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  • iFusion Analytics e Interoute stringono una partnership per fornire soluzioni di edge analytics

    L’infrastruttura permette di ridurre costi e sprechi per la gestione dei Big data in modo sicuro e on-demand

    iFusion Analytics, provider di soluzioni di Integrated Big Data as a Service (iBDaaS), ha stretto una partnership con Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale e del più grande network in Europa, per fornire soluzioni di edge analytics. Grazie all’integrazione tra la piattaforma iBDaaS di iFusion e il network globale e interconnesso di Virtual Data Center (VDC) di Interoute, le aziende potranno processare i dati in prossimità di dove risiedono: in questo modo, gli insight di analytics possano essere elaborati in pochi minuti, a differenza delle ore necessarie per eseguire una query utilizzando esclusivamente un server fisico presente in una singola location.

    “Ancora oggi molte persone non capiscono perfettamente come funzionano i Big Data. In passato, le query eseguite su database di grandi dimensioni richiedevano ore a seconda del volume dei dati interrogati e della posizione del client” ha spiegato Mark Lewis, EVP, Communications & Connectivity di Interoute. “Il deployment del software di analytics all’interno del network globale e interconnesso di Virtual Data Center (VDC) di Interoute rivoluziona il passato: ora gli insight sui big data possono essere estratti in pochi minuti e utilizzati per sostenere tutte le decisioni aziendali in modo più consapevole.”

    Per fornire rapidamente alle aziende informazioni e insight, la partnership permetterà a iFusion di eseguire il calcolo, l’archiviazione e lo spin-up attraverso una query dei database più veloce, grazie alla vicinanza al luogo di origine dei dati. Precedentemente alla fase di raccolta, verifica e invio protetto dei dati al sistema centrale per l’archiviazione, i Big Data vengono processati al bordo della rete di Interoute (network edge). Il sistema generale iFusion per analytics fornirà una visione d’insieme degli input locali, in modo che i Big Data siano sempre relativi all’intera organizzazione.

    “La distribuzione e la capacità del cloud privato di Interoute ci permetterà di offrire un accesso senza precedenti alla nostra piattaforma disruptive e scalabile di analytics” ha concluso Charlie McAlister, VP Sales & Business Development, iFusion Analytics. “I nostri clienti saranno realmente in grado di agire localmente e pensare globalmente accedendo rapidamente agli insight dei dati rilevanti a tutti i livelli della loro organizzazione”.

    Tutti i dati saranno trasferiti utilizzando la rete privata a bassa latenza di Interoute, garantendo la sicurezza e la sovranità delle informazioni. Nel caso le leggi locali vietassero il trasferimento dei dati al di fuori dei confini nazionali, il collector locale di iFusion renderà anonime le informazioni consentendo un’elaborazione di quest’ultime sicura e senza rischi. Interoute permetterà a iFusion, inoltre, di gestire la propria infrastruttura con una team ristretto. Utilizzando la soluzione di Object Storage e i connettori di Interoute, le applicazioni di Big Data possono essere ridotte a dimensioni più piccole e pre-caricate come modelli personalizzati all’interno del VDC, in modo che i diversi tipi di analisi possano essere eseguiti a livello locale.

     

  • Spacemetric: la banca dati dello spazio orbita nel cloud di Interoute

    Interoute fornirà a Spacemetric una soluzione di storage sicura per i dati dei satelliti, a sostegno del programma di ricerca ambientale e filantropico UE di osservazione della terra                                         

     Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma internazionale di servizi cloud e uno dei più estesi e avanzati network europei, è stato scelto da Spacemetric per far fronte alle proprie necessità di archiviazione e distribuzione dati. Spacemetric è un’azienda svedese produttrice di software, che snellisce la trasformazione dei dati grezzi provenienti dai satelliti e dai sensori aerei, convertendoli poi in immagini fruibili attraverso gli analytics.

    Questa soluzione di archiviazione sicura sarà integrata con la piattaforma web SWEA (Swedish Earth data Access), sviluppata da Spacemetric per conto dello Swedish National Space Board. La piattaforma è inserita nel programma UE di osservazione della Terra Copernico, gestito dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Questi dati sono raccolti e utilizzati per sostenere ricerche ambientali e filantropiche. L’archivio di immagini dell’ESA è a disposizione degli scienziati e delle aziende di tutto il mondo grazie al cloud. Questo patrimonio, che si trova all’interno della rete cloud privata di Interoute, è condiviso da numerose istituzioni – da enti governativi ad aziende – che vogliono trasformare i dati in opportunità professionali. Adesso, SWEA può garantire la disponibilità dei dati, in particolare agli utenti svedesi.  Il Virtual Data Center di Interoute a Stoccolma è stata inaugurato 6 mesi fa, ed è uno dei 17 nodi che compongono la rete cloud privata di Interoute.

    “Abbiamo scelto Interoute perché in grado di offrire una soluzione ibrida efficace, che mette insieme l’archivio fisico con il Virtual Data Center di Stoccolma. Il risultato è un archivio sicuro e garantito per i dati locali, con accesso rapido, grazie alla bassa latenza. Questo implica, inoltre, un processo di sviluppo più flessibile, consentendo di scalare le risorse necessarie in modo semplice e veloce, a seconda della situazione”, afferma Mikael Stern, CEO di Spacemetric.

    Matthew Finnie, CTO di Interoute, ha commentato: “Lavorare al fianco di Spacemetric a questo progetto così affascinante, a supporto del programma di osservazione per la ricerca ambientale e umanitaria dell’UE, è fantastico. Interoute è stato il primo fornitore di cloud globale al mondo a lanciare un nodo nella regione nordica, con un’offerta di cloud pubblico e privato fruibile attraverso un’unica piattaforma. Il nodo di Stoccolma è soltanto uno dei 17 a livello mondiale che compongono la nostra rete cloud privata. Questo nuovo progetto è la dimostrazione del fatto che una presenza locale e una visione globale nella propria strategia cloud sono essenziali per soddisfare le richieste del mercato europeo”.

     

  • Da Verizon le best practice per affrontare il malware Mirai e il cybercrimine

    La notizia del malware Mirai, in queste settimane, ha allertato aziende e utenti in tutto il mondo contro l’ennesima minaccia che circola online. Ma c’è una novità: non mancherebbero, infatti, i rischi di un possibile attacco contro infrastrutture critiche, aziende ed enti pubblici italiani. Gli esordi di Mirai, malware che infetta principalmente sistemi informatici ad uso domestico per poi trasformarli in botnet controllabili da remoto, sono noti, e affondano le radici nell’attacco hacker che ha paralizzato gli Stati Uniti lo scorso ottobre.

    Ma l’eventualità di un nuovo focolaio, che potrebbe infettare anche il nostro Paese, risveglia gli incubi di molte realtà, appartenenti ai più svariati settori. Per questo motivo Verizon Enterprise Solutions, azienda attiva nel settore telecomunicazioni e autrice di uno dei più autorevoli report annuali in materia di cybersicurezza, sottolinea alcune best practice essenziali, per essere pronti a reagire in caso si avverasse lo scenario peggiore.

    “Quando si verifica una violazione, è essenziale individuare il punto esatto in cui si trova la vulnerabilità, e le altre vie che gli hacker potrebbero tentare per accedere ai vostri sistemi”, afferma Laurance Dine, Managing Principal di Verizon Enterprise Solutions, esperto in cybersicurezza. “Oltre alla violazione riscontrata, infatti, gli hacker potrebbero aver trovato ulteriori accessi ai vostri asset, attraverso ad esempio tecniche di phishing, tendenza evidenziata anche nell’ultimo Data Breach Investigation Report di Verizon”.

    Le difese tradizionali, oggi, non bastano più. Nel 93% dei casi, gli attaccanti impiegano un minuto o meno per compromettere un sistema, mentre il furto di dati si verifica in pochi minuti nel 28% dei casi. Ma anche nei casi in cui questi attacchi durino giorni, spesso la vittima non si accorge dell’attacco per settimane, se non addirittura anni. Cosa fare quindi? Qui di seguito, alcune delle best practice individuate da Laurance Dine:

    • Conoscere il proprio settore, anche in termini di attacchi più ricorrenti
    • Introdurre e diffondere l’autenticazione a due fattori
    • Applicare le patch il più tempestivamente possibile
    • Fornire l’accesso unicamente agli utenti che non possono farne a meno
    • Monitorare qualsiasi input e crittografare i dati
    • Formare i dipendenti, un fattore chiave per sviluppare la consapevolezza
    • Rafforzare le difese.

    Per maggiori informazioni, le ricordiamo che gli esperti internazionali di Verizon Enterprise Solutions sono disponibili per opportunità di approfondimento sul tema della sicurezza informatica.

  • Interoute presenta la soluzione Managed Container Platform a Cloud Expo Europe

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma internazionale di servizi cloud e uno dei più estesi e avanzati network europei, ha annunciato l’integrazione tra la propria infrastruttura globale di managed cloud e la container management platform di Rancher Labs, in occasione di Cloud Expo 2017. Questo nuovo approccio innovativo consente alle aziende di accelerare i processi interni di digital transformation e gli investimenti infrastrutturali.

