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  • Dividendi, nuovo record nonostante la crisi economica

    Malgrado l’economia abbia patito le conseguenze pesanti provocate dal biennio terribile della pandemia, le aziende quotate non sembrano averne risentito granché visto che i dividendi globali hanno stabilito un nuovo record, superando i livelli pre covid.

    Lo studio analitico sui dividendi

    dividendi azioniE quanto emerge dallo studio Janus Henderson Global Dividend, un’analisi periodica sul lungo termine riguardante le tendenze dei dividendi globali. In base ad esso nel secondo trimestre dell’anno il 94% delle società ha incrementato le proprie distribuzioni a favore degli azionisti o quantomeno le ha confermate.
    L’ammontare dei dividendi globali è cresciuto del 11,3 si va arrivando alla astronomica cifra di 544,8 miliardi di dollari.

    La ripresa delle società è risultata così forte tale che attualmente le distribuzioni sono soltanto il 2,3% lungo periodo. Tanta roba se consideriamo cosa è successo a livello economico globale negli ultimi due anni.

    Europa e Regno Unito trainano la crescita

    A livello geografico le regioni che hanno alimentato questo sprint sono soprattutto due. In primo luogo l’Europa, dove Svizzera e Paesi Bassi hanno battuto i loro record trimestrali assoluti, e poi il Regno Unito. Tutte queste aree hanno registrato un incremento dei dividendi di quasi un terzo su base sottostante.
    A livello settoriale il record spetta al settore petrolifero, dove le compagnie hanno potuto distribuire somme generose ai loro azionisti. Sul podio ci sono anche le società finanziarie che operano sui mercati otc e i produttori di auto.

    L’Italia

    Nel nostro paese la crescita dei dividendi è principalmente legata al settore bancario, dopo la normalizzazione che ha fatto seguito alla pandemia e il boom delle app per giocare in borsa, assai di moda durante il lockdown. Va sottolineato anzitutto il contributo forte da parte di Atlantia, che è tornato ai livelli del 2019 in secondo luogo all’aumento delle distribuzioni da parte di Eni. Rimarcato che nessuna società del nostro indice di borsa ha effettuato un taglio ai dividendi.

  • Così il cervello ci aiuta a capire le azioni degli altri

    Ricercatori dell’IRCCS Medea e Università di Udine mostrano come la via dorsale e la via ventrale della corteccia cerebrale collaborino nella comprensione dei comportamenti altrui, integrando il movimento nel contesto in cui si svolge. Lo studio pubblicato su PNAS fornisce indicazioni utili per la riabilitazione dei disturbi della percezione sociale. In fase di sperimentazione un training in realtà virtuale.

    Nella maggior parte delle interazioni sociali ci basiamo sull’osservazione delle azioni degli altri per capire cosa vogliono fare. Al tempo stesso, non possiamo aspettare di osservare tutto il movimento per capire le intenzioni che lo hanno indotto, ma dobbiamo raffigurarci in anticipo ciò che gli altri stanno per fare in modo che l’interazione possa essere fluida.

    Nella comprensione del comportamento altrui un ruolo determinante è dato dal coinvolgimento di una via dorsale che, dalla corteccia visiva e tramite la corteccia parietale, porta a creare una rappresentazione delle azioni degli altri nel sistema motorio dell’osservatore.

    Recenti studi, però, hanno dimostrato che per comprendere le azioni altrui utilizziamo anche aspettative legate al contesto in cui le azioni si verificano, come l’ambiente o gli oggetti utilizzabili. Ad esempio, se vediamo una persona che si avvicina a una tazza piena, anticipiamo che probabilmente quella persona stia prendendo la tazza per bere, mentre se la tazza è sporca e vuota, anticipiamo che probabilmente voglia prenderla per lavarla e metterla a posto. Altri indizi devono essere utilizzati nel caso in cui la tazza sia mezza piena, e quindi il contesto sia ambiguo, costringendoci ad aspettare di poter osservare fasi successive del movimento per fare una previsione più affidabile ed adattare di conseguenza il nostro comportamento. Ora, anticipare precocemente se una persona stia prendendo una tazza per bere o sparecchiare non ci cambia la vita, ma anticipare il perché una persona stia prendendo un coltello potrebbe farlo. Per questo, non possiamo aspettare di osservare tutto il movimento fino alla fine, ma dobbiamo usare indizi contestuali per predirlo. L’elaborazione di tali indizi contestuali coinvolge prettamente un’area visiva ventrale, che dalla corteccia visiva porta le informazioni alle cortecce temporali dove vengono riconosciuti gli oggetti.
    Se e come la via dorsale per la percezione dei movimenti interagisca con quella ventrale per il riconoscimento di oggetti è poco chiaro.

