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  • Eni: la crescita professionale di Roberto Casula

    Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula è l’attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. In seguito agli studi culminati con la laurea in Ingegneria Mineraria e l’abilitazione alla professione di Ingegnere, inizia il proprio percorso professionale in Agip come Ingegnere di Giacimento. Nel corso degli anni, matura importanti esperienze in Italia e all’estero nel settore petrolifero che gli consentono di assumere ruoli di primo piano nel corso della sua carriera.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: percorso formativo e prime esperienze professionali

    Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962, dove frequenta l’Università degli Studi e consegue la laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988. Terminato il percorso di studi con l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra in Agip in qualità di Reservoir Engineer. Nel 1992 si trasferisce a Luanda, nominato Chief Development Engineer presso la consociata Agip Angola Ltd. Cinque anni dopo fa ritorno in Italia e passa alla sede di San Donato Milanese, dove opera come Responsabile del coordinamento delle attività di business e operative concernenti i Paesi dell’Asia Centrale e dell’Africa Occidentale. Agli inizi del 2000, Roberto Casula conclude con successo numerose negoziazioni tecniche ed economiche e riceve la nomina di Department Manager relativamente alle operazioni in Iran. Nel 2001 si trasferisce a Teheran, in Iran, per guidare il progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5.

    Roberto Casula: il percorso in Eni

    Roberto Casula entra a far parte di Eni nel 2004 con il ruolo di Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., localizzata a Gela. Qui si occupa principalmente di attività di esplorazione e produzione. Un anno dopo, divenuto Managing Director di Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, si trasferisce in Libia per un biennio, impegnato nel coordinamento di tutte le attività del Paese. Avendo portato a termine numerose negoziazioni e avviato importanti progetti sociali, riceve la nomina di Senior Vice President e torna in Italia in qualità di Responsabile delle operazioni di business nell’Africa Subsahariana. Successivamente, gli incarichi di Roberto Casula vengono estesi all’intera Africa e al Medio Oriente con il titolo di Executive Vice President di Eni Divisione Exploration & Production. Attualmente è Chief Development, Operations & Technology Officer e Consigliere di Amministrazione di Eni Foundation a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

  • Roberto Casula: l’avvio di carriera e la crescita in Eni

    Roberto Casula ha alle spalle una consolidata carriera come Ingegnere Minerario che l’ha portato a lavorare prima in Agip e poi in Eni. Attualmente, si occupa di tutte le attività tecnico operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo nella società.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: formazione e primi incarichi professionali

    Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962, si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università della sua città e supera successivamente l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di Ingegnere. La prima esperienza professionale è in Agip S.p.A., per la quale lavora come ingegnere di giacimento (Reservoir Engineer) fino al 1991. È coinvolto nelle prove di produzione (production test) e acquisizione dei dati (well logging) sui pozzi, per poi spostarsi presso la società specializzata Beicip – Franlab a Sophia Antipolis (Antibes, Francia): qui si occupa di reservoir modelling. Roberto Casula viene assegnato alla consociata Agip Angola Ltd con sede a Luanda: inizialmente svolge gli incarichi di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, mentre dal 1994 acquisisce il ruolo di Chief Development Engineer. Torna in Italia nel 1997: passa a Eni S.p.A. e si stabilisce presso la Sede di San Donato Milanese come Development and Production Coordinator.

    Roberto Casula: le attività manageriali in Eni S.p.A.

    Roberto Casula coordina le attività operative e di business per le aree dell’Africa occidentale e centro-asiatiche. Viene coinvolto nelle attività negoziali tecniche ed economiche, per poi venire nominato Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran. Svolge questo ruolo fino all’inizio del 2001, per poi ricevere l’incarico di Dirigente. Nello stesso anno diventa Project Director del progetto giant South Pars Gas fasi 4-5 e si trasferisce in Iran, a Teheran. Diventa Amministratore Delegato della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. nel 2004, mentre a metà del 2005 assume l’incarico di Managing Director di Eni Nord Africa BV. Per un breve periodo si occupa della Regione Sub-Sahariana in qualità di Senior Vice President. Per ricoprire al meglio questo ruolo, Roberto Casula si trasferisce ad Abuja, in Nigeria, e diventa Presidente delle tre consociate di Eni nel Paese. Le sue responsabilità vengono ampliate a tutti i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente: il manager assume così il titolo di Executive Vice President. Nel luglio 2014 diventa Chief Development, Operations & Technology Officer, con responsabilità su tutte le attività tecnico operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo.

  • Eni: la biografia di Claudio Descalzi

    Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi della città. Dal 2014 è Amministratore Delegato del Gruppo Eni, con alle spalle 30 anni di esperienza all’interno della multinazionale petrolifera.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi: formazione e primi incarichi in Eni

    Claudio Descalzi nasce a Milano, dove frequenta l’Università degli Studi conseguendo la laurea in Fisica nel 1979. La sua carriera professionale inizia due anni dopo in qualità di ingegnere di Giacimento all’interno del Gruppo Eni. In seguito, essendo stato nominato Project Manager, si occupa del monitoraggio dell’espansione delle attività nel Mare del Nord e nelle zone della Libia, Nigeria e Congo. Nel 1994 diventa Managing Director della consociata Eni in Congo e prosegue il suo percorso all’estero come Vice Chairman in Nigeria fino al 2000. In virtù di tali esperienze, Claudio Descalzi sviluppa ottime competenze e abilità che gli valgono la promozione a Direttore delle zone dell’Africa, Medio Oriente e Cina. Ha, inoltre, supportato il lancio del Progetto Western Libyan Gas, il primo a monetizzare il gas naturale libico tramite l’esportazione e la vendita in Italia.

    Claudio Descalzi: l’esperienza come AD di Eni

    Claudio Descalzi dirige l’area geografica che comprende Italia, Africa e Medio Oriente tra il 2002 e il 2005 e nel medesimo lasso di tempo è nel CdA di diverse consociate Eni. Con il passare degli anni, consolida la sua posizione all’interno del Gruppo, assumendo l’incarico di Vice Direttore Generale nella divisione Exploration & Production e, in una fase successiva, quello di Chief Operating Officer. Contemporaneamente, è impegnato nella definizione dei piani di sviluppo delle attività upstream in Italia e all’estero, per la quale predispone numerose strategie come la campagna di esplorazione in Mozambico o il lancio di Goliat. Dopo oltre 30 anni di esperienza all’interno della società, nel maggio del 2014 viene nominato Amministratore Delegato del Gruppo. Tra le altre attività, Claudio Descalzi ha ricoperto diverse posizioni in ambito associazionistico e accademico: è stato Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala, Visiting Fellow of The University of Oxford, Membro del National Petroleum Council per il 2016/2017. Nel 2012 diventa il primo europeo ad essere insignito del prestigioso riconoscimento internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, conferito dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers.

  • Claudio Descalzi: i progetti per produrre energia dal moto ondoso

    In seguito all’avvio dell’impianto Iswec nelle acque davanti a Ravenna, Eni, Fincantieri, Cdp e Terna uniscono le forze per un progetto ambizioso, basato sulla produzione di energia dal moto ondoso. L’accordo non vincolante è stato firmato dagli AD Claudio Descalzi, Giuseppe Bono, Fabrizio Palermo e Luigi Ferraris.

    Claudio Descalzi, AD Eni

    Claudio Descalzi: il progetto per produrre energia dal moto ondoso

    La sfida è riuscire a ottenere impianti di taglia industriale per la fornitura di energia totalmente rinnovabile derivante dal moto ondoso. Tutto è iniziato con l’impianto di produzione Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec), nelle acque dell’Adriatico davanti a Ravenna: installato e avviato da Eni, il sito ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kW. In futuro si punta ad alimentare piattaforme di medie e grandi dimensioni, nella prospettiva di convertirle in hub per la produzione green. Il 19 aprile Claudio Descalzi (Eni), Fabrizio Palermo (Cdp), Giuseppe Bono (Fincantieri) e Luigi Ferraris (Terna) hanno siglato l’accordo non vincolante per condividere le rispettive competenze e sviluppare impianti di produzione energetica dal moto ondoso su scala industriale, per proseguire lungo la strada della decarbonizzazione e dello sviluppo sostenibile. Eni, guidata dall’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, fornirà per questo nuovo progetto i dati e i risultati provenienti dall’impianto pilota Iswec, sviluppato con il Politecnico di Torino e lo spin-off Wave of energy, oltre alle opportunità logistiche e tecnologiche dei propri impianti offshore. Cdp fornirà le competenze economico-finanziarie, Fincantieri darà il suo contributo a livello di progettazione esecutiva, costruzione e installazione, mentre Terna si occuperà delle modalità di connessione e integrazione del sistema di produzione con la rete elettrica o con sistemi ibridi.