    L’avvento della tecnologia dei container ha rivoluzionato il modo in cui le aziende possono creare e distribuire le applicazioni software, favorendo una maggiore agilità, una implementazione più rapida e costi operativi ridotti. In passato, i team Enterprise Operations & Infrastructure, dediti alla realizzazione di nuove applicazioni e servizi software, hanno dovuto gestire tutti i building block delle infrastrutture cloud (il Virtual Server, il sistema operativo e le librerie di applicazioni), necessari per creare l’ambiente di sviluppo di applicazioni. Scegliendo un approccio basato su container, gli sviluppatori possono ora concentrarsi sulla scrittura di applicazioni e sul deployment del codice direttamente all’interno del container. Tramite il successivo deployment del container all’interno dell’infrastruttura cloud di Interoute, è possibile incrementare il tempo di sviluppo e lancio di nuove applicazioni e software.

    La piattaforma di containerizzazione di Interoute è parte dell’Enterprise Digital Platform di Interoute, un’infrastruttura globale e sicura in grado di integrare una soluzione di Software Defined Core Network all’interno di una rete globale composta da 17 nodi cloud, in modo da ottimizzare applicazioni e servizi. Interoute permette alle organizzazioni di integrare i sistemi legacy, digitali e di terze parti in un’unica piattaforma globale, sicura e connessa privatamente. In questo modo, grazie ad Interoute, è possibile gettare le basi per avviare il processo di Digital Transformation aziendale.

    Con l’integrazione del software Rancher, Interoute è ora in grado di fornire accesso ad una serie completa di servizi infrastrutturali per la containerizzazione, permettendo agli utenti di eseguire il deployment dei container in un nodo cloud a scelta tra i 17 messi a disposizione da Interoute in tutto il mondo. Rancher è una container management platform open-source che rende il deployment e la gestione di container in fase di produzione più semplice.

    Matthew Finnie, CTO Interoute, ha commentato: “Le aziende che stanno sviluppando e realizzando app sul cloud, insieme a quelle che stanno affrontando un processo di digital transformation, necessitano di infrastrutture digitali (ICT) che permettano loro di accelerare i processi di sviluppo, test e implementazione. L’integrazione del software Rancher all’interno della piattaforma digitale di Interoute consente agli sviluppatori di accedere a una piattaforma gestita di containerizzazione, ospitata all’interno di un networked cloud privato e globale, e consentendo funzioni di vero calcolo distribuito”

    Louise Westoby, VP Marketing di Rancher Labs, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di collaborare con Interoute e offrire agli utenti della soluzione di Enteprise Digital Platform una container management platform completa e pronta all’uso. Non vediamo l’ora di osservare i vantaggi che potranno avere gli utenti, sia in termini di scrittura e test del codice, sia di esecuzione delle applicazioni con architettura a microservizi più complesse.”

  • In-Site entra a far parte di Open Hub Med

    Dopo la progettazione del Data Center di Carini, l’azienda ha acquisito una quota del 4,76% del capitale sociale e porta in dote expertise significative all’interno del consorzio.

     

    In-Site, società di ingegneria integrata specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture complesse, annuncia il suo ingresso nel consorzio Open Hub Med.

    Nato per offrire agli operatori di telecomunicazioni internazionali un modello multi-stakeholder per lo scambio del traffico internet nel bacino del mediterraneo, Open Hub Med è composto, oltre che da In-Site, da altre dieci società specializzate nel mondo delle telecomunicazioni: Eolo, Equinix, Fastweb, Interoute, Italtel, MIX, Retelit, SUPERNAP Italia, VueTel  e XMED. In-Site entra nel consorzio con una partecipazione al capitale sociale di Open Hub Med del 4,76%, e porta in dote expertise decisamente significative.

    Non è la prima occasione in cui In-Site e Open Hub Med collaborano insieme. Negli scorsi mesi, infatti, In-Site è stata scelta dal consorzio per la progettazione del Data Center che ha sede a Carini (Palermo) e che costituisce il primo polo tecnologico neutrale aperto a tutti gli operatori presenti nel Mediterraneo. Due, i principali punti di forza della progettazione del Data Center. Innanzitutto, la necessità di pensare e una struttura che fosse scalabile nel tempo e modificabile per fasi successive. In secondo luogo, la volontà di realizzare un polo caratterizzato dal criterio di massimo risparmio energetico.

    Il Data Center di Carini, ospitato nell’area di ricerca di Italtel in Sicilia, rappresenta oggi il primo hub tecnologico neutrale e indipendente nel sud Italia, e offre condizioni di affidabilità e sicurezza secondo i più alti standard conosciuti oggi. Grazie all’esperienza acquisita con gli anni, In-Site è riuscita ad aggiudicarsi il bando di gara, vincendo la competizione di grandi realtà europee del settore.

    Fondata a Milano nel 2006 da Pietro Matteo Foglio, In-Site ha come core business oggi proprio la progettazione integrata di data center, settore nel quale l’azienda ha sviluppato una profonda expertise, gestendo nel corso degli anni l’intero processo realizzativo di queste complesse infrastrutture e rivestendo spesso anche il ruolo di General Contractor.

    Valeria Rossi, presidente di Open Hub Med, ha commentato: “Siamo felici dell’ingresso in Open Hub Med di In-Site, perché porta all’interno del consorzio una prospettiva diversa, originale. Avere una realtà come In-Site tra i propri partner, inoltre, dimostra come l’attenzione di Open Hub Med nei confronti del mondo Data Center sia molto elevata: l’obiettivo, del resto, è quello di offrire agli operatori delle telecomunicazioni di tutto il mondo un polo tecnologicamente sempre più all’avanguardia e attento al concetto di risparmio energetico”.

    Pietro Matteo Foglio, CEO & Founder di In-Site, ha affermato: “Siamo orgogliosi e onorati di entrare a far parte del consorzio Open Hub Med, il progetto è ambizioso e moderno. Open Hub Med rappresenta un motivo di orgoglio nazionale e noi vogliamo mettere a disposizione tutto il nostro know-how nella progettazione integrata di infrastrutture a grande valenza tecnologica, con l’obiettivo di portare un valore aggiunto all’interno del consorzio – non solo per la progettazione del polo tecnologico di Carini, ma anche per la crescita del progetto nel suo complesso”.

  • Verizon lancia Exponent per favorire la digital transformation dei carrier

    Verizon, leader mondiale per la fornitura di servizi di comunicazione a banda larga, wireless e wireline, annuncia il lancio internazionale di Exponent, un nuovo progetto imprenditoriale e tecnologico che, attraverso un portfolio di software e piattaforme Internet, mira a supportare i carrier di tutto il mondo nella rapida implementazione di soluzioni di prossima generazione. Exponent offre ai carrier le basi per accelerare i processi di digital transformation e per competere con i nuovi provider di servizi digitali, ampliando le piattaforme di Big Data e Intelligenza Artificiale (AI), Internet of Things (IoT), Media Services e Internet Services Delivery.

    Le piattaforme di Exponent sono progettate per combinare la flessibilità e le potenzialità di Internet con la coerenza e la scalabilità delle soluzioni carrier-grade, sfruttando software open-source, interfacce di programmazione di un’applicazione (API) e architetture di microservizi. Le piattaforme interagiscono perfettamente con gli asset esistenti del carrier, al fine di ottimizzarne al massimo l’utilizzo e dare ai clienti le potenzialità di scalabilità nel momento in cui il modello aziendale dovesse crescere.

    “I carrier di tutto il mondo vogliono competere con i player tecnologici emergenti e con i fornitori di servizi OTT: per questo Exponent fornisce loro un modo conveniente per aumentare i propri flussi di redditto, affidandosi a una tradizione, la nostra, fatta di innovazione, affidabilità ed eccellenza” ha affermato Guru Pai, Chief Product Officer di Verizon.

    Per maggiori informazioni, è possibile trovare il Comunicato Stampa integrale in inglese a questo link: http://www.verizon.com/about/news/verizon-launches-exponent-new-technology-and-business-venture-designed-accelerate-growth-global.

  • Le violazioni dei dati diventano più complesse, pervasive e dannose: a dirlo è il 2017 Data Breach Digest di Verizon

    Le violazioni dei dati stanno diventando sempre più complesse e non sono più confinate al solo reparto IT, ma stanno interessando ogni settore all’interno di un’organizzazione. Ad affermarlo è il 2017 Data Breach Digest, secondo il quale ogni violazione lascia un segno persistente, se non duraturo, sulle aziende colpite.

     

    Come già rilevato nell’edizione 2016 del Data Breach Investigation Report di Verizon (DBIR), anche quest’anno l’elemento umano assume una posizione centrale nel panorama delle violazioni dei dati. Gli esseri umani continuano a svolgere un ruolo significativo negli incidenti di sicurezza informatica in qualità di attori della minaccia, di vittime prese di mira dagli attacchi o di incident response stakeholder.

