Autore: redazione

  • T-MOVE EXPERIENCE “Pass This Time” un ritorno sulle scene con un sound in pieno stile anni novanta

    Il nuovo capitolo dopo il successo internazionale di “Running In Real Time” e  “My Baby My”

     

    A distanza di venticinque anni dall’uscita del primo successo “Running In Real Time e convinti da alcuni dei più autorevoli pionieri del sound anni ‘90, una parte del team originale (due su tre) dei T-Move Experience ha deciso di tornare in studio per riprendere il discorso da dove era rimasto nel 1998

    Questo nuovo brano è firmato da Paolo Bova (produttore, arrangiatore e tecnico di studio) e Giada Masoni (voce original e coautrice dei testi).

    Dopo il successo internazionale del primo singolo seguito subito dopo da “My Baby My” che ha tenuto alto il nome del team per circa un anno, dopo un altro anno trascorso ad effettuare remix per tutte le migliori labels italiane (Time, Flying Records, Irma, Jt Company, Media Records, DWA, etc.) e dopo una serie di collaborazioni con i migliori team e produttori italiani e stranieri (Alex Neri, Gianni Bini, Netzwerk, Joe T Vannelli, Double You, Vincenzo Callea, Axwell, Sebastian Ingrosso e Steve Angello, Mario Più, More, Ian Carey, Steve Lawler, etc.) gli impegni di vita hanno preso il sopravvento costringendo i nuovi progetti a stare in un cassetto.

    “Pass This Time” fa parte di una triade di cover previste in realizzazione, ma è stato l’unico a non essere sviluppato a suo tempo. Lo è ora, arricchendosi di una parte mancante in origine: la voce

    Il testo, nella sua semplicità, rispecchia moltissimo lo stato d’animo attuale dei produttori a seguito del critico periodo appena trascorso legato alla pandemia. 

    Non solo. Riaprire il cassetto degli inediti ha svelato una quantità di materiale tale da mettere la band al lavoro su un nuovo album la cui uscita è prevista per il prossimo inverno. Sarà un album tendenzialmente pop/dance, rispettando lo stile del team, ma tutti i brani saranno accompagnati da uscite parallele di versioni prettamente dance con remix firmate dai “cari” amici che hanno collaborato con il team durante questi anni e da una serie di nuovi artisti attualmente in attività.

     

    In questi anni Giada Masoni (voce original e coautrice dei testi) ha fatto parte di alcune band musicali esibendosi con repertorio blues e pop e partecipando all’ edizione di Sanremo del 2004 come prima corista di Stefano Picchi con il brano “Generale Kamikaze”.

    Paolo Bova (produttore, arrangiatore e tecnico di studio) ha continuato il lavoro di produttore e con le proprie labels ha seguito l’evolversi del mercato con produzioni dance, house e techno.  Ha prodotto e pubblicato brani per molti artisti Italiani ed internazionali (su tutti spicca la pubblicazione del primo progetto discografico del team che è stato precursore del famoso “Sw edish House Mafia”). Inoltre si è dedicato anche alla produzione e pubblicazione di progetti pop/rock Italiani (Rh Umornero, MarcoMale, Super Angels, etc.).

    In parallelo all’attività discografica dal 2006 si occupa anche di locali da ballo gestendo due tra i club più importanti della Toscana. 

    Entrambi residenti nella provincia di Pisa, i due sono molto influenzati dalle atmosfere respirate dal verde delle colline toscane e poco corrotti dal frenetico ritmo urbano, riuscendo a mantenere uno stile fresco e solare allo stesso tempo

     

    Etichetta: Tuscania Movement Records

    Radio date: 9 luglio 2021

     

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    BIO

    T-Move Experience è un trio di musica dance che si forma a metà degli anni Novanta. In poco tempo raggiunge il successo internazionale con “Running in real time” (1996) del quale pubblicano una serie di remix. Lo stesso anno arriva “My baby my” che bissa il successo del singolo precedente. Il 1997 è l’anno  di “Let me love you now” a cui segue lo scioglimento della band fino al ritorno in radio con “Pass This Time”. 

  • LUCA BREUZA “Non è follia” è il nuovo ep del cantante torinese

    Sei brani inediti che raccontano il vissuto dell’autore, ma che ben si adattano alla storia di ognuno di noi.

    L’EP dal titolo Non è follia in uscita venerdì 18 giugno, è stato anticipato dal singolo omonimo. Grazie alla sua vocal coach Chiara De Carlo, Luca Breuza ha conosciuto Luca Sala, autore insieme a Kikko Palmosi e Francesco Silvestre dei Modà, di “Non È L’inferno” brano vincitore di Sanremo 2012 portato al successo da Emma Marrone.

    La penna di Luca Sala con, CHE NE SANNO LE STELLE e NON È FOLLIA, ha dato valore aggiunto e completato il disco, composto da 6 brani inediti. Non è del tutto autobiografico ma in fondo, ogni storia di queste canzoni, racconta accaduto all’autore stesso.

     

    «L’idea di questo progetto di inediti nasce qualche anno fa, dopo la fine di una storia d’amore durata molti anni. In quel momento ho sentito la necessità di dare sfogo ai miei pensieri anche “liberatori”. L’incontro fortuito con due ragazzi della mia zona Altair Donini e Gabriele Scarpelli, che lavorano nell’ambito di produzioni musicali, ha reso possibile il mio obiettivo. Hanno messo in parole e musica i miei pensieri e le mie idee dando vita a quattro testi musicali, rimasti poi chiusi in un cassetto per un po’ di tempo. Nel 2020 causa il periodo forzato di stop per via del Covid, vissuto in prima persona in quanto gli hotel presso i quali lavoro come cantante di pianobar erano chiusi, ho deciso che era giunto il momento di portare a termine questo progetto». Luca Breuza

     

    TRACK BY TRACK

     

    CHE NE SANNO LE STELLE – Il brano apripista dell’EP parla di un amore molto passionale e viscerale, vissuto con grande trasporto e intensità.

     

    LIBERI – Una ballad che assume un significato diverso a seconda di chi l’ascolta. L’autore ha voluto espressamente che non ci fossero determinati segni di riconducibilità, ma che potesse essere libera l’interpretazione.

     

    NON È FOLLIA – La canzone che dà il nome all’EP. Un brano pop, fresco e ritmato che vuole far dimenticare, per un momento, il brutto periodo che abbiamo vissuto per dare spazio alla spensieratezza perché in fondo un pizzico di “follia” non guasta mai.

     

    MILLE OCEANI – La quarta canzone il cui testo parla di un amore finito ed è rivolto a tutte quelle persone che alla fine della relazione si domandano se hanno fatto tutto il possibile per mantenere vivo il rapporto.

     

    FENICE – Il testo si ricollega alla “leggenda” proprio della fenice capace di rinascere dalle sue stesse ceneri e vuole enfatizzare il fatto di riemergere, in qualche modo, dopo una situazione che ti ha messo a dura prova.

     

    UNICI EROI – Ultimo brano dell’Ep, singolo uscito a febbraio 2021 ma la versione contenuta nel disco è stata valorizzata nella sua totalità con un “cambio d’abito”. Un inno di riconoscenza verso coloro che ci hanno dato la vita, i genitori.

     

    Le registrazioni dei brani, che compongono il disco, sono state effettuate presso gli studi PLAY! di Alberto Macerata e Music Hall di Marcello Sanfilippo in provincia di Torino, nonché a Milano presso Daltro Canto Records di Luca Sala al quale è stata affidata anche la produzione artistica.

    Autoproduzione

    Release Ep: 18 giugno 2021

     

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    BIO

    Quella di Luca per la musica è una passione cresciuta con lui. Nato in provincia di Torino nel 1986 ha amato la musica fin da piccolo, trasformandola poi in un impegno costante, un interesse coltivato con grande serietà e determinazione.

    Ha “dato voce” a diversi progetti tra cui la maratona Telethon, dove è stato più volte invitato a cantare nella serata benefica presso il palazzetto dello sport della sua città e, nel 2006 partecipa come ospite alla festa organizzata in occasione del Centenario del settimanale locale “L’Eco del Chisone”.

    Performer completo ha partecipato a vari casting di concorsi canori e talent show tra i quali il Festival di Saint Vincent, Castrocaro Terme, X-Factor dai quali è uscito sempre incoraggiato a continuare a percorrere la strada della musica.

    Si è dedicato all’intrattenimento musicale dal vivo per matrimoni e feste private, con un vasto repertorio di musica italiana ed internazionale. Quel forte interesse per la musica, da hobby è poi sfociato in un vero e proprio lavoro e ora svolge l’attività di cantante, presso hotel e strutture nelle località turistiche.

    A febbraio del 2021 è uscito il suo nuovo singolo “Unici Eroi” un inno al ringraziamento e alla devozione verso coloro che gli hanno dato la vita, i suoi genitori. Il brano anticipa il suo EP in uscita il 18 giugno 2021.

  • HELLE “Disonore” è il nuovo album della cantautrice e produttrice bolognese che segna la sua rinascita

    Una serie di singoli hanno cadenzato l’arrivo di questo disco electro pop, un punto di svolta nella carriera della producer e cantautrice

     

    «Disonore è il viaggio sporco nella periferia di noi stessi. È un esilio forzato, una vergogna che diventa uno scrigno abominevole nel cuore. È prendere coscienza del fatto che nella vita non si faccia altro che scendere a patti con la gente: per sopravvivere ci incastriamo nei meccanismi di chi non ci capirà mai». Helle 

    La scoperta delle parti più profonde dell’animo umano è al centro dell’attuale ricerca sonora e artistica di Helle. Una perlustrazione che porta a riconoscere le maschere indossate nelle diverse occasioni della vita, mettendo a confronto di volta in volta, le due facce della stessa medaglia. 

    Sulle diverse scene si accende una sorta di occhio di bue, con il ritmo cadenzato dall’electro pop che caratterizza il suono dell’intero album. 

     

    Track by track 

    DISONORE

    Una risposta alla vergogna. 

     

    RISPETTO

    La parte infima di noi stessi parla e ha la nostra voce. 

     

    SELVAGGIO

    “La gloria di ogni vizio è sentirsi una persona peggiore”. 

     

    FIGLIA DELLE NUBI

    I dubbi di fede di un fedele; essere sporchi e ambire alla perfezione è “un’incoerenza senza fine”.

     

    CAROVANE

    L’esilio, la condizione umana come passeggero grido al cielo di un animo non consacrato. 

     

    TOM

    L’alcolismo visto da dentro e quello visto da fuori. 

     

    CHIMERE

    La peggiore parte di noi è anch’essa umana.

     

    TU MI VOLEVI BENE

    Il nostro segreto disonore.

     

    BARBIE

    L’apparenza e i social sono molto spesso la stessa cosa. 

     

    2,107

    L’impossibilità di agire contro un sistema che non concede spazio a chi non s’inchina ciecamente a lui.

     

     

    Etichetta: Volume!

    Release album: 25 giugno 2021 

     

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    BIO

    Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con Bruno Mariani. Negli stessi anni ha suonato con Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 70 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, il 27 novembre 2020 arriva il nuovo singolo “Al Pacino”, entrambi prodotti, suonati e arrangiati dalla stessa Helle

  • MARTA NICOSIA “Mi sembrava vero” è l’esordio radiofonico della giovane cantante milanese

    L’allegria del pop racconta la capacità di ritrovare sé stessi dentro  momenti più bui 

     

    Ritrovarsi proprio mentre ci si sente inadatti e fuoriluogo. È questa la sensazione raccontata da “Mi sembrava vero”, un brano che affronta quel preciso momento in cui, persi nel vuoto di sentimenti contrastanti e difficili, riusciamo invece a capire meglio noi stessi e rinascere inseguendo una nuova luce. 

    «Questo pezzo é nato dopo essermi raccontata ad un mio insegnante, dopo aver spiegato come mi sentivo in seguito alla chiusura di un rapporto con una persona che mi aveva profondamente cambiata e migliorata. Le parole sono state appunto scritte dal mio insegnante, Andrea Leprotti, e mi ci sono immersa e immedesimata subito» Marta Nicosia

    Il carattere del brano è fresco e solare seguendo quel gusto che è proprio della giovane cantante che cerca in questo strumento la sua continua visione positiva 

    Autoproduzione

    Radio date: 18 giugno 2021

     

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    BIO 

    Marta Nicosia ha 17 anni (a Novembre 18) e vive a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano.

    Sin da piccola ha manifestato una grande passione per il canto, il cinema e la recitazione.

    Per appoggiare queste sue passioni, o probabilmente per non sentire più strillare in casa, i suoi genitori a 8 anni le hanno fatto prendere lezioni private di canto e ha partecipato anche al suo primo concorso canoro, vincendolo. 

    Ogni anno ha accompagnato la partecipazione concorsi ed esibizioni con il proseguo delle lezioni di canto e unendo un corso di recitazione.

    Crescendo è aumentata anche la “professionalità”, prendendo parte a spettacoli e vicendo, nel 2019, un concorso dove il maestro Beppe Vessicchio l’ha premiata con la possibilità di produrre un suo inedito che infatti è uscito su tutte le piattaforme digitali e del quale ha registrato il videoclip. È ancora in attesa, invece, di poter svolgere la finale del “premio Mia Martini 2020”. 

  • THE MOODY “Tropicana” è il nuovo singolo del duo composto da ZE7E ed Angie

    Un omaggio al celebre locale di Mykonos dove nascono le storie d’amore

     

    Voglia di staccare da tutti i pensieri e immergersi nel suono e nel ritmo dell’estate. C’è tutto questo in “Tropicana” titolo che riporta subito alla mente i tormentoni ballati in spiaggia nella stagione più calda dell’anno e al noto locale che si trova nei pressi di Mykonos, considerato il covo degli innamorati.

    https://www.youtube.com/watch?v=T43As4tjVcs&ab_channel=TheMoodyOfficial

    Etichetta: Bivona LTD

    Radio date: 9 luglio 2021

     

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    Apple: https://music.apple.com/it/artist/the-moody/659903759 

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    BIO

    Il progetto The Moody nasce nell’estate 2020. I due artisti, ZE7E ed Angie si trovano a Camogli, sulla riviera Ligure, per registrare il videoclip della canzone estiva “Balla con me”. Il singolo totalizza 57 mila streams su Youtube e Spotify ed apre ai due ragazzi una buona rete di contatti. In seguito entrano in contatto con alcuni produttori discografici e arrivano a pubblicare altri singoli sotto l’etichetta  Thaurus s.r.l. La penultima uscita è “Hangover” un brano fresco e catchy che ha raggiunto da poco i 90 mila streams totali. 

    L’ultimo brano uscito il 9 Luglio 2021 è stato realizzato insieme a Marco Giuliani, in arte Marco Dalla Villa, un produttore e Dj di Londra che crede molto nel potenziale del gruppo.

  • I PROBLEMI DI GIBBO “Come l’ultimo concerto” è il nuovo singolo tra analogico e digitale del duo emiliano

    Un’emozione che non vuole finire, da trattenere dentro sé per non arrendersi all’omologazione

    Il nuovo singolo del duo emiliano è una sorta di passaggio fra l’album d’esordio – “Sai dirmi perché?”- e il secondo album di inediti, attualmente in preparazione. 

    Sonorità analogiche e digitali, si fondono in un unicum musicale multiforme e compatto. In continuità con il primo lavoro, rimane la necessità di raccontare la fragilità e la frenesia della società moderna, proiettate nella complessità dei rapporti umani.

    La “fluidità” e l’incertezza del nostro tempo, del momento storico che stiamo attraversando, sembra ci obblighino a diventare quello che non siamo, a vivere secondo certi modelli. Chi non si omologa a questa nuova normalità, appare diverso, cambiato, quando in realtà forse è l’unico che rimane veramente fedele a sé stesso.

    «In questa trappola dell’apparire e del vivere secondo schemi prestabiliti, ci si può sentire soli. Per non perdersi, diventa fondamentale il rapporto tra le persone, quello vero, quello fisico. Ti sembro distante, ma sono qui con te, la vera distanza è tra reale e “costruito”. Smettiamo di inseguire desideri inutili e “alziamoci dal divano”, per vivere davvero» I Problemi di Gibbo

     

    Da segnalare il disegno di copertina, realizzato appositamente dalla pittrice e scrittrice Stefania Castoldi. La realizzazione del disegno è stata ripresa in un video, che è diventato poi il videoclip ufficiale della canzone.

    Registrato e mixato presso IPDG Studio, con la supervisione di Marco Schiatti (Litz Sound) e masterizzato da Alessandro Guasconi (Virus Studio). Fondamentale la partecipazione al basso di Mauro Buratti, bassista de IL NUCLEO.

    Autoproduzione 

    Radio date: 9 luglio 2021

     

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    Spotify: https://open.spotify.com/artist/07yl2z22phbitMky0UgvQ4

     

    BIO

     

    Stefano Gibertoni e Daniele Prandi vivono da sempre nelle colline di Reggio Emilia. Dopo varie esperienze con diversi progetti musicali, si accorgono che al loro mondo manca qualcosa e decidono di iniziare a collaborare per scrivere le proprie canzoni. Nella primavera del 2017 nascono così “I problemi di Gibbo”, per raccontare attraverso la musica, lo stato d’animo e le contraddizioni della vita di tutti i giorni.

    Stefano, voce e chitarra acustica e Daniele, batteria, attratti da sempre dal cantautorato italiano e dalle sonorità indie folk americane, creano un mix sonoro fresco e malinconico, fatto di chitarre gentili e suoni profondi. Per le esibizioni “live” vengono affiancati da Alessandro Stocchi alla chitarra elettrica e dalla splendida voce di Carlotta Gibertoni, ai cori e basso synth.

    Nell’estate 2019 entrano in studio per registrare l’album d’esordio,  da cui estraggono “Come tu mi vuoi” come primo singolo uscito il  7 Novembre 2019. Il 10 gennaio 2020 viene presentato il secondo singolo “#Buonumore”. Nasce così il primo progetto discografico, con l’aiuto di Luca Serio Bertolini (Modena City Ramblers) e di Andrea Fontanesi (VoxRecording Studio). Il 14 Febbraio 2020 esce “Sai dirmi perché?”, il primo album contenente 7 brani originali e totalmente autoprodotti. Mastering realizzato da Alessandro Guasconi (Virus Studio).

