Tag: consumatori

  • Scaffali vuoti, vendite perse e clienti insoddisfatti:
 per evitarlo c’è l’Optimal shelf availability. I risultati? Concreti, come testimonia la case history del retailer Dimar

    Mai come nel 2020 gli italiani, andando a fare la spesa, si sono trovati davanti a scaffali vuoti. La conferma arriva dal report Barometro ECR-OSA: nel 2020 il tasso di Out-of-Stock in Italia è salito al 3,9% (+0,3 punti rispetto al 2019), aumentando lo scontento e il fastidio che accomuna il 50% dei consumatori quando non trovano a scaffale i prodotti che vorrebbero acquistare.

    Ma a questo problema c’è una soluzione: è l’Optimal shelf availability (OSA), un’iniziativa di ECR Italia che studia, misura e analizza il fenomeno dell’Out-of-Stock, per identificare soluzioni strategiche e collaborative, condivise da produttori e distributori, che aiutino a migliorare il livello di disponibilità dei prodotti sugli scaffali e a soddisfare, quindi, il consumatore.

    La sua efficacia emerge dalla case study di Dimar, azienda piemontese associata al gruppo Selex, che da oltre quarant’anni opera nell’ambito della distribuzione organizzata. Collaborando con il gruppo di lavoro attivo in GS1 Italy, in ambito ECR, nel 2016 Dimar ha creato un tavolo di lavoro permanente sul tema OSA e, basandosi sul modello di reportistica del Barometro ECR-OSA, ha effettuato analisi mirate per poter intervenire con efficacia all’evidenza di una situazione critica, grazie alla misurazione del livello di disservizio nei punti vendita e all’individuazione delle aree critiche da attenzionare. Partendo da queste analisi, Dimar ha poi aderito al Monitor ECR-OSA, il progetto-pilota avviato da ECR Italia con un team ristretto di aziende Barilla, Ferrero, L’Orèal e IRI – con l’obiettivo di definire un processo standardizzato e facilmente replicabile, che consenta di risalire alle cause più comuni di Out-of-Stock, per individuare le situazioni a rischio ed evitare che accadano.

    Sulla base di queste esperienze consolidate, Dimar ha potuto misurare e analizzare l’Out-of-Stock (sia in valori analitici, sia con l’indicazione delle principali cause) e focalizzare l’attenzione sulle metriche e sulle strutture di interesse. Un approccio che ha consentito la realizzazione di analisi mirate per intervenire con efficacia all’evidenza di un problema e che ha individuato tre opportunità di miglioramento:

    • Coinvolgere in modo trasversale e collaborativo le aree che rivestono un ruolo principale nell’organizzazione aziendale, grazie alla disponibilità di una fonte dati univoca e attendibile.
    • Misurare in modo continuativo gli indici di interesse ed effettuare analisi mirate.
    • Identificare velocemente le situazioni critiche (come le giacenze errate) e le relative cause, per intervenire quasi in tempo reale e ridurre in modo efficace i periodi di analisi.

    “Out-of-Stock: quali opportunità per migliorare?” è il titolo del webinar che l’Academy di GS1 Italy dedica il prossimo 23 febbraio al tema.

    Maggiori informazioni sull’Optimal shelf availability sono disponibili sul sito GS1 Italy e Logistica collaborativa.

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    Per informazioni:

    Pressroom e approfondimenti: gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Tracciabilità dei prodotti
 per offrire sicurezza e trasparenza ai clienti
e per gestire il business con più efficienza:
 passa anche da qui la strada per la ripresa del foodservice italiano secondo…

    Cresce l’interesse degli italiani per il “backstage” dei prodotti venduti nel canale fuori casa: ad affermarlo è lo studio sull’Ho.re.ca commissionato da GS1 Italy a TradeLab, realizzato intervistando 66 manager che lavorano in aziende di produzione o distribuzione alimentare e in catene di ristorazione commerciale o collettiva.