     

    In questa seconda edizione, il Data Breach Digest di Verizon descrive 16 casi comuni di violazione dei dati, invitando il lettore a dare uno sguardo al “dietro le quinte” delle cyber-indagini che sono alla base del Data Breach Investigation Report, l’indagine annuale rilasciata da Verizon Enterprise Solutions. Ciascun caso reale è raccontato dalla prospettiva dei vari stakeholder coinvolti, come per esempio dal punto di vista del Responsabile Comunicazione, del Consulente Legale o del Manager delle Risorse Umane.

     

    “Le violazioni dei dati stanno crescendo sia in termini di complessità che di sofisticazione” afferma Bryan Sartin, Exceutive Director del RISK Team di Verizon Enterprise Solutions. “Lavorando a stretto contatto con le vittime all’interno delle aziende, ci rendiamo conto di quanto le violazioni vadano a colpire ogni settore delle organizzazioni, compreso il consiglio di amministrazione. Le aziende hanno bisogno di essere preparate a gestire le violazioni dei dati prima che queste avvengano così da poter intervenire il più velocemente possibile. Altrimenti, le violazioni possono generare danni a livello aziendale che possono avere conseguenze devastanti e di lunga durata, come una perdita di fiducia da parte dei clienti o un calo nel prezzo delle azioni. ”

     

    “Il Data Breach Digest nasce con l’obiettivo di aiutare le aziende e le organizzazioni governative a comprendere meglio come identificare i segnali di una violazione dei dati, offrendo importanti prove e modalità per scoprire, arginare e porre rimedio in modo rapido alle violazioni.” ha aggiunto Sartin.

     

    Gli scenari del 2017 Data Breach Digest sono classificati per tipologia, settore industriale, modalità di attacco e attori coinvolti

     

    Anche quest’anno, il report conferma l’esistenza di un numero limitato di scenari relativi alle violazioni dei dati, all’interno delle quali sono presenti, però, numerose varianti: per questo motivo, in seguito ad una violazione dei dati, è possibile osservare un’ampia gamma di danni. Le violazioni presenti nel Digest sono definite per tipologia, settore industriale, tipologie di incidenti individuati dal DBIR e dagli attori coinvolti.

     

    I 16 scenari di violazione dei dati identificati quest’anno sono classificati, inoltre, sulla base del livello di diffusione e pericolosità sul campo. Dieci di questi casi rappresentano oltre il 60% dei 1.400 incidenti analizzati dal Research, Investigations, Solutions, Knowledge (RISK) team di Verizon negli ultimi tre anni, mentre gli altri sei sono meno comuni ma considerati letali o maggiormente dannosi per un’organizzazione.

     

    Per ciascuno scenario, è presente una dettagliata analisi sulle modalità di attacco, il livello di sofisticazione, gli attori coinvolti nella minaccia, le tattiche e le tecniche utilizzate e le misure di prevenzione consigliate. I dati sono stati estratti dai numerosi casi presi in esame dal RISK team e catalogati in base allo schema VERIS (Vocabulatory for Event Recording and Incident Sharing) utilizzato per compilare il Data Breach Investigation Report.

     

    Il report suddivide i 16 scenari in quattro tipologie di violazioni differenti, attribuendo a ciascuna una “personalità”, come ad esempio:

     

    • L’elemento umano
    • Uso improprio da parte di un partner – The Indignant Mole
    • Dipendente insoddisfatto – The Absolute Zero
    • Conduit Device
    • Attacco ai dispositivi mobili – The Secret Squirrel
    • Calamità IoT – The Panda Monium
    • Sfruttamento di falle nella configurazione
    • Cloud storming – The Acumulus Datum
    • Attacchi DDoS – The 12000 Monkeyz
    • Software maligni
    • Malware crittografati – The Fetid Cheez
    • Unknown unknowns – The Polar Vortex

     

    Il report di quest’anno individua cinque misure che un’azienda dovrebbe intraprendere in seguito ad una violazione:

     

    • conservare le prove: considerare le conseguenze di ogni azione intrapresa;
    • essere flessibili: adattarsi all’evolversi delle situazioni;
    • stabilire modalità di comunicazione che siano coerenti;
    • conoscere i propri limiti: collaborare con gli altri stakeholder chiave;
    • documentare azioni e risultati: essere preparati a spiegarli.

     

    Nel tentativo di preservare l’anonimato, Verizon ha modificato/escluso alcuni dettagli da ciascuna situazione reale, alternando, ad esempio, i nomi, i luoghi geografici, la quantità di dati sottratti e di dettagli sulle perdite economiche. Tutto il resto è ripreso direttamente dagli archivi di Verizon.

     

    Il RISK Team di Verizon svolge cyber indagini per centinaia di aziende e agenzie governative in tutto il mondo. Nel 2015, il RISK Team ha indagato su oltre 500 incidenti di cyber sicurezza in più di 40 paesi. Nel 2008, i risultati delle indagini in questo ambito raccolte dal team hanno rappresentato la genesi del primo Data Breach Investigations Report, una pubblicazione annuale che analizza le violazioni reali dei dati con l’obiettivo di far luce sulla natura degli attori che compiono gli attacchi, i metodi utilizzati, i dati ricercati e le tipologie di vittime a cui puntano.

     

    Il report completo è disponibile alla pagina: http://verizonenterprise.com/databreachdigest

     

  • Corel VideoStudio Ultimate X10 ottimizza la creatività con nuovi effetti artistici, controlli della velocità, video 360 e altro ancora

    Corel ha annunciato oggi la disponibilità di  Corel® VideoStudio® Ultimate X10, l’ultima versione del software di editing video semplice da usare e altamente creativo di Corel. VideoStudio Ultimate X10 permette a tutti gli utenti, indipendentemente dal loro livello di competenza, di realizzare meravigliosi filmati unici nel loro genere. Esplora nuove opzioni per aggiungere effetti di rallentamento e accelerazione e crea progetti di grande impatto grazie alla sovrimpressione realizzabile con i nuovi controlli di trasparenza. Libera la creatività con la mascheratura per provare aspetti nuovissimi e approfitta del supporto dei video a 360° per portare il tuo pubblico nel vivo dell’azione.

     

    “VideoStudio spicca nel panorama dell’editing video di fascia consumer perché abbiamo creato un ambiente che offre funzionalità di alto livello mantenendo al tempo stesso un’incredibile semplicità d’uso. Gli utenti scelgono VideoStudio perché consente loro di raccontare le loro storie in modo personalizzato, che si tratti di catturare ricordi di famiglia, un evento emozionante o di raggiungere il pubblico online. Con VideoStudio X10, diamo ai nostri clienti nuovi potenti strumenti per creare un filmato davvero unico”, ha affermato Michel Yavercovski, Senior Director of Product Management per i prodotti video Corel.

     

    Già leader di settore grazie all’editing multi-camera, l’animazione a fermo immagine e il supporto del 4K e dell’HD, da oggi VideoStudio Ultimate X10 offre nuove funzionalità che superano i limiti creativi nella produzione di filmati:

     

    • Novità! Creatore maschera: dai risalto a elementi chiave dei tuoi video mettendoli in evidenza con effetti pittura, sfocatura, scala di grigio e altri effetti divertenti. Riproduci con pennelli semplici da usare e strumenti forma per creare maschere video personalizzate.
    • Novità! Traccia trasparenza: regola l’opacità delle tracce e visualizza due o più scene contemporaneamente. Aggiungi facilmente effetti di dissolvenza in entrata e in uscita o effetti sovraimpressi personalizzati.
    • Novità! Rimappatura tempo: Divertiti con gli strumenti per la velocità con nuovi intuitivi controlli che ti permettono di aggiungere effetti al rallentatore o ad alta velocità, di fermare l’azione o di invertire e riprodurre le scene. Avrai tutti gli strumenti di cui hai bisogno per creare effetti di velocità riuniti in un unico posto.
    • Novità! Supporto dei video 360: porta i tuoi video 360 sul grande schermo controllando l’angolazione visualizzata dal tuo pubblico in modo che non vada perso nessuno dei momenti più importanti. Converti il tuo video 360 per la riproduzione su lettori video standard.
    • Novità! Effetti d’eccellenza: approfitta di 3 nuove raccolte di effetti proposte da leader di settore come NewBlueFX, Boris FX e proDAD. Aggiungi elementi d’impatto con i nuovi effetti Particle e l’editing professionale di titoli 2D e 3D.
    • Novità! Modelli per DVD: arricchisci i tuoi dischi video con menu ricchi di immagini e musica grazie agli oltre 100 modelli a tema in VideoStudio® MyDVD®.
    • Novità! Materiale di apprendimento integrato: visita la nuova scheda Benvenuto in VideoStudio per accedere facilmente a risorse di apprendimento, esercitazioni video, modelli aggiuntivi, pacchetti di effetti e altro ancora.
    • Perfezionato! Supporto HEVC (H.265): trai vantaggio dalle funzionalità di importazione ed esportazione del formato HEVC (H.265) per avere una velocità di compressione superiore, migliore qualità e dimensioni dei file inferiori. Richiede il supporto dell’hardware PC o della scheda grafica. Ottimizzato per i processori Intel di settima generazione.
    • Perfezionato! Flusso di lavoro di editing video: regalati un’esperienza di editing più semplice e rapida. Raggruppa e suddividi gli elementi nella linea temporale premendo il tasto destro del mouse. Ottieni semplice accesso ai brani musicali per il tuo video con ScoreFitter® Music, ora accessibile direttamente dalla libreria dei contenuti multimediali.

