Autore: [email protected]

  • Maw international. Competition di musica, moda & curvy

     

    MUSIC ARTS FOR WORLD
    COMPETITION di MUSICA, MODA & CURVY

    Music Arts for World è un format moderno, registrato in SIAE, una Competition (competizione) internazionale tra aspiranti talenti con vocazione artistica.
    Innovativa, contemporanea, duratura nel tempo, proiettata nel futuro.
    Una competizione che spalanca le porte alla professione attraverso tour nelle piazze e nei teatri di tutta Italia, una macchina lavorativa per 365 giorni l’anno.
    È una vetrina per talenti emergenti, con discografici, manager, stilisti, talent scout, imprenditori, accademie ecc. presenti alla finale nazionale che si terrà in Puglia.
    Music Arts For World è l’opportunità per modelle e modelli di essere selezionati da stilisti e lavorare con loro, attraverso partner esterni che collaborano con noi.
    La prima competition che raccoglie fondi volontari atttaverso sponsor, per produrre un lungometraggio, una dramedy dal titolo “Another story” che verrà girato in America nel 2023, con un cast internazionale, alcune figure verranno selezionate tra i concorrenti della competition stessa.
    Durante la finale verrà consegnato ppreil Premio “BEST HONOR AWARD 2021” ad un’eccellenza che si sarà contraddistinta nel panorama artistico e culturale Italiano.

    Direttore Artistico Marcia Sedoc
    Conosciuta come cantante ballerina Cacao Meravigliao “Indietro tutta” famosissimo programma di Renzo Arbore. Direttore artistico in Fajaloby associazione nazionale e internazionale per il Menotti Spoleto Festival e di numerosi eventi, conduttrice radio/televisiva e attrice cinena e teatro.
    Consulente artistica Maria Rossi
    Attrice comica, cinema, TV e teatro, cabarettista Zelig e autrice musicale.
    Presentatore ufficiale della Competition Gino Aprile
    conduttore televisivo con trascorsi RAI, MEDIASET, SKY, attore e cantante di successi classici
    mondiali.
    Madrina della Finale Nazionale
    Melinda Miceli
    Pregevole e nota critica d’arte, poetessa e giornalista, definita scrittrice da premio, autrice di celebri testi storico-artistici anche didattici.
    Info e partecipazioni:
    – inviare 2 foto per la moda – — inviare un video per la musica a: [email protected]
    Facebook: https://www.facebook.com/DreamMovieInternationalFilmProduction Gruppo Facebook : MAW International

  • Intervista alla scrittrice di Templaris Compendium Melinda Miceli

    copertinaCom’è nata l’idea della pubblicazione del saggio storico simbolico Templaris Compendium di cui si parla come il miglior testo sui Templari del XXI secolo?

    L’idea della pubblicazione di “Templaris Compendium” fu concordata con il Gran Maestro Corrado Armeri per restituire al grande pubblico la vera progressione storica e mistica che ha connotato l’Ordine ascetico e misterico dalla sua origine alla sua fine. Per tutto questo, oltre la documentazione storica non si può scrivere dei Templari solo citando le date dei concili, delle bolle, delle crociate, delle vittorie, in quanto l’ordine impone una lettura simbolica in tutto il suo divenire storico e artistico; non dimentichiamo che i Templari furono grandi costruttori di castelli e di Cattedrali. Il Gran Maestro Templare è maestro costruttore, per cui i monaci guerrieri influenzarono con il loro simbolismo tutta l’arte medievale, gotica, per finire con quella rinascimentale. Altresì gli stessi dipinti risentono dell’influenza della spiritualità templare che parla la lingua ieratica del simbolo persino nelle cromie. È noto che i Templari facessero uso, in alcuni dei loro documenti più delicati di un alfabeto segreto di 25 lettere (cioè l’alfabeto classico con I = J), ottenute dalla scomposizione degli elementi della croce delle 8 beatitudini, con l’aggiunta di alcuni punti interni. Dal punto di vista crittografico questo sistema compone un vero e proprio cifrario segreto in cui a simbolo uguale corrisponde lettera uguale. La “Croce delle otto Beatitudini”, insieme all’alfabeto dei Cavalieri del Tempio, costituisce un corpo di dottrina segreta di origine sumera, derivato dalla interpretazione del simbolo raffigurante il pianeta Nibiru. Pertanto il saggio è ricco di citazioni e a volte presenta un linguaggio Sapienziale con rimandi filosofici e alla gnosi. Ogni vero scrittore non può essere uguale o copiare un modello, la mancanza di originalità fa intravvedere l’assenza di estro artistico. Io ho sempre evitato di seguire modelli e di sottopormi a dettami particolari perché la creatività non può essere ingabbiata. Tutto ciò pur essendo anche una donna molto razionale ma la mia educazione al perfezionismo mi consente di essere tante cose.

