L’educazione e la formazione artistica di Graziano Ciacchini vanno avanti di pari passo con la comprensione del senso profondo ed elettivo dell’azione creativa. Per Ciacchini l’arte attraverso gli occhi si dirige allo spirito e il suo linguaggio è uno straordinario documento di conoscenza e di comunicazione. Per Ciacchini l’arte è direttamente connessa con la vita ed è capace più delle parole di esprimere il pensiero nei suoi diversi stadi, incluso i livelli più profondi dove ancora non ha preso forma. Per Ciacchini l’arte come la vita è influenzata dal modo di relazionarsi con gli altri, rifiuta convenzioni e schemi, che contrastano con la libera espressione e non accetta condizionamenti esterni che ne limitano le prerogative. Si apre verso un mondo culturale fatto di proposte innovative e ricerca soluzioni e mediazioni intellettualistiche arricchenti e stimolanti. Il lavoro creativo di Ciacchini non si basa sul sentimento del vuoto e della superficialità, ma si appoggia su cardini sostanziali solidi, risentendo anche dei traguardi vittoriosi raggiunti dai maestri protagonisti dell’arte passata, accomunati dall’idea e dall’intento di generare un’arte senza tempo, intramontabile, sempre attuale. Nei quadri affiorano situazioni ed esperienze collegate da un flusso di coscienza pura e cristallina. Il suo atto creativo possiede un’assoluta onestà e integrità intellettuale. Ciacchini lavora libero da ogni inibizione e concepisce l’arte come forma eletta di espressione intellettualistica e cerebrale, che esprime direttamente le emozioni e la vita in una visione dilatata a largo raggio e racchiude in sé una fonte inesauribile di nuovi sviluppi e nuove conquiste.
Autore: elenagolliniartblogger
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Positivi apprezzamenti per l’artista Matteo Fieno in mostra a Napoli
L’artista Matteo Fieno ha recentemente esposto a Napoli, ottenendo positivi riscontri per l’interessante lavoro di ricerca creativa, a cui si sta dedicando con profonda motivazione. Ha preso parte all’esposizione collettiva denominata in modo molto evocativo “Animus et Anima” che si è svolta dal 23 febbraio al 6 marzo, presso lo storico complesso di San Severo al Pendino, nella centralissima via Duomo. L’importante rassegna rientra all’interno di un corposo programma artistico culturale pianificato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli e gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, della Regione Basilicata, del Comune di Matera e della Fondazione Matera 2019.
La pittura di Fieno si può interpretare attraverso un percorso, che partendo dall’anima e dal suo moto vibrante si dipana e si articola, toccando la sfera dei sentimenti intimi, ma anche la componente fantasiosa del sogno, quella magica dimensione onirica che tutti noi viviamo nel tripudio percettivo e sensoriale più libero, affrancato e disinibito. Ecco perché, il suo tracciato pittorico si è congiunto perfettamente con il motore trainante di questa mostra, che ha evidenziato e posto in primo piano il fattore psichico e psicologico, facendo leva su un comune denominatore di scandaglio analitico e partendo da un’autorevole affermazione del grande maestro Carl Gustav Jung, secondo il quale “ogni uomo ha in sé una donna e ogni donna ha in sé un uomo”.
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Intervista all’artista Graziano Ciacchini: 2018 di soddisfazioni, 2019 di desideri
L’artista toscano Graziano Ciacchini è stato intervistato in occasione dell’inizio del 2019. Il pittore e poeta si racconta tra le soddisfazioni dell’anno appena passato e i desideri dell’anno appena cominciato.
D: Eccoci arrivati al bilancio di fine anno 2018: quale è stata la soddisfazione artistica più grande in questo anno? Quale invece la situazione che ti ha fatto più riflettere sul senso del tuo fare arte?