    Uno studio, realizzato da Lucia Amoruso, Alessandra Finisguerra e Cosimo Urgesi in collaborazione tra Università di Udine e IRCCS Eugenio Medea (https://doi.org/10.1073/pnas.1921512117) pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze PNAS (IF 9.58), ha cercato di capire come queste due vie interagiscano nel riconoscimento delle azioni osservate.

    Per fare ciò i ricercatori hanno sfruttato la maggiore sensibilità della via dorsale a informazioni visive a bassa frequenza, che evidenziano per lo più contorni grossolani, e la maggiore sensibilità della via ventrale a informazioni ad alta frequenza, che mettono in evidenza i dettagli. Ai partecipanti è stato mostrato un attore che compiva diverse azioni in contesti congruenti, ad esempio prendere una tazza piena dal suo manico come per bere, o incongruenti, ad esempio prendere una tazza vuota dal manico come per bere. Come atteso, gli osservatori, a parità di movimento presentato, sapevano predire l’azione corretta meglio in contesti congruenti che in contesti incongruenti. Questo dimostra come per predire il comportamento altrui utilizziamo sia il loro movimento sia il contesto circostante.

    L’effetto del contesto, però, non si rifletteva solo sulla capacità degli osservatori di predire l’intenzione, ma anche sull’attivazione della loro corteccia motoria. Grazie alla stimolazione magnetica transcranica, i ricercatori hanno visto che tale attivazione non era solo modulata dall’osservazione del movimento, ma anche dalla compatibilità del contesto in cui tali movimenti si svolgevano.

    “Il risultato più interessante – spiegano i ricercatori – è emerso studiando le reazioni dell’osservatore selettivamente in base a quello che vedeva durante la presentazione di stimoli visivi contenenti solo le alte o le basse frequenze. Nel caso in cui venivano presentate solo le basse frequenze, che evidenziano i contorni più grossolani, quindi enfatizzando il lavoro della via dorsale, il contesto smetteva di giocare il suo ruolo nella capacità di riconoscimento delle azioni. Sia sulla capacità degli osservatori di predire le azioni, sia sull’attivazione della loro corteccia motoria in questi casi era importante solo il movimento che veniva osservato. Quando, invece, venivano presentate solo alte frequenze, che definiscono meglio i dettagli, quindi enfatizzando il lavoro della via ventrale, il contesto giocava un ruolo più importante rispetto al movimento, come se la corteccia motoria dell’osservatore, avendo poche informazioni sul movimento, utilizzasse le informazioni sul contesto portate dalla via ventrale per rappresentare le azioni dell’attore”.

    Questi risultati non solo confermano che la via dorsale elabora principalmente informazioni sul movimento e la via ventrale sugli oggetti contestuali, ma suggeriscono anche che le due vie collaborano continuamente per predire nel modo più efficace possibile cosa stanno facendo gli altri.

    Il dato non è solo rilevante per capire come il nostro cervello ci consenta di capire i comportamenti degli altri, ma fornisce anche indicazioni utili per la riabilitazione dei disturbi della percezione sociale. Persone con disturbo dello spettro autistico, infatti, presentano un’alterazione a livello della via dorsale, che li porta a concentrarsi di più sui dettagli che sulla scena globale, come se vedessero i singoli alberi e non l’intero bosco. Queste alterazioni sembrano portare a difficoltà nell’utilizzare le informazioni elaborate dalla via dorsale per comprendere i comportamenti degli altri, spiegando, probabilmente, le difficoltà nelle interazioni sociali che si riscontrano in queste persone. Manipolare quindi le frequenze della stimolazione visiva per queste persone potrebbe consentire di predisporre dei piani riabilitativi che, da una parte, allenino più specificatamente la via dorsale e la percezione del movimento con stimolazioni a bassa frequenza e, dall’altra, spingano a compensare la debolezza della via dorsale utilizzando la via ventrale e le aspettative basate sul contesto.

    Questi risultati sono alla base di un training in realtà virtuale che è in fase di sperimentazione presso l’IRCCS Eugenio Medea di Bosisio Parini, dove bambini e adolescenti con problematiche del neurosviluppo si allenano in modo giocoso a predire le mosse di un avatar avversario utilizzando l’esperienza precedente e informazioni contestuali.