    La carriera di Claudio Descalzi in Eni

    Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni, Presidente di Assomineraria, membro del National Petroleum Council e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Milanese, è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano. Due anni dopo il conseguimento della laurea, entra in Eni come Ingegnere di giacimento, dando il via a un percorso professionale che lo porterà ai vertici dell’azienda. Tra il 1981 e il 1990 è Project Manager per le attività nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Tra il 1998 e il 2000 si trasferisce all’estero per ricoprire la carica di Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata di Eni in Nigeria. Tra il 2000 e il 2001 è Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, mentre dal 2002 al 2005 passa alla Direzione dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. In seguito viene nominato prima Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production, poi, nel 2014, Amministratore Delegato del Gruppo. Claudio Descalzi è stato Presidente di Eni UK ed è il primo europeo ad aver ricevuto il premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand memorial Gold Medal 2012” dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) per il settore Oil & Gas.

  • Roberto Casula: percorso formativo ed esperienze professionali

    Cagliaritano, classe 1962, Roberto Casula è un top manager attualmente impegnato nel ruolo di Chief Development Operation &Technology nel Gruppo Eni. Laureatosi in Ingegneria Mineraria nel 1988, ha ricoperto diverse posizioni e incarichi prestigiosi in Italia e all’estero all’interno della società.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: formazione e prime esperienze professionali

    Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi della città. In seguito, ottiene l’abilitazione per esercitare la professione e inizia il proprio percorso professionale in Agip S.p.A. Qui è impegnato in qualità di Reservoir Engineer, sviluppando importanti competenze nelle prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi e studiando il comportamento dinamico dei giacimenti petroliferi, fino al 1991. Un anno più tardi ricopre l’incarico di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer presso la consociata Agip Angola Lt in Luanda. Nominato Development and Production Cooordinator di Eni S.p.A., rientra in Italia nel 1997 e si occupa delle attività operative e di business nei Paesi dell’Africa Occidentale e dell’Asia Centrale. La carriera di Roberto Casula prosegue all’estero: divenuto Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto per le attività dell’Iran e chiamato alla guida del progetto Giant South Pars fasi 4-5, si trasferisce a Teheran nel 2001.

    Roberto Casula: Chief Development Operation &Technology Officer in Eni S.p.A.

    Nel 2004 Roberto Casula assume la posizione di Managing Director in Eni Mediterranea S.p.A, la consociata del Gruppo con sede a Gela ed è Responsabile delle attività di esplorazione e produzione del territorio siciliano. Successivamente nominato Managing Director di Eni Nord Africa BV, si sposta in Libia, a Tripoli, per coordinare tutte le attività che avvengono nel Paese. Nel 2007 torna in Italia come Presidente delle tre consociate Eni Abuja (Nigeria) e Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Avendo sviluppato ottime competenze e una profonda conoscenza del territorio estero, le responsabilità del manager sardo diventano sempre più ampie e si estendono a tutti i Paesi dell’Africa e del Medioriente. Nel 2011, invece, riesce a concludere con successo importanti negoziazioni, interfacciandosi con le più alte autorità di Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico. Attualmente, Roberto Casula è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

  • Claudio Descalzi: “Occorre promuovere la cultura della sostenibilità”

    Eni, sotto la guida di Claudio Descalzi, ha firmato un accordo con Cassa Depositi e Prestiti volto alla promozione congiunta di iniziative in Italia nell’ambito di economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità.

    Claudio Descalzi, AD Eni

    Claudio Descalzi: Eni firma un accordo con CDP

    Una nuova partnership per Eni. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Claudio Descalzi, ha incontrato Fabrizio Palermo di Cassa Depositi e Prestiti per firmare un accordo di collaborazione congiunta per iniziative in Italia relative a economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità. In particolare, verranno rilanciati siti industriali mentre sono ancora da valutare: la realizzazione di impianti per la produzione di combustibili a partire dalla frazione organica dei rifiuti; alcune iniziative di elevato impatto socio economico nei Paesi in via di sviluppo; la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed altri investimenti. Eni, sotto la guida di Claudio Descalzi, aveva già intrapreso la strada della sostenibilità concretamente, avviando la costruzione di due nuovi impianti fotovoltaici in Tunisia e Pakistan attraverso le controllate Eni New Energy Pakistan e Eni Tunisia BV.

    Claudio Descalzi: Accordo con CDP d’importanza strategica

    Claudio Descalzi ha commentato con soddisfazione l’alleanza siglata: “Un accordo di importanza strategica. La partnership con Cassa Depositi e Prestiti ci dà grande forza per proseguire nel percorso verso un futuro di energia sempre più sostenibile e inserita in un contesto di economia circolare”. L’Amministratore Delegato ha, inoltre, colto l’occasione per ribadire l’importanza di un modello economico sostenibile, la cui realizzazione è possibile solo grazie all’impegno congiunto di tutti: “Il nostro è un percorso ambizioso e concreto, per il quale abbiamo già compiuto passi davvero importanti, ma non possiamo portarlo a termine solo con il nostro impegno. Occorre fare sistema a livello Paese, promuovere la cultura della sostenibilità e della circolarità a tutti i livelli istituzionali e del tessuto economico, e mettere a fattore comune possibilità di investimento e know-how”.

  • Claudio Descalzi: Eni un 2018 da record

    Claudio Descalzi guida Eni verso traguardi importanti. I risultati consolidati dell’esercizio 2018 mostrano una crescita del colosso petrolifero: utile raddoppiato e record della produzione.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi: 2018 da record per Eni

    Eni in costante crescita: il 2018 è stato un anno importante e i numeri lo confermano. La società di Claudio Descalzi ha approvato i risultati consolidati dell’esercizio 2018 che si è chiuso con un utile operativo adjusted di 11,24 miliardi, quasi il doppio rispetto all’anno precedente. In particolare, emergono i 2,99 miliardi del quarto trimestre, circa il 49% in più rispetto a quello del 2017. Anche l’utile netto adjusted è quasi raddoppiato. L’anno appena concluso è stato piuttosto significativo anche per la produzione di idrocarburi, il Gruppo guidato da Claudio Descalzi ha infatti registrato il record con 1,85 milioni di barili al giorno, come lui stesso sottolinea: “La produzione giornaliera più alta di sempre”. Nel maggio del 2019 è in programma il Consiglio di Amministrazione, che proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,83 euro per azione.

    La soddisfazione di Claudio Descalzi: “Ottimi risultati”

    L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha commentato i risultati ottenuti, mettendo in luce le due direzioni in cui si sono mossi i lavori: “Nel corso del 2018 abbiamo lavorato su due fronti: la continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata. I risultati, grazie anche al contributo di quanto fatto nel quarto trimestre, sono stati ottimi in entrambi i casi”. Per quanto riguarda il portafoglio, il top manager sottolinea il raddoppio del risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in euro cresciuto solo del 25%. La cassa operativa, invece, ha riscontrato una crescita di circa il 35% che ha consentito di coprire l’esborso per dividendi pari a 3 miliardi e di ridurre di importo pressoché uguale il debito netto, sceso a 8,3 miliardi.

  • Claudio Descalzi sul caso Regeni: “L’Egitto chiarisca”

    Eni continua a correre veloce, tanto da arrivare anche al Golfo Persico, zona monopolizzata dalle tre big Francia, Gran Bretagna e USA. L’Amministratore Delegato della multinazionale, Claudio Descalzi, lieto della trattativa siglata con Adnoc Refining, ricorda però anche il valore della vita e riprende il caso Regeni con un appello all’Egitto: “Serve chiarezza”.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi e il caso Regeni: serve chiarezza

    Ci sono affari, profitti e risultati, ma sopra di questi c’è il valore della vita e il rispetto per l’uomo. Eni è attiva sulla sponda del Mediterraneo e a tal proposito Claudio Descalzi riprende il caso Regeni: sono passati poco più di tre anni e la vicenda rimane ancora irrisolta, ma soprattutto non è stata fatta giustizia. Secondo l’AD del gruppo servono risposte dall’Egitto, trattandosi di una questione prioritaria. Nonostante i vari appelli e azioni da parte di tutta la comunità internazionale, la verità non è emersa ed è inammissibile. Queste le parole di Claudio Descalzi, rilasciate durante un’intervista ad Affari e Finanza: “Mi addolora molto il fatto che non ci sia chiarezza su quello che è successo. È un dovere di tutti capire cosa e perché è successo, dobbiamo avere risposta alle domande. Ci sono i profitti, le società, gli affari, ma sopra a tutto ci sono i valori ed il rispetto delle vite umane. Le priorità sono queste. Non accetto che il posizionamento all’interno di un Paese non tenga conto di questo”.

