Tag: finestre

  • Come scegliere i vetri adatti per le finestre di casa

    Scegliere i vetri per i serramenti di casa è molto importante, anche se si tratta di un argomento che viene poco spesso affrontato; un peccato, visto che la questione vetri può fare la differenza nella qualità di porte o finestre.

    (altro…)

  • Le ultime notizie sul Bonus 110 per gli Infissi

    Perchè conviene avvalersi del Superbonus 110 per Cambiare i Serramenti

    Con le ultime votazioni della Camera dei Deputati e del Senato, il Parlamento ha approvato il tanto atteso emendamento per lo sblocco dei crediti, facendo così ripartire i lavori legati alle agevolazioni per le riqualificazioni edilizie, rimasti a lungo in stallo a causa della difficoltà di cedere i crediti d’imposta. Questa notizia ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che pensavano di aver ormai perso l’opportunità di riqualificare la propria casa senza spendere tutti i propri risparmi.

    La modifica apportata al decreto legge, che sarà rassicurante per tutti coloro (e non sono pochi!) che erano ancora restii a richiedere il bonus per paura di multe o di dover restituire quanto ricevuto, è che è stato ristretto il campo della responsabilità in solido tra il fornitore e gli usufruitori del bonus ai soli casi del dolo e della colpa grave, portando finalmente chiarezza sul mercato edilizio.

    Perchè conviene approfittare del Superbonus 110 per cento per i Serramenti

    Il Superbonus 110%, legato all’efficientamento energetico degli edifici, rappresenta un’ottima opportunità non solo per efficientare le parti comuni, ma anche per tutti coloro che intendono riqualificare la propria abitazione. In particolare, questa agevolazione permette di sostituire la porta d’ingresso e i serramenti vetusti o poco performanti con nuovi infissi più efficienti dal punto di vista energetico.

    La sostituzione degli infissi porta quindi come conseguenza diretta a risparmiare sulla bolletta, andando contestualmente a migliorare anche l’estetica e la sicurezza della propria casa e del proprio ufficio.

    Come funziona il Superbonus 110

    Il Superbonus edilizio è un’agevolazione introdotta dal Decreto Rilancio del 2020, che permette di aumentare del 10% la detrazione fiscale spettante per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica eseguiti sulle singole unità immobiliari, sugli edifici unifamiliari e su quelli composti da più unità immobiliari, portando così il totale delle detrazioni al 110%. In alternativa alla detrazione fiscale, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto in fattura in cambio della cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. Il 10% aggiuntivo è stato infatti pensato per dare la possibilità di cedere il credito ad altri soggetti, come banche o istituti di credito, per ottenere un finanziamento a tasso agevolato.

    La proroga del Superbonus 110,fino a quando è possibile usufruirne

    Benché il bonus per le abitazioni unifamiliari non sia stato rinnovato, cessando così il 30 Settembre 2022, per le altre tipologie di edifici è stato rinnovato dalla legge di bilancio 2022 fino al 31 Dicembre 2023.

    I tipi di Interventi Agevolabili

    I tipi di lavori contemplati dal superbonusi si suddividono in “trainanti e “trainati”.

    Lavori Trainanti:

    • Interventi di isolamento termico
    • Sostituzione degli impianti di climatizzazione
    • Interventi antisismici

    Lavori Trainati:

    • Interventi di efficientamento energetico (compresa la sostituzione degli infissi)
    • Installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo
    • Infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici
    • Eliminazione delle barriere architettoniche

    Gli interventi trainati (o “aggiuntivi”) sono coperti dal bonus a condizione di essere eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi trainati principali.

    Cambiare i serramenti con il Bonus del 110 per cento

    Gli infissi sono un elemento fondamentale per il comfort abitativo di un ambiente: se non sono performanti, possono causare una dispersione di calore superiore al 25% della produzione totale.

    Si stima infatti che sostituire gli infissi poco efficienti con nuovi serramenti a taglio termico può portare ad un risparmio sulle bollette energetiche fino al 30%.

    Sostituire i serramenti è quindi un intervento agevolabile dal Superbonus 110% e rappresenta un’ottima opportunità rimodernare la propria casa in maniera efficace.

    Le spese ammesse dal superbonus 110 per gli infissi comprendono l’acquisto e l’installazione di finestre, scuri, persiane, avvolgibili, vetrate, porte blindate e di tutte le tipologie di serramento che assicurino un miglioramento energetico rispetto a quelli precedentemente montati.

    Central Serramenti a Trieste

    Attiva sul mercato da oltre 30 anni, con uno stabilimento di 1300 mq sito a San Dorligo della Valle, Central Serramenti è il più grande produttore di serramenti a Trieste, con possibilità di realizzare anche intere facciate in vetro e alluminio.

    Per la fabbricazione di porte e finestre Central Serramenti ha scelto di essere partner di Schüco, la più grande azienda al mondo nel settore dei serramenti in alluminio, e di Nurith Finestre, azienda friulana leader per i serramenti in PVC.

    Essendo così strutturata, Central Serramenti è tra le poche nel panorama dei serramenti a livello italiano e del Friuli Venezia Giulia in grado di accettare la cessione del credito per gli infissi, dando così un vantaggio diretto ai propri clienti.

    Central Serramenti è da sempre tra i primi ad offrire le ultime innovazioni disponibili sul mercato, e il suo catalogo comprende soluzioni di design, automazioni, domotica e gli ultimi ritrovati in fatto di sicurezza. Presso lo showroom infissi all’interno della sede di San Dorligo è possibile visionare finestre smart, sistemi di controllo wireless, e sistemi di accesso mediante dispositivi biometrici.

