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  • Laurini Officine Meccaniche all’insegna dell’innovazione: si amplia il dipartimento riparazione e revisione macchine

    Busseto, Giugno 2018 – Innovarsi costantemente per proporre un servizio concorrenziale, efficiente e sempre più completo: Laurini Officine Meccaniche, grazie all’importante sviluppo della struttura aziendale, ha ampliato il dipartimento di riparazione e lavorazioni. Non solo prodotti Laurini, quindi, ma il trattamento di tutte le macchine, per pipeline, cave e movimento terra che necessitano di revisione, manutenzione e servizio ricambi.

    Capannoni attrezzati con gru ad alta capacità di sollevamento, mezzi di movimentazione piazzale e manodopera competente e professionale, hanno permesso a Laurini Officine Meccaniche di poter occuparsi di macchine di grandi dimensioni e peso, provenienti da clienti italiani ed internazionali. Un servizio tempestivo e costantemente aggiornato negli strumenti e nel supporto tecnico, che risolve criticità causate da malfunzionamenti o usura.

    “Scegliere Laurini Officine Meccaniche significa affidarsi ad un team specializzato ed altamente qualificato” ha affermato Marco Laurini, Presidente di Laurini Officine Meccaniche. “Siamo nati oltre 60 anni fa come officina di riparazione, nel tempo siamo diventati costruttori e abbiamo tutte le conoscenze e una lunga esperienza relative al settore. Vogliamo implementare l’attività che ci ha fatto crescere mettendo la stessa attenzione e cura anche nella riparazione di macchine non nostre, garantendo risultati portavoce di una qualità assoluta”.

    Laurini Officine Meccaniche S.r.l.
    Loc.Spigarolo
    43011 Busseto (Parma)
    T. +39 0524 91844
    [email protected]
    www.laurini.com

    Press office Terzomillennium
    [email protected]
    T. +39 045 6050601
    www.terzomillennium.net

  • Mutui prima casa: LTV in aumento di oltre 7 punti percentuali

    Nel corso del 2017 in Italia sono state acquistate tramite mutuo ipotecario circa 260.000 abitazioni (Fonte: Agenzia delle Entrate e Abi), ma quando si rivolgono ad un istituto di credito, quale percentuale del valore dell’immobile gli italiani cercano di finanziare col mutuo e come questa è variata nel tempo? Per capirlo Facile.it e Mutui.it hanno analizzato oltre 17.000 domande di mutuo prima casa* scoprendo che, a fronte di una richiesta media pari a 133.456 euro, nel 2017 gli aspiranti mutuatari hanno cercato di finanziare il 70,6% del valore dell’abitazione principale, ovvero 7,66 punti percentuali in più rispetto al dato del 2013.

    «L’aumento dell’LTV, sigla che rappresenta il rapporto tra il valore del mutuo richiesto e quello dell’immobile da acquistare, è un segnale positivo ed è legato principalmente a due fattori», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Da un lato la riduzione dei tassi di interesse e la sostanziale stabilità dei prezzi delle case che consentono agli aspiranti mutuatari di chiedere somme più alte, dall’altro la maggiore disponibilità degli istituti di credito che, a fronte di un miglioramento generale dell’affidabilità creditizia dei richiedenti, tornano a finanziare percentuali maggiori rispetto al recente passato».

    Analizzando i dati su base regionale emerge un quadro abbastanza variegato di quanta parte del valore della prima casa si cerchi di ottenere dalla banca. Gli aspiranti proprietari che hanno tentato di finanziare attraverso il mutuo una percentuale maggiore sono quelli residenti in Puglia; qui, nel corso del 2017, il valore LTV medio è stato pari al 73,42%. Seguono i richiedenti della Sicilia, che in media hanno cercato di finanziare il 73,38% e quelli residenti in Umbria, con un LTV pari al 73,24 %.

    Guardando la classifica nel senso opposto, invece, l’LTV più basso si registra in Basilicata (67,29%); seguono Molise, dove in media si è puntato a finanziare tramite mutuo il 67,53% del valore immobiliare, e Lazio, con un LTV medio pari al 69,22%.

    LTV inferiori, però, non necessariamente equivalgono ad importi più contenuti; ad esempio al 73,42% del valore immobile richiesto dagli aspiranti mutuatari pugliesi corrisponde una cifra media di mutuo pari a 115.155 euro; al 69,22% registrato nel Lazio, invece, corrisponde una richiesta pari a 151.043 euro.

    «Il valore dell’LTV rappresenta un elemento importante da tenere in considerazione quando ci si presenta in banca», continua Cresto «È bene sapere che spesso al crescere di questo parametro corrisponde un aumento dello spread applicato sul finanziamento dagli istituti di credito e, di conseguenza, anche degli interessi che graveranno sul mutuatario.».

    Facile.it ha realizzato alcune simulazioni** per verificare come lo spread applicato dalle banche cambi al variare dell’LTV corrispondente. Ipotizzando una richiesta di mutuo a tasso fisso di 160.000 euro, da restituire in 25 anni per acquistare un immobile di 320.000 euro (LTV pari al 50%), le proposte attualmente sul mercato hanno uno spread mediamente compreso tra lo 0,25% e lo 0,50%; considerando invece la stessa richiesta di mutuo, ma per un immobile da valore pari a 200.000 euro (LTV 80%) lo spread applicato dagli istituti di credito può arrivare anche allo 0,70%. Una differenza apparentemente minima, appena dello 0,20% nel nostro esempio, che però si traduce in una maggiorazione di 5.000 euro della cifra da restituire alla banca.

    Il costo del mutuo aumenta di molto se la somma che si cerca di ottenere supera l’80% del valore dell’immobile; ipotizzando sempre una richiesta di mutuo a tasso fisso di 160.000 euro per acquistare una casa da 180.000 euro (LTV pari all’89%) ad esempio, lo spread applicato dalle banche può raggiungere anche il 2,5%, percentuale che si traduce in oltre 45.000 euro di interessi in più rispetto allo 0,70% considerato nella simulazione precedente.

    Le grandi province italiane

    Guardando le richieste di mutuo prima casa presentate nel 2017 tramite Facile.it e Mutui.it e analizzando questa volta il comportamento delle 10 grandi province italiane, al primo posto per LTV si posiziona Palermo  (73,49%); seguono in classifica Cagliari (73,40%), Bari (72,46%), Genova (70,83%), Torino (70,64%) e Bologna (70,55%). Esaminando la graduatoria nel senso opposto, invece, al l’LTV più basso si registra a Firenze (67,65%), seguita da Roma (69,11%), Milano (69,52%), Napoli (69,79%).

     

    * Campione analizzato: 17.784 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it dall’1/1/2013 al 31/12/2013 e tra l’1/1/2017 e il 31/12/2017.

    ** Simulazioni realizzate su Facile.it in data 28/05/2018.

     

  • Fhiaba: tecnologia ispirata alla natura

    Portare intatta sulla tavola la preziosa qualità naturale degli alimenti è la missione di Fhiaba: una conservazione Made in Italy che rivoluziona il modo di conservare.

    Integrare tutto il ciclo del freddo per preservare la qualità naturale del cibo: una tecnologia di conservazione morbida con brevetti esclusivi e contenuti innovativi, nata nel settore delle cucine professionali.

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    Fhiaba, azienda che si posiziona ai vertici dell’offerta ultra premium nel segmento della conservazione domestica, offre una gamma completa di prodotti per la conservazione a 360° (frigoriferi, freezer, cantine vini, undercounter, abbattitori e sottovuoti) dalle prestazioni elevate e dotati delle tecnologie più innovative che consentono di combinare le quattro variabili chiave della conservazione morbida per ottenere e mantenere il clima ideale e per restituire alla tavola i sapori genuini degli alimenti:

    • temperatura reale: grazie alla sonda interna, la temperatura indicata è sempre quella reale
    • Tripro RefrigerationTM: il triplo sistema di refrigerazione assicura a ogni elemento il microclima adeguato
    • ventilazione uniforme: il sistema ProVentTM distribuisce in modo uniforme l’aria fredda in tutti i vani frigo
    • controllo umidità: è possibile selezionare tre differenti livelli di umidità (basso, medio e alto)

     

    La tecnologia Fhiaba è oggi l’unica al mondo che consente di gestire tre zone climatiche indipendenti, aumentando le possibilità e la qualità della conservazione alimentare. I sistemi Fhiaba funzionano con refrigerazione laterale, favorendo così il massimo utilizzo in profondità dei vani interni e i cassettoni brevettati TriModeTM possono operare con tre diversi microclimi: frigorifero, fresco, freezer.

    Anche il design Fhiaba si lascia ispirare dalla sapienza della natura che vede nella bellezza estetica un elemento funzionale: curve, linee morbide, forme stondate, acciaio inox microimpallinato e continuità delle superfici favoriscono la massima igiene, mentre il sistema brevettato EvenLiftTM consente di posizionare ovunque i ripiani del vano frigo, senza rimuoverli. Il sistema di illuminazione OptiViewTM, con 10 luci Led superiori e 7 laterali, esalta la visione e il controllo del contenuto del frigorifero.

    Oggi la linea X- Pro si veste con acciaio inox satinato di elegante impatto estetico disponibile in 12 colori, delicate cromie tattili che aggiungono sensualità ai contenuti tecnologici.

    FRIGORIFERI

    I frigoriferi Fhiaba sono proposti in 6 linee: X-Pro, Classic, Stand Plus, Country, Brilliance, Integrated. Ogni linea rappresenta una declinazione di stile e di design, spaziando dal look professionale a quello minimalista, e passando attraverso i modelli che consentono una perfetta integrazione a scomparsa nell’ambiente di casa.

    UNDERCOUNTER

    Con la nuova serie di undercounter, Fhiaba sfida i piccoli spazi, mantenendo gli elevati standard qualitativi e i contenuti tecnologici esclusivi dei frigoriferi. Disponibili in 6 versioni, gli undercounter Fhiaba sono particolarmente apprezzati per l’uso outdoor.

    ABBATTITORE E SOTTOVUOTO

    L’abbattitore Fhiaba è uno strumento versatile, concepito per la cucina totale: dotato di ben 11 funzioni, può essere usato con straordinaria creatività. Si può abbinare con il sottovuoto a incasso che garantisce prestazioni professionali.

     

     

    Per ulteriori informazioni:

    Digital PR a cura di Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

     

  • Intervista all’artista Aurora Bonanno Conti, in arte Ike in occasione della sua personale

    Alla Milano Art Gallery si attende con impazienza l’inaugurazione della mostra personale della rinomata artista Aurora Bonanno Conti, in arte Ike. Dal 18 giugno al 9 luglio la storica galleria, conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, ospiterà le sue opere. Per prepararci a questo incontro, abbiamo voluto conoscerla meglio.

    Signora Aurora Bonanno Conti, sappiamo che l’arte la trova coinvolta in più campi, dalla pittura alla musica, fino alla scrittura. Quando è cominciata questa passione?

    «Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa, alla fine verrà fuori.»

    Per la musica posso affermare che ho sognato sempre di suonare il pianoforte che studiai da bimba e che mio marito mi condusse a scoprire la bellezza della musica classica.

    Per la scrittura invece, dopo la tesi di laurea, sempre. Un cupo inverno, sul treno per Ostiglia, la mia prima sede da preside, vennero fuori i primi versi sull’incontro con la morte: da piccola persi una cuginetta compagna di giochi.

    Anche con il teatro l’incontro è stato precoce: papà e mamma quando avevo quattro anni mi condussero a vedere Il Trovatore al Massimo di Palermo.

    Ike è il nome con cui si presenta nel mondo dell’arte. Ci spiega cosa significa e il perché di questa scelta?

    Papà dipingeva per diletto, e io bambina ne “bevevo” i movimenti, i colori. Ma… ricordo ancora che sulle mie tenere spalle mi posero un’etichetta della scuola con scritto “asina in disegno”. Per anni non osai contraddirla.

    In uno degli anni Sessanta ebbi in dono, da mia sorella Iris, due volumi sull’ikebana. Mi innamorai di quest’arte e la mia casa fu invasa da queste composizioni. Ma il “ricercare” mostra la sua dirompente potenza: su della stoffa di seta gialla dipingo con i pennelli di papà, da tempo lontano dalla terra, e con i colori a olio creo una composizione. IKE è la firma: quasi un senso di gratitudine verso quest’arte mi ha avviata a esprimere la mia interiorità con i colori.

    Qual è stato il suo percorso per diventare un’artista?

    In seguito scelsi il tema paesaggistico. Poi mi chiusi nel silenzio pittorico. Ma il desiderio del “comunicare” come mediazione del vivere si fa pressante. Bisogno che associai all’idea dell’arte nel suo aspetto originario, liberatorio e istintuale. Un’arte che mi offrisse lo spazio per riattivare le mie energie psichiche profonde e mi permettesse di esercitarle nel rapporto con me stessa e con gli altri. Ma ricercavo un linguaggio che aderisse al groviglio emozionale e una tecnica personalizzata. Approdai all’informale e all’uso delle stoffe come pennellate. Negli ultimi anni il mio io pittorico rimase imbrigliato nella musica-pittura che ho chiamato “musica visiva”. Per anni i miei dipinti rimasero nascosti nel timore che la mia interiorità si denudasse, mostrandoli. È il 1964 l’anno del primo dipinto, il 1992 della prima personale.

    Immaginava di arrivare a un tale successo?

    Successo, dal latino successus, che deriva da succedere, ossia venire dopo. Molte e significative le soddisfazioni: ma il “dopo” si scioglieva come neve al sole. Ecco perché affermo che non ho avuto successo. Le motivazioni? L’arte come una pianticella, preziosa e delicata, abbisogna di cure assidue. Famiglia e lavoro spesso mi suggerivano di abbandonarla. I miei lavori non sempre sono di facile lettura. A volte mi “impattavo” con “personaggi” che Dio lo avevano sostituito con il dio-denaro. Infine preziose offerte che varie volte si presentavano, lasciai che si dileguassero. Ogni volta si creava un inspiegabile impedimento.

    Come artista, ricorda qual è stata la sua soddisfazione più grande?

    Essere stata riconosciuta dal prof. Vittorio Sgarbi.

