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  • È online la mostra pittorica di Mariagrazia Zanetti “Riflessioni cromatiche”

    È stata inserita nella nuova piattaforma le mostre online a cura di Elena Gollini la mostra della pittrice Mariagrazia Zanetti simbolicamente denominata “Riflessioni cromatiche”. L’esposizione include 20 creazioni tra le più rappresentative del vivace percorso creativo della Zanetti con le relative didascalie e la sua biografia in stile curriculum artistico. Nel commentare gli aspetti connotativi caratterizzanti la sua appassionata ricerca la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Mariagrazia concepisce il fare arte come un potente strumento di comunicazione libera e disinibita, un mezzo di condivisione attiva e compartecipe che riesce a penetrare qualunque barriera. La sua pittura proviene e scaturisce direttamente dal moto dell’anima e non ha bisogno di seguire cliché e stereotipi standardizzati, ma si lascia invece guidare dall’empatia del sentimento e del trasporto emozionale più puro. Mariagrazia è profondamente appagata nel fare arte e questo suo compiacimento si sprigiona a tutto campo, coinvolgendo il fruitore con una sferzata di carica e di energia positiva. Ogni quadro custodisce una propria essenza speciale, una propria sequenza vitale distintiva che arriva, si accende e acquista vita propria. Il cromatismo luminoso e variopinto amplifica la portata di dinamismo e di movimento plastico e alimenta la pregnanza sostanziale insita. Mariagrazia dipinge con e attraverso i colori della mente, del cuore e dell’anima e si rende portavoce di un fare pittorico che diffonde pensieri e riflessioni in piena, totale, completa e assoluta libertà di percezione e interpretazione. Il suo modus operandi rifugge da schemi rigidi e rigorosi e si lascia pervadere da grande apertura psicologica i condizionata e affrancata, che le consente di raggiungere risultati di immediato impatto e di proporre soluzioni sempre stimolanti, che lo spettatore sensibile e perspicace considera come preziosi momenti di piacevole riflessione interattiva, per tenere e mantenere sempre viva quella magia unica straordinaria che l’arte riesce a trasmettere e a propagare con intensa forza espressiva“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/riflessioni-cromatiche-mariagrazia-zanetti/

  • La pittura di Davide Romanò protagonista in Fiera Arte Genova 2020

    Durante la rinomata fiera Arte Genova il talentuoso artista Davide Romanò ha esposto due pregevoli quadri di grande effetto dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”. La storica manifestazione ligure si è svolta dal 14 al 16 Febbraio 2020.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Il discorso pittorico di Davide si snoda attraverso una ricerca fatta di eclettico informalismo visionario e impreziosita dal valore cardine della luce e degli effetti luminosi. Una luce, che penetra nella materia e genera riverberi chiaroscurali molto intriganti, delineando scenari narrativi, che si spingono su livelli rievocativi sequenziali, convogliando e guidando lo spettatore verso un approccio approfondito e interattivo. L’esperienza artistica di Davide è segnata e scandita dalla sua grande sensibilità intuitiva, che lo supporta e sostiene nelle sfaccettate e articolate scelte compositive, sempre raffinate e ricercate. La sua ricerca accurata e attenta, ci regala un dialogo virtuale con il tempo dei ricordi e delle emozioni. Ogni rappresentazione si traduce e si esplica con una propria esclusiva individualità, una formula espressiva sostenuta da una propria misura soggettiva distintiva, che risulta subito riconoscibile e molto qualificante. Quello di Davide è un mondo di sensazioni quasi impercettibili e impalpabili, che si concretizzano e diventano visibili e tangibili. Ogni opera diventa una simbolica tessera di un mosaico immaginario che include tutto il suo humus creativo. Un mosaico da condividere, dove viene indagato il rapporto tra uomo e realtà trasfigurata e dove si genera e si alimenta il valore fondamentale dell’arte a livello sociale e comunitario. Impressioni intense, lontane sedimentazioni e frammentazioni del pensiero, il senso dell’essere e dell’esistere nella sua complessità affascinante ed enigmatica, la volontà e l’impegno di lasciare un segno conclamato e avvalorante nel suo percorso di uomo artista del nostro tempo. Tutto questo si può trovare nella pittura di Davide, lasciandosi trasportare in una profusione visionaria sempre sorprendente e coinvolgente“.

  • Lo spazialismo geometrico nella pittura di Alessandro Giordani

    Il percorso artistico compiuto da Alessandro Giordani lascia emergere un’attenta e accorta riflessione sul significato dell’uso della componente cromatica, che assume un importante ruolo nell’insieme strutturale. La trama e l’ordito compositivo generano una narrazione equilibrata e omogenea, dove l’associazione degli elementi esecutivi e strumentali si sposa in perfetta armonia con la finalità comunicativa alla base di ogni opera, lasciando trapelare messaggi sottesi da cogliere e interpretare. Partendo da un’idea e da uno stimolo creativo di base esplora e indaga il multiforme campo applicativo della pittura, con la voglia e lo slancio di sperimentare di continuo e di trovare sempre nuove soluzioni in cui cimentarsi.

    La dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire nell’osservare con spirito riflessivo le opere di Alessandro. Dalle reminiscenze e dalle assonanze più o meno esplicite con grandi maestri come Eugenio Carmi, si approda ad una rappresentazione di versatile lettura, dove si instaura una sottile congiunzione di collegamento tra linee, forme e colori, scandita da sequenze, sovrapposizioni, allineamenti di elementi e componenti in armoniosa coesione narrativa. La sua è una pittura di potente richiamo concettuale e di pregnante rimando simbolico che non si abbandona mai alla casuale improvvisazione. Vi si ritrovano impressioni, memorie, da cui scaturiscono vortici emozionali guidati e canalizzati, nell’esigenza di fare ordine e razionalità all’impulso emotivo più istintuale. I colori si fanno strada con una stesura sempre attenta e mirata, per ottenere il massimo risalto nella visione di insieme. È una pittura concepita in chiave libera e affrancata, dettata dalla libera e autonoma ispirazione che rifugge palinsesti e paradigmi a monte“.

    Credo che nulla possa essere più astratto e più irreale di quello che effettivamente vediamo. Sappiamo che tutto quello che riusciamo a vedere nel mondo oggettivo come esseri umani, in realtà non esiste così come noi lo vediamo e lo percepiamo” (Giorgio Morandi).

