Autore: elenagolliniartblogger

  • È online la mostra intitolata “Cinzia Atzori: Arte + Fantasia= Artisticando”

    La mostra online dal titolo volutamente originale, alternativo e scanzonato “Cinzia Atzori: Arte + Fantasia= Artisticando” è ufficialmente stata inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state appositamente selezionate e scelte 20 opere, che denotano la profonda capacità creativa e la spiccata propensione comunicativa della talentuosa artista contemporanea. Al riguardo, la Dott.ssa Gollini ha voluto esprimere alcune significative valutazioni, manifestando e dimostrando il suo pieno e sincero apprezzamento verso il percorso eclettico che la Atzori sta portando avanti con entusiasmo e trasporto appassionato: “Osservando con attenzione la produzione di Cinzia si coglie da subito lo slancio e l’afflato emozionale puro e incondizionato, che la guidano nell’azione creativa convogliando un flusso energetico dinamico di positiva vitalità, che viene immesso direttamente nelle opere e che poi si sprigiona e si propaga all’esterno con potente efficacia impattante. Dalle opere trapela appieno tutto l’amore viscerale verso il concetto di arte intesa come canale divulgativo universale, che si associa al concetto di sapere e di conoscenza accessibile e alla portata di tutti e al contempo anche al concetto di percezione sensoriale libera e disinibita, che si spinge ben oltre il semplice approccio ottico e visivo e approda ad una compenetrazione visionaria davvero coinvolgente e stimolante. Per Cinzia è fondamentale instaurare un rapporto di relazione autentica e spontanea con lo spettatore-fruitore, che deve diventare a tutti gli effetti un rapporto radicato e consolidato che si rafforza gradualmente e progressivamente e diventa una vera e propria condivisione fiduciaria. Il dialogo aperto e genuino, che Cinzia intavola con lo spettatore-fruitore è frutto di un incipit motivato e convinto, poiché si basa anche sul concetto di arte da vivere nel quotidiano traslato a sua volta nel concetto di arte da indossare. Ecco, perché Cinzia risulta particolarmente versatile e la sua arte particolarmente duttile e camaleontica. Questo la pone al passo con i tempi e la canalizza in una dimensione concepita già anche come futuribile. La sua moderna visione creativa risulta anche di impronta cosmopolita e accoglie in sé delle alchimie eterogenee, delle commistioni sfaccettate, delle variegate mescolanze ad intreccio, che contribuiscono a fornire più chiavi di lettura e più opportunità articolate di interpretazione e rendono la sua produzione ancora più accattivante e convincente. Arte considerata dunque come strumento di avvicinamento sociale e di confronto collettivo, che si proietta nel presente ma guarda già anche al futuro”.

     

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  • È online la mostra di Virgilio dal titolo emblematico “Le finestre sull’invisibile di Virgilio”

    L’eclettica artista conosciuta con lo pseudonimo di Virgilio è stata scelta dalla Dott.ssa Elena Gollini per entrare ufficialmente a far parte del circuito delle mostre online da lei curate. L’esposizione ha raccolto venti opere particolarmente impattanti e significative per delineare al meglio i tratti salienti caratterizzanti della sua poetica espressiva e della sua versatile impronta stilistica intrisa di contenuti sostanziali sottesi e di suggestioni intense. La mostra è intitolata “Le finestre sull’invisibile di Virgilio” e ha come opera testimonial una rappresentazione particolarmente evocativa dal titolo “Rien ne va plus” di recente realizzazione. La Dott.ssa Gollini nel manifestare le sue riflessioni sull’operato artistico di Virgilio ha commentato con considerazioni valutative di grande elogio. In particolare, ha dichiarato: “Considero Virgilio un vero e proprio modello ad esempio di donna-artista di valore e di spessore, che si pone volutamente al di fuori delle convenzioni massificate e dei cliché imposti e cerca una propria nicchia comunicativa esclusiva. Virgilio si è conquistata un proprio status creativo, che le consente di arrivare a quella dimensione di invisibile, intesa come dimensione di oltre non immediatamente visibile e tangibile, come percezione sensoriale e sensibile che genera un consapevole risveglio sensoriale e attiva un’azione-reazione spontanea e disinibita. Per Virgilio l’arte dev’essere guardata e osservata non in modo superficiale, ma con un approccio responsabile e coerente, con una predisposizione autentica. Attraverso la sua corposa produzione estrapola e apre delle finestre virtuali, che sono come delle aperture mentali e psicologiche che ognuno deve scoprire e ricavarsi per poter davvero trovare un appagamento pieno. Ogni opera possiede un proprio registro narrativo cifrato e codificato, una propria orchestrazione compositiva che dev’essere attentamente contestualizzata per trovare le giuste chiavi di lettura. Virgilio riserva e concede allo spettatore una fruizione libera, ma al contempo lo esorta e lo sprona ad una presa di coscienza critica e analitica. In tale direzione di pensiero l’arte acquista anche il plus valore di messaggio sociale e comunitario e si rivolge all’intero gruppo sociale, diventa uno strumento collettivo e comunitario di diffusione e di divulgazione efficace, incisiva e funzionale, ben oltre e a prescindere dalla semplice componente estetica e formale. Virgilio ci guida e ci accompagna dentro il suo prezioso mondo evocativo rievocativo e ci aiuta a penetrare e ad addentrarci in quell’invisibile, che ci eleva e ci innalza oltre l’apparenza”.

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  • Paolo Solei in mostra con la sua speciale “Arte per sognare”

    Paolo Solei è stato scelto appositamente come artista di alto livello per prendere parte all’esclusivo circuito di mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. L’esposizione è intitolata “Arte per sognare” per dare il giusto risalto all’importante componente onirica del sogno, che viene costantemente generata e alimentata attraverso la visionarietà fantastica delle raffigurazioni, che pulsano e vibrano di intensa vitalità e di incalzante dinamismo plastico accentuando la dimensione bidimensionale e strutturando un approccio molto più intenso. La componente onirica del sogno, che funge da pilastro cardine della poetica pittorica di Solei, serve per orientare, indirizzare, canalizzare, convogliare l’attenzione curiosa dello spettatore e diventa un cosiddetto coup de théâtre davvero sorprendente all’interno dello scenario narrativo. Questa componente onirica viene abilmente e doviziosamente calibrata a monte nella sua potente forza comunicatrice per dare garanzia di resa di impatto ottimale e consentire un contatto visivo e percettivo davvero catalizzante. La Dott.ssa Gollini ha commentato e spiegato al riguardo: “Quando l’immaginazione si accende e prende vita attraverso il sogno diventa ancora più avvolgente e coinvolgente. L’immaginario onirico di Paolo viene supportato anche dal colore e dalla tavolozza cromatica, che appare sempre molto marcata, vivace, luminosa, brillante, seducente e seduttiva nelle sue dense e corpose declinazioni e combinazioni tonali molto accattivanti. La produzione di Paolo ben si sposa e ben si accosta anche con il concetto di Figurativo magico, proprio perché racchiude in sé quel tratto e quell’aspetto fiabesco che rende le immagini sequenziali, parti di un racconto incantato sospeso dentro una nicchia protettiva impenetrabile, inviolabile, che Paolo rende appositamente pura e incontaminata, all’insegna di un concetto di arte ideale e idealizzata che deve ergersi sempre a vessillo di pensieri limpidi, di sentimenti puliti, non inquinati da concetti torbidi e ambigui, ma sempre mantenuti cristallini e declinati al motto simbolico di -L’arte è tutto quello che emoziona e permette di guardarsi dentro fino in fondo-”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-sognare-paolo-solei/

  • Il dinamismo estatico nella pittura di Roberto Re

    Roberto Re è capace di passare dall’apparente staticità inerme e fissità immobile di un quadro a un tripudio trionfale di dinamismo estatico e di movimento plastico, imponendo alle opere uno stimolo connaturato fremente e vibrante, una pulsazione vigorosa interna e intima, che prende corpo e le anima, ne alimenta l’energia vitale incalzante. Ecco, perché le sequenze narrative dello scenario compositivo sembrano parlare, come se attraverso la materia pittorica emergessero e affiorassero dei volti immaginari, degli occhi scrutanti e scrutatori e delle bocche parlanti, che sussurrano i loro messaggi cifrati e codificati attraverso il registro linguistico della dialettica semantica astratta e informale”. Così la Dott.ssa Elena Gollini spiega la portata concettuale e lo spessore dello speciale dinamismo, che si sprigiona dalla produzione pittorica di Re e si canalizza in un magnetismo prorompente, in una capacità estesa e dilatata ad infinitum di canalizzare energia e forza centripeta. E ancora la Dott.ssa Gollini, proseguendo nell’analisi critico-riflessiva sottolinea e rimarca: “Roberto conferisce un’immensa ed enorme potenzialità comunicativa alle opere e offre al fruitore un approccio di contatto estatico, lo esorta a soffermarsi lungamente e ad affinare e perfezionare la propria sensibilità recettiva. La sua indiscussa bravura nella sperimentazione e nella ricerca non convenzionale lo porta a ottenere soluzioni impreviste e inaspettate, facendolo a sua volta scoprire con meraviglia e stupore i sorprendenti esiti e risultati finali. La capacità di Roberto di fare parlare le opere, pur senza avvalersi della figurazione tradizionale classica, è un plus valore ragguardevole. Ogni quadro parla e dialoga senza essere dotato di un corpo figurale inteso in senso classico, ma avvalendosi del campo attrattivo delle emozioni e delle sensazioni pure, che si espande gradualmente e progressivamente tutt’intorno superando e oltrepassando i limiti spazio temporali imposti e varcando la soglia di una sfera emotiva e intima recondita, conservata, custodita e protetta nel profondo ego giungendo anche alla dimensione dell’inconscio. La materia pittorica nella sua paradigmatica sintesi astratta diventa intrigante e affascinante, enigmatica e misteriosa, gli sguardi virtuali che scrutano con attenzione compartecipe si fissano sulle immagini e sulle visioni e dirigono e guidano l’osservazione con massima libertà di pensiero e al contempo indirizzano anche il pensiero di Roberto, entrando in piena e completa simbiosi con la sua anima creativa”.