    La capacità di trasferire ai clienti dati sempre più dettagliati sulla provenienza, sulle caratteristiche e sulla qualità dei prodotti proposti, andando oltre gli obblighi di legge, è sempre più importante anche per chi si occupa di ristorazione, che si tratti di informazioni indispensabili per chi soffre di intolleranze alimentari o per chi segue un particolare tipo di alimentazione, o che si tratti di pura curiosità o di passione per i racconti del cibo.

    Produttori, distributori, ristorazione commerciale, ristorazione collettiva, singoli punti di consumo: dallo studio di GS1 Italy emerge come il tema della tracciabilità sia un’area potenzialmente interessante nei rapporti con i consumatori per tutti gli attori della filiera del fuoricasa.

    Oltre che in un’ottica di trasparenza e tutela della salute, di visibilità e di immagine, nel foodservice la tracciabilità delle merci può anche rappresentare un’inedita leva di marketing, perché offre le informazioni per costruire uno storytelling efficace, documentato e mirato, e per realizzare innovative attività di business intelligence.

    Dunque, lo studio di GS1 Italy conferma come la tracciabilità possa sì aprire nuovi orizzonti agli operatori del foodservice, ma a una condizione: che i partner della filiera condividano informazioni standardizzate – ossia basate su un linguaggio comune e inequivocabile – e che le scambino con modalità standard e interoperabili.

    «La tracciabilità dei prodotti richiede alle aziende di avere piena visibilità dei processi di tutta la filiera e comporta la capacità di gestire e di saper scambiare con i partner commerciali una mole sempre maggiore di informazioni» afferma Paolo Cibien, foodservice engagement manager di GS1 Italy. «Nel foodservice la complessa gestione della dispensa e dei menù rischia di far perdere il legame tra ciò che arriva nelle cucine e ciò che viene offerto al cliente. Questo ha evidenti conseguenze in termini di identificazione dei prodotti e di tracciabilità dei flussi fisici».

    Ciononostante, dalle interviste raccolte nello studio realizzato da GS1 Italy è emerso che la digitalizzazione della tracciabilità delle merci è ancora lontana. Attualmente gli operatori del foodservice la gestiscono perlopiù in maniera autonoma, tramite sistemi interni anziché standard aperti, e, nel caso della ristorazione, affidandola al personale di cucina che la realizza in modo manuale su documenti cartacei. Una soluzione che risulta poco efficace, perché richiede molto tempo e diversi controlli, e perché produce dati poco omogenei e poco condivisibili.

    «La capacità di fornire informazioni puntuali e precise raccolte e gestite in maniera adeguata lungo l’intera filiera è possibile solo se si dispone di dati concreti e affidabili che possono essere utilizzati da tutti in ogni momento» aggiunge Paolo Cibien. «È il concetto della qualità del dato, che sta sempre più entrando nella cultura e nelle prassi delle aziende».

    Ed è proprio sull’utilizzo di strumenti standard, di regole condivise e di soluzioni interoperabili che si fondano le soluzioni GS1 per la tracciabilità e la visibilità delle filiere. «Adottare gli standard GS1 per l’identificazione dei prodotti e abbinarli a sistemi di scansione dei codici consente di registrare in modo automatico e senza ausili cartacei l’apertura delle nuove confezioni di prodotto da parte del personale di cucina. Inoltre, l’uso di codici a barre evoluti, come il GS1 DataBar, permette di abbinare ai prodotti anche i numeri di lotto e le date di scadenza» spiega Paolo Cibien. «Per di più l’adozione di sistemi digitali per la tracciabilità delle merci fornisce alle catene e ai locali degli utili strumenti di monitoraggio dei consumi effettivi dei prodotti (tassi di apertura delle nuove confezioni), della rotazione del magazzino e della freschezza della merce utilizzata (confronto tra data di apertura/utilizzo e data di scadenza)».

    Per maggiori informazioni sul progetto Foodservice è possibile:

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    Pressroom e approfondimenti: gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Al Quality Award i consumatori premiano Le Conserve della Nonna

    La quarta edizione del premio dedicato ai prodotti Food & Beverage assegna la garanzia di qualità alle linee extra confetture e salse pronte dello storico marchio del Gruppo Fini.