    Il Superbonus 110% è un’opportunità da cogliere in tempo per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, migliorando contestualmente l’estetica, l’efficienza e andando a risparmiare sulla bolletta senza intaccare i propri risparmi!

     

  • Livrea: le finestre hanno una nuova pelle, elegante e antigraffio.

    Pavanello presenta la nuova collezione di finestre dall’eleganza inscalfibile. Una serie caratterizzata da tre strati, in grado di triplicare i vantaggi di una semplice finestra.

     

     

    Pavanello presenta la sua nuova linea: Livrea, una collezione studiata per offrire il massimo grado di personalizzazione e allo stesso tempo impareggiabili doti estetiche, tecnologiche e antigraffio.

    Livrea prende il nome dalla texture della pelle e del piumaggio del mondo animale, per indicarne il particolare carattere energico e la sua caratteristica più esclusiva: essere ricoperta da una speciale “pelle” antigraffio, l’innovativo rivestimento solido Silk.

    Proprio come un animale selvaggio, Livrea è una finestra di carattere, con una personalità unica e caratteristiche termo-acustiche che la rendono altamente performante anche nelle zone climaticamente più estreme.

    Il cuore in legno di pino della finestra viene associato all’esterno dall’alluminio, che rende Livrea una finestra calda, accogliente e allo stesso tempo resistente.

    Equilibrio perfetto

    Il legno di pino, dalle spiccate proprietà isolanti e dall’alto livello di sostenibilità, viene sapientemente intrecciato alla resistenza e flessibilità dell’alluminio. Una triplice anima estetica, naturale e tecnologica.

    Efficienza energetica e benessere

    Livrea è progettata per garantire le migliori prestazioni e un benessere senza pari, ma anche attenzione all’ambiente: per questo il legno proviene da fonti con riforestazione controllata e viene prodotto esclusivamente con tecnologia lamellare per un’efficienza massima. L’alluminio invece è estremamente resistente, offre grandi prestazioni di isolamento acustico e allo stesso tempo è facilmente riutilizzabile.

    Espressione del design

    La grande personalizzazione dell’alluminio unita alla sensorialità del legno consentono la massima esperssione del design personale. Livrea diventa un vero e proprio elemento d’arredo, armonizzando e valorizzando l’ambiente in cui è immersa. Natura e tecnica quindi si uniscono per creare un arredo personale. E la giunzione a 90°, tipica della tradizione della finestra in legno, donerà alla casa il calore della natura mantenendo al contempo il rigore dello stile essenziale.

    A tutto ciò si somma la raffinatezza del Silk: un rivestimento solido monostrato di ultima generazione, stampato con venatura sincronizzata. Utilizzato negli arredi contemporanei di design, il Silk dona a Livrea la perfetta estetica per inserisi in qualsiasi ambiente, arredo compreso. Silk è anche estremamente durevole: la superficie trattata è resistente ai graffi, alle abrasioni, alle macchie e il colore è totalmente inalterabile all’esposizione della luce e al tempo.

    Livrea è una finestra unica, proprio come l’impronta della nostra mano. Ogni infisso può essere creato su misura per incontrare lo stile di ognuno di noi, senza tralasciare tecnologia e sostenibilità.

    Livrea è disponibile già da oggi negli showroom Pavanello Serramenti.

     

    Francesco Pastoressa
    Ufficio Stampa L’Ippogrifo®
    Tel. +39 040 761404
    www.ippogrifogroup.com

  • Video: come cambia la comunicazione nel settore dei serramenti

    Pavanello Serramenti amplia ulteriormente la strategia di comunicazione puntando sui video: già da oggi sono disponibili le “video pillole” con preziosi consigli super partes su come scegliere i serramenti

     

    La tradizione che da sempre contraddistingue Pavanello Serramenti continua ad intrecciarsi all’innovazione che sta proiettando l’azienda rodigina nel mondo digitale.

    Da sempre in Pavanello Serramenti la comunicazione, ovvero l’interazione con i clienti e con la propria forza vendita, è stato un concetto importante a cui l’azienda ha sempre dato attenzione.

    Il 2018 sarà l’anno dell’innovazione per Pavanello: dopo i webinar per i rivenditori, i nuovissimi corsi per la formazione dei Mirror Expert e la rivisitazione del logo, l’azienda intende rinnovare anche la comunicazione nel mondo dei serramenti investendo nei video.

    Già da oggi su tutti i canali Pavanello Serramenti (come la pagina Facebook e il canale YouTube) sono online delle video pillole nelle quali Marco Pavanello, Direttore Commerciale dell’azienda, offre numerosi consigli e suggerimenti per i rivenditori e clienti finali.

    Queste video pillole, brevi ma ricche di informazioni, nascono proprio per colmare la carenza di informazioni corrette e aggiornate sul mondo dei serramenti e fare cultura in un settore che online trova spesso pareri controversi e datati. I video quindi condensano tutta l’esperienza di decenni di attività della Pavanello Serramenti in “pillole” da pochi minuti.

    Un’altra novità prevista nella nuova strategia di comunicazione di Pavanello Serramenti sarà il video per le rivendite, un contenuto prodotto in uno stile ironico mai visto prima in un settore tradizionale come quello degli infissi. Il video sarà una rivisitazione originale del tipico video da “sala d’aspetto” e intratterrà i clienti in attesa di una consulenza, strappando anche qualche sorriso.

    Infine, il video di presentazione aziendale, un modo semplice ma innovativo che funge da punto di congiunzione tra i valori della tradizione alla base di Pavanello Serramenti e la grande propensione all’innovazione.

