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  • “LE CENE DI CLAUDINE” LA FORZA AL FEMMINILE DEL PRÊT-À-MANGER TARGATO MADE IN BERGAMO

    Il laboratorio gastronomico da poco aperto nel cuore della città orobica festeggia l’8 marzo ai fornelli, la sua forza: il rapporto tutto al femminile di Claudine con la sorella Susanna e l’attenzione di Sebastiano a fare da cornice.

    Lavorare i migliori prodotti di stagione, aggiungere un mix di sapori, poi una spolverata di intesa ai fornelli tra donne: è questa la ricetta perfetta che ha portato al successo “Le Cene di Claudine”, un laboratorio gastronomico dove vengono realizzati piatti pronti per l’asporto o da consumare in loco. L’idea ha preso forma durante il lockdown per poi esplodere a inizio anno con il laboratorio di cucina nel centro di Bergamo, città che ha accolto Claudine, protagonista di un’avventura culinaria iniziata 26 anni fa con le cene a domicilio: una pioniera di questo settore, oggi chiamato “Personal Chef”.

    Claudine e Susanna e le altre due sorelle, figlie di mamma docente universitaria e papà primario anestesista, si sono appassionate alla cucina fin da piccoline. I genitori impegnati professionalmente, lasciavano alle quattro sorelle la piena possibilità di sperimentare in cucina tra nuvole di zucchero e profumo di torte. Oggi, la cucina di Claudine trasmette esattamente questo: un ricordo caldo d’infanzia del profumo di casa e di famiglia. Ma anche di affetto, di legami familiari profondi e soprattutto di curiosità nei confronti di fornelli, mestoli, impasti e prodotti di stagione.

    Il laboratorio gastronomico porta il fiocco rosa: lo staff è prevalentemente femminile, l’unica componente maschile è data dal marito, Sebastiano, che si occupa delle questioni prevalentemente tecniche e organizzative, ma certo non manca anche il suo contributo al bancone o ai fornelli, una presenza fissa nella vita di Claudine!

     

    Il segreto alla base di “Le Cene di Claudine” è un format dalla straordinaria semplicità, che è iniziato 4 anni fa con una chat WhatsApp chiamata “prêt-à-manger” per poi aprirsi ad un numero sempre maggiore di richieste durante il lockdown, quando l’apertura dei locali non era consentita e apprezzato anche dopo l’allentamento delle restrizioni: prodotti di qualità e abbinamenti originali da ordinare e portare a casa. E che da qualche mese è possibile anche degustare nel locale che Claudine, con la sorella Susanna e con il marito Sebastiano, ha aperto in via San Lazzaro 26, nel cuore di Bergamo. Il menù cambia ogni settimana con proposte gustose che variano dai piatti della tradizione, alle ricette a base di legumi e cereali, fino a ricercati dessert. Non mancano proposte di sughi pronti da portare a casa e usare all’occorrenza per condire i primi piatti, utilissimi quando ci sono ospiti a cena o magari quando il tempo di cucinare è risicato.

    Dal prêt-à-manger alle cene a domicilio. I piatti proposti settimanalmente possono essere di ispirazione anche per il servizio di cene a domicilio che Claudine continua ad offrire ai propri clienti. I commensali, che si avvalgono della competenza di una personal chef come Claudine direttamente a casa loro, possono godersi la serata in compagnia di amici o parenti senza dover pensare al menù.

    A muovermi è stata una grande passione per la cucina”, ha rivelato Claudine mentre ricomponeva i fili della sua storia, “Ho cominciato con le cene a domicilio quando ancora non erano conosciute, poi ho sperimentato con successo le richieste dei piatti pronti che sono aumentate durante la “pandemia”.

    La passione per la cucina ha riunito la famiglia. Con un master in cucina evolution e un corso per personal chef, Claudine ha sfruttato la sua vasta esperienza nel settore per costruire un progetto insieme alla sorella: “Anche se nella vita abbiamo preso strade diverse, la passione per la cucina  trasmessaci dalla nostra famiglia che amava il buon cibo, ci ha riunite”. Papà per metà francese, mamma belga e un marito veneziano, Claudine ha sempre inserito nei suoi piatti un mix di ingredienti che amalgamano culture e sapori diversi. “Cucina per me è condivisione, aggregazione, ma anche voglia di sperimentare abbinamenti originali da proporre ai nostri clienti. La nostra è una cucina casalinga, ma ricercata: devo avere una vicinanza tanto con il cliente, quanto con la materia prima che deve essere di qualità”. Ma un ingrediente che non può mai mancare nel laboratorio gastronomico è la passione: “Senza quella la cucina non funziona”, è sicura Claudine. 

  • TheVerso, Chef


    una metafora del gusto dolceamaro della vita

    Nel testo di Chef il nuovo singolo del cantautore , il protagonista si è appena lasciato e potrebbe essere in quarantena, mentre cazzeggia e si prepara da mangiare da solo con ingredienti che diventano una metafora del gusto dolceamaro della vita.  A questo gusto dolceamaro si contrappone in maniera speculare il mondo scintillante dei talent show culinari televisivi: il mondo dell’apparire va in contrasto con quello dell’essere. 
Dice TheVerso:
    “Mi piacciono molto i contrasti, le pluralità di significati e le contaminazioni. In questo brano ho aggiunto all’indie un po’ di britpop:  in fondo oltre alle ricette gastronomiche anche le canzoni hanno degli ingredienti che possono essere scelti e dosati. Se il risultato finale fosse di vostro gradimento per averne ancora basta premere play: “Chef” non fa ingrassare e non contiene additivi chimici. Giuro” .

    Luca Cicinelli nasce a Roma e si avvicina alla musica cominciando a suonare la chitarra a 11 anni: dall’età di 16 anni comincia a scrivere le prime canzoni. Da sempre influenzato dal britopop e dall’indie rock nel 2015 decide di intraprendere un progetto solista con il nome d’arte TheVerso che porta alla registrazione del suo primo disco in italiano dal titolo “Andate e Ritorni”. Seguono in questi anni diverse esibizioni dal vivo. Il 6 Aprile 2018 è uscito il suo primo album solista in inglese, dal titolo “imperfect symmetries”. I singoli Fireflies ed Endless Corridor sono entrati nella top 100 della classifica radiofonica italiana dei brani indie più trasmessi in radio. Nel 2021 TheVerso comincia a pubblicare nuovi singoli in italiano: “Chef” è la sua pubblicazione più recente. Il suo nome d’arte è ispirato dal contrasto e dalla pluralità di significati della parola verso: il verso di un animale, molto istintuale, è infatti praticamente l’opposto del verso di una poesia, intellettuale. La musica di TheVerso ha queste due anime, un’ anima rock ed una più intimista.

    https://www.facebook.com/theverso.official
    https://www.instagram.com/theverso_music/?hl=it
    https://www.youtube.com/channel/UCYYkKW3AyOvpvmV-92Pklug

  • INGRUPPO riaccende i motori: 19 ristoranti portano in tavola l’eccellenza della cucina a menu e prezzo fissi

    Dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022 torna la nona edizione di INGRUPPO, la manifestazione dell’alta cucina accessibile a tutti. Dopo lo stop forzato dello scorso anno, tradizione e innovazione si fondono, creando una formula vincente a prezzo fisso, sempre più apprezzata.

     

    Mai come ora la ripartenza assume un nuovo stuzzicante sapore. Dopo un anno di stop torna INGRUPPO, con una rinnovata creatività e una forte spinta motivazionale. Un’esperienza concreta del piacere della cucina a menu fisso, per volere degli chef che desiderano in questo modo presentare le loro migliori preparazioni. L’invito è rivolto ad un pubblico curioso, che proprio a tavola trova uno dei maggiori piaceri della vita.

    Per questa edizione 19 ristoranti lombardi, dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022, propongono i loro menu, completi di bevande, tutti, tranne un’iconica insegna, Da Vittorio, allo stesso prezzo garantito.

     

    La formula – Cancellata l’edizione 2021 a causa dell’emergenza pandemica, l’appuntamento annuale INGRUPPO è nuovamente riproposto, pur nel rispetto delle misure di protezione e distanziamento. Seguendo l’ormai tradizionale format, 19 locali presenteranno un menu al costo di 75 euro per persona tutto compreso. Un percorso sensoriale di almeno 4 portate, dall’antipasto al dolce, accompagnato da vino e caffè.
    Unica eccezione il ristorante “Da Vittorio”, il cui menu, completo di bevande e servizio, ha un costo di 180 euro per persona. L’idea che muove l’iniziativa di quest’anno è un ritorno alle origini: nessuna distinzione di merito tra i vari ristoranti. Tutti desiderosi di cucinare le migliori pietanze, offrendo alle persone cibo, ambienti e servizio di altissima qualità. Cucine di tradizione e innovazione che si mescolano per soddisfare le diverse aspettative di un pubblico sempre più vasto, ma pur sempre finalizzato alla difesa dell’immenso patrimonio gastronomico italiano.