R: La soddisfazione più importante non è legata ad un evento specifico accaduto durante l’anno, ma all’intero 2018, anno che spero divenga, col tempo, uno spartiacque tra un “prima” ed un “dopo”. Il 2018 è stato denso di idee e di produzione artistica, di esposizioni sia personali che collettive, di molti riconoscimenti di pubblico e di critica, anno nel quale ho conosciuto molte persone che sono diventate estimatrici dei miei lavori ed hanno deciso di portare qualcosa di mio nelle loro case. Insomma il 2018 ha segnato un incremento dei fondamentali artistici ed una continuità che nel passato era mancata. Spero di confermare e possibilmente di incrementare quanto di buono è arrivato. Quello che mi ha fatto più riflette è una verità basilare quella che il lavoro, la dedizione, e la passione, pagano. Non sono tutto, è vero, ma pagano ed io sono molto soddisfatto ed in progress.D: Esprimi un desiderio per il tuo futuro artistico, un sogno nel cassetto che vorresti realizzare;
R: Il desiderio, da inserire nella letterina a Babbo Natale, è quello già auspicato nella risposta precedente, di crescere e di diffondere i miei lavori in un raggio più ampio possibile. Mi piacerebbe molto esporre in nuove città italiane e perché no, anche all’estero, dove in passato ho già avuto alcune esperienze.D: Cosa cambieresti nel comune sentire verso il mondo dell’arte? Quali trasformazioni migliorative vorresti vedere concretizzate?
R: Mi piacerebbe molto che il senso dell’arte, sia come ricerca interiore che come conoscenza e cultura del gusto diventasse la materia principale, nelle scuole italiane. Quanto al mondo dell’arte, nel quale quotidianamente si muovono mille e mille persone e personaggi, vorrei che ci fosse più trasparenza e più correttezza. Mi piacerebbe che esistessero persone più votate a scommettere in qualcuno in cui credono e meno personaggi che promettono il nulla dietro lauti compensi, giocando sulle ambizioni o sulla dabbenaggine dei giovani artisti. Questo, che so essere un bel sogno, esalterebbe la qualità ed anche il lavoro di chi, da ogni parte,già oggi, cerca di svolgere il proprio ruolo nel migliore dei modi. -
La magica visionarietà realistica di Graziano Ciacchini
Graziano Ciacchini ha un’impronta artistica sincera e spontanea. Fa ciò che sente dentro e lo fa a cuore aperto, riesce a descriverci immagini e paesaggi con colori intinti nell’anima che infondono nello spettatore una magica visionarietà realistica. Il suo linguaggio sgorga direttamente da un inconscio puro, come quello di un bambino capace di restare incantato e ammaliato dalle bellezze del mondo circostante. Il fanciullino evocato simbolicamente dall’esimio Maestro Giovanni Pascoli gli appartiene e si manifesta con garbata eleganza poetica. La dottoressa Elena Gollini commentando ed elogiando le caratteristiche distintive della sua ricercata pittura afferma “L’arte di Graziano è dotata di una forza comunicativa immensa e trainante. Si rivolge alle profonde radici della cultura e della tradizione figurativa e al contempo attinge da un articolato comparto fantastico. Nella sua pittura è racchiusa la nostra infanzia ma anche l’infanzia del mondo, che si ergono a vessillo di una dimensione fiabesca. Graziano non è semplicemente un pittore talentuoso e di buon gusto estetico. È un incantatore di anime sognanti, un catalizzatore di sentimenti autentici“. E ancora prosegue sottolineando: “Nella semplicità aggraziata e garbata delle suo composizioni, delle figurazioni e dei soggetti che rappresenta con grande perizia, custodisce una recondita utopia, quella di fare rivivere e rinascere in chi le osserva tutti gli incanti dei ricordi e delle memorie, che ciascuno si porta dentro dalle nostre età favolistiche, per farci ritornare in quella dimensione così unica e speciale“.
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Intervista all’artista Graziano Ciacchini: colore, ispirazione, opere
Ancora una volta abbiamo intervistato Graziano Ciacchini, pittore contemporaneo di grande talento creativo. L’artista toscana ci racconta la creazione delle sue opere, dalla fase ideativa e progettuale all’utilizzo del colore alle sue fonti di ispirazione.
D: Nell’utilizzo della gamma tonale vibrante e incisiva dai particolare risalto al blu e all’azzurro nelle varie declinazioni cromatiche; da cosa deriva questa scelta coloristica?
