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  • Bollette: il 68% ha pagato più di quanto avrebbe dovuto

    Il 68% di chi ha cercato un nuovo fornitore luce e gas pagava, prima del cambio, tariffe energetiche più alte della media, con un aggravio annuo pari a 415 euro per le bollette dell’elettricità e addirittura 490 euro per quelle del metano. Il dato arriva dall’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 28.000 utenze* di consumatori che hanno chiesto un cambio fornitura tra settembre 2023 ed agosto 2024.

    Più nello specifico, analizzando la fornitura di energia elettrica, emerge che il 76% dei titolari di contratto pagava una tariffa superiore alla media delle offerte disponibili; bollette alla mano significa che, a parità di consumi, hanno speso in un anno circa 1.380 euro, a fronte di una media pari a 965 euro.

    Se si guarda alla fornitura di gas, invece, la percentuale di chi spendeva più del dovuto è stata pari al 40%; per questi consumatori la bolletta annuale è arrivata a sfiorare i 2.100 euro, a fronte di una spesa media pari a poco meno di 1.600 euro.

    «Sul mercato libero ci sono centinaia di operatori; orientarsi tra le offerte non è semplice e scegliere male può significare sprecare centinaia di euro ogni anno», spiegano gli esperti di Facile.it. «Per questo è fondamentale imparare a leggere le bollette, monitorare costantemente la propria tariffa e confrontarla con quella di altri operatori, così da identificare la soluzione più adatta alla proprie esigenze».

    Sempre secondo l’analisi di Facile.it, ci sono però molti utenti che, scegliendo in maniera corretta il fornitore a cui affidarsi, rispetto alla media hanno risparmiato; sempre a parità di consumi, fino a 180 euro l’anno sulla bolletta della luce e fino a quasi 400 euro l’anno su quella del gas.

    Come capire se stiamo pagando più del necessario

    Come capire se stiamo pagando più di ciò che dovremmo o potremmo? Innanzitutto, bisogna osservare all’interno della bolletta gli elementi da utilizzare per valutare la propria fornitura. Il primo da identificare è la “spesa materia energia” – parametro che si trova nel riquadro della bolletta dedicato ai consumi – che va diviso per la quantità di energia consumata (espressa in kWh per la luce e Smc per il gas). Il valore così ottenuto rappresenta il prezzo della materia energia ed è un buon parametro iniziale da utilizzare per capire se ciò che paghiamo è in linea con il mercato o se la nostra bolletta è troppo cara.

    Per l’energia elettrica, le migliori proposte a prezzo fisso oggi disponibili sul mercato hanno un costo della materia energia che si aggira intorno a 0,18 €/kWh per la fornitura di energia elettrica ed ai 0,61 €/Smc per quella del gas. Se il valore emerso dall’analisi dalla vostra bolletta è superiore a questi parametri, significa che state spendendo più del dovuto e che sul mercato ci sono offerte più convenienti.

    Come confrontare le offerte

    Una volta stabilito che stiamo pagando troppo, è arrivato il momento di valutare le offerte sul mercato. Per farlo è necessario partire dalla propria fornitura, leggendo la “bolletta di dettaglio”, un documento che contiene, come suggerisce il nome stesso, tutti i dettagli della nostra offerta; se non lo ricevete, fatene richiesta al vostro fornitore.

    In questo documento, alla voce “spesa per la materia energia”, compariranno due componenti; una quota fissa, vale a dire l’importo che indipendentemente dai consumi pagherete ogni mese, e una quota legata ai consumi, il cui peso dipenderà quindi da quanta energia elettrica o gas verranno utilizzati.

    Questi sono i valori da considerare per confrontare la vostra fornitura con quella proposta da altre società, facendo attenzione a richiedere in fase di offerta il costo della quota fissa e quello legato ai consumi.

    A questo punto basterà identificare la soluzione più adatta alle vostre esigenze e a tal fine sarà fondamentale considerare quanta energia consumate e quali siano le abitudini d’uso. Ad esempio, per le famiglie numerose che consumano molta energia, il consiglio è di fare particolare attenzione al costo della quota legata ai consumi e prediligere offerte che abbiano un prezzo più basso per questo elemento; se invece i consumi di energia sono contenuti, ad esempio nel caso di un single o di una seconda casa abitata per periodi limitati, è importante fare attenzione al prezzo della quota fissa, che potrebbe avere un impatto significativo sul costo totale.

    «Non esiste in assoluto il fornitore migliore, la scelta va calibrata sulla base delle proprie esigenze», spiegano ancora gli esperti di Facile.it. «L’errore da evitare è non confrontare la propria tariffa con le offerte di altre società; per chi non ha confidenza con la materia, esiste la possibilità di rivolgersi a consulenti indipendenti che possono aiutare i consumatori ad orientarsi tra le offerte identificando quella più adatta».

     

     * Consumi medi del campione analizzato: 2.896 kWh annui per l’energia elettrica, 1.002 Smc annuo per il gas. Per le tariffe medie sono stati utilizzati i dati di ACER (The European Union Agency for the Cooperation of Energy Regulators) considerando l’End-User price nel mercato luce e gas italiano, da settembre 2023 ad agosto 2024

     

  • Bollette: 4 italiani su 10 non hanno idea di quale sia la propria tariffa

    Leggere le bollette energetiche e orientarsi tra le tariffe luce e gas non è sempre semplice, ma anche capire quanto stiamo pagando l’energia di casa può diventare un’impresa ardua, tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Annalect*, circa 4 italiani su 10 non hanno la minima idea della tariffa applicata dal proprio fornitore luce e gas.

    Nello specifico, la percentuale di chi non conosce la propria tariffa è pari al 39% per quanto riguarda la fornitura di energia elettrica, mentre sale addirittura al 43% per quella del gas.

    Ma non finisce qui; verificando le risposte di coloro che hanno dichiarato di conoscere la propria offerta, emerge un quadro in chiaroscuro. Per l’energia elettrica, appena il 27% dei clienti ha dimostrato di conoscere realmente il prezzo della fornitura, il 23% ha indicato una tariffa superiore rispetto a quella reale, l’11%, invece, era convinto di pagare di meno rispetto a quanto non fosse. Per la fornitura di gas, invece, solo il 26% dei rispendenti ha indicato il prezzo corretto, il 15% lo ha sovrastimato, il 15% lo ha sottostimato.

    «Conoscere il prezzo della propria fornitura luce e gas è un elemento indispensabile per valutare se stiamo pagando più del dovuto e per capire se sul mercato esistono opportunità di risparmio», spiega Silvia Rossi, Direttore Commerciale Utilities di Facile.it. «Risparmiare è un diritto di tutti, ma per aiutare i consumatori a perseguire questo obiettivo è necessario rendere le informazioni in bolletta sempre più accessibili e chiare, a partire proprio dalle condizioni economiche applicate dal fornitore.»

    Bollette, che confusione!

    Tanti gli italiani insoddisfatti dalla chiarezza delle bollette, tanto è vero che appena il 7% degli intervistati ha dichiarato di conoscere il significato della maggior parte delle sigle contenute in bolletta.

    Ma, bolletta alla mano, quali sono le sezioni ritenute più complesse dai consumatori? Il quadro che emerge dall’indagine fa riflettere: appena 2 rispondenti su 10 hanno dichiarato di riuscire a interpretare con sicurezza i consumi e le letture del contatore indicati in fattura, ancora meno quelli in grado di capire il riquadro dedicato ai consumi storici (15%) o quello contenente il dettaglio degli importi fatturati (14%). Per non parlare della sezione relativa al dettaglio delle imposte; solo il 13% dei rispondenti ha detto di riuscire a districarsi tra queste voci.

    Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit, avverte: «Saper leggere e comprendere la bolletta è essenziale, non solo per capire quanto spendiamo ma anche per tutelarci dalle truffe. Spesso riceviamo telefonate con promesse di sconti incredibili o tariffe super vantaggiose. È fondamentale avere una conoscenza di base per valutare queste offerte con attenzione ed evitare brutte sorprese. La scienza comportamentale dimostra che un consumatore disorientato e confuso è più incline a fare scelte casuali, con il rischio di finire per pagare di più.»

    * Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.

  • Bollette luce e gas: 6 falsi miti da sfatare

    Lo scorso anno circa 6 milioni di italiani hanno cambiato fornitore luce, oltre 3 milioni quello del gas eppure, secondo l’indagine* commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca Annalect sono ancora tanti, circa 6 milioni, coloro che hanno remore a farlo e, spesso, dietro questa scelta, si nascondono una o più paure infondate. Dal timore di dover pagare costi extra a quello di restare al buio, o peggio al freddo, ecco 6 falsi miti da sfatare.

    Cambiare operatore costa?

    La paura più comune, indicata dal 14% tra chi non vuole cambiare contratto, è quella di dover pagare per passare al nuovo fornitore. Si tratta di un timore infondato poiché, nella stragrande maggioranza dei casi, il passaggio è gratuito e non comporta spese aggiuntive. E sebbene la legge consenta alle società energetiche, solo ed esclusivamente in caso di contratto con prezzo bloccato e durata determinata, di inserire una clausola di recesso, nella realtà questa pratica è quasi del tutto assente e, in ogni caso, è sempre indicata nel contratto; il consiglio è di leggerlo con attenzione prima di siglarlo.

    Quanto tempo ci vuole per cambiare contratto?

    Il 13% del campione ritiene invece che il cambio fornitore siaun’operazione troppo lunga e complicata”. Anche in questo caso, si tratta di una paura infondata: per fare il passaggio è sufficiente scegliere la nuova società energetica e mandare ad essa (direttamente online o, se presente sul territorio, in negozio) i dati relativi alla propria fornitura (come, ad esempio, i codici POD e PDR recuperabili direttamente in bolletta) e dell’intestatario, operazione che, nella maggior parte dei casi, si risolve nel giro di pochi minuti. Ed anche la firma del contratto, che può essere fatta a distanza tramite strumenti digitali, richiede davvero pochi secondi. A quel punto, il gioco è fatto; il cliente dovrà aspettare che parta la nuova fornitura, sarà la società stessa ad avvisare il vecchio fornitore del cambio.

    Bisogna cambiare contatore?

    Altra paura ingiustificata è quella indicata dal 10% dei rispondenti, che ha dichiarato di non voler cercare un nuovo fornitore perché “non vuole dover cambiare il contatore” In realtà il passaggio da un fornitore all’altro non implica la sostituzione del contatore; si tratta solo di un cambio contrattuale e non è necessario alcun tipo di intervento fisico sull’impianto elettrico o gas. L’unico caso in cui potrebbe essere necessaria (ma non sempre lo è) la sostituzione del contatore elettrico è quando, contestualmente al passaggio al nuovo fornitore, si sceglie di aumentare la potenza della fornitura elettrica; se il vecchio contatore non fosse idoneo, potrebbe servire l’intervento di un tecnico per sostituire l’apparecchiatura.

