Autore: Ginetta Mereu

  • Corso e Manuale di Dizione Italiana a Cagliari

     

    La nostra voce è il canale attraverso il quale ci presentiamo agli altri, il mezzo con cui comunichiamo la nostra persona al mondo. Facciamoci caso. Se una persona è particolarmente timida la sua voce ha un’intensità di volume bassa e l’articolazione delle parole può essere poco chiara e precisa, rispecchiando esattamente la sua personalità. Il lato emotivo di una persona incide sul suo modo di articolare le parole ed emettere i suoni. La rabbia, ad esempio, implica l’aumento del volume delle parole proferite, l’accelerazione del ritmo del discorso, l’uso di toni di diversa estensione e una certa rapidità nel passare da un registro sonoro ad un altro. Ne consegue che le parole dette con rabbia possano essere imprecise, poco comprensibili e che l’ascoltatore focalizzi la sua attenzione sulla modalità piuttosto che sul contenuto del messaggio.  Il controllo delle emozioni è un aspetto strettamente legato all’uso della voce: se la nostra concentrazione si focalizza su ciò che intendiamo dire, pensando di articolare ogni lettera, il messaggio arriva in modo chiaro all’interlocutore. Non è però semplicemente una questione di concentrazione e attenzione: per esplicitare l’intenzione comunicativa attraverso la parola, bisogna conoscere la grammatica della lingua, il lessico del vocabolario di base e l’italiano standard, quindi la corretta pronuncia. 

    La dizione studia la lingua nell’ambito della pronuncia dell’italiano standard, priva degli errori comuni legati alle inflessioni dialettali, alla pronuncia quotidiana, al luogo di origine, ai modi di dire ecc. Gli errori legati alla pronuncia si possono eliminare tramite lo studio, l’acquisizione e la pratica delle regole e degli esercizi di dizione italiana. Queste regole, sebbene possano sembrare esclusivamente teoriche, dipendono da un aspetto fisiologico: il funzionamento dell’apparato fono-articolatorio dell’essere umano. È dunque indispensabile, al fine di un apprendimento  della lingua in tutti i suoi aspetti, avere una conoscenza basilare delle strutture che interagiscono nel periodo che intercorre tra un’idea, e quindi un’intenzione comunicativa, alla pronuncia del messaggio da comunicare. I fattori, legati al suddetto apparato, che influenzano la pronuncia, riguardano i punti di articolazione, le caratteristiche specifiche del nostro alfabeto, la conoscenza dei suoni delle parole, degli accenti, del timbro e dell’estensione della propria voce.

    Per apprendere in modo corretto e stabile la dizione, è altamente consigliabile la frequenza di un corso di dizione italiana tenuto da un professionista che sappia valutare chiaramente le imprecisioni e gli errori degli allievi. Inoltre, un corso di gruppo consente l’apprendimento passivo della materia in esame, tramite l’ascolto e la comprensione degli errori altrui. È forse superfluo dire che la dizione non si applica soltanto in presenza del docente, ma che è necessario esercitarsi quotidianamente per ottenere i giusti risultati, anche utilizzando un manuale di dizione italiana apposito. Gli esercizi sono soltanto un mezzo per raggiungere l’obiettivo di una comunicazione efficace, libera da inflessioni e accenti regionali, che si adatti alle esigenze poste dal contesto in cui si parla e al pubblico a cui ci si rivolge, i quali non devono essere necessariamente inerenti all’ambito lavorativo e professionale di un soggetto. L’unica motivazione fondamentale affinché si stabilisca il giusto approccio alla materia è la volontà di presentarsi agli altri in un modo piuttosto che in un altro.

  • “L’amore per le parole”

    Domenica 16 febbraio alle ore 19.00 presso Palazzo Siotto, i partecipanti al laboratorio avanzato di lettura espressiva si trasformeranno in traghettatori di emozioni e presteranno la loro voce ad alcuni racconti che hanno come protagonisti i libri e l’amore.
    Vi aspettiamo.