     

  • L’appassionata ricerca artistica di Alessandro Giordani

    Per Alessandro Giordani ogni opera parla da sé, ma al contempo deve anche restare un mistero e lasciare l’opportunità allo spettatore di potersi approcciare ad essa, stimolando più chiavi di lettura e risvegliando sensazioni e percezioni eterogenee, all’insegna della libertà interpretativa per condividere al meglio i messaggi e i significati, inseriti dentro lo scenario narrativo. Propone una pittura spontanea senza filtri che la condizionano e senza frenare l’impulso passionale che lo spinge a dipingere. La sua ricerca ponderata e doviziosa, non tralascia mai alcun dettaglio per ottenere la miglior resa d’impatto visivo ed estetico.

    Sul suo percorso creativo di grande valenza qualitativa la dottoressa Elena Gollini ha sottolineato: “La pittura di Alessandro, che trae la sua ispirazione di spunto ideativo dall’arte astratta di tendenza geometrica e dai suoi parametri espressivi, si compone di vere e proprie riflessioni esistenziali concretizzate nelle visioni proposte. I pensieri, le emozioni e il pathos dell’anima vengono immessi dentro la composizione narrativa e sembrano magicamente fluttuare nel ritmo dinamico d’insieme. Le opere si possono considerare come dei veri e propri enigmi della psiche, con una potenza energetica che si sprigiona a tutto tondo. La sua è una pittura d’azione e di movimento, che gioca sull’effetto ottico illusorio e visionario, rafforzato dalla componente cromatica ed è libera dai condizionamenti facenti capo alla tradizione del figurativo considerato in senso classico. La catena illusoria formata da segni, forme e colori si colloca in sospeso tra realtà e fantasia e possiede una profonda forza comunicativa. Ogni quadro catalizza da subito l’attenzione dello spettatore che rimane coinvolto e quasi ipnotizzato a scrutare e contemplare le rappresentazioni. Un turbinio di forze vitali abita dentro le opere e le vivacizza. Le virtuose capacità di ricerca e di sperimentazione le permettono di conseguire traguardi sempre più qualificanti e di perfezionare sempre meglio la tecnica esecutiva, dando anche il massimo risalto ai contenuti insiti“.

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  • Ottimi riscontri per Davide Romanò in Fiera Arte Genova

    Il pittore Davide Romanò ha riscosso ottimi riscontri di consenso, a fronte della sua partecipazione alla storica fiera Arte Genova, svoltasi dal 14 al 16 Febbraio nel suggestivo capoluogo ligure. Romanò ha esposto in loco due opere particolarmente intense e di alto spessore sostanziale, dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”.

    Nel commentare i profondi risvolti contenutistici della sua arte la dottoressa Elena Gollini ha dichiarato: “La pittura di Davide è fatta soprattutto di percezioni e sensazioni. È una pittura fortemente intimista. A lui non interessa semplicemente descrivere, perché ha capito che il grande segreto della pittura del nostro secolo è la capacità di andare oltre la realtà. Avverte e metabolizza tutte le emozioni del reale, ne coglie tutte le complesse pulsioni vitali e le trasforma in visioni cromatiche accese e vibranti, con cui riesce a farci comprendere il contenuto insito e a renderci partecipi attivamente, estraendone l’essenza più autentica e pura. L’intreccio variopinto del colore brillante con le forme figurali stilizzate di tendenza astratta, gli permette di afferrare, bloccare e trasfigurare la realtà. Il colore scioglie e mescola insieme le forme e i contorni predefiniti, nega i volumi circoscritti e si affranca dal secolare dovere vincolante della raffigurazione più tradizionalista, si allarga, si espande e acquista vita propria, vive una propria esistenza, diventa entità autonoma e indipendente. Davide filtra la realtà, la immette dentro una sorta di vetro polarizzato per scrutarla curioso e al contempo la scandaglia e la analizza con acuto spirito critico. La materia pittorica, talvolta più lieve e talvolta più densa, bilancia perfettamente gli accordi cromatici d’insieme, che offrono un risultato espressivo molto caratterizzante. Il colore assume effetto plastico e si accentua in un corollario di pigmenti accattivanti, che seguono il paradigma emotivo e il trasporto psicologico di Davide. Si tratta di una comunicazione lirica e contemplativa, interiore e introspettiva che si realizza attraverso il colore nella sua declinazione più evocativa. Ottiene effetti di sorprendente resa, dove gli accordi tonali si compongono e si sovrappongono nella sintesi visiva, che accoglie la luce e ne moltiplica il potere irradiante e l’energia dinamica“.

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  • Davide Romanò: arte al potere

    La forte componente di suggestione evocativa amplifica la portata sostanziale dell’arte di Davide Romanò che si rende convinto sostenitore e promulgatore di un concetto di arte sublime e purificata, da quanto di ambiguo e poco edificante può inquinarne e comprometterne la qualità eccelsa. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Abitare lo spazio e al contempo smaterializzare l’arte, liberarsi dall’ingombro dell’oggetto fine a se stesso e dalla vanità dell’ideologia imposta, lavorare sulla trasparenza, sul neutro proprio per togliere neutralità allo spazio in modo mirato. La pittura di Davide segue questi parametri di orientamento per alleggerire l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze che rallentano il flusso energetico. Davide pensa all’arte senza ignorare il disegno optando per una formula stilistica informale di tendenza astratta, che conserva tracce e segni di forme e figurazioni stilizzate. La luce e lo spazio presentano funzioni specifiche nell’orchestrazione scenica complessiva, sono strettamente progettuali alla realizzazione esecutiva, sono alla base del processo creativo che conduce alla genesi di un’idea e diventa il mezzo veicolante e il tramite di trasmissione di importanti concetti e messaggi codificati, componendo un linguaggio semantico esclusivo e distintivo. La pittura è un variegato campo di indagine, scandaglio e sperimentazione che Davide percorre e attraversa in modo trasversale proponendo soluzioni alternative e sui generis, che si di staccano volutamente dai cliché banali e ripetitivi. I quadri sono concepiti con grande apertura e autonomia di vedute e prospettive e sprigionano un senso di libertà e anticonformismo, di indipendenza creativa a tutto tondo. Per Davide fare arte è un termine che spazia e si dilata dalla parola all’immagine, al pensiero. È l’iconografia e il percorso che traccia sempre nel suo operare, come a voler suggellare un simbolico legame indissolubile. Ogni opera contiene un proprio peculiare universo dialettico e possiede vita propria, si anima e si accende di una potente energia dinamica e di intensa vitalità. Questo accentua la visione bidimensionale e garantisce una resa di impatto sempre ottimale. Per Davide ogni opera è un importante traguardo raggiunto, che lo stimola a procedere e dare sempre al massimo con inesauribile e appassionato slancio. È un vero gladiatore che lotta e si batte con tutto se stesso per perorare la giusta causa della diffusione dell’arte e della cultura artistica “.

