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  • Antonello De Pierro celebra Campanella nel ricordo di Marco Ferreri

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti, da sempre impegnato nel sostegno al cinema made in Italy, ha partecipato a Roma alla prima di “I love… Marco Ferreri”, diretto dal noto regista capitolino
    Antonello De Pierro e Pierfrancesco Campanella

    Roma – Il sostegno alla settima arte, definizione confezionata nel lontano 1921 dal noto critico Ricciotto Canudo e ormai entrata nel patrimonio concettuale collettivo quale sinonimo di cinema, rimane ai primi posti nell’agenda operativa del giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro.
    Anrtonello De Pierro e Sara Cardilli
    Questa volta l’impegno dell’ex direttore e voce storica di Radio Roma, l’emittente tramite la quale si è concretizzata la massima espressione del suo proposito ausiliario, ha fatto tappa presso la sala di proiezione Intrastevere di Roma, in occasione della prima nazionale del docufilm “I love… Marco Ferreri”, ideato, scritto e diretto dal noto regista Pierfrancesco Campanella, a vent’anni dalla dipartita del celebre cineasta meneghino. Nonostante abbia scritto pagine indimenticabili della storia del cinema Ferreri è sprofondato presto, troppo presto, nei meandri dell’oblio, accantonato ai margini della memoria collettiva. Ciò non è sfuggito a Campanella, il quale, paragonando quanto accaduto a un omicidio, ha voluto riportarlo in vita con un lavoro attento e meticoloso, che ha dato vita a un’esposizione narrativa esplicitata con dovizia di particolari, in cui un misterioso detective passa al setaccio le sue opere e realizza un’inchiesta sull’ipotetico delitto metaforico del compianto filmmaker. Al film, prodotto da Rossana Ruscitti, è appaiato in sala l’ultimo bellissimo cortometraggio di Campanella dal titolo “L’amante perfetta”, che vede come protagonisti Nicholas Gallo, Alessia Piovan e Magda Lys, con una strepitosa voce fuori campo di Luciana Frazzetto.
    Antonello De Pierro e Sara Cardilli
    “I love… Marco Ferreri” segna un trionfale ritorno di Campanella ai lungometraggi, che è apparso molto entusiasta, offrendosi agli scatti dei fotografi presenti con grande disponibilità. La pellicola, impreziosita dall’impeccabile voce narrante di Ermanno Ribaudo e dai contributi critici e testimoniali di Michele Placido, di Piera Degli Esposti, dell’esperto d’arte Mario D’Imperio, del critico cinematografico Orio Caldiron, del docente universitario Fabio Melelli, dello scrittore Emanuele Pecoraro, e di quell’icona storica del mondo della celluloide che è Franco Mariotti, ha riscosso un ampio successo nel pubblico presente, che non ha esitato a palesare l’espressione consensuale con ripetuti e scroscianti applausi.

    Antonello De Pierro e Gabriella Sassone

    Una lapalissiana approvazione è emersa anche dalle inequivocabili parole di De Pierro, giunto a all’evento con al fianco l’incantevole ex modella e nota cantante di pianobar Sara Cardilli, ex moglie di Diego Consiglio, il notissimo imprenditore di Fiumicino titolare del futuristico e sfarzoso ristorante Cielo. Il leader dell’Italia dei Diritti così si è espresso: “Conosco Pierfrancesco da lungo tempo e ho sempre seguito i suoi lavori cinematografici, contribuendo a promuoverli e porli all’attenzione del grande pubblico. Stasera ho assistito a una proiezione un po’ diversa dal solito, caratterizzata da un’originalità capace di conferire all’opera una connotazione unica, inimitabile, a partire dall’idea che ha partorito il dispiegarsi dell’intera trama. Soprattutto ho potuto apprezzare un cineasta molto più maturo, che ha saputo trasformare l’ormai consolidato percorso esperienziale in una pellicola di grande qualità. Parlarne potrebbe significare non rendere giustizia a un’estrinsecazione artistica eccelsa, facendo pensare magari a un’esasperazione retorica di circostanza. Per poterne godere ogni sfumatura bisogna vederlo e soggettivizzarne il giudizio, ogni commento rischierebbe di generare una parziale elaborazione opinionistica e critica, che risulterebbe orfana di elementi essenziali ai fini di una adeguata e completa valutazione. E solo la visione può trasmettere quelle sollecitazioni emozionali necessarie a soddisfare tale finalità“.