    Diretto da Francesca Saba
    Con Serena Boi, Elisa Casula, Anna Murgia, Barbara Murgia, Pierluigi Petrucci

    DOVE
    Palazzo Siotto, via dei Genovesi 114, Cagliari

    QUANDO
    Domenica 16 Febbraio ore 19.00

    BIGLIETTI
    Intero 5€
    Ridotto soci 3€

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330

    Laboratorio di lettura espressiva

  • Seminario di sceneggiatura “Inventare la realtà”

    INVENTARE LA REALTA’
    Stage intensivo di scrittura cinematografica

    La scrittura è un aspetto fondamentale e spesso poco compreso del processo di realizzazione di un film. Al giorno d’oggi, specie nelle serie televisive, siamo spettatori di un livello di ‘scrittura dell’immagine’ talmente raffinato da farlo quasi apparire facile. Niente di più falso: è semplice, non facile. Per arrivare però alla semplicità, è necessario conoscere i meccanismi che la regolano e i trucchi per giungere a un’esposizione del racconto compiuta, comprensibile e rivelatrice allo stesso tempo.
    Lo stage, articolato in due giornate, ha lo scopo di far produrre ad ogni studente un elaborato (una breve sceneggiatura), seguendo alcuni passaggi fondamentali:

    – la costruzione del personaggio( “Da persona a carattere a personaggio; biografia; need and want”)
    – l’articolazione della trama( “Da fabula a trama; conflitto; l’uso del tempo”)
    – il dialogo (“Ho la storia, ho i personaggi. Cosa gli faccio dire? Perché?; dialogo e intenzione; il silenzio parla molto più della parole).

    DOCENTE
    Fabio Sanna
    http://www.artistifuoriposto.com/compagnia/fabio-sanna/

    DOVE
    Spazio Kairòs, Via Martini 23 a Cagliari

    GIORNI E ORARI
    22 Febbraio – dalle 9:30 alle 15:30 (con pausa pranzo)
    23 Febbraio – dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 15:00 alle 18:00

    QUOTE DI PARTECIPAZIONE
    La quota di partecipazione è di € 100,00 (sconto del 25% per i tesserati 2020)
    Tessera annuale 2020 € 5,00

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330
    http://www.artistifuoriposto.com/corsi/laboratorio-di-lettura-espressiva-e-dizione-cagliari/

  • Corso di Dizione italiana a Cagliari

    Il Corso di Dizione italiana è rivolto a tutti coloro che desiderano migliorare la propria voce, rendendola piacevole e capace di BUONA COMUNICAZIONE. In molteplici contesti lavorativi, non solo nel campo della recitazione, ci viene richiesta una buona presenza e una buona presentazione, che passa sicuramente attraverso l’uso consapevole della lingua italiana.

    Obiettivo del corso è fornire agli allievi le regole della corretta pronuncia italiana che una volta imparate devono essere fruibili dall’utilizzatore con la stessa facilità della parlata o accento locale.

    DOVE
    Spazio Kairòs, Via Martini 23 a Cagliari

    QUANDO
    Dal 21 Febbraio al 17 Aprile 2020 (si salta il 13 Marzo), il venerdì dalle 18:00 alle 19:30

    DOCENTI
    Filippo Salaris
    Piero Murenu

    INFORMAZIONI
    [email protected]
    3938256330
    http://www.artistifuoriposto.com/corsi/laboratorio-di-lettura-espressiva-e-dizione-cagliari/

  • Debutta “Come bestie allo zoo” degli Artisti Fuori Posto al Teatro delle Saline

    Immagina una città che potrebbe essere la tua. Immagina i palazzi di una periferia. Immagina le persone che vivono dentro uno di quei palazzi. Infine immagina di essere tra loro e di sentirti come una bestia allo zoo. E “Come bestie allo zoo” è proprio il nome della nuova produzione della compagnia Artisti Fuori Posto che debutterà il 21 Dicembre alle ore 21:00 al Teatro delle Saline di Cagliari all’interno della rassegna “Botti di Natale” organizzato dalla compagnia teatrale Origamundi.

