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  • Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci, il libro di Paolo Brutti in una prestigiosa presentazione a Verona

    copertina libro di Paolo BruttiVerona (VR) – Un’assoluta novità nel panorama della letteratura imprenditoriale nazionale in un evento irrinunciabile. Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci (Modena, TM Terra Marique, luglio 2022) di Paolo Brutti, che per primo indaga i difficili rapporti tra i fornitori di trasporti di merci e le aziende clienti in Italia, sarà presentato mercoledì 13 luglio alle ore 19 nel rinomato Hotel Crowne Plaza in Via Belgio 16, a Zai Verona.

    Il sottotitolo del libro, fresco di pubblicazione, chiarisce il target: Guida pratica per imprenditori, manager e responsabili della supply chain che vogliono viaggiare senza freno a mano. Si tratta di un testo specialistico ad alta leggibilità e di forte impatto umano, che stimola l’interesse delle figure imprenditoriali e dirigenziali a una maggiore conoscenza del mondo della logistica e dei trasporti e invoglia i responsabili di tali ambiti e della supply chain a inaugurare un atteggiamento di apertura verso la possibilità di confronto con la figura dell’esperto in materia di fornitura e di distribuzione della merce.

    Paolo Brutti è consulente di negoziazione, accreditato formatore di manager e responsabili nel settore della logistica e dei trasporti. La sua è una storia avvincente. Nel 2019, all’apice del successo come dirigente aziendale, poco prima di un momento storico di estrema fragilità mondiale dovuto allo scoppio della pandemia, decide di cambiare rotta, di rimettersi in gioco: raccoglie tutta la sua caparbietà, le conoscenze e l’esperienza lavorativa di venticinque anni nel mondo imprenditoriale e crea un marchio di straordinaria qualità: Farsi Strada è un metodo di lavoro messo a servizio di chi cerca di districarsi e uscire indenne da quella “selva oscura” che è il mondo della gestione della logistica e dei rapporti con i fornitori di trasporti delle merci. È il locus amoenus in cui Brutti ha concepito il suo libro e di cui spiega il profondo senso espressivo: “È questo un naming che racconta il processo e il risultato del mio lavoro. In quel farsi c’è un cambiamento, un movimento dinamico in avanti. Aiuto i miei clienti a riuscire meglio nel loro lavoro con preziosi consigli volti a una formazione professionale più consapevole e attenta. Il secondo significato è “diventare strada”: mi metto al servizio dei miei clienti perché loro possano arrivare proprio là dove desiderano o dove non sanno ancora di poter arrivare. Il terzo significato ci riporta al mondo dei trasporti: farsi largo tra le tante opportunità che ci sono nel mercato ma anche un farsi strada reale dove i corrieri e i trasporti giungono a destinazione”.

    Come averla vinta sui fornitori di trasporto delle merci gode dell’autorevole prefazione di Ivan Russo, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia Aziendale all’Università di Verona nonché esperto di supply chain management, logistica e marketing, che sottolinea il merito del contributo di Paolo Brutti in quanto “importante strumento di formazione e cultura nell’ambito della logistica”. Di seguito, dopo un’introduzione in cui l’imprenditore veronese racconta il suo percorso professionale e la nascita del marchio Farsi Strada, vengono presentate dieci case history che rivelano le fragilità di un matrimonio complicato tra il fornitore di trasporti e il cliente. È a quest’ultimo che l’autore offre indicazioni per comprendere le tariffe, i coefficienti e per valutare in modo corretto le voci accessorie, e dispensa consigli utili in merito alle più adeguate strategie per imparare a negoziare e a tutelare i propri interessi in un proficuo dialogo win-win con i fornitori. Ne viene fuori l’idea di un cliente più consapevole e padrone del proprio modus operandi e quella di un fornitore di trasporti non più onnisciente e unico stratega in fase di negoziazione.

    Un particolare rilievo meritano i capitoli che affrontano le insidie delle voci accessorie come il supplemento carburante, tema dolente e di rilevante attualità per i responsabili aziendali, i preziosi suggerimenti alle start-up e-commerce a caccia del migliore servizio offerto dai fornitori di trasporto, le sfide e gli scenari ai quali vanno incontro le aziende rispetto al modello liquido che caratterizza il mondo dei trasporti e in generale quello manageriale oggi. Il tutto insaporito da una serie di esercizi e informazioni tecniche che non sempre vengono elargiti in azienda e in particolare dai fornitori. Un’attenzione speciale va ai servizi offerti da Farsi Strada e cioè: Fare31, la consulenza e la formazione per le aziende; Saperespresso, l’assistenza a distanza per start-up e microimprese; Rete Vendita, formazione e organizzazione di un settore fondamentale, quello dei venditori che sono i primi ambasciatori di un’azienda; e soprattutto FarsiApp, ovvero l’applicazione ideata e brevettata da Brutti, che consente l’analisi e la verifica delle fatture che il cliente riceve dal fornitore di trasporti nell’ottica di un risparmio di tempo e di costi.

    Il Winter Garden dell’Hotel Crowne Plaza di Zai Verona sarà la meravigliosa location della presentazione del libro di Brutti quale illuminante contributo e capitolo iniziale di una specifica collana di riferimento. Condurrà la serata Elisabetta Gallina, giornalista, storyteller e conduttrice televisiva. Sarà presente una platea attenta e competente di imprenditori, manager e responsabili di importanti aziende, non solo veronesi ma provenienti da altre città del nord Italia.

     

     

    Info e contatti

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  • “Il destino decide per te”, nel memoir della Anzini il dramma della genitorialità negata

    ROMA – Educare significa plasmare, modellare l’indole di un individuo secondo un disegno prestabilito, quasi “cera molle” tra le mani di un artigiano, oppure lasciarlo libero di svilupparsi secondo la propria natura, come una pianta frondosa? Può un incontro influenzare una persona a tal punto da renderla estranea alla famiglia in cui è cresciuta? E ancora: esiste il libero arbitrio oppure è il destino a decidere per noi? Questi e altri interrogativi solleva il libro di Anna Maria Anzini, “Il destino decide per te”, un memoir (disponibile anche in ebook) che ripercorre in undici capitoli un’amara vicenda realmente accaduta. Il libro, che reca la prefazione del giornalista Carmelo Abbate, offre all’autrice l’occasione di raccontare un pezzo importante della sua vita e di riflettere sulle relazioni genitori-figli, sulla maternità, sull’esperienza dell’adozione, sulle difficoltà e sulle gioie che ne derivano, affinché altri genitori possano metterle a frutto.
    Anna Maria e il marito Maurizio Persiani sono due affermati immobiliaristi della Capitale. Nel 2007, dopo una gravidanza extrauterina e diversi tentativi non riusciti di concepimento mediante la fecondazione assistita, la coppia decide di ricorrere all’adozione per coronare il sogno di diventare genitori. Ma il percorso burocratico si rivela lungo e irto di ostacoli. Assomiglia a «un labirinto fatto di analisi del sangue, per accertare che fossimo sani, di presentazione di documenti reddituali e un alloggio adatto, per dimostrare di essere solidi». Ancor più arduo il percorso psicologico. «Per due anni – scrive – ci siamo sottoposti a test, terapie, abbiamo affrontato percorsi individuali e di gruppo. Abbiamo seguito corsi con altre coppie, alcune sono arrivate con noi fino alla fine, altre hanno gettato la spugna, sfiancate dalla difficoltà e dalle domande. […] Saremmo stati pronti a crescere un bambino malato? Ad accogliere un bambino già cresciuto in condizioni difficoltose? E poi la domanda più importante, quella più reale, più vera: ve la sentite di curare la ferita più profonda di un bambino, quella lasciata dall’abbandono?»Alla fine, la coppia decide di cambiare percorso e sceglie la via dell’adozione internazionale. Tramite i canali della Comunità di Sant’Egidio, Anna Maria e Maurizio riescono ad adottare una bimba cambogiana di 8 anni, che chiamano Sara. L’autrice tratteggia efficacemente la gioia dell’attesa, le emozioni dei neo-genitori, il clima di amore, affetti e attenzioni che circondano la bambina nella nuova famiglia, il miracolo della crescita, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. La vita insieme è divertente e complicata al tempo stesso. Anna Maria e Maurizio imparano giorno dopo giorno quanto sia difficile il “mestiere” di genitori. La bimba dallo sguardo malinconico diventa un’adolescente ribelle prima e una ragazza apatica poi. Per i genitori, vederla consumare le ore e i giorni in una vita piatta e senza uno scopo, senza studiare o applicarsi nello sport, incurante di costruirsi un futuro e divenire autonoma, annullata da una relazione d’amore con un ragazzo impulsivo e possessivo, è qualcosa di disperante e drammatico. Ma è proprio quella relazione a lungo contrastata che spinge la giovane a innalzare un muro di incomunicabilità verso i genitori adottivi. Un muro costruito, giorno dopo giorno, con mattoni fatti di silenzi e cementato con la malta dell’indifferenza. Il destino, insomma, sembra voler negare per vie impreviste quella genitorialità che Anna Maria e Maurizio hanno ricercato con forza e determinazione. Una frase di Maurizio condensa il dramma della vicenda: «I sacrifici che facciamo per i figli sono a fondo perduto, in qualche modo glieli dobbiamo. Non hanno chiesto loro di venire al mondo. Né di essere adottati.»

    Il finale lascia l’amaro in bocca. Sara, che dopo il compimento del diciottesimo anno di età è andata a vivere con il fidanzato e ha chiuso i rapporti con la famiglia, denuncia i genitori per atti gravissimi, non meglio precisati, chiedendo loro un risarcimento economico. La vicenda giudiziaria, tuttora in corso, impone la sospensione di qualunque giudizio. L’ultimo capitolo è una lettera aperta alla figlia: una promessa d’amore rinnovata, una mano tesa in segno di pace e di aiuto.

    Link di approfondimento (estratto)

  • “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita incanta il pubblico della Biennale Light Art di Mantova

    Mantova (MN) – Suggestione, passione e grandissima professionalità, gli ingredienti fondamentali della performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita alla Biennale Light Art di Mantova. L’evento, che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, è stato presentato domenica 29 maggio alle ore 21.30 all’interno di una cornice d’eccezione, il cortile quattrocentesco della Casa di Andrea Mantegna.

    Il site-specific dell’artista siracusana, nonostante il rinvio di sabato 28 maggio a causa del maltempo, è riuscito ad attrarre molte presenze e a creare un enorme trasporto emotivo. L’incanto è stata la parola d’ordine di una delle chicche del festival curato da Vittorio Erlindo. Le pareti rinascimentali, un tempio a porte aperte da cui esce la performer in abito nero con filamenti illuminati e sguardo bionico che si accende di rosso. Al centro del cortile un bulbo d’occhio gigantesco in cui Marilena Vita inserisce una mano che poi estrae ed espone, sanguinante, al pubblico: è la guerra che si insidia nelle vite di ciascuno, è Circe che attinge all’olocausto, al dolore, lei che è dea, figlia di Elio e della ninfa Perseide, e reca in sé il seme della magia. Dispensatrice di lutto e di compassione, Circe diventa la perfezione, l’equilibrio dell’Essere tra amore e guerra: fronteggia i presenti mostrando loro il braccio insanguinato, poi cinge il bulbo, lo culla, sceglie la vita, diventa madre, ama. In ultimo, Circe si ritrova al centro della scena, apre un cofanetto da cui tira fuori la frase “I want to be free”, simbolo di libertà dei popoli.

    L’evento ha ricalcato perfettamente la tipicità dell’ispirazione artistica di Marilena Vita, ovvero la metamorfosi dell’atto creativo, l’archetipo dell’eterno femmineo, la Sicilia tra rituali e miti, lo straniamento personale di carrolliana memoria, l’astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno, tutte componenti che hanno ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Carmelo Strano, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Lanterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà visibile in un video esposto alla Biennale Light Art di Mantova, manifestazione a carattere internazionale aperta fino al 28 agosto.

     

    Info e contatti

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    Circe. Amore e guerra di Marilena Vita

  • People symbols: il nuovo piano di riqualificazione pittorica di Tommaso Chiappa

    Palermo (PA) – Il dialogo con la città ma soprattutto con i più giovani al centro di “People symbols”, l’ultimo progetto artistico di Tommaso Chiappa. L’Istituto Comprensivo Renato Guttuso, in via Galletti 78 a Palermo, diventa protagonista urbano grazie a un laboratorio che ha coinvolto alcuni studenti delle classi III A, III B, III D in uno straordinario piano di riqualificazione pittorica, realizzato dall’artista palermitano ma interamente coordinato dalla docente Maria Santo Buscemi e opportunamente sostenuto dal dirigente scolastico Gloria Casimo.