    E anche quando in via dei Serpenti a Roma, dove avevo formato un gruppo di pittori e fotografi denominato “habitare l’arte”, Sergio Calligaris, illustre compositore e pianista concertista, si ferma per vari minuti dinanzi al mio lavoro ispirato alla sua composizione Danze sinfoniche Op. 26 Omaggio a Bellini. Riporto ciò che ha scritto: “È una sinfonia di colori che ho di fronte a me. È straordinario come Ike abbia interpretato così fedelmente e veementemente, attraverso la sua ricchissima gamma di colori, la mia decisione nell’assegnare ad ogni gruppo strumentale una ben definita tensione timbrica.

    La travolgente ritmica del tratto e i contrasti violenti fra le zone d’ombra e di luce evocano con sconvolgente affinità i momenti più tumultuosi della mia composizione. Un lavoro rovente nella sua potenza espressiva”.

    Quale la mostra che ritiene più importante per la sua carriera?

    Artexpo New York, dove fui invitata a collaborare con la galleria “Can Contemporary Art Network – New York”. Ma ciascuna mostra contribuisce alla maturazione dell’artista.

    Sappiamo che ha donato una delle sue opere a papa Giovanni Paolo II. Ci vuole raccontare cosa l’ha spinta a questo gesto?

    La chiesa di via del Tritone, a Roma, appartiene alla venerabile Arciconfraternita dei siciliani a Roma, fondata nel 1594, di cui era stato Primicerio mons. Antonino Maria Travia, emerito elemosiniere di Sua Santità. Non osavo chiedere la sua amicizia. Ma quando fui in pensione – da anni volontaria per gli anziani e i giovani – osai. Nacque un dolce prezioso “comunicare” e, per anni, ogni sera alle 21 in punto “indelebili” lunghe telefonate. E quando stava male gli scrivevo. Lettere che dopo la sua morte – per me molto dolorosa – mi furono restituite. Una mattina telefonò per chiedere di mio marito che stava molto male: «Per tirarsi su, scriva una poesia sulla trascendenza.» Percepì il mio imbarazzo. Richiamò: «Forse un dipinto le verrà più facile.» Non volli deluderlo. All’offerta del dipinto, che egli apprezzò molto, rispose: «Alla mia morte le mie cose si disperderanno, ho un’idea migliore, lo doni al papa.». Il 7 gennaio del 2005, in ginocchio ai piedi del Padre Santo, i nostri sguardi si incontrarono: spento lontano l’uno, velato di pianto l’altro. Il dolore mi aveva serrato le labbra. E non ci fu neanche un grazie. Ora la sua presenza punteggia di serenità la mia solitudine.

    Nel suo percorso artistico ha incontrato molti critici, tra cui il prof. Vittorio Sgarbi, che ha scritto di lei. Come si è sentita in questo caso?

    Un amico comune, il dr. Turi Vasile, mi fece conoscere il prof. Vittorio Sgarbi. Ricordo l’emozione nell’aprire il plico che conteneva il suo scritto. Scritto che mi fece penare per il ritardo. Rivoltami alla sua mamma, la gentilissima signora Rina, lo ricevetti dopo pochi giorni. Nel ringraziarla per telefono, si complimentò per le parole scritte per me. Sono molto grata al prof. Vittorio Sgarbi, unico critico tra quelli da me conosciuti, ad essere andato oltre la tela, oltre i colori, oltre i segni, ad ascoltare il silenzio del libro e della mia sotterranea esistenza. Libro complesso, misterioso, povero e ricco, debole e forte, triste e gioioso. Ma prezioso. Unico.

    Leibniz si chiedeva: a cosa del mondo somiglia la musica? E io: a cosa la poesia? E la pittura?

    Musica, poesia e pittura non sono che tre segmenti della medesima retta, il cui inizio è la meraviglia – stupor – tra i limiti della realtà e della fantasia alla ricerca di sé al di là dei confini dove l’io diventa noi. Ogni musica, ogni poesia, ogni pittura è una storia. La storia di un’anima.

    Una delle ultime mostre che l’ha vista protagonista è stata quella dedicata all’Arte delle donne, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes e allestita nella Milano Art Gallery. In qualità di donna e di artista, che messaggio ha voluto apportare?

    Da molti anni ero lontana dal mondo dell’arte, ma la “mattanza” delle donne mi ha spinta a partecipare a questa mostra con un dipinto presentato in una collettiva a Palazzo Barberini a Roma.

    La donna “accoglie” il dolore. Gestisce le avversità. Consola. Ma, oggi, il confine tra la dimensione umana e la dimensione disumana è stato smarrito. Viene dimenticato di aver avuto in consegna dal padre dei padri una parola che sa di magia primordiale: il rispetto come regola del vivere, anzi, il “fuoco” dell’esistenza. Si ignora che la salvezza dell’uomo, cioè il raggiungere l’equilibrio tra lo spirito e la materia la danno la cultura e la fede. La cultura come conoscenza nel rispetto dell’umanità dell’uomo. La fede come certezza che la vita terrena ha senso se proiettata al di là del quotidiano.

    Come è nato il connubio artistico con il direttore della Milano Art Gallery Salvo Nugnes?

    A causa della scomparsa, durante il trasporto, del mio dipinto per l’Arte delle donne, il direttore Salvo Nugnes mi ha telefonato. Piano piano il velo di distacco burocratico si è frantumato. E si è giunti al “comunicare”. Percepisco sia la sua sensibilità di artista sia la sua apertura alla cultura. Gli confido il desiderio di realizzare nella sua galleria, centro di cultura, una mia personale con i lavori ispirati alla musica, impreziosita dalla critica del prof. Vittorio Sgarbi.

    Da Kandinskij in poi, per molti pittori la musica è stata fonte di ispirazione espressa con tonalità cromatiche. Ma la musica, come ogni altra creazione artistica, è una proiezione simbolica (Susanne K. Langer) e come tale, perché la pittura la renda visibile, è necessario il simbolo che la intuisca, la espliciti. Quando un brano musicale mi “magnetizza”, irresistibile è il richiamo pittorico: il pennello impazza sulla tela a districare la ragnatela che tende i suoi filamenti tra il suono e il colore. E nella lotta per oltrepassare la materia, tempo e spazio si annullano e un nuovo spazio atemporale, quasi teofanico, afferma la sua spazialità a tessere un inquietante ordito che intreccia delusione e rabbia, dolore e gioia, sogno e speranza, preghiera, mutandosi in narrare. Narrare che, a volte, la parola poetica ne chiarisce il cammino.

    Quali sono i suoi futuri progetti?

    Ora vivo in un luogo imbevuto del verde di alberi secolari e dell’azzurro del mare che alimentano la mia passione del fotografare. Preparo una mostra dal titolo “Ascolta il silenzio”, e la teatralizzazione di un mio lavoro.

     

     

  • Alias punta sulla sicurezza collaborativa firmata Stormshield

    Siglato l’accordo di distribuzione tra il produttore europeo di soluzioni all’avanguardia per la tutela di reti, terminali e dati e il noto distributore a valore di Udine.

    Milano / Udine – Non c’è elemento che accomuni le aziende di ogni ordine e grado, indipendentemente dal settore di mercato di appartenenza, come il livello di esposizione dei rispettivi sistemi IT alle minacce informatiche. Che si tratti di attacchi sferrati in modo mirato, di malware diffusi su ampia scala, di vulnerabilità dei sistemi o di un errore umano dettato dalla curiosità o dall’inconsapevolezza, tutte le organizzazioni sono potenzialmente a rischio. Un dato di fatto empirico che oggi richiede misure non solo conformi alle nuove direttive GDPR / NIS, ma in grado di contrastare efficacemente la crescente creatività dei cybercriminali. Una convizione che Stormshield, player europeo di riferimento del mercato della cybersecurity, condivide pienamente con Alias Srl, il noto distributore a valore aggiunto fortemente attivo sul mercato della sicurezza IT, che – in virtù dell’accordo commerciale siglato – proporrà da subito alla propria clientela l’intera gamma di soluzioni Stormshield fisiche e virtuali per la sicurezza perimetrale e industriale (Stormshield Network Security), la cifratura punto-punto dei dati (Stormshield Data Security) e l’hardening di endpoint che difficilmente possono essere dotati di un antivirus (Stormshield Endpoint Security) poiché montano sistemi operativi obsoleti non aggiornabili (p.es. bancomat, macchine impiegate per applicazioni diagnostiche certificate o sistemi di controllo industriale).

    In Italia le pluricertificate soluzioni Stormshield (EU RESTRICTED, NATO, ANSSI Qualified, EAL3+/EAL4+) sono particolarmente apprezzate da organizzazioni che erogano servizi essenziali per il Paese (sanità, industria, energia, telecomunicazioni, PA) o tenute a regolare il traffico dati generato da migliaia di client come le università o aziende di grandi dimensioni geograficamente distribuite. Organizzazioni che hanno la necessità di tutelare al meglio la proprietà intellettuale, la continuità del servizio e i dati riservati di migliaia di clienti privati o aziendali, senza aggiungere complessità ad infrastrutture già di per sé molto articolate.

    Roberto Riccò – Direzione Sales & Marketing, Alias

    “La scelta di Alias Srl di integrare nel proprio portafoglio Sicurezza le soluzioni del produttore europeo, parte del Gruppo Airbus, ha avuto luogo a posteriori di un rigoroso processo di valutazione, che ne ha evidenziato il primato tecnologico in termini di protezione, qualità, adattabilità a qualsiasi ambito operativo e intuitività. Caratteristiche in grado di soddisfare la clientela Alias più esigente” afferma Roberto Riccò, Direzione Sales & Marketing di Alias Srl, che non omette di annoverare tra i plus della partnership con Stormshield la chiarezza e coerenza della politica di canale adottata dal vendor, che consente a VAR, System Integrator e fornitori di servizi di sicurezza gestita di fruire di un ampio ventaglio di nuove opportunità di business, differenziandosi dalla concorrenza proponendo soluzioni dall’intrinseco valore aggiunto.

    Alberto Brera, Country Manager Italia, Stormshield

    “Alias Srl offre una vasta gamma di prodotti e servizi ad un’ampia base di rivenditori, System integrator e Service Provider in tutta Italia e eroga alla propria clientela servizi di formazione come di consulenza pre- e post-vendita di alto profilo, un valore aggiunto concreto e molto apprezzato dagli operatori di canale. Siamo estremamente lieti dell’intesa immediata instauratasi con Alias Srl, un partner competente e saldamente ancorato al mercato della sicurezza IT, con cui condividiamo non solo l’obiettivo di fornire alle aziende soluzioni di cybersecurity altamente integrate, esclusive e avanzate, ma di dar vita ad una partnership altamente qualificata che può fare la differenza sul mercato”, afferma l’Ing. Alberto Brera, Country Manager di Stormshield per l’Italia.

    (altro…)

  • Uni.Kids, per i 50 anni dell’Università degli Studi di Bergamo

    Nel ricco cartellone di eventi organizzati per celebrare il suo 50° anniversario di fondazione, l’Università degli Studi di Bergamo ha voluto pensare anche ai più piccoli con Uni.Kids, ciclo di incontri alla scoperta di libri, cinema, luoghi e tradizioni, creati per avvicinare al mondo accademico le famiglie, ma soprattutto gli “studenti di domani”.

    Una serie di appuntamenti – in programma fino al 23 giugno e dall’8 settembre al 23 ottobre un secondo ciclo di incontri – pensati per stimolare la creatività e la curiosità dei bambini attraverso la scoperta dei luoghi e delle tradizioni del territorio, usando mezzi privilegiati per l’apprendimento infantile: il gioco e la narrazione.

    Sabato 16 e 23 giugno, la Prof.ssa di Storia del Teatro dell’Università degli Studi di Bergamo Anna Maria Testaverde, condurrà i più piccoli alla riscoperta delle tradizionali maschere di Bergamo e della commedia dell’arte: “Smascheriamoci! Pomeriggio in compagnia delle maschere della commedia dell’Arte” e “Gioppino e compagnia bella!” (presso il Teatro di Sant’Andrea, Via Porta Dipinta – Bergamo).

    Sempre il 23 giugno i bambini potranno scoprire cosa sono “I libri porta”, grazie a un laboratorio a cura di moBLArte, organizzato presso il Chiostro di Sant’Agostino (Piazzale Sant’Agostino). Qui i piccoli partecipanti saranno condotti in un viaggio esplorativo, attraverso le soglie più belle di Città Alta, per poi tratteggiare porte e portali, ispirandosi al Metodo Munari.

    Per il calendario completo delle iniziative: www.50unibg.it.

    Gli eventi Uni.Kids, a ingresso libero e gratuito (massimo 20 bambini), prevedono sempre la partecipazione di un accompagnatore. La prenotazione è obbligatoria via mail all’indirizzo: [email protected].

  • Tesoreria e pianificazione finanziaria: un vantaggio competitivo potentissimo.

    Avere una cognizione chiara e aggiornata di quella che è l’effettiva fluidità di cassa della propria azienda o impresa, valutandone la previsione sia a breve che a lungo termine, consente di intraprendere azioni mirate e più efficaci. Solitamente è la direzione finanziaria a gestire la pianificazione finanziaria e la tesoreria di una azienda, ed una valida gestione di entrambe le attività consente di effettuare importanti economie su quelli che sono gli oneri finanziari cui far fronte, limare i vari oneri amministrativi e fare in modo da ottenere concrete previsioni future sui flussi di cassa. Come recentemente evidenziato dallo specialista finanziario Mirco Del Duca, diventa fondamentale andare a monitorare (tramite procedure automatiche) tutte le attività aziendali connesse alla tesoreria e alla programmazione finanziaria, mediante l’utilizzo di appositi software ai quali viene affidato il compito di acquisire in maniera costante ed automatica tutti i dati a disposizione presenti all’interno degli applicativi gestionali adoperati.

    In questa maniera sarà possibile avere in qualsiasi momento una visione chiara di quella che è la propria situazione finanziaria, anche in relazione alle uscite cui si prevede di dover fronte nell’immediato futuro. Adoperare dunque una pianificazione finanziaria accurata rappresenta un enorme vantaggio competitivo per la propria azienda, non soltanto perché grazie ad essa sarà possibile andare a programmare i flussi di cassa con il grande beneficio di poter regolare in maniera efficace i piani di incassi e pagamenti, ma soprattutto per i vantaggi del poter esaminare in qualsiasi momento quella che sarà la fluidità di cassa della propria azienda o impresa in un preciso momento nel futuro. Un piano di cassa accurato e affidabile rappresenta dunque un valore aggiunto al quale è oggi impossibile pensare di poter rinunciare, ed esistono già tutte le soluzioni software per consentire la sincronizzazione dei dati aziendali utili allo scopo.