    Si rischia di rimanere al buio o al freddo?

    Il 9% degli intervistati ha detto di non voler cambiare fornitore per paura di restare senza elettricità o gas. Si tratta, ancora una volta, di un falso mito in quanto il passaggio da un fornitore all’altro non implica mai, in alcun caso, l’interruzione della fornitura. Insomma, non si corre il rischio di restare al buio o, peggio, al freddo!

    Per il passaggio ad un nuovo fornitore servono tempi lunghissimi

    “Il passaggio ad un nuovo fornitore richiede tempistiche lunghe”; è questa la ragione per cui il 6% degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato a cercare un nuovo contratto. Da questo punto di vista, normalmente occorrono dai 30 a 60 giorni per vedere attiva la nuova fornitura, attesa che varia a seconda del giorno in cui si firma il nuovo contratto, ma per velocizzare il passaggio il consumatore può rinunciare al periodo di ripensamento (14 giorni dalla firma) accorciando ulteriormente le tempistiche. Niente paura, però, perché durante l’attesa il cliente non deve fare nulla e, come detto, continuerà a ricevere energia elettrica e gas regolarmente.

    Esiste un numero massimo di cambi possibili?

    Tra le motivazioni più curiose emerse dall’indagine, c’è quella indicata dal 2% dei rispondenti che ritiene di “aver raggiunto il numero massimo di cambi effettuabili”. Si tratta, ancora una volta, di un timore infondato, nel senso che non esiste un numero massimo di cambi. Va detto, però, che alcune società energetiche tendono a scoraggiare pratiche come quella del cosiddetto turismo energetico, pertanto, a fronte di un cliente che ha cambiato fornitore numerose volte nel giro di un breve periodo, potrebbe optare per un rifiuto alla richiesta di fornitura; niente paura, si tratta davvero di casi limite.

    *Indagine commissionata da Facile.it ad Annalect (divisione dedicata alle ricerche di mercato di Omnicom Media Group) e realizzata a giugno 2024 con metodologia Cawi su un campione di 1.000 rispondenti responsabili d’acquisto dell’energia domestica, con età compresa tra i 25 e i 54 anni.

  • Bollette elettriche: gli italiani hanno speso il 23% in più della media UE

    Nel 2023 gli italiani hanno speso per la sola bolletta elettrica, in media, oltre 960 euro, vale a dire – a parità di consumi – il 23% in più rispetto alla media europea. Il dato è stato calcolato da Facile.it tenendo in considerazione i consumi di una famiglia-tipo italiana (2.700 kWh) e le tariffe dell’energia elettrica rilevate da Eurostat nei diversi Paesi dell’UE*.

    In valori assoluti significa che, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle bollette della luce si alleggerirebbe di oltre 180 euro l’anno.

    Le tariffe nel secondo semestre 2023 in Europa

    Guardando più da vicino le tariffe dell’energia elettrica e limitando l’analisi al secondo semestre dello scorso anno, emerge che tra i 27 Stati UE l’Italia è stato il sesto paese più caro, con una tariffa media pari a 0,3347 €/kWh (incluse tasse ed oneri); il calo dei prezzi rilevato in Italia rispetto al primo semestre dello scorso anno (-12%) non è stato sufficiente per uscire dal gruppo di nazioni dove l’elettricità costa di più.

    Pochi gli stati dell’UE che hanno fatto peggio. Tra questi ci sono la Germania, dove per l’energia elettrica i consumatori privati hanno speso il 20% in più rispetto a noi; l’Irlanda e il Belgio (entrambi +13%) e la Danimarca (+6%).

    Più lunga, invece, la lista dei Paesi con un prezzo dell’energia inferiore al nostro. Limitandosi ai principali, si scopre che, ad esempio, la tariffa media italiana è stata il 29% più alta rispetto a quella rilevata in Francia, il 43% rispetto alla Spagna e addirittura il 53% rispetto alla Svezia. Per non parlare dell’Ungheria; le nostre tariffe, a confronto di quelle ungheresi, sono state più alte del 196%.

    La spesa 2023 in Europa

    Considerando tutto il 2023, la performance italiana è la quinta peggiore d’Europa. Magra consolazione il pensiero che i circa 960 euro spesi nel nostro Paese diventano, a parità di consumi, 1.100 euro in Germania e Belgio, poco meno di 1.000 euro in Danimarca, quasi 970 a Cipro.

    Va nettamente meglio agli altri Stati: in Francia, ad esempio, la spesa annua è stata inferiore ai 660 euro, con un risparmio di circa 300 euro rispetto alla bolletta italiana. Ancor meno hanno speso le famiglie spagnole e svedesi, che hanno messo a budget circa 645 euro, mentre in Grecia la bolletta media si è fermata a 627 euro.

    I portoghesi se la sono cavata con meno di 590 euro, mentre l’Ungheria si conferma come il paese UE più economico: lo scorso anno sono stati sufficienti circa 310 euro per pagare le bollette dell’elettricità.

    * Le tariffe medie rilevate da Eurostat fanno riferimento al 2023 per consumatori domestici con consumi elettrici compresi tra 2.500 kWh e 4.999 kWh, tasse e oneri inclusi.

  • Bollette: nel 2023 in Sardegna -34% per l’elettricità

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Sardegna con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 914 euro per la bolletta della luce, vale a dire il 34% in meno rispetto all’anno precedente.

    Il conto fa guadagnare alla Sardegna il primo posto nella classifica delle regioni dove si è speso di più per l’elettricità; è bene ricordare che in molte parti della regione non è attivo il riscaldamento con gas di città, situazione che spesso viene compensata utilizzando dispositivi elettrici con conseguenti forti impatti sui consumi.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Guardando all’energia elettrica, in quali province si è speso di più?

    Analizzando i dati su base locale è emerso come Cagliari sia stata l’area sarda dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.937 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 947 euro. Seguono Sud Sardegna (920 euro, 2.852 kWh) ed Oristano (883 euro, 2.739 kWh).

    Chiudono la graduatoria Sassari (879 euro, 2.726 kWh) e, a brevissima distanza, Nuoro, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.719 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (877 euro).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 18.000 richieste di fornitura luce raccolte nel 2023 in Sardegna (consumi pari, a livello regionale, a 2.835 kWh per l’energia elettrica), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2023 -34% per l’elettricità e -27% per il gas

    Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie italiane con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 770 euro per la bolletta della luce e 863 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

    «Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Tra luce e gas, lo scorso anno gli italiani hanno pagato, mediamente, 1.633 euro a famiglia (erano 2.349 nel 2022), ma in quali regioni si è speso di più?

    Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come la Sardegna sia stata la zona d’Italia dove le bollette sono state più pesanti; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.835 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 914 euro, ovvero il 18,7% in più rispetto alla media nazionale. È bene ricordare che in molte parti della regione non è attivo il riscaldamento con gas di città, situazione che spesso viene compensata utilizzando dispositivi elettrici con conseguenti forti impatti sui consumi.

    Al secondo posto della graduatoria si posiziona la Sicilia, dove lo scorso anno sono stati messi a budget, mediamente, 825 euro a famiglia con un consumo medio rilevato di 2.557 kWh. Chiude il podio il Veneto, area dove si sono spesi 814 euro (2.525 kWh).

    Guardando la classifica dal lato opposto, invece, emerge come le aree in cui – a fronte di consumi elettrici più contenuti –  le bollette sono state più leggere sono la Liguria (642 euro per un consumo di 1.991 kWh), la Basilicata (662 euro, 2.054 kWh) e il Trentino-Alto Adige (675 euro, 2.093 kWh).

    L’andamento regionale della bolletta del gas

    Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Se nel 2023 sul fronte dell’elettricità gli abitanti del Trentino-Alto Adige sono stati tra i più fortunati, la situazione cambia per la fornitura di gas dal momento che hanno pagato il conto più salato: mediamente, 976 euro (a fronte di un consumo medio di 1.049 smc); dati alla mano, il 13% in più di quanto rilevato a livello nazionale.

    Seguono sul podio, a breve distanza, la Lombardia (968 euro con un consumo medio di 1.040 smc) e l’Emilia-Romagna (958 euro, 1.030 smc).

    Le aree in cui, di contro, nel 2023 le bollette del gas sono state più leggere sono la Sicilia (598 euro, 643 smc), la Campania (609 euro, 654 smc) e il Lazio, dove la spesa per il gas è stata di 619 euro (665 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati da un campione di oltre 800.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 (pari, a livello nazionale, a 2.388 kWh per l’energia elettrica e 927 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Spese domestiche: ecco quali aumenteranno

    Cosa ci attende nel 2024 sul fronte delle spese familiari e, anche, a conti fatti come è andato il 2023 che si è da poco concluso? Per rispondere alla domanda, Facile.it e Consumerismo No Profit hanno pubblicato la nuova edizione del rapporto* Cara Italia. Dalle bollette ai mutui, dalla telefonia, all’ortofrutta ecco come sono cambiate e come potrebbero cambiare le principali voci di spesa domestica e, cosa ancora più importante, come accorgersi se stiamo spendendo troppo.

    Luce e gas

    Partiamo da una buona notizia: nel 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso tra luce e gas più di 2.100 euro, valore che scende fino a 1.930 euro per chi ha scelto (bene) una fornitura indicizzata nel mercato libero; importi inferiori rispetto al 2022.

    Cosa aspettarsi per il 2024? Il nuovo anno è iniziato con il calo del prezzo delle materie prime, ma non è detto che questo si traduca in una diminuzione delle bollette. Anzi, a gennaio sulle bollette del gas sono tornati l’Iva all’aliquota ordinaria, gli oneri di sistema, è terminato il servizio di tutela per il gas, e solo questa voce ha comportato aggravi fino a 170 euro l’anno per chi non è passato al mercato libero.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando alle migliori offerte a prezzo bloccato disponibili sul mercato, quest’anno la spesa per luce e gas potrebbe superare i 2.600 euro; o 2.300 euro se si opta per una tariffa indicizzata. Tradotto in percentuale, un possibile aumento tra il 20% e il 38%.

    Come capire se si sta spendendo troppo? Tenendo in considerazione tutte le voci che gravano in bolletta, per una famiglia tipo che vuole optare per una tariffa indicizzata, le migliori offerte per l’energia elettrica disponibili oggi hanno un prezzo compreso tra 0,26 e 0,33 euro al kWh; per il gas tra 1,14 e 1,26 euro/smc.

    Per chi invece vuole la certezza di una tariffa bloccata, le migliori offerte per l’energia elettrica hanno un prezzo compreso tra 0,32 e 0,36 euro al kWh; per il gas tra 1,29 e 1,44 euro al smc. Se attualmente paghiamo di più, il consiglio è di valutare l’offerta di altri fornitori.

