Tag: architettura

  • Fantini Rooms-Monti sceglie PLANK di BREM

    Situato nel centro di Roma nel rione Monti a soli 200 metri dalla stazione Cavour del metro e a pochi passi dal Colosseo e dal Foro Traiano, Fantini Rooms- Monti gode di un accesso immediato alle principali attrazioni della Città Eterna.

    Un Super Host al secondo piano di un affascinante palazzo storico risalente all’Ottocento, nel quale ogni dettaglio risulta particolarmente curato: dai pavimenti a spina di pesce, agli arredi realizzati su misura, il tutto sotto la vista di soffitti dalle meravigliose travi in ??legno.

    Per impreziosire le sale da bagno di questo affascinante luogo romano è stata scelta la collezione PLANK di BREM. Proposto in quattro altezze e tre larghezze, PLANK è lo scaldasalviette, a tubi quadri e collettori tondi, a funzionamento elettrico con regolazione in wi-fi. Dal design moderno, PLANK è capace al contempo di adattarsi ad ogni ambiente e di soddisfare ogni esigenza calorica.

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  • KUO di BREM. Il termoarredo dal fascino minimal

    La collezione di radiatori scaldasalviette KUO rievoca con originalità  il formalismo giapponese e la sua essenzialità.

    La purezza formale e? ottenuta da una piastra piatta ai cui lati sono sovrapposti elementi verticali, che delimitano lo spazio dando snellezza e continuità verso l’alto.

    Larghezze minime, con elementi tubolari orizzontali, minimali e sottilissimi, immaginate per integrarsi perfettamente negli spazi ridotti degli ambiti residenziali e contract.

    Modello singolo o doppio, declinabile in numerose finiture secondo l’ampia palette aziendale, per ottenere altissime rese e composizioni originali.

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  • CHEM di BREM premiato ai FRENCH DESIGN AWARDS 2024

    Alla collezione CHEM è stato conferito il Silver French Design Award.

    I French Design Awards sono un concorso internazionale che intende riconoscere e onorare il genio creativo negli ambiti del design di interni, architettura, prodotto e packaging, rimodellando l’ambiente in un intrigante mix di creatività, funzionalità e sostenibilità.

    In occasione della recente edizione la collezione CHEM si è aggiudicata il Silver French Design Award nella categoria Product Design/Bathroom Fittings/Appliances.

    Disegnato da Davide Diliberto, CHEM è un sistema di radiatori ideato per portare nell’ambiente domestico tutto il fascino degli impianti industriali. L’elemento base è un tubo di 9 cm di diametro, curvo nella parte alta, come un condotto che attraversa la stanza dal pavimento alla parete. La collezione CHEM consente di creare la migliore configurazione per tipologia di ambiente, dimensioni ed energia necessaria al suo riscaldamento.

    “In futuro, ogni abitazione potrebbe essere dotata di impianti in grado di produrre autonomamente energia e calore. Nel frattempo ho provato a immaginare quello scenario con un oggetto di sapore decisamente ingegneristico.”

    Davide Diliberto

    Proposto in versione singola, in più elementi semplici, con lama radiante sul retro e accessori, è disponibile anche nella versione scaldasalviette (CHEM-S), anch’essa declinabile in vari modelli grazie all’aggiunta di elementi tubolari quadrati applicati ad uno o due elementi principali.

    Il premio conferma il valore del brand “Made in Italy” da sempre impegnato a proporre collezioni che si contraddistinguono per il design d’autore, per soluzioni tecniche originali e innovative, e per l’imbattibile qualità. BREM dà prova ancora una volta di grande capacità di adattamento al mercato e di essere un vero punto di riferimento per il settore del termodesign.

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  • VISION di BREM. Una finestra sul comfort

    Design Luigi Brembilla, VISION è una collezione di caloriferi e scaldasalviette a cornice che ricorda l’affacciarsi a una finestra o dall’alto di una scala.

    Spazi successivi che si restringono e formano un riquadro o un rettangolo a volume: VISION veste inaspettatamente l’ambiente circostante tanto da far passare in secondo piano la propria funzione scaldante.

    VISION-ST è composto invece di spazi verticali successivi – fino a quattro – in modo da formare un rettangolo di volumi che consente di creare la migliore configurazione per tipologia di ambiente, dimensioni ed energia necessaria al suo riscaldamento.

    Il ripiano superiore, inoltre, formato da tubi quadri scaldanti, ha la funzione di stendibiancheria.

    La collezione è disponibile anche nella versione elettrica e declinabile in numerosi colori e finiture secondo l’ampia palette aziendale.

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  • GUEST di BREM. Design minimal, grandi performance

    BREM, azienda specializzata in originali e innovativi caloriferi per l’architettura, presenterà al Salone del Mobile 2024 la nuova collezione GUEST.

    Design Davide Diliberto, GUEST è un portasalviette elettrico ideato per sostituire i tradizionali accessori porta asciugamani a muro o freestanding ovviando ai difetti che molti scaldasaviette elettrici hanno: potenze bassissime, design eccessivamente complesso, necessità di impianti a incasso, parti in movimento.

    Ideale per ambienti ristretti dove lo spazio è prezioso, sostituisce il classico porta asciugamani nella sua forma più comoda e intuitiva, proprio accanto al lavandino.

    Le forme sono semplici, ma accattivanti, quasi bidimensionali come segni grafici, evitando così un design eccentrico e difficile da armonizzare con ogni stile architettonico.

    Le versioni con elementi alti trasformano GUEST in un termoarredo completo, sia per quanto riguarda la resa termica che per la possibilità di appendere accappatoi e asciugamani per il corpo.

    Il funzionamento è esclusivamente elettrico per consentire la massima libertà d’installazione, fino alla versione freestanding da terra.

    La collezione si articola in una gamma completa di soluzioni custom-made declinabili in numerose finiture, secondo l’ampia cartella colori BREM, ed è pronta ad accrescere ulteriormente il consenso da parte di architetti e progettisti.

     

    Salone del Mobile Milano

    16 – 21 Aprile 2024

    Pad. 6 Stand B33

     

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  • CHEM di BREM. La collezione di termoarredo dal fascino industrial

    Tra le ultime novità presentate dall’azienda bergamasca spicca la collezione CHEM.

    Disegnato da Davide Diliberto CHEM è il radiatore ispirato all’architettura industriale la cui forma esterna e? quella di un tubo di 9 cm di diametro che termina con una curva saldata. Base per un vero e proprio sistema custom made, CHEM consente di creare la migliore configurazione per tipologia di ambiente, dimensioni ed energia necessaria al suo riscaldamento.

    Proposto in versione singola, in più elementi semplici o con una lama radiante sul retro, è disponibile anche nella versione scaldasalviette (CHEM-S), anch’essa declinabile in vari modelli grazie all’aggiunta di elementi tubolari quadrati applicati ad uno o due elementi tubolari verticali.

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  • BREM lascia il segno a CERSAIE 2023

    BREM, azienda specializzata in originali e innovativi caloriferi per l’architettura, è stata protagonista all’importante manifestazione bolognese giunta alla sua quarantesima edizione.

    Lo spazio espositivo allestito da BREM è stato oggetto di numerose visite da parte del qualificato pubblico.  I visitatori hanno mostrato grande apprezzamento per le proposte dell’azienda, esprimendo il proprio plauso soprattutto per le nuove collezioni CHEM e GEOMETRICA.

    Disegnato da Davide Diliberto, CHEM è il radiatore modulare ispirato all’architettura industriale, la cui forma esterna e? quella di un tubo di 9 cm di diametro che termina con una curva saldata fissata a parete. CHEM-S è la versione scaldasalviette di CHEM, disponibile anch’essa in vari modelli grazie all’aggiunta di elementi tubolari quadrati applicati ad uno o due elementi tubolari verticali.

    La collezione Geometrica, design Luigi Brembilla, si compone, invece, di scaldasalviette costituiti da elementi geometrici di dimensioni contenute e una barra orizzontale riscaldante che li attraversa e li connota. La resa calorica dello scaldasalviette, inoltre, può essere potenziata anche da tubi radianti posteriori.

    Il pubblico ha mostrato, inoltre, particolare interesse per le eccezionali possibilità di personalizzazione offerte da BREM, il cui catalogo è la base per un vero e proprio sistema custom made che consente di creare la migliore configurazione per tipologia di ambiente, dimensioni ed energia necessaria al suo riscaldamento, garantendo al contempo un design coerente e armonioso.