  • Kerberos protagonista al roadshow di Illuminotronica.

    Giovedì 7 giugno presso il Fenice Energy Green Park di Padova, si terrà il roadshow “Spazi Smart: soluzioni domotiche, efficienza energetica e normative”, l’evento di formazione organizzato da Illuminotronica in collaborazione con Confartigianato Padova e dedicato ai professionisti specializzati del settore.

    Nel corso della manifestazione gli iscritti potranno approfondire le tematiche espresse nelle conferenze dai relatori direttamente con il personale tecnico di Kerberos, azienda che delle tecnologie smart e dei sistemi integrati per l’efficienza energetica ha fatto il proprio core business, divenendo un attore affermato nel comparto del monitoraggio e dell’innovazione.

    I tecnici Kerberos saranno inoltre a disposizione per illustrare con esempi pratici i vantaggi di un corretto sistema di monitoraggio e come sia possibile realizzare soluzioni in linea con la delibera ENEA.

    La partecipazione consente l’accredito di 3 CFP riconosciuti dal Collegio dei periti industriali e periti industriali laureti di Padova e 2 CFP riconosciuti dal Collegio geometri e geometri laureati di Padova.

    www.x-monitor.it

    www.x-lighting.it

    www.maggiordomodelcalore.it

     

  • Anello a fascia in oro rosa di Segreti di Mu, la tendenza più cool dell’estate

    Tra i must-have della nuova stagione non possono mancare gli accessori in oro rosa. L’anello a fascia Segreti di Mu brilla come il sole, per farti risplendere anche nelle calde giornate estive. In vendita esclusivamente online su www.segretidimu.com.

    Tra le tendenze più in voga tra gli accessori dell’estate 2018, l’oro rosa torna a risplendere e ad illuminare con la sua preziosa eleganza. Un richiamo al calore, alle spiagge assolate ed al ritorno della bella stagione, che Segreti di Mu valorizza con l’anello a fascia in oro rosa 18 carati con doppio giro di diamanti da 1,33 a 1,72 carati.

    Un gioiello etico che, con la sua luce ed i suoi colori, sprigiona tutta la voglia d’estate, di mare, di acqua limpida ristoratrice. Proprio le gocce d’acqua, leit-motiv di tutta la collezione Stilla, nell’anello a fascia diventano castoni per i diamanti più puri, che sgorgano lungo la circonferenza rincorrendosi in due file parallele. Il doppio giro di brillanti avvolge con eleganza il dito di chi lo indossa e dona freschezza e luminosità: protagonista durante il giorno, anche con outfit minimal ed essenziali, l’anello in oro rosa sprigiona tutta la sua forza nelle occasioni serali più glamour ed importanti. Un must-have dell’estate, che rende omaggio alla potenza ed forza dell’elemento primordiale dell’acqua, senza rinunciare alle tendenze più innovative.

    L’anello a fascia, così come gli altri pezzi che compongono la capsule Stilla, è in vendita esclusivamente online su www.segretidimu.com, con spedizione in tutto il mondo tramite rete certificata di corrieri portavalori. Segreti di Mu riserva ai propri clienti personalizzazioni gratuite e disponibilità di tutte le misure, anche fuori standard.

  • Beach Tennis Bologna

    BEACH TENNIS A BOLOGNA E PROVINCIA

    beach tennis BolognaPerchè praticare il beach tennis nel nostro circolo?

    Se siete sportivi praticanti e appassionati del beach tennis, allora la scelta giusta che fa per voi è il Tennis Club Castelmaggiore. Il nostro circolo è un luogo esclusivo dove allenare le proprie passioni e condividerle insieme. Per le zone di Bologna e dintorni, non vi sono strutture più adeguate per rimanere sempre allenati e ottenere la forma fisica di cui avete bisogno. Il Tennis Club Castelmaggiore vanta 50 anni di attività e tramite l’esperienza accumulata rappresenta uno dei più importanti e storici poli sportivi nella provincia di Bologna.

    Cosa puoi trovare nel nostro polo sportivo?

    La polifunzionalità del Tennis Club Castelmaggiore consente di praticare in modo ottimale un’ampia varietà di sport con l’unico scopo di rimanere soddisfatti dei nostri servizi e dei risultati che riuscirete a ottenere con le nostre strutture. La scelta di quale sport praticare è davvero ardua, gli impianti che sorgono all’interno del circolo sono veramente tanti e ben assortiti.

    Per gli amanti del tennis è possibile avere a disposizione ben undici campi da tennis illuminati e in terra battuta.
    Sei campi da tennis sono coperti tutto l’anno per consentirvi di proseguire l’attività anche nei mesi invernali e freddi.

     

    Se invece desiderate giocare a beach tennis oppure a beach volley a Bologna, allora due campi con sabbia bianchissima vi aspettano: nei mesi estivi rimangono scoperti mentre nei mesi invernali vengono coperti e adeguatamente riscaldati. Per chi desidera avere un supporto tecnico non vi è alcun problema. Il nostro circolo offre corsi di tennis che spaziano dal livello dilettantistico al livello agonistico, il tutto condito da elevata professionalità e organizzazione.

     

    Ovviamente c’è spazio anche per i bambini: l’erogazione dei corsi avviene in orari e modalità che cercano di aiutare il più possibile le famiglie che vogliono garantire ai propri figli una sana educazione all’insegna dello sport.

    Ma l’offerta non finisce qui, infatti all’interno del Tennis Club Castelmaggiore è anche possibile giocare a calcetto con due campi a disposizione in erba sintetica e dotati di illuminazione notturna. Inoltre due palestre consentono di utilizzare apparecchiature cardio fitness technogym e attrezzature isotoniche. I corsi di fitness, indoor cycling e aerobica vengono continuamente organizzati nelle nostre strutture. In primavera e in estate è possibile tuffarsi in una bellissima piscina e se avete fame o sete potete ristorarvi nella trattoriaoppure nel bar che potete trovare all’interno del Tennis Club Castelmaggiore.

    Cosa rende speciale i nostri campi di beach tennis?

    Innanzitutto tutti i campi adibiti allo svolgimento di attività come il beach tennis presentano le dimensioni regolamentari previste dalle norme di riferimento della disciplina in questione. Ciò che rende veramente speciali i campi di beach tennis E’ l’impiego della cosiddetta ”Sabbia Portoghese”: E’ una particolare tipologia di sabbia che non forma nubi polverose, non soffre problemi di umidità, ha la tendenza a rimanere asciutta e anche nelle giornate piovose mantiene la resistenza alle infiltrazioni d’acqua.

    Per attestare le reali potenzialità ed eccezionali caratteristiche mostrate in utilizzo da questa particolare tipologia di sabbia, E’ sufficiente ricordare che il comitato olimpico del 2004 ha selezionato la ”sabbia portoghese” dopo aver eseguito minuziosi test di confronto su oltre 60 tipologie di sabbie. Questo terreno di gioco presenta qualità estetiche gradevoli e livelli di sicurezza elevati contro le polveri che vengono respirate in campo deai giocatori. Per tutte queste ragioni, la ditta produttrice (Sibelco Italia) è il fornitore ufficiale del pi˘ grande evento internazionale di beach volley che si svolge in Italia: lo Swatch FIVB Foro Italico Grand Slam con sede a Roma.

  • Skyrace Alta Valtellina 2018

    Skyrace Alta ValtellinaLa Skyrace Alta Valtellina giunge nel 2018 alla 6a edizione: la data prevista per quest’anno è il 10 giugno. Si tratta di un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della corsa in montagna. Questa affascinante gara podistica si svolge come ogni anno all’interno dello splendido scenario della Val Viola, nel territorio di Valdidentro, ai piedi del ghiacciaio perenne della Cima Piazzi. Il percorso si snoda per 21 chilometri su pascoli, pietraie e sentieri. Un appuntamento per i veri appassionati, ma anche per tutti coloro che vogliono cimentarsi per la prima volta in questa specialità outdoor o magari allenarsi in vista di ulteriori obiettivi stagionali.
    Anche i più giovani, suddivisi in categorie in base all’età, potranno impegnarsi in questa disciplina lungo percorsi di lunghezza variabile, che vanno dai 200 mt ai 1600 mt. L’obiettivo è di avvicinare i bambini in età sempre più giovane all’affascinante e stimolante mondo del running off-road.
    Evento collaterale alla Skyrace è la camminata di 6 km per le famiglie e gli amanti delle passeggiate. La Camminata non competitiva è aperta a tutti e rappresenta l’occasione, anche per gli amatori, di scoprire gli splendidi scenari della Val Viola, cimentandosi in un percorso di circa 6 km. Sia gli sportivi, sia le famiglie potranno in questo modo vivere una giornata full immersion nella natura incontaminata del Parco Nazionale dello Stelvio e lontani dal caos cittadino, alla scoperta della flora e della fauna alpina.
    Valdidentro fa parte del consorzio internazionale Alpine Pearls, un network che riunisce 25 tra le più belle località alpine unite dal denominatore comune della sostenibilità e della mobilità dolce. L’obiettivo è offrire agli ospiti proposte turistiche consapevoli, senza stress e in piena armonia con la natura, per scoprire tutto il bello di una vacanza senza auto.
    [Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it]

    Info: www.skyracealtavaltellina.it

  • La Grotta dei Gamberi a Ustica

    La Grotta dei Gamberi a Ustica è una delle immersioni più affascinanti che è possibile affrontare in questa bellissima isola, e regala agli appassionati emozioni difficilmente descrivibili con le parole. La grotta prende ovviamente il nome dai gamberi (della specie parapandalus narval) che vi dimorano, ma non è questa l’unica sorpresa che attende il visitatore durante la sua esplorazione. Il bello è che questa grotta ti consente letteralmente di “entrare” nel cuore di Ustica e leggere sulla roccia cenni importantissimi della sua storia, come se fosse un prezioso libro.

    Precisiamo che si tratta di una immersione consigliata solo a sub esperti e che siano in possesso del brevetto deep, data la profondità (circa 40mt) e le insidie che è possibile incontrare durante il percorso. Sottolineiamo dunque l’importanza di non improvvisarsi sub e di affidarsi a personale specializzato per comprendere se si possiedono i titoli e l’esperienza necessaria ad affrontare questo tipo di esplorazione.

    Già all’ingresso della grotta sarà possibile ammirare migliaia di gamberetti attaccati alle pareti della stessa. È preferibile visitarla al mattino dato che la luce a quell’ora è maggiormente in grado di illuminare la parte iniziale della grotta, ad ogni modo è necessario portare con sé torce e faretti per poter usufruire di una illuminazione ottimale. Al suo interno non è raro trovare aragoste, gronchi e spugne. A metà circa della grotta è davvero splendida la sensazione nel voltarsi indietro verso l’ingresso e scorgere il blu della “porta” d’ingresso illuminata dai raggi del sole. Esplorata la grotta ed ammirata la sua biodiversità, sarà tempo di raggiungere nuovamente l’uscita ed iniziare le operazioni di risalita. Lustrica Diving è un diving center di Ustica, i cui corsi possono aiutarti a conseguire i brevetti e la pratica necessaria per poter iniziare ad effettuare immersioni più impegnative come quella della Grotta del Gambero.

  • A Bergamo si coltiva solidarietà. La Festa de LORTO inaugura il weekend del Palio di Città Alta

    In un’oasi verde ai piedi delle Mura Venete patrimonio UNESCO trova casa un progetto che ha saputo unire agricoltura sociale e recupero urbano e che ha fatto di comunità, condivisione e sinergia le sue parole d’ordine. LORTO, l’orto sociale della Città Bergamo, si prepara ad ospitare i festeggiamenti che daranno il via al weekend del Palio di Città Alta con un evento aperto al pubblico per celebrare e condividere l’impegno di quanti hanno voluto dare il loro contributo in questi primi 14 anni di vita dell’orto.


    IL PROGETTO.
     Il progetto è nato infatti nel 2004 da un’idea della Cooperativa Sociale L’Impronta – realtà che da 25 anni lavora con il territorio e sul territorio di Bergamo per aiutare persone con disabilità e fragilità a trovare o ritrovare il loro posto all’interno del tessuto sociale -, che, in collaborazione con il Comune di Bergamo, ha voluto dedicare a persone con disabilità uno spazio di formazione, crescita e lavoro.

    E così, quella che era una zona di rimessaggio di proprietà del Comune ora è un’area di ca. 240mq che impegna 11 utenti, affiancati da 3 educatori e da una ventina di volontari, in attività di orticoltura, come la costruzione e la lavorazione delle aiuole, la formazione dei calpestii, la semina, il trapianto, la manutenzione ordinaria, la cura delle piante, la raccolta e la distribuzione dei prodotti dell’orto.


    LE ATTIVITÀ.
     Grazie all’aiuto dell’agronomo Marco Zonca, le tre sezioni dell’orto – un giardino e un vivaio per fiori e piante, un frutteto e un viale centrale con verdure e ortaggi – sono coltivate con sole tecniche naturali, senza l’utilizzo di pesticidi o altri agenti chimici, rispettando quella che è la naturale stagionalità delle colture. La bacheca esposta all’esterno dell’orto informa di giorno in giorno quali ortaggi sono pronti per la raccolta ed invita cittadini, visitatori e turisti italiani e stranieri a fare la spesa, cogliendo i prodotti direttamente dalla pianta, a fronte di un’offerta libera (nulla è in vendita) che sarà poi destinata a supportare le attività della Cooperativa L’Impronta.

    Non solo uno spazio per il lavoro agricolo, ma anche un luogo di formazione: LORTO apre i suoi cancelli per visite guidate e laboratori didattici aperti a tutti ed organizza anche percorsi educativi di medio-lungo periodo per gli studenti delle scuole elementari e medie. L’obiettivo? Educare alla cura della pianta e alla cura della persona, promuovendo sul territorio, a tutte le età, la sensibilizzazione rispetto ai temi relativi alla disabilità e all’orticoltura.

    Ma non finisce qui: l’importante offerta formativa, socio-occupazionale e socio-educativa si accompagna anche alla cultura, con spettacoli teatrali, aperitivi letterali e concerti, come quelli in programma il prossimo venerdì 8 giugno, dalle 20.00 alle 23.00, in occasione della Festa dell’Orto, che inaugurerà il weekend del Palio di Città Alta.