     

    La novità – Sono 18 i ristoranti che parteciperanno alla nona edizione, con l’aggiunta di una new entry: il ristorante Nasturzio di Albino (Bg), dove i tre giovani chef e la loro brigata, stuzzicano i palati con piatti contemporanei, spesso nuovi e sempre golosi.

     

    L’appuntamento con INGRUPPO 2022 annovera i seguenti ristoranti: Al Vigneto (Grumello del Monte – Bg), Antica Osteria dei Camelì (Ambivere – Bg), Casual Ristorante (Bergamo), Collina (Almenno S. Bartolomeo – Bg), Cucina Cereda (Ponte San Pietro – Bg), Da Vittorio (Brusaporto – Bg), Frosio (Almè – Bg), Il Saraceno (Cavernago – Bg), Impronte (Bergamo), La Caprese (Mozzo – Bg), Lio Pellegrini (Bergamo), LoRo (Trescore Balneario – Bg), Osteria della Brughiera (Villa d’Almè – Bg), Nasturzio (Albino – Bg), Posta (S. Omobono Terme – Bg), Roof Garden Restaurant (Bergamo) e Tenuta Casa Virginia (Villa d’Almè – Bg).

    Oltre ai locali di Bergamo e provincia, due altre insegne fuori porta, condividono lo spirito di questa promozione: Pomiroeu Giancarlo Morelli (Seregno – MB) e Il Cantinone (Madesimo – So).

     

    L’obiettivo e il target – Il fine ultimo del progetto è quello di promuovere la conoscenza dell’alta ristorazione soprattutto tra le nuove generazioni. Il successo delle passate edizioni è la conferma dell’imprescindibilità di una ricerca delle materie prime fresche e stagionali per un cibo salutare e squisito.

     

    Come prenotare – La promozione dei variegati menu nei 19 ristoranti aderenti a INGRUPPO è valida dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022, a pranzo e a cena, compatibilmente con le scelte e i giorni di apertura dei diversi locali. Sono esclusi il weekend di San Valentino (12-13-14 febbraio) e il giorno di Pasqua (17 aprile). Per prenotare basta chiamare direttamente il ristorante prescelto, specificando la richiesta del menu “INGRUPPO”. Sul sito www.ingruppo.bg.it sarà possibile consultare gli orari e le proposte gastronomiche dei vari ristoranti. Da non perdere sono le pagine Instagram e Facebook dell’iniziativa, ricche di curiosità e aggiornamenti. Qui si possono trovare anche le principali novità dell’edizione 2022, tra cui, in alcuni menu, l’appassionante abbinamento di cibo e vino.

     

    I numeri – Nel 2021 è stato il cibo a diventare la prima ricchezza d’Italia, per un valore pari al 25% del Pil. Secondo il rapporto Coldiretti/Censis, l’arrivo della pandemia ha fatto emergere maggior food awareness: l’83% è disposto a pagare di più per alimenti di cui è garantita la tracciabilità. È in questo panorama di nuovo slancio e consapevolezze che la formula dell’iniziativa INGRUPPO, giunta alla sua nona edizione in dieci anni, si conferma vincente. L’interesse per un’alimentazione sana sta prendendo piede specialmente tra i giovanissimi; lo conferma un recente studio condotto da YouGov per Whole Foods Market in cui emerge che il 68% dei Millennials è disposto a spendere di più per prodotti di livello.

     

    Un quadro confortante, specie per un comparto che nell’ultimo anno si è scontrato con un quadro congiunturale tutt’altro che semplice. È in questa ritrovata consapevolezza che l’associazione INGRUPPO, nata nel 2013, punta a diffondere il piacere del cibo, sensibilizzando il pubblico alla filosofia del moderno ristorante.

  • NeverEnding Cooking è il nuovo aggregatore di Food Blog e Food Social Network.

    NeverEnding Cooking è il nuovo aggregatore di Food Blog e Food Social Network.

    Nasce con lo scopo di aiutare tutti i food blogger, chef, amanti della cucina o ristoratori ad amplificare le proprie ricette a livello internazionale e nello stesso tempo con lo scopo di essere una bacheca di ricette internazionali aggiornata in tempo reale.

     

    Per i Food Blogger, Chef o Ristoratori, basterà registrarsi e collegare il proprio Food blog o i propri social network e come per magia tutti i propri post fino ad oggi pubblicati e futuri verranno riportarti sia su www.neverendingcooking.com sia sull’account ufficiale Instagram di NeverEnding Cooking come “repost”. In questo modo ogni singolo post verrà amplificato ad un più vasto numero di utenti e otterrai molte più visualizzazioni e followers.

     

    Ogni post ri-pubblicato sul sito NeverEnding Cooking e sui Social di NeverEnding Cooking sarà collegato alla fonte (food blog o Social Account originario) in modo tale che venga sempre rispettata la titolarità delle tue ricette.

     

    Per gli amanti della cucina il sito www.neverendingcooking.com sarà una inesauribile fonte di ricette, suggerimenti e consigli sul mondo della cucina a livello internazionale.

     

    Hai sempre desiderato pubblicare le tue ricette, ma non hai mai creato un blog e non hai un account social dedicato? Nessun problema, le potrai pubblicare su www.neverendingcooking.com

     

    Sei un ristoratore? Vuoi attrarre nuovi clienti con le tue meravigliose ricette? Registrati qui: https://www.neverendingcooking.com/register-recipe/

     

    NeverEnding Cooking, the best place for Food Lovers.

     

  • Peluso Grandi Impianti presenta l’Application Chef

    Peluso Grandi Impianti da oltre trent’anni è un riferimento nel settore della ristorazione: dalla fornitura di prodotti di alta tecnologia dei maggiori brand, ai numerosi servizi indispensabili per chi vuole aprire o ristrutturare un’attività commerciale.

    Oggi, oltre ai servizi di progettazione, installazione, manutenzione, assistenza tecnica e gestione delle pratiche amministrative, Peluso presenta un esclusivo servizio gratuito per tutti i clienti, sia nella fase di pre vendita che di post vendita: il servizio di Application Chef.

    Grazie alla collaborazione instaurata con Ivano Bernardis, Chef di comprovata esperienza presso le maggiori aziende del settore, Peluso introduce una nuova figura in azienda, interamente dedicata alle dimostrazioni pratiche e personalizzate per ogni cliente che desidera conoscere a fondo l’utilizzo dei nuovi prodotti e scoprire come ottimizzare costi, modalità e tempi di cottura dei propri menu.

    “ I device di nuova generazione  – spiega Salvatore Peluso, manager di Peluso Grandi Impianti – sono altamente tecnologici e il personale, che spesso cambia all’interno di un locale, non sempre è a conoscenza delle loro numerose funzioni. Dai roner (termocircolatori) agli abbattitori, ai device per la cottura multifunzione, alla cottura e stoccaggio in sottovuoto, i device oggi in commercio facilitano e ottimizzano il lavoro del ristoratore, garantiscono un’elevata qualità e sicurezza nella preparazione dei piatti e un considerevole  risparmio sui costi di gestione”.

    “Siamo un’azienda al passo coi tempi – continua Salvatore Peluso – e vogliamo rispondere con soluzioni efficaci alle esigenze dei clienti che mutano insieme al mercato. Consapevoli delle nuove richieste della clientela sulle potenzialità dei prodotti commercializzati, abbiamo voluto introdurre un servizio gratuito e dedicato ad ogni singolo operatore, sia nella fase di pre vendita che di post vendita”.

    “ Dalla spesa alla cucina dei cibi – spiega Ivano Bernardis Application Chef di Peluso Grandi Impianti– siamo a disposizione per ogni tipo di esigenza. Vogliamo offrire un servizio oggi fondamentale sia per i giovani imprenditori in fase di start up che per tutti quei clienti che vogliono offrire un servizio di qualità in totale sicurezza ed efficienza. In questo modo un imprenditore che vuole aprire o rinnovare la sua attività sa di potersi interfacciare con personale esperto e qualificato e di avere un solo interlocutore per ogni tipologia di servizi”.   