     

    VideoStudio Ultimate X10 fa parte della linea di prodotti Corel VideoStudio, premiata con numerosi riconoscimenti di settore, tra cui il premio “Editors’ Choice” di PCMag.com nel 2016 e nel 2014 e il premio “Best Product of the Year” di Videomaker nel 2014. Per maggiori informazioni su VideoStudio X10, visita il sito web www.videostudiopro.com.

     

    Prezzi e disponibilità

    Corel VideoStudio Ultimate X10 è ora disponibile in italiano, inglese, francese, tedesco, olandese, giapponese e cinese tradizionale. Il prezzo di vendita consigliato è di 89,99 € e sono disponibili sconti sull’upgrade.

    Per una prova gratuita, visita il sito www.videostudiopro.com.

     

    Per accedere alle licenze a volume per aziende e istituti scolastici, visitare il sito www.corel.com/licensing.

     

    Entra in contatto con noi e scopri di più

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  • MONIN accelera il flusso di dati tra il nuovo stabilimento cinese e le diverse sedi in tutto il mondo sfruttando l’Enterprise Digital Platform di Interoute

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma internazionale di servizi cloud e uno dei più estesi e avanzati network europei, è stato scelto da MONIN, produttore francese di sciroppi aromatizzati venduti in 145 paesi, per collegare il nuovo stabilimento di Jiaxing, in Cina, con l’Headquarter a Bourges, in Francia. Un ulteriore impianto produttivo di MONIN a Kuala Lumpur, in Malesia, sarà invece collegato a marzo 2017. Interoute ospiterà anche il sito web di e-commerce di MONIN e i dati aziendali nei Virtual Data Center (VDC) di Interoute a Hong Kong e Singapore.

    Pierre-Eric Cognard, Group CIO e CDO di Georges MONIN SAS, ha commentato: “Conosco bene Interoute e ho lavorato con loro in numerose occasioni in passato, naturale conseguenza è stato quindi consultarli nel momento in cui abbiamo dovuto scegliere un operatore di rete per il nostro stabilimento in Cina. Ero consapevole della portata internazionale del network di Interoute e, confrontando i diversi fornitori, pochi tra questi sono stati in grado di assicurare una qualità del servizio internazionale di questo livello. Interoute è più reattivo e competitivo rispetto ai suoi concorrenti e il suo team si è adattato immediatamente alle nostre necessità, in modo da offrire le soluzioni di cui avevamo bisogno.”

    Interoute metterà a disposizione di MONIN una rete MPLS ad alta capacità per gestire il trasferimento dei propri dati aziendali. Il network consentirà a MONIN di condividere le informazioni industriali e la pianificazione degli ordini tra l’Headquarter e il nuovo stabilimento cinese con una latenza inferiore ai 200 ms, un requisito fondamentale per il funzionamento dei processi di business aziendali.

    Cognard ha, inoltre, sottolineato come la “bassa latenza sia estremamente importante per noi. La linea di produzione è monitorata tramite il nostro sistema ERP centralizzato in Francia e abbiamo scoperto che gli scanner che utilizziamo nel nostro impianto malese non funzionano correttamente se la latenza di rete tra i due siti è superiore ai 200 ms. Finora abbiamo velocizzato i nostri flussi di traffico sfruttando una soluzione di Content Delivery Network (CDN), ma, andando avanti, l’utilizzo della rete Internet pubblica si dimostra non più affidabile o non abbastanza sicuro. Successivamente al setup della nostra rete MPLS in Cina, Interoute sarà responsabile del collegamento con la nostra infrastruttura in Malesia. Abbiamo, inoltre, in programma di archiviare i nostri dati in prossimità dei siti produttivi utilizzando i Virtual Data Center di Interoute a Hong Kong e Singapore, in modo tale da essere più vicini agli utenti e ridurre i tempi di risposta”.

    MONIN distribuisce più di 140 sciroppi aromatizzati in 145 paesi, e gestisce cinque siti di produzione: uno negli Stati Uniti, due in Francia, uno in Cina e uno in Malesia. MONIN possiede, inoltre, 70 showroom nei quali viene mostrato in che modo è possibile utilizzare gli sciroppi nei bar, hotel e ristoranti di tutti i paesi. Tutte queste sedi scambiano informazioni con l’Headquarter di Bourges, comprese grandi quantità di materiale grafico e per il marketing – da qui l’importanza di una rete globale efficiente, e, di conseguenza, la scelta di Interoute.

    Interoute consentirà a MONIN uno scambio affidabile e sicuro dei dati, la sincronizzazione e il provisioning rapido di file per le funzioni di business quali R&S e marketing, in tutto il mondo. Il network globale e i Virtual Data Center di Interoute permetteranno, inoltre, l’archiviazione cross-site in modo da garantire backup sicuri. Anche le applicazioni di e-commerce di MONIN saranno ospitate da Interoute. L’ufficio commerciale in Brasile scambia grandi quantità di materiale di marketing con l’HQ di MONIN: l’azienda francese si affiderà a Interoute proprio per aumentare le velocità di trasferimento dei dati e permettere uno scambio più rapido e sicuro di questi ultimi.

    Matthew Finnie, CTO di Interoute, ha commentato: “La presenza della nostra Enterprise Digital Platform in America, Europa e Asia, insieme al nostro network globale ad alte prestazioni, supportano l’espansione internazionale del Gruppo MONIN. La visita del CIO di MONIN nel nostro data center di Hong Kong gli ha permesso di avere conferma dei parametri tecnici e di sicurezza della nostra infrastruttura ed è stato il punto di partenza della nostra collaborazione”.

    Cognard conclude: “Con Interoute, abbiamo un unico punto di riferimento in tutto il mondo, invece di diversi provider locali. Abbiamo anche accesso a un supporto tecnico 24 ore su 24, 7 giorni su 7, così come dei referenti commerciali dedicati. In questo modo, rafforziamo la coerenza nelle nostre infrastrutture e sistemi, e, avendo ovunque la stessa tipologia di servizio, anche la gestione è molto più semplice”.

  • Asco TLC realizza un Data Center di ultima generazione per sostenere lo sviluppo digitale nel nord-est Italia

    Asco TLC, operatore proprietario di una delle reti in fibra ottica più estese e capillari del nord est italiano, annuncia di aver realizzato il suo quarto Data Center, progettato da In-Site e Deerns, e inaugurato di recente a Santa Lucia di Piave (TV).

    Asco TLC e la forte identità territoriale

    Società controllata dal gruppo Asco Holding, Asco TLC ha sviluppato negli anni la propria rete su un territorio sempre più ampio: l’infrastruttura, infatti, è costituita oggi da cinque anelli in fibra ottica per un’estensione complessiva di oltre 2.100 chilometri, e comprende non solo la provincia di Treviso ma si estende anche a Belluno, Pordenone, Venezia e Vicenza. Ѐ proprio la forte identità territoriale, del resto, uno dei punti di forza di Asco TLC, che per il progetto di Santa Lucia di Piave ha realizzato un investimento di 2 milioni e mezzo di euro, su un’area di oltre 1000 mq di estensione.

    Antisismico ed efficiente: il Data Center di Santa Lucia di Piave

    Il Data Center, interconnesso alla rete di dorsale in fibra ottica di proprietà Asco TLC, riassume le migliori novità in termini di evoluzione tecnologica, conosciute oggi in ambito IT. La Server Farm, infatti, è stata progettata, realizzata e certificata secondo le specifiche TIER 3 di Uptime Institute, con un’accurata attenzione agli aspetti funzionali e prestazionali.

    Il progetto architettonico ha previsto la realizzazione di un volume interno – nel quale sono ospitate le sale server, centro nevralgico del Data Center – che fosse completamente indipendente dall’involucro esterno. Una sorta di struttura a “scatola nella scatola”, che ha permesso di ottenere una completa separazione delle aree funzionali e dei percorsi e di garantire parametri antisismici di massima qualità.

    Il progetto impiantistico si è da subito focalizzato su modularità, scalabilità e affidabilità, con particolare attenzione all’efficienza energetica e alla riduzione dei costi operativi. Il Data Center, che garantisce un rapporto PUE (Power Usage Effectiveness) inferiore a 1,5, possiede notevoli standard qualitativi anche sotto l’aspetto della tutela ambientale: al sistema di raffreddamento tradizionale, infatti, è stato affiancato un sistema “free cooling” ad impatto zero, che non usa condizionatori ma riconverte l’aria calda in fredda per mezzo di appositi radiatori. Grande attenzione viene data alla garanzia della business continuity: tutti i sistemi sono infatti ridondati e indipendenti. Dagli impianti di condizionamento, ai trasformatori, dai gruppi di continuità ai gruppi elettrogeni fino ai quadri elettrici, tutto è presente in maniera duplice, in modo che il guasto/manutenzione di qualsiasi elemento non vada a compromettere il normale funzionamento degli apparati IT.

    La progettazione: il valore aggiunto di In-Site e Deerns

    Per la realizzazione del Data Center di Santa Lucia di Piave, Asco TLC ha deciso di affidarsi a un team di progettazione composto da due realtà d’eccellenza: In-Site e Deerns.

