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  • Alessio Serpetti: la sua suggestiva arte pittorica in mostra online

    L’eclettico artista Alessio Serpetti è presente nelle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini, con un’esposizione dal titolo “Simbolismo visionario” che rispecchi perfettamente l’inclinazione allusiva e metaforica, che ne contraddistingue e ne caratterizza la portata espressiva e definisce il suo particolare linguaggio semantico di intensa pregnanza sostanziale. In mostra stile photogallery sono proposte 20 opere pittoriche, tra le più significative e rappresentative a livello contenutistico e formale, che evidenziano il grande potenziale di risorse di Serpetti e l’efficacia comunicativa delle composizioni, sempre impeccabili ed estremamente raffinate ed eleganti nella loro formulazione e orchestrazione strutturale d’insieme. Si tratta di opere eseguite con radicata dovizia ideativa e progettuale, studiate ad hoc nel minimo dettaglio per garantire una resa di impatto ottimale. Serpetti amante del bello ideale e della bellezza artistica sublime e sublimata, prende spunto di riferimento da evocazioni di tendenza fantasiosa, con rimandi ad un afflato di misticismo, che recupera storia passata e leggenda antica e al contempo le rivisita attualizzandole e ponendo un proprio imprinting identificativo e distintivo subito riconoscibile e molto qualificante. La Dott.ssa Gollini nell’elogiare il talento innato e le capacità creative spiccate ha spiegato: “Ho voluto inserire Alessio, che conosco ormai da parecchi anni e che stimo profondamente anche per il valore umano oltre che artistico, all’interno del circuito selezionato delle mostre online da me curate, perché ritengo che questa piattaforma possa dare supporto funzionale alla promozione mediatica della sua pregevole arte. Le composizioni si presentano come visioni, dove l’adesione al dato reale è liricamente trasfigurata in un flusso simbolico speciale, incalzato dalla magia del disegno e del tratto segnico di notevole caratura e dalle atmosfere rarefatte, ovattate, fuori dal tempo e dallo spazio, rese eteree ed eterne attraverso il contributo degli effetti chiaroscurali di luci e ombre e le tonalità suadenti e soffuse, pacate ed essenziali. I delicati passaggi chiaroscurali contribuiscono in modo decisivo ad alimentare lo scenario rievocativo e la dimensione delicatamente e soavemente sospesa, silente e silenziosa, ma altrettanto ricca di fascino enigmatico e misterioso, che conquista lo spettatore e lo incanta, lo ammalia. La produzione figurativa è parte integrante fondamentale del tessuto narrativo e infonde carica energetica dinamica. I quadri sono armoniose sinfonie poetiche traslate in pittura, pervase da sentimento puro e passione autentica e formano un paesaggio dell’anima coinvolgente e avvolgente”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/simbolismo-visionario/

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  • Alessandro Giordani: emozioni astratte e poesie dell’anima

    L’artista Alessandro Giordani è presente sulla piattaforma web delle mostre curate dalla dottoressa Elena Gollini con una propria corposa esposizione di opere, un circuito selezionato di 20 creazioni di interessante e stimolante proiezione visionaria di matrice astratto-informale. La mostra dal titolo significativo “Alessandro Giordani: astrazione e suggestione visionaria” decanta proprio questa speciale portata emozionale, che le opere suscitano dal primo sguardo, con penetrante e permeante acchito. La dottoressa Gollini ha spiegato il focus della mostra online dichiarando: “Con Alessandro stiamo compiendo un percorso progettuale mirato ad hoc, per dare il giusto e meritato risalto al suo pregevole operato creativo. Nel multiforme mare magnum del panorama attuale, spesso figure valide e meritevoli come Alessandro si perdono e si disperdono, senza avere una ragguardevole considerazione. Attraverso questa mostra, che convoglia e canalizza un gruppo selezionato di opere, vogliamo dare ulteriore spinta di risonanza mediatica e focalizzarci su una serie ben definita di quadri, per dare risalto ad essi scendendo più nel particolare, ma di rimando anche a tutta la vasta e allargata produzione pittorica. Alessandro è artista di buoni propositi, che si distingue da tanti artisti informali allo sbando e allo sbaraglio, per lo studio e la ricerca costante, per la coerenza e la maturità, per la qualità della sua pittura che rinnova e recupera al contempo e sfida la massificazione creativa dilagante, con proposte attinenti e pertinenti ad un percorso motivato e suffragato da una passione viscerale inesauribile. La poesia dell’anima che Alessandro ci offre e ci dona a cuore aperto non banalizza mai e non si concede alla mercé, ma si lascia assaporare appieno da chi usa altrettanta poesia intima per approcciare le opere. Ben lontano dai falsi abbagli e dalle false lusinghe rincorsi spesso dagli artisti contemporanei, Alessandro si edifica un proprio status quo, che infonde una sicurezza e una garanzia di profondità e intensità e pone al centro in primo piano un’estrema purezza di onestà intellettuale”. Nell’assioma “l’arte per l’arte” si può racchiudere il pensiero creativo di Alessandro, che pur restando al passo con i tempi ed essendo di moderne e allargate vedute, si sente comunque saldamente ancorato nel diffondere e perpetrare contenuti pregnanti, rifuggendo da espressioni superficiali per riuscire a trasmettere qualcosa di veramente duraturo e imperituro.

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  • Colore dinamico e suggestione visionaria nella pittura di Roberto Re

    Eclettico e poliedrico fantasista dell’arte, Roberto Re si inventa e si reinventa nella sua ricerca creativa, tracciando e solcando un percorso qualificante e distintivo, che lo colloca a buon conto e a buon diritto nel panorama contemporaneo con esiti e soluzioni di particolare cifra stilistica. Attualmente Re si sta concentrando e focalizzando sullo studio pittorico del colore blu con le sue intrinseche valenze concettuali e simboliche. La dottoressa Elena Gollini nel porre l’accento sulle note avvaloranti della sua poetica espressiva ha affermato: “Roberto è un grande esteta dell’arte, un grande perfezionista, che cerca sempre di raggiungere traguardi di resa impeccabile. Anche in questa fase dedicata e indirizzata ad approfondire il fascino ammaliante del colore blu nella sua variegata componente emozionale, dimostra di essere all’altezza di una proposta artistica di elevato spessore e livello. Roberto procede con enfasi appassionata nel dare vita a combinazioni efficaci, dove il blu regge e governa incontrastato la struttura scenica e viene sorretto e sostenuto da essa in coesa alchimia di fusione e profusione. Roberto sogna e fantastica, pensa e riflette, progetta e realizza sempre con la massima coerenza, con un criterio di scelta ponderato e calcolato con estrema accortezza. Pur lavorando nel comparto dell’informalismo astratto non convenzionale, si lascia guidare da linee basiche e da fondamenti cardine, per non rischiare mai di improvvisare e di agire in modo casuale. Roberto è un portento di idee, di stimoli. È un artista di aperte vedute, che guarda verso un’arte di confronto e una cultura di dialogo. Il colore blu traccia un virtuale ponte di congiunzione tra il mondo circostante, la dimensione del reale e l’orizzonte che si staglia ad infinitum e si proietta verso un altrove ancora sconosciuto. Il blu diventa dunque un medium tra realtà visibile e sfera immaginifica, che lo spettatore può cogliere e carpire dentro l’avvolgente fluire cromatico in incalzante divenire. Il movimento materico nella sua corposa densità amplifica la portata plastica tridimensionale. Le opere diventano una sorta di pitto-sculture consentendo anche un approccio tattile oltre che visivo. Si genera in tal modo una intensa interazione con lo spettatore, che diventa attore e al contempo interprete dell’orchestrazione, nell’esplosione vulcanica delle percezioni sensoriali“.