    LA FESTA DELL’ORTO.
     Un evento gratuito e aperto al pubblico che vedrà salire sul palco sotto Porta San Giacomo i Conciorto, la band di Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone che suoneranno letteralmente verdure fresche per ricreare melodie in un mix, tanto inusuale quanto sorprendente, di Natura e Tecnologia, e, a seguire, la B.B.Band per un tributo ai mitici Blues Brothers a ritmo di RnB & Soul.


    MAI DA SOLI.
     La festa dell’orto è un evento per ringraziare tutte le persone che partecipano e sostengono il progetto, compresa la “rete” de L’Impronta: le famiglie dei volontari e degli utenti, gli abitanti e i volontari dei numerosi appartamenti che compongono i progetti di residenzialità della Cooperativa, gli uffici comunali, le parrocchie, i centri sportivi, le scuole, le altre cooperative e tutte le realtà, pubbliche e private, e i singoli cittadini che negli anni hanno voluto dare il loro contributo.

    «Il nostro motto è “mai dai soli” – commenta il responsabile de LORTO, Simone Rovetta. – Il successo dell’orto sociale, come quello degli altri progetti promossi da L’Impronta, si deve soprattutto alle sinergie che di volta in volta riusciamo a creare con altre realtà. Lavoriamo sul territorio e con il territorio, in un’ottica di inclusività, condivisione e di scambio con la cittadinanza, impegnandoci ogni giorno ad alimentare ed accrescere una rete di solidarietà, che porti benefici non solo alle persone con disabilità o fragilità, ma anche all’intera comunità».

    E proprio con questo spirito, la Cooperativa Sociale L’Impronta sta lavorando con la Cooperativa Biplano all’apertura di un nuovo spazio verde a Grumello al Piano: una grande serra che, tramite il lavoro, e con il supporto di educatori e volontari, darà la possibilità a persone con disabilità di trovare la propria autonomia e la propria dimensione nel tessuto sociale.

  • IL PRIMO EVENTO DEDICATO ALL’HOME STAGING BY HOME PHILOSOPHY

                  HOME|Philosophy Training Day,
    
            Evento esclusivo dedicato all’Home Staging
    

    HOME|Philosophy Academy si occupa di erogare corsi rivolti al mondo dell’home staging e della valorizzazione immobiliare ed è leader in materia nel settore della formazione in Italia.

    Benché giovane, in poco più di due anni ha erogato oltre 90 corsi, formato 200 home stager professionisti e seguito oltre 500 corsisti, oltre ad aver ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui l’accreditamento dalla IAHSP®, International Association Home Stagers Professional, l’associazione fondata da Barb Schwarz, la creatrice dell’Home Staging.

    HOME|Philosophy organizza il primo HOME|Philosophy Training Day, evento formativo esclusivo ed unico nel settore, rivolto a home stagers ed agenti immobiliari, che vedrà la partecipazione di speakers provenienti dal mondo dell’home staging, del design e dell’industria. Filo conduttore saranno le emozioni ed il potere che hanno sulle nostre scelte.

    L’evento è aperto a tutti: home stagers, architetti, addetti ai lavori ma anche a chi, per la prima volta, desidera approcciarsi a questa professione.

       L’evento si svolgerà il 21 giugno 2018 dalle 9.30 alle 18.30
                  presso l’Hotel dei Cavalieri a Milano.

    PROGRAMMA

    9:30 – 10:00 REGISTRAZIONE

    10:00 – 10:15 BENVENUTO ED INIZIO LAVORI

    10:15 – 11:00 LUCIA DI PALERMO – DOTT.SSA IN PSICOLOGIA
    L’influenza delle emozioni nella nostra quotidianità

    11:00 – 11:45 MASSIMO CAIAZZO – COLOR CONSULTANT/DESIGN
    Il colore tra indagini ed applicazioni

    11:45 – 12:00 BREAK

    12:00 – 12:45 FABRIZIO FILIGHEDDU – FORMATORE ED AUTORE
    Il viaggio dell’eroe

    13:00 – 14:30 LIGHT LUNCH SULLA TERRAZZA PANORAMICA

    14:30 – 15:15 MARIKA MENARELLO – PERSONAL ORGANIZER
    L’organizzazione che emoziona

    15:15 – 16:00 SANJA RADOVANOVIC – PRESIDENTE IAHSP EUROPE
    Consulenze verbali e con report – Come vendere il servizio efficacemente ed incrementare i propri guadagni

    16:00 – 16:15 COFFE BREAK

    16:15 – 17:15 FRANCESCO FALCONE –SENIOR PRODUCT MARKETING MANAGER KITCHENAID MDA
    La nuova P del Marketing

    17:15 – 18:00 FRANCESCA GRECO – FOUNDER HOME PHILOSPHY
    Emozionare con la fotografia d’interni

    18:00 – 18:15 VENDORS

    18:15 – 18:30 CHIUSURA LAVORI – CONSEGNA ATTESTATI E GADGET

    Per info:

    [email protected]

    Home

    Home Philosophy

    IL MONDO DI HOME|Philosophy®FEEL HOME, FEEL GOOD

    HOME|Philosophy® è una nuova Filoso a del Real Estate nata grazie alla geniale intuizione di Francesca Greco e di suo marito Gabrio Terribile.

    Gli immobili troppo spesso vengono descritti come un insieme di metri quadri, vani o pertinenze e ci si dimentica della loro vera essenza.

    HOME|Philosophy® pone al primo posto l’aspetto emozionale. Non più immobili ma Case.

    Chi cerca Casa, cerca un luogo dove ritrovare la propria dimensione, il proprio Io, dove proiettare la propria Vita.

    Per questo la Filoso a di HOME|Philosophy® è Emozionare il cliente a partire dall’annuncio pubblicitario con le immagini della Casa e poi durante la visita, momento in cui verranno coinvolti tutti i sensi, grazie a tecniche innovative di marketing immobiliare quali l’Home Staging e la fotogra a d’interni emozionale.

    L’Home Staging consente, con un investimento contenuto, di preparare al meglio una Casa prima che venga messa sul mercato. Lo scopo è di renderla calda e accogliente, mettendone in risalto i pregi af nché il cliente sia colto dal cosiddetto colpo di fulmine. I tempi di vendita si riducono e il margine di trattabilità del prezzo diminuisce.

    Secondo l’ultima indagine di Bankitalia (primo trimestre 2017), sul mercato delle abitazioni in Italia, il tempo medio di vendita di una casa in una città come Milano è di circa 6 mesi. Dopo un intervento di Home Staging, questo tempo si riduce a 58 giorni.

     

     

     

    
    

     

  • Aperitivo Floreale street food per incentivare il turismo a Orvieto

    Aperitivo Floreale street food per incentivare il turismo a Orvieto.

    Incentivo turismo. Questa la leva che muove il Comitato Cittadino dei Quartieri di Orvieto, l’associazione nata nel 2012 con l’obiettivo di promuovere e riscoprire le tradizioni orvietane nei diversi settori della vita sociale al fine di far rifiorire la vitalità di questa splendida cittadina e riportarla a quel fulgore che le è stato proprio fin dal medioevo.

    L’Aperitivo Floreale Street Foodsi inserisce per il terzo anno consecutivo all’interno della manifestazione Orvieto in Fiore.

    L’Aperitivo Floreale Street Food si è svolto il 18 maggio e una giuria d’eccellenza composta da specialisti del settore storico, dell’enogastronomia, degli allestimenti e della comunicazione quali Luigi Bizzarri, Cristiana Curri, Francesco Panzolini, Maria Rosa Borsetti, Iolanda Pomposelli, Roberta Cotigni, Anna Rita Tempesta e Nicola Magrini, hanno decretato vincitore “La Piazzetta” per aver meglio saputo interpretare il tema del Food Floreale-Orvieto in Fiore.

    I bar, ristoranti, pub, pizzerie e vinerie hanno allestito con cura un angolo della propria attività con fiori, piante e colori del quartiere, preparando un aperitivo floreale con cocktails a tema che rispettassero i canoni richiesti: originalità della ricetta, semplicità di realizzazione, perfetta esecuzione e impatto visivo.

    La premiazione è avvenuta il 19 maggio in Piazza Simoncelli ad Orvieto, e Luigi Bizzarri, ex dirigente di Rai Tre, in qualità di Presidente di giuria, tra gli applausi di una folla di italiani e stranieri, ha consegnato la targa al wine bar La Piazzetta.

    I fiori eduli, che sovente rappresentano solo un grazioso elemento decorativo in piatti raffinati, in occasione de L’Aperitivo Floreale Street Food, in una versione Street food e molto pop, combinati alle famose lumachelle orvietane e ai biscotti all’anice, sono stati trasformati in frittelle, torte, sciroppi, marmellate, torte salate, macedonie, bevande aromatizzate o infusi, abbinati a cocktails di fiori o decorazioni floreali, per soddisfare vista, olfatto e palato di tutti coloro che hanno voluto deliziarsi in una full immersion di esperienze uniche nella città di Orvieto in tre giorni permeati di odori, ricchi di storia e intrisi di tradizione.

    Far ripartire l’economia non è un’impresa facile. Lo sanno bene i membri del Comitato Cittadino dei Quartieri che quest’anno hanno dedicato al tema de L’Accoglienza l’evento ‘Orvieto in Fiore’ che ha visto in 2 giorni kermesse, 19 e 20 maggio, tantissimi artisti sfidarsi a suon di fiori. Tre giorni, dunque, ricchi di avvenimenti: l’Aperitivo Floreale Street Food, Orvieto in Fiore e la storica Festa della Palombella che con il “Palio della Palombella” ha dato vita all’accesa sfida tra i quartieri durante le Infiorate e il Torneo dei balestrieri.

    Una meravigliosa città vestita a festa in un lungo week end in cui vetrine e balconi si sono ammantate di piante e fiori con i colori dei quattro quartieri che dividono Orvieto ed il suo contado fin dell’epoca medioevale.

    L’Aperitivo Floreale Street Food non è stato solo uno dei tanti eventi collaterali di Orvieto in Fiore, ma si è contestualizzato perfettamente in questo fine settimana denso di tradizione e folclore come un elemento di arricchimento all’evento stesso, dando risalto all’ingegno, all’eleganza, alla fantasia e creatività delle attività commerciali orvietane. Un valore aggiunto al territorio, un’occasione per i visitatori di poter ammirare e gustare un mix di modernità impregnata di fascino e cultura. Una ulteriore attrattiva per una città che ha bisogno di ritornare in auge, avendo in seno tutte le caratteristiche necessarie per poter incrementare la domanda turistica sia degli italiani che degli stranieri.

    Sponsor dell’Aperitivo Floreale Street Food la Trattoria da Dina, la Country House Torre Collevento e il ristorante Antico Bucchero.

    Non ci resta che attendere il prossimo anno per poter ammirare nuovamente questo concentrato di bellezza, profumi, colori e storia.

    Premi Aperitivo Orvieto in Fiore

    1°classificato come miglior allestimento e miglior cocktail La Piazzetta;

    Premio per il miglior allestimento Bar Duomo;

    Premio per la migliore attinenza rapporto con il territorio Oleoteca Bartolomei;

    Premio per l’interpretazione multiculturale del cocktail Blu Bar;

    Premio per l’eccellenza dei prodotti ed il protrarsi della tradizione Bottega Roticiani;

    Premio per il cocktail più creativo Bar Il Clandestino;

    Ex aequo per il Premio sulla professionalità e la migliore esecuzione nella preparazione dei cocktails ai Bar MontanucciBar Palace Caffè (premio al bar tender).

     

    Ph. Roberta Cotigni

     

    Ufficio Comunicazione Orvieto in Fiore

    Iolanda Pomposelli by For You Communication

    E-mail: [email protected]

     

     

  • Giancarlo Marcali – Riparto da me

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    La personale di Gancarlo Marcali  in tre sedi prestigiose di Mantova.

    Si inaugura sabato 9 giugno, presso la Casa di Rigoletto a Mantova, la mostra personale di Giancarlo Marcali “Riparto da me” a cura di Carlo Micheli.

    L’esposizione, realizzata dal comune di Mantova, offre un approfondimento della produzione più recente dell’artista, contraddistinta dall’uso di tecniche e materiali eterogenei dove fotografia, disegno, scrittura si intrecciano e sovrappongono, creando effetti suggestivi giocati su trasparenze e proiezioni luminose.

    Una ricerca artistica che parte dal “sè” per divenire emblematica della condizione umana. Una meditazione sull’universalità dell’amore nella sua più vasta accezione, ma anche sul tema del dolore conseguente alla perdita, al distacco.

    Il percorso culmina con “searching for my Sheela”, un progetto dedicato alla divinità nordica Sheela na gig, corredato da un testo di Sara Taglialagamba.

    L'immagine può contenere: una o più persone

    A sottolineare l’importanza dell’evento, l’opera “…Et nos cedamus amori”, omaggio agli “amanti di Valdaro”, sarà esposta accanto al ritrovamento, all’interno del Museo Archeologico Nazionale di Mantova.

    L'immagine può contenere: una o più persone e spazio all'aperto

    Inoltre “la memoria del dolore”, una struttura totemica profondamente evocativa, sarà ospitata negli spazi della Galleria Mossini.

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    Catalogo in mostra coi testi di Carlo Micheli, Sara Taglialagamba e del Sindaco Mattia Palazzi.

     

    Note biografiche:
    Giancarlo Marcali sviluppa la sua ricerca artistica in un percorso di ricerca del attimo doloroso.
    Quanti tipi di dolore lacerano l’essere umano? Infiniti, quanto l’abisso dell’anima. Ma tutti lasciano una traccia del loro passaggio, una cicatrice, visibile o meno.
    A dispetto delle nostre diversità, Giancarlo ci riunisce tutti in virtù della nostra comune essenza, per la materia di luce di cui siamo composti, ricordandoci che malgrado lunghi percorsi abbiamo un’origine comune e che il dolore di ognuno ha il diritto di essere espresso.

    Nato in svizzera nel 1963. Si è laureato presso la New South Wales University a Sidney in arti aborigene e le culture delle Isole del sud pacifico. Dal 1990 al 1995 collabora con Martino Vertova alla realizzazione di vetrate d’arte. Dal 1995 al 2000 apre a Milano “Spazio Low Tech” per promuovere il suo lavoro e quello di altri giovani artisti e designer.