    Consultate il sito di Singulart per visionare il circuito di opere in vendita:

    https://www.singulart.com/it/artista/roberto-re-19205

    E il sito della galleria Wikiarte:

    https://www.wikiarte.com/roberto-re

  • Pubblicata online la mostra “Energia creativa” di Cristina Tichitoli

    L’artista contemporanea Cristina Tichitoli, in arte Crys”, è stata ufficialmente selezionata dalla Dott.ssa Elena Gollini per prendere parte al progetto delle mostre online da lei curate all’interno di un’esclusiva piattaforma web. L’esposizione dedicata alle creazioni della Tichitoli è stata intitolata “Energia creativa” per dare il massimo risalto alla componente fondamentale e imprescindibile dell’energia, che supporta e sostiene il gesto e l’atto pittorico e diventa primaria come fonte e genesi d’ispirazione. La Dott.ssa Gollini ha posto in risalto alcune caratteristiche salienti dell’operato artistico della Tichitoli, che ne amplificano e ne accentuano il talento innato e l’estro vivace e incalzante. In particolare ha commentato: “Energia potente, energia pulsante, energia vibrante, energia che si propaga e assume sembianze visionarie. Non potevamo scegliere titolo migliore per designare la mostra di Cristina e dare importanza a questa portata energetica, che sfocia in un dinamismo plastico e in un movimento rivitalizzante. Cristina si ispira alle tendenze di orientamento Pop e New Pop, ad una filosofia espressiva molto attuale e molto sentita all’interno del panorama odierno, che vuole l’arte in costante e continuo divenire, che ama l’arte trasformista e camaleontica, inedita e sui generis, originale e non ripetitiva. L’arte pittorica di Cristina impostata secondo queste moderne concezioni risponde dunque perfettamente alle preferenze e ai gusti contemporanei e riesce a intercettare un bacino di fruizione a largo raggio e un target di estimatori consistente. A livello tecnico e strumentale, senza dubbio Cristina denota una padronanza ottimale nella perizia progettuale ed esecutiva. Nelle opere si ritrova il senso più intimo e profondo del difficile mestiere della tavolozza. Cristina si dimostra raffinata e sapiente artigiana del colore e delle combinazioni cromatiche e tonali. Non le interessa la sperimentazione fine a se stessa e tanto meno la sterile provocazione, che ha costellato buona parte della pittura figurativa del Novecento. Al contrario, ci tiene a recuperare e a valorizzare i principi cardine dell’arte pittorica, quelli che si basano sull’approfondita e accurata conoscenza del disegno e dell’uso del colore, giocato sulle vibrazioni tonali, sui contrasti chiaroscurali e sugli equilibri cromatici ben dosati e misurati. Cristina trasferisce e trasporta le sue stesse emozioni nei quadri, riuscendo tuttavia a rappresentare con puntuale oggettività, senza mai rifugiarsi in eccessi decorativi e descrittivi, sapendo cogliere e manifestare in tutta la sua pienezza un intenso accorato lirismo del cuore evocativo e un’intesa gioiosa poesia dell’anima”.

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  • È online la mostra “Palingenesi” di Anna Maria Orazi

    Con un circuito di venti opere di particolare valenza estetico-formale e contenutistico-sostanziale, l’artista Anna Maria Orazi è entrata ufficialmente a fare parte della piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. Il titolo concertato e scelto appositamente per l’esposizione è “Palingenesi” parola chiave densa di significato simbolico e metaforico, che per la Orazi costituisce una commistione sinergica di concetti e di messaggi, che avvalorano e integrano la formula espressiva e l’apparato narrativo della produzione. La Dott.ssa Gollini nel porre in rilievo gli aspetti distintivi di interessante stimolo riflessivo e valutativo ha asserito: “Anna Maria artista dotata di forte sensibilità intuitiva, è molto attenta a rappresentare e rievocare la sua propria speciale realtà visionaria, puntando e focalizzando il climax sull’empatia dell’immagine, che evidenzia ed esalta con abile e sapiente maestria. Ogni scenario proposto possiede insito e connaturato una sorta di DNA genetico intrinseco, una precisa e mirata percezione ritmica segnica e cromatica, che ne definisce la fisionomia distintiva qualificante. Questa percezione infonde e trasmette una cadenza timbrica sequenziale all’intero costrutto strutturale e pone un riflesso di richiamo verso un meccanismo omogeneo ed equilibrato, verso un’armonia di bilanciamento e di livellamento uniforme e proporzionato, dove ogni creazione conserva un proprio spazio centrale e una propria importanza peculiare esclusiva e viene convogliata dentro un intreccio sensoriale energetico molto potente, dove ogni opera-tassello diventa parte integrante primaria e fondamentale di un enorme e magico mosaico. Lo spazio fenomenico in cui si snoda e si muove questo intreccio in perfetta coesione, viene poi accolto e condiviso dallo spettatore, che diventa automaticamente attore-coprotagonista e instaura un rapporto interattivo molto intenso fin dal primo sguardo. Ogni opera-entità acquista vita propria e grande avvolgente dinamismo vitale e si inserisce dentro una proiezione recettiva molto sfaccettata, che consente un’osservazione approfondita e lo sviluppo di un paradigma interpretativo articolato in modo versatile. Anna Maria donna-artista molto volitiva attribuisce una propria distinta personalità ad ogni creazione-creatura, che vive di una vita animisticamente presente e compenetrante”.

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  • Livia Carpentieri protagonista in mostra online “Evocazione ed essenza”

    L’artista Livia Carpentieri è stata selezionata per l’inserimento all’interno della piattaforma di mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. L’esposizione si intitola “Evocazione ed essenza” titolo paradigmatico molto significativo, che definisce al meglio la profonda incidenza della componente evocativa e rievocativa associata e connessa all’essenza pregnante sostanziale. La mostra mette in evidenza un circuito di venti opere pittoriche scelte appositamente come simboliche rappresentazioni testimonial della spiccata capacità espressiva della Carpentieri rafforzata e avvalorata in toto dal forte potere comunicativo. La Dott.ssa Gollini nel porre l’accento sugli elementi caratterizzanti distintivi della pittura della Carpentieri ha commentato: “Livia ha trovato la propria qualificante portata pittorica mettendo in primo piano evocazione ed essenza. A livello formale riesce sempre a ottenere soluzioni convincenti e molto gradevoli e piacevoli come impatto visivo ed estetico. A questa connotazione positiva della struttura associa la sua personale e soggettiva rivisitazione rielaborativa ad hoc e rende le sue copie d’autore delle speciali orchestrazioni sceniche, dotate di vita propria, di stimolo evocativo e rievocativo e di essenza contenutistica, a prescindere dall’opera originale a cui fanno riferimento. Livia ha la capacità innata di trasformare il suo talento di copista in un talento di sperimentazione creativa inedita, non limitandosi a dare soltanto una semplice e banale descrizione fotografica sfociante in una riproduzione pedissequa ed emulativa, ma bensì aggiungendo ad ogni raffigurazione il proprio specifico quid di variabile rappresentativa. Ecco, perché ritengo che sarebbe assolutamente sbagliato ed erroneamente inappropriato considerare le sue opere come copie e riproduzioni fini a se stesse. Livia imprime ad ogni creazione una sua identità e una sua autonomia, un affrancamento indipendente e conferisce una dignità peculiare separata da quella dell’originale e diversa nell’essenza genetica costitutiva. Livia lavora con esperta e matura perizia e si rende portavoce di un messaggio che va oltre l’immediata visione estetica. Vuole celebrare e omaggiare la bellezza sublime e sublimata, ideale, eterea, eterna e perpetua dell’arte, che funge da linguaggio universale di collante, che nei secoli ha accompagnato e guidato l’evoluzione e lo sviluppo sociale ed è imprescindibile ancora oggi da ogni progresso e miglioramento evolutivo”.

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  • Gianluigi Zeni porta in mostra online il suo “sguardo oltre”

    Gianluigi Zeni ha esposto sulla piattaforma di mostre online a cura della Dott.ssa Elena Gollini le sue pregevoli opere scultoree che ne fanno emergere appieno la padronanza strumentale e le risorse variegate scaturite dalla fantasia incalzante e dall’estro creativo innato. La mostra è stata designata con un titolo, che riassume e sintetizza perfettamente l’intento artistico a monte perseguito e raggiunto da Zeni. Infatti, si intitola “Lo sguardo oltre” proprio perché l’artista scultore vuole spingere, orientare, indirizzare, canalizzare e proiettare lo sguardo dello spettatore ad andare oltre l’opera stessa nella sua immediata prospettiva materiale estetica, sollecitando una visione accurata e attenta, uno scandaglio di analisi accorto e intuitivo, una valutazione analitica a tutto tondo. La Dott.ssa Gollini ha espresso delle interessanti riflessioni e considerazioni a riguardo dichiarando: “Gianluigi è un artista scultore del contemporaneo, che trasmette nelle opere l’immagine del rappresentare con la carica di movenze dinamiche e di percezioni interiori, che consentono al fruitore di vedere e guardare oltre. Le opere possiedono una grande eleganza ricercata e una soave e delicata raffinatezza compositiva, che denotano il gusto virtuoso e aggraziato per il senso del bello, attingendo dagli insegnamenti e dalle lezioni del passato e riportandoli nel presente con una personale rivisitazione molto attuale e accattivante. Gianluigi realizza un’arte scultorea che non si pone controcorrente rispetto alla tradizione e che risulta indiscutibilmente in simbiosi armonica ed equilibrata con il nostro tempo, con il nostro vissuto quotidiano, con la realtà e la dimensione reale circostante. La sua ricerca creativa coincide con importanti momenti di attenta riflessione e si declina attraverso una pura gioia estetica contestuale alla gioia interiore. Gianluigi riesce a imprimere alle sculture quella carica emotiva piena e quella potenza di spessore espressivo autentica. La sua formazione artistica si sviluppa e progredisce attraverso un lungo percorso, che lo conduce alla conoscenza della rappresentazione formale e contenutistica. La sua ricerca sperimentale viene condotta con impegno e diligenza, con dedizione e devozione, senza compromessi e senza condizionamenti esterni. La sua arte scultorea, perfettamente inserita e inglobata nel panorama scultoreo della contemporaneità, è senza tempo e assurge alla più alta e nobile espressione del procedere nel multiforme sistema dell’arte in tutta la sua movenza di spettacolarità suggestiva, di poesia aulica e di grande intimità e introspezione visionaria”.