     

  • Alessandro Giordani: astrazione pittorica e riflessione esistenziale

    “Alessandro Giordani: astrazione e suggestione visionaria” è il titolo, che designa la mostra online presente nella piattaforma web curata dalla dottoressa Elena Gollini, che vede protagonista il pittore Alessandro Giordani con un circuito di 20 opere particolarmente rappresentativo, per scandire e tracciare il suo impegno artistico portato avanti con slancio dinamico. La dottoressa Elena Gollini, che si occupa di curare e promuovere l’immagine mediatica e la visibilità di Giordani ha commentato: “La formula astratta di Alessandro nelle sue esclusive componenti conformanti e performanti viene evidenziata attraverso questa esposizione in rete e si pone come una vetrina molto coinvolgente per il fruitore. Alla perizia strumentale subito riscontrabile, si associa e si accosta l’essenza sostanziale profonda, che integra e completa l’orchestrazione e si traduce in una narrazione di impronta esistenziale. In ogni quadro, si connette e si congiunge la riflessione e il pensiero intimo di Alessandro, che non dissocia e non distacca mai la sfera emotiva ed emozionale dall’ispirazione creativa. Alessandro si guarda dentro e parla in primis con se stesso e a se stesso, per poi esternare e manifestare tramite i quadri quanto il proprio ego intimo gli suggerisce. Per Alessandro fare arte è come scrivere pagine di un diario autobiografico, dove al posto della penna e dei fogli ci sono tele e pennelli e colori. In ogni opera presente in mostra è dunque racchiusa e custodita una piccola-grande verità interiore di Alessandro. Le sue riflessioni creative accomunano le scelte esistenziali e viceversa, con uno scambio e un interscambio di armonica sintonia. Arte e vita diventano due macrocosmi unificati in modo inscindibile, entrambi indispensabili e non divisibili e non separabili. L’arte da sempre come linguaggio universale apre e spalanca orizzonti conoscitivi e cognitivi sorprendenti. Alessandro si affida totalmente a questo potere sovrano dell’arte e lascia librare e volteggiare il suo pensiero negli anfratti e nei meandri più nascosti e celati, trovando e recuperando sensazioni e percezioni inattese e inaspettate, che colmano e compensano qualunque carenza e lacuna esterna. Ecco dunque, perché l’essere uomo non può disgiungersi dall’essere artista e viceversa, alimentando una commistione sinergica con quanto lo circonda e con l’intero Creato”.

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  • Roberto Re: vivere in arte

    Il modus operandi artistico di Roberto Re è senza dubbio strettamente e inscindibilmente legato alle sue concezioni esistenziali e al suo legame con quanto lo circonda, con il suo pregresso di esperienze, con le sue conoscenze acquisite e consolidate nel tempo. Nel contestualizzare la produzione informale si ripropone di coltivare la perizia e la tecnica strumentale, per ottimizzarne al meglio le applicazioni senza mai perdere e disperdere il senso di orientamento critico e coerente, analitico e concettuale. La dottoressa Elena Gollini ha sottolineato alcune peculiari componenti qualitative della sua pittura di sperimentazione, dichiarando: “Nella pittura di Roberto l’emozione ha vita propria, si fa spazio vissuto e narrato nella gestualità dell’azione creativa, compiuta con abile destrezza per ottenere una perfetta sintesi di forma e contenuto. L’atmosfera emotiva viene enfatizzata dall’elemento cromatico e in particolare dall’utilizzo abbondante e consistente del colore blu, scelto come prediletto nella variegata gamma della tavolozza tonale, attraverso un’attenta ricognizione storica e culturale. Il blu è da sempre una costante importante nella storia dell’arte, che anche ai giorni nostri lo mette in evidenza e ne decanta le qualità intrinseche, simboliche e metaforiche. L’illuminazione personale di Roberto lo ha spronato a intraprendere questo approfondito studio, realizzando opere che vibrano e risuonano come scoperte sorprendenti rivolte alla purificazione e alla comprensione del pensiero, dell’emozione esistenziale collegata al senso dello spazio che si dilata oltre la superficie pittorica e diventa il luogo degli attraversamenti, degli incontri, delle rivelazioni individuali e collettive, che nascono sotto quella magica e speciale dimensione del blu. Roberto non satura mai queste pagine pittoriche, ma le lascia fluide e scorrevoli per essere meglio approcciate dal fruitore. Il racconto è al contempo di poesia e di testimonianza nell’incalzare fremente di una memori sensitiva sollecitata dalle percezioni sensoriali, che esplodono all’unisono e si risvegliano potentemente. Il blu accentra e catalizza al massimo tali percezioni, facendole vibrare nella dimensione psichica con evocazioni e atmosfere che danno una continuità eterea alla narrazione e sembrano danzare come ammalianti incantatrici. La commistione degli elementi compositivi uniti insieme produce delle frammentazioni, che possiedono una particolare carica energetica, che avvalora e integra l’inserimento del blu, unitamente a un circuito selezionato ad hoc di un personalissimo codice di segni e chiavi allusive, che inventano una sorta di scrittura cifrata, apprendendo dal passato e aprendo finestre e varchi di continuità evolutiva verso il futuro e il futuribile”.

  • L’antica tradizione del colore blu nella pittura di Roberto Re

    Risale alla notte dei tempi l’origine del colore blu. In particolare, si tramanda che furono gli antichi Egizi nel 2200 a.C. a scoprire il suo valore intrinseco connaturato, nel tentativo di creare un pigmento permanente, che potesse essere applicato ad una varietà eterogenea di superfici, con un utilizzo duttile e versatile. Da allora, il blu ha continuato ad evolversi e svilupparsi con svariate tonalità e sfumature affascinanti. Il blu è sinonimo di sentimenti di pace, di calma, di piacere, di beatitudine intima. Il blu associato a elementi naturali come il cielo terso e l’acqua limpida e cristallina è diventato uno dei colori preferiti e prediletti dagli artisti di ogni epoca, che lo hanno scelto come mezzo di espressione fondamentale della loro poetica comunicativa. Tra gli illustri e autorevoli maestri della storia dell’arte, anche Pablo Picasso ha avuto un cosiddetto “periodo blu” in cui tutti i dipinti erano realizzati usando la tonalità del blu e del blu-verde, per imprimere un’atmosfera particolare. Sulla scia di questa tradizione millenaria Roberto Re ha deciso di intraprendere la sua esclusiva e distintiva ricerca sul colore blu.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato la recente mostra di Re all’interno della piattaforma online da lei curata, dove sono presenti in esposizione 20 opere di grande pregio. In particolare, ha affermato: “Insieme a Roberto abbiamo designato la mostra con un titolo davvero speciale, Rhapsody in blue, per fare emergere appieno il potere evocativo musicale sprigionato dal blu, riprendendo e richiamando l’accattivante sonorità melodica del noto brano Rhapsody in blue di George Gershwin. Il blu è per Roberto un colore a se stante, che riesce a infondere allo scenario narrativo astratto lo stesso potere di una formula figurale. Il blu è personificazione, è identità, è connotazione, è preambolo e preludio di emozione pura, catalizzatore di sentimento incondizionato e incontaminato. Il blu ha una sua magia innata, che Roberto trasporta nella costruzione ed enfatizza al meglio con una propria personale e soggettiva rivisitazione e trasfigurazione. Il blu protagonista prediletto nei quadri troneggia nel suo radioso splendore illuminante, come la metafora di una rivelazione misteriosa tutta da scoprire e rivelare, che lo sguardo dell’osservatore deve saper carpire e decifrare, instaurando una coesa sintonia di complicità con Roberto e attivando una spiccata sensibilità intuitiva, che lo trasporta direttamente dentro il nucleo e il fulcro cromatico acceso e vitale“.