    Anche questa edizione del CERSAIE conferma il valore del brand “Made in Italy” da sempre impegnato a proporre collezioni che si contraddistinguono per il design d’autore, per soluzioni tecniche originali e innovative, e per l’imbattibile qualità.

    BREM dà prova ancora una volta di grande capacità di adattamento al mercato e di essere un vero punto di riferimento per il settore del termodesign.

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  • Veletta di BREM. Lo scaldasalviette pratico ed elegante

    Coniugare qualità, funzionalità e praticità ad un’estrema cura estetica è da sempre l’obiettivo di BREM, azienda specializzata in originali e innovativi caloriferi per l’architettura.

    Disegnato per BREM da Davide Diliberto, Veletta è lo scalda salviette che permette di nascondere alla vista accappatoi e salviette senza ricorrere ad ante o parti in movimento.

    La piastra radiante, divisa in due da una piega netta, crea un’ala distaccata dal muro, dietro la quale, grazie a pomoli magnetici, è possibile appendere la biancheria. La naturale circolazione dell’aria nel vano, inoltre, permette ad accappatoi e salviette di asciugare rapidamente anche nelle stagioni in cui il radiatore è spento.

    Gli asciugamani, invece, trovano posto su una pratica barra frontale, disponibile di serie nelle tonalità bianco sablé, grigio mica sablé, nero mica sablé e nel medesimo colore del radiatore ordinato.

    Veletta, in virtù della sue caratteristiche tecniche ed estetiche, risulta essere il radiatore ideale da installare fra il lavabo e il box doccia o la vasca.

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  • Sirius di Rubinetterie Stella. L’eleganza in un dettaglio

    La raffinata collezione è frutto della collaborazione tra l’architetto francese Arnaud Behzadi, il designer d’interni David Bitton e la storica rubinetteria italiana.

    L’architetto francese Arnaud Behzadi, specializzato nella progettazione per il settore dell’hotellerie di prestigio, ha individuato proprio in Stella il partner ideale per dare vita a una linea di rubinetti dal carattere semplice e puro, in grado di esprimere un’allure di lusso e raffinatezza senza cedere al virtuosismo.

    È sufficiente un solo dettaglio, ben dosato, a rendere unica e preziosa la collezione: la superficie in rilievo delle maniglie, sapientemente lavorata per ottenere delle sofisticate scanalature. Le sue forme arrotondate arricchite dalla raffinata trama dentellata danno vita ad una serie sobria ed elegante.

    Ad ulteriore prova dell’attenzione dell’azienda nell’offrire soluzioni personalizzate per le diverse esigenze estetiche e funzionali, Rubinetterie Stella ha predisposto per questa collezione dieci diverse finiture, dal prezioso oro al semplice nickel, fino al bronzo nero e all’elegante oro rosa, passando per il nero opaco e l’ottone, e la recente finitura oro inglese spazzolato, scelta per il prestigioso allestimento dell’Hotel Grand Powers di Parigi.

    www.rubinetteriestella.it

  • STARDUST by SIRECOM. Il tappeto al centro dello spazio

    Con le proposte su misura di Sirecom Tappeti Italia definire il nuovo living contemporaneo è un’affascinante esperienza di design.

    Mentre lo spazio abitativo si fa sempre più aperto e dinamico cresce l’esigenza di disegnare aree funzionali attraverso gli elementi di arredo. SIRECOM Tappeti Italia trasforma materiali pregiati annodati a mano secondo antiche lavorazioni artigianali in strumenti identitari di definizione degli ambienti.

    L’intreccio di lucenti filati di seta di bamboo e della morbida lana neozelandese, realizzato con tecnica 100 nodi, nella collezione STARDUST – design Dainelli Studio – mima le venature delle pietre preziose. Il concerto di ritmi alternati su sfondo a bassorilievo può farsi cornice di momenti rilassanti o di svariate attività da sottolineare nelle loro molteplici sfaccettature, proprio come marmo, quarzo, ametista e i differenti minerali brillano in maniera peculiare a seconda della prospettiva. Il design modula luci e ombre su tre diversi strati di larghezza per enfatizzare i filati lucidi e i toni vibranti, da personalizzare attraverso colori, forme e dimensioni in base alla destinazione d’uso del tappeto.

    Le sfumature calde del modello Gypsum si inseriscono con naturalezza nel living contemporaneo assecondando il contesto d’arredo e, allo stesso tempo, mettendo in comunicazione aspetti estetici e razionali. Per agevolare la configurazione di interni intorno al tappeto, SIRECOM mette a disposizione sul suo sito il configuratore (https://sirecomtappetiitalia.com/configurator/), ad accesso libero e gratuito, strumento agile e intuitivo per esprimere la libertà creativa del committente. Gli architetti, inoltre, possono usufruire dell’area download dei modelli 3d,  attingere alla pagina Archiproducts dell’azienda  (https://www.archiproducts.com/it/prodotti/tappeti/brand_sirecom-tappeti) per trovare nuove ispirazioni e taggare nei loro progetti i prodotti del brand milanese sulla piattaforma Archilovers.

     

     

    www.sirecomtappetiitalia.com

  • Rubinetterie Stella all’Architect@Work di Barcellona

    La storica azienda novarese sarà presente, il 15 e il 16 Marzo, all’Architect@Work di Barcellona, evento itinerante che consente ad un pubblico selezionato di architetti e designer di attivare un rapporto diretto con le più qualificate aziende europee che operano nel settore dell’arredamento, attraverso seminari, una esposizione tematica di materiali, innovazioni e prodotti scelti con cura.

    Rubinetterie Stella parteciperà con le collezioni CHARM e MACARONS. La collezione Charm si presenta come un’inedita interpretazione del rubinetto a miscelazione assiale. Protagonista indiscussa di questo mix esclusivo di tecnica ed estetica è la leva che assume la forma di un anello concentrico al corpo del rubinetto e sembra così fluttuare nel vuoto.

    MACARONS, invece, è un’originale collezione di rubinetteria tre fori, contraddistinta da un sofisticato gioco tra suggestioni tattili e ricercate finiture che offre infinite possibilità di personalizzazione. La scomposizione della maniglia in 3 differenti elementi sovrapponibili, come i macarons appunto, consente di comporre i singoli layers in uno sfizioso “mix and match” materico.?

     

    Architect@Work 2023

    CCIB Barcellona

    15-16 Marzo

    Stand 111

    www.rubinetteriestella.it

  • ARTIS con Simone Micheli per la formazione dei giovani designer

    Il Direttore Commerciale & Marketing Fabio Brignone ha incontrato gli allievi dell’Italian Design Institute.

    ARTIS implementa la sua presenza nel mondo dell’architettura e dell’interior-design anche attraverso l’impegno a supporto della formazione dei giovani professionisti. Con questo spirito il Direttore Commerciale & Marketing Fabio Brignone ha condotto una lectio magistralis nell’ambito di una delle giornate di studio del progetto didattico INTERIOR DESIGN guidato da Simone Micheli a beneficio degli studenti dell’Italian Design Institute di Milano.

    Nel quadro di questo programma, all’interno della sede di Simone Micheli Architectural Hero, martedì 28 febbraio Brignone è intervenuto in qualità di portavoce dell’esperienza di ARTIS, in merito al suo crescente sviluppo nel settore del design proprio grazie alla collaborazione con importanti studi e alle sue azioni marketing-oriented.

    Il direttore commerciale ha manifestato professionalità ed entusiasmo sposando l’approccio learning on the jobche anima un’iniziativa volta a fornire competenze e opportunità lavorative agli allievi.

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  • Lo Studio Place sceglie i miscelatori ARTIS

    Il recente progetto di ristrutturazione guidato dall’architetto Angela Baccaro ha interessato un appartamento nel centro di Milano.

    Artis continua a tessere interessanti collaborazioni nel vivace mondo dell’interior-design made in Italy. Lo Studio Place, dinamica realtà milanese, ha scelto la rubinetteria bresciana per una ristrutturazione di pregio guidata dall’architetto Angela Baccaro. Oggetto dell’intervento è stato un grazioso appartamento situato nel centro del capoluogo lombardo.

    Gli ambienti sono stati accuratamente rivisitati secondo l’impronta ordinata e minimalista del design contemporaneo, trovando i complementi ideali proprio nei miscelatori Artis, giusto compromesso tra appagamento estetico e praticità funzionale.