    In-Site – società italiana di ingegneria integrata specializzata nella progettazione e realizzazione di infrastrutture complesse – si è occupata dell’aspetto architettonico e strutturale della Server Farm, assicurando quei parametri antisismici garantiti dalla realizzazione di una struttura interna completamente indipendente dall’involucro esterno e di elementi metallici di irrigidimento della struttura esistente. Inoltre, la progettazione di In-Site si è focalizzata sull’aspetto architettonico del Data Center per valorizzare, oltre a funzionalità e prestazioni, anche il ruolo comunicativo che un’infrastruttura del genere riveste nel veicolare all’esterno l’identità dell’azienda e l’attenzione riservata alla salvaguardia dei dati.  Nel caso di Asco TLC, questa attenzione si è concretizzata, all’interno del Data Center, attraverso una forte caratterizzazione degli spazi dal punto di vista cromatico e illuminotecnico. Mentre all’esterno, il fronte principale del building è stato valorizzato con elementi grafici e cromatici in grado di conferire riconoscibilità all’edificio e che valorizzano l’ingresso del Data Center.

    Deerns – società internazionale di consulenza e progettazione integrata, specializzata nel settore Data Center – si è occupata della progettazione impiantistica, dalla fase di concept al progetto esecutivo, seguendo poi l’installazione degli impianti. Deerns ha avuto anche il ruolo di interfaccia fra il Cliente e Uptime Institute durante l’iter di certificazione TIER III del Data Center, riuscendo a garantire il raggiungimento di tale obiettivo nonostante le opere fossero già in corso. Il progetto impiantistico, pensato secondo la logica “pay as you grow”, ha minimizzato l’investimento iniziale e ha garantito il livello di ridondanza richiesto da Uptime Institute, riuscendo a massimizzare i rendimenti con conseguente riduzione dei consumi. L’approccio globale alla sostenibilità è volto a creare benefici per l’azienda nel medio e nel lungo termine, capitalizzando la conoscenza multi settoriale di tecnologia, scienza, innovazione e processo.

    Stefano Ducati COO di Asco Tlc, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di aver realizzato nel Triveneto, grazie al prezioso contributo di In-Site e Deerns, un Data Center di ultima generazione, capace di offrire un servizio che i nostri clienti troverebbero, altrimenti, solamente a Milano. La nostra anima imprenditoriale è fortemente legata all’identità del nostro territorio e crediamo che un’infrastruttura di questo genere possa ulteriormente supportare il nord-est italiano nello sviluppare l’enorme potenziale tecnologico e digitale che possiede”.

  • Con #EDUroute, Interoute semplifica la comprensione della tecnologia

    La tecnologia ha un impatto ogni giorno più forte nella quotidianità di ciascuno di noi; la terminologia di riferimento, però, non è sempre conosciuta, né compresa a fondo da tutti. Per questo motivo Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, si è posto l’obiettivo di rendere semplice la comprensione di concetti tecnologici complessi. Per farlo, ha inaugurato lo scorso giugno sul proprio blog una rubrica dedicata, dal nome #EDUroute – le pillole di educazione tecnologica di Interoute.

    Si tratta di una sorta di “Wikipedia della tecnologia”, che mese dopo mese spiega, in pillole, una serie di termini complessi – nonostante siano sempre più diffusi – del mondo TLC/IT. Attraverso la pubblicazione di una card a settimana sulla propria pagina Twitter  e di un blog post riassuntivo ogni mese, Interoute si pone l’obiettivo di esemplificare concetti non accessibili a tutti, concentrandosi su un tema sempre diverso: dall’universo IoT alla terminologia relativa all’universo e-commerce, dall’evoluzione delle reti e i sistemi di telefonia mobile al focus sul mondo cloud, fino ai concetti legati all’universo della banda larga.

    Le card di #EDUroute vengono pubblicate sulla pagina Twitter di Interoute a cadenza settimanale. Il blog post riassuntivo, invece, viene realizzato a conclusione di ogni mese.

  • Verizon identifica i principali trend tecnologici del 2017 per il mondo enterprise

    Nel 2017, la digital transformation continuerà a rappresentare, per le aziende internazionali e gli enti governativi, un obiettivo fondamentale. Secondo Verizon, però, i clienti guarderanno le proprie attività di business da una prospettiva che considera elementi chiave agilità, velocità dei servizi e capacità di offrire un’esperienza d’uso straordinaria all’utente finale.

    Le aziende hanno la necessità di valutare le proprie attività di business per capire come la spesa IT possa essere distribuita più efficacemente. Inoltre, dovranno riflettere sulle sfide nel campo della security e della compliance, e individuare il modo migliore per integrare le nuove tecnologie. Le aziende vincenti saranno quelle in grado di affrontare al meglio le sfide che la strada verso la digital transformation pone. Comprendere in anticipo quali sono queste sfide è fondamentale.

    Verizon Enterprise Solutions, grazie al proprio focus su aziende internazionali e settore governativo, ha individuato i seguenti 7 trend che guideranno la digital transformation nel mondo IT enterprise nel 2017:

    1. È il momento di trasformare il network: il Software Defined Networking (SDN) sta prendendo piede. Le aziende riconoscono il valore di un’orchestrazione intelligente che permetta alle applicazioni o ai workload di accedere alle risorse in modalità on-demand, flessibile e pay-as-you-go. Diventa essenziale offrire un’esperienza multi-modal, costruendo la rete da una prospettiva ‘customer service’ e offrire quello di cui la gente ha bisogno, rapidamente e nelle modalità richieste.
    2. User experience come priorità per un approccio vincente: quello che conta di più per l’utente finale sono i vantaggi offerti dalla tecnologia, e non i singoli passaggi lungo tutta la catena tecnologica. L’idea è quella di costruire un’esperienza corporate con una prospettiva consumer – per l’utente finale non è importante “come” accade, ma piuttosto “cosa” la tecnologia sia in grado di offrire. I team IT in grado di capire concretamente i diversi processi aziendali saranno avvantaggiati per il successo di questa strategia.
    3. Essere “compliant”: con una crescente attenzione a livello legislativo sulla protezione dei dati, la compliance non può più essere un optional per le aziende internazionali. La compliance non è più considerata una best practise, quanto piuttosto un adempimento di legge. L’expertise in questo ambito sarà considerata un punto di forza, visto che il divario tra competenze si fa sempre più ampio.
    4. L’importanza della security, all’interno e all’esterno delle organizzazioni: la sicurezza resta una sfida fondamentale, ma l’attenzione non sarà più rivolta esclusivamente alla difesa del proprio perimetro o di una determinata applicazione, quanto, piuttosto, alla protezione degli asset fondamentali, contro violazioni provenienti dall’esterno e anche dall’interno delle organizzazioni. Gli investimenti in security analytics e in cyber intelligence contribuiranno a ridurre il rischio di minacce interne.
    5. Per velocizzare i processi è necessario che avvenga una disruption interna: quello che le aziende desiderano davvero è ridurre il tempo necessario per passare dalla progettazione alla produzione. Non è importante chi fa cosa, ma individuare le barriere che rallentano l’azienda nel rispondere al meglio ai cambiamenti e guidare l’innovazione. A vincere saranno i fornitori in grado di concentrarsi sul risultato finale operando come partner in un ecosistema, indipendentemente dai tradizionali confini del mondo IT.
    6. IoT è acronimo di “Internet of Transformation”: il focus dell’IoT non sarà più sulle “cose” quanto sul potenziale di questo approccio per il processo di trasformazione. Su come l’IoT consentirà in maniera concreta di ottenere la convergenza della supply chain, la trasformazione dei processi e la rivoluzione dei modelli operativi. Ciò significa guardare a cosa si potrà ottenere grazie ai data analytics multidimensionali. Se ci si concentra esclusivamente sulla posizione, diventa difficile colmare il divario nel 2017.
    7. Un approccio tempestivo e realistico comporterà il successo o l’insuccesso di un’azienda: la spesa IT sarà definita in base all’importanza di applicazioni, dati e funzione utente in termini di business, nonché dal relativo ordine di priorità. Premesso che non tutte le situazioni sono simili in ambito IT, la realtà è che è più importante tenere costantemente aggiornati i sistemi di payroll e supply chain rispetto a quelli di risorse umane e marketing: il modo in cui le aziende classificano tutte i diversi aspetti di business, condizionerà anche l’approccio del dipartimento IT.

    “Il percorso verso la digital transformation è complesso”, ha affermato George Fischer, President, Verizon Enterprise Solutions, “ma assolutamente indispensabile. Per questo motivo, le aziende di tutto il mondo sono desiderose di trovare advisor fidati con conoscenza del settore e specifiche competenze in questo campo. È qui che entra in gioco Verizon: i nostri clienti sono consapevoli della nostra expertise, essendo noi stessi un’azienda globale. “

    “I nostri clienti contano su di noi, non solo per il nostro know-how tecnologico, ma anche per la nostra esperienza nella trasformazione culturale e dei processi. Noi sappiamo già qual è il loro obiettivo, perché è il nostro stesso obiettivo: ed è grazie a questa consapevolezza, insieme all’esperienza pratica, che possiamo stilare ogni anno una lista sulle tendenze tecnologiche per il mondo enterprise. Sappiamo che i nostri clienti si stanno focalizzando su queste aree, e il nostro compito è quello di usare la nostra expertise a livello internazionale per aiutarli a definire il loro percorso verso la digital transformation.”