  • La forma dell’anima nella pittura di Davide Romanò

    L’artista Davide Romanò si muove nel solco tracciato dall’arte concettuale di matrice esistenziale e animista seguendo un proprio eclettico incipit di rielaborazione e trasformazione, per ottenere delle chiavi di visione indipendente e autonoma. Le opere offrono al fruitore una posizione privilegiata di accesso interpretativo, una posizione “mobile” che può variare e essere modulata su più livelli recettivi e percettivi, stimolando una formula di approccio interattivo che si rinnova e si rigenera di continuo. Nel commentarne le qualità intrinseche la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “L’arte di Davide nel suo ampio corollario di significati e messaggi sottesi ha come scopo la distinzione tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. L’effetto scenico dell’impianto compositivo è sempre armonioso ed equilibrato e al contempo volutamente straniante, proprio perché si inserisce in un contesto ideale, in una cornice capace di ospitare e accogliere un’alchimia in commistione di elementi e componenti eterogenei, di rimandi, di riferimenti, di allusioni, che si uniscono e si intrecciano in perfetta coesione, generando grande forza ed energia comunicativa e innescando una vivace proiezione dialettica che produce un’esperienza sensoriale piena e appagante per lo spettatore e lo coinvolge nel profondo. Ecco dunque come Davide viaggia su piani moderni e sperimentali senza però mai trascendere in astrusi e incomprensibili ricerche fini a se stesse. Il suo intento è in primis quello di mettere la sua arte a disposizione e di condividerne gli aspetti espressivi e le connotazioni distintive, come a comporre una strada virtuale di incontro e di scambio con il fruitore. Davide si incarna perfettamente nel ruolo di artista-mentore che con viscerale vocazione creativa ha intrapreso un percorso di evoluzione, da portare avanti con consapevolezza del proprio ruolo e con coerenza di pensiero e intraprendenza delle proprie azioni. Artista si nasce e il talento va custodito e coltivato con grande dedizione e impegno, senza riserve e senza remore. Per Davide questo è il motto trainante. Per lui fare arte è un dono incommensurabile che racchiude un potenziale di risorse inestimabili da gestire e tutelare al meglio“.

  • Graziano Ciacchini: arte e magia del reale

    Il pittore Graziano Ciacchini ha reso inconfondibile e subito riconoscibile la sua formula espressiva, con una cifra stilistica che attinge dalle fondamenta del figurativo tradizionale e del verismo paesaggista, per poi evolversi in una propria peculiare dimensione visionaria e approdare a delle soluzioni molto originali e di forte impatto scenico. La sua narrazione figurale è sempre sobria e garbata, suadente e aggraziata, senza mai trascendere in esasperazioni macchinose e ridondanti, per essere sempre facilmente fruibile e recepibile dallo spettatore. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle riflessioni ad elogio spiegando “Partendo dalla caleidoscopica dimensione del reale, Graziano imbastisce una corposa e variegata narrazione pittorica, che aderisce alla tradizione figurativa del paesaggio e traccia un percorso di studio approfondito e mirato, definendo una linea pittorica personalizzata sempre coerente. La specifica scelta tonale di avvalersi della cromia del blu viene gestita con calibrata dovizia di utilizzo e contribuisce ad accrescere e accentuare la suggestione d’insieme e accende nello spettatore pensieri intensi e sensazioni vibranti. L’aspetto fortemente evocativo della rappresentazione viene alimentato dalla virtuosa componente poetica e dalla delicata cornice magica fiabesca di contorno. Graziano sprona l’osservatore ad immergersi dentro un’esplorazione sensoriale introspettiva a largo raggio, che risveglia le menti e le rende recettive e pronte ad una riflessione esistenziale matura e consapevole“.

    L’arte io non lo so se sia eterna o provvisoria, se la forma d’arte nella quale viviamo per molti secoli ci sia connaturata come sangue, ma so che questa carica che noi abbiamo oggi è una carica di comprensione della vita” (Cesare Zavattini).

    L’arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa” (Roberto Longhi).

    L’arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto” (Charles Baudelaire).

  • Il virtuoso racconto pittorico di Graziano Ciacchini

    Pittore, poeta e cultore appassionato del concetto di bello e di bellezza, Graziano Ciacchini è certamente una figura interessante nel multiforme panorama contemporaneo e rivendica a buon conto e a buon diritto una propria esclusiva identità creativa, caratterizzante e distintiva. La dottoressa Elena Gollini ha fatto una sintesi efficace delle sue pregevoli potenzialità e risorse espressive dichiarando: “Graziano può essere considerato un moderno colorista del figurativo. La pittura viene stesa senza vincoli a monte, plasmata in immagini e raffigurazioni dove la luce e il colore seguono e accompagnano con delicata grazia la trama narrativa che fluisce senza condizionamenti e filtri imposti, svolgendo una funzione basilare nella resa d’insieme. È un pittore di intense suggestioni visive, un visionario del colore, che non si presta e non si limita a semplici emulazioni copiative e descrittive fini a se stesse, ma cerca di alzarsi in volo con la fantasia e proporre rievocazioni inusuali e inattese. Per Graziano il colore possiede una sua qualità intrinseca speciale con una duplice importante funzione, evocativa e comunicativa. All’energia del colore affida la sintassi delle composizioni dove la materia basta da sé a riempire le figurazioni e le forme e a fargli prendere vita propria. Fonda nel colore figurazione e libertà espressiva con una pittura che è come un canto soave e sommesso dell’anima, che sussurra e rimembra, fissando sulla tela il suo racconto aulico. Il lirismo di fondo aumenta la potenza espressiva del colore, tra sfumature e declinazioni tonali, che intensificano la vis rappresentativa. Per Graziano dipingere equivale a uno splendido volo: la tela si traduce in un etereo librarsi verso orizzonti sconfinati e infiniti“.

    L’arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell’origine che scruta al di là dell’immediatezza dell’esperienza, il senso primo e ultimo della vita” (Papa Giovanni Paolo II).

  • Matteo Fieno e la sua arte a favore della donna e della sua tutela

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente tenuto la sua prima mostra personale dal titolo “Declinazioni al femminile” presso la Milano Art Gallery, nota galleria situata nel cuore di Milano. In questa intervista ci parla del suo messaggio sociale a favore della donna, della sua tutela e a sostegno della non violenza.

