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  • Continua a crescere l’Rc Auto: in Piemonte +29,7% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Piemonte per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,7% arrivando, a settembre, a 556,01 euro, vale a dire oltre 125 euro in più rispetto ad un anno prima.

    L’incremento annuale è risultato essere leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 600.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Piemonte e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province piemontesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Cuneo, dove a settembre le tariffe sono salite mediamente del 33% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 481,23 euro, seguita da Torino (+30,5%, 605,00 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Biella (+28,8%, 435,09 euro), a pari merito, Alessandria e Novara, che in 12 mesi hanno vissuto un incremento del 28,1%, salendo – rispettivamente – a 475,62 euro e 434,16 euro, ed Asti (+27,6%, 467,05 euro). Chiudono la classifica Verbano-Cusio-Ossola (+26,4%, 424,46 euro) e Vercelli, area che ha registrato un rialzo delle tariffe del 25,2%, arrivando a 430,06 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Torino è risultata essere la provincia più cara della regione, Verbano-Cusio-Ossola la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori piemontesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 39,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,1%), la tutela legale (16,1%) e la copertura furto e incendio (11,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   678.212 preventivi effettuati in Piemonte su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Assicurazione Auto Emilia-Romagna: +27,6% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Emilia-Romagna per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 27,6% arrivando, lo scorso mese, a 521,14 euro, vale a dire oltre 110 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale è risultato essere in linea con quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Emilia-Romagna e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province emiliano-romagnole.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Modena, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,1% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 527,51 euro, seguita da Bologna (+30,1%, 542,31 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Reggio Emilia, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 27,4% (518,59 euro), Rimini (+26,3%, 550,88 euro), Forlì-Cesena (+24,7%, 484,66 euro) e Parma (+24,3%, 494,27 euro).

    Chiudono la classifica Piacenza (+21,8%, 488,22 euro), Ferrara (+21,7%, 487,94 euro) e Ravenna, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 18,4%, arrivando a 518,48  euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Rimini è risultata essere la provincia più cara della regione, Forlì-Cesena la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori emiliano-romagnoli emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 37,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,8%), la tutela legale (16,4%) e la copertura furto e incendio (11,0%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  871.304 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • La bolletta spiegata facile: a Roma un evento per capire come leggere le bollette e risparmiare

    Prende il via da Roma l’iniziativa La bolletta spiegata facile, promossa da Facile.it in collaborazione con Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit e volto noto delle principali trasmissioni televisive a difesa dei consumatori. L’obiettivo è quello di insegnare a chi parteciperà all’incontro a leggere le bollette dell’energia elettrica e del gas, aiutandoli al contempo ad analizzare costi e consumi e a capire come risparmiare.

    L’evento, gratuito ma con disponibilità di posti limitata, si terrà sabato 11 novembre dalle ore 11.00 alle 13.00 presso il Facile.it Store di via Tiburtina (Via Tiburtina, 542).

    Quali sono le voci che pesano di più in bolletta? Perché spendo così tanto per l’energia? Devo cambiare fornitore? Meglio una tariffa fissa o una indicizzata? Con la fine del mercato tutelato, rischio di rimanere senza fornitura? Queste alcune delle domande che troveranno risposta durante l’evento grazie ai preziosi consigli di Luigi Gabriele.

    Il prezzo dell’energia sta aumentando: secondo l’ultimo aggiornamento Arera, le tariffe nel mercato tutelato sono salite del 18,6% per l’elettricità (quarto trimestre 2023) e del 12% per il gas (ottobre 2023), ma le tensioni a livello internazionale e l’aumento dei consumi tipico dei mesi invernali potrebbero contribuire a far crescere ulteriormente i costi. In aggiunta, nel 2024 dovrebbe scattare, salvo ulteriori rinvii, la fine del mercato tutelato, con 7 milioni di italiani per il gas e 5 milioni per l’energia elettrica che dovranno passare al mercato libero.

    «Se non si hanno strumenti adeguati, a partire dalla capacità di leggere e capire le proprie bollette, scegliere il fornitore adatto diventa difficile» spiega Daniela Zancan, Managing Director Facile.it Store. «Non solo si rischia di sbagliare spendendo più del necessario, ma ci si espone anche al rischio truffe».

    Truffe che, come emerso da un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e lanciata in occasione della presentazione del progetto “Stop alle truffe”, in soli dodici mesi hanno riguardato ben 4 milioni di italiani, con un danno stimato in circa 1,2 miliardi di euro.

    «Le bollette sono ormai un incubo per molte famiglie. In 20 anni siamo passati da un periodo relativamente calmo con prezzi bassi e stabili, ad un vero e proprio dramma per far quadrare i conti. Capire come è composta la bolletta è il primo passo per fare scelte consapevoli, e questa è ormai una necessità per molti italiani.», spiega Luigi Gabriele. «Non dobbiamo concentrarci solo su quanto si paga, ma dobbiamo comprendere cosa paghiamo e quali sono le informazioni essenziali in bolletta. Bisogna acquisire queste competenze ed è per ciò che insieme a Facile.it abbiamo deciso di rivolgerci ai consumatori, fornendo loro gli strumenti per evitare di rimanere truffati o di sottoscrivere un contratto troppo oneroso.»

    Per partecipare è necessario scrivere a [email protected]  o registrarsi a questo indirizzo: https://go.facile.it/survey-consumerismo

  • Rc Auto Veneto: +33,5% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 498,90 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Veneto per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 33,5% arrivando, lo scorso mese, a 498,90 euro, vale a dire oltre 125 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il quarto più elevato di tutta Italia, posizionandosi dopo Umbria (+37,9%), Lazio (+36%) e Sardegna (+34,4%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province venete.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Vicenza, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 496,72 euro, seguita da Treviso (+36,3%, 499,45 euro). Continuando a scorrere la graduatoria veneta si posizionano Padova, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 34,8% (505,41 euro), Venezia (+34,3%, 536,18 euro) e Belluno (+33,2%, 454,72 euro). Chiudono la classifica Rovigo (+28,3%, 451,98 euro) e Verona, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 25,2%, arrivando a 468,75 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Venezia è risultata essere la provincia più cara della regione, Rovigo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 38,3% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,4%), la tutela legale (16,5%) e la copertura furto e incendio (10,4%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  880.848 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Manovra economica: oltre 11 milioni di italiani non ne sanno nulla

    Il Governo sta lavorando alla manovra fiscale, ma quanto ne sanno gli italiani di questo argomento? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, 7 rispondenti su 10 hanno dichiarato di essere informati sui provvedimenti allo studio dell’esecutivo anche se, ad un’analisi più approfondita, emerge che più di un rispondente su due (54,2%) ha in realtà una conoscenza superficiale e, addirittura, più di 11 milioni di italiani dichiarano di non saperne praticamente nulla.

    I dati dell’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, sono stati resi noti oggi.

    Gli uomini e gli over 45 sono i più informati

    All’esplicita domanda Lei è informato a proposito della manovra finanziaria che sta mettendo a punto il Governo? Il 73,9% degli intervistati ha risposto in maniera affermativa, con percentuali che salgono fino all’81,4% se si isola il solo campione maschile. Leggendo i numeri, si riscontra una maggiore conoscenza della manovra, per lo meno nelle convinzioni dell’intervistato, fra gli italiani con età compresa fra i 55 ed i 74 anni (79,3%) e, soprattutto, fra quelli con un’età compresa tra i 45 ed i 54 anni (80,7%). Se invece si suddivide il campione per area geografica, è il Nord (76% circa la percentuale rilevata) l’area del Paese che dichiara la maggiore conoscenza della manovra.

    Se si osserva l’altra metà del cielo, ovvero chi si dichiara non a conoscenza del provvedimento attualmente al vaglio del governo, a fronte di una media nazionale del 26,1%, si registrano picchi fra il campione femminile (33,3%) e quello dei giovani con età inferiore ai 34 anni (35,7%). Analizzando le conoscenze dichiarate a livello territoriale, invece, emerge che i meno informati sono i residenti al Sud e nelle Isole (28,1%).