    Tommaso Chiappa vive e lavora nel capoluogo siciliano, dove è conosciuto per i suoi innovativi lavori dai contenuti a sfondo sociale. Di fatto da alcuni anni si dedica a programmi di riconversione urbana tra Palermo, Bagheria e Termini Imerese, rinnovando letteralmente il look di spazi pubblici e privati come scuole, sale d’attesa di ospedali, fabbriche, aree portuali e industriali. Di recente realizzazione sono i suoi progetti: “green house”, ovvero la riqualificazione di un angolo di via Sampolo, interamente deturpato e ridotto a una discarica, e “resilienza”, con cui si è rivalutato il parcheggio sopraelevato del centro commerciale La Torre.

    Oggi “People symbols” occupa il pian terreno, il primo piano della scuola media e il muro esterno che ne delimita l’ingresso. Su quelle pareti alcuni studenti hanno rappresentato i simboli della loro contemporaneità, contrassegni virtuali dei social più amati, delle app più utilizzate, delle serie tv da non perdere, dei videogiochi e dei cartoni più popolari. Altri invece hanno rielaborato alcune opere dell’artista pop americano Keith Haring, come i suoi famosi personaggi stilizzati che vanno al ritmo della musica anni ‘80.

    Parte centrale del murale sono le sagome di alunni e alunne dai colori differenti, che trasmettono dunque l’idea di una società in mutazione. Sono people privilegiati, rappresentano la realtà condivisa, il flusso di coscienza giovanile, le nuove regole sociali. Sono figure uniche, importanti, ecco perché disegnate a mano a grandezza naturale, in una dimensione concreta in cui si accampano triangoli energetici dai colori rifrangenti e multi decorazioni pittoriche.

    Così, le sagome degli studenti che hanno partecipato al laboratorio viaggiano sul muro che circoscrive la scuola. In più, nella parte posteriore è stata recuperata una parete degradata e vandalizzata, che dopo il laboratorio è diventata gialla, ricca di decorazioni policrome e animata da people che la rendendo potenziata, viva.

    Tommaso Chiappa, che si è formato all’Accademia di Brera e successivamente ha frequentato la Galleria di Luciano Inga- Pin, è noto per aver portato i suoi progetti fuori dai contesti istituzionali con l’intento di avvicinare un pubblico diverso all’arte contemporanea. Nelle opere urbane riesce a utilizzare le sue skills accademiche, in particolare negli interventi a pennello per creare opere uniche come se fossero concepite pittoricamente.

    Nelle parole dell’artista palermitano ritroviamo il senso del suo progetto e dell’intero laboratorio: “È importante cercare di sviluppare una trasformazione che parte da un micro-sistema e arriva via via a un macro-sistema, coinvolgendo quindi per primi gli studenti, per poi arrivare a determinare il cambiamento della società, o per lo meno a far intravedere una nuova possibilità di miglioramento di vita nelle periferie delle grandi città”.

     

     

    Il progetto “People symbols” è stato realizzato grazie alla scuola media Renato Guttuso, che ha reso possibile il suo inserimento nell’ambito dei Pon finanziati dall’Unione Europea.

     

    Info e contatti

    Tommaso Chiappa

    cell. 338 8697986

    www.tommasochiappa.eu
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    people symbols 

  • Circe alla Biennale Light Art di Mantova: l’amore e la guerra nell’inedita performance di Marilena Vita

    Marilena Vita
    Mantova (MN). La luce è un’idea sociale alla Biennale Light Art di Mantova 2022. Nella splendida Casa di Andrea Mantegna, dal 27 maggio al 28 agosto, ventisei artisti di spessore internazionale si ispirano alla “ricerca contemporanea sulla Luce, tra Arte e Design”. Un confine sottile, questo, che permette di concepire fonti luminose e chiaroscuri come esperienze emotive e relazionali tra luoghi e persone. È una visione attualizzante, nella quale risulta profondamente significativa la performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita, invitata al festival mantovano curato da Vittorio Erlindo. Sabato 28 maggio alle ore 21.30 la poliedrica ed esuberante artista siracusana evocherà attraverso il fascino della leggendaria incantatrice l’archetipo che, reso celebre dagli Amores di Ovidio, rimanda al dramma bellico contemporaneo.

    Non solo performer ma anche pittrice, fotografa e videoartista, Marilena Vita opera tra la Sicilia, Milano e Amsterdam. Le sue opere sono accolte in prestigiose esposizioni di grandi metropoli come Berlino, New York, Città del Capo, Roma, Parigi, per citarne alcune. E molte sono le manifestazioni di rilievo che l’hanno vista protagonista, ad esempio la Prima Biennale d’Arte Industriale a Labin in Croazia, Cafes Litteraires alla Fondazione Stelline di Milano, Vision in New York City alla Columbia University di New York, The Sixth Jinan International Photography Biennal Exhibition Worldwide in Cina, la Biennale di Praga, Kafka contro Kafka alla Galerie Brun Leglise di Parigi, Πai The Eon is a Child Playing al Museo di Alexandropolis, Hepiran Huyman Emotion Project a Teheran, Duomedia in Photography al Grattacielo Pirelli di Milano.

    L’opus di Marilena Vita, che trova fascino e luogo nel progetto inedito della performance mantovana “Circe. Amore e Guerra”, è l’eterno femmineo colto nello studio degli archetipi, la Sicilia tra mito, rituali e storia, lo straniamento personale di carrolliana memoria, il tempo ritrovato nel gesto ludico, il viaggio immaginifico come astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno. La sua ricerca artistica caratterizzata dalla precipua metamorfosi dell’atto creativo ha ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino. Un pensiero su tutti, quello di Carmelo Strano, coglie in modo inequivocabile l’anima dell’artista siciliana: «Che sia fotografia, performance, dipinto, video, Marilena Vita naturalmente comunica e commuove. In maniera ambigua “gioca”. Il suo messaggio è per così dire “ingabbiato” da un’ellisse e riesce a strappare la complicità del fruitore. La sua fotografia è il dominio in cui la performance e il video vengono esaltate. E cantano un unisono gregoriano. Non privo di sacralità. Anche quando il corpo si accampa con prepotenza non solo come protagonista inevitabile della scena ma anche quale deuteragonista naturale dell’autocoscienza dell’artista».

    “Circe. Amore e guerra” è un site-specific che Marilena Vita ha concepito per la Biennale Light Art di Mantova di quest’anno. La riflessione iniziale dell’artista ha subìto delle interferenze sostanziali a causa del contingente conflitto in Ucraina: i tragici sviluppi investono di maggiore carica emotiva il ruolo della creatura mitologica. Circe è dispensatrice di bene e di male, di luce e bellezza da un canto e di dolore e oscurità dall’altro. Figlia di Elio e della ninfa Perseide, la dea che reca in sé il seme della magia, diviene simbolo di trasformazione dell’umano in non-umano e della passione in conflitto, perfetta incarnazione delle due facce dell’Essere: amore e guerra.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Laterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà accompagnata da un video, anch’esso inedito, a lei dedicato dal noto architetto e artista multimediale brasiliano Emanuel Dimas de Melo Pimenta.

    Info e contatti:
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  • “Il sorriso della luna” di Klaus Zambiasi ora anche in lingua tedesca

    “Il sorriso della luna”, il fortunato romanzo d’esordio di Klaus Zambiasi (Youcanprint, 2015), già disponibile in inglese (“The smile of the moon”) e in slovacco (“Mesacny usmev”), uscirà nel 2022 anche in traduzione tedesca (“Das Lächeln des Mondes”). Klaus Zambiasi vive e lavora in provincia di Bolzano. Appassionato di pittura e di scrittura, ha lavorato nella pubblica amministrazione, prima di trasferirsi a Bratislava e mettersi in proprio nel settore immobiliare turistico. Nella capitale della Slovacchia ha scritto “Il sorriso della luna”, ispirato a una storia realmente accaduta.

    Siamo a Castelrotto, piccolo comune ai piedi dell’Alpe di Siusi, in provincia di Bolzano, nell’aprile 1970. Una tragedia improvvisa, non meglio precisata, scuote la comunità montana. L’autore accenna in termini vaghi all’accaduto. La tragedia, come un fiume carsico, riaffiora in superficie solo nell’ultimo capitolo. Tra l’inizio e la fine del romanzo, si incastra la vicenda di Joe, il giovane protagonista.

    Sono trascorsi quattro anni dal tragico antefatto. La narrazione riprende, cambiando completamente registro. A parlare in prima persona è proprio Joe. Egli è ignaro di tutto e ripercorre, come in un diario, le emozioni, i pensieri, i timori, le angosce, i sogni e le speranze che lo accompagnano nel suo viaggio attraverso la vita, dall’infanzia all’età adulta. Il suo racconto abbraccia un arco temporale che va dalla prima metà degli anni Settanta alla fine degli anni Novanta. L’infanzia trascorre felice con la famiglia su in montagna, tra prati, boschi e ruscelli, in mezzo alla natura e all’aria buona. Finché, un giorno, scopre che quella con cui è cresciuta non è la sua famiglia d’origine e quelli non sono i suoi genitori naturali.

    C’è, infatti, una seconda famiglia a Bolzano che lo vuole con sé. È quella del suo vero padre, che si è risposato. Ma le domande che il piccolo si pone sono tante. Gli unici punti fermi, nell’incertezza di quei momenti, sono il volto noto e amato della nonna, alla quale lo lega uno speciale rapporto, e il ciclico sorriso della luna alla quale può confidare i suoi pensieri più reconditi. La dolorosa separazione familiare, le difficoltà di ambientarsi nel nuovo contesto e il persistente mistero sulle sue origini conferiranno al protagonista, fin da bambino, una precoce coscienza di sé e un solido equilibrio esistenziale. La ricerca della verità sarà condotta non in maniera sistematica, ma affidandosi all’invisibile regia di un Destino che riveste di apparente casualità eventi, incontri o particolari rivelatori.

    Il tormento interiore per la ricerca della verità sulle origini costituisce il fil rouge del romanzo, mentre gli anni volano via veloci. L’autore tratteggia con rapide ed efficaci pennellate ambienti e atmosfere: la scuola alberghiera a Merano, il lavoro al campeggio, la caserma e la leva militare, i primi amori giovanili. Quegli anni sono rievocati attraverso fatti e avvenimenti che li hanno segnati, dai successi musicali ai film cult, dalle trasmissioni televisive ai modelli di auto più popolari, fino ai campionati mondiali di calcio.

    Con una prosa “pittorica” (non a caso l’autore è un artista: sua l’immagine di copertina, tratta da un olio su tela del 2007) e una scrittura sensibile, capace di restituire le sfumature emozionali che nascono tra le pieghe dell’anima del protagonista, Zambiasi accompagna il lettore per mano fino alla rivelazione finale. Nell’ultima pagina, infatti, uno scarno articolo di cronaca si riallaccia all’antefatto, illumina retrospettivamente l’intero romanzo e ne rende chiaro il significato. Esso può riassumersi nell’invito a non arrendersi, a credere in se stessi, nella vita e nelle persone. Nonostante tutto.

    Il romanzo sarà protagonista della puntata di “Due minuti un libro” in onda il 30 dicembre (e in replica il 13 e 25 gennaio) su 130 emittenti radiofoniche in tutta Italia.

  • “Tesori femminili”, da Cécile de Williencourt un libro che invita le donne a recuperare la consapevolezza del loro corpo

    Torino – Arriva anche in Italia, per le edizioni del Leone verde di Torino, il libro “Tesori femminili. Un nuovo sguardo sul corpo della donna, dalla pubertà alla menopausa” di Cécile de Williencourt. Il libro affronta con uno sguardo nuovo e profondo argomenti trascurati o distorti nei tradizionali contesti educativi e formativi – il ciclo, la fertilità, la sessualità, la gravidanza, il parto – e propone numerosi consigli per vivere il proprio corpo in maniera naturale e de-medicalizzata.
    Cécile de Williencourt-Frémont, dopo gli studi da ostetrica in Belgio, si è specializzata nel ciclo femminile e nel parto fisiologico in Francia. Dal 2015 organizza i Cyclo-show, laboratori per ragazzine (10-14 anni) alla presenza delle mamme per spiegare giocosamente i cambiamenti della pubertà. Il libro, pubblicato in francese nel 2020 dalla storica casa editrice Mame, è frutto dell’esperienza professionale e dell’osservazione maturata con donne e coppie di ogni età, incontrate nel workshop “Trésors de Femme”.
    L’autrice lancia una sfida culturale: scoprire e valorizzare le potenzialità e la sapienza naturali del corpo femminile, i suoi meccanismi, la forza e i limiti per vivere in pienezza tutte le stagioni della vita, invertendo così la dittatura della medicina sul corpo della donna. Negli anni Sessanta la “liberazione sessuale”, infatti, ha provocato una sottomissione sempre più sistematica del corpo femminile alla tecnica e al mercato dei laboratori farmaceutici. Gli esempi non mancano, dalla contraccezione all’assunzione di ormoni sintetici fino alla iper-medicalizzazione del parto.