    D: Durante l’inaugurazione della tua recente mostra personale “Declinazioni al femminile” è stato rimarcato anche il messaggio sociale importante a favore della donna e della sua tutela in generale; come valuti questo accostamento con la tua arte? Come pensi si possa inculcare concretamente il rispetto per le donne e la non violenza?
    R: Ci tengo a dire che il mio lavoro è un messaggio inequivocabilmente diretto a tutti quegli individui che credono di poter fare i prepotenti o ancora peggio i violenti con le donne. Infatti le donne a cui mi ispiro nel mio processo creativo sono idealizzate con una grande fierezza, coraggio e indipendenza; ciò le rende difficili prede per i misogini che maltrattano le donne.

    D: Cosa rappresentano in chiave metaforica e simbolica le donne protagoniste dei tuoi quadri?
    R: Io propongo la donna come metafora di modernità, progresso e cambiamento sottolineando le difficoltà che le mie donne hanno nel sostenere le proprie scelte di vita, nel difendere la loro personalità e i loro talenti ma anche nel correggere i propri errori, nel raggiungere gli obbiettivi prefissati lottando contro tutto e tutti. In tutto questo non si fanno mancare neanche il fatto di essere belle anche con qualche chilo di troppo o il naso un po’ lungo e magari nella giornata no. Le mie donne infatti hanno un occhio concretamente rivolto verso il futuro, in virtù di una saggezza ispirata ai vecchi saggi della cultura ellenica ma anche in linea con la cultura più attuale di stampo new age.

    D: Quale potrebbe essere il tuo messaggio trainante a sostegno della non violenza sulle donne, riassunto in una citazione famosa emblematica che rispecchia il tuo modus pensandi e mudus pingendi?
    R: Il mio è un invito a offrire la giusta complicità alle vostre madri, mogli, figlie e donne della vostra vita, partendo da un gesto spontaneo, un po’ di gentilezza, quello scrupolo in più per accontentare i loro desideri. La frase celebre che vorrei citare è: “Credo fermamente che tutto comincia da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto” (Audrey Hepburn).

    VISUALIZZA IL VIDEO DEL VERNISSAGE DELLA MOSTRA:
    https://drive.google.com/open?id=1fUkCg-lEstQ6vMjfPHqwU-ravHMb3XkS

  • La poesia gestuale di Graziano Ciacchini

    È davvero una formula espressiva che contiene una delicata e virtuosa poesia gestuale quella che contraddistingue la pittura di Graziano Ciacchini, che dimostra risorse creative di grande pregio. Come ha rimarcato la dottoressa Elena Gollini scrivendo: “La creatività pulsante e incalzante di Graziano si esprime talvolta con la necessità immediata, intesa come esigenza e bisogno di tradurre un pensiero, una sensazione, un sentimento, un brivido che attraversa il corpo e fa fremere l’anima e si esprime talvolta come maturata e ponderata riflessione, che richiede il tempo di indagare, scandagliare, recepire, trovando la giusta ispirazione. Graziano è dotato di innata sensibilità e curiosità spiccata, è propenso a sperimentare con costanza per individuare nuove stimolanti soluzioni e ricavarsi una propria nicchia espressiva e stilistica. Pur seguendo gli orientamenti del figurativo di impronta tradizionale, si mantiene lontano e indipendente da dogmi imposti e da canoni standardizzati. Le motivazioni scatenanti del suo fare arte risiedono nell’intento di dare vita ad uno spazio libero dove la passione del cuore prevale sulla ragione e si sprigiona, consentendo allo spettatore una fruizione dell’opera più fantasiosa e disinibita. Il suo lavoro parte dall’esperienza del passato e si sviluppa in una fase di costruzioni e ricostruzioni, dove il processo elaborativo approda a scenari e coreografie di intenso impatto e traccia percorsi dinamici imprimendo plasticità di movimento alle immagini e conciliando segno, forma e colore in combinazioni incisive ed efficaci. Il disegno ricopre una base formativa indispensabile e viene rivalutato e valorizzato con il giusto peso trasformando il tratto segnico in poesia gestuale impeccabile, certosina e meticolosa, che non tralascia mai alcun dettaglio dimostrando estrema coerenza e competenza“.

  • Intervista a Mauro Maisel: Abramović, Picasso e delirio creativo

    L’artista Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta al fine di comprendere al meglio la sua arte, la sua visione, la sua ispirazione.

    D: La tua arte è assimilabile anche al concetto di Performance Art che vede come testimonial eccellente per antonomasia la grande Marina Abramović. Un tuo commento di riflessione su questa sua famosissima citazione emblematica: “Il pubblico è come un cane. Possono sentire immediatamente di aver paura, di essere insicuri e di non essere nel giusto stato d’animo e se ne vanno”.
    R: Beh, sicuramente ad una performance della Sig.ra Abramović, avrei fatto sicuramente come il cane, ma nello stato di non essere interessato a ciò che sta succedendo ed andandomene.

    D: Un commento di riflessione su questa risposta ad effetto del mitico Pablo Picasso, quando gli è stato chiesto cosa significassero i suoi quadri e lui ha risposto perentorio: “Sai mai cosa stanno cantando gli uccelli? No, ma tu li ascolti lo stesso”.
    R: Il grande Mister Pablo, ha trovato la risposta più brillante! Liberarsi da tante domande banali poste.

    D: Ci sveli qualche aneddoto su quello che è il momento saliente cruciale della tua fase di ispirazione? Cosa ti fa scattare il cosiddetto delirio creativo incalzante?
    R: Il momento saliente è stato sicuramente l’errore in un test creativo che ha fatto nascere il mio stile. Stavo provando materiali nuovi e l’idea era creare un cuore sacro in rilievo che uscisse dalla tela, realizzai il tutto con gesso e colori, andai a casa e l’indomani tornai per visionare il risultato… Ci fu silenzio al primo impatto, poi rabbia e volgarità, il mio cuore sacro era ammosciato come un soufflé e tutto strabordante fuori dal supporto, presi una spatola e cominciai a mischiare l’impasto ormai informe creando un mix di colore voluminoso ed insignificante a prima vista. Non sapevo ancora sarebbe divenuto il mio stile. Una volta asciutto, l’effetto mi entusiasmò ed allora cominciai a perfezionare la tecnica, fin al risultato d’ora, in cui ogni qualvolta io crei qualcosa di nuovo, scopro segreti e tempistiche nell’uso di questi materiali.