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  • Daniel Mannini: una pittura all’insegna del movimento dinamico

    La pittura astratto-informale di Daniel Mannini è senza dubbio meritevole di attenzione e di considerazione, in quanto l’artista-pittore sta portando avanti con acclarato impegno e dedizione il suo percorso e sta compiendo dei passaggi importanti cruciali e nevralgici nella sua formazione evolutiva avvalorante di crescita progressiva. In particolare, la Dott.ssa Elena Gollini che apprezza le doti e le capacità espressive di Mannini e sta accompagnandolo in un cammino creativo con un percorso tracciato e predisposto ad personam, ha rimarcato e sottolineato: “Nell’attuale commistione spesso disgregante, incongruente, disordinata e caotica in cui si muove l’attuale panorama dell’arte di impronta astratta e il filone dell’informalismo cromatico, Daniel emerge per la serietà composta e sistematica del suo incedere e per la corretta focalizzazione dei traguardi e degli obiettivi da perseguire e da raggiungere. Nella sua sfaccettata formula d’espressione molto attuale e al passo con i tempi e con le moderne inclinazioni, il filo conduttore caratterizzante nei tratti pittorici di Daniel è la rappresentazione del movimento, che talvolta appare e risulta più contenuta e allineata al flusso energetico della composizione stessa, talvolta invece è assolutamente prorompente e dirompente, predominante nella narrazione della sintesi scenica e decisamente avvolgente e coinvolgente, estremamente impattante a livello ottico e visivo, ma non soltanto poiché incide anche sulla profusione di sentimenti, percezioni, emozioni, attimi di vita unici e irripetibili che vengono colti e carpiti dal fruitore e ne conquistano da subito la curiosità e la compartecipazione attiva. Altro elemento molto incisivo e funzionale nella piattaforma compositiva concertata e orchestrata da Daniel, è l’accostamento dei colori e delle sfumature tonali, scelti appositamente nella gamma cromatica vivida e vitale, accesa e marcata, lucente e luminosa, sinuosamente e fluidamente accattivante. Per Daniel il colore rappresenta lo scandaglio intimo che ognuno di noi può trovare e scoprire anche in modo inatteso e inaspettato e per questo ancora più sorprendente e stupefacente. Il suo vissuto funge da spinta per trovare soluzioni sempre nuove e strade da percorrere alternative, mai banali e mai scontate. Proseguendo impavido e tenace verso quegli orizzonti sconfinati e proiettati ad infinitum e palesando tutte quelle risorse provenienti dalla sfera interiore e alimentate dalla voglia di mettersi alla prova, di emergere, di trovare uno sbocco gratificante e un approdo sicuro e appagante. E per Daniel l’arte costituisce proprio il nucleo e il fulcro portante di questo sbocco e di questo approdo”.

     

  • Pubblicata online la mostra “Emozioni sospese” di Viviana Natalini

    La scultrice Viviana Natalini è stata selezionata per la piattaforma di mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. L’esposizione è designata da un titolo molto evocativo “Emozioni sospese” che delinea e definisce al meglio la profondità intrinseca e il concettualismo sotteso che le opere possiedono nella loro pienezza sostanziale e contenutistica, completando il valore formale delle fattezze estetiche. La Dott.ssa Gollini al riguardo ha voluto evidenziare alcuni tratti salienti del fare artistico della Natalini commentando: “I lavori abilmente e sapientemente realizzati da Viviana rimandano ad un tipo di ricerca, che si sostanzia in una figurazione che attinge e guarda al passato della tradizione sempre attuale e intramontabile dell’arte scultorea, ma al contempo osservandoli attentamente contengono anche una matrice di esplicazione attuale e contemporanea, filiazione e derivazione di una rivisitazione compiuta in chiave moderna molto accattivante, per rispondere ai gusti e alle preferenze odierne e risultare al passo con i tempi. Dunque, da una parte Viviana rispettando le lezioni e gli insegnamenti dei maestri scultori del passato, recupera quanto le serve e lo metabolizza ed estrapola una sua personale e distintiva formula stilistica espressiva molto convincente, con soluzioni compositive di ottima resa scenica e un’intensa atmosfera rievocativa. Il ruolo attoriale principe dei soggetti protagonisti della sua arte scultorea parla un linguaggio subito fruibile e facilmente comprensibile e si rivolge al fruitore, che resta conquistato e viene coinvolto dalla dimensione delle emozioni e dei sentimenti scaturiti e innervati nell’essenza delle creazioni, che si sprigiona con assoluta forza vitale e aumenta il potere tridimensionale plastico dell’opera. Le tematiche scelte da Viviana spaziano su più fronti dimostrando la fantasiosa immaginazione e l’estro vibrante. Le sculture di Viviana risentono positivamente della sua gioia di vivere, della sua passionale e viscerale propensione verso l’ideale del bello e della bellezza, che deve trasmettere un senso di appagante piacere nell’osservatore. Le opere sono quindi la traslazione simbolica e metaforica dei luoghi dell’anima serena e degli sguardi del cuore pieno e carico di luce vitale. L’arte per Viviana deve avere un effetto benefico, quasi taumaturgico e deve avere una riconosciuta valenza universale. L’arte deve custodire anche quanto di sotteso al visibile e di nascosto tra le pieghe e gli anfratti della psiche e dell’inconscio, in una visionarietà magicamente misteriosa molto affascinante, che lascia emergere e affiorare istanze di impaginazione metaforica, allegorica e allusiva, pregnanti di un sentimento e di un pensiero rivelatorio”. “D’altra parte ogni epoca interroga il passato con la richiesta di una risposta utile al presente, o in ogni caso consonante con lo spirito del tempo” (Walter Barberis).

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  • È online la mostra “Colori a futura memoria” dell’eclettica Adele Lo Feudo

    La piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini ospita un’interessante esposizione dedicata all’arte di Adele Lo Feudo alias ALF e al suo versatile ed eclettico mondo espressivo. La mostra ha un titolo davvero molto calzante “Colori a futura memoria”. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha commentato: “Adele è senza dubbio dotata di una virtuosa capacità creativa articolata su più livelli e su più piani di contatto recettivo e percettivo. Ha saputo maturare e far evolvere in sé una notevole e ragguardevole versatilità di ispirazione. La sua indole volitiva e la sua personalità frizzante e spumeggiante la supportano e la sostengono nell’imprimere una componente identificativa esclusiva al suo operato. Il colore è per lei elemento primario indeferibile e serve per infondere alla parafrasi della narrazione scenica un imprinting di qualità sostanziale, che sorregge il corposo e variegato impianto contenutistico dei messaggi e dei significati inseriti dentro la parabola immaginifica e visionaria. Inoltre, la componente cromatica e tonale serve per dare al fruitore un ulteriore incentivo di spinta e di stimolo nell’approccio sensoriale completo e totalizzante. I colori di Adele conservano quella luce di carica vitale, che diventa fondamentale e consente di approfondire meglio ogni minimo dettaglio, che accuratamente Adele introduce con doviziosa premura di attenta perfezionista. Le tecniche pittoriche di Adele richiedono passione e pazienza e sono sempre allineate e convogliate a dare alla soluzione finale una piacevolezza gradevole fin dal primo impatto. La memoria futura si ricollega al desiderio di Adele di poter realizzare un percorso artistico duraturo e meritevole di considerazione anche per il futuro, di riuscire a procedere con entusiasmo intraprendente e di fare un suo processo di ricerca in costante e continua progressione. Per Adele l’arte è come una sorta di sfida della vita, è un modo per esternare tutta se stessa e quanto di buono e di meglio riesce a fare e a dare. L’arte è una sfida che la tiene e la fa sentire sempre viva e vitale, che l’aiuta anche per aumentare il suo orgoglio e la sua autostima, senza ovviamente pretese autocelebrative ed esibizionistiche, ma come opportunità e occasione di fierezza di donna-artista, che desidera sentirsi bene tramite la sua libera creatività e desidera che le sue creazioni siano dei tasselli di una memoria da accorpare insieme nel mosaico della vita. Adele considera se stessa una sacerdotessa vestale dell’arte e vuole diffondere un concetto di arte-armonia di benessere mentale e spirituale, non soltanto per se stessa, ma per chiunque vorrà condividere i suoi pensieri e le sue riflessioni di lungimiranti vedute”.

