Blog

  • WILLIAM SCHOOL MUSIC … quando la periferia fa Notizia!

    Nasce nel 2016 a Torre Maura (Casilina) e in pochissimo tempo è diventata un punto di riferimento per chi vuole fare musica, dando un apporto decisamente positivo al territorio stesso. La William School Music, viene alla ribalta nel territorio di Roma come scuola di musica, oltre che per la grande professionalità dei suoi docenti, anche perché si prefigge di insegnare Musica a prezzi contenuti.

    Premessa:

    Crediamo nella Musica e crediamo che tutti quelli che lo desiderano, debbano provare almeno una volta a farla la Musica! (Fabio e William Feliziani)

    —————————————-

    Vorrei, citare le parole del maestro Giovanni Allevi riportate nel suo libro “La Musica in testa”: “Sogno una società dove venga data a tutti i ragazzi l’opportunità di avvicinarsi alla musica, a uno strumento. La loro vita cambierebbe radicalmente e chissà, si avrebbe più rispetto per la cultura e per la propria esistenza”.

    Proprio per questo motivo, per tutte quelle persone che vogliono imparare a suonare e/o cantare, ma non hanno momentaneamente i mezzi per poter sostenere un corso, la William School Music, con grande soddisfazione ed orgoglio, propone le “LEZIONI GRATUITE”; sono completamente gratuite, senza obbligo e/o pagamento di nulla. Con la possibilità di effettuare corsi collettivi con più componenti della stessa famiglia! Inoltre, invece, per chi volesse provare ad iniziare un percorso musicale, ma ha paura, vuoi per timidezza, per pigrizia o per soldi, la William School Music propone durante tutto l’anno,            “2 LEZIONI di PROVA GRATUITE”, senza vincoli di nessuna sorta se poi si decidesse di non continuare!

    Oltretutto, siamo l’unica Scuola di Musica di Roma che permette ai propri allievi di partecipare ai vari provini, casting e audizioni che ci sono in giro per l’Italia, pagandone le spese in caso ci fossero, preparando gratuitamente gli stessi, per fargli sostenere il provino al meglio.

     

    Alla William School Music ci sono Corsi di:

    Canto, Chitarra, Pianoforte, Basso, Violino, Tastiera, Batteria, Percussioni, Laboratori musica insieme, Laboratori per bambini, Lezioni individuali e collettive, Laboratori Teatrali-Music Theater, Corso di Recitazione Cinematografica, Sala prove, Sala registrazione, Sax, Synthesizer, Flauto, Teoria Musicale, Stage & Seminari.

    Produzioni Musicali di Giovani Talenti. Audizioni-Provini-Casting. Mensile da €.25 a max €.80 in Lezione Individuale Settimanale.

    Inoltre compreso nel prezzo Lezioni di Teoria Musicale quindicinali con rilascio di Attestato/Diploma di frequenza.

    Crediti Scolastici. Preparazione Esami di Conservatorio. Parcheggio Privato Gratuito.

    La WILLIAM SCHOOL MUSIC, tra le cose ottenute con il suo operato, ha avuto l’onore di ospitare nella sua sede di Via dei Colombi, 106 a Torre Maura sulla Casilina (Roma), una delegazione di musicisti, proveniente da Nanchino (CINA).  Il Gemellaggio della William School Music con l’Accademia di Musica “QINSHENG QINHANG” di Nanchino CINA ha prodotto uno scambio cultural/musicale di notevole importanza per Torre Maura e per i vari allievi e docenti presenti all’evento.  I bravissimi allievi cinesi, hanno potuto esibirsi oltre che con i vari moderni strumenti musicali, anche con i loro strumenti tradizionali, fondendosi con gli allievi e maestri della scuola … creando un’atmosfera unica.

    Questa è la scuola di musica che sognavamo io e mio figlio.

    Tutto questo è William School Music!

    Fabio e William Feliziani

    www.williamschoolmusic.com

    https://www.facebook.com/williamschoolmusic

     

     

  • Lavoretti creativi e pasta di sale

    Dedicare del tempo ai lavoretti creativi può essere un qualcosa di rilassante e costruttivo, specie se si desidera far fare qualcosa di bello e costruttivo ai bambini, insegnando loro come utilizzare e combinare tra loro diversi tipi di materiali impiegando anche gli utensili adatti. Uno dei lavoretti forse più apprezzato dai bimbi, ma anche dagli adulti, è quello del dedicarsi a creare in casa la pasta modellabile con cui successivamente giocare e con la quale dare forma agli oggetti più fantasiosi. La pasta modellabile fatta in casa più nota è probabilmente quella con il sale, semplice da realizzare e anche economica. Tutto quel di cui abbiamo bisogno infatti, è mezza tazza d’acqua tiepida, mezza tazza di sale fino ed una tazza di farina di tipo 00.

    Come realizzare la pasta di sale

    Il procedimento è veramente semplice ed alla portata di tutti: bisogna intanto mettere tutti insieme gli ingredienti all’interno di una ciotola e mescolare finchè il tutto non si amalgami e diventi un impasto compatto. Bisogna poi aggiungere un pizzico di farina in più ed impastare fino ad ottenere la consistenza desiderata. Nel caso in cui questa dovesse risultare essere troppo secca e friabile, sarà possibile aggiungere dell’acqua ed impastare nuovamente, stavolta sino a raggiungere la consistenza perfetta.

    Cuocere la pasta di sale

    Non appena dato vita alla propria creazione, ed ottenuta esattamente la forma desiderata, sarà possibile cuocere la pasta di sale così da consentirle di ottenere una maggior durezza e consistenza, quasi come se fosse della terracotta. Dopo aver fatto riposare la nostra creazione per 12 ore circa, sarà possibile infornare a  100 C° all’interno di una teglia per 30 minuti, avendo l’accortezza di attivare la ventilazione del forno. Nel caso in cui la vostra creazione dovesse essere particolarmente spessa, potrebbe essere necessario prolungare di qualche minuto la cottura. Potete verificare semplicemente lo stato della cottura mediante il classico stuzzicadenti.

  • Truffe online – i consigli ESET per non cadere nella rete dei criminali

    Ottobre è il mese dedicato alla sicurezza informatica e per aiutare gli utenti a difendersi dalle truffe quotidianamente diffuse su Internet, gli esperti ESET hanno deciso di compilare un piccolo, ma fondamentale, elenco di consigli per individuare le minacce phishing.

    Che si tratti di messaggi SMS, WhatsApp o email lo scopo dei criminali è sempre quello, indurre l’utente a cliccare su un contenuto pericoloso che permetterà di sottrarre ai malcapitati informazioni riservate come i dati personali o quelli finanziari.

    Inoltre però le nuove campagne di phishing sono sempre più sofisticate e rese plausibili per gli utenti che quotidianamente sono bersagliati da messaggi che sembrano provenire dalla loro banca, da famose catene di negozi o addirittura dalla Polizia Postale stessa.

    Proprio per questo ESET consiglia a tutti gli utenti di considerare questi 5 punti prima di ritenere affidabile il contenuto di un messaggio:

    1. Massima prudenza durante la navigazione online

    Il primo consiglio potrebbe sembrare banale, ma non lo è affatto; il fattore umano è considerato infatti a ragione l’anello debole del processo di sicurezza ed è quindi sempre estremamente importante   usare attenzione e prudenza durante la navigazione on-line e nel leggere le email. Ad esempio, mai cliccare in automatico su link (anche sui social media), scaricare file o aprire allegati e-mail, anche se sembrano provenire da una fonte nota e attendibile.

    1. Attenzione ai link abbreviati

    E’ importante fare attenzione ai collegamenti abbreviati, in particolare sui social media. I criminali informatici spesso utilizzano questo tipo di stratagemma per ingannare l’utente, facendogli credere che sta cliccando su un link legittimo, quando in realtà è stato pericolosamente dirottato verso un sito fasullo.

    Gli esperti di ESET consigliano di posizionare sempre il mouse sul link per vedere se questo effettivamente punta al sito di interesse o se al contrario potrebbe indirizzare verso altre destinazioni pericolose.

    I criminali informatici possono usare questi siti ‘falsi’ per rubare i dati personali inseriti o per effettuare un attacco drive-by-download, infettando il dispositivo con dei malware.

    1. Dubbi su un messaggio di posta? Leggerlo di nuovo!

    Le email di phishing sono spesso evidenti e identificarle è abbastanza facile. Nella maggior parte dei casi presentano infatti molti errori di battitura e punteggiatura, parole interamente scritte in maiuscole e vari punti esclamativi inseriti a caso nel testo. Inoltre hanno spesso un tono impersonale e saluti di carattere generico, tipo ‘ Gentile Cliente ‘, seguiti da contenuto non plausibile o fuori contesto.

    I cybercriminali spesso commettono errori in queste e-mail, a volte anche intenzionalmente per superare i filtri anti-spam dei provider.

    1. Diffidare dalle minacce e dagli avvisi di scadenze imminenti

    Molto raramente gli enti pubblici o le aziende importanti richiedono agli utenti un intervento urgente; di solito le minacce e l’urgenza – soprattutto se provenienti da aziende estremamente famose – sono un segno di phishing.

    Alcune di queste minacce possono includere le comunicazioni su una multa, o il consiglio a bloccare il proprio conto. Bisogna ignorare queste tattiche intimidatorie e contattare il mittente privatamente attraverso altri canali.

    1. Navigare sicuri sul protocollo HTTPS

    Si dovrebbe sempre, ove possibile, usare un sito web sicuro per navigare (indicato da https: // contraddistinto dall’icona a “lucchetto” nella barra degli indirizzi del browser), soprattutto quando si trasmettono delle informazioni sensibili online come ad esempio i dati della carta di credito.

    Non si dovrebbe mai usare una rete WiFi pubblica per accedere al proprio conto bancario, per acquistare o immettere informazioni personali online. In caso di dubbio, utilizzare la connessione 3/4G o LTE del vostro dispositivo. In futuro sarà sempre più facile individuare i siti non sicuri, infatti la stessa Google ha iniziato a segnalare ai suoi utenti i siti che non offrono una protezione adeguata. 

    Per ulteriori informazioni su ESET Italia visitare il sito www.eset.it

  • Il profilo professionale di Auro Palomba, Presidente di Community Group e di Reputation Science

    Presidente e fondatore di Community Group e di Reputation Science, Auro Palomba ha un’esperienza consolidata nel settore della comunicazione, in particolare finanziaria, e del reputation management.

    Auro Palomba

    Auro Palomba: dal giornalismo alla fondazione di Community Group

    Auro Palomba lavora per 15 anni come giornalista professionista specializzato in economia e finanza: scrive per importanti quotidiani nazionali quali Italia Oggi, Il Giornale e il Messaggero. Dalla carta stampata passa alla televisione, diventando autore e conduttore di “Nordest” (Class-CNBC) e di Borsa Oggi (Telelombardia). Il 2001 segna il suo passaggio al settore della comunicazione: fonda Community Group e ne assume la presidenza, facendola diventare una società di riferimento a livello nazionale. Molte le operazioni di successo seguite alla guida del Gruppo, tra le quali si segnalano in particolare l’acquisizione del Milan in qualità di advisor di Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Co. Ltd e dell’operazione Alitalia-Ethiad affiancando James Hogan e la compagnia di bandiera degli Emirati. Membro del Consiglio di Amministrazione di Save the Children, Auro Palomba fa parte anche del Comitato scientifico di Quale Impresa. In passato, è stato Responsabile della Comunicazione e Direttore della newsletter di Fondazione Nordest, Direttore della Comunicazione di 21 Investimenti e Netsystem e Vice Presidente e Direttore Generale della “Maurizio Costanzo Comunicazione”.

    Auro Palomba e la nascita di Reputation Science

    Nel luglio del 2018 Auro Palomba fonda Reputation Science insieme ad Andrea Barchiesi, CEO di Reputation Manager. La joint venture unisce le forze delle due società per creare una realtà in grado di gestire scientificamente e in maniera integrata la reputazione online. Il modus operandi si basa, infatti, su una rigorosa analisi dei dati, supportata da metodi matematici (approccio data driven). Sono 80 i professionisti coinvolti in questa joint venture, composta da esperti di comunicazione, ingegneri, consulenti di crisi manageriali e analisti. Reputation Science nasce per la necessità di una “gestione integrata delle reputazione”. Come affermato da Auro Palomba, la reputazione è diventata un asset centrale nella capacità di perseguire i propri obiettivi di crescita e l’esplosione della reta ha determinato un mutamento dei paradigmi della comunicazione. In questo scenario “restare invisibili non è più un’opzione percorribile, dal momento che i media e le community – online e offline – hanno sempre più la capacità di definire la nostra identità anche in modo autonomo, se il flusso di informazioni non viene gestito”.