  • Graziano Ciacchini: arte per sognare

    La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

    Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

  • Mauro Maisel: arte subliminale e vigore espressivo

    Goethe nel Faust dice: “Come tutto s’intesse nel gran tutto ed ogni cosa nell’altra opera e vive”. Questa frase sintetizza il messaggio subliminale che Mauro Maisel ci consegna attraverso le forme e i colori della sua produzione. Artista di moderne vedute, dallo spirito innovativo, dal talento versatile e dalla personalità solare, energica e spirituale che esprime e manifesta nel tripudio brillante e acceso delle colorazioni. L’ordinanza delle sfumature tonali calde, vivaci e permeanti conferisce alle rappresentazioni un potente vigore espressivo dando corpo a anima ai significati sottesi inseriti dentro lo scenario.

    Come ha sottolineato la dottoressa Elena Gollini: “La luce e gli effetti luminosi affiorano e si diffondono con movimento plastico e fluire dinamico, si espandono e si dilatano in una fluida mescolanza fino ad amalgamarsi in perfetta fusione. L’immagine appare eterea, fuoriesce dallo spazio delimitante e rivela quel senso pieno di libertà e quel limite sconfinato e atemporale che supera le superfici imposte. È un’arte che custodisce importanti elementi e componenti simbolisti e diffonde un linguaggio comunicativo di felice connubio tra arti visive e percezioni psichiche con un accento delicato di poesia e fantasia. Le opere sono scrigni di emozioni e di segreti intimi che si aprono nella consapevolezza di volerli condividere con il fruitore. Come davanti ad uno specchio riflesso Mauro guarda e osserva il mondo interiore ed esteriore e lo trasferisce dentro le composizioni con accorata e attenta sensibilità. Attraverso il segno, la forma e il colore esalta la gioia di vivere e la cerca nella dimensione immaginifica e fantastica, nei ricordi del vissuto, nella speranza per l’avvenire, nel donare tutto se stesso con il fare artistico. Lo stile comunicativo ritrae e rivela la sua anima limpida, capace di gestire molto bene gli stati e i moti dell’anima senza nascondersi mai. Le opere descrivono il progetto artistico che è anche esistenziale, fatto di amore e passione e formano un cammino concepito come opportunità di rinnovamento e di rigenerazione. Le proiezioni rievocate vengono improntate non come realtà oggettiva, ma come realtà emotiva. Per Mauro l’arte è un viaggio in cui l’immaginario e la realtà condividono lo stesso spazio, valorizzandosi a vicenda tra spensieratezza e riflessione“.

  • Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

    Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

    Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

     

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  • Matteo Fieno parla della sua prima mostra personale a Milano

    L’artista Matteo Fieno inaugura Venerdì 22 Novembre 2019, alle ore 18, la sua prima mostra personale a Milano, presso la rinomata Milano Art Gallery, situata in via G. Alessi 11, nel cuore del centro storico cittadino. La mostra “Declinazioni al femminile” sarà visitabile ad ingresso libero fino al 6 Dicembre 2019. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Sarai certamente molto emozionato per la tua prima personale; perché hai scelto Milano come città ospitante e cosa ti aspetti da questa importante esposizione?
    R: Effettivamente l’emozione inizia a farsi sentire. Diciamo che ho scelto Milano spinto dal desiderio di esporre i miei lavori in un grande palcoscenico, sperando che possa rappresentare una grossa validazione per il mio lavoro artistico.

    D: Come è avvenuta la selezione delle 42 opere che saranno allestite in mostra? Come è stato scelto il titolo “Declinazioni al femminile”?
    R: Ci tenevo che la mostra fosse improntata esclusivamente sulle mie tele e non sui miei dipinti su carta, in modo da ottenere un maggior impatto. Il titolo “Declinazioni al femminile” mi è sembrata la tematica centrale alla mia ricerca artistica e anche un’efficace definizione che spiega quale sia la mia attitudine creativa.

    D: Raccontaci in cosa consiste il tuo speciale “Diario delle donne” che hai pensato di consegnare durante la mostra al posto del tradizionale catalogo;
    R: Ci tengo a far passare il messaggio che tutti si possono identificare nelle mie donne, perché tutti possiamo condividere gli stessi sentimenti a dispetto di differenze culturali, sociali, linguistiche, di sesso, di razza… Infatti, l’obiettivo principale di un uomo che dipinge le donne è di porre uno scomodo quesito sul fatto che il mondo forse non è diviso in fazioni come ci hanno detto, ma va soltanto visto con occhi diversi.

    D: E se dovessi con un motto simbolico definire questa tua mostra, quale sceglieresti?
    R: Mi verrebbe da citare una celebre frase di Berthe Morisot “È importante esprimere se stessi… siamo dotati di sentimenti e questi sono reali quando sono attinti dalla propria esperienza”.

  • L’artista delle donne Matteo Fieno omaggia Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente voluto omaggiare con una sua opera pittorica Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia, che ricopre questa prestigiosa carica con successo dal 2015 ed è considerata una delle figure femminili di punta del grande colosso mondiale dell’arredamento. Con questo dono simbolico Fieno ha voluto dimostrare la sua stima e la sua ammirazione verso questa donna di valore, che si è fatta strada con determinazione, intraprendenza e meritocrazia e ha raggiunto una posizione di rilievo indiscussa nel panorama internazionale. La consegna del quadro è avvenuta in data 8 Novembre 2019, nel contesto della storica Fondazione Mirafiore di Fontanafredda, che ha inaugurato la decima stagione annuale del suo calendario di eventi con la presenza d’eccezione della Frau, protagonista di una stimolante e coinvolgente conferenza in stile lectio magistralis dal titolo emblematico “Siamo fatti per cambiare”.

    Fieno nel suo rievocare la figura muliebre e nell’infoderle intensa enfasi celebrativa, è come un poeta dell’universo femminile che lo decanta e lo esalta proprio attraverso i suoi versi aulici. Alla stessa stregua Matteo usando la forza e l’energia delle sue raffigurazioni che sprigionano una potente carica di virtuosa e ammaliante seduzione, compone una metafora poetica di profondo significato e traccia un componimento pittorico che trasporta con sé un tripudio di sentimenti e amplifica a tutto tondo la sublimazione assoluta del senso di essere donna ed esistere in quanto tale con piena consapevolezza del proprio ruolo.

  • Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

    L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

  • L’anticonformismo artistico di Marco Merulla

    Artista eclettico dallo spiccato spirito anticonformista, Marco Merulla si dimostra un talentuoso e intraprendente creativo, che si cimenta con passione e dedizione e si muove con destrezza nel variegato e multiforme panorama attuale della scultura informale non convenzionale.