    Tra i tanti ospiti vip che hanno tributato plausi ed elogi, sancendone un vero e proprio trionfo, al raggiante Campanella, il quale ha tradito anche un pizzico di emozione, oltre a De Pierro, sono stati tra gli altri Piera Degli Esposti, Elena Russo, Isabel Russinova e suo marito, il produttore Rodolfo Martinelli Carraresi, Mirca Viola, con il marito produttore Enzo Gallo e i figli Nicholas e Angelica, Luciana Frazzetto, Gioia Scola, Carla Solaro, Ornella Giusto, l’ingegnare informatico Paolo Reale, l’editore Giò Di Giorgio, la regista Wilma Labate, Amedeo Goria, Gabriella Sassone, il vicecampione di body building Massimiliano Toti e Franco Mariotti.

    (Foto di Marco Bonanni e Marco Nardo)

  • Violenza su donne, per Antonello De Pierro legge stalking insufficiente

    E’ quanto dichiarato dal giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ad Anzio, dal palco della kermesse “Storie di donne 2016”, auspicando nuove misure di prevenzione a integrazione della normativa in vigenza
    Antonello De Pierro sul palco di Storie di Donne

    Roma – Ideata lo scorso anno dall’estrosa e indefessa organizzatrice Lisa Bernardini, si è svolta nei giorni scorsi la seconda edizione di “Storie di donne”, la prestigiosa kermesse dedicata all’universo femminile e volta alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, facendo registrare nuovamente uno straordinario successo. La manifestazione ha aperto i battenti presso l’hotel Villa Eur a Roma e ha visto la sua serata conclusiva presso il ristorante “Boccuccia” di Anzio. L’edizione 2016 è stata caratterizzata da sensibili miglioramenti apportati alla macchina organizzativa e da una corroborazione dell’offerta culturale e valoriale, proiettata verso quegli standard di perfezione, che rappresentano la peculiarità dominante negli eventi targati Bernardini.
    Anche la scelta degli ospiti è stata sottoposta a un’accurata selezione in senso qualitativo. Tra questi particolarmente significativo è stato il ritorno del noto giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti, particolarmente attivo, con il movimento che presiede, nella lotta contro la violenza sulle donne, argomento che più volte ha affrontato negli indimenticabili dieci anni trascorsi alla direzione di Radio Roma, durante i quali si è ritagliato di diritto la fama di voce storica della prima emittente radiofonica capitolina e terza in Italia, che aprì la strada negli anni ’70 alla rivoluzionaria conquista dell’etere da parte degli apparati privati di trasmissione. Combattere lo stalking e il femminicidio con la prevenzione prima ancora che con la repressione del reato consumato. E’ questa la linea che De Pierro sostiene da sempre e che è la vera novità politica nel campo dell’elaborazione produttiva di norme in materia.Antonello De Pierro e Adriana Russo
    “La produzione di norme — ha affermato dal palco dell’incontro di chiusura ad Anzio — atte a contrastare la violenza di genere ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione certamente proficua, ma non basta. Sull’impulso dovuto in particolare allo sviluppo del dibattito mediatico e alla risposta indignata della pubblica opinione, che ha fatto maturare nel legislatore la consapevolezza di dover intervenire con determinazione sul fenomeno dilagante, il diritto positivo si è arricchito di una codificazione importante individuata nell’art. 612 bis del codice penale. E’ indubbiamente un grande passo avanti nel contrasto all’espansione fenomenica che promana quotidianamente dalle cronache giudiziarie, ma spesso è insufficiente a evitare i tragici epiloghi che vengono sottoposti alle nostre corde emozionali e generano spesso un senso di impotenza. Questo perché innanzitutto manca una matura percezione da parte di tante donne dell’imminente pericolo a cui sono esposte, e per insufficiente presa di coscienza dell’effettività della minaccia, e per un evidente stato di plagio che spesso le rende inerti. Ciò fa sì che poche volte si ricorre alla querela prevista dal disposto dell’art. 612 bis, anche perché non sempre le misure coercitive adottate sono efficaci ad allontanare il pericolo e spesso si teme un’esacerbazione della congiuntura violenta. E’ infatti ciò che in molti casi succede. La sfida è necessario che venga giocata sul terreno culturale e preventivo prima ancora che su quello sanzionatorio e repressivo, poiché spesso quando si giunge alla seconda ipotesi è già piuttosto tardi. In primo luogo la cultura maschilista che impera nel nostro paese è in gran parte alla base delle incommensurabili violenze, non solo fisiche , ma soprattutto psicologiche, che quotidianamente vengono messe in atto nei confronti delle donne, in particolare tra le mura domestiche, ma non di meno, cosa ancora più odiosa, sui luoghi di lavoro. Quando guardiamo alla vergognosa concezione del sesso femminile nella cultura islamica, non dimentichiamo che quella di molti uomini italiani non se ne discosta molto. La differenza e la fortuna, se così si può chiamare, per le donne del nostro paese risiede nel fatto di vivere in uno stato laico e non in uno stato confessionale, cosa che ha portato a una significativa emancipazione del gentil sesso. La maturazione concettuale del processo emancipativo appartiene molto più alle donne, e nemmeno a tutte, mentre nella maggior parte degli uomini tale formulazione teoretica è soggetta a notevole compressione, che si imbatte in numerosi pregiudizi ostativi in fase estrinsecativa”.Antonello De Pierro e Iolanda Pomposelli
