Tag: Geoplant Vivai

  • Ritorno alla tradizione. Così Geoplant rivoluziona il comparto pericolo

    Dopo anni sperimentazioni e prove in campo l’azienda ravennate conferma la validità dei portainnesti franchi (in particolare Conference Autoradicato) per rilanciare la produttività dell’Abate Fetel. Un’esperienza di successo che sarà presentata a Ferrara, in occasione del FuturPera

     

     

    Tornare a scommettere sui portainnesti franchi per salvare e rilanciare la produttività dell’Abate Fetel, varietà di pera tra le più diffuse in Italia. È la principale novità che Geoplant Vivai si prepara a presentare a FuturPera, evento fieristico che dal 2 al 4 dicembre riunirà a Ferrara i principali attori della filiera pericola per tracciare una rotta comune e favorire il massimo sviluppo del comparto.

     

    Nel 2021, secondo il consuntivo diffuso da OI Pera, la produzione della celebre varietà italiana, coltivata negli ultimi 30 anni quasi esclusivamente su cotogni, ha toccato i minimi storici confermando l’andamento disastroso e drammatico degli ultimi anni. In Emilia Romagna le nuove stime pongono la produzione di Abate Fetel su poco oltre le 40.000 t., -78% rispetto al già deficitario 2020 e -83% se il confronto viene fatto rispetto all’ultima annata definita “normale” che è quella del 2018. Una situazione di crisi, causata da cambiamenti climatici e dalla diffusione di patogeni killer, che potrebbe trovare una svolta nel percorso intrapreso dall’azienda ravennate, realtà storica del vivaismo italiano che nel 2022 si appresta a tagliare il traguardo dei 40 anni di attività.

     

    Negli ultimi 3-4 anni, Geoplant Vivai, in collaborazione con alcuni importanti enti di ricerca e grazie all’impegno di una importante OP del nostro territorio ovvero Agrintesa, ha sperimentato in campo l’efficacia dei portainnesti franchi ed in particolare del Conference Autoradicato come portinnesto di Abate Fetel. Una sperimentazione che ha dimostrato, attraverso specifici risultati e riscontri, l’opportunità di tornare al modello passato e progressivamente abbondato a partire dagli anni 90. “Il ritorno al passato – spiega Gianluca Pasi, responsabile tecnico dell’azienda – è motivato dal fatto che i peri franchi sono più rustici, più forti a livello di vigoria ma più produttivi sul lungo termine rispetto ai cotogni e quindi economicamente più efficienti e remunerativi. Al momento la soluzione migliore è il Conference Autoradicato, capace di garantire elevati standard sia a livello di produttività che di qualità del frutto”.

     

    Il ritorno alla tradizione e all’applicazione del Conference Autoradicato pone Geoplant nel ruolo di pioniere assoluto del settore. In Italia è una delle poche aziende vivaistiche che ha avuto il coraggio di proporre, tra incertezze e titubanze, un approccio e un sistema da molti considerato obsoleto. Un agire in controtendenza che stando ragione alla realtà ravennate. A parlare sono semplicemente i risultati. “Mentre si discute di crisi del settore pericolo, mentre alcune realtà valutano la possibilità di accantonare questa coltivazione, noi siamo fra i pochi ad aver creduto ad un’alternativa e a ragione. Abbiamo la fila, stiamo vendendo le piante per il 2022/2023 e le abbiamo terminate. Abbiamo iniziato tre anni fa e ogni anno abbiamo raddoppiato la produzione. Stimiamo che tra due anni faremo cinque volte quello che facciamo oggi perché il mercato ha compreso questa preziosa opportunità e ci sta seguendo”.

     

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Alba, la fragola che contribuisce a contrastare il tumore al seno

    Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” mette in luce le proprietà benefiche della varietà proposta da Geoplant Vivai, con riscontri positivi sia per gli agricoltori in termini di reddito che per di gradimento per il pubblico

     

    La fragola come alimento virtuoso per la salute dell’uomo e la prevenzione di patologie cronico-degenerative. A verificare l’ipotesi è un importante studio pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo “Nature” che ha preso in esame la varietà Alba, ottenuta da un’idea di Oscar Secondo Danesi, fondatore del centro di ricerca New Fruit, poi confluito in Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna, che produce e commercializza cultivar prevalentemente high chilling requirement.

    La ricerca, che ha dimostrato come il consumo di fragole possa essere particolarmente utile nel contrastare la proliferazione di cellule tumorali al seno, ha visto protagonista un’importante rete di istituzioni scientifiche. Da una parte l’Università Politecnica delle Marche attraverso la collaborazione tra il Prof. Maurizio Battino della facoltà di Medicina e il Prof. Bruno Mezzetti del Dipartimento D3A e dall’altra il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino (Prof. Mirco Fanelli) e la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino (Dott. Augusto Amici).

    La scelta di concentrare lo studio su Alba deriva da precedenti lavori svolti dai gruppi di ricerca di Mezzetti e Battino che avevano già dimostrato le qualità nutrizionali della varietà moltiplicata e commercializzata da Geoplant Vivai, individuando un aumento significativo della capacità antiossidante plasmatica dopo consumo a lungo termine. Dunque in virtù di queste caratteristiche antiossidanti e dell’elevato contenuto di vitamina C e di polifenoli (perlopiù flavonoidi, rappresentati per la maggior parte da antociani) si è ottenuto un estratto per svolgere lo studio che prevedeva il trattamento di cellule tumorali in vitro, per verificare l’eventuale effetto antiproliferativo della fragola su cellule di cancro al seno e successivamente la valutazione dell’effetto su esseri viventi (analisi in vivo). I risultati hanno suggerito che oltre a contenere alte quantità di composti bioattivi, la fragola Alba possiede un potenziale anti-invasivo molto interessante, in grado di ridurre la vitalità delle cellule del carcinoma mammario sia in vitro che in vivo.

    Storicamente il comparto fragola rappresenta per Geoplant Vivai uno dei segmenti trainanti sia in Italia che all’estero. Il miglioramento genetico, avviato in maniera ufficiale nel 1997 da New Fruit e portato avanti da Geoplant Vivai a partire dall’anno 2010, ha permesso alla realtà ravennate di crescere affermandosi su vari mercati, Europei ed extra UE. Merito di questo successo è anche di Alba, varietà di punta registrata con il codice NF311 e coperta da brevetto e marchio.

    Siamo molto legati ad Alba. commenta Lucilla Danesi, responsabile commerciale di Geoplant Vivai Questo nome è stato scelto da mio padre per onorare sua mamma, quando ancora era in vita, Prim’Alba. Si tratta di una fragola molto precoce, produttiva, di colore rosso brillante e dalle importanti caratteristiche organolettiche. Quando una fragola vale siamo ovviamente appagati non solo per quanto ottenuto dal nostro lavoro, ma anche per i benefici che può garantire agli agricoltori in termini di reddito e per il gradimento del pubblico. Sosteniamo tanti progetti sulla fragola e scoprire che una varietà di nostra invenzione ha queste caratteristiche benefiche contro delle linee tumorali al seno ci restituisce una soddisfazione incredibile. Oggi l’alimentazione è al centro di un discorso legato alla cura e alla prevenzione delle malattie e per questo motivo gli studi e le scoperte condotte intorno ad Alba ci riempiono di orgoglio”.

     

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Geoplant sfata un falso mito: precocità e qualità possono coincidere

    L’azienda vivaistica di Ravenna dimostra con Nimba e Nirosa 1, come due varietà precoci possano offrire al consumatore finale frutti con caratteristiche organolettiche e sensoriali di altissimo livello, paragonabili a quelli di metà stagione. Un’importante novità dopo le deludenti raccolte di maggio che amplia le opportunità per il comparto ortofrutticolo

     

    Nel panorama ortofrutticolo precocità e qualità sono spesso considerate caratteristiche difficilmente conciliabili. Tale convinzione trova spiegazione nel mercato degli ultimi due decenni che ha visto la diffusione di varietà precoci con buone capacità produttive, ma scarse performance dal punto di vista organolettico e sensoriale. Tuttavia è possibile trovare esempi virtuosi capaci di smentire questa opinione diffusa, garantendo al comparto ortofrutta e ai consumatori un prodotto precoce e allo stesso tempo di alto livello.

    A confermarlo è l’esperienza di Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna, che in questi anni ha potuto studiare da vicino le proprietà di due varietà: Nimba per il ciliegio e Nirosa 1 per l’albicocco. Entrambe presentano a livello di contenuto zuccherino e di aroma, standard molto elevati per il Nord Italia, caratteristiche organolettiche che consentono di competere con prodotti di metà stagione in grado di raggiungere una maturazione piena.

    A ciò si aggiungono ulteriori aspetti di rilievo a partire dalla consistenza. La ciliegia è grossa di pezzatura e croccante, mentre l’albicocca, rustica e di colorazione classica, oltre a presentare un’elevata produttività, è considerata a livello di sapore una delle varietà migliori del comparto.

    Infine, a livello di gestione degli impianti, Nimba e Nirosa 1 presentano un alto grado di versatilità e possono essere gestite su tutti i portinnesti disponibili. Entrambe possono essere coltivate con forme di allevamento libere, quindi in volume, con una densità d’impianto bassa, ma anche in forme di allevamento a parete, tipo fusetto e altre tecniche similari.

    Quest’anno la stagione piovosa e fredda, soprattutto nel periodo aprile/maggiocommenta Gianluca Pasi, responsabile tecnico di Geoplant Vivaiha inciso molto sulla qualità della raccolta finale, generando un malcontento sul consumatore che a banco ha trovato frutti piccoli e dallo scarso sapore. La responsabilità però non è imputabile solo al maltempo, ma anche a quel fenomeno che negli ultimi anni ha privilegiato l’utilizzo di varietà precoci forti dal punto di vista produttivo, ma deboli sotto il profilo della qualità. Forse è arrivato il momento d’invertire questa tendenza puntando su nuove varietà, capaci di coniugare entrambi gli aspetti.

     

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Una partnership a servizio della collettività e dell’ambiente

    Dal 9 aprile all’11 aprile Ortisti di Strada distribuirà gratuitamente 300 alberi da frutto donati da Geoplant Vivai. Il punto di ritiro presso il Frutteto Sociale Ravenna

     

    Riavvicinare i cittadini alla terra e allo stesso tempo riqualificare il tessuto cittadino attraverso il rinverdimento di luoghi pubblici, scuole e aree parzialmente o totalmente abbandonate. È il progetto che da diversi anni vede coinvolti Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna, e Ortisti di strada, associazione no profit nata nel 2015 con lo scopo di ricongiungere la collettività e soprattutto le nuove generazioni alla natura. La partnership ha già visto a Ravenna la realizzazione del Frutteto Sociale dietro le case popolari di via Patuelli e durante il primo lockdown la donazione di alberi da frutto agli educatori dell’età evolutiva.

    Una collaborazione nata per rendere la città più verde e fiorita e che anche quest’anno si rinnoverà all’insegna di valori condivisi come sostenibilità, solidarietà e inclusione sociale. Ortisti di Strada è infatti pronta a distribuire gratuitamente 300 alberi da frutto donati da Geoplant Vivai. Le piante saranno donate alle associazioni o enti nel sociale che ne faranno richiesta. Considerando la situazione pandemica attuale, è necessario comunicare il giorno e l’orario del ritiro precisi compilando il form al link per gestire al meglio l’arrivo delle persone: https://forms.gle/thhWJJQVv5XCVdK77

    Purtroppo essendo piante a radice nuda, non vi è la possibilità di rimandare oltre la messa a dimora per la primavera già inoltrata. Il motivo dello spostamento per il ritiro può essere indicato all’interno dell’autodichiarazione.

    Le giornate disponibili per il ritiro saranno:

    • Venerdì 9 aprile dalla 15 alle 18
    • Sabato 10 aprile dalle 15 alle 18
    • Domenica 11 aprile dalle 10 alle 13

    Sono tante le realtà che negli anni hanno aderito a questa iniziativa mettendo a dimora nuove piante come Legambiente, Arci, Fridays for Future, Centro Sociale Spartaco, Croce Rossa, HumuSapiens, Consorzio Selenia insieme a diverse scuole del territorio.

    La filosofia promossa dagli Ortisti di Strada e condivisa da Geoplant ha le sue radici nella volontà di combattere gli sprechi di materiale ecologico, nell’ottica del suo pieno recupero e di un’economia circolare: tutto deve essere riconsegnato al terreno e ricollocato per regalarne un beneficio all’intera comunità. Le piante rimanenti saranno destinate alla valorizzazione di aree verdi presenti in città nella prospettiva di preservare gli spazi comuni e rendere le città sempre più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici e alimentare la biodiversità.