    Si è svolta il 6 marzo a Milano, presso la centralissima location di Palazzo Visconti, la cerimonia di premiazione di una rosa di prodotti selezionati da un ampio campione di consumatori partecipanti al progetto Quality Award.

    Alla presenza di professionisti e operatori del mondo della distribuzione, oltre che di un nutrita rappresentanza della stampa trade e consumer, 28 aziende all’interno di 42 categorie merceologiche hanno visto riconoscere il valore del proprio prodotto d’eccellenza: tra queste il Gruppo Fini con il brand Le Conserve della Nonna, fondato nel 1973 a Ravarino e da allora specializzato nella produzione di conserve di pomodoro, confetture e condimenti a base vegetale.

    A convincere i 300 consumatori heavy user – selezionati sulla base dell’intenso ricorso alla categoria merceologica sotto esame – sono state in particolare due linee della diversificata proposta firmata Le Conserve della Nonna: le extra confetture (disponibili nelle varianti di gusto ciliegia dell’Emilia, fichi, amarene, pesca, albicocca, fragole, more e frutti di bosco) e le salse pronte Mediterranea, Emiliana e Marinara, tre gustose ricette realizzate a partire dal pomodoro dolce dell’Emilia Romagna e ideali per tre differenti occasioni di utilizzo in cucina: i secondi di carne e pesce, la preparazione del ragù e dei sughi di pesce. Tra vincitori riconfermati, novità di mercato e brand di tendenza, nell’edizione 2019 il Gruppo Fini ha riattestato quindi l’importanza della tradizione, dell’autenticità e della qualità per un’offerta adeguata alle richieste del mercato.

    Attraverso un rigoroso blind test – effettuato in laboratorio senza la possibilità di visualizzare il marchio di appartenenza della referenza valutata – i consumatori hanno condotto delle prove sensoriali volte a esprimere un giudizio relativamente ad alcuni particolari parametri, come il sapore, l’aspetto, la consistenza, l’elemento olfattivo, l’etichetta ingredienti e il gradimento complessivo. Solo i prodotti capaci di conquistare completamente gli esaminatori hanno potuto accedere alla vittoria e ottenere, di conseguenza, il bollino di certificazione di qualità da esporre sulle confezioni per la durata di un anno.

    Se fino a questo momento il food contest ha accompagnato i consumatori nelle proprie abitudini d’acquisto, invitandoli a prediligere prodotti di alto livello qualitativo garantito, dal 2020 i test seguiranno anche un’altra direzione in collaborazione con Nielsen. Le aziende avranno infatti modo di confrontare il proprio standard di qualità con un benchmark di media categoria, basato sulle referenze più vendute in Italia.

    Un ottimo riscontro per Le Conserve della Nonna e un’importante attestazione di fiducia da parte della platea dei consumatori, sempre più orientati al gusto e alla sicurezza di un prodotto dalle elevate caratteristiche sensoriali e organolettiche, realizzato a partire dalle migliori materie prime.

     

    Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, è una grande realtà produttiva dell’alimentare con sede a Modena. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, e Le Conserve della Nonna, storica realtà di Ravarino (MO). FINI è un marchio di pasta ripiena che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

    www.nonsolobuono.it

  • Il Manifesto del Marketing Etico di Emmanuele Macaluso compie 6 anni

    6 anni fa veniva presentato ufficialmente dal suo autore, Emmanuele Macaluso, il documento che riunisce gli undici punti per l’attuazione di un marketing etico e funzionale.

    11/11/11, questa la data in cui l’esperto di marketing e divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso ha presentato ufficialmente il suo Manifesto del Marketing Etico.  Oltre ad essere un documento formale composto da 11 punti che illustrano come sia possibile attuare strategie di marketing etico, è ormai da considerarsi una vera e propria campagna di sensibilizzazione.