    Claudio Descalzi: Eni si espande nel Golfo Persico

    Da sempre dominata da Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna, l’area del Golfo Persico è una zona dall’ottimo potenziale e uno dei mercati più ricchi e promettenti del settore petrolchimico. Con l’obiettivo di consolidare la propria forza, Eni ha siglato un accordo con Adnoc Refining per il 20% delle quote, probabilmente il più importante mai portato a termine negli Emirati Arabi. Claudio Descalzi, estremamente orgoglioso della trattativa conclusa, riferisce che Eni riuscirà, di conseguenza, a fornire un notevole apporto tecnologico ai servizi, focalizzandosi, in particolare, sull’aumento della capacità di raffinazione di circa il 35%. In merito agli obiettivi a lungo termine, l’AD ha dichiarato: “Con il contributo delle nostre tecnologie gli impianti arriveranno tra il 2021 e il 2022 a una capacità di 1,1 milioni di barili al giorno, fino a raggiungere successivamente 1,6 milioni di barili, un volume che potrà portare l’intero complesso a essere il primo al mondo”.

  • Messico e Medio Oriente nel futuro di Eni: Claudio Descalzi intervistato da “Il Sole 24 Ore”

    In un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi analizza le principali operazioni del Gruppo ed esprime soddisfazione per un 2018 che si è rivelato assai proficuo.

    Claudio Descalzi

    Gela, Messico e Medio Oriente: Claudio Descalzi sulle strategie di Eni

    Nonostante il 2018 si sia rivelato un anno assai proficuo, Claudio Descalzi guarda già al futuro di Eni e parla delle strategie del Gruppo in un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”. Primo argomento trattato il progetto waste to fuel di Gela, un esempio di come Eni stia sempre più puntando sull’economia circolare. Imperniato su tre pilastri (sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale), tale modello sarà propedeutico all’acquisizione di una serie di informazioni necessarie per la progettazione di nuovi impianti su scala industriale che il Gruppo realizzerà in altri siti in Italia. Il progetto di Gela è solo il primo di una serie di altri che interesseranno le principali città italiane e che porteranno all’eliminazione di “una grande quantità di rifiuti organici, riutilizzandoli e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all’estero”. Tra riconversioni industriali, ricerca e bonifica, Eni ha infatti investito circa 5 miliardi di euro dal 2012 al 2017. Claudio Descalzi si sofferma, successivamente, sulla cessione del 35% dell’Area 1 del Messico a Qatar Petroleum, “una partnership di lungo termine che non riguarderà solo il Messico, ma anche altri Paesi, e che ci consente di ribilanciare la nostra diversificazione e il livello di investimenti in alcune aree, come abbiamo fatto anche con Mubadala Petroleum”. Tra gli obiettivi di Eni vi è, infatti, il rafforzamento delle proprie attività sia in Medio Oriente che in Messico.

    Claudio Descalzi: la riduzione del debito di Eni e il piano di buyback

    Nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, Claudio Descalzi interviene anche in merito alla riduzione del debito di Eni, ottenuta grazie a un flusso costante di cassa e a una gestione oculata della struttura finanziaria. Il Gruppo ha infatti raggiunto un’esposizione di 9 miliardi e un leverage pari a 0,18 contro lo 0,23 di fine 2017, segnando il livello minimo degli ultimi 20 anni. Un risultato possibile grazie all’eccellente performance dell’esplorazione e produzione e a un piano di turnaround che si è rivelato efficace negli ultimi anni sui business downstream. L’AD ha anticipato che gli obiettivi finanziari del prossimo quadriennio saranno comunicati a marzo, evidenziando come Eni continuerà a “lavorare per migliorare ulteriormente la performance”. In occasione del prossimo piano sarà presa una decisione a riguardo del buyback, “che resta comunque una priorità ed è una delle gambe, insieme al dividendo progressivo, su cui si basa la nostra remunerazione”. Il buyback molto probabilmente verrà proposto al CdA e all’assemblea se il livello del leverage continuerà a essere adeguato.

  • Roberto Casula e la sua vita lavorativa all’interno delle più importanti corporations energetiche

    Esordi sull’isola sarda, trasferimento in Asia e Africa e raggiungimento delle massime cariche in Eni S.p.A: la crescita professionale di Roberto Casula è un esempio positivo del frutto di lunghi anni di gavetta sul più ampio scenario internazionale.

    Roberto Casula, manager Eni

    Roberto Casula e i primi passi nel settore corporate

    Nato nel capoluogo sardo nel 1962, Roberto Casula si laurea come ingegnere minerario a 26 anni presso l’Università cagliaritana. Finiti gli studi, ha l’occasione di entrare a far parte di Agip S.p.A., nei cui uffici è impiegato fino al 1991. In questo periodo è incaricato della gestione delle prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi e della verifica del comportamento dinamico dei giacimenti di petrolio, settori sui quali si focalizza la sua attività. Nel 1992 ottiene il trasferimento nella consociata del gruppo Agip Angola Ltd con sede a Luanda, capitale dell’omonima nazione africana, dove si occupa prevalentemente di operazioni di mantenimento e sviluppo. Nel 1997 Roberto Casula ha la possibilità di ritornare all’interno dei confini nostrani, incominciando un progetto di coordinamento produzione e sviluppo presso Eni S.p.A.: questo nuovo ruolo gli consente di essere ancora una volta coinvolto nelle dinamiche dei Paesi dell’Africa Occidentale, unitamente a quelli dell’Asia Centrale, segnatamente per quanto attiene alle vendite, all’operatività e al business.

    I traguardi raggiunti negli ultimi decenni da Roberto Casula

    Agli albori del XXI secolo, Roberto Casula diviene, sempre per conto di Eni, in prima istanza Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran e in seconda battuta manager delle fasi 4 e 5 del progetto Giant South Pars Gas: per concentrarsi full time su questo secondo progetto, opta per un trasferimento diretto nella capitale Teheran. Ritornato per un breve lasso di tempo in Italia nel 2004, si sposta nuovamente all’estero a metà del 2005 a Tripoli, capitale della Libia, dove lavora prima come Managing Director per il Nord Africa e poi come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. Per quest’ultima posizione, Roberto Casula perfeziona il proprio potere contrattuale nel settore delle big corporations, traghettando in porto dal 2011 per conto di Eni diverse trattative commerciali cardine in molteplici paesi del continente. Ciliegina sulla torta di questo lungo iter di affermazione della propria influenza come manager è la nomina di Casula nel luglio 2014 come Chief Development Operations & Technology Officer: questo ruolo gli garantisce una corsia preferenziale nei confronti del CEO di Eni, a cui riferisce in merito a tutte quelle attività aziendali tecniche, operative, di progetto, ricerca e sviluppo. Nell’ultimo periodo, Roberto Casula è stato nominato ai vertici di Assomineraria: un riconoscimento al suo impegno in prima linea per un accesso sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico alle risorse energetiche da parte delle nazioni in via di sviluppo.

  • Eni, Claudio Descalzi: la lezione di Enrico Mattei ancora attuale

    “Oggi come in passato, alla base delle trasformazioni e dei nostri successi, riconosciamo gli stessi valori che storicamente hanno guidato l’evoluzione della nostra società, che ci hanno unito facendoci riconoscere in un unico progetto, legati da un forte spirito di appartenenza”: Claudio Descalzi ricorda Enrico Mattei, fondatore di Eni, a 56 anni dalla sua scomparsa.

    Claudio Descalzi

    Eni, commemorazione Mattei: l’intervento dell’AD Claudio Descalzi

    Eni ricorda Enrico Mattei a 56 anni dalla sua tragica scomparsa con due commemorazioni che si sono tenute a Roma e a San Donato Milanese presso le sedi del gruppo da lui fondato nel 1953. “Il coraggio, la capacità di innovare, la visione prospettica che abbiamo ereditato sono i valori che caratterizzano oggi il nostro modo di lavorare e la nostra capacità di trasformarci e rinnovarci continuamente” ha ricordato l’AD Claudio Descalzi che ha ripercorso la vita del fondatore del gruppo soffermandosi in particolare sulla forza delle sue intuizioni. Su tutte, quella di mettere sempre al centro le persone, che rappresentano “il vero motore della nostra azienda”. L’AD ha quindi fatto notare come “questi elementi distintivi radicati nella nostra società” ne abbiano anche caratterizzato la rinascita: basti pensare al 1945 “quando Mattei decise di credere nel rilancio degli asset energetici dell’Agip, società destinata alla liquidazione, con l’ambizione di garantire all’Italia un’impresa energetica, fino a farne una realtà internazionale”. Una filosofia che il gruppo continua a seguire ancora oggi, come ha rilevato Claudio Descalzi: “La nostra visione di lungo termine riflette la stessa ambizione che ha caratterizzato la strategia di Mattei nello scrivere la storia energetica del nostro Paese: trasformare questa visione in realtà significa, oggi, come lo fu per Mattei, far leva sulle nostre persone, sulle nostre competenze e tecnologie innovative”.