R: Vi svelo un segreto: curo lo stress quotidiano con la cromoterapia per la quale, come risaputo, il blu è il colore più adatto a ritrovare calma ed equilibrio. Aldilà dell’affermazione ironica (fino a che punto poi, mi chiedo) ho cominciato a dipingere “in blu” fin dall’inizio, sono rare le eccezioni, ed anche nei lavori in cui sono presenti in forze altri colori, è sempre il blu a farla da padrone. Fino a che punto poi, mi chiedevo… Mentre realizzo i miei lavori stendere quel colore, mi trasmette un senso di serenità tangibile al punto che spesso, elementi che nascono di altri colori spesso sono modificati durante la realizzazione. Diciamo che io provo ad utilizzare i tanti tubetti di colore ancora nuovi, ma per adesso non ci riesco. Credo che il passo successivo, che ogni tanto si palesa alla mente, sarà quello di ricreare un equilibrio con l’utilizzo di una gamma più ampia di colori, sempre nella direzione della crescita e della scoperta.D: Ci racconti come avviene la fase ideativa e progettuale delle opere; usi anche dei disegni di prova e delle bozze preparatorie di spunto?
R: Ho una serie di quaderni, uno almeno dei quali è sempre con me. Sulle pagine di quei quaderni fermo le idee in piccoli disegni che spesso contengono già la versione finale. Se necessario rielaboro poi quei bozzetti in modo da ottimizzare posizione e proporzioni degli elementi che faranno parte dell’immagine. Non faccio mai prove delle tonalità di colore le quali sono sempre individuate ed armonizzate col tutto, mentre dipingo.D: Quali sono le fonti principali da cui attingi per individuare i titoli dei tuoi quadri?
R: Il titolo spesso, molto spesso, arriva assieme all’immagine che fermo sul quaderno. Esprime il concetto di quel che dipingo o semplicemente descrive l’immagine. Non ho mai avuto nessuna difficoltà in tal senso, perché l’immagine, secondo me, nasce da un concetto che poi sarà espresso con i colori. -
Intervista – Grande successo di pubblico per la personale di Graziano Ciacchini
Il poliedrico artista Graziano Ciacchini è stato intervistato a seguito del successo riscosso dalla sua ultima mostra personale dal titolo “Suburbio” tenutasi in Toscana ad Ottobre 2018.
D: Un tuo commento di valutazione sull’ultima tua recente mostra; sei rimasto compiaciuto in generale?
R: La mia ultima personale si è svolta a Ponsacco, in provincia di Pisa, luogo dove vivo, dal 12 al 15 Ottobre scorso. Pensata ed organizzata nei giorni della festa del patrono che richiama tantissime persone anche dalle città vicine, ed ubicata in uno spazio posto sul corso principale, ha avuto un grande successo di pubblico. La soddisfazione maggiore è stata quella di scoprire molta curiosità e molto interesse verso i temi che affronto miei miei lavori, con molte persone mi sono soffermato a parlare ed a confrontarsi sul messaggio trasmesso e sulle emozioni recepite.D: Ti senti affine nello stile pittorico alla formula espressiva del paesaggismo?
R: Sono appassionato di quel tipo di pittura e molto attratto dalle rappresentazioni sia del paesaggio agricolo che di quello urbano, fatte dai maggiori esponenti del ‘900 in Toscana. Sono poi irrimediabilmente affascinato dal paesaggio marino e collinare della zona in cui sono nato e nella quale vivo. Credo che queste parti del vissuto e dell’immaginario tornino nei miei lavori, non come una riproduzione reale dell’intono, ma come elementi di un canone personale più votato al tentativo di rappresentare emozioni.D: Nei tuoi dipinti manca spesso la figura umana; da cosa deriva questa scelta certamente non casuale ma ben mirata?
