Tag: Giappone

  • KUO di BREM. Il termoarredo dal fascino minimal

    La collezione di radiatori scaldasalviette KUO rievoca con originalità  il formalismo giapponese e la sua essenzialità.

    La purezza formale e? ottenuta da una piastra piatta ai cui lati sono sovrapposti elementi verticali, che delimitano lo spazio dando snellezza e continuità verso l’alto.

    Larghezze minime, con elementi tubolari orizzontali, minimali e sottilissimi, immaginate per integrarsi perfettamente negli spazi ridotti degli ambiti residenziali e contract.

    Modello singolo o doppio, declinabile in numerose finiture secondo l’ampia palette aziendale, per ottenere altissime rese e composizioni originali.

    www.brem.it

  • Daniel Mannini: il suo viaggio pittorico si intreccia con il fascino ammaliante dei luoghi delle meraviglie

    Daniel Mannini ha intrapreso con slancio ed entusiasmo un intrepido avvincente viaggio pittorico, che lo sta conducendo nei meandri e negli anfratti di una ricerca sperimentale intrisa e permeante di componenti allusivi e concettuali sottesi e di dinamiche narrative di sorprendente e prolifica visionarietà intrinseca. Alla luce di tali importanti obiettivi che sta via via raggiungendo con risultati davvero soddisfacenti, si è cimentato nella preparazione di sette nuove opere pittoriche, che fungono da accompagnamento simbolico e da filo conduttore ad un nuovo progetto artistico curato dalla Dott.ssa Elena Gollini e dedicato a sezioni di iscritti che raccontano dei luoghi delle meraviglie, quei contesti unici e strepitosamente coinvolgenti, che il mondo ci offre e ci esorta a visitare in modo attivo e partecipe, per immedesimarci in quelle epoche passate destinate a fare parte in maniera primaria della storia umana e della dimensione esistenziale. A tal riguardo, la Dott.ssa Gollini si è espressa rimarcando: “È nato un progetto artistico di notevole qualità sostanziale, che diventa un corollario di contorno e di cornice per dare risalto alla nuova produzione di Daniel, un circuito inedito e originale come impostazione e orchestrazione cromatica, volutamente improntato sull’uso del monocolore protagonista per ognuna delle sette opere designate come testimonial rappresentativo di questa sfida sperimentale. L’esito che Daniel ha ottenuto è decisamente interessante, è una sorta di chiave di svolta nella sua proiezione informale, che lo incita e lo sprona a mettersi sempre alla prova, essere sempre più intraprendente, sentire il bisogno di misurarsi con una pittura mai incatenata dentro uno schematismo predefinito e preconfigurato a priori. Trovo molto valido questo tipo di esercizio, anche per alimentare la naturale predisposizione di Daniel e la naturale aspirazione a individuare strade e sentieri alternativi e non ancora battuti. Il viaggio di Daniel equivale metaforicamente al viaggio, che ciascuno deve affrontare per godere appieno di questi luoghi magnifici, di questi luoghi incantevoli e indimenticabili, facendosi guidare dalla purezza assoluta delle sensazioni emozionali più travolgenti e sconvolgenti in senso positivo”. E ha poi concluso di argomentare sottolineando: “Il vero viaggiatore non si ferma soltanto all’apparenza visiva superficiale e marginale e allo sguardo fuggente e fugace, tantomeno si accontenta di un contatto spicciolo, ma cerca e trova quell’essenza di esclusività di approccio. Altrettanto fa il vero artista, che come Daniel diventa fautore e artefice di un proprio viaggio personale e soggettivo, discostandosi da quanto incontra a margine e addentrandosi senza riserve e senza limiti, per dimostrare in primis a se stesso la sua autentica vocazione creativa e la sua irrefrenabile aspirazione“.