  • Amos Genish: la crescita professionale e l’impegno in TIM

    Amministratore Delegato e Direttore Generale dal settembre 2017, Amos Genish punta a “trasformare TIM in una vera Digital Telco”.

    Amos Genish

    Amos Genish: il ritratto formativo e professionale dell’AD di TIM

    Nato a Hadera nel 1960, Amos Genish si laurea in Economia e Contabilità all’Università di Tel Aviv. Il suo percorso professionale comincia in una delle principali società contabili israeliane (oggi KPMG Israel), dove si occupa di audit e contabilità per grandi gruppi. Nel 1989 entra come CFO in Edunetics Ltd., start-up specializzata nello sviluppo di sistemi curricolari multimediali omnicomprensivi, in particolare per il mercato scolastico statunitense. Successivamente sceglie di intraprendere una nuova avventura professionale: gestisce la raccolta fondi iniziale per avviare le attività di GVT, un nuovo operatore di telecomunicazioni attivo nelle aree più remote. Ne supporta il lancio in Cile, Perù e Colombia e in seguito viene nominato Amministratore Delegato: dal 1999 porta la società a crescere significativamente e nel 2007 gestisce l’IPO verso la Borsa brasiliana. Dal 2015 al 2017 alla guida di Telefônica Brasil, Amos Genish viene riconosciuto nel 2016 da Institutional Investor il migliore CEO dell’America Latina in ambito Tecnologia, Media e Telecomunicazioni.

    Amos Genish: la visione dell’AD e gli obiettivi per TIM

    “È un privilegio e un onore essere stato nominato Amministratore Delegato di TIM, un’azienda che ha una grande storia e un futuro ambizioso da disegnare”: con queste parole Amos Genish nel settembre 2017 ha commentato la nomina sottolineando il valore del gruppo in cui tuttora opera. L’AD aveva già in mente quale impronta dare all’azienda: “Il nostro obiettivo è trasformare TIM in una vera Digital Telco”. Ed è in questa direzione che oggi guarda il Piano DigiTIM, forte anche dei recenti traguardi nel 5G. “Grazie all’aggiudicazione di tutte e tre le frequenze in gara, TIM consolida la sua posizione di leadership in Italia” ha detto nei giorni scorsi Amos Genish commentando l’esito dell’asta, che per TIM si è chiusa molto positivamente. “Le nuove frequenze acquisite – ha infatti fatto notare l’AD – rappresentano un asset fondamentale per lo sviluppo futuro del gruppo e contestualmente per la crescita della digitalizzazione del Paese”.

  • Autostar si presenta a Treviso: il gruppo friulano impegnato da subito con iniziative a favore del territorio, tra cui una dedicata alla mobilità sostenibile

    TREVISO, giovedì 25 ottobre – Per celebrare l’insediamento della concessionaria BMW, MINI e BMW Motorrad che coprirà la provincia di Treviso, il dealer friulano, tra i primi 10 in Italia, ha scelto di impegnarsi in prima persona promuovendo iniziative locali a favore del territorio: sia intervenendo a favore del patrimonio storico culturale, sia con l’assegnazione di una BMW i3 elettrica alla giunta comunale di Treviso come supporto al progetto di mobilità ecologica.

    “Il nostro mestiere non è semplicemente quello di vendere auto, ma è anche quello di offrire servizi ed esperienze sia a favore dei nostri clienti sia per il benessere del territorio in cui operiamo. Per questo, da sempre, ci rendiamo partecipi in prima persona, con iniziative di valore allineate alla nostra filosofia aziendale e ai bisogni della collettività locale.” – ha dichiarato Arrigo Bonutto, Presidente e fondatore del Gruppo Autostar, che prosegue – “Se il nostro scopo è quello di restituire a Treviso e provincia un punto di riferimento in grado di rispondere puntualmente alle esigenze dei clienti BMW, MINI e BMW Motorrad, al contempo vogliamo diventare un interlocutore attivo nella valorizzazione e nel sostegno di un territorio così prestigioso, ricco di storia, cultura e realtà imprenditoriali importanti.”

    Sono queste le parole che hanno introdotto la serata di presentazione della nuova concessionaria veneta del Gruppo Autostar – con sede a Villorba – che si è tenuta giovedì 25 ottobre alla presenza di oltre 300 persone, tra cui i principali esponenti della politica, dell’imprenditoria e della società locale, e con la collaborazione degli chef stellati Emanuele Scarello – Agli Amici di Godia – e di Renzo Dal Farra – Locanda San Lorenzo di Puos D’Alpago – che si sono sfidati a suon di portate. La location d’eccellenza è stato l’edificio storico della Filanda Motta, dove si sono alternate spettacolari performances musicali e d’intrattenimento – tra cui la presentazione degli ultimi modelli di casa BMW, MINI e BMW Motorrad – a momenti istituzionali. In particolare, alla presenza del board del Gruppo Autostar, del Direttore Vendite BMW Massimo Senatore, dell’Assessore alla Cultura Lavinia Colonna Preti, è stato anche ufficialmente presentato il sodalizio tra il dealer friulano e il comune di Treviso.
    Per celebrare la nuova attività della concessionaria veneta, Autostar ha infatti voluto offrire il proprio sostegno a favore del territorio e della sua comunità. Nel concreto, il dealer friulano si farà carico di alcuni interventi che andranno a portare nuovo lustro al patrimonio storico culturale della città di Treviso. Ma non solo, perché il Gruppo Autostar ha voluto anche gettare le basi per una nuova mobilità sostenibile del Comune di Treviso, offrendo in comodato d’uso gratuito la prima auto elettrica. Si tratta di una BMW i3, che sarà a disposizione di amministratori e dipendenti comunali e renderà più agevoli e ad emissioni 0 tutti gli spostamenti in città.
    «L’elettrificazione è uno dei pilastri della strategia NUMBER ONE > NEXT del BMW Group, che entro il 2025 avrà almeno 25 veicoli elettrificati nella sua gamma di modelli, 12 dei quali saranno veicoli completamente elettrici. A livello globale, le vendite nell’anno 2018 fino ad oggi ammontano a 97.543 unità (+ 42,0%), confermando ancora una volta la posizione del BMW Group quale principale fornitore globale di mobilità elettrificata premium. Anche in Italia, seppur su numeri assoluti ancora piccoli (1.575 unità), si segnala un’importante crescita delle vetture elettrificate della nostra gamma: praticamente nei primi nove mesi dell’anno abbiamo eguagliato il risultato dell’intero 2017.» – ha dichiarato durante la serata Massimo Senatore, Direttore Vendite BMW.
    L’avviamento della nuova sede ha contribuito e contribuirà in modo positivo anche all’occupazione: sono 50 in totale le risorse che verranno impiegate a regime nella sede di Villorba. I dipendenti, inoltre, possono contare su un ricco programma di formazione professionalizzante che il dealer friulano offre in modo costante a tutti i propri collaboratori, a garanzia di un servizio qualificato e aggiornato.
    Ma non solo, perché il Gruppo Autostar ha scelto Treviso anche per il lancio della decima edizione di Sales Academy, la prima scuola di alta formazione per consulenti di vendita nel settore automobilistico ideata e promossa proprio da Autostar e al suo esordio assoluto su questo territorio. Partita il 17 ottobre, quest’edizione vede il coinvolgimento di 10 ragazzi che saranno impegnati fino a dicembre nell’apprendimento dei fondamenti e delle tecniche per diventare i venditori di domani. Le lezioni in aula verranno alternate anche da prove pratiche in concessionaria, per offrire tutte le competenze necessarie per affacciarsi al mondo del lavoro nel settore automotive, con un bagaglio di conoscenze qualificate e certificate.
    “Per la nuova sede di Treviso, prevediamo nei prossimi anni importanti investimenti destinati allo sviluppo sul territorio. Il nostro obiettivo è quello di riportare i marchi BMW, MINI e BMW Motorrad al loro giusto posizionamento e, al contempo, con la garanzia del servizio firmato Autostar, diventare l’interlocutore specializzato ed affidabile per tutta la clientela. In particolare, in un momento storico in cui c’è incertezza sul futuro della mobilità e grande attenzione alle emissioni e ai consumi, il nostro impegno sarà quello di sottolineare come non vadano demonizzate le motorizzazioni diesel euro 6 e 7, meno inquinanti di quasi il 96% rispetto al passato, ed incoraggiare anche le nuove soluzioni di mobilità elettrica e ibrida.” – ha concluso Bonutto.
    La politica imprenditoriale di Autostar vede come principali asset investimenti, tecnologia, formazione e ricerca che, virtuosamente connessi ed integrati, permettono di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi: la previsione di chiusura del 2018 è confermata oltre i 300 milioni di euro, con una crescita superiore al 15% rispetto all’anno precedente ed un EBITDA che supererà gli 11 milioni di euro, già destinati a nuovi investimenti per lo sviluppo e l’organizzazione dell’azienda. Dati che rispettano le previsioni e gli impegni di redditività previsti dal piano strategico e che sono in netta controtendenza rispetto all’andamento generale del mercato.

    Per ulteriori info:
    Blu Wom
    www.bluwom.com | Udine Tel. 0432 886638
    Alessia Toppan – [email protected]

  • Attacchi UEFI: la nuova frontiera della criminalità informatica è ora realtà

    UEFI e Rootkit entrano di diritto tra le APT pubblicamente riconosciute

     Con il passare del tempo, la conoscenza dei termini informatici è cresciuta sia tra il grande pubblico sia tra le imprese. Ciò ha portato anche a una crescente consapevolezza delle minacce tecnologiche. Malware, ransomware, criptomining e minacce persistenti avanzate sono entrate nella nostra coscienza collettiva, se non addirittura come termini di uso comune. Tuttavia, vi sono minacce che non sono così popolari e di cui solo i più informati sono consapevoli.

    Introduzione ai rootkit e UEFI

    Nel 2007, in seguito all’accordo tra Intel, AMD e Microsoft, nonché ai produttori di PC su una necessità di superare i limiti del sistema BIOS (Basic Input / Output System) e in vista dell’implementazione di sistemi operativi a 64 bit, nasce l’UEFI (Unified Extensible Firmware Interface). Questa scelta fu in gran parte dettata dalla necessità di migliorare le prestazioni e la sicurezza dei processi di avvio del PC.

    Oltre a seguire da vicino la transizione dal BIOS all’UEFI per tutto il 2007, ESET si unì pubblicamente alla discussione sulla sicurezza e nel 2012 ha ipotizzato che il nuovo sistema di avvio potesse diventare un vettore di minacce concrete. Nello specifico, le preoccupazioni si sono concentrate sulla potenziale distribuzione di strumenti che potrebbero (come con BIOS) alterare o manipolare un PC durante la sua sequenza di avvio. Negli anni successivi, molti nel settore e probabilmente anche tantissimi criminali informatici si sono interrogati sulle modalità per sviluppare dei rootkit specifici in grado di sfruttare questo canale di infezione. Ma fino a poco tempo fa questi intenti rimasero solo ipotetici.

    Tuttavia, “Visto tutto l’interesse nel poter sfruttare la sequenza di avvio di un PC per attaccarlo, abbiamo deciso di concentrarci sull’identificare tutte le minacce in grado di sfruttare questa fase” come affermato da Roman Kovac, Chief Research Officer di ESET. Mentre molti esperti di sicurezza informatica in tutto il mondo si occupavano di monitorare i rootkit, inclusi quelli UEFI, ESET ha deciso di creare una nuova funzionalità da integrare nella propria tecnologia che fosse in grado di rilevare le modifiche del firmware.

    Una complicazione con la scansione UEFI è che ci sono molti motivi legittimi per la sua modifica. Purtroppo però molti degli stessi vettori che consentono questo tipo di modifiche come la diagnostica o la manutenzione remota, possono anche essere utilizzati in modo scorretto per sfruttare delle vulnerabilità. Tra i metodi studiati sicuramente quello di intervenire fisicamente sulla macchina era finora il più probabile, pensiamo per esempio a un dipendente scontento o a un intruso che modifica il firmware delle macchine di un’azienda allo scopo di danneggiarla.