    In particolare, per valorizzare la sala da bagno è stata selezionata la serie STILO, mentre per la cucina il miscelatore per lavello della gamma MODERNI. Tocco di classe la finitura oro opaco, perfetta per esaltare le linee pulite ed essenziali della rubinetteria firmata Artis.

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  • The Venice Venice Hotel sceglie Sirius di Stella

    La raffinata collezione di Rubinetterie Stella adorna le sale da bagno del suggestivo hotel veneziano.

    The Venice Venice Hotel è un cinque stelle dall’allure internazionale, situato a Palazzo Ca’ da Mosto, presso Rialto, nel cuore della città lagunare. Al suo interno contributi artistici di grande caratura elevano i luoghi dell’antico palazzo a vere e proprie opere site-specific. Al piano terra un ampio sotoportego ospita diversi format di ristorazione e un concept store di prodotti iconici. Ai piani nobili si trovano l’esclusivo Venice Bitter Club e una grande sala ricevimenti con un’installazione del noto brand Venini. Nel punto più alto del palazzo un’altana permette di affacciarsi su Canal Grande e sull’intera città di Venezia. Le camere, dai preziosi soffitti e con scorci impareggiabili, sono allestite in uno stile veneziano inedito e assolutamente contemporaneo che fondendo architettura, moda, arte e design raccontano la storia delle avanguardie artistiche più influenti del secolo scorso.

    Per le sale da bagno di questo suggestivo hotel è stata scelta la collezione Sirius, frutto della collaborazione di Rubinetterie Stella con l’architetto francese Arnaud Behzadi. La serie, connotata da un carattere semplice e puro, è in grado di esprimere un’allure di lusso e raffinatezza senza cedere al virtuosismo. Le forme arrotondate, arricchite da una trama dentellata, tratteggiano una proposta sobria e garbata. Un solo dettaglio, ben dosato, rende unica e preziosa la collezione: la superficie in rilievo delle maniglie, sapientemente lavorata per ottenere delle sofisticate scanalature.

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  • WEBINAR GRATUITO PER ARCHITETTI

    Liberare l’aria domestica da impurità, batteri, odori e gas nocivi che residuano in cucina è ora possibile, grazie a un innovativo sistema di sanificazione al plasma per cappe e piani di cottura. La tecnologia di purificazione Aira per impianti di aspirazione domestici sarà al centro del webinar gratuito organizzato da Mares Marketing per venerdì 7 ottobre 2022 alle ore 16:00.

     

    Rivolto ad architetti, geometri, designer e professionisti nell’ambito dell’air quality, il webinar “Progetta e ristruttura la tua casa senza limiti con la tecnologia Aira” presenterà ai professionisti la nuova gamma di prodotti per la purificazione dell’aria firmati Purehomeideas. I sistemi di filtraggio per cappe da cucina e piani di cottura Aira sfruttano l’azione dell’innovativa tecnologia al plasma per purificare l’aria di scarto, eliminando batteri, odori e impurità e reimmettendo nell’ambiente solo aria pulita e sanificata. Tema caldo in questo periodo e che sta a cuore a tutti, è il risparmio energetico, garantito grazie ai filtri al plasma Aira. Il sistema filtrante con tecnologia al plasma infatti evita la dispersione all’esterno  dell’aria calda d’invero e dell’aria fresca in estate.

     

    Intuitivi da installare nelle cappe domestiche comunemente diffuse sul mercato, i filtri al plasma Aira sono una soluzione efficiente, ecologica e senza necessità di manutenzione, con durata di oltre 5 anni e garantita dalle certificazioni ambientali VDE, IUTA e Olafasense. La gamma offre un range diversificato di prodotti per rispondere alle esigenze di ogni cucina: dal filtro RONDO per cappe con camino o a soffitto, al filtro PLANO per cappe da incasso o isola, fino ai filtri QUADRO e QUADRO L per piani cottura con cappa integrata.

     

    I filtri al plasma Aira si montano rapidamente con sistema plug and play su qualsiasi modello di cappa, anche già installata, rendendosi scelta ideale per la libertà e flessibilità non solo per la progettazione, ma anche per operazioni di ristrutturazione di cucine domestiche.

     

    La tecnologia innovativa Aira offre numerosi vantaggi anche nello studio e nella realizzazione degli impianti di ventilazione: una scelta efficace sia per unità immobiliari singole che condominiali.

     

    La linea di filtri al plasma Aira si inserisce nell’offerta Purehomeideas per il benessere domestico e non solo. Costola di Mares Marketing, Purehomeideas propone ai consumatori soluzioni di ventilazione e purificazione dell’aria innovative e creative, attraverso prodotti unici sul mercato, tecnologicamente avanzati e dall’anima green.

     

    Per partecipare al webinar occorre prenotare un biglietto gratuito all’indirizzo webinaraira.eventbrite.it, o collegarsi direttamente a meet https://meet.google.com/hdb-vfsw-mpt

     

     

     

    Maggiori informazioni sull’offerta di prodotti per l’air quality di Purehomeideas sono disponibili sul sito www.purehomeideas.com

  • Knauf e Warhol, affinità elettiva per l’innovazione

    Nuova tappa per il percorso di Knauf a supporto dell’arte e della cultura con la mostra sulle opere dell’innovatore Andy Warhol

    Castellina Marittima, 9 novembre 2021. A Pontedera, la città della Vespa che da tempo si fa notare per la sua attenzione alla cultura e all’arte, è imminente l’inaugurazione della nuova mostra di Andy Warhol (PALP, Palazzo Pretorio, dal 10 novembre 2021 al 20 marzo 2022) con oltre 140 opere del poliedrico interprete della società americana.L’importante operazione culturale è stata resa possibile grazie all’impegno di Knauf, che aggiunge così una nuova tappa al suo lungo percorso di mecenatico supporto all’arte moderna in ogni sua forma e declinazione, dalle torri del Progetto Vara (Biennale di Venezia, 2016) alle opere multidimensionali di Boetti del Maximum Minimum di Boetti (Isola di San Giorgio, 2017), dall’omaggio al futurismo del FuturDome Liberty Palace (Milano, 2017) ai paesaggi oniricamente danteschi di Divina Sezione (Reggia di Caserta, 2018), fino al complesso psicodelico di luci e colori di Bosch, Brueghel e Arcimboldo (Arsenali Repubblicani di Pisa, 2018/19) solo per citare alcuni dei tanti eventi che Knauf ha supportato.Knauf e l’arte – Arte e cultura, per loro stessa natura intangibili e frutto del sentimento, sembrano lontane dalla materialità e dalla razionalità dell’edilizia, cuore del business di Knauf. L’apparente distanza però di annulla pensando che la sua missione impone a Knauf di essere all’avanguardia nel finalizzare innovazione e tecnologia al benessere, al comfort, alla sicurezza e all’appagamento dell’uomo. Quindi poiché l’uomo e il suo benessere sono al centro della visione e della missione di Knauf, e poiché Knauf mira a creare soluzioni abitative sempre più performanti e attente al benessere e alla salute, è naturale che Knauf si impegni anche per l’arte e per la cultura che sono aspetti importanti per la crescita del benessere intellettuale ed emotivo dell’uomo che quelle case abita.L’attenzione di Knauf per l’uomo si inquadra inoltre in un contesto ancor più ampio e trova profondo e solido supporto nell’attenzione alla sostenibilità che si sintetizza nell’acronimo ESG (environment, social, governance) e di cui questa attività coglie appunto l’aspetto social. Promuovere, supportare e rendere possibili fiere ed eventi culturali particolarmente rilevanti, in altre parole, è totalmente e perfettamente coerente con le moltissime altre attività che Knauf svolge a sostegno della sostenibilità“Knauf ha un solido legame con l’arte di qualità ed è sempre in prima fila quando ci sono iniziative di altissimo livello come questa mostra di Warhol che per di più si svolge a Pontedera, nel nostro territorio, a cui Knauf presta sempre grandissima attenzione e per il quale c’è un legame speciale, visto che Knauf è anche partner del recupero degli storici locali del teatro Roma per la creazione dell’Accademia della Musica.” spiega Damiano Spagnuolo, Product & Marketing manager Knauf.Knauf e Warhol – Il rapporto tra Knauf e Warhol però va addirittura oltre e arriva a incardinarsi su un livello di affinità di ispirazione. Warhol è stato un innovatore, ha plasmato e trasformato la materia e la sua immagine, ha intuito che si poteva guardare alla realtà con filtri inediti e mostrarla da punti di vista nuovi, evidenziandone aspetti sorprendenti. Questo approccio è esattamente identico a quello di Knauf che plasma la materia grezza, gli dà nuova vita trasformandola in cartongesso e a sua volta offre materia plasmabile e modi nuovi per agire e dare forma e concretezza alle proprie ispirazioni ad altri artisti, gli architetti, che così possono immaginare e costruire forme e strutture nuove, inedite e parimenti sorprendenti. Insomma, allo stesso modo in cui Wharol prendeva la foto di Mao o di un barattolo di zuppa e nel fissarlo sulla tela lo trasformava in qualcosa che permetteva al pubblico di farsi protagonista dell’arte interpretandola a suo modo, così Knauf con le sue avanzate soluzioni in gesso permette a ogni artista delle costruzioni di dare forma, colore e materia al proprio pensiero e lo mette in grado di farlo ogni volta in modo innovativo, creando realtà diverse, nuove e originali.“Arriviamo così al punto focale del parallelismo ideale tra Warhol e Knauf, il concetto di innovazione. Warhol ha cambiato i concetti e le definizioni dell’estetica nell’ambito dell’arte ricercando l’innovazione rispetto agli schemi contemporanei; allo stesso modo Knauf, nel suo campo, ogni giorno reinventa, cambia e ridefinisce gli schemi e gli standard di riferimento nell’ambito dell’edilizia come la nuova linea di soluzioni Advanced, totalmente innovative e alternative rispetto agli standard correnti, dimostra chiaramente.” conclude Damiano Spagnuolo.