    L’autrice intende offrire alle donne le conoscenze scientifiche e i consigli pratici di cui hanno bisogno per imparare a conoscere e “ascoltare” il proprio corpo, riconoscere i segni della propria fertilità, tener conto della dinamica propria a ogni fase del ciclo per organizzare la propria vita quotidiana in maniera armoniosa e feconda, riequilibrare il sistema ormonale in maniera naturale, riscoprire l’intelligenza corporea nel parto, fare delle scelte libere e consapevoli che rispettino il corpo, vivere in modo più cosciente e sereno la vita personale e di coppia, demolire certi miti come l’equivalenza tra menopausa e malattia.

    Una rivoluzione copernicana, quella proposta da Cécile de Williencourt, che passa attraverso un paziente lavoro su di sé e consente di “abitare” il proprio corpo e di vivere pienamente la propria femminilità, quali che siano le “stagioni” della vita. Il libro non si rivolge soltanto alle donne di ogni età, ma anche agli uomini che desiderano comprendere meglio le donne in generale o la propria compagna in particolare.

    Info e contatti
    Il leone verde Edizioni
    www.leoneverde.it
    www.bambinonaturale.it
    via Santa Chiara 30 bis, Torino
    tel. 011 5211790
    cell. 370 1004042

  • Concluso il progetto ISMERS, proposta una nuova tecnica per l’ingegneria civile

    Il progetto, avviato nell’ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 dalla siciliana Betontest srl con l’Università del Salento di Lecce e la Xrd-Tools srl di Pisa, ha sviluppato tecnologie in grado di fornire anticipazioni e previsioni circa le criticità presenti e future di un edificio o manufatto. 

    ISMERS è l’acronimo di Idoneità statica manufatti edili nei centri storici ad alto rischio sismico. Il progetto ISMERS con il suo portato di novità (prove diffrattometriche in loco, calibro-correlatore per le misure ai raggi x, rete neurale per dati in Megapascal), esce dalla fase sperimentale ed entra in quella della piena operatività e applicabilità. L’applicabilità riguarda il campo dell’edilizia, con particolare riferimento alla manutenzione e al rilevamento di criticità ai fini del rischio sismico per viadotti stradali e autostradali, edifici storici di pregio e strutture in cemento armato.

    Nei giorni scorsi, con l’accertamento finale di spesa da parte dei funzionari incaricati del MISE Davide Fanti ed Erika De Santis, si è concluso il progetto ISMERS avviato da Betontest srl di Ispica (RG) nel giugno 2018 nell’ambito del programma Horizon 2020 – Pon imprese e competitività 2014/2020 del Ministero per lo Sviluppo economico, in collaborazione con l’Università del Salento e la Xrd-Tools srl. L’eccellenza del progetto è stata sottolineata anche dal Mediocredito Centrale S.p.A. – l’istituto bancario di Invitalia – che lo scorso aprile sul proprio sito web, nella sezione “Storie di successo”, ha dedicato un lungo articolo alla Betontest e alle nuove metodologie di indagine per la sicurezza delle opere edili.

     

    Il progetto, nella prima fase, è consistito in un monitoraggio dello stato di salute di scuole, uffici, immobili storici e di pregio, in otto comuni delle province di Ragusa e Siracusa. Gli edifici da monitorare sono stati individuati di concerto con le amministrazioni locali. Obiettivo: rilevare eventuali criticità e individuare gli interventi di messa in sicurezza, tenuto conto del progressivo invecchiamento delle strutture e dell’elevato rischio sismico della zona.

    I tecnici si sono avvalsi sia di metodologie tradizionali sia di strumenti innovativi (tecnologia a raggi x, analisi reticolari), che hanno consentito di analizzare lo stato di salute di opere in calcestruzzo e in acciaio direttamente in loco, dunque tenendo conto anche delle tensioni di esercizio e di una serie di parametri che un campione analizzato in laboratorio, non può più restituire. Questi rilevamenti sono stati effettuati con tecniche non distruttive e non invasive: gli uffici e le attività collocate all’interno degli immobili interessati dalle indagini hanno continuato a funzionare regolarmente.
    Nel corso e ai fini di queste attività, per i tecnici è sorta l’esigenza di interpretare e rendere confrontabile la mole di dati a livello macro, micro e nanoscopico sui materiali da costruzione acquisiti mediante le diverse metodologie d’indagine. Così sono stati sviluppati, da un lato, un calibro-correlatore ISMERS per calibrare le misurazioni a raggi X; dall’altro, una Rete Neurale, cioè un sistema di correlazione, basato su principi di intelligenza artificiale che “traduce” i dati della scala nanometrica in Megapascal, l’unità di misura utilizzata dagli ingegneri per misurare la resistenza dei materiali.

    L’implementazione di una rete neurale, capace di auto istruirsi attraverso i dati ottenuti dal rilevamento sul posto costituisce un ulteriore passo in avanti nel processo di industrializzazione e digitalizzazione in campo edilizio. Correlando osservazioni ottenute alla scala micro-nanometrica con quelle compiute su una scala più grande, si ottiene un quadro completo e “predittivo”, in grado di fornire anticipazioni e previsioni circa le criticità presenti e future di un edificio o manufatto. Ciò significa poter intervenire tempestivamente con un’adeguata manutenzione e soprattutto con soluzioni e interventi mirati al cuore del problema.

     

    «Il sistema sviluppato da Betontest con i partner del progetto ISMERS è pronto ad operare – spiega Corrado Monaca, capo progetto – L’impiego della diffrattometria per la conoscenza dei materiali, del loro stato di salute e della loro condizione meccanica di servizio rappresenta un’innovazione nel campo della conoscenza e del monitoraggio delle strutture con tecniche non distruttive. Il campo di applicazione è molto vasto. Se si tiene conto del fatto che l’età media delle infrastrutture (ponti, viadotti, dighe) è piuttosto alta, che molte aree del nostro Paese ricadono in zone a forte sismicità e che alcune aree sono interessate da gravi fenomeni di dissesto idrogeologico, si comprende l’importanza del monitoraggio dello stato di salute delle opere edili e infrastrutturali per intervenire tempestivamente e in maniera adeguata. Le nuove tecnologie diagnostiche non invasive, per esempio, potrebbero essere applicate per controllare lo stato di salute di viadotti stradali e autostradali».

    «Dato l’interesse suscitato dal progetto tra gli attori istituzionali e le categorie professionali interessate – conclude Monaca – nelle prossime settimane organizzeremo un convegno per presentare nel dettaglio le innovazioni introdotte dal progetto ISMERS nel campo dell’ingegneria civile”.

    Info e contatti
  • Betontest, il progetto ISMERS tra le “Storie di successo” del Mediocredito Centrale

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    Intervento al teatro V. Colonna (da sx Melchiorre Monaca, Corrado Monaca, Giovanni Berti).

    Ispica (RG) – È stato pubblicato ieri sul sito web del Mediocredito Centrale S.p.A. – l’istituto bancario di Invitalia – un lungo articolo dal titolo “Betontest, nuove metodologie di indagine per la sicurezza delle opere edili” (https://www.mcc.it/primopiano/storie-di-successo/betontest-nuove-metodologie-di-indagine-per-la-sicurezza-delle-opere-edili/). L’articolo è apparso nella sezione “Storie di successo” e in evidenza nella home page del sito. L’istituto bancario, infatti, ha valutato come eccellenti i risultati ottenuti dalla Betontest di Ispica con il progetto ISMERS (Idoneità statica manufatti edili nei centri storici ad alto rischio sismico). Il progetto, realizzato tra il 2018 e il 2021 in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento e la XRD -Tools srl, impresa nata come spin-off dell’Università di Pisa, è stato supportato da Mediocredito Centrale a valere sul programma Horizon 2020 – Pon 2014/2020 del Ministro dello Sviluppo Economico.
    Ai fini del progetto, è stato effettuato un monitoraggio dello stato di salute di scuole, uffici, immobili storici e di pregio, in otto comuni delle province di Ragusa e Siracusa individuati di concerto con le amministrazioni locali, al fine di rilevare eventuali criticità e individuare gli interventi di messa in sicurezza, tenuto conto del progressivo invecchiamento delle strutture e dell’elevato rischio sismico della zona.

    Nel corso delle attività di ricerca è stata sviluppata una nuova metodologia d’indagine che fornisce una mole di dati a livello macro, micro e nanoscopico sui materiali da costruzione. Per interpretarli e renderli confrontabili è stato elaborato un sistema di correlazione, basato su principi di intelligenza artificiale a Rete Neurale.

    «Prevenire è meglio che curare – si legge nel testo – Questo principio non vale solo per la salute delle persone, ma si può estendere anche a quella delle opere pubbliche e più in generale dei manufatti edilizi. Se, per esempio, consideriamo l’età media di infrastrutture come i ponti, oltre 50 anni, o la forte sismicità di molte aree del nostro Paese ci rendiamo conto quanto sono importanti strumenti di monitoraggio dello stato di salute delle opere edili e infrastrutturali per intervenire tempestivamente con l’adeguata manutenzione. Strumenti come quelli sviluppati dal programma di ricerca di Betontest SRL».

    Metodologie e strumenti innovativi e di rilevante importanza, dunque, che consentono di analizzare lo stato di salute delle opere in calcestruzzo e in acciaio direttamente in loco, dunque tenendo conto anche delle tensioni di esercizio e di una serie di parametri che un campione analizzato in laboratorio, non può più restituire. Le sue applicazioni spaziano, pertanto, dai settori dell’edilizia e del rischio sismico al rilevamento di criticità nei viadotti stradali e autostradali e nei manufatti in cemento armato.

    «Il successo del progetto ISMERS – spiega il prof. Giovanni Berti, consulente scientifico del progetto e fondatore della XRD -Tools srl – ha aperto un tunnel nella conoscenza dei materiali impiegati in edilizia e nella diagnostica degli stessi, quando sono in esercizio; le ricadute si evidenzieranno per alcuni anni. Tra gli elementi di successo citiamo: la trascrizione del linguaggio “diffrattometrico a raggi x” in linguaggio più vicino all’ingegneria strutturista. Questa trascrizione si è qui limitata alla resistenza meccanica a compressione, con un’affidabilità indicata al 62%. È necessario uno sforzo di convergenza tra scienza e ingegneria per osservare la migrazione di effetti dalla scala nano-microscopica a quella macroscopica. Con ISMERS, previa elaborazione, calibrazione, correlazione, confronto con riferimenti, è stato possibile osservare da dati in loco le variazioni dell’assetto reticolare direzionale in materiali simili ma sottoposti a carichi strutturali differenti con una sensibilità superiore ai dati tradizionali. Se sono stati osservati significa che potranno essere misurati e monitorati nel tempo. Prevenire è più economico che curare; ne segue che anche altri soggetti sono chiamati ad uno sforzo di convergenza per introdurre aspetti davvero innovativi a beneficio della società civile».

    «I risultati del progetto ISMERS – spiega Francesco Micelli, docente di Tecnica delle costruzioni (Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione, Università del Salento) – permettono di ampliare il panorama tecnologico nel campo della diagnostica strutturale delle costruzioni storiche, civili, infrastrutturali. Il campo della diagnostica strutturale costituisce una delle sfide più interessanti nel mondo delle costruzioni, proprio perché esso richiede l’impegno di forze multidisciplinari, in un settore che tradizionalmente si basa su approcci di tipo quasi artigianale. L’impiego della diffrattometria per la conoscenza dei materiali, del loro stato di degrado in opera, e della loro condizione meccanica di servizio, costituisce una reale innovazione nei processi di conoscenza e monitoraggio delle strutture, mediante tecniche di tipo non distruttivo. L’implementazione di una rete neurale, capace di auto istruirsi attraverso i dati ottenuti dal rilevamento in situ costituisce un ulteriore passo in avanti nel processo di industrializzazione e digitalizzazione in campo edilizio. A questo punto, l’auspicio è quello di continuare con la ricerca in laboratorio, e nello stesso tempo iniziare a mettere in pratica, su importanti casi reali, le conoscenze maturate ad oggi. Il sistema sviluppato da Betontest con i partner del progetto ISMERS è dunque pronto ad operare.  Tanto maggiore sarà il numero di informazioni che si riusciranno ad acquisire, tanto più accurati saranno i processi di correlazione che la rete neurale saprà implementare. Dunque man mano che crescerà l’esperienza sul campo, la tecnica non potrà che divenire sempre più affidabile e versatile».
  • “La ferita della carne e la Resurrezione”, personale di Giovanni Viola alla Galleria Lo Magno arte contemporanea

    Modica (RG) – Dal 2 aprile al 15 maggio la Galleria Lo Magno arte contemporanea ospiterà nei propri locali di via Risorgimento 91-93 la personale di Giovanni Viola dal titolo “La ferita della carne e la Resurrezione” (inaugurazione venerdì 2, ore 16; visite su prenotazione). La mostra è a cura di Giuseppe Lo Magno.