     

    Ortisti di Strada è un’associazione no profit nata nel 2015 per accorciare le distanze tra la campagna e la città, promuovendo pratiche di agricoltura naturale all’interno dei centri urbani.

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Una coltura ecofriendly anche domestica

    L’asparago come nuova risorsa, anche a livello hobbistico: una pianta che Geoplant Vivai propone anche a livello amatoriale. Di facile gestione, a basso consumo, è ideale per agricoltori e privati

     

    In un settore come quello agricolo, la continuità lavorativa è sempre più determinante per gli operatori e l’economia gestionale degli appezzamenti. L’asparago si presenta come una risorsa individuata e promossa da Geoplant Vivai – azienda specializzata nella vendita di piante da fragola e da frutto.

    Abbiamo deciso di lavorare con l’asparago perché a livello vivaistico la fragola e l’asparago sono due colture affini – spiega Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda ravennate e player di riferimento a livello europeo – perché al termine di una stagionalità si può iniziare con l’altra. Non c’è un crossing lavorativo, la pianta di fragola si estirpa tra dicembre e febbraio e si può immediatamente proseguire con l’’asparago”.

    In Europa, infatti, la categoria vivaistica, associa spesso la lavorazione di queste due colture. L’analisi dei mercati esteri da parte di Geoplant, unitamente alla crescente richiesta della clientela italiana, sempre più attratta da questa formula d’oltralpe, ha spinto l’azienda a introdurre nella sua offerta anche questa pianta.

    Con 40 anni di esperienza – continua la Danesi – abbiamo maturato una certa capacità di interpretare le istanze del mondo agricolo. L’idea non nasce solo da un’opportunità di carattere economico, ma anche dal desiderio di supportare le aziende che hanno sempre più bisogno di una stabilità lavorativa. In questo modo si può garantire una continuità alle maestranze, aiutando contestualmente sia i lavoratori agricoli che le aziende che possono in tal modo calendarizzare meglio l’attività in campo e coglierne una miglioria gestionale nell’ottica di un risparmio e di una fidelizzazione degli operatori.

    Con queste motivazioni, Geoplant vivai ha creato un sito informativo https://zampediasparago.it/ in cui sono esposte sia le varietà tradizionali che quelle un po’ più all’avanguardia. Si spazia così dalle classiche Franco, Giove, Eros al Selvatico, dal Violetto, a Ercole fino alle più innovative come Vegalim, Grolim e altre ancora.

    L’asparago risulta quindi una coltura interessante, anche per le sue stesse caratteristiche. Si adatta, infatti, molto bene a tutto il territorio nazionale, suddiviso com’è nelle due macro categorie, quelle a clima freddo e quelle a clima caldo, con varietà più vocate a climi del Sud Italia e altre ideali per il Nord Italia.

    Altro fattore chiave è il favore di cui l’asparago gode presso il grande pubblico. Nel Bel Paese è quello verde a spopolare, a differenza dei Paesi d’Oltralpe dove è quello bianco a conquistare le tavole e il gusto. Non solo: in Italia questo prodotto è apprezzato sia a livello agricolo che hobbistico e amatoriale, per l’ampiezza del mercato e per la sua fortissima versatilità in cucina, dove viene impiegato in un gran numero di piatti. Senza dimenticare, oltre alle peculiarità organolettiche, anche quelle nutrizionali: l’asparago è, infatti, molto ricco di fibre e di vitamina A, di vitamina C di potassio, nonché di caroteni, per cui con grandi proprietà antiossidanti.

    In uno scenario simile, Geoplant Vivai ha iniziato a proporre le zampe di asparago mettendo a frutto non solo la competenza che le deriva da 4 decenni di attività, ma anche la logistica che assicura, come per tutti i prodotti made in Geoplant, tempi di consegna molto brevi in tutta Italia, l’assistenza in vendita e post vendita molto organizzata e una gamma varietale completa.

    A rendere l’asparago una risorsa è anche la sua semplicità di coltivazione: non necessità di tanta acqua, né di molta terra e trattamenti. Si raccoglie nei mesi primaverili e un’asparagiaia può durare anche dieci anni, se non di più. Nel giro di un paio di anni l’impianto va a raccolta ed è quindi un investimento semplice da ammortizzare.

    L’asparago è una coltura annuale che sta conquistando anche l’hobbista – conferma Lucilla Danesi – che di solito mette a coltura non meno di 60 zampe, ma se ne possono piantare anche solo 10. In questo caso non si raccolgono troppi asparagi per zampa, ma del resto questa coltura si presta bene anche per gli appassionati che amano coltivare la terra, contadini che vogliono realizzare una piccola produzione in proprio o cittadini con un orticello. Del resto, basta poco per portare nei propri piatti un tocco di bontà domestica”.

    Infine, l’asparago proprio per la sua semplicità gestionale, può considerarsi una coltura ecofriendly che riduce il water foot print. Bastano terreni drenanti che impediscano ristagni d’acqua, un ph dell’acqua intorno al 6, una moderata salinità. I trapianti variano da febbraio ad aprile, si mettono su fila singola, una trentina di cm l’uno dall’altro. Non occorrono quindi appezzamenti enormi, è sufficiente anche un giardino e la sua coltivazione è piuttosto rustica.

    Proprio questa praticità sta conquistando professionisti e amatori. Non a caso, l’Italia è il 5° produttore, preceduto da Cina, Perù, Germania e Spagna. A livello europeo l’Italia è terza, preceduta dalla Germania, più importante come produttore e la Spagna come esportatore, con una produzione inferiore a quella tedesca e una distribuzione nei mercati d’Europa.

    A livello nazionale, si coltivano circa 11.000 ettari di asparago, arrivando a una produzione di circa di 50mila tonnellate, secondo le ultime stime. La regione dove si coltiva di più è la Puglia che copre almeno il 50% della produzione nazionale. La seconda è il Veneto, poi Lazio, Campania e l’Emilia-Romagna che ha arriva intorno al 10%.

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

     

  • Geoplant: tutti “pazzi”per le californiane

    San Andreas, Albion, Portala e Cabrillo: sono le quattro varietà di fragole, a carattere rifiorente, protagoniste di una vendita senza precedenti che segna anche una grande trasformazione in corso

    Per il settore ortofrutticolo il messaggio è chiaro: le californiane piacciono e anche molto. Non si è ancora concluso il primo mese del 2021 che il comparto fragola di Geoplant Vivai – azienda specializzata nella vendita di piante da fragola e da frutto – ha già registrato un tutto esaurito per le varietà Cabrillo, Albion, Portala e un sold out annunciato anche nella commercializzazione di San Andreas. Le quattro varietà a carattere rifiorente hanno spopolato sia sul mercato italiano che su quello estero. “Non è ancora iniziata la stagione, ma tutte le piante sono state vendute, eccetto San Andreas, di cui avevamo una maggiore disponibilità e che si avvia anch’essa a un rapido esaurimento scorte”. Commenta Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda ravennate.

    A settembre e a ottobre i primi ordini e adesso il tutto esaurito che si fa sempre più vicino. In questa vendita precoce non c’è alcuna casualità, piuttosto ragioni chiare e precise. Prima di tutto una volontà di programmazione, abitudine europea che sta contagiando in maniera positiva anche l’Italia, con un conseguente anticipo di ordini. In secondo luogo una stagione fragola 2020 particolarmente florida e che tutti gli operatori del settore sono intenzionati a replicare con gli stessi risultati. Infine la natura e la qualità di un prodotto in grado di soddisfare le richieste del mercato e le esigenze strutturali e gestionali delle aziende agricole. Rispetto alla varietà unifere, le rifiorenti garantiscono, anche in un clima continentale, un periodo di raccolta più lungo, che tanto in Italia quanto in Europa si traduce in una serie di vantaggi: diminuzione dei rischi di raccolta e miglior reperimento e gestione della manodopera grazie a una continuità lavorativa che solo una finestra di raccolta più ampia può garantire.

    Tra le quattro californiane prese “d’assalto” l’unica ancora disponibile (chissà per quanto) in casa Geoplant è la San Andreas, considerata la regina in forza di caratteristiche peculiari. Non solo buona capacità rifiorente ma anche un’importante tolleranza alle malattie dell’apparato radicale, caratteristica sempre più richiesta dal mercato. Perché le malattie sono in costante aumento e una buona resistenza consente di diminuire l’applicazione di trattamenti invasivi in linea con un’agricoltura sempre più attenta all’impatto ambientale, al bio e anche ai costi di coltivazione. San Andreas inoltre presenta un frutto di grossa pezzatura, regolare e dal colore rosso brillante. La consistenza è buona, così come la shelf-life, la conservabilità su scaffale che la rende appetibile in tutti i canali.

    Siamo molto soddisfatti della vendita delle rifiorenti. Ci permette di raggiungere sempre più clienti e aumentare la nostra platea. Il mercato delle rifiorenti – precisa infine Lucilla Danesi – non ci interessa solo sul versante della commercializzazione ma anche del miglioramento genetico. Abbiamo iniziato un percorso, una programmazione che ci condurrà presto ad avere la nostra prima varietà rifiorente”.

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  • Kiwi Boerica*: il segreto è nel processo

    Garanzia di sanità e perfetta morfologia della pianta: questi i risultati della coltivazione in ambiente protetto, modalità innovativa per il kiwi che conferma la lungimiranza e la capacità pioneristica di Geoplant Vivai

    Rompere con la tradizione per innovare e offrire al mercato un prodotto di una qualità superiore. È il caso di Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna, che da una decina di anni ha optato, in relazione alla coltura del kiwi, per la coltivazione in ambiente protetto, in alternativa a quella a pieno campo, storicamente molto più diffusa e assodata.

    Una scelta di processo che continua a rilevarsi premiante e vincente sotto diversi punti di vista. “Attraverso questa modalità – spiega Gianluca Pasi, responsabile estero delle piante da frutto – riusciamo a ottenere un prodotto di qualità superiore e in grado di competere a livello di costi con il prodotto classico di pieno campo.”

    Grazie alla crescita in serra si vanno ad azzerare le principali infezioni che possono insistere sulle piante: quella derivante dai nematodi e da Pseudomonas Syringae, noti patogeni e nemici del kiwi. “Inoltre – aggiunge Pasi – sono piante che provengono da meristema, un’origine che garantisce un livello sanitario molto più alto rispetto alle piante provenienti da talea”.

    Valutazioni oggettive che vengono confermate dal kiwi Boerica*, varietà di punta del vivaio nonché tra le più apprezzate e coltivate d’Italia: una soluzione ottimale sia dal punto di vista della bontà che della resa produttiva.

    Scoperta circa vent’anni fa come mutazione spontanea di Hayward, la varietà presenta un frutto più allungato rispetto ad Hayward, un residuo secco mediamente più elevato e una quantità di scarto nettamente inferiore. Queste caratteristiche diminuiscono le spese relative al diradamento e aumentano la resa netta commerciabile in maniera significativa.

    Caratteristiche virtuose a cui si aggiunge, grazie alla coltivazione in serra e all’assenza di agenti atmosferici come acqua, grandine e vento, una maggiore pulizia dal punto di vista sanitario.

    Sebbene siano presenti da parte degli agricoltori ancora molte resistenze ad abbracciare scelte più moderne, con tale approccio Geoplant Vivai dimostra ancora una volta di essere un punto di riferimento per il mercato agricolo attraverso un metodo che migliora la struttura e la morfologia delle piante, controlla tutti i processi per la sicurezza sanitaria e produce una varietà eccellente dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo a prezzi estremamente competitivi.  Annualmente vengono prodotte circa 20.000-25.000 piante di Boerica* in esclusiva per il mercato italiano, mentre altre varietà di kiwi come il classico Hayward non hanno limitazioni territoriali. “Se vogliamo competere con la produzione Greca che è in costante crescita ormai da anni – conclude Pasi – noi vivaisti abbiamo il dovere di offrire varietà performanti sotto a tutti i punti di vista: resa produttiva, qualità del frutto e conservabilità ottimale, tute caratteristiche che devono necessariamente accompagnarsi a piante sane e morfologicamente ben fatte”.