     

    Nei 6 anni di vita, l’azione divulgativa del MME si è concretizzata così:

    – Pubblicazione diretta di 2 libri da parte di Emmanuele Macaluso (“Bende Invisibili” del 2011 e “Dirty Marketing” del 2014).

    – Collaborazione alla pubblicazione di altri 2 libri (“Il Marketing Etico – Ethical Marketing 3.0” di Irene Donata Ferri del 2014 e “Le nuove regole del Web Marketing” di Gentian Hajdaraj del 2016)

    – Patrocinio dello studio statistico denominato “Studio sulla creazione di credibilità percettiva attraverso i social media” pubblicato nel libro “Il sex appeal dei corpi digitali. Seduzione, amori, tradimenti, malattie e immortalità dei nostri digital body” di Luca Poma del 2016

    – 6 stagioni radiofoniche del programma “Fuori la Verità” su RadioFlash FM 97,6 per un totale di 72 puntate

    – 10 interviste radiofoniche

    – 15 interviste televisive

    – 25 incontri dal vivo

    – 73 articoli di stampa

     

    Contact:

    Web: www.manifestodelmarketingetico.org

    Facebook: www.facebook.com/MANIFESTODELMARKETINGETICO/

    Twitter: https://twitter.com/EthicMktgManife

  • Olio di palma, Campagne Liberali rivela: “I prodotti ‘light’ e ‘senza olio di palma’ hanno più grassi saturi”

    “Con la seconda edizione dell’analisi comparativa, realizzata dalla piattaforma Campagne Liberali, si mette a nudo un altro dei falsi miti che circola ormai da alcuni mesi nell’opinione pubblica: molti prodotti in commercio presentati come ‘light’, e che hanno voluto inserire sulle proprie confezioni la dicitura ‘senza olio di palma’, presentano una maggiore presenza di grassi saturi rispetto ai prodotti realizzati con olio di palma”.
    Così in una nota Campagne Liberali, una piattaforma di cittadini che difende il diritto alla libera scelta ed il corretto dibattito scientifico.

    “L’analisi ‘Senza olio di palma, ma più saturi’ nasce per rispondere a una domanda molto semplice: dove c’è olio di palma ci sono più grassi, soprattutto saturi, rispetto ai prodotti in cui è stato eliminato?

    “La risposta è no”, rivela Campagne Liberali. Come riporta lo studio, “i grassi saturi, ovvero quelli che incidono di più in sulla nostra salute, ma anche i grassi totali, sono gli stessi se non addirittura di più in molti casi. È sufficiente leggere e confrontare etichette e tabelle nutrizionali di prodotti similari, laddove l’olio di palma è stato sostituito per lo più con olio di cocco, olio di girasole, olio di mais, oltre che burro, burro di cacao e burro di karitè”. La notizia più sbalorditiva è quella che riguarda i prodotti da forno cosiddetti ‘salutisti’, quelli cioè che il commercio identifica come ‘light’ agli occhi dei consumatori. Il confronto tra due noti prodotti della grande distribuzione evidenzia che, su 100 grammi di prodotto, quello senza olio di palma contiene 18 grammi di grassi di cui 4,9 grammi di grassi saturi. Diversamente il prodotto di pari livello, ma con olio di palma, contiene 3,7 grammi di grassi saturi su un totale di 13 grammi di grassi totali”.

    “Questa seconda edizione ha prodotto risultati sulla falsa riga della prima pubblicata a maggio 2017. In questo aggiornamento abbiamo aumentato e suddiviso a loro volta per tipologia: merendine a sfoglia, frollini, wafer, merendine con cialda e cioccolato, crostatine. Sono state inoltre aggiunte due nuove categorie: i prodotti impanati e i gelati confezionati” – riferiscono da Campagne Liberali.