    Claudio Descalzi: gli insegnamenti di Enrico Mattei sono ancora oggi la forza di Eni

    Nel suo intervento alla commemorazione di Enrico Mattei, l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato inoltre come il gruppo abbia trovato “la propria forza nel riconoscimento dei propri limiti”. L’avvio delle attività in Africa, circa 65 anni fa, ne è un esempio: “Eravamo circondati dalle grandi Majors, supportate da rapporti storici con i Paesi e in questo contesto Mattei intuì che dovevamo fare qualcosa in più che semplicemente investire per l’export. Dovevamo catturare tutto il potenziale domestico per aumentare lo sviluppo locale, coinvolgere maggiormente il Paese produttore, creando delle JV al 50%”. E questo secondo l’AD è l’unico modo per crescere insieme ed essere riconosciuti: “Tale consapevolezza ci ha portato a rinunciare ad un’ottica di sviluppo individualista, guidata da una logica di profitto di breve termine, puntando invece ad una crescita di lungo termine”. Claudio Descalzi ha quindi spiegato che “quella che era un’iniziale debolezza è diventata la nostra forza, la nostra cultura, la base di quello che oggi chiamiamo modello “dual flag”, della nostra scelta di contribuire allo sviluppo delle realtà in cui operiamo cercando di minimizzare le lacune socio-economiche. Non a caso il gruppo è sempre pronto ad investire in quei Paesi “per massimizzare l’accesso all’energia, presupposto alla crescita economica, e per promuovere un ampio portafoglio di iniziative a favore delle comunità locali”.

  • Una vita nel top management: la carriera di Roberto Casula

    Partendo dall’Università in Sardegna, passando dai giacimenti in Asia e Africa e arrivando fino alle più alte cariche in Eni S.p.A., la carriera trentennale di Roberto Casula.

    Roberto Casula, manager Eni

    Roberto Casula e le prime esperienze lavorative in ambito corporate

    Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula consegue la laurea in Ingegneria Mineraria a 26 anni presso l’Università della sua città. Terminati gli studi, ha l’opportunità di formarsi all’interno di Agip S.p.A., dove lavora fino al 1991. In questi anni, inoltre, si specializza nelle prove di produzione e acquisizione dati sui pozzi e nello studio del comportamento dinamico dei giacimenti di petrolio. Nel 1992, Roberto Casula viene trasferito nell’azienda associata Agip Angola Ltd, che si trova a Luanda, la capitale dello stato africano dell’Angola, e dove si occupa prevalentemente di operations, maintenance e sviluppo. Nel 1997, torna in Italia e inizia a lavorare come coordinatore di produzione e sviluppo presso la Eni S.p.A.: questo incarico comporta un suo nuovo coinvolgimento per i Paesi dell’Ovest Africa, e questa volta anche per quelli dell’Asia Centrale, soprattutto per quanto concerne il commercio, le operazioni e gli affari.

    La carriera di Roberto Casula in Eni e gli sviluppi degli ultimi anni

    All’alba del nuovo millennio, Roberto Casula diviene, sempre per conto di Eni, prima Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività nella Repubblica Islamica dell’Iran e, subito successivamente, manager delle fasi 4 e 5 del progetto Giant South Pars Gas: per adempiere pienamente a questo secondo impegno lavorativo, decide di andare direttamente a vivere a Teheran, la capitale dello stato. Tornato per un brevissimo periodo in Italia, e per la precisione a Gela, nel 2004, Casula si ritrasferisce ancora una volta all’estero a metà del 2005 a Tripoli, capitale dello stato libico, in qualità di Managing Director per il Nord Africa e poi, a partire dagli ultimi mesi del 2007, come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana. In questa seconda occasione, Roberto Casula ha modo di ampliare le proprie competenze in ambito corporate, arrivando, a partire dal 2011, a portare a compimento importanti negoziati commerciali in diversi Paesi africani. Conclusione ideale di questo lungo processo di consolidamento della propria credibilità manageriale è la nomina, nel luglio 2014, a Chief Development Operations & Technology Officer, compito che lo porta a riferire direttamente al CEO di Eni per conto di tutte quelle attività aziendali tecniche, operative, progettuali e di R&D. Negli ultimi anni, Roberto Casula si è altresì distinto per la sua nomina ai vertici di Assomineraria e per il suo impegno in primo piano per un accesso ambientalmente ed economicamente sostenibile alle risorse energetiche da parte dei Paesi in via di sviluppo.

  • Investimenti Eni: Claudio Descalzi incontra il Premier

    L’AD Claudio Descalzi commenta l’incontro avuto con il Premier a Palazzo Chigi lo scorso 10 ottobre: al centro il piano di investimenti del gruppo e le prospettive occupazionali.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi: l’incontro a Palazzo Chigi con il Premier

    Gli investimenti su attività operative e industriali di Eni sono stati al centro dell’incontro tra l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi e il Premier Giuseppe Conte che si è tenuto lo scorso 10 ottobre. A Palazzo Chigi i vertici delle principali partecipate italiane si sono riuniti per una cabina di regia in cui sono stati discussi diversi temi: l’AD di Eni, per impegni presi in precedenza, non ha potuto partecipare al tavolo con gli altri. Ha quindi incontrato a parte il Premier e altri esponenti del governo presenti all’appuntamento. “Il contenuto è stata una analisi su tutte le industrie per vedere quali sono i livelli degli investimenti e capire quanto può essere il consolidato degli investimenti e di attività in Italia” ha detto in merito Claudio Descalzi, rispondendo ai giornalisti a margine del convegno Ispi in cui è intervenuto poche ore dopo.

    Claudio Descalzi a Palazzo Chigi: le dichiarazioni dell’AD di Eni

    Come riportato da diverse testate, l’AD Claudio Descalzi ha ricordato come Eni abbia avviato un piano di investimenti da 22 miliardi nei prossimi 4 anni. E il Gruppo potrebbe far partire nell’arco del quadriennio un piano di assunzioni di 3.600 persone, cioè tre giovani ogni uscita. Sempre rispondendo ai giornalisti a margine del convegno Ispi e della Maker Faire di Roma a cui ha partecipato il 12 ottobre scorso, l’AD ha sottolineato come durante l’incontro a Palazzo Chigi il governo non abbia fatto richieste specifiche: si è parlato di investimenti per capire i più importanti e “i nostri sono nella chimica, economia circolare, raffinazione, rinnovabili”. Al Premier “abbiamo presentato gli investimenti che sono nel piano e nel caso in cui fosse possibile riuscire a semplificare, potrebbero essere di livello superiore o anticipati” ha aggiunto Claudio Descalzi. In merito alle assunzioni invece l’AD ha specificato: “Non mi è stato chiesto nessuno sforzo: siamo noi che abbiamo bisogno di investire nelle assunzioni di nuove personalità”.

  • Eni-Sonatrach: Claudio Descalzi sul nuovo accordo in Algeria


    Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, e Abdelmoumem Ould Kaddour, Presidente e Direttore Generale di Sonatrach, hanno di recente rinnovato la loro collaborazione in Algeria: i progetti di esplorazione e sviluppo proseguiranno gli accordi conclusi a novembre 2016.

    Claudio Descalzi, AD Eni

    Claudio Descalzi commenta la collaborazione Eni – Sonatrach

    Lo scorso 17 aprile 2018 a Orano sono stati firmati una serie di accordi che rinnovano e rafforzano la collaborazione tra Eni e Sonatrach in Algeria. Il Presidente e Direttore Generale della società di stato algerina e Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, mirano a lavorare ancor più congiuntamente attraverso sinergie finalizzate al risparmio e all’ottimizzazione dell’efficienza operativa. L’accordo prevede il lancio di un nuovo progetto di esplorazione e sviluppo nel bacino del Berkine, oltre alla produzione di nuove riserve di gas grazie allo sviluppo delle infrastrutture già esistenti. Per quanto riguarda il settore Ricerca e Sviluppo, la collaborazione già siglata nel novembre 2016 viene rinnovata e portata avanti con entusiasmo da entrambe le parti. Claudio Descalzi ha così commentato: “La rinnovata collaborazione tra le nostre società permette a Eni di realizzare un ulteriore importante passo in avanti in un Paese chiave come l’Algeria e di consolidare ulteriormente la partnership strategica con Sonatrach. Inoltre, la prossima realizzazione di un laboratorio per le energie rinnovabili e di un impianto fotovoltaico nel sito produttivo di BRN sono un ulteriore tassello nel percorso di decarbonizzazione di Eni che prevede, tra le altre cose, lo sviluppo dei business green attraverso l’impegno crescente nelle energie da fonti rinnovabili e l’impegno in attività di ricerca scientifica e tecnologica”. Eni è il principale player internazionale algerino, con una produzione netta di circa 100.000 barili di olio equivalente al giorno.