  • Verizon e NORAD tracciano in tempo reale il viaggio di Babbo Natale

    Come da tradizione, bambini di tutto il mondo aspettano con ansia l’arrivo di Babbo Natale, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre. I più curiosi potranno seguire in tempo reale il suo viaggio in tutto il mondo, grazie a Verizon, leader mondiale per la fornitura di servizi di comunicazione a banda larga, wireless e wireline, al Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (Norad) e al team dedicato Norad Tracks Santa.

    Per il quattordicesimo anno consecutivo, infatti, i dipendenti di Verizon lavoreranno fianco a fianco con più di 1.500 volontari – tra personale militare, parenti, amici e altri collaboratori aziendali – per rispondere a telefonate ed e-mail che arriveranno al centro operativo Norad Tracks Santa, in Colorado, negli Stati Uniti.

    Il programma Norad Santa Tracking ha avuto inizio nel 1955, a causa di un errore di stampa in una pubblicità, che esortava i bambini a chiamare il Comando, anziché la linea dedicata istituita da un’attività commerciale per gestire le richieste a Babbo Natale; un colonnello rispose al telefono ed è stato al gioco, incaricando il proprio staff di rispondere a tutte le domande dei bambini. Il programma ha visto crescere, nel tempo, la propria popolarità, coinvolgendo negli ultimi anni anche personalità istituzionali come la first lady Michelle Obama. Anche quest’anno, Verizon mette a disposizione un numero verde e strumenti per la gestione delle chiamate, nonché la rete wireless 4G LTE, per aiutare i volontari a rispondere alle chiamate del centralino e alle e-mail, gestire le applicazioni e tracciare i progressi dell’itinerario di Babbo Natale. È, infatti, possibile entrare in contatto con il team Norad Tracks Santa tramite diversi strumenti: telefono, e-mail, canali social, app per smartphone e, infine, sito internet dedicato, disponibile anche in lingua italiana (noradsanta.org).

  • 2017: ecco i 7 trend IT di Interoute per i prossimi 12 mesi

    Il 2016 è stato un anno di profondi cambiamenti. Non solo in ambito politico – con, ad esempio, la Brexit e l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti – ma anche nell’universo tecnologico. La digital transformation, infatti, è entrata a far parte delle politiche di crescita dei Paesi dell’Eurozona. L’Internet of Things è stabilmente al centro dell’attualità. I concetti di banda ultralarga, cloud e cybersecurity, inoltre, fanno ormai parte del vocabolario quotidiano di aziende e imprenditori.  Dal punto di vista dell’innovazione tecnologica, il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta, soprattutto in Italia. Interoute e ha stilato un elenco dei trend principali che caratterizzeranno il mondo tecnologico dei prossimi 12 mesi (e non solo):

    • Il boom della Digital Transformation. La digitalizzazione è un tema non più procrastinabile. Sempre più aziende guardano alla migrazione dei servizi e delle applicazioni, dalle infrastrutture fisiche proprietarie al cloud, come a una soluzione non solo percorribile, ma anche vantaggiosa: la domanda è in crescita – due terzi dei CEO considerano la digital transformation al centro delle proprie strategie di crescita.
    • Internet of everything, everywhere. Big Data, sharing economy e smart cities, il futuro è qui – e oltre un milione di aziende in Italia stanno investendo su questa tecnologia. La rivoluzione IoT è in atto: per il 2017 serviranno reti performanti e data center adeguati a supportarla.
    • L’E-commerce si consolida. L’anno prossimo gli italiani spenderanno il doppio rispetto al 2013 per gli acquisti online, un tasso di crescita tra i più alti al mondo. Un dato che avrà una ricaduta positiva anche dal punto di vista tecnologico: l’obiettivo è quello di potenziare i sistemi di sicurezza e ottimizzare la “responsive experience”.
    • La containerizzazione diventerà una valida alternativa aziendale. Il boom si è già registrato nel 2016, con sempre più imprese che hanno scelto infatti di servirsi di reti cloud e di usufruire di infrastrutture basate su container. Nel 2017, questo trend crescerà ancora: network e computing, infatti, sono sempre più collegati, e gli sviluppatori potranno controllare e gestire i crescenti livelli delle proprie infrastrutture fisiche attraverso un codice.
    • L’IT bimodale diventerà una necessità. Saper gestire, in parallelo, due modalità di fornitura dell’IT – una focalizzata sulla stabilità, l’altra sull’agilità – è sempre più necessario per tutte quelle aziende che vogliono infrastrutture e piattaforme di sviluppo ottimizzate. Le aziende lo hanno compreso e stanno iniziando a investire in questa direzione.
    • Lo “Skills shortage” (carenza di abilità) è un fenomeno in crescita. La carenza di profili adeguati rappresenta il più grande ostacolo per le aziende: senza risorse non c’è crescita, e senza crescita l’innovazione non può prendere forma. Una chiave del successo del 2017 sarà quindi la ricerca di partnership tecnologiche strategiche.
    • La Data Protection assume sempre più valore. La proposta di General Data Protection Regulation (GDPR), concepita dall’UE con l’obiettivo di regolamentare la protezione dei dati, inizierà ad avere un impatto concreto sulle attività delle aziende. Organizzazioni e fornitori dovranno, quindi, cercare soluzioni che offrano una compliance completa, per non dover affrontare controversie legali.
  • Interoute nominato Best Cloud Infrastructure al World Communication Awards 2016

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi e avanzati network europei, ha ricevuto il titolo di Best Cloud Infrastructure durante la cerimonia di quest’anno del World Communication Awards (WCA).

    Il WCA Cloud Infrastructure Award celebra i migliori servizi infrastructure-based sul mercato, offerti tramite cloud privato o pubblico, focalizzandosi in particolare sulla soddisfazione della clientela, la flessibilità e l’affidabilità. Interoute è stato selezionato da una giuria di esperti del settore, analisti tecnologici e dal team editoriale senior di Total Telecom.

    L’azienda è stata premiata per la rapidità e la disponibilità della propria soluzione di Virtual Data Center (VDC) e la capacità di offrire soluzioni su misura per le esigenze dei clienti in termini di infrastrutture virtuali. Interoute è stato elogiato per la modalità completa di delivery, in grado di ridurre i silos inefficienti e le discrepanze tra i livelli di servizio.

    Il VDC di Interoute, una piattaforma cloud completamente integrata in grado di combinare computing e storage, è incorporato all’interno del network in fibra di Interoute da 70.000 km. Interoute è stato premiato per l’ampia portata della propria soluzione, che presenta una latenza di soli 130 millesimi di secondo tra Londra e Los Angeles e possibilità di provisioning in Europa, Stati Uniti e Asia. Un’indagine indipendente realizzata da Cloud Spectator nel marzo 2016 ha dimostrato come il VDC di Interoute sia più veloce rispetto a AWS, Azure e Rackspace, per throughput di rete, latenza e velocità di trasferimento, in numerose città chiave europee e statunitensi.

    Gareth Williams, CEO di Interoute, ha dichiarato: “Il World Communication Awards è uno dei principali eventi che celebra l’innovazione e l’ingegnosità nel settore delle telecomunicazioni. Una visione strategica dell’innovazione e un servizio di primo livello sono fondamentali per la nostra azienda. Siamo onorati che il Virtual Data Center di Interoute sia stato riconosciuto come la migliore infrastruttura cloud disponibile”.

  • Interoute crea due autostrade digitali per portare il traffico Internet in Europa attraverso il nuovo cavo sottomarino SEA-ME-WE 5

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, ha annunciato oggi la disponibilità di un duplice punto di accesso in Europa, attraverso Francia e Italia, sfruttando il più recente cavo sottomarino al mondo, denominato South East Asia–Middle East–Western Europe 5 (SEA-ME-WE 5). Interoute collegherà il traffico digitale di Africa, Asia e Medio Oriente al network proprietario pan europeo, attraverso il proprio Point of Presence (PoP) di Marsiglia, Francia, e il data center di Open Hub Med (OHM) a Palermo, Sicilia (in cui è presente Interoute).

    Questa duplice possibilità di accesso permette a Interoute di fornire alla propria clientela fino a nx100G di capacità tra percorsi on-net in appena quattro settimane. Inoltre, Interoute è in grado di offrire ai clienti capacità su larga scala e vie di comunicazione protette attraverso la rete in fibra ottica interamente proprietaria.

    SEA-ME-WE 5 è un sistema di cavi sottomarini in fibra ottica, attualmente in costruzione, che è stato progettato per trasportare fino a 24Tbps di capacità tra il sud-est asiatico, il Medio Oriente e l’Europa.

    Grazie alla presenza in entrambe le località europee, Interoute sarà in grado di offrire ai clienti maggiore resilienza e un percorso diversificato su rete proprietaria. I clienti possono usufruire del portfolio completo di servizi Interoute per la connettività, come ad esempio dark fiber, servizi Wavelength, carrier ethernet, bandwidth gestita e transito IP.