  • Artis Rubinetterie con Simone Micheli all’Al Murabbaa Arts Festival di Ajman

    Si consolida il sodalizio tra l’azienda bresciana e l’architetto e designer di fama internazionale Simone Micheli.

    Dal 28 ottobre al 6 novembre 2021 l’Ajman Museum ospiterà la prima edizione dell’Al Murabbaa Arts Festival – con il patrocinio di Sua Altezza lo sceicco Ammar bin Humaid Al Nuaimi – lanciata con il motto “Inspired by Yesterday to Imagine Tomorrow”. Il festival, che avrà luogo nell’Ajman Heritage District che circonda l’Ajman Museum, sarà l’occasione per mettere in evidenza la posizione culturale e innovativa dell’emirato e il suo impegno a sostenere i giovani talenti.

    Saranno giornate dedicate alla bellezza, all’arte, all’architettura e al design con l’intento di regalare ai visitatori esperienze uniche ed emozioni irripetibili altrove. Simone Micheli prenderà parte alla manifestazione con la mostra “precious gems by ME for YOU”, dedicata agli esseri umani, fatta da opere che si combinano e si modellano l’una sull’altra generando dimensioni e prospettive molteplici, visioni contenutistiche e intellettive da esplorare, non ancora note, capaci di portare la mente ad aprirsi verso l’altrove. Artis Rubinetterie, partner di Simone Micheli in questo ambizioso progetto di design, sarà presente con la serie OGGETTO, disegnata dallo stesso Micheli, confermando così la sua importanza nel settore, non solo a livello nazionale, ma anche internazionale.

    artisitaly.com

  • Miscelatori Elettronici Artis per un nuovo Centro Medico a Milano

    Continua la collaborazione tra Artis Rubinetterie e lo studio H.C.C. di Umberto Carlos Calloni e Francesca Damian.

    Dopo una serie di interventi nel settore alberghiero e residenziale, l’azienda bresciana e lo studio di progettazione milanese hanno completato la realizzazione di un nuovo Centro Medico. L’obiettivo progettuale era prioritariamente quello di sdrammatizzare la classica rigidità di un ambulatorio medico, che normalmente si propone come uno spazio asettico ed impersonale, cercando di renderlo più accogliente, al fine di mettere a proprio agio sia i pazienti che gli operatori sanitari.

    Il tratto più evidente del progetto è la sobria eleganza, frutto di una scelta accurata dei materiali.

    Tra questi si segnalano i rubinetti elettronici di Artis Rubinetterie nella finitura nero opaco, che uniscono un design lineare, un’elevata efficienza funzionale ed un’affidabilità insensibile allo scorrere del tempo.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    http://www.artisitaly.com

     

  • Immagini di architetture tra Maria Teresa e Mussolini

    Il portale di immagini italiane MyVideoimage.com censisce oggi l’Architettura di Varese in due periodi storici. Dalla Villa Estense agli edifici del Ventennio.

    Il 23 giugno 1765 Maria Teresa d’Austria, a seguito della trasformazione della città in feudo, affidò a Francesco III d’Este, Duca di Modena e Reggio il feudo di Varese. Di fronte a tale nomina, il duca portò la sua residenza presso la Villa Orrigoni denominata dopo l’ampliamento e ristrutturazione “Villa Estense”.

    Villa Estense e il suo giardino

    Villa Estense a Varese. © MyVideoimage.com

    L’attuale conformazione della villa, sede attuale del municipio di Varese e del suo grande parco sono opera dell’ingegnere Milanese Giuseppe Antonio Bianchi incaricato da Francesco III, di ampliare e ristrutturare la sua residenza di Villa Orrigoni. I giardini furono realizzati su progetto di Bianchi insieme a Francesco III che si ispirò ai giardini di Schönbrunn a Vienna. La bellezza e armonia del giardino colpì anche Giacomo Leopardi che lo definì in una lettera come la “Piccola Versailles”.

    Realizzati in stile italiano con elementi di ispirazione francese, i giardini sono oggi dominati da una grande Fontana con getti d’acqua. Sulla facciata della villa che fronteggia i giardini è collocata una meridiana sormontata dalla scultura di un’aquila simbolo dell’Austria.

    Architettura del Ventennio

    Nel 1927 con Regio Decreto n. 1 del 2 gennaio 1927 venne istituita la provincia di Varese come unione di alcuni comuni appartenenti ai circondari di Como e Milano.

    Nello stesso anno l’architetto romano Vittorio Ballio Morpurgo venne incaricato di redigere il nuovo piano regolatore con lo scopo di conformare l’architettura e l’urbanistica della città ai principi di rappresentanza del regime.

    Sulla base del progetto di Ballio Morpugno venne indetto nel 1933 un concorso per la progettazione degli edifici affacciati sulla nuova Piazza Monte Grappa. Il concorso fu vinto dall’architetto romano Mario Loreti (Alcune tavole originali dipinte con colori ad olio sono conservate presso Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese).

    L’Architetto Loreti progettò con la collaborazione dell’Ingegner Edoardo Flumiani, direttore dell’ufficio tecnico comunale, il Palazzo della Camera di Commercio, (ex palazzo dell’Economia Corporativa), la Torre Civica o torre del littorio, il Palazzo Castiglioni, il Palazzo della R.A.S e il palazzo dell’I.N.P.S. Nella collezione presente sul portale MyVideoimage.com, sono documentati il palazzo della Camera di Commercio, la Torre Civica, la fontana posta al centro della piazza.

    Palazzo della Camera di Commercio

    Palazzo della Camera di Commercio. Varese. © MyVideoimage.com

    La Camera di Commercio di Varese nacque nel 1862 per separazione da quella di Como e l’attuale sede fu costruita tra il 1937 e il 1938 su progetto di Mario Loreti e Edoardo Flumiani.

    La facciata principale, affacciata su Piazza Monte Grappa è caratterizzata da un gerarchizzazione delle aperture: sulla parte bassa, in corrispondenza dell’ingresso, è presente un ampio porticato con imponenti colonne rettangolari rivestite in travertino; al primo piano si trovano finestre circondate da alte cornici che denotano la funzione “nobile” dei questo livello, mentre sui due piani superiori si trovano finestre quadrate, di ispirazione razionalista, ricavate come semplici aperture nella facciata rivestita in travertino.

    In alto è posto un bassorilievo che rappresenta il cavallo alato Pegaso trattenuto dalla Giovane Italia.

    Torre civica

    Costruita su progetto di Mario Loreti tra il 1937 e il 1938, la torre è rivestita in pietra serizzo della Valle Antigorio. Il rivestimento è realizzato con due differenti trame che identificano un volume interno con trattamento grezzo e un volume scatolare esterno a superficie liscia. Al primo piano è collocato un balcone utilizzato nel periodo fascista per tenere i comizi. La cima della torre è caratterizzata da un balcone con tre arcate.

    In alcune tavole a colori realizzate dallo stesso Architetto Loreti, conservate presso il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Varese, la torre risultava collocata sul lato opposto dell’edificio (verso via Walter Marcobi) e rivestita con mattoni rossi.