R: Preferisco incontrare luoghi del mio immaginario e rappresentarli per quello che sono, espressioni del mio pensiero e del vissuto. C’è un rapporto profondo e molto personale con i miei lavori, come se fossero una continua ricerca votata all’emersione. Nemmeno la presenza dei personaggi velati che io chiamo confidenzialmente “animilli”, colma la lacuna dell’assenza di umani, loro sono la rappresentazione del pensiero che ha pensato l’immagine, inserito dentro l’immagine. La guardano la osservano silenziosi con il privilegio di abitarla. -
La pittura di Graziano Ciacchini tra percezione e sperimentazione
Uno sperimentalismo pittorico quello di Graziano Ciacchini che rifugge volutamente da situazioni estreme e radicali e attinge piuttosto dalla potenza emozionante della resa compositiva, partendo dai mezzi tradizionali e articolando paradigmi narrativi di suadente formulazione. Il colore, talvolta più marcato e talvolta più tenue nella corposa orchestrazione tonale, produce e accentua un effetto di plasticismo ricercato. La mancanza di figurazione umana non penalizza e non mortifica il sistema scenico e anzi genera una sorta di curiosità stimolante nello scoprire se e dove la traccia umana ha lasciato un segno e un segnale più o meno tangibile e visibile del suo passaggio. L’assenza della componente figurale umana trascende dall’intento comunicativo che è forte e intenso a prescindere e segue canali percettivi di complessa visionarietà semantica. Artefice di una pittura colta, non disperde le sensazioni ma le immette in modo mirato, sperimentandole direttamente su se stesso, per poi condividerle con lo spettatore. I quadri rispecchiano la simbolica trascrizione della sua personale visione delle cose, senza mai inseguire un idealistico e falsato sguardo oggettivo, freddo e rigido, ma cercando di afferrare e mostrare ciò che il cuore e l’anima gli suscitano nel profondo. Il suo sguardo indagatore accorato è sempre accompagnato e guidato dall’intuito intellettuale, che lo traduce in modo sobrio, misurato e controllato. Il dispendio di segno e di materia non cerca una resa fotografica della realtà, ma un approccio consapevole dell’arte diviso tra percezione empatica e sapere cognitivo, in una rivisitazione realistica dove si stabilisce un perfetto equilibrio di “dominatio” tra il contenuto sostanziale fantastico e la struttura formale reale. Di recente Graziano è stato protagonista in mostra dal titolo “Suburbio” allestita a Ponsacco dal 12 al 15 Ottobre 2018, riscuotendo meritati consensi d’apprezzamento.
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Mostra di Graziano Ciacchini “Isole Mute”
La grande intraprendenza artistica di Graziano Ciacchini è inarrestabile e non si ferma neanche nel cuore dell’estate. Il talentuoso pittore toscano ha in serbo una nuova mostra personale dal titolo molto significativo “Isole mute” che si terrà dal 10 al 16 agosto 2018, presso Eliopoli Center (Spazio Borderline), a Calambrone (PI) in Viale del Tirreno 361.
L’esposizione ricca e corposa ripercorre l’intensa evoluzione pittorica di Graziano, evidenziandone le virtù cardine portanti che lo guidano e lo stimolano nella sua visione di moderno artista contemporaneo.
La critica dell’arte Elena Gollini su di lui afferma “Nell’intensa espressività artistica di Graziano Ciacchini si evidenziano, con forte spessore sostanziale, l’innata e fervida vena creativa e l’appassionato paradigma emozionale, che lo guidano e lo sorreggono nel sapiente gesto pittorico. Emergono la fermezza studiata e meticolosa nell’interpretazione soggettiva della dimensione figurativa del reale, la forza e l’energia permeante del colore nell’intreccio armonioso ed equilibrato della tavolozza cromatica densa e corposa, la classica, sobria ed elegante compostezza compositiva dello scenario narrativo, coniugata ad una preziosa e spiccata sensibilità stilistica di moderna visione“.