  • È online la mostra “Arte da indossare” di Valentina Medici a cura di Elena Gollini

    È stata ufficialmente esposta nella piattaforma online delle mostre a cura di Elena Gollini la photogallery dedicata alle speciali creazioni di gioielli artistici realizzate da Valentina Medici con grande fantasia e spiccato estro di inventiva. La mostra si intitola “Arte da indossare” per indicare simbolicamente il valore artistico pregnante dei suoi gioielli di tipo artigianale 100% Made in Italy. L’esposizione raccoglie 20 immagini di opere scelte appositamente nella corposa produzione della Medici, per avvalorarne e rafforzarne il meritevole percorso, che con inesauribile passione e dedizione sta compiendo all’interno di questo eterogeneo e multiforme settore creativo, che dal passato ad oggi si dimostra sempre di forte attualità e che possiede delle qualità di plus valore esclusivo e sui generis. La dottoressa Gollini ha dato risalto alle caratteristiche connotativi principali del fare artistico della medici commentando: “La versatile creatività di Valentina emerge appieno sia nell’ambito pittorico che in quello legato alla magia avvolgente del gioiello artistico, che con il suo fascino, la ricercata raffinatezza delle fattezze e l’eleganza garbata conquista fin dal primo sguardo. Valentina senza dubbio si dimostra pienamente appagata e gratificata sia attraverso la pittura sia attraverso l’elaborazione ideativa ed esecutiva dei gioielli. Ricordiamo che fin dai tempi antichi il gioiello è un oggetto di indagine dalle molteplici sfaccettature, che storicamente ha avuto un’ampia varietà di ruoli e di funzioni simboliche. Nella nostra epoca assume nuovi stimolanti significati, che si estendono anche oltre e al di là dei confini interpretativi tradizionalisti e lo rendono più eclettico e originale come concezione. Il gioiello come quello realizzato da Valentina è un gioiello di ricerca d’artista, che acquista valori differenti. Rispetto al passato ed è il risultato di nuovi intenti espressivi, che caricano la materia lavorata di contenuti e di senso estetico e formale inediti. La trasformazione del gioiello da opera artigiana tout court a vera e propria opera d’arte è un processo che ha origine alla fine dell’Ottocento e che si consolida e si evolve durante il ventesimo secolo. Soprattutto a partire dal 1960 appare sempre più radicale il ripensamento profondo del ruolo e del significato dell’ornamento all’interno della società e parecchi artisti visivi e artisti orafi sperimentano i propri confini di studio e di ricerca tra gioiello e scultura, dando vita al concetto di arte da indossare, che rispecchia perfettamente lo stile e l’orientamento di pensiero di Valentina, che considera quello del gioiello artistico come un linguaggio paritetico alla pittura, alla scultura e alle altre arti visive in generale, attribuendogli la medesima portata e valenza comunicativa formale e sostanziale“.

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  • È online la mostra “Digital Projection” di Marco Raimondo a cura di Elena Gollini

    È online sulla piattaforma curata dalla dottoressa Elena Gollini la mostra la mostra “Digital Projection” con una serie di 20 immagini selezionate in stile photogallery di grande impatto scenico, che testimoniano il pregevole operato di Marco Raimondo nel circuito artistico digitale, con esiti e soluzioni davvero meritevoli di apprezzamento e ammirazione. Il mondo della Digital Art ha varcato e aperto delle nuove frontiere e dei nuovi orizzonti a livello percettivo e recettivo e ha fornito delle innovative e inedite formule espressive di comunicazione estremamente importanti. La dottoressa Gollini nell’analizzare le componenti e i fattori dell’arte digitale di Raimondo ha evidenziato: “In questa mostra sono state inserite opere particolarmente rappresentative e significative, che avvalorano e rafforzano la portata del fare creativo di Marco e danno vita a delle sequenze intrise di contenuti e messaggi molto coinvolgenti per lo spettatore, che viene esortato a interagire e partecipare in prima persona. Le arti visive tradizionali consentono di passare dall’immaginazione alla tela o a un altro supporto o superficie. La Digital Art implica e comporta una procedura e una lavorazione di particolare sfaccettatura, con tempistiche anche parecchio dilatate, che intercorrono tra la maturazione dell’idea e il progetto creativo e la sua trasformazione in immagine visibile compiuta e definita con impeccabile e perfetta resa compositiva d’insieme. Marco oltre alla consolidata conoscenza tecnica dei software possiede un intuito innato e uno spiccato senso di percezione associativa, che lo supportano e lo guidano nelle scelte più oculate e ponderate, che guardano anche al minino dettaglio. Da talentuoso e intraprendente artista digitale compie con attenzione le varie fasi per realizzare le opere, aggiungendo e/o togliendo immagini precedentemente realizzate o parti di esse, avanzando sistematicamente per addizione e sottrazione. Alle prese con la gestione tattica del peso dei pixel e con le ram, si cimenta in costruzioni complesse di accorpamento e stratificazione scenica e riesce ad ottenere delle visioni molto accattivanti, di alta qualità formale e sostanziale. La sua è certamente una forma d’arte a tutti gli effetti e a buon conto e a buon diritto è associabile all’etimologia antica della parola arte, derivante dal greco e concepita nel senso di perizia, di saper fare, di saper operare. Nelle opere l’invenzione sperimentale passa attraverso la tradizione visiva e la supera, la oltrepassa, sfociando in paradigmi e idiomi, in postulati e assiomi, che prendono vita all’insegna di un’evoluzione e di uno sviluppo creativo futuribile, associati ad una profonda riflessione illuminata e lungimirante“.

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  • L’artista Roberto Re in mostra online “Rhapsody in blue” a cura di Elena Gollini