    SCARICA IL PROGETTO SU danielmanniniart.it/progetti

  • Daniel Mannini: la sua pittura in viaggio virtuale nei luoghi delle meraviglie

    Viaggiare è sinonimo di esperienze, di scoperta, di riflessione, di emozione, di visione allargata del senso dell’essere e dell’esistere. Altrettanto, lo è l’arte nella sua visionarietà universale di sapere e conoscenza, nella sua capacità comunicativa di eccezionale estensione percettiva e sensoriale. Ecco, perché insieme a Daniel Mannini abbiamo pianificato questo nuovo progetto artistico, che rende omaggio a quei luoghi delle meraviglie, che possiedono una magia senza tempo, che conservano un’aurea particolare, che custodiscono ancora oggi un patrimonio inesauribile di storia, cultura, arte, tradizioni, valori sostanziali di enorme e immensa portata sociale e collettiva, che irradiano un fascino ammaliante intramontabile. Sono i contesti, dove il viaggio si trasforma in avventura indimenticabile da portare sempre dentro il cuore e da ricordare come momento saliente assolutamente incomparabile“. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e commenta le motivazioni a monte, che hanno stimolato e alimentato la realizzazione di questo progetto con protagonista la pittura di Mannini associata in perfetta armonia di sintesi narrativa e descrittiva con una corposa e consistente piattaforma di sezioni di scritti riguardanti luoghi di inestimabile bellezza, tutti da scoprire e tutti da vivere con spirito di grande apertura mentale e psichica, per godere e assaporare al meglio quanto ci offrono e ci donano in tutto il loro incanto e splendore. Proseguendo nell’argomentazione la Dott.ssa Gollini ha sottolineato: “La curatela ideativa e progettuale di questo progetto ha avuto anche un importante salto di qualità nella ricerca creativa compiuta da Daniel, che per la prima volta si è cimentato con sette nuove opere su base monocromatica, dove ha utilizzato un unico colore primario e ha giocato abilmente nell’intreccio e nella fusione tonale e materica, producendo degli effetti visivi davvero convincenti, ma anche un impatto tattile altrettanto intenso. Perché fin dal primo sguardo si ha voglia di toccare i dipinti e di entrare in contatto con l’impasto cromatico e materico in tutta la sua esplosiva suggestione. Le sette opere sono dunque strutturate e impostate in modo voluto e intenzionale per accompagnare i contenuti e le parti scritte e trovano una valenza rafforzativa ulteriore proprio nell’essere stati appositamente studiati e predisposti in funzione di questo accorpamento simbiotico. Pertanto, questo progetto segna un prezioso passo in avanti evolutivo per Daniel e per i suoi traguardi artistici e individua di rimando una maturazione di scelta e di presa di coscienza per la sua dimensione di giovane pittore di virtuoso talento. Dunque, il progetto dedicato al concetto iconico di viaggio alla ricerca di luoghi del cuore si trasforma anche in un nuovo tassello di traguardo raggiunto positivamente nel suo meraviglioso viaggio di ricerca pittorica“.

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  • Economia, l’Asia continua a tirare ma c’è una novità: adesso si può creare più valore in Giappone che in Cina

    La crescita dell’economia cinese dopo la crisi pandemica, assomigliava allo sprint di un ciclista che decide di andare in fuga. Il Paese del Dragone infatti è stato il primo a ripartire dopo il brusco impatto della crisi, e correndo ha staccato tutti.
    Per mesi si è parlato della crescita cinese come un ideale a cui tendere, almeno a livello di dati macro. Consumi, produzione e lavoro hanno marciato fortissimi.

    La corsa folle dell’economia cinese

    economia asiaQuesto trend spiega perché i capitali si sono mossi in maniera globalmente diffusa verso Oriente, alimentando la corsa del mercato azionario cinese. Per questo motivo il paese del Dragone ha fatto registrare una delle migliori performance del mercato azionario nel 2020.

    La capacità di Pechino di riprendere a correre lasciandosi alle spalle la pandemia, si è subito riflessa negli indici azionari del Paese. Che nel 2020 sono saliti su livelli mai toccati prima, superando abbondantemente la loro media mobile di convergenza.
    La maggior parte delle case d’investimento, trascinate in questo vortice di entusiasmo, ritenevano che il 2021 avrebbe confermato questo trend.