    Peluso negli anni ha saputo fidelizzare tanti ristoratori, grazie alla qualità di un approccio diretto, alla professionalità del proprio staff e a una serie di servizi su misura dedicati, sia per chi vuole ristrutturare il locale che aprire un’attività commerciale.

    www.pelusograndiimpianti.it

  • TRE CHEF DONNA STELLATE, TRE CENE ABBINATE AI VINI CUSUMANO PER GLI INTERNAZIONALI DI TENNIS FEMMINILE A PALERMO

    Il ritorno del grande tennis femminile a Palermo con il 30 Ladies Open in programma dal 20 al 28 luglio, sarà celebrato con tre cene firmate da altrettante chef donna stellate, accompagnate dai vini delle cinque tenute siciliane di Cusumano che si svolgeranno in una lounge realizzata a bordo piscina del Country Time Club. Tre ‘Stelle’ accomunate dall’amore per la grande cucina del sud Italia e da una stella Michelin. Il 23 luglio sarà la volta di Martina Caruso del Signum di Salina, quindi il 24 toccherà a Caterina Ceraudo del Dattilo di Strongoli in Calabria, mentre chiuderà la mini – rassegna Patrizia Di Benedetto del Bye Bye Blues di Palermo giovedì 25 luglio. 

    Sarà il cuoco e oste palermitano Filippo La Mantia ad aprire e presentare il calendario degli appuntamenti con una festa prologo lunedì 22 luglio.

    I piatti, gli abbinamenti con i vini Cusumano, le ricette sono raccolti in un libro “Il sapore della rinascita” del fotografo Pucci Scafidi.

     

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    Cusumano. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

     

     

    Da IL SAPORE DELLA RINASCITA, il libro che accompagna la rassegna

     

    CATERINA CERAUDO

    “Il mio obiettivo è di rendere felici i clienti”. Lo ripete spesso Caterina, ultima dei tre figli di Roberto, che, a Strongoli, nella provincia più povera della Calabria, lanciò una scommessa che sembrava una pazzia. Quando il “bio” non era come adesso materia quotidiana delle nostre ricerche a caccia del prodotto lontano dai rischi dei pesticidi, Roberto volle provare che il buon cibo, il buon vino, il buon olio sono necessità assoluta per vivere sani.

    Di Caterina colpisce il sorriso, ma soprattutto tenacia e pragmatismo. Quando le chiedono quale sia l’ingrediente base del suo lavoro, risponde in maniera disarmante: “Rimanere con i piedi per terra”.

    C’è tutta la cultura meridionale nelle sue parole, c’è la consapevolezza che non si è mai arrivati alla meta, ma che bisogna sempre provare a migliorarsi. Detto da una che poco più che ventenne ha conquistato la Stella Michelin, sembra quasi un paradosso. Detto da una che nel 2017 è stata incoronata “Migliore chef donna dell’anno” per la Guida Michelin, forse lo è ancor di più, ma Caterina ha studiato e lavorato per fare dell’oggi solo una tappa di passaggio verso nuovi traguardi, consapevole che nella vita non ti regala niente nessuno.

    A lei e alla sua famiglia piacciono le sfide e piace realizzarle lì dove sono nati e cresciuti. La sfida più grande è di trasformare ciò che ti circonda nella scenografia ideale dei tuoi sogni da realizzare. Ci accomuna questa voglia di non arrenderci davanti alle difficoltà, di provare a dimostrare (soprattutto a noi stessi), che nel “profondo sud” volontà, carattere e tenacia possono e devono essere le vere armi vincenti per fare qualcosa.

    Caterina ha dimostrato che Strongoli può essere una delle capitali della ristorazione internazionale facendone un punto di attrazione, così come noi vogliamo tornare a dimostrare che si può e si deve provare ad organizzare grandi eventi sportivi a Palermo. La rinascita passa dalla voglia di impegnarsi in prima persona, senza sentirsi mai arrivati. Caterina mi ha raccontato che “costanza, studio e passione” sono alla base del suo lavoro. Un lavoro che ha nel ristorante Dattilo a Strongoli la sua sede naturale. Realizzato in un vecchio frantoio all’interno di un casolare del ‘600, è gestito dall’intera famiglia Ceraudo. Un’oasi di paradiso diventato anche luogo di attrazione “celebrato” dal New York Times che, nel 2017, aveva inserito il Dattilo tra le 52 mete imperdibili.

    A 32 anni, Caterina è tra le chef più apprezzate per la sua cucina che “rispetta” il territorio e la tradizione della famiglia, ma il percorso di… avvicinamento ai fornelli, ha origini lontane. Prima la laurea in Viticoltura ed Enologia a Pisa, poi l’esperienza formidabile nella “Scuola di alta formazione” di Niko Romito a Castel di Sangro in Abruzzo, quindi nel 2013 il ritorno al Dattilo per mantenere la stella Michelin che aveva conquistato lo chef che l’aveva preceduta, Frank Rizzuti. “La stella Michelin? La vivo come un punto di partenza” dice Caterina e non potrebbe essere diversamente per chi vuole migliorarsi sempre attingendo dalla tradizione e dal rispetto per la terra, consapevole che le difficoltà non mancano e bisogna essere sempre pronti a superarle. Ama J’ssuisjamais alle di YannTiersen, e per Caterina la felicità ha il sapore del “cioccolato”, mentre sostiene che il piatto che più la rappresenta è “Triglia, pane e arancia”. I dolci preferisce mangiarli più che prepararli, anche se quasi tutti i clienti che si recano al Dattilo non si perdono il “Dolce al finocchio”, buonissimo e senza grassi.

    “Il mio è il lavoro più bello” ripete e noi siamo felici che un lavoro fatto di profumi e gusto troverà ospitalità per una sera nel nostro circolo rendendo partecipi tutti coloro che lo vorranno di un evento che, siamo sicuri, rimarrà nella testa e nel cuore di chi ama cibarsi di emozioni.

     

    MARTINA CARUSO

    Martina ha virtualmente raccolto il testimone dalla Ceraudo, anche se con un anno di…ritardo: Caterina nel 2017, Martina nel 2019. Ha ricevuto la stella in una stagione della vita per lei importante: il suo Signum ha festeggiato i 30 anni di attività e lei ne compirà 30 a dicembre prossimo. “È il riconoscimento – si legge nella motivazione – alla sua cucina strutturata, ma allo stesso tempo fresca e delicata con proposte originali che esaltano i sapori e i profumi dei prodotti locali”, ma anche alla “sua gran-de volontà e capacità di progredire e di rappresentare la sua isola raggiante, attraverso una grande tecnica e il tocco femminile di una giovane donna appassionata e determinata”. C’è tutta Martina nella motivazione del Premio. C’è il suo essere figlia di Salina al 100% e c’è la sua determinazione nel fare un lavoro che aveva capito potesse essere la sua professione ad appena 14 anni. Dieci anni dopo il suo nome era già scritto nella Guida Michelin con accanto una stella: la più giovane donna italiana a ricevere il riconoscimento al quale punta chi guida un ristorante di prestigio.

    Bisognerebbe andare almeno una volta al Signum, straordinario Resort a Malfa con panorama mozzafiato su Panarea e Stromboli, per capire e conoscere meglio Martina. Bisognerebbe godere di uno dei tramonti più belli al mondo per apprezzare e condividere la magia di un luogo unico. “La mia femminilità in cucina è espressione della mia terra”, sostiene Martina che ha viaggiato molto prima di tornare nella sua Salina, “isola nell’isola”. In 27 chilometri quadrati c’è il mondo di un’appassionata sognatrice che si è imposta una missione, e cioè di “far crescere e valorizzare il patrimonio isolano attraverso la sua cucina”.

    “Salina è la mia isola e la amo infinitamente – dice Martina – ne valorizzo il territorio e ne custodisco ogni dettaglio. È una terra vulcanica, fonte di energia. Quell’energia che mi scorre nelle vene e mi spinge a fare sempre di più”. Un’energia che l’ha portata a 16 anni lontano dalla sua isola per frequentare l’Istituto Alberghiero a Cefalù, poi le esperienze professionali a Londra, Roma e Vico Equense, prima di tornare a Salina e raccogliere in cucina l’eredità di papà Michele. Molte delle sue ricette sono l’evoluzione di ciò che cucinava il padre, mentre mamma Clara, psicologa, si è sempre occupata dell’albergo. Ad unirci non c’è solo il “rimanere sempre con i piedi per terra”, ma anche l’amore per lo sport: nuoto, calcio, pallavolo e, adesso, la corsa. Ogni giorno un’ora con le scarpe da ginnastica ai piedi ed il passo sostenuto da Malfa a Capo Faro respirando i profumi di un’isola che porta poi in tavola lavorando solo prodotti locali ed eccellenze siciliane.

    Ama Rino Gaetano (da ascoltare rigorosamente su vinile e giradischi) ed il suo divertimento è la fotografia, mentre l’inverno è la stagione dei viaggi. A Salina l’attività va in letargo e Martina ne approfitta per soddisfare la voglia di esplorare cucine nel mondo, come quella recente dallo chef Pedro Miguel Schiaffino a Lima, anche se nella sua cucina c’è e rimane sempre il “gusto della macchia mediterranea”.