    La dottoressa Elena Gollini lo ha selezionato per entrare nel circuito di qualità degli artisti del suo blog www.elenagolliniartblogger.com e ha espresso delle significative riflessioni critiche di analisi, per scandagliare i tratti e gli aspetti salienti che ne caratterizzano l’ideologia creativa alla base della sua originale produzione. Di recente ha redatto un corposo testo di recensione critica, dove ha voluto evidenziare una serie di punti di collegamento con la tradizione scultorea del passato e creare anche un riferimento di legame con la cosiddetta arte del riciclo nelle sue peculiari componenti distintive. Leggi qui sotto in allegato il testo critico scaricabile gratuitamente dal link http://www.elenagolliniartblogger.com/marco-merulla/ .

  • Le velature oniriche del reale nella pittura di Graziano Ciacchini

    Nei dipinti di Graziano Ciacchini emerge la piena consapevolezza, padronanza e coerenza del gesto pittorico. Per lui la componente emozionale è un tassello fondamentale della sua ispirazione, poiché instaura un rapporto di stretta relazione con quanto raffigurato. Le immagini figurali di impronta paesaggistica vengono riprodotte in una proiezione personalizzata travalicando i confini stessi della natura e delle ambientazioni naturali immortalate, per assurgere ad emblema simbolico di dolcezza, serenità, pacatezza, bellezza da ammirare e contemplare con slancio interiore. Il cromatismo tutto giocato sulle sfaccettate tonalità del blu, sono densi e intensi, sono vibranti bagliori soffusi che talvolta si avvicendano in tonalità più sfumate ed evanescenti donando una permeante cornice radiosa di contorno allo scenario. I dipinti possiedono una luce che si propaga a tutto tondo e pervade lo sguardo dello spettatore. Ogni opera è frutto di una ponderata e meditata azione ideativa ed esecutiva. Riesce a combinare con abile maestria ogni dettaglio e ogni singola componente e a garantire la resa ottimale d’insieme avvolgendo la rappresentazione con una soave e delicata velatura poetica, aulica e sentimentale che lascia spazio ai dettami del cuore e alle pulsioni dello spirito. L’arte di Ciacchini si riveste di significati subliminali e simbologie sottese. La pittura è intesa come metafora della vita nell’avventuroso viaggio dell’esistenza e come forza vitale ed energia libera di fluire e sprigionarsi. Si muove all’interno di una concezione dell’opera d’arte come suggerimento di lettura e di interpretazione riflessiva con atteggiamento aperto e incondizionato. Persegue una compiutezza formale di pieno equilibrio ed armonia che diventa una sollecitazione a porsi in sintonia, a stare in ascolto, ad osservare, a cercare, a interrogarsi, a stimolare la capacità di sognare e di fare sognare alimentando l’immaginazione e la fantasia. Dipinge con stile e tecnica molto personali valorizzando le rappresentazioni con una ricerca raffinata per il dettaglio scenico de una ricca e variegata sottolineatura narrativa, con una partitura strutturale articolata e precisa che accentua la sua espressione emozionale nella fase creativa e la filtra nella suggestione compositiva d’insieme. Il tratto segnico sempre curato con dovizia traccia figurazioni di sorprendente visionarietà con una formula di realismo e di verismo traslata sul piano immaginifico con accento onirico e fiabesco. “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno” (Vincent Van Gogh).

  • Rosanna Gaddoni: arte di poetica realtà

    Il linguaggio artistico per Rosanna Gaddoni diventa il riferimento privilegiato e lo strumento preferenziale per entrare in contatto con il mondo circostante e la conduce ad un’approfondita indagine interiore. L’arte è un mezzo di intima conoscenza di sé e di scandaglio analitico di quanto la circonda. Gli effetti di luce e i riflessi luminosi sapientemente dosati e calibrati liberano le immagini producendo forte suggestione visiva, lasciandole emergere come se fossero apparizioni trasfigurate ed eteree inserite dentro atmosfere spaziali sospese senza tempo e fuori dal tempo. Ogni raffigurazione possiede un forte potere evocativo ed è come la metafora di una nascita, di una rivelazione, di un nuovo inizio rigenerante e Rosanna si proietta nel sorprendersi e nel meravigliarsi di quanto ancora è misterioso e rimasto celato e non svelato. Non si limita alla ricerca della verità del dato reale e puramente descrittivo, ma individua un’articolata e sfaccettata piattaforma fantastica e immaginaria per creare, inventare e scoprire innovative e inedite soluzioni compositive. Il suo lavoro pittorico è al tempo stesso sperimentale e concettuale. Si ricava un proprio metodo strumentale nella procedura e si rende autonoma da canoni e regole preimpostate e preconfigurate a monte, definendo una propria esclusiva identità artistica che qualifica i suoi lavori e li rende ben riconoscibili. Rifugge volutamente dalla discrepanza radicale della sempre crescente ricerca di perfezione assoluta che porta all’inevitabile standardizzazione e si orienta verso un percorso evolutivo libero, con una formula espressiva e comunicativa scaturita da un archivio della sua memoria visiva e personale del vissuto esistenziale. In questo mantiene le tracce tangibili del suo mondo circostante, un mondo in costante divenire e in continua mutazione. Le composizioni sceniche figurali si presentano come le pagine illustrate di un diario privato che filtrano e rielaborano queste trasformazioni e vogliono condividerle con lo spettatore.

    Ecco come la critica curatrice Elena Gollini ha posto in evidenza le connotazioni di pregio della sua pittura: “Un afflato emotivo pregnante e un aggraziato e garbato lirismo poetico fanno da cornice alla vivace vena creativa di Rosanna che trova nella pittura un filone preferenziale d’ispirazione inesauribile, nel quale immettere a fare riecheggiare una permeante e avvolgente melodia del cuore, come una sonorità soffusa che si diffonde con soave delicatezza. Si cimenta con dinamica fantasia su varie tematiche espressive riuscendo a ricavarsi un proprio filo conduttore personale qualificante e una cifra stilistica riconducibile ad un orientamento soggettivo, mai pedissequamente copiativo né emulativo. Nei quadri il suo vissuto è ciò che narra, ciò che sente e lo rappresenta come se fosse uno scorcio speciale e inedito della sua vita interiore. I cicli pittorici diventano dei virtuali romanzi esistenziali e compongono figurativamente un’estemporanea raccolta di stati d’animo e di esperienze significative. Guardare le sue opere trasmette le stesse emozioni di ascoltare una musica suadente e accattivante e di ammirare un suggestivo panorama che cattura e conquista lo sguardo. La sua pittura racchiude espressioni nascoste e messaggi appena celati tutti da scoprire che sollecitano la mente e l’approccio sensoriale a tutto tondo“.