    Quanto sono effettivamente informati 

    Se è vero che tanti italiani si dichiarano informati rispetto alla manovra, andando più nel dettaglio emerge che per più di un rispondente su due (54,2%) la conoscenza è in realtà superficiale.

    Nello specifico, il 35,8% conosce solo gli aspetti che lo riguardano più da vicino, mentre il 18,4% dichiara di sapere solo che il Governo sta lavorando al provvedimento, ma di non essere al corrente dei dettagli del documento. Questa percentuale sale al 22,8% fra chi ancora non ha compiuto 35 anni e al 23,2% nel solo campione femminile.

    Tv e web i media più usati per tenersi aggiornati

    Ma come si informano gli italiani su questo tema? Alla domanda, il 70,8% dichiara di farlo tramite le trasmissioni televisive (78,5% nella fascia anagrafica 55-74 anni e addirittura 79,4% fra i residenti al sud e nelle isole), il 66,5% lo fa tramite il web (75,3% fra i 18-34enni e 77,4% fra i residenti al Nord Ovest), mentre al terzo posto si posiziona la stampa cartacea, indicata dal 25,9% dei rispondenti.

    Sono oltre 7,2 milioni gli italiani che utilizzano i social network, canale utilizza in particolare dalla fascia di rispondenti età compresa fra i 18 ed i 34 anni (35,8% contro il 23% rilevato a livello nazionale). Quasi 1 intervistato su 5 (19,4%) si informa attraverso la radio (ma si sale al 22,6% fra gli uomini) mentre il 18,4% lo fa parlando con amici o parenti.  

     

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta il 28 ottobre 2023 attraverso la somministrazione di n.501 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Continua a salire l’Rc Auto: in Lombardia +32% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Lombardia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 32% arrivando, lo scorso mese, a 474,38 euro, vale a dire oltre 115 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Nonostante l’incremento annuale sia stato più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%), la Lombardia risulta essere la terza regione d’Italia dove, a settembre 2023, assicurare un veicolo costava di meno, posizionandosi solo dopo il Friuli-Venezia Giulia (415,92 euro) e il Trentino-Alto Adige (443,88 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1,9 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Lombardia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province lombarde.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Brescia, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 35,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 470,34 euro, seguita da Milano (+33,4%, 493,59 euro) e Monza e Brianza (+33%, 468,92 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Cremona, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 31,3% (474,85 euro), Mantova (+30,7%, 447,05 euro), Varese (+30,6%, 463,72 euro), Lodi (+30,2%, 451,76 euro), Como (+30%, 475,62 euro), Bergamo (+29,7%, 448,58 euro) e Lecco, area che ha segnato, in un anno, un aumento del 29,6% (428,29 euro). Chiudono la classifica Pavia (+27,8%, 481,94 euro) e Sondrio, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 23,6%, arrivando a 442,99 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Milano è risultata essere la provincia più cara della regione, Lecco la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori lombardi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 34,3% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste la garanzia infortuni conducente (18,6%), la tutela legale (15,7%) e la copertura furto e incendio (13,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  1.936.869 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Assicurazione Auto Abruzzo: +28% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Abruzzo per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 28% arrivando, lo scorso mese, a 509,76 euro, vale a dire oltre 110 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione risulta in linea con quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 210.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Abruzzo e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province abruzzesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Chieti, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 487,06 euro. Seguono nella graduatoria L’Aquila (+27,6%, 510,45 euro) e Pescara (+25,9%, 539,32 euro). Chiude la classifica abruzzese Teramo, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 22%, arrivando a 497,02 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Pescara è risultata essere la provincia più cara della regione, Chieti la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori abruzzesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 47,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,7%), la copertura furto e incendio (11,9%) e la tutela legale (9,7%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   211.577 preventivi effettuati in Abruzzo su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Marche: +29,2% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 563,00 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato nelle Marche per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,2% arrivando, lo scorso mese, a 563,00 euro, vale a dire quasi 130 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione risulta leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 280.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nelle Marche e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province marchigiane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Macerata, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 593,11 euro, seguita da Fermo (+32,8%, 544,65 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Pesaro e Urbino (+28,1%, 553,07 euro) ed Ancona (+27,3%, 580,90 euro). Chiude la graduatoria Ascoli Piceno, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 19,6%, arrivando a 487,21 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Macerata è risultata essere la provincia più cara della regione, Ascoli Piceno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori marchigiani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 47,4% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (21,6%), la tutela legale (13,2%) e la copertura furto e incendio (8,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  287.149 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Mutui: con stop Bce aumenti rate si fermano a +294 euro

    La Bce ha deciso di prendersi una pausa dai rialzi, questo significa che l’aumento sulle rate dei mutui variabili italiani dovrebbe fermarsi a +294 euro rispetto a gennaio 2022 (+64%). Il dato arriva dall’analisi di Facile.it e Mutui.it realizzata su un finanziamento medio a tasso variabile sottoscritto a inizio dello scorso anno*.

    Con la fine degli aumenti i mutuatari potranno tirare un parziale sospiro di sollievo, ma la pressione sulle famiglie resta elevata e prima di vedere un calo bisognerà aspettare il 2024. I dati parlano chiaro: analizzando un mutuo medio variabile, la rata mensile è passata da 456 euro di gennaio 2022 ai 750 euro di oggi, in aumento del 64%. Sommando i rincari mensili, l’esborso aggiuntivo per i mutuatari è stato addirittura superiore ai 2.850 euro.

    Le previsioni del mercato: dal 2024 inizia il calo

    Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor a 3 mesi aggiornate al 23 ottobre 2023) bisognerà aspettare il 2024 per vedere i primi segnali di calo.

    Ad ottobre l’indice Euribor a 3 mesi si è mosso intorno al 3,95%: secondo le previsioni, a marzo 2024 dovrebbe scendere a 3,93%, poi arrivare a 3,75% a giugno e 3,35% a dicembre 2024. Se ciò avvenisse, la rata del mutuo medio presa in esame resterebbe uguale a quella di oggi (750 euro) a marzo 2024, per poi scendere a 737 euro a giugno e a 708 euro a dicembre 2024.

    Fisso o variabile, quale scegliere oggi?

    A chi è alle prese con l’acquisto della casa e alla ricerca di un mutuo, quale tasso conviene sottoscrivere? Secondo le simulazioni** di Facile.it, prendendo in considerazione il mutuo standard utilizzato nell’analisi precedente, i migliori tassi fissi (TAN) disponibili oggi online partono dal 3,79%, corrispondenti ad una rata di 651 euro, mentre per un mutuo variabile la migliore offerta parte da un TAN di 4,71% con una rata di 709 euro.

    «Non esiste in assoluto una scelta migliore di un’altra riguardo alla tipologia di tasso e le variabili da tenere in considerazione sono molte e soggettive» spiegano gli esperti di Facile.it. «Per chi non vuole rischiare la soluzione più adatta è il tasso fisso, che ad oggi non solo garantisce la stabilità della rata, ma risulta anche più conveniente rispetto alla cedola di partenza un mutuo variabile. Chi, invece, è più incline al rischio e dispone di una maggiore capacità reddituale potrebbe optare per un tasso variabile; si tratta di fare una piccola scommessa, ovvero che a partire dal nuovo anno le rate comincino a frenare la loro ascesa e poi a inizino scendere. Sul lungo periodo, in effetti, i tassi variabili si sono dimostrati nella maggior parte dei casi più convenienti, ma bisogna avere le spalle larghe per i momenti di difficoltà dei mercati.».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Simulazione effettuata su Facile.it in data 25 ottobre 2023.

  • Sanità: 14 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi nell’ultimo anno

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nell’ultimo anno 1 italiano su 3 (vale a dire quasi 14 milioni di individui) ha rinunciato ad una o più cure mediche, percentuale che arriva addirittura a 37,5% al Sud e nelle Isole. Le ragioni? Fra chi ha scelto di non curarsi, il 64% lo ha fatto a causa dei tempi di attesa troppo lunghi, il 60% per via del costo elevato.