    Il suono è caratterizzato da chitarre acustiche ed elettriche, su un tappeto ritmico dove la profondità del basso synth, unito a sintetizzatori ed arpeggiatori, crea un binomio che fa da ponte tra passato e presente. I testi delle canzoni riportano ad una parte introspettiva più fragile, trattando tematiche relazionali ed interrogativi che sono sempre più presenti nella nostra quotidianità, ma che, con fatica, si riescono ad esternare.

  • Il ritorno dei LOMBROSO: “Spiegarsi” è il nuovo singolo del duo composto da Dario Ciffo e Agostino Nascimbeni

    L’incomunicabilità affrontata con un sound ironico e un testo dolceamaro 

    Photo e Artwork Franz Pastore 

     

    Dopo diversi anni di inattività i Lombroso annunciano il loro ritorno con il primo di una serie di inediti. “Spiegarsi” è un brano ispirato alle sonorità anni ‘60 di Phil Spector che fa ampio utilizzo di fiati ed archi. 

    Prodotto da Cristopher Bacco, il brano vede anche la collaborazione al theremin di Vincenzo Vasi. Il testo riveste con tono ironico una frustrazione latente, in pieno stile “lombrosiano” è una sorta di racconto autobiografico in prima persona, che può essere sintetizzato in maniera tragicomica dal verso “Una vita passata a spiegarsi”. 

     

    Etichetta: Volume!

    Radio date: 22 giugno 2021

     

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    BIO

    Il duo si forma nel 2003. Dario Ciffo è stato violinista degli Afterhours dal 1997 al 2007, anno in cui decide di lasciare la band per dedicarsi al progetto “Lombroso” e viene così sostituito con Rodrigo D’Erasmo. Agostino Nascimbeni invece ha militato in diverse cover band dei Beatles e ha suonato la batteria per Will Young nella suo tournée del 2003/2004. I due amici decidono di formare la band dopo aver improvvisato un concerto in poche ore e decidono anche di non aggiungere altri elementi al gruppo, che rimane un duo, salvo alcune rare occasioni. Il rock della band, pur influenzato dal genere melodico italiano degli anni sessanta e settanta, si spinge fino alle sonorità più crude soprattutto nei concerti dal vivo. Nel 2004 pubblicano con Mescal il loro album d’esordio, l’omonimo “Lombroso”, al quale segue il singolo “Insieme a te sto bene”.

    Nel 2007 pubblicano per la V2 il secondo album intitolato “Credi di conoscermi”caratterizzato da sonorità ispirate al garage rock ed alla musica beat italiana. In questi due lavori i Lombroso rivelano anche la loro passione per Battisti, realizzando una cover per ciascuno dei due LP (“Insieme a te sto bene” e “Il Paradiso”). Importante è anche il contributo creativo apportato da Morgan, quale coautore di alcuni brani, nonché occasionale terzo elemento del gruppo nei primi periodi. Buona parte delle liriche e delle melodie delle canzoni dell’album di debutto e dei due loro album successivi sono di Gianni Resta. Nel 2008 collaborano con i Marta sui tubi nella canzone “Ma come fanno i marinai” (cover di Lucio Dalla e Francesco De Gregori), contenuta nell’Ep “Nudi e crudi”. Nel 2010 aprono il concerto di Luciano Ligabue a Bari nello “Stadi 2010 Tour”. Lo stesso anni esce per l’etichetta italiana indipendente Niegazowana il loro terzo album, “Una vita non mi basta”, che ribadisce l’attitudine rock and roll unita a sonorità indie dallo stampo anni Novanta. Il disco vede la partecipazione dei fiati di Enrico Gabrielli che realizza l’assolo di sassofono in “Non mi fido di lei”, di Mauro Otto Ottolini (Vinicio Capossela) e Enrico Molteni (Tre allegri ragazzi morti) che suona le percussioni ed il basso in alcuni brani. Al disco seguono i singoli “Fissazione” e “Il tempo non è sempre magnifico”. Dopo molti anni di inattività i Lombroso annunciano il loro ritorno con un nuovo singolo “Spiegarsi” prodotto da Cristopher Bacco, che vede anche la collaborazione al theremin di Vincenzo Vasi.

  • LA REDS “Rosso” è l’inizio del nuovo progetto musicale di una della vocalist ed entertainer più conosciute d’Italia, Eleonora Rossi

    Un omaggio alla vera essenza musicale degli anni ‘80 e a un’icona come Raffaella Carrà

     

     

    Correva l’anno 1983 e Raffaella Carrà portava al successo questo brano poi ripreso negli anni ’90 dalle ragazze di “Non è la Rai”. L’interpretazione che ne dà ora La Reds – Eleonora Rossi – ha un chiaro intento citazionista: le sonorità anni ’80 di synth, batteria e basso sono ancora più “anni ‘80” della versione originale, secondo una volontà che segue il mantra “più vero del vero”.  

    La scelta delle sonorità permette al brano di staccarsi dalla sua componente più smaccatamente commerciale, donandogli una veste retrò che permette di apprezzare la struttura melodica tradizionale, ma con un twist armonico che scaccia ogni ombra di banalità, facendo apparire evidente la potenzialità di grande hit mancato per il brano.

    Eleonora Rossi è una entertainer di classe e talento. Attiva nel mondo della TV e degli spot pubblicitari, è una delle vocalist ed entertainer più celebri del circuito delle discoteche nazionali. “Rosso” è il primo tassello della produzione discografica che si lega al suo nome e che si compone anche di brani originali di prossima uscita. 

     

    Etichetta: RIVERTALE

    Radio date: 18 giugno 2021

     

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    La Reds è Eleonora Rossi, vocalist, ballerina, presentatrice Tv. Protagonista di numerosi spot pubblicitari dal 2006 ad oggi, diventando il volto per marchi storici come Biorepair, Kinder, Formaggino Mio, Thé Infré, Granarolo, Eleonora Rossi ha dato avvio alla sua carriera televisiva nel 2005 diventando “Letteronza” nelle trasmissioni “Mai Dire Grande Fratello” e “Mai dire Goal”. Negli anni ha condotto programmi televisivi come “Bollicine” e “1 x 3” in onda su 3Live per citarne alcuni, oltre ad aver recitato in serie tv e sit-com come “Love Bugs” su Italia1. 

    Bio completa: https://www.clangroup.it/artisti/dettaglio.php?id=32

  • HELLE “Rispetto” è il nuovo brano della cantautrice e producer bolognese che racconta la dualità dell’animo umano

    Un brano sulla personalità, duplice e variabile, spesso incontrollabile 

     

    “C’è qualcuno che non conosco in me” è l’incipit di un brano che parla di personalità. Senza scomodare i ben noti dottor Jekyll e signor Hyde, Helle racconta la dualità dell’animo, confermando la vena elettro pop che ne caratterizza la produzione. “Rispetto” è il nuovo tassello che la producer bolognese aggiunge per avvicinarsi alla pubblicazione del suo nuovo album “Disonore”, che uscirà il prossimo 25 giugno. 

    «Rispetto parla del lato intimo e nascosto in noi stessi. A volte parliamo con una voce non nostra, eppure siamo sempre noi». Helle

     

    https://www.youtube.com/watch?v=YF_Ll9kI2Jk&ab_channel=HelleOfficial

    Etichetta: Volume!

    Radio date: 11 giugno 2021

    Release album: 25 giugno 2021 

     

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    Lisa Brunetti, in arte Helle, nasce a Bologna il 14 Giugno 1994. Comincia a scrivere poesie ad 11 anni, a suonare la chitarra dall’adolescenza. Ha lavorato per quattro anni in Fonoprint, dove ha avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con Bruno Mariani. Negli stessi anni ha suonato con Ricky Portera. Nel 2016 partecipa ad Area Sanremo arrivando fra i 70 finalisti del concorso. Dopo la pubblicazione di vari singoli in inglese e in italiano, arriva per Helle il momento di intraprendere una nuova fase della sua carriera artistica. Il 19 maggio 2020 esce in radio il singolo “Tra le strade della mia città”, il 27 novembre 2020 arriva il nuovo singolo “Al Pacino”, entrambi prodotti, suonati e arrangiati dalla stessa Helle

  • TONY “Iddu” è il nuovo singolo del giovane cantante messinese

    Un brano ispirato al vulcano Stromboli, scritto con Giuseppe La Spada

    È la voce della terra che si ascolta da Stromboli ad ispirare il nuovo singolo del cantante messinese. Il vulcano, la spiaggia e le stelle sono le immagini richiamate in questo brano, in cui la natura, il rumore delle onde e l’energia della lava attiva sono i protagonisti.

    La mancanza quasi totale di strade, il paesaggio dall’aspetto selvaggio e, soprattutto, l’incombente vulcano – “Iddu” – che periodicamente ricorda la sua presenza con sbuffi di fuoco e lapilli, esercitano su chi ascolta una strana e singolare attrazione, fino all’impatto di quando erutta verso “la sciara del fuoco”. 

    «Volevo dare voce a quest’isola e alla fine dell’estate del 2020 ho unito un’insieme di emozioni in questo brano, scritto con Giuseppe La Spada nel suo studio di registrazione Megalith Music» Tony.

     

    La regia del videoclip è affidata a Salvatore Siragusa

     

    Autoproduzione

    Radio date: 2 luglio 2021

     

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    BIO

    Tony Vive a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina e inizia a studiare musica e canto all’età di 13 anni.

    Nel 2016 decide di pubblicare  il suo primo inedito dal titolo “UGUALI”, scritto con Giuseppe Santamaria. Nel 2019 partecipa per la prima volta, con esibizioni live, alle selezioni di X-Factor e Amici e pubblica il suo secondo inedito, scritto con Giuseppe La Spada. Nel 2021 incide il nuovo singolo dal titolo” IDDU”, dedicato al vulcano di Stromboli e scritto ancora una volta insieme a Giuseppe La Spada.

    Attualmente frequenta la scuola di canto della band Atmosfera Blu, sotto la guida di Anna Lanza e Giuseppe Santamaria. 

  • GIANNI MENDES “Te Amaré” in una nuova versione remixata da Get Far Fargetta, uno dei dj più popolari e amati d’Italia

    UN BRANO NATO AL LARGO DI PORTOFINO  

     

    Il dj e produttore discografico reinterpreta il brano d’esordio dell’artista italo-brasiliano

     

    È Get Far Fargetta a firmare il remix di “Te Amaré” di Gianni Mendes, il cantante italo-brasiliano cresciuto a Bologna e trasferitosi a Miami diventando un avvocato di fama internazionale. “Te Amaré” è il brano del suo esordio discografico, ispirato da ritmi latini e brasiliani, che l’artista ha co-prodotto con Tim Mitchell, produttore multi-Grammy di Shakira, facendolo diventare subito un tormentone negli Stati Uniti. 

    Al largo di Portofino è nata invece questo remix affidato alle sapienti mani di uno dei dj più popolari e amati d’Italia, Get Far Fargetta, che ha reintepretato il sound originale con il suo stile, asciugandolo dai ritmi latini per aggiungere un ambiente più elettronico e rendendolo un perfetto tormentone estivo. 

    Etichetta: GM MUSIC PUBLISHING GROUP LLC

    Radio date: 2 luglio 2021

     

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    BIO

    Gianni Mendes è un cantante, chitarrista e avvocato italo-brasiliano. 

    Di madre brasiliana e padre italiano, nato in Brasile e cresciuto a Bologna, dopo aver completato un Master in legge a Miami, Mendes decide di trasferirsi definitivamente in America per diventare avvocato. Dopo un’esperienza lavorativa a Los Angeles in un prestigioso studio specializzato in contenziosi, Mendes decide di mettersi in proprio e, insieme ai suoi migliori amici, anche loro ragazzi italiani trasferiti in America, fonda il proprio studio legale nel 2009 – il TLRT – che raggiungerà un tal successo da esser nominato dai media italiani come uno dei più rispettati studi legali italo-americani della costa orientale. Negli anni, Mendes si dedica anche al mondo dei social acquisendo un grande seguito in particolare su Instagram. Parallelamente l’artista si dedica ad una sua altra grande passione: la chitarra (è stato uno dei pochi studenti di Enrique de Melchor e Manolo Sanlucar, entrambi “miti” della chitarra gitana e flamenca). A luglio 2020 pubblica il singolo d’esordio “Te Amaré”, co-prodotto con Tim Mitchell, produttore multi-Grammy di Shakira. Nel brano collaborano anche Lee Levin (batterista dei Bee Jees, Julio Iglesias e John Secada) e Guillermo Vadala (bassista di Ricky Martin, Jennifer Lopez e Laura Pausini). 

  • CATO “Le scuse buone” è il nuovo singolo in chiave rock del songwriter bergamasco

    L’elenco in chiave rock di tutte le scuse che usiamo per non essere noi stessi 

    Artwork Fabio Galessi

     

    Il brano è il terzo tassello svelato dal nuovo album del songwriter bergamasco, un progetto nato con la collaborazione del produttore Francesco “James” Dini, la cui pubblicazione è attesa in autunno. Dopo “Cogli la mela” e “Nella testa ridi”, il nuovo singolo abbraccia sonorità decisamente più rock ed energiche e arriva in un momento in cui ognuno si sta lentamente riappropriando delle proprie abitudini 

     

    «Le scuse buone racconta uno spaccato di vita quotidiana, dove le scuse buone sono storie che ci inventiamo per non essere noi stessi» Cato 

     

    Come per i precedenti singoli anche la pubblicazione di “Le scuse buone” si lega a un progetto benefico a favore di un’associazione del territorio. Parte del ricavato della vendita della T-shirt di “Le scuse buone”, infatti, sarà devoluto a “Traiettorie Instabili”, realtà della provincia di Bergamo impegnata nell’organizzazione di eventi musicali e artistici. In particolare nel 2020 l’associazione ha avviato il progetto “I Volti del Bosco”, recupero di un’area boschiva di Villa di Serio, da rendere spazio con finalità culturali, didattiche ed ecologiche. Nel 2021, invece, è in programma la realizzazione del cortometraggio “Aspetti il prossimo” legato al tema delle pari opportunità.

    “Le scuse buone” così come gli altri brani del nuovo progetto discografico di Cato saranno presentati live, venerdì 2 luglio, alla Cascina Martesana di Milano 

     

    Autoproduzione

    Radio date: 11 giugno 2021

     

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    BIO

    CATO è un cantautore proveniente dalla scena bergamasca. È stato impegnato in diversi progetti sociali nell’ambito dell’accoglienza rifugiati, in ambito ecologico con l’associazione Amici del fiume Serio e nei viaggi da lui organizzati raccogliendo fondi per diverse associazioni Onlus. Inizia a suonare a metà anni Novanta in diverse band per poi trascorrere dieci anni nei Namastè come chitarrista con i quali autoproduce quattro dischi oltre a un’intensa attività live in Italia. 

    Nel 2009 entra in studio e registra il primo ep “Oceano di sogni”, seguito nel 2014 da “Cato”, l’omonimo disco d’esordio, trainato da una tripletta di videoclip “Accendimi”, “Veloce”, “Confusione”. Nel 2015 parte per il viaggio in auto lungo la via della seta, una traversata di 15 mila km in 35 giorni dall’Italia a Hong Kong insieme a Valeria e alla sua chitarra per raccogliere fondi a favore di Emergency e Admo. 

    A fine 2016 pubblica “+ Love – Stress”, il suo disco roots, in cui le radici sono tutti i rivoli sonori di un musicista cosmopolita, che ama muoversi per il mondo e divertirsi con la propria musica. Da quest’album vengono estratti tre singoli con i relativi videoclip “African Boys”, “Bluesy”, “Everyday Fukin’ Robots”. Nel 2017 partecipa al Collisioni Festival a Barolo e al Fiat Music Studio Tour dove registra un live in acustico e viene intervistato da Red Ronnie. 

    A fine 2018 presenta “La musica che emigra e supera i confini” concerto di beneficenza in provincia di Reggio Calabria a favore di Rotary Foundation per la raccolta fondi anti polio. Nel 2019 inizia a collaborare col produttore Francesco “James” Dini presso il 1901 Studio ad Alzano Lombardo (Bg) dove registra il singolo “Cogli la mela” e “Nella testa ridi”.

  • CARLO AUDINO “L’uomo del sangue” è il nuovo singolo del chitarrista e cantautore romano dedicato a tutti i donatori

    Una storia vera ispira un brano dedicato a tutti i donatori

     

     

    Il brano racconta il mondo dei donatori di sangue, partendo da Giacomo, un amico come altri che diventa eroe nel momento in cui scopriamo il suo gesto di quotidiana generosità: Giacomo, è un donatore.

     

    «Era un mio compagno di classe al liceo e mi stupì quando mi confidò, con tranquilla indifferenza, che quella settimana sarebbe andato a fare la periodica donazione di sangue. Io rimasi scioccato: ero uno di quei tanti ragazzi che appena sentono solo nominare la parola ago cominciano ad avere vuoti e svenimenti, perciò quel fatto mi restò impresso. 

    Negli anni sono migliorato: ho provato a superare il trauma facendo volontariato nella Croce Rossa e, tuttora, nella Protezione Civile oltre ad aver imparato a donare il sangue» Carlo Audino. 

    Il brano è quindi un omaggio dichiarato alle associazioni A.V.I.S. (Associazione Volontari Italiani del Sangue), FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di sangue) e Croce Azzurra (Associazione Donatori di Sangue e Midollo), oltre a chi lavora nel settore del volontariato e più in generale nel complesso mondo sanitario. 

    Voce, chitarre e cori sono di Carlo Audino, le tastiere di Riccardo Taddei, il basso di Simone Ceracchi e batteria di Luca Fareri. Il brano è stato registrato presso LR Studio di Lariano (RM).