    Un’altra opzione, l’ultima scoperta in ordine di tempo e che maggiormente ci interessa, è un attacco remoto che utilizzi un malware e vari altri strumenti per modificare il firmware.

    ESET è l’unico fornitore tra i Top 20 a fornire questo livello di protezione in grado di bloccare un simile attacco, ma questa scelta è stata possibile soltanto allontanandosi dai classici paradigmi della sicurezza informatica. Questa decisione ha richiesto enormi sforzi nella ricerca e sviluppo per implementare l’ESET UEFI Scanner già a partire dal 2017 e aggiungendo così la possibilità di eseguire la scansione del firmware di un computer alla tecnologia multilivello presente nelle nostre soluzioni aziendali e consumer.

    Il mito diventa realtà – Sednit trasforma il software antifurto in un APT.

    Tra i criminali informatici, le cybergang e le minacce malware che ESET e l’industria in generale hanno tracciato, il gruppo Sednit noto anche come Fancy Bears è sicuramente un “sorvegliato speciale”.

    Sospettato di celarsi dietro molti attacchi di alto profilo in ambito politico, giornalistico e persino sportivo, Sednit vanta nel suo arsenale un insieme diversificato di potenti strumenti malware.

    Nel documento “En Route with Sednit” divulgato nell’ottobre 2016, ESET ha precorso i tempi discutendo le prolifiche capacità del gruppo. Da allora abbiamo raccolto un ampio set di indizi rintracciando gli strumenti utilizzati dal gruppo.

    A maggio, i membri della più ampia comunità di cyber security hanno descritto come il codice del file eseguibile di LoJack di Absolute Software, una soluzione legittima per il recupero di laptop, fosse stato infettato con un Trojan. Ora i ricercatori ESET hanno dimostrato che dietro questa infezione vi sia proprio il gruppo Sednit, noto anche come FancyBears.

    Campioni malevoli mostrano le comunicazioni con un server di comando e controllo (C & C) compromesso invece del server legittimo di Absolute Software, che alterano le impostazioni di configurazione hardcoded del prodotto originale. Tra gli altri indizi troviamo l’uso dei domini C & C per la famigerata backdoor di primo livello, SedUploader, registrato per la prima volta nel 2017.

    A causa di queste connessioni i ricercatori di ESET hanno iniziato a riferirsi all’utilizzo malevolo della campagna del software legittimo, come LoJax.

    Cosa significa questo assalto al sistema UEFI per gli utenti?

    Senza esagerare, il fatto che il malware che si sta infiltrando con successo nell’UEFI sia stato trovato in-the-wild è motivo di seria preoccupazione. Dal momento che l’hacking UEFI migliora la persistenza del malware ed è quasi non identificabile dai tradizionali metodi di scansione delle classiche soluzioni di sicurezza informatica, gli hacker sono alla ricerca di modi per ottenere l’accesso, aumentare i privilegi degli utenti e scrivere direttamente sull’interfaccia UEFI, ovvero parte della memoria flash che contiene il codice attendibile per avviare il computer.

    Per ulteriori informazioni sull’argomento è possibile collegarsi al seguente link: https://www.eset.com/it/uefi-rootkit-cyber-attack/

  • Anziani che usano i social, i benefici

    Chi l’ha detto che bisogna sempre demonizzare i social? Per gli anziani, invece, rappresentano un ottimo modo per restare in contatto con le persone, condividere interessi e mantenere attivo il cervello. A confermarlo c’è uno studio del 2011 dell’Università del Michigan, poi pubblicato sul Journals of Gerontology.

    Lo studio

    La ricerca ha preso in esame un campione di circa 3400 soggetti con età pari o superiore a 65 anni. A questi è stato chiesto di rispondere ad un questionario riguardante vari ambiti del proprio quotidiano, sul proprio stato fisico e psicologico. In particolar modo si è notato come le persone con patologie con dolori o dolori cronici avessero la tendenza a partecipare molto poco alle attività fuori casa, poiché gestire o sopportare il dolore richiede troppa fatica. Ciò comporta una condizione forte di isolamento sociale, che spesso si ripercuote anche sulla sfera psicologica provocando la depressione senile.

    Eppure, gli anziani che usano i social network tendono a non soffrire di isolamento sociale, poiché riescono ad interagire quotidianamente con gli altri, condividendo passioni ed interessi, nonché restando in contatto con altri amici e/o familiari.

    I benefici

    In tale frangente, la depressione senile tipica dell’isolamento sociale nell’anziano viene mitigata, poiché pur non potendosi muovere da casa, si resta comunque in attività. Inoltre, vi sono dei benefici anche a livello cognitivo, poiché imparare ad usare uno strumento tecnologico – pc, smartphone, tablet – ad una certa età, comporta uno sforzo notevole nell’applicarsi per conoscere nuove dinamiche; stesso discorso per ciò che concerne l’utilizzo di uno qualsiasi dei social network. L’anziano è così “costretto” a mantenere attivo il cervello, congiurando – in parte – la demenza senile.

    Si ringrazia per la consulenza circa questo articolo la casa di riposo vicino Viterbo, L’Arca di Noè.

  • LEGGIERO Real Estate: l’iter professionale del fondatore Salvatore Leggiero

    L’iter professionale di Salvatore Leggiero inizia nel settore commerciale, per poi svilupparsi nell’ambito dell’imprenditoria immobiliare in seguito alla fondazione della società LEGGIERO Real Estate.

    Salvatore Leggiero, imprenditore

    Salvatore Leggiero: le prime esperienze professionali

    Imprenditore dalla spiccata intraprendenza, Salvatore Leggiero, classe 1965, inizia la sua carriera nel settore commerciale. Subito dopo aver concluso gli studi, contribuisce allo sviluppo e alla crescita di Radio Kiss Kiss, Radio Spazio Uno e Grandi Scuole. In seguito continua il proprio percorso in RCS-Pubblicità, confermando la sua esperienza nel settore anche attraverso l’attività di insegnamento presso l’Art & Business School di Firenze, dove è docente di Media Planning & Buying. Salvatore Leggiero è autore del libro Il cliente ha sempre ragione, pubblicato nel 2002. Il testo ha lo scopo di illustrare in maniera pratica ed esaustiva i pregi del cliente-centrismo, ponendosi come una guida a questo tipo di organizzazione aziendale che risulta essere particolarmente utile e valida in qualsiasi mercato.

    Salvatore Leggiero: le principali attività della società LEGGIERO Real Estate

    La svolta imprenditoriale di Salvatore Leggiero avviene nei primi anni 2000, con la fondazione di LEGGIERO Real Estate. La società si occupa di ristrutturare immobili vuoti dal grande pregio storico, gestendo progetti di valorizzazione per poi riutilizzare gli immobili come uffici, negozi e principalmente alberghi. LEGGIERO Real Estate opera anche nel reperimento delle fonti finanziarie e nella gestione della filiera che lavorerà alla ristrutturazione. La società opera principalmente a Milano, a Firenze e a Roma, con l’obiettivo di generare nuovi redditi da locazioni, massimizzando così i ritorni per i clienti, gli investitori e l’ambiente. L’attività avviata da Salvatore Leggiero si è contraddistinta per svariate operazioni di successo: tra gli investimenti più importanti, vanno ricordati Palazzo De Angelis a Roma, ora hotel a 5 stelle, il ristorante Alfredo sull’Arno, ora Signorvino, Palazzo Calimala a Firenze, Palazzo del RE e il complesso immobiliare di Via della Pergola a Firenze. LEGGIERO Real Estate mantiene da sempre una grande attenzione verso il patrimonio immobiliare storico del Paese, assicurandosi di rispettare l’ambiente e gli interessi dei clienti, che sono i conduttori dei palazzi. È in quest’ottica che la società porta avanti le sue attività.

  • Terna: SACOI 3, incontri con i cittadini in Sardegna e Toscana

    Cinque giornate di incontri sono al centro di un’iniziativa voluta da Terna SpA, la società amministrata da Luigi Ferraris, per illustrare ai cittadini di Toscana e Sardegna caratteristiche ed obiettivi del progetto SACOI 3, finalizzato all’ammodernamento della linea elettrica che collega Sardegna, Corsica e Penisola (SACOI 2).

    Luigi Ferraris

    SACOI 3: un progetto ambizioso e necessario

    Il SACOI 3 è un progetto che prevede l’ammodernamento della linea ad alta tensione che collega la Sardegna con la Corsica e la Penisola italiana, l’attuale SACOI 2, la cui realizzazione risale al 1966.
    Per la fine di settembre e l’inizio di ottobre, Terna ha organizzato degli incontri in Toscana e Sardegna per fornire informazioni ed accogliere eventuali osservazioni da parte dei cittadini locali in merito al progetto. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’impegno della società amministrata da Luigi Ferraris per una sostenibilità delle opere sul territorio, come anche delineato nel Piano di sviluppo 2018-2022.
    San Vincenzo, Suvereto, Piombino, Codrongianus e Santa Teresa di Gallura sono le località interessate dai 5 incontri previsti, tra Toscana e Sardegna. La scelta non è casuale, in quanto le località saranno tra le più direttamente interessate dai lavori, che puntano a ridurre al minimo l’impatto ambientale.

    SACOI 3: i principali vantaggi

    L’intervento di ammodernamento dell’attuale SACOI 2 è un’opera ormai indispensabile per far fronte al fabbisogno energetico delle regioni interessate. L’attuale collegamento, che risale a metà degli anni ’60, risulta infatti ormai obsoleto, e non garantisce la sicurezza nell’erogazione che sarebbe invece possibile grazie alla realizzazione del SACOI 3. Terna evidenzia inoltre che l’ammodernamento della linea consentirà di incrementare la capacità di trasporto di energia dal Centro Nord alla Sardegna e alla Corsica, apportando significativi benefici su tutto il territorio italiano, grazie a una riduzione delle perdite di rete e alla riduzione del rischio di energia non fornita. Il progetto segna inoltre un importante passo avanti nel processo di completamento del mercato elettrico europeo, rafforzando il ruolo dell’Italia quale hub energetico nel bacino del Mediterraneo.

  • ESET presenta le nuove soluzioni per la sicurezza Internet degli utenti privati

    ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, annuncia il rilascio delle nuove versioni di ESET NOD32 Antivirus, ESET Internet Security e di ESET Smart Security Premium, che offrono una protezione multilivello più efficace, un sistema di difesa degli IoT migliorato e dei nuovi report di sicurezza personalizzati. Gli utenti possono contare sul miglior bilanciamento possibile tra velocità, rilevamento e semplicità d’uso, per proteggere i loro dispositivi costantemente connessi.

    Con l’introduzione nella vita quotidiana di più dispositivi collegati a Internet, la quantità di dati personali e sensibili condivisi aumenta, così come il numero di punti di ingresso nelle reti. Si prevede che entro il 2025 ci saranno oltre 75 miliardi di congegni connessi in tutto il mondo – da quelli smart domestici a quelli elettronici per la salute fisica – e questo rappresenta una vera minaccia alla sicurezza informatica. Il miglioramento del sistema di protezione per IoT permetterà ai clienti di ESET di ottenere la massima protezione possibile sui loro dispositivi e router domestici.

    Come per gli anni precedenti, per combattere tutte queste minacce gli utenti possono scegliere ESET NOD32 Antivirus che garantisce una protezione antimalware di base, ESET Internet Security che aggiunge a questa ulteriori livelli di sicurezza ed ESET Smart Security Premium, dedicato agli utenti che cercano il migliore sistema di protezione con le più avanzate funzionalità sul mercato, includendo tecnologie come password manager e protezione bancaria.

    Basati sull’apprendimento automatico e su oltre trent’anni di esperienza – tutti i prodotti ESET funzionano in background senza interferire con le attività dell’utente. L’offerta chiave assicura una scansione semplice da avviare e ultraveloce senza alcun impatto sul sistema operativo o sull’utilizzo dei device.

