“Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di genesi artistica caratteristica e caratterizzante, che definisce e delinea nello specifico la vena di ispirazione, che ogni artista sviluppa e alimenta nel suo percorso di ricerca e da cui trae quel nucleo di sostegno e di supporto che nel tempo si mantiene e si conserva intatto, integro e inalterato garantendo sempre degli spunti e degli step da cui poter attivare soluzioni eterogenee e variegate e di spessore”. La Dott.ssa Elena Gollini entra nel merito del discorso riflessivo dedicato all’arte pittorica di Maria Barisani ponendo un accento particolare alla rilevanza che assume e che riveste il concetto di genesi artistica all’interno del palinsesto strutturale e narrativo prospettato dalla Barisani. In tal proposito ha evidenziato: “Il concetto di genesi artistica per Maria è associato e associabile ad una visione di nascita, di creazione precipua e primordiale, una forma allo stato embrionale, che prende vita dalle sue fonti ispiratrici mentali ed emozionali e gradualmente con una progressione continua e costante si trasforma in un’entità ben percettibile, acquista una propria dimensione vitale e viene collegata e congiunta in armoniosa coesione e bilanciata sintonia con quello che viene rappresentato e rievocato attraverso le immagini riprodotte. Ciò che proviene dalla genesi artistica è creatura propria appartenente alla sfera intima di Maria, che affiora e si palesa, diventa un tutt’uno con quanto proviene dalla visione esterna che Maria recupera dal reale e dalla realtà circostante. Si crea così una mescolanza sui generis, che alimenta la portata d’insieme e garantisce una resa di impatto immediata e ottimale. La genesi artistica sfocia in una serie di modulazioni e di articolazioni, che acquistano un forte potenziale emotivo e sono la personificazione della capacità sensibile e della recettività umana di Maria, che possiede per natura grande empatia e intuito. Quello che viene filtrato e rielaborato da Maria non è mai un prodotto sommario e superficiale, ma è sempre scaturito da un acume spiccato e acuto, da una perspicacia sagace. Al concetto di genesi artistica corrisponde una forma mentis devotamente votata all’ispirazione più pura, capace di fare germogliare il seme della creazione in modo eccellente. Maria è un’artista di pensiero meditato e ponderato, non azzarda e non esce mai da quella prospettiva di vedute mirate e oculate, si tiene sempre volutamente all’interno di un processo creativo, che predilige snodarsi e dipanarsi a favore di un’arte di valore che rispecchia e riflette valori effettivi”.
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Paola Moscatelli: elogio all’arte universale
“Per ben inquadrare e classificare la variegata e ricercata formula espressiva che l’artista Paola Moscatelli declina con virtuosa maturità creativa, è necessario addentrarsi sulla sua particolare visione e concezione da lei tracciata e connessa al multiforme concetto di arte universale, che Paola accoglie e fa suo, metabolizza e introietta all’interno del suo palinsesto articolato di sperimentazione, ottenendo soluzioni compositive che riflettono e rispecchiano al meglio il suo simbolico elogio celebrativo a questo concetto così trasversalmente riecheggiante da illo tempore, che ha racchiuso molteplici chiavi di lettura e di significato e ha portato con sé valori e principi concepiti come pilastri esistenziali portanti e radici di fondamento primarie ed essenziali”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nella sua analisi critica per mettere in luce un discorso importante, che funge da filo conduttore all’operato artistico della Moscatelli e diventa la sua modalità peculiare di visionarietà aperta e allargata. La Dott.ssa Gollini ha così ulteriormente spiegato entrando nello specifico dell’argomentazione: “Si comprende da subito come Paola sia devota alla giusta causa dell’arte intesa in senso universale e abbia intrapreso con convinta motivazione il proprio personale cammino per promuovere e per divulgare a tutto tondo questa valenza assoluta e assodata. Nella sua profusione ideativa e progettuale le idee e i pensieri prendono vita e formano un corpo-entità ben delineato e ben definito, che viene collocato dentro la parafrasi narrativa e diventa parte integrante di essa necessaria ed essenziale per integrarlo e per completarlo in modo compiuto ed esaustivo. Capita sempre più spesso di imbattersi in produzioni artistiche, che si esauriscono delle proprie risorse intrinseche e rimangono così fini a se stesse e a se stanti, risultando poi infrazionate e sdoganate in modo sommario nei loro contenuti e senza approfondimenti a latere di livello qualitativo pregevole. Con Paola l’impostazione è decisamente agli antipodi, poiché attribuisce e conferisce una rilevanza prioritaria alla diffusione e alla divulgazione dei suoi messaggi, di quanto vuole che abbia il massimo feedback da parte dello spettatore per generare e alimentare il più possibile una proiezione e una predisposizione a recepire il beneficio universale trasmesso dall’arte in ogni sua eterogenea manifestazione. L’arte di Paola si rivolge dunque ad allargare, ad amplificare e ad accentuare il potenziale sensibile del fruitore, ad andargli incontro e a prenderlo per mano, a indurlo e a spronarlo ad una meditazione riflessiva che partendo dalle opere si sprigiona in varie forme e dinamiche, diventa individuale, personale e soggettiva pur avendo sempre come elemento comune e accomunante questo portentoso e prodigioso risvolto celebrativo da lei evocato in modo accorato e solenne”.
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Davide Quaglietta e il suo universo pittorico
“Nell’individuare la formula più congeniale e appropriata per definire l’arte di Davide Quaglietta, ritengo che la dicitura emblematicamente più calzante sia proprio quella di universo pittorico, intesa nel senso più ampio possibile”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime le sue riflessioni attente e approfondite in merito alla concezione creativa di Quaglietta e al fulcro nevralgico di ispirazione portante. Proseguendo ancora nella spiegazione ha poi dichiarato: “Il termine universo racchiude una prospettiva assoluta e onnicomprensiva, che risulta attinente e pertinente con la formula codificata e con il registro linguistico dai quali si sviluppa e si evolve il modus pingendi di Davide. L’universo in quanto macrocosmo viene inserito virtualmente all’interno del corposo microcosmo pittorico, si plasma con esso, diventa un tutt’uno e definisce una modulazione dilatata, una modulazione traslata a livello plurisensoriale e plurirecettivo. Davide si cimenta all’interno di una mimesi semantica e concettuale universalmente attingibile e condivisibile e si avvale di tutte le risorse in essa custodite, le sviscera accuratamente, le scandaglia analiticamente, le fa sue inglobandole nel proprio personale esclusivo universo visionario. L’estensione estemporanea di questo intreccio diventa enorme, si proietta ad infinitum e consente a Davide di acquisire e consolidare un mare magnum di messaggi e di allusioni da poter utilizzare con oculata ponderatezza, senza disperderle in modo casuale e improvvisato, ma sempre cum grano salis. Davide si dimostra molto concentrato e molto ben focalizzato su questa sua vocazione creativa e si prefigge traguardi e obiettivi stimolanti, che diventano tappe importanti da raggiungere anche dal punto di vista della sua formazione ed esperienza esistenziale. L’universo pittorico di Davide si nutre e si alimenta di humus fertile e fecondo, si rafforza e si rinvigorisce con una crescita progressiva costante. Attraverso questo universo pittorico Davide si sente realizzato e appagato in toto, ma al contempo si sente responsabile verso ogni singolo fruitore, verso ogni singolo spettatore e desidera poter traslare e trasmettere qualcosa di visibilmente e di meritevolmente sostanzioso, qualcosa di tangibile in concreto che possa fungere da moto propulsore di sprone e di incitamento. L’arte di Davide non è soltanto bella da vedere e piacevolmente gradevole da osservare, ma diventa attivamente utile, possiede una mansione di cosiddetta pubblica utilità. L’universo pittorico di Davide si traduce dunque in una metaforica ancora di sostegno e di supporto, un’ancora metafora di illuminazione e di riflessione, un’ancora metafora di salvezza e di affrancamento mentale e psicologico, che ogni spettatore può usare per aggrapparsi e per tenersi saldamente stretto, accogliendo il messaggio universale che Davide offre e dona a cuore aperto”.