    Tra coloro che hanno rinunciato a esami, visite e operazioni, le frequenze maggiori si sono riscontrate per l’oculistica (36%), la dermatologia (35,6%) e l’odontoiatria (35,5%), ma non manca chi ha scelto di non curarsi anche in aree mediche come la ginecologia (25%) o la cardiologia (26%).

    I tempi di attesa

    Numeri così alti non sorprendono se si considera che, come dimostrato dallo studio, chi nell’ultimo anno si è curato solo attraverso il SSN ha affrontato, in media, liste di attesa di circa 77 giorni, valore influenzato certamente anche dalla scarsità di personale medico nelle strutture pubbliche. Liste d’attesa che tendono ad allungarsi fino a quasi raddoppiare a seconda dell’area geografica e della specializzazione richiesta.

    Proprio a causa dei tempi così dilatati 14 milioni di italiani hanno dichiarato di essersi rivolti ad una struttura privata; chi ha fatto questa scelta si è dovuto confrontare, in media, con liste di attesa non di 77 giorni bensì di circa 15 giorni.

    I costi

    Come detto, molti italiani (circa 8,3 milioni) hanno rinunciato nell’ultimo anno a una o più cure mediche per ragioni economiche, un dato che non sorprende analizzando i costi della sanità privata messi in luce dall’indagine; chi si è curato in una struttura a pagamento ha detto di aver speso, in media, 335 euro per ciascun approfondimento specialistico (valore che arriva a sfiorare i 400 euro nelle regioni del Centro Italia) e che va moltiplicato per il numero dei componenti della famiglia che hanno dovuto fare ricorso a una o più spese mediche.

    Gli importi medi pagati dai pazienti sono stati sensibilmente diversi anche a seconda dell’area specialistica: si va dai 117 euro per gli esami del sangue ai 144 euro per la ginecologia; dai 210 euro per la dermatologia ai 610 euro per la chirurgia generale e 716 euro per l’odontoiatria.

    Per far fronte a questi costi il 77% degli intervistati ha utilizzato i propri risparmi e appena il 20% ha potuto usufruire di un’assicurazione sanitaria; se si continuano a leggere i risultati dell’analisi, si scopre che il 15% del campione ha dovuto chiedere un sostegno economico ai familiari e il 5% si è rivolto ad una banca o una società finanziaria.

    «Anche se in Italia possiamo contare su un sistema sanitario nazionale gratuito, avere un’assicurazione salute può essere uno strumento di grande utilità soprattutto perché, come evidenziato anche dall’indagine, per ottenere cure in tempi brevi spesso si è costretti a rivolgersi a strutture private», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Il consiglio, quando si è alle prese con la scelta di questo tipo di assicurazione, è di verificare i fascicoli informativi e valutare con attenzione le prestazioni sanitarie garantite e quelle escluse, tenendo in considerazione, ad esempio, che le patologie preesistenti al momento della sottoscrizione normalmente non sono coperte dalla polizza».

    Cambiare regione per curarsi

    L’indagine ha messo in luce anche un altro fenomeno; nell’ultimo anno oltre 2,4 milioni di persone hanno dovuto cambiare regione per sottoporsi a esami, visite o interventi.

    Sebbene il fenomeno sia stato rilevato in tutto il Paese, sono le aree del Centro Italia quelle dove la percentuale di chi ha cambiato regione per curarsi è più alta (11,5% rispetto al 7,4% rilevato a livello nazionale). Le regioni verso cui ci si è spostati con più frequenza per ricevere cure sono il Lazio (27%), la Lombardia (19%), l’Emilia-Romagna (15%) e il Veneto (11%).

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

  • Assicurazione Auto: in Liguria +32,9% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Liguria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 32,9% arrivando, lo scorso mese, a 614,83 euro, vale a dire quasi 150 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il quinto più elevato d’Italia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 240.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Liguria e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province liguri.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da La Spezia, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 35,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 622,91 euro, seguita da Imperia (+35%, 532,21 euro) e Genova (+34,8%, 665,56 euro). Chiude la graduatoria regionale Savona, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 18,1%, arrivando a 473,27 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Genova è risultata essere la provincia più cara della regione, Savona la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori liguri emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 46,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la tutela legale (18,1%), la garanzia infortuni conducente (16,2%) e la copertura furto e incendio (9,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 240.468 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto Campania: +21,4% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 1.062,49 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Campania per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 21,4% arrivando, lo scorso mese, a 1.062,49 euro, vale a dire oltre 180 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia il secondo più basso registrato in Italia, la regione risulta essere ancora una volta l’area della Penisola con il premio medio più elevato; dati alla mano, a settembre 2023, per assicurare una vettura in Campania occorreva il 73% in più di quanto rilevato a livello nazionale.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Campania e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province campane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Benevento, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 28% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 721,18 euro. Seguono nella graduatoria Salerno (+22,2%, 802,64 euro), Avellino (+21,8%, 721,97 euro) e Napoli (+21,6%, 1.107,22 euro). Chiude la classifica Caserta, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 18% arrivando a 998,74 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Napoli è risultata essere la provincia più cara della regione, Benevento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori campani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 70,5% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la tutela legale (14,6%) e la garanzia infortuni conducente (11,5%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.119.512 preventivi effettuati in Campania su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Trentino-Alto Adige: +24,9% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 443,88 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Trentino-Alto Adige per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 24,9% arrivando, lo scorso mese, a 443,88 euro, vale a dire quasi 90 euro in più rispetto a settembre 2022.

    La buna notizia è che non solo il Trentino-Alto Adige è risultata essere la terza area d’Italia con l’incremento annuale minore, ma anche la seconda regione con le tariffe medie più basse, posizionandosi solo dopo il Friuli-Venezia Giulia (415,92 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 70.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Trentino-Alto Adige e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province del Trentino-Alto Adige.

    L’area che ha registrato l’incremento maggiore è Trento, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 25,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 440,80 euro, seguita da Bolzano (+24,5%, 448,24 euro).

    In valori assoluti, a settembre 2023, Bolzano è risultata essere la provincia più cara della regione, Trento la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori del Trentino-Alto Adige emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 39,8% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste la garanzia infortuni conducente (20,1%), la tutela legale (16,7%) e la copertura furto e incendio (10,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 78.392 preventivi effettuati in Trentino-Alto Adige su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Immagine © Pixavril

  • Continua la corsa dell’Rc Auto: nel Lazio +36% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato nel Lazio per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 36% arrivando, lo scorso mese, a 639,91 euro, vale a dire quasi 170 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Non solo il Lazio è risultato essere la seconda area d’Italia che ha registrato l’incremento annuale maggiore, ma anche la quinta regione con le tariffe medie più elevate, posizionandosi dopo la Campania (1.062,49 euro), la Calabria (673,07 euro), la Puglia (665,36 euro) e la Toscana (651,84 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 2 milioni di preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province laziali.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Rieti, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 38,4% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 660,57 euro, seguita da Roma (+36,6%, 646,83 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Frosinone (+33,1%, 536,14 euro) e Latina (+31,4%, 672,87 euro). Chiude la graduatoria regionale Viterbo, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 29,2%, arrivando a 482,17 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Latina è risultata essere la provincia più cara della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori laziali emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 45,2% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,6%), la tutela legale (13,2%) e la copertura furto e incendio (12,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 2.026.758 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Immagine © Pixavril

  • Rc Auto: in Umbria +37,9% in un anno

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Umbria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 37,9% arrivando, lo scorso mese, a 570,69 euro, vale a dire quasi 160 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale registrato nella regione non solo è più alto della media nazionale (+27,9%), ma è anche il più elevato di tutta Italia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 100.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Umbria raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato entrambe le province umbre.

    L’area che ha registrato l’incremento maggiore è Terni, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 42,9% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 593,18 euro, seguita da Perugia (+35,4%, 559,71 euro).