    Le nuove versioni delle soluzioni consumer di ESET offrono nuove funzionalità e miglioramenti rispetto alle precedenti, tra cui:

    • Rapporti sulla sicurezza – forniscono agli utenti una panoramica di ciò che la soluzione ESET ha rilevato, bloccato e risolto attivamente in background, mentre i computer degli utenti continuano nelle loro attività senza rallentamenti. Gli utenti possono scegliere tra cinque elementi preimpostati in base alle priorità specificate in fase di installazione e ottenere informazioni su altre funzionalità come Secure Data, Password Manager, Antifurto o Parental Control.
    • Installazione migliorata – gli utenti ora risparmiano fino al 40% del tempo nel processo di installazione a seconda della configurazione del dispositivo. Ora per installare i nuovi prodotti ESET basteranno solo pochi secondi.
    • Verifica dei dispositivi domestici connessi – questa funzionalità, migliorata rispetto alle precedenti versioni di prodotto, consente agli utenti di controllare i dispositivi smart collegati al router per ricercare possibili criticità, come per esempio l’uso di password deboli, suggerendo possibili correzioni. Permette inoltre agli utenti di individuare le vulnerabilità delle porte, quelle note del firmware, i domini dannosi, la password del router debole o predefinita e le infezioni da malware.
    • Raccomandazione del prodotto (referral) – si tratta di una nuova funzionalità che offre a tutti gli utenti ESET la possibilità di raccomandare il prodotto a parenti o amici. Gli utenti con una versione di prova vengono premiati: un referral di amici equivale a un mese in più di protezione gratuita.

    Gli esperti di ESET hanno creato i nuovi prodotti per offrire una migliore protezione rispetto a quella nativa di Windows e mostrare agli utenti quanto un approccio multilivello alla sicurezza informatica possa essere efficace per affrontare le minacce sempre più complesse diffuse su Internet.

  • Bruxelles festeggia i sessanta anni dei Puffi

    Sono un fenomeno mondiale, con più di 50 milioni di fumetti venduti, una serie TV di 272 episodi trasmessa in oltre 100 paesi, un canale YouTube tradotto in 41 lingue, 3 film e 4 parchi a tema: sono i Puffi, gli elfi blu nati dall’immaginazione del fumettista belga Peyo (nome d’arte di Pierre Culliford) nel 1958.

    I Puffi compiono sessanta anni

    Quest’anno Puffetta, Grande Puffo e gli altri magici abitanti della foresta, tagliano un traguardo importante: 60 anni di storia! Per l’occasione, Bruxelles presenta la “Puffo Experience”, un vero e proprio villaggio tematico che sarà a disposizione di grandi e piccini fino a gennaio 2019, prima di trasformarsi in un’attrazione itinerante e raggiungere altre location.

    Situato nella zona di Expo, a due passi dall’Atomium, il villaggio dei Puffi è diviso in nove ambientazioni, per un totale di 1500 metri quadrati. Appena arrivati al villaggio, caratterizzato dalle tipiche casette a forma di fungo, comincia l’avventura per aiutare le magiche creature blu a superare le trappole del terribile Gargamella: tra ologrammi, pozioni magiche, mappatura video e realtà virtuale, ci si immerge in un mondo fantastico, fino a diventare alti “due mele o poco più”!

    L’avventura ha ovviamente un lieto fine e si conclude con la “Festa del Villaggio”, dove gli ospiti “umani” avranno l’opportunità di imparare la danza dei Puffi.

    Un’esperienza decisamente … “puffosa” dedicata a tutta la famiglia, all’insegna dei valori incarnati da questi simpatici personaggi: amicizia, solidarietà, tolleranza e condivisione. Scappando dalle trappole di Gargamella, si impara anche a rispettare l’ambiente: dal 2016, infatti, gli elfi blu sono ambasciatori della campagna “Piccoli Puffi, Grandi Obiettivi”, ideata per promuovere le linee guida dello sviluppo sostenibile definite dall’ONU.

    Anche l’Atomium, monumento simbolo di Bruxelles, dedica un tributo al celebre anniversario: dallo scorso giugno, infatti, una delle 9 sfere del monumento è stata decorata con l’immagine di un Puffo, che potrà essere ammirata fino a fine anno. Per l’occasione, la catena alberghiera Martin’s Hotel, presente in tutto il Belgio con 13 strutture per un totale di 1000 camere, offre convenienti pacchetti alle famiglie durante il weekend presso Martin’s Brussels.

  • La Fondazione Donne in Musica presenta la musica al femminile

    Il 5 novembre, al Teatro Argentina in Roma alle ore 21, si terrà il concerto,

    “Global  Women in Music for Human  Rights” nell’ambito delle celebrazioni del  70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

    Un evento importante ideato da Patricia Adkins Chiti, fondatrice e presidente della Fondazione Donne in Musica, che è venuta a mancare lo scorso giugno, mentre lavorava a questo progetto su invito della Commissione per i Diritti Umani dell’ONU. Saranno presenti autorità come Veronica Birga, Chief, Women’s Human Rights and Gender Section, Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), Silvia Costa europarlamentare del PD, Monica Guerritore.

    L’evento “Global Women in Musics For Human Rights” presenterà i brani di dieci compositrici finaliste della Call internazionale bandita dalla Fondazione.

    L’orchestra e coro della Roma Sinfonietta e il Coro di Voci bianche del Teatro dell’Opera eseguiranno il programma contemporaneo, la direzione artistica dell’evento è affidata al M° Erika Zoi compositore e direttore d’orchestra e M° Damiano Giuranna direttore d’orchestra.

     

  • GLI OPENWINE PARTESA DI OTTOBRE CHIUDONO IN GRANDE STILE A FRANCAVILLA AL MARE

    Nel ventennale del progetto vino di Partesa, continuano gli eventi dedicati agli operatori dell’Ho.Re.Ca.

    Fare cultura sul vino: è questo l’obiettivo degli OpenWine Partesa, eventi di formazione dedicati agli operatori Ho.Re.Ca, che nell’anno del ventesimo compleanno del progetto Partesa per il Vino (1998-2018), assumono un significato ancora più rilevante.

    L’ultimo appuntamento di ottobre è per lunedì 29 ottobre, dalle 14:00 alle 20:00, all’Hotel Villa Maria Hotel & Congress Center di Francavilla al Mare (CH). Per l’occasione, Partesa ha coinvolto 55 produttori di vino (per un totale di  250 etichette da degustare) che, insieme ai professionisti del mondo vino, accoglieranno i clienti del territorio, una delle zone strategiche per il business Partesa.

    La parola d’ordine di questa giornata è formazione di valore: i clienti potranno partecipare a delle masterclass tenute da esperti del settore food&wine. Un format nel format, per offrire momenti di particolare valore formativo agli ospiti.

    Il calendario prevede due appuntamenti speciali:

    – alle 10:30, la verticale di vini della cantina Oasi degli Angeli

    – alle 17:00, una degustazione guidata degli champagne Drappier.

    I professionisti vino Partesa saranno a disposizione per consulenze mirate sul servizio perfetto, punto di partenza per la valorizzazione del proprio portfolio prodotti. Quella di Francavilla al Mare è solo una tappa di un lungo viaggio – da nord a sud – che, per tutto l’anno, porterà gli esperti Partesa a confrontarsi con i propri partner e clienti, con l’obiettivo di creare sinergie e dare valore al business e all’intera filiera.

    Il settore della distribuzione impone sempre nuove sfide e oggi è sul servizio che si gioca e vince la partita. Gli OpenWine rappresentano una delle carte vincenti, un unicum nel genere: sono occasioni di incontro e formazione, in grado di valorizzare la competenza dei clienti, incrementando le loro opportunità di business.

    Le cantine coinvolte

    Abruzzo: Agricosimo, Agriverde, Barba, Contesa, Jasci & Marchesani, Massetti, Praesidium; Campania: Fattoria La Rivolta, Rocca del Principe; Friuli Venezia Giulia: Ronco dei Tassi, Vigna del Lauro; Liguria: Poggio dei Gorleri; Lombardia: Gatti, Bosio; Marche: Oasi degli Angeli, Umani Ronchi; Molise: Cantine Salvatore; Piemonte: Bovio, Ca’ del Baio, Ca’ Viola, Gianni Doglia, Marcalberto, Monchiero Carbone; Puglia: Accademia dei Racemi, A Mani, Giancarlo Ceci, Luca Attanasio, Michele Biancardi, Severino Garofano, Tenute Chiaramonte, Vallone; Sardegna: Audarya; Sicilia: Filippo Grasso, Spadafora; Toscana: Liòòiano, Terenzi, Torre a Cona, Ventolaio; Trentino: Dorigati; Alto Adige: Kossler, Roeno, Von Blumen, Wassererhof, Bessererhof; Veneto: Bellenda, Ca’ Rugate, Merotto, Sutto; Francia: Domaine du Prè Semelè, Domaine Zèlige Caravent, Domaine Hamelin, Drappier; Germania: Weegmuller; Spagna: Eudald Massan Noya.

    Partesa per il Vino

    Nel 1998 nasce Partesa per il vino, un progetto assolutamente innovativo per la distribuzione Ho.Re.Ca, capace di coniugare la forza sul territorio di un distributore del settore beverage alla capacità di gestire e proporre un portfolio di vini di qualità. Nel corso di questi 20 anni Partesa, in anticipo rispetto ai competitor, è riuscita a crescere nel mondo del vino differenziandosi in modo netto dagli altri player del settore, guadagnandosi la fiducia di partner e gestori. I numerosi premi ricevuti dalle principali guide italiane sui vini selezionati e distribuiti testimoniano la coerenza del percorso intrapreso. Un approccio innovativo al mercato che oggi vale il 20% del fatturato di Partesa e che si basa sulla sinergia dei tre asset fondamentali Persone, Prodotto e Servizio.

  • TORNA L’APPUNTAMENTO PARTESA DEDICATO AGLI SPIRITS: MY SPIRITS

    La seconda tappa approda a Firenze

    My Spirits di Partesa si conferma, per il terzo anno consecutivo, il primo vero evento interamente dedicato al mondo degli Spirits, aperto agli addetti ai lavori e a tutti gli appassionati del settore.

    Il ciclo di appuntamenti dedicati a una delle categorie prodotto sempre più strategiche per Partesa e per il business del Fuori Casa prende il via, il prossimo 29 ottobre, dalle 14:30 alle 21:00, al Teatro Obi Hall di Firenze. L’ultimo incontro coinvolgerà la città di Milano, il prossimo 26 novembre.

    Nato con l’obiettivo di creare una piattaforma d’incontro tra i produttori e gli operatori dell’Ho.Re.Ca. del territorio e di offrire momenti di formazione sulla cultura di prodotto, sul servizio e sui nuovi trend avvalendosi della collaborazione di esperti –  quest’anno il format di My Spirits si rinnova per offrire un’esperienza ancor più immersiva.

    Il programma prevede due seminari curati da Fulvio Piccinino, sommelier AIS e Barman Aibes, docente di corsi su Distillazione e Spirits in diversi master dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Alle 15:30 e alle 18:30 due incontri dal titolo: “Il ritorno dell’aperitivo”. Alle 17:00 spazio alla storia dello spirits che più sta spopolando nei locali italiani: “Il gin è italiano”.

    Anche Bruno Vanzan, il barman più seguito d’Europa, sarà presente all’evento per conquistare i presenti con uno dei suoi spettacoli di Exhibition flair: i fortunati che assisteranno alla dimostrazione potranno anche degustare un suo cocktail inedito, preparato per l’occasione (alle 16:30 e alle 19:30).

    Per tutti i partecipanti My Spirits rappresenta una occasione unica per degustare in purezza alcune delle 500 etichette disponibili, dagli spirits più conosciuti ad alcune chicche in grado di convincere anche gli amanti dei prodotti più ricercati.

    Le tre tappe del 2017 hanno registrato numeri davvero importanti: 20 partner coinvolti, oltre 70 postazioni drink suddivise in isole tematiche, più di 500 referenze degustate in purezza e oltre 5.000 cocktail preparati e proposti in degustazione. In totale, hanno partecipato circa 2.700 persone che hanno potuto assistere a 9 ore di seminari dedicati a Vermouth, Gin, Spiriti Messicani e Miscelazione Futurista. Solo ai seminari di Fulvio Piccinino hanno partecipato oltre 1.300 persone. Certo, i numeri non sono tutto, ma danno la dimensione di quanto gli eventi dedicati al mondo degli Spirits riscuotano un grande successo.

    Per ulteriori informazioni e iscrizioni ai seminari: www.partesa.it.