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La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto Re
“Si tratta davvero di una sintesi materica di valore subliminale quella che distingue l’arte pittorica di Roberto Re, che si incentra su una ricerca di pregevole significato insito, sotteso e allusivo e che rende l’intera orchestrazione compositiva subito distinguibile, caratterizzante, inconfondibile nelle sue fattezze strutturali”. La Dott.ssa Elena Gollini interviene per spiegare i tratti principali della sperimentazione creativa intrapresa e portata avanti da Re con grande fervore d’ispirazione. E ancora approfondendo l’argomentazione ha aggiunto: “La versatilità connaturata all’indole artistica di Roberto gli spiana la strada per così dire a una visione più ampia, più allargata, più estesa, più dilatata del concetto di materia e di matericità applicato alla sua formula pittorica di matrice informale. Roberto lo estende in modo molto articolato e sfaccettato, attribuendo un’alchimia di supporti subliminali. Riesce a trovare appigli e richiami di riferimento sempre sorprendenti e da artista curioso per natura si cimenta ad inserirli dentro gli scenari prospettando per lo spettatore un approccio davvero stimolante e incitandolo a entrare dentro la narrazione. La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto è frutto di un’acquisita e consolidata maturità di pensiero e di valutazione, di un’abile e sapiente selezione di scelta e di scrematura molto selettiva. Roberto non si perde in inutili e sterili artifici, non si lascia deviare e fuorviare da preamboli fuori luogo, non si lascia coinvolgere in superflue e superficiali speculazioni. La sua arte si mantiene sempre canalizzata, orientata e convogliata secondo una propria responsabile concertazione logica e lucidamente razionale, diventa una metafora simbolica che personifica ciò che Roberto vuole evidenziare, spiegare, raccontare, descrivere, senza l’uso della parola e della scrittura, diventa un libro virtuale da sfogliare sequenza dopo sequenza, da metabolizzare e da introiettare gradualmente, senza fretta, senza disperdersi in strane e avulse elucubrazioni insensate. Roberto vuole essere artista di pensiero sottile e acuto, di intraprendente e lungimirante perspicacia, di arguta e sagace intuizione e accompagna lo spettatore per mano, lo conduce nel suo mondo e lo lascia assaporare e gustare il tripudio materico carico e pregnante di innumerevoli sollecitazioni allettanti. La sua pregevole sintesi materica equivale simbolicamente a quella dimensione parallela, che consente alla sensibilità umana e all’umano sentire di calarsi dentro una sorta di visione speculare parallela, dove si riesce a recepire in modo molto più forte, più empatico e più reattivo ogni minimo incipit e input entrando in una galvanizzante catarsi”. È possibile acquistare le opere di Re anche nei seguenti circuiti online: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.
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La funzione cromoterapica della pittura di Daniel Mannini
All’interno del multiforme e plurisensoriale codice espressivo dell’arte contemporanea, certamente la funzione del colore riveste un ruolo formale e sostanziale di primo piano e supporta in modo incisivo l’artista a far emergere elementi e componenti di primaria portata e rilevanza associandosi anche al concetto molto attuale e molto profondo di cromoterapia. In merito a queste significative considerazioni riflessive, la Dott.ssa Elena Gollini ha posto in evidenza alcune interessanti connotazioni, che appartengono al modus pingendi di Daniel Mannini e ne elevano qualitativamente la dimensione concettuale contenutistica oltre che estetica. Al riguardo ha spiegato: “Daniel utilizza il colore con piena consapevolezza e con un criterio ben consolidato di orchestrazione scenica progettuale, che prevede un’alchimia bilanciata ed equilibrata di associazioni tonali e di fusioni cromatiche. Attraverso questo intreccio colorato Daniel trova un proprio stile personale, una propria cifra comunicativa soggettiva. Inoltre, stabilisce contestualmente un criterio di visionarietà ricollegabile e riconducibile alla funzione cromoterapeutica e a tutti quei benefici mentali, psichici, psicologici e spirituali scaturiti e derivanti dalle preziose risorse e potenzialità, che il colore ci offre. Ecco dunque che Daniel nel suo fare pittorico sempre coerente e maturo riesce a infondere un paradigma di significati ancora più incisivi, riesce ad attribuire alla narrazione compositiva un’ulteriore valenza plurima e riesce a creare e ad alimentare un’atmosfera di contorno ancora più permeante, più suggestiva, più penetrante. Per Daniel il colore è sinonimo di vita, di movimento, di pulsione e di vibrazione del cuore, di tumulto e di moto dell’anima, che si riflette e si rispecchia nella modulazione strutturale di matrice astratta, che suscita un immediato coinvolgimento nel fruitore e si appoggia a un prorompente e sferzante fermento onirico, ad un incalzante guizzo fantasioso e fantastico, ad una speciale profusione immaginifica. Questa mescolanza diventa estremamente affascinante e intrigante per lo spettatore. Il colore parla, il colore sussurra, il colore grida, il colore racconta e si racconta. Così Daniel nella sua ricerca di sperimentazione coglie e accoglie nella tavolozza cromatica come uno scrigno magico, come un tesoro inestimabile e ne utilizza al meglio le combinazioni e le declinazioni, sfruttando anche in modo ottimale le gradazioni più accese e marcate e alternandole con quelle più tenui e delicate, imprimendo quei giochi chiaroscurali di luci e ombre che offrono una ricercata e aggraziata raffinatezza d’insieme. Il colore per Daniel è il suo distintivo -tocco d’artista- che lo rende davvero molto accattivante e ne innalza il talento creativo”.
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La camaleontica creatività di Federico Marchioro
Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.
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Rosanna Piervittori: concettualismo pittorico visionario
Rosanna Piervittori è tra gli esponenti della pittura contemporanea attuale, che sta senza dubbio compiendo un progressivo percorso di evoluzione molto stimolante, uscendo dagli schemi accademici e dottrinali più rigidi e rigorosi e cimentandosi in una propria personale ricerca di ispirazione, che sfocia in soluzioni sui generis e in espressioni inedite. La Dott.ssa Elena Gollini nel cogliere la variegata sfera concettuale insita all’interno delle composizioni pittoriche della Piervittori ha così dichiarato: “Nel distaccarsi volutamente dalle regole imposte e dagli schemi predefiniti, Rosanna si ricava una cifra stilistica non convenzionale davvero convincente. Affida alla fantasia e all’immaginazione l’intreccio scenico tendenzialmente astratto e di figurazione stilizzata e si appoggia ad un codice concettuale cifrato molto ben congeniato, studiato e progettato a monte per essere sempre in linea con quanto vuole esternare e divulgare tramite il suo medium artistico. La visionarietà concettuale della sua pittura risulta sempre innovativa e sorprendente, coglie e centra nel segno un circuito di messaggi e di significati plurimi, che vanno ben oltre la prospettiva estetica formale e si spingono su un territorio autonomo e indipendente, viaggiando su binari paralleli molto estesi e dilatati. Rosanna distingue l’aspetto ottico e visivo, che ha sempre una sua gradevole piacevolezza da quel crogiolo di essenze sostanziali, che appare più appariscente e meno evidente nell’impatto immediato, ma è invece assolutamente pregnante e consistente, nell’attento e accurato scandaglio certosino e dovizioso. Rosanna suggerisce al fruitore-osservatore di non fermarsi al primo sguardo, di non valutare superficialmente di primo acchito limitandosi all’esteriorità di bell’aspetto, ma di procedere piuttosto ad accostarsi in modo riflessivo, compiendo consapevolmente una serie sequenziale di passaggi percettivi e sensoriali, che consentono di arrivare a carpire e comprendere quell’insieme concettuale di indiscusso pregio, che possiede anche una valenza a livello sociale e si orienta proprio a rivestire un valore collettivo e comunitario. Tramite il suo operato creativo Rosanna diventa un autorevole divulgatrice concettuale e si rende affrancata dal banale e scontato modus pingendi fine a se stesso. La bellezza formale della sua arte è dunque arricchita da contenuti rilevanti, che fanno da perno portante per promuovere delle idee e dei pensieri, per manifestare dei sentimenti e delle emozioni finalizzati a sollecitare un’azione-reazione attiva e diretta da parte dei fruitori. Per Rosanna la bellezza ideale dell’arte non si manifesta passivamente e staticamente, ma deve essere alimentata e animata di continuo, proprio come quando viene seminato un terreno per renderlo fertile e fecondo di frutti pregiati e preziosi da poter donare a piene mani”.