    “La scelta di cavalcare il falso mito che ‘senza olio di palma’ significhi ‘più salutare’ – puntualizzano – si dimostra totalmente fuorviante e ingannevole visto che la sostituzione dell’olio di palma non determina un miglioramento del profilo nutrizionale dei prodotti alimentari. Così come eliminarlo non significa essere più ambientalisti, visto che le piantagioni di olio di palma sono le più sostenibili: la palma da olio utilizza in tutto il mondo 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% del totale delle terre coltivate, per fornire il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servono invece ben 111 milioni di ettari perché la soia garantisca appena il 27% del fabbisogno globale. Inoltre, rispetto ad altri oli vegetali, l’olio di palma richiede meno fertilizzanti, pesticidi ed energia rispetto alla soia e alla colza. Non solo, l’olio di palma è ottenuto tramite spremitura, l’olio di girasole viene spesso raffinato chimicamente in un bagno solvente”.

    “Insomma – conclude la nota di Campagne Liberali –  i cittadini consumatori devono essere informati, altrimenti il rischio è di lasciarli in balia di slogan che più convengono a certe parti politiche e che servono a indirizzare certe scelte commerciali anche da parte delle Istituzioni. Questo l’obiettivo che persegue Campagne Liberali, insieme a quello di stimolare anche le imprese a utilizzare pratiche commerciali più trasparenti e rispettose di noi tutti”.

     

  • Guida intelligente agli acquisti: come sopravvivere ai saldi

    Gennaio è il periodo delle grandi svendite nella maggior parte delle principali piazze d’Europa. Ma è lecito considerare Gennaio il mese migliore per acquistare il vostro nuovo cappotto invernale? Sarebbe forse meglio acquistarlo in un altro momento dell’anno? Cosa spinge i consumatori a prendere determinate decisioni in materia di acquisti durante i saldi? Per rispondere a queste ed a molte altre domande abbiamo combinato i dati di un’indagine effettuata tra i lettori di cataloghi online con i dati relativi alle ricerche degli utenti. Questo articolo è dunque un osservatorio esclusivo che analizza dall’interno il comportamento negli acquisti dei consumatori attivi di tutta in Europa. Inoltre, vi forniremo qualche suggerimento su come ottenere il massimo da questa stagione di svendite.

    IL COMPORTAMENTO DEI CONSUMATORI DURANTE I SALDI

    Con i saldi di Gennaio in pieno svolgimento, le vie dello shopping si riempiono per l’ennesima volta; del resto, chi può biasimare i cacciatori di occasione? Dopo tutto, sono molti gli entusiasti dello shopping che si fanno vanto di andare a caccia di saldi esclusivi. Cosa spinge questi consumatori a prendere determinate decisioni in fase di acquisto durante i saldi invernali? Ad esempio, molti acquirenti (150 su 200, secondo l’inchiesta di Tiendeo) cercano prodotti per la famiglia. Con molta più sorpresa, ben 132 persone su 200 sfruttano i saldi di Gennaio per acquistare qualcosa per sé. E’ come se queste persone avessero deciso di aver speso abbastanza per acquistare i regali di Natale per i propri cari e, ora, reclamassero qualcosa per se stessi.

    Il 62% dei consumatori pianifica gli acquisti in anticipo, prima di uscire a far spese. Il 74% di questi acquirenti, avendo in mente uno specifico prodotto, vuole acquistarlo durante i saldi invernali. Alla fine, il 65% di loro conclude lo shopping in modo soddisfacente, acquistando proprio ciò che aveva pensato di cercare. Sembra che più della metà dei cercatori di saldi sappia esattamente dove andare mentre fa shopping.
    Quali sono i mezzi che i consumatori usano per pianificare i propri tour per negozi? La maggior parte delle persone (81%) cerca in internet i prodotti in saldo e i negozi che li vendono, sia navigando tra i negozi online, sia visitando siti aggregatori di cataloghi come Tiendeo. Almeno 1/5 dei consumatori batte le vie dello shopping senza un’idea in merito a dove acquistare i prodotti desiderati, risultato che porta il 51% di essi a visitare almeno 3 negozi alla ricerca del prodotto che stanno cercando.