    Inoltre, in qualità di membro del consorzio del data center Open Hub Med, Interoute ha investito in un carrier facility neutrale nella zona di Palermo, ed è pronto a gestire la nuova ondata di traffico Internet nel momento stesso in cui raggiungerà l’Europa.

    Renzo Ravaglia EVP, Service Provider, Interoute ha commentato: “La rete paneuropea di Interoute è al centro dell’economia digitale europea. Interoute è il primo service provider a offrire un duplice punto di accesso e servizi backhaul, dal SEA-ME-WE 5 all’Europa, attraverso i PoP proprietari di Marsiglia e Palermo. Con questo nuovo investimento, le aziende europee potranno continuare a beneficiare delle enormi nuove opportunità di business che Internet rende possibili in Africa, Asia e Medio Oriente”.

    In qualità di operatore proprietario di uno dei più grandi network d’Europa, Interoute è in grado di fornire una maggiore disponibilità di rete e una vasta e completa gamma di proposte commerciali ai propri clienti. Interoute collega direttamente 124 città in 29 paesi e ha, inoltre, numerose partnership e collegamenti con ulteriori 195 data center di terze parti, per supportare i clienti in tutto il mondo.

  • Interoute si espande a Miami per intercettare le esigenze strategiche delle imprese in America

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, ha annunciato oggi di aver aperto una nuova core location a Miami. Il nuovo Point of Presence (PoP) espande la portata della piattaforma di Interoute per tutti i suoi clienti: si tratta del quarto PoP sul territorio americano. Realizzato sulla rete già consolidata di Interoute negli Stati Uniti d’America, con le sedi di New York, Washington D.C. e Los Angeles, il nuovo sito di Miami fornisce elevata capacità in termini di connettività e garantisce i servizi UC&C per l’intera area sud orientale degli Stati Uniti, rappresentando anche un importante hub per il Sud America.

    Miami è la seconda città nordamericana dal punto di vista imprenditoriale[1], mentre la Florida si posiziona tra i primi cinque stati degli USA per numero di impiegati nel settore tecnologico[2]. Con l’obiettivo di supportare le attività di questa importante realtà industriale e fornire gli strumenti per competere in tutte le aree, è fondamentale che l’accesso ai servizi di connettività, comunicazione e cloud sia garantito ad elevate prestazioni. Questi strumenti aiuteranno le aziende a differenziarsi sia dal punto di vista della customer experience offerta che sul time to market, sia a livello locale che internazionale.

    Il nuovo PoP fornisce l’accesso alla vasta gamma di servizi di Interoute per la comunicazione d’impresa: dai 17 nodi di cloud computing situati tra Stati Uniti, Asia ed Europa ai servizi di managed hosting, fino alla connettività caratterizzata da elevata capacità e bassa latenza. Le aziende oggi possono usufruire di una capacità di network routing resiliente e locale, sfruttando la presenza globale di Interoute. Il network di Interoute connette Europa, Medio-Oriente e Asia fino agli Stati Uniti, e Miami rappresenta oggi il nuovo punto di riferimento per il Sud America.

    Mark Lewis, EVP, Communications & Connectivity di Interoute, ha dichiarato: “Miami è la patria di un mondo tecnologico in rapida crescita. Inoltre, grazie al ruolo esclusivo di punto di collegamento tra il Nord e il Sud America – sia geograficamente che culturalmente – la città rappresenta per Interoute un elemento strategico nell’ampliamento della propria presenza internazionale. Interoute offre una proposta convincente per tutte quelle aziende europee e internazionali alla ricerca di servizi di qualità nel sud-est degli Stati Uniti, o interessate al mercato sudamericano e caraibico”.

    [1] Fonte: The Kauffman Index of Startup Activity, 2016.

    [2] Fonte: The Comptia Cyberstates 2016™ Research Report

  • Secondo il report di Harvard Business Review commissionato da Verizon, i CIO riscontrano difficoltà nel gestire la digital disruption

    Le aziende oggi stanno utilizzando un approccio “hybrid IT” perché faticano a stare al passo con la digital trasformation: è quanto evidenzia lo studio Hybrid IT Takes Center Stage appena rilasciato da Harvard Business Review Analytic Services.

    L’indagine, commissionata da Verizon Enterprise Solutions, ha preso in esame un campione di 310 responsabili aziendali e IT in tutto il mondo e ha scoperto che la maggior parte di questi ha affermato come le proprie aziende stiano incontrando serie difficoltà nel sostenere il ritmo dei cambiamenti che interessano le attività di business, sebbene ci sia un forte impegno per assicurare che la complessità dei sistemi IT non vada a compromettere i livelli di prestazioni, agilità e sicurezza.

    Il 63% degli intervistati ha indicato di utilizzare un approccio IT ibrido per mantenere aggiornata l’infrastruttura esistente, che è costituita da un mix di cloud privati, cloud pubblici e data center legacy, on-premise o gestiti da service provider.

    Secondo l’indagine di Harvard Business Review, per abilitare un modello di hybrid IT è necessaria un’architettura di rete affidabile e dalle alte prestazioni, che possa garantire il livello di sicurezza, flessibilità e dinamicità fondamentali per far convivere tutti questi sistemi.

    “La stragrande maggioranza dei CIO e dei responsabili delle LOB stanno lavorando con vincoli stringenti dettati da applicazioni, reti e investimenti legacy”, ha commentato Chris Yousey, Vice President of Managed Services di Verizon Enterprise Solutions. “E se, da un lato, il passaggio a un modello IT ibrido consente di proteggere i loro investimenti, dall’altro rappresenta realmente un modo per migliorare le prestazioni, la disponibilità e soprattutto l’agilità nel clima economico di oggi.”

    La realizzazione di un ambiente cloud

    La maggior parte dei CIO – pari al 59% – ha affermato che l’uso del cloud computing in azienda ha migliorato la propria competitività nel mercato. I principali timori che impediscono alle aziende di impiegare ulteriormente soluzioni cloud sono relativi a sicurezza (35%), integrazione con altri sistemi (32%) e utilizzo di diverse tipologie di cloud (25%).

    Secondo Carl Lehman, Research Manager che si occupa di architettura d’impresa, integration e business project management per 451 Group: “Tutti parlano di digital transformation in azienda, al fine di migliorare la customer experience e adottare nuovi modelli di business per rispondere alla disruption che aziende competitor e nuove realtà imprenditoriali stanno portando. Un approccio hybrid IT consente tutto ciò”.

    Gli intervistati hanno indicato che i principali vantaggi tecnologici legati all’adozione del cloud comprendono: flessibilità (77%), velocità di implementazione (66%), facilità di deployment (58%), maggiore affidabilità (28%) e migliore funzionalità (26%).

    I vantaggi di business attribuiti al cloud – quali aumento della disponibilità delle applicazioni, maggiore business continuity, riduzione del total cost of ownership e facilità di collaborazione – continuano ad essere i driver principali per l’implementazione di soluzioni cloud.

    Quali sono le prospettive per le aziende?

    Molte organizzazioni riconoscono che la gestione delle infrastrutture in outsourcing le aiuterà a mantenersi aggiornate rispetto all’evoluzione tecnologica e consentirà loro di rispondere con prontezza alle esigenze di business.

    Inoltre, gli intervistati hanno evidenziato che dare in outsourcing la gestione delle proprie infrastrutture consentirebbe di migliorare:

    • la capacità di gestire in maniera proattiva il cambiamento tecnologico: 72%;
    • la tempestività di risposta alle richieste di business: 67%;
    • la rapidità nella risoluzione dei problemi: 57%;
    • l’esperienza degli utenti:57%;
    • l’accesso alle competenze necessarie: 57%;
    • il controllo affidabile dei costi: 56%
    • l’integrazione dei sistemi di controllo di gestione: 51%

    L’indagine ha concluso che oggi la maggior parte delle aziende riscontra difficoltà nel gestire un modello di IT ibrido. Sebbene alcune organizzazioni abbiano avuto un successo isolato, ripetibile, affidabile e coerente, l’approccio ibrido rimane l’eccezione piuttosto che la regola.

    “Crediamo che l’hybrid IT sia il modello giusto per molte organizzazioni perché consente loro di realizzare la trasformazione digitale” ha affermato Yousey di Verizon. “Questo approccio aiuta a soddisfare le necessità delle aziende, supportandone e velocizzandone l’innovazione e al contempo consente ai responsabili IT di pianificare il futuro. Inoltre, contribuisce a ridurre i rischi connessi con la complessità insita nella maggior parte dei sistemi odierni”.

    Verizon Enterprise Solutions aiuta i propri clienti a migliorare la customer experience, a favorire la crescita e le performance di business, e a gestire i rischi. Con soluzioni specifiche per i diversi settori e una gamma completa di prodotti e servizi offerti a livello mondiale su piattaforme sicure per mobilità, cloud, networking strategico e comunicazioni avanzate, Verizon contribuisce a creare nuove opportunità in tutto il mondo per l’innovazione, gli investimenti e la trasformazione del business. Per saperne di più, è possibile visitare il sito www.verionenterprise.com.