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  • Daniele Zaggia espone in mostra online “Le sfumature dell’anima”

    Daniele Zaggia è stato inserito ufficialmente nella piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un’esposizione intitolata “Le sfumature dell’anima” che raccoglie un circuito di 20 opere ad ampio respiro evocativo e poetico, in un mix di rappresentazioni figurali che stringono in armonia tradizione e innovazione, classico e moderno, passato e presente. La Dott.ssa Gollini ha così descritto l’afflato comunicativo di fondo che guida e accompagna l’ispirazione creativa di Zaggia: “La pittura per Daniele è una sorta di simbolico ponte di collegamento tra ciò che è stato tramandato e perpetrato dall’ideologia dell’arte figurativa e del ritratto e ciò che nella visione contemporanea risulta essere perfettamente attinente e pertinente alle tendenze e alle preferenze attuali e odierne. Questa sorta di concertazione in commistione è una componente di particolare pregio nella forza comunicativa di Daniele che dimostra di avere già una propria concezione precisa, personale e soggettiva e di saperla concretamente attuare e realizzare con originale capacità rielaborativa e grande spirito di inventiva. Le immagini contengono e racchiudono un interessante richiamo animista, in quanto Daniele non si sofferma soltanto all’aspetto della raffigurazione estetica formale, ma concepisce la sua formula pittorica come un medium per proiettare rievocazioni intrise di intenso potere psicologico e di una profonda dimensione antropologica. Daniele utilizza la pittura come strumento per capire e studiare il mondo e la realtà circostante, per intessere e sviluppare una fitta rete di analisi introspettiva, relazionale e interrelazionale, per riuscire a trovare dei punti di contatto e di congiunzione e per poter liberamente e apertamente diffondere e manifestare senza remore e senza riserve il proprio ego e la propria indole marcatamente sensibile, intuitiva, empatica, sognante e sognatrice. Le figurazioni possiedono la spinta propulsiva del moto dell’anima rinvigorita dalla portata cromatica accesa, strabordante di energia e di potenziato lirismo aulico di fondo. Daniele si può considerare un moderno poeta pittore esistenzialista del figurativo, perché accanto alla prospettiva esistenzialista associa sempre una suadente cornice poetica, che addolcisce e rende aggraziate le sue impaginazioni narrative. La composizione di Daniele si alimenta dunque anche tramite quel pathos animista delicatamente e virtuosamente soave e non risulta mai aggressiva ed esasperata nella sua peculiare sintesi espressiva. Ad ogni opera corrisponde un significato plurimo, che lo spettatore deve gradualmente e progressivamente scoprire man mano e a più riprese, come se facesse una sorta di virtuale lettura poetica di un componimento da sviscerare verso dopo verso con attenta partecipazione”.

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  • Davide Romanò: arte padrona del tempo

    «Davide Romanò governa i tempi e i modi del dipingere, come farebbe un registra cinematografico per le riprese anticipate e posticipate di una vicenda che sarà ricomposta in unica sequenza solo alla fine, quando le varie momentaneità potranno svolgere un racconto intero, non più episodico, delle separate inquadrature sequenziali». Così spiega la Dott.ssa Elena Gollini evidenziando le componenti salienti della formula pittorica volutamente anticonformista di Romanò. E ancora prosegue precisando: «Davide è padrone del tempo e di rimando propugna un concetto di arte padrona del tempo e si rende artefice e fautore della propria intimità poetica, che si offre e si dona allo spettatore come immagine sottilmente, lentamente, silenziosamente pregnante e permeante. Il simbolico e virtuale muro protettivo e difensivo rappresentato dalla finezza e dalla ricercatezza virtuosa dei dipinti, ripara e custodisce qualcosa di sorprendentemente indicibile e indecifrabile, che scavalca ogni barriera e vincolo cronologico e temporale. È per questo che approfondendo le radici fondanti del sentire e del sentimento ispiratore che guida la creatività di Davide, non si può esulare da una certa componente di intrigante ermetismo narrativo, che accentua la voglia di mimetizzare l’analisi della sua arte volendo svelarla e rivelarla in toto, ma al contempo restando coinvolti e avvolti da un’allure misteriosa molto affascinante. I significati e i contenuti genetici dei suoi quadri sono stratificati e intrecciati e si moltiplicano nella valenza sostanziale in un’articolazione sfaccettata, che muove man mano il nostro sentire percettivo e lo attiva esaminando il suo, che contiene e conserva molta di quella speciale indicibilità. Se si dovesse fare un paragone calzante e pertinente sulla produzione pittorica di Davide si potrebbe richiamarla nel suo estratto essenziale ad un carotaggio perpetrato in un terreno di sedimenti geologicamente antichi, che vengono portati alla luce con sorprendente attesa e altrettanto sorprendente meraviglia. Davide concepisce e visualizza il tempo come se fosse una sostanza plastica con cui si può dare una forma, attribuire e conferire un’esistenza materiale. Un tempo del quale si può inquadrare e classificare la definizione di un ritmo, raffigurando la fugace volatilità dell’evento poetico che scompare mentre scorre. Questa peculiare facoltà è sostanza strutturale dei suoi dipinti e ricorda la geniale intuizione del grande registra cinematografico Andrej Tarkovskij che scrive nel suo saggio del 1986 intitolato ‘Scolpire il tempo’: “Come si avverte il tempo nell’inquadratura? Esso diventa avvertibile dove al di là di ciò che accade si sente una verità particolarmente significativa: quando si percepisce del tutto chiaramente quello che si vede nell’inquadratura non si esaurisce nella sua raffigurazione visiva ma allude soltanto a qualcosa che si estende all’infinito al di fuori dell’inquadratura, allude alla vita, come l’infinità dell’immagine. In essa vi sono sempre più pensieri e più idee di quante non ve ne abbia messe dentro coscientemente l’autore. Come la vita muovendosi e mutando incessantemente dà a ciascuno la possibilità di interpretare e di sentire a suo modo ogni singolo istante, analogamente vive nel tempo se anche il tempo non vive in lui».

  • La pittura senza tempo di Roberto Re

    Contemplazione e meditazione sono concetti, che non appartengono propriamente al modo di vivere dell’era cibernetica, tecnologica e digitale, ma sono incarnati e personificati nell’intelligenza umana, razionale e irrazionale, conscia e inconscia, sensibile e percettiva e dunque non appartengono al tempo e al senso del trascorrere temporale cronologico. Appartengono invece alla cronometria del vivere poetico. È molto raro che un artista a fronte delle molteplici e innumerevoli sollecitazioni esterne riesca e sappia conservare e custodire nel tempo della propria creatività una poetica così tensiva e introspettiva, proiettandosi verso un afflato che amplifica e rafforza la vena aulica e la forza del lirismo comunicativo. Chi è capace di sviluppare e far evolvere anche questa pregevole vena poetica, compie un passaggio di grande valenza, mantenendo intatto e inalterato il rapporto con la propria intelligenza sensibile, sempre più affinata e indirizzata verso una sfaccettatura di proporzioni narrative svincolate da limiti di temporalità definiti. Tutto questo orientamento di pensiero si ritrova nella pittura di Roberto Re, che con grande motivazione e diamantina chiarezza esprime la volontà di avvalorare al massimo la componente lirica accostandola all’impronta materico-astratta incentrata sullo studio del magico colore blu. La capacità di trasmettere attraverso le immagini proposte dei contenuti insiti e sottesi, deriva dal suo sensibile acume nell’utilizzo mirato di simbologie nella loro profondità e duttilità illimitata, percorrendo un itinerario metastorico e metaspaziale ed effettuando un percorso, che recupera con riferimenti chiave velati e celati dei significativi messaggi da diffondere e da condividere con il fruitore. I motivi di richiamo e di eco metafisico presenti all’interno delle piattaforme strutturali elaborate da Re attraversano vari passaggi creativi, recuperando spunti utili e introiettandoli con una propria guizzante rivisitazione, dal Cubismo picassiano al Descrittivismo mimetico fino all’Astrazione. Re è perfettamente a suo agio immerso nel vivace e dinamico ingranaggio culturale ed intellettuale odierno ed è attratto anche dai continui mutamenti e cambiamenti sociali, dai quali filtra e assorbe interessanti incipit per confrontare le proprie idee e visioni esistenziali. Questo si riflette e si rispecchia anche nel fare artistico e lo spinge a costanti fasi sperimentali di ricerca, sorrette da una potente risoluzione immaginativa che definisce modi espressivi sempre più avvincenti e coinvolgenti.

  • Federico Colli: la bellezza pittorica nel dettaglio

    L’arte pittorica di Federico Colli racchiude in sé un insieme alchemico armonioso di modi espressivi che appartengono alla forza comunicativa dell’arte visionaria e producono a loro volta uno snodarsi e un dipanarsi di rispondenze e corrispondenze rigenerate e rinnovate attraverso il geniale guizzo creativo incalzante. C’è una pittura metafisica, che infonde e trasmette nuova vita ad una dimensione di matrice spirituale e introspettiva. C’è un surrealismo intimo ed esistenziale fatto di racconti magici. C’è un mondo del fantastico, più giocoso, ludico e scanzonato, sempre però acuto e arguto nei significati subliminali, con una narrazione accostabile alla commedia dell’arte. C’è una realtà sognante che avvolge permeante con un’atmosfera quasi fiabesca. L’osservatore può dunque scoprire attraverso questa commistione di percorsi interpretativi le chiavi di lettura più affini al suo modus pensandi. Inoltre, si può ravvisare una componente particolarmente caratterizzante e qualificante, che risiede nel famoso concetto della “bellezza nel dettaglio”. Infatti, come afferma la Dott.ssa Elena Gollini “Federico si cimenta nell’inserimento di elementi e di componenti che dentro il sistema scenico fungono da particolari aggiuntivi rilevanti, talvolta più facilmente individuabili nell’immediato e talvolta invece da carpire con sguardo attento e riflessivo. Il dettaglio diventa quindi un plus valore aggiunto nella poetica pittorica di Federico assolutamente non trascurabile. E più si analizza e si osserva scandagliando la composizione figurale, più si possono scorgere proprio quelle precise e specifiche peculiarità connotative che fanno la differenza e sono estremamente funzionali per delineare al meglio la valenza costitutiva e l’essenza primaria del costrutto. Ovviamente per Federico non importa tanto la bellezza in quanto estetica formale, ma bensì la bellezza intesa come fattore interno, che serve per canalizzare e orientare il fruitore ad un contatto autentico e approfondito e per accrescere in modo efficace la formula allusiva cifrata e codificata, che diventa un meccanismo cardine di ingranaggio dell’intera orchestrazione e contribuisce a conferire un quid carismatico ed enigmatico tutto da rivelare e svelare proprio attraverso i dettagli. Il dettaglio e il particolare assurgono quindi da protagonisti altrettanto quando le componenti principali e Federico nella sua poliedrica creatività riesce a compensare perfettamente gli equilibri rappresentativi, proponendo soluzioni e accostamenti mai scontati e mai banali, che incitano e spronano a guardare e a rivalutare anche il micro nel macro”.