     Ci parli del suo infinito amore per l’arte, e la creazione di Templaris Compendium

    Sono una donna nata nel secolo sbagliato; sono cresciuta con Dante, Leopardi, D’Annunzio, Shakespeare. Preferisco un romanzo storico a un’uscita in discoteca. Ho sempre amato indagare il bello e lo straordinario e solo le sconfinate menti dei grandi scrittori possono elevare lo spirito umano e dilettarlo. Sono una filologa e medievalista per studi umanistici e per la pubblicazione di saggi storici su Siracusa e la Sicilia Orientale e Templaris Compendium. Nel 2006 grazie ai miei studi e ricerche sul Medioevo l’Università di Cantherbury mi ha conferito una laurea honoris causa. Portare a termine l’opera Templaris Compendium dopo diversi studi e studi precedenti inseriti anche nei miei libri didattici creati per la Cee, L’Onu, l’Unesco, è stato un percorso di conversione di tutto lo scibile storico-culturale che avevo indagato a partire dai 27 anni a oggi. La mia infinita curiosità e passione per la ricerca storica e i misteri mi ha condotto a scrivere ben 23 libri premiati e rinomati tra cui 3 testi didattici di arte e storia per le scuole medie e superiori di Siracusa. Templaris compendium saggio storico simbolico nasce per fare luce su una storia contraddittoria che condanna i Poveri Cavalieri di Cristo, uno dei più grandi intrighi internazionali del Medioevo. Esplora quelle venature nascoste in una storia complessa e caotica per riallineare la verità e restituire al grande pubblico la vera progressione storica e mistica che ha connotato l’Ordine ascetico e misterico dalla sua origine alla sua fine così come chiestomi dal Gran Maestro Corrado Armeri.  Nel settembre del 2001 è stata riportata alla luce presso l’Archivio Segreto Vaticano una pergamena originale che si credeva credeva perduta da secoli. L’atto di assoluzione da parte di papa Clemente V all’ultimo Gran Maestro del Tempio e agli altri capi dell’ordine rinchiusi dal re di Francia nel castello di Chinon. I risultati confermano quanto contenuto in un altro importante documento conservato nella cancelleria di Clemente V, una carta privata sul quale il papa lavorò con i suoi collaboratori giungendo alla conclusione che i Templari non erano eretici. L’argomento, ovvero lo scontro tra Occidente e Oriente, si sta riacuendo e questo storico conflitto di religione che non mostra a tutti il suo vero volto, mai finirà. L’instaurarsi in Palestina dello stato d’Israele si riallaccia anche alle stragi perpetrate dal nazismo sugli ebrei. Ci sono studiosi revisionisti che lo negano ma documenti indubitabili lo rendono indiscutibile. Anche se l’Occidente vorrebbe dimenticare i tanti bagni di sangue per questa terra contesa dall’età del bronzo tra Assiri e Babilonesi e poi dai faraoni d’Egitto e poi dall’impero romano, la storia ripropone sempre i suoi nodi. Ricordiamo che anche gli arabi sono figli di Abramo e da Ismaele di cui sono discendenti anche gli Ebrei. La storia è un mistero non nel senso romantico che tanti improvvisati divulgatori cercano di veicolare per affascinare non per dare dati seri e documentari su cui fondare un discorso, non nel senso dell’enigma che incuriosisce e causa la proliferazione di fantasiosi volumi di fanta-storia. La storia ha una componente umana che ne fonda l’identità ma ha un’infinita forza caotica che è la risultante di infinite forze a volte irrisolvibili che vanno rimesse in linea logica. La Topografia del mondo antico che si occupa della ricostruzione dell’assetto del territorio e quindi dell’evoluzione del rapporto uomo/ambiente nel passato, disciplina determinante ed insostituibile alla ricostruzione storica, parla di pellegrinaggi verso la Terra Santa affrontati nonostante pericoli enormi. 