    In valori assoluti, a settembre 2023, Terni è risultata essere la provincia più cara della regione, Perugia la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori umbri emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 50,5% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a gran distanza, la garanzia infortuni conducente (20,9%), la tutela legale (12,8%) e la copertura furto e incendio (8,1%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  106.648 preventivi effettuati in Umbria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Sardegna: +34,4% in soli 12 mesi; lo scorso mese premio medio di 539,35 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Sardegna per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 34,4% arrivando, lo scorso mese, a 539,35 euro, vale a dire oltre 135 euro in più rispetto a settembre 2022.

    La regione ha registrato il terzo incremento annuale più alto d’Italia, posizionandosi solo dopo l’Umbria (+37,9%) e il Lazio (+36%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sardegna e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province sarde.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Sassari, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 530,87 euro. Seguono nella graduatoria, a pari merito, Nuoro e Sud Sardegna, entrambe aree che hanno segnato una crescita del 36%, arrivando – rispettivamente – a 537,59 euro e 531,30 euro, e Cagliari (+32,9%, 561,69 euro). Chiude la classifica regionale Oristano, che in appena 12 mesi ha registrato un rialzo del 25,6%, arrivando a 450,00 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Cagliari è risultata essere la provincia più cara della regione, Oristano la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori sardi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 45,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (24,1%), la tutela legale (11,1%) e la copertura furto e incendio (9,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 325.435 preventivi effettuati in Sardegna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto Sicilia: +29,6% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 617,24 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,6% arrivando, lo scorso mese, a 617,24 euro, vale a dire oltre 140 euro in più rispetto a settembre 2022.

    L’incremento annuale è risultato essere leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province siciliane.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Caltanissetta, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 623,70 euro, seguita da Ragusa (+34,3%, 592,36 euro) e Catania (+32%, 642,60 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Siracusa, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 30,2% (557,08 euro), Palermo (+29,7%, 662,35 euro), Enna (+28%, 447,27 euro) ed Agrigento (+25,8%, 518,59 euro).

    Chiudono la classifica Trapani (+23,4%, 545,24 euro) e Messina, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 22%, arrivando a 652,97 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 57,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (18,8%), la tutela legale (11,6%) e la copertura furto e incendio (7,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   1.002.252 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Puglia: +25,2% in soli 12 mesi

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Puglia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 25,2% arrivando, lo scorso mese, a 665,36 euro, vale a dire oltre 130 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia tra i più basi registrati in Italia, la regione risulta essere la terza area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi dopo la Campania (1.062,49 euro) e la Calabria (673,07 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 300.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Puglia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province pugliesi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Lecce, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 29,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 555,13 euro. Seguono nella graduatoria Brindisi (+28,3%, 661,27 euro) e Taranto (+28,1%, 678,34 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Barletta-Andria-Trani (+24,8%, 711,65 euro) e Bari (+21,9%, 662,72 euro). Chiude la graduatoria Foggia, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 20,4%, arrivando a 863,31 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Foggia è risultata essere la provincia più cara della regione, Lecce la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori pugliesi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 63,9% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (21%) e la tutela legale (9,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  370.406 preventivi effettuati in Puglia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto Calabria: +18,5% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 673,07 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it* –  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Calabria per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 18,5% arrivando, lo scorso mese, a 673,07 euro, vale a dire oltre 100 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Sebbene l’incremento annuale sia il più basso registrato in Italia, la regione risulta essere la seconda area della Penisola con il premio medio più elevato, posizionandosi solo dopo la Campania (1.062,49 euro).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di quasi 200.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Calabria e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    L’andamento provinciale

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province calabresi.

    La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Cosenza, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 25,1% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 602,25 euro, seguita da Reggio Calabria (+19,7%, 704,34 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Catanzaro (+16,3%, 626,50 euro) e Vibo Valentia (+15,6%, 722,72 euro). Chiude la graduatoria Crotone, che in appena 12 mesi ha segnato un rialzo del 12,6%, arrivando a 822,33 euro.

    In valori assoluti, a settembre 2023, Crotone è risultata essere la provincia più cara della regione, Cosenza la più economica.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori calabresi emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 55% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20%), la copertura furto e incendio (8,7%) e la tutela legale (8,3%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 199.327 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Rc Auto: +27,9% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 614,39 euro

    La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo l’Osservatorio di Facile.it* – in soli 12 mesi il premio medio pagato dagli automobilisti italiani per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 27,9% arrivando, lo scorso mese, a 614,39 euro, vale a dire oltre 130 euro in più rispetto a settembre 2022.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 11 milioni di preventivi e relative quotazioni raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

    «È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale – caratterizzato da continui incrementi – confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

    Aumenti a doppia cifra in tutta Italia

    Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutta la Penisola, seppur con delle differenze.

    La classifica delle regioni che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata dall’Umbria, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,9% rispetto all’anno precedente. Seguono il Lazio, che ha segnato un aumento dei premi medi pari al 36%, e la Sardegna (+34,4%).

    Campania sempre la più cara, FVG la più economica

    Guardando ai valori assoluti non stupisce notare come la Campania si confermi essere ancora una volta la maglia nera d’Italia, dal momento che, a settembre 2023, per assicurare un’auto nella regione occorrevano, in media, 1.062,49 euro, vale a dire il 73% in più rispetto alla media nazionale. Seppur a gran distanza, seguono sul podio delle aree più costose del Belpaese, la Calabria, con un premio medio di 673,07 euro, e la Puglia (665,36 euro).

    Sul versante opposto della classifica, invece, si posiziona il Friuli-Venezia Giulia, che – anche quest’anno – guadagna il primato di regione meno cara della Penisola sul fronte Rc auto; qui, lo scorso mese, occorrevano mediamente 415,92 euro per assicurare il proprio veicolo a quattro ruote. Seguono il Trentino-Alto Adige, con una tariffa media pari a 443,88 euro, e la Lombardia, dove il premio medio rilevato lo scorso mese era pari a 474,38 euro.

    Garanzie accessorie

    Tra le garanzie accessorie sottoscritte dagli guidatori italiani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata ancora una volta l’assistenza stradale, selezionata dal 43,6% degli automobilisti.

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (19,2%), la tutela legale (14,8%) e la copertura furto e incendio (10,6%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  11.378.068 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Facile.it torna in TV con un nuovo spot della campagna La vita è complicata

    Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, prosegue con la campagna televisiva dal titolo La vita è complicata tornando sul piccolo schermo con una nuova creatività; ad essere protagonisti sono – ancora una volta – i prodotti Rc Auto. Lo spot, in onda da domenica 1 ottobre, è firmato dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli con la regia di Matteo Sironi e si avvale della produzione di The Bigmama.

    La scena principale si svolge in macchina dove il protagonista, al volante, è concentrato nel seguire le indicazioni date dal navigatore del suo smartphone. Quando la voce dice che la destinazione è sulla sinistra, l’uomo si accorge che, nel punto d’arrivo indicato, c’è una mucca. A questo punto il navigatore inizia a ricalcolare il percorso, senza dare una soluzione reale; il protagonista scende dall’auto un po’ spazientito e scoraggiato, realizzando di essere disperso nella natura.

    È la voce fuori campo che commenta questa situazione e sottolinea come, sebbene nella vita quotidiana possano esserci circostanze complesse ed imprevedibili, almeno per alcune esistono soluzioni per “farla facile”: la vita a volte è complicata. Almeno per l’assicurazione auto, falla Facile.

    A questo punto l’inquadratura torna sul protagonista che, navigando con il suo cellulare sul sito di Facile.it, sorride, mostrandosi contento e soddisfatto dei vantaggi e del risparmio garantiti dal comparatore.

    Ecco che l’assicurazione auto diventa un elemento di cui non ci si deve preoccupare e, se non ci si sente a proprio agio con l’acquisto online o se dovessero esserci dubbi o domande, c’è sempre la possibilità di recarsi in uno dei negozi fisici o di parlare con un consulente telefonico per ricevere assistenza.