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Davide Quaglietta: una pittura di armoniosa orchestrazione visionaria
“Artista di fervida passione creativa, che lo induce ad una profusione ispiratrice continua e costante, Davide Quaglietta si allinea all’interno di un’orchestrazione pittorica visionaria, che si orienta recuperando e attingendo spunti di rimando e di richiamo in modo sistematico e al contempo che rivaluta la portata elevata delle basi, delle fondamenta e delle radici di un DNA genetico anticonformista e indipendente, che ama lasciarsi sospingere dalle sensazioni più pure, affrancate e incontaminate. Lo definirei un pittore-poeta, perché le sue composizioni narrative sono come la metafora di un componimento lirico dove ogni particolare della rappresentazione evoca e rievoca le suadenti armonie equilibrate di un verso aulico e tutti insieme i versi vanno a formare un intreccio poetico di sublime energia vitale”. La Dott.ssa Elena Gollini esordisce così nello spiegare in modo approfondito i tratti vincenti delle soluzioni creative proposte da Quaglietta attraverso il suo fare pittorico caratterizzante e distintivo. Inoltre, ha proseguito asserendo: “Davide poeta della pittura riesce sempre a generare delle visioni di prospettiva allargata e dilatata ben oltre la superficie pittorica, che si espandono al di fuori e convergono dentro un’orchestrazione spaziale sospesa, rarefatta, ovattata, protettiva. Entrare in contatto stretto e diretto con Davide uomo-artista-poeta del nostro tempo, dai profondi sentimenti e dai profondi pensieri meditativi, significa aprire e alimentare un dialogo e una comunicazione importante, fatta di reciproca comprensione e di reciproca considerazione, significa venirsi incontro in termini di linguaggio paritetico e poter intavolare uno scambio vicendevole. Le sue orchestrazioni visionarie servono per offrire un piano e un livello di registro semantico articolato e stimolante, per dare una funzionalità incisiva alle dinamiche rappresentative e all’impostazione strutturale. Nella poesia ammaliante e accattivante dello scenario, Davide pone in essere il proprio simbolico patto di unione indissolubile con l’arte universale concepita e considerata in ogni sua manifestazione e vuole che a suggellare questo patto sia proprio lo spettatore-fruitore, che diventa testimone attivo e compartecipe di questo momento cruciale di fusione. La pittura di Davide viene assorbita e filtrata e diventa dunque un unicum con l’arte universale nella sua ideale meraviglia e magnificenza e nella sua assoluta dimensione di purezza. È un’arte fatta per il bene e per trasmettere il bene, per fare immergere lo spettatore in una visionarietà permeante in modo naturale e spontaneo, senza forzature e senza costrizioni, seguendo semplicemente il battito del proprio cuore e il moto della propria anima, proprio come fa Davide quando entra nella fase saliente della sua estasi creativa”.
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La pittura di Roberto Re al servizio dei clienti-committenti
Intraprendente nello spirito e anticonformista nell’anima l’artista Roberto Re, accanto alla sua ricerca di sperimentazione atipica e inconsueta, affianca un interessante e stimolante lavoro artistico svolto specificamente su committenza clientelare, mettendo a disposizione la sua esperienza e le sue capacità per compiacere e soddisfare al meglio le peculiari ed eterogenee esigenze e preferenze. La Dott.ssa Elena Gollini ha fornito una sua riflessione al riguardo dichiarando: “Considero Roberto un artista a tutto tondo e a tutto campo come potenziale espressivo e vedendo i risultati ottenuti con le opere su committenza non posso che confermare questa mia valutazione positiva. Conferire a Roberto il ruolo di artista fantasioso e visionario è certamente giusto, poiché si cimenta nell’arte informale di tendenza non convenzionale e compie delle sperimentazioni continue e costanti per evolvere e progredire. Questa sua propensione messa al servizio su committenza clientelare ad personam ritengo sia ulteriormente avvalorante e comprovante e lo qualifica anche come meticoloso e certosino ideatore e fautore di soluzioni destinate a soddisfare un certo tipo di desiderio, che Roberto subito interpreta e introietta abilmente e sapientemente dentro lo scenario narrativo, proponendo delle rappresentazioni sempre ad effetto e molto impattanti. Lavorare su committenza a livello artistico è un modus operandi antichissimo, che si è tramandato e perpetrato nel tempo e appartiene a buon conto e a buon diritto alla grande storia dell’arte, dove illustri ed esimi maestri hanno realizzato su committenza dei capolavori eccelsi e di inestimabile valore sempre attuali. Ecco, che Roberto si pone un po’ come seguace di questa intramontabile tradizione e la fa sua modulandola e adattandola al suo stile e alle sue concezioni e generando una produzione ad alto livello formale e contenutistico. Infatti, anche nei lavori su committenza Roberto non tralascia mai il discorso sostanziale e non si limita a eseguire in modo strettamente estetico quanto richiesto, ma entra dentro la forma mentis del cliente e trova il quid precipuo, che fa sempre la differenza e garantisce una portata di insieme di ragguardevole pregevolezza. Invito ed esorto affettuosamente Roberto a proseguire anche con questa produzione ad personam e a continuare anche in questa direzione, dando sempre il massimo come lui sa fare. Avanti tutta allora, perché ogni sfida per Roberto si vince sempre in modo fattivo e concreto”. Le opere di Re sono disponibili per la vendita anche nel circuito di siti e portali di settore specializzati: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.
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È online la mostra “Nunzia Romeo: arte e archetipi femminili”
È stata ufficialmente inserita all’interno della piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini l’esposizione di Nunzia Romeo dal titolo particolarmente significativo “Nunzia Romeo: arte e archetipi femminili”. Sono state designate 20 opere di interessante pregevolezza formale e di stimolante pregnanza sostanziale, che individuano le principali componenti caratteristiche più salienti della ricerca artistica appassionata alla quale si dedica la Romeo nel suo percorso creativo di fantasiosa, prolifica e feconda visionarietà tutta declinata e improntata al femminile. La Dott.ssa Gollini ha cosi espresso le sue valutazioni riflessive affermando: “Considero l’arte di Nunzia una proiezione ricercatamente al femminile, che si articola, si muove e si dipana tramite quegli archetipi soggettivi subito riconoscibili e diventa il suo particolare e connotativo status quo creativo sui generis. L’humus fertile che alimenta la sua evoluzione creativa va ritrovato e rintracciato all’interno del suo mondo interiore spirituale, va colto e carpito attraverso la manifestazione del suo ego di donna-artista che si rende partecipe e compartecipe di quanto la circonda e vive intensamente e profondamente ogni attimo e ogni istante della sua dimensione quotidiana, ne valorizza e ne assapora il respiro insito. La particolare sensibilità femminile di Nunzia è un rimando di riferimento basilare, perché la aiuta a concepire ogni creazione secondo quella speciale magia poetica di allure, scaturita da una delicata e aggraziata eleganza virtuosa, propria del suo essere e connaturata al suo DNA genetico al femminile. È un’arte di classe, fatta di sequenze narrative garbate, sobrie, limpide, ordinate ed equilibrate, fatta di ritmi compositivi bilanciati in armonia di proporzioni, composta da una mimesi semantica e linguistica sempre adatta e idonea all’insieme globale del costrutto. Nunzia si propone come artista di spessore, come portavoce di principi che dal femminile possono essere estesi all’universale e possono essere recepiti all’unisono. Il suo essere donna coerente e consapevole le apre e le spalanca una visione molto sfaccettata, che non le preclude di sentirsi spiritualmente connessa e coesa a tutti coloro che si avvicinano e si accostano alla sua arte per generare un contatto con lei. Gli archetipi di Nunzia diventano così dei virtuali ponti di collegamento e di unione, fanno da motori trainanti di trait d’union. Per Nunzia l’arte dev’essere proprio utilizzata e fruita senza freni inibitori di blocco, deve preservare e proteggere in ciascuno l’Io intimo e deve apportare un benessere mentale e psicologico che perdura nel tempo, deve spingere il pensiero verso traguardi importanti per se stessi e per l’intera collettività“.