    Dal 2003 al 2008 collabora con la galleria d’arte contemporanea Emi Fontana a Milano. Dal 2009 al 2010 lavora alle opere del progetto “Siamo tutti profeti”e la sua ricerca verso la propria identità lo porta alla realizzazione dell’installazione “La memoria del dolore”, esposta poi alla sua personale a Treviso, ed a Gaeta nella mostra collettiva “S-corpo-ro”, opera segnalata al Premio Celeste 2010 e successivamente a Torino e Sansepolcro. Dal 2011 Giancarlo ha esposto le sue installazioni in diverse gallerie d’arte private a Milano, Roma, Napoli, Venezia e Berlino. Degne di nota, a dicembre 2012, la mostra collettiva al Museo civico di Sansepolcro dove il suo lavoro colloquia con la “Resurrezione” di Piero della Francesca e la mostra personale ad Arezzo “Anime di calce” dove per la prima volta presenta la sua nuova istallazione “Ri(e)voluzione”. Nel settembre 2013 vince la biennale di arte contemporanea di Anzio e Nettuno con la sua installazione “Doppelgaenger, avanzamento” e presenta la sua mostra personale “Il corpo e il dolore attraverso i secoli”alla Marsiglione Arts Gallery a Como nella quale ogni sua opera colloquia con un opera storica del ‘400 fino al futurismo italiano. Nel 2014, oltre a numerose mostra collettive, in occasione della restrospettiva organizzata dal museo Vignoli di Seregno sviluppa 2 installazioni di grande portata : “Oobe_tanz of resurrection” e “Et nos cedamus amori” partecipando infine a Fotofever Paris. Nel 2015 seguono la mostra per l’Expo “Cibi condimentum esse famem” a cura del magazine Frattura Scomposta e l’importante collettiva “Segrete, tracce di memoria” a Palazzo Ducale a Genova curata da Virginia Monteverde e La biennale Le latitudini dell’arte sempre a Palazzo Ducale. Nel 2016 la mostra personale a Galway in Irlanda presso la 126 art Gallery e nel 2017 la mostra collettiva Art Performing Festival, Castel dell’Ovo Napoli e la versione ungherese a Budapest della Biennale Le Latitudini dell’arte. Nel 2017 oltre a varie collettive presenta a Palazzo Ducale a Genova il suo nuovo progetto “Searching for my Sheela”, nel quale sono presenti 12 installazioni di fotografia, grafia, video e scultura.
    Aprile 2018 Wunderkammer der Natur presso SR Contemporary Berlino.

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    GIANCARLO MARCALI “Riparto da me”
    a cura di Carlo Micheli

    9 giugno – 8 luglio 2018
    Opening sabato 9 giugno alle 18

    Casa di Rigoletto – Piazza Sordello 23 – Mantova
    Museo Archeologico Nazionale – Piazza Sordello – Mantova
    orari: tutti i giorni 9.00/18.00 – info: 0376.288208
    Galleria Mossini – Via Cavour 104 – Mantova
    tel. +39 0376 368910 – [email protected]www.galleriamossini.it

    Progetto in collaborazione con
    Frattura Scomposta contemporary art magazine
    [email protected]www.fratturascomposta.it

    link evento

  • La Crisi della deutche bank e Uscita dall’euro della germania

    Nonostante le tonnellate di lingotti d’oro fate rientrare in tutta fretta entro i confini tedeschi la principale banca tedesca la deutche bank non gode certo di credibilità nonostante il silenzio dei media europei sulla questione, Nonostante la diffusa omertà in europa la situazione della banca tedesca è ben conosciuta nei paesi come gli Stati Uniti dove i giornali e le autorità non hanno certo paura di dire la loro sui tedeschi già ridimensionati con mezzi convincenti ormai più di mezzo secolo fa.
    L’agenzia di rating Statunitense Standard & Poor’s ha tagliato il rating di Deutsche Bank a BBB+ dal precedente A, la situazione di Deutsche Bank è sotto osservazione da tempo dopo un triennio in rosso ed un 2018 che si prefigura altrettanto deludente.
    Le cattive notizie non provengono solo dagli Stati Uniti, appena pochi giorni fa si è tenuta un’affollata assemblea annuale dove il ceo della deutche bank ha tentato di spiegare agli azionisti la nuova strategia della banca tedesca.
    A dimostrare scetticismo sulla ripresa della banca non sono stati solo i grandi azionisti provenienti in molti casi dall’estero ma gli stessi risparmiatori tedeschi si sono dimostrati non solo scettici ma arrabbiati nel vero senso della parola.
    In realtà la situazione delle deutsche bank va ben oltre un semplice momento di crisi, la banca tedesca per decenni è stata utilizzata dal governo per operazioni ben diverse rispetto all’interesse degli investitori tedeschi e non.
    Questo ruolo ha portato progressivamente la banca tedesca a perdere gli obbiettivi primari che una banca privata dovrebbe perseguire divenendo protettrice e garante delle politiche economiche del governo rendendola di fatto non redditizia per gli investitori privati che avevano puntato su deutche bank.
    I problemi della banca tedesca potrebbero essere molto difficili da risolvere ben più di quello che il ceo ha affermato pubblicamente, soprattutto in quanto le regole dell’unione europea così tanto decantate dal governo tedesco proibiscono il salvataggio delle banche dei singoli paesi.
    Alcuni osservatori finanziari pensano però che il governo tedesco non lascerà che la deutche bank vada incontro al baratro senza intervenire, alcuni pensano che il piano di rientro delle riserve d’oro realizzato dalla germania sia una mossa per uscire dall’euro nel caso sia necessario per salvare la sua banca più famosa.

  • ISCHIA FASHION WEEK 6-10 Giugno 2018

    Ischia Fashion Week, una produzione di Eventsworld di Ivana Triolo, è un’iniziativa che promuove e valorizza brand affermati e designer emergenti. Dal 6 al 10 giugno, l’isola di Ischia ospiterà la seconda edizione che ha in programma tanti appuntamenti dedicati non solo alla moda ma anche all’artigianato, all’arte ed al turismo, rendendo così le vie dell’isola scenario di una kermesse d’interesse socio-economico e culturale. Patrocinato dal Comune di Ischia, con il supporto dell’Assessore ai grandi eventi Marianna Sasso e della giornalista del TG5 Anna Maria Chiariello, con la preziosa collaborazione di Lucia Buono e Luciano Bazzoli noti albergatori Ischitani e di Antonella Ferrari, Fashion Director e direttore del magazine del “Freetime Luxury Lifestyle”. Per tutta la fashion week il Make-up artist sarà curato da Vor Accademy International Beauty di Valeria Orlando unitamente a Cantoni, brand di riferimento per le postazioni make-up che sviluppa strumenti in grado di valorizzare il talento artistico. L’Hair stylist è affidato al brand Philip Martin’s diretto Paolo Patacchini. Schiano Bus e Medmar Navi logistic partners. Al Grand Hotel Della Torre Re Ferdinando, verrà inaugurata la mostra contemporanea degli artisti provenienti da tutta Europa organizzata da “Charm Of Art”; a seguire si terrà la conferenza stampa di presentazione.
    Gli Hotel che ospiteranno le modelle e i vip sono: “Hotel Hermitage e Park terme”, “Hotel Regina Palace”, “Hotel Mare Blu”, “Hotel Miramare e Castello”, “Restaurant La Lampara” (Chef Ciro Calise), “Hotel Annabelle”, “Dim Hotel”, “Hotel Central Park”, “Hotel Imperial”, “Hotel Paradiso”.
    A chiusura della Fashion Week, il 9 giugno, sul pontile del Castello Aragonese le collezioni di: Maison Coveri, Miss Bikini Luxe, Le Piacentini by Miss Bikini Luxe, Anton Giulio Grande Lucia P. “New Pop Collection”, Daniela Grillo Beachwear, Piero Camello con i gioielli di Patrizia Falcone, Amalia Pulcherrima, Anna Toscan con l’artista orafo Antonio Palladino. Guest: Alice Caioli, Medmar e Schiano; conduce Jo Squillo.

    MEDIA: MODAMANIA: RETE 4 , canale “ LA 5” e tgcom.it; TVMODA – SKY-180 visibile in: Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Danimarca, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Grecia, Portogallo, Spagna, Austria, Finlandia, Svezia, Cipro, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Croazia, Macedonia, Liechtenstein, Monaco, Svizzera, Albania, Bosnia – Erzegovina, Montenegro, Russia, Serbia, Ucraina, Turchia, Tunisia, Marocco, Libano, Libia, Siria, Israele, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Irak, Bahrein, Iran, Qatar; THE BEACH CHANNEL – MIAMI il canale televisivo di Miami che trasmette su Atlantic – Channel 5; TVMODA www.tvmoda.it;
    MILANO FINANZA http://video.milanofinanza.it/tvmoda; PLAY.ME – Canale 68; MF FASHION.COM – CLASS TVMODA – http://www.mffashion.com/it/video LA TV
    DEGLI AEROPORTI – LA TV DELLA METROPOLITANA.

    PRESS – Ischia Fashion Week
    [email protected]

  • Dentix apre una nuova clinica a Cinisello Balsamo, la 13° in Lombardia

    Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale, apre un nuovo centro a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Il centro, che sarà inaugurato il prossimo 5 giugno, vede Dentix arrivare a 32 centri aperti in Italia da fine 2014, di cui solo 13 in Lombardia. E prossimamente arriverà anche una nuova apertura a Piacenza.

    La clinica di Cinisello Balsamo, grande 220 mq, sarà aperta in via Libertà 56, poco distante dalla nota piazza Antonio Gramsci, negli spazi in cui prima aveva sede un negozio di abbigliamento. Nel centro verranno assunti 15 professionisti del territorio che saranno a disposizione dei pazienti con un servizio attento e accurato, aperture dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre. Stesso numero di assunzioni e stesso trattamento sono riservati al nuovo centro dell’hinterland piemontese.

    Con le due nuove aperture sale a 280 il numero dei nuovi posti di lavoro creati da Dentix in Italia. Una cifra che continuerà a crescere visto che Dentix ha in programma di aprire entro dicembre 2018 altri 13 centri arrivando a un totale di 45 cliniche diffuse su tutto il territorio italiano. Un obiettivo che è già stato anticipato dal raggiungimento di un altro importante traguardo: la compagnia, infatti, aveva previsto di aprire entro fine 2018 30 cliniche in Italia, risultato che ha raggiunto con largo anticipo, guardando già a nuove prospettive per consolidare ulteriormente la sua presenza nel Belpaese con cliniche di proprietà e non in franchising.

    Da sempre, infatti, Dentix lavora per portare un servizio ad alta specializzazione con assoluta prossimità nelle province italiane e per farlo si avvale di professionisti esperti e formati, pronti a prendersi cura dei pazienti con la massima attenzione. Per questo, a ogni nuova apertura, Dentix assume tra le 10 e le 15 persone per creare uno staff selezionato composto da circa 5 medici odontoiatri e da personale non medico come direttori e vicedirettori di clinica, assistenti alla poltrona e receptionist. Il Direttore Sanitario, nello specifico, si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

    La formula scelta da Dentix, compagnia fondata da un odontoiatra, è per altro molto apprezzata dagli italiani. Ogni paziente, infatti, viene affidato a uno specialista con cui può instaurare un rapporto di fiducia, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto, questo, particolarmente rilevante visto che, secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono le meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano.

    Non stupiscde, dunque, che su oltre 1.200 pazienti che hanno valutato le cure ricevute da Dentix, il 99% si siano ritenuto soddisfatto. Tutto questo, unito al fatto che la Borsa di Londra l’ha indicata come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, fa di Dentix un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso tournover delle cliniche: inferiore alla media del settore.

    «Con la nuova apertura di Cinisello Balsamo e con la prossima in programma a Piacenza, Dentix compie un ulteriore passo in avanti per riavvicinare gli italiani alle cure odontoiatriche. Sappiamo quanto la crisi economica abbia costretto molte persone a dover rinunciare a prendersi cura della loro salute, ma con le nostre cliniche di prossimità e con i nostri prezzi accessibili, tutto ciò non dovrà più accadere. Dentix sta lavorando per essere presente in maniera capillare in tutte le province italiane, offrendo servizi e assitenza di prima qualità. Un impegno che viviamo come una vera e propria missione. E il fatto che la nuova apertura sia la 13° clinica in Lombardia è la dimostrazione di questo nostro impegno – dichiara Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix Entro la fine dell’anno puntiamo ad aprire altri 13 centri, arrivando a 45 cliniche di proprietà non in franchising, aperte in Italia, con un totale di oltre 400 professionisti assunti, lavorando sempre con professionalità e passione, affinchè tutti possano tornare a sorridere».

  • Il 27% degli emiliano romagnoli litiga almeno una volta a settimana per ragioni di risparmio familiare

     

    Più di un emiliano romagnolo su quattro (27%), almeno una volta a settimana litiga in famiglia per ragioni legate al risparmio e comunque, a livello complessivo, in regione si discute per questi motivi all’incirca una volta ogni 15 giorni. Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine* commissionata in occasione dell’apertura del Facile.it Store di Parma da Facile.it a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana per scoprire come viene gestito il risparmio all’interno delle famiglie.

    Ma quali sono le principali ragioni che spingono i residenti in Emilia Romagna a discutere sul risparmio? Alla domanda, il 60% degli intervistati ha risposto “perché uno di noi è veramente sprecone”, mentre il 40%, di contro, afferma che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti della famiglia. Ad essere indicati come spreconi sono soprattutto gli uomini (60%), quando si chiede ci invece sia il più parsimonioso in famiglia, a vincere sono le donne (55%).

    L’indagine ha voluto mettere a fuoco i comportamenti messi in atto dalle famiglie dell’Emilia Romagna al fine di ridurre i costi. Interessante notare come le azioni più comuni siano legate al consumo d’acqua; gli emiliano romagnoli sono molto attenti a fare la doccia, dosando bene l’acqua, anziché il bagno (scelta indicata dal 60% dei rispondenti), o a chiudere il rubinetto quando si lavano i denti (74%), ma quando si tratta di usare la lavatrice o lavastoviglie solo se a pieno carico lo fa addirittura l’82% dei residenti in regione, contro il 70,7% della media nazionale.

    Al fianco di queste azioni, atteggiamenti virtuosi ormai entrati tra le abitudini quotidiane, dall’indagine sono emersi anche comportamenti meno comuni e, in alcuni casi, forse eccessivi tanto che il 79% dei rispondenti (a fronte di una media italiana pari al 74%) dichiara di avere in famiglia un componente affetto da “manie da risparmio” al limite dell’esagerato.