     

    Etichetta: WOWMusic.it

    Radio date: 11 giugno 2021

     

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    Sito: carloaudino.it

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    BIO

    Classe 1964, inizia a suonare la chitarra a 15 anni seguendo le orme del padre Antonio. Nel giro di pochi mesi comincia a scrivere i primi brani ispirato soprattutto dalla figura di Ivan Graziani. Nel 1996 e 1997 è all’Accademia della Canzone di Sanremo con un giovane e spaesato amico di allora: Tiziano Ferro. Nel frattempo crea uno studio di registrazione per poter fissare le proprie emozioni, trovandosi al centro di un gruppo di amici artisti, per i quali si presta in qualità di arrangiatore e tecnico del suono, senza abbandonare la propria carriera musicale. 

    Nel 2012 un gravissimo incidente di moto gli è quasi fatale e gli distrugge il polso ed il braccio sinistro: secondo i medici non potrà mai più suonare la chitarra. Invece dopo qualche anno di rassegnazione decide di riprovare, magari solo per quel poco che l’agilità delle dita della mano sinistra gli consentono. Così prova a suonare l’accompagnamento per gli inni ecclesiastici durante le funzioni della domenica sera presso la chiesa St John Fisher di Rochester (UK) dove si era trasferito da qualche anno. Miracolosamente nel giro di poche domeniche riprende confidenza con un nuovo modo di suonare e passa dalle celebrazioni ecclesiastiche ai locali vicino Londra. Finalmente, nel 2021, ha deciso di dare una possibilità alle sue vecchie canzoni, avendo ricominciato anche a scriverne di nuove. 

  • JACK JASELLI “Se non ora quando” è il nuovo singolo del cantautore milanese

    Dopo la recente uscita del suo libro “Torno a casa a piedi”, accompagnato da un ep in digitale, Jack Jaselli torna con un inedito in italiano dal sound moderno dalle influenze elettro pop  

    Se Non Ora Quando è un inno a trovare nel momento presente tutta la libertà di cui abbiamo bisogno. In un mondo sottosopra, in cui molte generazioni non riconoscono ciò che era stato promesso loro, “adesso” diventa il tempo perfetto per agire.

    La metafora del viaggio e la partenza sono quelle dell’iniziare, del dare principio a un’idea o ad un percorso.

    «Non c’è momento migliore di ora per cambiare ciò che non sentiamo come giusto per noi.» Jack Jaselli

    Il 27 aprile è uscito per INRI l’EP di dal titolo “TORNO A CASA A PIEDI SESSIONS” che prende il nome dal suo primo libro in uscita lo stesso giorno per DeAgostini. “Torno a casa a piedi”: il racconto di quaranta giorni, 800 chilometri, fatti da Jack con la chitarra in spalla, lungo la Via Francigena, da Pavia a Roma. 

    A chiusura del libro c’è un’appendice che parla del rapporto tra musica e cammino e un QR code con cui si può accedere a una playlist dove, oltre a trovare le canzoni citate nelle pagine, sono presenti tre nuove cover suonate e registrate da Jack e una nuova edizione di un suo brano dal titolo “Nonostante tutto”. Questi quattro brani costituiscono l’ Ep distribuito su tutte le piattaforme digitali.

     

    Ascolta qui l’ep “Torno a casa a piedi sessions” 

     

    Radiodate singolo: 14 maggio

    Etichetta: INRI/SHIPROCK

    Distribuzione: INRI

    Co-produzione: Carlo Di Francesco/ Dj Aladyn/ Roofio.

     

    Contatti e social: 

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    BIO

    JACK JASELLI è un cantante, chitarrista e autore nato a Milano e cresciuto, girando il mondo.

    Nel 2010 esce “It’s Gonna Be Rude, Funky, Hard” registrato in una cantina e promosso dal vivo con più di 80 date l’anno, entrando con ben tre singoli nella classifica “ear one” dei brani più trasmessi dalle radio. 

    Nel 2013 esce “I Need The Sea Beacuse It Teaches Me”, minialbum acustico registrato in trio da Jack interamente dal vivo, in una casa scavata negli scogli a picco sul Mar Ligure. 

    Nel luglio 2013 Jack vince il Cornetto Summer Of Music Tour Negramaro Contest, che gli ha dato l’opportunità di aprire i concerti della band salentina negli stadi di San Siro e dell’Olimpico, davanti a 80.000 persone.

    Nel 2016 esce “Monster Moon”, album registrato ai Fonogenic Studios di Los Angeles, e prodotto da Ran Pink. Il disco viene preceduto dal singolo “The End” che gode di un ottimo airplay nelle radio. Nello stesso anno Jack lavora insieme a Lorenzo Jovanotti a due brani che faranno parte della colonna sonora de “L’Estate Addosso” di Gabriele Muccino. Uno di questi è “Welcome To The World” scelto come singolo per rappresentare la colonna sonora del film e incluso nel repack di “Monster Moon”. Il video del singolo viene girato in California dallo stesso Gabriele Muccino.

    Tra il 2016 e il 2017 collabora con Gue Pequeno a una sessione acustica di alcuni brani che verranno pubblicati nella versione bonus del suo album e nello stesso anno con Elodie per cui scrive il brano “La Differenza” e Danti con cui compone e interpreta il singolo “Solo Per Te”

    Jack ha suonato al fianco di numerosi artisti (Ben Harper, Gavin DeGraw, Xavier Rudd, Lee Ranaldo, Fink, Lewis Floyd Henry, The Heavy, Giusy Ferreri, Alberto Camerini, Jack Savoretti per citarne alcuni). Da sempre interessato alle contaminazioni con la musica elettronica, Jack ha collaborato con artisti e produttori come Dj Aladyn e Pink Is Punk. 

    Nel 2017 iniziano le registrazioni del primo album in italiano prodotto da Max Casacci e ad ottobre dello stesso anno esce il primo singolo “In Fondo Alla Notte”.

    Nel dicembre 2017 partecipa al format “Due Di Uno” su Fox Sports insieme a Michele Dalai facendo da controparte musicale alla narrazione.

    Nel marzo 2018 esce il secondo singolo “Nonostante Tutto” il secondo singolo in italiano di Jack Jaselli, composto a 76 mani insieme alle detenute del carcere femminile della Giudecca di Venezia. “Nonostante Tutto” non è solo un brano ma è anche un documentario scritto, interpretato e narrato da Jack trasmesso sul canale televisivo Real Time (ora disponibile on line) che racconta la peculiare genesi della canzone e documenta le registrazioni dei cori delle ragazze effettuate all’interno del carcere insieme a Max Casacci.
    L’estate del 2018 viene dedicata al tour e a luglio Jack partecipa al Premio Bindi ricevendo la “Targa Giorgio Calabrese” come Migliore Autore.

    Il Novembre 2018 segna l’uscita di “Torno A Casa”, il primo lavoro in italiano di Jack, prodotto da Max Casacci e registrato agli Andromeda Studios di Torino. L’uscita dell’album è accompagnata da singolo “Balla”.

    Nel 2019 Jack dà vita a “Torno A Casa A Piedi Tour”, un tour musicale di 15 concerti, 40 tappe e 800 km a piedi lungo la Via Francigena con il patrocinio di Legambiente, AEVF, Regione Toscana e Regione Lazio.

    Dal tour nasce il documentario “Torno A Casa” trasmesso e prodotto da Discovery Italia/Real Time trasmesso nell’Ottobre 2019.

    Ad ottobre 2020 Jack entra nel roster dell’etichetta INRI con cui esce, il 15 ottobre, il singolo “Ultimo addio”. A novembre dello stesso anno, Jack è stato scelto per partecipare all’annuale concerto-tributo ufficiale a Jeff Buckley, esibendosi in live streaming insieme ad artisti di tutto il mondo.

    Il 27 aprile 2021 esce per DeAgostini il suo libro “Torno a casa a piedi” accompagnato dall’Ep che prende il nome di “Torno a casa a piedi sessions” targato INRI.

  • CARLO AUDINO “Canzoni d’amore” è il ritorno alla musica del chitarrista e cantautore romano

    Una tipica canzone da spiaggia che fa ritrovare il ricordo di pomeriggi e serate passate con gli amici a cantare

     

     

    Ricordi di pomeriggi passati in spiaggia a suonare la chitarra con gli amici. Ricordi di sguardi, sorrisi, voci, odori… il tutto miscelato dal frastuono delle onde e dei bambini che costruivano castelli di sabbia. C’è tutto questo in “Canzoni d’amore”, il brano con cui Carlo Audino sceglie di tornare alla musica. 

    «Ho scritto almeno una decina di brani in riva al mare: qualcuno per amore, qualcun altro immerso in riflessioni profonde suscitate dall’infinito spazio rotto soltanto dal fragore delle onde. Perciò non poteva mancare una canzone dedicata alla comitiva che cantava, anche se li ho persi tutti di vista, anche se ho paura di chiedere perchè so benissimo che molti di loro non ci sono più. E così quando canto questo brano mi emoziono ancora di più, come fosse un malinconico e affettuoso saluto». Carlo Audino 

    La voglia di rimarcare lo stile da “falò sulla spiaggia” è palesata anche nella composizione del brano, con le parti disallineate con la voce principale mentre le parole del testo si legano per similitudine alle parole del canto centrale, tipico di chi canta senza ricordare bene il testo. 

    La registrazione è stata effettuata presso “LR Studio” di Lariano (RM). Gli arrangiamenti sono curati dallo stesso autore e da Riccardo Taddei, che ha anche suonato le tastiere ed il pianoforte. La sezione ritmica è di Simone Ceracchi (basso) e Luca Fareri (batteria).

    Autoproduzione

    Radio date: 28 maggio 2021

     

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    BIO

    Classe 1964, inizia a suonare la chitarra a 15 anni seguendo le orme del padre Antonio. Nel giro di pochi mesi comincia a scrivere i primi brani ispirato soprattutto dalla figura di Ivan Graziani. Nel 1996 e 1997 è all’Accademia della Canzone di Sanremo con un giovane e spaesato amico di allora: Tiziano Ferro. Nel frattempo crea uno studio di registrazione per poter fissare le proprie emozioni, trovandosi al centro di un gruppo di amici artisti, per i quali si presta in qualità di arrangiatore e tecnico del suono, senza abbandonare la propria carriera musicale. 

    Nel 2012 un gravissimo incidente di moto gli è quasi fatale e gli distrugge il polso ed il braccio sinistro: secondo i medici non potrà mai più suonare la chitarra. Invece dopo qualche anno di rassegnazione decide di riprovare, magari solo per quel poco che l’agilità delle dita della mano sinistra gli consentono. Così prova a suonare l’accompagnamento per gli inni ecclesiastici durante le funzioni della domenica sera presso la chiesa St John Fisher di Rochester (UK) dove si era trasferito da qualche anno. Miracolosamente nel giro di poche domeniche riprende confidenza con un nuovo modo di suonare e passa dalle celebrazioni ecclesiastiche ai locali vicino Londra. Finalmente, nel 2021, ha deciso di dare una possibilità alle sue vecchie canzoni, avendo ricominciato anche a scriverne di nuove. 

  • FEDERICO SIRIANNI “Maqroll” è il nuovo album liberamente ispirato ai romanzi di Alvaro Mutis

     

    Testi e musiche Federico Sirianni

    Produzione artistica ed esecutiva Raffaele Rebaudengo e FiloQ 

    MAQROLL 

    Il disco, il libro, lo spettacolo

    Maqroll” è il nuovo “concept album” di Federico Sirianni, con il mare come rumore di fondo, ispirato alle avventure dell’omonimo e celebre gabbiere, raccontate nei romanzi dello scrittore colombiano Alvaro Mutis.

     

    A distanza di cinque anni da “Il Santo”, album che ha riscosso un ottimo riscontro di pubblico, critica e vendite e che ha ricevuto la Menzione Speciale del Club Tenco per la manifestazione “Musica contro le mafie”, Federico Sirianni, pluripremiato cantautore genovese, adottato in età adulta da Torino, pubblica il suo nuovo progetto discografico che vede la produzione artistica di Raffaele Rebaudengo, violista e compositore degli GnuQuartet e del produttore elettronico FiloQ, grazie a cui i mondi sonori e la grammatica musicale si allontanano dalla forma canzone sposando linguaggi sperimentali e cinematografici.

     

    «È un disco fuori dal tempo, qualcuno lo ha definito “novecentesco”. E’ ispirato alle imprese e ai naufragi del gabbiere Maqroll, il marinaio raccontato dallo scrittore colombiano Alvaro Mutis, le cui parole sono finite nella meravigliosa “Smisurata preghiera” di De Andrè. E proprio da lì, come a riannodare un filo che mi lega a Faber per collocazione geografica e antica conoscenza, le parole di Mutis sono entrate anche nelle mie canzoni per raccontare, in un metaforica navigazione, il viaggio delle esistenze umane, tra partenze e approdi, tempeste e bonacce, sirene e naufragi. La colonna sonora di questo racconto, affidata a Raffaele Rebaudengo, musicista degli GnuQuartet e a Filippo FiloQ Quaglia, producer di musica elettronica è un’ambientazione “a pelo d’acqua” in cui gli strumenti più classici (chitarra, pianoforte e archi) interagiscono con un costante rumore di fondo prodotto dall’elettronica che riecheggia l’onda, il fasciame scricchiolante della stiva, le interferenze, le bussole e gli strumenti di bordo» Federico Sirianni

     

    ASCOLTA MAQROLL

    https://open.spotify.com/album/0NOcyBzTgC0x6X3IsrW1F1

     

    Cos’è un gabbiere?

    Un gabbiere è il marinaio che si occupa di tutto il sistema delle vele di una nave, è quello che passa la maggior parte del tempo di navigazione sull’albero più alto, è quello che vede le cose, la terra, i banchi di pesce, i capodogli, i naufraghi, prima degli altri.

    Il gabbiere Maqroll è il testimone dell’incollocabilità, è l’Ulisse che, arrivato a Itaca, decide comunque di imbarcarsi di nuovo e riprendere il viaggio, “per la sola ragione del viaggio” come cantava Fabrizio De Andrè, che, per primo, ha utilizzato le parole di Alvaro Mutis in una canzone (la bellissima “Smisurata preghiera”) e a cui questo progetto si riallaccia in un immaginario filo rosso che attraversa Genova e la sua grande canzone d’autore.

    “Maqroll” non è solo un disco di canzoni. L’album, infatti, è contenuto in un libro che raccoglie un’antologia di scrittori, poeti, illustratori e fotografi (da Enrico Remmert a Remo Rapino, da Anna Lamberti-Bocconi a Bruno Morchio, da Vincenzo Costantino Cinaski a Guido Catalano, da Roberto Mercadini a Martha Canfield, traduttrice e amica di Alvaro Mutis) i quali, ognuno nella propria forma espressiva, hanno contribuito a questo racconto di viaggio, definito “La ballata dell’incollocabilità”. 

    Maqroll,  gabbiere” è anche uno spettacolo di narrazione e canzoni diretto da Sergio Maifredi e prodotto da Teatro Pubblico Ligure, di cui è protagonista Federico Sirianni con Raffaele Rebaudengo e Filippo “FiloQ” Quaglia. Il gabbiere è al timone di un vecchio cargo mercantile (il cosiddetto “tramp steamer”) per raccontare la condizione esistenziale dell’uomo, vista come un lungo viaggio per mare; un viaggio in cui i grandi personaggi della letteratura marina (il capitano Achab di Melville, il pescatore Santiago di Hemingway, gli ammutinati del Bounty, l’albatro ucciso dal vecchio marinaio di Coleridge) s’incrociano sulle rotte più pericolose, tra tempesta e bonaccia, tra venti avversi e mostri marini. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Pubblico Ligure e rientra nella Stagione Soriteatro 2020/2021, ideata e diretta da Sergio Maifredi. 

    TRACKLIST 

    Maqroll, gabbiere 

    Una sorta di naufragio

    Pane e passione

    Per arrivare a te

    Lettere da nessun dove

    il mio amore sospeso

    La ballata dell’acqua

    La stiva dell’Alcion (strumentale)

    Ecco qui

    Maqroll, alla fine (la disperanza)

     

    GUARDA IL VIDEO DI “LA BALLATA DELL’ACQUA”

     

     

    Credits: 

    Voce, chitarre e pianoforte Federico Sirianni

    Arrangiamenti archi Raffaele Rebaudengo

    Violini e viole Raffaele Rebaudengo e Elisabetta Bosio

    Violoncello Stefano Cabrera

    Clarinetto in “Il mio amore sospeso” Edmondo Romano

    Toy piano in “La stiva dell’Alcyon” Andrea Nejrotti

    Voci, chitarre e pianoforti registrati da Fabrizio Chiapello c/o Transeuropa Recording

    Missaggio e mastering Mattia Cominotto

     

    Nell’album e nello spettacolo sono inoltre presenti parole di o ispirate a:

    Roberto Bolano, Jorge Luis Borges, Mikhail Bulgakov, Federico Garcia Lorca, Gabriel Garcia Marquez, Konstantinos Kafavis, Paul Klee, Herman Melville, Carlo Rovelli

     

    Grazie a:

    Martha Canfield (traduttrice ufficiale di Alvaro Mutis) e a Claudio Pozzani (Direttore del Festival Internazionale di Poesia di Genova)

     

    Label: NotaMusic

    Casa Editrice: Stellare

    Release album e libro: 21 giugno 2021

     

    Contatti e social

     

    Sito: www.federicosirianni.org

    Ascolti: www.soundcloud.com/federicosirianni

    Facebook: www.facebook.com/federicosirianni

    Instagram: www.instagram.com/federicosirianni

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/2WvknXZn2QBErLltzziO9s?si=_EKB9CRoT4O7_O-FMnvYnQ&dl_branch=1

     

    BIO

    Genovese, ma adottato in età adulta da Torino, è considerato erede della grande “Scuola genovese dei cantautori”.

    Ospite giovanissimo al Premio Tenco 1993, vince in seguito il Premio Musicultura della Critica (2004), il Premio Bindi (2006) e il Premio Lunezia Doc (2010).

     

    Prima di “Maqroll” ha pubblicato quattro dischi e il libro/disco “ L’uomo equilibrista” (Miraggi edizioni).