VISITA LA MOSTRA:
https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/nunzia-romeo-arte-archetipi-femminili/
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I colori della vita nella pittura di Paola Moscatelli
“L’artista Paola Moscatelli nella sua intensa e spiccata sensibilità creativa attribuisce e conferisce un notevole valore ai colori e al loro intrinseco significato”. Con queste riflessioni analitiche la Dott.ssa Elena Gollini enfatizza ed esalta la rilevanza portante della componente cromatica nella formula pittorica della Moscatelli e prosegue evidenziando ulteriormente questo aspetto caratteristico di elevato spessore contenutistico, oltre che formale e strumentale. In particolare ha spiegato: “Paola accoglie nella sua tavolozza una vasta e variegata gamma di colorazioni e di sfumature tonali, che lavora molto abilmente studiando nel dettaglio gli accostamenti e le combinazioni delle varie gradazioni, intrecciando il tutto con elegante proporzione. I colori scelti da Paola sono densi e pastosi, sono vividi e materici, sono brillanti, scintillanti e sgargianti e illuminano lo scenario figurale in modo superbo e impeccabile, configurando una narrazione dinamica e sempre in divenire. Questo aumenta l’impatto d’insieme della costruzione compositiva e funge anche da traino di stimolazione per l’occhio dello spettatore, ne catturano e ne conquistano l’attenzione incuriosita. Parimenti Paola conferisce grande pregnanza all’essenza sostanziale della componente cromatica, che seleziona con dovizia assoluta per imprimere allo scenario una vitalità vibrante e pulsante e per infondere all’insieme figurale una potenzialità di risorse comunicative ancora più profonde. Paola ritiene che il colore nella pittura assuma e rivesta un ruolo fondamentale e non potrebbe mai concepire una rappresentazione trascurata o improvvisata nell’assemblamento, nell’accorpamento e nella modulazione delle cromie. Il colore è vita, è energia, è cuore, è anima insita e sottesa di un messaggio incastonato dentro un codice cifrato speciale, custodito dentro un registro linguistico declinato con una personale impostazione esclusiva e distintiva, sempre originale e sempre particolare. Paola attraverso il colore avvalora la sua ricerca pittorica e al contempo si rende ancora più incisiva nella sua esternazione e nel suo lasciare affiorare in superficie l’ego più intimo, più segreto, più nascosto, più celato, più recondito. Paola si lascia trasportare dal pathos emotivo attraverso il colore e si libera in completa e totale propensione di condivisione con l’osservatore-fruitore. Prediligendo le colorazioni accese e marcate trasmette il desiderio di slancio fremente e sferzante della sua indole, che corre incontro alla vita e ne respira intensamente ogni attimo, ogni istante. Paola trova nell’arcobaleno dei suoi colori la personificazione metaforica di un proprio alter ego da poter sprigionare nel tripudio della sua fantasiosa visionarietà. Il colore nutre e alimenta la sua sfera immaginifica e accresce la sua capacità di sognare ad occhi aperti e di lasciarsi andare in quel momento estatico, che innesca l’atto e il gesto creativo. Il colore racchiude in sé molto più di una semplice commistione tonale e diventa per Paola parte integrante, essenziale e assolutamente imprescindibile nel magico regno della sua pittura”.
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Daniel Mannini: visione astratta e dimensione intimistica
“Nella visione di natura astratta della pittura di Daniel Mannini la dimensione intimistica assume e riveste un ruolo di centralità nevralgica, poiché si espande a partire dalla rappresentazione proposta e si dilata con un largo raggio d’azione e coinvolge direttamente anche la fase di osservazione-fruizione, in quanto lo spettatore viene praticamente catapultato dentro lo scenario immaginifico e fantasioso prospettato da Daniel e può liberamente entrare in contatto con la propria intimità, con la sfera introspettiva del suo ego più intimo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega con chiarezza esaustiva alcuni tratti e aspetti salienti dell’espressione poetica di Mannini, dando particolare risalto alla profonda corrispondenza e corresponsione che si genera e si innesca tramite i quadri con lo spettatore e che si modella e si modula attraverso una parabola comunicativa basata su più canali di rispondenze reattive e recettive. E ancora ha tenuto a rimarcare precisando: “Daniel riesce perfettamente a collegare e congiungere in sinergia l’esigenza di piacevolezza estetica, che fornisce un immediato impatto ottico e visivo, alla proiezione sostanziale, che attinge direttamente dalla dimensione intima e interiore. Le opere diventano un territorio fertile e fecondo per il fruitore, che può intraprendere un percorso di interpretazione variegata e può esternare e manifestare la propria empatia valutativa senza cercare risposte omologate e scontate, ma bensì trovando sempre risposte inedite e sorprendenti. Nella formula pittorica di Daniel gioca un ruolo cardine proprio la componente dello stupore, della sorpresa, che si profonde tramite quanto suggerito dall’interiorità di ciascuno e può volta per volta essere sempre diversa, può trasformarsi e rinnovarsi di continuo. Ecco, perché i quadri di Daniel non forniscono mai una chiave unica di accesso, ma offrono molteplici possibilità di approccio facilitando un feedback soggettivo e diversificato nel tempo. Un’opera di Daniel va guardata senza fretta, va osservata gradualmente e in progressione, va sentita e va respirata nella sua spumeggiante e sfavillante emersione cromatica, che contiene una trionfale esplosione di energia positiva rivitalizzante. Le opere segnano un ritmo di movimento dinamico incalzante, che racchiude in sé il momento catartico simbolico dell’incontro e della fusione tra formale e sostanziale, tra apparenza e sostanza, tra realtà e sogno, tra reale e immaginario. Il tutto arricchito e integrato dall’intima e recondita genetica di essenza, che completa in modo esemplare l’ispirazione e l’intento creativo di Daniel. Ecco dunque, una pittura che basta a se stessa ed è intrisa e pregnante di allettanti appigli tutti da cogliere intimamente”.