    Le bollette di luce e gas pare rappresentino una sorta di incubo per le famiglie della regione tanto che, quando si chiede di esplicitare quali siano i comportamenti messi in atto per risparmiare, il primo posto è occupato dalla voce “spengo le luci di casa quasi in modo maniacale” (79%) e il secondo da quella “tengo la temperatura di casa al minimo” (47%).

    Altro capitolo importante il risparmio in cucina; circa un rispondente su quattro dichiara di riutilizzare più volte pellicola e stagnola per alimenti, uno su dieci, invece, di acquistare solo cibo prossimo alla scadenza e quindi in offerta.

    Ma quanto risparmiano le famiglie emiliano-romagnole? Nonostante gli sforzi, poco; secondo l’indagine il risparmio medio ottenuto in questo modo dai residenti è basso; pari ad appena 238 euro all’anno.

     

    Dalla ricerca sono inoltre emerse indicazioni relative alle spese che incidono maggiormente sul budget familiare e assicurazione auto, luce e gas sono risultate essere quelle più importanti. Nonostante molti dichiarino di essere già riusciti nel 2017 a ridurre il peso della bolletta del gas (33% del campione) e di quella elettrica (27%), queste rimangono le voci che le famiglie dell’Emilia Romagna vorrebbero ulteriormente alleggerire (61% e 60%), seguite dalla polizza auto, indicata come spesa su cui si desidera risparmiare dal 58% degli intervistati.

     

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

  • Ghiaccio alimentare: resta alto il rischio di contaminazione

    Quanto è sicuro il ghiaccio che bevi? INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare ha presentato ieri con l’assessorato alla Salute della Regione Sicilia e le Asp della Regione i risultati di un’analisi condotta su 125 operatori del settore alimentare da cui è emerso che il 25% produce e utilizza ghiaccio contaminato. Un problema, questo, che non riguarda solo la Sicilia ma l’Italia intera. Sono ancora troppo pochi, infatti, gli operatori che non ripongono la giusta attenzione al ghiaccio alimentare.

    L’allarme era stato lanciato già nel Giugno del 2016 quando INGA aveva presentato il primo Manuale di corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, documento approvato dal Ministero della Salute e redatto, per la prima volta in Europa, per stabilire le buone prassi nella gestione del ghiaccio. E il tema ritorna centrale ancora oggi con la richiesta sempre più diffusa di ghiaccio alimentare per raffreddare le bevande e non solo.

    La filiera della somministrazione – dice Dario Pistorio, Presidente Regionale Fipe Sicilia è molto importante. Noi rappresentiamo 15 mila aziende del territorio siciliano tra lidi balneari, ristoranti, discoteche, pub. Apprezzo moltissimo i primi passi delle Asp che ci danno indicazioni importanti. Il ghiaccio è un alimento e come tale si deve trattare. Si deve sanificare e capire quale è lo stato dell’acqua dei pubblici esercizi. Perché somministrando ghiaccio andiamo a mettere del liquido nei cocktail che poi possono diventare alimenti patogeni nel nostro corpo”.

    La Regione Siciliana è al momento l’unica a essersi occupata della questione, avviando specifiche attività di verifica che hanno portato all’elaborazione di un apposito piano regionale. In particolare, nel corso del 2016 stati controllati 125 operatori del settore alimentare: dall’analisi è emerso che il 25% non era conforme alle normative. Ciò vuol dire che 67 operatori erano non conformi, 66 per ragioni microbiologiche e 1 per ragioni di tipo chimico. Il ghiaccio risultava dunque contaminato per una mancanza di attenzione igienica nella fase della produzione e della conservazione.

    «Sono dati che richiedono un’immediata presa di coscienza da parte di tutte le Amministrazioni e di tutti gli Enti preposti ai controlli. – dichiara Carlo Stucchi, Presidente dell’Istituto Italiano Ghiaccio Alimentare di Roma Purtroppo la produzione, conservazione e somministrazione di ghiaccio non sono tenute nella dovuta considerazione e nella maggioranza dei casi non vengono incluse nel sistema HACCP. Il Manuale che abbiamo redatto , inedito per completezza, autorevolezza e specificità dei temi trattati, consente a tutti di mettersi in regola e indica per la prima volta tutte le norme necessarie a garantire che il ghiaccio arrivi al consumatore privo di contaminanti fisici, chimici, ma soprattutto biologici. Per questo, ringrazio la Regione Siciliana e l’Assessorato alla Salute per l’attenzione dedicata al tema e chiedo a tutte le altre Regioni di dimostrare la stessa attenzione e sensibilità nelle verifiche».

    Fondamentale è, infatti, una presa di coscienza culturale. Una nuova consapevolezza che riconosca il ghiaccio come ingrediente alimentare a tutti gli effetti che a seguito di scarsa igiene, mancanza di sanificazione dei macchinari, manipolazione impropria può andare incontro a contaminazioni. Troppo spesso, soprattutto nei piccoli esercizi che autoproducono ghiaccio, non vengono effettuate con continuità le operazioni di sanificazione delle macchine produttrici e delle relative attrezzature utilizzate per lo stoccaggio. Tutto questo espone a gravi rischi visto che il ghiaccio alimentare nasconde possibili contaminanti fisici, chimici e biologici.

    Il ghiaccio, infatti, se autoprodotto, deve essere considerato nella valutazione dei pericoli e dei rischi svolta con la metodologia HACCP come previsto dal Regolamento CE 852/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio e deve essere oggetto, come tutti gli alimenti, di applicazione di corrette prassi igieniche al fine di evitare contaminazioni e rischi per la salute dei consumatori.

    Per questo INGA ha condiviso con gli Enti preposti al controllo sul territorio una check-list per l’autovalutazione da parte degli stessi operatori della propria produzione di ghiaccio: uno strumento dedicato alla sicurezza alimentare che permette di conoscere le corrette procedure per tenere sotto controllo l’autoproduzione e il prodotto finale.

    «Il ghiaccio rappresenta all’interno del panorama alimentare uno dei cicli produttivi più a rischio. Per questo il Ministero ha collaborato alla realizzazione del Manuale per la corretta prassi operativa per la produzione del ghiaccio alimentare, un documento che può garantire maggiore qualità, sicurezza e tracciabilità e che merita di essere sempre più conosciuto e utilizzato dagli operatori per la massima tutela dei consumatori finali» – spiega Giuseppe Plutino della Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute.

    ***

    INGA Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare è un Ente Non Profit, con sede in Roma, che si pone l’obiettivo primario dello studio, della promozione e della diffusione di una corretta informazione sul Ghiaccio Alimentare.

    L’Associazione si propone inoltre le seguenti finalità a carattere:

    • Operativo: attraverso la diffusione di una corretta informazione sul tema del Ghiaccio Alimentare presso l’Opinione Pubblica e la sensibilizzazione delle Autorità Centrali, Regionali e Locali in merito alle politiche da attuare ai fini dello sviluppo del relativo mercato;
    • Diplomatico: attraverso l’instaurazione ed il mantenimento di rapporti di tipo istituzionale con Enti caratterizzati da finalità analoghe e/o complementari aventi sede in Italia come in altre Nazioni, con particolare riferimento all’Europa ed agli Stati Uniti;
    • Filantropico: attraverso la promozione e valorizzazione delle risorse intellettuali e materiali inespresse, relative al settore specifico del Ghiaccio Alimentare, presenti su tutto il territorio italiano.

    Per saperne di più: www.ghiaccioalimentare.it

  • Dentix apre una nuova clinica a Nichelino, la 5° in Piemonte

    Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale, apre un nuovo centro a Nichelino, in provincia di Torino. Con l’inaugurazione della clinica piemontese, che sarà il prossimo 4 giugno, Dentix arriva a contare 31 centri aperti in Italia da fine 2014, di cui solo 5 in Piemonte. Nella stessa settimana, il 5 giugno, Dentix aprirà a Cinisello Balsamo e entro fine giugno a Piacenza.

    La clinica di Nichelino, grande 350 mq, sarà aperta in via Torino 170, negli spazi dell’ex Banca Popolare. Nel centro verranno assunti 15 professionisti del territorio che saranno a disposizione dei pazienti con un servizio attento e accurato, aperture dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre. Stesso numero di assunzioni e stesso trattamento sono riservati al nuovo centro dell’hinterland piemontese.

    Con la nuova apertura sale a 265 il numero dei nuovi posti di lavoro creati da Dentix in Italia. Una cifra che continuerà a crescere visto che Dentix ha in programma di aprire entro dicembre 2018 altri 13 centri arrivando a un totale di 45 cliniche diffuse su tutto il territorio italiano. Un obiettivo che è già stato anticipato dal raggiungimento di un altro importante traguardo: la compagnia, infatti, aveva previsto di aprire entro fine 2018 30 cliniche in Italia, risultato che ha raggiunto con largo anticipo, guardando già a nuove prospettive per consolidare ulteriormente la sua presenza nel Belpaese con cliniche di proprietà e non in franchising.

    Da sempre, infatti, Dentix lavora per portare un servizio ad alta specializzazione con assoluta prossimità nelle province italiane e per farlo si avvale di professionisti esperti e formati, pronti a prendersi cura dei pazienti con la massima attenzione. Per questo, a ogni nuova apertura, Dentix assume tra le 10 e le 15 persone per creare uno staff selezionato composto da circa 5 medici odontoiatri e da personale non medico come direttori e vicedirettori di clinica, assistenti alla poltrona e receptionist. Il Direttore Sanitario, nello specifico, si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

    La formula scelta da Dentix, compagnia fondata da un odontoiatra, è per altro molto apprezzata dagli italiani. Ogni paziente, infatti, viene affidato a uno specialista con cui può instaurare un rapporto di fiducia, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto, questo, particolarmente rilevante visto che, secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono le meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano.

    Non stupiscde, dunque, che su oltre 1.200 pazienti che hanno valutato le cure ricevute da Dentix, il 99% si siano ritenuto soddisfatto. Tutto questo, unito al fatto che la Borsa di Londra l’ha indicata come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, fa di Dentix un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso tournover delle cliniche: inferiore alla media del settore.

    «Con le due nuove aperture di Nichelino e di Cinisello Balsamo e con la prossima in programma a Piacenza, Dentix compie un ulteriore passo in avanti per riavvicinare gli italiani alle cure odontoiatriche. Sappiamo quanto la crisi economica abbia costretto molte persone a dover rinunciare a prendersi cura della loro salute, ma con le nostre cliniche di prossimità e con i nostri prezzi accessibili, tutto ciò non dovrà più accadere. Dentix sta lavorando per essere presente in maniera capillare in tutte le province italiane, offrendo servizi e assitenza di prima qualità. Un impegno che viviamo come una vera e propria missione. E il fatto che nel giro di due giorni si inaugurano due centri, è la dimostrazione di questo nostro impegno – dichiara Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix Entro la fine dell’anno puntiamo ad aprire altri 13 centri, arrivando a 45 cliniche di proprietà non in franchising, aperte in Italia, con un totale di oltre 400 professionisti assunti, lavorando sempre con professionalità e passione, affinchè tutti possano tornare a sorridere».

  • Know-how to do it: la nuova identità di Varvel

    Completamente rinnovata l’immagine aziendale del Gruppo Varvel: una nuova linea grafica e un nuovo payoff per comunicare l’esperienza e l’innovazione di questa storica realtà bolognese.

    Valsamoggia (BO), 29 maggio 2018 – Il Gruppo Varvel, specializzato nella progettazione e nella produzione di sistemi di trasmissione di potenza Made in Italy, lancia ufficialmente la rinnovata immagine corporate e presenta il nuovo payoff.

     “Know-how to do it”: vale a dire l’unione del sapere e del saper fare, della teoria con la pratica, della ricerca con l’applicazione; il nuovo payoff di Varvel desidera porre l’accento sulla grande competenza del Gruppo, sulla capacità di imparare dall’esperienza e mettere in pratica gli insegnamenti maturati in oltre 60 anni di successi. Perchè l’evoluzione tecnologica è proprio questo: la concretizzazione dell’esperienza e delle migliori competenze per lo sviluppo di soluzioni all’avanguardia e qualitativamente superiori.

    Oltre al payoff, è stato effettuato un aggiornamento complessivo di tutti gli elementi che caratterizzano l’immagine aziendale Varvel: il verde è rimasto il colore identificativo del Gruppo, a sottolineare il forte legame con l’identità passata ed il desiderio di mantenere la riconoscibilità del marchio costruita nel corso degli anni;  sono invece state alleggerite le cromie a favore di tonalità più chiare, sinonimo di innovazione e trasparenza.

    La nuova linea grafica è stata infine applicata anche al mondo del digitale, in particolar modo ai siti web del Gruppo: questi ultimi sono stati riprogettati secondo i contemporanei dettami della user experience e aggiornati non solo a livello di visual design ma anche della stessa struttura per consentire un accesso ai contenuti più agevole, completo ed efficace.

    Questo “cambio di look” mette in evidenza la vitalità di un’azienda storica che continua a guardare avanti, portando innovazione nel mercato internazionale della meccanica di precisione, ma anche rinnovando se stessa e il proprio modo di presentarsi.

    Il cambio di immagine coordinata del Gruppo Varvel rafforza l’identità e la riconoscibilità del brand, da sempre sinonimo di grande affidabilità e di qualità premium nell’industria degli organi di trasmissione.

    GRUPPO VARVEL

    Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerosi settori dell’industria. “Know-how to do it”: Varvel ha le competenze per soddisfare al meglio le richieste dei clienti. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti Varvel è progettata e realizzata in Italia, ma il Gruppo è presente in tutto il mondo con due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale con oltre 100 partner commerciali.

    Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com

    Varvel Marketing Department
    [email protected] – +39 0516721811

    Ufficio Stampa – Borderline Agency
    [email protected] – +39 0514450204

  • Profuma..ti l’estate con i bagnodoccia Avivah!

    Con la stagione estiva, oltre alla beauty routine e al make-up, cambiano anche i prodotti che si utilizzano sotto la doccia. Avivah, brand “Natural Beauty”, propone dei bagnodoccia freschi e dalle differenti profumazioni (Tè Verde/Aloe Vera, Peonia/Muschio Bianco, Legno di Cedro/ Neroli e Abete Bianco/ Lime), perfetti per idratare la pelle dopo il caldo torrido, evitando la secchezza e la disidratazione della pelle.