    Cosa cercano questi consumatori mentre battono le principali vie dello shopping? Ben 187 intervistati su 200 hanno risposto di voler acquistare vestiti in saldo, mentre 143 non tornerebbe a casa senza concludere l’acquisto di un buon paio di scarpe in occasione. Il terzo posto spetta alla categoria “Accessori”. Inoltre, il budget medio a disposizione per i saldi invernali è mediamente di 100-200 Euro.

    GUIDA INTELLIGENTE AGLI ACQUISTI: COSA COMPRARE MESE PER MESE

    Durante l’anno i negozianti pianificano molto in anticipo ciò che venderanno e a che prezzo. Ad esempio: alla fine dell’estate i rivenditori propongono prodotti per il rientro a scuola, in Dicembre potete trovare tantissime pubblicità relative a televisori e cataloghi di profumi, mentre a Gennaio va in saldo l’abbigliamento invernale. In questi periodi i consumatori non hanno paura di spendere i propri guadagni in regali per la famiglia o per gli amici. Ma sono davvero questi i mesi migliori per acquistare tali prodotti?
    I dati interni di Tiendeo, leader globale dei cataloghi online, ci dicono con precisione quali sono i prodotti che vengono promossi in un qualunque momento dell’anno. E spiegano bene cosa cercano i consumatori. La combinazione di questi due insiemi di dati è una guida intelligente allo shopping. Questa guida fornisce indicazioni sui prodotti ogni mese più popolari, in modo che i consumatori possano conoscere meglio cosa sia più conveniente acquistare in ogni periodo dell’anno.

    Guardando i dati a livello Europeo, alcune cose divergono da come le avremmo immaginate. Prima di tutto dall’analisi emerge che durante i mesi di Gennaio e Febbraio viene consigliato di prenotare viaggi e soggiorni per la primavera e per le vostre vacanze estive. I commercianti si focalizzano durante questi mesi nel promuoverle. D’altro canto, in questo periodo consumatori sono molto interessati a cercare costumi per carnevale.
    Nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio tutto è dedicato alla preparazione dell’estate. Ad esempio vanno forte attrezzatura sportiva e prodotti per la bellezza, come i profumi. Il punto di vista coincide per venditori (per numero di promozioni) e consumatori (per numero di ricerche). Le spose dovrebbero acquistare il vestito in Maggio, mese in cui vengono presentate le nuove collezioni. Maggio è anche il mese in cui i consumatori sono più interessati ad acquistare materiale per il giardinaggio.

    Durante i mesi estivi tutti i rivenditori cercano di attirare a sé i consumatori assetati promuovendo offerte di ogni tipo di bevanda. E’ il periodo in cui fare scorta di birra, vino e bibite per il resto dell’anno! Poiché la data di scadenza della maggior parte di queste bevande è oltre un anno, non è una cattiva idea acquistarne una quantità extra proprio durante l’estate approfittando delle offerte. In Giugno, all’inizio dell’estate, molti consumatori sono interessati ad acquistare ventilatori e condizionatori, mentre durante tutta l’estate sono molto popolari gli articoli da giardino.
    Se state cercando un po’di varietà per abbigliamento, scarpe e accessori, fareste meglio ad aspettare l’autunno. In Settembre e Ottobre le case di moda e le catene di abbigliamento lanciano molte collezioni e pubblicano una grande quantità di cataloghi. Sembra che i consumatori lo sappiano già, dato che – secondo i dati interni sulle ricerche online- durante questi mesi essi sono più interessati nel cercare giubbini e scarpe.

    Novembre si focalizza sull’appuntamento del Black Friday, il giorno che segue il Giorno del Ringraziamento in cui i negozi sfoggiano le loro migliori offerte per qualsiasi cosa possiate immaginare: elettronica, arredamento, alimentari sfusi, ecc. Questo comportamento si riflette anche sul numero di prodotti diversi che gli utenti cercano sulla piattaforma online di Tiendeo. Giochi, puzzle e prodotti come shampoo o condizionatori sono tra i termini più popolari nelle ricerche del mese.
    In Dicembre, i commercianti promuovono libri, riviste ed (elettro)utensili appena in tempo per Natale. Tuttavia, durante le vacanze, i consumatori sono più interessati nel cercare alimentari di lusso come prosecco, champagne o dolci di Natale.

