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  • Premio Napoli 2017. I nove finalisti incontrano ‘i mille’ della giuria popolare

    Mille lettori in cerca di autori. Partirà venerdì 20 ottobre il ciclo di incontri che vedrà protagonisti in diversi luoghi della città, fino al 24 novembre, i nove finalisti (per le sezioni narrativa, poesia e saggistica) della 63° edizione del Premio Napoli, lo storico riconoscimento letterario che sarà assegnato martedì 19 dicembre al Teatro Mercadante. A scegliere i vincitori tra i candidati, designati a giugno dalla giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi e coordinata da Edoardo Sant’Elia, sarà la giuria popolare, che quest’anno ha raggiunto un incoraggiante traguardo: circa 1000 i ‘giudici lettori’ presenti su tutto il territorio italiano e più di 5000 le copie tra saggi, romanzi e sillogi poetiche, consegnate dalla Fondazione ai singoli giudici e a comitati di lettura, coordinati da Argia Di Donato. “Un premio letterario oggi più che mai non può chiudersi in una roccaforte elitaria – ha dichiarato Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Napoli –  ma deve calarsi nella realtà della quale è espressione, con partecipazione e antenne sensibili: per questo ho deciso di ripristinare con vigore la giuria popolare”. Sarà lo scrittore Giuseppe Montesano, autore del volume Lettori Selvaggi (Giunti), ad aprire la manifestazione con un doppio appuntamento in programma il 20 ottobre. L’autore napoletano, candidato nella categoria saggistica, dialogherà con gli studenti del Liceo Brunelleschi di Afragola (ore 10), e con il pubblico a Palazzo Reale di Napoli (ore 17), sede della Fondazione Premio Napoli, ente morale che incoraggia la produzione culturale italiana e favorisce e il dibattito civile. Dalle stazioni dell’arte ai licei, dalle chiese ai teatri: aprire i luoghi della città ai suoi lettori e promuovere il dibattito con i cittadini. E’ questo l’obiettivo degli appuntamenti a cadenza settimanale, organizzati da Carmen Petillo con le tre terne di finalisti dell’edizione del premio 2017. Lunedì 30 ottobre (ore 17) a Palazzo Reale e martedì 31 ottobre (ore 17) Giancarlo Alfano incontrerà il pubblico. Lunedì 6 novembre la stazione dell’Arte della metropolitana di Municipio (ore 17) accoglierà Davide Rondoni, che martedì 7 novembre (ore 10) dialogherà anche con gli studenti della Scuola Militare ‘La Nunziatella’. Martedì 7 novembre sarà anche il giorno di Donatella Di Pietrantonio alla Chiesa dell’Immacolata a Pizzofalcone (ore 16), che successivamente incontrerà gli allievi dell’Istituto Pontano mercoledì 8 novembre (ore 10). Il Teatro Area Nord (giovedì 9 novembre ore 16.30), il Liceo Mercalli (venerdì 10 novembre ore 10) e la Villa Fernandez di Portici (venerdì 10 novembre ore 17) vedranno invece protagonista lo scrittore Andrej Longo. Venerdì 17 novembre sarà invece il turno di Bruno Cavallone, con un doppio appuntamento nell’Aula Pessina della Federico II (ore 10) e nella Biblioteca Castel Capuano ‘Alfredo de Marsico’. Si ritorna alle stazioni dell’Arte della Metropolitana di Montecalvario con Andrea Inglese (domenica 19 novembre ore 10), che lunedì 20 novembre (ore 9) terrà una conferenza con i ragazzi della Federico II nell’aula 1 della sede di Corso Umberto. Gli incontri si chiuderanno venerdì 24 novembre con Giuliano Tabacco, che nella mattinata (ore 10) discuterà del suo libro con gli alunni del Liceo Umberto e nel pomeriggio (ore 17) sarà ospite dell’Associazione M.Rosaria Sifo Ronga. Gli ultimi lettori a dialogare con gli autori saranno i detenuti della casa circondariale di Poggioreale (lunedì 18 dicembre ore 10) e del centro penitenziario di Secondigliano (martedì 19 dicembre ore 10).

  • Marco Revelli ospite alla Fondazione Premio Napoli con il suo saggio “Populismo 2.0”

    Ultimo incontro estivo per La Fondazione Premio Napoli, che giovedì 29 giugno alle ore 18, nella sede della Fondazione a Palazzo Reale (Piazza Plebiscito,1  Napoli) ospiterà la prima presentazione campana del saggio “Populismo 2.0” (Einaudi), di Marco Revelli, grande storico, sociologo e politologo italiano.