    I bagnodoccia Avivah, grazie ai loro principi attivi 100% di origine naturale, rispettano il pH e l’equilibrio cutaneo, lasciando la pelle morbida e idratata.

    Oltre alle differenti profumazioni, i bagnodoccia Avivah sono pensati per tutte le tipologie di pelle: secca, molto secca e normale.

     

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    Bagno Doccia Energizzante Rinfrescante Tè Verde/ Aloe Vera:

    i sali minerali e le vitamine dell’aloe vera assicurano protezione alla pelle; le proteine del riso contrastano l’azione disseccante di acqua e calcare e le note del té verde regalano una sferzata di vitalità. La pelle risulta vellutata, delicatamente idratata e piacevolmente profumata.

     

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    Bagno Idratante Rilassante Peonia/Muschio Bianco:

    il muschio bianco idrata la pelle in tutta delicatezza, mentre la peonia regala un’indimenticabile esperienza di relax per un effetto di idratazione e freschezza sulla pelle.

     

    avivah_bagnodoccia_riequilibrante_setificante_legno di cedro_neroli

    Bagno Doccia Riequilibrante Setificante Legno di Cedro/ Neroli:

    le proprietà del legno di cedro rivitalizzano la pelle mentre l’olio di neroli aiuta a riequilibrarla, rendendola tonica e vellutata.

     

     

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    Bagno Doccia Rigenerante Idratante Abete Bianco/ Lime:

    Gli oli essenziali di bergamotto, lime e abete bianco stimolano la circolazione per una sensazione di incredibile relax.

     

     

    I Bagnodoccia Avivah donano alla pelle una piacevole sensazione di profumo ed idratazione per godersi al meglio l’estate!

     

    I prodotti Avivah sono disponibili in esclusiva da Pinalli

    sia in store che sullo shop online www.pinalli.it

     

     

    Per ulteriori informazioni:

    Digital PR a cura di Blu Wom Milano
    www.bluwom-milano.com
    [email protected]

  • 100 Achille Castiglioni playing with design and wood

    IL LEGNO dalla Natura alle Cose e la Fondazione Achille Castiglioni, con il patrocinio del comune di Bergamo: un altro importante appuntamento nel 2018 per ricordare Achille Castiglioni nel centenario della sua nascita.

    Anche IL LEGNO dalla Natura alle Cose omaggia Achille Castiglioni focalizzando l’attenzione su uno dei tratti dominanti della progettualità del grande maestro: il gioco.  Nasce così 100 Achille Castiglioni playing with design and wood, una iniziativa che include la produzione di un puzzle e una installazione site specific per invadere pacificamente, dal 30 maggio fino al 23 settembre la Città Bassa con sagome bidimensionali fuori scala che riproducono la figura di Castiglioni e una selezione di suoi oggetti che rappresentano la storia, la tradizione e la cultura del design italiano nel mondo, ancora oggi nella produzione Alessi, FLOS, Zanotta, Karakter e Tacchini.

    Il legno è l’elemento cardine dell’intera iniziativa, riproporre in legno le sagome di prodotti iconici è un modo nuovo di scoprire la loro origine. Il concept pensato da Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari, riassume e racconta in modo inedito il percorso creativo del designer. Un gioco per divertirsi con gli oggetti di Achille Castiglioni.

    Dichiarano gli architetti Alberto Basaglia e Natalia Rota Nodari: “Con la cura ed il progetto di questa mostra abbiamo voluto esprimere i valori de Il LEGNO dalla Natura alle Cose attraverso la personalità di Achille Castiglioni. Queste grandi sagome fuori scala rappresentano la cultura del progetto unita alla cultura del saper lavorare un materiale come il legno. I pannelli sono come grandi fogli su cui raffigurare progetti, visioni, sogni che si possono realizzare utilizzando un materiale naturale, vivo e dalle potenzialità ancora inesplorate come il legno. Quando il mondo della progettualità e il mondo della produzione industriale o artigianale operano in sintonia si possono realizzare cose straordinarie.”

    Giocare a incastrare, a comporre e scomporre, allineare e sovrapporre le sagome del puzzle, proprio come amava fare Castiglioni anche con i figli Carlo e Giovanna Castiglioni. Un gioco della tradizione familiare. Dichiara Giovanna Castiglioni, ora insieme al fratello Carlo curatori della Fondazione Achille Castiglioni “Achille amava sempre regalarci un puzzle, che ci occupasse il tempo durante le vacanze di Natale. Spesso il soggetto scelto era difficile da realizzare e così si andava avanti per un po’ di mesi. Ci trovavamo tutti intorno ad un’asse di legno, utilizzata per sostenere tutti i pezzi divisi per forma e per colore. Un rito piacevolissimo, che riportava parenti e amici intorno ad un tavolo, prendendosi tutti il proprio tempo, sorseggiando una bibita, accendendo una sigaretta e provando insieme, in un gioco di squadra, a completare il soggetto del puzzle”.

    Il disegno del puzzle accoglie 11 immagini, tante quante le silhouette che si trovano lungo le vie di Bergamo Bassa, partendo da Largo Porta Nuova di fronte alla “zuccheriera”. L’installazione site specific promossa da IL LEGNO dalla Natura alle Cose è un invito rivolto a curiosi ed inventori di tutte le età, ma anche a progettisti ed aziende, a lasciarsi trascinare dalla fantasia, come Achille Castiglioni sapeva fare, ed immaginare progetti, oggetti, luoghi e mondi realizzabili con un materiale così vivo come il legno.

    Ricorda Carlo Castiglioni “Il gioco ha sempre accompagnato la vita dei Castiglioni. Giocare, trovare gli aspetti ludici in moltissime situazioni è stato un modo per esorcizzare le vicissitudini della vita, ma anche un modo per non prendersi troppo sul serio. Essere precisi, puntuali, maniacali nel progettare è sempre stato associato all’ironia, alla capacità di autocritica che hanno trovato spesso nel gioco una loro efficace espressione. Qui parliamo del legno, mio padre lo ha  sempre amato sia quando lo ha utilizzato per realizzare degli oggetti, sia quando lo ha usato per creare bellissimi modellini capaci di tradurre visivamente quanto pensato, progettato bidimensionalmente sulla carta”.

    Il puzzle è esposto nelle vetrine dei negozi di Bergamo e in vendita presso la Fondazione Achille Castiglioni (in Piazza Castello 27 a Milano), al Museo del Falegname Tino Sana (in via Papa Giovanni XXIII, 59 ad Almenno San Bartolomeo, Bergamo) e da settembre alla mostra “IL LEGNO dalla Natura alle Cose _ La straordinaria quotidianità del legno” presso il palazzo della Ragione in Piazza Vecchia di Città Alta, in occasione dell’evento I Maestri del Paesaggio dal 6 al 23 settembre.

    100 Achille Castiglioni playing with design and wood è il primo atto celebrativo di IL LEGNO dalla Natura alle Cose. A settembre “IL LEGNO dalla Natura alle Cose _ La straordinaria quotidianità del legno” ospiterà 100×100 Achille, la mostra dedicata agli oggetti anonimi ideata dalla Fondazione Achille Castiglioni che ha invitato per festeggiare la ricorrenza del compleanno di Achille – il 16 febbraio – alcuni tra i più importanti designer del mondo a scegliere per Achille un regalo, oggetti anonimi, come quelli che Castiglioni ha cercato e collezionato per tutta la vita, scegliendoli più per come funzionano, che per la firma del loro autore.

    È questa un’occasione speciale: 100×100 Achille verrà esposta al di fuori delle stanze della Fondazione Achille Castiglioni. Prima tappa di un lungo viaggio Bergamo perché, come sottolinea l’Assessore Nadia Ghisalberti: “Non è la prima volta che la città ricorda questa figura così importante della storia del design, come quando fu organizzata la bella mostra che GAMeC dedicò ai fratelli Castiglioni negli anni Novanta. Palazzo della Ragione si conferma così spazio espositivo di primaria importanza, dove possono esprimersi diversi linguaggi artistici: non solo l’arte contemporanea, la fotografia, la video arte ma anche il design, con la sua peculiare attenzione alla bellezza degli oggetti quotidiani”.

    L’allestimento, le sagome e il puzzle in legno sono tutti realizzati da IL LEGNO dalla Natura alle Cose, la manifestazione voluta e pensata dal Museo del Falegname Tino Sana che accoglie una quarantina di aziende tutte abili nella lavorazione di questo materiale straordinario producendo semilavorati o prodotti finiti. Promuovere la cultura e l’uso del legno come materia rinnovabile ed ecosostenibile, valorizzando il territorio e le sue eccellenze produttive, un principio ripreso nelle semplici scelte quotidiane, nelle modalità produttive e nelle riflessioni progettuali.

  • COSMOBSERVER presenta il GROCA: Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmologica e Astronomica

    Nasce il Gruppo di ricerca e osservazione astronomica del progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER.

     

    È stato presentato stamattina a Torino, nel corso di una conferenza stampa, il G.R.O.C.A. (di seguito GROCA).

     

    Il GROCA – acronimo di GRUPPO di RICERCA e OSSERVAZIONE COSMOLOGICA e ASTRONOMICA – è la divisione del progetto COSMOBSERVER creato per effettuare ricerche, osservazioni e attività divulgative rivolte ai tecnici e al grande pubblico. Attiva dal 2015, questa divisione di COSMOBSERVER è stata presentata ufficialmente alla stampa, dopo un lungo periodo di strutturazione.

     

    Un progetto fortemente voluto dal fondatore di COSMOBSERVER, Emmanuele Macaluso, e che si inserisce nella strategia che porta il progetto di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica, dal mondo virtuale a quello reale. Cosa rara e in controtendenza in questo periodo storico.

     

    La nascita del GROCA rappresenta un importante tassello nella strategia di COSMOBSERVER – dichiara il divulgatore esperto di comunicazione Emmanuele Macaluso, che continua – oltre all’attività di divulgazione scientifica, che ci contraddistingue fin dalla fondazione, da oggi formalizziamo la nostra volontà di fare ricerca nell’ambito astronomico e astrofisico. Un impegno che prevede anche la creazione di partnership strategiche e sponsorship prestigiose”.

     

    Il GROCA avrà il compito di coordinare studiosi, ricercatori, astrofili e appassionati nell’organizzazione di spedizioni che saranno svolte in alta quota, o comunque lontane dai centri abitati. Purtroppo l’Italia, e in particolar modo l’area settentrionale, rappresenta una delle zone più inquinate dal punto di vista dell’inquinamento luminoso al mondo. Questo fattore, più volte segnalato da COSMOBSERVER in articoli e attività di sensibilizzazione, obbligherà il gruppo a spostarsi verso le montagne o verso aree (anche in altri Stati) non inquinate, e che permettano una buona visione del cielo stellato.

     

    Fanno parte del GROCA: astronomi, astrofisici, astrofili, divulgatori e appassionati del cosmo.

     

    Gli ambiti operativi del gruppo sono: Inquinamento luminoso (ricerca, mappatura aree e campagne di divulgazione e sensibilizzazione), planetologia, osservazione e ricerca lunare, divulgazione astronomica e astrofotografia.

     

    Di seguito il link diretto alla pagina  del GROCA su COSMOBSERVER:

    http://www.cosmobserver.com/GROCA.htm

     

     

    COSMOBSERVER

    Web: www.cosmobserver.com

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    Twitter: https://twitter.com/thecosmobserver

    Blog: http://thecosmobserver.blogspot.it/

  • “IO” La mia Arte inaugurata dal prof. Vittorio Sgarbi: intervista a Gabriele Salvatore di Artemente

    Domenica 3 giugno alla Galleria Artemente (via dei Mille 43, Jesolo) verrà inaugurata la mostra “IOLa mia Arte con la presenza straordinaria del prof. Vittorio Sgarbi e con la collaborazione e sinergia di Spoleto Arte e del suo presidente Salvo Nugnes. Eccone un breve assaggio con l’organizzatore e artista Gabriele Salvatore.

    Il prof. Vittorio Sgarbi inaugurerà la mostra dal titolo “IO” La mia Arte alla Galleria Artemente il 3 giugno. Ha mai incontrato il prof. Vittorio Sgarbi di persona?

    No, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo. Questa sarà un’ottima occasione per farlo!

    L’evento è organizzato in collaborazione col manager della cultura Salvo Nugnes. Com’è nata questa sinergia?

    Questa conoscenza è nata in modo particolare: ho inviato delle mail d’invito a Salvo Nugnes per alcune mie mostre personali, che feci nel 2014 e nel 2015 con la presenza di Red Canzian, il bassista dei Pooh. Salvo cortesemente mi chiamò, dicendomi che non avrebbe potuto esserci per impegni presi precedentemente, mi chiese il motivo per cui c’erano dei cantanti come testimonial delle mie mostre, e rimanemmo piacevolmente al telefono a parlare d’arte per quasi un’ora… Poi ci incontrammo a Venezia in occasione di alcune mostre da lui organizzate. Con Salvo entri subito in sintonia su vari argomenti artistici…

    Qual è stato il suo percorso? Com’è diventato artista e gallerista?

    Mi definisco un artista con uno spazio espositivo, ho iniziato a creare opere ispirato da miei testi, scritti mentre facevo un altro lavoro. Lavoravo in spiaggia e alla sera, alla chiusura degli ombrelloni, c’era questo scenario di colori nel mare molto suggestivo. Da lì l’ispirazione per i testi e poi le opere pittoriche. Ho vinto un primo e secondo premio a un concorso locale di pittura e poi ho proseguito passando da un progetto espositivo all’altro.

    Che rapporto ha con la città di Jesolo? Quali le difficoltà e quali le potenzialità in ambito lavorativo-artistico?

    Il mio rapporto con la giunta comunale di Jesolo tutta, dal sindaco agli assessori, è molto buono, di stima e simpatia. E questo anche se non ho mai ricevuto un contributo economico per i miei progetti espositivi.

    Con dispiacere vedo crescere dei mercatini senza spessore, la costosissima manifestazione di Miss Italia continua a esserci, spuntano intrattenimenti non adatti a una città con turisti internazionali; ma per delle esposizioni non esiste un salone o un museo moderno in città, l’unica galleria a Jesolo rimane Artemente. Con rammarico vorrei sottolineare i tanti progetti di valore presentati e bocciati dalla giunta comunale. Le esposizioni a Jesolo sono delegate esclusivamente ai privati, perché di pubblico per esporre purtroppo non esiste alcuna location ufficiale da promuovere anche all’estero, e avere quindi una maggiore visibilità con nomi di rilievo.