    Palazzo delle Poste

    Palazzo delle Poste di Varese. Angiolo Mazzoni. © MyVideoimage.com

    Il Palazzo delle Poste fu progettato dall’architetto Angiolo Mazzoni nel 1933. Il palazzo è caratterizzato dalle facciate del piano terra e dai corpi di ingresso realizzati in mattoni rossi con elementi architettonici in pietra chiara bocciardata. Sulla sommità dell’edificio sono presenti diverse sculture in bronzo di Domenico Ponzi e Nando Conti rappresentanti i temi delle comunicazioni.

    Mazzoni fu un architetto che, dal 1925 al 1945, per conto del Ministero delle Comunicazioni progettò parecchi edifici postali e ferroviari in tutta Italia, tra cui le Poste di Bergamo, Trento, La Spezia, Massa, e Sabaudia. In ambito ferroviario sue realizzazioni sono la Centrale termica e cabina apparati centrali della stazione di Santa Maria Novella a Firenze, il progetto originario (solo in parte realizzato) per la stazione di Roma Termini, la stazione di Siena.

    A Mazzoni si deve il rinnovamento dell’architettura ferroviaria e postale che da schemi classici e complessi si è evoluta in forme dettate dalla funzionalità.

    Foto e video delle architetture

    Le opere sopra descritte fanno parte di una documentazione digitale appositamente creata e archiviata sul portale MyVideoimage.com. Il sito web raccoglie fotografie e video delle città, dei borghi e dei paesaggi italiani mettendole a disposizione di tutti per utilizzi editoriali e didattici.

    Paolo Grassi

    Varese 01 marzo 2021

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  • L’intenso paradigma semantico nella pittura di Alessandro Giordani

    Alessandro Giordani è in primis un artista del cuore, un pittore del sentimento, un creativo nel trasporto dell’anima, che non cerca una propria auto celebrazione sterile e un esibizionismo estremo, ma compie una sua selezione semantica ben precisa e ponderata, per trasferire dentro la sua arte pittorica un intenso paradigma di significati pregnanti a cui dare voce e pensiero riflessivo, destinati alla società e alla collettività. La sua formula astratta si presta ad una vasta prerogativa interpretativa e lascia dunque un campo di approccio su più visioni differenziate. La sua è un’arte aperta, per così dire democratica, che non impone e non si impone con autoritarismo e presunzione di sentenza e di giudizio. Alessandro si accosta e si affianca allo spettatore mettendosi a pari livello, per avere un contatto e un afflato empatico immediato, senza proforme e preconcetti. Ecco il segreto della sua pittura, quello che la rende sempre vincente: il dare fino in fondo la possibilità di sentirsi a pieno diritto e a pieno titolo insieme a lui costruttori e promulgatori di visioni, di ideali, promotori di valori, di principi, di speranze, di idee. Questo lo rende davvero speciale come artista e lo qualifica nella sua grande purezza di onestà intellettuale“. Così afferma la dottoressa Elena Gollini nel manifestare il suo elogio verso l’operato artistico di Giordani e anche verso le sue virtù umane traslate nella pittura. E continua: “Scriveva Wolfgang Goethe -Dove c’è molta luce l’ombra è più nera. La pittura di Giordani illumina il nostro presente, rendendo il percorso di approccio uno svelamento di rivelazione, una scoperta sorprendente. Per lui fare arte diventa una “terapia” necessaria per affrontare la realtà e viverla in modo naturale, generando emozioni speciali e situazioni inattese. Scrive Alessandro Baricco -Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto oppure anni e poi la vita risponde-. Lo stesso sentimento si sprigiona nelle opere di Giordani, che recupera nella dimensione narrativa l’idea del racconto che si interrompe, ma poi rinasce e prende altre strade. La vita come l’arte vive di domande senza risposte, che invitano a riflettere e ad interrogarsi. Per Giordani la pittura è dunque un viaggio esteriore con rispondenze e corrispondenze segrete, che ci aiuta a capire il nostro tempo e diventa conoscenza interiore. Per Alessandro dipingere è raccontare la vita, entrando in un tempo sospeso, in un luogo inventato, ma più vero e consistente della realtà”. “Ora voglio assolutamente dipingere un cielo stellato. Spesso ho l’impressione che la notte abbia una ricchezza di colori maggiore del giorno, colorata dei viola, i blu, i verdi più intensi” (Vincent Van Gogh).

  • Alessandro Giordani: potenza cromatica ed energia vitale

    Le opere pittoriche realizzate da Alessandro Giordani meritano senza dubbio attenzione e considerazione e denotano una preparazione e una formazione artistica di indiscussa portata. La dottoressa Elena Gollini ha evidenziato le note stilistiche peculiari, che ne palesano i tratti connotativi e lo pongono al centro di stimolanti riflessioni critiche. In particolare, ha asserito: “La ricerca accurata di Alessandro gli permette di acquisire grande destrezza e dimestichezza nell’uso dei colori e delle cromie. Giocando con i colori segue un percorso di ricerca che si basa sull’analisi profonda del dinamismo cosmico, proiettato in uno spazio geometrico-architettonico dove si palesa la variazione continua di processi e di forme. La sua tavolozza investe il fruitore con la ritmica e bilanciata distribuzione di forme e colori, una particolare e accattivante sovrapposizione razionale di figure geometriche, nelle quali si può leggere la sua ispirazione rivolta all’origine del mondo. Un mondo non piatto e uniforme, ma vibrante come un’anima in piena effervescenza cromatica, facendo riflettere lo spettatore sulle interrogazioni della vita con il micro-macrocosmo delle opere. Alessandro è convinto che per ogni atto e per ogni giudizio su di esso occorre accertare e stabilire se è stato compiuto o meno un certo processo tecnico e mentale. Alessandro di coglie la sempre vigile, solerte e incalzante premura e preoccupazione di intendere, giudicare, scegliere, modificare ed ampliare i propri orizzonti cognitivi e conoscitivi, di non accontentarsi di una semplice ricerca condotta tout court. Alessandro è convinto che l’arte non può mai perdere i suoi caratteri fondamentali, nonostante le imposizioni dell’ambiente esterno, in quanto il senso dell’infinito artistico è innato in ogni coscienza. Il superamento dell’atmosfera fisica avviene per gradi. C’è sempre un ritorno alla scomposizione-composizione, un ritorno ad elementi simbolici attraverso un geometrismo coerente, nel quale le varie parti che formano il quadro si armonizzano tra loro con raffinato gusto e consistenti espressioni di colore. Gioca molto con il trasporto cromatico, la cui intensità suggestiva meraviglia, trasporta, conquista lo spettatore, che come per incanto si trova dentro un magico universo dove palpitano all’unisono le forze gravitazionali del creato. La sua analisi include lo scandaglio della condizione umana, nella piena convinzione che oltre il reale c’è l’irreale e con esso il mistero dell’uomo nell’universo. Alessandro attraverso il suo lavoro compie una ricerca spirituale profonda, in cui si avverte appieno il grande mistero della pittura, che nasce in modo magico e che segue strade che neppure l’artista riesce a prevedere a priori. È votato al bello come scelta di stile e al contempo di ribellione. A guidarlo è la ferma convinzione, che rimanere indifferenti di fronte alla bruttura, all’orrore, alla grossolanità equivalga a diventare complici di una gravissima lacuna culturale estesa anche all’arte. Occorre invece, ribellarsi riportando la questione della bellezza al centro del dibattito artistico. La sua opera è una ricerca oculata del bello, che diventa necessità vitale mai per facile compiacimento“.