    Quel gusto che porterà al Country in una delle magiche serate di luglio dedicate a loro, alle straordinarie chef stellate. Pensate, nel mondo sono 169 i ristoranti guidati da donne: di questi 41 sono in Italia (che è il primo paese al mondo per ristoranti a guida femminile) e noi ne avremo 3 in occasione del ritorno a casa del Torneo. Tre donne splendide e sorprendenti: se per Caterina la felicità ha il sapore del “cioccolato”, per Martina, appassionata sognatrice, la felicità è, come ha detto lei stessa, un… panino con mortadella.

     

    PATRIZIA DI BENEDETTO

    Patrizia è stata la nostra Beatrice nel Paradiso dell’alta cucina. Ci ha guidato in un mondo affascinante che conoscevamo solo da avventori. Grazie a lei si è realizzato il progetto delle chef stellate per gli Open di Tennis.

    Patrizia è stata nel 2011 la prima chef donna in Sicilia ad ottenere la stella Michelin, riportando, con il suo Bye Bye Blues di Mondello, il riconoscimento più prestigioso a Palermo dopo 20 anni di assenza. “All’inizio è stata abbastanza dura e ho dovuto faticare parecchio ma, a poco a poco, arrivavano le prime soddisfazioni e di pari passo cresceva il mio amore per questo lavoro” ci ha detto Patrizia, nata da una famiglia palermitana in cui le donne hanno sempre coltivato l’amore per la cucina e la passione per le tradizioni siciliane. È diventata chef quasi inconsapevolmente (“un vero atto di incoscienza” sostiene lei), quando immaginava, ormai, la sua vita dietro una scrivania. Ed invece nel 1991, insieme al marito, Antonio Barraco, sommelier di professione, rileva il Bye Bye Blues ed il ristorante diventa subito un punto di riferimento per i palermitani, ma la voglia di sperimentare e sperimentarsi ha portato presto Patrizia in giro per il mondo. “Attualmente sto collaborando ad un progetto in Giappone per la valorizzazione e promozione dei loro prodotti agroalimentari, acquacoltura e zootecnica, studiando dei menù con profilo mediterraneo”.

    La parola chiave e, che unisce Patrizia a Martina e Caterina, è “Mediterraneo”, cioè l’essenza del nostro essere, l’insieme di tante culture e dominazioni che hanno fatto delle nostre terre e del nostro mare qualcosa di unico ed apprezzato nel mondo. La buona cucina, la cucina di qualità sono il veicolo per far conoscere il meglio di noi stessi e della nostra tradizione.

    “Due ingredienti sono sempre presenti nella mia cucina: il mangiare bene ed in modo salutare – sottolinea Patrizia – utilizzo unicamente prodotti del mio territorio e solo e soltanto prodotti stagionali, con garanzia di qualità e freschezza delle materie prime, che sono i protagonisti indiscussi dei miei piatti”. Piatti che nascono dal cuore più che dal cervello, piatti da gustare al Bye Bye Blues, nome di un ristorante che racchiude anche un preciso intento: “Addio tristezza”, perché chi fa il suo ingresso in via del Garofalo, nel cuore di Mondello-Valdesi, lascia fuori da quelle mura tutte le difficoltà del vivere quotidiano per abbandonarsi ai piaceri della buona tavola.

    “Mi propongo da sempre di raggiungere e riuscire a soddisfare la gente che viene a trovarmi, regalando ai miei clienti qualche momento piacevole e allegro come dice il nome del ristorante”.  Stesso nome che Patrizia e Antonio hanno voluto dare ad un altro loro ristorante inaugurato 6 anni fa in Brasile, nello Stato di Bahia, mentre nel 2017 hanno dato il know-how per l’apertura di un ristorante di cucina italiana a Taiwan.

    “La mia è una cucina decisamente femminile e per femminile intendo una cucina fatta d’istinto, sentimento e creatività”. Una cucina che fa scuola nel mondo. Patrizia partecipa ogni anno al Word Gourmet Summit di Dubai e, una volta l’anno, ad eventi in Giappone per diffondere la cultura gastronomica siciliana. Basta dare un’occhiata agli ultimi impegni all’estero per capire quale sia l’impatto della cucina di Patrizia all’estero: ha partecipato all’Italian Fair al Marriott di Osaka, al Word Gourmet Summit ad Hong Kong e Pechino ed al Creative Chef Summit in Ucraina. A luglio prossimo, con Martina e Caterina, Patrizia sarà insieme a tutti noi al Country per un torneo che vuole risplendere di luce propria e, soprattutto, vuole continuare a regalare emozioni.

  • Premio Francesco Arrigoni 2019. La cena degli chef di Ingruppo per omaggiare un grande uomo e giornalista

    Giovedì 2 maggio sarà assegnato il Premio Francesco Arrigoni 2019, riconoscimento istituito in memoria del giornalista Francesco Arrigoni, collaboratore di Luigi Veronelli, fondatore e primo direttore del Seminario Veronelli. Passato alle pagine del Gambero Rosso e poi al Corriere della Sera, ha scritto di vino e di cibo con passione e profonda competenza, coltivando una visione etica.

    Prematuramente scomparso nel 2011, in suo onore è stato istituito un Premio riservato a coloro che si sono distinti realizzando, in ambito agricolo o gastronomico, azioni dal forte contenuto etico, in linea con il suo lascito. L’appuntamento anche quest’anno si svolgerà alle 18.30 presso l’Abbazia di Fontanella nel comune di Sotto il Monte Giovanni XXIII (Bergamo), sulle pendici del Monte Canto.

    La cerimonia in Abbazia vedrà la consegna del Premio, consistente in cinquemila euro e in un’opera artistica creata dai ragazzi dalla Scuola d’Arti e Mestieri F. Ricchino di Rovato (Brescia) a rappresentazione delle tre costanti della vita di Francesco: una pietra, simbolo della sua passione per la montagna e le arrampicate; una vite, che testimonia la sua professione di critico enologico; infine un cuore, a ricordare la sua generosità (fino all’espianto degli organi) e la sua passione civile. Nella sua esistenza, Francesco Arrigoni ha dimostrato eccezionale competenza nel campo dell’enogastronomia, ha mostrato le sue doti di appassionato scalatore, si è sempre distinto per l’impegno nel sociale. Il Premio in suo onore è una summa di ciò che egli è stato.

    Sin dalla prima edizione il Premio è stato assegnato a persone e organizzazioni meritorie: nel 2013 fu Don Luigi Ciotti a ritirarlo in rappresentanza di Libera Terra, l’associazione nata con l’obiettivo di valorizzare territori stupendi ma difficili, partendo dal recupero sociale e produttivo dei beni confiscati alla criminalità organizzata per ottenere prodotti di qualità attraverso metodi rispettosi dell’ambiente e della dignità della persona. Nell’anno successivo, il Premio Francesco Arrigoni andò a Vincenzo Billeci, assessore-pescatore di Lampedusa, in rappresentanza dei lavoratori del mare. Nel 2015 venne, poi, premiato Guglielmo Locatelli, allevatore e casaro che ha salvato dall’estinzione un formaggio raro, lo Strachitunt. Protagonista dell’edizione 2016 fu Maramao, cooperativa agricola piemontese che, coinvolgendo attivamente rifugiati e migranti, ha dimostrato che è possibile riconoscere a tutti il diritto di lavorare e vivere con dignità.

    Nel 2017, per omaggiare Francesca Pecorari, giovane ragazza la cui vita fu stroncata da un incidente stradale, il Comitato ha scelto di premiare la Onlus creata a suo nome. Francesca, infatti, figlia di vignaioli, dalle vigne di famiglia aveva ideato un vino di cui disegnò lei stessa l’etichetta. Attraverso la vendita di quel vino, chiamato Fatto in paradiso, l’Onlus ha finanziato la costruzione di scuole in Myanmar, India e Uganda. Infine, a meritare il riconoscimento nel 2018 è stata Casa di Ruben, ristorante milanese destinato ai nuovi poveri, di qualunque origine e provenienza.

    Dopo la premiazione si terrà, come di consueto, una cena firmata dall’eccellenza della ristorazione bergamasca. I ristoratori di INGRUPPO, iniziativa che rende accessibile l’alta gastronomia ad un pubblico ampio, delizieranno i partecipanti con una cena ospitata dall’Agriturismo Cavril, nelle vicinanze dell’Abbazia di Fontanella. Durante la serata si terrà anche una lotteria di raccolta fondi, con la possibilità di vincere vini e prodotti gastronomici offerti dalle aziende vitivinicole e dagli artigiani amici di Francesco.

