Autore: Archimede

  • Imbarcarsi in sicurezza e senza code, l’aeroporto di Bologna prepara la ripartenza con termoscanner di ultima generazione

    Bologna, 5 giugno 2020 – Termoscanner ad alte prestazioni che rilevano istantaneamente la temperatura corporea dei viaggiatori in movimento, senza gravare sui tempi richiesti dalle procedure di imbarco e di arrivo, integrati con il sistema di videosorveglianza. Una soluzione, quella realizzata dall’azienda friulana Calzavara, che permette dunque di avere sott’occhio i flussi di persone in transito alla dovuta distanza con le relative temperature e le mascherine indossate, particolare rilevabile in automatico.

    Così l’aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna – che prima dell’emergenza Covid19 era il settimo più trafficato d’Italia, con 9 milioni di passeggeri l’anno e oltre 100 destinazioni servite da 40 compagnie aeree – si è preparato alla tanto attesa ripartenza del traffico aereo, prevista in questi giorni dopo un lungo periodo di blocco quasi totale dei collegamenti sia domestici che internazionali. La soluzione con ingegneria BeeUp prevede l’installazione dei termoscanner in tutti i varchi strategici: 2 agli ingressi principali, 2 alle partenze, 1 al check-in, 3 agli arrivi Schengen, 3 agli arrivi extra-Schengen, 1 per i voli privati.

    A tutte le persone in transito verrà rilevata la temperatura corporea in circa 0,3 secondi e con un’accuratezza di 0,2 gradi di possibile scarto, anche mentre camminano e sono disposte su più file parallele, senza che si debbano fermare e mettere in coda per la misurazione come accade ora con i termometri a raggi infrarossi attivati manualmente. La soglia di allarme scatta quando la temperatura risulta superiore ai 37.5 gradi: una notifica di allarme sullo schermo del tablet segnala all’operatore il soggetto con il valore fuori soglia, in modo che possa essere riconosciuto facilmente, instradato fuori dal camminamento e sottoposto a ulteriori controlli.

    “Siamo lieti di collaborare con l’aeroporto di Bologna per una nuova ripartenza – afferma Massimo Calzavara, amministratore delegato di Calzavara, società di Udine che propone soluzioni ingegnerizzate per le telecomunicazioni e la videosorveglianza -. Per far sì che i trasporti e il turismo si rimettano in moto correttamente e nel minor tempo possibile è necessario azzerare i disagi di chi vuole tornare a volare senza metterne a rischio la salute. Ma la gestione della sicurezza è cruciale in ogni campo, specialmente ora che l’obiettivo del Paese è di tornare rapidamente a regime: con l’ingegneria BeeUp ci poniamo al fianco delle aziende italiane nel rilancio di settori cruciali come appunto i trasporti e il turismo, ma anche i grandi eventi, la moda e l’intrattenimento”.

    I sistemi di Calzavara sono in grado di riprendere, censire, seguire le persone in movimento ovunque e vengono utilizzati per il controllo del territorio finalizzato alla gestione urbanistica, alla sicurezza, alla demografia, agli spostamenti e ai trasporti. Calzavara ha installato lo stesso sistema adottato dall’aeroporto di Bologna anche in quello di Trieste, in numerose aziende private con un alto numero di dipendenti e al Senato della Repubblica.

  • I cerchi della Hula-Dance per fare ballare i bambini distanti, Club Esse ripensa l’animazione nei villaggi per favorire la ripartenza

    La catena alberghiera italiana pronta ad accogliere gli ospiti nelle sue strutture in Sardegna, Sicilia, Calabria e Abruzzo.
    Spazi, offerta, servizi, intrattenimento: tutto è stato riorganizzato per garantire la sicurezza senza smettere di “scegliere la felicità”