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Le coinvolgenti evocazioni oniriche della pittura di Graziano Ciacchini
La variegata formula pittorica di Graziano Ciacchini si presta anche ad un intenso e coinvolgente afflato onirico, molto permeante. Lo spettatore viene conquistato dagli scenari dipinti con abile maestria, che lasciano spazio alla fantasia sognante e sognatrice come ad essere dolcemente e soavemente guidati a sollecitare la mente al di fuori di quanto immediatamente visto dal primo impatto. Ecco emergere una cornice di contorno che ciascuno può immaginare e inventare a proprio piacere, dove immergersi in libertà a gustarsi il sogno prediletto e a ripercorrere le sequenze pittoriche in modo sorprendente. Meraviglia e stupore si alimentano attraverso una pittura pura e incontaminata che crea nell’osservatore un desiderio genuino di corresponsione dinamica.
Per Graziano la pittura diventa un versatile e poliedrico medium comunicativo espresso su più livelli, dove anche l’elemento fantastico si eleva ad efficace strumento di collante con il mondo circostante e gli permette di rimanere dentro una sorta di “limbo” in un’atmosfera atemporale, che guarda verso confini dove ognuno può spingersi per trovare nuovi paradigmi di pensiero e nuove visioni esistenziali, cullandosi delicatamente tra realtà e fantasia onirica.
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La naturalezza artistica delle foto di Alessio Di Franco
Osservando con attenzione le immagini catturate dallo scatto artistico di Alessio Di Franco, si viene da subito catapultati dentro lo scenario riprodotto con estrema naturalezza. Alessio valorizza quanto rievocato introducendo una componente di intensa spontaneità e consente al fruitore una diretta e immediata percezione interattiva, come se ciascuno fosse stato presente nel momento stesso in cui l’obiettivo ha immortalato la raffigurazione e si immedesimasse con lui nella fase esecutiva. Questa connotazione è fortemente distintiva e rafforza il valore contenutistico insito in ogni fotografia.
Per Alessio non basta semplicemente descrivere in modo accurato e preciso, ma servono un intreccio di elementi che attivano la potenzialità racchiusa nelle rappresentazioni artistiche. Soltanto così tutto si anima e acquista vita propria, conservando intatto quel fascino unico ed esclusivo dettato da una naturale profusione di sentimenti ed emozioni, stimolati attraverso una narrazione compositiva mai falsata e mai inquinata da sterili trasformismi costruiti in modo artificiale.
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Alessio Di Franco avvicina la sua arte fotografica ad Antonio Ligabue
Alessio Di Franco, promettente fotografo del panorama contemporaneo, è in mostra con le sue fotografie d’autore nel contesto di “Arte in Bottega78” uno spazio artistico culturale situato a Gualtieri (RE), paese dove Antonio Ligabue ha vissuto per lungo tempo, sviluppando il suo pregevole percorso di pittura naif.
L’esposizione, allestita in loco fino al 17 Giugno 2018, è concepita in forma di fusion, di intreccio armonioso con l’arte e il design creativo di Maurilio Iembo, titolare della location espositiva. Sabato 16 Giugno è previsto l’evento di finissage e si parlerà anche dell’interessante parallelismo di confronto che avvicina l’arte fotografica di Alessio al vissuto creativo del grande maestro.
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La fotografia d’autore di Alessio Di Franco in mostra ad “Arte in Bottega78”
Il fotografo Alessio Di Franco sarà in mostra con le sue pregevoli fotografie d’autore presso lo spazio artistico culturale di “Arte in Bottega78” situato in Via Nazario Sauro 78 a Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia. L’esposizione verrà inaugurata in data Sabato 26 Maggio, alle ore 18.00 e rimarrà allestita in loco fino al 17 giugno 2018, in concomitanza con lo svolgimento dell’evento internazionale di Fotografia Europea organizzato dalla storica Fondazione Magnani. Il finissage è previsto in data Sabato 16 Giugno, sempre alle ore 18.00, insieme al festeggiamento del simbolico compleanno di “Arte in Bottega78”.La mostra, visitabile ad ingresso libero, raccoglie una parte eterogenea di produzione che contiene scatti di particolare suggestione, realizzati in modo molto diretto e naturale senza l’utilizzo di alcuna trasformazione artificiale. Per Di Franco la fotografia artistica non ha una semplice valenza estetica fine a se stessa, ma è sinonimo di strumento comunicativo prediletto, che funge da tramite per condividere e comunicare a livello sociale e collettivo importanti messaggi. Di Franco progetta con grande attenzione e sceglie soggetti e ambientazioni sempre mirati per avere il giusto impatto scenico e per riuscire ad esprimere al meglio i contenuti sostanziali di cui si rende portavoce, con intenso slancio e forte convinzione.