    Partesa è una società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.
    Con 29 anni d’esperienza e 45.000 clienti, Partesa ha raggiunto la massima capillarità distributiva, un attento portfolio di prodotti di qualità, servizi personalizzati e una grande solidità logistica. Un’azienda che cresce con le esigenze del mercato, in grado di offrire un’innovativa politica commerciale.  La struttura, che impiega circa 1.150 persone, conta 46 depositi, 9 unità territoriali e un’ampia flotta di veicoli. Si posiziona come un business partner in grado di fornire consulenza e formazione e sviluppare proficue sinergie tra i player della filiera. Per ulteriori informazioni: www.partesa.it

  • Presentazione del libro “Cucinare Salute”

    Sabato 27 ottobre 2018, alle ore 18:00, presso l’Hotel Rama sito in Viale dei Tigli 78, Casalnuovo di Napoli  ospiterà la presentazione del libro “Cucinare Salute” scritto dalla Dott.ssa Biologa nutrizionista Marianna Maione e edito da Capponi Editore. L’evento vedrà la partecipazione, del Dott. Mauro Mario Mariani, noto nutrizionista di punta di programmi Rai e della stessa autrice dell’opera. L’introduzione al libro è stata scritta dall’attore FABIO BALSAMO. Un libro, quello della Dott.ssa Marianna Maione, che non è un libro DI cucina ma un libro PER cucina. Ma prima ancora è un libro che vuole offrire una DIREZIONE a chi sta in cucina e, ogni giorno, più volte al giorno è chiamato a fare delle scelte.

  • I consigli per una gestione ottimale dell’e-commerce da parte dell’esperto Mauro Ticca

    "Parecchi sono i motivi che fanno propendere per l’affidarsi a un serio operatore logistico-distributivo". Partendo da questo assunto, l’esperto di settore Mauro Ticca dettaglia i punti di forza e quelli di debolezza per un magazzino che voglia anche essere la leva di forza per un negozio online di successo.

    Mauro Ticca

    Un settore in espansione: i consigli di Mauro Ticca per le aziende che non vogliono farsi trovare impreparate

    La vendita online di prodotti si sta rivelando sempre più una scommessa vincente per tutte quelle attività che vogliono sfruttare in pieno le potenzialità del mercato, a patto però di avere ben sotto controllo la gestione del magazzino. Quest’ultimo assunto, infatti, è per Mauro Ticca addirittura un imperativo per quelle aziende, e sono la maggioranza, che non nascono come player esclusivamente online ma che, come tante piccole e medie realtà nostrane, si servono del web partendo però da un sistema fisico di deposito dei prodotti da commercializzare. Tutto ciò risulta ancora più reale e significativo, sempre nelle parole del manager Mauro Ticca, per una determinata tipologia di impresa, ovvero quella legata ai settori dell’abbigliamento, dell’editoria e dei beni di largo consumo: questa, infatti, deve da un lato far fronte ai mutati e mutevoli processi di acquisto da parte del consumatore e, dall’altro, anche a una sempre maggiore diversificazione delle quantità di beni acquistati, in proporzione decisamente più ampia rispetto alla modalità di fruizione tradizionale dell’esperienza di acquisto nel negozio fisico.

    I segreti operativi di Mauro Ticca per un magazzino che risponda concretamente alle esigenze dell’e-commerce

    Nello specifico, Mauro Ticca elenca anche quelli che sono i passaggi operativi da seguire al fine di ottenere realmente un sistema di vendita online competitivo e in linea con gli standard richiesti dal mercato. Infatti, un buon posizionamento sui motori di ricerca come Google e una strategia di marketing digitale sui principali social network non sono comunque sufficienti per stare al passo con le richieste del consumatore finale. I fattori che, invece, possono contribuire al successo della vendita sul web sono molteplici. Sicuramente, una tempistica di ciclo dell’ordine ricevuto la più snella possibile, in modo che il cliente non debba attendere troppo per avere a casa sua il prodotto scelto sullo shop online dell’attività. Inoltre, anche la politica sui resi è dirimente ai fini di un feedback positivo da parte della clientela: questo perchè il consumatore deve idealmente poter sempre scegliere se restituire o modificare l’ordine inserito, se non di suo completo gradimento. Infine, secondo Mauro Ticca, anche variabili come puntualità, flessibilità e qualità della consegna sono importanti per venire incontro alle esigenze specifiche del singolo utente, che in questo modo valuterà sicuramente in maniera positiva il servizio offerto dal negozio online.

  • Dentix arriva a Massa Carrara e apre la sua 3° clinica in Toscana

    Arriva in Toscana la terza clinica Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale che lunedì 29 ottobre apre il suo nuovo centro ad alta specializzazione a Massa Carrara, con l’assunzione di 10 professionisti del territorio. Con la nuova aertura, i centri avviati in Italia diventano 41, per un totale di 420 nuovi posti di lavoro creati.

    A Massa Carrara, la clinica Dentix aprirà in piazza Bertagnini 12, in uno stabile da 250 mq dove prima era ospitato un negozio di abbigliamento. La clinica, come da prassi nel mondo Dentix, sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20 e garantirà ai pazienti la prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre, con uno staff selezionato in cui il Direttore Sanitario si occuperà del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

    Il centro sarà guidato da professionisti che si prenderanno cura dei pazienti instaurando con loro un rapporto di fiducia e mettendo a disposizione le migliori cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili, aspetto molto importante visto che le cure odontoiatriche sono percepite come un nervo scoperto del Sistema Sanitario Nazionale. Secondo il VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, infatti, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato l’accesso a delle prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono state percepite come le meno accessibili (40,2%).

    «L’apertura della nostra terza clinica proprietaria in Toscana, a Massa Carrara, dimostra quanto Dentix voglia essere vicina alle famiglie, portando un suo centro in tutte le province italiane. Una diffusione capillare, affiancata a personale preparato e competente, a macchinari di ultima generazione e a costi accessibili, darà la possibilità a tutti di poter tornare a prendersi cura del prorpio sorriso – afferma Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix – Per Dentix, infatti, è fondamentale offrire un servizio di alta qualità, aprendo cliniche non in franchising per riavvicinare alle cure odontoiatriche tutti coloro che in questi anni sono stati costretti ad allontanarsi e a rinunciare».

    Diventano così 41 le cliniche di proprietà aperte in Italia da Dentix con l’obiettivo di aprirne altre 4 entro fine anno, per un totale di oltre 500 professionisti assunti, offrendo ovunque servizi di qualità ad alta specializzazione che riscuotono grande soddisfazione tra i clienti. Una recente indagine su oltre 1.200 pazienti di Dentix, infatti, ha dimostrato che il 99% di intervistati è soddisfatto delle cure ricevute da Dentix. Inoltre, le cliniche si caratterizzano per il basso tournover, nettamente inferiore alla media del settore.

  • Scopri le nuove melanzane sott’olio del frantoio Pace

    Nuovo prodotto tipico sott’olio: le melanzane in olio di oliva saporito.

    Eccellenti produttori di olio di oliva Extravergine creano un nuovo gustoso prodotto sott’olio: le melanzane.

    La genuinità e la bontà dei prodotti del Frantoio Oleario Fratelli Pace nascono dall’impegno costante che Rocco e Canio Pace mettono dal 1970.

    La clientela a cui si rivolge il Frantoio è esigente, attenta alla sana alimentazione e ai prodotti di qualità. Oltre al vasto assortimento di Olio Extravergine prodotto dal Frantoio è stato aggiunto un nuovo prodotto: le melanzane sott’olio.

    Le melanzana è uno degli ortaggi più apprezzati grazie alle sue notevoli proprietà nutrizionali. La più significativa è quella di assorbire i grassi alimentari tra cui l’olio.

    La melanzana è una pianta annuale della famiglia delle Solanacee che deve questo nome alla solanina. La melanzana cruda ha un sapore piuttosto amarognolo che viene stemperato con la cottura o con il sale, andrebbero messe sotto sale la sera prima della cottura. La melanzana cominciò a diffondersi in Italia intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio. Le varietà esistenti di questo ortaggio sono molte oltre al colore si differenziano per la forma, ovale, tonda e bislunga. Il frantoio Pace ha utilizzato la melanzana nera lucana.

    In Basilicata tradizionalmente le melanzane si consumano sott’olio, l’ispirazione per questo delizioso vasetto nasce da essa. Chi assaggia il prodotto ha l’impressione di assaporare delle ottime melanzane fatte in casa. Al palato sono delicate ma corpose, il dolce sapore delizia il palato. L’olio utilizzato per la conservazione è l’ olio di oliva saporito.

    La melanzana può essere acquistata in confezioni da 1 o 3 vasetti. Le confezioni sono prive di coloranti e conservanti chimici per preservare il gusto e la genuinità degli alimenti.

    Come promozione di lancio è possibile usufruire di uno sconto di 4€ per l’acquisto di una confezione da tre vasetti di melanzane abbinata ad un’altra confezione.

    La particolarità del Frantoio Fratelli Pace consiste nella comodità di poter ordinare direttamente da casa vostra il miglior olio extravergine di oliva e tutti prodotti tipici della tradizione lucana. È possibile ordinare i prodotti del Frantoio Oleario Pace direttamente online sul sito www.oliopace.it, scrivendo all’indirizzo di posta elettronica [email protected] o contattando direttamente il Frantoio al numero verde 800.800.860.

  • TTG Travel Experience, anche Travel App tra i protagonisti

    Travel App è la prima applicazione rivolta alle agenzie di viaggi che permette di instaurare un canale di comunicazione diretto con i clienti, inviando sui loro device preventivi personalizzati, documenti di viaggio, comunicazioni riservate e/o offerte speciali, segnalate da notifiche “push” che rendono immediatamente visibile l’aggiornamento.

    Le caratteristiche principali di Travel App

    Tra le main features dell’APP un modulo per la gestione e la partecipazione a liste nozze, laurea o regalo, e un servizio di chat per comunicare in tempo reale con l’agenzia.

    Il risultato è uno strumento di comunicazione integrato di ottimo livello, particolarmente apprezzato dalla clientela finale, che può gestire in questo modo tutti i propri viaggi direttamente via tablet o smartphone.

  • I Metanoia con il singolo Colombo

    in radio  il brano  del giovane gruppo pop rock italiano 

    Colombo. Ha ll nome del più famoso degli esploratori  il singolo in versione radio edit dei Metanoia e  non poteva che avere come tema centrale il viaggio.  Un Viaggio  come momento che segue  una partenza che porta ad una destinazione, ad un mutamento e ad una evoluzione, ma anche come un passaggio interiore attraverso se stessi. In ogni caso ad una crescita.
    Un brano carico di freschezza che racchiude la filosofia del quello che si è fatto, di quello che si farà e di quello che sarà, insomma vivere davvero.
    “non importa dove vai, l’importante è andare; per un altro mare, per un altro cielo, vivere davvero…

    Con  le sue incursioni di testiere  abbraccia la scena indie-pop ma  tiene i piedi saldi in un indie-rock, con venature British, dal carattere internazionale.
    Struttura efficace, così che tutti possano ricordarla, ritmo che fa venir voglia di cantare, una geniale energia e una chiara maturità compositiva.
    Lampante esempio di  quando si  crede in qualcosa avendo la certezza che facendo musica  si  riesce a vedere la bellezza del mondo.

    I Metanoia sono un gruppo Pop Rock nato e formatosi nel 2014 in Abruzzo.
    Dopo l’uscita del loro primo EP, nel 2015, dal titolo “Metanoia”, una serie di brani cantati in italiano con influenze di carattere rock internazionale, pubblicano nel 2016 il singolo
    “I Postumi del Rock”, brano strumentale della band con venature post rock e psichedeliche.
    Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 la band cambia volto. Viene pubblicato il secondo singolo dal titolo “Aiuto” ed escono di scena lo storico chitarrista e bassista per far spazio a due nuovi componenti: il chitarrista Giuseppe Genua ed il bassista Riccardo Pizzuti.
    I Metanoia iniziano così un nuovo percorso che li porterà ad un cambio di genere, dirigendo le loro sonorità verso il Pop Rock internazionale cantato in italiano.  In dirittura d’arrivo il loro primo album che ha già un titolo, ”L’Equilibrio dei Numeri Primi”, per Artis Records Edizioni  Cramps Music.