    Il pittore Roberto Re è in mostra sulla piattaforma online curata dalla dottoressa Elena Gollini con un circuito selezionato di 20 opere dedicate alla stimolante e coinvolgente ricerca sul colore blu, a cui si sta proiettando con grande slancio di inventiva e dinamico spirito di sperimentazione. Re è un artista a tutto tondo e con questa mostra aggiunge un importante tassello al suo percorso espositivo di elevata qualità. Il titolo della mostra davvero emblematico “Rhapsody in blue” vuole recuperare simbolicamente il collegamento di connessione con il significativo brano del maestro George Gershwin e creare uno speciale ponte di trait d’union tra la musica e l’arte, due forme di linguaggio universale e di comunicazione versatile e immediata. Il blu è un colore che possiede ed emana una sonorità propria, di suadente e soave melodia interna e la musica di questo brano è proprio adatta per rappresentarne metaforicamente la pregnanza ritmica armoniosa e avvolgente. La dottoressa Elena Gollini nel dare rilievo agli aspetti caratteristici peculiari dell’arte di re ha sottolineato: “Roberto sceglie con grande oculatezza il colore blu come protagonista principale della sua pregevole ricerca pittorica declinata nel variegato e multiforme comparto dell’informalismo astratto di tipo materico, ottenendo esiti formali e qualitativi di notevole caratura e spaziando abilmente in un campo applicativo, dove la componente cromatica e tonale è la base fondante di tutta la costruzione scenica e deve dare il traino a tutta la narrazione compositiva, orientando e canalizzando i contenuti subliminali insiti dentro. Il blu è certamente il colore più nobile, non soltanto in ambito pittorico e artistico, dove riveste la metafora eccelsa della spiritualità e della trascendenza, di esoterismo e di misticismo. Il blu nei trattati e negli scritti sulla cromoterapia viene considerato come il colore del silenzio e della tranquillità, della quiete serena, della gioia di vivere e dell’appagamento esistenziale, del benessere mentale e psichico. È il colore per antonomasia della contemplazione e della meditazione riflessiva assorta. È un colore con potere sacro e divino. Sulla base di questi assiomi Roberto alimenta il suo percorso creativo per infondere allo spettatore queste percezioni recettive, all’insegna del pieno e appagante risveglio mentale, psicologico e spirituale. Il suo intento è quello di creare e sollecitare una reattività compartecipe da parte del fruitore e renderlo curioso e attratto dalle ricercate evocazioni cromatiche, per stupirlo e meravigliarlo e spingerlo ad un approccio attento e approfondito. Le opere si lasciano ammirare nella impeccabile fusione e commistione visionaria, nel suggestivo mix di elementi e componenti assemblati insieme con bilanciato equilibrio, che si mantengono sempre in linea con i parametri della raffinata ed elegante sobrietà, evidenziando al meglio la magistrale distribuzione delle sequenze e l’impeccabile profusione materica, nel tripudio del volume e della densità plastica, amplificata a tutto campo, che esce dalla tela e sprigiona la sua energia vitale come le onde blu del mare, quando si infrangono poderose e vigorose sulla battigia della spiaggia“.

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  • La mostra fotografica “Mood photo” di Alessandro Bassani a cura di Elena Gollini è online

    La nuova piattaforma delle mostre online a cura della dottoressa Elena Gollini ospita la pregevole mostra di fotografia artistica d’autore di Alessandro Bassani, dal titolo volutamente d’impronta cosmopolita “Mood photo”. Sono inserite nella gallery un gruppo di 20 esclusive immagini fotografiche coperte da apposita copyright, che Bassani ha realizzato seguendo il suo particolare ed eclettico modus operandi, con una resa ad effetto davvero sorprendente.

    La dottoressa Gollini ha evidenziato gli aspetti salienti della sua originale ricerca di ispirazione anticonformista e non convenzionale e ha sottolineato: “Nel vasto e multiforme coacervo del campo applicativo della moderna arte fotografica d’autore, Alessandro con il suo operato trasversale rispetto ai canonici cliché della tradizione si pone con intraprendente spirito innovatore e con appassionato intento sperimentale, rifuggendo gli standard e trovando una propria fonte espressiva molto stimolante e coinvolgente. Chi pensa che la fotografia artistica debba per forza essere vincolata e dominata da imposizioni di stampo classico si trova ad un importante bivio dinanzi alla corposa e variegata produzione di Alessandro e viene incitato e spronato ad aprire e allargare gli orizzonti e i parametri di visione e di veduta, accogliendo una prospettiva molto più articolata e sfaccettata nella sua essenza costitutiva e nella sua valenza sostanziale. Alessandro si affranca e si distacca, si rende pienamente libero e costruisce un suo modello peculiare di stile e di linguaggio comunicativo. Non ha bisogno di copiare ed emulare, ma piuttosto inventa di continuo nuove soluzioni e si cimenta in un percorso ardito e ammirevole, scegliendo consapevolmente la cosiddetta strada meno frequentata. Accanto alla formula più strettamente tradizionale di arte fotografica propone una sua proiezione e un suo meccanismo ideativo ed esecutivo. Dotato di talento innato e di ingegno e acume spiccato, Alessandro compone il suo magistrale mosaico artistico ed esorta il fruitore ad accostarsi con il giusto approccio, a guardare con la meraviglia e lo stupore fanciullesco del fanciullino pascoliano che si nasconde in ognuno di noi, a non farsi condizionare dalle barriere psicologiche e mentali. Alessandro trova se stesso tramite le sue fotografie e al contempo ristabilisce un rapporto equilibrato e armonioso con il mondo e la realtà circostante. L’arte fotografica è il punto di contatto con la dimensione sociale e collettiva. Il sentirsi artista a tutto tondo indipendente gli infonde ancora più enfasi ed entusiasmo e lo aiuta ad uscire allo scoperto, a raccontare e a raccontarsi nel profondo con autentica trasparenza e purezza. Ed è proprio in questo che risiede la grande e magica bellezza delle sue fotografie“.

    La bellezza salverà il mondo” (Fëdor Michajlovič Dostoevskij).

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/mood-photo-alessandro-bassani/

  • La nuova piattaforma delle mostre online a cura di Elena Gollini accoglie l’arte di Maurilio Iembo

    È online la mostra dal titolo emblematico “Creature vive” a cura della dottoressa Elena Gollini dedicata all’arte informale e non convenzionale dell’artista designer Maurilio Iembo, con una photogallery di 20 opere appartenenti a due nuovi particolari circuiti pittorici denominati “Geometrie spaziali” e “Segreto nero”. La dottoressa Gollini nel commentare questa nuova ricerca sperimentale intrapresa da Iembo ha spiegato: “L’eclettismo versatile che ispira fortemente la vena creativa di Maurilio è sempre in costante evoluzione e si dimostra particolarmente vitale anche in questi due circuiti di recente realizzazione. In particolare, quelle del gruppo -Segreto nero- sono caratterizzate dalla plastica matericità e dall’uso della pelle e della tela di iuta. La pastosità densa e corposa della terra cruda sfida la trama grossa della iuta e della pelle, per una scelta mirata che infonde sostanza alle emozioni, che formano un substrato inconscio e salgono fino ad affiorare in superficie, cercando una nuova dimensione comunicativa, come una spinta propulsiva che dall’atto creativo traduce in realtà tangibile e visibile l’umano sentire. L’appiglio robusto della iuta e della pelle sono dunque un medium che lo spazio reale sfiora, abita, permettendo all’emozione di uscire dallo spazio della superficie pittorica e di trovare la strada della realtà ideale come in un percorso rivelatore, sorprendente e al contempo misteriosamente affascinante. I graffiti e le figurazioni stilizzate creano una prospettiva scenica di movimento continuo, per attirare l’attenzione e lo sguardo indagatore del fruitore e per dare un senso di percezione ottica e visionaria ancora più estesa e dilatata ad infinitum“. E proseguendo ancora nella riflessione: “Quelle del gruppo -Geometrie spaziali- sono contraddistinte dai colori naturali e variegati delle terre crude con sfumature tonali speciali e l’uso anche della foglia oro 24 carati che ravviva e valorizza la composizione scenica, proiettando la visione su una prospettiva multilivello stratificata, che consente di giocare con la luce, gli effetti luminosi e chiaroscurali e con l’interpolazione e la compenetrazione della materia e degli elementi narrativi accorpati insieme in perfetta commistione. Si creano giochi di grande e potente suggestione inseriti dentro un’atmosfera senza limiti spaziali e atemporale. La luce con la sua radiosa brillantezza ha un ruolo fondamentale nella resa d’insieme e si dimostra una componente fondamentale per svelare e rivelare ciò che ancora appare inespresso nella sfera intima più recondita e nascosta. A parlare è il linguaggio dettato dal moto dell’anima più profondo, che deve essere recepito, letto e interpretato secondo una chiave di accesso intensamente sensibile e un approccio fortemente intimistico, per carpire appieno il messaggio sotteso in codice“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/creature-vive-maurilio-iembo/