  • La potenza espressiva nelle opere di Mauro Maisel

    Mauro desidera dal fruitore la comprensione spontanea di quello che c’è in lui, la condivisione delle emozioni pure e incontaminate, la partecipazione interattiva a valorizzare la bellezza e la grazia dell’arte“. Così scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista d’arte parlando dell’arte di Mauro Maisel e continua: “Il suo ego creativo non è isolato e ripiegato su se stesso, non si limita soltanto ad uno scandaglio di autocoscienza, ma si apre al dialogo e al confronto all’insegna di un concetto di esistere anche fuori di noi per ritrovare e recuperare frammenti e segmenti di un’essenza vitale, che pensavano essere andati perduti“.
    Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Come coniughi nel tuo fare arte i concetti di potenza espressiva e dimensione allusiva?
    R: La potenza espressiva è ciò che curo prevalentemente, l’uso dei colori, la brillantezza delle opere finite. Voglio che l’occhio di chi osserva sia catturato dall’irregolarità dell’opera e di conseguenza evocare pensieri e domande nell’osservatore.

    D: Come inserisci all’interno del tuo percorso creativo l’auto riflessione analitica?
    R: È d’obbligo, quando si realizza un’opera, fermarsi a riflettere durante la realizzazione! Per forza, il dubbio di star facendo bene deve sempre esser presente.

    D: Cosa devono possedere le tue opere per avere un’efficace e incisiva funzione comunicativa?
    R: Devono avere un titolo ed un tema che rispecchia l’opera, anche ridicolo e che faccia sorridere! Deve sorprendere anche il titolo e la descrizione oltre all’opera.

  • Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

    L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

  • L’arte di esplorazione del reale di Rosanna Gaddoni

    L’apparato figurativo dell’arte di Rosanna Gaddoni si costituisce e si afferma mediante una sorta di poetica esplorativa del mondo visibile conosciuto e di quello non visibile che abita nella dimensione psichica e immaginaria. I suoi lavori producono una sorta di stratificazione del conscio e dell’inconscio, che si avvicendano nell’ispirare il suo atto creativo. Le immagini restituiscono alla vista il significato allusivo di un percorso empirico che vive, si alimenta e si rigenera nei sedimenti della memoria. Quando dipinge la Gaddoni attinge dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai pensieri, dagli stati emotivi, dalle associazioni delle idee che sgorgano e fluiscono dando ritmo e scandendo le fasi elaborative. La sua versatile vena fantasiosa la avvicina a quanto dichiarato da Borges “il sogno visionario non si forma che nel viaggio”. La sua poetica artistica sviluppa una vocazione figurativa che diventa metamorfosi di un viaggio paradigmatico nel reale e si evolve anche nella sfera dell’immaginario aprendo porte d’accesso inaspettate e sorprendenti che confondono e mescolano il vero e l’invenzione e danno spazio a un mondo percettivo sommerso e ancora inespresso. La componente tonale sempre molto minimale, sobria e pacata e utilizzata con combinazioni mirate di grande effetto e rende molto accattivante l’insieme, favorendo l’approccio visivo e lasciando volutamente affiorare un contorno di significato enigmatico che sfugge alla comprensione sommaria immediata e resta ancorato ad un concetto affascinante di non del tutto svelato e rivelato. La Gaddoni entra e si addentra nel quadro e ne diventa parte integrante attiva, trasportandovi l’essenza della propria anima come se fosse in senso metaforico il prolungamento della sua mano nel gesto creativo. Suggerisce atmosfere oltre lo spazio naturalmente percepito ed esprime una concettualità visionaria modulata e modellata da un potente afflato di pathos e di coinvolgimento. Attraverso l’orchestrazione impeccabile e la sapiente partitura dinamica della composizione garantisce una resa plastica ottimale alle raffigurazioni e innesca un gioco bilanciato e armonioso di gradazioni luminose ed effetti chiaroscurali che dilatano la profondità spaziale e la percezione ottica. La sua pittura cerca l’attenzione partecipe dello spettatore e vuole essere portavoce di un mondo ancora tutto da perlustrare, un mondo che attira e attrae verso il sapere e la conoscenza e sottende a importanti interrogativi di cui cercare le risposte.

  • Mauro Maisel: arte per stupire e per stupirsi

    Analizzando la corposa produzione di Mauro Maisel emerge la sua potente inventiva che fluttua nell’incalzante desiderio di ricerca di orizzonti creativi sempre nuovi e stimolanti, con un procedimento tecnico e una perizia strumentale in continua evoluzione, caratterizzati da un paziente e certosino studio sperimentale che nel tempo scandisce fasi di fervida creatività, congiunta a momenti preparatori di meticolosa e ponderata meditazione sul proprio mondo interiore. Il linguaggio del colore è basilare in ogni lavoro e acquista una profonda valenza simbolica e concettuale. L’uso del colore, pastoso, luminoso, caldo, pervade la trama narrativa di vitalità, accende e alimenta lo scenario compositivo. Le tonalità e le sfumature cromatiche possiedono una suggestione tutta speciale e sono permeate da una visionarietà eterea, senza tempo e fuori dal tempo. La consistente e marcata stesura dell’impasto pigmentoso variopinto e policromatico, che si compone di più strati plasmati e armonizzati insieme, permette di ottenere dei volumi in rilievo che fuoriescono dallo spazio dell’opera, si espandono e si dilatano e producono delle proporzioni plastiche di immediato impatto estetico. Dedizione instancabile e vocazione inesauribile sono i pilastri portanti del suo fare arte che si completa di una fase esecutiva dove l’istinto creativo e l’incipit irrazionale vengono convogliati dentro un’azione ordinata e bilanciata in ogni gesto. Maisel raggiungendo la piena maturità artistica si protende verso il fruitore con la massima libertà espressiva e con impronta decisa, sicura, disinibita e segue le sue percezioni intime e il suo perspicace e acuto colpo d’occhio. Il risultato delle sue opere garantisce un’immediatezza visiva e genera nell’osservatore la voglia di addentrarsi e scoprire quanto è insito, si cela e viene custodito dentro le rappresentazioni.