     

    Lo spettacolo, scritto e diretto da Filippo Salaris e arricchito dalla colonna sonora originale di Michele Marescutti, è ambientato nella città di Cagliari dove gli Artisti Fuori Posto indagano sulle dinamiche umane che portano all’odio all’interno di una città multietnica, in cui la convivenza forzata e la povertà generano illegalità. In scena gli attori Alessandro Pani, Francesca Saba, lo stesso Filippo Salaris e la voce registrata di Piero Murenu, presentano uno spaccato di vita che disegna un mondo in cui tutti sono vittime e tutti sono carnefici di qualcun altro. 

     

    “In un certo senso questo si sposava bene con l’idea che avevamo della città. Ci eravamo cresciuti dentro, da quando eravamo bambini. In quelle strade ci avevamo giocato a pallone, ci siamo scambiati le figurine. Ci siamo raccontati i nostri segreti. Ci stavamo stretti e comodi allo stesso tempo. Eravamo come bestie allo zoo”, racconta Crabu che, insieme a Garau e Claudia, è uno dei tre personaggi che danno vita al testo, a cavallo tra la commedia e la tragedia esistenziale.

     

    Una tragedia dettata dalle dinamiche culturali del quartiere, della famiglia e della criminalità che portano tutti a sopraffare o a essere sopraffatti. Come dice uno dei personaggi, Garau, “siamo tutti i negri di qualcuno” e se non vuoi essere schiacciato devi trovare qualcuno da schiacciare, in una costante e animalesca lotta tra gli ultimi per diventare i penultimi.

     

    Sede spettacolo: Teatro delle Saline – Piazzetta Billy Secchi 3/4, CAGLIARI

    Giorno:  21 Dicembre 2019, Ore 21:00

    Ingresso:  INTERO: 10 €

    Informazioni e Prenotazioni

    Compagnia Origamundi Teatro

    Tel. 333 6853960

    Mail. [email protected][email protected]

     

    www.artistifuoriposto.com

  • Come rendere la propria voce espressiva

    Tutti abbiamo bisogno di esprimere le nostre emozioni e sentimenti.

    L’arte è, nella nostra società, la mediazione tra la realtà e il mondo interiore che l’artista mette all’interno dell’opera artistica.

    Un testo è la formalizzazione di ciò che non ha forma, ossia l’idea, la storia che ne sta alla base.

    Chi legge per diletto, a differenza di chi deve tenere discorsi pubblici e, quindi, deve leggere per motivi professionali, non ha l’abitudine di leggere per qualcuno. Qual’è la differenza sostanziale? Cosa comporta leggere di fronte a un pubblico? 

    Leggere per qualcuno comporta l’adattamento del proprio tono di voce alle condizioni del pubblico, all’età degli uditori, al loro livello di attenzione, ai possibili problemi legati al loro apparato uditivo. Per rendere la voce piacevole all’ascoltatore è importante avere una buona pronuncia e quindi utilizzare una corretta dizione. Inoltre, dovendo presentare il testo attraverso la nostra voce, dobbiamo conoscere noi stessi il contenuto del testo e le nostre possibilità vocali in termini di estensione, timbro e intensità. Queste conoscenze non vengono imparate semplicemente leggendo, ma sono oggetto di studio durante i corsi e i laboratori di lettura espressiva.

    Il pubblico deve percepire le nostre emozioni attraverso i contenuti del testo e il modo in cui questo viene letto. Se un romanzo trasmette malinconia, probabilmente il contenuto del testo descrive situazioni che l’autore ricorda con malinconia. Ma l’espressività del testo dipende principalmente da come il lettore utilizza la sua voce e da in che modo, attraverso essa, riesce a esternare le emozioni che prova leggendo quelle parole. 

  • Perché è importante leggere

    La lettura di fronte a un pubblico viene affrontata principalmente nella carriera scolastica e professionale. Raramente ci si incontra semplicemente per leggere, per esprimere le proprie emozioni e convinzioni attraverso un testo.