  • La pittura di Alessandro Giordani nel perfetto connubio tra passione e riflessione

    L’artista contemporaneo Alessandro Giordani procede il suo percorso di ricerca pittorica tenendo ben saldo il motore trainante del perfetto connubio tra passione e riflessione. La dottoressa Elena Gollini ha messo in evidenza le componenti qualificanti del suo fare creativo e ha dichiarato: “Alessandro con la sua pittura di eclettica e multiforme connotazione, deve la sua formazione evolutiva allo studio attento e accurato dei sommi maestri antichi, compiendo un percorso che lo conduce all’astrazione geometrica densa di significati simbolici, formulati in misura differente e versatile, colta, raffinata, elitaria al pari dello stile i contenuto intellettuale di Maurits Cornelis Escher. Alessandro riprende e rivaluta la sapienza della geometria pitagorico-platonica con quel linguaggio volutamente ermetico e al contempo anche magico, che è stato tipico tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo, mostrando quale parti misteriose e intriganti sono i poliedri platonici, rivelando ed evidenziando quel multiforme ingegno che ha caratterizzato il Rinascimento. È superbo pittore alla maniera degli antichi, padrone di volumi, ombre, prospettive e chiaroscuro, ma anche delle tecniche del colore e senza mai ricorrere ad altri artifici che non siano la conoscenza profonda dell’arte. Alternando forme, colore, bianco e nero, ombra e luce, alto e basso, svela e rivela le precise corrispondenze ritmiche e aritmetiche che si celano dietro le immagini, mostrandoci vie impensate per muoverci attraverso i mondi del continuum spazio temporale, che soltanto la vera arte può indicare”. E proseguendo nell’analisi approfondita la dottoressa Gollini ha precisato: “Le opere sono sempre improntate alla ricerca del bello e della bellezza che da esso deriva. È continuatore dell’arte dei cosiddetti maestri tracciatori, ai quali dobbiamo i voli architettonici del gotico e l’infinitamente piccolo dei lapidari romanici cosmateschi, sconfinando in un linguaggio che è musica delle sfere riportate sul piano terrestre. Non nasconde e non trascende mai l’aspetto matematico delle proprie opere da quello estetico, operando quasi in maniera simile ad un alchimista con gli strumenti più semplici della natura, in un’armonia di colori, luci, elementi dove nulla è mai casuale. Ed è proprio questa radicata consapevolezza, che fa sì che si scoprano altre nuove forme poliedriche visioni trasversali del suo peculiare linguaggio. Non vi è contrasto e tanto meno discontinuità tra le forme classiche accademiche e le sue sperimentazioni visive bidimensionali, condotte lungo piani euclidei, sconfinando così in altri mondi fino a riconoscere l’esistenza di un possibile multi-universo. L’arte di Alessandro è la capacità di leggere il motus liber della natura e intuirne le verità profonde scritte nel sempiterno codice della matematica e della geometria, che costituisce l’ossatura stessa del cosmo in ogni tradizione e dunque anche in ogni applicazione artistica“.

  • Alessandro Giordani: una pittura astratta di indagine e scandaglio

    L’artista Alessandro Giordani si colloca meritatamente all’interno del paradigmatico filone dell’astrazione geometrica moderna. Artista e creativo dalla mente aperta e dalle ampie vedute intellettuali ci propone una proiezione colta e una prospettiva riflessiva acuta e arguta, che guida il progetto e accompagna l’azione esecutiva nelle varie fasi di esplicazione. Ragione e passione vengono modulate e calibrate in perfetta sintonia, con grande coerenza e consapevolezza di intenti e di intenzioni. Nel cogliere le componenti qualificanti del suo modus creativo, la dottoressa Elena Gollini ha voluto soffermarsi su alcune peculiari tipicità distintive e ha spiegato: “L’Astrattismo nasce quando nei quadri non vi più alcun riferimento alla realtà intesa in senso classico. Il concetto di astrazione è molto generale ed esprime un procedimento, mediante il quale l’intelletto umano descrive la realtà solo in alcune sue caratteristiche trasfigurate e traslate in totus. Nel campo delle immagini, i segni intesi come simboli che rimandano a cose o idee, sono già un modo astratto di rappresentare la realtà. A queste concezioni si orienta e canalizza la pittura di Alessandro, che tende verso l’Astrattismo Geometrico dominato da un rigore e da un controllo razionale dell’espressione assoluti. La matematica e la geometria intese come in indagine dei rapporti numerici e lo studio delle proporzioni e delle misure tra sagome e colori, sono punti di riferimento centrali e irrinunciabili per i pittori che seguono questa strada, a cui anche Alessandro si uniforma. Piet Mondrian è il pittore più rappresentativo dell’Astrattismo Geometrico. Nel suo lavoro porta alle estreme conseguenze il processo di riduzione e di decomposizione dell’immagine cubista, realizzando un’arte in cui gli elementi strutturali si basano su linee verticali e orizzontali, sui colori primari giallo, rosso e blu, sul bianco della tela e sul nero della griglia delle linee. Altri esponenti illustri di questa corrente sono Kazimir Malevich, Van Doesburg, Eugenio Carmi, Carla Accardi. Perseguendo le tendenze espressive e stilistiche tracciate e consolidate da questi autorevoli maestri del passato, Alessandro si costruisce un proprio iter di ricerca personalizzata e soggettiva, con un ritorno alla linea geometrica primaria e fondamentale. Per Alessandro la pittura rappresenta astrattamente, attraverso ciò che è basico, basilare, di base, essenziale, primario, senza l’aggiunta di orpelli ridondanti e virtuosismi inutili e sofisticati, per ottenere un traguardo ideale di bellezza incontaminata, semplice e minimale nella forma estetica, ma altrettanto ricca e pregnante nel contenuto insito sostanziale“.

  • Lo spazialismo geometrico nella pittura di Alessandro Giordani

    Il percorso artistico compiuto da Alessandro Giordani lascia emergere un’attenta e accorta riflessione sul significato dell’uso della componente cromatica, che assume un importante ruolo nell’insieme strutturale. La trama e l’ordito compositivo generano una narrazione equilibrata e omogenea, dove l’associazione degli elementi esecutivi e strumentali si sposa in perfetta armonia con la finalità comunicativa alla base di ogni opera, lasciando trapelare messaggi sottesi da cogliere e interpretare. Partendo da un’idea e da uno stimolo creativo di base esplora e indaga il multiforme campo applicativo della pittura, con la voglia e lo slancio di sperimentare di continuo e di trovare sempre nuove soluzioni in cui cimentarsi.

    La dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “C’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire nell’osservare con spirito riflessivo le opere di Alessandro. Dalle reminiscenze e dalle assonanze più o meno esplicite con grandi maestri come Eugenio Carmi, si approda ad una rappresentazione di versatile lettura, dove si instaura una sottile congiunzione di collegamento tra linee, forme e colori, scandita da sequenze, sovrapposizioni, allineamenti di elementi e componenti in armoniosa coesione narrativa. La sua è una pittura di potente richiamo concettuale e di pregnante rimando simbolico che non si abbandona mai alla casuale improvvisazione. Vi si ritrovano impressioni, memorie, da cui scaturiscono vortici emozionali guidati e canalizzati, nell’esigenza di fare ordine e razionalità all’impulso emotivo più istintuale. I colori si fanno strada con una stesura sempre attenta e mirata, per ottenere il massimo risalto nella visione di insieme. È una pittura concepita in chiave libera e affrancata, dettata dalla libera e autonoma ispirazione che rifugge palinsesti e paradigmi a monte“.

    Credo che nulla possa essere più astratto e più irreale di quello che effettivamente vediamo. Sappiamo che tutto quello che riusciamo a vedere nel mondo oggettivo come esseri umani, in realtà non esiste così come noi lo vediamo e lo percepiamo” (Giorgio Morandi).

     

  • L’appassionata ricerca artistica di Alessandro Giordani

    Per Alessandro Giordani ogni opera parla da sé, ma al contempo deve anche restare un mistero e lasciare l’opportunità allo spettatore di potersi approcciare ad essa, stimolando più chiavi di lettura e risvegliando sensazioni e percezioni eterogenee, all’insegna della libertà interpretativa per condividere al meglio i messaggi e i significati, inseriti dentro lo scenario narrativo. Propone una pittura spontanea senza filtri che la condizionano e senza frenare l’impulso passionale che lo spinge a dipingere. La sua ricerca ponderata e doviziosa, non tralascia mai alcun dettaglio per ottenere la miglior resa d’impatto visivo ed estetico.

    Sul suo percorso creativo di grande valenza qualitativa la dottoressa Elena Gollini ha sottolineato: “La pittura di Alessandro, che trae la sua ispirazione di spunto ideativo dall’arte astratta di tendenza geometrica e dai suoi parametri espressivi, si compone di vere e proprie riflessioni esistenziali concretizzate nelle visioni proposte. I pensieri, le emozioni e il pathos dell’anima vengono immessi dentro la composizione narrativa e sembrano magicamente fluttuare nel ritmo dinamico d’insieme. Le opere si possono considerare come dei veri e propri enigmi della psiche, con una potenza energetica che si sprigiona a tutto tondo. La sua è una pittura d’azione e di movimento, che gioca sull’effetto ottico illusorio e visionario, rafforzato dalla componente cromatica ed è libera dai condizionamenti facenti capo alla tradizione del figurativo considerato in senso classico. La catena illusoria formata da segni, forme e colori si colloca in sospeso tra realtà e fantasia e possiede una profonda forza comunicativa. Ogni quadro catalizza da subito l’attenzione dello spettatore che rimane coinvolto e quasi ipnotizzato a scrutare e contemplare le rappresentazioni. Un turbinio di forze vitali abita dentro le opere e le vivacizza. Le virtuose capacità di ricerca e di sperimentazione le permettono di conseguire traguardi sempre più qualificanti e di perfezionare sempre meglio la tecnica esecutiva, dando anche il massimo risalto ai contenuti insiti“.