    In cucina saranno Stefano Arrigoni, patron dell’Osteria della Brughiera di Villa D’Almè, che creerà per la serata l’antipasto “Porro fondente al salmoriglio e avocado, al pesto di pistacchi, semi di canapa e capperi”; Ezio Gritti che, presentando la nuova collaborazione con l’Agriturismo Polisena di Pontida, delizierà i palati con i “Casoncelli della Polisena” con pasta verde a base di erbe aromatiche e un ripieno speciale che prevede l’utilizzo di carne di pecora di produzione propria; Giuseppe Cereda di Cucina Cereda con la sua “Pecora bergamasca servita con erbette e coste”; infine Enrico Cerea del ristorante Da Vittorio con il suo ineguagliabile dessert.

    Il ricavato della cena sarà corrisposto a titolo di contributo al Comitato Francesco Arrigoni (il costo è di 60 euro a persona). Per partecipare è necessario acquistare l’apposito ticket Eventbrite a questo link.

     

    Per informazioni www.comitatofrancescoarrigoni.org

  • «Impressioni di Novembre»: seconda fermata al «Kilometro buono» di Ezio Gritti

    Giuggiole, pepe pigna “Kintamani Bali”, germano reale e latte fresco munto di giornata. Ecco alcuni dei sapori autentici e ricchi d’emozione che accompagneranno la seconda serata della rassegna gastronomica «Kilometro buono» ideata dallo chef Ezio Gritti, patron dell’omonimo ristorante affacciato su piazza Vittorio Veneto a Bergamo. La serata intitolata «Impressioni di Novembre» vedrà eccezionalmente, al fianco dello chef, una creazione del barman mixologist Tony Foini de “Le Iris” di Bergamo.

    Il viaggio nella cucina di Gritti inizierà con: salame casereccio prodotto a Miragolo San Salvatore, frazione di Zogno, dall’azienda agricola guidata da Massimo Gherardi per riscoprire quel sapore contadino che fa tornar bambini, proseguirà con uovo di quaglia, carote e clementine, e Piave Riserva “Selezione Oro” invecchiato 12 mesi con ganache al cioccolato bianco e castagne. Con questi ritorni all’essenza (e all’essenziale), un vino simbolo della tradizione vitivinicola italiana: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro D.O.P. della storica Cantina Bassoli di Carpi che coltiva le sue vigne dagli anni ‘20 del secolo scorso.

    Si proseguirà con prodotti di straordinaria qualità come il tartufo nero, fiore all’occhiello della Valle Brembana, e il foie gras d’oca di Mortara, nato dalle intuizioni di Gioachino Palestro, diventato norcino a soli 18 anni e conosciuto come il “Peter Pan della Padania”. I piatti proposti: terrina di germano reale, tartufo nero di Bracca, caldarroste in latte munto di giornata e la millefoglie di lingua di vitello, foie gras d’oca, gel di melograno. In abbinamento: «Vermouth mixology», cocktail a base dello storico vino liquoroso nato in Piemonte ben 200 anni fa, ideato dal barman Tony Foini. Lui, che per primo ha portato in città le nuove tendenze del bere, ha iniziato la sua carriera da giovanissimo e ha studiato il mondo del beverage collezionando esperienze in tutto il mondo, da Londra a New York, per poi tornare, proprio come Ezio Gritti, a Bergamo dove nel 1993 ha aperto «Le Iris», tempio della miscelazione.

    Le sorprese non finiscono qui perché lo chef si cimenterà con le giuggiole, frutto dalle straordinarie proprietà benefiche con cui si era soliti preparare il famoso “brodo”, infuso che pare fosse apprezzato già dagli antichi Egizi e Fenici. Alcuni studiosi ipotizzano che lo citasse finanche Omero nell’Odissea parlando del “frutto del loto” che portò all’oblio gli uomini di Ulisse sbarcati sull’isola dei Lotofagi. L’incantesimo narrato sarebbe stato provocato dalla bevanda alcolica preparata con i frutti inebrianti di questa pianta. I commensali di Gritti potranno assaggiarlo nella preparazione della crema pistacchio di Bronte.

    A seguire, Riso SanMassimo, porcini e chiodini di Barbara e Romano, miele di castagno e polline fresco delle api di Mariarosa, e pepe pigna “Kintamani Bali” accompagnati da Rukh 2017, affinato in anfora , della cantina Nove Lune di Cenate Sopra che produce vini interamente biologici.

    Infine, un altro grande protagonista della cucina italiana: il capriolo, servito con juice al caffè “Selezione Bugan Lab” e patate libro, a cui accostare Il Primitivo di Manduria del 1949 dell’Azienda di Galliate (NO) Antonio Ferrari. Vino vivo, in continua evoluzione e di incredibile finezza.

    Per chiudere: parfait ai marron glacè e crema di cachi.

    Caffè “Selezione Bugan Lab” di Maurizio Valli.

    Euro 100 a persona, vini inclusi. La prenotazione è obbligatoria.

    Per info e prenotazioni: 035 246647 – [email protected].

  • Heinz Beck a Teramo per il concorso di enogastronomia di AssoAPI

    II Edizione Concorso Nazionale “Miglior Allievo Enogastronomia Cucina” organizzato da AssoAPI – Divisione Formazione in collaborazione con Randstad e con la presenza dello chef Heinz Beck

    Lo chef Heinz Beck, 3 stelle Michelin, tra i più importanti riferimenti al mondo per l’alta cucina, arriva a Teramo per rilanciare il territorio e promuovere l’enogastronomia locale. Ripartire dal food, con questa premessa prenderà il via la seconda edizione del concorso nazionale “Miglior Allievo di Enogastronomia – Cucina”  organizzato da AssoAPI Divisione Formazione, prima scuola italiana di formazione in e-learning dedicata al mondo del food, in collaborazione con Randstad.

    La sfida si terrà il 19 maggio 2017 tra i fornelli dell’istituto alberghiero “Di Poppa- Rozzi” di Teramo. Nelle cucine della scuola si affronteranno futuri chef e a giudicarli ci sarà una giuria di esperti presieduta dallo chef del ristorante romano, La Pergola, Heinz Beck. Il vincitore della competizione riceverà un premio di 500,00 euro più la borsa di studio per seguire gratuitamente il corso di cuoco AssoAPI.

    Non solo un concorso tra i futuri chef, ma un’occasione per rilanciare il territorio ed i prodotti tipici dopo il sisma. I concorrenti, infatti, dovranno utilizzare almeno un prodotto abruzzese nella preparazione del piatto concorrente“, spiega Antonio Santoro, responsabile della formazione per AssoAPI.

    La scelta della location nasce dalla volontà di premiare un istituto attivo e attento alla formazione dei propri allievi

    Per materiale, informazioni, interviste e accrediti stampa:

     

    Ufficio stampa AssoAPI – Alessandra Cocchia

    Via G.Gioachino Belli 27, 00193 Roma

    Tel 06.32111376 / 324.8287504

    [email protected]

    [email protected]

    http://www.assoform.org/

  • Gruppo Hit: grande successo per la 3^ edizione del Park Wine Stars

    Nova Gorica, 14 febbraio 2017 – Successo oltre le aspettative con più di 300 presenze per il Park Wine Stars, la serata dedicata alle eccellenze della produzione vitivinicola slovena organizzata dal Park Casinò & Hotel di Nova Gorica venerdì 10 febbraio.
    Nell’anno che ha visto l’incoronazione della slovena  come World Best Female Chef e a pochi giorni dalla scelta di CNN di iscrivere il Collio Sloveno tra le 11 regioni mondiali dei vini che meritano di essere scoperte, il successo dell’evento proposto da Hit Casinos conferma un rinnovato interesse verso il mondo dell’enogastronomia slovena.
    Giunto alla sua terza edizione, l’evento si è svolto nelle sale del ristorante Tiffany e ha visto la partecipazione di ben 29 produttori, per un totale di 89 etichette, provenienti dalle 4 regioni vitivinicole slovene più vicine al confine italiano: la Valle del Vipacco, terra per eccellenza dei vitigni autoctoni grazie alle particolari condizioni climatiche, il Collio Sloveno (Goriška Brda), noto a livello internazionale per i vini bianchi, l’Istria Slovena (Slovenska Istra), regione della Malvasia nell’entroterra della costa slovena, e il Carso (Kras), dove regna il Teran. Un viaggio tra cantine affermate e produttori emergenti per conoscere tanti imprenditori che, con determinazione e orgoglio, hanno saputo trasformare l’amore per la propria terra in una storia di successo, coniugando le tradizioni dei padri con le più moderne tecniche di coltivazione.
    Ai vini sono state abbinate le specialità gastronomiche di Marino Furlan, Chef de Cuisine del Park e membro della Nazionale Slovena Cuochi, accompagnato da altri 4 rinomati Maître de Cuisine Hit. Ogni Chef ha presentato una ricetta: Marino Furlan, ad esempio, ha sorpreso gli ospiti con i suoi guancialini di maiale croccanti abbinati a cipolle rosse sott’aceto, valerianella marinata con salsina al cren e salsa di cipolle arrostite. Molto apprezzati anche la ricetta vegetariana a base di tortelli ai carciofi, le 2 proposte di pesce e il dolce che rivisitava in chiave contemporanea il classico abbinamento tra arancia e cioccolato.