     

    Ci può sintetizzare qualche passo del suo Libro che sta avendo un successo enorme tra gli esperti del campo, ridimensionando altri autori che si sono dimostrati arretrati ?

    Templaris Compendium è un grande manuale di conoscenza storica, simbolica e iniziatica che riporta risvolti storici inediti e conoscenze scientifiche, raccogliendo documenti straordinari come gli exempla preziosa e tradizioni vicine all’ermetismo cristiano. È un libro ricco di trascrizioni e citazioni latine di studiosi eminenti del Medioevo come Jaques de Vitry, Bernald di Clairvaux, Guillaume de Tyre con un punto di vista critico, logico e sistematico che restituisce la verità sulle gesta, il credo, la lingua ieratica e la simbologia templare nell’arte e nell’architettura. Beh, tutti pensano che i Templari consideravano Giovanni Battista come loro patrono, ma non lo visto nella luce in cui è presentato nei Vangeli, erano attratti dall’alchimia, dall’astrologia, i talismani cabalistici, e accoglievano gli insegnamenti segreti dei loro capi dell’Oriente. S. Giovanni Evangelista il 27 dicembre, al solstizio d’Inverno e S. Giovanni Battista il 24 giugno, al solstizio d’Estate. Con il subentro del Cristianesimo all’antica religione pagana dei latini, il culto di Giano Bifronte, fu sdoppiato nel culto di due San Giovanni. Giano s’identificava con la luce del sole, con la divinità che illuminando fa vivere le cose e per tale immagine poteva ricordare l’inizio del vangelo di Giovanni Evangelista. I due San Giovanni risultano perciò due punti di riferimento: il Battista annuncia la Rivoluzione cristiana, l’Evangelista chiude il libro del Mondo con l’Apocalisse. L’uno è all’inizio e l’altro alla fine. L’uno è l’alfa e l’altro l’omega. Giovanni Battista poiché dice di essere “la voce di colui che grida nel deserto” ha suggerito un’interpretazione simbolica con il gallo che canta all’alba, nel deserto della notte, per annunciare la venuta della Luce. Il credo templare templare è il cristianesimo gnostico, diffuso da Maria Maddalena e dai suoi discepoli nel Sud della Francia, praticato all’oscuro del clero. Il culto iniziatico del principio femminile isideo della divina saggezza, fu camuffato da idolatria di Maria e venerazione della Madonna nera. Secondo questo credo, simile a quello dei catari, ogni uomo e ogni donna è figlio e figlia di Dio, capace di raggiungere la propria illuminazione spirituale e l’ascesa verso cieli più sublimi senza intermediari. Tale teoria trasferisce potere e responsabilità all’uomo, cui è possibile trascendere la natura dualistica per realizzare la propria natura divina nel suo infinito potenziale. Non ci sono prove che queste credenze derivassero dalle tradizioni gnostiche molto precedenti di Gesù e Maria Maddalena, ma le tradizioni catare hanno trovato la loro strada in molti degli scritti popolari del 20° secolo che rivendicano l’esistenza di una linea di sangue di Gesù. Michael Baigent, Richard Leigh e Henry Lincoln hanno affermato che il sangreal della tradizione medievale non rappresentava il Santo Graal, la coppa bevuta durante l’Ultima Cena, ma il vaso del grembo di Maria Maddalena, dunque il Sang Real, sangue reale di Gesù e il suo lignaggio discendeva da loro. Nella loro ricostruzione, Maria Maddalena si reca in Francia dopo la crocifissione, portando un bambino da parte di Gesù che darebbe origine a una stirpe che secoli dopo si sarebbe unita ai sovrani merovingi del primo regno dei Franchi, dai quali tracciano la discendenza nelle dinastie medievali che furono quasi sterminate dalla crociata albigese contro i catari, lasciando un piccolo residuo protetto da una società segreta, il Priorato di Sion. È stato anche supposto che alcuni dei testi gnostici siano stati scritti dalla stessa Maria Maddalena e che ella fosse a capo di comunità cristiane, addirittura che “l’amato discepolo” Giovanni fosse in realtà Maria di Magdala, alla quale, dunque andrebbe attribuita anche la redazione dell’omonimo Vangelo. A tale circostanza è connesso il racconto della sua straordinaria maternità, come inizio di una linea di sangue divina trasmessa lungo la linea di successione dei sovrani merovingi e giunta misteriosamente sino a noi. Il simbolo del Labirinto nelle sue versioni medievali è riconducibile alla cerimonia di fondazione delle città etrusco romane – strettamente collegata ai punti cardinali e ai solstizi – acquisita e cristianizzata nel medioevo dai monaci cistercensi, infaticabili fondatori e costruttori di abbazie, castelli, chiese e cattedrali. Oggi la maschilizzazione di tutte le sfere alte della società che da sempre vede nell’uomo intelligenza e perspicacia fa si che la produzione culturale sia ancora dominata dal maschile. Dopo le lotte femministe nel xx secolo, la donna nell’Europa occidentale ha acquisito  emancipazione ed indipendenza  riuscendo ad affermarsi in ogni ambito professionale conquistando quella dignità che per natura si merita.  L’immagine troppo spessa sminuita nel campo giornalistico e televisivo, potrebbe far pensare a nuovi accenni di predominio maschile, ma la forza delle donne che hanno lottato e che lottano tuttora per affermarsi soprattutto come intelletto dovrà ancora smentire completamente le arcaiche rivendicazioni di predominio cercando di andare oltre l’immagine di quella “donna oggetto” che ancora i mass media continuano a declinare in maniera scorretta”.