    Marco Pavanello, Direttore Commerciale dell’azienda, introduce così la nuova strategia video: “Per fare chiarezza abbiamo deciso di realizzare dei contenuti video super partes, dove si trattano temi comuni a tutti i serramenti e si portano consigli per fare l’acquisto giusto per le proprie esigenze. Ad esempio chi vuole approfondire può trovare sui nostri canali tra i vari argomenti quello della reale causa della muffa in casa e cosa bisogna fare per eliminarla, oppure come scegliere correttamente i nuovi infissi in base all’esposizione della propria abitazione, o ancora che cosa considerare se si desiderano delle finestre davvero a “prova di ladro”. Abbiamo insomma voluto fornire al pubblico tutti i dati per fare una scelta più corretta e consapevole riguardo a degli elementi dell’abitazione che normalmente ci accompagnano per decenni.”

     

     

    Francesco Pastoressa
    Ufficio Stampa L’Ippogrifo®
    Tel. +39 040 761404
    www.ippogrifogroup.com

  • Infissi e Serramenti by Torino Finestre

    Torino Finestre® (marchio registrato e tutelato dal Ministero dello Sviluppo Economico) è l’azienda specializzata nella fornitura all’ingrosso e al dettaglio di serramenti, infissi, finestre, porte blindate, porte interne realizzate e assemblate con le più avanzate tecnologie al mondo.

    Dopo mesi di duro lavoro, è finalmente online il nostro sito web rivisitato nei contenuti e nella veste grafica, che faciliterà la vostra scelta stando comodamente seduti sul divano di casa. Collegandovi al portale, avrete la possibilità di visualizzare i migliori infissi e serramenti suddivisi per materiale e caratteristiche. Scegli con fiducia infissi, serramenti e finestre in PVC, in legno, in alluminio o combinando materiali per ottenere prodotti ancora più performanti. In questo modo otterrai sicuramente dei veri benefici per te e la tua famiglia: Il vero risparmio non avviene nel momento in cui si acquista una finestra, ma a lungo andare durante il suo utilizzo. In questo modo, il prodotto apporterà il risparmio considerevole desiderato per quanto riguarda il consumo di energia. Non solo troverai offerte imbattibili sui migliori serramenti sul mercato, ma anche offerte a prezzi fabbrica su porte blindate, tende da sole e sconti del 50% su tutte le porte interne.

    Cosa aspettate? Venite a trovarci su https://www.torinofinestre.it/ e in particolare nella nuova sezione dedicata agli infissi https://www.torinofinestre.it/infissi-serramenti.

  • Meglio le finestre in legno o quelle in PVC?

    Le finestre in legno hanno caratteristiche molto diverse da quelle in PVC: qual è la scelta migliore tra i due tipi di infisso?

     

    Chi ha cambiato almeno una volta gli infissi negli ultimi anni, si è ritrovato di fronte alla dura scelta tra finestre in legno e finestre in PVC. Le prime più affascinanti, le seconde più economiche e abbordabili. Ma qual è davvero la scelta migliore? La risposta è… dipende!

     

    Il motivo? Vediamo qual è!

     

    Isolamento termico: ognuno ha il suo

     

    Tra i due materiali, il legno è sicuramente quello con la maggiore capacità isolante. Questo non significa che un infisso in PVC non possa avere le stesse prestazioni: se realizzato bene e con il giusto numero di camere interne, anche questa tipo di finestre è in grado di esprimere un alto livello di isolamento.

     

    L’insonorizzazione dipende da vetro e posa in opera

     

    Per essere davvero insonorizzante, una finestra deve disporre dei vetri doppi e dev’essere montata perfettamente. L’assenza del doppio strato di vetro e di una buona installazione (specialmente per quanto riguarda cornice e vetro) può rovinare la capacità insonorizzante anche dei legni migliori.

     

    Prezzo contro stile

     

    Come abbiamo visto, anche se di base il legno è molto più performante (e più bello), il PVC, quando realizzato bene, regge perfettamente il confronto. A questo punto, la scelta è una questione di priorità: il prezzo conveniente del PVC o l’inimitabile stile caldo del legno.

     

  • Per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione in Italia si spendono circa 1800 euro

    In occasione della giornata internazionale del risparmio energetico ProntoPro indaga sui costi per la sostituzione di finestre e caldaie

    Milano, febbraio 2017 – Il 18 febbraio si celebra la giornata internazionale del risparmio energetico e, in questa occasione, l’Osservatorio di ProntoPro.it (www.prontopro.it) ha condotto un’indagine volta alla scoperta della spesa media sostenuta dagli italiani per effettuare i grandi interventi atti a garantire un effettivo e reale risparmio energetico. Dall’analisi è emerso che mediamente in Italia si spendono circa 650 euro per l’installazione di una nuova finestra e circa 1.150 euro per una caldaia nuova.

    Prendendo in considerazione il costo medio per l’installazione di una nuova finestra, Milano è la città più cara con i suoi 800 euro di spesa. Al secondo posto troviamo la città di Ancona dove i costi si aggirano intorno ai 765 euro mentre al terzo c’è Trento, dove la sostituzione di una finestra richiede circa 750 euro. Se si osserva la classifica dal fondo scopriamo che L’Aquila è la città più economica per un intervento di questo tipo, con un costo di circa 425 euro.

    Andando ad analizzare i costi per l’installazione di una nuova caldaia, osserviamo che il podio è occupato da Trieste con un costo di 2.150 euro che supera di 1.000€ la media nazionale; in seconda posizione si trova Torino, dove gli abitanti per un intervento di questo tipo devono sostenere una spesa di 1.800 euro  ed infine abbiamo Firenze  che occupa il terzo posto con i suoi 1.600 euro di spesa. L’ultima posizione della classifica è riservata alla città di Napoli, dove il costo per l’installazione di una nuova caldaia è di “soli” 650 euro.