    L’artista, in occasione della Pasqua, propone una riflessione sul tema della Resurrezione attraverso la rilettura di due tra le più celebri opere di CaravaggioL’incredulità di San Tommaso e la Cena di Emmaus. Sarà pure presente un lavoro dedicato alla luce del cielo, tematica cara all’artista e che connette l’intero progetto alla sua ricerca pittorica più nota.
    La mostra offre numerosi motivi d’interesse allo spettatore. Tra i principali, si segnala il fatto che a distanza di undici anni dalla sua prima personale (Viola su tela e su carta, aprile 2010), l’autore torna a esporre nella galleria che per prima lo ha lanciato e fatto conoscere, proponendo i risultati della sua più recente evoluzione pittorica. Accostatosi al mondo dell’arte attraverso lo studio dei maestri italiani e stranieri del passato e approdato allo studio del paesaggio per il contatto con l’opera e l’amicizia del maestro Salvatore Paolino, Viola in questo lungo arco di tempo, quasi in sordina, ha percorso anche un originale cammino di studio e di ricerca su tematiche di natura filosofica attraverso la rilettura delle opere di quei grandi Maestri dell’arte che mai hanno smesso di accompagnarlo.

    La mostra è accompagnata da due testi critici, uno del teologo Francesco Brancato; l’altro dello storico dell’arte Vito Chiaramonte. Brancato mette in evidenza la «delicata originalità» con cui Viola rilegge Caravaggio. Un atteggiamento di «originale imitazione», il suo, che «rispetta l’opera d’arte di riferimento reinterpretandola, ridandole vita per l’oggi, per l’uomo contemporaneo, lasciandosi condurre per le strade, i vicoli, gli scorci che ininterrottamente apre ogni autentica opera d’arte che è tale non perché tutto-dice e tutto-risolve, ma in quanto tutto-indica».

    Chiaramonte riflette sul procedimento e sul significato che l’immagine assume per l’artista. «La linea che taglia le scene caravaggesche – scrive – l’ironia che sostiene lo sguardo geometrico di un Antonello, le cancellazioni-rimozioni dalla cena in Emmaus, le luci di perla che attraversano i cieli delle sue marine, sono l’esito di uno stesso procedimento in cui la citazione, imprecisa, variata, mancante, sferra sempre un colpo di coda subliminale (ancora una volta sotto la soglia), e introduce all’incontro con un elemento inatteso, con un’alterità che non può essere descritta e che non prende forma».

    La mostra potrà essere visitata da lunedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, previa prenotazione all’indirizzo di posta elettronica [email protected] oppure telefonando ai numeri 0932 763165 / 3396176251. Ingresso gratuito.

    Info e prenotazioni

    Lo Magno Arte contemporanea
    Via Risorgimento 91-93, Modica
    0932 763165 – 3396176251
  • Libri: “La sfida” di Alessandra Acciaio racconta, tra autobiografia e romanzo di formazione, l’esperienza di vita dal mondo dei club privé della capitale alle perversioni e seduzioni di Las Vegas…

    Alessandra AcciaioRoma – È online dal 27 novembre “La sfida”, l’opera prima di Alessandra Acciaio, un coraggioso romanzo autobiografico in cui, attraverso il racconto della propria esperienza di accompagnatrice di uomini facoltosi, l’autrice squarcia il velo di riserbo che avvolge il mondo ovattato dei club privé, dei festini e delle ville lussuose nei dintorni di Roma, dove si incontrano coppie insospettabili per lo scambio dei partner, ma anche vip, imprenditori, professionisti e uomini politici per dare sfogo a istinti e perversioni sessuali. Un mondo “carsico”, questo, i cui rari affioramenti all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica si accompagnano sempre a scandali come quelli che in passato hanno travolto noti uomini politici e che, di recente, hanno riguardato un brillante imprenditore.
    Alessandra Acciaio è il nom de plume dell’autrice, ma la vicenda è la fedele rappresentazione della sua storia di vita e della metamorfosi della sua personalità. Oggi la scrittrice, relegata l’attività di accompagnatrice a episodici momenti di fuga dalla noia e dalla “normalità”, lavora come traduttrice e organizzatrice di eventi culturali. Il libro si ascrive al genere letterario del romanzo di formazione nella misura in cui la protagonista, attraverso una serie di peripezie e avventure, matura una nuova coscienza di sé e ritrova un proprio equilibrio esistenziale.

    Proveniente da una famiglia dell’alta borghesia romana, Alessandra, dopo il fallimento del suo matrimonio e una serie di rovesci economici nei quali perde tutti i suoi averi, si ritrova già quarantenne a dover ricostruire la propria vita. Cosa che farà, reinventandosi nelle vesti di accompagnatrice di uomini facoltosi, frequentatrice di privé, locali notturni e lussuosi festini a base di droga e alcol, prima a Roma, poi a Las Vegas e nella Costa Rica. Dalla stabilità economica e sentimentale dipende, inoltre, anche quella psichica, dal momento che la protagonista è affetta da un disturbo bipolare che riesce a tenere sotto controllo attraverso l’uso di farmaci.

    Travolta da una serie di eventi e decisioni avventate, Alessandra è inghiottita in una spirale perversa di precarietà economica, frequentazioni pericolose, fragilità psichica e depressione. Solo dopo un difficile periodo di cura e riabilitazione trascorso in una struttura sanitaria, riesce a ritrovare il coraggio, la fiducia in sé stessa e un nuovo bisogno di normalità. Fino a vincere l’ultima sfida: raccontarsi e raccontare la propria esperienza in questo libro.

    Molteplici gli spunti di interesse che emergono dalla lettura. Tra gli altri, segnaliamo, in primo luogo, la testimonianza dell’autrice che, con grande forza d’animo, ha saputo rialzarsi dopo le rovinose cadute e che, pertanto, può essere d’esempio per chi lotta contro le proprie debolezze, un amore malato, un disturbo della salute o semplicemente per la propria affermazione nella vita e nel lavoro.

    Secondariamente, c’è la descrizione da dietro le quinte delle atmosfere intriganti, degli ambienti discreti, dei personaggi insospettabili, che gravitano nel mondo della vita notturna capitolina (e non solo) e degli incontri di sesso a pagamento, tra lusso e lussuria, nei club privé, negli alberghi favolosi di Las Vegas, nelle incantate ville tropicali. Un argomento che sollecita e solletica da sempre la curiosità e la pruderie dei lettori. Il testo è corredato da un’appendice fotografica con alcuni scatti artistici e “trasgressivi” dell’autrice, realizzati da Oscar Bernardi. Il libro, auto-pubblicato, può essere acquistato su Amazon.

  • Dall’Ungheria alla Sicilia arriva Nora Szalai con “5 minuti d’inglese” per imparare divertendosi

    Ragusa – L’inglese? Per impararlo bastano 5 minuti al giorno. È il motto con cui è diventata famosa Nora Szalai. Quarantatré anni, originaria di Budapest, Nora è l’insegnante d’inglese più seguita d’Ungheria, con 290 mila followers su Facebook, un sito da 240 mila visite al giorno, per due volte insignito del prestigioso Macmillan Dictionary – Love English Awards. E ancora una rivista mensile che esce in edicola da 12 anni e vende migliaia di copie, cinque libri sull’apprendimento della lingua diventati dei best seller. E persino un programma televisivo di 50 puntate in cui insegna l’inglese ai principianti applicando il suo metodo personale. Il segreto? Creatività e contenuti divertenti. Per Nora, come per l’insegnante e comico britannico John Peter Sloan, si impara di più se ci si diverte. Anche lei, come il collega britannico, ha scelto di stabilirsi in Sicilia per vivere e lavorare. E da gennaio intensificherà l’offerta di corsi e prodotti per il pubblico italiano sul sito 5minutidinglese.it. Conosciamola meglio.

    «Il legame con l’Italia risale agli anni del liceo», racconta Nora in un italiano perfetto, «Ho studiato l’italiano come seconda lingua. Da studentessa sono stata ad Acireale, in provincia di Catania, nell’ambito di uno scambio culturale con il liceo Archimede. Mi sono laureata a Budapest in Lingua e letteratura italiana. È un Paese che amo da sempre. Nel 2014 siamo venuti in vacanza in Sicilia. Non è stato facile convincere mio marito, che all’inizio temeva il lungo viaggio in aereo». Il viaggio viene rinviato, spostando per ben sei volte la data di partenza impressa sul biglietto aereo già acquistato. «Alla fine – commenta Nora – mi è costato quanto un viaggio per il Giappone, ma ne è valsa la pena». Una volta arrivati in Sicilia, decidono di rimanere. «Abbiamo deciso di lasciare la scuola di lingua che nel frattempo avevo fondato in Ungheria (con più di 70 insegnanti) e venire a vivere qui, in una casa in riva al mare, continuando a lavorare online». Così dal 2014 Nora, il marito Péter e i due figli vivono felicemente ad Acireale e trascorrono le vacanze a Punta Secca nel Ragusano, la “Vigata” del Commissario Montalbano. La scorsa estate, dopo il lockdown, decidono di cambiare zona e si stabiliscono nei pressi dall’amato borgo marinaro. «Non proprio a Punta Secca, ma a Ragusa, dove ci sono scuole, uffici e servizi, a pochi minuti di macchina dal mare».

    Una scelta di vita, quella di trasferirsi in Italia, che non ha alterato i ritmi, l’intensità e la qualità del suo impegno professionale. Prima classificata all’Hungary People’s Choice Award (2014) come miglior giovane imprenditrice ungherese, Nora coordina e dirige dall’ufficio di Ragusa il suo quartier generale a Budapest. Un business, il suo, che va dalla redazione della rivista alla produzione di libri, programmi televisivi, materiali online, esercizi interattivi e giochi, dai contenuti delle pagine social fino ai programmi per corsi e workshop aziendali. «Tutti i contenuti di 5minutidinglese.it – aggiunge – sono gratuiti, autoprodotti e continuamente aggiornati. Vi sono testi, video, audio, corsi, quiz ed esercizi per ogni fascia di età e per ogni livello di conoscenza dell’inglese. La mia filosofia è che studiando pochi minuti al giorno, ogni giorno, su materiali stimolanti e divertenti, si possono ottenere ottimi risultati in tempi relativamente rapidi». Tra una videoconferenza internazionale e l’altra, la brillante imprenditrice trova anche il tempo per dedicarsi alla sua passione: tenere delle video-lezioni da casa in diretta Facebook, con classi virtuali di 250-300 utenti.

    Un anno d’oro, il 2020, per la formazione online. «Le restrizioni anti-Covid – conclude – sono alla base del boom dei corsi online. Il trend sembra destinato a crescere, anche dopo la pandemia. A gennaio proporremo anche dei contenuti premium, quali corsi di inglese bancario per le aziende e tante altre novità. Anche se, personalmente, non vedo l’ora di tornare alle lezioni con gruppi in presenza».

    Info e contatti
    5-Minuti d’Inglese
    Via Dante Alighieri, 95 – Ragusa
    tel: +39 344 1150 141
    e-mail: [email protected]

  • Multicultural / Educarnival 2020, riqualificazione urbana a cura dell’artista Tommaso Chiappa al Centro commerciale La Torre

    Palermo – Dipinti murali che “raccontano” una società variopinta e multietnica e donano un tocco di colore e di vivacità al parcheggio sopraelevato del Centro commerciale La Torre, in occasione del prossimo carnevale. Si intitola “Multicultural / Educarnival 2020”, il nuovo progetto di riqualificazione urbana site specific a cura dell’artista palermitano Tommaso Chiappa, che sarà inaugurato sabato 8 febbraio alle ore 11 all’interno del Centro commerciale di via Assoro 25.

    L’evento è inserito nel cartellone di Educarnival, la manifestazione carnascialesca giunta alla sesta edizione che coinvolgerà gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di Palermo e provincia e che avrà i suoi momenti clou proprio all’interno del Centro commerciale.

    Da alcuni anni a questa parte, Tommaso Chiappa – un artista tra i più conosciuti a Palermo, noto per i suoi innovativi progetti dai contenuti sociali – ha dipinto centinaia di metri quadri di superfici murali nell’ambito di diversi progetti di riqualificazione urbana tra Palermo e Termini Imerese, rifacendo il look a spazi sia pubblici che privati, come scuole, sale d’attesa, fabbriche, aree portuali e industriali.