  • La poliedrica artista Virginia Denzi in mostra online “HeArt – L’arte nel cuore”

    La poliedrica vena ispiratrice che anima e alimenta l’arte di Virginia Denzi, le consente di spaziare con versatile proiezione nella vivace e dinamica esperienza creativa e di ottenere soluzioni sempre convincenti e meritevoli di grande apprezzamento. La Denzi è stata ufficialmente scelta dalla Dott.ssa Elena Gollini per entrare a fare parte del circuito selettivo della piattaforma di mostre online da lei curate. L’esposizione ha un titolo simbolico molto pregnante “HeArt – L’arte nel cuore” scelto proprio come frase chiave simbolica per inquadrare l’intera produzione realizzata e per dare risalto a un percorso di ricerca molto appassionato; infatti s’intitola così proprio, perché la Denzi è una donna-artista fortemente coinvolta a livello emotivo ed emozionale nella sua vocazione e riesce a infondere questa sua potente carica allo spettatore, che viene reso direttamente partecipe e compartecipe in modo attivo. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune valutazioni in merito sottolineando: “Virginia possiede un’autentica e incondizionata vocazione all’arte, che si traduce in azione incalzante ed energia vitale dirompente. Ogni opera ha una propria vita, una propria genetica caratterizzante esclusiva, ma al contempo si inserisce nel poliedrico coacervo espressivo di Virginia, nel suo tripudio sensoriale. Ogni sua creazione è articolata e sfaccettata in sequenze narrative perfettamente amalgamate e coese tra loro ed è ricca di una vivacità cromatica ed espressiva molto avvolgente. Ogni opera è declinata e ritmata dalla luce e dagli effetti luminosi, che presiedono a ritmo timbrico compositivo d’insieme, alla modulazione tonale dei colori e delle sfumature, illuminando, evidenziando, rimarcando, sfiorando alcuni elementi per rivelarne e mostrarne l’essenza intrinseca più intima e recondita. La sua arte esercita un immediato fascino impattante. La bellezza delle creazioni non risiede tanto nell’aderenza della realtà esterna in senso realistico, ma bensì piuttosto nell’organizzazione e nella gestione sapiente delle forme, dei colori, delle figurazioni. Un’organizzazione alchemica sempre perfettamente congeniata, che offre e fornisce dei risultati sempre armonici e bilanciati e molto ad effetto, estremamente espressivi e comunicativi sia sul piano rappresentativo sia sul piano emozionale, consentendo allo spettatore di approcciarsi su più livelli e su più piani di lettura e di ricavarsi più chiavi di valutazione e di riflessione interpretativa. Ecco dunque, un’arte del cuore e che vuole fare battere il cuore di chi ne fruisce, votata al bello e al senso della bellezza formale accattivante e piacevole e al tempo stesso protesa ad alimentare l’afflato dell’anima”.

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  • È online la mostra “Arte di percezione” di Marinella Saccuta

    La pittrice Marinella Saccuta è ufficialmente stata selezionata per esporre in mostra online dal titolo “Arte di percezione” all’interno della piattaforma curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. Sono state accuratamente selezionate 20 opere, che fanno da filo conduttore portante particolarmente rappresentativo per mettere in risalto al meglio il fervido moto creativo della Saccuta. La Dott.ssa Gollini ha spiegato le componenti peculiari della formula pittorica affermando: “La percezione è senza dubbio molto stimolata e fortemente alimentata nell’osservazione attenta e partecipe delle creazioni di Marinella. E la percezione sensoriale è associabile al concetto di tempo, che è uno dei principali elementi protagonisti della produzione. Il tempo lungo della memoria, il balenare improvviso del pensiero, l’istante precipuo della creazione, racchiudono e conservano custodendo un tripudio di percezioni che si sprigiona e avvolge anche il fruitore. Tempo e percezione vengono associati all’alchimia armoniosa degli stati interiori che la composizione accoglie in sé, diventando così testimonianza viva e vitale di un itinerario sfaccettato, che è al contempo e insieme artistico ed esistenziale e che si sviluppa e si evolve contestualmente di pari passo. La scelta espressiva compiuta da Marinella si incarna nell’opera coordinando colore, materia, figurazione, tracciati segnici, stesure e partiture cromatiche intrecciate in perfetta fusione. Quello di Marinella è un procedere per sequenze predisposte nel dettaglio, che non si sommano e non si accorpano con banale e semplice superficialità, ma si fondono e si legano saldamente fino a formare un’unità inscindibile e inseparabile, un corpo strutturale unico e coeso, un’unica anima. Marinella affronta il processo creativo con grande coerenza, attraversando attimo dopo attimo il tempo di esecuzione dell’opera, che diventa il riflesso intenso immediato e non soltanto un tramite di un tempo intimamente vissuto. Mentre dipinge Marinella dialoga con sé stessa, interroga i ricordi, sente affiorare ed emergere dal profondo ego suggestioni generate e alimentate dall’esperienza e trasfigurate dall’emozione. La pittura per Marinella è sempre un’altra storia rispetto al proprio vissuto, un racconto parafrasato diverso dal consueto e dall’ordinario. È un itinerario ogni volta nuovo, sempre avvincente e stupefacente, dove ogni istante non è mai uguale all’altro, ma riesce a sorprendere sempre e segna un tassello prezioso tra ciò che è andato perduto e ciò che invece è rimasto impresso ed è stato recuperato nella memoria, decretando degli itinerari attraverso e oltre il tempo”. “Quando gli orologi della notte elargiranno un tempo generoso, andrò più lontano dei rematori di Ulisse, nella regione del sogno inaccessibile alla memoria umana” (Jorge Luis Borges).

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  • Roberta Inverardi: mostra online dal titolo simbolico “La libertà delle emozioni”

    Artista di particolare sensibilità emotiva ed emozionale Roberta Inverardi sta portando avanti la sua vivace ricerca creativa con grande entusiasmo ed energia, che riesce perfettamente a trasmettere e ad imprimere all’interno delle visioni pittoriche realizzate. La Inverardi è stata ufficialmente selezionata nel circuito delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con una serie di quadri di intensa pregnanza. L’esposizione si intitola “La libertà delle emozioni” proprio, perché la Inverardi si propone di far sprigionare una prorompente e vibrante carica emozionale dalle immagini e di trasferirla allo spettatore, che a sua volta può liberamente recepire e percepire a suo modo quanto da lui maggiormente colto e può esprimere una soggettiva chiave di lettura personale. Inoltre, il titolo sottende anche il grande bisogno di libertà, che in questa fase sociale così difficile e delicata è ancora più forte. E l’arte è capace di riempire e compensare questa profonda esigenza sociale e collettiva. Dunque, la Inverardi si rende convinta portavoce anche di un messaggio legato e connesso al gravoso momento che stiamo vivendo e affrontando con fatica. La Dott.ssa Gollini nell’esprimere i suoi apprezzamenti verso la pittura della Inverardi ha dichiarato: “Ritengo che l’esperienza artistica di Roberta possa essere concepita come un metaforico viaggio fantastico tra memoria e contemporaneità, tra vissuto e presente, tra certezze e attese, tra speranze, aspirazioni e sogni e storia personale. Il tutto intrecciato e amalgamato con le relazioni sociali del suo mondo circostante e del suo vivere quotidiano. Le emozioni vengono trasportate sulle ali di pensieri e sentimenti autentici e si traducono in cromatismi accesi e marcati, nella rappresentazione evocativa e nel racconto rievocativo da cui affiorano e trapelano i suoi desideri esistenziali più intimi e reconditi, che trovano il medium e lo strumento comunicativo più efficace tramite la pittura. Le partiture cromatiche possiedono vita propria, esprimono la sua fervida passione e danno slancio e risalto ai contenuti sostanziali che traduco i valori e i pilastri cardine del suo vivere attuale e della sua dimensione di donna-artista contemporanea. Roberta manifesta l’espressione informale di una pittura segnica contraddistinta da un equilibrio bilanciato del campo pittorico, che garantisce soluzioni sempre convincenti. Se per essere davvero artisti bisogna esprimersi con l’animo e il cuore aperto, tutto il suo lavoro pittorico è senza dubbio la testimonianza diretta e spontanea di un viaggio nella propria introspezione. Ecco perché per Roberta l’arte è un eterno viaggio ideale, un modo ideale di relazionare e di relazionarsi e come le passioni rappresenta un viaggio nel tempo futuro e futuribile”.