    Il disco “Nella prossima vita” (2013) realizzato insieme agli GnuQuartet è stato definito dalla critica specializzata “uno degli album italiani più belli dell’anno”, mentre l’ultima produzione discografica, “Il Santo” (2016), ha ricevuto la Menzione Speciale del Club Tenco per la manifestazione Musica contro le mafie.

    Numerose le collaborazioni e le interazioni artistiche, dal poeta torinese Guido Catalano alla “star” internazionale del trasformismo Arturo Brachetti, da Gianpiero Alloisio, storico collaboratore di Giorgio Gaber al grande clown Django Edwards.

    E’ stato autore musicale e attore per il Teatro della Tosse di Genova, ha insegnato songwriting alla Scuola Holden di Torino ed è tutor per il progetto della Regione Liguria “Cantautori nelle scuole”.

     

    Discografia

    Onde clandestine (Warner) 2002

    Dal basso dei cieli (Upr) 2007

    Nella prossima vita (Egea) 2013

    Il Santo (Notamusic) 2016

    Maqroll (Notamusic) 2021

     

    Editoria

    L’uomo equilibrista I (Miraggi Edizioni) 2015

  • SERENA “Welcome to Wasteland” è l’ep d’esordio della giovane cantautrice e produttrice italiana a Londra

    Un viaggio fisico e metaforico nella terra delle opportunità “sprecate” attraverso sonorità deep dark indie.

    Serena ha deciso di intitolare questo Ep “Welcome to Wasteland” poiché sentiva che la parola  “Wasteland” rappresentasse tutte le tracce che compongono la raccolta. È anche nella prima riga della canzone di apertura “Welcome to Wasteland”, che suona molto come un “benvenuto nel mio mondo personale”, un viaggio che l’ascoltatore sperimenterà ascoltando l’Ep.

     

    «Per molto tempo sentivo di aver scritto questo gruppo di brani inevitabilmente legati tra loro, ma non sapevo come sintetizzare questo rapporto. Poi un giorno capii, quelle canzoni così diverse tra loro, avevano come filo conduttore  la sperimentazione e la ricerca, di un suono ma anche di se stessi. Sono il dolore, la gioia, l’avventura, la paura di avere vent’anni e seguire i propri sogni mentre si cerca di diventare la persona che si è sempre voluto essere». Serena

     

    “Waste-Land” è il pianeta inquinato in cui viviamo, con gli oceani coperti per metà dai nostri rifiuti, come l’artista denuncia in Wild Lavender.

    “Inutile” è come Serena si sente dentro, in uno dei suoi momenti più bui di depressione, quando l’unica cosa che poteva fare era sperare di essere portata via dalla tempesta di vento, volare alto nel cielo e non tornare mai più (Ophelia).

    “Waste-land” è la terra delle “opportunità sprecate”, cose che sarebbero potute accadere ma non sono mai accadute, a parte negli scenari immaginari nella sua testa (Streetlights).

    Wasteland è anche il viaggio metaforico e fisico che Serena ha fatto appena compiuti 20 anni, trasferendosi dall’Italia agli USA, per cambiare vita, e poi ancora  dagli USA al Regno Unito per ricominciare tutto da zero pur di inseguire i suoi sogni.

    Inoltre Wasteland rappresenta i 20 anni della cantautrice, con le difficoltà e i dolori, le battaglie, le vittorie e le sconfitte, un rito di passaggio a quel territorio sconosciuto chiamato “età adulta”.

     

    TRACK BY TRACK

     

    Wild Lavender «Era l’autunno del 2016 e ero rimasta sotto shock nel leggere le notizie riguardanti la “Standing Rock Protest”, una protesta molto lunga e sofferta dai Nativi Americani, poiché il governo degli Stati Uniti voleva costruire un oliodotto su uno dei loro siti sacri, in una delle Riserve Nazionali. La protesta è stata piuttosto brutale e non ha avuto molta copertura mediatica. Parallelamente a questo Trump era all’apice della sua campagna politica e stava spaventando il mondo con affermazioni senza senso come “il cambiamento climatico non esiste”.

    Mi sentivo incredibilmente arrabbiata, sola e impotente. Così arrabbiata da non poter semplicemente “cantare una canzone”, così ho deciso di recitarla.

    Con questo brano volevo destare nel pubblico un senso di disagio e perturbazione iniziale che si traducono in una realizzazione dello stato delle cose in cui viviamo, sperando in una chiamata all’azione dal parte del singolo individuo. Non importa quanto grande ti sembra l’apporto delle tue azioni rispetto alla scala del problema, a lungo andare l’ammontare di tutte le tue piccole azioni risulterà in una grande azione e conseguente parte del tanto desiderato cambiamento».

     

    Ophelia «La canzone parla dell’eccezionale tempesta di sabbia chiamata “Ophelia” che qualche anno fa trasformò il grigio cielo di Londra  in un caldo tono arancione. Le due strofe nella canzone sono una sorta di flusso di coscienza dove descrivo i luoghi toccati dalla Tempesta, prima di incontrarmi. Ma non c’è tempo per fermarsi, il vento non si ferma mai, quindi i ritornelli sono il mio inaudito desiderio di essere portata via dalla Tempesta, lontano dai miei problemi, in cielo, sopra tutti e tutto. Ma è davvero lassù la soluzione? E se il cielo fosse proprio come qui, rumoroso e inquinato?

    Scritta in un momento abbastanza critico per via della mia salute mentale, Ophelia è un grido d’aiuto per via della situazione che stavo vivendo, ma anche una riprova del fatto che ci saranno sempre “uragani inaspettati” nella nostra vita che non possiamo controllarli come ci pare e piace, ma sta a noi fare del nostro meglio ad imparare a proteggerci da essi prima che sia troppo tardi.

    Vorrei trasmettere in chi ascolta il brano un senso di disorientamento, incapacità, disperazione, che sale in un crescendo quasi infinito. Ma quando meno te lo aspetti arriva la liberazione, il momento in cui capisci che l’uragano fuori di te e tale e quale a l’uragano dentro di te, non c’è motivo di scappare, ma di ballare nell occhio del ciclone».

    Mind the Gap «Questo brano è in realtà l’introduzione di Streetlights. Nata durante le performance live come momento di gioco e sperimentazione con i suoni campionati della metro di Londra, ho deciso di lasciarla come traccia a parte nell’Ep, un sorta di intervallo strumentale prima del gran finale.

    Non a caso il titolo è un gioco di parole tra l’omonimo annuncio dell’Underground londinese e lo “spazio vuoto” (=gap) tra una canzone l’altra». 

     

    Streetlights «Per un anno e mezzo sono stata follemente innamorata di qualcuno non disponibile (era in una relazione da più di 10 anni). Era nel mio gruppo di amici quindi era inevitabile vederlo ogni giorno o ogni volta che si usciva. Molte notti sono tornata a casa da una festa / serata fuori, da sola, piangendo per strada, sotto la luce dei lampioni, desiderando che fosse successo qualcosa tra di noi.

    Avevo così poco amore per me stessa che pensavo di meritare l’amore di qualcuno così annoiato della sua stessa relazione che voleva solo attenzioni da parte mia.

    Era arrivato il momento di dire basta a tutto ciò e affrontare la vera persona situazione da cui stavo scappando. E il primo passo verso quella direzione era prendere il cappotto ed andarsene da quella festa non poi così bella e tornare a casa, dove ci sarà sempre quella persona che sarà lì per te, a braccia aperte: te stessa».

    Autoproduzione

    Release album: 11 giugno 2021

     

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    BIO

     

    Serena è un’artista indipendente italiana che vive e lavora a Londra. Cantante, autrice e produttrice muove i primi passi nel mondo musicale prendendo lezioni di canto e chitarra, ma sin da bambina, la sua vera passione è scrivere canzoni, come il suo idolo Patti Smith. 

    Dopo le prime date in Italia si trasferisce a Londra per studiare canto e composizione creativa al British Institute of Modern Music. La vivace e cosmopolita scena londinese le rivela nuovi orizzonti musicali, spingendola a sperimentare nuove sonorità ed espressioni creative modellando quello che poi diventerà il suo caratteristico sound, Deep Dark Indie

    In questi anni Serena si avvicina al mondo della produzione musicale, scoprendo una vera e propria passione oscillando fra un’indole impetuosa e una natura sensibile.

    Nelle perfomance dal vivo, invece, continua a fare sintesi fra cantautorato, energia rock e delicati synths elettronici.

    Serena si è esibita su diversi palchi della capitale inglese, tra cui l’O2 Academy Islington, The Trobadour, il Notting Hill Arts Club, il London Coffee Festival.

    Ha co-scritto il club anthem “Leave it” con l’artista Andrea Di Giovanni, che si trova nell’album di debutto “Rebel”.  

  • ARNIA POP VOLUME UNO: la compilation dalle sonorità k-pop, rap e rock dei giovani cantautori ed interpreti del corso “Tecnico dell’interpretazione vocale” della Regione Puglia

     

    «La compilation celebra la fine di un percorso meraviglioso che ha visto protagonisti 20 giovani. Grazie ad Arnia servizi, leader nei corsi di formazione professionale, questi ragazzi hanno potuto partecipare ad un corso altamente specialistico istituito con i fondi della regione Puglia che ha dato loro la possibilità di confrontarsi con grandi nomi del settore, studiare le materie più attinenti al canto e al linguaggio musicale e soprattutto essere pubblicati in una compilation di brani pop su tutti i digital store» Loretta Martinez

    Qual è il sogno di un cantante? 

    Probabilmente poter cantare in una cornice prestigiosa come il Teatro Apollo di Lecce, poter pubblicare i brani che più lo rappresentano e lavorare ad un progetto discografico che gli dia visibilità.

     

    Questo e ciò che Arnia servizi ha messo a disposizione di 20 aspiranti artisti pugliesi, ognuno con le sue peculiarità e inclinazioni, che tutti i formatori hanno cercato di valorizzare lasciandoli esprimere liberamente.

     

    ARNIA Società Cooperativa promuove la valorizzazione delle arti e della cultura, strettamente connesse alle capacità espressive, artistiche e creative italiane e che si legano ad una produzione culturale e a un patrimonio storico ampiamente riconosciuto nel mondo. 

    L’obiettivo del percorso formativo promosso dall’Agenzia ARNIA soc coop è la valorizzazione delle risorse umane nell’ambito dell’impresa creativa e dello spettacolo. La musica diventa così un mezzo per conoscere sé stessi e l’altro, valorizzando l’identità artistica di ogni singolo allievo migliorando la comunicazione interpersonale di ciascuno, affinando la resa vocale, facilitando l’acquisizione di competenze, strumenti e abilità finalizzate al raggiungimento della completa autonomia sul palcoscenico. 

     

    Il progetto è stato promosso dall’Amministrazione Regionale e finanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo.

    L’Agenzia formativa Arnia intende, quindi, rivolgere un sentito ringraziamento a chi ha intrapreso e promosso questo progetto ed in particolar modo al Presidente della Regione Puglia Avv. Michele Emiliano, all’Assessore alla Formazione Professionale Prof. Sebastiano Leo, al Presidente Consiglio Regionale Avv. Loredana Capone, alla Dirigente della Sezione Dott.ssa Anna Lobosco e alla Responsabile del Procedimento Dott.ssa Maria Adriana Cioffi

    Un plauso particolare va fatto anche ai coach Loretta Martinez, Francesco e Lorenzo Mancarella e al Maestro Mauro Penacca che in una calda serata d’agosto hanno sposato con gli Amministratori dell’Agenzia Formativa Arnia un sogno che oggi si è finalmente realizzato. 

     

    Ascolta qui la compilation

     

    TRACKLIST 

     

    INSIEME È PIÙ SEMPLICEEliana Durante: la giovane cantautrice salentina classe ‘98 con questo brano dalle sonorità pop, esprime in un “mi manchi” il desiderio di ritrovarsi sempre.

     

    LA SCIA DI NOIGiorgia Leo e Valeria Montesardo: brano scritto a 4 mani dalle due cantautrici con la collaborazione dell’autore Andrea Leprotti, ha sonorità pop con tinte orchestrali, è avvolto da un dolce senso di malinconia e racconta della necessità di ascoltarsi, ascoltare l’altro attraverso una scia di ricordi.  Giorgia e Valeria studiano al conservatorio di Lecce canto pop e jazz. Una miscela le radici alla ricerca moderna dei suoni, l’altra predilige il sound internazionale dalle sfumature rock, metal, core.

    MATTINA Proto: cantautore ventenne di Matino (LE) autoironico, imprevedibile, con i capelli sempre disordinati, vincitore del premio Lunezia nuove proposte 2020, ha scritto e musicato questa ballad romantica dalle sonorità elettroniche, con un testo fresco e un nuovo modo di fare indie. 

     

    CHAGALLRebecca Fiore e Giulia Vecchio: brano dalle sonorità prettamente pop, suggerisce che è possibile ricominciare ad amare e ritrovare quel senso di leggerezza che si respira in un quadro di Chagall, rappresentata dall’assenza di gravità e dai colori vivaci e brillanti. Rebecca Fiore, in arte “Becky Flow”, classe 87′, cantante e interprete salentina, si è da poco immersa nel mondo del songwriting per realizzare il suo primo singolo insieme alla cantautrice Giulia Vecchio, in arte Velia.

     

    TITOLI DI CODARocco Patisso e Luana Scarciglia: un testo rap con un ritornello cantato, il racconto di chi vuole vivere fino alla fine un grande amore anche se ne pagherà il prezzo. Rocco Patisso è un rapper cantautore che scrive testi sulla sua vita e sulle sue emozioni ed è l’autore del testo. Luana scarciglia è un interprete dalle sonorità soul e black con una voce potente e risonante e ha studiato canto classico per poi voltarsi verso i generi più moderni.

     

    QUELLO CHE MANCAMarta Leo e Federica Palma: un brano che racconta un amore malinconico che rivive nei ricordi nell’alternarsi delle voci delle due cantanti salentine. Marta Leo, studia canto moderno ed è un’interprete caratterizzata da un timbro fortemente pop e un groove soul. Federica Palma è uscita nel 2019 con il suo album indipendente dal titolo “Contorni”.

     

    SIEDITIStefania Moscara e Giorgia Lazzari: una canzone pop dall’aria da ballad americana. Il suo testo è introspettivo e indaga il rapporto doppio del sé all’interno di un amore che è finito male. Offre così la possibilità di fare un viaggio interiore, per comprendere i propri limiti e per iniziare finalmente a fidarsi delle proprie capacità. Stefania Moscara cantante salentina di 28 anni ha all’attivo un progetto di mediterranean world music, che spazia tra musica popolare salentina e mediterranea con influenze orientali. Giorgia Lazzari, 22 anni, sogna di diventare una cantautrice eclettica.

     

    UN’ALTRA IDENTITÀAlessia Frascella: una ballad pop attraverso cui percorrere un viaggio introspettivo tramutato in musica e parole, tema preferito della cantautrice tarantina del ‘97 che spesso si riferisce alle riflessioni intime e personali. Alessia compone brani da alcuni anni, studia canto e ricerca in modo fortemente preciso ogni suono utile alle sue creazioni.

     

    OLTREBryne Bleve e Marylin Scardicchio: brano dalle sonorità pop rock, moderno ma con una melodia che richiama la scia rock italiana, parla di un problema sempre attuale, la dipendenza che ci allontana dalle persone che amiamo. Bryne Bleve ha una voce calda, canta, scrive e si dedica a sperimentazioni continue. Marylin Scardicchio è figlia d’arte e dopo gli studi classici ha iniziato a ricercare un sound moderno e la sua musica, già edita, è il contenuto della grande attività live che la vede protagonista nei teatri italiani.

     

    TI DIRÒAndrea Papa: brano prettamente k-pop, racconta la storia di uomo che dice alla propria donna “viviamoci senza troppe pretese” in maniera molto spensierata. Andrea predilige il pop italiano e ama stare sul palco identificandosi anche come performer showman. Del 2012 la sua partecipazione ad Amici.

     

    MI FIDO DI TEFederico Sperti e Marco Martucci: un brano che racconta attraverso il testo di Federico e dell’autore Andrea Leprotti, la storia di un amore mai iniziato, ma che non smetterà mai di esistere, nonostante si scontri con la realtà. Federico Sperti, salentino, classe ’92 scrive i suoi testi seppur non si definisca un cantautore. Marco Martucci, chitarrista e cantante, canta da sempre con i suoni della sua terra e i testi profondi che nascono sempre dalla sua esperienza di vita.

     

    ASTRONAUTAMartina Esposito e Mauro Vicanolo: brano, in chiave pop, che nasce come rappresentazione di una delusione d’amore dove Luna ed Astronauta rappresentano gli alter ego dei protagonisti, che dialogano inconsciamente tra loro fino a reincontrarsi e “scoppiare” come il Big Bang. Mauro Vicanolo, salentino, nella sua carriera ha partecipato anche ai casting di Xfactor. Martina Esposito, cantautrice Salentina di 22 anni, racconta scorci della sua vita attraverso il pop e la chitarra acustica.

     

    Info e contatti: 

    www.arniaservizi.it

    Corso di “Tecnico dell’interpretazione vocale”

     

  • 1000STREETS “Electro Way” è il primo album dal sound electroswing e Lo-fi/chill out di una delle orchestre più apprezzate d’Italia

    Il primo album della 1000Streets traccia la nuova direzione intrapresa dall’orchestra, arricchita da strade musicali mai esplorate prima.

     

    «Nel nostro nome c’è tutto. Scegliendo 1000Streets abbiamo scelto di inseguire le infinite strade che la musica ci offre, mettendo sempre in campo nuovi stimoli, nuove contaminazioni e nuovi progetti». The 1000 Streets’ Orchestra

    Electro way racchiude due anime emotivamente opposte della stessa personalità musicale. Il carattere che ne emerge è impersonificato da Tommy il bradipo, la mascotte che sintetizza le varie anime di un team affiatato ed entusiasta del nuovo sound, nato tra le sale degli incredibili Area 51 Studios, che unisce la formazione jazz dell’orchestra alla musica elettronica. La prima anima, quella preponderante, è sfacciatamente pop e richiama la carica delle influenze electroswing; non secondo uno schema “tradizionale”, ma con un continuo dialogo in live fra la grande sezione fiati della big band e la ritmica pop e l’elettronica. La seconda, in netto contrasto con la precedente, si avvicina all’ambiente Lo-Fi/Chill Out creando atmosfere intime ed introverse.