    Crescono gli importi recuperati a seguito dei reclami. Nota a margine: gli italiani sono sempre più attenti alle spese domestiche e questo è confermato anche dai dati ARERA analizzati da Consumerismo No profit, da cui emerge che nel primo semestre del 2023, grazie ad un aumento dell’uso dello strumento della conciliazione (+43%), gli importi recuperati dai clienti a seguito di una contestazione sono arrivati a circa 8 milioni di euro.

    Mutui

    Il 2023 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi; secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo variabile medio sottoscritto a gennaio 2022 (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) alla fine dello scorso anno era salita di oltre il 60%.

    Cosa aspettarsi per il 2024? Ancora una volta ci sono buone notizie; la prima è che, salvo imprevisti, la situazione sul fronte dei tassi variabili dovrebbe continuare a migliorare. Chi ha questo tipo di finanziamento potrebbe vedere le prime riduzioni già all’inizio dell’anno; analizzando le aspettative di mercato, Facile.it ha stimato che la rata del mutuo medio sopra indicato potrebbe diminuire di circa 10 euro nel secondo trimestre, arrivando entro fine anno ad un calo di quasi 100 euro (-13%).

    Buone notizie anche per i tassi fissi; sul finire del 2023 gli indici sono tornati a scendere e questo ha rilanciato l’offerta dei mutui surroga da parte delle banche. Prendendo in esame il mutuo variabile sopra indicato, guardando alle migliori offerte di surroga presenti oggi sul mercato, il mutuatario potrebbe passare al tasso fisso riducendo la rata di oltre il 20%. Meglio approfittarne il prima possibile, perché non è detto che gli indici restino su questi livelli a lungo.

    Quale mutuo scegliere oggi? Per chi vuole sottoscrivere oggi un finanziamento per l’acquisto della casa, il tasso fisso rappresenta un ottimo punto di partenza: considerando il mutuo standard, i migliori tassi (TAN) vanno da 3,10% a 3,30%, con una rata mensile intorno ai 615 euro. Se la vostra banca vi propone valori più alti, potrebbe avere una politica di tassi poco conveniente; meglio verificare l’offerta di altri istituti di credito, tenendo sempre in considerazione che la durata del finanziamento richiesto e il rapporto mutuo/valore immobile possono incidere notevolmente sulle condizioni

    I variabili oggi costano più dei fissi e i migliori tassi (TAN) variano tra il 4,66% e il 4,90%, con una rata di partenza vicina ai 715 euro; scegliere questa opzione vorrebbe dire scommettere su un calo in futuro.

    Prestiti

    Anche il settore dei prestiti personali ha visto un lieve aumento dei tassi di interesse; secondo l’analisi di Facile.it, per un finanziamento standard da 10.000 euro in 5 anni, il tasso medio (TAN) offerto online a gennaio 2024 è arrivato all’8,51% (era 8,12% un anno fa), con una rata pari a 209 euro.

    Cosa aspettarsi dal 2024? Difficile fare previsioni, ma di sicuro saranno determinanti le decisioni di politica monetaria della BCE. Se l’inflazione, e con essa i tassi della Banca Centrale Europea, dovessero tornare a scendere, non è da escludere che nel medio periodo anche le condizioni offerte dalle società di credito possano beneficiare del calo.

    Come orientarsi nella scelta? Le società di credito possono applicare condizioni più o meno favorevoli in base al profilo del richiedente; migliore sarà la valutazione, più basso potrebbe essere il tasso. Se avete tutte le carte in regola e cercate un prestito, tenete a mente che per un finanziamento standard (10.000 euro in 5 anni) se si cerca bene è possibile trovare offerte con un TAN vicino al 6%. Occhio sempre anche al TAEG, che rappresenta il costo complessivo del prestito; in questo caso, un buon tasso di riferimento varia tra 8% e 10%.

    Telefonia mobile e internet casa

    Sul fronte della telefonia mobile e fissa, le tariffe per chi vuole cambiare operatore sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno e non ci si aspetta che scendano ulteriormente nel 2024. Bisogna però bene fare attenzione ai cosiddetti adeguamenti automatici all’inflazione, una clausola che alcuni operatori hanno introdotto di recente nelle condizioni contrattuali della telefonia mobile e che potrebbe prevedere rincari fino al 10% già nel 2024.

    Come capire se si sta spendendo troppo? Secondo l’analisi di Facile.it, per una connessione internet casa con tecnologia fibra, considerando un arco temporale di 24 mesi, un buon canone si aggira, in media, intorno ai 26 euro al mese, valore che include anche i costi accessori (come, ad esempio, l’una tantum per l’attivazione). È possibile risparmiare un po’ se si opta per un unico fornitore mobile-fisso; in questo caso il canone mensile può scendere sotto i 23 euro. Attenzione a quando si confrontano le offerte; in alcuni casi la tariffa viene scontata per i primi mesi di contratto, per poi aumentare, e questo va tenuto in considerazione nel calcolo complessivo della bolletta, così come tutte le voci extra eventualmente richieste.

    Per la telefonia mobile, invece, per una nuova SIM si spendono, in media, 7 euro al mese, con inclusi più di 120 GB, ma se si cerca bene e non serve un traffico dati così elevato è possibile trovare offerte che partono da 4 euro al mese (e 20 GB). Attenzione, quando si cambia operatore, al costo di attivazione della nuova SIM che, in alcuni casi, può arrivare anche a 10 euro.

    Conti correnti

    Come rilevato da Consumerismo No Profit guardando agli ultimi dati di Bankitalia, la spesa per la gestione di un conto corrente è aumentata del +31% in un arco di 5 anni, in contrasto con una sia pur inarrestabile inflazione del +11,6% nello stesso periodo.

    Nel 2022, la spesa media annuale per il conto corrente è salita di 9,3 euro, raggiungendo un totale di 104 euro; nel 2017 la spesa di gestione di un conto si attestava a 79,4 euro. Ciò implica un aumento medio del 31% nei costi sostenuti dai correntisti nel corso di 5 anni, con una spesa complessiva cresciuta di 24,6 euro.

    Le spese fisse sono passate da 52,8 euro nel 2017 a 72,8 euro nel 2022, registrando un incremento del 37,9%. Allo stesso modo, le spese variabili sono salite da una media di 26,6 euro cinque anni fa a 31 euro, segnando un aumento del 16,5%.

    Questo incremento delle tariffe supera di gran lunga il tasso di inflazione registrato nello stesso periodo, che si ferma al +11,6%. L’orientamento migliore per risparmiare fino al 60% rispetto al conto e-banking tradizionale agganciato ad uno sportello fisico, sostiene ancora Consumerismo No Profit, è quello di aprire un conto on line o presso uno sportello postale.

    Assicurazioni auto e moto

    Il prezzo dell’Rc auto continua a crescere; secondo l’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 618,55 euro, vale a dire il 35% in più rispetto allo scorso anno. Anche per le due ruote il prezzo medio dell’Rc è salito; a dicembre 2023 il valore medio quotato online era pari a 511,97 euro, in aumento del 37% su base annua.

    Cosa aspettarsi per il 2024? All’orizzonte non ci sono segnali di un possibile rallentamento e, con grande probabilità, i prezzi rimarranno alti per tutto il 2024. Di certo, però, c’è che dal 23 dicembre è scattato l’obbligo di assicurare anche i veicoli fermi e custoditi in aree private.

    Come capire se sto spendendo troppo? Il prezzo dell’Rc auto cambia per ciascun automobilista sulla base di alcune caratteristiche personali (la classe di merito, la sinistrosità, il modello di vettura, ecc.), territoriali (la città di residenza) e della polizza scelta, pertanto il premio medio può variare moltissimo tra le province d’Italia; a Udine è inferiore ai 400 euro, a Milano supera i 520 euro, a Roma i 650 euro e a Napoli i 1.000 euro.

    Questi valori possono essere un punto di partenza per capire se spendiamo troppo, ma è bene farsi aiutare da un esperto.

    Carburanti

    Buone notizie sul fronte dei carburanti: l’analisi di Consumerismo su dati del MIMIT, anche nelle prime settimane del 2024 conferma il forte trend ribassista partito dallo scorso settembre, nonostante i fatti internazionali (il conflitto mediorientale o quello nel mar Rosso) che avevano fatto ipotizzare il contrario.

    A dicembre 2023 il prezzo del carburante ha raggiunto questi valori medi: Benzina – 1.773,26 €/1.000 litri (-2.66% su mese), Gasolio auto – 1.739,08 €/1.000 litri (-3.70% su mese), GPL – 722,71 €/1.000 litri (-0.43% mese).

    Ciò vuol dire, per una vettura familiare media che percorre circa 20.000 km all’anno, un risparmio considerevole, visto che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – ad esempio – la medesima vettura diesel risparmierà oltre 10 centesimi a litro, che si trasformano in circa 240 euro anno a vettura. Per una vettura a benzina, invece, il risparmio sale a circa 270 euro l’anno.

    Ortofrutta

    Secondo le ultime rilevazioni elaborate da Consumerismo, tra dicembre 2023 e gennaio 2024 i prezzi all’ingrosso sui mercati dell’ortofrutta hanno subito variazioni sostanziali, principalmente a causa di fenomeni atmosferici tali da aver determinato una forte oscillazione di alcuni prodotti essenziali per le tavole degli italiani.

    Al momento la spesa media a famiglia (con composizione di 4 persone) per frutta e verdura si attesta intorno a 130 euro mensili per un totale 1500 euro/anno circa. Un +14% rispetto allo stesso periodo rilevato lo scorso anno. La frutta incide per il 40% rispetto al totale sugli aumenti.

    In base all’analisi di Consumerismo, aumenta la disponibilità di alcuni prodotti, e quindi la riduzione del prezzo, come ad esempio per le rape; le patate mantengono stabilità e un andamento positivo, con una forte richiesta per il prodotto del Fucino; i finocchi sono abbondanti sul mercato, offerti a prezzi convenienti. E ancora, i prezzi della cicoria ritornano alla normalità, mentre si osserva ancora un trend in aumento per i prezzi delle pere emiliane.