    Il leader dell’Italia dei Diritti ha poi continuato: “La cosiddetta legge introduttiva del reato di stalking ha prescritto giustamente notevoli misure afflittive per il persecutore, ma ha tralasciato che nella stragrande maggioranza dei casi non ci si trova di fronte a un delinquente abituale, bensì a una persona che è in preda a una grande instabilità sotto il profilo psicologico ed esprime una manifestazione ossessiva di possesso, che spesso lo porterà a ignorare ogni provvedimento coercitivo e paradossalmente esporrà la vittima a maggiori pericoli. E’ questo il motivo per cui, a seguito di tanti femminicidi emerge che la vittima aveva più volte denunciato lo stalker e tale circostanza rende apodittiche l’assetto lacunoso del dettato dell’art. 612 bis. E’ qui che entra in gioco la prevenzione di cui parlavo e che il legislatore ha sorprendentemente ignorato. La superficialità con cui sono stati ignorati alcuni aspetti nodali del fenomeno è disarmante e ci fa comprendere l’incapacità e l’incompetenza di buona parte della nostra classe politica, impegnata spesso più nel dare risposte d’effetto di fronte all’indignazione dei corpi collettivi che nella risoluzione reale dei problemi. Fino a quando non sarà chiaro, a chi è chiamato a legiferare, l’aspetto psicologico del problema e che lo stalker deve essere affidato al supporto fornito da un team di esperti, continueremo ad assistere alla lugubre contabilità degli omicidi di genere e all’inflazione di dolorosi e angoscianti, quanto necessari processi, che potevano essere evitati. E il non aver promulgato legislativamente in funzione preventiva, e pertanto deflattiva, non potrà esimere chi è chiamato dai cittadini all’espletamento di questa basilare attribuzione funzionale dal peso di una responsabilità politica di fronte alla consumazione di tanti delitti che probabilmente potevano essere evitati. Il nostro auspicio si indirizza nella speranza di una correzione di rotta in tale senso. Prima ancora che una questione giuridica rappresenta un’espressione di civiltà e di buon senso”.Antonello De Pierro con Marco Baldini e Lisa Bernardini
    De Pierro, che era stato presente anche alla serata inaugurale di Roma, dove aveva consegnato un premio all’attrice Adriana Russo, è giunto ad Anzio accompagnato dalla valente e bellissima giornalista e scrittrice campana Iolanda Pomposelli ed è dalle sue mani che ha ritirato il Premio Speciale Musica lo straordinario cantante italoamericano Francesco Caro Valentino, coadiuvato dalla splendida e conturbante valletta Marilyn Pavlovic.
    Il taglio del nastro ha portato la firma della responsabile culturale dell’Ambasciata dell’Uruguay in Italia, la dottoressa Sylvia Irrazàbal, madrina della manifestazione, coadiuvata dalla presenza della fantastica Cecilia Gayle. Come di consueto ha avuto luogo presso l’hotel Villa Eur l’esposizione di opere d’arte figurativa con la partecipazione di tanti artisti tra cui Gino Di Prospero, Roberta Gulotta, Daniela Prata, Eugenia Serafini, Sabrina Falasca, Mapi, Malisa Longo, Loredana Giannuzzi, Tatèv Hakobyan, Natalia Cojocari, Valerio Capoccia e Giorgio Ceccarelli. Il momento clou dell’intera kermesse è stato rappresentato dalla premiazione della donna dell’anno, avvenuta nella serata conclusiva di Anzio. La vincitrice dell’edizione 2016 è stata individuata in Lorella Ridenti, l’attivissima direttrice della rivista Ora.
    La kermesse ha visto la partecipazione di tanti altri illustri ospiti, tra cui Marco Baldini, Modestina Cicero, Giuseppina Iannello, Loredana Finicelli; Aurora Colladon; Roberta Beta, Maria Grazia De Angelis, Romano Benini, il duca Carlo D’Abenantes, Lino Bon, Giovanni Brusatori, Franco Micalizzi, Marco Tullio Barboni, Gisela Josefina Lopez Montilla, Giovanni Caruso, il prof. Luca Filipponi e Alessandro Maugeri dello Spoleto Art Festival, il prof. Nicolò Giuseppe Brancato, Sabina Fattibene, Iolanda La Carrubba, Sarah Panatta, Alessandra Carnovale, Anita Napolitano, Terry Olivi, Amedeo Morrone, Massimo Meschino, Ilenia Pisicchio, Giorgia Succu, Mike Calabrò, Sergio Gobbi, Patrizia Viglianti, Mirco Petrilli, vincitore del Grande Fratello 13, Cristina Alexandra, Veronica Caruso, Federica Pizi, Elisa Pepè Sciarria, il direttore organizzativo di incostieraamalfitana.it Alfonso Bottone, il dott. Giannino Bernabei, il regista Michele Conidi, la fotografa Marcella Pretolani, Sergio Bartalucci, Giuseppe Racioppi, la casting director Patrizia Ceruleo, il prof. Francesco Petrino, Alessandro La Cava, Sandro Presta e Francesco Caruso Litrico.
    A condurre magistralmente l’intera rassegna, che l’organizzatrice Lisa Bernardini ha voluto dedicare allo scrittore Massimo Pacetti, improvvisamente scomparso poche ore dopo l’inaugurazione, è stato Anthony Peth.
    (Foto di Marco Bonanni)