     

    TRACK BY TRACK

    L’album si apre con la carica energica ed estiva dei due singoli di presentazione: Freedom, una potente introduzione interpretata da GianJoe (Gianluca Sticotti) con il featuring di Raphael, e Good Vibes, definita “la ricetta della felicità firmata 1000Streets” che mette in campo per la prima volta la voce solista di Angelica (Angelica Zacchina) e l’MC Nai Boa (Joel Ambrosino). Entrambe nate dalla penna del cantautore Edgar Meis che continua il suo lavoro con Mainerio, un omaggio completamente imprevedibile al musicista cinquecentesco “Giorgio Mainerio”. La sua musica, ora imbevuta di elettronica, rivive grazie alla splendida voce di GianJoe e ai versi pieni d’energia di Nai Boa che ci riporta ai tempi terrificanti dell’Inquisizione. 

    Si entra poi in un vortice di influenze e contaminazioni, cominciando poco a poco da Little by Little, scritta dal song writer Francesco Cainero e interpretata ancora da Angelica, per immergersi successivamente in Intermission, il primo “lento” dell’album: un viaggio interiore descritto dalla voce calma di Nai Boa e accompagnato da un sound cupo di fiati ed elettronica firmato Roberto Norbedo. Guida in questo viaggio esoterico l’incedere instabile del “drunk feel” di basso e batteria.

    Arriva quindi Tommy On The Bone, la potente canzone scritta dal polistrumentista Riccardo Pitacco e dedicata al bradipo trombonista nonché mascotte della 1000Streets. A fianco del carismatico GianJoe c’è il featuring del vulcanico trio vocale Les Babettes.

    Per concludere, tre brani che descrivono alla perfezione la versatilità della 1000Streets e la sua necessità di unire influenze e contaminazioni di ogni genere. Per prima Take Me Around, scritta dalla penna del pianista Alessandro Scolz, è la canzone più swing di tutto il disco che come protagonisti ha l’ormai apprezzatissima Angelica, affiancata dalla voce del direttore musicale dell’orchestra Mr. Wallace (Walter Grison). 

    Segue Golden Tank #1000, primo e unico brano strumentale del disco con il featuring dei Radio Zastava, band dal linguaggio slavo- balcanico, che si intreccia alla determinata direzione elettronica marchiata 1000Streets. 

    Chiude l’album To Kolophio, un viaggio incantato dai panorami LoFi e Neo Soul. Novità sperimentale di questa elegia elettronica è l’incontro tra le sonorità dell’orchestra e la tecnica ASMR che tra sussurri impercettibili ci porta in quel posto immaginario in cui tutti vorremmo essere: The Neverland.

    Un progetto ideato dalla produzione musicale ed esecutiva della 1000Streets (Denis Zupin, Martin Dequal, Walter Grison e Riccardo Pitacco) che ha coinvolto 55 persone tra artisti e tecnici. Masterizzato da Christian Wright degli Abbey Road Studios di Londra, Electro Way è frutto della collaborazione con Moreno Buttinar, EPOPS Productions e l’etichetta EPOPS Music, e porta la firma di produttori artistici e tecnici del suono quali Christian “Noochie” Rigano (Jovanotti, Elisa, ecc.), Davide Linzi, Daniele “Speed” Dibiaggio, e Leo Virgili.

     

    Etichetta: EPOPS Music

    Release album: 11 giugno 2021

     

    The 1000 Streets’ Orchestra

    Denis Zupin: Drums; Mallets; Keyboards & Electronics

    Walter Grison: Tenor sax; Alto Sax; Keyboards & Electronics

    Riccardo Pitacco: Guitars; Trombone; Bass

    Martin Dequal: Trumpet

    Gabriele Cancelli: Trumpet; Flugelhorn

    Vicente Faccio: Trumpet

    Andrea Bonaldo: Trumpet

    Stefano Muscovi: Trumpet

    Maximiliano Ravanello: Trombone

    Riccardo Benetti: Trombone

    Pasquale Tiberi: Trombone

    Sergio Bernetti: Trombone

    Jurica Prodan: Baritone sax

    Matteo Sincovich: Tenor sax; Alto sax

    Giorgio Giacobbi: Tenor sax; Alto sax

    Antonio Micheli: Alto sax

    Emma Marcolin: Alto sax

    Giuliano Tull; Tenor sax, Soprano Sax

    Alessandro Scolz: Piano

    Francesco Pignataro: Keyboards & Electronics

    Daniele Tripaldi: Bass

    Francesco Cainero: Bass

    Mario Castenetto: Percussions

    Alessio Morpurgo: Percussions

     

    SPECIAL GUESTS

    Raphael: Lead and backing vocals (#1)

    Les Babettes: Main vocals (#6)

    Radio Zastava (#8)

    ASMR: Vaiva Ignatavičiūtė (#9)

    Christian “Noochie” Rigano: Keyboards & Electronics (#1, #2, #5, #6)

    Daniele “Speed” Dibiaggio: Keyboards & Electronics (#3, #4, #7)

    Roberto Norbedo: Keyboards & Electronics (#1, #3, #5, #6); Synth Vocal (#5)

    Eva Pascal: Lead and backing vocals (#1)

    Eleonora Lana: Backing vocals (#5)

    Alice Porro: Flutes (#3)

    Paolo Dreosto: Basson (#3)

    Tommaso Bisiak: Flute (#9)

     

    Contatti e social

    Facebook https://www.facebook.com/1000Streets/

    Instagram https://www.instagram.com/the1000streetsorchestra/

    YouTube https://www.youtube.com/channel/UCtuP_C8X5arIrQaxR0fbcpg

     

    BIO

    Un’orchestra che nasce dallo swing e ha come obiettivo il continuo rinnovamento artistico, declinato in interpretazione, produzione e promozione.

    Durante la loro attività hanno calcato i palchi dei più importanti teatri di Trieste e di numerosi festival in Italia e all’estero come “Far East Film Festival”, “Trentino in Jazz Festival”, “Barcolana50”, “Lakeness Festival”, “Borghi Swing Festival”, “Art Tal Ort Festival”.

    Nell’ultima tournée in Francia e Spagna, l’orchestra ha registrato numerosi sold out nelle principali città della penisola iberica (Madrid, Valencia, Santander, ecc.) 

    Uno dei punti chiave del loro progetto è la collaborazione con artisti, solisti e interpreti che rendano ancora più ricca la loro attività artistica. Negli ultimi anni hanno avuto al loro fianco sul palcoscenico sia il leader di uno dei gruppi più importanti di musica beat in Italia – Maurizio Vandelli (Equipe 84) – che personaggi e cantanti della televisione italiana e statunitense – come Joe Bastianich – fino a protagonisti della scena del musical internazionale come Daniela Pobega

    Nel panorama jazz internazionale hanno collaborato attivamente con Andrea Tofanelli (trombettista) e Federico Malaman (uno dei più grandi talenti italiani del basso elettrico). 

    L’approccio sempre positivo nei confronti di nuovi progetti e nuove contaminazioni li ha portati a instaurare alcune collaborazioni durature e attualmente attive. Tra queste il vulcanico spettacolo insieme al trio vocale turbo-swing “Les Babettes”, ensemble che vanta numerose tournée internazionali (Svizzera, Francia, Spagna e Cina) e che ha collaborato con emittenti radiofoniche e televisive come SKY, RAI 3 e Cielo e la collaborazione con il bluesman Mike Sponza nel 2019. In questo progetto, grazie agli arrangiamenti di Primoz Grašič (storico membro della “Big Band RTV Slovenia”), l’orchestra viene arricchita da un’ampia sezione di strumenti ad arco.

    Dal 2019 lavorano con il Bareté Quartet, ensemble jazzistico che ha visto ampliare gli orizzonti dell’orchestra nel mondo più sperimentale del jazz moderno e della world music. Al mondo teatrale, invece, appartiene l’esperienza di “Goodbye Trieste” andato in scena per la prima volta nel 2017 e ambientato nella Trieste “americana” dei primi anni ’50. 

    Hanno collaborato con il noto fotografo triestino Ugo Borsatti, che ha donato loro le partiture del padre, direttore di un’orchestrina da café, che l’orchestra ha riarrangiato e riadattato. Nell’estate 2020 l’Orchestra ha scelto di esporsi artisticamente attraverso la realizzazione della prima produzione discografica composta completamente da musica originale scritta dai musicisti e dai principali collaboratori della stessa. Allo stesso tempo si è definita la produzione musicale ed esecutiva della 1000Streets che è composta da Denis Zupin, Martin Dequal, Walter Grison e Riccardo Pitacco.

  • BEKY “Giraffe e Leoni” è il nuovo singolo dal sound estivo del cantautore torinese

    Una ritrovata voglia di spensieratezza da esprimere in musica, dopo un periodo buio della vita, fra ricoveri e nuove canzoni

     

    “Giraffe e Leoni” è un brano nato nella leggerezza di un pomeriggio passato in studio di registrazione, giocando a ricordare il primo incontro con l’amore della propria vita. Una descrizione che, con un sound leggero e incalzante, tipicamente estivo, mette in musica la nascita di una relazione e scherza su debolezze e punti di forza del protagonista, che poi è lo stesso Beky. 

    «È il racconto della mia storia personale, di quel primo incontro che ha inscenato una serie di pensieri e paure alimentate dall’intensità di un sentimento mai provato prima». Beky

    Il singolo segna anche la rinascita musicale e professionale di Beky, dopo un lungo periodo passato a combattere contro la malattia mentale, come lui stesso racconta: «Ho sempre lavorato molto con la musica, poi nell’agosto 2018 ho dovuto abbandonare tutto per iniziare un lungo percorso di cura causato da problemi psichiatrici importanti. Da quella clinica, da cui sono entrato e uscito, arrivano questo e altri brani, nati per tirare fuori le mie emozioni e rinascere da un momento difficile». 

    Autoproduzione

    Radiodate: 18 giugno 2021

     

    Contatti e social

    IG: https://www.instagram.com/bekyofficial/

    FB: https://www.facebook.com/bekyartista

    ITUNES: https://music.apple.com/it/artist/beky/1079019461

    SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/7EDRLZxwd4feklYGv16mfh?si=T3nasN5jTd6UyOognG4UBA&dl_branch=1&nd=1

     

    BIO

    BeKy è un cantautore e musicista di Torino.

    La sua vita non sempre é stata facile, anzi.

    Inizia ad amare la musica grazie al padre, chitarrista e concertista, per poi scegliere chitarre, batterie e tastiere.

    Inizia presto e si rende conto subito che se vuole fare da sé deve partire dal basso, da molto in basso. Si arma di passione e strumenti e incomincia a fare musica da strada.

    Certo i soldi sono davvero pochi, ma il prezzo per la felicità che gli dá passare le giornate a fare ciò che ama non esiste.

    Presto viene chiamato in varie cover band dove parte una carriera in tutta Italia con all’attivo 150 concerti l’anno in tutte le piazze dello Stivale. Decide, successivamente di aprire un proprio studio di produzione dove inizia a scrivere brani per artisti di tutto il Piemonte.

    Grazie ad una vecchia collaborazione con Andrea Pisani, inizia a fare da chitarrista ai Panpers di Colorado e subito dopo scrive per loro inediti comici e la sigla di Colorado del 2019.

    Iniziano i problemi però.

    BeKy continua con ritmi serrati a superare i 150 concerti all’anno e a luglio 2018 inizia a star male psicologicamente. Ha un crollo e si vede costretto a lasciare tutto per farsi ricoverare in una clinica psichiatrica. Ci resta per due mesi e quando esce sembra tutto apposto. Prende i suoi farmaci, segue un regime alimentare e torna a fare concerti inseguendo il suo sogno lasciato a metà l’anno prima.

    Tutto bene fino a settembre 2019 quando sembra che i problemi non siano stati debellati e, anzi, ritorna un colpo di fiamma più forte di prima.

    BeKy si vede di nuovo costretto a farsi ricoverare mentre i farmaci potenti e numerosi annebbiano le sue capacità e lo tengono lontano dalle scene musicali.

    Intanto scrive: canzoni, strofe, ritornelli e versi. 

    Non sa cosa ne farà ma sa che deve buttare fuori i sentimenti che sta provando e metterli in musica. Perché é tutto ciò che sa fare.

    Inizia il 2020 e, tra pandemia e lockdown, BeKy inizia ad allenarsi, a registrare e ad arrangiare ciò che ha preso forma in clinica… Ne escono fuori molti brani intimi e intensi.

    Inizia una disintossicazione da farmaci e nel giro di un anno si libera di medicine e psicofarmaci.

    BeKy si sente finalmente libero e riprende la lucidità che gli permette di ricominciare la sua vita più forte di prima.

    Ora scrive, compone e prepara dischi a tanti artisti di Torino e provincia.

  • VIRGINIA TONIATO “Ho sogni nel cassetto” è l’esordio pop della giovanissima cantante padovana

    Un brano che parla di sogni e della forza necessaria per inseguirli, scritto dalla stessa Virginia con Francesco Guasti 

    Dopo la fortunata esperienza di “Ti lascio una canzone”, “Sanremo Unlimited” e i palchi di festival e concorsi canori in tutta la Penisola, arriva l’esordio radiofonico di Virginia, giovane cantante che si è avvicinata alla musica con studio e dedizione prima di cominciare, pochi mesi fa, a impugnare la penna e dare voce alle proprie emozioni. Totalizzanti e intense come ogni adolescenza richiede, ancora più forti nel cercare di dare voce a una generazione provata dalla pandemia. 

    «Vorrei dedicare questo brano a tutti noi, che non vediamo l’ora di tornare a vivere e a sorridere, a riabbracciarci e prenderci per mano; in particolare lo dedico a tutti i ragazzi e le ragazze che, come me, hanno la voglia straordinaria di realizzare i propri sogni nel cassetto». Virginia Toniato

     

    Etichetta: Tyrus Records

    Radio date: 14 maggio 2021

     

    Contatti e social

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    BIO

    Virginia Toniato, 21 anni, vive a Piazzola sul Brenta  in provincia di Padova. 

    Fin da bambina studia canto e pianoforte: si avvicina alla musica ascoltando i dischi dei cantautori degli anni ‘70 e ‘80 come Fossati, Dalla, De Gregori 

    Nel 2015 partecipa all’ottava edizione di “Ti lascio una canzone” in onda su Rai1, dove ha l’opportunità di duettare con figure importanti del panorama musicale italiano, ma anche internazionale, come Marcella Bella, gli Abba, Iva Zanicchi. 

    Nel 2019 prende parte alla prima fase (Blind Audition) del programma The Voice, esperienza che le fa conoscere il mondo della televisione, facendola maturare dal punto di vista umano e artistico. 

    Negli anni successivi ha partecipato a diversi festival, concorsi ed esperienze live, il più recente l’evento “Sanremo Unlimited” dello scorso marzo.

    Da settembre 2020 ha iniziato a lavorare ad un progetto di scrittura dei suoi pezzi, assieme agli artisti Francesco Guasti e Stefano Paviani

  • LEONARDO DURANTI “ Roll a dice” è il nuovo capitolo del progetto solista del chitarrista friulano

    Un blues che si veste di elettronica, registrato in presa diretta per raccontare l’imprevedibilità

    “Roll a dice” – letteralmente “lancia un dado, vediamo come va” – parla del margine di imprevedibilità di ogni situazione e di ogni rapporto personale. 

    Ogni persona si veste di più facce e interpreta le situazioni in maniera differente. In generale, ci sono poche certezze, un po’ come nel gioco d’azzardo. Anche le più solide e concrete possono essere messe in discussione per un lancio sfortunato, un dettaglio, ma non si può smettere di giocare. 

    Il brano di per sé nasce solo con chitarra acustica e voce, scarno e semplice, in una parola: blues. L’idea era quella di mantenere  l’attitudine vintage registrando “alla vecchia”, suonando le parti degli strumenti insieme. A questo è stato affiancato l’uso di sintetizzatori, samples e batterie elettroniche, che si mescolano al pianoforte a coda, alle chitarre, alla batteria acustica e al basso elettrico. 

    «Ho sempre privilegiato un approccio tradizionale alla musica, lasciare spazio al momento, al suonare insieme e vedere che cosa succede. Mi piace ci sia spazio per l’improvvisazione e le idee dei musicisti che stanno suonando in quel momento. Mantenere il linguaggio rock, blues, funk e R’n’B con l’aggiunta, però, di una componente elettronica, che fa comunque parte dei miei ascolti e del mio background musicale». Leonardo Duranti

     

    Leonardo Duranti – Chitarra e voce

    Flavio Passon – Pianoforte e tastiere

    Walter Sguazzin – Basso

    Stefano Bragagnolo – Batteria

     

    Autoproduzione

    Radio date: 14 maggio 2021

     

    Contatti e social

     

    IG https://www.instagram.com/duranti.music/

    FB https://www.facebook.com/duranti.music

    Bandcamp https://duranti.bandcamp.com/track/roll-a-dice

     

    BIO

    Leonardo Duranti è un musicista cresciuto a Udine, fin da giovanissimo fa parte di numerosi progetti locali, e crescendo inizia a lavorare come chitarrista in diverse situazioni musicali. Prende parte alle registrazioni di dischi, e si esibisce dal vivo in Italia e all’estero in più occasioni. Club, festival, teatri, eventi di moda, finché nel 2017 ha l’opportunità di esibirsi al No Borders Music Festival, da solo con la chitarra acustica, in apertura al gruppo britannico Editors. Qui nasce l’idea del progetto solista, che prende il suo nome. Negli anni successivi è impegnato con la sua band “The Young Tree” in tour e scrittura del nuovo disco, che lo porterà a collaborare con gli Africa Unite. A inizio 2020 però il progetto “Duranti” prende forma, e a ottobre, con Flavio Passon, Stefano Bragagnolo e Walter Sguazzin, entra in studio per la realizzazione di alcuni brani. Il primo singolo del gruppo è “Roll a dice” ed esce a maggio 2021. 