    A dominare la classifica delle città in cui costa di più rendere energeticamente efficiente la propria abitazione è Trieste: qui concedersi entrambe le installazioni costa in media 2.790 euro; a seguire si trovano Torino in cui si spendono 2.500 euro, e Firenze in cui sono necessari 2.310 euro.

    Detrazioni fiscali, il 2017 è ancora più vantaggioso

    È bene tenere in considerazione che – grazie alla Legge di Stabilità approvata a dicembre 2016 – anche nel 2017 si può usufruire di detrazioni fiscali fino al 65%. Questa percentuale, a partire da quest’anno, potrà salire fino al 75% nel caso di interventi nei condomini. Quali sono i termini temporali e i soggetti che possono usufruire di questa opportunità? La detrazione fiscale per le ristrutturazioni volte al risparmio energetico della propria casa è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017; quella per interventi volti al miglioramento delle prestazioni energetiche dei condomini, invece, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021. Inoltre, è necessario essere a conoscenza del fatto che la detrazione fiscale dal 65% al 75% può essere richiesta soltanto su immobili ed edifici già esistenti, con prova dell’esistenza dell’edificio, di qualsiasi categoria catastale. Non possono di conseguenza essere agevolabili gli interventi effettuati in corso di costruzione di un nuovo immobile.

    Segue tabella con i costi medi di installazione di una nuova finestra e di una nuova caldaia per ogni capoluogo di provincia:

     

    Regione Città Costo installazione finestra Costo installazione caldaia Costo totale
    Abruzzo L’Aquila € 420,00 € 985,00 € 1.405,00
    Basilicata Potenza € 625,00 € 910,00 € 1.535,00
    Calabria Catanzaro € 615,00 € 860,00 € 1.475,00
    Campania Napoli € 645,00 € 650,00 € 1.295,00
    Emilia Romagna Bologna € 700,00 € 1.010,00 € 1.710,00
    Friuli Venezia Giulia Trieste € 640,00 € 2.150,00 € 2.790,00
    Lazio Roma € 735,00 € 1.050,00 € 1.785,00
    Liguria Genova € 695,00 € 1.200,00 € 1.895,00
    Lombardia Milano € 800,00 € 1.160,00 € 1.960,00
    Marche Ancona € 765,00 € 950,00 € 1.715,00
    Molise Campobasso € 650,00 € 900,00 € 1.550,00
    Piemonte Torino € 700,00 € 1.800,00 € 2.500,00
    Puglia Bari € 650,00 € 1.450,00 € 2.100,00
    Sardegna Cagliari € 600,00 € 660,00 € 1.260,00
    Sicilia Palermo € 650,00 € 1.100,00 € 1.750,00
    Toscana Firenze € 710,00 € 1.600,00 € 2.310,00
    Trentino Alto-Adige Trento € 750,00 € 1.085,00 € 1.835,00
    Umbria Perugia € 720,00 € 1.070,00 € 1.790,00
    Valle d’Aosta Aosta € 500,00 € 995,00 € 1.495,00
    Veneto Venezia € 715,00 € 1.445,00 € 2.160,00

     

  • Nuovi limiti per l’isolamento termico di serramenti e finestre in Lombardia

    Come è ormai ben noto nel settore dell’edilizia, fra Luglio e Novembre del 2015, la Giunta della Regione Lombardia ha approvato dei decreti che stabiliscono delle nuove disposizioni in materia di efficienza energetica degli edifici.

    Per la parte che compete a infissi e serramenti, i valori di trasmittanza termica (cioè la relativa dispersione del calore) rimarranno ancora per qualche mese gli stessi previsti dalla normativa nazionale che consente l’accesso alla detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in vigore fino al 31 Dicembre 2016, a meno che non venga nuovamente prorogata (come gli operatori del settore si augurano e richiedono a gran voce).

    Dal 1° gennaio 2017, invece, per le cosiddette “fasce climatiche” E ed F (quelle che interessano il territorio lombardo e, a dire il vero, gran parte del nord Italia), i coefficienti termici consentiti saranno alquanto più rigidi, ovvero: i serramenti dovranno isolare molto più di prima e l’installatore dovrà rilasciare un’apposita certificazione o dichiarazione di conformità che comprovi il raggiungimento dei valori previsti.

    Scopo di tale disciplina è evidentemente spingere sull’acceleratore dell’efficientamento energetico di un patrimonio edilizio, quello Lombardo, non solo cospicuo e importante ma anche piuttosto oneroso in termini di consumi e inquinamento. Per “efficientamento”, infatti, s’intende proprio il miglioramento delle caratteristiche degli edifici in relazione a quei fattori di dispersione del calore (in inverno) oppure di impedimento nel rinfrescare i locali (in estate), i quali provocano, alla fine, sprechi di energia elevatissimi e di conseguenza un’inutile produzione di elementi inquinanti.

    Basti pensare alle emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili a causa degli impianti di riscaldamento domestici obsoleti nei mesi più freddi dell’anno, per non parlare degli utilizzi talora sconsiderati di corrente elettrica dovuti ai climatizzatori per difendersi dal caldo estivo.

    Insomma, è innegabile che – da un lato – queste nuove norme della Regione Lombardia rappresentino uno sprone verso il rispetto dell’ambiente e il miglioramento delle condizioni abitative della collettività.

    Tuttavia, l’altra faccia della medaglia sono le difficoltà tecniche ed operative che tali parametri, così rigidi, impongono agli installatori di finestre e porte: da Gennaio prossimo, infatti, le finestre dovranno raggiungere un coefficiente termico medio complessivo del serramento che, fino a una decina d’anni fa, era prerogativa di modelli di fascia alta.