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Ariadna Novicov è in mostra online con il suo spettacolare universo creativo
L’intraprendente artista creativa Ariadna Novicov è protagonista in mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito espositivo di opere pittoriche di immediato impatto visionario, che denotano al meglio le sue virtuose risorse espressive e la sua versatile e variegata capacità stilistica, che si rigenera e si sviluppa di continuo, con un abbondante bacino di proiezioni figurali in sospeso tra realtà e fantasia, tra reale e immaginario. La Dott.ssa Gollini ha così spiegato e approfondito al riguardo: “La mostra è stata proprio appositamente denominata -L’universo creativo di Ariadna- per dare la massima rilevanza alla connotazione distintiva di camaleontico trasformismo artistico che possiede Ariadna. Questo tratto qualitativamente distintivo rafforza la sua ispirazione e le permette di spaziare su più fronti e su più livelli di ricerca e di sperimentazione. Ariadna possiede un potente entusiasmo, che appartiene all’indole e al carattere brioso ed espansivo e questa positività di fondo emerge appieno nelle composizioni e si fonde in perfetta unione sinergica con lo spirito volitivo. Spesso si incontrano artisti statici, che hanno un produzione troppo ripetitiva e innescano dei meccanismi di blocco, diventano quasi scontati e banali nella loro vena creativa. Ariadna invece forte della sua innata voglia di scoperta si lancia e si protende verso nuove sfide, si lascia coinvolgere in modulazioni inattese e si lascia guidare da quell’istinto intuitivo che la conduce su binari e su tracciati a largo raggio d’azione. Ariadna non potrebbe mai fermare l’incalzante fervore che la sostiene e la sorregge. Lo canalizza e lo convoglia in modo mirato e congeniale, riuscendo a ottenere soluzioni sempre convincenti, dotate di una propria autonomia e indipendenza, che le anima e le alimenta di vita propria, svincolate da ogni banale e scontato cliché di ripetizione pedissequa. Il suo universo creativo accoglie e raccoglie pertanto molteplici spunti di rimando e di richiamo, che vengono abilmente sviluppati e inseriti dentro lo scenario. Al bando dunque in modo tassativo e categorico qualunque dogma ferreo e qualunque canone rigido imposto a monte, al bando qualunque regola accademica e dottrinale che impedisca di esprimersi in modo disinibito e libero. L’arte per Ariadna deve restare un territorio preferenziale e prediletto aperto e accessibile senza condizionamenti e costrizioni, senza ostacoli di impedimento. L’arte è un filo conduttore basilare nella sua vita, la riempie e la completa in modo appagante e gratificante. Ecco, perché nel suo universo esistenziale è compenetrante quell’universo creativo che viene posto come assolutamente imprescindibile e indispensabile per un’esistenza migliore”.
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La “Genesi figurale” di Matteo Scanu in mostra online
Il promettente artista contemporaneo Matteo Scanu in arte “EMES” è stato inserito in mostra online dal titolo “Genesi figurale” all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di particolare pregio, che ne esaltano appieno il talento creativo innato e le vivaci potenzialità espressive. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha commentato nel merito spiegando: “Matteo è un giovane artista, che apprezzo molto per l’intraprendenza e per la passione viscerale con le quali si cimenta e si prodiga nel suo modus pingendi. Questo titolo è stato concepito per stimolare nel fruitore un approccio incuriosito e per suscitare di rimando delle chiavi di lettura interpretativa non soltanto dal punto di vista dell’impatto estetico e formale, ma anche e soprattutto a livello concettuale sostanziale. Le rappresentazioni figurali realizzate da Matteo trovano un proprio spazio comunicativo congeniato e predisposto attraverso una serie di passaggi studiati e delineati a monte e attraverso una serie di sequenze narrative e di parafrasi sceniche ideate e progettate con grande dovizia meticolosa e certosina. Il termine simbolicamente utilizzato di Genesi costituisce, pertanto un richiamo ad una formula creativa profondamente meditata e intensamente posta in essere con grande coerenza e consapevolezza, che geneticamente viene connessa a tutta quella commistione ad intreccio di pulsioni sferzanti, di energia vitale e prorompente, che appartiene al DNA di Matteo e viene traslata e immessa all’interno delle composizioni per imprimere il proprio peculiare e distintivo marchio pittorico qualificante. Genesi diventa dunque un termine da accorpare e da collegare ad un tracciato in evoluzione e in divenire, sempre in continuo e in costante rinnovamento, sempre in progressiva rigenerazione, che corrisponde alla fervida vena d’ispirazione che lo guida e lo orienta nelle scelte e ne canalizza e ne convoglia tutta l’energia propulsiva. La genesi pittorica figurale di Matteo avanza e procede di pari passo con la sua crescita e con la sua maturazione, con quello che si aggiunge al suo patrimonio di esperienze, di vissuto, di ricordi esistenziali permeanti, che appartengono al suo essere un artista di scoperta e di avventura, uno sperimentatore libero e indipendente, prodigo e impegnato a ricavarsi una propria nicchia esclusiva di valore reale ed effettivo e a destinare ai fruitori un’essenza preziosa e pregevole del proprio operato, che viene geneticamente avvalorata dalle pagine incalzanti di una fantasia e di un’immaginazione galoppante. Dipingere per Matteo equivale a vivere in un mondo speciale, dove sentirsi perfettamente a proprio agio e dove sentirsi totalmente realizzato”.
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È online la mostra “Dipingere le emozioni” di Giorgio De Virgilio
“Trattasi proprio di emozioni dipinte, di incantevoli evocazioni e rievocazioni emozionali allo stato puro, che Giorgio De Virgilio inserisce dentro le sue magistrali orchestrazioni pittoriche”. Così esordisce la Dott.ssa Elena Gollini nel mettere in evidenza la portata sostanziale elevata della produzione artistica di De Virgilio inserito all’interno delle mostre online da lei curate con un’esposizione che si intitola proprio intenzionalmente “Dipingere le emozioni” per enfatizzare al massimo la sfera emozionale, che influisce in modo preponderante e predominante nel suo operato creativo e delinea la permeanza avvolgente delle sue composizioni, qualificandone il contenuto primario e principale. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto precisare proseguendo nelle sue argomentazioni riflessive: “Fin dal primo impatto e fin dal primo sguardo lo spettatore viene letteralmente catapultato dentro lo scenario prospettato e può cogliere le molteplici sfumature emozionali, che appartengono all’anima sperimentale e sensibile di Giorgio, uomo-artista di spessore, di grande valore umano oltre che indiscusso talento. L’emozione sprigionata diventa un tripudio di codici cifrati sottesi, si fonde insieme con la tecnica e la perizia nella lavorazione e la rafforza, la rende più incisiva e più efficace nella resa impiantistica e strutturale. Giorgio ovviamente ponendo in primo piano il comparto emozionale ed emotivo, nonché la sfera psichica e psicologica, non si lascia però mai deviare dal tumulto e dall’impeto incontrollato e incontrollabile della sfera irrazionale e istintiva più irruenta, ma conserva e mantiene sempre integro e intatto quel self control, quell’autocontrollo di lucidità riflessiva e di ratio ponderata, che gli consente di non trascendere mai in situazioni improvvisate e di non farsi mai trascinare dalla casualità. La sua espressione pittorica è ben salda e ben ancorata a pilastri robusti e a colonne solide, derivanti dalla sua arguzia e dalla sua prontezza di vedute. Attinge dunque dalle emozioni senza però mai esagerare e si pone sempre in un bilanciato equilibrio psicologico e mentale. Per Giorgio fare arte è una prova estremamente avvincente, lo sprona e lo incita a nuove dinamiche e a nuove prospettive creative e lo spinge a sperimentare soluzioni originali e personalizzate. Giorgio trova nelle raffigurazioni riprodotte quell’humus, quella linfa e quell’anelito vitale che è lui stesso a inserire, lo lascia affiorare delicatamente in superficie, affinché si possa palesare e possa essere recepito appieno dallo spettatore, innescando e alimentando una relazione di scambio reciproco, un dialogo di contatto ravvicinato. L’arte per Giorgio serve proprio in primis come proiezione dialettica emozionale pregnante di messaggi, di visioni speciali, di magia incantata e incantevole. Tutto questo viene offerto attraverso le sue immagini e ogni spettatore può attingerne e goderne in toto senza riserve”.
