Anche se non se ne parla quasi mai, i problemi di incontinenza non riguardano solamente l’apparato urinario ma anche quello digerente; e a questo proposito si calcola che sino al 2% della popolazione soffra di quella che viene definita come incontinenza fecale.
Questo disturbo, per ovvie ragioni, mina profondamente l’autostima della persona che ne è colpita così come la sua qualità della vita. Ridurre le uscite in pubblico, dare un taglio netto alle attività all’aria aperta e sentirsi costantemente a disagio in mezzo agli altri sono problemi all’ordine del giorno per chi soffre di questa particolare forma di incontinenza.
Le cause possono essere diverse: l’invecchiamento e il conseguente calo di tono muscolare, danni a livello dei nervi oppure problemi al pavimento pelvico in seguito al parto, solo per citare le principali.
Tanti possono dunque essere i fattori scatenanti, ma uno è il trattamento che consente di liberarsi dall’incontinenza anale anche in età avanzata: il metodo chirurgico THD Gatekeeper, che attraverso un intervento mini-invasivo va a impiantare minuscoli impianti che ripristinano la corretta chiusura dello sfintere.
Il metodo THD Gatekeeper ha un’efficacia dimostrata scientificamente, e sinora migliaia di pazienti sono tornati a una vita normale dopo averlo scelto per risolvere i loro problemi di incontinenza. Il decorso post operatorio è molto breve, mentre in generale l’intervento è rapido (circa 30 minuti) ed eseguito in anestesia locale, senza la necessità di ricovero.
Eppure questo genere di incontinenza, altamente impattante sulla qualità della vita per motivi certo ovvi, può colpire persone di tutte le fasce di età, compresi i giovani. Esistono diversi gradi di questa patologia, a iniziare dal cosiddetto soiling che si riconosce per via delle piccole perdite involontarie di gas, liquidi o solidi che sporcano la biancheria intima.