    «Il nuovo spot», ha dichiarato Marco Giorgi, CMO di Facile.it, «si inserisce all’interno della serie di creatività in cui vogliamo sottolineare come il nostro servizio sia semplice e intuitivo se contrapposto a situazioni un po’ più complicate della quotidianità di tutti noi. Come nelle precedenti creatività, inoltre, abbiamo voluto marcare l’importanza della multicanalità: oltre al sito internet, è possibile rivolgersi ad esperti, sia telefonicamente che in uno dei circa 50 Facile.it Store, così da farsi aiutare nella ricerca delle offerte più adatte alle proprie necessità.».

    Lo spot sarà in programmazione contemporaneamente con due formati, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Sky, Discovery e La7 e sui principali canali web, a cominciare da YouTube, TikTok, Instagram e Facebook. La pianificazione media TV è curata da Heart & Science, sigla del gruppo OMG.

    Ad accompagnare la narrazione è, anche questa volta, il brano “Whatever you want” degli Status Quo. La regia è di Matteo Sironi e hanno collaborato alla realizzazione della campagna televisiva il direttore della fotografia Paolo Caimi e il direttore creativo Dario Primache.

    La creatività è visionabile al link: https://youtu.be/VLsEdvbf9F4

    Scheda tecnica:

    Agenzia di Comunicazione: Nadler Larimer & Martinelli

    Regista: Matteo Sironi
    DOP: Paolo Caimi
    CDP: The Bigmama

    Set Designer: Andrea Serafino
    Post Produzione audio: Top Digital

    Color grading: Claudio Beltrami
    Direttore Creativo: Dario Primache

  • Cara Italia: rapporto autunno 2023

    É tempo di bilanci per molte famiglie italiane, già oggi costrette a fare i conti soprattutto in previsione di un autunno che si preannuncia “caldo” dal punto di vista dei prezzi. Facile.it e Consumerismo No profit hanno analizzato le principali voci di spesa familiare per capire quali siano quelle cresciute di più nell’ultimo anno e quali quelle che potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Dai mutui ai prestiti, dalle bollette alla benzina, l’assicurazione auto, il carrello della spesa, l’ortofrutta, i trasporti e il turismo, ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    Nell’ultimo anno il prezzo delle polizze auto e moto è aumentato; secondo l’analisi* di Facile.it, ad agosto 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 591,10 euro, vale a dire il 26% in più rispetto al 2022, quando il premio medio era pari a 469,10 euro.

    È andata addirittura peggio per chi si sposta sulle due ruote; ad agosto 2023 il prezzo medio quotato online per una polizza moto è arrivato a 502,07 euro, vale a dire 148 euro in più rispetto allo stesso mese del 2022 (+41%).

    Benzina e diesel

    Oltre all’Rc, a pesare sulle tasche di automobilisti e motociclisti c’è il capitolo carburante. Se a luglio 2023 gli italiani si sono parzialmente salvati, con prezzi sì in aumento, ma comunque inferiori rispetto allo scorso anno, la vera stangata è arrivata ad agosto e, soprattutto, a settembre.

    Guardando al prezzo medio rilevato alla pompa* nella settimana dal 18 al 24 settembre emerge che per fare il pieno, in media, è costato il 21% in più rispetto all’anno prima per un’auto a benzina, il 10% in più per una a diesel.

    Luce e gas

    Lo scorso anno i prezzi di luce e gas hanno raggiunto il picco durante il periodo estivo, pertanto guardando alle tariffe in vigore ad agosto 2023 nel mercato tutelato per una famiglia tipo* il prezzo sembra tutto sommato basso; -43% per l’energia elettrica e –26,8% per il gas. Ma si tratta, come detto, di un’illusione ottica dovuta ai valori straordinari raggiunti dodici mesi fa; purtroppo, le bollette oggi sono ancora salate, decisamente più alte rispetto a quelle che pagavamo prima dello scoppio di pandemia e guerra.

    Ad agosto 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso per la bolletta elettrica 54 euro, il 18% in più rispetto al 2019, mentre per il gas ha pagato 106 euro, il 27% in più rispetto a ad agosto 2019. I prezzi, peraltro, potrebbero salire ulteriormente nell’ultimo trimestre del 2023, quando aumenteranno i consumi energetici; lo scorso mese la tariffa del gas nel mercato tutelato è cresciuta del 2,3%. Non un buon segnale in vista dei mesi più freddi dell’anno.

    Mutui

    Le rate dei mutui, come noto, sono una delle voci di spesa cresciute maggiormente nell’ultimo anno; se chi ha già stipulato un finanziamento a tasso fisso prima dell’aumento degli indici può stare tranquillo, lo stesso non si può dire per chi ha un mutuo variabile o chi ha intenzione di acquistare casa nei prossimi mesi.

    Secondo l’analisi di Facile.it, un finanziamento medio* a tasso variabile sottoscritto all’inizio dello scorso anno, ha visto crescere la rata dai 515 euro di settembre 2022 ai 740 euro di settembre 2023, con un aggravio di 225 euro (+44%). La buona notizia è che gli aumenti potrebbero essere vicini alla fine; il picco è previsto entro dicembre, da lì in poi gli indici dovrebbero stabilizzarsi per poi, molto gradualmente, tornare a scendere. Sarà una discesa lenta, ma pur sempre discesa.

    Prestiti

    Anche il mondo del credito al consumo ha risentito dell’aumento generale del costo del denaro, che si è tradotto in un incremento dei tassi di interesse proposti alla clientela. Guardando alle richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it, per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni, il tasso (Tan) medio è passato da 7,96% di settembre 2022 a 9,51% di settembre 2023, con un aumento del 19%.

    In termini di rata, si tratta di circa 7 euro in più al mese che, calcolati su tutta la durata del finanziamento, si traducono in un aggravio di circa 420 euro.

    Carrello della spesa  

    Il “carrello della spesa” è il contenitore dei maggiori aumenti negli ultimi due trimestri, soprattutto per un insieme di motivazioni che vanno dalla crisi climatica a quella energetica, oltre agli effetti che l’inflazione sta facendo sentire su tutte le filiere. Quali sono i prodotti che hanno subito più aumenti nel 2023 all’interno del cosiddetto paniere essenziale, che si compone di beni primari ed irrinunciabili per le famiglie? Estrapolando i dati ufficiali di settembre e confrontando il paniere di alcuni tra i principali prodotti di largo consumo quali zucchero (1kg), olio d’oliva (800ml), patate (1kg), pomodori (1kg), riso (500gr), latte conservato (1lt), alimenti per bambini (confezione omogenizzato 1kg) e pane confezionato(1kg), si riscontra un aumento del 24,5%.

    Secondo Consumerismo No Profit, considerando che la spesa media settimanale per un nucleo di 4 persone si aggira intorno a 120 euro, significa che per riempire il carrello dei beni essenziali di prima necessità occorrerà spendere circa 480 euro al mese, pari a 5.760 euro l’anno, con un aggravio di oltre 1.100 euro rispetto al 2022.

    Ortofrutta

    Sebbene parte integrante del “carrello della spesa”, merita un discorso a parte l’ortofrutta, i cui prezzi sono in costante aumento, con rincari a doppia cifra legati a più fattori ed in particolar modo all’inflazione climatica, ovvero quel fenomeno tale per cui gli eventi climatici estremi (come quelli avvenuti in primavera e ad inizio estate) hanno conseguenze negative sui prezzi dei prodotti anche a molti mesi di distanza.

    Su base cumulata, da inizio anno ad agosto, nel nostro Paese sono stati acquistati poco più di 2 milioni di tonnellate di frutta e verdura e, guardando ai soli primi cinque mesi del 2023, a causa degli aumenti si registra un ammanco dell’8% pari a 169 mila tonnellate: questo sta ad indicare che gli italiani rinunciano sempre più a frutta e verdura a causa degli aumenti che si percepiscono quasi istantaneamente ogni volta che si va a fare la spesa.

    Mediamente l’ortofrutta ha subìto aumenti del 20%, ma alcuni prodotti risultano essere particolarmente più cari. Tra questi vediamo pere, susine, pesche, mele, cipolle, patate, carote, zucche e radicchio; paradossalmente sembrerebbe che anche la vecchia e sana zuppa di patate e cipolle sia diventata un bene “quasi di lusso” per gli italiani.