    Per i più esperti, il valore di trasmittanza termica a partire dal 2017 sarà di 1,40 per la zona climatica E (che include la maggior parte dei comuni lombardi e in particolare tutti i comuni il cui territorio abbia un’altitudine entro un certo limite) e di ben 1,00 per la zona climatica F che invece interessa la fascia prealpina e alpina. Ad esempio, luoghi della in Valle Trompia (provincia di Brescia) come Bovegno e Collio, o sull’alto Lago di Garda Valvestino e Magasa, piuttosto che nella bergamasca luoghi quali Cornalba, Onore e Rovetta (ma non Clusone), oppure nel lecchese Introzzo, Tremenico e Premana (a ridosso del Lago di Como), e infine la gran parte dell’intera provincia di Sondrio.

    Perplessità sono state sollevate soprattutto dai commercianti di infissi in alluminio, poiché questo materiale (essendo più dispersivo di calore, ovviamente, in quanto metallo) risulta penalizzato in un così drastico avanzamento di parametri normativi e quindi obbligherà gli installatori a proporre modelli di serramento maggiormente performanti ma, al tempo stesso, anche nettamente più costosi.

    La soluzione, nel caso sempre dei serramenti in alluminio, sarà alquanto presumibilmente di compromesso fra un profilo “a taglio termico” di ultima generazione e un vetrocamera ad elevatissime prestazioni. La sfida è aperta e, comunque, indubbiamente ardua.

    I produttori di serramenti in legno, mediamente, sono invece già predisposti a proporre soluzioni in grado di soddisfare i nuovi parametri di efficienza energetica. Per alcuni sarà sufficiente montare vetrocamera dalle caratteristiche avanzate su telai di fascia media, mentre altri dovranno ricorrere a profili da 74/76 mm superando i più diffusi da 68 mm (attualmente lo standard); non dovrebbero comunque esserci particolari scossoni in questo settore del mercato.

    Chi invece risulta più favorito in una tale situazione sono le ditte che propongono serramenti in PVC, siccome i profili in plastica di costruzione recente si prestano facilmente al raggiungimento di coefficienti termici eccellenti, purché si adoperino vetrocamera adeguati alla richiesta.

    Rimane comunque valido il principio generale secondo cui è fortemente raccomandabile ed opportuno, per chiunque stia valutando una ristrutturazione della propria casa o anche la sola sostituzione dei serramenti, rivolgersi a dei professionisti che siano in grado di consigliare la scelta migliore per la peculiare esigenza del cliente.


    oOo

    Per ulteriori informazioni:

    V8 Serramenti – Poncarale (BS)
    Tel: 030/2701331 – 335/349917
    Fax: 030/6399210
    Internet: http://www.serramenti-brescia.com
    Facebook: http://facebook.com/serramentieinfissi.brescia
    LinkedIn: http://tinyurl.com/V8LkdIn
    Twitter: https://twitter.com/serramentiporte

  • Spifferi e infiltrazioni dalle finestre? Ecco la soluzione

    Aria calda estiva che si fa largo attraverso gli infissi e finestre male isolati, ostacolando l’opera del condizionatore…

    Fastidiosi spifferi di aria fredda invernale che penetrano nel salotto dalla vecchia portafinestra dotata di un vetro singolo…

    Situazioni abbastanza tipiche per le case un po’ datate o comunque costruite con una concezione di vecchio stampo.

    Ma come risolverla?

    Per un po’ di tempo si può ovviare con il classico “salsicciotto” alla base della portafinestra, oppure si può cercare di siliconare i bordi dei vetri per isolarli alla bell’e meglio.

    Ma sono ovviamente soluzioni di fortuna che non sradicano il problema alla fonte.

    Secondo alcuni, una via di mezzo fra questi espedienti e il rifacimento integrale del serramento sarebbe, forse, la sostituzione dei soli vetri con nuove vetrate isolanti, più precisamente dette “vetrocamera”.

    Ma anche in quest’ultimo caso occorre valutare accuratamente la situazione e soprattutto la fattibilità di un simile intervento. Perché?

    Anzitutto, vetrocamera di ultima generazione hanno un peso elevatissimo se paragonati con le singole lastre di vetro che venivano adoperate sugli infissi fino a una ventina d’anni fa, e sono in verità assai più pesanti anche dei vetrocamera di prima fattura (quelli, diciamo, in uso dalla prima metà degli anni 1990): pertanto, potrebbe succedere che i telai delle finestre esistenti non abbiano una portata sufficiente e, a lungo andare, abbiano dei cedimenti strutturali.

    In secondo luogo, la sostituzione dei soli vetri esistenti con nuovi vetrocamera non necessariamente garantirebbe un isolamento eccellente, dato che gli spifferi o le eventuali fessure fra il muro e i lati del telaio maestro, o fra il pavimento e la parte bassa dei battenti, rimarrebbero ancora e lascerebbero passare aria, umidità, ecc., o addirittura, in casi di pioggia di stravento, infiltrazioni d’acqua.

    In definitiva, c’è una soluzione forse più drastica e sicuramente un po’ più impegnativa, ma che senz’altro eliminerebbe il problema alla radice: sostituzione completa del serramento e montaggio di un nuovo serramento completamente conforme alle normative attuali e certificato a norma CE.

    Questo, sì, significherebbe portare il comfort del locale a un livello completamente nuovo.

    La spesa? Senz’altro, rispetto al “salsicciotto” di gomma o al silicone improvvisato, l’esborso sarebbe considerevole. Rispetto alla sostituzione dei soli vetri, forse un po’ di più. Forse.

    D’altra parte, occorre ricordare che nuovi serramenti ben isolanti e dal design moderno oggigiorno godono anche della detrazione fiscale del 65% in quanto del tutto funzionali ai fini della migliore “efficienza energetica” dell’abitazione: in tal modo, più della metà della spesa si ammortizza e, a conti fatti, alla lunga si finirà per non spendere un granché.