    Per questo motivo, la lettura è spesso associata alla carriera scolastica, universitaria o inerente a professioni legate all’editoria e al giornalismo. Questi ambiti prediligono lo studio della lettura dal punto di vista grammaticale, e quindi teorico, ma mettono in secondo piano gli aspetti pratici del leggere.

    Una buona lettura ha bisogno dello studio della voce, quindi dell’esplorazione di tutte le tonalità che la propria voce raggiunge, della gestione del fiato adatta al flusso testuale e alla punteggiatura. 

    A seconda di come si sfruttano le potenzialità fisiche del proprio apparato fonologico  cambia il modo in cui un testo viene letto e compreso. Un laboratorio di lettura, a differenza dei  corsi di lettura permette di studiare e migliorare le caratteristiche fisiche che modificano la qualità e l’espressività della lettura. Lo studio da intraprendere dipende in larga misura dal pubblico di fronte al quale si legge.

    In ambito professionale è necessario accompagnare alla lettura una corretta dizione e il rispetto della punteggiatura  ma il testo deve adempiere al proprio valore comunicativo, convincendo il pubblico del suo contenuto. 

    A seconda del motivo per cui si decide di intraprendere uno studio della lettura approfondito, si possono frequentare laboratori di lettura che mettano in primo piano le abilità che lo studente vuole sviluppare. 

    La lettura professionale e quella fatta per diletto sono quindi legate dal comune scopo: convincere il pubblico di ciò che si sta leggendo.

  • La dizione come specchio di sé

    La voce è il mezzo mediante il quale ognuno di noi si presenta al mondo. 

    La buona pronuncia non è una prerogativa importante esclusivamente nell’ambito professionale ma in qualsiasi settore in cui la comunicazione abbia un’importanza fondamentale. Pensando, quindi, alla comunicazione, si può affermare che qualsiasi ambito artistico, dalla musica, al teatro, al cinema, alla lettura, necessita di uno studio sulla pronuncia italiana sebbene l’aspetto della comunicazione diretta in pubblico non sia, in alcuni casi, quello centrale. Se pensiamo a un musicista, ad esempio, l’attività che gli viene attribuita direttamente è suonare uno strumento o cantare. Riflettendoci più attentamente però, gli studi musicali non comprendono esclusivamente lo studio sullo strumento ma anche studi teorici complementari, per i quali è quindi necessario comunicare. Per quanto riguarda i settori del cinema e, soprattutto del teatro, lo studio della corretta dizione italiana è fondamentale nonché requisito necessario per la partecipazione a concorsi, bandi e spettacoli.

    Le regole di dizione sono oggetto dei laboratori di dizione e vengono messe in pratica attraverso le simulazioni contestuali.

    Ma un laboratorio di dizione prevede anche l’acquisizione di conoscenze e abilità che sembrano slegate dalla dizione: lo studio sulla respirazione, la presa di coscienza sulla durata dell’estensione del fiato, l’esplorazione del proprio timbro ottimale e delle voci nascoste nel proprio apparato fonatorio e la sillabazione.

    Perché, dunque è importante frequentare corsi di dizione?

    Come già accennato in precedenza, non si tratta soltanto di un requisito richiesto a livello professionale, ma di una necessità personale. È il bisogno a presentarsi in un certo modo che spinge a correggere i propri difetti di pronuncia legati al luogo di origine, agli usi comuni (errati) della lingua italiana e alle influenze derivanti dall’insegnamento durante l’età infantile.

    All’inizio può essere difficile far accettare, soprattutto, alla famiglia e agli amici stretti, un nuovo modo di porsi. Infatti, cambiando la propria pronuncia cambia completamente il modo in cui ci si pone nei confronti di se stessi e degli altri.

  • Cinema in teoria e in pratica

    Il cinema è un settore artistico, che, come il teatro, richiede di mettersi in scena e presentare se stessi attraverso l’opera teatrale o i prodotti audiovisivi rappresentati.

    Un corso di cinema prevede lo studio degli aspetti teorici legati alla storia del cinema, alla filmografia e alla biografia che hanno fatto da modello al cinema odierno, agli aspetti tecnici necessari al lavoro pratico di un regista, di un attore e di un sceneggiatore.