    Per la sola Ortofrutta gli italiani dovranno mettere in conto un aggravio di circa 8 euro al mese (su una spesa media di 40 euro a settimana), per un totale di 96 euro in più all’anno.

    Trasporti e turismo in Italia più cari

    Spostarsi e villeggiare nel nostro Paese è diventato economicamente più difficile visto che, come già messo in luce nel report “Cara Italia” del periodo estivo, anche in autunno si confermano tutti gli andamenti in rialzo.

    A causa dell’aumento dell’inflazione, del costo del carburante e delle materie energetiche, tutto il settore ha adeguato i prezzi arrivando ad un aumento medio del 9,4%. Simulando un weekend per due in una città d’arte italiana si arrivano a spendere anche 700 euro.

    In particolare, per un fine settimana a Roma, Firenze, Venezia, Milano o Torino, se sommiamo alloggio (B&B), viaggio (Treno alta Velocità) e vitto (pranzo e cena in osteria), la spesa si aggira intorno ai 370 euro a persona, ben 740 euro per una coppia senza figli. Con un incremento che può arrivare fino al 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto a causa degli aumenti nel costo degli alloggi e della ristorazione.

     

    *Nota metodologica:

     

    Assicurazione auto e moto: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto e moto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 14.285.518 preventivi auto (su 3.494.976) effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 agosto 2022 e il 31 agosto 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina

     

    Elettricità e gas: analisi fatta sui consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia, 1.400 smc per il gas) tenendo in considerazione le tariffe del mercato tutelato

     

    Mutui: simulazione realizzata su un mutuo tipo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

     

    Benzina e diesel: media settimanale dei prezzi nazionali della benzina fonte Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica

  • Animali e caro vita: 600 euro all’anno per un cane, 390 per un gatto

    Il caro vita colpisce anche gli animali domestici tanto che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different* – considerando tutte le spese (dal cibo al veterinario fino alle assicurazioni e agli accessori) – ogni anno per mantenere un cane servono in media quasi 600 euro; poco meno di 390 euro, invece, per un gatto.

    Se si considera poi che in Italia una famiglia possiede, in media, due animali emerge come il mantenimento dei Pet sia una spesa importante all’interno del budget dei nostri connazionali; si va dai 780 euro ai 1.200 euro in base alla tipologia di amico a quattro zampe posseduto.

    Ma quali sono le voci di spesa legate a Micio e Fido che sono cresciute di più nell’ultimo anno? E quanto costa oggi assicurare l’animale con una polizza specifica? Ecco cosa è emerso dall’analisi del comparatore.

    Rincari nel mantenimento

    Più della metà (59%) di chi possiede un cane o un gatto, vale a dire oltre 11 milioni di individui, ha ammesso di aver riscontrato – nell’ultimo anno – rincari nei costi di mantenimento dell’animale. A registrare gli incrementi maggiori, secondo i padroni che hanno dovuto far fronte ad incrementi per almeno un amico a quattro zampe, è stata la spesa destinata al cibo; quasi 9 proprietari su 10 (89%) hanno dichiarato che il prezzo degli alimenti è quello aumentato di più, seguito dai costi del veterinario, rincarati per più delle metà degli intervistati (51%).

    Guardando nel dettaglio alla tipologia di animale posseduto, la spesa è percepita più gravemente tra i proprietari di Micio tanto che quasi 2 su 3 (64% vs 58% tra chi possiede Fido) hanno dichiarato di aver dovuto far fronte a rincari. Il 91% di chi ha fronteggiato rialzi per almeno un amico felino si è lamentato soprattutto dell’aumento del cibo (vs 86% possessori di cani), mentre tra chi possiede un cane l’incremento maggiore è stato individuato nelle spese veterinarie (55% vs 49% per i proprietari di un gatto).

    Assicurazioni a misura di Pet

    Se per i rincari delle spese alimentari non si può fare molto, è bene sapere che i costi di quelle veterinarie possono essere alleggeriti grazie alla sottoscrizione di una polizza specifica per gli amici a quattro zampe. Ma quanto costano queste coperture? Sebbene i prodotti sul mercato siano molto diversificati in base alle garanzie comprese, secondo le simulazioni di Facile.it, è possibile trovare oggi assicurazioni per animali domestici che includono la responsabilità civile, il rimborso delle spese veterinarie e la tutela legale con tariffe che partono da circa di 10 euro al mese per un’offerta base e che possono arrivare fino a quasi 20 euro per una copertura con massimali più elevati.

    Guardando ai numeri emerge come i costi per le polizze siano contenuti in relazione ai benefici offerti in caso di imprevisti. Nonostante questo, però, sono ancora tanti coloro che non pensano a tutelare i loro amici animali con un’assicurazione: su un totale di oltre 18,8 milioni di italiani che possiedono uno o più animali domestici – secondo i dati emersi dall’indagine – solo il 29% dei proprietari, vale a dire quasi 5,5 milioni di individui, ha sottoscritto una copertura assicurativa. Sebbene il dato risulti in crescita rispetto alla rilevazione dello scorso anno (20,4%), è comunque ancora troppo basso; la percentuale sale nel caso di Fido, raggiungendo il 36%, mentre scende addirittura al 17% per Micio.

    Il dato preoccupante è scoprire come il 7% di chi possiede un animale, ossia 1,3 milioni di italiani, non sia neanche a conoscenza dell’esistenza di polizze specifiche per i Pet; incoraggiante, invece, come il 14% abbia dichiarato di non averla in questo momento ma di essere intenzionato a stipularne una nel prossimo futuro.

    «L’assicurazione tutela non solo i nostri animali fornendo l’accesso alle spese veterinarie», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it «bensì offre una copertura anche in caso di danni a cose o persone causati dai nostri amici a quattro zampe, per i quali il proprietario è civilmente responsabile. Le offerte sul mercato sono tante e diverse, il consiglio quindi è sempre quello – prima di sottoscrivere una polizza – di leggere con attenzione i fascicoli informativi per verificare le garanzie effettivamente comprese, i massimali e le esclusioni».

    * Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 5/13 giugno 2023.

  • Mutui: 210.000 under 36 rinuncerebbero alla casa senza Fondo garanzia

    A ore dovrebbe essere prorogato il Fondo di garanzia mutui per la prima casa, misura importantissima visto che, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, sono oltre 210.000 i giovani con meno di 36 anni attualmente in cerca di un immobile che hanno dichiarato di dover rinunciare all’acquisto qualora l’agevolazione non venisse rinnovata.

    In tanti anche i ragazzi che, pur di non cancellare il proprio progetto di indipendenza, sarebbero costretti a rivedere i piani orientandosi verso un’abitazione più piccola (29%) o verso un’area meno attraente (19%). Circa 100.000 quelli addirittura costretti a richiedere l’intervento dei genitori.

    «Il mancato rinnovo del Fondo prima casa con garanzia all’80% sarebbe un ulteriore ostacolo per i ragazzi che vogliono comprare l’abitazione e che già oggi devono fare i conti con un mercato dei mutui caratterizzato dal generale aumento dei tassi di interesse, elemento che spesso complica l’accesso al credito proprio da parte dei più giovani» spiegano gli esperti di Facile.it. «È positivo che il Governo stia valutando di prolungare la misura, nella speranza che questa possa essere confermata per un lungo periodo di tempo, così da dare ai ragazzi la possibilità di pianificare con la dovuta calma un passo importante come quello di acquistare la prima casa.».

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – Norstat svolta tra il 22 e il 23 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

     

  • Bollette gas: aumenti fino a 205 euro se tornassero oneri e Iva

    A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas e l’Iva agevolata al 5%; secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà le due misure, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare fino a 205 euro su base annua, con un rincaro fino al 16%.

    Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le tariffe in vigore nel mercato tutelato a settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, questa voce di spesa era pari, su una bolletta tipo, a 5,6 centesimi per smc.