     

    Quali sono i suoi Autori e ricercatori di riferimento ?

    La bibliografia di uno scrittore saggista multidisciplinare e critico d’arte come me è infinitamente vasta. Oltre i miei libri di consultazione storica Amico, Agnello, Idrisi, Santi Correnti Franco Cuomo, Storia ed epopea della cavalleria, L’Uomo Medievale, a cura di Jacques Le Goff, cap. “Il guerriero e il cavaliere” di Franco Cardini, Henry Charles Lea, Il processo ai Templari e altri roghi, Robert Ambelain, Il segreto dei Templari, Louis Charpentier, I Misteri dei Templari,

    Ego Promitto Domino, Formula del giuramento di ammissione di un cavaliere all’Ordine del Tempio, A. Demurger: “Vita e morte dell’ordine dei Templari”, J. V. Molle, ”I Templari. La regola e gli statuti dell’Ordine”ECIG, Arena “I guerrieri dello spirito: templari, cavalieri teutonici, assassini, samurai, kamikaze” Mondadori, M. Barber: “La storia dei Templari”, F.M. De Robertis: “Federico II di Svevia nel mito e nella realtà”, e fonti bibliotecarie Vaticane etc.. Amo mantenere anche i segreti dello scrittore per cui mi fermo qui.

     

  • L’efebo di Notre Dame opera del critico d’arte Melinda Miceli recensito dal regista Stefano Reali

    copertina operaL’Efebo di Notre Dame, racconto simbolo del Certamen sulle Cattedrali della nota scrittrice e critico d’arte Melinda Miceli è stato recensito dal coltissimo e famoso regista Stefano Reali,  presidente del Comitato scientifico del Certamen per la sezione letteraria.

    A seguire la recensione del racconto indottrinatissimo che si leggerà nel catalogo “E venne il tempo delle Cattedrali” durante la mostra del Certamen “Bellezza divina- sezione aurea che si terrà dal 20 al 25 aprile presso la Biblioteca Museo Elio Vittorini. Il racconto è stato  segnalato da una targa istituzionale dalla rivista Ars Magistris per la trama misterica e il lessico nobile che caratterizza la scrittrice siciliana Melinda Miceli, nota al mondo editoriale come scrittrice stanhaliana e Dannunziana mietitrice di trofei letterari.