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  • Più vita e più gusto con CREA 194, la nuova varietà di pera precoce ottenuta e diffusa dal CREA con caratteristiche che ne stanno già decretando il successo

    L’ultima licenza ottenuta da Geoplant Vivai sas è quella di un frutto che si propone di rilanciare e ampliare il mercato delle pere estive. Rispetto a Carmen, CREA194 presenta una raccolta di una settimana/dieci giorni successiva, una shelf life dei frutti di 4-6 settimane più lunga, più sapore e maggiore resistenza all’imbrunimento e alle manipolazioni. La pera ideale per un settore in cerca di rilancio e una distribuzione e commercializzazione più agevole.

     

    Nuovi consumatori e una commercializzazione facilitata: questi tra gli obiettivi di CREA194, l’ultima varietà di pero messa in campo da Geoplant Vivai sas, Società ravennate specializzata nella introduzione e diffusione di novità varietali sia nel campo delle piante da frutto che nella fragola.

    Se la pera, infatti, sembra essere un frutto per un pubblico maturo e a volte con problematiche di gestione, a partire dall’esposizione sul punto vendita e dalla facile deperibilità a causa del facile imbrunimento al tatto, CREA194 può essere la soluzione per conquistare i più giovani e supportare la grande distribuzione, grazie a una buccia più spessa e una maggiore resistenza alle manipolazioni. Fattori di grande interesse per gli operatori del mercato, tanto che, questa nuova varietà ottenuta in licenza esclusiva per l’Unione Europea vanta già due Vivaisti sub-licenziatari, Geoplant Vivai srl e Vivai F.lli Zanzi con licenza di commercializzazione nell’UE.

    Questo nuovo frutto che può definirsi “figlio” della varietà Carmen ha stupito per l’insieme delle caratteristiche agronomiche e qualitative fin dalle prime produzioni. Con una raccolta più tardiva di una settimana/dieci giorni rispetto alla varietà originaria, CREA194 ha una conservabilità in frigo che raggiunge facilmente le 4-6 settimane in più rispetto a Carmen, lasciando quindi una tempistica estremamente utile per la sua commercializzazione.

    CREA194 si distingue anche per gli ottimi risultati su tutti i portinnesti più diffusi, dimostrandosi una varietà dalla elevata e costante produttività. Non da meno il gusto, dolce e fruttato dei frutti, caratterizzati da una polpa dalla consistenza croccante e da buona resistenza alle manipolazioni, che rende CREA194 appetibile anche a un consumo fuori casa e rivolto a un pubblico più giovane, alla ricerca di un prodotto comodo e facilmente gestibile.

    “Il cambiamento dei consumi, delle diverse esigenze del consumatore e delle necessità del mercato necessitano di una innovazione importante, – spiega Gianluca Pasi, Responsabile estero delle piante da frutto, – anche perché per un settore spesso in difficoltà per le diverse criticità in corso occorre pensare a soluzioni che offrano garanzie. Con questo spirito abbiamo pensato di punatre su quasta nuova cultivar e già dai primi incontri abbiamo registrato un notevole interesse della filiera”.

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Pianteperorto.it, l’e-commerce delle piante stagionali dedicato all’hobbistica

    Dalla quarantennale esperienza di Geoplant Vivai nasce Pianteperorto.it, l’e-commerce che mette in vendita a semplici amatori dell’orto varietà distinte e di qualità, normalmente rivolte al mercato dei professionisti del mondo agricolo

    Una vetrina web per scoprire e acquistare piante stagionali, lasciandosi accompagnare durante le varie fasi di coltivazione dal prezioso consiglio di chi è un’autorità in materia. E’ il caso di Pianteperorto.it, l’e-commerce con cui Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna specializzata nel miglioramento genetico e nell’innovazione varietale di piante da fragola e da frutto, ha deciso di mettere il proprio kow-how e la propria esperienza a servizio dell’hobbistica. “Da diversi anni ricevevamo richieste sul sito istituzionale da parte di semplici amatori – spiega il responsabile commerciale piante da frutto Gianluca Pasi, riguardo alla genesi del progetto – tutti cercavano varietà specifiche che nei classici e-commerce del genere non è possibile trovare. Così, analizzando la situazione, abbiamo deciso di mettere in piedi questa piattaforma, garantendo anche agli appassionati di orto e giardino le migliori varietà di piante di fragola e da frutto, risultato di anni ricerca e selezione”

    Il sito, online da qualche settimana e in fase di implementazione, offre a semplici appassionati la possibilità di acquistare le stesse varietà che coltivano anche gli agricoltori, una selezione di prodotti che per qualità, miglioramento genetico, ricerca, sperimentazione e tecnica sono solitamente dedicati al mondo professionale, di cui Geoplant da quasi quarant’anni è un interlocutore privilegiato. Il progetto, appena lanciato, entrerà a pieno regime entro la fine dell’anno con l’introduzione di ciliegio e albicocco. Al momento l’e-commerce è attivo solo per quanto riguarda il settore della fragola, la cui sezione esprime già con chiarezza il valore e il potenziale di pianteperorto.it. Come si nota nella pagina dedicata, l’offerta si rivela più che ampia e distinta presentando ben sei varietà (Alba, Asia, Aura, Olympia, Roxana, Syria, Talia, Tea) a un prezzo estremamente competitivo. Anche la flessibilità degli ordini è pensata per il target di riferimento, con un quantitativo minimo di 20 piante, alla portata di hobbisti e amatori.

    Coltiva una passione. Siamo qui per aiutarti a coltivare il tuo giardino”. È questa l’headline che accoglie il visitatore dell’e-commerce. Pianteperorto.it non è un semplice negozio online, ma anche uno spazio dove sarà possibile far fruttare la competenza e l’esperienza dei professionisti di Geoplant Vivai. Nei prossimi mesi il sito sarà implementato e arricchito con supporti multimediali (video e foto), descrizioni tecniche del prodotto e consigli agronomici su come gestire e trattare le piante durante tutto il loro ciclo di vita. Appassionati, amatori e neofiti avranno così strumenti multimediali capaci di illustrare le varie fasi di coltivazione, per dar libero sfogo al proprio pollice verde.

    https://pianteperorto.it/

  • “Maissa”, varietà a raccolta prolungata e resistente al freddo

    Si sta ultimando il processo di selezione di una nuova varietà di pesca gialla a frutto piatto (platicarpa), con polpa “Stony Hard”, che garantisce una ‘’finestra’’ di raccolta del frutto nettamente più lunga rispetto alle varietà tradizionali (almeno 4 settimane), il tutto associato ad una elevata tolleranza ai ritorni di freddo in primavera.

    Se un agricoltore avesse oltre un mese di tempo per ultimare la raccolta di una varietà, invece dei canonici 15 giorni, la gestione del prodotto in campo e nel post raccolta, avrebbero indubbi vantaggi, non da ultimo anche la gestione della manodopera, ad oggi un problema sentito al Nord come al Sud. Se oltre a questo, ci aggiungessimo anche una elevata rusticità legata ad una conclamata resistenza al freddo (in fioritura), il materiale a disposizione potrebbe definirsi molto promettente.

    Queste caratteristiche le troviamo in “Maissa”, pesca piatta (platicarpa) a polpa gialla, che rende possibile una finestra di maturazione molto più lunga di quella normalmente necessaria per le varietà tradizionali. Grazie a questo prolungamento del periodo di raccolta, durante il quale il frutto rimane molto sodo in pianta (pur avendo raggiunto la maturazione di consumo), le aziende agricole avrebbero modo di iniziare e concludere con successo il raccolto anche in condizioni di scarsa manodopera e con una facilitazione gestionale non indifferente.

    Il segreto di questa tipologia di polpa denominata “Stony Hard” è nella mancata produzione di etilene (gas della maturazione), per cui le pectine presenti nella parete cellulare non vengono degradate. Tale carattere oggi ancora non esplorato nelle varietà commerciali e che conferisce alla polpa una elevatissima tenuta alla maturazione, sia in pianta che dopo raccolta e la polpa rimane molto soda e croccante. La raccolta può essere effettuata quindi con passaggi molto distanziati l’uno dall’altro, e anche la fase di gestione a magazzino può essere gestita in maniera differente, applicando etilene esogeno in prossimità del momento di commercializzazione ipotizzato.

    Il progetto Mas.Pes, tra i suoi obiettivi, si pone quello di inserire questo carattere all’interno di cultivar commerciali, al fine di proporre al settore varietà con una “vita” in pianta del frutto molto prolungata, circa un mese. Tra quelle giunte al termine del processo di selezione si pone la varietà Maissa, pesca piatta tardiva, che matura da metà agosto, con frutti di elevata pezzatura e sapore dolce aromatico. Questa varietà, ad oggi è l’unica pesca piatta al mondo con questa caratteristica, ma altre sono in avanzata fase di selezione, sia piatte che a frutto rotondo.

    Questa tipologia di frutto non rappresenta una novità uscita dal cilindro: essa è originaria della Cina, ed è stata introdotta in Europa decenni fa pur non avendo mai trovato diffusione innanzitutto per la tessitura croccante (non fondente) e quindi diversa rispetto ai frutti a cui è abituato il consumatore e poi perché nessuno si è mai prodigato abbastanza nel diffonderla. Questo invece è il momento di presentarla adeguatamente sul mercato anche come risposta alla carenza di manodopera, problema contingente, ma che potrebbe prolungarsi anche nei prossimi anni.

    Grazie alla finestra prolungata di raccolta, questa tipologia di frutto detta “Stony Hard” ha tutte le caratteristiche per interessare il mercato e porre le basi per una piccola rivoluzione in frutticoltura. Con tre/quattro di queste cultivar, invece che con dieci, un agricoltore potrebbe coprire tutto il calendario di raccolta che va da metà giugno a settembre. In tempi di risparmio e ottimizzazione delle risorse non è poco. Diminuire le varietà rappresenterebbe un risparmio per tutta la filiera. Dal produttore al consumatore finale.

    Un’altra caratteristica che possiamo rilevare in questa varietà è l’elevata resistenza ai ritorni di freddo che le ha consentito di avere una buona produzione anche in un’annata molto difficile come questa. Maissa infatti ha una fioritura molto tardiva e una elevata resistenza del fiore al gelo.

    In ultimo la qualità del frutto, che ha un sapore dolce, a bassa acidità, molto aromatico. La tipologia di polpa potrebbe prefigurarne una programmazione della raccolta al raggiungimento di una soglia predefinita di contenuto zuccherino, allo scopo di proporre al consumatore finale un frutto garantito sotto l’aspetto della dolcezza.

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  • Assenza di braccianti stranieri? Geoplant Vivai lancia una proposta al Presidente Bonaccini

    Con le gelate che hanno distrutto il 100% delle drupacee, L’Emilia-Romagna ha la manodopera disponibile per sostenere, anche solo parzialmente, il comparto agricolo di altre Regioni

    A breve Verona entrerà nella fase della raccolta delle fragole ma mancano migliaia di operai. L’Emilia-Romagna, visti i danni da gelo che hanno portato via quasi il 100% delle drupacee, avrà di certo braccianti disponibili”. A parlare è Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale Fragole dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, che con un post su Facebook ha avanzato al Presidente della Regione Stefano Bonaccini una proposta concreta per ovviare alla mancanza di braccianti stranieri, fondamentali per rispettare gli impegni del calendario agricolo di questo periodo. “Riusciamo a coordinare le due Regioni in modo che gli agricoltori veronesi non debbano lasciare la frutta su pianta e dei disoccupati possano trovare una forma di reddito?”

    Una soluzione che è certamente parziale, ma sintetizza bene la posizione solidale e propositiva che Geoplant Vivai sta tenendo in questo periodo. Nelle ultime settimane l’azienda ravennate si è fatta portavoce, in diverse occasioni, delle gravi problematiche che il comparto agricolo sta affrontando a causa dell’emergenza Coronavirus: dalle difficoltà della logistica al rischio del blocco export, fino all’inquietante e attuale prospettiva di perdere il lavoro di un’intera stagione.

    Mancano davvero pochissimi giorni all’inizio della raccolta – continua Lucilla Danesi – e ora è necessario rimanere uniti e concentrarci sull’aiuto che possiamo dare concretamente all’agricoltura veneta. In Emilia-Romagna registriamo una sovrabbondanza di personale e quindi è doveroso pensare a delle strategie per mettere a disposizione di altre Regioni risorse di cui tutti in questo momento lamentano l’assenza”.