    Qual è stata la sua soddisfazione più grande come artista?

    Aver creato Cinquantarte Pooh, l’unica collezione al mondo firmata dai cinque componenti dei Pooh l’ultimo anno della loro carriera artistica, il cinquantesimo. È stato un lavoro di un anno e, come direttore artistico, ho avuto al mio fianco Red Canzian, anche lui pittore, in un progetto unico, anche questo mai elogiato dal comune di Jesolo.

    Quali sono stati gli ospiti illustri ai suoi vernissage?

    Tanti e non facili da gestire senza un sostegno esterno. Tony Hadley il cantante degli Spandau Ballet e Paul Young, due nomi internazionali che hanno firmato due mie collezioni pittoriche create per loro, sono sati di una umiltà unica, di una affabilità incredibile, nonostante la loro popolarità. Vorrei sottolineare che in Italia ci dimentichiamo molto presto di chi ha successo con valore dicendo: «Ormai non fa più niente». Non è così per gli stranieri che guardano il valore dell’autore. Questi due cantanti ancora oggi hanno dei tour pieni di date per i loro concerti in tutto il mondo, ma non in Italia. Altri artisti con cui ho collaborato sono stati Morgan, a cui ho organizzato un vero concerto dal vivo in galleria nel 2014, con più di cinquecento persone come pubblico. Ricordo di aver conosciuto uno dei grandi parolieri e scrittori di testi, Pacifico (Gino De Crescenzo), all’ultimo festival di Sanremo con Ornella Vanoni, ma autore anche per Bocelli, Nannini e moltissimi altri cantanti. L’incontro con lui è stato uno scambio su Poesia e Pittura davvero di spessore. E poi tutti gli altri personaggi con cui ho collaborato, dai Pooh a Ryan Molloy, fino, per scopi benefici, alla Nazionale Calcio Campioni dei Mondiali in Spagna del 1982, con Paolo Rossi, Dino Zoff e tutti gli altri.

    Ci spiega il progetto “Cinquantarte Pooh”?

    Cinquantarte Pooh racchiude in un’unica opera l’arte musicale e l’arte pittorica, per festeggiare cinquant’anni di carriera dei Pooh, ho creato cinquanta opere di misura 50×50 cm, che rappresentano in una interpretazione personale copertine o dettagli di esse, di loro album, con sfumature e grafiche attuali e personalizzate in modo materico, grafico, geometrico in modo diverso dall’originale.

    Come sceglie le opere che poi accoglie nella sua galleria?

    Cerco di differenziare la scelta delle opere tra loro in caso di mostre collettive e di coinvolgere artisti che potrebbero alla lunga creare collezioni particolari per poter uscire dai soliti schemi.

    Che consigli darebbe a un giovane che vuole intraprendere la carriera di artista?

    Consiglierei di avere un lavoro primario per poter vivere decorosamente e coltivare la passione dell’Arte crescendo sempre più nella qualità.

    Secondo lei un gallerista deve aprirsi al mercato dell’arte internazionale al giorno d’oggi?

    Oggi  bisogna assolutamente aprirsi al mercato internazionale. In Italia si parla sempre dei soliti nomi famosi per investire su un nome sicuro, ma che ormai non è più tanto sicuro come dieci anni fa… Il mercato dell’investimento sta cambiando, ma pochi in Italia capiscono che occorre investire sui nuovi Picasso, nuovi Mondrian, Vedova ecc. Pensano di investire tutti sui soliti nomi famosi, che ormai stanno scendendo di valore. Ma per la maggior parte dei casi sto parlando d’investitori non di grandissimo livello per l’Italia, sia come cifre che cultura: molte delle persone che investono non sanno nulla di Arte, investono semplicemente su un nome e basta.

    Quanto conta aprirsi all’estero?

    Bisogna. Quando andiamo a visitare una mostra di artisti americani o cinesi, ammiriamo le opere che ci vengono presentate. E percepiamo i lavori come se fossero il frutto di quelle nazioni, non di un singolo artista, perché loro hanno uno Stato che sostiene la promozione dell’arte al di fuori dei confini con contributi economici e pubbliche relazioni tra Stati. Inoltre paghiamo un biglietto d’ingresso alla loro mostra; qui in Italia per l’Arte moderna siamo fermi.

  • Grande giornata finale di Pro Biennale di Sgarbi con l’Incontro sull’arte di Roberto Villa

    Riscontra una conclusione decisamente positiva la mostra Pro Biennale presentata e inaugurata dal prof. Vittorio Sgarbi l’8 maggio a Venezia. Dall’8 al 29 maggio le opere di più di un centinaio di artisti sono state esposte nelle prestigiose sedi di Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador, 4810) e Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri, 1270).

    Fino al giorno della chiusura, martedì 29 maggio, Pro Biennale si è arricchita di incontri culturali che hanno visto al centro l’arte in diversi ambiti. Ospiti di questi appuntamenti, moderati dall’organizzatore Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, sono stati Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Tony Di Corcia, scrittore delle biografie di Versace e Armani e Roberto Villa, fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    Proprio Roberto Villa ha animato la serata finale dell’esposizione con l’Incontro sull’arte, incentrato sul linguaggio fotografico e sull’utilizzo che si fa oggi dell’immagini, alla Scuola Grande di San Teodoro.

    Nella location a due passi dal Ponte di Rialto hanno esposto le loro creazioni Daniela Acciarri, Lisa Bertè, Andrea Bianco, Diego Boiocchi, Eugenio Bonaldo, Monica Campanaro, Giovanna Capraro, Roberto Cardone, Loredana Caretti, Franco Carletti, Margherita Casadei, Gianluigi Castelli, Rosanna Cecchet, Mauro Cesarini, Giuseppe Colucci, Mauro Cominoli, Maria Conserva, Emanuela Corbellini, Alberto Curtolo, Antonio D’amico, Giovanna Da Por Sulligi, Rina Del Bono, Daniela Delle Fratte, Mario Dionisi, Amalia Di Domenico, Jacqueline Domin, Italo Duranti, Francesca Falli, Chiara Fassari, Giuliana Maddalena Fusari, Maria Giachetti, Rosangela Giusti, Stefano Grasselli, Valeria Grinfan Toderini, Stephanie Holznecht, Cettina Incremona, Leo Panta, Vincenzo Maio, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Mauro Martin, Carla Moiso, Karin Monschauer, Serge Nguyen-Khac, Giuseppe Oliva, Paola Paesano, Lucio Palumbo, Antonio Pamato, Katiuscia Papaleo, Giuditta Petrini, Gabriella Pettinato, Sara Pezzoni, Alda Picone, Sigrid Plattner, Guido Portaleone, Dannie Praed, Luigi Prevedel, Gianfranco Puddu, Antonella Rollo, Claudia Salvadori, Moris, Simona Sottilaro, Elettra Spalla Pizzorno, Giacomo Susco, Stefano Tenti, Luciano Tonello, Cinzia Trabucchi, Jack Tuand e Giovanna Valli.

    Allo Spoleto Pavilion si sono invece potute osservare le opere di Marco Appicciafuoco, Gianni Balzanella, Gianfranco Bartolomeoli, Paola Bona, Alessandra Candriella, Rosanna Cecchet, Maria Pia Contento, Domenica Cosoleto, Vincenzo Cossari, Felice Cremesini, Milena Crupi, Gloria De Marco, Mimmo Emanuele, Stefania Fietta, Roberto Giacco, Maria Franca Grisolia, Nadia Latilla, Francesca Aurora Malatesta, Maura Manfrin, Federica Marin, Silvana Mascioli, Grazia Massa, Mario Mattei, Karin Monschauer, Giuliana Vallyka Morandini, Daria Picardi, Andrea Pitzalis, Anna Reber, Simona Robbiani, Rolando Rovati, Alessandro Sbrogiò, Albertino Spina, Antonio Spitaletta, Fedor Kuz’mic Suskov, Federico Tamburri, Remo Tesolin, Cesare Triaca, Emel Vardar e Flavio Zoner.

  • Le formule Monge per l’alimentazione del tuo cane, completezza e naturalità

    Da oltre 50 anni, Monge propone alimenti per cani di alta qualità che mirano a coniugare la massima completezza nutrizionale con i migliori requisiti di salute, appetibilità e digeribilità.

    Oggi, la gamma Monge è diversificata in un’ampia scelta di alimenti secchi e umidi dalla formulazione specifica, in modo da fornire ad ogni cane il giusto supporto alle funzioni vitali rispettando allo stesso tempo le sue peculiari esigenze di benessere.

    Tutte le formule del cibo secco Monge nutrono intensamente senza appesantire la digestione, promuovendo lo sviluppo armonico del cucciolo e il mantenimento ottimale del cane adulto: merito di un consistente apporto di proteine ad alto valore biologico da carni pregiate, digeribili e ricche di principi nutritivi, associato ad un dosaggio bilanciato di nutrienti attivi da ingredienti vegetali di elevata qualità.

    Grazie ad una preziosa integrazione di fermenti prebiotici FOS e XOS, le crocchette Monge favoriscono la digestione e prevengono i più comuni disturbi gastrointestinali, promuovendo allo stesso tempo la replicazione della microflora intestinale: ciò si traduce in una assimilazione ottimale di tutti i nutrienti, con effetti benefici sul sistema immunitario e sul benessere generale.

    La presenza delle vitamine (A, E, D, gruppo B) fornisce un adeguato supporto al sistema nervoso, alla funzione visiva e a tutti i tessuti; gli aminoacidi rafforzano i muscoli favorendo la massa magra.

    Un intenso apporto di energia è fornito da carboidrati digeribili e ben tollerati, come il riso e, nelle formule ipoallergeniche, la patata; il ferro e il potassio rafforzano il cuore ottimizzando l’ossigenazione delle cellule.

    La presenza del selenio e dello zinco combatte i processi di invecchiamento, aiutando il tuo migliore amico a mantenersi giovane e vitale. I preziosi acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6 proteggono la cute e il pelo, fortificando il cuore e tenendo sotto controllo il colesterolo.

    Molta attenzione da parte di Monge è dedicata alle ossa e alle articolazioni, che nel cane (soprattutto di taglia media e grande) sono particolarmente soggette a fragilità: per proteggerle e rinforzarle al meglio, tutte le crocchette per cani Monge sono arricchite con il giusto dosaggio di fosforo, calcio e condroprotettori (glucosamina e solfato di condroitina).

    Gli alimenti umidi monoproteici Monge nascono principalmente con due obiettivi: aggiungere al cibo secco una fonte di idratazione e fornire un’ulteriore integrazione di fibre e nutrienti funzionali.

    Data la loro completezza, gli alimenti umidi per cani Monge possono anche costituire un’eccellente alternativa al secco in caso di inappetenza, difficoltà di masticazione ed altre esigenze particolari.

    Ricco di proteine di alto valore biologico da carni leggere e digeribili come l’agnello e il coniglio, il cibo umido per cani Monge è arricchito con gli apporti vitaminici e minerali della frutta.

    Nell’ottica di una nutrizione sana e naturale, tutti gli alimenti Monge per cani sono privi di OGM, conservanti e coloranti artificiali.

  • 1 Click: Managed Security! G DATA MES ora su piattaforma Azure

    Disponibile da giugno la nuova formula a consumo per servizi di sicurezza gestiti su piattaforma Microsoft Azure. Con G DATA Managed Endpoint Security powered by Azure il vendor assicura nuove opportunità di business a qualsiasi operatore di canale che desideri avvicinarsi alla sicurezza gestita in maniera semplificata.

    Bologna – A poco più di sei mesi dal lancio della soluzione G DATA Managed Endpoint Security, suite studiata per soddisfare le esigenze di rivenditori specializzati e MSSP dotati di una propria infrastruttura per l’erogazione di servizi di sicurezza gestita a consumo, il vendor teutonico ha raccolto importanti riscontri sul mercato italiano. Tra questi, la forte domanda di una diversa declinazione del MES che consenta a qualsiasi rivenditore di avvicinarsi al mondo della sicurezza gestita con la massima semplicità o agli MSSP con clientela di alto profilo che già si avvale dei servizi cloud di Microsoft di beneficiare della formula MES con la massima immediatezza. Un suggerimento del mercato che G DATA coglie e fa proprio annunciando la disponibilità della suite G DATA Managed Endpoint Security su piattaforma Azure a partire da giugno.

    1 Click: Managed Security!

    Con G DATA MES powered by Azure la sicurezza gestita è a un click di distanza. La declinazione della suite G DATA Managed Endpoint Security su piattaforma Azure ripropone tutti i vantaggi della formula originale già a partire da un parco installato complessivo di 50 licenze (cfr. MES tradizionale disponibile a partire da 250 licenze). Accedendo al G DATA Action Centre e acquistando la licenza per il management server multitenant, il sistema crea automaticamente il server virtuale su piattaforma Azure attraverso cui distribuire le applicazioni client sulle macchine da gestire, configurare le policy e tutti i parametri per i diversi clienti seguiti dall’operatore. Il canone per l’accesso a Azure e a tutti i benefici in termini di continuità del servizio e flessibilità che caratterizzano la piattaforma è già integrato nella licenza G DATA MES il cui prezzo risulta estremamente concorrenziale. Ma non solo. A differenza della formula MES tradizionale, che prevede l’attivazione o disattivazione delle licenze a consumo con cadenza mensile, con il G DATA MES powered by Azure il rivenditore può disattivare i servizi in tempo reale con un click. Una tutela aggiuntiva benvenuta tra gli operatori di canale che desiderano abbattere quanto più possibile il proprio rischio economico affacciandosi a un nuovo mercato, indipendentemente dal tipo di clientela a cui erogano i propri servizi.

    Sicurezza gestita tramite Microsoft Cloud tedesco

    Un altro beneficio della nuova declinazione della soluzione G DATA Managed Endpoint Security è la perfetta conformità alle nuove normative europee sulla protezione dei dati. La suite MES powered by Azure è infatti ospitata nel nuovo datacenter Microsoft in Germania, progettato per soddisfare i più rigorosi requisiti di protezione dei dati e certificazioni dell’Unione Europea: l’accesso fisico e logico ai dati viene gestito esclusivamente da un Trustee tedesco, la stessa Microsoft non ha accesso alcuno alle informazioni ivi archiviate.

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