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Rosanna Piervittori: effusioni poetico-pittoriche
“Osservando con ammirazione autentica la produzione pittorica di Rosanna Piervittori mi sovviene immediatamente di focalizzarmi sull’intenso afflato di profusione poetica, del quale le opere sono intrise e avvolte e che accentua al massimo il potere evocativo della portata scenica e narrativa”. Inizia così il commento riflessivo della Dott.ssa Elena Gollini, che evidenzia il tratto fondamentale della pittura-poesia realizzata dalla Piervittori con viscerale enfasi aulica di slancio creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella sua analisi valutativa asserendo: “L’ispirazione vivace e dinamica di Rosanna è un aspetto decisivo nella sua buona riuscita creativa, che le consente di spaziare ampliando e dilatando le prospettive e le proiezioni di veduta e di pensiero da cui poter attingere. A questa componente protagonista in primo piano, si aggiunge e si accorpa in perfetto equilibrio di bilanciamento la dimensione di lirismo sotteso, che appartiene alla sua anima sentimentale e fa da delicata e aggraziata cornice alle rievocazioni visionarie, rendendole ancora più magiche e coinvolgenti. Per Rosanna la poesia pittorica si traduce in quel particolare trasporto sempre virtuoso, che sottolinea la sua appassionata dedizione artistica e la sua ispirazione pura e senza intenti speculativi ambigui e fuorvianti. Rosanna dipinge in primis per se stessa, per sentirsi pienamente libera, per poter trovare un registro dialettico di approccio e di contatto comunicativo con il mondo esterno e con quanto la circonda. Si offre come artista di grande apertura mentale, di arguta recettività, di acuta perspicacia, di spiccata intuizione, di sottile lungimiranza. Non le interessa innescare delle diatribe e delle controversie linguistiche, ma ricerca invece una formula ideale di beatitudine sublime e sublimata, che l’arte riesce a trasmettere e a diffondere a largo raggio. Rosanna crede appieno al potere benefico del fare arte, che poi di rimando si trasferisce dall’artista allo spettatore-fruitore facendo da simbolico ponte di unione e di trait d’union, fungendo da stimolante collante sociale e collettivo. La sua arte dunque si profonde a tutto campo e a tutto tondo e viene a rivestire il ruolo chiave metaforico di poesia dipinta, risuonando e riecheggiando nelle sue pagine auliche, che verso dopo verso vengono accolte dallo spettatore e diventano una sorta di monologo condiviso, compreso fino in fondo nelle sue parafrasi e sintassi più articolate e modulate. L’arte di Rosanna si trasforma in effusioni poetico-pittoriche, che avvolgono quanto le circonda e vanno oltre la superficie del supporto, si rendono personificazioni visibili e tangibili di quel complesso universo espressivo a cui appartiene l’arte e di cui Rosanna si rende convinta testimone-portavoce e devota custode”.
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Tomaso Pirrigheddu mette in mostra il suo speciale “Trasformismo creativo”
“La scelta del titolo -Trasformismo creativo- designato ad hoc per questa mostra online simbolo della vulcanica e camaleontica dimensione trasformista, che appartiene al DNA artistico di Tomaso Pirrigheddu ritengo sia assolutamente calzante e ben si coniuga con la sua vivace versatilità espressiva”. La Dott.ssa Elena Gollini evidenzia con precisione le caratteristiche distintive della produzione pittorica del talentuoso Pirrigheddu, entrato a fare parte del circuito selezionato delle mostre online da lei curate. Proseguendo nell’analisi di approfondimento ha poi ulteriormente rimarcato: “Le opere scelte appositamente per questa esposizione dimostrano la capacità e le risorse di Tomaso finalizzate ad una progressione artistica in costante divenire. Una progressione continua, che rafforza il suo potenziale comunicativo e si qualifica come sempre originale, mai scontata e mai ripetitiva. Tomaso ha la preziosa virtù innata di essere un creativo fantasista, riuscendo al meglio a reinventarsi nel suo operato e nella sua ricerca. Per Tomaso fare arte equivale ad una dinamica voglia di mettersi alla prova, è una sfida avvincente e sempre stimolante, sempre nuova e sempre sorprendente. Essere artista di spessore oggi più che mai significa essere alternativi rispetto allo standard, spiccare il volo e fare sempre un passo in più in avanti, avanzare con decisione verso ambiti applicativi atipici, inconsueti e inusuali, spingersi oltre le soluzioni più gettonate e più frequentemente proposte. Tomaso è in primis un libero battitore, un creativo che ragiona e decide con coerenza e consapevolezza delle proprie azioni. Le opere vanno pertanto osservate secondo parametri interpretativi contenuti e racchiusi dentro a una mimesi speciale, peculiare nella sua unicità costitutiva. Chi si addentra penetrando gli anfratti reconditi dell’articolato e sfaccettato mare magnum narrativo, può sempre trovare nuovi spunti da cui attingere, sollecitando la vista, ma anche tutti i sensi. Tomaso ci offre un’orchestrazione scenica inaspettata e imprevista, che può sempre essere integrata e modulata con nuovi inediti richiami, con riferimenti inattesi che affiorano e si palesano sulla superficie pittorica e prendono vita come entità, che entrano a fare parte del palinsesto rappresentativo e hanno ciascuna una propria specifica rilevanza evocativa, un proprio acclarato ruolo simbolico, metaforico, allegorico e allusivo. Per Tomaso l’arte diventa uno strumento efficace e funzionale per veicolare e convogliare messaggi subliminali profondi e intensi, per esternare un mix di contenuti, che difficilmente le parole potrebbero riuscire a spiegare e descrivere in modo compiuto ed esaustivo. E dunque il suo spirito trasformista accoglie l’arte proprio come un universo meraviglioso da plasmare e da forgiare in armoniosa evoluzione”.
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Davide Quaglietta: una pittura oltre
“Se dovessi simbolicamente definire in modo sintetico, con una definizione breve ma al contempo significativa e intensa, il modus pingendi di Davide Quaglietta potrei usare la frase chiave di -una pittura oltre- che ritengo sia molto calzante e congeniale sotto più livelli di analisi riflessiva”. La Dott.ssa Elena Gollini evidenzia così l’essenza basilare fondante della pittura realizzata dall’intraprendente artista creativo contemporaneo Davide Quaglietta, che sta facendo un percorso sempre più mirato ad hoc, coniugando e unendo al meglio forma e contenuto e riuscendo a imbastire delle soluzioni narrative sempre molto ricercate nella loro piacevolezza estetica e sempre molto corpose nella loro connotazione sostanziale. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha ulteriormente spiegato a riguardo: “Ritengo che Davide sia un perfetto esempio a modello di artista al passo con i tempi, che riesce a ottimizzare lo slancio creativo con l’esigenza di non limitarsi soltanto a offrire creazioni a se stanti e fini a se stesse. La sua pittura infatti si propone in modo fortemente pregnante, si erge a vessillo di valori e di ideali primari e prioritari e diventa un utile e funzionale strumento divulgativo. Ecco, perché appunto la considero una pittura che va oltre e che si spinge verso il traguardo ambito e ambizioso di diventare un medium portavoce simbolico a livello collettivo e comunitario. Sarebbe certamente molto semplice e anche molto limitante per Davide esporsi soltanto a livello di esercizio artistico tecnico e strumentale, poiché il suo stato d’animo procede a pari passo con l’incalzante e pulsante fervore comunicativo, con quel bisogno impellente di mantenere la sua arte al servizio di un linguaggio sociale alla portata di tutti e accessibile a tutti. Davide diventa così un protettore-fautore dell’arte intesa come veicolo di messaggi insiti ed eleva la sua formula pittorica in tale direzione, la orienta, la convoglia e la canalizza con esperta padronanza e acclarata coerenza. Davide è pertanto un artista davvero responsabile e consapevole del proprio operato anche a livello di visione oltre e ulteriore, di dimensione intrinseca, sottesa e subliminale. Il suo merito ulteriore e il suo notevole pregio risiede proprio in questa commistione equilibrata e armoniosa, dove il flusso dei pensieri, delle idee e dei sentimenti si sedimenta all’interno dello scenario narrativo e diventa parte integrante necessaria e indispensabile per rafforzare e potenziare ulteriormente l’apparato strutturale e la sintesi compositiva. Alla bellezza formale sempre raffinata ed elegante della piattaforma pittorica, si aggiunge dunque la bellezza da scoprire e da cogliere guardando e vedendo oltre, quella bellezza che diventa vessillo di nobili intenti e intenzioni a livello umanitario, garantendo a Davide il meritato ruolo di indomito gladiatore e combattente, di vero, autentico e tenace soldato dell’arte”.