    I Metanoia sono:
    Voce: Enrico Romagnoli
    Basso e cori: Riccardo Pizzuti
    Chitarra, cori e tastiere: Giuseppe Genua
    Batteria: Federico Capuani
    https://www.facebook.com/Metanoiaitalia/
    https://www.instagram.com/metanoiaitalia/

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
    [email protected]
    [email protected]

  • IV Forum Internazionale To Be Verona: tutti i numeri dell’evento

    Verona, Ottobre 2018 – Si è svolto sabato 20 ottobre 2018, nell’Auditorium di Palazzo della Gran Guardia, il IV Forum Internazionale To Be Verona “Disruptive Learning”, che ha registrato importanti numeri in termini di affluenza contando oltre 350 partecipanti, di cui 120 imprenditori e professionisti, 220 studenti, 16 giornalisti di testate nazionali, locali ed economiche.
    Determinante il coinvolgimento attivo dei giovani, che sono stati invitati a mettersi in gioco immaginando la Verona del futuro, con risultati sorprendenti: infatti, nella giornata del 17 ottobre, 85 studenti provenienti da 12 scuole di Verona e provincia sono stati impegnati nel “Vision Hack”, l’Hackathon organizzato da Impactscool, durante il quale i ragazzi stessi hanno realizzato 12 progetti, 3 dei quali giunti in finale e presentati durante il Forum. Attraverso una votazione live è stato decretato e premiato sul palco il gruppo vincitore, che ha disegnato un’idea di Verona nel 2050, ottimizzata in funzione del rispetto dell’ambiente, in perfetto equilibrio fra tecnologia e sostenibilità.

    La conferenza ha visto 7 relatori d’eccezione che – dopo l’introduzione di Mauro Galbusera, Presidente di Ass.Im.P. ed i saluti istituzionali di Federico Sboarina, Sindaco di Verona, Mario Pezzotti, Vice Rettore per la Ricerca dell’Università degli Studi di Verona, Antonello Vedovato, Presidente della Fondazione Edulife e Gabriella Piccoli, Dirigente Scolastico dell’ITIS Marconi di Verona – hanno accompagnato la platea in un percorso sull’Education ed i suoi scenari futuri. Dallo sviluppo di competenze per chi si approccia al mondo del lavoro, alla formazione permanente rivolta gli adulti, fino ad arrivare ai programmi di accelerazione per la crescita delle aziende: questi sono solo alcuni dei temi approfonditi durante l’evento.

    To Be Verona ha riscosso notevole successo anche nel web con un grande riscontro social su Facebook, Twitter ed Instagram: ben 70 sono stati i tweet dedicati alla giornata di Hackathon e del Forum, Facebook in poco più di 5 giorni ha registrato una copertura di 42.592 persone, 995 visualizzazioni dei video, 940 interazioni con i post e 134 nuovi like alla pagina.
    Il social che si è rivelato più apprezzato dagli utenti è stato Instagram, protagonista del contest pre evento #veronascosta, un’iniziativa volta a raccogliere immagini che hanno svelato aspetti inediti della città e del suo territorio. Sono state 338 le fotografie pervenute in poco meno di un mese utilizzando gli hashtag #tobeverona o #veronascosta e attraverso la mail [email protected]. Il vincitore, Marco Bonfi, è stato premiato alla fine del Forum dal fotografo internazionale Maurizio Marcato.

    Il IV Forum Internazionale è stato promosso e sostenuto da 12 sponsor (AGSM, AIA, Arena Broker, BCC-Banca di Verona, Banco BPM, Cattolica Assicurazioni, Famila, Fondazione Zanotto, Galbusera Assicurazioni, Karrel Srl, Rana, STI Internazionale SPA), 11 partner (311Verona, Acqua Veronesi, ENoLL, Funivia Malcesine – Monte Baldo, H-Farm, Impactscool, IXL-Center, Social Meter Analysis, Metaphos, Renbel Group, WeArena), 1 media partner (Radio Pico) 9 patrocini (Apindustria, Camera di Commercio Verona, Comune di Verona, Confcommercio Verona, Confindustria Verona, MIUR Veneto, Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, Provincia di Verona, Regione Veneto).

    To Be Verona
    Lungadige Galtarossa, 21
    37133 Verona
    [email protected]
    www.tobeverona.it

    Press office Terzomillennium
    [email protected]
    [email protected]
    T. 045 6050601
    www.terzomillennium.net

  • Come far crescere il tuo business con gli incentivi per la digitalizzazione

     

    La tua impresa non è grande; il tuo prodotto è più che buono, di una qualità eccellente, ma non si vende da solo. Per fare il salto di qualità hai bisogno di investire sulla comunicazione, in particolare quella online. Ma a chi rivolgersi? Come fare? Se non sai proprio da che parte farti questo è il posto giusto per te. Prima di tutto, il consiglio sincero che posso darti è di non improvvisare. Tanti hanno provato a fare da soli ma nel miglior caso, con scarsi risultati. La comunicazione non può essere più considerata il piccolo ramo marginale di un impresa. È un ramo fondamentale, senza il quale quello che rimane dell’azienda, in primo luogo la produzione, non va a collocarsi dove vorremmo. Rivolgiti a un’agenzia di web marketing qualificata: sarà la migliore decisione che tu abbia mai preso per la tua azienda. Un consulente di marketing sarà in grado di seguire la tua comunicazione esterna, passo dopo passo. E ho un’ottima notizia da darti: ci sono incentivi fiscali e voucher per la digitalizzazione delle imprese, quindi c’è la possibilità di ammortizzare decisamente i costi.

    Gli incentivi digitalizzazione per un futuro ricco di opportunità

    Fare impresa online è imprescindibile nella società attuale. Le persone passano gran parte della loro vita davanti a un dispositivo mobile, i punti vendita fisici fanno sempre più fatica a tenere il passo rispetto al mondo online. Il successo planetario di Amazon ne è una prova, e anche la chiusura di migliaia di agenzie di viaggi, per la felicità di Booking. Fortunatamente anche l’Italia, con qualche anno di ritardo, si è accorta di quanto sia importante non rimanere fuori dal processo di digitalizzazione. Per questo lo Stato italiano ha attivato degli incentivi fiscali per le imprese che intendano investire in questo settore. Questi finanziamenti provengono direttamente dallo Stato o dalle regioni, in misura diversa, e servono ad aiutare principalmente imprese di piccole e medie dimensioni che hanno l’esigenza di comunicare online nel modo più efficiente possibile. Se lo Stato italiano crede nel progresso, perché non dovresti crederci anche tu? Lamentarti e basta non ti porterà nuovi clienti, né ti condurrà da nessun altra parte. Fai domanda per ricevere questo finanziamento, investi nel cambiamento e non te ne pentirai.

    Incentivi per la digitalizzazione e il cambiamento necessario per fare impresa

    L’evoluzione così rapida a cui stiamo assistendo nell’ambito della comunicazione fa sì che chi non è capace di star dietro al cambiamento, o non è abbastanza lungimirante, è destinato a chiudere i battenti. Questo è il motivo per cui le imprese dinamiche sono le uniche che riescono non solo a sopravvivere, ma anche a trarre un beneficio da questo cambiamento. Si può accedere agli incentivi alla digitalizzazione tramite appositi bandi, concorsi o voucher, offerti sia a livello locale che nazionale. Ovviamente ci sono requisiti e tempi precisi da rispettare per fare domanda. Non c’è bisogno di rivolgersi a una terza persona che segua la procedura perché è piuttosto semplice; la compilazione della domanda può esser fatta in autonomia da chi sta a capo dell’azienda. Ma in cosa consistono esattamente questi aiuti finanziari? Principalmente riduzione delle tasse, agevolazioni lavorative oppure è lo Stato in prima persona a farsi carico di buona parte dell’investimento necessario ad un’impresa per “digitalizzarsi”. Grazie alla propria presenza online, le aziende riescono a espandersi. Il web rappresenta infatti un eccezionale punto di contatto con individui ed enti che possono essere interessati a determinati prodotti o servizi. L’ottimizzazione dei processi aziendali e l’attenzione ad ogni aspetto della comunicazione non sono rimandabili a data da destinarsi. Fai domanda per gli incentivi per la digitalizzazione e dai una svolta al tuo business.

  • Mutui: possibili aumenti per i futuri richiedenti se rimanesse alto lo Spread Btp – Bund

    La situazione economica in Italia sta vivendo un momento particolare; dopo un lungo periodo in cui le Banche hanno giocato al ribasso con i tassi di interesse, con gran beneficio per i consumatori, da pochi giorni alcuni istituti hanno ritoccato al rialzo gli spread applicati ai mutui a tasso fisso con un incremento vicino allo 0,1%. Oltre a questo, l’attualità politica ha fatto tornare sotto i riflettori l’andamento di un altro spread, quello fra Btp e Bund, e sono molti gli italiani che, spaventati dalle possibili conseguenze legate all’aumento dell’indice, temono ripercussioni sulle proprie finanze, non ultimo un aumento delle rate del mutuo. Ma quali sono i legami tra spread Btp-Bund e mutui, quali le possibili conseguenze su mutuatari o aspiranti tali e ancora, i due fenomeni sono connessi fra loro? Ecco l’analisi di Facile.it.

     

    Cosa cambia per chi ha già un mutuo

     

    «Per rispondere alla prima domanda, la connessione fra mutui e spread Btp – Bund, è necessario affrontare l’argomento da due differenti prospettive;» – spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it – «quella di chi il mutuo lo ha già e quella di chi, invece, ha intenzione di chiederlo in futuro.».

     

    «I primi» continua Cresto «possono tirare un sospiro di sollievo. Sia se hanno sottoscritto un finanziamento a tasso fisso – che in quanto tale garantisce una rata costante per tutta la durata del contratto – sia se hanno scelto il tasso variabile perché, in questo caso, a guidare l’andamento e le variazioni degli interessi è l’Euribor; indice non connesso all’andamento dello spread Btp-Bund».

     

    L’Euribor è legato, da un lato ai tassi a cui un panel di banche europee si scambiano denaro tra loro e, dall’altro, al tasso sui depositi stabilito dalla BCE. «Paradossalmente», sottolinea Cresto «visto che l’Euribor è dipendente dalla politica dei tassi applicata dalla BCE, qualora lo scenario di tensione dei mercati dovesse prolungarsi e contagiare altri Paesi europei, la Banca potrebbe addirittura decidere di intervenire ulteriormente sugli indici, se non per ridurli – visto che sono ormai da tempo in negativo – quantomeno per rimandarne l’aumento che, stando alle previsioni, potrebbe arrivare a partire da settembre 2019».

     

    Cosa cambia per chi ha intenzione di chiedere un mutuo

     

    Lo scenario potrebbe invece cambiare se si prendono in considerazione i mutui che verranno erogati in futuro. Questi effettivamente scontare un aumento dei tassi di interesse, così come spiega Cresto «quello che accadrà ai nuovi mutui dipenderà molto da quanto lo spread Btp-Bund aumenterà e, soprattutto, dal periodo di tempo in cui rimarrà alto. È comunque possibile ipotizzare un aumento dei tassi di interesse per i mutui che verranno erogati in futuro, ma anche in questo caso il rincaro non sarà determinato direttamente dall’andamento dello spread Btp-Bund, né tantomeno dall’aumento di Euribor o Eurirs, quanto piuttosto dalla politica applicata dalle singole banche».

     

    Il costo del mutuo che il cliente deve sostenere, è bene ricordarlo, è determinato da due componenti; il tasso derivante dagli indici europei (Eurirs o Euribor a seconda che si tratti di un tasso fisso o di uno variabile) e lo spread bancario, diverso da quello BTP – Bund, rappresentante una maggiorazione dell’interesse che definisce il guadagno che l’istituto di credito otterrà dal finanziamento.

     

    Sebbene non in modo diretto ed immediato, un legame tra lo spread bancario e quello Btp – Bund esiste.

    Negli ultimi anni il mercato italiano dei mutui, grazie anche alla diffusione delle surroghe e ad una più serrata competizione tra gli istituti di credito, è stato caratterizzato da una graduale riduzione, se non in alcuni casi addirittura l’azzeramento, degli spread bancari (e dei guadagni) dei singoli istituti sui finanziamenti erogati ai privati per l’acquisto di un immobile.

     

    Se lo spread BTP – Bund dovesse rimanere alto a lungo, il costo del denaro sarebbe maggiore e questo potrebbe avere delle conseguenze negative sui bilanci delle banche che, per far fronte alla situazione, potrebbero decidere di aumentare il loro margine di guadagno sui mutui e quindi aumentare gli interessi pagati dai futuri mutuatari.