    Senza contare, poi, che meno spifferi e meno infiltrazioni significano inevitabilmente un reale risparmio energetico: minor dispendio di gas e di corrente per riscaldare o rinfrescare la stanza con ovvie, importanti ricadute non solo sulle bollette del gas e della corrente elettrica, ma anche sul rispetto dell’ambiente, dal momento che meno consumi comportano ovviamente meno inquinamento, meno rifiuti, meno emissioni nocive.

    Dunque è innegabile che il guadagno finale, a conti fatti, si ottiene mettendo a posto le cose completamente, senza compromessi né mezze misure. Conviene procurarsi un preventivo per valutare bene i prezzi e quindi procedere.

    E che dire degli spifferi che possono penetrare in casa dal perimetro del cassonetto che fa da copertura alla tapparella avvolgibile? In tal caso, per ovvie ragioni di carattere strutturale, non si possono mai eliminare completamente, ma senz’altro si può ottenere un drastico miglioramento della situazione con nuovi cassonetti ben posati e sigillati con apposite schiume poliuretaniche e silicone e anche, possibilmente, dotati di una coibentazione interna.

    In definitiva, avere una casa più confortevole e meno dispendiosa… si può!


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    Per ulteriori informazioni:

    V8 Serramenti – Poncarale (BS)
    Tel: 030/2701331 – 335/349917
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  • Le belle finestre in legno sono in massello o in lamellare?

    Quando si devono scegliere dei nuovi serramenti per la propria casa, ad ogni buon conto si sta facendo un investimento, piccolo o grande che sia. L’esborso sarà consistente, dunque sarà meglio ragionarlo bene e soprattutto… spendere bene!

    Come per molti altri acquisti, anche nell’ambito dei serramenti in legno vi è un gran numero di opzioni, caratteristiche e varianti. Le finestre e le portefinestre, infatti, possono essere realizzate anzitutto con diversi tipi di legno: dai più comuni legni “morbidi” come il pino o l’abete ai legni “duri” come il rovere o il larice, passando per douglas, hemlock, okoumé, meranti, ecc. Tutte queste sono specie legnose adatte all’impiego nella costruzione di infissi.

    Ma qui spesso si pone un interrogativo difficile, per chi non sia un po’ addentro nel settore: legno massiccio (detto anche massello) o lamellare?

    A questo punto, tanto varrebbe domandarsi in primo luogo: cosa s’intende, in effetti, per legno lamellare? E che differenza c’è con il massello?

    Il massello o legno massiccio è ricavato dalla parte più interna (e quindi più solida) del tronco dell’albero: così, mentre la sua resistenza è senz’altro eccellente, al tempo stesso risente maggiormente delle cosiddette “correnti” che attraversano la pianta e che non si arrestano con il taglio della stessa. Il legno, come è noto, è un materiale “vivo” e questa sua vitalità è espressa anche dal movimento che avviene al di sotto della corteccia. Addirittura, in taluni casi può avvenire che dai manufatti in massello di pino fuoriesca della resina.

    Il legno lamellare, invece, è composto da tre tavole di legno essiccato (che si chiamano per l’appunto “lamelle”) incollate l’una sull’altra mediante una specifica lavorazione a pressione che le rende indeformabili, ne migliora le prestazioni meccaniche e annulla le tensioni intrinseche perché le fibre della pianta vengono contrapposte.

    Tutte le specie legnose menzionate prima possono essere trasformate in lamellare, ma a maggior ragione nell’ambito dei serramenti è un fattore di rilievo che venga adoperato del legno lamellare ben stagionato e ben selezionato, specialmente in questi ultimi anni in cui lo standard dei requisiti tecnici per le costruzioni e (ad esempio) per il conseguimento del «risparmio energetico» è sempre più rigoroso.

    È pur vero che il massello, se viene scelto in modo esperto e coscienzioso e poi stagionato ed essiccato nel modo corretto, non risente più di tensioni che, per l’appunto, sono state sfogate durante il periodo di riposo. Similmente, persino un lamellare in cui il legno, prima di essere stato disposto in liste ed incollato, non è stato stagionato adeguatamente, potrebbe rivelarsi meno valido di un massello di alta qualità e addirittura, un domani, imbarcarsi.

    Per esempio, i serramenti in douglas vengono comunemente realizzati in massello perché questa specifica specie legnosa, una volta essiccata e stagionata in modo corretto, non dà più problemi di stabilità.

    Quando, comunque, l’azienda alla quale ci si rivolge è affidabile e referenziata e può contare su una produzione certificata e su una buona esperienza nel settore, il più delle volte la scelta del legno lamellare rappresenta la più indicata nei contesti abitativi: stabilità, durevolezza, estetica moderna sono i pregi ormai universalmente riconosciuti.

    Estetica: sì, perché oltre ad evitare la presenza di eventuali nodi del legno, nel lamellare si riscontra anche una venatura più regolare e una più omogenea disposizione ed assorbimento della verniciatura.

    Resta da ricordare, infine, che le tavole di legno lamellare possono essere costruite con “giunzioni a pettine” (dette in Inglese «Finger Joint» o F.J.), oppure “a lista intera” (ossia con lamelle uniche più lunghe). Differenziazione, questa, che riguarda principalmente convenienze di produzione e scelte di qualità del materiale: per esempio, se è vero che nel Finger Joint sono ben visibili le caratteristiche giunzioni fra una lamella e l’altra, è anche vero che le lamelle vengono selezionate in modo da formare liste complessivamente prive di difetti.