  • Antonello De Pierro a Zagarolo per mostra dedicata a Mario Russo

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è stato ospite al vernissage dell’esposizione delle opere del celebre pittore scomparso, padre dell’attrice Adriana, madrina dell’evento

    Antonello De Pierro e Adriana Russo
    Roma – L’eleganza e la malia di palazzo Rospigliosi, a Zagarolo, piccolo centro alle porte della Capitale, hanno ospitato, l’altro pomeriggio, l’inaugurazione di una delle più prestigiose e interessanti mostre d’arte dell’anno.
    Il vernissage ha aperto l’esposizione, in programma per molti giorni, delle opere di uno dei più grandi pittori italiani del Novecento, il celebre Mario Russo, padre della nota attrice Adriana, che all’evento ha fatto anche da madrina. Tra i primi a giungere il giornalista direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, sempre in pole position quando si tratta di rispondere agli inviti a eventi di arte e cultura. E tra l’altro questa volta l’ex direttore e voce storica di Radio Roma ha risposto alla chiamata di Adriana Russo, che è noto essere una delle sue più care amiche. L’atmosfera nelle sale dell’importante edificio è stata quella delle grandi occasioni, con l’ufficialità sancita dalla presenza delle autorità istituzionali capeggiate dal sindaco Lorenzo Piazzai, per tributare tutti i doverosi onori a un artista che ha scritto alcune delle più belle pagine della storia dell’arte peninsulare. Tra i presenti, oltre a Maura, l’altra figlia del compianto pittore, in compagnia di suo marito, anche il consigliere regionale Piero Petrassi, lo sceneggiatore Teodosio Losito, la bellissima attrice Adua Del Vesco, la stilista Eleonora Altamore, il noto medico otorino Orazio De Lellis, la straordinaria organizzatrice di eventi Lisa Bernardini, Claudia Cavalcanti, Giò Di Giorgio, Armando De Razza, Conny Caracciolo, Ugo Mainolfi, Jolanda Gurreri, Giuseppina Iannello e Francesco Caruso Litrico.