    Il consiglio, considerato il rapporto qualità prezzi è quello di consumare: clementine, arance rosse, kiwi, mele, noci e mandarini. Mentre per gli ortaggi si consigliano cicoria, finocchi, cime di rapa, spinaci e carciofi.* Note metodologiche

     

    Mutui: la stima sull’impatto della variazione delle rate variabili non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Le previsioni sull’andamento dei tassi variabili tengono in considerazione i Futures sugli Euribor aggiornati al 19/01/2024

    Energia: la famiglia tipo ha consumi pari a 2.700 kWh e 1.400 smc. La stima sulla spesa energetica 2024 tiene in considerazione le migliori tariffe mercato libero disponibili su Facile.it in data 17/01/2024 e, per le voci di costo definite dall’Autorità (es. oneri di sistema), gli ultimi valori disponibili. Per la tariffa indicizzata, inoltre, sono state usate le previsioni sull’andamento del prezzo delle materie prime fornite dall’European Energy Exchange (EEX) aggiornate al 17/01/2024

    Telefonia fissa e internet casa: analisi realizzata da Facile.it su un campione di circa 100 offerte tra telefonia mobile e fissa disponibili in data 1/01/2024

    Prestiti personali: analisi realizzata da Facile.it su un campione di oltre 2.000 richieste di prestito personale raccolte online

    Rc auto e moto: l’Osservatorio di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 13.390.525 preventivi RC auto e 3.361.643 preventivi Rc moto effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Ortofrutta: analisi Consumerismo No profit su dati BMTI

  • Bollette: 13 MLN non sanno della fine del tutelato

    Nessun rinvio per la fine del mercato tutelato dell’energia; ma gli italiani sono pronti? Pare di no, almeno per gli oltre 13 milioni di connazionali che, secondo l’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat*, nemmeno sanno che il servizio di tutela è destinato a chiudere. Addirittura, quasi 6 milioni di consumatori non sanno dire se il contratto che hanno attualmente sia nel mercato tutelato o nel libero.

    Analizzando più da vicino le risposte di chi ha dichiarato di avere un contratto di fornitura luce o gas nel mercato tutelato, ma non sapeva della fine del regime di tutela, emerge che quasi 2,5 milioni di italiani non hanno fatto ancora nulla per passare al mercato libero.

    La scarsa conoscenza dell’argomento porta con sé, inevitabilmente, una serie di paure, alcune comprensibili, altre infondate; ad esempio, circa 1 milione di connazionali hanno detto di temere di restare senza fornitura, mentre il 12% ha dichiarato di aver paura che le tariffe aumenteranno.

    * Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research – svolta fra il 13 ed il 16 novembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1005 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

  • Bollette: Italia sesto paese più caro d’Europa per l’elettricità

    In Italia per cucinare con un forno elettrico spendiamo 77 euro in un anno, vale a dire il 42% in più degli svedesi, il 63% in più dei francesi e addirittura più del doppio (+107%) degli spagnoli. La differenza? No, non sono le ricette, ma le tariffe dell’elettricità. Facile.it ha preso in esame gli ultimi dati Eurostat relativi al prezzo medio dell’elettricità applicato ai clienti domestici in Europa* scoprendo che, nel primo semestre dell’anno, l’Italia è stato uno dei paesi con le tariffe più elevate.

    Nello specifico, tra i 27 paesi dell’UE, l’Italia è risultata essere il sesto paese più caro per quanto riguarda il costo dell’energia elettrica, con una tariffa media, incluse tasse ed oneri, pari a 0,378€/kWh. Pochi gli stati dell’UE con un valore più alto; tra questi ci sono, ad esempio, i Paesi Bassi (+26%), il Belgio (+15%) e la Germania (+9%). Più lunga la lista dei Paesi con un prezzo più basso del nostro: limitandosi ai principali, troviamo la Svezia (-29%), l’Irlanda (-35%), Francia e Grecia (entrambe -39%), la Spagna (-52%), per non parlare dell’Ungheria, dove la tariffa media per i clienti domestici è stata addirittura più bassa del 69%.

    Quanto ci costa usare gli elettrodomestici

    Che impatto ha sulle tasche dei consumatori la differenza di tariffa? Per rispondere alla domanda Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici, prendendo in considerazione modelli in classe B*.

    Ecco allora che, a parità di condizioni, si scopre che per fare la lavatrice (220 lavaggi l’anno) in Italia spendiamo circa 111 euro di corrente, mentre i francesi devono mettere a budget appena 68 euro, che scendono a 53 euro in Spagna. Magra consolazione: per tedeschi e belgi la spesa supera i 120 euro.

    Capitolo frigorifero; tenendo conto che lo usiamo quasi ininterrottamente tutto l’anno, la differenza tra i diversi stati d’Europa si fa sentire ancora di più: ad esempio, per alimentare un apparecchio in classe B occorrono circa 193 euro l’anno in Italia, mentre gli irlandesi spendono 126 euro, che diventano 105 euro per chi vive in Portogallo e, addirittura, appena 93 euro per chi risiede in Spagna.

    Anche per lavare i piatti con la lavastoviglie si spende notevolmente di più in Italia; usando l’elettrodomestico a giorni alterni spendiamo 92 euro l’anno. Se è vero che nei Paesi Bassi si arriva addirittura a 116 euro, va decisamente meglio, tra gli altri, in Grecia e Francia (entrambi 57 euro), in Spagna (45 euro) e in Ungheria (28 euro).

    Persino gesti comuni come guardare la televisione o asciugarsi i capelli assumono una dimensione economica diversa da un paese all’altro: per 4 ore di programmi televisivi al giorno, tutti i giorni, ad esempio, i 49 euro spesi dagli italiani diventano 32 in Irlanda, mentre un phon in azione per 5 minuti al giorno costa, all’anno, 23 euro nel Belpaese, 14 euro in Francia e 7 in Ungheria.

    La spesa di una famiglia tipo a confronto

    Prendendo come riferimento il consumo di una famiglia tipo italiana (2.700 kWh) e tenendo in considerazione le tariffe del primo semestre 2023 si scopre che, potenzialmente, in Italia quest’anno le bollette dell’energia elettrica potrebbero pesare per circa 1.021 euro. Nei paesi d’Europa dove l’energia è più cara, a parità di consumi, la spera arriverebbe ad esempio a 1.114 euro in Germania e 1.283 euro nei Paesi Bassi.

    Più fortunati altri cittadini europei; in Svezia, ad esempio, la bolletta della luce sarebbe pari a 720 euro, 669 euro in Irlanda e 628 euro in Grecia. Stessa famiglia, stessi consumi, ma se vive in Francia pagherebbe 626 euro, in Portogallo 559 euro, per non parlare della Spagna con i suoi 492 euro.

    Sebbene disti appena 750 km circa in linea d’aria dall’Italia, l’Ungheria – almeno dal punto di vista dei prezzi dell’energia elettrica – sembra essere distante anni luce: basti pensare che, a parità di consumi, con le tariffe in vigore nel primo semestre dell’anno, la spesa annua sostenuta dalle famiglie ungheresi sarebbe pari ad appena 313 euro.

    * Le tariffe medie di Eurostat fanno riferimento al primo semestre 2023 per consumatori domestici con consumi elettrici compresi tra 2.500 kWh e 4.999 kWh, tasse e oneri inclusi.

    * La stima sul costo in bolletta degli elettrodomestici tiene in considerazione le tariffe rilevate da Eurostat e i seguenti consumi: lavatrice (293 kWh/anno), frigorifero (509 kWh/anno), televisore (130 kWh/anno), forno elettrico (202 kWh/anno), lavastoviglie (245 kWh/anno), phon (61 kWh/anno). Ad eccezione del phon, sono stati presi a parametro i consumi di apparecchi in classe B della vecchia classificazione energetica (precedente alla modifica del 2021).

     

  • La bolletta spiegata facile: a Roma un evento per capire come leggere le bollette e risparmiare

    Prende il via da Roma l’iniziativa La bolletta spiegata facile, promossa da Facile.it in collaborazione con Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit e volto noto delle principali trasmissioni televisive a difesa dei consumatori. L’obiettivo è quello di insegnare a chi parteciperà all’incontro a leggere le bollette dell’energia elettrica e del gas, aiutandoli al contempo ad analizzare costi e consumi e a capire come risparmiare.

    L’evento, gratuito ma con disponibilità di posti limitata, si terrà sabato 11 novembre dalle ore 11.00 alle 13.00 presso il Facile.it Store di via Tiburtina (Via Tiburtina, 542).

    Quali sono le voci che pesano di più in bolletta? Perché spendo così tanto per l’energia? Devo cambiare fornitore? Meglio una tariffa fissa o una indicizzata? Con la fine del mercato tutelato, rischio di rimanere senza fornitura? Queste alcune delle domande che troveranno risposta durante l’evento grazie ai preziosi consigli di Luigi Gabriele.

    Il prezzo dell’energia sta aumentando: secondo l’ultimo aggiornamento Arera, le tariffe nel mercato tutelato sono salite del 18,6% per l’elettricità (quarto trimestre 2023) e del 12% per il gas (ottobre 2023), ma le tensioni a livello internazionale e l’aumento dei consumi tipico dei mesi invernali potrebbero contribuire a far crescere ulteriormente i costi. In aggiunta, nel 2024 dovrebbe scattare, salvo ulteriori rinvii, la fine del mercato tutelato, con 7 milioni di italiani per il gas e 5 milioni per l’energia elettrica che dovranno passare al mercato libero.

    «Se non si hanno strumenti adeguati, a partire dalla capacità di leggere e capire le proprie bollette, scegliere il fornitore adatto diventa difficile» spiega Daniela Zancan, Managing Director Facile.it Store. «Non solo si rischia di sbagliare spendendo più del necessario, ma ci si espone anche al rischio truffe».

    Truffe che, come emerso da un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e lanciata in occasione della presentazione del progetto “Stop alle truffe”, in soli dodici mesi hanno riguardato ben 4 milioni di italiani, con un danno stimato in circa 1,2 miliardi di euro.

    «Le bollette sono ormai un incubo per molte famiglie. In 20 anni siamo passati da un periodo relativamente calmo con prezzi bassi e stabili, ad un vero e proprio dramma per far quadrare i conti. Capire come è composta la bolletta è il primo passo per fare scelte consapevoli, e questa è ormai una necessità per molti italiani.», spiega Luigi Gabriele. «Non dobbiamo concentrarci solo su quanto si paga, ma dobbiamo comprendere cosa paghiamo e quali sono le informazioni essenziali in bolletta. Bisogna acquisire queste competenze ed è per ciò che insieme a Facile.it abbiamo deciso di rivolgerci ai consumatori, fornendo loro gli strumenti per evitare di rimanere truffati o di sottoscrivere un contratto troppo oneroso.»

    Per partecipare è necessario scrivere a [email protected]  o registrarsi a questo indirizzo: https://go.facile.it/survey-consumerismo

  • Ripartizione delle spese dell’acqua nel condominio: cosa sapere

    La convivenza in un condominio è sempre una situazione spinosa che richiede compromessi, vediamo assieme come si effettua la ripartizione delle spese per la bolletta idrica nel condominio, sia per gli appartamenti, che per le parti comuni. (altro…)

  • Condizionatore: salgono le temperature, ma calano i costi; -43% rispetto allo scorso anno

    Nei prossimi giorni è previsto il primo grande caldo della stagione estiva e la buona notizia è che, se le temperature si alzano, per fortuna il costo del condizionatore in bolletta scende tanto che, secondo l’analisi* di Facile.it, quest’anno chi sceglierà di accendere l’aria per combattere il caldo dovrà mettere a budget – considerando le tariffe luce attuali – circa 124 euro, il 43% in meno rispetto allo scorso anno.