  • SASHA VINCI “Non ho paura” è il nuovo singolo estratto da Mercurio, progetto cantautorale dell’artista e performer siciliano

    Il singolo è una delle nove espressioni musicali contenute nel progetto cantautorale “Mercurio”

     

    Dopo “Castelli di rabbia”, “Non ho paura” è il secondo singolo che accompagna l’uscita dell’album Mercurio, progetto cantautorale dell’artista visivo Sasha Vinci, che ha deciso di utilizzare, per la prima volta in maniera diretta e totalizzante, il potere evocativo, metaforico e incisivo delle parole. 

     

    L’album nasce a quattro mani insieme al musicista Vincent Migliorisi e rappresenta un canto liberatorio ed espressivo, che prende forma nell’isolamento del lockdown, per riportare l’attenzione alla natura instabile e contraddittoria dell’essere umano che ha la capacità, indifferentemente, di toccare gli abissi e di intraprendere un volo “magnifico”. 

     

    I testi raccontano di storie interrotte, di eventi di cronaca, di emozioni forti e distruttive: di rabbia, collera e amore, ma anche di noia e di paura, senza veli né ipocrisie. Come in “Non ho paura” che, contrariamente a quanto esprime il titolo, parla proprio di una costante dell’essere umano: la paura. Nel testo l’autore evoca delle immagini forti e tragiche come quando parla di “carne di sale”, un riferimento ai migliaia di morti del Mediterraneo, di cui egli è geograficamente testimone o di “una cattedrale che crolla”, metafora di una fede in declino e di una spiritualità perduta.

    Da un’atmosfera inquieta iniziale emerge il delay di una chitarra che traghetta l’ascoltatore verso un approdo sicuro, dove il leitmotiv “Non ho paura” restituisce fiducia ed esorcizza lo stesso sentimento.

    Etichetta: aA29 Project Room 

    Radio date: 28 maggio 2021

     

    ASCOLTA MERCURIO 

    https://open.spotify.com/album/3pc31w7Kb7PFhK21OM182N

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    Sito Artista: http://www.sashavinci.it

     

    Sito galleria: https://aa29.it/en/

     

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    FB: Sasha Vinci 

    IG: @sasha.vinci

     

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    Profilo Vimeo Artista 

    https://vimeo.com/user138461245

     

    BIO

    Sasha Vinci (1980) vive a Scicli, in Sicilia. 

     

    Il fondamento della sua ricerca si basa sulla continua sperimentazione e dialogo tra differenti media artistici quali performance, scultura, disegno, pittura, scrittura e musica; linguaggi grazie ai quali l’artista s’interroga sulle complessità dell’esistente, per giungere a una visione ampia e plurale. La performance è il mezzo espressivo da cui spesso l’intero progetto si origina: è frutto di uno sforzo collettivo e parla di trasformazione sociale, di coesione, di resistenza politica. 

    Da sempre interessato alla simbologia, studia i rapporti numerici sottesi alla natura e alla musica, attinge alle teorie platoniche e pitagoriche che trattano dell’armonia e dell’ordine dell’universo, e utilizza oggetti, strumenti e simboli tipici della tradizione siciliana, adattandoli a nuovi contesti. 

    Porta avanti inoltre la ricerca sul Multinaturalismo che esprime, attraverso diversi media, la necessità che ha l’essere umano di immaginare, attraverso nuove forme e configurazioni, delle vie alternative d’interazione e convivenza con le altre specie animali e vegetali, evitando la distruzione degli habitat. L’artista sperimenta anche con la parola e con il linguaggio: disegna parole in LIS, combina nuovi slogan e manifesti politici, inserisce nei disegni lettere sparse, da decifrare. Infine, lavora con la parola scritta e cantata, per dare voce a urgenti riflessioni sociali e politiche e per manifestare le luci e le ombre dell’età contemporanea. Dal 2013 collabora attivamente con il musicista Vincent Migliorisi per dare vita agli arrangiamenti musicali e all’apparato sonoro che accompagna le performance e i video d’artista: il suono diventa una costante nelle opere e nei progetti che realizza.  

    Il lavoro di Sasha Vinci è stato presentato ed esposto in musei, spazi no profit, biennali, rassegne artistiche, università nazionali e internazionali e teatri come: Reggia di Caserta; MACRO – Roma;  MAMbo – Bologna; Manifesta12 – Palermo; Villa D’Este – Tivoli; FuturDome – Milano; Centro Culturale La Mercè, Girona-Barcellona; Università Ca’ Foscari – Venezia; NYU School of Engineering – New York; Art Centre dell’Università di Silpakorn – Bangkok; Teatro La Fenice – Venezia.

    Dal 2016 è rappresentato dalla galleria aA29 Project Room. 

    A marzo 2020, quando il mondo si è fermato, l’artista Sasha Vinci ha scelto di rispondere al silenzio, alle distanze e all’isolamento imposto dalla pandemia, con la creazione di un nuovo progetto fatto di parole e di canto, di note e di musica, in collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi, co-autore dei brani, e con il sostegno di aA29 Project Room. 

     

    Biografia completa 

     

  • SASHA VINCI “Mercurio” è il nuovo progetto cantautorale dell’artista e performer siciliano

    Nove canzoni per un progetto inedito in collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi

     

    A marzo 2020, quando il mondo si è fermato, l’artista Sasha Vinci ha scelto di rispondere al silenzio, alle distanze e all’isolamento imposto dalla pandemia, con la creazione di un nuovo progetto fatto di parole e di canto, di note e di musica, in collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi, co-autore dei brani, e con il sostegno di aA29 Project Room. 

    Nei giorni di lockdown lo studio dell’artista si è trasformato in una sala di registrazione, con un ordine e un aspetto del tutto diversi da quelli ricorrenti. I tavoli da disegno, le vasche d’argilla e le basi in legno per modellare le sculture hanno lasciato lo spazio agli strumenti musicali, agli amplificatori, alle casse e ai microfoni. È nata così la nuova performance di Sasha Vinci, nell’immediatezza della parola figurata, in cui la voce si è fatta strumento. Mercurio è il titolo scelto per questo progetto inedito composto da 9 canzoni originali, scritte, cantate e interpretate dall’artista. 

    Come nell’antica mitologia, Mercurio torna a essere un messaggero dinamico e veloce, che viaggia tra le luci e le ombre del proprio presente, tra le immagini e i ricordi, i simboli e le metafore, l’onirico e il reale, la vita e la morte. Mercurio è anche il metallo liquido, “argento vivo” che non si riesce a intrappolare, né a racchiudere in uno spazio definito, ma che fluisce libero, diventando il simbolo della metamorfosi, della trasformazione e dell’espressione volontaria

    Nove storie interrotte, frammenti di vita personale, eventi di cronaca alternati a sogni, utopie e chimere, compongono i versi di queste canzoni: parole ritmate ed evocative che si pronunciano, ma che potrebbero facilmente tramutarsi anche in immagini, tanto è forte la loro allusività. La parola scritta e il linguaggio in generale sono da sempre strumenti di fascinazione per l’artista che li utilizza attraverso qualsiasi forma: nei disegni, nei dipinti, così come nelle performance partecipate, assumendo, di volta in volta, sembianze nuove. 

    Nelle canzoni di Mercurio si susseguono e mescolano le ricerche e le ossessioni dell’artista: si parla di utopie possibili, forme multinaturali, fantasie e visioni, atti di violenza e amore, libertà di azione ed espressione al di là di ogni forma di potere e autoritarismo. Non è un caso che nei versi venga evocato anche P. P. Pasolini, figura ispiratrice per l’artista, grande personalità creativa e poetica, ma anche personaggio pubblico, attivo politicamente. In lui l’incarnazione dello spirito libero per eccellenza, testardo e ostinato, contrario ad ogni formalità e imposizione. 

    La collaborazione tra Sasha Vinci e Vincent Migliorisi prosegue in maniera continuativa dal 2013, da quando il musicista viene coinvolto in alcune performance e progetti dell’artista come La Repubblica delle Meraviglie (Venezia, 2018) e A Human Flower Wall (New York, 2019). Due personalità creative differenti quelle di Vinci e Migliorisi, che in Mercurio intrecciano le loro competenze, ampliando gli orizzonti. 

     

    Con Mercurio Sasha Vinci canta per rompere il silenzio, per tornare a essere parte integrante di una collettività che necessita di nuove visioni e nuovi dibattiti critici. 

     

    Track by track 

     

    CASTELLI DI RABBIA

    I margini della società, la cruda realtà narrata attraverso le sonorità glaciali e in parte ostiche delle strofe trovano un loro scioglimento nel refrain, dove un sentimento positivo di rivalsa e di una nuova dignità dell’essere umano alimentano la reazione potente contro le ingiustizie, le oscenità e i soprusi del presente. 

     

    IL MAGNIFICO VOLO

    Un amore spezzato, finito, narrato da una musica che invece dà un piacevole senso di trasporto e di slancio, verso qualcosa di nuovo che sta per iniziare. Una necessità, quella di volare, anche solo con la mente, che porta a contraddire e contrastare ciò che abbiamo di più contingente e fisico e da cui non possiamo separarci: il nostro corpo, con il suo peso.

     

    NON HO PAURA

    La paura è una costante dell’essere umano che avverte la precarietà e l’incertezza del presente (“tempi d’acciaio”). Nel testo l’autore evoca delle immagini forti e tragiche come quando parla di “carne di sale”, un riferimento ai migliaia di morti del Mediterraneo, di cui egli è geograficamente testimone o di “una cattedrale che crolla”, metafora di una fede in declino e di una spiritualità perduta.

    Da un’atmosfera inquieta iniziale emerge il delay di una chitarra che traghetta l’ascoltatore verso un approdo sicuro, dove il leitmotiv “Non ho paura” restituisce fiducia ed esorcizza lo stesso sentimento.

     

    MERCURIO

    Punto di partenza e di raccordo per Sasha e Vincent, che dopo la stesura hanno deciso di realizzare insieme l’omonimo album. L’idea che sta alla base è ben definita: versi sciolti, che si susseguono in un intercalarsi d’immagini astratte, sempre nuove e differenti, evocative, che suggeriscono e stimolano, senza alcuna pretesa di dare forma a un racconto unitario e coerente. La varietà e variabilità del reale, con le sue contraddizioni e ossimori, con le sospensioni e i cambi di rotta improvvisi.  E un ritornello che ti lascia.

     

    PENNA E CALAMAIO

    “Penna e calamaio” è l’elogio della scrittura. La sfida del foglio bianco, che non è ancora stato macchiato d’inchiostro. È il momento dell’atto creativo, quando all’ispirazione si alternano dubbi, frustrazioni e incertezze. A una frase cantata in coro e ripetuta si alterna il contro-canto dell’artista che risponde con l’eco “fragile”, condizione indispensabile della creazione.  

     

    UN GIORNO SENZA ORE

    Pura rock-ballad , è senza dubbio uno dei brani a cui l’artista è maggiormente legato. Un ritratto frammentato della società, che gioca su antitesi e contraddizioni, con qualche sfumatura grottesca, come il “pagliaccio che si arrampica lento sulle mura del faro”. Tra i versi ricorrono immagini forti e taglienti: il cittadino “condannato all’obbedienza”, o la “lingua tra le gambe per placare una pena”, una scena che ricorda le torture e le deformazioni a cui sono soggetti i corpi nei dipinti di Bosch. Ancora una volta un riferimento a Pasolini, “il petalo incarnato alla croce”, un’associazione impossibile, che ricorda la Passione di Cristo, attraverso un simbolo estremamente delicato e puro. 

     

    POESIE DELLA CRUDELTÀ 

    È un omaggio a Antonin Artaud e ai suoi versi dissacranti e anarchici. “Ho detto crudeltà come avrei detto vita” – afferma il poeta, drammaturgo e attore francese, per il quale la parola era fonte di conoscenza suprema degli aspetti violenti e al contempo sublimi della realtà. Anche l’artista non stempera i toni, dice il vero senza filtri né attenuazioni, perché la vita va presa nel suo impeto e nel suo incessante cambiamento. Nonostante il riferimento incontestabile alla cruda realtà, la canzone si chiude parlando d’amore. 

     

    SILENZIO

    Nel brano viene accentuata l’indole dell’artista che è abituato a ricercare continuamente e instancabilmente qualcosa di nuovo, nuove forme di sperimentazione, quasi fosse un assillo e un’ossessione che gli nasce da dentro e a cui non può rinunciare. 

    Il silenzio è un passaggio intermedio di questa ricerca frenetica, è “deforme” perché non realmente riconosciuto e compreso dall’artista. Musicalmente è un omaggio alla wave degli anni ’80, con l’uso abbondante di delay sulle chitarre e sintetizzatori volutamente “poco” evoluti.

     

    OCCHI ALLE STELLE 

    Il ritmo del brano è incalzante, per descrivere la contemporaneità, con le sue ombre, le colpe dell’essere umano e le rispettive condanne, le note tragiche e le distopie. È un attraversare tutto questo malessere, fino ad emergere dagli abissi dell’Inferno e alzare lo sguardo per “riveder le stelle”, come direbbe Dante. Volgere gli occhi al cielo stellato diventa dunque un gesto di elevazione e di riscatto della condizione umana, spesso miserabile, ancora possibile. L’animo può ancora nobilitarsi. 

     

    Etichetta: aA29 Project Room 

    Realise album: 3 maggio 2021

     

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    BIO

    Sasha Vinci (1980) vive a Scicli, in Sicilia. 

     

    Il fondamento della sua ricerca si basa sulla continua sperimentazione e dialogo tra differenti media artistici quali performance, scultura, disegno, pittura, scrittura e musica; linguaggi grazie ai quali l’artista s’interroga sulle complessità dell’esistente, per giungere a una visione ampia e plurale. La performance è il mezzo espressivo da cui spesso l’intero progetto si origina: è frutto di uno sforzo collettivo e parla di trasformazione sociale, di coesione, di resistenza politica. 

    Da sempre interessato alla simbologia, studia i rapporti numerici sottesi alla natura e alla musica, attinge alle teorie platoniche e pitagoriche che trattano dell’armonia e dell’ordine dell’universo, e utilizza oggetti, strumenti e simboli tipici della tradizione siciliana, adattandoli a nuovi contesti. 

    Porta avanti inoltre la ricerca sul Multinaturalismo che esprime, attraverso diversi media, la necessità che ha l’essere umano di immaginare, attraverso nuove forme e configurazioni, delle vie alternative di interazione e convivenza con le altre specie animali e vegetali, evitando la distruzione degli habitat. L’artista sperimenta anche con la parola e con il linguaggio: disegna parole in LIS, combina nuovi slogan e manifesti politici, inserisce nei disegni lettere sparse, da decifrare. Infine, lavora con la parola scritta e cantata, per dare voce a urgenti riflessioni sociali e politiche e per manifestare le luci e le ombre dell’età contemporanea. Dal 2013 collabora attivamente con il musicista Vincent Migliorisi per dare vita agli arrangiamenti musicali e all’apparato sonoro che accompagna le performance e i video d’artista: il suono diventa una costante nelle opere e nei progetti che realizza.  

    Il lavoro di Sasha Vinci è stato presentato ed esposto in musei, spazi no profit, biennali, rassegne artistiche, università nazionali e internazionali e teatri come: Reggia di Caserta; MACRO – Roma;  MAMbo – Bologna; Manifesta12 – Palermo; Villa D’Este – Tivoli; FuturDome – Milano; Centro Culturale La Mercè, Girona-Barcellona; Università Ca’ Foscari – Venezia; NYU School of Engineering – New York; Art Centre dell’Università di Silpakorn – Bangkok; Teatro La Fenice – Venezia.

    Dal 2016 è rappresentato dalla galleria aA29 Project Room. 

    A marzo 2020, quando il mondo si è fermato, l’artista Sasha Vinci ha scelto di rispondere al silenzio, alle distanze e all’isolamento imposto dalla pandemia, con la creazione di un nuovo progetto fatto di parole e di canto, di note e di musica, in collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi, co-autore dei brani, e con il sostegno di aA29 Project Room. 

     

    Biografia completa 

     

  • ABAN “Rap Inferno” è il nuovo album dell’MC leccese. Un viaggio fra i gironi infernali di chi vive la strada, fra chi lotta e si ribella chiedendo rispetto.

    «In un panorama musicale dove la massima aspirazione degli artisti è il binomio fama e soldi, inevitabilmente la musica diventa di plastica e prende la forma della moda del momento. Dischi che sembrano creati tutti con lo stesso stampo, stessi effetti, stesse metriche, stesse basi, stessi testi, tutti all’insegna di uno smisurato e ridicolo ego che trasforma la musica non più in un «fine» ma in un freddo «mezzo», in pura ostentazione» Aban

     

    Con queste parole l’MC leccese descrive l’ambiente che vive e respira mentre pubblica “Rap Inferno” il suo nuovo album, diverso da tutto questo universo posticcio, genuino, duro e caldo come la strada, schietto come il quartiere, forte come il desiderio di verità. “Rap inferno” è un tributo anche ai propri fan, senza lusso e ricchezze ostentati, sorrisi e benessere di chi vive sulle spalle di altri. Al contrario Aban metaforicamente si inginocchia, in segno di rispetto, per chi  permette agli artisti di poter salire sui palchi. 

    «“La tele trasmette sfarzo e ricchezza visti dagli occhi di povertà e tristezza l’equilibrio si spezza” cantava ormai vent’anni fa un mio caro amico. “Rap Inferno” è l’antitesi di tutto questo schifo, è la molotov che sfonda lo schermo e incendia la finzione, è la rabbia incandescente della brava gente che ha creduto a dei bugiardi, donandogli il posto sul palco che oggi sfruttano per arricchirsi, a scapito di artisti nascosti all’ombra di mega cartelloni pubblicitari e messi a tacere dal denaro con cui comprano infiniti passaggi in televsione e in radio» conclude Aban. 