  • È online la mostra pittorica di Mariagrazia Zanetti “Riflessioni cromatiche”

    È stata inserita nella nuova piattaforma le mostre online a cura di Elena Gollini la mostra della pittrice Mariagrazia Zanetti simbolicamente denominata “Riflessioni cromatiche”. L’esposizione include 20 creazioni tra le più rappresentative del vivace percorso creativo della Zanetti con le relative didascalie e la sua biografia in stile curriculum artistico. Nel commentare gli aspetti connotativi caratterizzanti la sua appassionata ricerca la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Mariagrazia concepisce il fare arte come un potente strumento di comunicazione libera e disinibita, un mezzo di condivisione attiva e compartecipe che riesce a penetrare qualunque barriera. La sua pittura proviene e scaturisce direttamente dal moto dell’anima e non ha bisogno di seguire cliché e stereotipi standardizzati, ma si lascia invece guidare dall’empatia del sentimento e del trasporto emozionale più puro. Mariagrazia è profondamente appagata nel fare arte e questo suo compiacimento si sprigiona a tutto campo, coinvolgendo il fruitore con una sferzata di carica e di energia positiva. Ogni quadro custodisce una propria essenza speciale, una propria sequenza vitale distintiva che arriva, si accende e acquista vita propria. Il cromatismo luminoso e variopinto amplifica la portata di dinamismo e di movimento plastico e alimenta la pregnanza sostanziale insita. Mariagrazia dipinge con e attraverso i colori della mente, del cuore e dell’anima e si rende portavoce di un fare pittorico che diffonde pensieri e riflessioni in piena, totale, completa e assoluta libertà di percezione e interpretazione. Il suo modus operandi rifugge da schemi rigidi e rigorosi e si lascia pervadere da grande apertura psicologica i condizionata e affrancata, che le consente di raggiungere risultati di immediato impatto e di proporre soluzioni sempre stimolanti, che lo spettatore sensibile e perspicace considera come preziosi momenti di piacevole riflessione interattiva, per tenere e mantenere sempre viva quella magia unica straordinaria che l’arte riesce a trasmettere e a propagare con intensa forza espressiva“.

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/riflessioni-cromatiche-mariagrazia-zanetti/

  • È online la nuova piattaforma delle mostre d’arte curata dalla Dott.ssa Elena Gollini

    A fronte del particolare e delicato periodo che stiamo attraversando, dove tutto quanto il sistema della comunicazione sociale de visu è fortemente rallentato e compromesso dalla fase di quarantena, anche il comparto artistico di rimando ne risente e viene bloccato e tenuto fermo nel meccanismo globale cristallizzato. La dottoressa Elena Gollini, ha pensato di dare vita ad una nuova apposita piattaforma online che si aggiunge a quella del blog già esistente www.elenagolliniartblogger.com con la denominazione di “Le mostre online a cura della dottoressa Elena Gollini” dove in nome del motto simbolico #lartenonsiferma verranno inserite un circuito selezionato di esposizioni di artisti meritevoli di attenzione e interesse.

    Al riguardo la dottoressa Gollini ha precisato: “Gli artisti selezionati per entrare nel nuovo circuito espositivo potranno inserire una photogallery di 20 opere d’arte scelte a loro discrezione tra quelle più significative e rappresentative del loro percorso creativo. Ogni opera verrà accompagnata dalla relativa didascalia in stile scheda tecnica descrittiva. Inoltre verrà inserita anche la biografia in stile curriculum artistico. Ogni mostra così impostata avrà la durata di mese di esposizione e avrà anche un proprio titolo esclusivo, proprio come una mostra allestita con opere fisiche. In più ogni artista avrà un comunicato stampa dedicato di lancio della mostra con annesso il link attivo di rimando alla mostra virtuale, che verrà pubblicato su siti e portali mirati, con la relativa rassegna stampa. È dunque un servizio a pacchetto all inclusive, che consente agli artisti di continuare a mantenere viva l’attenzione sulla loro arte e di indicizzare al meglio il loro nome e le opere sul web, con un efficace e funzionale ritorno di immagine e di visibilità. La risonanza mediatica anche in questo periodo non va assolutamente trascurata e anzi a a maggior ragione va incrementata e incentivata al massimo“.

    Per ricevere ulteriori informazioni è possibile scrivere alla mail [email protected].

    www.lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com

  • “Memorie future”, opere di Piero Cattaneo al Palazzo Storico Credito Bergamasco

    La Fondazione Creberg, in collaborazione con l’Associazione Piero Cattaneo, organizza dal 28 febbraio al 27 marzo 2020 al Palazzo Storico del Credito Bergamasco un evento espositivo, a cura di Marcella Cattaneo e Angelo Piazzoli, dedicato alle opere dell’artista bergamasco Piero Cattaneo.

    Nel Salone principale di Palazzo Creberg saranno esposte otto sculture provenienti dalla collezione di famiglia. Il legame tra Piero Cattaneo e l’istituto bancario Credito Bergamasco (ora Banco BPM) risale al 1985 quando venne commissionata all’artista l’opera Concetto di liberalità che ancora oggi è possibile ammirare all’esterno dell’edificio.

    L’inaugurazione della mostra Memorie future. Opere di Piero Cattaneo, aperta al pubblico, si terrà giovedì 27 febbraio alle ore 18 presso il Palazzo Storico del Credito Bergamasco. Le opere potranno essere ammirate, con ingresso libero, fino al 27 marzo 2020 secondo gli orari di apertura della Filiale (da lunedì a venerdì 8.20 – 13.20 e 14.30 – 15.30).

    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

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    La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

  • Graziano Ciacchini: arte e magia del reale

    Il pittore Graziano Ciacchini ha reso inconfondibile e subito riconoscibile la sua formula espressiva, con una cifra stilistica che attinge dalle fondamenta del figurativo tradizionale e del verismo paesaggista, per poi evolversi in una propria peculiare dimensione visionaria e approdare a delle soluzioni molto originali e di forte impatto scenico. La sua narrazione figurale è sempre sobria e garbata, suadente e aggraziata, senza mai trascendere in esasperazioni macchinose e ridondanti, per essere sempre facilmente fruibile e recepibile dallo spettatore. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle riflessioni ad elogio spiegando “Partendo dalla caleidoscopica dimensione del reale, Graziano imbastisce una corposa e variegata narrazione pittorica, che aderisce alla tradizione figurativa del paesaggio e traccia un percorso di studio approfondito e mirato, definendo una linea pittorica personalizzata sempre coerente. La specifica scelta tonale di avvalersi della cromia del blu viene gestita con calibrata dovizia di utilizzo e contribuisce ad accrescere e accentuare la suggestione d’insieme e accende nello spettatore pensieri intensi e sensazioni vibranti. L’aspetto fortemente evocativo della rappresentazione viene alimentato dalla virtuosa componente poetica e dalla delicata cornice magica fiabesca di contorno. Graziano sprona l’osservatore ad immergersi dentro un’esplorazione sensoriale introspettiva a largo raggio, che risveglia le menti e le rende recettive e pronte ad una riflessione esistenziale matura e consapevole“.

    L’arte io non lo so se sia eterna o provvisoria, se la forma d’arte nella quale viviamo per molti secoli ci sia connaturata come sangue, ma so che questa carica che noi abbiamo oggi è una carica di comprensione della vita” (Cesare Zavattini).