    Un vero sollievo per gli oltre 26 milioni di italiani che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different**, hanno un condizionatore in casa e, in particolare, per i 2 milioni di proprietari che, scottati dalla bolletta dello scorso anno, hanno dichiarato di non volerlo accendere.

    Se il prezzo dell’energia quest’anno sarà più clemente di quanto non sia stato lo scorso, è importante fare attenzione a come si usa l’apparecchio perché cattive abitudini potrebbero comunque avere un impatto negativo in bolletta. Per aiutare i consumatori, Facile.it ha realizzato un breve vademecum con alcuni consigli pratici per ridurre le spese, ma soprattutto gli sprechi, e risparmiare sul conto finale.

    1. La classe energetica fa la differenza. Il primo elemento da tenere in considerazione se si vuole risparmiare è scegliere con attenzione la classe energetica del condizionatore; migliore è l’efficienza dell’apparecchio, minori saranno i consumi. Chi è alle prese con l’acquisto, quindi, farebbe bene ad optare per un modello di classe A o superiore in modo da ridurre notevolmente il peso in bolletta; numeri alla mano, passare da un condizionatore di classe B ad uno di classe A++ significa ridurre il costo di circa il 40% all’anno (all’incirca 50 euro). Occhio, però, alle etichette energetiche; se è vero che a partire dal 2021 è entrata in vigore la nuova classificazione per molti degli elettrodomestici che utilizziamo all’interno delle mura domestiche, è altrettanto vero che la novità non ha ancora interessato il mondo dei climatizzatori.

    Chi ha già un condizionatore datato, invece, può sfruttare le detrazioni fiscali: cambiando un vecchio impianto si può godere di bonus fino al 65%.

    1. Freddo sì, ma non polare. Scegliere la temperatura corretta può sembrare una banalità ma non lo è: mantenere la temperatura troppo bassa non solo fa male alla salute, ma è anche uno spreco di denaro. Impostare 6-8 gradi in meno rispetto all’esterno è l’ideale e, se l’apparecchio ne è dotato, meglio ancora usare la funzione di deumidificazione; questa scelta permette di alleggerire la bolletta fino al 13%.
    2. Condizionatore inverter. Un altro consiglio da tenere a mente è quello di valutare l’istallazione di un condizionatore inverter, apparecchio che – a differenza di quello tradizionale – una volta raggiunta la temperatura ideale, rallenta la velocità del motore e funziona al minimo, evitando il consumo di energia necessario per fermarsi e ripartire. Scegliere questa tipologia di climatizzatore permette un risparmio energetico del 30% rispetto ad uno standard.
    3. L’importanza della manutenzione. Sottovalutare la manutenzione dell’impianto e la pulizia dei filtri può costare caro alla salute e al nostro portafogli tanto che, utilizzando un apparecchio mal conservato, possiamo arrivare a spendere fino all’8% in più.
    4. Il buon senso non guasta mai. Tenere le finestre aperte quando l’aria condizionatore è in funzione è una noncuranza che può rivelarsi dannosa per il conto finale. Per evitare sprechi di corrente (e di denaro), quindi, quando accendiamo il climatizzatore è bene verificare che il fresco non venga disperso. Oltre a chiudere le finestre, è utile anche abbassare le tapparelle per non far entrare il calore delle ore più calde e fare attenzione alle porte delle altre stanze; lasciarle aperte quando non necessario, disperdendo così il fresco, può incidere sino al 6% sui consumi.
    5. Funzione sleep. Durante le ore notturne, in alternativa alla deumidificazione, è bene preferire la funzione apposita per la notte oppure programmare in maniera corretta e sensata la temperatura e l’eventuale spegnimento dell’apparecchio; in questo modo la riduzione degli sprechi arriva al 10%.

    * I valori sono stati calcolati ipotizzando un condizionatore in classe energetica B con un utilizzo di 500 ore e un consumo annuo di 521 kWh. I prezzi sono stati calcolati considerando la tariffa del servizio di tutelato aggiornata al II Trimestre 2022 e 2023 per un cliente tipo (2.700 kwh annui in fascia monoraria e potenza 3 kW).

    ** Nota metodologica: indagine condotta da EMG Different su un campione (1.085 interviste) rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI; periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: 7-13 giugno 2023.

    Immagine © Volodymyr

  • Bollette: 5 milioni dovranno cambiare, occhio alle truffe

    Sono circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024 ma, se non lo faranno in autonomia, la loro fornitura verrà assegnata d’ufficio e tramite asta ad un nuovo operatore; queste le regole definite dal Decreto Ministeriale entrato in vigore proprio oggi che sancisce i criteri e le modalità per il passaggio al mercato libero dei clienti domestici non vulnerabili.

    Le condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite più avanti, ma se si vuole evitare di “finire all’asta”, la soluzione è di passare al mercato libero scegliendo in autonomia il fornitore da cui acquistare energia tra le numerose offerte disponibili oggi.

    «L’offerta sul mercato libero è molto ampia, per questo è importante scegliere con attenzione il proprio fornitore, meglio se con l’aiuto di un consulente esperto e affidabile, che sappia guidare il consumatore tra le centinaia di proposte presenti sul mercato e, anche, che lo sappia proteggere da eventuali truffe», spiegano gli esperti di Facile.it. «Un fenomeno, quello delle frodi, che nell’ultimo anno è aumentato notevolmente e che ha coinvolto 4 milioni di persone».

    I numeri sulle frodi arrivano dall’indagine commissionata da Facile.it in occasione del lancio, assieme a Consumerismo No Profit, del progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it), nato proprio per aiutare i consumatori a riconoscere e difendersi dai tentativi di truffa in ambito luce e gas.  Il fenomeno è considerevole: solo nell’ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode in ambito utenze luce e gas è aumentato del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.

    «La fretta è spesso una delle ragioni principali per cui si cade in trappola – spiegano gli esperti di Facile.it – per questo il consiglio per tutti coloro che sono nel mercato tutelato è di iniziare a muoversi già oggi e sfruttare i mesi che ci separano da qui al 10 gennaio 2024 per scegliere con la dovuta calma».

  • Bollette: aumenti fino a 600 euro l’anno se tornassero gli oneri

    A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette luce e gas e, secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà la misura, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare di quasi 600 euro su base annua, con un rincaro medio del 27%.

    Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le bollette di settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, gli oneri sull’energia elettrica erano pari a 2,4 centesimi di euro al kWh, mentre quelli sul gas erano pari a 5,6 centesimi per smc.

    Se gli oneri tornassero nella stessa misura, l’aumento per una famiglia tipo* sarebbe di circa 66 euro l’anno per la bolletta luce e di ben 493 euro l’anno per quella del gas, con un aggravio complessivo di quasi 560 euro. Se a questa cifra si aggiungesse l’IVA, il salasso arriverebbe a 595 euro.

    «Negli ultimi mesi le tariffe luce e gas sono diminuite, ma il beneficio ottenuto dalle famiglie potrebbe essere vanificato, se non tutto almeno in parte, dal ritorno degli oneri di sistema» spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it  «A questo si aggiunge il fatto che, nonostante il calo dei prezzi, i valori rimangono su livelli decisamente più elevati rispetto al passato. Ancora una volta, il consiglio per i consumatori è di intervenire su quegli aspetti della bolletta su cui hanno potere; la riduzione dei consumi, la scelta del fornitore e della tariffa più adatta alle proprie esigenze».

     

    * Stima su famiglia tipo con media tariffe mercato libero disponibili su Facile.it e consumi pari a 2.700 kWh per l’energia elettrica (3kW) e 1.400 smc per il gas. 

     

  • FVG: bollette elettricità +108% e gas +57% nel 2022

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Friuli-Venezia Giulia con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.368 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.539 euro per il gas (+57%).

    Sul fronte del gas gli abitanti della regione sono tra i più sfortunati d’Italia avendo avuto la quinta bolletta più pesante della Penisola.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abitanti del Friuli-Venezia Giulia hanno sborsato, mediamente, 2.907 euro a famiglia (rispetto ai 1.636 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Pordenone, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.996 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.460 euro; seguono Udine (1.357 euro, 2.786 kWh) e Gorizia (1.310 euro, 2.689 kWh).

    Chiude la classifica Trieste, area che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.631 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.282 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della regione si posiziona, ancora una volta, Pordenone, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.248 smc per un costo complessivo di 1.596 euro, seguita da Gorizia (1.583 euro, 1.197 smc) e Udine (1.549 euro, 1.211 smc).

    Anche in questo caso chiude la classifica Trieste, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 1.461 euro (1.142 smc).

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.807 kWh e 1.203 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nelle Marche nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti nelle Marche con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.366 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.463 euro per il gas (+57%). Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i marchigiani hanno sborsato, mediamente, 2.829 euro a famiglia (rispetto ai 1.587 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Fermo, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 2.988 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.456 euro; seguono Pesaro e Urbino (1.397 euro, 2.868 kWh) e Macerata (1.375 euro, 2.822 kWh).

    Chiudono la classifica Ancona (1.340 euro, 2.751 kWh) ed Ascoli Piceno, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.655 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.294 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che, al primo posto tra le province più care delle Marche, si posiziona Pesaro e Urbino, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.257 smc per un costo complessivo di 1.608 euro, seguita da Fermo (1.487 euro, 1.163 smc).

    Valori inferiori alla media regionale per Ancona (1.408 euro, 1.101 smc) e Macerata (1.393 euro, 1.089 smc). Chiude la classifica Ascoli Piceno, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 1.290 euro (1.009 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.805 kWh e 1.144 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Campania nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Campania con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.519 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.009 euro per il gas (+57%).

    Se sul fronte del gas i campani sono i più fortunati d’Italia, avendo avuto la bolletta più “leggera” in assoluto, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il terzo conto più salato della Penisola, preceduti solo dagli abitanti della Sardegna e della Sicilia.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i campani hanno sborsato, mediamente, 2.528 euro a famiglia (rispetto ai 1.371 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Napoli, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.151 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.535 euro; seguono Caserta (1.524 euro, 3.127 kWh) e, a brevissima distanza, Benevento, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.521 euro per un consumo medio rilevato di 3.122 kWh.

    Chiudono la classifica Salerno (1.514 euro, 3.108 kWh) ed Avellino, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.873 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.400 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità i residenti ad Avellino sono i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 1.609 euro a fronte di un consumo di 1.258 smc. Segue la provincia di Benevento (1.215 euro, 950 smc).