  • Ford France sceglie i servizi Interoute di hosting, sicurezza e connettività per la crescita delle applicazioni business e consumer

    Ford France rinnova ed estende il suo contratto con Interoute

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, ha annunciato oggi che Ford France, cliente di Interoute dal 2009, ha rinnovato ed esteso la sua collaborazione per altri 3 anni. Interoute ha garantito con continuità i servizi di connettività e di sicurezza, così come i servizi di hosting per le applicazioni interne alle concessionarie di Ford France. Considerando però che le campagne di marketing consumer di Ford, oggi, sono in grado di attirare centinaia di migliaia di visitatori sui siti web di Ford France, la natura della collaborazione si è evoluta, con l’obiettivo di includere anche i servizi di hosting per le applicazioni destinate al consumatore. Queste rappresentano circa due terzi delle cinquanta applicazioni complessivamente ospitate sui virtual server di Interoute, e ognuna di esse possiede diversi requisiti di sicurezza.

    Jan Oliver Koch, IT Manager di Ford France, ha commentato: “Oggi operiamo su un’infrastruttura standard, divisa in tre ambienti diversi: l’area di sviluppo, quella di pre-produzione – che consente ai nostri sviluppatori di eseguire i test di affidabilità – e l’area di produzione, che è fornita da Interoute. Con la crescente implementazione delle campagne marketing sui social network, come Facebook ad esempio, abbiamo oggi la necessità di un più ampio grado di integrazione. Come sempre, abbiamo presentato la questione a Interoute, che ci ha suggerito di migrare verso una nuova generazione di firewall, maggiormente adatta alle nostre esigenze. Ogni volta che ci troviamo di fronte a un ostacolo, Interoute possiede sempre la soluzione migliore, su misura per i nostri bisogni e per la nostra dimensione”.

    Matthew Finnie, CTO di Interoute, ha detto: “Siamo lieti e orgogliosi che Ford abbia rinnovato la sua fiducia in questa partnership di lunga data. Integrare i bisogni dei nostri clienti, dimostrando di saper comprendere i loro business e quello dei loro competitor, è ciò che da sempre contraddistingue Interoute. Questo aspetto è garantito dalla qualità della nostra infrastruttura e dalla comprovata solidità delle nostre architetture IT, così come dall’abilità di adattarci e cambiare costantemente. Supportiamo i nostri clienti nel loro sviluppo, a sostegno del loro vantaggio competitivo”.

    Nel 2009, quando la compagnia di automotive decise di accentrare il portfolio delle proprie applicazioni all’interno di un unico provider, Ford France scelse Easynet – che è stata acquisita da Interoute lo scorso anno – grazie a un’offerta di eccellente livello, capace di coniugare l’hosting e i servizi IT. Ford France continua oggi ad avvalersi dei servizi di Interoute, grazie alla garanzia di elevati standard di sicurezza certificati – in particolare la certificazione ISO2700. In Interoute è stata apprezzata, inoltre, la predisposizione all’ascolto delle esigenze, la sua comprovata esperienza e flessibilità, la sicurezza di un customer service orientato alle attenzioni del cliente, e la garanzia di una consulenza di elevata qualità.

  • Secondo un recente rapporto IDC, le imprese non stanno sfruttando le loro opportunità digitali

    Il report, commissionato da Interoute, dimostra che solo il 40% delle aziende sta utilizzando sistemi di Unified Communications per ottimizzare i propri processi  di business. L’indagine ritiene che una delle ragioni alla base di questo trend sia la complessità di tali sistemi. La mancata spinta nel processo di digitalizzazione dei servizi porta le  aziende a perdere occasioni di risparmio e di maggiore produttività.

    Roma, 20 ottobre – Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, ha commissionato un report all’istituto di ricerca IDC. L’obiettivo del documento è stato quello di descrivere, da un lato, gli sviluppi in ambito Unified Communications and Collaboration (UC&C), e dall’altro le modalità con cui le aziende possono costruire un ambiente adatto per l’utilizzo di queste soluzioni. Il report dimostra che tra le aziende basate in Europa, solo quattro su dieci utilizzano regolarmente soluzioni UC.

    La digital transformation guiderà le strategie di business senza distinzione di mercati e settori, perché il management è alla continua ricerca di soluzioni che possano assicurare un futuro alle proprie aziende. Ma  le opportunità digitali si modificano e si aggiornano, rendendo difficile per molte realtà il raggiungimento dei loro obiettivi, nel processo di digitalizzazione dei servizi. In questo scenario, le soluzioni UC&C si ritagliano un ruolo importante. I tool che integrano le soluzioni di comunicazione di un’impresa possono infatti portare significativi miglioramenti, sia nell’ambito della customer experience, sia per quanto riguarda la produttività.

    “Le piattaforme tecnologiche di 3° generazione come i social media, i dispositivi mobile, gli analitycs e i servizi di cloud consentono alle aziende di rinnovare totalmente la customer experience,
    ma anche di garantire una maggiore efficienza operativa, attraverso il consolidamento di tutte le loro comunicazioni,” ha detto Jason Andersson, analyst di IDC e autore del report.

    Secondo il report, le aziende con le migliori possibilità di avere successo in futuro, sono quelle che riusciranno a integrare in modo flessibile e sicuro tutte le loro piattaforme aziendali. Questo per consentire ai dipendenti di lavorare in modo più efficiente ma anche per garantire un’interazione di qualità e senza interruzioni con il cliente.

    “L’avvento della digital transformation e l’utilizzo dei social media sono legati alle nuove esigenze dei clienti, che oggi si aspettano di poter comunicare con un fornitore, con un partner o con un loro cliente finale, in tempo reale e senza alcun vincolo. Le aziende che davvero riusciranno a integrare le soluzioni UC&C nel loro business non solo saranno più efficienti, ma potranno anche offrire una migliore customer experience,” dice Simone Bonannini, AD di Interoute Italia.

    È possibile scaricare il report originale qui:  http://www.interoute.com/download-idcs-whitepaper

  • IATA spicca il volo nel cloud di Interoute

    Il Virtual Data Centre di Interoute garantisce elevati livelli di sicurezza e un’infrastruttura ICT globale capace di supportare i sistemi finanziari di IATA

    Interoute, l’operatore proprietario della più grande piattaforma di servizi cloud e uno dei più grandi network europei, ha annunciato oggi di essere stata scelta da International Air Transport Association (IATA), organizzazione internazionale di compagnie aeree, come suo partner ICT. Interoute diventerà hosting e managed services provider per gli “Industry Settlement Systems and Services” di IATA, e allo stesso tempo garantirà protezione DDoS e consulenza in ambito sicurezza. Il Virtual Data Centre di Interoute permetterà a IATA di dare sostegno alle sue applicazioni business critical e ai sistemi che offrono settlement services alle compagnie aeree di tutto il mondo.

    IATA è un’organizzazione no-profit che rappresenta oggi 265 compagnie aeree in tutto il mondo, che insieme costituiscono l’83% del totale del traffico aereo1. Dai suoi uffici situati in 53 Paesi di tutto il mondo, IATA lavora con i suoi soci per rendere il trasporto aereo più sicuro, più vantaggioso ed efficiente, attraverso l’implementazione degli standard e delle soluzioni globali.  Tra le sue competenze a servizio dell’industria del trasporto aereo, lo sviluppo e la gestione di molti sistemi finanziari e di applicazioni chiave.

    Interoute sosterrà le operazioni di IATA in Europa attraverso i suoi nodi VDC di Ginevra e Zurigo. Due sono le applicazioni già coinvolte: la prima di queste è “IATA Clearing House (ICH)”. Questa applicazione garantisce una gestione veloce, sicura e vantaggiosa degli account tra le compagnie aeree, le compagnie satelliti e i Travel Partners. Nel 2015 ICH ha elaborato transazioni finanziarie per 54,3 miliardi di dollari in fatturazione, con un tasso di successo pari al 99.99999%2. La seconda è “IATA Remittance and Settlement Integrated”, che elabora la raccolta e la gestione degli importi dovuti in fatturazione.

    Pascal Buchner, CIO di IATA, ha commentato: “Come organizzazione internazionale che gestisce applicazioni business critical per l’industria aeronautica, siamo felici di aver trovato in Interoute un cloud provider a livello globale, capace di supportare tutte le nostre esigenze in ambito ICT in Europa. L’infrastruttura di Interoute ci garantisce scalabilità e capillarità, due elementi fondamentali per noi   per garantire alle compagnie aeree servizi best-in-class.

    Matthew Finnie, CTO di Interoute, ha aggiunto: “Il Virtual Data Center di Interoute offre una piattaforma cloud globale di rete integrata e risorse di computing, su tutti i 17 nodi situati in Europa, Nord America e Asia. La sua scalabilità a livello globale, combinata con la sua capacità di collocare dati e destinare applicazioni a specifiche aree geografiche è esattamente il requisito richiesto da IATA. Siamo lieti di lavorare con loro e di operare da veri partner, guidando il processo di valorizzazione e di innovazione per IATA e per le compagnie aeree che IATA serve”.