     

  • Arrivano in Italia i prestiti personali a interesse negativo: potrebbero far risparmiare ai consumatori fra i 300 ed i 500 milioni di euro

    Un risparmio potenziale sugli interessi pagati dai consumatori compreso fra 300 e 500 milioni di euro. È questo l’impatto stimato per una vera e propria rivoluzione nel mondo dei prestiti personali, il finanziamento con tasso negativo che, ha annunciato Facile.it, dal 22 ottobre sarà disponibile anche in Italia all’indirizzo: https://www.facile.it/prestiti-tasso-negativo.html.

    «Da diversi anni, soprattutto nel mondo della grande distribuzione, i consumatori sono abituati alla possibilità di ottenere finanziamenti a tasso 0» – spiega Andrea Bordigone, Responsabile Prestiti di Facile.it «Quella che comincia oggi, però, è una vera e propria rivoluzione. Il tasso diventa negativo ed il prestito cui si lega non è finalizzato, bensì di tipo personale, quindi il richiedente potrà usare la cifra ottenuta anche per scopi diversi.»

    Per ora il prestito, indicizzato al tasso del -1% (TAEG), è disponibile solo in tagli da 1.000 euro con restituzione a 2 anni ed è richiedibile dal 22 ottobre e non oltre il 30 novembre 2018, unicamente online attraverso Facile.it e viene erogato da Younited Credit. Proprio nell’essere disponibile solo sul canale online, spiega ancora Bordigone, risiede la ragione che potrebbe portare a risparmi così alti per i consumatori.

    «Le esperienze più significative di prestito personale a tasso negativo sono state fatte qualche mese fa in Germania; basandoci su di esse, riteniamo che lo spostamento di un elevato numero di consumatori dai canali offline a quelli online produrrà una riduzione media dei tassi applicati compresa fra lo 0,5% e l’1%. Considerando che lo scorso anno, a livello nazionale, l’erogato è stato di oltre 22 miliardi di euro, il risparmio potenziale sugli interessi potrebbe arrivare ad essere compreso fra i 300 ed i 500 milioni di euro.».

    L’iniziativa è la prima in Italia e anche all’estero le nazioni in cui è possibile accedere a questo tipo di prestito personale si contano sulle dita di una mano.

    Il consumatore accede ad un prestito personale di 1.000 euro ma, alla fine del piano di ammortamento, restituirà solo 989 euro. Nella pratica, per ragioni contabili, il richiedente cui verrà accordato il prestito personale si vedrà accreditare sul conto 1.054 euro (43 euro per ripagare gli interessi e 11 euro di capitale aggiuntivo).

    Potranno fare domanda di finanziamento tutti i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i liberi professionisti e i pensionati. Non potranno ottenere il prestito, invece, gli utenti che non hanno reddito dimostrabile, non hanno una solidità finanziaria tale da consentirgli di pagare le rate e, ancora, quelli che hanno avuto in passato disguidi finanziari.

    «Per adesso» – conclude Bordigone «l’iniziativa proposta da Younited Credit su Facile.it è da considerarsi come un pilota volto a far conoscere ai consumatori il vantaggio di informarsi autonomamente sulle reali possibilità di risparmio disponibili sul mercato. Come già avvenuto per il settore assicurativo, ad esempio, se gli utenti prenderanno l’abitudine di informarsi via web sulle condizioni offerte per i prestiti personali dalle finanziarie, riusciranno a risparmiare cifre molto alte, beneficiandone sia loro sia l’intero settore del credito al consumo.».

     

  • Mutui: erogato in aumento nei grandi centri, ma in provincia si riduce

    Il mercato immobiliare italiano sta vivendo un momento molto particolare; in alcuni comuni i prezzi hanno ripreso salire, in altri sono ancora stabili e in tutti, complici i tassi favorevoli applicati dalle banche, gli italiani cercano di comprare casa. Ma come si differenzia il settore dei mutui fra grandi e piccoli centri? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno analizzato oltre 25.000 richieste di finanziamento e relative erogazioni presentate fra il 1 gennaio 2017 ed il 30 giugno 2018, evidenziando come nei comuni con più di 250.000* abitanti gli importi medi erogati siano aumentati del 7% arrivando, nel primo semestre 2018, a 150.923 euro, ma nei piccoli centri siano diminuiti dell’1,5% (importo medio 116.388 euro).

    In provincia si sogna, ma poi ci si scontra con la realtà

    L’analisi è partita dalle richieste di finanziamento e ha potuto mettere in luce come, sia in provincia sia in città, nel corso dell’ultimo anno il desiderio di acquistare casa non sia cambiato.

    Nel primo semestre del 2017 la richiesta media presentata agli istituti da chi voleva comprare un immobile sito in un comune con meno di 250.000 abitanti era pari a poco più di 120.000 euro, 146.000 nei grandi centri; importi rimasti pressoché identici anche nel primo semestre dell’anno in corso.

    Complice la riduzione media dei valori immobiliari, pari a circa 10.000 euro tanto in provincia quanto in città, ad aumentare in entrambi i casi è l’LTV, ovvero la percentuale di valore della casa che si è provato a finanziare tramite il mutuo; nei piccoli comuni è passata dal 65% al 68%; dal 65% al 67% nei grandi.

    Da notare, però, come cambi sostanzialmente la proporzione grandi – piccoli centri sul totale mutui quando si passa dalle richieste agli erogati. Nel primo caso, fatto 100 l’insieme delle domande di finanziamento, quelle legate ad immobili che si trovano in piccoli centri rappresentano il 74% del totale, ma quando dalle domande si passa alle erogazioni la percentuale scende notevolmente e si ferma poco sopra al 68%.

    Il problema della perizia

    «Negli ultimi dieci anni gli immobili hanno perso buona parte del loro valore; soprattutto in alcune province», spiega Ivano Cresto, responsabile BU Mutui di Facile.it. «Una discesa così marcata genera differenza fra le aspettative di chi compra o vende e i reali valori di mercato. In virtù della normativa vigente, inoltre, per le stime peritali le banche si avvalgono di società certificate che devono necessariamente basare le loro valutazioni sui valori indicati dall’Agenzia del Territorio o altre fonti istituzionali. Il risultato è che, a volte, le perizie possono essere molto distanti dall’idea di valore che si erano fatti gli aspiranti mutuatari e ciò si traduce nella concreta possibilità di ottenere cifre inferiori alle aspettative o, per alcuni, addirittura nel non poter far fronte all’acquisto».  

    I valori degli immobili, però, in molti comuni hanno smesso di scendere e in alcuni stanno addirittura tornando a crescere, sia pur lentamente. Questa è una buona notizia, anche se gli incrementi odierni saranno riscontrabili nelle perizie solo l’anno prossimo in quanto le tabelle in uso oggi fanno riferimento al 2° semestre 2017.

    Le parole di Cresto trovano riscontro nelle cifre delle erogazioni. Se per immobili siti in comuni con meno di 250.000 abitanti, a fronte di una richiesta pari a 120.189 euro, nel primo semestre del 2017 le banche hanno erogato mediamente 118.107 euro, nel primo semestre del 2018 la cifra è scesa a 116.388 euro (richiesta media 120.009 euro). Di contro a fronte di una domanda pari a 146.792 euro, nelle grandi città sono stati erogati 140.955 euro nel primo semestre 2017 e 150.923 euro nei primi sei mesi del 2018 (richiesta media pari a 146.540 euro)

     

     

    * Sono stati considerati come comuni con oltre 250.000 abitanti i seguenti centri: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Genova, Firenze, Bari, Catania, Venezia, Verona.

     

     

  • Luce e gas: in Italia prezzi più alti del 15% rispetto alla media dell’Europa

    Tra bollette dell’energia elettrica e del gas, nell’ultimo anno* gli italiani hanno pagato in media quasi 1.600 euro; una spesa importante che spesso incide notevolmente sul bilancio delle famiglie; ma come se la cavano i nostri vicini europei? Decisamente meglio, tanto che, secondo le stime di Facile.it, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle bollette di luce e gas si alleggerirebbe del 15%; un risparmio complessivo pari a circa 240 euro l’anno.

    Per calcolare questo valore l’ufficio studi di Facile.it ha preso come riferimento i consumi medi di una famiglia-tipo italiana e confrontato, sulla base di questi parametri, le tariffe unitarie dei diversi Paesi dell’UE rilevate da Eurostat e dalla Commissione Europea**. Ecco cosa è emerso.

    Energia elettrica

    La prima voce di spesa analizzata è quella relativa alla bolletta dell’energia elettrica che in Italia, considerando un consumo medio di circa 2.700 kWh ed un potenza impiegata 3 kW, è pari a 537 euro.

    In questo caso, applicando la tariffa ricavata dalla media dei valori europei – che Facile.it ha stimato in un costo lordo per kWh di poco inferiore agli 0,18€ – il peso della bolletta elettrica italiana si alleggerirebbe di circa il 10%, con una riduzione intorno ai 55 euro l’anno.

    Il risparmio sarebbe equivalente a quasi 60 euro l’anno, se si applicasse in Italia la tariffa dell’energia elettrica della Francia o addirittura supererebbe i 100 euro se le tariffe italiane fossero uguali a quelle della Grecia.

    Di contro, se si applicassero nello Stivale le tariffe spagnole la bolletta annuale aumenterebbe di circa 100 euro; se si usassero quelle della Germania, il conto sarebbe ancor più salato, con un aumento di quasi 300 euro.

    A gravare in particolar modo sul peso totale della bolletta elettrica italiana sono le imposte e gli oneri di sistema che oggi incidono in misura prossima al 29% del costo totale (Fonte: Arera). Tra gli Stati europei che fanno meglio ci sono Spagna e Irlanda, dove l’incidenza di tasse e oneri sulla bolletta è pari a circa il 20%, mentre va decisamente peggio in Germania e Portogallo, dove superano il 50% o in Danimarca, dove tali costi arrivano a rappresentare quasi il 68% della bolletta (Fonte: Eurostat).

    Gas

    Dati ancor meno incoraggianti emergono dall’analisi della bolletta del gas. Considerando nuovamente come parametro di riferimento il consumo medio di una famiglia-tipo italiana (1.400 mc l’anno), il costo sostenuto nello Stivale è pari a circa 1.050 euro; se la tariffa fosse pari a quella ricavata dalla media dei valori europei – che Facile.it ha stimato in un costo lordo per kWh di poco inferiore agli 0,06 € – la bolletta costerebbe intorno al 18% in meno, con un risparmio annuo di circa 185 euro.

    Dati alla mano, l’Italia è tra i paesi europei con il costo unitario del gas più alto; se si applicassero le tariffe della Germania, ad esempio, l’alleggerimento della bolletta italiana sarebbe di quasi 150 euro l’anno, mentre con i costi del gas rilevati nel Regno Unito alle famiglie italiane rimarrebbero in tasca quasi 350 euro. Andrebbe decisamente peggio, però, se le tariffe italiane fossero uguali a quelle della Svezia; i costi lieviterebbero di oltre 600 euro in un anno.

    Anche per il gas il peso delle tasse e degli oneri di sistema non agevola l’Italia, dove oggi queste voci arrivano ad incidere per circa il 40% sul totale della bolletta (Fonte: Arera). Fra gli Stati dell’Unione presentano valori più alti solo Svezia, Romania, Olanda e Danimarca, dove il peso di tasse e oneri supera ampiamente il 40%. Peso percentuale più contenuto, invece, in Paesi come Germania e Francia (circa 25%) e Spagna (20%) (Fonte: Eurostat).

    «Il peso di tasse e oneri di sistema in Italia incide molto sul costo complessivo delle bollette», spiega Silvia Rossi, Responsabile BU Energia di Facile.it. «Ma se è vero che su questi parametri i consumatori possono fare ben poco, è altrettanto vero che hanno modo di risparmiare sul costo della componente energia. Soprattutto alla luce dei possibili aumenti previsti per l’ultimo trimestre del 2018, confrontare le offerte delle diverse compagnie potrebbe davvero fare la differenza per le tasche degli italiani, e consentire loro un risparmio medio stimato in 70 euro annui per il gas e addirittura 130 euro per l’energia elettrica.».

     

    *  Fonte Arera per il periodo ottobre 2017 – settembre 2018.

    ** I dati Eurostat fanno riferimento al primo e al secondo semestre 2017. I dati della Commissione Europea fanno riferimento a stime relative al primo trimestre 2018.

  • I RAGAZZI DI TIKI TAKA – EQUILIBERI DI ESSERE A SCUOLA DA RISTOPIÙ!