    Alen Šraj, F&B manager delle strutture Hit a Nova Gorica ha dichiarato: “grazie agli ottimi rapporti con i produttori di vino del territorio e alla preparazione dei nostri Chef, in questi anni siamo riusciti a proporre eventi di qualità, in grado di convincere anche gli ospiti più esigenti ed esperti in materia. Il pubblico apprezza questo genere di iniziative e il successo dell’ultima serata dimostra che siamo sulla strada buona. Continueremo a proporre questo genere di appuntamenti, che valorizzano il connubio tra cibo e buon vino”.
    Ad animare la serata, il repertorio lounge della band “Musique Boutique” e il raffinato e accattivante show delle regine del burlesque “Les Sorcieres Sucress”.
    Prossimo appuntamento con il Park Wine Party di fine agosto.

    SEGUE: ELENCO CANTINE ED ETICHETTE PRESENTI AL PARK WINE STARS

    COLLIO SLOVENO
    Movia Aleš & Vesna Kristančič (Pinot noir 2011 secco, Pinot gris 2014 secco, Puro 2008 secco, Lunar 2013 secco)
    Simčič Marjan (Ribolla 2015 secco, Sauvignon blanc Opoka 2014 secco, Pinot noir Selezione 2014 secco)
    Vinska Klet (Ribolla Bagueri 2012 secco, Merlot Bagueri 2012 secco, Penina Zero brut nature, Krasno 2015 secco, Pikolit 2011 dolce)
    Kmetija Prinčič (Chardonnay 2015 secco, Mihael blanc 2014 secco, Mihael rouge 2012 secco)
    Ščurek Vina (Pinot gris 2015 secco, Pikolit 2012 secco, Stara brajda 2012 secco)
    Vinarstvo Bregar (Malvasia 2015 secco, Ribolla 2015 secco, Antonio 2012 secco)
    Belica (Ribolla gialla 2015 secco, Sauvignonasse 2015 secco, Izbrano rdeče 2011 secco)
    Cantina vinicola Ferdinand (Ribolla Sinefinis 2010 brut, Pinot gris Epoca 2013 secco, Rosso Epoca 2010 secco)
    Cantina vinicola Mavrič (Cabernet Sauvignon Selezione 2010 secco, Gusto 2015 secco, Chardonnay Selezione 2015, secco)
    Azienda Reja (Chardonny 2015 secco, Merlot 2011 secco, MacTok 2013 secco)
    Piro (Sauvignon 2015 secco, Soreli 2015 secco, Merlot bosc 2013 secco)
    Vina Ronk (Ribolla 2015 secco, Pinot blanc 2015 secco, Merlot 2012 secco)
    Azienda Čarga (Sauvignon blanc 2015 secco, Donna Regina 2008 brut nature, Ta Star 2009 secco)
    Valter Sirk (Ribolla 2014 secco, Malvasia 2014 secco, T.F. 2014 secco)
    Cantina vinicola Mužič (Ribolla 2015 secco, Sauvignon 2015 secco, Merlot 2015 secco)
    Bužinel (Carlo 2013 extra dry, Cvetko 2015 secco, Elvis blanc 2015 secco)
    Vina Aleksander (Sauvignon 2015 secco, Poje 2014 secco, Voja 2011 secco)

    ISTRIA SLOVENA
    Santomas (Rose 2016 semi secco, Refosco Antonius 2008 secco, Grande Cuvee 2008 secco)
    Pucer z Vrha (Malvasia Pristna 2015 secco, Malvasia Sinfonita Marina 2015 secco, Malvasia Progenerata 2008, secco)
    Korenika (Kortinca 2008 secco, Sulne 2007 secco, Tris 2015 secco)
    Vinakoper (Malvasia Capris 2015 secco, Refosco 2015 secco, Capo D’Istria Merlot 2011 secco)

    VALLE DEL VIPACCO
    Vina Sveti Martin (Zelen 2015 secco, Tressa belo 2015 secco, Barbera 2013 secco)
    Proprietà Štokelj (Penina Pinela 2014 extra dry, Rose 2015 secco, Rdeča planta magnum, secco)
    Azienda Jamšek (Laški Rizling 2015 secco, Merlot 2013 secco, Rumeni Muškat 2015 secco)
    Cantina Batič (Angel Rdeč 2009 secco, Angel Belo 2011 secco)
    Azienda Sutor (Sutor blanc 2012 secco, Sutor Sauvignon blanc 2012 secco, Sutor Malvasia 2013 secco)
    Proprietà Tilia (Pinot gris 2015 secco, Pinot noir 2016 secco, Pinot noir estate 2013 secco)

    CARSO
    Cantina Lisjak (Sara 2007 secco, Vitovska Grganja 2015 secco, Izbrani teran 2013 secco)
    Cantina Renčel (Orange 2009 secco, Sauvignon Renčel 2012 secco, Negra Renčel 2006 dolce)

  • Campus Etoile Academy organizza il primo percorso di studi in Italia per diventare Chef Salutista

    Oggi più che mai la figura dello chef deve capire le necessità dei clienti, sviluppare capacità specifiche e far fronte alle richieste attuali. Guidati da questo spirito, il Campus Etoile Academy, scuola di eccellenza nel settore dell’istruzione gastronomica che vanta un’esperienza innovatrice nella didattica, ha messo a punto in Italia il primo corso professionale di Cucina Salutista e Vegetariana.

    Mangiare sano non è una tendenza ma un’esigenza che va considerata con assoluta serietà e professionalità, penso agli intolleranti, ai diabetici ma anche ai vegetariani, ai vegani e ai celiaci. Lo chef non può improvvisare ma deve avere le giuste conoscenze e competenze” dichiara Rossano Boscolo, Rettore e fondatore dell’omonima scuola.

    Alla luce dello scenario attuale, il 10 aprile 2017 prenderà il via il primo corso (in fase di accreditamento), a numero chiuso, per diventare Chef Specializzato in Cucina Salutista e Vegetariana della durata di otto mesi, per un totale di 960 ore di formazione ripartite in 480 ore di lezioni pratiche e teoriche presso il Campus e 480 ore di stage in aziende e strutture convenzionate con la scuola. Al superamento dell’esame finale che consta di una prova teorica e una simulazione pratica, sarà rilasciata la qualifica professionale di Chef Salutista riconosciuta ai sensi della Legge n. 845/78 valida a livello europeo nonché i certificati Haccp, Sicurezza sul lavoro e Primo soccorso.

    Rivolto sia a chi ha frequentato l’istituto alberghiero, sia a chi è alle prime armi ma anche a tutti coloro che sono interessati a intraprendere un percorso professionale, il corso di natura prevalentemente pratica, si compone di diciotto moduli. L’excursus didattico è stato progettato per far acquisire le competenze necessarie al fine di realizzare menù e ricette adatti agli intolleranti, agli allergici e ai celiaci, saper utilizzare tecniche e metodologie innovative che rispettino la salute del consumatore.

    La grande forza della nostra scuola – spiega il Rettore – è avere un metodo didattico consolidato nel tempo, poter contare su dei docenti interni e su un costante aggiornamento del metodo formativo. In particolare in questo corso, ci  avvaleremo anche di esperti di cucina del benessere e di medici specializzati coordinati dal dottor Miccinilli, specialista in Scienze dell’Alimentazione e docente universitario presso l’Università degli Studi della Tuscia”.

    IL PROGRAMMA

    Le lezioni partono dalle nozioni sulla cucina e sul mestiere del cuoco per passare poi a sviscerare le caratteristiche delle materie prime, lo studio della celiachia, dell’intolleranza, del diabete e ancora del veganesimo e del vegetarianesimo, senza tralasciare le basi della cucina e della pasticceria tradizionale salutistica. Ogni studente avrà a disposizione una postazione di lavoro accessoriata con le più moderne tecnologie e un kit personale di attrezzi. Inoltre, potrà contare sulla presenza di due assistenti che lo seguiranno costantemente nel percorso di studi. Al termine dell’iter formativo gli alunni avranno acquisito una formazione altamente specializzata  da poter sfruttare a pieno titolo nel mondo del lavoro all’interno di imprese ristorative.