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Graziano Ciacchini tra i protagonisti del prestigioso Tuscania Festival 2018
Il pittore Graziano Ciacchini è tra i protagonisti dello storico Tuscania Festival, che si svolge nel weekend di Sabato 26 e Domenica 27 Maggio 2018 a Peccioli sulle colline di Pisa. L’artista sarà presente in mostra espositiva con le sue intense proiezioni pittoriche, all’interno della sezione “Art” curata dall’organizzatrice Alessandra Ioalè. In questa interessante cornice, Graziano darà il suo pregevole contributo artistico per valorizzare questo evento, che celebra e stimola il connubio tra arte e musica, concepiti come linguaggi universali di condivisione a tutto tondo.Ciacchini si dimostra ancora una volta artista di versatile pensiero, scegliendo di partecipare a iniziative che rivestono un’importante e incisiva funzione di aggregazione collettiva, supportando il valore sostanziale del fare arte, coniugato al lodevole intento sociale di evidenziarne la forza del prezioso potenziale comunicativo.
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Milano: una città futurista
Antonio Sant’Elia. L’architetto manifesto del Futurismo. Così lui disegnava le città. Così immaginava il loro skyline. Edifici alti, alti fino al cielo. Strada senza curve, solo linee rette. Incroci, retti. I suoi progetti, all’epoca, rimasero solamente su carta. Come parte dei Futuristi, al tempo non venne considerato moltissimo. Lontani, forse, da ciò che allora era il presente, ma vicini al nostro di presente, il loro Futuro. Dalla pittura, alla letteratura, la fotografia, la scultura, la danza, l’architettura, la musica e perché no, anche la gastronomia, i Futuristi segnarono la cultura italiana. Uno dei movimenti che adoro di più. La Milano di Antonio Sant’Elia.
Abitando in un piccolo paese di provincia, non ebbi mai modo di vedere simili strutture. La prima volta che andai a Milano scattai proprio delle fotografie agli edifici.
È stato curioso vedere come nei paesi di montagna per esempio, si rimanga affascinati dalle linee curve. Non so se mi spiego. Quando penso ad una strada che affianca un monte, quando penso ad un piccolo paese rurale, penso soprattutto ad un design curvo. Le strade sono curve, le montagne stesse sono linee curve. Girando per Milano era tutto così dritto, così pulito, che mi concentrai solo su questo, solo sul design della città. Le strade, sono dritte. Ci sono tanti incroci, ma sono sempre linee dritte.
La linea curva, dinamica e voluminosa che incontra la linea retta perfetta e pulita. L’incontro tra due epoche, l’incontro tra l’arte Rinascimentale, la Venere di Botticelli, con l’arte cubista di Picasso e il neoplasticismo di Mondrian. Kandinsky con l’arte astratta metteva insieme queste due linee, la retta e la curva. Due indici di BELLEZZA, forse una mescolanza tra la BELLEZZA ideologica in due tempi differenti.
La perfezione della linea retta e il volume della linea curva si mescolano insieme tra i palazzi che disegnano lo skyline della moderna città di Milano.
Le linee tracciano i contorni della BELLEZZA. Entrambe esprimono emozioni, a volte contrastanti, ma che producono BELLEZZA. Dalla morbidezza della Venere di Botticelli alla dura Donna che Piange di Picasso, al Nudo Scende Le Scale di Duchamp, gli artisti hanno sempre cercato di trasmettere una BELLEZZA che fosse di forma diversa.
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Uno sguardo sull’arte di Graziano Ciacchini: intervista al pittore poeta
Dopo la mostra personale “In un niente ch’è tutto” tenutasi a Lucca, abbiamo intervistato il poeta e pittore Graziano Ciacchini, per scoprire un po’ di più sulla sua visione artistica e poetica.