    Per maggiori informazioni su questo lavoro consultare l’articolo originale:
    Spatial frequency tuning of motor responses reveals differential contribution of dorsal and ventral systems to action comprehension
    Lucia Amoruso, Alessandra Finisguerra, Cosimo Urgesi
    Proceedings of the National Academy of Sciences May 2020, 201921512; DOI: 10.1073/pnas.1921512117

  • Mercati in preda all’incertezza, adesso la diversificazione non è più sufficiente

    Era dalla fine del 2015 che non si respirava un’aria così tesa sui mercati. A raccontarcelo è l’indice VIX, che è conosciuto anche come “indice della paura” dagli operatori finanziari. Questo indice descrive le aspettative di fluttuazione dell’indice azionario S&P 500 nei successivi 30 giorni. Ha superato di recente i 40 punti, come non accadeva da tempo.

    Mercati, azioni e oro

    mercati e incertezzaNon c’è dubbio che stiamo vivendo una fase estremamente delicata sui mercati, come suggerisce anche la fortissima discesa dei prezzi delle azioni e la risalita delle quotazioni dell’oro. Il lungo rally azionario che aveva caratterizzato i mesi precedenti (con record aggiornati uno dopo l’altro) è ormai solo un nostalgico ricordo. Nel frattempo il prezzo dell’oro, ovvero il bene rifugio per eccellenza, è schizzato oltre i 1.600 dollari (sui massimi di 7 anni) e potrebbe raggiungere quota 1700 se non addirittura 1800, come sostengono molti analisti.

    Difendersi dall’incertezza

    La domanda che si pongono i mercati e i gestori dei fondi, è come proteggersi da questa ondata di incertezza che ha avvolto i mercati in una grossa fitta nube? Di sicuro in situazioni non convenzionali, non possono essere troppo di aiuto gli strumenti convenzionali. Ad esempio gli indicatori lagging perdono la loro efficacia di fronte a questi sbalzi di umore dei mercati.

    E’ sufficiente diversificare?

    In tempi normali si potrebbe pensare alla soluzione più classica, ovvero la diversificazione. Ma questa strategia non è più sufficiente da sola. Infatti allo stato attuale, la selezione di azioni e obbligazioni potrebbe non essere idonea allo scopo, visto che molti asset nelle attuali condizioni di mercato sono sopravvalutati.

    Una mossa che invece sta crescendo è quella delle operazioni fuori dagli orari di negoziazione. Infatti questa possibilità in fasi di elevata incertezza (ad esempio per le coppie di valute più volatili) può essere sfruttata per comprare o liquidare una posizione, e gli investitori dovrebbero avere la flessibilità di poterlo fare quando vogliono. Non è un caso che proprio gli scambi fuori orario abbiano vissuto una forte crescita in parallelo con l’aumento della volatilità.

  • Fondi di investimento, quelli in obbligazioni rimangono ancora i preferiti

    Lo scorso anno è stato caratterizzato da un andamento piuttosto tranquillo per i fondi di investimento, ovvero senza grandi momenti di difficoltà e tensione. La volatilità si è mantenuta su livelli contenuti, mentre i rendimenti sono stati discretamente positivi. La situazione però sembra destinata a cambiare nel 2018, con gli investitori nei fondi gestione più tentati dall’avventurarsi in attività a maggiore rischio. Questo anche perché il contesto economico globale è abbastanza robusto, l’inflazione sembra sotto controllo e i tassi dovrebbero avviarsi verso la normalizzazione.

    Azioni, obbligazioni e fondi di investimento

    fondi di investimentoQuel che appare a prima vista però è una netta differenza tra il comparto dei fondi di investimento azionari e quelli obbligazionari (quindi non facciamo riferimento alcuno al trading Markets Cfd Bitcoin futures). Infatti se nel primo caso si assiste a un bel po’ di scintille, sono i secondi ad essere ancora i preferiti degli investitori. Del resto è stato così anche nel 2017. Malgrado i rendimenti azionari siano stati del 20% maggiori rispetto a quelli obbligazionari, comunque la preferenza degli investitori è stata per i titoli a reddito fisso. I capitali affluiti verso i fondi obbligazionari sono stati pari a 350 miliardi di dollari, mentre quelli verso i fondi a vocazione azionaria sono stati 300 miliardi investiti.

    Per il 2018 gli analisti conservano una opinione positiva riguardo alle azioni mondiali. La ripresa della spesa per gli investimenti e il prolungamento del ciclo di crescita statunitense potrebbero fungere da supporto per la crescita. Chi conosce come usare indicatore MACD e come funziona può trovare conforto anche nell’analisi tecnica per questa affermazione. In special modo ci sono i mercati emergenti che stimolano nuove opportunità, con valutazioni molto interessanti rispetto ai mercati sviluppati. Ma ovviamente occorre sempre una rigorosa selezione dei singoli titoli.