    Anche per il progetto “Multicultural / Educarnival 2020”, l’artista ha realizzato decine di sagome di giovani uomini e donne, che richiamano alla mente la colorata diversità di una società liquida dove si fondono lingue, culture ed etnie diverse. Al progetto hanno collaborato gli studenti del liceo artistico Ugdulena di Termini Imerese, Chiara Ferreri, Maria Carmela Chirchirillo e Vito Guagliardo, che l’artista ha selezionato quali assistenti.

    Un messaggio sociale, quello di Chiappa, che punta all’integrazione e alla multiculturalità, mentre abbellisce e vivacizza un’area riservata a parcheggio, in lineacon la filosofia del Centro commerciale La Torre che da sempre coniuga lo shopping con il tempo libero, l’architettura, il paesaggio urbano e l’ambiente.

    Info e contatti

    email: [email protected]
    sito web: www.tommasochiappa.eu

  • “Il respiro della natura”, opere di Delfo Tinnirello in mostra al Quadrifoglio

    Siracusa – Sabato 7 dicembre alle ore 18 negli spazi espositivi della galleria d’arte contemporanea Quadrifoglio, in via Santi Coronati 13 a Ortigia, sarà inaugurata la personale “Il respiro della natura” di Delfo Tinnirello, a cura di Mario Cucè.

    Delfo Tinnirello (Lentini, 1956) insegna Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Le sue prime mostre, curate da critici come Demetrio Paparoni o Achille Bonito Oliva, risalgono agli anni Ottanta. Entrato a far parte del gruppo Artisti antropologici di Francesco Carbone negli anni Novanta, è stato protagonista di prestigiose mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero, curate da alcuni tra i maggiori critici italiani. Le sue opere sono presenti su importanti cataloghi d’arte e fanno parte di collezioni pubbliche e private.
    Tinnirello – è l’argomento della sua attività creativa ma anche della sua riflessione sull’arte, oggetto di alcuni saggi – s’interroga sulla possibilità della pittura figurativa di partorire significati che travalichino il piacere di una visione estetica. Sensibile alle problematiche ambientali e naturali, l’artista realizza una pittura che nasce dall’osservare la Natura.

    “Il respiro della natura” trae l’ispirazione dal bisogno dell’artista di una più profonda comunione con la natura. In mostra dieci lavori di dimensioni medio-grandi, realizzati negli ultimi tre anni. L’artista rielabora e “ritrae” immagini di tronchi d’alberi, folti arbusti spinosi, piante del sottobosco, quasi ricercando nelle forme e nei dettagli vegetali la fisionomia della Natura.

    Tinnirello – scrive Emilia Valenza, docente universitaria di Storia dell’Arte e autrice del testo pubblicato nella brochure della mostra – «sul disegno amplificato del reale dipinge una leggera velatura con i colori acrilici diluiti, come se fosse acquerello; poi, sopra, altre velature aiutano a compattare il colore e quindi il carboncino per ridisegnare e sottolineare la forma, per creare le ombre e svelare i pieni e i vuoti. Il risultato è decisamente grafico, richiama il processo serigrafico, così da non riuscire più a vedere l’aspetto esteriore della forma, ma riconoscerne, piuttosto, la proiezione immaginifica, pittorica nel senso più profondo del termine, quindi assolutamente artificiale».

    La mostra resterà aperta fino al 28 dicembre e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 20.

    Info e contatti
    Quadrifoglio galleria d’arte contemporanea
    via Santi Coronati 13, Ortigia – Siracusa
    [email protected]
    Tel. 0931 64443

  • “Dinamism and Emotions”, antologica di Guido Cicero all’ex Convento del Carmine

    Modica (RG) – Quasi settanta dipinti raggruppati in cinque percorsi tematici, il meglio della produzione pittorica dell’ultimo quinquennio, in una mostra antologica che propone un “viaggio” nell’opera dell’artista Guido Cicero.

    “Dinamism and Emotions”: è questo il titolo della mostra dedicata all’artista modicano, a cura dello storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, allestita dal 14 al 29 settembre negli spazi espositivi dell’ex Convento del Carmine, in piazza Matteotti, con il patrocinio del Comune di Modica e della Fondazione Teatro Garibaldi. La mostra sarà inaugurata sabato 14 alle ore 19 (ingresso libero solo per il vernissage; visite tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 17 alle ore 21 con ticket di 2,00 €; catalogo disponibile in loco).

    All’inaugurazione saranno presenti per i saluti istituzionali il sindaco Ignazio Abbate, l’assessore alla Cultura Maria Monisteri e il sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi Tonino Cannata. Seguirà un intervento del curatore Giorgio Gregorio Grasso. Daniele Voi presterà la voce alla lettura di alcuni brani tratti dal catalogo della mostra. I maestri Lino Gatto (chitarra) e Carmelo Melilli (sassofono) allieteranno la serata con alcuni intermezzi musicali. Coordinerà la giornalista Cinzia Vernuccio.

    L’attesa mostra nella sua città natale giunge per Guido Cicero al termine di un percorso di crescita professionale che lo ha visto protagonista di numerose e qualificate esposizioni in Italia e all’estero, da Milano a Venezia, da Mantova a Parigi. Un percorso, il suo, costellato di premi, riconoscimenti della critica e apprezzamenti del pubblico. Partito dalla pittura figurativa, il poliedrico artista modicano (pittore, musicista e fotografo) ha attraversato varie esperienze e correnti culturali, approdando infine a uno stile personalissimo e riconoscibile, attraverso il quale riesce a esprimere un profondo dinamismo emotivo.

    “La pittura di Guido Cicero – scrive il critico d’arte Maria Palladino nel catalogo della mostra – è manifestazione sincera, sinestetica e cromaticamente spazialista del suo sentire, proteso a una rappresentazione realistica quanto alla scomposizione di questa stessa in costituenti elementari formati dal segno e dal colore. Emergono direttrici che creano punti di fuga e improvvise attrazioni prospettiche: ci troviamo risucchiati all’interno del dipinto, coinvolti dalla forza dei contrasti timbrici e degli accordi tonali che l’artista, da abile colorista, sa disporre, contrapporre, bilanciare, per ottenere effetti d’ombra o di luminosità e per far risaltare i soggetti”.

    La mostra è articolata in cinque sezioni: Hidden Colors of Nature (I colori nascosti della Natura), Women and Spirituality (Donne e spiritualità), City Illusions (Allucinazioni metropolitane); A las cinco de la tarde (Alle cinque della sera); Abstract (Astratto). Ogni sezione raccoglie le opere più significative prodotte da Guido Cicero dal 2014 a oggi.

  • “Giorgio La Pira sindaco innovativo”, si presenta il nuovo libro di Corrado Monaca

    Poggibonsi (SI) – Sono trascorsi più di quarant’anni dalla scomparsa di Giorgio La Pira, ma il suo pensiero e il suo operato si rivelano ancora vitali, vivi e attuali, capaci di sviluppare nuovi punti di vista, riflessioni stimolanti e proposte di soluzione sui temi e sui problemi d’oggi. È quello che emerge dalla lettura del libro “Giorgio La Pira sindaco innovativo, la reinvenzione del modo di governare oltre la planologia” di Corrado Monaca (Città Nuova editrice) che sarà presentato in prima nazionale sabato 28 settembre alle ore 17,30 a Poggibonsi (Siena) presso il Salone delle feste della Misericordia in via Alessandro Volta 38/A. L’evento è organizzato dal locale Centro studi “Giorgio La Pira” Istituto culturale valdelsano di Poggibonsi, in collaborazione con la locale Confraternita di Misericordia.
    Il programma della serata prevede i saluti e l’introduzione di Paolo Marrocchesi, fondatore e presidente del Centro studi “Giorgio La Pira”, l’intervento di Marco Ricceri segretario generale dell’Eurispes, la testimonianza di Mario Primicerio presidente della Fondazione “Giorgio La Pira” di Firenze e le conclusioni dell’autore.

    Corrado Monaca, ispicese, docente, tecnico e imprenditore, con un passato da amministratore pubblico e presidente nazionale di un noto movimento ambientalista, tratta nel suo libro un argomento inedito e originale: La Pira artefice di una innovativa pianificazione socio-economica e di un nuovo approccio planologico ai problemi del suo tempo. Non si tratta (soltanto) di una ricostruzione cronologica di fatti storici, ma di un esempio concreto di buone pratiche e capacità amministrativa che ha ancora tanto da insegnare ai politici d’oggi.
    La “reinvenzione” del modo di governare avvenne agli inizi degli anni Sessanta nel Comune di Firenze. Il capoluogo toscano all’epoca era dissestato e afflitto da innumerevoli problemi: le spinte dell’immigrazione, la disoccupazione, le difficoltà della ricostruzione postbellica, il crescente pauperismo, la mancanza di alloggi, ospedali e scuole. Così La Pira dovette inventarsi un nuovo strumento di governo: la “Compagnia delle Indie fiorentina”, sul modello della britannica Compagnia delle Indie Orientali, risalente al XVII secolo.

    Il suo compito era quello di rilevare le esigenze e i problemi dei cittadini, suddivise negli ambiti strategici – economico, sociologico, urbanistico e religioso – per poi formulare programmi di intervento e progetti risolutori. La Pira chiamò a parteciparvi come “soci” tutti i cittadini. La direzione, invece, fu affidata a Gianni Conti, giovane universitario nuorese stabilitosi a Firenze. Suoi collaboratori erano inviati nei quartieri della città per ascoltare la gente e programmare le azioni da realizzare. Poi si stilavano i piani di lavoro, si annotavano i costi, i soggetti attuatori e i tempi di realizzazione. Dal 1961 al 1965 la Compagnia fiorentina realizzò ben 113 strade per servire 47.000 abitanti con rete fognante, rete idrica, piani stradali e servizi; 14 scuole prefabbricate e demolì 54 strettoie stradali. E ciò grazie al volontariato e ai privati, in una sorta di “sussidiarietà orizzontale” o sinergia pubblico-privato.

    Fin qui la storia. Ma quali insegnamenti se ne possono trarre? “Dal modus operandi della Compagnia delle Indie fiorentina – spiega Monaca – emerge una gestione innovativa, ancora fino ai giorni nostri, della pianificazione come strumento di democrazia e partecipazione. È stata la prima testimonianza non solo in Italia, di una nuova disciplina unitaria della pianificazione – la Planologia – intesa a creare un ponte fra i progressi scientifici e teorici in economia e di altre scienze sociali e l’efficienza della politica operativa e amministrativa. Una pianificazione socio-economica unificata e integrata, meta-disciplinare, per una nuova esperienza di gestione delle politiche pubbliche”.

    Monaca fa riferimento in particolare alla tesi di Franco Archibugi, teorico della pianificazione spaziale, circa la fine dell’economia teorica e la nascita, al suo posto, di una politica integrata socio-economica, orientata all’azione e alla programmazione, attraverso un approccio problem-solving, basato su coefficienti o parametri cognitivi tratti dall’analisi ex post (modelli decisionali) e non ad analisi di “modelli descrittivi” o legati all’azione futura.

  • Arte, dal 4 al 30 agosto “Imaginary Landscapes” di Bombaci e Cavallaro a Palazzo Nicolaci

    Noto (SR) – Dal 4 al 30 agosto i bassi di Palazzo Nicolaci di Villadorata in Via Nicolaci ospiteranno la doppia personale “Imaginary Landscapes” di Giuseppe Bombaci e Claudio Cavallaro, a cura di Vincenzo Medica dello Studio Barnum Contemporary (inaugurazione: domenica 4, ore 19; ingresso libero). L’evento fa parte della rassegna “Percorsi di NOTOrietà”, patrocinata dal Comune di Noto.

    Giuseppe Bombaci e Claudio Cavallaro sono siracusani, pressoché coetanei e si conoscono da sempre. Hanno condiviso in gran parte esperienze formative e professionali, percorsi di vita, amicizie, luoghi, libri e frequentazioni artistico-culturali. Ma hanno seguito differenti percorsi di ricerca visiva e spaziale. La presente mostra, concepita oltre dieci anni fa ma finora mai realizzata, instaura un dialogo tra i loro di erenti linguaggi, le tecniche, le concezioni, in uno spazio fuori dal tempo, una sorta di “paesaggio immaginario”.

    Giuseppe Bombaci è stato sempre affascinato dalle figure misteriose che abitano i dipinti. La sua pittura si è nutrita di storia passata, presente, contemporanea, fondendosi a volte con spazi intimi e privati.

    “Ogni figura – spiega l’artista – si presenta come epifania, assenza e presenza allo stesso modo, si fa trovare intenta a praticare strani rituali come tessiture cosmiche o semplicemente silenziosa osserva lo spettatore, come testimone del tempo in cui essa vive. Essa si nutre si simboli antichi e contemporanei”.