    Claudio Descalzi: le principali tappe professionali della carriera del manager

    Nato nel 1955 a Milano, Claudio Descalzi è attualmente Amministratore Delegato di Eni, Presidente di Assomineraria, membro del National Petroleum Council e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. La carriera del manager inizia in seguito alla laurea in Fisica nel 1979: due anni più tardi entra in Eni come Ingegnere di giacimento, dando il via al suo percorso di crescita professionale all’interno della multinazionale. Claudio Descalzi è prima Project Manager per lo sviluppo delle attività in Libia, Nigeria, Congo e Mare del Nord dal 1981 al 1990, poi Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Grazie al suo operato, il nostro Paese raggiunge i 250.000 barili al giorno. Nel 1994 assume la carica di Managing Director della consociata Eni in Congo, per poi proseguire l’iter professionale all’estero: tra il 1998 e il 2000 è Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata di Eni in Nigeria. Grazie a quest’esperienza, diventa Direttore dell’area geografica Africa, Medio oriente e Cina per il biennio 2000-2001, avviando il Progetto Western Libyan Gas. Dal 2002 passa a dirigere l’area geografia Italia, Africa e Medio Oriente, per poi occuparsi della Divisione Exploration & Production della multinazionale, come Vice Direttore Generale e poi come Chief Operating Officer. Dal 2014 Claudio Descalzi è Amministratore Delegato del Gruppo.

  • Sostenibilità: Claudio Descalzi lancia la “svolta epocale” di Eni

    Eni al lavoro per la transizione energetica: il gruppo è pronto a dare l’esempio lanciando entro fine anno gli obiettivi per la neutralità carbonica, come ha annunciato l’AD Claudio Descalzi.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi: entro fine anno i target Eni per la neutralità carbonica

    Claudio Descalzi lo ha promesso: sarà un “annuncio epocale” quello che farà Eni nei prossimi mesi. Perché riguarda una delle sfide più importanti che il mondo si trova oggi a combattere per garantire in futuro la propria sopravvivenza, quella contro il climate change. “Ancora nessuno si è preso il rischio di annunciare che vuole essere neutro dal punto di vista del carbonio: io lo voglio fare e noi siamo convinti di poterlo fare” ha dichiarato l’AD di Eni che lo scorso 2 luglio al Politecnico di Milano ha sottoscritto il rinnovo della partnership avviata nel 2008 con l’ateneo. Oggi “inizia un ciclo nuovo e strategico dell’attività Eni che da compagnia petrolifera è passata ad essere società energetica e ora punta sull’economia circolare per arrivare alla neutralità carbonica” ha aggiunto Claudio Descalzi specificando che è ancora tutto allo stadio preliminare, ma l’intenzione e l’impegno sono più forti che mai: “Stiamo approfondendo e stiamo valutando la parte economica e dobbiamo fare l’analisi tecnica. Ma sarà un passo fondamentale per spingere tutto il sistema verso la riduzione delle emissioni perché non ci sono solo quelle atmosferiche ma anche quelle che riguardano il suolo”.

    Claudio Descalzi: l’economia circolare per la salvaguardia del pianeta

    “L’obiettivo è anche ottimizzare la produzione dei rifiuti evitando gli sprechi”: nell’annunciare l’impegno di Eni per arrivare alla neutralità carbonica, Claudio Descalzi ha ribadito il suo pensiero sull’importanza dell’economia circolare in questa prospettiva. “Soltanto il 17% della popolazione produce la gran parte dei rifiuti mondiali: se lo facessero tutti allo stesso modo saremo sommersi dai rifiuti” ha fatto notare l’AD invitando a riflettere sulla questione. Per Claudio Descalzi è diventato prioritario modificare il nostro modo di pensare e di comportarci: le risorse, così come l’energia, non sono infinite e il pianeta ha sempre più bisogno di un sistema meno impattante. La soluzione prospettata dall’AD è dunque un nuovo modello di conservazione dell’energia incentrato sull’economia circolare: un approccio che porterà a una riduzione degli sprechi e quindi a una minore necessità di materie prime. Ma occorre l’impegno di tutti, perché in questa sfida ognuno può e deve fare la propria parte per il futuro del pianeta.

  • Eni, Zohr in produzione in tempi record: le dichiarazioni dell’AD Claudio Descalzi

    Il 20 dicembre rappresenta una “giornata storica” non solo per Eni ma anche per l’Egitto: con queste parole l’AD Claudio Descalzi annuncia l’avvio in tempi record della produzione nel maxi-giacimento di Zohr.

    Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi: Eni avvia la produzione di Zohr

    “L’avvio di Zohr è frutto delle nostre competenze, della nostra capacità di innovazione tecnologica e della nostra tenacia nel perseguire gli obiettivi, anche quelli più complessi”: l’AD di Eni Claudio Descalzi lo ha ripetuto più volte parlando del giacimento egiziano che lo scorso 20 dicembre ha avviato in tempi record la produzione. Meno di due anni e mezzo, in netto anticipo rispetto a quanto avviene solitamente per giacimenti di tale tipologia. Ora Zohr, che si configura come la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel Mar Mediterraneo, potrà soddisfare parte della domanda egiziana di gas naturale per i prossimi anni. E non solo: dal 2019 non è esclusa la possibilità di aprire all’esportazione, verso cui già da ora converge l’interesse di diversi Paesi europei, Italia inclusa. Per il gruppo guidato da Claudio Descalzi quello di Zohr rientra tra i sette progetti che sono riusciti a distinguersi nel settore per il notevole risparmio di tempi e costi nella loro realizzazione e messa in produzione: due in Angola, uno in Congo, Ghana, Indonesia e due in Egitto (oltre a Zohr anche Nooros). Come ha ricordato l’AD, è la conferma dell’efficacia del Dual Exploration Model di Eni: adottato nel 2013, ha permesso di generare tra il 2014 e il 2017 circa 9 miliardi di dollari dalle attività di esplorazione.

    Eni: la soddisfazione dell’AD Claudio Descalzi per i record nel giacimento di Zohr

    L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi parla di “giornata storica” nel commentare l’avvio della produzione del giacimento egiziano. Il manager ribadisce più volte quanto il risultato identifichi la capacità delle donne e degli uomini del gruppo di trasformare delle opportunità sfidanti in grandi successi: “Questo progetto è stato reso possibile sfruttando al massimo le competenze e le capacità umane e infrastrutturali che offre il Paese in termini di risorse locali”. Nella nota diffusa da Eni, Claudio Descalzi evidenzia inoltre la portata di questo avvenimento, che consentirà all’Egitto di diventare autosufficiente dal punto di vista energetico, trasformandosi da importatore di gas naturale in futuro esportatore. Il pensiero dell’AD va anche alle istituzioni locali e ai partner che con il loro contributo hanno supportato la realizzazione del progetto in tempi record.

  • I manager di Eni: Roberto Casula, Chief Development – Operations & Technology Officer

    Roberto Casula comincia il suo percorso professionale in Eni nel 1988, poco dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università di Cagliari. Attualmente ricopre la carica di Chief Development – Operations & Technology Officer.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: gli studi e i primi passi professionali in Eni

    Nato a Cagliari nel 1962, Roberto Casula si forma all’Università della sua città di origine, laureandosi in Ingegneria Mineraria. Superato l’esame di stato per diventare ingegnere professionista, comincia il suo percorso in Eni assumendo la carica di Reservoir Engineer, ruolo che mantiene fino al 1991. Sono anni in cui sviluppa competenze sul campo, specializzandosi nella produzione e acquisizione dati sui pozzi e nello studio del compartimento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Il 1992 segna il suo passaggio alla consociata Agip Angola Ltd, con sede a Luanda, dove ricopre incarichi di progressiva responsabilità: Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. Nel 1997 rientra in Italia e assume la carica di Development and Production Coordinator di Eni S.p.A., ruolo che lo porta a lavorare operativamente con i Paesi dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatica. Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran (2000), nel 2001 viene nominato Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, trasferendosi temporaneamente a Teheran.