    Se gli oneri tornassero nella stessa misura di allora, l’aumento per una famiglia tipo sarebbe di 41 euro su base annua, con un incremento di circa il 3% rispetto ad oggi. Se, oltre agli oneri, anche l’Iva tornasse alla sua aliquota originale, vale a dire 10% per consumi fino a 480 smc e 22% per quelli superiori, l’aggravio complessivo sarebbe di 205 euro su base annua. La stima sull’Iva è basata sul PUN rilevato ad agosto 2023; qualora questo dovesse crescere, il peso in valori assoluti dell’imposta sarebbe superiore.

    «Oggi il prezzo del gas è nettamente inferiore rispetto al 2022, ma le bollette rimangono comunque elevate se paragonate a quelle degli anni precedenti; la fine delle misure introdotte dal Governo andrà certamente a pesare sulle tasche di molte famiglie italiane», spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it. «Il consiglio per i consumatori è, come sempre, di fare attenzione agli sprechi e di ridurre, laddove possibile, i consumi, anche in vista della stagione invernale quando i prezzi del gas potrebbero tornare ad aumentare. Fondamentale, inoltre, scegliere con attenzione il proprio fornitore, soprattutto per chi è ancora nel mercato tutelato; la fine del regime di tutela si avvicina e, salvo ulteriori rinvii, è prevista per gennaio 2024;  il suggerimento per chi ancora non l’ha fatto è di muoversi per tempo nella scelta del nuovo contratto».

     

    * Stima su una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato, consumi 1.400 smc, tariffa aggiornata ad agosto 2023 , ambito tariffario Nord orientale.

  • Mutui: possibili rincari fino a 303 euro se la Bce aumenterà i tassi

    Come si comporterà la Bce durante la riunione del 14 settembre? Gli esperti di Facile.it e Mutui.it hanno analizzato i due scenari ritenuti più probabili; da un lato l’ipotesi che la Banca Centrale Europea si prenda una pausa dagli aumenti, che si tradurrebbe in uno stop al rialzo delle rate dei mutui variabili; dall’altro l’ipotesi di un ulteriore incremento di 25 punti base, che porterebbe la rata di un mutuo medio a tasso variabile* a sfiorare i 760 euro, vale a dire il 66% in più rispetto all’inizio del 2022.

    L’attesa cresce se si considera che anche secondo i Futures sugli Euribor – che rappresentano le aspettative di mercato – il picco è ormai alle porte: sebbene previsto per dicembre, il punto massimo dell’indice in questione è dato a 3,90% ma oggi è già a 3,80%. La distanza, quindi, sarebbe inferiore all’ipotetico aumento di 25 punti base da parte della Bce. Da gennaio in poi, l’indice dovrebbe seppur molto gradualmente tornare a calare.

    Le simulazioni

    Per l’analisi, Facile.it e Mutui.it hanno preso come riferimento un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022 e hanno esaminato come sono cresciute le rate da inizio dello scorso anno ad oggi e come potrebbero variare nuovamente nei prossimi mesi.

    Il tasso (TAN) di partenza di gennaio 2022 era pari allo 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Banca Centrale Europea per combattere l’inflazione, il tasso del mutuo preso in esame è salito di molto, arrivando a toccare a settembre 2023 il 5,05%, con una rata di circa 740 euro. Oggi, quindi, il mutuatario si trova a pagare quasi 285 euro in più (+62%) rispetto alla rata iniziale di gennaio 2022.

    Ipotizzando che il 14 settembre la Bce decida di continuare sulla scia delle decisioni prese fino ad ora e annunci un ulteriore incremento dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento analizzato potrebbe arrivare addirittura a 759 euro, con un aggravio di ben 303 euro rispetto a quella iniziale (+66%). Se, invece, la Banca Centrale Europea opterà per uno stop, allora non dovrebbero esserci grosse variazioni sul fronte delle rate, fermo restando che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi Bce, ma non è detto che lo faccia in modo speculare.

    Le previsioni del mercato: picco a dicembre

    Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor aggiornate all’11 settembre 2023), come detto, da qui alla fine dell’anno l’indice Euribor dovrebbe continuare a crescere, anche se in misura minore rispetto al passato tanto che il picco previsto per dicembre 2023, quando raggiungerà il 3,90%, non è di tanto superiore agli attuali valori dell’indice. Se ciò avvenisse, il tasso del mutuo medio preso in esame (Euribor3m+1,25%) arriverebbe al 5,15%, con una rata di circa 748 euro, ovvero oltre 292 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

    C’è però una buona notizia; con l’inizio del nuovo anno la tendenza dovrebbe finalmente invertirsi tanto che, guardando alle quotazioni di giugno 2024, il tasso del mutuo analizzato è previsto cali al 4,92% per poi arrivare addirittura al 4,28% a giugno 2025.

    In scadenza le agevolazioni per gli Under 36

    Ancora nessuna proroga delle condizioni agevolate di garanzia fino all’80% per i mutui prima casa destinati ai giovani, la cui scadenza è prevista per il 30 settembre. Da quando è stata introdotta nel 2021, la misura ha consentito a numerosi Under 36 di accedere a condizioni vantaggiose alla sottoscrizione del mutuo prima casa, tanto che – secondo l’analisi di Facile.it** – se nel primo semestre 2021 i richiedenti con meno di 36 anni rappresentavano il 43,4% delle richieste totali di mutui prima casa, tra gennaio e giugno 2023 questo valore ha raggiunto il 51,3%.

    «Sarebbe auspicabile che il Governo estendesse nuovamente la validità dell’agevolazione a favore dei giovani mutuatari, soprattutto in un contesto economico così delicato, caratterizzato dai rincari e dall’aumento dei tassi», spiegano gli esperti di Facile.it. «A soffrire dell’eventuale scelta di non prorogare l’iniziativa sarebbero proprio i ragazzi, i quali avrebbero – di fatto – meno possibilità di acquistare una casa. La speranza, quindi, è che la misura venga prorogata non solo per la fine del 2023, ma anche nel 2024 e con scadenza non più trimestrale».

    * Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

    ** Analisi realizzata su un campione di oltre 230.000 richieste di mutuo prima casa raccolte da Facile.it nel primo semestre 2021 e 2023.

  • Prestiti studio: erogati 220 milioni di euro nel 2023

    Più di 220 milioni di euro; è questo, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, il valore dei prestiti personali erogati agli italiani nei primi 8 mesi del 2023 per far fronte a spese legate a scuola, università e, più in generale, alla formazione.

    L’analisi, realizzata su un campione di oltre 260mila domande di finanziamento* raccolte online dai due portali, ha messo in luce una doppia tendenza: l’importo medio richiesto, pari a 6.752 euro, è diminuito del 4% rispetto allo scorso anno; di contro, il peso percentuale delle domande di prestiti destinati allo studio è aumentato del 6,2%.

    «Il costo della formazione in Italia può essere elevato e l’aumento dei prezzi dell’ultimo anno di certo non aiuta le famiglie; già a partire dai primi cicli scolastici la spesa può arrivare a centinaia di euro, ma quando si parla di percorsi universitari o post-universitari, i prezzi possono essere ben più elevati», spiega Aligi Scotti, Responsabile BU prestiti di Facile.it «Un prestito personale può rappresentare quindi una soluzione per far pesare il meno possibile questo tipo di spesa sul budget familiare e un modo per continuare ad investire sul proprio futuro senza rinunciare alla formazione».

    Guardando più da vicino agli importi richiesti per finanziamenti destinati alla formazione emerge che quasi un terzo del campione ha puntato ad ottenere meno di 3.000 euro, mentre le domande di taglio medio, tra i 3mila euro e i 5mila euro, sono quelle cresciute maggiormente e hanno raggiunto il 31% del totale (erano il 26% lo scorso anno). In calo, invece, le richieste superiori ai 10.000 euro, diminuite del 10% su base annua.

    Il profilo del richiedente

    Analizzando il profilo di chi ha presentato domanda di prestito personale per sostenere spese legate a scuola e formazione emerge che l’età media dei richiedenti è pari a 35 anni, mentre i giovani under 26 rappresentano il 30% della richiesta, valore in aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto allo scorso anno.