    La preoccupazione non si esaurisce qui, ma si estende anche a tutte quelle aziende agricole di piccole dimensioni che, lontane dai circuiti della grande distribuzione, rischiano di rimanere isolate e perdere il raccolto, sia della primavera che dell’estate. “Per evitare questo rischio crediamo sia importante che ogni azienda abbia uno spazio gratuito dove pubblicizzarsi, consentendo ai consumatori di sapere dove sono e cosa offrono”, conclude Lucilla Danesi invitando tutti gli operatori a usare WEFROOD, l’app che unisce produttori e rivenditori di frutta e permette anche piccole realtà di ottenere una visibilità importante, necessaria a raggiungere il consumatore in questo periodo di crisi.

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  • Geoplant Vivai chiama gli Italiani alla raccolta

    Per sopperire alla mancanza di braccianti stranieri l’azienda ravennate chiede alle Istituzioni di intervenire con politiche adeguate e capaci di mettere il comparto nelle condizioni di assorbire, anche per il futuro, manodopera italiana.

    Mancano poche settimane all’inizio della raccolta della fragola e gli agricoltori di tutta Italia non sono ancora in grado di rispondere a un interrogativo che giorno dopo giorno si fa più pressante: chi coglierà la prima frutta di stagione? A domandarselo è anche Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, azienda ravennate specializzata nella coltivazione di piante da frutto e da fragola.

    L’emergenza è alle porte perché nel Centro-Nord Italia tra poche settimane si entrerà in raccolta con la fragola – commenta Danesi – Con quali braccia le coglieremo? Non possiamo permettere che i nostri agricoltori perdano il raccolto di un’intera stagione. La nostra azienda produce piante, non frutta ed è ben coperta in termini di personale, ma molti frutticoltori rischiano di dover lasciare le fragole sulle piante. Occorre un intervento immediato”. L’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese, infatti, ha sottratto al comparto la manodopera straniera normalmente impegnata in questo periodo nelle campagne: si parla di 370.000 braccianti provenienti soprattutto da Est Europa e Nord Africa e che attualmente sono rimasti nei loro paesi a causa del Covid19. Un’assenza che non potrà essere risolta con la circolare con cui recentemente il Ministero dell’interno ha prorogato fino al 15 giugno i permessi di soggiorno in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020.

    Secondo la responsabile di Geoplant Vivai, una soluzione per risolvere lo stallo e garantire continuità alla filiera agricola c’è e proviene direttamente da casa nostra. Sono tantissimi gli Italiani che sono disoccupati o momentaneamente inoccupati a causa della crisi. Questa categoria di persone rappresenta una risorsa potenziale che andrebbe valorizzata e messa nelle condizioni di dare il proprio contributo al settore in un periodo di difficoltà senza precedenti”. Una situazione di emergenza a cui rischia di aggiungersi anche un evidente paradosso. “Mi auguro che lo Stato colga questa occasione per stimolare la reddittività delle persone e contestualmente incontrare il bisogno delle aziende, attraverso la messa in atto di strumenti efficaci e in grado di facilitare le assunzioni. Credo si tratti di un’alternativa da preferirsi all’impiego di taluni ammortizzatori sociali che genererebbero meccanismi puramente assistenzialistici. Ci mancherebbe che per garantire un indennizzo improduttivo non si riuscisse poi a reperire manodopera e la frutta dovesse marcire su pianta: sarebbe l’assurdo. Fermo restando che le gelate degli ultimi giorni, purtroppo, si sono portate via quasi tutte le drupacee in Regione. Insomma, piove sul bagnato”.

    Un problema che ha anche ulteriori risvolti da non sottovalutare. Prosegue Danesi: “Per rimettere in moto la macchina produttiva, serve efficienza e occorre che buona parte degli incentivi venga concessa alle aziende in termini di riduzione della pressione fiscale e contributiva. Andando così a stimolare meccanismi virtuosi di rioccupazione e perché no, di riavvicinamento al settore primario che ha vissuto forti emorragie di personale negli ultimi decenni”.

    Una formula inoltre per fronteggiare situazioni di irregolarità che in alcuni contesti portano a condizioni lavorative spesso non conformi e oltre misura precarie. “Ci sono stati troppi casi di sfruttamento indecoroso nel recente passato: fenomeni da combattere a livello governativo con convinzione e forza. Il lavoro sommerso deve esser contrastato, gli operai di campagna retribuiti secondo i Contratti Collettivi di Lavoro; e allo stesso tempo, gli imprenditori agricoli devono essere messi nella condizione di fare reddito, proprio per potere garantire compensi e condizioni di lavoro accettabili ai loro dipendenti. Tradotto, la redditività va meglio distribuita, così che tutti i soggetti della filiera ne traggano beneficio e marginalità”.

    Creare una situazione economica sostenibile consentirebbe anche di assicurare una ulteriore qualità sulle tavole del pubblico, grazie all’adozione di pratiche di controllo garantite.

    Ridiscutere i modelli – conclude Lucilla Danesi – sarebbe un’opportunità da cogliere per uscire da questa situazione di crisi e per gettare le basi di un rilancio da tempo necessario. Le produzioni nazionali sono tra le più apprezzate nel mondo e tutelarle nel modo giusto significa valorizzare un patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere. In tempi di sacrifici e di analisi, il bilancio può diventare positivo se tutti i protagonisti della filiera sapranno trovare modalità e approccio che vadano verso una più congrua retribuzione di lavoratori e operatori, a vantaggio di tutti”.

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  • Virus blocca export agroalimentare, ecco l’allarme di Geoplant Vivai: “Barriere sanitarie non diventino barriere protezionistiche”

    Lucilla Danesi e Gianluca Pasi, soci e responsabili commerciali dell’azienda vivaistica ravennate, commentano le ripercussioni del Covid19 su tutto il comparto agricolo invitando associazioni di categoria e amministrazioni a un’immediata presa di posizione

    Se da qui a poche settimane la situazione non si risolve e non si percepisce che si possa risolvere sarà un problema per tutta l’esportazione agroalimentare”. A parlare è Lucilla Danesi, Responsabile Commerciale fragola dell’azienda vivaistica Geoplant Vivai, alle prese con i contraccolpi del Covid19 e dell’emergenza sanitaria che sta paralizzando Italia e non solo. L’azienda ravennate, specializzata nella coltivazione di piante da frutto e di fragola, sta registrando insieme a tutte le realtà agricole del Paese, una grave situazione di stallo che vede la drammatica difficoltà di esportare i propri prodotti oltre confine.

    Negli ultimi 15 giorni, prima che le autorità decretassero tutta una serie di provvedimenti e stop agli spostamenti abbiamo fatto sforzi enormi per esportare le nostre piante consegnando tutto quello che potevamo consegnare ai nostri mercati esteri: Austria, Slovenia, Ungheria e Romania”, commenta Gianluca Pasi, Responsabile estero delle piante da frutto. I prossimi mesi però si preannunciano densi di incognite, difficoltà e ovviamente perdite economiche, soprattutto alla luce della recente notizia dell’annunciata chiusura dell’area Schengen da parte dell’Unione Europea. Al momento il mercato più in bilico è quello delle piante di fragola che ha in aprile, maggio e giugno momenti di consegna importanti. “Quando tra due settimane dovrò consegnare le piante di fragola in marcati extra-UE Kazakistan, in Russia, in Serbia, così come in paesi comunitari che stanno imponendo forti restrizioni al confine come Ungheria e Austria, cosa farò? – si domanda Lucilla Danesi– il prodotto è già nelle celle frigo stivato, pronto per essere commercializzato e non dimentichiamoci che si tratta di merce deperibile. Quello che non consegno quest’anno, non lo posso tenere per le vendite del prossimo. È dunque innegabile che da qui a giugno il problema della logistica diventerà il problema per tutto l’agroalimentare, settore vivaistico compreso”.

    A questo quadro già allarmante, Geoplant Vivai aggiunge un’altra preoccupazione fondata: il rischio che le barriere sanitarie che tutti i paesi d’Europa stanno ergendo si trasformino, nel lungo periodo, in barriere protezionistiche. L’emergenza Covid19 è prioritaria, ma non potrà diventare nei successivi mesi un’occasione per danneggiare l’export in violazione di regole ben precise che regolano il mercato UE. “Questo rischio va vigilato e tenuto in considerazione”, sottolineano Danesi e Pasi, invitando le amministrazioni locali, statali e le associazioni di categoria a farsi portavoce del problema in sede europea.

    Ma il fermo dell’export non è l’unico elemento ad agitare il settore. Nelle prossime settimane quando riprenderà la raccolta nei campi, tutti gli agricoltori d’Italia dovranno fare i conti con un altro ostacolo: la mancanza di operai. Secondo i dati di alcune associazioni di categoria sono 370.000 i braccianti regolari che ogni anno raggiungono, in questo periodo, le campagne italiane dall’estero (Est Europa e Nord Africa) e che attualmente sono rimasti nel loro paese un po’ a causa della chiusura delle frontiere un po’ per il forte timore del virus. Senza un intervento immediato la chiusura dei confini alle persone, si ripercuoterà disastrosamente mettendo a rischio più di un quarto del made in Italy che ogni anno arriva sulle nostre tavole grazie alla raccolta per mano di rumeni, marocchini, indiani, albanesi, senegalesi, polacchi, tunisini, bulgari, macedoni e pakistani. “ Se è vero che questa situazione porterà l’agricoltura a cercare soluzioni più smart e tecnologiche rispetto al passato, è anche vero – conclude Pasi – che nel nostro mondo quei processi di meccanizzazione che in altri settori stanno garantendo la continuità del lavoro, sono al momento impossibili da attuare, considerando che l’85% delle lavorazioni viene realizzata dall’uomo”. Dunque che ne sarà nei prossimi mesi dell’agricoltura italiana? Le campagne rimarranno vuote di braccianti ma ricche di ortaggi e frutti? Un’immagine inquietante e che richiede soluzioni immediate affinché non si realizzi e rimanga soltanto una preoccupante fantasia.

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  • Geoplant amplia l’offerta con l’asparago made in Italy

    Non solo fragole e piante da frutto: l’azienda romagnola inizierà a commercializzare zampe da asparago a partire dal mese di marzo, proponendo al mercato le principali varietà nazionali ed estere, dalle più precoci alle più tardive, dal verde al bianco, al selvatico

     

    Novità importanti in casa Geoplant. L’azienda agricola romagnola, presente sul mercato da quasi quarant’anni, ha deciso di ampliare la già ampia gamma della propria offerta, introducendo la vendita di una nuova specie, l’asparago. Con questa scelta Geoplant, da sempre specializzata nel miglioramento genetico e nell’innovazione varietale nel settore della fragola e del pesco, dichiara la volontà di rispondere alla forte richiesta del mercato che vede l’Italia tra i primi tre consumatori di asparago a livello europeo, con picchi di interesse in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Campania. Una scelta che oltretutto si allinea con il trend del settore che vede i vivai specializzati nella produzione di fragola proporre, da diversi anni, anche l’asparago in quanto specie facilmente abbinabile a livello vivaistico.

    A partire da marzo 2020 Geoplant lancerà sul mercato nazionale, professionale e hobbistico, le principali varietà di asparago sia verde che bianco, sia violetto che selvatico. Dalle più precoci alle più tardive il vasto assortimento comprende le seguenti cultivar quali: Ercole, Franco, Giove, Eros, sia bianchi che verde. A queste si aggiungono le cultivar nordiche come il Cumulus (verde o bianco), di natura precoce e l’intermedio Grolim (solo bianco). Infine, l’offerta si completa con le varietà verdi Grande e Vegalim, indicate soprattutto per il mercato del Sud Italia, dove hanno già dimostrato un’importante resa.

    Grazie a questa scelta, Geoplant conferma la propria vocazione di player responsabile e di qualità, impegnato a supportare la filiera agricola nazionale grazie alla capacità di interpretare le esigenze di coltivatori diretti, cooperative, consorzi fino all’industria e alla grande distribuzione. L’azienda romagnola si conferma così un interlocutore privilegiato per tutti i componenti della filiera italiana ed estera e del tessuto produttivo che, in questi anni, ha sofferto gli andamenti altalenanti derivanti dai fattori climatici e dalle emergenze fitosanitarie.

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  • Geoplant sperimenta un nuovo clone: la mela Fuji torna in pianura

    L’azienda romagnola, impegnata nella continua innovazione in ambito frutticolo, non dimentica l’importanza del Made in Italy e sperimenta la coltivazione di un nuovo clone di Fuji.