  • Trader prudenti prima delle vacanze Pasquali. Ci sono troppi eventi ad alto impatto finanziario

    Il lungo weekend di Pasqua è stato anticipato da una scelta evidente da parte degli investitori, che hanno deciso di muoversi lungo il sentiero delle prudenza. Del resto le tensioni che si respirano a livello internazionale, non suggeriscono nulla di diverso. Nessuno vuole correre rischi inutili tenuto conto che sta per cominciare la stagione delle trimestrali negli USA.

    In questo periodo ai trader è tornato l’appetito per i safe heaven, tanto da fa innalzare i rendimenti dei governativi di qualità sui minimi da inizio anno. I Treasury decennali USA sono piombati al 2.28%, quelli decennali della Germania sono all0 0.2%. E poi ci sono i beni rifugio. L’oro ad esempio è balzato fino al 1279 dollari l’oncia, mentre il VIX sopra 15 (ovvero i massimi da cinque mesi). Basta guardare i grafici e fare un confronto broker Consob per vedere come l’andamento dell’oro abbia vissuto dei picchi in corrispondenza degli ultimi avvenimenti mondiali.

    Gli eventi che spintono alla prudenza i trader

    traderCi sono tanti motivi che spiegano la prudenza manifestata dagli operatori negli ultimi giorni (ricordiamo che in occasione delle festività Pasquali i mercati americani saranno chiusi fino a domenica, mentre quelli europei riapriranno martedì). Anzitutto il lancio di 59 missili Tomahawk da parte degli USA in Siria. L’invio della portaerei americana, la Carl Vinson, davanti alla Corea del Nord. I test missilistici di quest’ultima verso il Mar del Giappone e il successivo lancio della superbomba americana in Afghanistan. C’è poi il referendum del 16 aprile in Turchia, dove si deciderà se dare ancora più potere a Erdogan e poi le elezioni presidenziali in Francia. Sono tutti appuntamenti molto molto delicati.

    Se guardiamo al recente passato, capiremo perché i mercati stanno reagendo con prudenza. Prevedere l’esito di una vicenda geopolitica è una cosa fattibile, prevedere la reazione dei mercati lo è molto meno. Pensiamo alla catastrofe che veniva preannunciata con Brexit, con l’elezione di Trump (si vedano in proposito le previsioni euro dollaro 2017) e con il referendum italiano. In tutti questi casi i mercati hanno reagito nel modo opposto a quelli che erano i timori, salendo sempre. E’ chiaro quindi che un evento geopolitico apparentemente negativo può invece portare inattese conseguenze positive. Ma può accadere anche il contrario. Ecco perché gli investitori in questi giorni rimangono cauti. Come dargli torto?

  • Fine Agosto: Borsa americana in ripresa

    Se la Cina trema l’America sta bene, e così in questa metà settimana si scopre che nonostante i continui down cinesi l’azionario Usa sta benissimo, nessuna preoccupazione anzi ottima crescita per i prodotti americani che riescono a prendere uno slancio importante, cosa rara negli ultimi tempi.

    Dopo un luglio scadente con gli ordini di beni durevoli cresciuti del 2% si pensava che il mese di Agosto le azioni fossero in ribasso o comunque il calo dello 0,4% aveva iniziato a spaventare, niente di più sbagliato infatti i beni capitali,indicatore degli investimenti, sono cresciuti del 2,2% segnando il guadagno più alto degli ultimi 13 mesi. Insomma un periodo ottimo per chi sceglie di investire in Usa? C

    Intanto ci sono anche altri rialzi: in particolare Apple (+2,64%) e persino i principali settori dell’S&P .

    Per gli analisti del settore sarebbero questi movimenti tipici dovuti alla uscita da un periodo ad alta tensione.

    La Borsa dunque anche in America riprende e se l’America inizia a sorridere probabilmente anche le Borse mondiali dei principali Paesi inizieranno a cambiare verso.

    A metà settimana si sono registrati in USA indici migliori in Borsa con un Dow Jones che sale dell’1,71%, l’S&P 500 dell’1,68%, il Nasdaq dell’1,69%, tutti valori interessanti senza mai dimenticare che persino i nuovi titoli iniziano a brillare.

    Google sale del 3,94%, Goldman Sachs ha migliorato il giudizio a ‘buy’ da ‘neutral’, aggiungendo il titolo alla ‘conviction buy list’, dunque anche in Borsa Google inizia a prendere ottimi valori, cosa che quando si parla di titoli non si deve mai dimenticare che stiamo parlando del colosso della rete.

    Si presume una settimana ottima ed una chiusura a gonfie vele per l’agosto della borsa americana.