    Roberto Casula: da Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. all’incarico come Chief Development – Operations & Technology Officer

    Nominato nel 2004 Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del gruppo con sede a Gela, Roberto Casula si sposta nuovamente all’estero nel 2005, assumendo la carica di Managing Director di Eni Nord Africa BV a Tripoli, in Libia. Seguono incarichi come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e Presidente delle 3 conosciate Eni Abuja (Nigeria). Grazie alle competenze acquisite in questi anni, in particolare nei Paesi dell’Africa e del Medioriente, nel 2011 viene nominato Executive Vice President, concludendo con successo importanti negoziazioni in Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico. Attualmente, Roberto Casula ricopre la carica di Chief Development – Operations & Technology Officer, ruolo che comporta l’assunzione di responsabilità per le attività tecniche, operative, di progetto, di ricerca e di sviluppo della società, il tutto a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.

  • Eni, Claudio Descalzi: la partnership con l’Università di Bologna

    Eni rafforza la partnership con l’Università di Bologna: per l’AD Claudio Descalzi si tratta di “un’ulteriore conferma della propria strategia di alleanza con le realtà di eccellenza del mondo universitario italiano”.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: Eni rinnova la partnership con l’Università di Bologna

    Investire in ricerca e creare sinergie con le eccellenze del mondo universitario sono obiettivi che l’AD Claudio Descalzi persegue fortemente fin da quando nel 2014 è stato scelto per guidare Eni. Oggi il manager, alla luce della recente riconferma nel gruppo, prosegue nella stessa direzione: lo dimostra il rinnovo della partnership con Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Lo scorso 11 giugno, in occasione del G7 Ambiente, l’AD di Eni e il rettore dell’ateneo Francesco Ubertini hanno sottoscritto un accordo triennale del valore di 5 milioni di euro finalizzato allo sviluppo di progetti di ricerca su transizione energetica, sicurezza, sostenibilità ambientale, energie rinnovabili e fonti alternative. “L’Accordo Quadro con l’Università di Bologna rappresenta per Eni un’ulteriore conferma della propria strategia di alleanza con le realtà di eccellenza del mondo universitario italiano” ha commentato l’AD Claudio Descalzi sottolineandone gli obiettivi: la collaborazione consentirà ad Eni di “avere accesso ad uno straordinario bacino di competenze in un territorio molto importante” e punterà alla creazione di tecnologie a supporto della transizione energetica, della protezione ambientale e del riutilizzo dei siti industriali del gruppo. Eni e l’ateneo bolognese hanno già realizzato insieme alcuni studi sull’utilizzo di materiali innovativi nella produzione da gas naturale di metanolo per via diretta: altri riguardano l’integrazione in asset offshore di eolico, stoccaggio e gas naturale prodotto.

    Claudio Descalzi: la crescita professionale in Eni

    Laureatosi in Fisica nel 1979 presso l’Università di Milano, Claudio Descalzi costruisce la sua carriera professionale quasi interamente in Eni, dove entra nel 1981 come Ingegnere di giacimento. Qualche anno dopo diventa Project Manager, incarico che ricopre fino ai primi anni ’90 quando viene nominato Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Chiamato a dirigere la consociata Eni in Congo nel 1994, si trasferisce quattro anni dopo in Nigeria per ricoprire il ruolo di Vice Chairman & Managing Director di Naoc. Gli anni 2000 segnano il suo rientro in Italia, dove per conto del gruppo opera in diverse posizioni dirigenziali: Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni – Divisione Exploration & Production (2005-2008). Il 2008 lo vede diventare Chief Operating Officer, incarico che ricoprirà fino al 2014, in contemporanea con la carica di Presidente di Eni UK (2010-2014). Nel 2014 arriva la nomina di AD del gruppo. Il mandato di Claudio Descalzi viene rinnovato nel 2017: le strategie adottate e i risultati conseguiti nel precedente triennio lo hanno premiato. Già Visiting Fellow of The University of Oxford, nel dicembre 2015 è entrato a far parte del “Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations”: lo scorso anno il manager ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

  • Lotta al cambiamento climatico: Roberto Casula sarà presente in veste di relatore alla conferenza CSF

    Anche Roberto Casula tra i relatori della conferenza del CSF sulla lotta al riscaldamento del clima globale, che si svolgerà il 10 novembre nella città di Torino: al centro dell’iniziativa i progetti destinati a migliorare la sostenibilità ambientale del settore energetico.

    Roberto Casula

    Conferenza CSF su riscaldamento globale: Roberto Casula tra i relatori

    La lotta al riscaldamento globale passa dalla città di Torino, grazie alla conferenza organizzata dal Centre for Sustainable Futures dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Con un incontro che si terrà il 10 novembre e vedrà la presenza di importanti personalità del mondo economico e dell’energia, come Roberto Casula, Chief Development – Operations & Technology Officer di Eni, saranno rese note le strategie di sviluppo e ricerca che dovranno contribuire al rispetto dell’ambiente, nell’ottica di dare un contributo sempre maggiore alla lotta contro l’aumento delle temperature in tutto il globo. Faro guida per i lavori sono le indicazioni sancite nell’assemblea COP21, svoltasi a Parigi nel 2015: lavorare a soluzioni sostenibili e innovative capaci di aumentare la sostenibilità dell’approvvigionamento sia del settore energetico, di cui è diretto interessato alla conferenza il rappresentante di Eni Roberto Casula, sia del settore delle materie prime. Nell’incontro si parlerà anche di stampanti 3D e delle quasi infinite loro possibilità di utilizzo, dal settore spaziale a quello delle biotecnologie. Alla riunione seguirà una tavola rotonda dove il tema del cambiamento climatico sarà al centro del dibattito, arricchito dalla partecipazione di esponenti del mondo accademico, industriale, economico e orientato alla realizzazione di un messaggio chiaro e comune, destinato alla classe politica. Oltre a Roberto Casula, saranno relatori anche Marco Gilli, Rettore del Politecnico di Torino, il Direttore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Roberto Cingolani, Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Assorinnovabili, Cristina Balbo, Direttore Regionale di Intesa San Paolo per Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Alessandro Marangoni, economista.

    Biografia e percorso professionale di Roberto Casula

    Nato in Sardegna, a Cagliari, nel 1962, Roberto Casula è l’attuale Chief Development – Operations & Technology Officer della società Eni. Laureatosi presso l’Università di Cagliari in Ingegneria Mineraria, lavora inizialmente per Agip S.p.A. nel ruolo di Reservoir Engineer. Nel 1992 entra nella controllata Agip Angola Ltd, trasferendosi in Luanda, sede della società, fino al 1997, quando una volta rientrato in Italia, diviene Development and Production Coordinator. Nel corso dei primi anni del 2000 è dapprima Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per l’Iran, poi Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas, Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi ed Eni Nord Africa BV. Poco prima di ricoprire la sua attuale carica, Roberto Casula è nominato nel 2007 Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e delle consociate Eni Abuja e infine nel 2011 Vice Presidente Esecutivo.

  • ExxonMobil acquista il 25% dell’Area 4 di Eni nell’offshore del Mozambico: le parole di Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni dal 2014, ha commentato l’ultima operazione messa a segno in Mozambico dal colosso italiano dell’energia.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: l’ultima operazione targata Eni

    L’acquisizione, da parte di ExxonMobil, del 25% dell’Area 4 di Eni nell’offshore del Mozambico per 2,8 miliardi di dollari rappresenta, secondo l’AD Claudio Descalzi, il successo dell’innovativa strategia sull’esplorazione messa in atto dal colosso dell’energia. L’esplorazione, per il Gruppo del cane a sei zampe, ha una doppia valenza e, da un lato, permette la promozione di nuovi progetti dai quali, ad esempio, è arrivato il rimpiazzo delle riserve registrato nel 2016. Dall’altro lato consente una monetizzazione molto veloce: grazie a quattro operazioni simili a quella nel Mozambico, Eni ha totalizzato 9 miliardi di dollari negli ultimi quattro anni. In una situazione globale che vede tutti vendere gli asset produttivi, il colosso italiano ha venduto, alle prime quattro società petrolifere al mondo, esclusivamente asset esplorativi riconosciuti solamente per il loro potenziale. Claudio Descalzi, commentando il recente calo del prezzo del petrolio, non si ritiene preoccupato: la domanda rimane costante e la tendenza positiva.