    Geoplant Vivai, società agricola specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico di piante da frutto, pone il suo operato sempre in direzione della valorizzazione del territorio. Infatti con l’inizio della raccolta in pianura delle apprezzatissime mele Fuji, Geoplant coglie i frutti della recente sperimentazione di un nuovo clone: si chiama KING® Fuji VW* dell’editore gruppo KIKU® già famoso per avere lanciato cloni di Fuji di grande successo come il KIKU® Fubrax* o il KIKU® 8 Brak*.

    Questo nuovo clone si caratterizza per la colorazione del frutto slavata, ma allo stesso tempo molto intensa, probabilmente la più estesa fra i cloni esistenti. Questa caratteristica è agevolata dal fatto che si tratta di un clone a portamento Spur quindi a bassa vigoria (a differenza di tutti gli altri cloni che al contrario sono molto vigorosi) e ciò lo rende facilmente gestibile.
 Rispetto ai cloni esistenti, restano pressoché inalterate le altre caratteristiche tipiche della Fuji, ovvero la tipica tessitura della polpa, il sapore inconfondibile e una sensibilità a ticchiolatura che può risultare moderata o forte a seconda delle annate.

    L’impianto di prova realizzato da Geoplant presso un produttore socio del gruppo Apofruit ha prodotto, solo per quest’anno, 415 quintali/ha in terza foglia con una pezzatura media superiore ai 75 mm. I portinnesti presenti nell’impianto sono due, 50% Pajam2 e 50% M9T337, ed entrambi hanno dimostrato eccezionali performance produttive e qualitative senza manifestare, fino ad ora, segni di alternanza produttiva.

    Qualora questo clone confermasse quanto mostrato nelle ultime due annate potrebbe rappresentare un’ottima opportunità per rilanciare la coltivazione della Fuji in Pianura Padana che purtroppo risulta molto frenata da due caratteristiche negative che accomunano tutti i cloni presenti sul mercato fino ad oggi: l’alternanza produttiva e la scarsa colorazione dei frutti in particolare dalla 5-6a foglia in poi.

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  • Candine® è una mela speciale, con caratteristiche che la faranno presto apprezzare a un pubblico di ogni età

    L’azienda Geoplant Vivai ha ospitato nei propri vivai la tappa finale di un itinerario in occasione di una giornata tutta dedicata alla mela più bella della Romagna.

    Il 17 settembre, a Pievesestina di Cesena, Apofruit ha presentato il progetto Candine® della varietà di mela Regal You® presso i suoi stabilimenti. Tra i temi trattati gli obiettivi, la politica di marca, i risultati del consumer test e le caratteristiche varietali di questa mela pregiata. Una giornata culminata nella visita in campo dei vivai di Geoplant a cui è affidata dal 2021 la produzione del materiale vivaistico, indicativamente 120 mila astoni all’anno.

    La collaborazione con Apofruit si orienta verso una strategia di valorizzazione e differenziazione, sviluppando una politica di marca su un preciso prodotto come la mela. Apofruit e le aziende ad essa associate sono clienti di Geoplant da sempre e questo rapporto di fiducia reciproca perdura da decenni. Si sono aggiunte nel corso degli anni altre importanti collaborazioni sia nel campo della ricerca (ad esempio con il progetto Maspes) che in ambito commerciale (ad esempio il progetto di sviluppo della varietà Falstaff). Da questo background è nata la collaborazione per la produzione delle piante della varietà Candine® .

     

    “Mostrare un bel vivaio ai nostri clienti è motivo di grande soddisfazione”. – commenta Gianluca Pasi, responsabile tecnico commerciale di Geoplant Vivai“Molte delle aziende presenti sono nostri clienti e questa giornata è stata una buona occasione per incontrarli e confrontarci con loro. Il progetto Candine® spazia su diverse Regioni Italiane e ci dà la possibilità di conoscere altre realtà e farci conoscere.”

    “Per diversi decenni il mercato e il consumo hanno seguito la linea dell’estetica e della convenienza, ma quell’epoca sta terminando e non solo nel settore della mela. Il consumatore sta iniziando a cercare un prodotto che sia prima di tutto buono e direi proprio che Candine® risponde a pieno a questa domanda”.

    Geoplant è stata scelta da Apofruit per la serietà che mette ogni giorno nella cura dei propri vivai e nel rapporto con i clienti. Presente sul mercato da quasi quarant’anni, l’azienda si impegna fin dalla sua nascita nella produzione di piante di qualità e ogni anno organizza giornate di approfondimento in campo o in vivaio per mostrare nuove varietà o nuove tecniche di coltivazione.

  • Dal passato al futuro… Geoplant lancia una proposta per il comparto pericolo

    Si alza dal cuore della Romagna una speranza per il settore pericolo, quest’anno letteralmente messo in ginocchio dalle condizioni climatiche, dai parassiti e dai portinnesti classici del cotogno che hanno portato alla morte fino al 20% delle piante e una scarsità di frutti, spesso rovinati a terra, con picchi negativi anche del 50-70%.

    Una speranza è stata però messa in luce lo scorso 27 agosto nell’area di Fusignano-Bagnacavallo (RA), dove la Fondazione Navarra di Ferrara, tra i più attivi e stimati centri di ricerca dell’Emilia-Romagna, ha comprovato in campo l’efficacia dei portinnesti franchi rispetto ai tradizionali cotogni. Si tratta di un ritorno al passato, ma che si proietta nel futuro, perché questa formula era stata progressivamente abbandonata a partire dagli anni ’90. Non da Geoplant Vivai, però! L’azienda vivaistica ravennate ha infatti continuato gli studi e le migliorie su questa tipologia di portinnesto, osservandone la valenza e incrementando i risultati. Tra questi, impianti produttivi con piante vigorose e non soggette a fenomeni clorotici, nel complesso meglio gestibili, frutti di aspetto bello e regolare, tipicamente calebassiforme e ben lontano dei frutti tozzi non graditi al pubblico moderno.

    Grazie alle sperimentazioni presso alcune realtà del territorio, la Fondazione Navarra ha mostrato i riscontri effettivi dell’anno 2019, in assoluta controtendenza rispetto allo scenario corrente. Come confermato dal Dott. Michele Mariani, Responsabile dell’Area Frutticola e Coordinamento Attività Sperimentali la Fondazione quest’anno metterà a dimora un campo prova dove verrà messa a confronto la varietà Abate innestata su diversi portinnesti (franchi vs cotogni) per poi dare indicazioni più precise ai produttori supportati anche dai dati di raccolta in campagna, come rapidità di messa a frutto, calibri, pezzatura.

    Una grande possibilità, dunque, per William e Abate, produzioni fondamentali del territorio regionale emiliano-romagnolo, note e apprezzate in tutto il mondo. A confermare l’importanza di questi risultati è Gianluca Pasi, tecnico di Geoplant Vivai:Non abbiamo mai smesso di guardare con interesse ai portinnesti franchi, convinti che la loro storicità fosse un punto di forza purché adeguandolo ai nostri tempi. Ricerca ed evoluzione sono la risposta a una crescente difficoltà dei cotogni che mai come quest’anno, hanno dimostrato tutta la loro debolezza. Grazie agli investimenti effettuati e i riscontri ottenuti, Geoplant può oggi porsi come referente referenziato e autorevole nel contrasto alla debacle del mondo pericolo e partner efficace nel rilancio di un settore strategico per il sistema agricolo regionale. L’esperienza maturata in questi anni e la collaborazione con realtà quale la Fondazione Navarra ci consentono di poter offrire una soluzione in grado di contribuire al rilancio di un settore determinante per l’economia del territorio”.

    www.geoplantvivai.com

     

  • Geoplant Vivai presenta Dorabelle, nettarina gialla dal gusto unico

    L’azienda vivaistica ravennate, in collaborazione con i vicini Vivai Calderoni, dà appuntamento per venerdì 2 agosto alle 16.30, presso la Loc. Pontesanto (Imola), per il lancio della nettarina a polpa gialla Dorabelle: cultivar medio-tardiva, gustosa e produttiva, che andrà a sostituire la californiana Stark Red Gold.

    Un’altra importante novità nel campo dell’innovazione varietale per la Società agricola romagnola Geoplant Vivai: è in arrivo la cultivar di nettarina a polpa gialla Dorabelle, diffusa dal gruppo francese Star Fruits e assimilabile come epoca di maturazione alla ben nota Stark Redgold, varietà di riferimento tra le più apprezzate e coltivate in Italia.

    La presentazione ufficiale è prevista nell’imolese per venerdì 2 agosto, dalle ore 16.30, presso la frazione Pontesanto (luogo di ritrovo: via Zanotti, di fronte alla Chiesa).

    Una risposta all’esigenza di nuove varietà dalle elevate potenzialità nel periodo medio-tardivo arriva però dalla novità proposta da Geoplant Vivai e Vivai Calderoni, che si apprestano a condividere con tecnici e produttori le plusvalenze della nettarina gialla Dorabelle. Nella giornata di venerdì 2 agosto i partecipanti all’incontro tecnico potranno constatarne le ottime caratteristiche organolettiche e valutare la resa produttiva in un impianto su Gf677 allevato a Ypsilon.

    Con un gusto eccellente e una colorazione completamente rossa, questa varietà subacida – con calibro 2A/3A – si colloca nella medesima epoca di maturazione di Stark Red Gold e ne eguaglia gli standard produttivi. Complice un’ottima tenuta di maturazione in pianta, questa nettarina a pasta gialla targata Star Fruits garantisce infatti elevatissime pezzature.

    Per illustrarne le qualità interverranno i rappresentanti del comparto piante da frutto delle aziende promotrici: Ivano Masotti e Gianluca Pasi di Geoplant Vivai e Francesco Calderoni dei Vivai Calderoni.

     

    Per informazioni e conferme di adesione, si prega di contattare Gianluca Pasi al numero 320/7039206 o all’indirizzo e-mail [email protected].

    www.geoplantvivai.com

  • Geoplant Vivai: un’annata da record con Royal Helen

    La Società agricola di Savarna (RA) conferma l’ottimo comportamento della cultivar di ciliegio lungo tutto lo Stivale, nonostante le forti perturbazioni di maggio e le differenti condizioni climatiche degli areali produttivi.

    Oltre le migliori aspettative: la varietà Royal Helen continua il trend di crescita produttiva e dimostra di possedere molte delle caratteristiche organolettiche ricercate dal mercato ortofrutticolo.

    La cultivar – proveniente dalla californiana Zaiger’s Genetics e sviluppata dall’editore francese IPS (International Plant Selection) nei campi sperimentali di Montélimar – nel 2019 ha registrato in Italia eccellenti risultati sia in termini quantitativi che qualitativi, rispondendo perfettamente dal nord al sud della Penisola e garantendo rese estremamente positive in termini quantitativi.

    Geoplant Vivai, player di riferimento nel miglioramento genetico e nell’innovazione varietale di piante da frutto e di fragola, ne ha riscontrato l’elevata produttività nei ceraseti dei propri clienti, in Romagna: “Il comportamento di Royal Helen – spiega Gianluca Pasi, Responsabile commerciale e Responsabile del miglioramento genetico delle piante da frutto di Geoplant Vivaiquest’anno si è rivelato di gran lunga più forte delle avversità metereologiche che hanno colpito il nostro Paese, con precipitazioni e grandinate capaci di danneggiare considerevolmente molti areali produttivi. La cultivar ha superato brillantemente il periodo di instabilità e si è presentata in ottima forma: il calibro è elevato e si attesta intorno ai 30-32 millimetri, con peso medio superiore a 13-14 grammi, polpa croccante, elevata consistenza, bassa acidità e grado zuccherino superiore ai 20 °Brix“.

    In tutti gli areali coinvolti nella produzione del ciliegio, con indici di rendimento particolarmente significativi in Campania (zona di Caserta), in Emilia-Romagna e in Trentino Alto Adige (Val di Non su tutte), questa varietà autofertile, croccante e consistente ha convinto tecnici e coltivatori, risultando molto interessante nell’epoca di maturazione del ciliegio tardivo.

    Quest’anno, nonostante le intense piogge, non abbiamo riscontrato particolari problematiche legate al cracking sul frutto e il sapore dolce e aromatico, con basso grado di acidità, ha soddisfatto pienamente le aspettative dei consumatori. La colorazione rosso scuro, la notevole consistenza e, in generale, le peculiarità pomologiche e agronomiche del frutto fanno presagire un’ulteriore curva di sviluppo in futuro. – precisa Pasi, che conclude – Siamo convinti che l’adattabilità e l’alto standard qualitativo di questa varietà possano continuare a convincere il mercato sul lungo periodo, conquistandone una significativa fetta in relazione al ciliegio a maturazione tardiva”.