    Valori inferiori alla media regionale per Caserta (955 euro, 747 smc) e, a brevissima distanza, Salerno (954 euro, 746 smc). Chiude la classifica Napoli, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 927 euro (725 smc).

    * L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.118 kWh e 789 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: in Emilia-Romagna nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Emilia-Romagna con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.393 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021 e 1.646 euro per il gas (+57%). Quest’ultimo dato fa guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica delle aree d’Italia dove, lo scorso anno, si è speso di più per la bolletta del gas, preceduta solo dal Trentino-Alto Adige.

    Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento provinciale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abitanti dell’Emilia-Romagna hanno sborsato, mediamente, 3.038 euro a famiglia (rispetto ai 1.715 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Modena, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.009 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.466 euro; seguono Reggio Emilia (1.455 euro, 2.986 kWh), Parma (1.448 euro, 2.971 kWh) e Piacenza, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.443 euro per un consumo medio rilevato di 2.961 kWh.

    Continuando a scorrere la graduatoria dell’Emilia-Romagna troviamo Ravenna (1.422 euro, 2.918 kWh), Ferrara (1.396 euro, 2.866 kWh) e Forlì-Cesena (1.371 euro, 2.813 kWh). Chiudono la classifica Rimini (1.350 euro, 2.770 kWh) e Bologna, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.692 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.312 euro).

    L’andamento provinciale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care dell’Emilia-Romagna si posiziona Ferrara, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.416 smc per un costo complessivo di 1.811 euro. Seguono Parma (1.748 euro, 1.367 smc), Reggio Emilia (1.721 euro, 1.346 smc), Modena (1.682 euro, 1.315 smc) e Piacenza, dove il costo della bolletta del gas è stato di 1.649 euro (1.289 smc)

    Valori inferiori alla media regionale per Ravenna (1.600 euro, 1.251 smc), Rimini (1.596 euro, 1.248 smc) e Bologna, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.556 euro (1.217 smc). Chiude la classifica Forlì-Cesena, dove sono stati messi a budget per il gas 1.531 euro (1.197 smc).

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.859 kWh e 1.287 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

    A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie italiane con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.434 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.459 euro per il gas (+57%), ma il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023 potrebbe far ben sperare.

    «Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli italiani hanno sborsato, mediamente, 2.893 euro a famiglia (rispetto ai 1.616 euro del 2021), ma dove si è speso di più nello Stivale?

    Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base regionale, emergono differenze significative. Al primo posto si posiziona la Sardegna, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.672 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.789 euro, vale a dire il 24,7% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di fornitura gas in molte parti dell’Isola, situazione che spesso viene compensata ricorrendo a dispositivi elettrici anche per il riscaldamento, con grossi impatti sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona la Sicilia, dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.627 euro per un consumo medio rilevato di 3.339 kWh. Ultimo gradino del podio per la Campania; in questa regione si sono spesi 1.519 euro (3.118 kWh).

    Le aree dove, di contro, i consumi di elettricità sono stati più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Liguria (spesa media 1.176 euro per un consumo di 2.414 kWh), il Piemonte (1.289 euro, 2.646 kWh) e il Trentino-Alto Adige; qui gli abitanti hanno pagato 1.314 euro (2.697 kWh).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità gli abitanti del Trentino-Alto Adige sono tra i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 1.729 euro, il 18,5% in più della media nazionale, a fronte di un consumo di 1.352 smc.

    Seguono nella graduatoria l’Emilia-Romagna, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.287 smc per un costo complessivo di 1.646 euro, e la Lombardia (1.639 euro, 1.282 smc).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, troviamo la Campania, regione dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.009 euro (789 smc), il Lazio, dove il costo della bolletta del gas è stato di 1.021 euro (799 smc) e la Sicilia (1.045 euro, 817 smc).

     

    *L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: il 2022 si chiude con aumenti del 76%

    Oltre 3.100 euro, vale a dire circa 1.340 euro in più rispetto al 2021 (+76%); è questa la spesa complessiva che, secondo l’analisi di Facile.it, una famiglia tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha dovuto sostenere lo scorso anno per pagare le bollette di luce e gas.

    Nello specifico, per l’energia elettrica nel 2022 gli italiani hanno messo a budget circa 1.320 euro, il 109% in più rispetto al 2021, mentre per il gas  – considerando anche la tariffa di dicembre 2022 – l’aumento è stato di circa il 60%, con una bolletta che ha raggiunto i 1.790 euro.

    «Nel 2022 le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con tariffe mai così care» spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it «e anche per il 2023nonostante alcuni segnali positivi come ad esempio il calo del prezzo dell’elettricità nel mercato tutelato per il primo trimestre dell’anno – i fattori di incertezza rimangono numerosi e le bollette elevate, pertanto  il consiglio è di non abbassare la guardia, continuare ad essere virtuosi in ambito domestico e monitorare le offerte del mercato libero così da cogliere eventuali opportunità di risparmio».

  • Bollette gas: oltre 1.750 euro nel 2022, +54% sul 2021

    Dopo la tregua di ottobre torna a crescere il prezzo del gas tanto è vero che a novembre, secondo le simulazioni di Facile.it, una famiglia tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato dovrà mettere a budget ben 143 euro per la sola bolletta del gas, il 26% in più rispetto allo scorso anno. Il dato emerge dall’analisi realizzata dal comparatore tenendo in considerazione le nuove tariffe comunicate dall’Autorità relative al mese di novembre 2022.

    Se i prezzi dovessero rimanere su questi livelli fino alla fine dell’anno – si legge nella nota di Facile.it – la spesa complessiva 2022 per il gas per una famiglia tipo nel mercato tutelato sarà di superiore ai 1.750 euro, vale a dire il 54% in più rispetto allo scorso anno.

    «Le condizioni eccezionali di ottobre hanno portato ad un calo del prezzo del gas, ma come previsto le tariffe sono tornate a crescere con un aumento che, a novembre, è stato del 13,7% andando di fatto ad annullare la diminuzione del mese precedente. Una brutta notizia per tutti coloro che si trovano ancora oggi nel mercato tutelato e che fa presagire ad un inverno complicato dal punto di vista delle bollette» spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Proprio per questo il consiglio non è solo quello di continuare a fare attenzione ai propri consumi, ma anche di guardare alle offerte presenti sul mercato libero perché il passaggio potrebbe essere una soluzione per contrastare, almeno in parte, i costi elevati».

    Il 2022 sarà l’anno più costoso di sempre per quanto riguarda l’energia; sommando le bollette del gas a quelle elettriche, la spesa complessiva di una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato quest’anno potrebbe addirittura sfiorare i 3.100 euro, il 74% in più rispetto al 2021.

  • Truffe luce e gas: oltre 3 milioni di vittime in dodici mesi

    Secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat presentata in occasione del lancio della nuova sezione di podcast sulla sicurezza (https://www.facile.it/podcast.html) a cura del comparatore, sono circa 3,1 milioni gli italiani che negli ultimi 12 mesi* hanno subito una truffa nell’ambito delle utenze luce e gas, con un danno economico complessivo stimato di oltre 505 milioni di euro.

    Le utenze luce e gas sono la voce di spesa familiare, tra quelle analizzate nell’indagine, dove gli italiani sono caduti in trappola con più frequenza (7,1% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito una truffa in questo ambito); seguono le carte elettroniche (6,5%), la telefonia mobile (5,2%), mentre l’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra i campi analizzati quello dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%).

    I danni economici

    A seguito delle truffe nell’ambito delle utenze luce e gas, come evidenziato dall’analisi realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, gli italiani hanno perso oltre 505 milioni di euro, con un danno medio pari a 162 euro per truffato.

    «La troppa sicurezza o la distrazione che ciascuno di noi può avere sono spesso i motivi principali per cui si cade in trappola», spiega Tobias Stuber, CEO di Facile.it. «In realtà prendere poche e semplici precauzioni ci può mettere al riparo dalle frodi consentendoci di godere a pieno dei vantaggi offerti dai numerosi canali attraverso i quali si può risparmiare sulle principali voci di spesa familiare. Proprio per insegnare ai consumatori come riconoscere una truffa e difendersi da essa, abbiamo arricchito il nostro spazio sicurezza con un nuovo strumento, quello dei podcast, dove con 5 semplici consigli diamo a ciascuno i mezzi adatti per tutelarsi dai principali rischi.».

    Considerando tutte le altre voci di spesa familiare oggetto di indagine (telefonia, Rc auto, utenze luce e gas, carte elettroniche e conti correnti, prestiti personali), il danno economico complessivo legato alle truffe supera i 3 miliardi di euro.

    I canali più usati dai malfattori

    I consigli di Facile.it nascono anche dall’analisi degli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi. Se, guardando a tutte le voci di spesa analizzate, le email e gli sms rappresentano i principali strumenti utilizzati dai malfattori, quando si parla di frodi nelle utenze luce e gas emergono alcune specificità; in questo ambito, ad esempio, tra i canali più usati dai truffatori ci sono i finti call center(44%) e le visite porta a porta (31%).

    Più di 5 su 10 non denunciano

    Cosa accade dopo una truffa nell’ambito delle utenze luce e gas? Purtroppo, il 54% di chi cade in trappola non denuncia la frode, valore addirittura più alto rispetto alla media rilevata nelle altre voci di spesa familiare oggetto di indagine, dove chi non denuncia è il 41,5% dei truffati.

    Per quali motivi non si fa? Il 30% ha detto di non averlo fatto perché il danno economico era basso, mentre il 26% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso.

    Per il 15% dei truffati, invece, vi è una ragione di natura psicologica: non hanno denunciato perché “si sentivano ingenui per esserci cascati”. Il 3%, ancora, non lo ha fatto per paura che ne venissero a conoscenza i familiari.

    «Abbiamo una spiccata tendenza a preservare la nostra reputazione», spiega il prof. Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano «per cui denunciare una truffa di questo tipo può significare per alcuni ammettere, a sé stessi e agli altri, che non siamo stati “furbi” a sufficienza per difenderci da un malfattore che ha agito comunque anche grazie alla nostra involontaria “complicità”. Spesso una eccessiva paura di fare brutta figura, tema dominante oggi nella società, agisce in favore dell’impunità.».

    Bollette luce e gas: chi è caduto in trappola

    Anche per le truffe nell’ambito delle utenze luce e gas le vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini (8,9% rispetto al 5,3% del campione femminile) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (9,9% rispetto al 5,6% rilevato tra i non laureati).