    L’arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione individuale di essa” (Roberto Longhi).

    L’arte è la creazione di una magia suggestiva che accoglie insieme l’oggetto e il soggetto” (Charles Baudelaire).

  • Il virtuoso racconto pittorico di Graziano Ciacchini

    Pittore, poeta e cultore appassionato del concetto di bello e di bellezza, Graziano Ciacchini è certamente una figura interessante nel multiforme panorama contemporaneo e rivendica a buon conto e a buon diritto una propria esclusiva identità creativa, caratterizzante e distintiva. La dottoressa Elena Gollini ha fatto una sintesi efficace delle sue pregevoli potenzialità e risorse espressive dichiarando: “Graziano può essere considerato un moderno colorista del figurativo. La pittura viene stesa senza vincoli a monte, plasmata in immagini e raffigurazioni dove la luce e il colore seguono e accompagnano con delicata grazia la trama narrativa che fluisce senza condizionamenti e filtri imposti, svolgendo una funzione basilare nella resa d’insieme. È un pittore di intense suggestioni visive, un visionario del colore, che non si presta e non si limita a semplici emulazioni copiative e descrittive fini a se stesse, ma cerca di alzarsi in volo con la fantasia e proporre rievocazioni inusuali e inattese. Per Graziano il colore possiede una sua qualità intrinseca speciale con una duplice importante funzione, evocativa e comunicativa. All’energia del colore affida la sintassi delle composizioni dove la materia basta da sé a riempire le figurazioni e le forme e a fargli prendere vita propria. Fonda nel colore figurazione e libertà espressiva con una pittura che è come un canto soave e sommesso dell’anima, che sussurra e rimembra, fissando sulla tela il suo racconto aulico. Il lirismo di fondo aumenta la potenza espressiva del colore, tra sfumature e declinazioni tonali, che intensificano la vis rappresentativa. Per Graziano dipingere equivale a uno splendido volo: la tela si traduce in un etereo librarsi verso orizzonti sconfinati e infiniti“.

    L’arte è esperienza di universalità. Non può essere solo oggetto o mezzo. È parola primitiva, nel senso che viene prima e sta al fondo di ogni altra parola. È parola dell’origine che scruta al di là dell’immediatezza dell’esperienza, il senso primo e ultimo della vita” (Papa Giovanni Paolo II).

  • Matteo Fieno e la sua arte a favore della donna e della sua tutela

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente tenuto la sua prima mostra personale dal titolo “Declinazioni al femminile” presso la Milano Art Gallery, nota galleria situata nel cuore di Milano. In questa intervista ci parla del suo messaggio sociale a favore della donna, della sua tutela e a sostegno della non violenza.

    D: Durante l’inaugurazione della tua recente mostra personale “Declinazioni al femminile” è stato rimarcato anche il messaggio sociale importante a favore della donna e della sua tutela in generale; come valuti questo accostamento con la tua arte? Come pensi si possa inculcare concretamente il rispetto per le donne e la non violenza?
    R: Ci tengo a dire che il mio lavoro è un messaggio inequivocabilmente diretto a tutti quegli individui che credono di poter fare i prepotenti o ancora peggio i violenti con le donne. Infatti le donne a cui mi ispiro nel mio processo creativo sono idealizzate con una grande fierezza, coraggio e indipendenza; ciò le rende difficili prede per i misogini che maltrattano le donne.

    D: Cosa rappresentano in chiave metaforica e simbolica le donne protagoniste dei tuoi quadri?
    R: Io propongo la donna come metafora di modernità, progresso e cambiamento sottolineando le difficoltà che le mie donne hanno nel sostenere le proprie scelte di vita, nel difendere la loro personalità e i loro talenti ma anche nel correggere i propri errori, nel raggiungere gli obbiettivi prefissati lottando contro tutto e tutti. In tutto questo non si fanno mancare neanche il fatto di essere belle anche con qualche chilo di troppo o il naso un po’ lungo e magari nella giornata no. Le mie donne infatti hanno un occhio concretamente rivolto verso il futuro, in virtù di una saggezza ispirata ai vecchi saggi della cultura ellenica ma anche in linea con la cultura più attuale di stampo new age.

    D: Quale potrebbe essere il tuo messaggio trainante a sostegno della non violenza sulle donne, riassunto in una citazione famosa emblematica che rispecchia il tuo modus pensandi e mudus pingendi?
    R: Il mio è un invito a offrire la giusta complicità alle vostre madri, mogli, figlie e donne della vostra vita, partendo da un gesto spontaneo, un po’ di gentilezza, quello scrupolo in più per accontentare i loro desideri. La frase celebre che vorrei citare è: “Credo fermamente che tutto comincia da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto” (Audrey Hepburn).

    VISUALIZZA IL VIDEO DEL VERNISSAGE DELLA MOSTRA:
    https://drive.google.com/open?id=1fUkCg-lEstQ6vMjfPHqwU-ravHMb3XkS

  • La poesia gestuale di Graziano Ciacchini

    È davvero una formula espressiva che contiene una delicata e virtuosa poesia gestuale quella che contraddistingue la pittura di Graziano Ciacchini, che dimostra risorse creative di grande pregio. Come ha rimarcato la dottoressa Elena Gollini scrivendo: “La creatività pulsante e incalzante di Graziano si esprime talvolta con la necessità immediata, intesa come esigenza e bisogno di tradurre un pensiero, una sensazione, un sentimento, un brivido che attraversa il corpo e fa fremere l’anima e si esprime talvolta come maturata e ponderata riflessione, che richiede il tempo di indagare, scandagliare, recepire, trovando la giusta ispirazione. Graziano è dotato di innata sensibilità e curiosità spiccata, è propenso a sperimentare con costanza per individuare nuove stimolanti soluzioni e ricavarsi una propria nicchia espressiva e stilistica. Pur seguendo gli orientamenti del figurativo di impronta tradizionale, si mantiene lontano e indipendente da dogmi imposti e da canoni standardizzati. Le motivazioni scatenanti del suo fare arte risiedono nell’intento di dare vita ad uno spazio libero dove la passione del cuore prevale sulla ragione e si sprigiona, consentendo allo spettatore una fruizione dell’opera più fantasiosa e disinibita. Il suo lavoro parte dall’esperienza del passato e si sviluppa in una fase di costruzioni e ricostruzioni, dove il processo elaborativo approda a scenari e coreografie di intenso impatto e traccia percorsi dinamici imprimendo plasticità di movimento alle immagini e conciliando segno, forma e colore in combinazioni incisive ed efficaci. Il disegno ricopre una base formativa indispensabile e viene rivalutato e valorizzato con il giusto peso trasformando il tratto segnico in poesia gestuale impeccabile, certosina e meticolosa, che non tralascia mai alcun dettaglio dimostrando estrema coerenza e competenza“.

  • Graziano Ciacchini: arte per sognare

    La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

    Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

  • Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

    Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

    Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

     

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  • Matteo Fieno parla della sua prima mostra personale a Milano

    L’artista Matteo Fieno inaugura Venerdì 22 Novembre 2019, alle ore 18, la sua prima mostra personale a Milano, presso la rinomata Milano Art Gallery, situata in via G. Alessi 11, nel cuore del centro storico cittadino. La mostra “Declinazioni al femminile” sarà visitabile ad ingresso libero fino al 6 Dicembre 2019. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Sarai certamente molto emozionato per la tua prima personale; perché hai scelto Milano come città ospitante e cosa ti aspetti da questa importante esposizione?
    R: Effettivamente l’emozione inizia a farsi sentire. Diciamo che ho scelto Milano spinto dal desiderio di esporre i miei lavori in un grande palcoscenico, sperando che possa rappresentare una grossa validazione per il mio lavoro artistico.