    L’opera di Claudio Cavallaro brilla di fantastiche visioni installative e luminose, ponendo al centro della ricerca artistica concetti come resurrezione, trascendenza, cambiamento e trasformazione. Le sue più recenti pitture digitali sono la trasposizione mentale di luoghi ed elementi primari, rocce e alberi dalle forme geometriche e squadrate o archetipiche ed essenziali.

    “Questi elementi primari – chiosa l’autore – si fondono tra loro in un caos direzionale dove la ricerca di un inizio ed una fine diventa elemento d’azione necessario”.

    “La mostra – scrive il curatore – diventa una sorta di viaggio che non tiene conto di uno spazio/tempo ben definito, pittura iconica realizzata con tecniche antiche, tradotte in una figurazione contemporanea, coesistono con l’effimerità della rappresentazione digitale, in un continuo rimbalzo di spazio e tempo, dove le figure nascono comunque da un rapporto diretto con la storia dell’arte, basti pensare alla ricamatrice di Jan Vermeer, la visione molteplice e illusoria di Picasso, lo spazio invisibile e dissacrante di Gino De Dominicis, fino alla visione psichedelica dell’arte di Dan Flavin, Sol Lewitt e Peter Halley”.

    La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 17 alle ore 22.

    Info, contatti e approfondimenti
    Tel. 347 6390763
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  • “Cynara”, dal 22 giugno al 13 luglio personale di Giuseppe Bombaci alla galleria Quadrifoglio

    Siracusa – Dal 22 giugno al 13 luglio la galleria Quadrifoglio arte contemporanea di via Santi Coronati 13 a Ortigia ospiterà una personale di Giuseppe Bombaci dal titolo “Cynara”, a cura di Mario Cucè (inaugurazione sabato 22, ore 18,30).

    Giuseppe Bombaci si è formato artisticamente tra Siracusa, sua città natale, Firenze e Milano, dove è stato allievo e poi assistente di Alberto Garutti e Giuseppe Maraniello all’accademia di Brera. Dal 1998, anno del suo debutto in pubblico a Siracusa, ha partecipato a numerose e qualificate collettive e personali, in gallerie private e in sedi istituzionali. Vive tra Siracusa e Milano.

    Il percorso espositivo propone circa dodici opere recenti, alcune di grande formato, realizzate con colori a olio su diversi supporti. Il titolo della mostra trae origine dalla mitologia classica: Cynara era una ninfa dai capelli color cenere e gli occhi verdi dalle rarissime sfumature viola che Zeus, vistosi respinto, per vendetta trasformò in carciofo. Attraverso le suggestioni cromatiche e il simbolismo concettuale presenti nel mito (la bellezza prigioniera, la forma come limite, l’essenza come sola realtà dell’esistente), Bombaci dà vita a una pittura grafico-segnica, essenziale, scarnificata dalla materia, che approda a un sintetismo nuovo ed efficace, dai tratti eleganti e ricco di forza interiore. Una pittura, la sua, fortemente ancorata alla Storia dell’arte, che annovera tra i suoi referenti artisti come Diego Velasquez, Gino De Dominicis, Pablo Picasso.

    “Nella sua ultimissima produzione – scrive Ettore Pinelli in un testo pubblicato nel pieghevole della mostra – [Bombaci] rappresenta esili icone incorporee che si materializzano sulla tela come fantasmi. Figure plastiche dai tratti lineari si stagliano su fondi monocromi ed emergono silenziose dall’ombra, una pittura disegnata e un disegno pittorico, stabiliscono il rapporto di contaminazione tra le due pratiche nella più recente produzione di Bombaci”.

    La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13, e dalle 17 alle 20.

    Info e contattiGalleria Quadrifoglio
    Via dei SS. Coronati, 13 – Siracusa
    tel: 0931 64443
    mail: [email protected]
    web: www.galleriaquadrifoglio.it

  • Festa della Musica 2019, all’ex mattatoio “maratona” di note per dare il benvenuto all’estate

    Modica (RG) – Musica, concerti, performance, teatro danza e arte. Tutto questo e molto altro offrirà la Festa della Musica 2019, in programma il 21 giugno dalle ore 15,30 fino a mezzanotte negli spazi del laboratorio artistico polivalente “Matt’officina” (ex mattatoio comunale) in via Fontana 421, sede dell’Associazione Artisti Associati e in altri luoghi della città. La kermesse, organizzata da Artisti Associati con il patrocinio del Comune di Modica, si inserisce nel cartellone internazionale della XXV edizione della Festa della Musica, un evento targato AIPFM (Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica), SIAE e MiBAC, che coinvolgerà quest’anno 490 città e oltre 7 mila artisti solo in Italia.
    L’idea-forza della manifestazione è quella di dar vita a un’opera totale, dove Musica e Arti visive si fondono in una festa all’aria aperta all’insegna della creatività. La direzione artistica è affidata a Marco Grifola di Artisti Associati, che ha messo insieme alcune tra le migliori realtà nel panorama artistico siciliano.
    Amplissima l’offerta musicale, con decine di artisti e band che spaziano dalla musica popolare siciliana (Enza Strazzulla – Duo Coppola) a performance di Flamenco (Serena Augello) alla musica celtica (Tir Na Nog) alla musica Etnica (Intro Percusion) alla musica d’improvvisazione (Pantomima), passando per il Rock declinato nelle sue influenze Wave e Alternative (The Shameless, Di Viola Minimale, Tapso II) da performance di manipolazioni vocali (Tribolo per i Ferribò) per concludersi con improvvisazioni musicali,video e performace pittorica (Accidentale Trio). Le esibizioni musicali saranno intervallate da performance di teatro danza, a cura di Pamela Vindigni, Serena Augello e Arianna Occhipinti. Opere d’arte e istallazioni offriranno un nuovo scenario estetico agli spettatori.

    La Festa della Musica coinciderà con il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno nonché l’inizio della calda stagione, un evento carico di significati simbolici e ancestrali sui riti di passaggio, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

    Tra gli altri motivi di interesse della manifestazione, vi è anche l’inedito utilizzo di uno spazio urbano come l’ex mattatoio, recentemente riqualificato come “dimora creativa” e restituito alla collettività per la fruizione di eventi artistici e culturali. Previsti anche tre concerti ed eventi collaterali nei locali del centro storico, con inizio alle ore 21: Raggae Music all’American Bar (Viale Quasimodo 8); Metal Militia al Piccolo Bar (Piazza Matteotti) e Dime Lie al Bar Sicilia (Corso Umberto). Tutti i concerti sono gratuiti.

    Info e contatti:Artisti Associati
    tel. 349 705 5355
    [email protected]
    https://www.facebook.com/Festadellamusicamodica/

  • L’Arte contro il pregiudizio, installazione di Tommaso Chiappa per la “Carovana dei sogni” al Teatro Jolly

    Palermo – Una contaminazione tra teatro, pittura e spettacolo. “Libertà”, la nuova installazione site-specific dell’artista Tommaso Chiappa, pensata per gli ambienti del Teatro Jolly di via Costantino Domenico 54-56, in occasione dello spettacolo “Sogni d’autore” che la compagnia “Carovana dei sogni” porterà in scena mercoledì 12 giugno alle ore 21.

    Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l’Associazione italiana Sindrome di Williams e l’Associazione Nuovo Sentiero. A recitare saranno giovani attori affetti dalla Sindrome di Williams, i quali hanno scoperto il valore terapeutico del palcoscenico grazie ai laboratori teatrali, artistici e musicali diretti con passione e competenza da Tiziana Martilotti, Giuseppe Giambrone, Luca De Paoli, Daniele Restivo e Laura Ambra.

    Con le sue installazioni, un trittico e una serie di lavori monocromatici sul valore della libertà, Chiappa intende contaminare lo spazio teatrale e farne un luogo espositivo. Ma anche interagire con lo spettacolo e il suo significato. La libertà raffigurata dall’artista è quella dei bambini che guardano con occhi innocenti e senza pregiudizi alle diversità razziali, sociali e culturali. Una libertà

    di giudizio che spesso viene meno nell’età adulta. L’artista vuole provare a cambiare l’opinione comune sul diverso e offrire, attraverso l’arte, spunti di riflessione sui temi dell’integrazione e della società multiculturale.

    L’installazione fa parte di Multicultural.0, un progetto avviato cinque anni fa. Esso prevede l’allestimento di mostre d’arte e installazioni nei luoghi di lavoro studi, aziende, scuole. Tra gli altri, ricordiamo: Outsider nella storica fabbrica Electrolux di Solaro, in provincia di Milano (2017); Excursion nello studio commercialista Gregorio di Palermo (2018); Global Station nelle sedi dello

    Studio Legale Internazionale Damiani&Damiani di Palermo; Maugeri in Arte nello struttura ospedaliera Maugeri di Pavia (2019).

    Tommaso Chiappa (Palermo, 1983) si è diplomato all’Accademia di Brera a Milano. Lanciato dal gallerista Luciano Inga-Pin con una serie di importanti mostre tra il 2005 e il 2008, ha preso parte a numerose personali e collettive in Italia e all’estero.

  • Premio Vitaliano Brancati, consegnati a Torino i riconoscimenti per il 2017

    Torino – Il Circolo della Stampa di Torino, lo scorso 5 dicembre, ha ospitato la cerimonia di consegna del prestigioso Premio internazionale di giornalismo ‘Vitaliano Brancati’. Il premio, giunto alla settima edizione, viene organizzato fin dal 2004 dall’associazione culturale ‘Vitaliano Brancati’ tra Pachino, paese di nascita dello scrittore, Siracusa e Torino, per promuoverne la figura e l’opera. A ricevere l’importante riconoscimento per il 2017 sono stati Andrea Restek, giornalista e fotoreporter di guerra, Michele Ruggiero, giornalista RAI, e Alessandro Galavotti, responsabile della redazione torinese dell’ANSA. Premi speciali, inoltre, sono stati assegnati allo psichiatria Alessandro Meluzzi, al criminologo Biagio Carillo e allo scrittore Antonio Foccillo.
    La serata è stata presentata da Giovanni Firera, presidente dell’associazione culturale Vitaliano Brancati e da Giuseppe Baldino, Presidente pro-tempore del Premio. Madrina della serata è stata l’onorevole Paola Bragantini.

    «Questa settima edizione – ha dichiarato Giovanni Firera, presidente dell’Associazione culturale – ha visto giornalisti e scrittori d’eccellenza premiati nel nome di Vitaliano Brancati. Il Circolo della Stampa è stato il luogo ideale per parlare del grande scrittore siciliano. Il rispetto della verità nel mondo del giornalismo come antidoto alle fake news è stato l’argomento che ha caratterizzato la serata di premiazione. Un grazie al Presidente del Premio della serata, Giuseppe Baldino, grande uomo di cultura piemontese, che si è calato perfettamente nei panni del pensiero Brancatiano. La madrina , l’On. Paola Bragantini, è stato poi il giusto corollario a una serata di prestigio dedicata a Vitaliano Brancati».

    Per Baldino, Presidente pro-tempore del Premio Brancati si è trattato di «Una serata particolare, sia nel ricordare le opere e il pensiero del grande scrittore siciliano Vitaliano Brancati, sia per i grandi personaggi presenti alla manifestazione di premiazione. È stato un grande onore, anche se per una sera, vestire i panni di Presidente del Premio Brancati. Uno scrittore che ho sempre letto ed apprezzato. Una serata , per certi versi, magica dove il linguaggio della cultura ha unificato storie, uomini e pensieri».

    Nell’albo d’oro del premio figurano, per le passate edizioni, Laura Cannavò, giornalista Mediaset; Filippo Cosentino, giornalista RAI; Lorenzo Del Boca, già presidente dell’Ordine Giornalisti; Mustafà Nano, scrittore e giornalista albanese (Pachino, 2005); Giovanni Minoli, giornalista e conduttore Rai; Paola Saluzzi, giornalista e conduttrice TV; Franco Siddi, presidente della Federazione nazionale della Stampa Italiana; Younis Tawfik, scrittore e giornalista iracheno (Siracusa, 2007); Magdi Cristiano Allam, parlamentare europeo e giornalista; Gianni Oliva, storico; Giorgio Calabrese, nutrizionista; Gigi Ronsisvalle, FNSI (Pachino, 2011); Bruno Bernardi de La Stampa; Darwin Pastorin, direttore Quartarete tv; Giovanni Rossi, presidente nazionale FNSI; Salvatore Tropea de La Repubblica; Carlo Morrone, editore (Torino, 2014); Massimo Giletti, giornalista e conduttore Rai; Corradino Mineo, direttore Rai News 24; Ettore Boffano, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano e Tonia Cartolano, inviata Sky TG 24 (Pachino, 2015); Alessandra Comazzi, giornalista, critico televisivo de La Stampa, presidente dell’Associazione Stampa Subalpina; Beppe Fossati, direttore responsabile di Cronacaqui; Gianpaolo Ormezzano, già direttore responsabile di Tuttosport, editorialista de La Stampa, commentatore e opinionista televisivo (Torino, 2016).
    (foto di Tommaso Chiarella)

    Info e contatti
    Giovanni Firera
    Associazione culturale “Vitaliano Brancati”
    Via Volpiano 5 – Torino. Tel. 393 9066586

  • “Quintessenza”, tradizione e Assoluto nelle donne di Eliana Adorno

    Floridia (SR) – La ceramica come mezzo di espressione dell’anima. “Quintessenza”, personale di Eliana Adorno sarà inaugurata domenica 17 dicembre alle ore 19 al Museo etnografico “Nunzio Bruno” in Piazza Umberto I, 27 a Floridia. Un vernissage che vedrà coinvolti lo staff dell’esposizione permanente floridiana, Daniela Frisone, giornalista e studiosa di avanguardie letterarie siciliane e Sebiano (Sebastiano Failla), batterista e percussionista jazz.