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  • È online il “Concettualismo di pensiero” di Giovanni Amoriello

    È stata inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini l’esposizione pittorica dell’eclettico artista Giovanni Amoriello, ispirata ad un’articolata e sfaccettata formula di concettualismo di pensiero su cui Amoriello basa la sua intensa spinta di ispirazione creativa trainante. Infatti, la mostra si intitola proprio “Concettualismo di pensiero” per evidenziare il profondo apporto fornito dai concetti simbolici insiti e sottesi che vengono immessi dentro la narrazione scenica e rappresentano l’essenza sostanziale intrinseca dell’intera produzione realizzata da Amoriello. Sono stati selezionati 20 quadri, che costituiscono ciascuno con le proprie peculiari ed esclusive componenti qualificanti distintive e caratterizzanti dei preziosi tasselli, che compongono il grande variegato mosaico di ricerca sperimentale su cui si cimenta con appassionato e intraprendente slancio di dedizione. La Dott.ssa Gollini nel porre in rilievo i tratti avvaloranti della dimensione pittorica ha spiegato: “Giovanni è senza dubbio un artista anticonformista e con indole vulcanica, personalità camaleontica e trasformista, che non si accontenta di fare una ricerca banalmente scontata, semplicistica e superficiale, ma si addentra in modo totalmente permeante nei laboriosi meccanismi e ingranaggi creativi ed estrapola delle soluzioni davvero convincenti sul piano dell’originalità formale e della genesi contenutistica. Giovanni con le sue retrospettive figurali non convenzionale si pone volutamente in modo alternativo all’interno del panorama attuale e risulta al di fuori dagli accademismi dottrinali sistematici più austeri e costrittivi. La personalità artistica è versatile e volitiva, molto recettiva e reattiva agli stimoli circostanti, dai quali trae la linfa vitale per imprimere dinamismo e movimento plastico. Mentre lavora Giovanni sente battere forte il cuore, sente il moto dell’anima vibrante e fremente e si lascia guidare dal bisogno incalzante di liberarsi dal carico di emotività, ma al contempo è attento e vigile a seguire anche la ratio e a dosare al meglio istinto e ragione. Giovanni per certi versi sembra allinearsi alle teorie filosofiche di Hegel, che sosteneva che la persona, l’individuo, a un certo punto diventa un’esistenza accidentale, perché non si riconosce più nel mondo sociale circostante che diventa una realtà estranea. Alla stessa stregua, Giovanni non si riconosce nella massificazione e nella mercificazione collettiva dell’arte e rivendica invece una valorizzazione ideale del concetto di arte e di artista contemporaneo, ponendosi delle tappe e dei traguardi costruttivi e arricchenti da poter condividere con lo spettatore in modo autentico, senza filtri, senza maschere e senza impedimenti e forzature a monte. Per Giovanni fare arte significa dunque raggiungere un potere di elevazione da offrire e da comunicare senza riserve”.

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  • Luigi Perone espone in mostra online le sue “Suggestioni pittoriche”

    L’artista figurativo Luigi Perone è stato selezionato per l’inserimento nella piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. Per l’importante occasione espositiva sono state appositamente scelte 20 opere, che evidenziano al meglio il potere e la portata delle suggestioni evocate attraverso le immagini realizzate mirabilmente. Infatti, per la mostra è stato proprio simbolicamente coniato il titolo “Suggestioni pittoriche” per dare risalto a questa pregevole componente distintiva caratterizzante, che si può ravvisare nell’intera produzione. La Dott.ssa Elena Gollini apprezzando la spiccata sensibilità espressiva racchiusa e custodita nell’ideale artistico manifestato da Perone ha dichiarato: “Il potenziale comunicativo di Luigi è acclarato e indiscutibile. Luigi racconta nei suoi quadri una ricerca unica, la sua ricerca generata e scaturita dalla ricerca del proprio io interiore, che sfocia in una visionarietà versatile molto pregnante e profonda. Per Luigi la pittura diventa una sorta di trascrizione e di trasposizione autobiografica, poiché ogni rappresentazione contiene la sua più intima rivelazione. Per Luigi osservare con attenzione quanto lo circonda e appartiene alla sua esperienza di vissuto esistenziale diventa un efficace stimolo per portare avanti la propria arte e per riuscire attraverso essa a descrivere e rivelare ciò che prova, i propri sentimenti autentici. Il suo lavoro è in primis di tipo introspettivo e analitico e si traduce in una sorta di realismo figurale di fondo, che poi viene trasformato e modellato secondo la propria libera ispirazione. Luigi cerca una strada autonoma e indipendente e trasmette appieno una personale e soggettiva dimensione di pensiero e di riflessione. La vita diventa nella sua piena e articolata sfaccettatura la sua musa ispiratrice prediletta e l’essere umano ne è parte integrante fondamentale, con tutte le sue svariate ed eterogenee distinzioni esclusive che lo rendono sui generis e lo qualificano. Luigi vuole cogliere e fare emergere questi variegati tratti e aspetti peculiari, anche i più nascosti e ancora inespressi, proprio per offrire al fruitore una molteplice prerogativa e possibilità di chiave di accesso e di approccio. Racconta usando risorse preziose contenute anche nei colori e nella luce oltre che nel disegno e sviluppa una propria tecnica perfettamente studiata e di grande resa strutturale e compositiva. Luigi è un artista in continua evoluzione e in costante crescita. Riesce a modificare e a cambiare nello spettatore il punto di vista dell’osservazione, esortando ad una compartecipazione attiva e interattiva che nasce e si alimenta attraverso una seria e coerente lettura meditata e meditativa“.

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  • Roberto Re: arte e vita tradotte in pittura

    Il nucleo e il fulcro della produzione artistica di Roberto Re è la vita in tutte le sue manifestazioni: essere ed esistere, essenza ed esistenza. Ogni quadro profonde un’incontenibile voglia di espressività che bolle e ribolle dentro di lui. Nella scelta mirata e ponderata di percorrere un corso incline all’astrazione cerca di raggiungere e di ottenere una più rilevante emancipazione creativa. Si propone di creare opere facendo un ulteriore passo alternativo di affrancamento e discostandosi dal filone astratto standard per acquisire un modus pingendi assolutamente personalizzato. Ottiene dei risultati ragguardevoli e degli esiti ottimali con soluzioni compositive molto originali, che dimostrano anche la notevole capacità di assemblare, plasmare e accorpare insieme materiali, elementi e componenti insoliti e atipici con abile tecnica e riuscendo a produrre degli accostamenti molto impattanti e convincenti. L’amore e la passione viscerale per il mondo dell’arte in tutte le sue molteplici configurazioni ne animano e ne alimentano e accendono il genio creativo guizzante. La sua evoluzione pittorica nasce da un processo di metamorfosi interna, dal desiderio di costruire qualcosa di concreto e di lasciare una traccia visibile e tangibile del proprio operato. La pittura astratta lo fa sentire finalmente realizzato, soddisfatto e appagato e la ricerca sul colore blu lo compiace totalmente e accresce la sua capacità di dedizione e di concentrazione nello studio sperimentale. Per Re c’è qualcosa al di là del materiale, c’è una sfera spirituale da coltivare e da custodire, che gli consente di vedere e andare oltre l’apparenza e di trasformare la sua pittura in arte che scava e penetra nel profondo. La vita diventa di rimando espressione d’arte nella sua pregevole e preziosa potenzialità. Re trasporta e trasferisce dentro le sue coreografie sceniche il significato di una vita piena, vissuta con coerenza matura, ricca e strabordante di emozioni vive e di riflessioni accorate, che segue una luce che si staglia all’orizzonte e viene sublimata nel bene e nella positività. La speranza e la fiducia che lo sostengono trasformano tutto quanto in magici cristalli d’amore, di fede, di generosità. L’uomo-artista saggio e lungimirante si lascia condurre e accompagnare dall’azione delle memoria e dell’esperienza, che risiedono nel suo intimo e nel suo cuore. L’excursus creativo di Re corrisponde ad un approccio emotivo forte e deciso e ad un approdo emozionale altrettanto incisivo, che viene assorbito e filtrato nel tripudio della materia e del colore.

    Dal 3 al 15 Ottobre 2020, Roberto Re sarà presente in mostra personale presso la Galleria Wiki Arte di Bologna con un circuito di pregevoli opere ispirate allo studio sul colore blu.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/roberto-re/

  • Il mondo nascosto nella pittura di Davide Romanò

    Nulla è lasciato al caso nel lavoro pittorico egregiamente compiuto da Davide Romanò. Molto al contrario deriva da una rigorosa considerazione della coerenza non precostituita, ma bensì deduttiva dell’immagine nelle strutture, negli equilibri interni, nel colore, nella luminosità, nelle spaziature e nella definizione stessa del suo figurativo simbolico e allegoricamente allusivo. La prospettiva visionaria appare estremamente libera e costituisce il punto focale e nevralgico e il traguardo di arrivo di un articolato processo esistenziale, attraverso il quale ha conseguito e raggiunto una sorta di volontà mentale e spirituale davvero ammirevole e molto difficile da trovare nell’intricato e spesso groviglioso panorama creativo attuale. Infatti, mentre molti sono protesi e impegnati a cercare soltanto la perfetta identità tra uomo e artista, invece Davide spiega con sublime lucidità il suo modo di vedere e di concepire l’arte come un mezzo e non come la fine di tutte le cose”. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le doti artistiche e l’originale ricerca di sperimentazione portata avanti da Romanò ha così messo in evidenza alcune componenti particolari del suo operato creativo e ha sottolineato anche: “Il mondo della pittura è per Davide una continua e costante fonte di scoperta sempre coinvolgente, che lo conquista in totus e ne assorbe la potente carica di energia vitale, riversandola dentro la narrazione visionaria. I dipinti non hanno soggetti protagonisti nel senso più tradizionale del termine. Davide non produce nature morte e ritratti classici, secondo una concezione di tradizione canonica e accademica, ma dipinge mondi speciali, nascosti e sommersi, che aspettano di essere messi in luce e fatti emergere in superficie. Davide dipinge anche texture sui generis e trova in esse dei segreti reconditi e remoti scaturiti dal suo ego intimo e introspettivo, che aveva e custodiva dentro di sé senza neanche saperlo e senza conoscerne l’arcano mistero. Per Davide fare arte equivale ad un senso e ad una sensazione assoluta e completamente appagante e gratificante di liberazione e di scoperta. La sua pittura potrebbe essere metaforicamente paragonata ad accumuli di materia sopra cui crescono e germogliano delicati fiori. Nei suoi quadri Davide racconta storie virtuali, irreali e surreali, fantasie sognanti, che come per magia sembrano quasi diventare una realtà ovattata e conservata dentro a una nicchia protettiva, da condividere con lo spettatore sensibile e perspicace, che sa andare oltre la proiezione estetica. Davide tende a dipingere come seguendo una sorta di ordine sequenziale, dando e infondendo una continuità alle sue storie e rendendole più versatili alla fruizione, proprio come quelle cantate dai narratori di strada e di piazza e utilizzate nei fumetti per renderle ancora più sorprendenti e mostrarle come un dato di fatto, pur sapendo che in realtà è tutta pura fantasia”.