    In questo disco la musica brilla incandescente, forgiata con la rabbia e la mentalità che annullano spazio e tempo, scardinando il valore dell’immagine e della ricchezza ostentata che oggi contano più della musica stessa.

    Quindici tracce di quotidiana realtà, in cui la dignità e il rispetto si guadagnano con la coerenza e con il sangue sputato per raggiungere i traguardi. Un album che come Virgilio accompagna chi ascolta fra i gironi dei ribelli e della lotta di chi ogni giorno vive il proprio inferno. Senza piangersi addosso.

    Questo è il punto di rottura, il bordo del precipizio, l’eterno inferno di chi pensava di uccidere il rap per scordare l’hip hop.

     

    ASCOLTA “RAP INFERNO”

    https://open.spotify.com/album/60anx5iWYyh97qWDpKcH1q

     

    Track by track 

     

    C’È CHI MI CONOSCE

    Chi non muore si rivede e sono ancora qui, rappresento il rap di strada, dalla strada, per la street. Io non vendo la mia gente, non ho mai venduto il click, resta impresso per la vita Aban Big P. 

     

    BULLSHIT

    Tutti bravi, tutti artisti, un anno e sono musicisti, tutti capi dentro ai dischi, trafficanti, terroristi, pseudo trap mono flow pure i miei coetanei, ma sono i più bravi, sono tutti più bravi, ieri hardcore, altri pop oggi sono schiavi, sono tutti schiavi, siete tutti schiavi.

     

    UN LUPO

    Lupo solitario con il pelo grigio, ultimo del branco che non si è fermato, per chi crolla a terra durante il cammino, chi quando è caduto non si è più rialzato. La leggenda dice che senti un respiro, ma lo vedi solo quando ti ha azzannato, sul micro le fauci di un assassino perché ogni barra è un coltello affilato. 

     

    C’È QUALCOSA CHE NON VA

    Inchiodati a questo sedile, vorrei portarti alle Baleari, toglierò al tuo cuor tutte le spine, mi guardi e mi dici partiamo domani, mentre incrociamo le nostre vite, che abbiamo incrociato come ora le mani, non sai mai come va a finire, se da lontano poi senti gli spari.

     

    DAX

    In memoria di Davide “Dax” Cesare, militante antifascista ucciso il 16 marzo 2003 in un agguato condotto da due militanti della destra estrema italiana.   

     

    ANFIBI DI CERA

    Lo sai cosa si sente, quando sei condannato, per il colore della pelle o per dove sei nato, perché non hai imparato ancora l’italiano in uno stato, dove sarai sempre e solo un immigrato. 

     

    RAP INFERNO

    Rap inferno, cerbero a tre teste, assassino, passanante bresci ed acciarino, nel blocco i recidivi, diffidati dai campi e dagli stadi, col Guinness dei primati nei reati.

     

    FLOW KILLER

    Tutti ti vogliono dire che fare, lo farebbero meglio al tuo posto, cantano l’etica e la morale, fanno lo schifo di nascosto, alle spalle le lingue affilate, un infame rimane nascosto, cambia la pelle striscia alle spalle.. 

     

    SHERBLATO

    Andata e ritorno al quartiere, triplo filtrato cookie, sherblato, nel vano segreto che Gigi, mantiene nell’auto, danza di ombre sta notte, sulle statali più sporche, illuminate se oggi la luna ha deciso che perda la sorte. 

     

    LA BOTTA

    Ovunque andrò, tu ci sarai, dal polo nord come alle Hawaii, se sarò high o in mezzo ai guai, quando ti cercherò mi troverai, da Santa Rosa,  fino a Shangai, sempre connessi senza Wi-Fi, senza bisogno di essere online e i sentimenti non cambiano mai. 

     

    COME UN CLAN

    Questa è per tutta la gente mia, per ogni rapper di periferia, per chi lavora dalla sera alla mattina e poi produce tutta la notte in cantina, per chi non avrà mai un microfono in mano, per chi rimane per sempre un lupo solitario, per chi non ha tradito la gente che ci credeva e non ha mai cambiato ne faccia e bandiera.

     

    DALLE RINGHIERE

    Fatti un giro nel posto, urlano le pantere, l’aria è popolare e non c’è un cazzo da vedere, dentro i bar notte fonda, nelle car pompa a bomba, questa è Lecce che suona, Lecce che sfonda.

     

    L’ULTIMO RIMASTO

    Fossi stato chiuso a casa, anziché stare per strada, avrei già sei dischi d’oro se papà me li pagava, forse oggi sarei lì dove sei tu, fossi andato a Milano abbandonando il sud, dietro un culo da leccare per andare più su, sul canale di un pagliaccio come social boom. 

     

    FESTA MESTAH

    Avvolti dentro al fumo dei peggiori bar, fra i disperati emarginati della società, quando rappiamo ne capisci solo la metà, non fare bla bla, non chiederci come si fa. 

     

    17

    Troppo facile sputare sui miei guai, impossibile capire se non sai quanto può pesare sulle spalle il male, e quando cadi, quant’è profondo il mare.

     

    Etichetta: Sud est records

    Release album: 7 maggio 2021

     

    Contatti e social

     

    Spotify: https://open.spotify.com/album/60anx5iWYyh97qWDpKcH1q

    Facebook: https://www.facebook.com/abansouthfam 

    Instagram: https://www.instagram.com/aban_southfam/ 

    Twitter: https://twitter.com/aban_southfam

    Youtube: https://www.youtube.com/c/SUDESTRecords/

    Website: https://sudestrecords.com

     

    BIO

     

    ABAN, mc di origine leccese, classe ’79, inizia la sua carriera musicale nel 1996. Inizialmente muove i suoi passi come solista dedicando gran parte del tempo al freestyle. Nel 1998, insieme ad altri mc, fonda la “Lupiae Squad”, storica formazione leccese. Nel 2001 si sposta a Perugia diventando mc e selecta del sound Shotta P. In quello stesso periodo incontra Tacco con cui fonda il “Thug Team”. Escono nel 2003 con “Luci & ombre” e, nello stesso anno, entrano a far parte del team due nuovi componenti: Weldgrira,di origine tunisina e Brigante. Nel 2002 Aban, assieme a Shotta P, dà vita al Tnt street club, con eventi nazionali e internazionali (Slim Village – Afu_ra – Grand agent). In collaborazione con Zona Dopa, organizza in Salento, la finale del 2 The Beat presso le Cave di Cursi, durante la quale si distingue nelle battle di freestyle. Tra il 2002 e il 2005 assieme a Shotta P e Ghetto Eden, infuoca le spiagge salentine organizzando party ragga – hip hop sotto il nome di “Scumbenati”. Nel 2005 il Team esce con il nuovo album “Strategie”, 23 tracce autoprodotte, con vari featuring tra cui, Sud sound system e Club dogo all stars. Nello stesso anno, Aban, rientrato a Lecce, conduce per un anno un programma musicale su radio manbassa, con interviste esclusive in diretta con i più grandi artisti internazionali hip hop e raggae. Nell’estate del 2006 il Thug Team produce un mixtape in collaborazione con Grand Agent e Liv Raynge e vari produttori provenienti dagli U.S.A. tra cui Oh no, Star Channel, Illmind. Il mixtape viene accompagnato da un tour che li porta su vari palchi d’Italia. Nel 2006 si forma ufficialmente la crew “South Fam”. Nel 2007, Aban, fonda e gestisce la Sud est records, prima etichetta indipendente del Salento con sede in Lecce. La prima produzione è l’album “Southfam – s.u.d.”. Nel giugno del 2008, esce il suo primo disco solista “La bella Italia” che contiene collaborazioni con Jake la Furia, Marracash, Gue Pequeno, Noyz Narcos, Co’ Sang, Don Joe, donando un’immagine rappresentativa della scena italiana di quel periodo. Nel 2009, con la nuova formazione “Southfam – s.u.d.” (Aban, Brigante, Pasco, Tacco, Dj Wp) produce l’Lp

    “Ancora Fuori” riconfermando lo spessore lirico del gruppo, grazie anche all’entrata nel team del nuovo membro Pasco. Il 22 maggio del 2010, esce il primo singolo – “Il girotondo delle beffe – dell’album, “Nessun rimorso”.

    Nel 2011 prepara assieme a WP (dj e producer della SouthFam) il mixtape “Banned from radio” una raccolta di tracce originali, remix e inediti che viene distribuita in freedownload per tutti gli utenti del sito sudestrecords.com. Il 2011/12 lo vede impegnato nella lavorazione del suo nuovo doppio disco solista “Ordinaria follia”, diviso nelle due rispettive parti “The Good Side” & “The Bad Side” forse attualmente il progetto più ambizioso della sua carriera.

    Il video del singolo che annuncia la seconda parte del disco “The Good Side”, intitolato “16 Barre”, con la partecipazione di Noyz Narcos, raggiunge in poco più di un mese un milione di visualizzazioni ottenendo un ottimo risultato per un prodotto indipendente. Nel 2015 produce il nuovo disco “A Ferro e Fuoco” sotto il marchio Sud Est Records, tra le collaborazioni Chicoria, Lou X, Twin Gambino, Kill Mauri, Mopashà, Risy-O.

    Nel 2018 esce con “Walkin Dead” (ultimo disco pubblicato, fino ad ora, dal rapper). Tra le collaborazioni troviamo Nex Cassel, Pasco, Bull Brigade. Il 7 maggio 2021 pubblica “Rap Inferno” il suo ultimo album. 

     

  • ALBERTO VINCENZO VACCARI presenta “Canto Dante” in anteprima assoluta

    Dopo l’Inno a Leonardo, uscito nel mondo per il 500° 2019, esce per il 700° di DANTE, di quest’anno, un anticipo in PRIMA ASSOLUTA, un inno dedicato al Sommo Poeta, padre della lingua italiana, dal titolo “CANTO DANTE”.

    compositrice e autrice della musica MONICA BULGARELLI 

    con l’interpretazione di ANASTASIA BRUGNOLI

    parole e ideazione di ALBERTO VINCENZO VACCARI

     

     

    Canto Dante è una canzone che vuole essere di tutti, per andare nel mondo, come un “Inno”, con la lingua italiana, per questo la facciamo ascoltare non ancora editata, in modo da aprire un cantiere per nuovi talenti che la vogliono cantare e arrangiare per poi essere editata, partendo dalle note e dalle parole che abbiamo scritto come un’antica ballata, per arrivare alla modernità d’oggi “700 anni di poesia”.

     

    La canzone “CANTO DANTE”, intende diventare assieme all’Inno a Leonardo, un frammento importante di uno spettacolo in chiave moderna, frutto di un lungo lavoro… Già le radio ne hanno parlato presentando l’Inno a Leonardo, per questo, come promesso, concediamo un primo ascolto di “Canto Dante”.

    Come detto, le due canzoni sono inserite in un copione con sceneggiatura per realizzare un grande spettacolo, musicato, parlato e cantato, dal titolo: “LA FESTA DEL PARADISO” da Dante a Leonardo, con Beatrice e la Gioconda, oltre alla Maddalena che porta il Sacro Graal tramutato in Coppa Enogral, assieme al Piatto del Tempo, per un EVENTO SPETTACOLO in chiave moderna, che dal passato ci conduca in un presente per “una nuova alchimia dopo tanta pandemia, con 700 anni di poesia.” come recita “Canto Dante”. Alla fine dello spettacolo, Dante e Leonardo leggono il Testamento alla Terra.

    PER ASCOLTO IN RADIO O STREAMING:  

    https://www.dropbox.com/s/wkwfpp8vq8sf6vr/DANTE_MIX_10LuFS.wav?dl=0

    https://youtu.be/JCany-FVwxs

     

    “LA FESTA DEL PARADISO”

    SPETTACOLO IN 2 ATTI IN CHIAVE MODERNA

    inedito: ideazione e sceneggiatura Alberto Vincenzo Vaccari da Dante a Leonardo a oggi

    Tra canti e musica si apre la “macchina scenica… Lo spettacolo inizia con un bambino del futuro che si trova spaurito in un mondo senza più umani, fatto di un’intricata “Selva Oscura”, a soccorerlo per condurlo verso una nuova luce arriva la “Maddalena”, simbolo femminile.. Alla fine, Dante e Leonardo leggono il Testamento alla Terra.

       

    L’Inno a Dante, come l’Inno a Leonardo, andrebbero a far parte dello Spettacolo “La Festa del Paradiso”, con Dante e Beatrice, Leonardo e la Gioconda, oltre alla Maddalena che porta ai due il Sacro Graal della conoscenza e dell’amore”, e con il DOPO CORONAVIRUS facente parte dello spettacolo. Il copione con sceneggiatura è stato depositato il 1 ottobre 2020 in SIAE.

    Non è un lavoro improvvisato ma, bensì, 7 anni di pensamenti e ripensamenti, con prove di alcune coreografie già effettuate da Oki Dance de Paris.

    tutti i diritti sono riservati e depositati in SIAE ottobre 2020

     

    CONTATTI

    sito 

    www.celebrandoleonardo.org 

    www.albertovincenzovaccari.it 

    [email protected] 

    Associazione Culturale Mani d’Oro tel 337484029

     

    BIO

    É un artista e scrittore, con un passato d’esperto d’arte in RAI e storico del mobile italiano, ideatore di “Celebrando Leonardo” con il Piatto del Tempo e la Coppa Enogral dal Sacro Graal dei maestri vetrai di Murano, in cui la testa di Leonardo in vetro sorregge il mondo.

    Per bere nello Coppa Enogral si dovrà essere ingegnosi e temerari, come lo erano i cavalieri medievali, o compiere 7 giri su se stessi a simbolo di 7 vite, 7 arti, 700 anni da Dante a Leonardo a oggi. Si brinderà dicendo: “Unio Poculum” dal latino Coppa dell’Unione.

    Ideatore e paroliere dell’Inno a Leonardo, è stato consulente per le opere d’arte di enti, musei e tribunali, mostre d’antiquariato e associazioni. Docente di Storia degli Stili e metodologie del restauro del mobile. Professore in corsi di formazione europei; relatore e conferenziere in numerose città italiane. Autore, tra l’altro, del libro “Dentro il Mobile Zanichelli” considerato un “classico della storia del mobile italiano”. Oggi è autore di 2 libri, un libro storico “Il Piatto del Tempo e La Coppa Enogral”, e un particolare saggio romanzato “Chi Slegherà Maddalena?”, entrambi contenenti sia l’Inno a Leonardo sia L’Inno a Dante.

    Esperto d’arte in trasmissioni televisive: “Mi manda Lubrano” RAI 3; “Candido” su TMC; “Uno Mattina” su RAI 1; “Mattina in famiglia” su RAI 2. Oggi è l’ideatore e Art Director del progetto “Celebrando Leonardo 2019” e “Celebrando Dante 2021” di cui ricorrono i 700 anni dalla morte, con Vanna Maria Annichini e l’Associazione Culturale Mani d’Oro.

    Monica Bulgarelli è una chitarrista e cantante di Verona. Arpista e compositrice diplomata al Conservatorio di Musica. Docente di chitarra classica. Dal 2001 è alla direzione dell’Orchestra “I CHITARRISSIMI”, con sede in Pescantina (VR), composta da giovani in età compresa tra i 7 e i 20 anni. Ha vinto diversi concorsi nazionali ed internazionali e ha realizzato 2 album musicali con brani tradizionali, d’autore e folkloristici. Ha realizzato uno spettacolo dal titolo “LA MUSICA DELLE FATE”. DISCOGRAFIA: Concerto per giovani chitarre – Listen, un album autoprodotto con brani e testi in inglese – Orchestra di giovani chitarre registrato in ripresa diretta con etichetta AtKins. Il 2 maggio 2018 suona all’anteprima mondiale di Villa Arvedi per i 500 anni dalla morte di Leonardo.

    Anastasia Brugnoli è un’interprete cantautrice veronese classe 1991. Dal 2020 è parte del cast dell’opera-pop “Turandot – Dancing Queen” di Alessandro Fusaro e Marcello Rosso Corradini (progetto per il quale compone piano e voce come autrice compositrice con un disco attualmente in cantiere, anticipato da 4 singoli disponibili sulle piattaforme digitali in streaming). Al violino Andrea Cagalli.

  • PIA TUCCITTO feat. Erene Mastrangeli “April 7th” è il nuovo brano in italiano e inglese che unisce l’energia del rock e la forza del cantautorato

    Questo brano è un dialogo fra rock e cantautorato, tra gli amplificatori alzati e la chitarra classica, che insieme si completano e si rafforzano

     

    Italiano e inglese si fondono in questo brano che diventa un dialogo intenso fra Pia Tuccitto e Erene Mastrangeli che insieme cantano e si completano, tra voce e musica. L’energia del rock da una parte, la delicata forza del cantautorato dall’altra per una canzone che torna in una nuova versione, prodotta da Pia e da Luca Bignardi. Il singolo “April 7th” non si trova all’interno di “Romantica io”, ultimo album della rocker bolognese. . 

    Italiana di nascita e newyorkese di adozione, Erene Mastrangeli racconta com’è nato questo featuring con Pia Tuccitto: «Le collaborazioni musicali sono come un terno al Lotto, non si può prevedere come ci si troverà con qualcuno artisticamente. Collaborare con Pia Tuccitto è come vincere al Lotto. Prima di tutto mi sono ritrovata a lavorare con una grande artista, e poi mi sono subito innamorata di 7 Aprile. L’idea per una versione in inglese mi è venuta quasi subito, dopo due giorni avevo già quasi tutto il testo. Tra l’altro questa prima fase è avvenuta tutta da lontano, io ero a New York, Pia a Bologna, e non ci eravamo mai viste prima. Ma sentendo la canzone ho capito che avevamo una sensibilità musicale simile. Mi ricordo di aver mandato a Pia l’idea iniziale per la versione in inglese e lei si è subito entusiasmata. Grazie al suo incoraggiamento, entusiasmo, ed apertura mi sono sentita libera di esplorare varie possibilità e di essere creativa. Quando ci siamo incontrate era come se ci conoscessimo da anni. C’è una tale facilità e gioia nel collaborare con Pia, la sua energia esplosiva è trascinante e contagiosa, ti trasporta con sé in un mondo di pura creatività». 