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  • Geoplant Vivai e Vita Nova: con FragolAurea a sostegno dell’America Latina

    Il binomio impegno sociale e vivaismo continua a dare i suoi frutti: grazie a 600 piante di FragolAurea fornite all’associazione piemontese Vita Nova, Geoplant contribuisce all’Operazione Mato Grosso, movimento di volontariato giovanile fondato sul lavoro, la condivisione e la solidarietà.

    Se il mercato ortofrutticolo e il settore agricolo costituiscono il minimo comune denominatore di ogni angolo dei cinque continenti, sono i principali player della filiera a rappresentarne il vero motore di rinnovamento e di incidenza sociale.

    La Società Agricola Geoplant Vivai di Savarna, con sede nel ravennate, da sempre si dimostra sensibile alle iniziative rivolte alla cooperazione e al territorio, sostenendo azioni ed esperienze di comunità, di promozione del territorio e di solidarietà sociale.

    È questo il caso del sostegno dato all’Associazione vercellese “Vita Nova”, che si propone di vivere in semplicità e di coinvolgere ragazzi e famiglie a favore di alcune missioni dell’”Operazione Mato Grosso“, diffuse capillarmente nei Paesi dell’America Latina da oltre 50 anni.

    Grazie alla fornitura di 600 piante di fragola della varietà FragolAurea da parte di Geoplant Vivai, i componenti dell’Associazione di Larizzate hanno concretizzato l’impianto di un fragoleto, nato con un duplice obiettivo, formativo e benefico. Se infatti da un lato le famiglie partecipanti hanno potuto vivere un’esperienza di contatto e sinergia con la natura, consolidando la propria coesione e attingendo alla forza della propria intesa umana e lavorativa per raggiungere l’obiettivo finale, dall’altro quest’attività si tramuterà in un’utilità sociale vera e propria, che permetterà di devolvere il ricavato della commercializzazione delle fragole alle missioni di OMG (Operazione Mato Grosso) in America Latina.

    Trattandosi di una cultivar particolarmente adatta all’areale piemontese, a maturazione precoce e dalle ottime caratteristiche organolettiche, il trapianto ha attecchito con grande facilità per la totalità delle piantine fornite, consentendone una rapida fioritura.

    L’essenza del progetto ideato da “Vita Nova” è racchiuso nella sua stessa semantica e si prefigge l’obiettivo di creare le condizioni per una “nuova vita”, fondata sul lavoro e sulla simbiosi con l’ambiente naturale.

    L’”Operazione Mato Grosso” si fonda su cinque coordinate: giovani, indigenti, lavoro, capillarità e aconfessionalità. Grazie a esperienze di gruppo altamente formative, oltre che solidali, i giovani fanno propri i valori del rispetto, della collaborazione e dell’attenzione ai problemi degli ultimi, applicandosi socialmente per alleviarne le sofferenze: principi cari a Geoplant Vivai, che con gli orti sociali a Ravenna e altre importanti collaborazioni sceglie di esprimere la propria idea di solidarietà, comunità e rapporto con la terra, punto di partenza e d’arrivo di un’economia sempre più circolare ed ecosostenibile.

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  • Le fragole di Geoplant “in pieno campo” per lo sviluppo rurale

    All’incontro tecnico del 17 maggio, presso l’ASTRA di Cesena, l’azienda vivaistica ha presentato i risultati ottenuti in coltura di pieno campo, dimostrando il valore imprescindibile della qualità organolettica nell’innovazione varietale.

    Venerdì 17 maggio, dalle 14.30 alle 18.30, i principali breeder, vivaisti, trader, esportatori e gruppi cooperativi del nord e del sud Italia hanno partecipato alla Giornata Tecnica della Fragola di pieno campo presieduta e coordinata di Gianluca Baruzzi di CREA Cesena, con riflessioni e interventi incentrati sull’importanza degli investimenti mirati a innovazione e qualità, con uno sguardo alla competitività del settore agroindustriale, alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo del territorio.

    Tra i player del settore intervenuti per illustrare e condividere i progressi in materia di miglioramento genetico (operati in virtù delle evoluzioni del mercato e del continuo mutamento dei gusti dei consumatori italiani), la Società di Savarna Geoplant Vivai, rappresentata dalla Responsabile del comparto Fragola Lucilla Danesi.

    Presso l’Agenzia per la Sperimentazione Tecnologica e la Ricerca Agroambientale ASTRA di Cesena (Unità operativa Martorano 5), sono state evidenziate anche quest’anno le notevoli caratteristiche organolettiche delle cultivar di punta del progetto sperimentale di New Fruits – nello specifico Tea, Olympia e FragolAurea – e l’elevata qualità di Talia, varietà di casa Geoplant già protetta brevettualmente, nata con l’obiettivo di colmare il gap produttivo riscontrato tra la fine di maggio e le prime settimane di giugno.

    Estremamente positivi, inoltre, gli andamenti commerciali e i comportamenti varietali riconducibili a FragolAurea, cultivar in grado di raggiungere notevoli livelli produttivi. “La bellezza del frutto, unita alla buona consistenza, all’ottimo sapore e alla scalarità di raccolta – ha spiegato Danesi – intercetta la richiesta degli areali continentali (Polonia, Ungheria e Romania su tutti) e soddisfa le esigenze dell’Italia del centro-nord, dove si ravvisano buonissimi andamenti nel segmento retail”. Protagonista indiscussa del TSW in Polonia, FragolAurea sarà presente anche alla kermesse rumena INDAGRA, che si terrà a Bucarest dal 30 ottobre al 3 Novembre e, nel frattempo, convince sempre più aziende e gruppi commerciali, oltre che importanti realtà italiane affermate nel processo di trasformazione.

    La visita guidata, l’incontro tecnico e la Mostra pomologica promossi dal C.R.P.V. (Centro Ricerche Produzioni Vegetali) e dall’Ente di ricerca CREA (dedicato alla filiera agroalimentare) hanno sottolineato la necessità di selezionare, in sede di ricerca e miglioramento genetico, varietà di elevate proprietà organolettiche, capaci di dare frutti molto dolci ed estremamente profumati e di riconquistare, parallelamente, la fiducia del consumatore.

    Ulteriore elemento di discussione, la catena commerciale: “occorre intervenire a livello strutturale per garantire al consumatore frutta buona e di elevato contenuto zuccherino” – ha rimarcato Lucilla Danesi Diventa centrale la valorizzazione economica della qualità da parte del comparto della distribuzione, in modo che gli agricoltori possano essere equamente compensati e quindi messi nella condizione di produrre meno per produrre meglio”.

    Infine, un cenno sulla stagione non proprio favorevole del Sud Italia e sull’incidenza delle condizioni metereologiche avverse in relazione all’andamento produttivo, in particolar modo di chi produce la coltura in pieno campo.

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  • La visita dei produttori albanesi e delle Istituzioni ai campi sperimentali di Geoplant Vivai

    L’11 maggio l’azienda vivaistica ha accolto una delegazione albanese, interessata all’eccellenza delle sue piante da frutto, e incontrato il Prof. Paolo De Castro, economista, politico e agronomo, per parlare di internazionalizzazione, lotta alla contraffazione e centralità della ricerca.

    Giornata ricca di confronti per la Società Agricola Geoplant Vivai, eccellenza romagnola fondata nei primi anni Ottanta da Secondo Danesi e Adriana Siboni e specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola. L’11 maggio i campi sperimentali dell’azienda vivaistica con sede a Savarna, nel ravennate, hanno ospitato una nutrita delegazione di produttori albanesi, guidati dal Dr. Hafuz Domi, Direttore dell’Associazione di sviluppo agricolo dei Distretti di montagna.

    Ad accompagnare i visitatori – accanto alla rappresentanza aziendale di Geoplant Vivai e al Presidente di AGIA (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) e di Condifesa Stefano Francia – la Direttrice dell’Associazione “Agricoltura è Vita” Cristina Chirico, impegnata nell’ambito di numerosi progetti di formazione, ricerca e innovazione per lo sviluppo di areali come quello albanese, attraverso l’esportazione di tecniche, contatti, novità procedurali e di prodotto, resa possibile dalla cooperazione sinergica tra aziende.

    L’interesse principale dei produttori si è focalizzato sulle cultivar di melo e sulle drupacee, con particolare riferimento al ciliegio in ragione della volontà di inserire questa coltura all’interno della propria offerta sul territorio albanese. La prima parte della visita, atto inziale di una futura e proficua collaborazione, si è svolta nei vivai di melo situati nella frazione di Mandriole, caratterizzati dall’innesto su portainnesto M9, con astoni normali e Knip. I farmers albanesi, avvezzi alla coltivazione della cultivare Red Delicious, si trovano ora a fronteggiare una non semplice situazione causata dalle restrizioni di provenienza russa e sono orientati, dunque, verso una crescente diversificazione della produzione. Teatro dell’ultima parte della visita sono stati invece i campi sperimentali di fragola di Borgo Masotti, dove si sono tenute la presentazione e la degustazione di alcune varietà made in Geoplant, tra cui Asia, Malga e FragolAurea.

    Congedati gli interlocutori, la giornata è proseguita nel segno dell’internazionalizzazione arrivando a toccare tematiche di grande attualità e inevitabile urgenza per l’evoluzione delle politiche agricole europee.

    Alla presenza del Sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni, l’azienda ha ricevuto Paolo De Castro, politico, economista e agronomo italiano di comprovata esperienza. Grazie alla sua carriera come professore ordinario di Economia e Politica Agraria presso l’Università di Bologna e agli svariati ruoli istituzionali ricoperti (tre volte Ministro dell’Agricoltura, oltre che Vice Presidente della Commissione per l’agricoltura e la produzione agroalimentare del Senato della Repubblica Italiana), dal 2009 siede al Parlamento Europeo per occuparsi di politiche agricole e sviluppo rurale.

    Di fronte a una platea multiforme, composta tra gli altri dai lavoratori dell’azienda Geoplant Vivai, Paolo De Castro ha ascoltato e condiviso in veste istituzionale le posizioni del titolare Secondo Danesi e le visioni strategiche da mettere in campo per contrastare la moltiplicazione abusiva delle piante di fragola e la contraffazione in materia di diritto d’autore varietale (causa primaria nel danneggiamento dei costitutori), molto diffusa in buona parte della Comunità Europea con picchi in Paesi quali Polonia e Ungheria, ma che tocca frange dell’Extra-UE, in modo particolare Serbia e Ucraina.

    Si è passati poi a trattare l’importanza della ricerca e dell’introduzione di innovative tecnologie applicate all’agricoltura per portare, infine, all’attenzione la necessità di un’Europa unita che sappia fronteggiare con forza, competenza e carattere le pressioni commerciali delle grandi potenze mondiali (Cina e USA tra tutti) e salvaguardare la produzione e l’agricoltura comunitaria e certo anche quella made in Italy, eccellenza da sempre riconosciuta dentro e fuori confine.

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  • Geoplant scommette sul tardivo con la cultivar di fragola Talia

    Una proposta che intercetta le richieste del mercato colmando il gap produttivo del periodo tardivo: l’azienda vivaistica espositrice alla kermesse serba di Novi Sad si appresta a presentare al mondo dei frutticoltori, in anteprima, le skills di Talia. 

    Rusticità della pianta, alta produttività e aspetto conico regolare sono solo alcune delle caratteristiche che configurano Talia come una vera novità nel panorama del mercato fragolifero nazionale ed europeo.

    La Società agricola di Savarna (RA) Geoplant Vivai, player di punta del vivaismo grazie alla pluriennale esperienza nel campo del miglioramento genetico e dell’innovazione varietale, lancerà quindi tra poche settimane questa cultivar “il cui nome è un omaggio al nostro Paese, così come alla tradizione mitologica dell’antica Grecia, in cui Talia era una delle nove muse” commenta Lucilla Danesi, responsabile del comparto Fragola in azienda.

    Dopo un’attenta valutazione dei comportamenti e dei risultati ottenuti dalla selezione – per cui è stata avviata la pratica di privativa comunitaria a metà del 2018 – Geoplant Vivai ha scelto di portare Talia alla manifestazione internazionale di Novi Sad (Serbia, 11-17 maggio 2019, area ICE – Pad. 1) per presentarne alla platea di addetti e visitatori, in anteprima assoluta, proprietà e must.