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  • Il micro-macrocosmo animale nella pittura di Federico Colli

    Noi siamo “abitati” dalla natura, non la abitiamo come si crede superficialmente e questa percezione di alterità si esprime in molteplici forme, formule, immaginazioni, riflessioni e cerca continuamente un equilibrio di bilanciamento tra interno ed esterno, tra singolarità e molteplicità, tra dentro e fuori che si confondono. Nella pittura ad ampia proiezione e prospettiva di pensiero realizzata da Federico Colli si può individuare un’assonanza e una corrispondenza con questa concezione, in particolare riferita alla presenza di un micro-macrocosmo animale collocato e inserito all’interno della vivace e animata composizione figurale. A riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune valutazioni mirate: “Federico preferisce soprattutto raffigurare animali sinonimo di libertà, come tigri, orsi e scimmie, ma anche di razze, rinoceronti, elefanti, nonché polipi e fenicotteri. Certamente il suo è un messaggio molto eloquente anche a favore del rispetto verso gli esseri viventi del regno animale che abbiamo nel nostro Pianeta, che rappresentano un patrimonio immenso da tutelare e proteggere, ma diventa al contempo uno stimolante marchio distintivo del suo fare arte e del suo modo di concepire una visionarietà volutamente anticonformista. Queste presenze segnano una sequenzialità pittorica particolare e sono associate a una simbologia metaforica, che consente più chiavi di lettura sostanziale. Il suo scremare e ritagliare la proiezione del reale e della realtà oggettiva per rielaborare e ricostruire uno spazio sostitutivo tramite le immagini rievocate modifica, altera e spezza quelle regole e quei dettami teoretici di continuità con la tradizione più rigida e apre per così dire una finestra più ampia e allargata, accentuando la compatibilità delle creazioni con una metafora ottica articolata e sfaccettata. Questo discorso intavolato da Federico lo pone come deus ex machina al centro di un’operazione sperimentale inedita, che sottolinea la singolarità del suo sentire e si riflette nel processo stesso dalla manipolazione del reale all’immaginario e nel fare un salto di qualità contenutistico elevato, consentendo allo spettatore di accostarsi non tanto e semplicemente con la vista, ma con tutto se stesso, con la propria storia, con le proprie emozioni, con i propri sentimenti, con i propri sensi, con le proprie intuizioni, in un percorso che è sempre concepito come movimento attivo, come un andare verso, un penetrare, un immergersi, un tuffarsi, eliminando il senso di staticità e di fissità. Ecco, perché i suoi animali sono sempre immortalati in fieri e sembrano vivere di vita propria anche a prescindere e al di fuori della struttura dialettica in cui vengono inseriti e acquisiscono un intenso potere vitale incalzante, che si trasmette al fruitore e si espande a tutto tondo”.

     

  • La poliedrica Francesca Ghidini lancia le sue esclusive t-shirt artistiche a favore di “Mission Bambini”

    Arte e moda come si suol dire vanno di pari passo e formano da sempre un perfetto connubio sinergico, che nel tempo ha dato vita a situazioni davvero pregevoli. Sulla scia di questo positivo legame di coesione, la talentuosa pittrice Francesca Ghidini ha deciso di intraprendere un interessante percorso, con un progetto che unisce la sua pittura all’ambito della moda intesa come artistica e creativa. In particolare, ha ideato delle esclusive t-shirt con vari colori di tendenza sulle quali è stata impressa l’immagine di suoi quadri molto rappresentativi, trasformandoli in originali capi di arte da indossare, riprendendo e recuperando proprio questo concetto così attuale, che valorizza l’arte accanto e insieme alla moda, stimolando ad indossarla e a portarla sempre con sé. La Ghidini risiede a Quistello (MN) e nel tempo si è costruita un curriculum di tutto rispetto con mostre ed iniziative espositive importanti. La critica curatrice Elena Gollini nel manifestare il suo grande apprezzamento verso l’appassionata intraprendenza ha spiegato: “Considero Francesca un’artista davvero promettente e con una marcia in più, perché non soltanto dimostra di essere molto volitiva e versatile, essendo anche una talentuosa poetessa oltre che valida pittrice, ma spazia all’interno di una dimensione significativa, che sancisce la fusione armoniosa tra arte e moda aggiungendo come plus valore ulteriore al progetto lo scopo benefico, che coinvolge Mission Bambini. Infatti, i proventi della vendita delle t-shirt sono a favore di questa realtà umanitaria. Dunque, come dice Francesca -aiutatemi ad aiutare- è proprio un motto simbolico trainante davvero congeniale per esortare all’acquisto di queste creazioni, che supportano a monte una giusta e ammirevole causa benefica“. La Ghidini oltre alle t-shirt ha realizzato anche la progettazione di orologi, cover per cellulari, agende, nonché borse e zaini che sono sempre contrassegnati dalle immagini dei suoi quadri e si prestano a diventare delle vere e proprie creazioni artistiche adatte a tutti i target. La Ghidini si sta muovendo con forte slancio di inventiva e certamente le sue creazioni moda fanno la differenza rispetto agli oggetti seriali e standardizzati. Sono impresse varie tipologie di immagini pittoriche, offrendo ampia scelta e prestandosi a diventare anche degli oggetti da collezionare, proprio come come i suoi speciali quadri. Francesca Ghidini nel mese di Settembre ha preso parte a due importanti iniziative espositive tenutesi a Montepulciano e a Milano, per dare ancora più impulso alla promozione del suo operato e fare conoscere a largo raggio la sua ammirevole produzione creativa.

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  • È online la mostra pittorica “Arte e vita” dell’artista Daniela Veronese

    L’artista Daniela Veronese è stata inserita all’interno della piattaforma web delle mostre curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di 20 opere di intenso impatto espressivo, che meglio rappresentano e testimoniano il suo talento innato e le consolidate e radicate capacità di padronanza tecnica e strumentale, nonché la spiccata sensibilità che guida e sostiene la vena ispiratrice. La mostra online s’intitola “Arte e vita” proprio per enfatizzare la componente esistenziale ed esistenzialista, che ha un ruolo principale portante come radice di fondamento del suo fare pittorico. La Dott.ssa Gollini ha dichiarato al riguardo: “Dinanzi alle creazioni di Daniela eseguite con magistrale progettazione ideativa a monte, si comprende subito come il percorso di ricerca da lei seguito con fervida passione sia dettato da un coinvolgimento emotivo ed emozionale potentissimo, che influisce profondamente sul suo modus pensandi e operandi e si trasmette di rimando anche nel modus pingendi. Daniela dipinge nel moto dell’anima e questa vibrante e pulsante carica energetica la supporta e la sorregge nel trasferire e nell’imprimere alle raffigurazioni una grande vitalità, una forza comunicativa che si sprigiona a tutto campo e fuoriesce dalla superficie del supporto pittorico, espandendosi e dilatandosi. L’amore autentico verso il mondo degli animale e in particolare dei cani e dei gatti si percepisce in ogni opera a loro dedicata e diventa un notevole plus valore aggiunto sostanziale molto rilevante nell’insieme del costrutto. Anche i quadri dedicati al figurativo in stile ritratto prospettano sempre un particolare afflato di trasporto e di coinvolgimento, che la porta a realizzare una proiezione molto piacevole nell’impatto estetico, ma altrettanto intensa nel risvolto psichico e psicologico, riuscendo perfettamente a cogliere e a carpire anche i tratti e gli aspetti distintivi caratterizzanti del mondo interiore e introspettivo dei protagonisti immortalati. I colori sempre radiosi e luminosi hanno un’accattivante briosità e catturano e conquistano lo sguardo del fruitore, infondendo dinamismo e movimento alla narrazione visiva. Daniela non cerca di stupire e di sorprendere usando espedienti ridondanti e macchinosi e tanto meno elaborando prospettive figurali borderline, ma si affida a una soave, dolce e delicata poesia espressiva, a un elegante, raffinato e garbato virtuosismo scenico, che rende le opere pacatamente e sobriamente affascinanti. Nel complesso e troppo spesso esasperato panorama pittorico contemporaneo, senza dubbio Daniela emerge e si distingue per lo stile di classe, per il pensiero elevato, per l’espressione fluida e suadente come un’incantevole melodia sonora”.