    L’avanzata del Giappone

    Tuttavia, anche se continuano a prevalere molti fattori positivi a sostegno dell’investimento in Asia, la situazione è un po’ cambiata: infatti il Giappone sta guadagnando appeal presso i mercati internazionali.
    Gli investitori infatti hanno cominciato a maturare la convinzione che la corsa della Cina forse è stata prezzata in modo eccessivo, visto che il momentum creditizio è in calo e il peso dello Stato non è del tutto prevedibile.

    Bisogna evidenziare che l’economia del Giappone per diverso tempo ha avuto grosse difficoltà di ripresa – a differenza dei cugini cinesi – a causa dell’alto numero di contagi. Questo ha creato un clima di grande incertezza, che sui mercati azionari è stata acuita pure dai tanti dubbi sui Giochi Olimpici estivi.
    Adesso però la situazione è in netto miglioramento e per questo motivo il mercato giapponese è un buon proxy di valore. Per questo molti broker stp suggeriscono ai clienti di diversificare puntando sul mercato nipponico.

  • Bilancio positivo per l’Università degli Studi di Bergamo in Giappone

    Un bilancio più che positivo per l’Università degli studi di Bergamo in Giappone per 7 giorni insieme ad altre 19 università italiane per valutare scambi e accordi di collaborazione.

    Il Rettore Remo Morzenti Pellegrini e il Prorettore all’Internazionalizzazione Matteo Kalchschmidt, alla guida della missione che ha coinvolto 20 università italiane, hanno presentato il sistema di alta formazione e ricerca italiano e l’ateneo bergamasco al Salone Studiare in Italia, organizzato dall’Istituto di Cultura Italiana in Giappone e dell’ambasciata italiana a Tokyo dal 9 all’11 novembre, presentando agli studenti giapponesi l’offerta formativa dedicata agli stranieri e rispondendo a un forte interesse espresso nel corso della tavola rotonda conclusiva della missione, sulla cooperazione internazionale e le politiche di scambio di competenze e studenti, aperta dall’ambasciatore italiano in Giappone, Carlo Starace, e dal direttore dell’istituto di cultura italiana in Giappone, Paolo Calvetti.

    Stiamo progettando il futuro dell’Università attraverso ponti di collaborazione concreti e straordinari. Abbiamo sottoscritto accordi di collaborazione didattico-scientifica con tre atenei giapponesi: Aoyama Gakuin University e Kanagawa University a Tokyo, Kwansei Gakuin University, nel Kwansei, perché vogliamo far diventare Bergamo un ateneo globale, che offra alle ambizioni dei nostri giovani opportunità di studio coerenti con i loro talenti” sottolinea il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.

    A partire dal prossimo anno accademico quindi studenti e docenti dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze Umane e Sociali, Economia, Scienze dell’Educazione, Lingue e Ingegneria saranno il ponte culturale-scientifico tra Italia e Giappone.

    Accordi che vanno ad ampliare l’offerta “nipponica” che vede partnership ormai consolidate con Ritsumeikan University (Kyoto), Kyoto Institute of Technology, Nihon University College of Engineering (Koriyama) e Tokyo Metropolitan University.

    A chiusura della missione, il ricevimento della delegazione italo-nipponica presso l’ambasciata italiana a Tokyo dove l’ambasciatore Starace ha presentato, attraverso una delegazione di Confindustria, il sistema delle imprese italiane dei settori agro-alimentare, fashion e design presenti in questi giorni a Tokyo per un evento internazionale.

  • Missione in Giappone: l’Università degli studi di Bergamo alla guida di 20 atenei italiani

    Dal 4 all’11 novembre una delegazione di 20 università italiane è in missione in Giappone per stringere alleanze e accordi internazionali.