    Il populismo si è manifestato in forme molto diverse nel corso della storia, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. E anche oggi, la nuova disseminazione populista in Europa e negli Stati Uniti presenta differenze interne notevolissime, quelle che passano ad esempio tra la vittoria di Donald Trump e l’ascesa di Marine Le Pen. Ma un denominatore comune c’è: il populismo è sempre indicatore di un deficit di democrazia, cioè di «rappresentanza». Un deficit «infantile», per così dire, per i populismi delle origini, sintomo di una democrazia non ancora compiuta; e un deficit «senile», quando cresce il numero di cittadini che non se ne sentono più «coperti». Il populismo attuale – questa la tesi centrale del libro – è del secondo tipo: rappresenta una sorta di «malattia senile della democrazia». Il sintomo di una crisi di rappresentanza che si estende alla forma democratica stessa. È il segno più preoccupante del rapido impoverimento delle classi medie occidentali sotto il peso della crisi economica; ma anche della sconfitta storica del lavoro e delle sinistre che lo rappresentarono nel cambio di paradigma socio-produttivo che ha accompagnato il passaggio di secolo.

    Insieme all’autore, ne discuteranno: Domenico Ciruzzi (Presidente della Fondazione Premio Napoli), Massimo Adinolfi (editorialista de Il Mattino), Pasquale Beneduce, (Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale), Costanza Boccardi (Teatri Uniti), Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli), Alfredo Guardiano (Consigliere della Corte di Cassazione), Raffaele Marino (Magistrato).

     
  • Vito Nocera presenta il suo nuovo libro “L’imprevisto del futuro. Breve viaggio politico tra diritti e robot” alla Fondazione Premio Napoli

    “L’imprevisto del futuro. Breve viaggio politico tra diritti e robot” (Il Quaderno Edizioni) è l’ultimo lavoro editoriale di Vito Nocera,  tra i fondatori di Democrazia Proletaria, Rifondazione Comunista e, dal 2005 al 2010 capogruppo nel Consiglio Regionale della Campania. Un uomo che ha partecipato attivamente allo sviluppo sociopolitico di Napoli e che, con il suo nuovo libro, vuole dare un ulteriore apporto positivo alla cultura della nostra città.

    La prima presentazione italiana si terrà mercoledì 7 giugno 2017, alle ore 17, nella sede della Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale (Piazza Plebiscito, 1)

    Con semplicità e garbo in questo breve “viaggio” Vito Nocera racconta luoghi, esperienze, universi sociali cruciali per l’area napoletana e per l’intero Paese. Ne descrive con efficacia e dolcezza la realtà e i problemi, la condizione odierna e la storia.

    E ai protagonisti cede la parola con umiltà collocandosi al lato; in primo piano gli operai dell’Alfa Fiat di Pomigliano, i disoccupati organizzati, gli intellettuali napoletani e gli artisti del Beggar’s Theatre, il teatro dei mendicanti, i volontari dell’Associazione “Figli in Famiglia” nella grande e difficile periferia di S. Giovanni a Teduccio. E ancora i militanti impegnati nella vertenza e nel processo Isochimica ad Avellino e i ragazzi del Forum giovanile di Torre del Greco, che si interrogano su Internet e democrazia.

    Un prezioso e sintetico lavoro di inchiesta che analizza, scavando con rara abilità, nel profondo, realtà a mezza strada tra passato e futuro.

    A farci immergere nelle pagine del testo di Nocera, saranno Domenico Ciruzzi, Presidente della Fondazione Premio Napoli, tra l’altro autore della prefazione del testo. Introduce Ernesto Paolozzi, docente di storia e filosofia. Interviene Antonio Bassolino, presidente della Fondazione Sudd, Simone Oggionni, dirigente Mpd, Arturo Scotto, deputato. Seguiranno le testimonianze di Mariano Bauduin, regista del Beggar’s Theatre, Mattia Paio (Forum giovani Torre del Greco), Gino Monteleone (Movimento Lotta per il Lavoro), Nello Niglio (operaio Alfa Romeo). Modera Carlo Porcaro, giornalista. Sarà presente l’autore.

    “Che cosa troveremo nel nuovo millennio?A questo interrogativo Italo Calvino in Lezioni americane rispose che vi troveremo quello che riusciremo a portarvi. È ciò che Vito Nocera sostanzialmente ci trasmette prima facie  con questo suo ultimo proficuo saggio sul presente politico, riuscendo come sempre ad essere analista e mediatore tra realtà apparentemente e falsamente inconciliabili. La Napoli di sotto, scevra da luoghi comuni e letture tramandate, e quella residuale ma essenziale Napoli borghese davvero illuminata. E con lo stesso stile, dialettico, descrive la realtà della grande fabbrica di Pomigliano, pure non priva di contraddizioni, e affronta, conversando con ragazzi giovanissmi e impegnati, il grande tema del rapporto tra Internet e la democrazia.”

    (cit. Prefazione Domenico Ciruzzi)