    D: Come è avvenuta la selezione delle 42 opere che saranno allestite in mostra? Come è stato scelto il titolo “Declinazioni al femminile”?
    R: Ci tenevo che la mostra fosse improntata esclusivamente sulle mie tele e non sui miei dipinti su carta, in modo da ottenere un maggior impatto. Il titolo “Declinazioni al femminile” mi è sembrata la tematica centrale alla mia ricerca artistica e anche un’efficace definizione che spiega quale sia la mia attitudine creativa.

    D: Raccontaci in cosa consiste il tuo speciale “Diario delle donne” che hai pensato di consegnare durante la mostra al posto del tradizionale catalogo;
    R: Ci tengo a far passare il messaggio che tutti si possono identificare nelle mie donne, perché tutti possiamo condividere gli stessi sentimenti a dispetto di differenze culturali, sociali, linguistiche, di sesso, di razza… Infatti, l’obiettivo principale di un uomo che dipinge le donne è di porre uno scomodo quesito sul fatto che il mondo forse non è diviso in fazioni come ci hanno detto, ma va soltanto visto con occhi diversi.

    D: E se dovessi con un motto simbolico definire questa tua mostra, quale sceglieresti?
    R: Mi verrebbe da citare una celebre frase di Berthe Morisot “È importante esprimere se stessi… siamo dotati di sentimenti e questi sono reali quando sono attinti dalla propria esperienza”.

  • L’artista delle donne Matteo Fieno omaggia Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia

    L’artista Matteo Fieno ha recentemente voluto omaggiare con una sua opera pittorica Belen Frau, amministratore delegato di Ikea Italia, che ricopre questa prestigiosa carica con successo dal 2015 ed è considerata una delle figure femminili di punta del grande colosso mondiale dell’arredamento. Con questo dono simbolico Fieno ha voluto dimostrare la sua stima e la sua ammirazione verso questa donna di valore, che si è fatta strada con determinazione, intraprendenza e meritocrazia e ha raggiunto una posizione di rilievo indiscussa nel panorama internazionale. La consegna del quadro è avvenuta in data 8 Novembre 2019, nel contesto della storica Fondazione Mirafiore di Fontanafredda, che ha inaugurato la decima stagione annuale del suo calendario di eventi con la presenza d’eccezione della Frau, protagonista di una stimolante e coinvolgente conferenza in stile lectio magistralis dal titolo emblematico “Siamo fatti per cambiare”.

    Fieno nel suo rievocare la figura muliebre e nell’infoderle intensa enfasi celebrativa, è come un poeta dell’universo femminile che lo decanta e lo esalta proprio attraverso i suoi versi aulici. Alla stessa stregua Matteo usando la forza e l’energia delle sue raffigurazioni che sprigionano una potente carica di virtuosa e ammaliante seduzione, compone una metafora poetica di profondo significato e traccia un componimento pittorico che trasporta con sé un tripudio di sentimenti e amplifica a tutto tondo la sublimazione assoluta del senso di essere donna ed esistere in quanto tale con piena consapevolezza del proprio ruolo.

  • Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

    L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

  • Le velature oniriche del reale nella pittura di Graziano Ciacchini

    Nei dipinti di Graziano Ciacchini emerge la piena consapevolezza, padronanza e coerenza del gesto pittorico. Per lui la componente emozionale è un tassello fondamentale della sua ispirazione, poiché instaura un rapporto di stretta relazione con quanto raffigurato. Le immagini figurali di impronta paesaggistica vengono riprodotte in una proiezione personalizzata travalicando i confini stessi della natura e delle ambientazioni naturali immortalate, per assurgere ad emblema simbolico di dolcezza, serenità, pacatezza, bellezza da ammirare e contemplare con slancio interiore. Il cromatismo tutto giocato sulle sfaccettate tonalità del blu, sono densi e intensi, sono vibranti bagliori soffusi che talvolta si avvicendano in tonalità più sfumate ed evanescenti donando una permeante cornice radiosa di contorno allo scenario. I dipinti possiedono una luce che si propaga a tutto tondo e pervade lo sguardo dello spettatore. Ogni opera è frutto di una ponderata e meditata azione ideativa ed esecutiva. Riesce a combinare con abile maestria ogni dettaglio e ogni singola componente e a garantire la resa ottimale d’insieme avvolgendo la rappresentazione con una soave e delicata velatura poetica, aulica e sentimentale che lascia spazio ai dettami del cuore e alle pulsioni dello spirito. L’arte di Ciacchini si riveste di significati subliminali e simbologie sottese. La pittura è intesa come metafora della vita nell’avventuroso viaggio dell’esistenza e come forza vitale ed energia libera di fluire e sprigionarsi. Si muove all’interno di una concezione dell’opera d’arte come suggerimento di lettura e di interpretazione riflessiva con atteggiamento aperto e incondizionato. Persegue una compiutezza formale di pieno equilibrio ed armonia che diventa una sollecitazione a porsi in sintonia, a stare in ascolto, ad osservare, a cercare, a interrogarsi, a stimolare la capacità di sognare e di fare sognare alimentando l’immaginazione e la fantasia. Dipinge con stile e tecnica molto personali valorizzando le rappresentazioni con una ricerca raffinata per il dettaglio scenico de una ricca e variegata sottolineatura narrativa, con una partitura strutturale articolata e precisa che accentua la sua espressione emozionale nella fase creativa e la filtra nella suggestione compositiva d’insieme. Il tratto segnico sempre curato con dovizia traccia figurazioni di sorprendente visionarietà con una formula di realismo e di verismo traslata sul piano immaginifico con accento onirico e fiabesco. “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno” (Vincent Van Gogh).

  • Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

    L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

  • Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

    L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

  • L’artista Matteo Fieno commenta alcune citazioni di Klee, Rembrandt e Matisse

    Abbiamo chiesto il punto di vista dell’artista Matteo Fieno riguardo alcune autorevoli citazioni di grandi maestri dell’arte come Paul Klee, Rembrandt ed Henry Matisse. Si ricorda che le opere di Fieno saranno in esposizione dal 10 al 14 Ottobre 2019 nel contesto dell’importante Biennale Milano, che si terrà nel cuore di Brera.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Paul Klee “un occhio vede, l’altro sente”;
    R: Ritengo che sia una citazione molto significativa perché spiega quanto siano importanti i soggetti nel lavoro dell’artista sia per avere una visione realistica del mondo che ci circonda, sia per cogliere e interpretare tutto ciò che può avere un significato allegorico.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Rembrandt “senza l’atmosfera un dipinto è nulla”;
    R: Mi conferma l’idea che ho sempre avuto, cioè che lui fosse un pittore molto pratico nell’ottenere un risultato ben preciso, non soltanto dal punto di visto cromatico, ma soprattutto nel creare una suggestione.

    D: Come commenti questa autorevole citazione di Henry Matisse “voglio raggiungere quella condensazione di sensazioni che costituisce un quadro”;
    R: Mi fa pensare a quanto sia importante avvalersi di “ingredienti” semplici per ottenere il migliore risultato, mentre le cose troppo sovra strutturate possono risultare dispersive e poco d’effetto.