    «Non è strano che le vittime di tali reati siano spesso persone con un titolo di studio elevato – continua Castelnuovo – in quanto le truffe utilizzano raffinate tecniche di persuasione che agiscono su più piani (cognitivo, emotivo, ecc.). Se sulla parte cognitiva possiamo difenderci, quando entrano in gioco le emozioni siamo più vulnerabili e rischiamo di sopravvalutare la nostra capacità di cogliere i segnali di truffa, ben camuffati dagli specialisti mal intenzionati.».

    Dal punto di vista anagrafico emerge che, a cadere in trappola nell’ambito delle utenze luce e gas, sono più sovente i rispondenti nella fascia di età 35-44 anni (9,2%) mentre, a livello territoriale, sono i residenti nel Nord Est (9,6%).

    *Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

  • Bollette: nel 2022 potrebbero costare l’80% in più

    Secondo le stime di Facile.it, se il prezzo dell’energia rimarrà sui livelli attuali, a parità di consumi e in assenza di ulteriori interventi governativi, a fine anno gli italiani si troveranno a pagare una bolletta complessiva che potrebbe sfiorare i 3.000 euro, l’80% in più rispetto al 2021, con un aggravio di oltre 1.300 euro a famiglia.

    Una stangata che arriverebbe dopo il salasso che già ha colpito gli italiani nel 2021 visto che, secondo l’osservatorio di Facile.it*, lo scorso anno le famiglie hanno dovuto fare i conti con una bolletta complessiva di oltre 1.630 euro, ovvero circa 400 euro in più rispetto al 2020 (+32% su base annua).

    A pesare maggiormente sui bilanci delle famiglie è stata la bolletta del gas, che lo scorso anno ha superato i 960 euro, in aumento del 31% rispetto al 2020. La spesa per la luce, invece, è stata di circa 670 euro (+33% su base annua).

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che la situazione potrebbe restare critica almeno fino a metà anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «In questo senso, quindi, l’intervento del Governo rappresenterebbe una vera boccata d’ossigeno per le famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti nel 2021 considerando un consumo medio pari a 2.879 kWh per l’energia elettrica e 1.185 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

  • Bollette: aggravi di oltre 370 euro in un anno

    Secondo le simulazioni di Facile.it, se nel primo trimestre del 2022 il costo della materia energia aumenterà nella stessa misura in cui è aumentato nell’ultimo trimestre 2021, tra luce e gas l’aggravio sulle bollette dei consumatori italiani sarà di oltre 216 euro rispetto al Q4 2021 e addirittura di oltre 370 euro rispetto al primo trimestre 2021.

    «Sebbene in assenza di indicazioni precise su come verranno impiegati i fondi destinati a calmierare gli aumenti sia molto difficile formulare previsioni troppo precise» – affermano gli esperti del comparatore – «basandoci sul recente passato abbiamo potuto calcolare con buona approssimazione gli impatti sui costi che le famiglie italiane dovranno affrontare per pagare il conto di gas ed energia elettrica»

    La simulazione, che ha preso come campione una famiglia tipo residente a Milano, con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc e, per l’energia elettrica, con consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW, è stata elaborata da Facile.it tenendo conto sia dell’ormai probabile intervento del Governo, sia dell’annunciato abbassamento al 5% dell’IVA sul gas, sia simulando l’azzeramento degli oneri di sistema di luce e gas che già erano stati introdotti qualche mese fa.

  • Bollette: in Toscana si è speso l’8,2% in più rispetto alla media nazionale

    Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

    In Toscana, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 505 euro, vale a dire il 6,5% in più rispetto al 2019. È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i toscani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 836 euro.

    Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie toscane hanno messo a budget 1.342 euro a famiglia, vale a dire l’8,2% in più rispetto alla media nazionale. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell’anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

    «Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

    Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

    L’andamento regionale della bolletta elettrica

    Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

    Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l’uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

    Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

    Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

    L’andamento regionale della bolletta gas

    Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

    Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l’anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

    Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

     

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Toscana: 2.824 kWh e 1.078 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

    *La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

  • Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia

    Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e il profilasi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far aumentare o diminuire alcuni costi? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che Facile.it ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.  Ecco cosa è emerso.

    Cosa è successo ai mutui

    In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un calo dei tassi dei mutui; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’1,58% di gennaio 2020 all’1,24% di febbraio 2021.

    Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il tasso fisso è tornato a crescere; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’1,35%, vale a dire l’8,9% in più rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.

    Più stabile, invece, l’andamento del tasso variabile, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’1,08% rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.

    Cosa è successo all’RC auto

    Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una contrazione delle tariffe assicurative; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a 464,09 euro, era inferiore del 13,5% rispetto a quello di febbraio 2020.

    Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,44%.

    Cosa è successo alle bollette di luce e gas

    Analizzando l’andamento delle tariffe luce e gas del mercato libero emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la corrente elettrica di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a 47,59 euro al mese, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

    Se si guarda alla bolletta del gas, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a 87,62 euro al mese, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.

    Anche guardando l’andamento dei prezzi nel mercato tutelato emerge un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.

    Cosa è successo ai prestiti personali

    Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di maggior cautela da parte delle società di credito, che si è tradotto in un aumento dei tassi di interesse e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.

    Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal 6,25% di gennaio 2020 al 6,63% di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici sono tornati a scendere arrivando, a marzo 2021, a 6,44%.

    Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa

    Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della mobile non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l’importo medio è stabile a circa 13 euro al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).  Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.

    Guardando alle tariffe relative al servizio di internet casa, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un aumento dei prezzi offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un rincaro del 5,3%. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.

    Cosa è successo ai conti correnti

    Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it non sono stati rilevati cambiamenti significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.

    Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti) e favorire i pagamenti con carta tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l’apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.

    Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: pochi conti gratuiti con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.  Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di disincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.

    Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi

    Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei mutui, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.

    L’andamento delle tariffe RC auto è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

    Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di telefonia mobile e fissa offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.

     

     

     

     

    *  RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Mutui: media dei Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021

    Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.

    Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.

    Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.

    Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Venezia

    Quanto costa vivere a Venezia e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store di Mestre (https://www.facile.it/store/mestre.html), terzo negozio del comparatore in Veneto, la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere nella città di Venezia e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, ADSL, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Venezia occorrevano, in media, 400,53 euro, valore in calo del 14,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

    Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a febbraio 2021, per assicurare una due ruote a Venezia e provincia servivano, in media, 266,84 euro, vale a dire il 19,4% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

    Energia e gas

    Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i veneziani. Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Venezia e provincia (2.134 kWh), è emerso che la spesa annuale del 2020 è stata pari a circa 381,80 euro, valore in calo del 13,5% rispetto al 2019. Attenzione però perché il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe dell’energia elettrica; se queste rimarranno invariate, a parità di consumo, quest’anno si spenderà il 12,1% in più rispetto al 2020.

    Guardando alla bolletta del gas e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia veneziana (980 smc), emerge che la spesa media annuale nel 2020 è stata pari a 652,68 euro, vale a dire il 13,1% in meno rispetto al 2019. Anche sul fronte della fornitura di metano, il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe; in assenza di variazioni e a parità di consumi, il conto finale potrebbe essere più salato e pari a 692,47 euro, vale a dire il 6,1% in più rispetto al 2020.

    Telefonia

    La telefonia fissa (internet casa, ADSL e fibra) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del 2020 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie veneziane è stata pari a circa 29,96 euro, per un costo complessivo annuale pari a 359,52 euro, valore in aumento del 3,1% rispetto a quanto pagato nel 2019.

    Mutui casa

    Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel corso del 2020, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Venezia hanno chiesto, mediamente, 133.279 euro, vale a dire il 6,7% in più rispetto a quanto rilevato nel 2019.

    Analizzando l’identikit del richiedente veneziano emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, 40 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 63,2% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in 22 anni.

    Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 96% dei richiedenti veneziani ha optato per quello fisso, mentre solo il 4% ha cercato di ottenere il variabile.

    Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 138.958 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 38 anni.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel 2020, l’importo medio richiesto in provincia di Venezia è stato pari a 11.076 euro, vale a dire l’1,1% in più rispetto al 2019; stabili i piani di ammortamento (61 rate, pari a poco più 5 anni) e l’età media dei richiedenti (poco più di 42 anni).

    Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i veneziani a rivolgersi ad una società di credito è stata l’ottenimento di liquidità (25%), seguita dall’acquisto di auto usate (20%) e dalla ristrutturazione casa (16%).

    Analizzando, invece, il sesso dei richiedenti è emerso come a presentare domanda di finanziamento siano per lo più gli uomini, con una percentuale pari al 74,7%, contro il 25,3% del campione femminile.

    Facile.it apre il suo terzo store in Veneto

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari e Treviglio, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo terzo store in Veneto a Mestre (Piazza Ferretto, 90). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Il nostro obiettivo è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare anche a un pubblico non ancora abituato a comparare le offerte», spiega Daniela Zancan, Managing Director Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «Le famiglie veneziane sono molto attente alle spese domestiche e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di costo con cui devono fare i conti ogni mese».

     

     

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 131.860 preventivi auto e 15.588 preventivi moto effettuati a Venezia e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di circa 5.000 richieste di mutuo presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Venezia.

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 3.000 richieste di prestito personale presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Venezia.

    Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 2.134 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, è stata considerata una famiglia media composta da 2,6 individui con un consumo annuo di 980 Smc in regime tutelato.

  • Bollette: mercato libero o tutelato? 7 milioni di italiani non lo sanno

    La fine del mercato tutelato, prevista per l’inizio del 2022, è stata rimandata al primo gennaio 2023. Forse un bene se si considera che quando si parla di mercato libero o tutelato sono ancora molti i consumatori con le idee poco chiare; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* addirittura 7 milioni di italiani non sono in grado di dire se il loro contratto di luce o gas sia con un operatore del mercato libero o nel servizio di maggior tutela.

    La situazione migliora solo di poco se ci si rivolge agli intervistati che hanno dichiarato di essere nel mercato tutelato; tra loro il 35,4% ha dichiarato di non essere a conoscenza della fine di questo regime. La percentuale arriva addirittura al 41,8% tra i rispondenti residenti nelle regioni del Centro Italia.

    Fine del mercato tutelato…chi non sa, e chi non si attiva

    Analizzando nel dettaglio le risposte degli intervistati che hanno un contratto nel mercato tutelato emerge che, forse a causa dei numerosi rinvii che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, quasi 1 su 2 (49,5%) ha dichiarato di non essersi ancora attivato per trovare un’alternativa nel mercato libero, pur sapendo della fine del regime di tutela.

    Scomponendo il campione a livello territoriale emerge che i più pigri sembrano essere i residenti nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole; tra loro più di 1 su 2 (50,8%), pur sapendo del termine del servizio di maggior tutela, non si è ancora adoperato per passare al mercato libero.