    I prestiti per lo studio si confermano una tipologia di finanziamento particolarmente richiesta non solo dai giovani, ma anche dalle donne; il campione femminile rappresenta il 41% della domanda, valore molto elevato se si considera che, sul totale prestiti, le donne rappresentano meno del 27% delle richieste.

     

    * Analisi realizzata su un campione di oltre 260 mila richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it e Prestit.it da gennaio ad agosto 2022 e 2023.

  • Multe: a Bologna, Modena e Parma i conducenti più multati dell’Emilia-Romagna

    Bolognesi, modenesi e parmigiani sono i guidatori più multati dell’Emilia-Romagna; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia emiliano-romagnole*.

    Bologna, con 43 milioni di euro, è risultato essere il comune emiliano-romagnolo che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Parma (quasi 13 milioni) e Modena (12 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo Forlì, con 2,6 milioni di euro, Piacenza (quasi 3,8 milioni) e Ferrara (4,3 milioni di euro).

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 99 milioni di euro, valore che fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica nazionale.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica dell’Emilia-Romagna cambia leggermente, anche se non per la prima posizione, dove si trovano ancora i guidatori bolognesi; considerando che dai dati ufficiali ACI fanno capo a Bologna oltre 265.000 veicoli tra auto e moto, nel 2022 la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 163 euro, importo che fa guadagnare ai guidatori bolognesi anche un altro triste primato: sono i terzi più multati d’Italia, dopo i milanesi e i fiorentini.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti modenesi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 87 euro, mentre al terzo posto si posizionano – a brevissima distanza – quelli parmigiani, dove la “multa pro capite” è pari a 86 euro.

    Ai piedi del podio si trova Rimini (67 euro), seguita da Piacenza (50 euro) e, a pari merito, da Ravenna e Ferrara (44 euro). A Reggio Emilia automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a 41 euro; chiude la classifica regionale Forlì, con una “multa pro capite” di soli 29 euro.

    Le contravvenzioni per eccesso di velocità

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo emiliano-romagnole quella con i maggiori incassi è, in questo caso, Modena (5,6 milioni di euro nel 2022). Secondo posto per Bologna (quasi 4,3 milioni di euro), mentre al terzo si classifica Ravenna (poco meno di 2 milioni di euro).

    Complessivamente, le città capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna hanno incassato, nel 2022, più di 17 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Multe: a Palermo, Siracusa e Catania i conducenti più multati della Sicilia

    Palermitani, siracusani e catanesi sono i guidatori più multati della Sicilia; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconti dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia siciliane*.

    Palermo, con più di 25,5 milioni di euro, è risultato essere il comune siciliano che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all’accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Catania (5 milioni) e Siracusa (quasi 2,4 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo Enna, con 131mila euro, Agrigento (135mila euro) e Caltanissetta (quasi 368mila euro).

    Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 36 milioni di euro.

    Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica siciliana cambia leggermente, anche se non per la prima posizione, dove si trovano ancora i guidatori palermitani, i qualiin media – nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 49 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale i conducenti siracusani, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 22 euro, mentre al terzo posto si posizionano quelli catanesi, dove la “multa pro capite” è stata pari a 17 euro.

    Ai piedi del podio si trova Trapani (13 euro), seguita da Ragusa (9 euro), e a brevissima distanza, Caltanissetta (8 euro), Messina (7 euro) ed Enna (6 euro). Chiude la classifica regionale Agrigento, che – con una multa pro capite di soli 2,5 euro – è anche penultima a livello nazionale.

    Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità, invece, emerge che tra le città capoluogo liguri quella con i maggiori incassi è, ancora una volta, Palermo (4,1 milioni di euro nel 2022).

    «Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

    * Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

    ** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

  • Età media auto: in aumento del 28% in soli 7 anni

    11 anni e 7 mesi; questa, secondo l’analisi effettuata da Facile.it e Assicurazione.it, l’età media delle auto circolanti sulle strade italiane nel primo semestre 2023, valore in aumento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2016, quando il parco auto italiano aveva – sempre mediamente – un’età di poco superiore ai 9 anni.

    Quali sono le città italiane con i veicoli più vecchi? E l’anzianità di una vettura, oltre ad essere causa probabile di minore sicurezza per i passeggeri e minore sostenibilità ambientale, incide sul premio pagato per l’assicurazione Rc auto? I due comparatori hanno fatto alcuni calcoli, ecco cosa è emerso.

    Cresce l’età media delle auto

    Come detto, dall’analisi – realizzata su un campione di 2.548.401 preventivi raccolti su Facile.it tra il 2016 e il 2023 – è emerso che tra gennaio e giugno 2023 l’età media delle auto italiane era pari a 11 anni e 7 mesi; il valore è in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2022, del 16% sul 2021 e addirittura del 28% se si guarda ai primi sei mesi del 2016. Osservando i dati, quindi, è ben visibile come le vetture che circolano sulle nostre strade siano – di anno in anno – sempre più vecchie e, inevitabilmente, meno sicure e più dispendiose dal punto di vista dei consumi.

    Guardando al parco auto circolante in Italia, quali sono le città con i veicoli più vecchi? E quali, invece, quelle con i più recenti? Secondo l’analisi è Nuoro la provincia della Penisola con le auto più datate; qui, nel primo semestre 2023, l’età media delle vetture era di poco superiore ai 14 anni e 9 mesi, dati alla mano, il 27,6% in più rispetto a quanto rilevato a livello nazionale. Seguono Enna (14 anni e 5 mesi) e Barletta-Andria-Trani, dove – nel periodo analizzato – le auto avevano mediamente appena meno di 14 anni. Chiudono la top five, a brevissima distanza, Agrigento (13 anni e 9 mesi) e Matera (13 anni e 7 mesi).

    Sul versante opposto della graduatoria nazionale, invece, è interessante notare come ai primi posti si posizionino ben cinque province toscane. Prato è risultata essere la zona del Belpaese con la minore età media dell’auto dal momento che, tra gennaio e giugno 2023, i veicoli di questa provincia avevano mediamente poco più di 9 anni e 10 mesi, il 14,7% in meno rispetto a quanto rilevato in Italia. Seguono Massa-Carrara (10 anni e 2 mesi), staccata di un soffio, Pisa (10 anni e 3 mesi), e – a pari merito – Firenze e Livorno, province dove nei primi sei mesi dell’anno l’età media dei veicoli a quattro ruote era di quasi 10 anni e 5 mesi. La prima città non toscana che compare in classifica è Milano, con un valore medio di poco inferiore ai 10 anni e 6 mesi.

    Rc auto

    Esiste una relazione tra costo della polizza Rc auto ed anzianità della vettura? La risposta è sì. I due comparatori hanno preso in considerazione il profilo di un assicurato* e hanno calcolato – a parità di condizioni – quanto varia il premio medio pagato con l’anzianità del veicolo.

    In base al campione esaminato, con un’età media di 10 anni la tariffa da sostenere per l’assicurazione è di circa 201 euro, dato che sale a 251 euro se il veicolo ha 11 anni e raggiunge addirittura i 306 euro in corrispondenza di un’anzianità di 14 anni.

    «Esiste una correlazione evidente tra premio pagato per assicurare un veicolo a quattro ruote e l’età stessa del veicolo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Più la vettura è datata e più sarà alta la tariffa Rc auto da sostenere. Fare i conti con il proprio portafoglio, al momento dell’acquisto di un’auto, non è mai semplice. È importante tuttavia considerare che possedere e guidare un mezzo vecchio, oltre ad essere meno sicuro e maggiormente dispendioso dal punto di vista dei consumi, può comportare maggiori costi se si guarda anche alla polizza Rc auto obbligatoria.».

     

    * Simulazione effettuata prendendo a campione un assicurato di sesso maschile, residente in provincia di Roma, di età compresa tra 50 e 60 anni, in prima classe di merito e proprietario di una Fiat Panda.