    Leggendo “L’Efebo di Notre Dame” della nota scrittrice e critico d’arte Melinda Miceli, si ha l’impressione di trovarsi di fronte allo zampillo di una sorgente di acqua purissima che, inaspettata, sgorga da un lastrone di pietra di montagna, tanto è limpida la prosa che fluisce libera, naturale ed adamantina dal racconto. La ricchissima, ma mai ingombrante eloquenza dell’Autrice ha il dono di fare apparire davanti ai nostri occhi avidi, tutti i Loci della sua affascinante fabula, che si snodano liquidi, sensati, necessari: a partire dal primo incontro con l’Efebo Delfo, (e già la paronomasia delle due parole sembra un campanello d’allarme, per l’erotismo ed il mistero che inevitabilmente ne seguirà), ci sembra di vedere il ponte dinanzi alla Corciergerie, così come poi vedremo l’interno della Cattedrale, con la sua magia misterica e teosofica in una dimensione soprannaturale. Nello scorrere di sentimenti, emozioni, immagini, che la Miceli riesce senza sforzo ad inanellare nel suo eloquio, quasi uno stream of consciousness joyciano, ci fa ripercorrere l’interno di quegli stessi luoghi, ma nella nostra memoria, come se li vedessimo sfocati, fuggenti, come se noi stessi, insieme ad Ariana, potessimo sentire la dolcezza dell’essere travolti dalla pubere taumaturgia di Delfo: dalla sua innocenza, ma anche dalla sua prepotenza nell’insinuarsi in uno spettrale, intimo, caleidoscopio di desideri inconfessati, e che non vedono l’ora di esplodere.E che dire della pulsionale, sistolica, ansia con cui ci ritroviamo a sentire insieme ad Ariana il suo conflitto tra il Desiderio fisico e a sua Integrità Spirituale che da quell’animo diabolico e doppio sente minacciata? Come è possibile, sembra chiedersi Ariana, poter pretendere di far convivere due meta-realtà così urgenti, indispensabili, ma che sembrano non poter essere perseguibili nella stessa incarnazione? Può un’esistenza subire l’inevitabile rassegnazione di chi si arrende a questa non compatibilità, ed è costretto a sacrificare uno di questi poli, scoprendo che magari rinunciare ad Uno significa compromettere irrimediabilmente anche il godimento dell’Altro? Ad Impossibilia Nemo Tenetur sembra dire Delfo ad Ariana, nel momento in cui le ricorda che può fuggire da qualunque cosa tranne che da se stessa, e dal suo brivido cellulare primario. Sarà la sua Spiritualità, a trionfare, o la sua pulsione erotica? Cosa prevede il samsara di questa esistenza, per lei, e forse per quella di noi tutti, con la sua ossessiva reiterata coazione a ripetere? Se l’unico animale che non impara dai suoi errori è l’essere umano, allora l’Anima che lo tiene in vita, e che anela all’Immortalità, sembra voler gridare continuamente a se stessa di poter differire, procrastinare, il Tempo dell’Apprendimento, per sperare di godere, qui ed ora, il tempo dell’Appagamento, come sintesi di due mondi che parrebbero non avere punti di contatto, ed invece ce l’hanno, nella prosa di Melinda Miceli, e trovano un loro link sottilissimo che li congiunge a sorpresa, e con soddisfazione, in questo magico, melodioso racconto intriso di misteri d’arte e psicologici che si riflettono e si specchiano nell’ambiguità psicologica del protagonista. L’efebo ci sorprende nel suo finale, così filosofico, e al tempo stesso pacato, giusta conseguenza di tutte le istanze poste e postulate, e dove si fa fatica a capire come sia stato possibile, per tutti noi, non capire la natura delle cose, la loro indispensabile polemos eraclitea. La Miceli sembra condurci per mano nell’atto di esaminare la verità della sua intuizione, poetica e gnoseologica al tempo stesso: ogni momento della nostra vita che non dedichiamo alla ricerca di una soluzione individuale a questo dissidio immanente, è un diamante che ritorna indietro, che ridiventa carbone, è un nugolo di battiti cardiaci sprecati e persi per sempre, è un’irrisione a noi stessi e alla nostra capacità di volare alto nel Cielo della Conoscenza“.

    Stefano Realicopertina Opera