    “E’ un mio preciso impegno — ha sottolineato De Pierro — portare, quando mi è possibile, il sostegno del movimento che presiedo alle iniziative artistiche e culturali di valore a cui vengo invitato e, di contro, gli inviti che ricevo li considero un onore e un privilegio, in quanto mi donano il piacere di poter godere di non comuni squisitezze intellettuali. Per quanto riguarda Mario Russo, oltre all’inconfutabile pregio della sua produzione artistica, la mia presenza è stata dettata anche da un impulso di carattere affettivo, per via del grande vincolo amicale che mi lega a sua figlia Adriana. Il mio plauso giunga al sindaco Piazzai per aver sostenuto questo commendevole evento, cosa che connota apoditticamente l’indirizzo tracciato dalla sua amministrazione, specie in un frangente storico come quello attuale, in cui spesso vediamo la cultura relegata ai margini delle elaborazioni progettuali dell’azione politica”.
    Poi il leader dell’Italia dei Diritti non rinuncia a raccontare, con annessa polemica, un siparietto che l’ha visto coinvolto e che l’ha portato a conoscenza di una singolare procedura burocratica afferente all’esazione delle sanzioni amministrative.
    “Sono arrivato a Zagarolo — riferisce — dopo circa un’ora e mezza di viaggio da Roma e, giunto finalmente a destinazione, dopo aver chiesto più volte informazioni per trovare la sede della mostra, ho parcheggiato la mia autovettura in un’area destinata al parcheggio previo esborso di denaro. Non riuscendo a individuare nell’immediatezza dove fosse apposta la scritta con le indicazioni del limite temporale inerente al pagamento della sosta, chiedevo a un passante che mi riferiva che l’obbligo gabellare terminava alle ore 19,00. Essendo passato tale orario evitavo di procedere in tal senso, avviandomi a piedi verso palazzo Rospigliosi. Al ritorno trovavo sul parabrezza il verbale sanzionatorio, giustamente elevato in quanto l’esenzione dal pedaggio iniziava alle ore 20,00. Perciò, come ogni onesto cittadino, mi adoperavo per corrispondere al Comune di Zagarolo quanto dovuto, intendendo usufruire del beneficio dello sconto del 30% sull’importo previsto, come introdotto nel 2013 dal cosiddetto Decreto del Fare. E qui mi imbattevo in quella che considero una paradossale lacuna procedurale nell’attività di riscossione. Infatti, allegato al verbale di censura della fattispecie comportamentale da me posta in essere, non risultava esserci alcun bollettino di pagamento. Inizialmente avevo pensato a un errore, ma poi venivo a scoprire che le sanzioni a Zagarolo sembra si possano pagare solo presso un ufficio preposto e in giorni prestabiliti. Tale distorsione burocratica, al di là della non ottemperanza al secondo comma dell’art. 202 del Cds, che prevede almeno l’utilizzo di un bollettino di conto corrente postale, pone un problema di preclusione, o quantomeno di limitazione, di accesso al diritto del trasgressore di poter usufruire dell’agevolazione del pagamento in misura ridotta del 30%. Una condizione di penalizzazione che limita significativamente anche chi abita a Zagarolo, ma soprattutto di fatto impedisce a un non residente di poter pagare con questa formula, il quale, magari di passaggio in paese, dovrebbe tornarvi appositamente per soddisfare l’obbligazione contratta, e annullandone un diritto sancito ex lege, se non ha un conoscente, come nel mio caso, che possa farlo per lui. Come Italia dei Diritti, sempre in prima linea nel difendere quel cittadino a cui è riconosciuto un solo diritto in meno, non possiamo tollerare di certo questa effettività congiunturale, e siamo certi che il sindaco Piazzai, da poco insediatosi, a cui la cosa probabilmente è sfuggita e di cui conosciamo perfettamente la caratura umana, etica e professionale, saprà apportare immediatamente i correttivi necessari a sanare tale situazione. Come certamente avvierà una valutazione approfondita per quella che, a una nostra prima disamina effettuata a seguito dell’evento de quo, ictu oculi ci è sembrata una condizione in contrasto con il disposto dell’art. 7 comma 8 del Cds. Infatti, de iure condito, in caso il Comune disponga la presenza di aree destinate al parcheggio subordinato al pagamento di una tariffa oraria, ‘su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta’, come per esempio avviene nel comune di Ariccia, dove abbiamo avuto modo di constatare proprio qualche giorno fa il pieno rispetto di tale codifica legislativa. Per occuparsi della situazione e approfondirla ho già delegato il vice responsabile per il Lazio del nostro movimento, Carmine Celardo, che tra l’altro vive e lavora proprio a Zagarolo”.