D: Hai iniziato il tuo percorso nel variegato mondo della poesia: come vedi il parallelismo tra poesia e arte?
R: Come ho già avuto modo di dire, il mio punto di osservazione è quello di un pittore e di un poeta che non ha mai sperimentato circuiti importanti. Il primo parallelismo, purtroppo negativo, che appare nitido, almeno al mio livello, è quello di un mondo semi sommerso dove per gli addetti ai lavori, spesso improvvisati, le priorità sono quelle di proporre iniziative a pagamento, per lo più fini a se stesse. Conservo decine di lettere di pseudo editori che avendo scoperto in me il nuovo D’Annunzio, mi proponevano pubblicazioni a pagamento, senza nessuna forma di promozione, senza nessuna forma di distribuzione. Nel campo della pittura, la musica non cambia. Il parallelismo che più mi piace raccontare, è invece quello legato al grande fermento che c’è, specialmente tra i giovani, aiutati spesso da spazi che magari non avranno i crismi della galleria o del circolo letterario, ma che permettono di esporre o di esprimersi. Poesia, pittura, l’arte in generale sono cosa viva ed in salute.D: Quanto ha influito nel percorso pittorico l’essere anche poeta;
R: Nel mio caso la pittura e la poesia sono due manifestazioni diverse dello stessa ispirazione, dello stesso pensiero, della stessa istanza di dover comunicare quello che ho dentro, per riuscire, se non altro, a placare domande altrimenti prive di risposta. Molte delle tele potrebbero essere raccontate in versi e viceversa. È solo una questione di diversa espressione formale. Ho in cantiere un progetto di contaminazione in tal senso, un progetto che unisca versi ed immagini.D: Se dovessi definire la tua vena poetica, come ti valuti e come valuti in generale il comparto poetico attuale?
R: Ho pensato un attimo se inserire i miei versi dentro qualche schema, magari facendo riferimento, indegnamente, a grandi poeti. In realtà mi sento un randagio dei pensieri, pensieri che spesso manifestano mondi possibili o mondi reali, pensieri che aiutano a liberarsi, ad aprire varchi nei quali sia possibile scorgere l’essenza od almeno illudersi di farlo. Quanto al momento attuale, credo che la poesia sia un po’ come il cinema italiano. La si dà per morta da decenni mentre in realtà, secondo me, vive e gode di buona salute. Le librerie continuano a proporla, segno di un mercato che sicuramente non di massa, continua comunque ad esistere. Si parla e si fa poesia in molte sedi, si moltiplicano le contaminazioni con altre forme d’espressione artistica, Il tanto bistrattato web ed i tanto bistrattati social hanno fatto incontrare persone le quali, sia come fruitori che come scrittori, vivacchiavano solitari e questo ha fatto nascere molte iniziative: incontri, dibattiti, reading ed anche riviste letterarie. In sintesi dire che (per fortuna) le cose belle non muoiono mai! -
Graziano Ciacchini poeta pittore di profonda ispirazione
Il pittore Graziano Ciacchini, artista contemporaneo di grande talento creativo, è anche un sensibile poeta moderno. Ha ottenuto positivi traguardi e apprezzamenti nel campo poetico e conserva anche nello stile pittorico una soavità raffinata e un’aggraziata eleganza tipiche del suo linguaggio aulico. Queste due componenti sono molto armoniose all’interno delle composizioni e accentuano l’afflato emozionale e lo stimolo emotivo da parte del fruitore.
Ciacchini con sapiente abilità calibra e dosa nello scenario narrativo rimandi e richiami di portata lirica e costruisce scenari con sequenze percettive articolate su più piani, proprio per consentire una compartecipazione piena. La poesia del cuore e del sentimento, che lo guida nel gesto creativo, è un plus valore aggiunto alla portata d’insieme. Ciacchini riesce dunque a mostrare al meglio nella pittura quel suo pregevole lato poetico, che diventa una connotazione caratterizzante e distintiva della sua corposa produzione, infondendo una speciale e inconfondibile magia di contorno che pervade e avvolge con suadente intreccio.