    L’occasione è la partecipazione a Tokio il 9 e 10 Novembre al Salone Studiare in Italia, organizzato dall’Istituto di Cultura Italiana di Tokyo e dall’Ambasciata ma soprattutto la missione ha obiettivi concreti il cui denominatore comune è il confronto e il percorso in team per una crescita coerente degli atenei italiani.

    Fitto il programma che prevede incontri con altri 25 atenei giapponesi e l’11 novembre una giornata di confronto sul tema “Perspectives of Internationalization and Co-education programmes in the Universities of both Countries” e cioè le prospettive dei programmi di internazionalizzazione e co-education in entrambi i Paesi. L’incontro sarà introdotto dal direttore dell’Istituto di Cultura Italiana, Paolo Calvetti, e dall’Ambasciatore Italiano Giorgio Starace.

    Con un boom di iscritti e progetti di nuova crescita, guida la missione, su delega della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), l’Università degli studi di Bergamo, al Salone con uno stand per presentare l’offerta formativa orientata agli studenti giapponesi.

    A margine del Salone in tre incontri specifici, Remo Morzenti Pellegrini e Matteo Kalchschmidt, rispettivamente rettore e prorettore all’internazionalizzazione dell’Università di Bergamo firmeranno accordi di collaborazione didattico-scientifica con tre atenei giapponesi: Aoyama Gakuin University e Kanagawa University a Tokyo, Kwansei Gakuin University, nel Kwansei.

    Sottolinea il rettore Remo Morzenti Pellegrini: “Vogliamo affiancare all’attività formativa “standard” corsi comuni e accordi tra università per mettere a fattor comune competenze e percorsi, spingendo il sistema universitario italiano verso l’alto nelle classifiche internazionali e rispondendo alla forte spinta verso l’internazionalizzazione che sta diffusamente interessando le università italiane.  Basti pensare al periodico monitoraggio da parte della CRU https://www2.crui.it/crui/2019-2020%20Corsi_En%20presentazione.pdf tra  https://global.kwansei.ac.jp/l’ultima rilevazione del 2019 e quella precedente del 2016 segna una crescita delle esperienze censite pari a circa il 30%”.

    Prima firma oggi tra l’ateneo bergamasco e la Kwansei Gakuin University https://global.kwansei.ac.jp/. In particolare l’accordo prevede lo scambio di docenti e studenti tra i due Atenei, nelle diverse aree di Giurisprudenza, Scienze Umane e Sociali, Economia, Scienze dell’Educazione, Lingue e Ingegneria.

    Alla cerimonia hanno partecipato il Rettore Remo Morzenti Pellegrini, il prorettore all’Internazionalizzazione Matteo Kalchschmidt e la dott.ssa Elena Gotti, Responsabile del Servizio Orientamento e Programmi Internazionali mentre da parte Giapponese: Dr Osamu Murata, President, Professor Naomi Hiura, Vice President International, Professor Tomonao Fujita, Dean, International Education and Cooperation, Mr Yutaka Sawamura, Head, Center for International Education and Cooperation, Ms Yoshiko Sakai, Partnerships Coordinator.

    LE UNIVERSITA’ CHE PARTECIPANO ALLA MISSIONE IN GIAPPONE

    Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
    Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM
    Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli
    Politecnico di Milano
    Sapienza Università di Roma – Sapienza University of Rome
    Università degli Studi di  Napoli L’Orientale
    Università degli Studi di Bergamo
    Università degli studi di Cagliari
    Università degli Studi di Firenze
    Università degli Studi di Foggia
    Università degli Studi di Macerata
    Università degli studi di Milano
    Università degli studi di Milano – Bicocca
    Università degli Studi di Parma
    Università degli Studi di Siena
    Università degli Studi di Torino
    Università degli Studi di Udine
    Università Ca` Foscari Venezia
    Università per Stranieri di Siena
    IED Istituto Europeo di Design
  • Spoleto Arte e il Premio internazionale Ambasciatore d’Arte raccolgono consensi all’estero

    Si è aperta lo scorso sabato 27 luglio la mostra Premio internazionale Ambasciatore d’Arte presso la conference room del Riva Hotel di Istanbul. Organizzata da Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, l’esposizione itinerante, ideata e attuata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, spiccherà presto il volo verso Shanghai, seconda tappa del tour che coinvolge quaranta artisti, portando alcuni dei loro lavori nelle più grandi città d’Oriente.