    Adriana Russo, Antonello De Pierro e Adua Del Vesco
    (Foto di Marco Bonanni)

  • De Pierro fa l’elogio di Femyna e attacca la politica

    Il presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto all’inaugurazione del nuovo punto vendita al centro di Roma: “Prendere atto che, nonostante le difficoltà, c’è chi, con impegno e caparbietà, può ancora essere eletto a emblema di successo imprenditoriale, mantiene vive le speranze di poter vedere un giorno la palingenesi del nostro paese”

    Roma – Faceva tanto caldo su via del Tritone, a Roma, l’altro pomeriggio, di quello che ti frena il respiro e ti fa inseguire ovunque scampoli di frescura, quando per uscire di casa c’è bisogno di una più che valida ragione. Eppure una ressa indicibile ha invaso già prima delle 18, orario fissato per l’inizio dell’evento, la storica via nel cuore della Capitale. E la circostanza in questione d’altronde ben valeva il sacrificio di affrontare la canicola stagionale: la celebrazione che ha sancito il sinergico connubio tra i due brand Max Clan (by Kasia Zurakowska) e Roberta Tannoia, fusisi nel termine Femyna per denominare il nuovo punto vendita inaugurato nell’occasione. I due marchi, che si sono fatti largo con prepotenza negli ultimi anni nell’arduo mercato delle calzature femminili spingendo forte sul pedale dell’originalità e della raffinatezza, sono bastati ad accendere la fiamma della curiosità di tanti che però si sono dovuti accontentare di guardare dall’esterno lo sfavillio delle vetrine policrome, essendo l’accesso rigorosamente riservato agli invitati. E tra questi hanno risposto in tanti, tra cui molti volti noti, per la gioia dell’esercito di fotografi, già posizionato dal primo pomeriggio per scatenare i flash. Tra i primi ad arrivare una conturbante Maria Monsè, avvolta in un lungo ed elegantissimo abito, che è scappata via poco dopo perché attesa a un altro evento. Poi è stata la volta di Simona Borioni, della bellissima ex Miss Italia Tania Zamparo, di Janet de Nardis e di Angela Achilli. Subito dopo è giunto il giornalista Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it, storica voce dell’etere dell’Italia Centrale dove ha imperversato per due lustri dalle frequenze di Radio Roma, emittente di cui è stato direttore per dieci anni.

    Dopo le tante foto di rito De Pierro ha visitato l’esposizione di scarpe elogiando il lavoro svolto negli anni dai due marchi e dichiarando: “In un periodo di crisi nel settore produttivo come quello che stiamo vivendo, il fatto che una realtà imprenditoriale continui a proporre investimenti mirando a una crescita nell’area di competenza va salutato con estremo entusiasmo. In tempi normali farebbe parte di una naturale progettualità aziendale, ma attualmente è un’iniziativa commendevole. Abbiamo assistito negli ultimi anni a una politica sottomessa alla speculazione finanziaria che, da un lato ha favorito un’economia dominata dal paradigma tecnocratico e plutocratico della massima produzione a tutti i costi, dall’altro ha imposto l’austerità ai corpi collettivi riducendo drasticamente il potere d’acquisto con risultati devastanti per gran parte di quella stessa economia. E non basta poi propagandare incentivi alle imprese, per cercare di anestetizzare le coscienze e confondere il libero convincimento. Ciò equivale solo a prolungarne l’agonia nelle sabbie mobili della già assiomatica e lapalissiana impossibilità investitiva, con i rubinetti finanche dei prestiti capitalizzativi sigillati, per una ormai inevitabile condanna a morte, non prima però di aver spremuto il limone ancora un po’. Ho detto che l’iniziativa di Femyna è commendevole, ma forse è giusto aggiungere anche molto coraggiosa. Da sempre sostengo la necessità di ridurre la pressione fiscale e compensare il gettito perso con l’eliminazione degli sprechi e con una più serrata lotta alla corruzione. Solo così, con l’aumento dei consumi, può ripartire l’economia. Ma non sembra certo che chi in questo momento gestisce la cosa pubblica cerchi la soluzione in questa direzione. Fortunatamente ci troviamo oggi al cospetto di una realtà aziendale che sfida quotidianamente tali congiunture e ne esce vincente, perciò dobbiamo inchinarci e far sentire forte il nostro plauso. Sono felice di essere qui e ringrazio per l’invito il mio amico di vecchia data Francesco Caruso Litrico, perché prendere atto che, nonostante le difficoltà, c’è chi, con impegno e caparbietà, può ancora essere eletto a emblema di successo imprenditoriale, mantiene vive le speranze di poter vedere un giorno la palingenesi del nostro paese”.

     

    Tra gli altri intervenuti vanno citati Jinny Steffan, Giulia Luzi, Sofia Bruscoli, Alessio Di Clemente, Nathalie Caldonazzo, Gazebo, Elisabetta Pellini, Giò Di Giorgio, Emmanuelle D’Alterio e Turchese Baracchi.