    Dobbiamo trasformare la passione dei ragazzi in una formazione qualificata – afferma Rossano Boscolo –  la cucina è un mestiere duro che richiede sacrifici e non dà spazio a false illusioni. Noi formiamo le nuove leve di domani, i migliori chef e pasticceri d’Italia da oltre trent’anni”.

    Tutti coloro che sono interessati ad avere maggiori dettagli sul corso possono partecipare all’Open Day previsto per sabato 11 febbraio 2017 e domenica 12 marzo 2017. Una giornata di orientamento durante la quale il personale e i docenti saranno a disposizione per far visitare la scuola e fornire tutti i dettagli sul corso. Per prenotazioni e informazioni scrivere a: [email protected]

    CAMPUS ETOILE ACADEMY

    Situata nel cuore della Tuscia, in un ex convento francescano del 1300, il Campus Etoile Academy è il primo campus italiano di gastronomia. Un luogo scenografico in cui cultura, storia e passione si fondono indissolubilmente per formare i migliori professionisti della cucina italiana. Il percorso del Campus Etoile Academy inizia nel 1982 come centro di perfezionamento, nel 2005 diventa Istituto Superiore d’eccellenza e nel 2010, con il trasferimento nell’attuale sede di Tuscania, assume la veste di Campus. Per poter immergersi appieno nel clima della scuola, gli studenti possono alloggiare in camere elegantemente arredate e fornite di ogni comfort. Tanti i servizi a loro riservati che arricchiscono la proposta formativa targata Boscolo. Oltre ai laboratori d’avanguardia e alle attrezzature di ultima generazione, gli alunni possono usufruire della Biblioteca contenente oltre mille volumi antichi appartenenti alla collezione privata di Rossano Boscolo e consultare l’Etoilepedia, la prima enciclopedia gastronomica multimediale che vanta migliaia di ricette. L’Accademia al suo interno ha anche una magnifica Sala Teatro dove poter metter in scena show cooking ed eventi spettacolari. Inoltre i ragazzi possono godere della natura circostante e studiare le piante e gli ortaggi coltivati nell’Orto dei Semplici, uno spazio verde dedicato alla piantagione di oltre duecento specie vegetali.

  • 1 Dicembre Radionovelli Christmas Day

     

    1 Dicembre Radionovelli Christmas Day

    Testimonial dell’evento è Andrea Mainardi, il famoso Chef e giudice del programma televisivo “La prova del cuoco”

    Il 1° dicembre Radionovelli accende il Natale con una grande festa: un’intera giornata dedicata ad incontri, musica, workshop e degustazioni il cui filo conduttore è il piacere di inaugurare il periodo natalizio con il pubblico, in compagnia di personalità del mondo dei media e dell’imprenditoria.

    Nello store e negli showroom di Salita di Poggio San Lorenzo 17/22, allestiti con una scenografia  appositamente realizzata, tra giochi di luci e suoni, sfilano in passerella le ultimissime collezioni  di prodotti di elettronica, tecnologia, cucina, arredo ed oggettistica dei maggiori brand internazionali, dando spunti peri idee regalo utili ed originali. Tanti gli appuntamenti in agenda: sulle note del nuovo palinsesto della Web Radio di Radionovelli con tante canzoni dedicate al Natale, Paolo Novelli – proprietario dello storico store – presenterà la nuova Radio 4G, sviluppata e prodotta interamente in Italia.

    La giornata sarà la giusta occasione per gustare deliziosi piatti preparati dalla Chef Romana Spagnoli e per vedere all’opera il famoso Chef Andrea Mainardi, giudice del programma televisivo “La prova del cuoco”, che delizierà il pubblico preparando una particolare ricetta natalizia.

    Durante la giornata, inoltre, Paolo Novelli donerà un omaggio a tutti i presenti a sostegno del progetto “Un fiore per Montegallo” in favore della popolazione del comune di Montegallo colpita recentemente dal sisma.

    Agenda

    9:30 Welcome coffee:

    Apre la giornata il caffè in compagnia di produttori, fornitori e professionisti che si incontrano per interagire e condividere idee e nuove opportunità  di business

    12:00 Aperitivo con l’innovazione

     L’innovazione by Radionovelli –  Con l’aperitivo, Paolo Novelli incontra la stampa per annunciare la produzione della nuova Radio 4G, che sarà sul mercato ad aprile 2017.

    13:00  La Rospa in cucina

    La nota chef Romana Spagnoli sfornerà finger food da lei ideati e realizzati con gli esclusivo Cook Expert Magimix.

     16:00 Caffè in musica

    Un live show musicale delizierà il pubblico per rivivere insieme le canzoni che hanno reso grande la radio

     18:30 Show Cooking con Andrea Mainardi

    Testimonial d’eccezione , il famoso Chef  giudice della trasmissione RAI  “La Prova del Cuoco” ,cucinerà una orginale ricetta a vista, coinvolgendo il pubblico con la sua verve contagiosa. Al termine della sua performance, Andrea incontrerà il pubblico

     20:00  Brindisi di Natale

    Paolo Novelli  e il suo team brindano in compagnia di clienti, stampa , fornitori ed amici  al Natale 2016, con l’obiettivo di realizzare ancora nuove  idee e soluzioni  destinate a semplificarci la vita.

     “Un fiore per Montegallo” Nel corso della giornata Paolo Novelli regalerà a tutti i partecipanti un sacchetto di lavanda per aiutare le popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto

     

     

     

  • Siamo Figli delle Stelle – Special Edition

    Nell’ambito della rassegna Siamo Figli delle Stelle, incontri gastronomici per nuove suggestioni gourmet, ecco la Special Edition.

    In questo nuovo appuntamento della rassegna gastronomica firmata Romeo hotel, giovedì 3 dicembre dalle 20.00, lo Chef stellato Salvatore Bianco apre le porte delle cucine de Il Comandante Restaurant a una schiera di ospiti illustri, per un totale di 7 chef stellati e 2 artisti della pizza.

    Ogni chef realizzerà una portata, per una cena degustazione che è un vero e proprio percorso tra le eccellenze della Campania.

     

    Il “regno” e la cucina di Salvatore Bianco accoglieranno, per l’occasione, i migliori stellati del territorio da Pasquale Palamaro dell’Indaco di Lacco Ameno (Ischia) a Giuseppe Stanzione de Le Trabe di Capaccio (Paestum) passando per Crescenzo Scotti de Il Cappero di Vulcano (Eolie), Giuseppe Iannotti del Krèsios di Telese Terme, Vincenzo Guarino de L’Accanto di Seiano di Vico Equense e Rosanna Marziale de Le Colonne di Caserta e, non ultimi, pizzaioli del calibro dei fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano e di Gianfranco Iervolino di Palazzo Vialdo a Torre del Greco.

     

    Fil rouge dell’evento sarà quello dei corsi e ricorsi storici all’interno dell’alta cucina: insegnamenti, tradizioni, omaggi ai maestri e ai grandi della gastronomia che prendono nuova vita grazie al contributo dei loro successori.

     

    Gli ospiti saranno quindi allietati dagli scampi abbrustoliti al cetriolo aloe e cioccolato bianco di Salvatore Bianco,  passando dalla pizza al contrario della Marziale, il mezzo pacchero di grano duro con broccoli e schiuma di provola affumicata di Stanzione, il risotto mantecato con pomodorino giallo triglia al burro di cacao e stracciatella di bufala di Guarino, il tataki di ricciola zucca al Martini dry e zenzero di Palamaro, maialino da latte con cottura laccato alla birra Sesonella, la crema di patate e gnocchi liquidi di funghi porcini di Scotti e l’omaggio al Kentucky di Benevento di Iannotti.

     

    Case vinicole partner dell’evento Berlucchi, Caccia al Piano, Luigi Maffini, Jermann, Cantina del Taburno e Ferrari.

     

     

    Siamo Figli delle Stelle – Special Edition si svolgerà nella cornice de Il Comandante Restaurant, una location intima ed elegante decimo piano dell’hotel con vista su Vesuvio, baia e città di Napoli, spazio ideale per lasciarsi sedurre dalle creazioni degli Chef e dal suggestivo panorama.

     

    Info e prenotazioni – Romeo hotel

    Via Cristoforo Colombo, 45 – Napoli

    Tel +39 081 0175001 – [email protected]

    www.romeohotel.it/naples/it/siamo-figli-delle-stelle/

     

  • BRIANZA CHE NUTRE PARTECIPA AD AGRINATURA WINTER

    Dal 5 all’8 dicembre, il Consorzio Brianza Che Nutre presenta le eccellenze dei suoi consorziati al salone erbese dedicato alla valorizzazione della filiera agricola, alla promozione del turismo rurale e del patrimonio naturalistico. Tra le novità lo Street Food Truck ‘made in Brianza’, le Gift Card, le confezioni natalizie con i prodotti di qualità del territorio e un seminario dedicato agli operatori del settore agricolo.