    Con il contributo dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, il Premio internazionale Ambasciatore d’Arte atterrerà il primo agosto nella più grande città della Cina, portando le opere degli autori prima al Grand Central Hotel Shanghai e poi al Sunworld Dynasty Hotel di Pechino il 6 agosto. Il 12 sarà la volta di Tokyo, presso l’Hotel Listel Shinjuku, dove il Premio concluderà il suo viaggio volto all’apertura delle frontiere artistiche attraverso il talento di: Patrizia Almonti, Giuseppe Bertoletti, Piero Boni, Serafino Botticelli, Ronnie Brogi, Pietro Burzi, Letizia Caiazzo, Luca Cameli, Gian Luigi Castelli, Adriana Collovati, Domenica Cosoleto, Germano Costa, Paolo De Polo, Micaela D’Onofrio, Giuliana Maddalena Fusari, Roberto Giacco, Carlo Guidetti, Christian Arnulf Hecher, Pietro Lembo, Luigi Lucernini, Maria Donata Lupo, Michele Macchia, Silvana Mascioli, Elena Mastropaolo, Roberta Moresco, Alessandro Negrini, Maria Assunta Nunziata, Silvano Ottaviani, Graziella Paletta, Massimo Paracchini, Francesca Pezzola, Fabrizio Pinzi, Maria Stella Polce, Giulia Quaranta Provenzano, Guillermina Rivera, Rolando Rovati, Angelo Scuderi, Federico Tamburri, Enrico Tomassi e Paolo Uttieri.

    Turchia, Cina e Giappone accolgono dunque per poco più di due settimane una rassegna che si pone l’obiettivo di mostrare l’arte come linguaggio universale, di portarla in primo piano in metropoli dove le culture si confondono e danno vita a nuove realtà frementi di vita.
    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Spoleto Arte punta sull’Asia con il Premio Internazionale Ambasciatore d’Arte

    Istanbul, Shanghai, Pechino e Tokyo, queste le quattro città che Spoleto Arte toccherà prossimamente con il prestigioso Premio internazionale Ambasciatore d’Arte. Dal 27 luglio al 12 agosto gli artisti selezionati con questo prestigioso riconoscimento porteranno visibilità alle loro opere attraverso quattro tappe che ne presenteranno valore e talento al pubblico orientale. Il tour espositivo, ideato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, avrà il contributo dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    A partire dal 27 luglio dunque le opere giungeranno dapprima a Istanbul per spostarsi il primo agosto a Shanghai. Il 6 agosto sarà la volta di Pechino, il 12 dello stesso mese invece il giro si concluderà a Tokyo. Il viaggio alla volta della Turchia, della Cina e del Giappone sarà la pietra angolare per un progetto destinato a fissarsi nella storia di Spoleto Arte – non nuova a questo genere di esperienze – quale ulteriore apertura, una dimostrazione di come l’arte sia una lingua universale, un valore culturale imprescindibile, capace di unire e di creare ponti tra paesi sostanzialmente diversi.

    Passando per quattro centri nevralgici dell’Oriente, Spoleto Arte intende così omaggiare artisti affermati o emergenti conferendo loro il Premio Internazionale Ambasciatore d’Arte e, per tre di loro è previsto un’ulteriore compenso.