    «Sebbene la fine del mercato tutelato sia stata rimandata al 2023», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it, «il consiglio è di informarsi e attivarsi il prima possibile per il passaggio al mercato libero; non solo per non farsi trovare impreparati all’appuntamento, ma soprattutto perché il passaggio può comportare importanti risparmi sulla bolletta. È bene ricordare che il cambio da un regime all’altro può essere fatto in qualsiasi momento e senza alcun costo, non è previsto alcun intervento sulla linea e non vi sono interruzioni nella fornitura di luce o gas.».


    Nota metodologica: l’indagine è stata svolta il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Bollette luce e gas: arrivano i rincari, occhio alle truffe

    A partire dal 1° ottobre le tariffe luce e gas del mercato tutelato sono aumentate sensibilmente, rispettivamente del 15,6% e del’11,4%; per evitare il salasso, quindi, molti italiani si attiveranno per cambiare operatore energetico, ma è proprio in periodi come questi che i tentativi di truffa si moltiplicano e, pertanto, è necessario prestare particolare attenzione. I costi energetici, in realtà, sono già da tempo tra le spese meno amate dagli italiani; come emerso da una recente indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, il 61% degli intervistati ha dichiarato di voler tagliare la bolletta elettrica mentre poco meno, il 52%, vorrebbe ridurre quella del gas. Percentuali destinate a salire alla luce dei recenti rincari tariffari del mercato tutelato che, secondo gli ultimi dati ufficiali, conta ancora circa 15.000.000 di clienti.

    Per evitare che gli italiani alla ricerca di un nuovo operatore energetico cadano vittima di raggiri, Facile.it ha redatto un breve vademecum per riconoscere i principali pericoli e mettersi al riparo dai tentativi di truffa.

    • Il pericolo ha mille volti

    Quando si parla di bollette luce e gas, è bene prestare attenzione su più fronti perché le frodi possono colpirci in modi, e attraverso canali, molto diversi tra loro. Ci sono truffatori che tentano il primo approccio attraverso un’e-mail che, in risposta ad essa o dopo aver cliccato su un link, chiede di inserire dati personali; ci sono altri malintenzionati che provano a carpire informazioni telefonandovi a casa o sul cellulare o, addirittura, frodatori che si presentano alla porta di casa suonandovi il campanello.

    In ogni caso, ponete attenzione a come il presunto addetto si interfaccia con voi: prima di tutto deve qualificarsi in modo tale che voi possiate verificarne l’identità e l’effettiva appartenenza allo staff dell’azienda per la quale dice di contattarvi.

    Dovete poi rifiutare nel momento in cui qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza un appuntamento chiedendovi di entrare; non è così che operano le aziende del settore e, mai ed in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono ai propri addetti di riscuotere denaro contante dai clienti durante appuntamenti a domicilio. Se dovesse succedere…metteteli fuori dalla porta.

    • Non sempre la fretta porta a vantaggi

    Più di 1 volta su 2 (60% dei casi), come emerge dalla ricerca di mUp Research per Facile.it, il motivo che spinge i clienti a cercare un nuovo fornitore di luce e gas è la ricerca di un prezzo migliore rispetto a quello che si sta pagando. I truffatori sfruttano questa opportunità per attirare l’attenzione dei clienti insoddisfatti, cercando di convincerli che l’azienda con cui hanno in essere il contratto stia per aumentare le tariffe applicate o che sia ormai prossima al fallimento, portando a danni economici e pratici molto gravi.

    In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi mai prendere dalla fretta. Qualsiasi proposta vi venga fatta deve essere accompagnata da un contratto scritto, che vi deve essere inviato in modo tale da analizzarlo con calma e verificare, grazie anche agli sportelli di aiuto dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), sia la correttezza delle informazioni offerte, sia che la società proponente abbia l’autorizzazione ad operare e sia regolarmente riconosciuta dall’autorità.

    In cima ad ogni bolletta si trova sempre lo stesso codice alfanumerico, anche se nel corso del tempo avete cambiato fornitore.

    Questo codice, che si chiama POD per l’energia elettrica e PDR per il gas, identifica in modo univoco la fornitura e, in qualche maniera, è ciò che protegge la vostra utenza: dato che senza di esso nessuno può procedere ad un cambio di operatore, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire all’ignaro cliente.

    Chi vi fornisce l’energia non ha senso che vi chieda di dargli il vostro codice POD o PDR perché dovrebbe già conoscerlo, quindi nel momento in cui si dovesse presentare un presunto rappresentante dell’azienda a richiedere questa informazione, fate subito suonare il campanello di allarme e chiudete ogni tipo di relazione.

    • Attenzione alle voci della bolletta e a quello che dite

    In primo luogo, ricordatevi sempre che un contratto di utenza è valido soltanto nel momento in cui esiste una doppia conferma da parte vostra; conferma che l’azienda è obbligata a chiedervi e che voi potrete rilasciare sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Fate particolare attenzione a non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici, (Sì, No, Lo confermo) se dovessero chiamarvi da un call center che vi insospettisce, perché queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.

    In secondo luogo, fate molta attenzione quando ricevete la bolletta: non limitatevi a guardare l’importo da pagare, ma osservate anche le voci che concorrono al totale; se appaiono diciture come “cessazione contratto” o altre che vi insospettiscono contattate subito il fornitore e, se il caso, sia l’autorità Garante della concorrenza sia l’ARERA.

    • Se avete sbagliato, non abbiate paura; si può sempre rimediare

    Se siete già caduti nella trappola, per ingenuità o distrazione, non perdetevi d’animo perché ci sono diversi modi per uscirne. Prima di tutto potete disconoscere il contratto inviando formale reclamo nel caso in cui abbiate modo di dimostrare che la firma sul contratto non è vostra o vi sia stata estorta con l’inganno. In questo caso non solo avete tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma potete anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo, inoltre, che il fornitore presso cui siete stati registrati vi riporti immediatamente nelle fila del precedente.

    Nel caso in cui, invece, abbiate semplicemente cambiato idea, potete recedere dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazione della vostra scelta, avvalendovi del cosiddetto “diritto di ripensamento”. Attenti, però, che in questi casi ci sono tempi ben definiti da rispettare: massimo 14 giorni dalla firma dell’accettazione della proposta se si tratta di una vendita a domicilio o dall’invio della conferma scritta o della registrazione della conferma vocale con ricezione dei codici di accesso al sito del venditore se la vendita è avvenuta tramite telefono. Nel caso in cui, invece, il nuovo fornitore ometta di comunicare le modalità di esercizio del diritto di ripensamento il termine sarà di 12 mesi.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • Lockdown: una famiglia su due ha risparmiato, in media, 480 euro

    I mesi di lockdown sono stati l’occasione per mettere mano alle spese domestiche e fare ordine tra i conti di casa; questo quanto emerge dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale, hanno evidenziato come quasi 1 famiglia su 2 (48,2%), pari a 21 milioni di nuclei, abbia dichiarato di essere riuscita a risparmiare tra marzo e giugno, in media, 480 euro su alcune delle principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari).

    Dove gli italiani sono riusciti a risparmiare

    Su quali voci di spesa sono riusciti a risparmiare maggiormente gli italiani da marzo a giugno 2020? Ad essere stati ridotti con maggior frequenza (14,4% del campione intervistato) sono i costi sostenuti per l’RC auto e la bolletta della telefonia mobile; il 10,2%, pari a 4.500.000 famiglie, ha dichiarato di aver ridotto la bolletta elettrica, mentre il 9,2% dei rispondenti quella del gas.

    A determinare questi risparmi sono state diverse cause, sostengono gli esperti di Facile.it; in alcuni casi, come per l’RC auto e moto, ha influito notevolmente la riduzione delle tariffe applicate dalle compagnie, in altri, come per le utenze elettriche, ha inciso la diminuzione del costo delle materie prime, mentre in altri ancora, invece, il risparmio è stato determinato da un atteggiamento più attivo dell’utente che, con maggior tempo a disposizione, ha potuto confrontare le varie offerte presenti sul mercato trovando quella più adatta alle sue necessità.

    Sorprende, invece, vedere che molti, il 9,1% dei rispondenti, hanno dichiarato di aver risparmiato sulla carta di credito.

    Chi ha risparmiato e chi no

    Se, a livello nazionale, il 48,2% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare riducendo le spese di casa, la percentuale varia su base territoriale raggiungendo il valore più alto tra le famiglie residenti nelle regioni del Centro Italia (52,8%).

    Guardano a coloro che hanno ridotto le spese, come detto, il risparmio medio conseguito è stato pari a 480 euro; va detto, però, che il 64% dei rispondenti è riuscito a risparmiare meno di 300 euro, mentre il 18% tra 300 e 500 euro.

    Sono invece 22.700.000 le famiglie che hanno dichiarato di non essere riuscite a risparmiare; a livello territoriale, la percentuale di chi non ha risparmiato è più alta tra i rispondenti residenti nelle regioni del Nord Ovest (55,7%), al Sud e nelle Isole (51,7%).

    Le spese domestiche più pesanti

    Ma quali sono le spese domestiche che pesano maggiormente, almeno psicologicamente, sul budget delle famiglie italiane? Il 61,1% dei rispondenti ha indicato l’RC auto; nonostante molti siano riusciti negli scorsi mesi a ridurre questa spesa, l’assicurazione rimane ancora una delle voci di costo meno amate dagli italiani e, non a caso, una di quelle sulle quali la maggior parte dei rispondenti vorrebbe risparmiare.

    Tra i costi domestici meno amate ci sono anche la bolletta della luce (59,6%) e quella del gas (52%), la telefonia fissa (30,5%) e quella mobile (24,7%). Il mutuo è ritenuto come la spesa più pesante dal 28,9% dei rispondenti; va detto che sulla percentuale, a ben guardare non altissima, incide il fatto che non tutte le famiglie debbano far fronte a questo costo.

     

    Le spese che vorremmo ridurre

    Durante i mesi di lockdown è evidente come le famiglie abbiano acquisito una maggiore consapevolezza delle spese di casa e come, sovente, abbiano in qualche modo “compreso” meglio i relativi costi. Se si confrontano i dati della rilevazione di luglio con quelli della medesima rilevazione condotta a gennaio 2020, in epoca precedente alla pandemia, la classifica delle spese sulle quali gli italiani vorrebbero maggiormente risparmiare è sostanzialmente invariata, ma le percentuali sono tutte in calo. La volontà di risparmio, ad esempio, è passata dal 64% al 61% per le bollette della luce, dal 60% al 57% per l’RC auto e dal 59% al 51% per la bolletta del gas.

    Unico valore in lieve aumento è quello relativo alle tariffe internet casa, voce di spesa sulla quale vogliono risparmiare il 35% dei rispondenti; erano il 34% a gennaio 2020. Costretti da smart working e didattica a distanza ad usare di più questo servizio abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza del suo costo e, con ogni probabilità, della possibilità di trovare un’offerta migliore rispetto a quella che avevamo.

     

     

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.