    Una sessantina di opere dell’artista della ceramica e del decoro Eliana Adorno verranno presentate nell’ambito delle iniziative promosse nel territorio ibleo dal Centro studi di Ricerche popolari Xiridia, ente privato gestore del museo. La direzione del Museo etnografico “Nunzio Bruno”, che dal 2005 raccoglie il lavoro di ricognizione sull’antica vita contadina, da anni intesse una fitta rete di partenariati con istituzioni scolastiche e culturali ma soprattutto si distingue per aver contribuito alla fondazione della “Rete museale della cultura iblea” (REMCI) e del “Sistema Rete museale Iblei”, per la quale svolge la funzione di coordinamento.

    Tra le tappe più significative del percorso artistico di Eliana Adorno spicca il suo intervento nel 2003 alla collettiva “La Table du Musèe” al Museum Expressions al Palais des Congrès di Parigi, dove nel 2005 partecipa alla mostra “La Sicilia”. Quelli furono gli anni in cui il Palais des Congrès espone in modo permanente le opere dell’Adorno nell’ambito di “Casa Sicilia”, grazie a un partenariato con il Museo regionale della ceramica di Caltagirone. Una menzione d’onore spetta alla presenza dell’artista nel 2005 all’allestimento “Tra Vele e Venti, rotte mediterranee della ceramica” in occasione dell’American’s Cup, a Trapani. Nel 2007 Eliana Adorno è nominata tra le “Eccellenze artigiane iblee” nella mostra permanente dell’artigianato artistico alla Camera di Commercio di Siracusa e l’anno successivo nell’ambito di un’esposizione permanente di manufatti in ceramica e vetrofusione alla Galleria dell’eccellenza artigiana ne “La Cittadella del Mastro Artigiano”a Prarolo (VC).

    Il titolo della mostra celebra il concetto di “etere” o “quintessenza”, che nella filosofia aristotelica rappresentava il quinto elemento, dopo l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco. Il più puro, l’immateriale o lo spirituale, che nella concezione artistica di Eliana Adorno rievoca la sacralità della donna in quanto simbolo di bellezza terrena, di maternità come tradizione, di specchio dell’Assoluto poiché è assimilabile a un’entità sfuggente e permanente. Come scrive Daniela Frisone nel testo presente nella brochure della mostra: «Un accostamento sinergico che allude all’essere femminile in quanto madre, sorgente di vita e sentiero indecifrabile di bioritmi alchemici. E l’alchimia è una delle fonti che inconsciamente gravitano nell’opera di Eliana Adorno. Non è magia nel senso sintattico del termine, la sua è evocazione, rito interdetto, pensiero naturalmente indefinito. I colori gravitano attorno ai corpi presagendo sentimenti, e più sono freddi più sanno di etere, di assoluto. Caldi, piuttosto, rientrano nel dominio dell’umano, della falce di grano, del succo della vite, del sapore del fiato. E le fasce sono corde che opprimono i silenzi, le parole non dette, le ansie taciute».

    Durante il vernissage di “Quintessenza” Sebiano, musicista jazz di alta formazione artistica che vive e lavora tra Floridia e Milano, dove si esibisce in teatri come il Dal Verme e lo Strehler, riprodurrà i suoni liquidi ed evocativi degli udu, strumenti antichissimi presenti in tutte le culture del mondo.Abilmente realizzati da Eliana Adorno, gli udu erano utilizzati nell’antichità per portare l’acqua e venivano suonati nei rituali funerari esclusivamente dalle donne.

    La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 7 gennaio 2018 tutti i giorni (compresi i festivi) dalle ore 17 alle 20.

    Info e contatti
    Ceramiche e Decori
    Via Silvio Pellico, 76 – Floridia (Sr)
    339 2673235
    https://www.facebook.com/eliana.adorno.7

    Museo etnografico Nunzio Bruno
    Piazza Umberto I, 27 – Floridia (Sr)
    389 5122009
    www.museofloridia.it

  • “Natale con l’arte in Via della Spiga”, Guido Cicero espone a Milano nel “quadrilatero” della moda

    Milano – Dal 15 al 31 dicembre un’opera dell’artista siciliano Guido Cicero, dal titolo “Esser donna”, sarà esposta in mostra nei locali della Galleria d’arte contemporanea D Studio, in Via della Spiga 7, nell’ambito della collettiva “Natale con l’arte in Via della Spiga”, a cura di Giorgio Gregorio Grasso, critico d’arte e curatore di alcuni padiglioni della Biennale di Venezia. La mostra sarà inaugurata venerdì 15 alle ore 18, alla presenza dell’artista.

    L’invito a esporre è arrivato a compimento di un anno ricco di soddisfazioni per l’artista modicano, che ha già “collezionato” la partecipazione alla mostra allestita a Palazzo Ca’ Zenobio degli Armeni a Venezia nell’ambito della 57 Biennale e al “Premio Internazionale d’Arte Contemporanea” della MAG – Mediolanum Art Gallery di Padova. L’opera esposta vuole essere appunto un omaggio alla donna, nel cuore milanese dell’alta moda.

    “Esser donna”, dipinta con colori acrilici su tela, è stata realizzata in occasione della scorsa giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ritrae una figura femminile assorta nei suoi pensieri. L’artista affida la trasposizione su tela di tali sentimenti ed emozioni ai veloci colpi di pennello, agli spruzzi di colore e alle tinte accese che “illuminano” lo sfondo scuro, aprendo un varco che consente allo spettatore di cogliere l’anima e l’essenza del soggetto rappresentato.

    Pittore, musicista e fotografo, Guido Cicero è nato nel 1952 a Modica. Attivo sulla scena artistica regionale e nazionale fin dal 1969, spazia nelle sue opere dal post impressionismo all’astrattismo, passando per il dripping pollockiano e per il realismo.

    Info e contatti
    sito web: http://guidocicero.guidocicero.it/
    mail: [email protected]
    cell: 338 8614677

  • Ordine Bizantino del Santo Sepolcro, filantropia ed ecumenismo tra storia e attualità

    Specchiata condotta. Lealtà. Nobiltà d’animo. Ecco alcune qualità richieste a chi aspira di far parte dell’Ordine Bizantino del Santo Sepolcro (Ordo Byzantinus Sancti Sepulchri), quasi millesettecento anni di storia e un’intatta volontà di promuovere attività umanitarie, culturali ed ecumeniche. L’Ordine ha sede a Malta ed è presente in oltre settanta nazioni tra l’Europa, l’Africa, l’America, l’Australia e l’Asia.
    Secondo quando riportato dal sito web ufficiale obss.org è uno dei più longevi di sempre.
    Risale addirittura al 325 d.C., quando l’imperatore Costantino il Grande, oltre a indire il Concilio di Nicea per mettere pace tra Ariani e Cattolici e a trasformare la vecchia Bisanzio nella nuova Costantinopoli, pare abbia costituito una corporazione di nobili che, attraverso uno stile di vita fondato sull’ecumenismo e sulla filantropia, esprimeva un ideale cristiano in linea con lo spirito del monachesimo orientale. L’epopea delle crociate diede nuova linfa agli ordini cavallereschi e assegnò loro il compito di difendere militarmente la cristianità d’Oriente e d’Occidente. Con l’andar del tempo, però, venuti meno gli scopi per i quali erano stati fondati, alcuni ordini vennero sciolti, altri furono uniti a ordini più recenti, altri ancora si trasformarono in ordini dinastici. Nella disgregazione territoriale che seguì il crollo dell’Impero Bizantino (1453), l’Ordine del Santo Sepolcro fu rifondato e annesso alla casata granducale dei Rjurik di Russia, che ne conserva ancora oggi il Gran Magistero.
    Una tradizione millenaria, tra storia e leggende. Capace di affascinare, ancora oggi, centinaia di persone in tutto il mondo. Lo scorso novembre a Roma nella Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, c’erano oltre duecento persone da nove paesi del globo alla solenne cerimonia internazionale di investitura di venti nuove dame e cavalieri, presieduta dal Gran Maestro dell’Ordine, Alfred Josef Baldacchino. Un segnale forte e chiaro, questo, della vitalità e validità dei suoi ideali. Che sono, come da Statuto, l’unificazione di tutte le fedi cristiane, la promozione di attività culturali e di opere umanitarie.
    Il primo obiettivo è promosso attraverso il Collegio ecclesiastico dell’Ordine, impegnato a favorire il dialogo internazionale tra le istituzioni religiose cristiane nel mondo. L’istituzione culturale dell’Ordine è l’Universitas Sancti Cyrilli (1669), con sede a Malta. Eroga corsi accademici, di ricerca e di specializzazione; organizza premi letterari, convegni, conferenze e seminari; e conferisce onorificenze accademiche a personalità di spicco nei campi dell’Industria, dello Sport e della Cultura. A finanziare le attività culturali è il Collegio dei Nobili dell’Ordine, che assegna all’Università le donazioni ricevute dai cavalieri elevati alla nobiltà.
    Le opere umanitarie sono portate avanti dai Gran Priorati (le strutture nazionali) che identificano i bisogni dei propri territori e intervengono attraverso forme di autofinanziamento e serate di beneficenza. Di recente, per esempio, il Gran Priorato della Repubblica Domenicana ha donato alloggi a famiglie povere e materiale didattico per le scuole. Un aiuto concreto per le quelle popolazioni colpite dal catastrofico terremoto del 2010. In casi di particolare rilevanza i Gran Priorati possono richiedere alla Sede Magistrale dell’Ordine un intervento finanziario internazionale. Ecco perché farne parte è considerato un prestigioso riconoscimento delle qualità personali. Per saperne di più, consultate il sito obss.org.

  • Presepe vivente di Cava Ispica 2015-2016, ritorna la magia del Natale nel Parco Archeologico

    Ispica (RG) – La Natività di Cristo e la magia del Presepe rivivono nelle grotte, lungo i sentieri naturali e negli antichi opifici vissuti sino agli anni 50 di uno dei paesaggi rupestri più suggestivi di Sicilia. Il 25, 26 e 27 dicembre e il 1°, 2, 3 e 6 gennaio il Parco Archeologico di Cava Ispica ospiterà la XVIII edizione del Presepe vivente, organizzato dall’Associazione Promo Eventi con il patrocinio del Comune di Ispica.
    Il Presepe vivente di Cava Ispica, che con quasi sessantamila presenze nelle ultime tre edizioni è una delle manifestazioni più visitate nel suo genere in Sicilia, valorizza al meglio uno scenario naturale inimitabile, straordinariamente vocato all’allestimento presepiale per la sua somiglianza con i luoghi storici della Palestina.

    Il percorso procede per quasi un chilometro dal centro storico all’area archeologica, tra pareti di nuda roccia illuminate dal fuoco delle torce e dalla luce delle stelle. Ben centoventi figuranti in costume d’epoca, oltre cinquanta tableaux vivants con scene di vita agro-pastorale e botteghe di antichi mestieri, decine di ambienti tra chiese rupestri, rifugi e grotte ripopolati da uomini e animali, tra cui anche un mulino e un antico palmento settecentesco che nell’occasione del presepe viene rimesso in funzione, ripropongono allo spettatore l’atmosfera ideale del Presepe.

    La Natività, l’adorazione dei pastori e l’arrivo dei Magi sono riportati nel vivo della civiltà contadina iblea, tra bottai, cannizzara, stagnini, falegnami, carrettieri, maniscalchi, cordai, calzolai, sarti, ricamatrici, mietitori e fabbricanti di sapone, di scope di giummarra, ecc.. La manifestazione, oltre a valorizzare l’importante sito archeologico, intende richiamare il significato autentico del Natale, con la venuta di Gesù tra gli uomini per riaffermare il messaggio di pace e amore nei loro cuori.