    Il 21 Novembre le porte dell’Academy di Ristopiù si apriranno per accogliere i ragazzi con disabilità che, affiancati dallo Chef Ruggero De Lazzari avranno modo di acquisire nozioni e tecniche legate al mondo dell’hospitality.

    L’iniziativa nasce a quattro mani ed è frutto della rinnovata collaborazione tra “Tiki Taka – Equiliberi di essere” e “Ristopiù Lombardia S.p.A.” due realtà che, nel territorio, hanno fatto proprio il concetto di Responsabilità Sociale.

    I primi, vincitori della 3° edizione del bando “Welfare in Azione”, credono fermamente nella necessità di scardinare luoghi comuni, attivando sul territorio laboratori e attività per dare alle persone con disabilità la possibilità di realizzare i propri sogni.

    I secondi, invece, nella figura del Presidente Giuseppe Arditi, hanno sposato la volontà di dare un contributo attivo e concreto di responsabilità sociale d’impresa.

    Dimostrazione di questo impegno sono il conferimento, per ben due anni, del premio “Azienda Responsabile” consegnato dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza.

    Non è la prima volta che collaboriamo con Tiki Taka – Equiliberi di essere“– afferma il Presidente Giuseppe Arditi – “e ancora una volta come un anno fa e con un nuovo progetto, sono lieto di aprire le porte della mia azienda a questi ragazzi.”

    In questo caso, il nostro contributo è professionale per agevolare l’inserimento di giovani promesse. L’’esperienza ultratrentennale del nostro Chef De Lazzari Ruggero che, per tre incontri, formerà sui temi della ristorazione dalle caffetteria all’aperitivo fino alla gestione del bar” – conclude Giuseppe Arditi.

    Questa è solo una delle iniziative realizzate da TikiTaka – Equiliberi di essere, per conoscerle tutte potete visitare il sito https://www.progettotikitaka.com

  • 175.000 genovesi ogni settimana discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio

    Ogni settimana, a Genova e provincia, 175.000 persone discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio domestico; addirittura 58.000 individui lo fanno quasi tutti i giorni. Questa è una delle evidenze emerse dall’indagine presentata da Facile.it in occasione dell’inaugurazione del Facile.it Store di Genova in via Cesarea 72. Il comparatore ha commissionato lo studio* a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione di Genova e provincia, cercando di capire come venga gestito il tema del risparmio all’interno delle famiglie genovesi, quali siano le voci di spesa più onerose e come si cerchi di affrontarle, ma anche quali siano quelle su cui si vorrebbe risparmiare e quelle sulle quali si sia effettivamente riusciti a farlo.

    Il risparmio è donna, l’uomo è sprecone

    Se non sorprende vedere che, all’interno delle famiglie genovesi, l’attenzione al risparmio nelle attività domestiche sia materia principalmente appannaggio delle donne (60%, dato superiore alla media nazionale, dove invece la percentuale femminile è pari al 58%) e dei 35-54enni (46%), fa riflettere, invece, il fatto che siano ben 4,6 le discussioni medie che, ogni mese, una famiglia genovese intesse attorno alle spese di casa.

    Alla domanda “Per quali motivi vi capita di discutere sul risparmio nella conduzione della casa?192.800 genovesi rispondono “perché uno di noi è veramente sprecone” e 181.600, di contro, affermano che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti. Quando poi si chiede di indicare se lo sprecone e il taccagno siano un uomo o una donna, l’uomo è indicato come sprecone dal 51% dei rispondenti (valore questa volta inferiore alla media nazionale che è pari al 58%), mentre la palma del “taccagno” è assegnata senza dubbio agli uomini (60% vs 40%).

    Il risparmio nelle famiglie genovesi

    L’indagine ha voluto fotografare i comportamenti più comuni messi in atto dai nuclei familiari residenti a Genova e provincia per tagliare i costi domestici; oltre ad azioni consapevoli e virtuose ormai entrate nelle abitudini di molti, come chiudere sempre i rubinetti quando ci si lava i denti (71%) o usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico (64% dei rispondenti), sono emersi comportamenti meno scontanti e, in alcuni casi, forse eccessivi.

    423.800 genovesi dichiarano che almeno uno dei propri familiari è affetto da mania da risparmio. Tra gli atteggiamenti più sorprendenti emersi dall’indagine c’è quello dei 56.000 che dichiarano di non usare mai l’aria condizionata, nonostante il caldo, per risparmiare corrente, dei 69.500 che, ancora una volta per ridurre i consumi e, conseguentemente, l’importo della bolletta, abbassano di qualche grado la temperatura dello scaldabagno.

     

    O ancora, 74.000 genovesi ammettono di riutilizzare più volte alluminio o pellicola trasparente per alimenti; oltre 49.000 dicono che, quando si trovano a percorrere strade in discesa, mettono l’auto in folle per risparmiare carburante, mentre sono 76.000 coloro che dividono in due i tovagliolini di carta per usarli più volte.

    Fa riflettere un altro dato rilevato da mUp per Facile.it; a Genova e provincia 56.000 persone dichiarano che, per risparmiare, comprano solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto, mentre addirittura 145.700 sono quelli che cambiano supermercato ad ogni acquisto per inseguire le offerte e gli sconti.

    Eppure, nonostante gli sforzi messi in campo, sembra che il risparmio conseguito in questo modo sia basso; secondo quanto dichiarato dai rispondenti, in media il vantaggio economico ottenuto dalla famiglia in un intero anno, grazie a questi espedienti, è di soli 246 euro, poco più di 20 euro al mese.

     

    I genovesi hanno risparmiato sull’ RC auto, ora vorrebbero farlo su luce e gas

    La ricerca ha poi indagato sulle spese domestiche che incidono maggiormente sul budget delle famiglie genovesi. Assicurazione auto, luce e gas sono le voci che pesano di più, ma se per l’RC auto sono 249.000 i residenti a Genova e provincia che nel 2017 sono già riusciti ad abbattere i costi, le tariffe luce e gas sono quelle su cui a all’ombra della Lanterna si vorrebbe risparmiare di più nel 2018; così hanno dichiarato ben 183.00 residenti per la bolletta elettrica e 152.000 per quella del gas.

    La crescente consapevolezza dei consumatori emerge anche dal fatto che, sempre più spesso, si cerca di risparmiare anche su altri prodotti o servizi; sono 71.700 i genovesi che vorrebbero ridurre i costi di gestione della carta di credito e 78.400 quelli che sperano di abbassare quelli del conto corrente.

    Da questo punto di vista diventa centrale il ruolo svolto dagli strumenti che consentono ai genovesi di informarsi. Ma quali sono? Dall’indagine è emerso che Internet è ormai la prima fonte di informazione; è sul web che oltre il 62% dei genovesi cerca consigli per risparmiare e tra le diverse opzioni offerte dalla Rete sono i comparatori, usati da 206.000 utenti residenti a Genova e provincia, il canale più utilizzato per questo scopo. Basandosi sulle risposte del campione, quotidiani e periodici sono usati come fonte di aiuto da 143.000 lettori genovesi, mentre in 112.000 si affidano a radio e TV.

    Lo Store di Genova

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Monza, Parma e Reggio Emilia, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche sbarca a Genova con un punto vendita situato nel cuore della città (Via Cesarea, 72). All’interno del nuovo Store, i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Abbiamo scelto la città di Genova per l’apertura del primo Facile.it Store in Liguria perché sappiamo che i cittadini sono molto attenti al risparmio e, analizzando i costi sostenuti dalle famiglie, ci siamo resi conto che ci sono ampi margini per ridurre ulteriormente le spese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it.

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Per Genova e Provincia è stato realizzato un sovra campionamento pari a n.266 interviste complessive. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta dal 1 al 20 dicembre 2017 (totale Italia) e dall’ 11 al 13 settembre 2018 (oversample Genova e provincia).

     

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Reggio Emilia

    Quanto costa vivere a Reggio Emilia e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del primo Facile.it Store nella città di Reggio Emilia (https://www.facile.it/store/reggio-emilia.html) la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere in città e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto, luce, gas, ADSL e RC moto. Ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    I primi costi finiti sotto la lente sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, ad agosto 2018 il premio medio dell’RC auto nella città di Reggio Emilia era pari a 588,61 euro, valore in calo del 2,65% rispetto a 12 mesi fa. Le tariffe si abbassano ma il trend si inverte se si prende in considerazione l’intera provincia di Reggio Emilia; il premio medio, in questo caso, è pari a 542,00 euro, valore in aumento dell’1,40% rispetto ad agosto 2017. Nonostante ciò assicurare un’automobile in provincia di Reggio Emilia costa ancora il 6,99% in meno rispetto alla media italiana.

    Sul fronte dell’RC moto*, negli ultimi dodici mesi si è registrato un trend di crescita delle tariffe tanto che, ad agosto 2018, per assicurare una due ruote a Reggio Emilia e provincia servivano, in media, 430,74 euro, il 6,23% in più rispetto ad agosto 2017.

    Energia e gas

    Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sulle tasche dei cittadini ci sono quelle legate alla luce e al gas. Per quanto riguarda i consumi energetici, prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente in provincia di Reggio Emilia (2.473 kWh), la spesa mensile rilevata nei primi 8 mesi del 2018 è stata pari a circa 41,50 euro; se le tariffe rimarranno stabili fino alla fine dell’anno, il peso totale delle bollette energetiche del 2018 risulterà pari a circa 499 euro, vale a dire il 2,36% in più rispetto al 2017. Guardando il consumo di gas, invece, la bolletta media mensile è stata pari a 80 euro; in questo caso, in assenza di variazioni del prezzo del metano, il costo complessivo annuale risulterà pari a 962 euro, ovvero il 9,70% in più rispetto allo scorso anno.

    Telefonia

    Buone notizie arrivano dall’analisi dei costi legati alla telefonia fissa (voce e ADSL). Nei primi 8 mesi del 2018 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie reggiane è stata pari a circa 26,5 euro, per un costo complessivo annuale stimato pari a circa 317 euro. Il valore, grazie ad un abbassamento generale delle tariffe offerte dagli operatori telefonici, risulta in calo dell’11,8% rispetto allo scorso anno. 

    Mutui casa

    Altra voce di spesa finita sotto la lente di Facile.it è quella relativa al mutuo. Analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nei primi 8 mesi del 2018, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Reggio Emilia hanno chiesto, mediamente, 123.443 euro, importo in linea con la richiesta registrata dodici mesi fa. Ancora in media, chi ha presentato domanda aveva 39 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 66,7% del valore dell’immobile e aveva intenzione di restituire la cifra in 22 anni. Guardando alla tipologia di tasso scelto, emerge che l’81,44% dei richiedenti ha optato per quello fisso mentre solo il 14,85% ha cercato di ottenere il variabile. Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, l’importo medio richiesto sale a 131.053 euro da restituire in 25 anni; l’età media dei richiedenti, invece, scende a 37 anni.

    Prestiti personali

    Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso dei primi 8 mesi del 2018, l’importo medio richiesto in provincia è stato pari a 11.421 euro, in aumento dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2017. Nonostante l’incremento, però, è rimasto sostanzialmente stabile il numero di rate in cui i richiedenti desiderano restituire il prestito, passate da 60 a 63 (pari a poco più di 5 anni). Interessante notare come quasi il 13% delle domande totali presentate in Emilia Romagna provenga da utenti della provincia di Reggio Emilia.

    Lo Store di Reggio Emilia

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Monza, Parma e Genova, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo secondo store in Emilia Romagna, questa volta nel cuore della città di Reggio Emilia (via Emilia Santo Stefano, 9/E). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Continua il nostro percorso di espansione territoriale in Emilia Romagna e, dopo il successo di Parma, abbiamo scelto di aprire uno Store anche a Reggio Emilia; i cittadini emiliano romagnoli sono molto attenti al risparmio e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di spesa con cui le famiglie devono fare i conti ogni mese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online».

    (*)

    Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 53.083 preventivi auto e 8.120 preventivi moto effettuati a Reggio Emilia e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 agosto 2017 e il 31 agosto 2018 i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina:

    https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

     

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 700 richieste di mutuo presentate da gennaio ad agosto 2017 e da gennaio ad agosto 2018 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Reggio Emilia.

     

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 900 richieste di prestito personale presentate da gennaio ad agosto 2017 e da gennaio ed agosto 2018 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Reggio Emilia.