    COME SOPRAVVIVERE AI SALDI INVERNALI

    Dopo aver visto cosa spinge i consumatori durante la stagione dei saldi e dopo aver conosciuto ciò che i consumatori cercano durante l’anno, è tempo di battere le vie dello shopping! Ovvio, dovete essere pronti prima di iniziare. Per acquistare in modo intelligente e ottenere il meglio dai saldi di Gennaio, è di cruciale importanza ricercare online offerte e promozioni. A parte ciò, vorremmo condividere alcuni suggerimenti e trucchi ¹ che potrebbero tornarvi utili mentre vi fate strada tra gli scaffali diabbigliamento.
    Prima di tutto è importante comprendere il modo in cui i negozi si organizzano durante l’anno. Potrebbe non essere una sorpresa leggere che nella maggior parte dei negozi gli articoli non in saldo (nuove collezioni) sono posizionati nella parte più evidente dei locali, ad esempio di fronte all’entrata. All’interno del punto vendita la posizione dei prodotti cambia continuamente durante il normale ciclo dei saldi che dura 6-8 settimane. Ergo, assicuratevi di fare acquisti 6-8 settimane dopo ogni tornata di saldi.

    Durante le settimane di non-saldo, i negozi preparano il Giovedì l’assortimento per il fine settimana. In questo giorno hai più scelta e il miglior prezzo. Prima di acquistare un prodotto in saldo, verifica le condizioni di reso perché, la maggior parte delle volte, la politica dei resi è diversa per gli oggetti in saldo e per gli altri.

    Come detto, ogni qualvolta desideriate confrontare i prezzi e trovare le migliori offerte nella stagione dei saldi, ti consigliamo di cercare le promozioni in internet. Ciò non significa che dobbiate mettervi al PC alla ricerca di promozioni e offerte prima di uscire a far spese. Usare uno smartphone su cui è installata una shopping app vi permette di cercare gli affari strada facendo.

    Osservando da vicino l’immane quantità di cataloghi e coupon caricati in rete che ammiccano ai saldi invernali, tiriamo la conclusione che Moda, Viaggi e Giardinaggio e Bricolage sono più che presenti. Con sconti fino al 70%, Gennaio è il mese ideale per pianificare i tuoi viaggi, prendere il divano nuovo ad un buon prezzo o acquistare qualche maglia per il prossimo inverno. Il modo più semplice per scovare quali negozi aderiscono ai saldi invernali è quello di visitare la pagina di Tiendeo dedicata ai saldi invernali. Potrete anche verificare separatamente ciascuna categoria per scoprire di più sulle migliori offerte.

    SU QUESTO STUDIO

    Per realizzare questo articolo abbiamo combinato i dati di un sondaggio effettuato tra gli utenti Tiendeo con i risultati dell’analisi delle ricerche dei consumatori su Tiendeo e i dati sui prodotti forniti dai rivenditori. Per l’indagine abbiamo chiesto a 200 lettori online di cataloghi, scelti casualmente, di rispondere a 12 domande relative agli acquisti durante il periodo dei saldi. Inoltre, abbiamo esaminato le parole chiave più richieste dagli utenti di Tiendeo nei più importanti paesi europei e abbiamo utilizzato i dati provenienti da alcuni prodotti “segnalati” tra tutti i cataloghi caricati sul portale nel corso del 2015.

    SU TIENDEO
    Tiendeo è il portale leader in cataloghi e offerte online, disponibile in 36 paesi e conta in tutto il mondo oltre 20 milioni di utenti unici ogni mese. In Tiendeo realizziamo numerosi studi relativi alle ultime tendenze in fatto di consumi, all’interno del comparto della vendita al dettaglio.

    ¹6 Tips for Clothes Shopping During Store Clearance Sales, Money Crashers [online], 7 Gennaio 2016. Disponibile su: http://www.moneycrashers.com/clearance-clothes-shopping-tips