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  • TEAM 7 vince l’iF DESIGN AWARD 2020

    Presentato per la prima volta a gennaio al pubblico di imm cologne 2020, secrétaire filigno ha conquistato la severa giuria del concorso con il suo aspetto elegante e leggero che combina pratici spazi di archiviazione con le più moderne tecnologie, il tutto racchiuso in linee sottili ed eleganti.

    Moderno home office
    Home office? Ovunque si desideri, grazie al nuovo secrétaire filigno. Pratico e compatto, secrétaire filigno è un moderno home office che conquista con il suo aspetto elegante e leggero. Caratterizzato da un piano estraibile e ammortizzato che si auto-aggiusta una volta estratto, secrétaire filigno è il complemento perfetto per tutti coloro che necessitano dello spazio di archiviazione offerto da un comodo secrétaire, ma non vogliono rinunciare allo stile e al design di un elegante solitario.

    Più spazio per le gambe

    Una volta aperto, secrétaire filigno lascia ampio spazio per le gambe e offre un comfort di seduta eccezionale. La base è disponibile con zoccolo rientrante o nella nuova versione in metallo nero opaco.

    Funzionalità nascoste
    Al suo interno, il secrétaire filigno è dotato di numerose funzionalità intelligenti: una presa di corrente e una porta USB, una base di ricarica wireless, un portapenne con rivestimento in pelle e un vano portaoggetti segreto.

    •     Design: Sebastian Desch
    •     Misure: disponibile in diverse altezze e larghezze
    •     Materiali: essenza a scelta dalla gamma TEAM 7 / metallo laccato nero opaco
    •     Varianti base: base in metallo, zoccolo rientrante

    Con freschezza e leggerezza il secrétaire filigno è uno spazio analogico dotato di un comfort tecnologico al passo con la nostra epoca digitale.” Il designer, Sebastian Desch

     

    Chi è TEAM 7
    TEAM 7 nasce oltre 60 anni fa da una piccola falegnameria di Ried im Innkreis, nel cuore dell’Austria settentrionale. L’azienda oggi si attesta come il leader mondiale nella produzione di mobili e complementi di design in legno naturale. Lo spirito pionieristico del proprietario e la loro sensibilità verso il rispetto della natura, tradotto in una produzione eco-sostenibile, hanno permesso che la passione per la lavorazione del legno si unisse al design contemporaneo. Il processo di produzione è altamente personalizzato in tutte le sue fasi: dalla singola scelta del materiale alla composizione modulare che più si adatta all’ambiente abitativo del cliente. TEAM 7 oggi conta sulla collaborazione di 770 dipendenti, suddivisi fra le sue due sedi austriache e la segheria in Ungheria. La produzione comprende cucine, tavoli, sedie, complementi soggiorno, tavoli bassi, oltre che l’arredo completo per la zona notte e l’home office.

    Cos’è l’iF DESIGN AWARD
    L’iF DESIGN AWARD da 67 anni è considerato il giudice indiscusso della qualità delle eccellenze nel campo della progettazione ed è uno dei premi per il design più prestigiosi al mondo. Vengono premiate le candidature presentate per le seguenti discipline: Design del Prodotto, degli Imballaggi, della Comunicazione e dei Servizi, Architettura, Architettura d’Interni e Concept Professionale. La giuria di 78 membri è composta da esperti indipendenti provenienti da tutto il mondo. Quest’anno sono state presentate 7.298 candidature da 56 Paesi. Quelle premiate sono consultabili all’interno della iF WORLD DESIGN GUIDE e sono esposte alla mostra iF design a Berlino.

  • L’arte sensoriale di Piergió

    Il colore è il mezzo che consente di esercitare un influsso indiretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che toccando questo o quel tasto mette in vibrazione l’animo umano” (Vasilij Kandinskij). In perfetta sinergia con queste autorevoli riflessioni si articola il percorso creativo di PierGió. Per lui ovunque noi siamo rilasciamo vibrazioni e qualsiasi cosa tocchiamo trasferiamo in essa parte di noi stessi e la nostra presenza rimane nel tempo, come ricordo carico di palpitante fremito emozionale. La pittura diventa esperienza sensoriale completa, dove i cinque sensi vengono appagati e stimolati dal comparto emozionale. PierGió interpreta l’arte come emozione a tutto tondo e vuole emozionarsi e fare emozionare lo spettatore con sempre nuovi e incalzanti incipit.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Per PierGió la libertà artistica equivale alla libertà morale e intellettuale di uomo e artista che sa stare al passo con i tempi ed è consapevole del proprio ruolo sociale. Le opere contengono un arcobaleno cromatico ricco, corposo, multicolore che si accende di luce, di bagliori luminosi, di vitalità energizzante. Il suo sguardo attento cura ogni dettaglio e particolare trovando soluzioni estetiche molto coinvolgenti, senza però mai tralasciare l’aspetto sostanziale che arricchisce e integra con intelligente calibratura“.

    PierGió cerca la luce della creatività in se stessa e la trasferisce nelle opere. La sua inclinazione artistica si può accostare a quel movimento culturale vicino alla corrente surrealista che si diffuse in Francia e poi nel resto dell’Europa del Novecento coinvolgendo tutte le arti visive. Il principale teorico André Breton venne influenzato dal saggio “L’interpretazione dei sogni” scritto da Sigmund Freud rivendicando l’importanza del sogno, della componente onirica e della sfera emozionale ed emotiva inconscia all’interno del processo creativo. L’arte di PierGió in linea con queste concezioni è associabile a concetti come parole libere, pensieri e immagini senza freni inibitori, che si sviscerano in modo assolutamente spontaneo e incondizionato. PierGió accoglie la concezione dell’irrazionale perpetrata nel linguaggio surrealista bretoniano e la fa sua, designando ogni libera espressione come fantasia pura, scaturita dall’anima e dal cuore. Secondo PierGió libera espressione è sinonimo anche di libertà da ogni imitazione copiativa ed emulazione pedissequa e si trasmette di rimando nella sfera interiore e spirituale. PierGió è portavoce convinto e fautore di un’arte che sa liberare le pulsioni più profonde, attribuendo particolare rilievo al cammino di evoluzione esistenziale accanto a quello di crescita artistica.

  • PierGió artista di ricerca e di riflessione

    Un’opera d’arte è quello che c’è dietro l’opera, non quello che vedi. Sulla scia di queste profonde riflessioni PierGió intraprende con slancio e passione il cammino artistico, accostandosi al filone informale con quell’entusiasmo e quell’energia insiti nel suo pregevole talento creativo. Per lui fare arte equivale ad esprimere appieno il suo essere in modo intimo, attraverso una completa e appagante libertà intellettuale. Nelle opere scorre e si percepisce un senso di infinito, di dimensione sconfinata e svincolata da limiti spaziali che accoglie lo sguardo dello spettatore e lo immette nella visione a tutto tondo. La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “La pittura per PierGió è un mezzo indispensabile per parlare di sé, per raccontare e raccontarsi, per sondare ed esplorare le stanze segrete e più recondite dell’anima e della mente, recuperando tramite l’atto creativo la sua parte più celata e inespressa. Le opere assumono il colore degli occhi e dell’anima di chi li osserva e li contempla con trasporto generando un potente scambio simbiotico con il fruitore“.