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  • Orientarsi nella scelta di serramenti (finestre e porte): qualche consiglio su come chiedere preventivi

    BRESCIA. Sostituire gli infissi di casa può essere per molti un investimento assai vantaggioso: conferisce un valore aggiunto alla propria abitazione e costituisce una spesa tutto sommato recuperabile nel giro di pochi anni grazie all’inevitabile risparmio sulle spese di riscaldamento (una stima approssimativa si aggira intorno ai 500 Euro annui) nonché agli incentivi fiscali (detrazioni IRPEF del 50% per “ristrutturazione” o del 65% per “risparmio energetico”).

    Fra l’altro, il particolare momento di mercato, generalmente ancora critico, favorisce ovviamente gli sconti, da parte dei serramentisti, sulle offerte ai potenziali clienti.

    Come si può facilmente intuire, però, c’è anche il rovescio della medaglia di una situazione in apparenza tanto conveniente: si rischia di incappare in ditte poco serie che, pur di accaparrarsi ordinativi, promettono mari e monti e prezzi ridotti all’osso, salvo poi trovarsi nei guai e dover quindi chiedere ulteriori pagamenti a fine lavori non riuscendo ad essere di parola; piccoli artigiani di settore non abbastanza qualificati per poter fornire un’offerta sufficientemente ampia e quindi portati a criticare certi tipi di serramento per tirare acqua al proprio mulino; venditori di infissi in PVC che parlano male di quelli in legno dando a intendere che “non durano”; chi vende l’alluminio e parla male del PVC con fumosi accenni a fantomatici problemi di inquinamento; chi invece propone il legno come “unico materiale di provata efficacia” e cerca di dipingere ogni altro prodotto come fumo degli occhi, ecc.

    Insomma: ognuno dice la sua, sicché quando si tratta di chiedere un preventivo per sostituire le finestre di casa o per installare i serramenti in una nuova costruzione o ristrutturazione, il panorama di scelte possibili è vastissimo e – soprattutto per chi non ha una minima infarinatura nel settore edile – ci si può sentire come sperduti in una giungla o scaraventati in un labirinto di slogan pubblicitari, aziende in competizione, modelli che sembrano identici ma hanno costi sorprendentemente differenti, prezzi poco chiari o di dubbia interpretazione, terminologia complicata, caratteristiche tecniche per i soli addetti ai lavori, ecc.

    Così, in questo articolo, ci si propone di fornire delle indicazioni concrete e utili da seguire.

    1) La raccolta delle informazioni. Il modo migliore per ottenere un preventivo, piuttosto che perdersi nel mare di informazioni che si possono reperire in Internet, è contattare direttamente un’azienda. Certamente la Rete è di grande aiuto nell’individuare qualche ditta a cui chiedere un’offerta, ma una volta esaurito il primo approccio tramite e-mail o per telefono, è consigliabile richiedere un sopralluogo (accertandosi, prima, che sia gratuito e senza impegno) oppure un appuntamento presso l’azienda prescelta.

    2) Vagliare la persona. È indispensabile e di capitale importanza valutare l’individuo che ci si trova di fronte, per capire se sia realmente degno di fiducia o meno. Questo aspetto vale ben più di banali luoghi comuni, ormai pressoché inservibili, come “siete produttori o rivenditori” piuttosto che “da quanti anni esiste l’azienda” o “quanti dipendenti ha”, ecc. Le vere domande da porsi, invece, sono altre. Ad esempio: il discorso del venditore è improntato ad informare il potenziale acquirente e a istruirlo sulle caratteristiche e gli aspetti importanti del serramento (specie per chi non se ne intende)? oppure è ingegnosamente architettato per stordirlo con termini tecnici o paroloni scientifici sulle orme del manzoniano Don Abbondio? Il venditore cerca di fare pressione per avere un contratto firmato immediatamente? oppure si impegna a studiare, con calma e riflessività, la risposta migliore all’esigenza particolare del potenziale acquirente? È sobrio, paziente ed equilibrato oppure è un avvoltoio in cerca di preda?

    3) Sviluppare il preventivo. Una volta determinata la possibilità di concedere fiducia al venditore, occorre fornirgli più dettagli possibile affinché il preventivo sia realistico e attinente alle circostanze. In questa fase, è meglio spendere una parola in più o anche un quarto d’ora in più a valutare caratteristiche, modelli e combinazioni, piuttosto che economizzare sul tempo e sperare che l’addetto operi le selezioni più consone (anche in questa fase possono emergere l’esperienza e la competenza della ditta a cui ci si rivolge). Un’altra sfumatura di professionalità riguarda le certificazioni e gli incentivi fiscali: il venditore cerca di evitare l’argomento o – peggio ancora – ha la tendenza a proporre “sistemi” non trasparenti? Oppure fa tesoro delle opportunità messe a disposizione dalla legge per fornire un servizio migliore e più completo e, soprattutto, far risparmiare alla fine il cliente?

    4) Verificare a fondo la bontà della ditta. È buona norma chiedere delle referenze o anche solo un elenco dei lavori realizzati dalla ditta, per poter appurarne la validità sul territorio e il tasso di soddisfazione da parte della clientela. Può sembrare poco ortodosso fare una capatina al tal indirizzo e lanciare un’occhiata a una portafinestra qui e a un’anta là, oppure addirittura scambiare due parole con un cliente per saggiarne la reazione… eppure di tanto in tanto può essere necessario, specie se gli incontri precedenti hanno lasciato qualche dubbio.