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Paola Moscatelli: donna-artista di versatile pensiero
Paola Moscatelli è senza dubbio una figura di pregio all’interno del comparto artistico internazionale contemporaneo, che si distingue non soltanto per le acclarate e indiscusse qualità pittoriche tecniche e strumentali, ma anche per il variegato corollario di pensieri e di riflessioni, che animano e accendono il suo appassionato impeto creativo. La Dott.ssa Elena Gollini al riguardo ha messo in evidenza l’importanza della poliedrica versatilità di pensiero, che domina l’arte della Moscatelli e la rende estremamente guizzante e stuzzicante nella sua eclettica visionarietà. In tal proposito ha affermato: “Il ruolo di versatile e poliedrica creativa ben si addice a Paola, incline ad una ricerca sempre innovativa e protesa a conquistarsi una posizione nettamente distaccata dal concetto di arte semplicistica e spicciola, sommaria e superficiale che spesso tende a rientrare in un cliché negativo di consumismo massificante. Paola sperimenta delle impostazioni rappresentative autonome e si proietta su una mimesi semantica indipendente, approdando ad un proprio meccanismo di orchestrazione narrativa che viaggia di pari passo con la sua indole volitiva, trasformista e curiosa, con la sua personalità caparbia e tenace. Ritengo che la parola chiave resilienza sia assolutamente consona e congeniale per indicare la forza della sua intraprendenza e l’energia della sua propensione a procedere in modo coerente e responsabile senza fuorvianti deviazioni. Protagonista della sua pittura è in primis la sua mente, la sua ratio lucida, acuta e arguta, la sua mentalità perspicace e lungimirante che riesce sempre ad andare e a vedere oltre. Paola guarda ogni opera come un simbolo che riunisce tutto insieme in perfetta e bilanciata alchimia. Le immagini sono sempre composte su più piani e su più livelli sequenziali di ricettività, affinché ciascuno possa soffermarsi e approfondire ogni dettaglio e ogni particolare scenico. Paola parla allo spettatore sussurrando lentamente e sottovoce il proprio messaggio, non le serve urlare e gridare con esasperazione, preferisce invece stabilire un contatto suadente, usando un tono lieve. La versatilità espressiva diventa dunque estremamente avvalorante nella disposizione del palinsesto compositivo contenutistico e rivitalizza l’imprinting comunicativo. Ogni quadro è come uno scrigno prezioso, che contiene e conserva custodendolo un patrimonio cifrato di significati, che Paola immette dentro e vuole che vengano scoperti man mano, senza fretta, ascoltando la sua voce che riecheggia e risuona virtualmente tra le pieghe pittoriche e affiora come un canto melodioso, dolce e delicato, ma altrettanto avvolgente e permeante”.
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Daniel Mannini: emozioni pittoriche astratte
“La componente emozionale, il pathos e il coinvolgimento emotivo, sono senza dubbio delle componenti fondamentali e imprescindibili nella parafrasi pittorica di Daniel Mannini, che si cimenta nella sfaccettata orchestrazione narrativa dell’astrazione e recupera quanto tramandato dai grandi autorevoli maestri precursori dell’Informalismo astratto, ottenendo una propria visionarietà scenica di pregevole qualificazione”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondendo nel merito il progetto creativo di Mannini, ha voluto far emergere e mettere in luce l’importanza e la rilevanza primaria dell’afflato emozionale, che funge da motore trainante e di ispirazione e lascia riaffiorare in superficie l’intensità emotiva che guida e accompagna l’atto e il gesto creativo. Inoltre, ha proseguito nell’analisi critica affermando: “Daniel è un vulcano di idee e di sentimenti, è influenzato da una fervida fantasia e da una forza d’animo potente. Tutta questa commistione sensoriale e sensitiva si traduce nello slancio pittorico e sfocia nella realizzazione di uno scenario corposo, denso di materia cromatica e di giochi tonali ad intreccio, formati da una sequenza sempre ben calibrata e in linea con una profusione ricercata e raffinata. Daniel è un grande creativo dal gusto moderno, dal pensiero guizzante e contemporaneo, che riesce ad interpretare al meglio le tendenze e le preferenze attuali, ma al tempo stesso si prefigge di compiere una costante e continua ricerca sperimentale innovativa e alternativa per avere un proprio imprinting originale ed esclusivo. Certamente muoversi nel campo dell’Astrattismo in apparenza può sembrare più semplice e più immediato, perché si è meno dipendenti dalle regole dogmatiche e dottrinali e dai parametri accademici della tradizione figurativa più rigida e più ferrea, ma in realtà invece ci sono altrettanti discorsi a monte al riguardo, di cui tenere conto e che vanno appositamente e opportunamente vagliati, valutati, selezionati e scremati per riuscire a ottenere esiti e soluzioni convincenti, meritevoli di interesse e di placet di apprezzamento. Ecco, perché Daniel non lascia mai nulla al caso e alla casuale improvvisazione e seppur le opere appaiono prive di immagini figurali, la loro dinamica compositiva strutturale è decisamente articolata e impostata con cura e attenzione per il dettaglio e per il particolare. La spazialità e i volumi vengono distribuiti in modo ottimale, secondo una prospettiva di proporzioni tra vuoto e pieno ben calcolata a monte. Ogni opera racchiude un lavoro dovizioso e impegnativo per dare un senso di compiutezza, di completezza e di finitezza armoniosa e per infondere un immediato effetto di avvolgente suggestione, che rafforza la dimensione della piattaforma pittorica agli occhi dello spettatore e la rende magicamente intrigante a livello multi percettivo”.
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Roberto Re: artista specializzato in committenze ad personam
“Purtroppo nel multiforme campo dell’arte odierna e dell’espressione creativa attuale capita molto spesso di imbattersi in situazioni alquanto scontate, standardizzate e banalmente ripetitive, direi anche piuttosto sdoganate e infrazionate in modo palesemente emulativo e pedissequamente copiativo. Sono dei cliché, che definisco senza usare mezzi termini decisamente noiosi e sempliciotti, che abbassano il livello di parametro valutativo dell’arte contemporanea e ne riducono drasticamente il potenziale di risorse inedite e sui generis. Roberto Re nella sua eclettica cifra stilistica di matrice informale e non convenzionale, si comporta invece da libero battitore e da artista di sperimentazione affrancata e disinibita. Ecco, perché riesce perfettamente anche nel variegato ambito delle committenze artistiche ad personam, dei cosiddetti lavori su incarico, che vengono eseguiti con grande maestria esecutiva e hanno a monte una fase attenta e approfondita di analisi, per soddisfare al meglio le esigenze clientelari eterogenee e al contempo per offrire sempre soluzioni non omologate e non uniformate a modelli qualunque”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così le caratteristiche salienti principali della produzione pittorica, che Re realizza all’interno di un circuito di committenze personalizzate nel quale da tempo sta spaziando con esiti davvero soddisfacenti, riscuotendo placet di consenso positivo da parte dei suoi affezionati clienti committenti. Inoltre, al riguardo la Dott.ssa Gollini ha tenuto a proseguire nella spiegazione rimarcando: “Un grande e sincero elogio di apprezzamento per l’operato pittorico di Roberto, che rientra nel comparto dell’arte su commissione, perché è riuscito con impeccabile acume a ritagliarsi un proprio personale modus autonomo e indipendente e contestualmente ha saputo carpire e comprendere appieno i desideri, le esigenze e le preferenze più o meno manifeste e più o meno esplicitamente esternate dei suoi clienti, che ha conquistato e reso convinti e motivati estimatori, ottenendo di rimando anche una funzionale ed efficace portata di promozione a tam tam che sono certa risulti incisiva anche nell’approccio generale di valutazione e di giudizio al suo appassionato e pregevole lavoro creativo. Esorto dunque Roberto a proseguire con slancio ed entusiasmo in questa sua speciale modalità espressiva, dimostrando anche la sua spiccata empatia intuitiva e la sua innata perspicacia recettiva. Accontentare in toto il cliente-committente per Roberto significa infatti instaurare e consolidare un contatto autentico e farlo sfociare in rapporto relazionale attivo e interattivo, dove l’arte è un collante inossidabile”. Le opere di Re possono essere acquistate anche tramite i seguenti siti e portali web: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.