    Il percorso professionale di Claudio Descalzi

    Laureato in Fisica all’Università degli Studi di Milano, Claudio Descalzi avvia la propria carriera lavorativa nel 1981 presso Eni come ingegnere di giacimento. Successivamente ricopre il ruolo di Project Manager per le attività di sviluppo in Libia, Nigeria, Congo e nel Mare del Nord. A seguito dei successi ottenuti, viene promosso continuando il percorso manageriale all’interno del colosso dell’energia in qualità di responsabile delle attività operative e di giacimento per l’Italia. Nel corso del biennio 2000/2001 diventa Direttore per l’area geografica Cina, Medio Oriente e Africa, dal 2002 al 2005 riveste invece la posizione di Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. A partire dal 2005 è Vice Direttore Generale di Eni – Divisione Exploration & Production, ruolo che lo vede impegnato fino al 2008, quando diventa Chief Operating Officer. Il 9 maggio 2014 viene nominato Amministratore Delegato del Gruppo, carica che riveste ancora oggi. Claudio Descalzi è l’attuale Vice Presidente di Confindustria Energia e, recentemente, a seguito dell’impegno dimostrato nella sostenibilità ambientale, ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’Ambiente dall’Università di Tor Vergata di Roma.

  • Claudio Descalzi sul progetto in Mozambico

    Eni ha avviato il progetto Coral South in Mozambico: le parole dell’Amministratore Delegato Claudio Descalzi.

    Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

    Mozambico, Claudio Descalzi: "Gas ponte verso futuro più sostenibile"

    Recentemente Eni ha avviato la fase realizzativa del progetto Coral South per sviluppare un campo gas lungo la costa del Mozambico, Paese al centro delle strategie del colosso energetico italiano. Il progetto, primo di una serie che mirano a trasformare la nazione africana in un consistente fornitore di energia verso l’Asia, comporterà investimenti per 8 miliardi di dollari e le esportazioni di gas dovrebbero cominciare nel 2022. Per sviluppare il campo Coral South è richiesta la costruzione di sei pozzi sottomarini da collegare a un impianto galleggiante capace di produrre, ogni anno, circa 3,4 milioni di LNG (tonnellate di gas liquefatto). "Il mondo sta andando verso un mix energetico low-carbon, Eni considera il gas come risorsa ponte in direzione di un futuro più sostenibile – ha dichiarato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo – l’ambizione è quella di diventare un player globale integrato dell’LNG e del gas, lo faremo insieme a partner chiave come il Mozambico". Claudio Descalzi considera il progetto Coral South una fonte affidabile di energia, in grado di contribuire allo sviluppo del Paese africano. L’approccio di partenariato con i Paesi che ospitano Eni è il fondamento sul quale si basa la strategia di crescita sostenibile.

    Iter lavorativo di Claudio Descalzi

    Claudio Descalzi, nato a Milano nel 1955, dopo aver conseguito la laurea in Fisica avvia la propria carriera in Eni nel 1981 in qualità di Ingegnere di giacimento. Project Manager per quasi 10 anni, nel 1990 viene scelto come Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, gettando le basi per lo sviluppo di un nuovo modello in grado di incrementare la produzione globale di barili. Dopo aver ricoperto il ruolo di Managing Director per la controllata di Eni in Congo (1994) e quello di Vice Chairman & Managing Director di NAOC (1998), nel 2000 diventa Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina. Nel 2002 viene scelto come Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, mentre nel 2005 è Vice Direttore Generale di Eni per la divisione Exploration & Production. Prima di assumere l’incarico di Amministratore Delegato nel 2014, Claudio Descalzi svolge il ruolo di Chief Operating Officer della divisione Exploration & Production, dove si occupa di delineare le strategie e le attività upstream sia a livello nazionale che internazionale.

  • Claudio Descalzi riconfermato nel ruolo di Amministratore Delegato di Eni

    In virtù dei risultati conseguiti negli ultimi tre anni di gestione, Claudio Descalzi, CEO di Eni, è stato riconfermato alla guida della società. Determinante per la rinomina la strategia aziendale adottata dall’AD, grazie alla quale Eni ha scoperto nuovi giacimenti, ottimizzando nel contempo efficienza e costi interni.

    Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

    Claudio Descalzi confermato CEO di Eni

    Quando Claudio Descalzi ha preso le redini del Gruppo Eni, nell’aprile del 2014, la situazione internazionale era lungi dal garantire un miglioramento per i conti dell’azienda. Basti pensare che nel giro di un anno e mezzo il prezzo del barile sarebbe sceso dai 100 ai 27 dollari. Uno scenario nel quale l’Amministratore Delegato è riuscito tuttavia a trovare soluzioni efficaci per riportare il cane a sei zampe tra i vertici del settore, operando sia sulla riduzione dei costi sia sull’individuazione di nuovi giacimenti. Linee guida che se da un lato non hanno portato ad alcun taglio di personale, dall’altro hanno permesso la scoperta di nuove aree estrattive, come il maxi-giacimento di gas nell’offshore egiziano, il più grande individuato sino ad ora nel mar Mediterraneo, e nuove attività strategiche in Mozambico, oggi ritenute chiave dall’azienda. Anche il mercato e gli specialisti del settore hanno riconosciuto le qualità dell’AD Claudio Descalzi. Per gli esperti di Icbpi la sua riconferma alla guida di Eni rappresenta infatti una nota positiva per la società attiva nel campo dell’Oil&Gas, vista la capacità di adattamento alla crisi del comparto mostrata nell’ultimo triennio. Opinione condivisa anche da Banca Imi, la quale consiglia l’acquisto di azioni Eni e sottolinea l’impatto positivo dell’amministrazione Descalzi, responsabile di aver creato maggior valore per l’azienda nel lungo e medio periodo. Grazie al nuovo percorso d’azione il cane a sei Zampe è tornato infatti all’utile, per 360 milioni di euro, nel quarto trimestre del 2016, e ha potuto annunciare dividendi per gli azionisti. Il CEO Claudio Descalzi ha recentemente evidenziato come la strategia nell’upstream si sia focalizzata sui progetti convenzionali e near-field, operando con quote rilevanti, in maniera tale da poter vendere parte degli asset e generare un flusso di cassa anticipato, così come emerso dalla cessione del 25% dell’area 4 (Mozambico) e grazie alla quale Eni ha ricavato 2,8 miliardi di dollari.

    L’esperienza e i ruoli di Claudio Descalzi in Eni

    Claudio Descalzi, dirigente e ingegnere di origini milanesi, collabora con Eni, società operativa nel comparto Oil&Gas, dal 1981. Dopo la laurea in Fisica, conseguita nel capoluogo lombardo, inizia a lavorare con il Gruppo nel ruolo di Ingegnere di giacimento. Un sodalizio con il cane a sei zampe che dura da oltre 30 anni e che ha portato Claudio Descalzi alla guida di Eni nel 2014, quando è stato chiamato a rivestire l’incarico di Amministratore Delegato. Nel corso degli anni ’90 l’attuale CEO della società ha accresciuto la propria competenza lavorando in ambito internazionale, attivo come Project Manager nello sviluppo delle attività in Nigeria, Libia, Congo e Mare del Nord e ricoprendo nel decennio successivo importanti incarichi direttivi per le controllate del Gruppo. Managing Director & Vice Charmain per NAOC (1998-2000), Direttore dell’area Geografica Africa, Medio Oriente e Italia (2002-2005) e in seguito membro del CDA di alcune consociate di Eni, inizia a scalare i gradini più alti della dirigenza ricoprendo l’incarico di Vice Direttore Generale e in seguito Chief Operating Officer nella divisione Eni Exploration & Production. Infine viene nominato CEO della società il 14 aprile del 2014. Nel 2012 ha ricevuto, primo tra gli europei, l’onorificenza “Charles F. Rand Memorial Gold Medal”, dedicata a coloro che si sono distinti nell’ambito dell’Oil & Gas.