    Dalla visione delle opere scaturisce un universo complesso di sensazioni simultanee e contestuali che accorpano insieme bellezza, materia e spirito. La critica curatrice Elena Gollini ha espresso delle riflessioni articolate al riguardo spiegando: “Per Mauro la creazione artistica corrisponde alla creazione spirituale e le leggi della creazione artistica equivalgono a quelle della creazione spirituale. Ideando ed elaborando l’opera intraprende in modo contestuale un lavoro di rigenerazione interiore. Nell’intento di perfezionare al meglio la sua creazione vuole raggiungere un ideale di bellezza evocativa di potente suggestione. Ama e celebra il senso del bello e lo trasmette nell’essenza costitutiva delle opere. L’arte con una personale e soggettiva riqualificazione, gli consente di percorrere il suo cammino esistenziale con coerenza e maturità, acquisendo una più profonda comprensione della dimensione interiore che gli offre spunti utili per affrontare la vita quotidiana. Esprimendo il suo archetipo di bellezza evidenzia simbolicamente il bello e il buono che c’è in ogni essere vivente e in ogni creatura, in nome di una proiezione visionaria positiva e di un fare arte sorretto da un’intensa vena di espressività intrinseca e da uno slancio artistico audace e temerario, che lascia emergere non soltanto l’aspetto estetico delle composizioni sceniche, ma anche tutto quel mondo di risorse interne sottese che conferiscono un valore concettuale aggiunto alla portata sostanziale della narrazione e generano messaggi e significati subliminali che vanno oltre il marginale e sommario impatto visivo. Mauro si propone di dare vita ad un’arte atemporale che può fluire e spaziare librandosi con dinamismo e vitalità conquistando da subito lo sguardo incuriosito dello spettatore“.

  • Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

    L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

  • L’artista Matteo Fieno commenta alcune citazioni di Klee, Rembrandt e Matisse

    Abbiamo chiesto il punto di vista dell’artista Matteo Fieno riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Si ricorda che le opere di Fieno saranno in esposizione dal 10 al 14 Ottobre 2019 nel contesto dell’importante Biennale Milano, che si terrà nel cuore di Brera.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”;
    R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”;
    R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni che costituisce un quadro”;
    R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

  • Mauro Maisel e la sua arte cosmopolita ed innovativa

    Il male più grande è non avere più nulla verso cui orientarsi e protendersi con amore, emozione, sentimento, trasporto” afferma la Dott.ssa Elena Gollini e prosegue: “Mauro riesce a tradurre e a trasformare nella narrazione pittorica queste intense urgenze interiori e a rendere tangibili sguardi reali, di memorie oppure di invenzione immaginifica, che appartengono alla parte più enigmatica e indecifrabile del suo fare arte, a quell’allure misteriosa che avvolge permeante e si propaga all’esterno, espandendo e sprigionando un fascino ammaliatore speciale“. Di seguito una nuova intervista dell’eclettico artista Mauro Maisel.

    D: Quali parti della Storia dell’Arte senti più inclini al tuo linguaggio artistico?
    R: Penso di essere uno schizzo di colore arrivato dalla action painting dei grandi maestri dell’epoca, o almeno, lo spero e lo credo sempre!

    D: Come concepisci il concetto di cosmopolita applicato alla tua arte?
    R: Lo sono di sicuro, spazio e viaggio con la mente e con gli occhi (per agguantare idee qua e la e rivisitarle a mio modo).

    D: Come concepisci il concetto di innovativo applicato alla tua arte?
    R: I miei sforzi e le mie idee sono direzionati proprio li, io voglio creare qualcosa che ancora non esiste!

  • L’arte di Matteo Fieno in esposizione alla Biennale Milano

    Grandi progetti in vista per Matteo Fieno, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 esporrà le sue opere d’arte in occasione dell’importante Biennale Milano, che avrà luogo nel cuore di Brera. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano; ci racconti qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?
    R: Sono sei tele del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

    D: Cosa rappresenta per te la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Hai già esposto in altre occasioni a Milano?
    R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

    D: Un resoconto globale sulle varie esperienze espositive di questo 2019; quali altri progetti stai mettendo in cantiere per i prossimi mesi?
    R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra Novembre e Dicembre alla “Milano Art Gallery”.

  • L’immediata espressività della pittura di Graziano Ciacchini

    La pittura di Graziano Ciacchini è come un racconto dalle variegate tonalità, così come è la vita nel suo arcobaleno colorato e simboleggia un desiderio di ricercato e garbato lirismo poetico nella gioia di un’esistenza pacata, serena e rassicurante. I dipinti possiedono un’atmosfera speciale e celebrano la bellezza idilliaca della natura, dei contesti ambientali incontaminati e di tutto ciò che riesce a trasferire vibrazioni pulsanti al suo animo appassionato e sensibile. Ogni composizione ha un impeccabile equilibrio rappresentativo e si riveste di contenuto pregnante di significato, con un linguaggio chiaro, scorrevole, comprensibile, sempre meditato e riflessivo. La sua pittura si rende portavoce dei momenti e delle fasi più salienti del suo vissuto che seguono il suo stato d’animo e rappresentano la “nicchia del cuore e dell’amore”. Nella vena figurativa di stampo verista e realista inserisce la componente fantastica e fiabesca. Le rievocazioni hanno una duttilità e una brillante lucentezza delle cromie che avvolge e permea con suadente e soave lirismo. Un misterioso e affascinante effetto luminoso e radioso si sprigiona e filtra in ogni segno, in ogni pennellata, come un simbolico rituale aulico. Lo spazio della realtà circostante viene vissuto e concepito con una sorta di devozione rispettosa per tutelarne e custodirne intatti i valori racchiusi. Tra gli accordi e le sfumature è un susseguirsi armonioso e cadenzato di ritmi puri, che mantengono un’impostazione armonica e un’orchestrazione bilanciata di perfetta sintesi tra classicismo tradizionale e rielaborazione in chiave attuale e moderna. Ciacchini è un artista profondamente libero da qualsiasi formalismo concettuale imposto da canoni moderni estremi e si orienta al recupero della tradizione d’impronta figurativa nella sua componente costitutiva di raffinatezza e di intenso afflato di romantico sentimentalismo. Eugenio Montale nel 1973 ha scritto: “La poesia non ha un momento in cui nasce, ma è lì da sempre come una pietra”. In linea con questa riflessione illustre si muove Ciacchini in nome della valorizzazione di un concetto di arte concepita come poesia dell’anima, nel risveglio delle percezioni emotive e sensoriali. C’è una grande storia di pittura attraverso la quale l’uomo ha scoperto la sua relazione segreta con la natura. Ciacchini con i suoi paesaggi e le vedute suggestive porta in luce quelle emozioni scaturite dalle memorie antiche delle nostre origini. Il colore assume la tonalità dell’anima con un approssimarsi della poesia alla verità, alla spiritualità del mondo. Attraverso la bellezza delle rievocazioni conferisce riscatto alla poesia della pittura, facendone sentire e recepire la forza avvolgente e permeante. Nella semplicità e immediatezza espressiva la pittura riscopre tutto il potere di verità e di bellezza e si offre allo spettatore nella sua assoluta purezza, incontaminata e incondizionata.