Arte in quarantena con Gabriele Maquignaz: è suo il primo appuntamento di Tgcom24

    Ore 16.50 di mercoledì 26 febbraio. L’appuntamento per Arte in quarantena, il nuovo format di Tgcom 24 che porta l’arte nelle case degli italiani ai tempi del Coronavirus, vede protagonista l’artista valdostano Gabriele Maquignaz. Soprannominato da Philippe Daverio “lo sciamano del Cervino”, l’artista ha recentemente presentato, assieme al critico d’arte e al prof. Guido Folco, l’ultimo suo catalogo d’arte La Porta dell’Aldilà, edito da Skira Edizioni. Il servizio del TgCom fa riferimento proprio a quest’ultimo evento, tenutosi lo scorso 6 febbraio alla Libreria Bocca, presso la Galleria Vittorio Emanuele II, nel cuore pulsante di Milano.

    arte in quarantenaArte in quarantena: la performance di Maquignaz

    L’artista durante la presentazione ha eseguito, davanti a un pubblico incuriosito, una performance artistica che puntava dritta al disvelamento della terza dimensione. La Porta dell’Aldilà si è aperta grazie a una tela e a uno speciale taglierino, da lui stesso ideato. Forgiato in oro, acciaio, alluminio e ceramica, l’oggetto diventa un codice e una chiave d’accesso per la terza dimensione che supera lo spazio e il tempo contingenti, quella dell’aldilà. Recidendo la tela per mezzo di un’azione, quella del taglio, ragionata e codificata, Maquignaz ha così unito per sempre le due dimensioni nell’arte. Siamo ben oltre Fontana, guardiamo attraverso Munch per cercare lo spirito, l’essenza di tutto.

    Il commento di Daverio

    Spiega Philippe Daverio: “Il tempo si forma dopo che si è formato lo spazio, però esiste un tempo necessario per definire il Big Bang, che è l’attimo prima dell’esplosione. […] Gli artisti sono gli unici a essere a conoscenza – intuitiva – di cosa è accaduto in quell’attimo. Ne conservano la memoria e cercano di riscoprirla per ritrovare così la propria identità”. Quello che cerca di fare Gabriele Maquignaz aprendo varchi che superano le dimensioni di spazio e tempo nell’arte. Sempre Daverio, in una dichiarazione critica sulle opere dell’artista, aveva infatti sottolineato come “Gabriele Maquignaz è inconsapevolmente egizio e maya, tibetano e alpino. È inconsapevole perché lo sciamano non deve svelare l’arcano a nessuno, neppure a se medesimo. Deve solo operare con le sue rivelazioni, con l’esternazione ambigua delle sue percezioni”.

    Occhi puntati dunque sull’appuntamento imperdibile del Tgcom24 ai tempi dell’Arte in quarantena. Anche solo per trovare un respiro e un distacco artisticamente “spirituale” durante i tempi dell’isolamento.

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  • Un giorno con Spiderman: il desiderio di Michele realizzato grazie a Make-A-Wish® Italia

    Da un grande potere derivano grandi responsabilità”: è questo il motto di uno dei Supereroi più amati di sempre, Spiderman. Moltissimi lo amano: tra i suoi più grandi fan c’è anche Michele. Michele ha 6 anni ed è affetto da una leucemia.

    Anche se così piccolo, ha già dimostrato un grande coraggio, proprio come il suo supereroe preferito, il mitico Uomo Ragno. Travestito da Spiderman, con grande entusiasmo e voglia di fare, Michele ha accolto i volontari di Make-A-Wish®  Italia, la Onlus con sede a Genova che dal 2004 opera capillarmente su tutto il territorio nazionale in favore dei bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni affetti da gravi patologie.

    La sua cameretta era letteralmente invasa dal supereroe, dallo zainetto per la scuola al copriletto ai disegni appesi alle pareti. A Michele piace identificarsi con lui, rappresenta un modo per sentirsi più forte davanti alle situazioni difficili che sta attraversando. Il suo desiderio è infatti quello di poter incontrare il vero Spiderman e mangiare con lui un piatto di pasta con le vongole, trascorrere bei momenti al suo fianco e soprattutto scoprire i segreti della sua forza incredibile.