    Premi del valore di 5.000, 3.000 e 2.000 € andranno rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato, i quali potranno usufruirne spendendoli in esposizioni presso la Milano Art Gallery o con Spoleto Arte.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Incidenze Divergenti – Tomoko Momoki e Carlo Gori

    L'immagine può contenere: testo, spazio all'aperto e acqua

    Dopo i successi raccolti dalle precedenti esposizioni, la rassegna di mostre bipersonali organizzate dal gallerista Francesco Zanuso prosegue con “Incidenze Divergenti”, che vedrà una coppia formata dalla pittrice giapponese Tomoko Momoki e dall’artista multidisciplinare Carlo Gori. L’evento, a cura di Antonella Gemma, inaugurerà mercoledì 7 novembre alle 18 in Corso di Porta Vigentina 26 a Milano.
    La mostra si protrarrà fino a giovedì 22 novembre.

    INCIDENZE DIVERGENTI
    Gli artisti Tomoko Momoki e Carlo Gori hanno condiviso luoghi di formazione in maniera disgiunta, cosicché l’influsso esplicato dai medesimi sistemi culturali, dagli ambienti nipponico e europeo – in particolare dell’Italia e dell’Inghilterra – ha determinato i loro stili differenti, denotanti e connotanti poetiche non correlate. D’altronde la giustapposizione di collezioni dei due pittori risulta armoniosa: le incidenze divergenti paiono risolversi in “tracce converse”.
    Antonella Gemma

    CENNI BIOGRAFICI

    L'immagine può contenere: 2 persone, primo pianoTomoko Momoki
    Nata in Giappone nel 1972, Tomoko Momoki ha compiuto i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Tokyo, conseguendo la specializzazione in Tecniche Pittoriche nel 1994; nello stesso anno il superamento di un’ardua selezione ha consentito alla pittrice di proseguire il suo percorso formativo nella suddetta accademia, effettuando ricerche inerenti alla pittura a olio. Nel 1994, come pure nei tre anni successivi, l’artista ha partecipato al Salone Shiun-You-Kai di Tokyo. Nel 1997, durante un soggiorno in Europa, Tomoko Momoki ha maturato la decisione di trasferirsi in Italia. Nel 2000 ha esposto a Tokyo le sue opere, ormai permeate di stilemi mutuati dalla cultura occidentale, derivati tra l’altro dalla rielaborazione di archetipi propri dell’arte italiana. In seguito, pur privilegiando la pittura da cavalletto, si è dedicata anche a quella parietale, inoltre ha eseguito lavori di decorazione di interni di palazzi gentilizi, edifici di interesse storico-artistico. Dal 2013 l’attività di Tomoko Momoki è incentrata esclusivamente sulla pratica della pittura da cavalletto.

    L'immagine può contenere: 1 persona, primo pianoCarlo Gori
    Nato a Novara nel 1968, si laurea in lettere moderne, indirizzi storico artistico e pedagogico, ha un post lauream in Specialista produzioni audiovisive. Risiede a Roma, ma lavora spesso all’estero, specie in Inghilterra e Giappone. Artista multidisciplinare si esprime in particolare come attore e regista, artista visuale, performer e curatore di progetti artistici, tra cui “Morandi a colori”, “Pinacci Nostri” e Tor Sapienza “Quartiere d’Arte” (vincitore nel 2005 del concorso “Idee in comune” del Comune di Roma). Nel 2010, durante una residenza artistica di sei mesi presso la Westbury Farm Studios di Milton Keynes in Inghilterra, realizza e mette in mostra alcune opere che poi espone anche al Museo Bansisou di Matsuyama in Giappone, sede che, per la prima volta, concede l’intera sua superficie ad un artista. È uno dei maggiori promotori del MAAM di Roma, il Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia. Nel 2018 realizza quattro opere per la sala didattica di Villa Medici, l’Accademia di Francia a Roma. Nel 2019 parteciperà al progetto MACRO Asilo curato da Giorgio de Finis, dove, inoltre, curerà la partecipazione di AU, il collettivo artistico fondato dall’artista giapponese Shozo Shimamoto.

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    Tomoko Momoki – Pantheon – olio su tela -90×90cm

    Nessun testo alternativo automatico disponibile.