    Questa cultivar di fragola, già protetta brevettualmente, ha superato il test in numerosi areali, dove un gruppo selezionato di agricoltori ha potuto verificarne a fondo l’andamento e il comportamento varietale, e ha pertanto tutte le caratteristiche per collocarsi proficuamente tra Polonia, Ungheria, Francia, Germania, Serbia, Ucraina e naturalmente Italia. Le ragioni dell’interesse di questi mercati vanno rintracciate nell’epoca di maturazione tardiva di questa fragola, nella buona rusticità della sua pianta e nell’elevato standard qualitativo del prodotto finale, ideale anche in coltura biologica.

    Talia nasce con l’obiettivo di colmare un segmento produttivo estremamente vantaggioso” prosegue Danesi, “coincidente con il periodo tardivo, che si dimostra sempre più allettante per gli agricoltori in virtù di un gap di produzione riscontrato tra la fine di maggio e le prime settimane di giugno, epoca in cui peraltro i prezzi di vendita al consumo si sono dimostrati piuttosto soddisfacenti negli ultimi anni”. Ad oggi, in questa fase, è bassa la concentrazione dell’offerta con conseguente vantaggio in termini di profitto per il produttore, mentre negli anni passati il precoce ha accusato, a livello di introiti reali, il duro colpo del crossing produttivo tra il precoce italiano del nord, lo slancio finale del meridione, il tardivo spagnolo e il precoce tedesco. La vetrina di Novi Sad non resterà l’unica, nel panorama fieristico, ad ospitare la nuova cultivar di Geoplant: a novembre sarà infatti la volta di Karlsruhe in Germania, ultima tappa di un viaggio che, durante la primavera inoltrata, passerà dai campi sperimentali dell’azienda romagnola, nel ravennate, per una presentazione ufficiale e specificatamente tecnica.

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  • Geoplant e gli Ortisti di Strada per un frutteto sociale nel cuore di Ravenna

    La società agricola romagnola riconferma il sostegno all’Associazione impegnata nella riqualificazione green del tessuto urbano e nella gestione di orti sociali sul territorio, che il 6 e 7 aprile darà il via alla piantumazione di un frutteto sociale a Ravenna. 

    Arte e orto: parole linguisticamente assonanti, concettualmente mai così vicine.

    La Geoplant Vivai di Savarna (RA) – player di punta nel mercato ortofrutticolo in virtù della sua intensa attività di innovazione varietale e miglioramento genetico – anche quest’anno sceglie di sostenere concretamente un’Associazione giovane (per fondazione ed età dei suoi membri) con una chiara missione di riavvicinamento alla terra e di riqualificazione del tessuto cittadino, preservandone bellezza e coerenza paesaggistica.

    Il progetto – che si estrinseca tramite la donazione ad altre associazioni, la gestione di orti sociali locali sinergici e di food forest e l’organizzazione di incisive azioni con scopo di sensibilizzazione sul tema dell’ecosostenibilità – coinvolge realtà del territorio che, come Geoplant, decidono di destinare parte del proprio prodotto al rinverdimento di luoghi pubblici, scuole e aree parzialmente o totalmente abbandonate.

    Sull’onda del successo e dell’alto tasso di partecipazione dello scorso anno, sabato 6 e domenica 7 aprile gli Ortisti di Strada celebreranno la piantumazione a spirale di oltre 100 alberi da frutto a Ravenna, nell’area di pertinenza delle case popolari di via Patuelli, alla quale potranno intervenire tutti coloro che vorranno vivere in prima persona un’esperienza comunitaria, green e dal forte valore sociale. Un anno fa la zona prescelta, e concessa dai permessi comunali, coincise con lo spazio tra il parco Teodorico e il Centro Sociale Spartaco, non molto distante dall’area selezionata per l’edizione 2019.

    Nel 2018 Geoplant donò numerose centinaia di piante di melo, pero, ciliegio, pesco, susino e altre drupacee arrivate in buona misura, tramite gli Ortisti di Strada, ad altri Enti e Associazioni: HumuSapiens, Croce Rossa Italiana Comitato di Ravenna, Dormitorio Re di Girgenti, Scuola Materna Mani Fiorite, Associazione dei Genitori Scuola Elementare di Classe Vincenzo Randi, Associazione Teranga, Coop. Sociale Persone in Movimento, Volontari Forestali della Protezione Civile di Ravenna, Scuola elementare Galliano Camerani, Legambiente Ravenna – Circolo Matelda, Coop. Sociale Don Sandro Dordi, Coop. Sociale e Onlus Kirecò, Associazione culturale A.Di.P.A.

    Ortisti di Strada ha poi impiegato parte delle piante per rinverdimenti di alcuni punti urbani e degli orti comunitari dalla stessa gestiti, presso il Centro Sociale Autogestito Spartaco e la Coop. Kirecò.

    La filosofia, promossa dai giovani Ortisti di Strada e condivisa da Geoplant, ha le sue radici nella volontà di combattere gli smaltimenti e gli sprechi di materiale ecologico, nell’ottica del suo pieno recupero e di un’economia circolare: tutto deve essere riconsegnato al terreno e ricollocato per regalarne un beneficio all’intera comunità.

    L’obiettivo è quello di creare frutteti sociali, per avvicinare le persone al territorio e agli spazi verdi e, al contempo, per sviluppare il concetto di comunità, convivialità e condivisione. L’orto sinergico prende forma a partire da bancali ricoperti di paglia, in una cornice bucolica che favorisca la cooperazione di tutti, agevolando anche chi è portatore di disabilità tramite il ricorso a cassoni di frutta sopraelevati e riempiti di terra pronta per essere coltivata. Infine, l’importanza di rendere i frutti disponibili a tutti i concittadini, attori protagonisti e principali fruitori di questo contributo socialmente utile.

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  • Geoplant celebra il momento d’oro dei piccoli frutti al Global Berry Congress

    La Società agricola romagnola torna dall’edizione 2019 della kermesse dedicata ai piccoli frutti, superfood dei nostri giorni, forte di importanti occasioni di scambio e della rinnovata consapevolezza in materia di sostenibilità, ambiente e trasparenza dell’intera filiera.

    Si è tenuto dal 25 al 27 marzo il Global Berry Congress, l’appuntamento annuale con uno dei più rosei segmenti del mercato frutticolo internazionale.

    A prendere parte alla tre giorni, ospitata quest’anno dal World Trade Center di Rotterdam, 580 delegati da 50 paesi differenti, 48 relatori e più di 30 aziende espositrici, accomunati dalla sempre crescente specializzazione in uno dei comparti più attivi, dinamici e interessanti degli ultimi anni.

    Tra le realtà convinte della centralità dei berries e della rapidità del loro incessante percorso di sviluppo non potevano mancare molti player di punta del mercato italiano, come la ravennate Geoplant Vivai – rappresentata per l’occasione dal responsabile del settore fragola Lucilla Danesi e dal tecnico-commerciale Michele Montanari – da anni impegnata nella ricerca destinata al miglioramento genetico delle piante di fragola, che le ha permesso di immettere apprezzatissime varietà di fragola nel circuito di vendita nazionale e internazionale, come Tea, Olympia, Fragolaurea, Asia e Malga.

    Tra i temi centrali della manifestazione olandese, la stretta connessione tra piccoli frutti e salute. Grazie alle loro preziose proprietà – capaci di renderli ipocalorici, benefici per l’alto contenuto in polifenoli e antociani e al contempo estremamente gustosi – i berries hanno conquistato sempre maggiori fette di mercato raggiungendo tutte le fasce di consumatori, attratti dalla semplicità e dall’immediatezza del consumo, ma anche dallo speciale equilibrio organolettico reso possibile da note di dolcezza e di acidità ben calibrate. Molti gli studi ufficiali citati, a testimonianza del sempre crescente interesse degli acquirenti nei confronti di questo “superfood”, ormai apprezzato e ricercato da più di un terzo della popolazione italiana.

    Altro elemento di confronto imprescindibile, centrale per la kermesse e per le aziende che come Geoplant credono al valore della sostenibilità, è stato rappresentato proprio dalla necessità di far correre l’innovazione nella direzione di una produzione e di politiche aziendali etiche ed ecologiche. Sotto i riflettori il monitoraggio della supply chain per un’offerta ottimale dei prodotti, il ricorso a imballaggi sostenibili e la valorizzazione degli aspetti nutrizionali.

    Se è vero che la quota di famiglie che inseriscono nel proprio paniere fragole, mirtilli e lamponi è destinata a salire ulteriormente, è fondamentale che il vivaismo si adoperi per mantenere altissimo lo standard qualitativo e trasparente la tracciabilità delle cultivar offerte: è proprio questo che rende da anni Geoplant Vivai un punto di riferimento del comparto, capace di far corrispondere al dinamismo del mercato ortofrutticolo il costante innalzamento del livello organolettico e delle garanzie fitosanitarie, fondamentali per rimanere competitivi e soprattutto per proporre al cliente un prodotto unico sul mercato.

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  • Le best practice di Geoplant conquistano l’Ungheria

    Il 14 marzo l’azienda vivaistica è volata a Szatymaz, nel sud dell’Ungheria, per condividere trend di mercato, strategie di breeding e plusvalenze della propria offerta varietale con gli addetti locali del comparto drupacee.

    Nel cuore della coltivazione del pesco sul territorio ungherese, nel piccolo comune di Szatymaz in provincia di Csongrád, si è tenuto giovedì 14 marzo un importante convegno tra breeders e operatori locali, guidato dalla relazione di Gianluca Pasi, Responsabile Commerciale e Responsabile del miglioramento genetico per le piante da frutto della società agricola Geoplant Vivai di Savarna (RA).

    Ad interessare la platea di coltivatori e vivaisti – chiamati ad assistere, in un secondo momento, a una dimostrazione pratica sul campo –  quattro macro tematiche concernenti l’universo di pesche e nettarine, introdotte a partire dal punto di vista del mercato internazionale e dei suoi andamenti e poi approfondite secondo la prospettiva di un player di riferimento che, nel caso di Geoplant, ha saputo preservare significative quote di mercato nonostante le tendenze commerciali altalenanti e l’imporsi di forti competitor, come la Spagna.

    Nel Paese che – insieme a Francia, Polonia, Serbia, Romania, Bulgaria, Spagna, Russia e Germania – costituisce il 30% del fatturato annuo della società ravennate, Gianluca Pasi si è soffermato innanzitutto sulle evoluzioni del mercato e delle abitudini di consumo in Italia e in Europa.

    Primo spunto di analisi, la sensibile diminuzione della superficie coltivata a pesche e nettarine nell’arco di un decennale, sia per il fresco e per il trasformato, nonostante i consumi siano rimasti stabili sia dentro che fuori i confini nazionali. Se nel 2008 infatti gli ettari erano 77.055, il 2017 ne ha impegnati il 25% in meno (58.110), concentrando l’80% della riduzione negli areali del Nord Italia (Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna). Unica voce fuori dal coro la Spagna, le cui produzione ed export, di pesche e nettarine, sono cresciuti nello stesso arco di tempo del 44%.

    In questo scenario, la produzione di Geoplant del 2018/’19, per le piante da frutto, si è così ripartita: su 800.000 piante consegnate, 300.000 competono al melo, 100.000 al pero, 200.000 coincidono con pesche e nettarine e 80.000 sono albicocchi. Il suo punto di forza, ovvero la consolidata esperienza nel settore dell’innovazione varietale, porta l’azienda vivaistica a proporre cultivar di qualità a partire da alcuni fondamentali parametri, tra cui emergono: le valutazioni raccolte tra i breeders nei loro campi sperimentali; la sicurezza data da almeno 5 anni di coltivazione e verifiche sul campo; i continui check di mantenimento dei risultati.

    Proprio la sperimentazione sul campo ha portato Gianluca Pasi a presentare alla platea ungherese la serie di portinnesti Rootpac, evidenziandone pregi e difetti per l’utilizzo negli ambienti di coltivazione ungheresi di pesche e nettarine, a fronte dei test realizzati in Pianura Padana.

    La serie è stata sviluppata da Agromillora con diffusione principalmente in Sud America (Cile) e in Spagna.

    Infine, le strategie di miglioramento genetico applicate nello sviluppo del progetto MASPES, che aggiunge un ulteriore tassello con il nuovo programma di breeding per P.persica e P.armeniaca. Il progetto, fondato su metodologie innovative basate sulla genomica e in particolare sulla MAS (Marker-Assisted Selection, cioè selezione assistita), nel 2018 aveva presentato alcune promettenti selezioni di drupacee studiate per rispondere alle esigenze del consumatore e, contemporaneamente, alle richieste del mercato.