    Make-A-Wish® Italia ha esaudito il suo desiderio, grazie al generoso sostegno di Geico, partner che per il secondo anno ha partecipato alla Wish Challenge, l’iniziativa di team building che coinvolge i dipendenti delle aziende avvicinandoli al mondo della solidarietà. Suddivisi in Team, i dipendenti di Geico hanno lavorato con grande passione progettando nei dettagli l’intero percorso che avrebbe portato Michele alla realizzazione del suo sogno.

    Michele è stato protagonista del Wish Journey organizzato dai volontari della Onlus in collaborazione con i dipendenti dell’Azienda: un viaggio che ha coinvolto non soltanto il bambino ma l’intera famiglia consentendogli di vivere intense esperienze positive in grado di aiutarlo a far fronte alla malattia. Un vero e proprio coinvolgimento dell’intera comunità che si rivela fondamentale per la missione di Make-A-Wish®. Per Michele tutto è iniziato con un biglietto firmato da Spiderman in persona, in cui è stato invitato a farsi pronto perché presto avrebbe avuto bisogno del suoi aiuto. Successivamente, grazie al contributo offerto da Panini, Michele ha ricevuto l’Album con tutte le figurine del suo supereroe del cuore e ha potuto studiare i suoi “nemici”. Durante la giornata di giovedì 31 ottobre, i ragazzi di Geico hanno inoltre preparato per Michele tantissime sorprese, come la testa e lo stemma di Spiderman stampate in 3D; ha inoltre potuto dipingere una tela e visitare l’azienda. Tutto è stato trasformato in una grande festa a tema dedicata a Spiderman.

    Non è finita qui: nella giornata di sabato 8 febbraio il Centro sportivo Total Natural Training di Milano ha accolto Michele per una giornata indimenticabile. Ad attenderlo Francesco, uno degli istruttori della palestra: Michele è stato subito messo alla prova con esercizi e circuiti per valutare se fosse pronto ad affiancare Spiderman nella lotta contro i cattivi.  Dopo salti, corse e percorsi, Michele si è recato nello spogliatoio per cambiarsi e indossare la sua tutina da Spiderman; proprio qui è stato raggiunto dal suo supereroe del cuore. Assieme si sono dedicati a salti e acrobazie prima di essere interrotti dal cattivo Venom, che dopo alcuni inseguimenti è stato prontamente catturato e sconfitto.

    Dopo la meritata vittoria, è arrivato il momento del pranzo. Seduti attorno ad una tavola rotonda Michele e Spiderman hanno potuto gustare, grazie al Catering Antimo d’Andrea, una buonissima pasta con le “conchiglie”, oltre che prelibatezze come mozzarelle, burrata, affettati, panzerotti. Al momento dei saluti, una consapevolezza è stata chiara: Michele è pronto per aiutare Spiderman nella lotta contro il male.

    La felicità sul volto del piccolo Michele e le ore trascorse a fianco del supereroe dei suoi sogni hanno rappresentato un’esperienza che lo aiuterà ad affrontare con più forza il percorso di cure. «Per i bambini gravemente malati, veder realizzato un desiderio li aiuta a ritrovare la forza, racconta Sune Frontani, Co-Fondatrice e Presidente di Make-A-Wish® Italia. Con la nostra Onlus cerchiamo di rendere più sopportabili questi momenti difficili: gli occhi di Michele a fianco del suo Spiderman sono impagabili.»

    Contribuire in prima persona alla realizzazione di desideri come quello di Michele è un gesto alla portata di tutti, ma veicolo di grande valore. Sono ancora molti i bambini a cui Make-A-Wish® può cambiare la vita.

     

    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (79% nel 2019). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, 43.000 volontari e 490.000 desideri realizzati. Nell’ultimo anno (2019) sono stati realizzati 33.000 desideri. Con Make-A-Wish® è realizzato un desiderio ogni 16 minuti.