    Il Presepe vivente di Cava Ispica è realizzato in collaborazione con il Centro incontro anziani e l’Auser di Ispica. La biglietteria funzionerà nei giorni di apertura del Presepe dalle ore 16.00 alle 20.00. Il ticket d’ingresso è di 3,00 euro a persona. I bambini fino a sette anni entrano gratis. Le visite sono prenotabili consultando il sito www.presepeviventeispica.com e chiamando il numero 3333651348 dal lunedì al venerdì.
    Info e contatti
    Associazione Promo Eventi
    cell. 3333651348
    [email protected]
    www.presepeviventeispica.com
    Guarda lo Spot: https://youtu.be/OcqnVM1DkEE

  • Med Photo Fest 2015, mostre e workshop a Siracusa e Noto

    Ulderico Tramacere
    Foto tratta dalla mostra “Arneo” di U. Tramacere

    Il Med Photo Fest 2015, la kermesse internazionale dedicata alla fotografia d’arte in programma a dall’Etna al Val di Noto fino al 29 novembre, entra nel vivo con importanti appuntamenti a Siracusa e Noto. Sabato 7 e domenica 8 dalle ore 9.00 a Noto il fotografo catalano Ramon Giner terrà un workshop dal titolo “Il ritratto dell’invisibile”. L’obiettivo è quello di imparare a vedere oltre la realtà immediata, catturando negli scatti gli stati d’animo, l’essenza di oggetti, edifici, luoghi che raccontano più di quanto non mostrino a prima vista.

    Il workshop si snoderà per le vie del centro storico, proponendo un percorso all’interno di contesti urbani (sabato ore 9.00-16.00; domenica ore 9.00-12.00; per informazioni e iscrizioni: 335 8411319 / 392 9426033). Ramon Giner, irrequieto e acuto osservatore di ciò che lo circonda, predilige il ritratto e la fotografia antropologica. vanta un’esperienza internazionale in fatto di workshop. Tra l’altro, da domani fino all’11 novembre sarà possibile ammirare una sua personale di fotografia intitolata “Idem” ospitata nella Galleria Ortigia Island Photography di Siracusa in Via Duca degli Abruzzi 11 (vernissage: ore 18.00; orari visite: da lunedì a venerdì, ore 9.30-12.30 e ore 17.00-19.00; sabato, 9.30-12.30). Negli scatti in mostra il fotografo osserva realtà diverse in luoghi diversi, creando duetti e contrapposizioni piene di ironia.

    Da giovedì 12 novembre la Galleria Ortigia Island Photography di Massimo Gurciullo ospiterà la mostra “Arneo” di Ulderico Tramacere già esposta con successo a Palazzo Grimaldi a Modica. La mostra nasce da libro fotografico realizzato tra il 2013 e il 2014 nell’Arneo, nel nord-ovest del Salento. L’autore, originario di Lecce, nelle sue immagini oltrepassa il mero dato documentaristico per raccontare l’economia e l’umanità del territorio, ma anche per interrogarsi sul valore dell’identità e sul ruolo della fotografia in questa ricerca. La mostra potrà essere visitata fino al 20 novembre (vernissage: ore 18.00; orari visite: da lunedì a venerdì, ore 9.30-12.30 e ore 17.00-19.00; sabato, 9.30-12.30).

    Fino al 15 novembre, inoltre, l’ex Convitto Ragusa a Noto (Corso Vittorio Emanuele 31) ospiterà le mostre fotografiche “Chicago lights” del giapponese Satoki Nagata ed “Errances” della marocchina Yasmine Laraqui (orari: da lunedì a sabato, ore 17.00-19.00).

    Info e contatti
    Mediterraneum Associazione Culturale
    Via San Vito, 13 – Catania
    Cell.: 335 8411319 / 392 9426033
    mail: [email protected]
    sito web: http://www.mediterraneum4.it/

  • Med Photo Fest 2015, al via la kermesse internazionale dedicata alla fotografia d’autore

    Zied Ben Romdhane
    Una foto di Zied Ben Romdhane (Tunisia)

    Catania – È iniziato il conto alla rovescia per la settima edizione del Med Photo Fest, la kermesse internazionale sull’arte fotografica, organizzata dall’associazione Culturale Mediterraneum di Catania con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, dell’Assessorato del Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana, e il supporto di istituzioni pubbliche e private, che coinvolgerà dal 23 ottobre al 29 novembre diverse location tra Catania, Siracusa, Noto, Modica e Scicli.

    Il Med Photo Fest 2015, l’unico evento in Sicilia e uno dei pochi in Italia dedicato alla fotografia d’autore, offrirà un ricco cartellone di eventi: mostre personali e collettive di fotografi italiani e stranieri; dibattiti e seminari tecnici con illustri esponenti della comunicazione visiva e fotografica; presentazioni di libri fotografici e riviste di settore; letture dei portfolio di autori emergenti; incontri con maestri di rilevanza internazionale come Mario Cresci, Giuseppe Leone e altri. Sarà proprio Mario Cresci, il maestro che ha saputo rinnovare la teoria e la pratica dell’immagine attraverso un approccio multidisciplinare basato su diversi linguaggi espressivi, a ricevere il Premio Mediterraneum 2015 per la fotografia, già assegnato nelle passate edizioni a Ferdinando Scianna (2009), Gianni Berengo Gardin (2010), Franco Fontana (2011), Giuseppe Leone (2012), Nino Migliori (2013) e Piergiorgio Branzi (2014).

    Saranno allestite mostre fotografiche di Mario Cresci, Pino Ninfa, Ulderico Tramacere, Lillo Rizzo (Francia), Satoki Nagata (Giappone), Volker Figueredo Véliz (Cuba), Ramon Giner (Spagna), Aurora Rosselli (Stati Uniti), Zied Ben Romdhane (Tunisia), Yasmine Laraqui (Marocco), Valeria Tomaselli e Gaia Aprile.

    Si terranno inoltre workshop fotografici itineranti che permetteranno di realizzare dei reportage nella Sicilia sud orientale, puntando l’obiettivo sull’arte e sull’architettura locale, sui palazzi barocchi, sui quartieri storici, sulla gente che anima i mercati popolari. Un suggestivo percorso artistico e tecnico, dalla notevole valenza turistico-culturale, lungo il quale fotografi e fotoamatori potranno confrontarsi e lavorare, con professionisti del settore.

    «Per noi è un grande risultato – afferma il direttore artistico del Med Photo Fest Vittorio Graziano – proprio perché, nonostante le grandi difficoltà logistiche e organizzative da superare nel Sud d’Italia, grazie all’entusiastica partecipazione e collaborazione di pochi enti e privati, siamo riusciti anche per questa settima edizione a proporre un cartellone di grandi eventi dedicati alla fotografia con la effe maiuscola».

    Info e contatti
    Mediterraneum Associazione Culturale Onlus
    Via San Vito, 13 – Catania
    Cell.: 392 9426033 / 335 8411319
    mail: [email protected]
    sito web: http://www.mediterraneum4.it/
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  • Convegno internazionale sul pomodoro, al via la prima giornata di studi

    Agrisicilia
    Da sx Gianni Polizzi e Massimo Mirabella

    Vittoria (RG) – Ha avuto inizio oggi nel PalAgrisicilia (presso il Consorzio Promoter Group) a Vittoria, il 1°International Symposium on Tomato Genetics for Mediterranean Region, organizzato dal mensile Agrisicilia. Il simposio, che ha inaugurato il primo Centro convegni in Italia dedicato all’agricoltura, ha messo a confronto ricercatori, esperti e professionisti sia italiani che esteri sui temi della genetica, della difesa fitosanitaria, della tracciabilità del pomodoro e della sicurezza alimentare.

    A caratterizzare la prima giornata di studi, dopo i saluti di apertura di Massimo Mirabella direttore di Agrisicilia, sono state le relazioni dei ricercatori israeliani Haim Rabinowitch (Hebrew University of Jerusalem) e Eytan Kachel sales manager della società Philoseed, specializzata nella produzione di sementi per pomodoro, e del francese Philippe Verschave, manager della Vilmorin, azienda storica, leader in Europa nella produzione di sementi per ortaggi.

    In particolare, Rabinowitch nella sua relazione, dal titolo “Red Revolution – the tomato’s future”, dopo un excursus sulla storia del pomodoro, ha illustrato gli scenari futuri per ciò che riguarda la sostenibilità delle coltivazioni di pomodoro, l’organizzazione economica sottostante, le possibilità di incrementare lo sviluppo della pianta e la qualità del frutto e l’automazione. Ricerca scientifica, migliore qualità, resa maggiore a costi minori, diversificazione e resistenza genetica alle malattie: sono queste le chiavi del successo per il pomodoro del futuro. Per questo, si prevede l’aumento delle coltivazioni in serra rispetto a quelle in pieno campo e l’aggregazione delle piccole aziende in organismi più ampi, in grado di sostenere i costi della ricerca e dell’innovazione.

    Eytan Kachel, considerato il padre del ciliegino, nel suo intervento “From an idea to Innovation” ha raccontato come è nato un prodotto che ha spopolato sui mercati italiani ed europei. Dopo un confronto tra la ricerca varietale israeliana e le abitudini alimentari dei consumatori italiani, attenti al gusto, ai colori e alla bellezza estetica del prodotto, nel 1988 è stato sperimentato il “Naomi”, la prima varietà a grappolo piccolo, la cui produzione è stata avviata proprio nel sud est siciliano, con il nome di “pomodorino di Pachino”.

    Nella sessione pomeridiana Philippe Verschave ha tracciato una panoramica sulla propria azienda, Vilmorin, la più antica che si conosca nel settore della vendita di sementi (oltre 270 anni). Oggi l’azienda ha 9 mila dipendenti e sedi in tutto il mondo. L’Italia, dove Vilmorin è presente da 28 anni, rappresenta il principale mercato dell’azienda per ciò che riguarda il pomodoro. Verschave ha presentato i prodotti di punta e il terreno su cui i ricercatori si stanno misurando già da alcuni anni.

    Andrea Restuccia della Med Hermes, società sementiera internazionale che ha la sua sede centrale a Ragusa, ha presentato le attività del gruppo nel campo della ricerca indipendente, della produzione e commercializzazione di sementi da orto ibride professionali. L’azienda conta 41 varietà registrate in Europa, di cui 29 di pomodoro. Alcune di queste sono resistenti alle principali malattie virali veicolate da insetti come il Tylcv (nota come “mosca bianca”) di cui si parlerà nella giornata di domani. Restuccia ha presentato anche Tomato Cult, una piattaforma ispirata al mondo dei social network, attualmente dedicata al pomodoro e il cui obiettivo è mettere in comunicazione produttori e consumatori finali.

    Info e contatti
    Germana Bevilacqua
    cell: 327.0154818
    www.pomodorosicilia.it
    [email protected]

  • “Modica si Sposa”, dal 9 all’11 ottobre l’expo dedicato ai futuri sposi

    ModicasisposaModica (RG) – Abiti per gli sposi, locations per ricevimenti e banchetti, addobbi floreali, servizi fotografici e riprese video, ma anche noleggio auto, organizzazione viaggi di nozze e arredamento per la casa. Tutto questo e molto altro offrirà “Modica si Sposa”, il 1° Salone della Sposa organizzato dal 9 all’11 ottobre nella raffinata cornice dell’Hotel Torre del Sud (Corso Sandro Pertini 42) dall’Agenzia Top Immagine.
    La manifestazione fieristica dedicata ai futuri sposi aprirà i battenti venerdì 9 ottobre alle ore 12.00 con il saluti delle autorità cittadine e un cocktail di benvenuto e proseguirà per tutto il week-end con l’apertura continuata dalle ore 9.30 alle 22.00.

    Tra gli espositori, numerose aziende locali e provenienti dai comuni limitrofi della provincia di Siracusa per far conoscere idee originali, nuove tendenze e novità del settore wedding. Una “galleria” con le migliori proposte per rendere magico il giorno più importante per una coppia di innamorati.

    In programma anche defilé di abiti da sposa. «Nella “tre giorni” dedicata ai futuri sposi – ha dichiarato Roberto Girasa, direttore dell’Agenzia Top Immagine – abbiamo inserito proposte aziendali selezionate e di qualità, con tutto ciò che serve ai futuri sposi per organizzare un matrimonio da sogno, il giorno più indimenticabile della propria vita».

    “Modica si Sposa” si potrà visitare venerdì 9 dalle ore 12.00 alle 22.00, sabato 10 e domenica 11 dalle ore 9.30 alle 22. L’ingresso è gratuito.

    Info e contatti
    Top Immagine Agency
    cell. 3333408017
    mail: [email protected]