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  • È online la mostra personale di Angelo Oliboni dal titolo “Pittura emozionale”

    La piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini ospita la personale di Angelo Oliboni intitolata “Pittura emozionale” tutta quanta dedicata a celebrare e a rendere omaggio al variopinto, incantevole e poetico mondo floreale, che ha ispirato l’artista a realizzare un circuito di opere di particolare formulazione, molto impattanti nella resa compositiva e nell’orchestrazione scenica d’insieme. Per la mostra sono stati selezionati 20 quadri particolarmente rappresentativi di questo interessante e stimolante filone tematico, che da sempre suscita e alimenta l’attenzione sensibile da parte del mondo artistico e si inserisce a buon conto e a buon diritto come un tassello importante e pregevole nel multiforme campo applicativo della storia dell’arte dall’antichità fino ai giorni nostri, mantenendo intatta e inalterata la sua speciale dimensione accattivante di allure e di magia intramontabile e sempre attuale. La Dott.ssa Elena Gollini nel mettere in evidenza le significative connotazioni distintive qualificanti e avvaloranti della poetica espressiva di Oliboni ha commentato: “Angelo racconta in questi quadri una propria ricerca, che parte dalla lontanissima tradizione del culto dei fiori e della loro bellezza idilliaca e dell’amore verso la Natura in generale e arriva fino ai giorni nostri, traslandone e rivisitandone i contenuti e i significati più salienti e imprimendoli all’interno della propria personale e soggettiva narrazione visiva e visionaria, per ottenere delle soluzioni pittoriche con un imprinting caratterizzante esclusivo e ricavarsi una propria specifica direzione di orientamento indipendente e affrancato, scevro da tentativi di emulazione copiativa e focalizzato sul conferire al fiore una simbolica proiezione articolata e sfaccettata su più piani e su più livelli. Oltre all’aspetto estetico e formale, Angelo vuole fare emergere e affiorare la componente del messaggio insito e sotteso connesso e collegato al fiore, che possiede una sua genetica purezza assoluta, incontaminata e inviolabile. Angelo utilizza una tavolozza cromatica accesa, vitale, vivace, plasticamente corposa, marcata, densa e intensa, per imprimere uno slancio dinamico come se i fiori rievocati potessero quasi essere colti e raccolti dallo spettatore senza limitarsi soltanto ad ammirarli visivamente, stabilendo un virtuale contatto tattile ancora più permeante, avvolgente e coinvolgente, per aumentare la portata recettiva e le percezioni sensoriali. Angelo offre attraverso questo suo percorso di inno al fiore e alla Natura in generale l’occasione anche per pensare e soffermarsi e riflettere sull’importanza di tutelare, proteggere e salvaguardare quanto di bello ci circonda nel nostro habitat, nel nostro Paradiso terreno naturale, trasmettendo un’esortazione sociale e collettiva molto preziosa come testimonianza di esempio a modello”.

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  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

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  • Roberto Re, artista di ragione e di passione

    La ricerca artistica di sperimentazione procede incessante per il talentuoso ed eclettico Roberto Re, che sceglie l’arte non come auto celebrazione esibizionista, ma bensì come vocazione pura e incondizionata, con lo spirito di chi si cimenta con sentimento e pathos in un percorso che richiede grande impegno e grande dedizione e con l’intento di innescare e sviluppare una comunione e una comunanza intensa, profonda, autentica e duratura con lo spettatore. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le qualità salienti della coinvolgente impronta espressiva ha affermato: “Quando la vocazione chiama a gran voce dev’essere accolta e abbracciata e così ha fatto Roberto con slancio vibrante nell’intraprendere la sua strada creativa, dimostrando un virtuosismo davvero autorevole e delle credenziali ad alto livello. In particolare nella sua ricerca dedicata al colore blu, la scrupolosità meticolosa determina un equilibrio compositivo impeccabile. Il blu spiccatamente posto in primo piano e messo potentemente a risalto all’interno della parabola narrativa viene intrecciato in modo armonioso e non risulta mai fuori luogo come collocazione. Roberto è un attento conoscitore delle tecniche strumentali e accogliendo la storia pittorica europea si immette sulle orme di quei maestri di tendenza impressionista dell’arte occidentale, che considerano e concepiscono il colore come medium e strumento indispensabile e fondamentale dell’espressione stilistica e lo utilizzano proprio per dare un plus valore importante ai loro scenari visionari. Da Matisse passando per Munch e per Kandinskij si genera una simbolica sintonia elettiva alla quale anche Roberto prende parte nella sua concezione di fondo. L’esuberanza vitale e al contempo la suadente delicata profusione del blu attira da subito lo sguardo e lo convoglia dentro un turbinio magico di pensieri e di sensazioni. Le soluzioni pittoriche proposte appaiono assolutamente convincenti e conquistano da subito il placet di apprezzamento del fruitore. Eleggere il colore blu a vero e proprio codex comunicativo preferenziale significa innescare e alimentare un sistema e un registro linguistico autonomo e compiuto, dotato di una sua peculiare ed esclusiva fonetica, grammatica, sintassi, nonché di un lessico che si rende pienamente esaustivo e compenetrante. Per altro, il blu non cancella e non svilisce la composizione d’insieme e non risulta mai esageratamente predominante, ma si struttura e si distribuisce in modo ordinato, composto, garbato, relazionandosi alla perfezione con gli elementi e i componenti e innervando e sviluppando relazioni reciproche con esiti espressivi eccellenti e all’insegna di una magistrale piacevolezza d’insieme”.

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  • La stimolante sensibilità immaginifica di Alessandro Giordani

    La spiccata e stimolante sensibilità immaginifica, perfettamente coniugata con la radicata e consolidata competenza tecnica e perizia strumentale, consente all’artista pittore Alessandro Giordani di cimentarsi in opere ad ampio e sfaccettato respiro fantastico, dove lui per primo e di rimando anche il fruitore può spaziare a largo raggio nelle chiavi di accesso interpretative. La Dott.ssa Elena Gollini nel porre in evidenza questa importante componente del suo pregevole fare pittorico ha dichiarato: “Il luogo dove nascono gli arcobaleni, il colore dei silenzi, il progetto della memoria, sono tutti assiomi sottesi e insiti a livello subliminale, che concorrono e partecipano alla connotazione sostanziale distintiva peculiare della poetica espressiva di Alessandro e vengono sollecitati e alimentati da quella sferzante carica di sensibilità fantasiosa e immaginifica, che gli appartiene e viene generata direttamente dal suo DNA creativo innato. Nella pittura di Alessandro ogni elemento costitutivo risulta sempre pertinente e bene congeniato all’interno della sintesi compositiva globale. Ogni opera racchiude un’elegante delicatezza, un afflato sobrio e garbato che ne avvalorano l’essenza e diventano lo specchio fedele e attendibile di un intimo e lirico legame di fusione e di coesione tra dipingere e sentire e viceversa. Alessandro si dimostra un attento, acuto e perspicace osservatore di tutto ciò che esiste e si cela oltre la soglia e il limite della percettività più immediata. Il suo lungimirante pensiero pittorico è sì partecipe della realtà visiva circostante, ma altrettanto risoluto a non farsi sopraffare dalle apparenze, focalizzandosi e incentrandosi sulle speciali sensazioni empatiche di immagini, che sulle tele diventano pura essenza di astrazione incontaminata, incondizionata, inviolabile, imperturbabile nella sua dimensione unica e sui generis. Il colore protetto e custodito nella cornice visionaria dell’illusione geometrica, viene convogliato ad assurgere a potente ed incisivo motore trainante dello scenario narrativo, infondendo un’efficace pulsione energica e vitale e imprimendo un senso di movimento dinamico e una plasticità vibrante, che accentuano la portata strutturale e creano degli ulteriori giochi di proiezione prospettica, che si dilatano e si estendono al di fuori della superficie marcando i limiti del supporto e coinvolgendo quanto di circostante hanno attorno. Il colore diventa una finestra spalancata sul mondo e le forme colorate acquistano vita propria. Alessandro è un astrattista motivato, convinto per scelta coerente e nella metafora del razionale consente alla sua pittura la massima, più rarefatta ed evanescente, gratificante e appagante libertà espressiva. I quadri diventano dunque speciali e magiche apparizioni dove tutto è possibile”.

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  • L’energia del blu nella pittura di Roberto Re

    La Dott.ssa Elena Gollini nel commentare la qualità indiscussa e indiscutibile della produzione pittorica di Roberto Re ha dichiarato: “Quando ci si trova di fronte alle opere di Roberto si ha proprio l’impressione che da esse scaturisca e si sprigioni un’enorme e immensa energia, sapientemente controllata e meticolosamente guidata e orientata per ottenere risultati ineccepibili. Nelle fasi di elaborazione ideativa e progettuale e di realizzazione esecutiva si produce un procedimento costruttivo, di lenta, graduale, progressiva e accurata giustapposizione, che non risulta mai fuori controllo, affinché tutto venga a collimare al meglio nella resa finale. Roberto costruisce i quadri come se fossero dei veri e propri manufatti artigianali, li assembla e li plasma prestando attenzione anche al minimo dettaglio e particolare, senza mai lasciarsi fuorviare da valutazioni superficiali e frettolose. L’impulso e l’istinto vengono sempre guidati dalla ratio e la passione viene governata dalla mente. Le rappresentazioni nella loro sintesi astratta e materica paradigmatica acquistano un assunto di connotazione umanistica, per il quale la razionalità presiede alla creazione e la sorregge e la supporta sempre. La pulsione ispiratrice lo sprona e lo incoraggia nel suo ambizioso progetto di ricerca. La densità della stesura e della partitura pittorica privilegia il colore blu e viene accentuata ulteriormente dall’aggiunta di elementi materici come la iuta da sacco, che infonde plasticismo tridimensionale e assimila i quadri alle pitto-sculture di moderna impostazione. Roberto ripercorre gli insegnamenti sempre attuali perpetrati da illustri maestri della storia dell’arte come il grande Alberto Burri, che ha saputo dare un’innovativa prospettiva immaginifica e visionaria proprio usando dei frammenti e dei pezzi di sacco e intassellandoli dentro le composizioni in modo inconsueto e atipico. Roberto suggerisce e invita a fermarsi e a soffermarsi davanti alle opere, compiendo una lettura ravvicinata visiva e anche tattile ed assaporandone la forza vigorosa e incisiva per cogliere appieno la dimensione concettuale insita all’interno. Nella complessa e articolata sfaccettatura della scrittura pittorica e delle stratificazioni materiche la poetica di approccio è percettiva e sensoriale a tutto tondo. L’intero costrutto nelle sue parti coese in sinergia di legame arriva a interpellare il cuore e la mente e penetra nella parte più intima dell’ego fondendosi con essa”.

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