  • Eni: l’AD Claudio Descalzi partecipa all’Egypt Petroleum Show 2017

    Intervenuto all’Egypt Petroleum Show 2017, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha parlato delle attività del gruppo nel Paese, dando rilievo alle prospettive di sviluppo del settore energetico che in futuro, oltre all’Egitto, potrebbero interessare anche altri Stati dell’area.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: l’intervento a Egyps 2017

    Tra i 108 relatori intervenuti all’edizione 2017 dell’Egypt Petroleum Show 2017 (Egyps), prima conferenza sul settore del petrolio e del gas egiziano organizzata nel Paese, anche l’AD di Eni Claudio Descalzi. Il manager ha parlato nel corso della sessione plenaria, descrivendo le attività del gruppo in Egitto. L’attenzione si è focalizzata sul mega-giacimento a gas di Zohr, ma l’AD non ha escluso la possibilità di nuove scoperte. "Anche se tutti parlano soprattutto di Zohr, allo stesso tempo stiamo sviluppando il campo Nooros" ha dichiarato riferendosi al giacimento scoperto nel luglio 2015 nell’offshore del Delta del Nilo, dove oggi Eni ha raggiunto una produzione di 700 milioni di piedi cubi di gas al giorno. Claudio Descalzi ha poi sottolineato come le risorse energetiche presenti in Egitto possano rappresentare un’opportunità anche per tutti i Paesi vicini. Inoltre, grazie alla loro posizione strategica, potrebbero garantire alle industrie europee del settore l’accesso a nuovi mercati. Infine l’AD ha messo in evidenza l’importanza dello sviluppo di infrastrutture nel territorio egiziano: "Ogni volta che si fanno scoperte come Zohr e Nooros occorre collegarle con le reti esistenti – ha detto il manager, ricordando che fin dagli anni ’50 le compagnie energetiche ne hanno costruite in Egitto – Avere infrastrutture e risorse è una grande opportunità". Egyps si è tenuta al Cairo International Convention Centre dal 14 al 16 febbraio.

    Eni: i traguardi professionali di Claudio Descalzi, attuale AD del gruppo

    Nominato AD di Eni nel maggio 2014, Claudio Descalzi lavora nel gruppo petrolifero dal 1981. Vi entra dopo il conseguimento della laurea in Fisica all’Università degli Studi di Milano. Inizialmente Ingegnere di giacimento, diventa presto Project Manager. Nei primi anni Novanta è Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, fino al 1994, anno in cui ottiene l’incarico di dirigere prima Eni Congo SA e poi Naoc, la consociata Eni in Nigeria. Gli anni Duemila segnano il suo ritorno in Italia: Claudio Descalzi continua a ricoprire diverse posizioni in ambito dirigenziale, ovvero Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni – Divisione Exploration & Production (2005-2008). Tra il 2008 e il 2014 è Chief Operating Officer. Nel corso della sua carriera in Eni ha inoltre fatto parte del Consiglio d’Amministrazione di diverse consociate e dal 2010 al 2014 è stato Presidente di Eni UK. Parallelamente all’attività nel gruppo, Claudio Descalzi opera anche come Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala ed è membro del National Petroleum Council per il 2016/2017.

  • Claudio Descalzi, AD di Eni: “Società più forte, Italia al centro strategie”

    Eni supera i propri competitor nel numero di scoperte e passa lo stress-test. La società, amministrata da Claudio Descalzi, conferma nel frattempo gli investimenti in Italia e il ruolo chiave del nostro Paese come sede principale del Know-how della società.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: l’intervista a "Corriere Economia" dell’AD di Eni

    Superamento dello stress-test del mini-barile e maggior numero di scoperte rispetto ai competitor: l’Eni è più forte, come ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi in un’intervista a Corriere Economia, e continuerà a puntare sull’Italia, che resta centrale nelle strategie del gruppo: "Abbiamo speso più di 15 miliardi nell’ultimo triennio. Una massa notevole, come una legge finanziaria, e continuiamo a farlo. Chi dice "volete abbandonare l’Italia" non legge i nostri bilanci – ha dichiarato il manager sottolineando che l’Italia è la sede di un know-how importantissimo – Tutta la parte di calcolo e i modelli proprietari, tutta la ricerca scientifica e l’ingegneria sono qui". Sui risultati di Eni nei tre anni della sua gestione, Claudio Descalzi ha evidenziato come Eni sia uscita "molto bene" dallo stress-test, registrando una crescita produttiva del 15% e un abbassamento dei costi di struttura da 2,2 a 1,4 miliardi l’anno: "La cura dimagrante c’è stata ma è avvenuta rafforzando i muscoli dell’Eni. E senza mandare a casa nessuno, cosa che non definirei proprio banale. L’industria nel suo complesso ha perso in questo periodo 440 mila persone, noi invece ne abbiamo assunte mille". In linea con questi dati il rapporto scoperte-produzione di giacimenti: dal 2009 ad oggi 260%. "Un’anomalia" la definisce ironicamente il manager: "Dal 2009 a oggi le major hanno scoperto il 30% di quello che hanno prodotto e per questo si trovano nella necessità di fare qualche acquisizione. Noi abbiamo trovato giacimenti "giant" ogni due anni. Speriamo di replicare i successi, anche se forse più a lungo termine dovremo fare qualcosa".

    Claudio Descalzi: formazione e carriera dell’Amministratore Delegato di Eni

    Classe 1955, originario di Milano, Claudio Descalzi è l’attuale Amministratore Delegato della società Eni, nominato alla guida del gruppo nel maggio del 2014. Oltre alla Laurea Honoris Causa, conferitagli dall’Università di Tor Vergata per le politiche a sostegno dell’ambiente, Claudio Descalzi si è laureato presso l’Università di Milano, in Fisica. Inizia la sua esperienza in Eni nel 1981, attivo come ingegnere di giacimento. In seguito diventa Project Manager, guidando nel corso degli anni ’90 le consociate dell’azienda in Nigeria e Congo, maturando competenze professionali che lo renderanno idoneo a ricoprire importi incarichi manageriali, rivestendo nel biennio 2000 – 2001 il ruolo di Direttore dell’area geografica per il Medio Oriente, Africa e Cina. Tra il 2002 e il 2005 l’incarico di Claudio Descalzi si estende anche all’Italia. Tra il 2005 e il 2014 inizia la sua ascesa ai vertici della società, diventando Vice Direttore Generale di Eni, Chief Operating Officer e infine Amministratore Delegato.

  • Top Manager: l’AD di Eni Claudio Descalzi ospite della Luiss Business School

    Talento, leadership e le sfide che attendono Eni nei prossimi mesi: questi i temi di cui ha parlato l’AD del gruppo petrolifero Claudio Descalzi nel corso dell’incontro del 24 gennaio con gli allievi dei Master specialistici della Luiss Business School.

    Claudio Descalzi, AD di Eni

    Claudio Descalzi: l’AD di Eni incontra gli allievi dei Master specialistici della Luiss Business School

    È l’AD di Eni, Claudio Descalzi l’ospite del quinto appuntamento di Leader For Talent, il ciclo di incontri con personalità di spicco del panorama industriale che la Luiss Business School organizza per gli studenti dei Master specialistici. Nel corso del suo intervento, in programma il 24 gennaio, il manager ha parlato di leadership e talento, ma anche di come all’interno dello scenario energetico globale si stia affrontando il tema della lotta ai cambiamenti climatici. “Stare con gli altri con passione crea un team. Il cuore e le competenze sono fondamentali per essere leader” ha detto Claudio Descalzi, elencando le doti che possono rivelarsi fondamentali nel determinare il successo di un’azienda: ascolto, comprensione e inclusione. Raggiungere la posizione di CEO, ha continuato il manager, non deve rappresentare solo il conseguimento di un traguardo personale, ma il risultato di un percorso costruito insieme alle altre persone, perché “il successo passa per la nostra capacità di costruire il futuro insieme agli altri”. L’AD ha inoltre sottolineato come il ruolo di leader nel settore Oil & Gas comporti anche la responsabilità di investire per dare accesso all’energia a quelle comunità che ne sono prive.

    Eni: la storia professionale dell’AD Claudio Descalzi

    Originario di Milano, Claudio Descalzi si laurea in Fisica all’Università degli Studi del capoluogo lombardo prima di entrare in Eni, il gruppo petrolifero nel quale cresce e si afferma professionalmente fino ad esserne nominato Amministratore Delegato nel maggio 2014. La prima esperienza in azienda risale al 1981: inizialmente Ingegnere di giacimento, viene ben presto chiamato a svolgere l’incarico di Project Manager. Negli anni Novanta guida le consociate del Gruppo in Congo e Nigeria, ruoli che lo portano a ricoprire anche nel decennio successivo altre posizioni in ambito manageriale, quali Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina (2000-2001), Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente (2002-2005), Vice Direttore Generale di Eni – Divisione Exploration & Production (2005-2008). Nei sei anni precedenti alla nomina ad AD, è stato Chief Operating Officer del gruppo. Visiting Fellow of The University of Oxford, nel dicembre 2015 Claudio Descalzi è entrato a far parte del “Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations”. Diversi i riconoscimenti ottenuti dal manager durante la sua carriera: nel 2016 l’università di Tor Vergata gli ha conferito la laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’ambiente e il territorio per il suo impegno nella sostenibilità ambientale, mentre nel 2012 la Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) gli ha assegnato prestigioso premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal”. È stato il primo europeo nel settore dell’Oil&Gas a riceverlo.