    Carlo Gori – At The End Of The Day – Football Player

    Incidenze Divergenti
    Tomoko Momoki e Carlo Gori
    a cura di Antonella Gemma

    Galleria Francesco Zanuso
    Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano

    dal 7 al 22 novembre 2018
    inaugurazione mercoledì 7 novembre dalle 18 alle 21

    da lunedì a giovedì 15 – 19
    venerdì e in altri orari su appuntamento

    +39 335 6379291
    [email protected]
    www.galleriafrancescozanuso.com

  • Campagna vendita internazionale in via Montenapoleone per il denim “Just Like That”.

    Il brand di moda “Just Like That”, che propone un concetto innovativo per il settore jeans, ha annunciato che da fine gennaio è partita la campagna vendita nell’esclusivo showroom in via Montenapoleone 21.
    Un debutto importante per il marchio che da subito si è posizionato in un segmento lusso: il desiderio di unire l’eleganza nell’abbigliamento con la praticità quotidiana del denim, ha portato alla luce un capo rielaborato, arricchito da inserti fortemente caratterizzanti, risultato di una grande ricerca sulla storia e sui mondi diretti. Le creazioni sono interamente realizzate con tessuto denim giapponese, con applicazioni in Jacquard e tessuti stampati rigorosamente 100% Made in Italy.
    Fin dalla presentazione agli addetti ai lavori, il prodotto è risultato particolarmente apprezzato a livello internazionale: i capi sono già apparsi, accanto ai grandi nimi della moda, su alcuni servizi fotografici delle edizioni internazionali di magazine come “L’Officiel Homme”, altri editoriali sono in uscita e quotidianamente vengono richiesti pezzi per nuovi servizi. L’interesse suscitato anche da buyer internazionali, come la Corea, ha spinto la casa di moda ad avviare la rete da vendita optando per uno dei più prestigiosi showroom nel cuore di Milano.
    La collezione è visibile e acquistabile da subito presso lo showroom multibrand Filippo Gabriele – “Montenapoleone 21” – Milano.
    La collezione unisce magistralmente tagli classici con quel sapore giovane, metropolitano ed internazionale, per un concetto moda fortemente marcato, presente su pantaloni, giacche, camicie e gilet.
    Just Like That oltre ad essere moda è prima di tutto una filosofia di vita: essere unici nello stile.
    Per tutte le informazioni è possibile visionare il sito: http://www.jltdenim.com/

  • Il brand Filardo Milano debutta durante la Milano Fashion Week di Febbraio.

    “Filardo Milano” debutta nel settore moda con la capsule collection Autunno/Inverno 2018/2019 uomo e donna. Grazie alle due linee di sviluppo il brand si posiziona in due segmenti specifici: luxury con la linea “Sartorial” e prêt-à-porter con la linea “Collection”, quest’ultima presentata in concomitanza alla settimana della moda di Milano presso lo showroom “Filippo Gabriele” in Montenapoleone 21.
    Filardo Milano si rivolge ad un pubblico giovane, amante dell’eleganza, dello stile casual ma rielaborato in chiave contemporanea e metropolitana.
    Una moda portabile, adattabile e perfetta in ogni situazione, proiettata in una dimensione glamour assolutamente irrinunciabile.
    Linee e tagli diventano come una seconda pelle, capi a volte aderenti, altre volte volutamente destrutturati, per una concezione di moda che non passa mai inosservata e metafora di un vero e proprio stile di vita.
    Colori, tessuti e modelli sono pensati per essere tutti abbinabili tra loro e ideali con ogni capo del guardaroba esistente del cliente finale.
    Il brand “Filardo Milano” nasce nel 2017 e la maison porta il cognome della nonna di uno dei fondatori. Il nome vuole anche giocare con un ipotetico nuovo termine che racchiude l’idea del filo e dell’azione del tessere; un gesto semplice, fotogrammi di ricordi dei vicoli di un paese del meridione, dove le donne e le sarte di un tempo cucivano con amore e tanta passione i vestiti della festa, delle cerimonie e anche quelli dei momenti tradizionali del piccolo borgo calabrese di Arena. Le texture e le geometrie ricordano i disegni della pavimentazione della piazza ed i vicoli del paese; le stampe riprendono i tipici colori dei fiori dei giardini; il pizzo la femminilità mediterranea; il velluto l’eleganza maschile.
    La presentazione è fissata per Mercoledì 21 febbraio, dalle 10.00 alle 18.00, presso lo showroom “Filippo Gabriele” in Montenapoleone 21; nella stessa location sono possibili i re-see per la stampa ed è già attiva la campagna vendita per i buyer, anche su appuntamento.