  • UNITRE MILANO – Lezione magistrale del 14 Febbraio 2020 “L’influenza del pensiero hegeliano sulla filosofia italiana”

    Venerdì 14 Febbraio 2020 dalle ore 16:30 presso l’Auditorium UNITRE di Milano in via San Calocero 16, si terrà la lezione magistrale “L’influenza del pensiero hegeliano sulla filosofia italiana”, incontro di approfondimento organizzato dall’Università delle Tre Età, UNITRE MILANO, nell’ambito delle attività di carattere extraaccademico per l’anno 2019/2020.
    A presentare la lezione magistrale, a ingresso libero, sarà il prof. Emilio Mondani dell’Università Cattolica di MILANO, che dedicherà una lezione di approfondimento a tutti coloro che nutrono interesse per la filosofia, in particolar modo ad una delle linee di pensiero più profonde e complesse della tradizione occidentale.
    I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE MILANO rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari. Possono parteciparvi liberamente tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze nelle tematiche proposte, senza vincoli di età o titoli di studio.
    Per l’anno accademico 2019/2020, l’Università delle Tre Età UNITRE MILANO ha ampliato la propria offerta attivando oltre mille corsi e laboratori in tutti i campi d’interesse. Un fitto programma ricco di incontri, eventi e convegni sui più svariati ambiti culturali alimenta l’interesse verso materie tradizionali e contemporanee con un occhio di riguardo all’impiego del tempo libero. Accanto alle lezioni tradizionali non mancano momenti significativi di carattere extraaccademico quali conferenze, seminari, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, musicali, artistiche, gite culturali, visite guidate, attività sociali-turistiche e di tempo libero, orientamento e counseling psicologico. Tutti gli eventi si svolgono a Milano nella sede di UNITRE Milano in via Ariberto 11 oppure nell’Auditorium in via San Calocero 16.

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano www.unitremilano.com – [email protected]
    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • Milano Art Gallery: la donna nell’arte, la donna e l’arte con Parsi, Nugnes e Villa

    Appuntamento immancabile quello dell’8 marzo per la Milano Art Gallery che, come consuetudine, inaugurerà la mostra L’Arte delle donne. In via Alessi 11, nella storica sede di Milano, la rassegna verrà aperta alle 18 con la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, con il curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e con il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    ARTE DELLE DONNEL’Arte delle donne

    L’evento, pensato per ospitare opere la cui tematica sia afferente all’universo femminile, non preclude a nessun artista la selezione. Questo perché più punti di vista diversi su questa tematica aiutano ad avere una visione ampia, permettono un confronto più ricco e stimolante. Dall’idealizzazione della figura femminile al suo sfregio, fino alla reinvenzione: ci si può ritrovare oppure no, l’importante sarà uscire dalla visita con un’esperienza in più da ricordare e raccontare. Con una speranza nel cuore. Salvo Nugnes, l’organizzatore della kermesse, ha infatti dichiarato di aver pensato L’arte delle donne come un incontro per e con le donne.

    Il commento

    A sostegno di questa iniziativa si è schierata Maria Rita Parsi, che ha commentato:

    «È infatti per le donne e con le donne che il mondo può veramente cambiare aspetto. Il mondo parte come origine dal grembo della madre e gli uomini devono capire con amore, rispetto e ammirazione che quel punto di partenza va rispettato, ammirato, sostenuto, perché le cose possono effettivamente cambiare, perché si parte solo e sempre dalla madre».

    Essendo le donne la radice prima dell’esperienza di ciascun essere umano, occorre rivalutare in maniera adeguata il loro “peso”. Davanti a una violenza sulle donne sempre più dilagante, forse è proprio a partire dall’arte, da come viene vista e interpretata la donna, come si sente e si comporta lei stessa, che si deve prendere in mano la situazione.

    «Buon 8 marzo – conclude la Parsi – perché le donne e gli uomini capiscano che l’alleanza vera tra maschile e femminile, con il rispetto profondo dell’origine, della matrice, del femminile può cambiare le sorti del pianeta».

    Info e contatti

    La mostra rimarrà aperta fino al 27 marzo 2020, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere ad [email protected].