    Geoplant Vivai da tempo dimostra di credere nel rapporto tra vivaisti e produttori e di volersi impegnare in un progetto capace d’innalzare la qualità della produzione vivaistica, attraverso l’offerta di piante già strutturate e pronte a una rapida immissione sul mercato. Si tratta di un lavoro che dimostra l’importanza dell’innovazione varietale ma anche la plus valenza della cooperazione in materia di ricerca e sperimentazione.

    Il convegno di Szatymaz ha chiuso i lavori con ottimi riscontri e significative occasioni di scambio, dimostrando la forte portata innovativa delle best practice condotte da Geoplant Vivai e l’importanza di un’attività vivaistica al passo con i trend di mercato e le sue mutevoli necessità.

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  • Un’ottima annata per le drupacee made in Geoplant

    L’azienda romagnola conclude la campagna vendite con un risultato positivo e antitetico rispetto ai trend del settore: forte di una totale assenza di giacenze a magazzino, conferma l’importanza della qualità per un prodotto in linea con le esigenze dell’agricoltore (e del consumatore) 4.0.

    Si avvicina il momento del bilancio per Geoplant, l’azienda vivaistica di Savarna (RA) specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola, che a metà marzo ufficializzerà gli andamenti previsti per le vendite delle sue cultivar di drupacee. I dati di consuntivo rilevano infatti una crescita costante e un altissimo livello di performance rispetto alle tendenze generali del comparto ortofrutticolo, in evidente sofferenza in relazione a drupacee e nettarine.
    Nonostante queste specie, in linea generale, risentano sensibilmente della contrazione del mercato e della concorrenza derivante dalle politiche commerciali dei Paesi emergenti dell’Est Europa, la campagna vendite di pesche e nettarine di Geoplant Vivai ha beneficiato dell’alto standard qualitativo offerto, ottenendo una copertura assoluta in Italia (in particolar modo tra Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e Sicilia) e un complessivo esaurimento delle scorte in magazzino.

    La nettarina a polpa gialla risulta una delle specie che ha registrato le migliori performance: nello specifico, le varietà di maggior successo sono, dalla più precoce alla più tardiva, Carene® (prodotto su licenza, editore Star Fruits), Gea* (che Geoplant produce e detiene in esclusiva, grazie al suo programma di miglioramento genetico), con un particolare interesse nel periodo intermedio per Dorabelle e Monrené* (il cui editore è ancora una volta Star Fruits). Secondo le stime di Geoplant, la nettarina rappresenta l’80% dei nuovi impianti e raggiunge, ad oggi, volumi di vendita decisamente superiori alla pesca.
    Nel tardivo, ottime risposte giungono invece da Febe*, altra cultivar di punta di Geoplant, sempre su licenza esclusiva. In questo specifico caso, l’azienda di Savarna ha riscontrato volumi esponenzialmente superiori rispetto alle annate precedenti, registrando il miglior risultato di sempre. Di segno positivo i trend commerciali di Dulciva*, prodotto su licenza CRPV, con epoca di fioritura intermedia.

    Molto buono anche il bilancio dell’albicocco, i cui ordini hanno raggiunto la soglia del sold out. Nessuna rimanenza di magazzino per il Gruppo Carmingo®, con particolare risalto a Farbela*, e per Albinova*, varietà medio-tardiva detenuta in esclusiva da Geoplant Vivai, apprezzata per le eccellenti caratteristiche organolettiche e per una vigoria di livello medio-elevato. Bene anche Lady Cot*, edita da Cot International, e tutte le cultivar di appartenenza dell’azienda IPS. Ma non è tutto: la gamma di piante da frutto made in Geoplant presto si arricchirà di un nuovo eccellente prodotto, di nome Dulcior, già capillarmente proposto sul suolo nazionale dalla rete commerciale Geoplant Vivai nel corso del 2018, il cui lancio effettivo sul mercato è previsto nell’estate del 2019.

    Un prospetto più che positivo – che la società agricola romagnola conta di replicare al momento della chiusura di bilancio delle campagne vendite delle cultivar di punta per il ciliegio e le piante di fragola – e che dimostra la centralità del made in Italy e l’irrinunciabilità dell’offerta di un alto standard qualitativo da parte di un player vivaistico di spicco come Geoplant.

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  • Alla Fiera TSW di Varsavia le eccellenze made in Geoplant

    L’azienda vivaistica romagnola sceglie la nona edizione della celebre fiera internazionale per presentare agli operatori del settore le cultivar di punta del suo comparto fragolicolo.

    Aprono oggi, 9 gennaio, al Ptak Warsaw Expo i lavori della due giorni di manifestazione fieristica TSW – Salone del settore ortofrutticolo dell’Europa centrale e orientale giunta quest’anno alla sua nona edizione – attestatasi nella precedente tornata su un bilancio di 16.000 visitatori e 330 espositori provenienti da tutto il mondo.

    Accanto alle aziende produttrici di macchinari e trattori e alle realtà leader nello smistamento, nel confezionamento e nello stoccaggio, giocheranno un ruolo fondamentale le imprese vivaistiche, parte integrante dell’Esposizione e sinonimo di ricerca e innovazione nel panorama dell’industria dell’ortofrutta.

    Tra queste ultime vi sarà in prima linea (presso lo stand B11) Geoplant Vivai, player italiano di punta nel campo dell’innovazione varietale e del miglioramento genetico con sede a Savarna, nel ravennate. Ai visitatori giunti da ogni angolo d’Europa e non solo (Polonia, Bielorussia, Ucraina, Estornia, Paesi Bassi, Germania, Gran Bretagna, Austria e Italia sono solo alcuni dei principali esempi), la Società agricola romagnola illustrerà le plusvalenze delle sue storiche varietà di fragola, come Alba, Asia, Roxana e Syria, ma anche le eccellenti caratteristiche sensoriali e organolettiche delle più recenti Tea, Olympia, Fragolaurea, Malga e Scala, abbondantemente richieste in ragione dell’elevato standard qualitativo dei loro frutti, ma anche della considerevole resistenza alle malattie e alla notevole capacità produttiva delle rispettive piante. A riscuotere l’interesse dei produttori concorrono poi le elevate pezzature e il colore rosso brillante, in particolare di Tea e Olympia, riconoscibili per l’aspetto conico e la significativa consistenza.

    Un’attenzione particolare verrà riservata da Michele Montanari – tecnico commerciale e breeder della Geoplant Vivai – e dal team presente in stand agli aspetti connessi alla lavorazione e al confezionamento delle piante di fragola, grazie alla disponibilità in fiera di campioni di piantine frigoconservate.

    Come fu in primavera per Tea, varietà tardiva che vanta già ottimi riscontri non solo in Italia, ma anche negli areali di Bordeaux e della Nuova Aquitania, la TSW rappresenta per Geoplant Vivai l’occasione ideale per incontrare gli stakeholders dell’Europa centro-orientale e indagare le esigenze di questo mercato in rapida e costante ascesa, così da proporre cultivar di fragola adatte alle condizioni climatiche e commerciali dei Paesi interlocutori.

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  • Geoplant a Bolzano per proporre le sue cultivar al pubblico di Interpoma

    L’azienda vivaistica di Savarna (RA) sceglie il tempio della mela per mostrare le plusvalenze delle sue varietà e per presentare gli eccellenti risultati conseguiti nel campo del ciliegio.

    Manca poco alla prestigiosa kermesse internazionale dedicata alla coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela, in programma dal 15 al 17 novembre presso la Fiera di Bolzano.

    Tra gli stand della Rassegna – capace di connettere tutti gli anelli della filiera e di interloquire con ciascuno dei suoi operatori – ci sarà anche quello della Società Agricola Geoplant Vivai, specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola: presso lo Stand D24/38 del Settore CD il vasto pubblico di Interpoma potrà osservare e toccare con mano i punti di forza della gamma varietale targata Geoplant, concentrandosi sul melo (protagonista indiscusso della manifestazione) e sul ciliegio, l’altra specie di riferimento per visitatori e addetti.

    Per quanto riguarda il melo, la Società Agricola di Savarna (RA) punta sull’elevata qualità morfologica delle piante (ramificate 7+, sia tradizionali che a Knip) e sull’appeal commerciale di due nuovi cloni di Gala: si tratta di Gala Schniga(R) SchniCo Red* e Gala Star(R) Galafab*, riconoscibili per un’estensione della percentuale del colore rosso sulla superficie del frutto, attualmente prossima al 100%, anche in pianura.

    Al fianco delle cultivar di melo, non potevano mancare le novità nel campo del ciliegio, altro fiore all’occhiello del folto catalogo dell’azienda vivaistica. In questo caso, la proposta può dirsi ampiamente diversificata e rispondente alle esigenze di volta in volta espresse dal mercato. All’interno di un panorama così variegato, Geoplant può contare su prodotti di eccellente qualità pomologica, caratterizzati in primis dalla tolleranza al cracking, da un calibro medio superiore a 32 mm e da una bassa acidità del frutto, affiancata da valori di RSR superiori a 18-20° Brix.

    Le origini di queste cultivar sono da ricercarsi in Canada, negli Stati Uniti e in Francia, rispettivamente teatri di programmi di breeding privato ai massimi livelli. Tra le novità più significative spiccano Nimba*, Pacific Red*, Royal Helen* e altre varietà del gruppo Royal. Non scompaiono però Kordia e Regina, da tempo punti di riferimento per la zona Alpina e per gli areali dell’Europa del Centro-Nord.

    Con le centrate novità e riconferme della gamma del melo, Geoplant Vivai intende continuare a offrire un prodotto di qualità superiore alla media per conquistare uno spazio sempre crescente nella fascia alta del mercato ortofrutticolo. Le recenti proposte in materia di ciliegio, invece, concorreranno a consolidare la posizione commerciale dell’azienda grazie al loro indiscusso valore qualitativo, certificato in tutti gli areali produttivi dentro e fuori dai confini nazionali.

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  • Geoplant scommette sulla qualità del kiwi con Boerica*

    L’azienda vivaistica presenta sul mercato una varietà dalle eccellenti caratteristiche agronomiche e di pezzatura, imprimendo una spinta al trend del comparto Kiwi negli areali del Nord Italia.

    La Società Agricola punto di riferimento nel settore vivaistico prospetta quella che ad oggi appare come la miglior proposta nel settore del kiwi a polpa verde: si tratta di Boerica*, una cultivar generatasi da una mutazione spontanea della capostipite Hayward, le cui peculiarità organolettiche e sensoriali superano nettamente le caratteristiche della varietà d’origine, attestandosi su elevati standard di taglio sia qualitativo che quantitativo.

    Il frutto proposto da Geoplant Vivai è un kiwi a polpa verde con forma cilindrica, più affusolata di circa 15 mm rispetto alla varietà di derivazione. Oltre che per le dimensioni, Boerica* si differenzia da Hayward per bontà e pezzatura, garantendo rese più elevate e un gusto di estrema piacevolezza.

    Non solo: in virtù di un residuo secco rifrattometrico (RSR) leggermente superiore rispetto alla varietà capostipite (così come riscontrato per il grado Brix), questa cultivar di kiwi può dirsi conservabile più a lungo e quindi fruibile dal consumatore finale.

    La pianta ha una vigoria medio elevata e una produttività comparabili ad Hayward e non presenta frutti laterali sull’infiorescenza; lo stesso principio vale per la sua epoca di maturazione, fioritura e germogliamento, che risulta contemporanea a quella della varietà d’origine.

    Boerica* è una licenza della Società Agricola Bovo ed è gestita in via non esclusiva dal Consorzio Jingold, nato con l’obiettivo di tutelare e garantire il gusto e la qualità del kiwi a polpa gialla: la sua proposta segue quindi le regole applicate alla libera commercializzazione e non risponde a un unico canale distributivo.

    Questa importante proposta testimonia la ripresa e il ritrovato dinamismo di un segmento del mercato ortofrutticolo che da tempo dimostrava di accusare i colpi dati da alcune problematiche agronomiche, nello specifico legate a moria e batteriosi. La produzione e la commercializzazione del kiwi negli areali del nord Italia – negli ultimi anni in affanno – sono compensate da un aumento delle superfici nelle regioni del sud (quali Basilicata, Campania e Calabria), motivo per cui, più in generale, l’intero comparto Kiwi in Italia deve essere in grado di ritrovare slancio per contrastare l’ascesa dei competitor esteri (uno su tutti la Grecia). L’impegno di Geoplant Vivai, con Boerica*, ne è la prova tangibile.

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