    Nelle creazioni realizzate da PierGió si riesce a cogliere la qualità intrinseca insita dentro esse. I materiali compositivi vengono armonizzati tra loro con un intreccio sinergico e l’impatto estetico risulta da subito gradevole alla vista. Dalle composizioni di inedita prospettiva materico-informale scaturisce una commistione di emozioni, sentimenti e sensazioni compenetranti, che stimolano la fantasia di lettura interpretativa e riescono a racchiudere e custodire intatto un momento intenso e di pregnante espressività. La narrazione si spinge verso contenuti allusivi e innerva una poetica di matrice astratta ricercata e molto accattivante che si libera in cromatismi lirici. L’ispirazione creativa si sposta verso la ricerca dell’universo infinito della psiche, catturandone gli anfratti più nascosti e non rivelati. Le opere sono frutto dell’inconscio modulato e incanalato dentro un’attenta ricerca e indagine di scandaglio e analisi introspettiva. Il senso estetico è permeato da un forte gusto personale nella scelta e nell’utilizzo della tavolozza cromatica con tonalità incisive e di efficace resa scenica. Le creazioni compongono una sorta di “sequenza liturgica” insita nel compimento dell’atto e del gesto pittorico e sono frutto di un’illuminazione ispiratrice che proviene dall’osservazione del mondo sia esterno sia interno, nel tripudio appassionato della corrispondenza dei sensi.

  • Flowers School: costruire con le mani momenti indimenticabili

    Sulle colline fiorentine un workshop dedicato alla composizione floreale e all’allestimento di matrimoni ed eventi orchestrato da Oui Fleurs di Carolina Virginia Rubbini.

    Dopo il successo del workshop Winter Wedding, tenutosi sulle Dolomiti questo gennaio, Oui Fleurs replica l’edizione dedicandola alla primavera e portando i propri corsisti nella Tenuta Torre Rossa a San Gersolé – Torre Rosse.
    Il 20, il 21 e il 22 maggio durante la Flowers School i partecipanti lavoreranno nel verde ispirati dall’armonia della natura e dai profumi delle colline di Impruneta, tra Firenze e la zona del Chianti.

    Carolina Virginia Rubbini, flower designer fondatrice di Oui Fleurs, organizza tre giorni di progettazione con diversi esperti del settore wedding per disporre insieme ai partecipanti l’intero allestimento di un matrimonio o un evento attraverso lezioni teoriche e pratiche. Verranno affrontate la scelta dei fiori e la realizzazione dei segnaposto, dei centri tavola e dei tableau de mariage, fino alle tecniche più particolareggiate in grado di dar vita a composizioni scomposte. Un’attenzione particolare verrà dedicata allo studio dei materiali, degli oggetti e del loro posizionamento per la produzione di ornamenti a partire elementi del mondo, tenendo conto della palette colori, della texture, dello stile e della forma dei fiori. Il workshop non tratterà di soli fiori, ma fornirà le competenze per comporre un servizio di allestimenti scenografici curato in ogni dettaglio, focus del corso sarà infatti l’analisi di ogni fase del progetto inclusa la ricerca dei fornitori, della location, la definizione dei costi del lavoro e la scelta dei professionisti.

    Il corso vedrà la partecipazione di creativi del settore wedding tra i migliori in Italia: wedding planner, esperti di stationery, cake designer, location scouter. Ospiti d’eccezione Eva e Clara di Chic Weddings che insegneranno come presentare al meglio un progetto, mentre Lenny Pellico fotograferà ogni momento.
    Verranno approfonditi tutti i dettagli per proporre un servizio floreale completo: i partecipanti progetteranno insieme interi allestimenti per un matrimonio in chiesa, per una cerimonia civile e per una cena importante che vedrà gli stessi corsisti e insegnanti come ospiti. Relais Villa Olmo si occuperà di brunch e pasti, mentre la cena di gala verrà curata da SanBrite, chef di alto livello in arrivo direttamente da Cortina. Rispetto all’edizione invernale, Flowers School sarà un’esperienza più completa: i corsisti parteciperanno ad uno shooting con una modella che indosserà un abito da sposa Vera Wang della collezione 2020 (fornito da Boutique Alba), creeranno acquerelli con colori derivati dai fiori con il supporto di About Garden e realizzeranno stampe su tessuto e carta a partire da foglie e fiori con l’aiuto di Impressioni.
    Flowers School è anche un momento di riflessione e ricerca dello stile più rappresentativo di un matrimonio o di un evento privato, un percorso per cercare il vestito giusto per celebrare grandi momenti. Non un semplice workshop, ma un’esperienza dedicata agli appassionati, ai floral designer che vogliono apprendere nuove tecniche e a coloro che sono alla ricerca di stimoli per il proprio business floreale, ma anche a principianti che vogliono intraprendere questa carriera o semplicemente a curiosi che desiderano cimentarsi nell’arte dei fiori e scoprirne le infinite combinazioni e possibilità.

     

    Oui Fleurs – Carolina Virginia Rubbini realizza raffinate composizioni floreali dal 2009 e sviluppa il suo particolare stile a partire dall’altissima qualità dei fiori scelti e dalla cura estrema per i dettagli. Propone consulenza su misura per eventi trovando il vestito giusto per ogni tipologia di festa e celebrazione: in un magazzino di oltre 300 mq di meraviglie Oui Fleurs raccoglie materiali per ogni tipo di allestimento, dal matrimonio country al vintage fino alle scelte più classiche. Amante della camomilla e dei lillà, anni di esperienza per diversi brand hanno formato il suo stile inconfondibile fatto di semplicità e di profumi intensi che si accompagna a competenze che abbracciano l’intero styling dell’evento e la sua mise en place.
    Ispirata dalla formazione con Tulipina design, flower designer famosa a livello internazionale per l’allestimento di matrimoni lussuosi, ha maturato negli anni l’arte della disposizione dei fiori recisi e l’espressione artistica attraverso la natura organica, siano essi rami, fogliame, erbe, o fiori. La sua arte permette di scegliere i fiori in base a diversi fattori e disporli armonicamente per creare un elemento ornamentale che rispetti i principi di equilibrio e armonia, senza sottovalutare l’importanza dei contenitori complementari e di come si collocano nell’ambiente a loro destinato. Le composizioni indimenticabili di Carolina arredano gli spazi e lasciano un segno nella memoria grazie alla loro originalità e unicità.

    Oui Fleurs

  • On-line il sito di 5.1 Code, la nuova impresa dell’Architetto Claudia Lattuada

    L’Architetto Claudia Lattuada  pubblica in rete il suo sito, lancia un nuovo brand “5.1 Code” (Cinque Punto Uno Code) e la sua nuova sfida imprenditoriale.

     

     

    È stato pubblicato nella notte il sito web di 5.1 CODE (cinque punto uno code), la nuova sfida imprenditoriale dell’Architetto Claudia Lattuada.

     

    Claudia Lattuada è un architetto, creativa e imprenditrice italiana. Attiva fin dagli inizi degli anni ’90, ha collaborato con importanti realtà italiane nell’ambito dell’architettura, del design e degli allestimenti di prestigiosi progetti nazionali e internazionali. Dal 1998 al 2018 è stata CEO di un’azienda di retail design.

     

    Nel gennaio 2019 fonda 5.1 CODE, una società di consulenza che opera in ambito di Interior Design, Home staging, Relooking e Exhibition Design. Una parte importante del business di 5.1 CODE si basa anche sulla formazione (one to one o di gruppo), dove le discipline e le tendenze vengono “raccontate” al pubblico.

     

    5.1 CODE nasce dalla volontà di gestire qualsiasi tipo di progetto integrato grazie ad una solida esperienza nel project management, nella gestione dei fornitori e delle risorse umane.

    Un’azienda dinamica e indipendente, che ha voluto puntare su una visione imprenditoriale fortemente indirizzata all’eccellenza, che possa offrire soluzioni progettuali “cucite” sulle esigenze temporali e di budget dei suoi committenti. Soluzioni messe a disposizione di un ampio spettro di potenziali clienti, dai privati alle grandi aziende.

     

    La pubblicazione del nostro sito rappresenta una tappa importante nelle nostre strategie, dichiara Claudia Lattuada. Il nostro lavoro ci porta ad esplorare vari spettri della creatività e dell’ottimizzazione degli spazi, prendendo in considerazione le conseguenze di queste scelte sulla qualità della vita. Attraverso il sito di 5.1 CODE, vogliamo dare al pubblico la possibilità di avvicinarsi a queste discipline e ai professionisti che possono trasformare le loro idee: spazi e momenti reali. Ci è piaciuta l’idea di offrire una piattaforma virtuale nella quale raccontare le immense potenzialità del nostro lavoro”.

     

    È possibile conoscere nel dettaglio tutte le attività di 5.1 CODE, al link www.cinquepuntounocode.it

     

     

    Contatti 5.1 CODE (Cinque Punto Uno Code)

    Web                      www.cinquepuntounocode.it

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