    Erba (Co) – Una selezione di dodici consorziati, su un totale di quaranta, parteciperà dal 5 all’8 dicembre all’edizione invernale di Agrinatura Winter, il salone erbese dedicato alla valorizzazione e promozione della filiera agricola e promozione del turismo naturalistico e rurale.

    Lo spazio dedicato al Consorzio occupa più di 90 mq, e si articola in un percorso di gusti e sapori tra le prelibatezze delle terre briantee: dallo zafferano padano al premiato panettone tradizionale, dal vino IGT ai succhi bio, dalle confetture, conserve, verdure fresche al miele, fino alle pubblicazioni dedicate alla scoperta del territorio. Tutto rigorosamente prodotto in Brianza e di altissima qualità. Per la creazione dello stand il Consorzio ha stretto un accordo con Mobilitaly (Monza), un network di 40 aziende, parte del progetto più ampio di Brianza Experience, che raggruppa 180 ditte artigiane della filiera brianzola del legno e dell’arredo.

    Non manca nello stand di Brianza Che Nutre lo Street Food Truck ufficiale del Consorzio: un Bedford di fine anni ’70, inaugurato per l’occasione dai consorziati del settore gastronomico e della ristorazione che proporranno il meglio della cucina locale rivisitata nella formula cibo da strada “made in Brianza“. Un modo informale di consumare un pasto o uno spuntino, presso lo stand o mentre si visita la fiera, senza rinunciare alla qualità delle materie prime.

    Il Consorzio mette in vendita in occasione di Agrinatura Winter le Gift Card: una serie di buoni per l’acquisto con validità di un anno per acquistare prodotti locali e vivere esperienze presso gli associati di Brianza Che Nutre. Realizzate in collaborazione con Animagrigia (Bellavite Editore) sono organizzate in quattro tagli diversi, da dieci a cento euro. Un’idea regalo che porterà sulle tavole di Natale la tradizione enogastronomica e l’ospitalità delle nostre terre.

    Per chi invece ha già le idee chiare sono disponibili delle eleganti confezioni regalo, da comporre secondo i proprio gusti e preferenze, con caffè, panettone tradizionale, libri sulla storia e le tradizioni del territorio o altre tipicità alimentari.

    Nella giornata di apertura del salone, alle ore 17 presso la Sala Lario, il Consorzio Brianza Che Nutre organizza per gli operatori del settore il seminario “Fare rete in Agricoltura: opportunità e normative” focalizzato sul tema della rete d’impresa come nuovo strumento per la cooperazione, a cura di Antonio Corbari, orticoltore biologio, docente presso la Scuola di Agraria di Monza e fondatore di una rete d’impresa tra aziende agricole biologiche. Sarà inoltre presente Livio Lavelli, tecnico specializzato in reti d’impresa e altri rappresentanti delle diverse associazioni di categoria per fare chiarezza su aspetti fiscali e burocratici. All’incontro porterà il saluto l‘on. Veronica Tentori in qualità di componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Per maggiorni informazioni www.brianzachenutre.com.

  • Matrimonio tra food & design: lo chef stellato Emanuele Scarello sceglie il “porta appetizer” Made in Friuli in legno e Pietra Piasentina

    Dedizione, lavoro di squadra, ricerca, passione ed esaltazione dei prodotti del territorio. Queste sono solo alcune delle chiavi del successo di Emanuele Scarello, chef due stelle Michelin del ristorante friulano “Agli Amici”.

    Un amore verso la propria terra che non si palesa solamente nella realizzazione dei suoi piatti gourmet ma anche nei piccoli dettagli estetici che rendono unica l’esperienza culinaria presso il Relais & Châteaux di Udine, crocevia tra Veneto, Austria e Slovenia.

    “Sono convinto che la definizione di ‘piatto’ non si limiti alla composizione sviluppata con le materie prime selezionate ma si totalizzi anche con la scelta del supporto sul quale esso viene presentato. Un dettaglio verso il quale da sempre pongo massima attenzione, facendo realizzare ad-hoc o cercando personalmente oggetti che possano rispondere alle mie necessità in termini di mise-en place e che riescano a comunicare la mia filosofia culinaria.” – dichiara Emanuele Scarello, che continua: “Non potevo non innamorarmi dunque dello speciale porta snack realizzato dalla rete di aziende locali Make My Design, un oggetto che racchiude i simboli del mio Friuli e che oggi utilizzo per dare il benvenuto nel mio ristorante, nella mia terra.”

    Disegnato da Fabrica (Centro di Ricerca sulla Comunicazione del Gruppo Benetton) come accessorio per servire le eccellenze enogastronomiche friulane al Fuori Expo di Confartigianato, il porta appetizer in legno e Pietra Piasentina scelto da Scarello è la testimonianza del know-how artigianale che ha reso famose in Italia e all’estero le aziende del network Make My Design, tutte provenienti dal rinomato Distretto della Sedia. Un oggetto di design adatto alla ristorazione in cui i materiali naturali simbolo dei due mondi produttori si incontrano e si integrano alla perfezione.

    “Un servizio di qualità parte da un’attenta accoglienza ed è per questo che dedico sempre ai miei ospiti del tempo per spiegargli le peculiarità del luogo in cui si trovano e di quello che mangeranno. Mi piace vengano stimolati tutti sensi, anche il tatto, e proprio per questo ho scelto un porta snack che grazie alla sua conformazione materica è la perfetta sintesi tra due risorse locali eccellenti: il legno proveniente dai nostri boschi, gli stessi nei quali crescono molti degli ingredienti stagionali che uso in cucina, e la Pietra Piasentina estratta dalle cave di Torreano, distante solo 15 km da casa.” – prosegue Emanuele Scarello, che conclude: “Mi auguro che le aziende della rete MMD possano essere il partner ideale per sviluppare altri oggetti dalla forte connotazione territoriale ai quali da tempo sto pensando per servire alcune mie specialità.”

    Carlo Piemonte, portavoce del network Make My Design sostiene: “La rete nasce dalla volontà di 9 aziende di offrire un servizio di consulenza unico, basato sulle competenze specifiche che ognuna ha sviluppato nel settore legno-arredo. Il porta appetizer, oltre ad essere frutto del dialogo con gli esperti designer di Fabrica, è solo il primo vincente progetto sviluppato dalle aziende della rete che continueranno ad accogliere proposte di realizzazioni legate al mondo del food e non solo.”

    Un esempio di vero e proprio matrimonio tra il mondo del food e quello del design che porta ad un arricchimento reciproco in termini di valore, qualità e, in questo caso, identificazione territoriale.

    Make My Design

    Contorpress, Giada, Italcurvati, MM Tappezzeria, Mocchiutti, Quattroventi, Stacco, Tiver e Woodcraft compongono Make My Design, il primo ed unico network di aziende italiane specializzate nella produzione di componenti, semilavorati ed accessori per il settore legno-arredo che fornisce una consulenza professionale a designer e progettisti di tutto il mondo per la valutazione dei loro progetti di design.

    Per ulteriori informazioni:

    BLU WOM

    www.bluwom.com | Udine – Milano

    [email protected]

    Tel. 0432 886638 – Fax 0432 886644

  • In uscita oggi “Racconti dello chef” (Edizioni Leucotea) l’ultima fatica del cuoco scrittore Franco Luise.

    «La vita di uno chef è una vita assai strana: quando quasi tutto il resto delle persone festeggia, lui se ne sta lì a lavorare. Forse potrà anche sembrare che non gli importi o che se ne sia fatto una ragione ma in fondo non è così.»

    È una vita al contrario, quella di chi si occupa di ristorazione, quando tutto il resto del mondo è in festa lavora di più, quando tutti lavorano può riposarsi. Ecco allora che l’autore riprende questa riflessione e la espande nei due racconti, “Una tovaglia di voile bianco” e “Il cappone di Lorenzo” ambientati nelle prossimità del Natale.

    Un libro denso di emozioni intense, dove non manca l’umorismo e qualche gustosa ricetta da provare a replicare -perché no?- nelle prossime feste.

     

    Franco Luise nasce a Padova nel 1962. Rapito dagli odori e dai sapori che uscivano dalle pentole della casa materna, dopo anni di approfondimento in Europa e negli Stati Uniti, entra in alcuni dei templi sacri dell’alta ospitalità: dal Cipriani e dal Gritti Palace. Ha recentemente aperto, come Executive Chef, il Waldorf Astoria di Gerusalemme. Docente di cucina e nuove tecniche di cottura trova nella scrittura lo sbocco ideale per trasmettere alle nuove generazioni il frutto della sua  esperienza.

     

    Racconti dello chef

    Franco Luise

    ISBN 978 88 99067 35 9

    Prezzo 10,90€