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La pittura di Roberto Re celebra ed esalta l’amore per la musica
Un inizio anno davvero spumeggiante per Roberto Re, artista contemporaneo di volitivo talento e incalzante estro creativo, che ha deciso di cimentarsi nell’accostamento mirato ad hoc di Arte e Musica. In particolare, ha selezionato un gruppo di strumenti, che sono diventati i soggetti protagonisti delle sue poliedriche formulazioni espressive e sono stati collocati e posizionati dentro le sue materiche visioni astratte come entità magiche dotate di vita propria e di grande carica di sferzante energia dinamica e plastica. Sulla scia di questa particolare sperimentazione davvero vincente sono nate così sei opere-creature, che compongono un circuito di pregio e di qualità in limited edition. A tal riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato: “Considerando queste opere meritevoli di particolare interesse abbiamo definito assieme a Roberto la creazione di sei rispettivi documenti di expertise comprovanti e avvaloranti, che accompagnano e vanno di pari passo con l’ammirevole evoluzione compiuta da Roberto. Ogni opera dunque possiede una propria precisa e specifica certificazione ufficiale apposita, che la rende ancora più unica ed esclusiva. In tal modo, sarà a maggior ragione consono e congeniale concepire questo circuito anche per un acquisto mirato a livello di collezione sui generis. Questa produzione è un tassello fondante e una pietra miliare della sua peculiare ispirazione, che ha guidato Roberto durante la fase ideativa-progettuale così come durante la fase operativa-esecutiva e che certamente segna anche in modo molto positivo e significativo questo inizio di nuovo anno. Nonostante la fase particolarmente delicata e critica, che sta colpendo tutto il comparto artistico in generale, Roberto si dimostra già orientato nello slancio creativo e pieno di risorse e di inventiva. A maggior ragione questo gruppo di opere merita di essere valorizzato come esempio a modello di quella resilienza artistica indomita, che deve sempre e comunque essere supportata e sostenuta, sorretta a tutto campo su più fronti e in più direzioni. I miei personali complimenti a Roberto per questa nuova sfida già vinta a buon conto e a buon diritto da coraggioso e impavido gladiatore dell’arte!”.
Le sei opere si intitolano emblematicamente: Chitarra, Corde gialle, Fagotto, Il Corno, Sound Sax, Squillo di tromba. Attualmente, le opere pittoriche di Re possono essere acquistate anche tramite vendita online, utilizzando questi quattro canali di riferimento: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.
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Paola Moscatelli: cromatismo vitale e dinamico
“È un figurativo di grande proiezione intima e introspettiva, che accoglie in sé una radice esistenziale ed esistenzialista molto profonda, quello che avvalora e rende davvero qualificante lo stile pittorico di Paola Moscatelli artista di indiscusso calibro e spessore umano, oltre che di spiccata sensibilità comunicativa e innato talento artistico”. La Dott.ssa Elena Gollini pone l’accento sulle caratteristiche salienti e rilevanti che definiscono la variegata e corposa produzione della Moscatelli evidenziando anche la componente emotiva ed emozionale, che rende le opere ancora più interessanti e stimolanti da recepire e da comprendere. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha continuato nella sua attenta e approfondita analisi critica spiegando: “Entrando più nel merito dell’ispirazione creativa di Paola ho riscontrato come il pathos e l’afflato interiore e spirituale siano fondamentali e imprescindibili nel suo operato, riuscendo ad accentuare in modo evidente, palese e manifesto ogni scenario compositivo proposto. In particolare, ritengo che l’utilizzo della tavolozza cromatica e tonale serva proprio per dare slancio vitale e dinamico all’intera sintesi rappresentativa e faccia da tramite anche per convogliare dentro tutto il tripudio e la commistione di pensieri, sentimenti, emozioni che provengono direttamente dall’ego di Paola. Attraverso il colore nella sua accesa profusione e nella sua esplosione di carica energetica Paola rafforza la portata espressiva delle figurazioni e trova un collegamento di connessione diretto e spontaneo con il suo Io più recondito, che affiora ed emerge in superficie e viene immesso dentro, facendo germogliare un circuito inedito e sorprendente a livello sensoriale da condividere con lo spettatore. Per Paola l’arte è in primis un medium per mettersi a nudo, per lasciarsi davvero andare senza remore e senza inibizioni. Attraverso l’arte Paola ritrova se stessa, il proprio mondo di appartenenza e rivendica il proprio ruolo centrale, la propria vocazione inviolabile. La pittura diventa un collante funzionale per vivere meglio e fino in fondo, per assaporare quanto la circonda e al contempo per predisporsi verso nuove occasioni e nuove opportunità di scambio e di confronto, verso nuove scoperte e nuove possibilità di evolversi e di imparare. Ecco, perché per Paola fare arte è anche un momento catartico arricchente e costruttivo e prescinde da speculazioni e situazioni mistificanti e ambigue. Paola artista di cuore e con il cuore ci offre una pittura alimentata dal moto di un’anima candida e genuina, una pittura che ciascuno può sentitamente e accoratamente fare sua e introiettarne ogni respiro e ogni anelito vitale”.
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Il messaggio ecologico sotteso nella pittura di Davide Quaglietta
La poetica espressiva della pittura di Davide Quaglietta nella sua dinamica fruizione interattiva di notevole spessore comunicativo, si completa attraverso l’inserimento sempre ben calibrato di messaggi, che afferiscono alla sfera sociale e collettiva e che vanno ben oltre la semplice resa di impatto estetico-formale e l’immediata percezione recettiva a livello ottico e visivo. A tal proposito la Dott.ssa Elena Gollini, che segue il percorso artistico di Quaglietta come consulenza e curatela di immagine e di risonanza mediatica, ha voluto spiegare nello specifico dichiarando: “La pittura di Davide nella sua esaustiva completezza e ricercata compiutezza è certamente incline ad essere anche considerata come arte per il sociale, in quanto si orienta e si canalizza a racchiudere e a diffondere dei pregnanti messaggi, che confluiscono dentro un ampio discorso connesso all’ecologia e alla tutela e salvaguardia del nostro habitat naturale circostante e in generale di tutto quanto l’ecosistema naturale e ambientale, che dal territorio locale si estende e si espande al comprensorio e al bacino a largo raggio. Questa componente diventa distintiva e peculiare della sua concezione di fare arte e del suo operato di ricerca. Davide dunque non si limita a compiere e a svolgere una sperimentazione di tipo tecnico e strumentale a se stante e fine a se stessa, ma si dedica alla divulgazione sentita e accorata di contenuti altamente elevati e di stimolanti incipit per accentrare e focalizzare l’attenzione del fruitore, oltre che sull’aspetto molto piacevole delle composizioni, anche e soprattutto su quanto viene ad essere insito e sotteso tramite un registro linguistico cifrato e codificato con impeccabile progettualità ideativa. Si denota l’amore appassionato verso il Fiume Po, il grande e maestoso fiume tanto affascinante, misterioso e intrigante, che Davide rende metafora simbolica di molteplice valenza essenziale e sostanziale. Inoltre, si palesa nella narrazione rappresentativa di impronta figurale stilizzata la rievocazione dedicata alle trasformazioni e alle mutazioni ambientali, ai capovolgimenti meteorologici che provocano e causano dei danni gravi, degli stravolgimenti talvolta irreversibili, talvolta irrimediabilmente catastrofici, che interessano l’intero Pianeta e tutto l’ecosistema ambientale terrestre. Ecco dunque, che dietro alla guizzante fantasia e all’estro ingegnoso d’inventiva Davide viene sostenuto dalla volontà di rendersi promotore e portavoce di una pittura di qualificante dimensione collettiva, senza mai dimenticare l’enorme risorsa e l’enorme potenziale che l’arte riveste come linguaggio universale utilizzato da sempre come ponte di trait d’union tra i popoli e come medium di relazione e interrelazione libera e incondizionata”.