    5) Confrontare gli importi. Valutare i prezzi di più preventivi non è mai cosa facile, specie in un settore specialistico come quello dei serramenti. Limitarsi a confrontare la cifra finale non è sempre il procedimento più logico. Meglio, come prima cosa, paragonare le caratteristiche degli infissi per capire se il prodotto è dello stesso tipo e soprattutto se ha gli stessi parametri di isolamento termico e acustico, e quindi fare una media del costo al metro quadro o al metro lineare. In generale, però, è meglio valutare il preventivo nella sua interezza, piuttosto che per ogni singola voce. Un altro capitolo importante è la posa in opera: meglio prevedere qualche ora di lavoro in più e affidarsi a professionisti che curino ogni dettaglio e rifiniscano adeguatamente le opere, piuttosto che “tirare per il collo” la ditta o l’impiantista, per poi ritrovarsi con serramenti non montati ad arte.

    6) L’ultimo sprint. Fatta la scelta dell’offerta più conveniente, si può tentare la trattativa finale per cercare di abbassare il prezzo. In questa fase, se proprio si trattava di “ultimo prezzo” e quindi l’azienda non ha modo di applicare ulteriori sconti, si può quanto meno provare a chiedere una qualche agevolazione sulle modalità di pagamento: normalmente un acconto (di solito 20% o 30%) è indispensabile per ogni ditta, ma può essere saggio tenere un 10/20% come pagamento a 30 giorni dalla consegna, a mo’ di garanzia che il serramentista “righi diritto” qualunque cosa accada. Se la ditta è seria e fiduciosa delle proprie capacità, non avrà remore ad accordare tale condizione.

    Seguendo queste semplici norme di buon senso, sarà possibile garantirsi degli ottimi risultati.


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  • Portefinestre alzanti scorrevoli: serramenti a risparmio energetico, confortevoli e sicuri

    15/07/2015 – BRESCIA. Si sente sempre più parlare di portefinestre scorrevoli e le immagini pubblicitarie che accompagnano questo tipo di prodotto sono spesso orientate alla fascia di mercato del lusso e del benessere.

    Effettivamente, i serramenti scorrevoli hanno per certi versi qualcosa in più di quelli normali con apertura a battente: è pur vero che i prezzi sono superiori, ma in realtà il divario non è affatto eccessivo. Senza contare che, con l’inevitabile risparmio energetico che si produce sostituendo le vecchie finestre con nuovi infissi di questo genere, unito alla detrazione fiscale del 65%, l’investimento potrebbe essere addirittura recuperato nell’arco di pochi anni.

    Inoltre, a onor del vero, non vi è un unico modello di finestra o portafinestra scorrevole: ve ne sono diversi tipi (almeno tre), basati su concetti strutturali differenti, e ciascuno ha la propria particolarità.

    Particolarmente adatti per ampie superfici vetrate, all’apice della categoria degli scorrevoli abbiamo le portefinestre «scorrevoli alzanti»: il sistema si basa sul concetto fondamentale che l’anta apribile, nel momento in cui il relativo maniglione (che dev’essere apposito) viene ruotato verso il basso in posizione “aperto”, si solleva e scorre su un binario mediante delle apposite rotelle; quando poi viene richiusa, l’anta torna nella sua sede originaria e si aggancia mediante la sua ferramenta di “ancoraggio” al telaio fissato al muro.

    È proprio a tale proposito che si parla di classi «anti-effrazione», relativamente alla normativa inerente alla sicurezza e alla protezione dallo scassinamento, dettata dalla legislazione nazionale ed (soprattutto) europea. Questo tipo di serramento è ormai solitamente certificato in «classe 3», la più indicata per i contesti abitativi. Tali categorie vengono definite da test di laboratorio che mettono alla prova gli infissi con vari tentativi di (appunto) effrazione, forzatura, ecc.

    La costruzione con una (o più di una) ante fisse e quella apribile che consente il passaggio è piuttosto classica e forse la più diffusa, ma vi è anche la possibilità di far scorrere più di un’anta per realizzare aperture differenti.

    Il serramento scorrevole alzante ha un valore di sicurezza e di protezione dalle intrusioni estremamente elevato, proprio in virtù del tipo di ferramenta che impiega e della sua struttura.

    È possibile dotare l’anta di un traverso orizzontale intermedio (usualmente a un metro di altezza dal pavimento), oppure lasciare la specchiatura, cioè la parte vetrata, “a tutta luce” cosicché la lastra di vetro sia unica e consenta alla maggior quantità luminosa possibile di penetrare nell’abitazione.

    In tal caso ci si potrebbe domandare se l’infisso sia in grado di reggere il peso di una tale vetrazione, ma non c’è da preoccuparsi: gli scorrevoli alzanti sono progettati per sostenere centinaia di chili e hanno delle portate specifiche di cui viene tenuto conto in fase di costruzione in falegnameria.

    Un’altra peculiarità della portafinestra scorrevole alzante è che consente la possibilità di avere una “maniglia passante”, ossia apribile sia dall’interno che dall’esterno con una chiave, per la massima comodità.

    Molti si domandano anche come dovrebbe essere (e se debba esserci) una soglia a pavimento nei serramenti scorrevoli: oggigiorno, visti i rigidi requisiti di performance termo-acustica, è consigliabile utilizzare una «soglia termica», specialmente se l’obiettivo è ridurre al massimo la dispersione di calore e proteggere la casa dai rumori esterni. Tale soglia ha giocoforza una certa altezza (18-20 mm) però previene il passaggio di acqua e aria: quindi massimo isolamento, massima efficienza energetica, massimo risparmio, massimo comfort.

    Esistono – va detto – delle soglie ribassate che hanno il vantaggio di “nascondersi” nel pavimento ed eliminare ogni sporgenza, tuttavia sono anche più a rischio di spifferi e infiltrazioni e tendono a isolare meno termicamente.

    La fatidica domanda “ma quanto costano?” riceve la miglior risposta se si richiede un preventivo personalizzato (solitamente gratuito e senza impegno) e si esamina con attenzione il prezzo.


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