     

    FILARDO MILANO
    Showroom Filippo Gabriele
    Via Montenapoleone 21
    20121 – Milano
    T. +39 02 76001700
    buyer: [email protected]

    press and info: [email protected]
    www.filardo-milano.com

  • Il nuovo Showroom Multibrand Filippo Gabriele in Montenapoleone 21

    Milano – 16 febbraio 2018
    Lo showroom multibrand Filippo Gabriele, in occasione della Milano fashion Week di febbraio, presenta il nuovo spazio nella prestigiosa location in via Montenapoleone 21, posizionandosi quindi tra i più importanti showroom nella via della moda, nel cuore di Milano.
    Inserito all’interno di uno storico palazzo, lo showroom presenta una selezionatissima proposta di brand che sono la metafora dell’eccellenza del Made in Italy: calzature, abbigliamento uomo e donna, accessori.
    Grazie ai fondatori Alessandra Tonelli, Art Director dello showroom, e Alberto Crivellenti, direttore commerciale, oggi l’azienda è leader per la vendita e le relazioni con i buyer internazionali. I prodotti scelti sono la rappresentazione di quella esclusività, qualità e professionalità che raccontano le tendenze del momento.
    L’attento lavoro del team di Filippo Gabriele Showroom garantisce ai clienti e ai buyer un servizio d’altissimo livello: il giusto incontro tra la produzione e la creatività con una rete vendita a livello internazionale. Filippo Gabriele è anche garanzia per tutti quei negozi e buyer che hanno il bisogno di trovare un prodotto e un concetto moda diverso, sempre ponendo l’accento su vendibilità, cura dei dettagli e novità. I brand presenti possono anche avvalersi dell’ufficio stampa interno.
    Credibilità, professionalità e innovazione sono le parole d’ordine di Filippo Gabriele Showroom.

  • Il grande debutto del denim firmato Just Like That.

    Un grande debutto per il marchio Just Like That che, in concomitanza alla settimana della moda di Milano, ha presentato al pubblico la sua collezione in denim di lusso.
    L’idea nasce dalla creatività di due designer internazionali che, pur provenendo da campi diversi, forti della loro consolidata esperienza hanno voluto proporre un concetto innovativo nel settore del jeans.
    Alla base di questo progetto c’è il desiderio di unire l’eleganza nell’abbigliamento con la praticità quotidiana del denim: ecco che un capo tipicamente sportivo viene rielaborato, arricchito da inserti fortemente caratterizzanti, risultato di una grande ricerca sulla storia e sui mondi diretti.
    Le creazioni sono interamente realizzate con tessuto denim giapponese, con applicazioni in Jacquard e tessuti stampati rigorosamente 100% Made in Italy. La produzione è affidata ad una delle più grandi sartorie d’Italia che, forte della sua lunga tradizione, garantisce l’eccellenza del prodotto e la qualità di ogni singolo capo.
    Ogni dettaglio è studiato con un occhio accurato: una collezione che unisce magistralmente tagli classici con quel sapore giovane, metropolitano ed internazionale, per un concetto moda fortemente marcato, presente su pantaloni, giacche, camicie e gilet.
    Just Like That oltre ad essere moda è prima di tutto una filosofia di vita: essere unici nello stile.
    Just Like That è un racconto, una metafora di libertà, di un viaggio quotidiano: non si tratta solo di quello che indossi, ma di chi sei e di chi vuoi essere.
    Per tutte le informazioni è possibile visionare il sito: http://www.jltdenim.com/