  • L’arte di Matteo Fieno in esposizione alla Biennale Milano

    Grandi progetti in vista per Matteo Fieno, che dal 10 al 14 Ottobre 2019 esporrà le sue opere d’arte in occasione dell’importante Biennale Milano, che avrà luogo nel cuore di Brera. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Appuntamento espositivo importante con Biennale Milano; ci racconti qualche anticipazione sulle opere che hai deciso di esporre?
    R: Sono sei tele del tutto inedite nell’ambito delle mie esibizioni artistiche, ma confermano la mia voglia di raccontare delle storie che evocano il vissuto della gente e il desiderio comune di sentirsi più umani e, magari un po’ meno cinici e disillusi.

    D: Cosa rappresenta per te la città di Milano come prestigioso polo artistico culturale? Hai già esposto in altre occasioni a Milano?
    R: Questa è la prima occasione in cui espongo a Milano e devo dire che sono molto entusiasta in quanto ritengo sia il palcoscenico ideale per tutti gli artisti che cercano di intraprendere un percorso virtuoso. Milano mi rievoca grandissimi artisti che mi hanno appassionato soprattutto per la loro intraprendenza, su tutti il mio preferito è Manzoni.

    D: Un resoconto globale sulle varie esperienze espositive di questo 2019; quali altri progetti stai mettendo in cantiere per i prossimi mesi?
    R: Sono contento delle esperienze che ho collezionato quest’anno, soprattutto perché mi hanno dato un “know how” che mi servirà sicuramente in futuro. Per quanto riguarda i progetti futuri sto lavorando sulla mia prima personale che si terrà tra Novembre e Dicembre alla “Milano Art Gallery”.

  • L’immediata espressività della pittura di Graziano Ciacchini

    La pittura di Graziano Ciacchini è come un racconto dalle variegate tonalità, così come è la vita nel suo arcobaleno colorato e simboleggia un desiderio di ricercato e garbato lirismo poetico nella gioia di un’esistenza pacata, serena e rassicurante. I dipinti possiedono un’atmosfera speciale e celebrano la bellezza idilliaca della natura, dei contesti ambientali incontaminati e di tutto ciò che riesce a trasferire vibrazioni pulsanti al suo animo appassionato e sensibile. Ogni composizione ha un impeccabile equilibrio rappresentativo e si riveste di contenuto pregnante di significato, con un linguaggio chiaro, scorrevole, comprensibile, sempre meditato e riflessivo. La sua pittura si rende portavoce dei momenti e delle fasi più salienti del suo vissuto che seguono il suo stato d’animo e rappresentano la “nicchia del cuore e dell’amore”. Nella vena figurativa di stampo verista e realista inserisce la componente fantastica e fiabesca. Le rievocazioni hanno una duttilità e una brillante lucentezza delle cromie che avvolge e permea con suadente e soave lirismo. Un misterioso e affascinante effetto luminoso e radioso si sprigiona e filtra in ogni segno, in ogni pennellata, come un simbolico rituale aulico. Lo spazio della realtà circostante viene vissuto e concepito con una sorta di devozione rispettosa per tutelarne e custodirne intatti i valori racchiusi. Tra gli accordi e le sfumature è un susseguirsi armonioso e cadenzato di ritmi puri, che mantengono un’impostazione armonica e un’orchestrazione bilanciata di perfetta sintesi tra classicismo tradizionale e rielaborazione in chiave attuale e moderna. Ciacchini è un artista profondamente libero da qualsiasi formalismo concettuale imposto da canoni moderni estremi e si orienta al recupero della tradizione d’impronta figurativa nella sua componente costitutiva di raffinatezza e di intenso afflato di romantico sentimentalismo. Eugenio Montale nel 1973 ha scritto: “La poesia non ha un momento in cui nasce, ma è lì da sempre come una pietra”. In linea con questa riflessione illustre si muove Ciacchini in nome della valorizzazione di un concetto di arte concepita come poesia dell’anima, nel risveglio delle percezioni emotive e sensoriali. C’è una grande storia di pittura attraverso la quale l’uomo ha scoperto la sua relazione segreta con la natura. Ciacchini con i suoi paesaggi e le vedute suggestive porta in luce quelle emozioni scaturite dalle memorie antiche delle nostre origini. Il colore assume la tonalità dell’anima con un approssimarsi della poesia alla verità, alla spiritualità del mondo. Attraverso la bellezza delle rievocazioni conferisce riscatto alla poesia della pittura, facendone sentire e recepire la forza avvolgente e permeante. Nella semplicità e immediatezza espressiva la pittura riscopre tutto il potere di verità e di bellezza e si offre allo spettatore nella sua assoluta purezza, incontaminata e incondizionata.

  • Graziano Ciacchini artista sempre in evoluzione

    Reduce da una mostra personale in versione flash allestita a Castagneto Carducci dal 6 all’8 Settembre, dove ha ottenuto risultati ottimali e riconfermato le sue eccellenti potenzialità artistiche, Graziano Ciacchini si propone in continua evoluzione e costante slancio creativo. Scandagliando gli aspetti sostanziali della sua pittura, la dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Le opere di Graziano sembrano librarsi in vibranti e sinuosi movimenti, palpitare di una vitalità speciale, possedere un battito intenso che le anima e sprigiona energia. Esse sono in ascesa verso l’alto e hanno una proiezione in verticale, si nutrono della sua forza ideativa e fluttuano nell’arioso viaggio creativo verso uno spazio ideale, proteso all’infinito cosmico dell’universo. Uno spazio virtuale e utopico che appartiene alla sfera onirica del sogno, alla fantasia immaginaria, allo spirito d’invenzione. Graziano imprime con maestria una spinta propulsiva di magica leggerezza che è fatta di un crescendo continuo di armonie ed equilibri, di purezza e di sintesi, di persistenze e variazioni e sfocia in una ricerca che non trascura mai nel concetto di fare arte l’indagine introspettiva e si orienta negli anfratti e nei meandri di contenuti da recepire e decodificare. Le opere appaiono formate di materia diafana, quasi impalpabile nell’essenza costitutiva e hanno una funzione comunicativa primaria in cui l’origine del significato sostanziale si colloca nella radice stessa del conoscere se stessi e nell’approccio all’auto riflessione analitica consapevole e approfondita“.

    Ciacchini è un pittore curioso della realtà, un grande e attento osservatore del mondo circostante, sempre pronto a cogliere e carpire ciò che più lo impressiona e colpisce. I quadri sono come un album da sfogliare, una sequenza di scene suggestive e toccanti che tracciano e percorrono il vissuto come la trasposizione del vero rimasto impresso e incastonato nella sua memoria e riportato sulle tele. Le pennellate accompagnano i profili e la pittura diventa poesia d’immagine, conservando nell’idillio della percezione visiva tutto il suo pathos. La componente realistica che affiora nelle rappresentazioni è connessa a codici di un linguaggio semantico personale e riflessivo, dove emergono lo spirito di ricerca e il desiderio di accrescimento umano. Nella narrazione essenziale si recepisce l’amore per le cose, per la natura, per le persone, per il senso del bello nella gioia di vivere e di essere artista. È una pittura rafforzata dall’intensità visiva, fatta di colori pastosi, densi che vengono mantecati dalla profondità della sfera interiore con una tensione poetica romantica e sentimentale. Pur restando ancorato ai parametri conformi al classicismo figurativo della tradizione, Ciacchini elabora un proprio stile con un equilibrio prospettico e una costruzione tonale che ne contraddistinguono il segno pittorico. L’artista reinventa la natura e il paesaggio e li fa rivivere integrandoli con una cornice di stupore e meraviglia attraverso una dimensione visionaria, che li avvolge di sorprendenti prospettive.