    I corsi di cinema a cagliari, come quelli che si tengono in alcuni corsi di laurea della facoltà di studi umanistici, ad esempio, sono impostati sul cinema come linguaggio e come mezzo di comunicazione. Prendono quindi in considerazione aspetti differenti e, soprattutto, più teorici rispetto a un laboratorio di cinema pratico, tenuto da registi o attori, piuttosto che da docenti universitari che non lavorano sul campo. I corsi che analizzano il cinema dal punto di vista strettamente comunicativo, devono studiare l’audience, il pubblico, le reazioni di chi guarda e ascolta, la storia del cinema, i modelli che hanno portato ai prodotti cinematografici attuali, ma ai prodotti audiovisivi in generale, legati quindi anche alla televisione e alle serie tv. I laboratori di cinema, invece, si soffermano sugli aspetti pratici che portano alla produzione di un prodotto audiovisivo: le varie fasi di realizzazione di un cortometraggio, la scrittura della sceneggiatura, l’analisi delle inquadrature, quale tipo di campo si vuole utilizzare, l’uso della macchina da presa, l’uso della voce in relazione all’ambiente, alla scena e al pubblico, il montaggio audio-video. Studiando il cinema da un punto di vista pratico si prendono in considerazione, quindi, aspetti che, dal punto di vista teorico, non sono motivo di difficoltà sulla scena. L’audience, studiata come parte di un sistema comunicativo teorico, presenta differenti implicazioni rispetto a quelle che comporta il pubblico concreto, presente in sala. 

    Per i motivi suddetti, i corsi e laboratori di cinema sono poco efficaci dal punto di vista professionale se vengono frequentati separatamente.

  • Il teatro a Cagliari

    Si pensa spesso al teatro come un’attività noiosa, elitaria e legata a un periodo storico in cui non esistevano i media che nel mondo odierno hanno raggiunto un livello massimo di consumo. 

    Senz’altro è un media che, sia dalla parte del consumatore che del produttore, non raggiunge gli stessi numeri della televisione, del web, del cinema ma, essendo il teatro il precursore, ci aiuta a capire gli aspetti comunicativi che stanno alla base del sistema mediale odierno. Per questo motivo, chiunque si proponga di lavorare nel campo del cinema, della televisione o, direttamente, del teatro deve studiare molti aspetti del settore teatrale.  

    Nel corso dello sviluppo mediale, è cambiato il pubblico, è cambiato ciò che vuole vedere, sono cambiati gli attori, i produttori, i contenuti variano in base al canale mediale utilizzato. Il fatto di avere un pubblico attivo presente in sala ha delle implicazioni inerenti al modo in cui gli attori devono recitare, come ad esempio, il tono della voce, le espressioni del volto, il movimento del corpo e i contenuti della sceneggiatura. Il pubblico, infatti, deve poter sentire chiaramente le parole degli attori, ha delle reazioni a seconda delle tematiche portate in scena e viene condizionato dal modo in cui il regista decide di costruire lo spettacolo. 

    I corsi di teatro permettono la pratica sul palco, sia durante lo svolgimento delle lezioni che nella fase finale di messa in scena del lavoro fatto durante il corso. Il teatro, come i media fruibili attraverso il web e la televisione, ha bisogno della base fondamentale della lingua italiana e quindi della corretta pronuncia italiana, acquisibile tramite i corsi di dizione, e della pratica di alcuni movimenti del corpo e del volto. Infatti, la maggior parte dei corsi di teatro a Cagliari e in Italia in generale, propone un programma che mette in luce il lavoro sul palcoscenico che implica la conoscenza del proprio corpo, della propria voce, del ritmo e del tempo teatrale, ed una consapevolezza della propria respirazione e durata del fiato. Questo lavoro è il fondamento delle lezioni di improvvisazione, di analisi del personaggio, di interpretazione e messa in scena. 

    Quest’ultima è la parte che viene portata sul palco, insieme al corpo e alle emozioni.