    Autoproduzione

    Radiodate: 11 giugno 2021

     

    Contatti e social

     

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    BIO

    Pia Tuccitto è una cantautrice rock. Si laurea al DAMS con la tesi “Il Rock al femminile”, nel 1993 debutta al Festival per Voci Nuove di Castrocaro, non vince ma entra nella scuderia di Vasco Rossi. Come autrice scrive per Patty Pravo (2000) e per Irene Grandi (2003), entrambe prodotte da Vasco, con il quale ha condiviso il palco in importanti occasioni, come tre edizioni dell’Heineken Jammin’ Festival (2000 -2005-2008), al Rock R’evolution di Zocca, e come sua supporter in tour per 8 anni. Il debutto discografico è nel 2001 con Ciao Amore, un singolo prodotto da Pia per l’etichetta Bollicine di Vasco Rossi, al quale fa seguito un secondo singolo nel 2003, Quella Vispa di Teresa. L’anno seguente tra le canzoni della Rocker, Vasco sceglie “E…”. Nel giugno del 2005 esce l’album d’esordio UN SEGRETO CHE, seguito tre anni dopo dall’album URLO, prodotto da Frank Nemola e Guido Elmi per l’etichetta Bollicine/EMI Capitol Music. Il 21 giugno 2009 Pia partecipa all’evento Amiche per l’Abruzzo. Dall’incontro con Philippe Daverio è nata un’amicizia e una collaborazione con il fratello Christophe, che si è concretizzata nella Collezione Mutant Canvas #1 di Nicola Artico in cui il ritratto mutante con Pia è ripreso dall’opera “Ecate” di William Blake. Pia diventa modella per la fotografa Anna Rosa Gavazzi. Dall’ 8 aprile al 12 giugno 2011 Pia fa parte del Progetto fotografico di Monica Silva “L’io dentro me”. Nel maggio e ad ottobre del 2011 escono i due singoli da indipendente: Com’è bello il mio amore e Sto benissimo, quest’ultimo diventerà lo spunto e la colonna sonora de L’Italia di Pia, video story visibile su sito realizzata in collaborazione con Livia Elena Laurentino e Massimo Persiani. A novembre 2012 Pia viene invitata a rappresentare l’Italia in occasione del Festival del Mar Rosso Red Sea – Italian Festival ad Hurgada in Egitto, per celebrare l’incontro tra la cultura italo-egiziana. Il 29 ottobre 2013 esce il singolo intitolato 7 Aprile. Il 1° dicembre Pia è ospite con la band al Roxy Bar. Il 4 marzo 2014 la rocker partecipa alla seconda edizione de La strada e la Stella, spettacolo organizzato a Bologna, per ricordare Lucio Dalla. Il 16 aprile a WeLoveFreak, l’evento organizzato in ricordo di Freak Antoni, Pia accompagnata dagli Skiantos canta “Ti rullo di Kartoni” e inizia con loro una collaborazione artistica. Il 28 agosto esce il nuovo singolo My Radio che, su invito del Ministero del Turismo Egiziano, viene presentato live al Cairo in occasione della 3° Edizione dell’Italian Egyptian Festival. Il 7 dicembre la Rocker presenta il suo My Radio Ep, prima raccolta contenente i 4 singoli da indipendente, alla Maratona musicale di Cantautrici e Cantautori organizzata dal MEI a Milano.

    Il 5 gennaio 2015 Pia è ospite al Teatro Petruzzelli di Bari, in occasione della 7° Edizione del Premio Mimmo Bucci e il 17 condivide il palco con Gianni Morandi, Cesare Cremonini, Francesco Renga, in occasione del grande spettacolo Starteraphy, organizzato da ANSABBIO all’Istituto Rizzoli di Bologna. A marzo viene pubblicato su iTunes e su tutti gli Store Digitali Que bonito mi amor, scritta insieme all’autrice madrilena Marghina Garcia, versione spagnola di Com’è bello l’amore singolo del 2011, anticipato dalla presentazione in anteprima internazionale su La Tecno Fm 88.3 di Buenos Aires (Argentina). Il 19 settembre viene presentato in Prima Nazionale a Bologna ioelei Tour, il nuovo progetto nato dalla collaborazione con Federica Lisi. Nello spettacolo si alternano le letture tratte da “Noi non ci lasceremo mai “– Ed.Mondadori 2013 alle canzoni di Pia. Del progetto ioelei ne hanno parlato quotidiani nazionali e i settimanali Donna al Top e F, le trasmissioni Barone Rosso, Roxy bar, Domenica In, Maurizio Costanzo Show, TV 2000, Rai 2 Rai 3, Rai Sport, SKY Sport, Radio 2, e Radio Dj. Il 4 ottobre 2019 esce il singolo “Tu sei un sogno per me” ft, Federica Lisi.

    Il singolo è stato dato in esclusiva in Argentina a Dial RadioTV – 101.1 FM San Rafael – 103.9 FM Malargüe – 104.1 FM General Alvear – Mendoza. Il 10 gennaio viene presentato il singolo “E…” anticipando il disco “Romantica io”, pubblicato il 31 gennaio 2020 e che ha raggiunto la TOP 10 di tutte le classifiche indipendenti italiane. L’album viene presentato il 2 febbraio durante la trasmissione “Sky Sunday Morning” di SKY Sport24 e il 10 febbraio al Barone Rosso di Red Ronnie e nelle radio Argentine: Sensaciones Italianas, La Tecno FM 88.3. Il 19 giugno 2020 torna in radio con il singolo “Com’è bello il mio amore”, anche nella versione spagnola “Que bonito mi amor”. Il singolo è stato dato in esclusiva in Argentina a Dial RadioTV – 101.1 FM San Rafael – 103.9 FM Malargüe – 104.1 FM General Alvear – Mendoza. Il 23 ottobre esce il terzo brano “Stupida per te”, accompagnato dal clip che vede protagonista insieme a Pia il cantautore Franco Simone. Dial RadioTv ha l’esclusiva per l’Argentina. Il 27 ottobre 2020 la rocker presenta il video nel programma di Red RonnieWe have a dream”. Il 17 novembre esce il servizio di Cinzia Terlizzi de La Rocker sul Tg2 Rai. Il 9 dicembre viene intervistata da Mara Miceli su Radio Vaticana e, in occasione delle Feste di Natale una delle luminarie di Rimini s’illumina con la frase della canzone “E…” “Se non mi trovi cercami in un sogno”.

    Il 29 gennaio 2021 esce il quarto singolo  in bilingua “Perché tutto muore”  “Porque todo muere” (autrice madrilena Marghina Garcia), accompagnato dal video dove vede protagonista Federica Lisi insieme a Pia. Dial RadioTv ha l’esclusiva per l’Argentina. . Il 31 gennaio viene intervistata su Sensaciones Italianas e il 14 febbraio su Radio Extremo Fm di Buenos Aires. Il 1 marzo è stata ospite al Barone Rosso di Red Ronnie insieme alla band con un live. Il 13 marzo con  Federica Lisi presenta il video “Perché tutto muore” su Skysport nel Programma “Super weekend” condotto da Mario Giunta.

    L’11 Giugno 2021 esce il nuovo singolo April 7th Ft Erene Mastrangeli, autrice italo-americana dell’adattamento in lingua inglese, trasferitasi alla fine degli anni 90 a New York e conosciuta per la sua originale rivisitazione dell’Inno di Mameli, scrive e collabora anche con artisti del calibro di Brad Roberts, cantante e fondatore dei Crash Test Dummies.

     

     

    BIO 

    Erene Mastrangeli fa parte di una giovane generazione di chanteuse cantautrici, compone canzoni che esplorano il processo di scoperta di sé attraverso una voce bilingue.

    Il quotidiano LaVOCE di New York dice di lei: «La voce melodiosa di Erene, accompagnata dalla chitarra, mescola testi in italiano e in inglese con una sensibilità da American Songbook». 

    Conosciuta per la sua originale rivisitazione dell’inno di Mameli, Erene scrive e collabora anche con artisti del calibro di Brad Roberts, cantante e fondatore dei Crash Test Dummies.

    Erene è dedita a portare pace nel mondo attraverso le sue canzoni. Il suo nuovo album, intitolato “Love, Shine” che uscirà ad Agosto del 2021, è stato proprio ispirato da questo desiderio di diffondere una visione più compassionevole nel mondo attraverso la musica. Il singolo che dà il titolo al disco è uscito su tutte le piattaforme digitali il 30 Aprile, distribuito da Beige Records.

  • ELECTRIC LADYLAND “Ritmo italiano” è il nuovo singolo dalle sonorità elettro-pop della band milanese

    L’orgoglio nel ritmo, la voglia di riprendere la propria socialità e tornare a vivere l’italianità

    Sonorità elettro-pop influenzate dal sound degli ‘80 raccontano l’orgoglio e le virtù di un Paese che vuole rialzarsi definitivamente da un periodo difficile e, parallelamente, la voglia di leggerezza e il desiderio di evasione. Sono questi i concetti al centro del nuovo singolo degli Electric Ladyland: riscoprire il contatto umano, abbandonarsi a sentimenti veri e non virtuali, gettarsi in un ballo scomposto, quasi liberatorio, diventano necessità concrete ora che la pandemia permette di tirare il fiato, almeno in Italia. 

    Con questi presupposti “Ritmo italianofa leva, con spensieratezza, a quella voglia di tornare a vivere “l’italianità”, nelle sue tradizioni culturali e sociali, la sua cordialità ed entusiasmo. Una rigenerante libertà che ritrova il suo ritmo, espressione dell’energia da ritrovare con sferzante vitalità. Non a caso esce l’11 giugno, giorno in cui partono gli Europei di calcio e si augura di essere colonna sonora di una fantastica avventura sportiva. 

    «Il nostro desiderio è che sempre più persone siano “contagiate” dall’ottimismo, dalla leggerezza e dalla vitalità prorompente di “Ritmo italiano”» Electric Ladyland

     

    Electric Ladyland sono: 

    Federica Vanacore – voce

    Andrea Moschetti – chitarra ritmica

    Attilio Bergamin – chitarra acustica e percussioni

    Paco Martucci – chitarra solista

    Jacopo Zappa – Tastiere e sintetizzatore

    Riccardo Tosi – batteria

     

    Etichetta: Bee Music

    Radio date: 11 giugno 2021

     

    Contatti e social 

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/ladyland.electric/

    FACEBOOK https://www.facebook.com/profile.php?id=100063549191976

    CANALE YOUTUBE https://youtube.com/channel/UCXmwUmm5LuYXJ2nC7NWnqqw

     

    BIO

    Electric Ladyland è un gruppo pop-rock italiano improntato a sonorità ricercate e spontanee, classicheggianti eppure molto moderne, caratterizzate da contaminazioni jazz e soul.

    La band propone brani inediti in italiano, canzoni in cui una particolare attenzione è dedicata al valore dei testi, con una cura maniacale per la scelta delle parole, e alla necessità viscerale di suscitare emozioni uniche attraverso l’espressività di contenuti dal sapore poetico e di temi che, semplicemente, toccano le corde più profonde dell’animo contemporaneo.

    La voce di Federica Vanacore contraddistingue, con il suo colore caldo e sensuale, lo stile del gruppo e lo rende facilmente identificabile.

    Il primo singolo pubblicato dalla band è stato “Il Profumo dell’estate” (agosto 2019) a cui è seguito “Oltre il muro del suono” (ottobre 2019) e il disco “Liberamente”, pubblicato nel dicembre 2019. 

  • HAPPY WOLF “Oye Mi Amor” è l’esordio discografico del giovane compositore siciliano

    Atmosfere latine si mescolano a un sound elettronico e un ambiente hip hop per questo singolo che invoglia a ballare e cantare 

     

     

    Non il classico reggaeton estivo per questa canzone influenzata più da sonorità cubane e colombiane, espressione di un clima tropicale che chiama la voglia di cantare e ballare in spiaggia. C’è un mix di ambienti sonori in questo brano, in cui la chitarra latina lascia spazio a un sound elettronico, mentre nelle strofe entra una variazione hip hop.   

    «Il brano è stato totalmente autoprodotto, mixato e masterizzato nel mio home studio, ho impiegato tanto a trovare i suoni che mi soddisfacevano. Il tutto era partito con un semplicissimo arrangiamento reggaeton, ma non mi soddisfaceva, volevo qualcosa di diverso che avesse comunque una melodia latina e spagnoleggiante con suoni nuovi». Happy Wolf

     

    Autoproduzione

    Radio date: 11 giugno 2021

     

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    BIO

    Alessandro Lupo, alias Happy Wolf, si rivolge con la sua produzione ad appassionati e musicisti, come quando già da bambino, sotto l’influenza del padre, componeva la sua musica con grande entusiasmo e soddisfazione per condividerla con gli amici. Il nome d’arte nasce dal suo cognome e dal suo carattere solare, sempre sorridente. Ha studiato presso il conservatorio Vincenzo Bellini di Caltanissetta (CL) per quattro anni per poi iniziare gli studi in Musica Elettronica trasferendosi al conservatorio V. Bellini di Catania. 

  • GABBER “Luna” è il primo album solista del giovane trapper di Parma

    Un disco che raccoglie le emozioni in musica dell’artista, attraverso l’eterna dialettica di luce e ombra.

     

    Luna è un album che racchiude molto di ciò che ama l’artista, si potrebbe definire un progetto concept che mostra le diverse facce di chi è Gabber come artista e persona. All’interno troviamo film, viaggi, rapporti personali, momenti di ottimismo e momenti di buio.

    «Il mio progetto nasce dalla necessità di esprimere qualcosa di personale, di condividere le mie emozioni principalmente. La cosa più complessa nel farlo penso sia far avvenire una metamorfosi, ovvero trasformare i sentimenti che stai provando nel momento in cui componi in melodia. Sono affascinato dalla musica a 360 gradi e per questo quasi ogni pezzo che compongo è prodotto o co-prodotto anche da me. 

    Cerco l’empatia in chi mi ascolta, mi piace l’idea che lo spettatore possa identificarsi in ciò che dico e per questo quasi mai entro in dettagli molto specifici nelle mie canzoni, adoro l’interpretazione, io la cerco negli artisti che ascolto e vorrei che chi ascoltasse me facesse lo stesso». Gabber

     

    TRACK BY TRACK 

    Charlie countryman

    È il protagonista del film The Necessary Death of Charlie Countryman, l’arrangiamento del brano a cura di Rob The Child pesca a due mani dalla colonna sonora della pellicola. L’intento del pezzo è quello di accompagnare il film, raccontarlo sostituendosi alla colonna sonora originale.

    Stagione

    Stagione raccoglie un anno intero in due strofe passando per un ritornello rauco e frustrante, Gh05t e Gabber hanno qui prodotto il brano partendo con un idea di traccia Lo-fi ma giocando con i suoni fino a cambiare completamente il risultato finale.

    Non mi rimane più niente di te, solo le spine

    La terza traccia ha l’unica collaborazione presente nell’album. Si parla della fine di qualcosa di grande e di ciò che ne rimane: amaro e dolcezza, le rose e le spine. Il pezzo è incentrato sui pensieri che ne derivano a notte fonda.

    Fish and Chips

    Si riferisce ad un viaggio, più precisamente in Scozia nell’isola di Skye. È Importante allontanarsi quando la testa ti gira ed hai troppi pensieri. Era quello che aveva fatto l’artista, che aveva trovato una nuova dimensione in se stesso. Da qui nasce il vero significato di viaggiare per lui.

    La ballata del vecchio marinaio

    Tutta la canzone è riferita alla poesia di Coleridge The rime of the ancient mariner. Racconta la vicenda fantastica di una maledizione che cade su una nave e il suo equipaggio dopo l’uccisione di un Albatros da parte di un marinaio.

    Luna

    Si tratta della title-track dell’album e ne riassume tutto ciò che è all’interno. Il sound è prettamente elettronico, sognante, malinconico. Il bridge si apre citando gli Evanescence e si chiude riferendosi alle facce della Luna, quella calda illuminata dal sole e quella fredda avvolta dall’oscurità.

    Un cauto ottimismo verso il presente e verso il futuro e la centralità del ruolo della musica sono gli elementi che caratterizzano il testo.

    Buio

    Buio è il punto più scuro dell’album, in contrapposizione con la canzone precedente sottolinea i momenti più scuri dell’artista fino alla crescita esasperata del finale dove la voce si fonde alla strumentale sempre più prevalente.

    Tutto qui quello che sai fare?

    Il terz’ultimo brano riguarda un’amicizia interrotta, cita apertamente la trance elettronica popolare degli anni ’90 senza dimenticare di fare un salto in avanti nel tempo con la voce graffiata nel finale.

    Reynisfjara

    L’unico skit dell’album, è stato registrato dall’artista nell’omonima spiaggia nera islandese. Nel finale il vento viene accompagnato dall’introduzione di piano e chitarra che ci introdurranno al pezzo finale del disco.

    È normale

    L’ultimo pezzo del disco è estremamente personale, la strumentale si appoggia quasi esclusivamente alla chitarra per dare spazio alle importanti parole. Il crescendo finale sottolinea l’ultima parola, Luna.

    Autoproduzione 

    Release album: aprile 2021

     

    Contatti e social

     

    Facebook: https://www.facebook.com/GabbersTrap

    Instagram: https://www.instagram.com/oh_no_gabber/

    Spotify: https://open.spotify.com/album/1MG93lTIsbVfIxIo5d5fDf

    Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCYOASiuoELUGbtn2-_kpFiQ

    Soundcloud: https://soundcloud.com/fgabber

     

    BIO

     

    Filippo Gabbi, in arte Gabber, vive a Parma. Nasce artisticamente nel 2017 dopo una carriera iniziata nel mondo della musica con una band hard rock/metal. In seguito avvia il suo progetto solista con i primi singoli e i primi concerti e inizia a crescere collaborando con artisti italiani e internazionali. Nell’autunno 2020 inizia a scrivere i brani che comporranno il suo primo album, il disco è autoprodotto. Esce ad aprile 2021 e si chiama “Luna”.