    Roma, 1 giugno 2020 – La baby-dance diventa Hula-Dance, con i bambini impegnati a ballare rimanendo all’interno di cerchi poggiati a terra e distanziati, e gli animatori che si occupano di loro aumentano di numero, in modo da gestire gruppi più piccoli e meglio sorvegliati. L’accesso al mare e alla piscina resta libero, purché ci si mantenga lontani dagli altri bagnanti, mentre le postazioni in spiaggia vengono ridisegnate, così che tutti possano goderne con assegnazioni quotidiane.
    Club Esse (www,clubesse.it), catena alberghiera italiana che ha all’attivo villaggi e resort in alcune tra le più belle località balneari di Sardegna, Sicilia, Calabria e Abruzzo, è pronta alla ripartenza, cercando di coniugare nel miglior modo possibile l’esigenza di sicurezza degli ospiti e il loro bisogno di divertimento, riposo e relax, specialmente dopo i mesi drammatici che hanno contraddistinto i picchi di contagio del Covid19. L’animazione, cuore pulsante dell’offerta di Club Esse, è stata riorganizzata senza perdere i suoi caratteri di eccellenza, ma facendo sì che tutte le attività sportive, ludiche e di intrattenimento permesse si svolgano o singolarmente o alla necessaria distanza, ma sempre con piacere.
    “In questo periodo di emergenza abbiamo lavorato intensamente per farci trovare pronti alla ripartenza – spiega Marco Baldisseri, Chief Marketing Officer di Club Esse -. L’abbiamo fatto con la massima serietà, come sempre quando si tratta della sicurezza dei nostri ospiti e dei nostri collaboratori, ma senza dimenticare che il relax e il divertimento non possono mancare in una vacanza vera. La formula del villaggio turistico segue dinamiche da cui non si può prescindere, che vanno certamente adattate alle nuove regole, ma non eliminate. Per questo abbiamo usato tutta la nostra fantasia per elaborare un piano di ripartenza della stagione estiva che sia pienamente conforme alle normative vigenti e ai protocolli nazionali e regionali (e che si possa adeguare alle loro eventuali modifiche), ma tenendo fede al nostro motto, che è #sceglilafelicità”.
    Molti gli accorgimenti che sono stati presi per salvaguardare la salute degli ospiti (e dei dipendenti, sottoposti costantemente a sorveglianza sanitaria). Sarà possibile iniziare la vacanza in tutti i giorni della settimana, per scaglionare gli arrivi e gestire gli ingressi in sicurezza; le aree di maggior passaggio all’interno delle strutture saranno fornite di stazioni gel-igienizzante; il numero dei soggiorni venduti varierà in base alla capienza delle aree ristorante, dove i tavoli, debitamente distanziati, saranno assegnati uno per camera; i buffet verranno schermati e i cibi serviti direttamente dal personale, senza self-service. Le zone per la colazione sono state riorganizzate e ampliate, utilizzando anche spazi esterni, e chi sceglierà la formula pernottamento e prima colazione fruirà, se lo desidera, di una linea dedicata di ristorazione espressa da asporto, in modo da poter poi consumare il cibo all’aperto o in camera.
    Ancora: camere, sala ristorante, bar, reception, divani, sdraio e lettini saranno sanificati a cadenza regolare con specifici macchinari di ultima generazione, la biancheria da letto e da bagno arriverà in struttura con rigorosi certificati di idoneità che seguono le linee guida dell’OMS e dell’ISS. Saranno assegnate camere Covid-free, cioè precedentemente sanificate con tecnologie all’avanguardia e poi igienizzate quotidianamente. A tutela di tutti, ogni ospite dovrà fornire un’autocertificazione in cui dichiari di non aver contratto il Covid19, di non averne i sintomi e di non essere esposto a provvedimento di quarantena.

  • Coronavirus: tornelli addio, Calzavara SPA realizza termoscanner per un ritorno al lavoro con accesso rapido



    Calzavara ha realizzato soluzioni che rilevano con precisione la temperatura corporea in meno di un secondo su soggetti in movimento, già installate negli aeroporti di Bologna e Trieste e a Palazzo Madama, e in grado di valutare quante persone ci sono e quanto sono distanziate tra loro in strade e piazze, così da evitare assembramenti

    La Fase 2 dell’emergenza Covid19 prevede il ritorno di milioni di italiani al lavoro, sui mezzi pubblici e sulle strade. E, imminente, è il ritorno delle persone a muoversi sul territorio. Per tutelare la sicurezza dei cittadini, come impone la normativa, le imprese, le istituzioni, gli enti pubblici e privati si stanno dotando di sistemi per la rilevazione della temperatura corporea.

    Fino a oggi questi sistemi erano termometri a distanza a raggi infrarossi, attivati da un operatore e soprattuto che richiedevano alle persone di fermarsi, di passare da un tornello, di attendere la rilevazione causando rallentamenti e code in prossimità degli ingressi dei luoghi pubblici.

    Per garantire un accesso sicuro ma anche scorrevole, dunque evitando assembramenti, Calzavara, impresa privata giunta alla terza generazione di imprenditori, di Basiliano (UD) che fornisce soluzioni ingegnerizzate a alto contenuto tecnologico, ha messo a punto un sistema con termoscanner in grado di rilevare la temperatura corporea non solo istantaneamente, ma su soggetti in movimento disposti su due file, e con un’accuratezza di appena 0,2 gradi di possibile scarto (è lo stesso margine di errore dei comuni termometri da casa). In questo modo, le persone possono entrare all’interno delle strutture rapidamente, camminando senza fermarsi. La rilevazione si effettua in circa 0,3 secondi seguendo il soggetto che si muove e la soglia d’allarme scatta dopo i 37.5 gradi.

    E’ una soluzione indicata per controllare flussi più o meno grandi di persone come nel caso di stazioni, aeroporti, stadi, fabbriche, scuole, frontiere, palazzi e uffici. Inoltre, con l’arrivo dell’estate, sorgerà l’esigenza di misurare la temperatura corporea dei partecipanti a luoghi, manifestazioni e eventi che si terranno all’aria aperta. Grazie a “START” (Sistema Termografico per Applicazioni Rischierabili e Trasportabili), uno shelter (un container mobile) dotato di termoscanner in cui la temperatura viene mantenuta costante da climatizzatori, il sistema di rilevazione percepisce l’ambiente come chiuso e quindi non subisce variazioni esterne che ne comprometterebbero l’attendibilità. E’ adatto a piazze, spiagge, imbarchi di traghetti, parchi, ecc.

    I sistemi di Calzavara sono in grado di controllare, censire, seguire le persone in movimento ovunque: si tratta di opzioni del controllo del territorio finalizzate alla gestione urbanistica, alla sicurezza, alla demografia, agli spostamenti e ai trasporti. Ad esempio sono attive da anni in diversi comuni italiani sistemi e network di telecamere su piazze, vie, luoghi pubblici collegate a centrali di controllo sia pubbliche (le forze di polizia) o private.

    “Vogliamo contenere i rischi di contagio nella fase di ritorno alla normalità – afferma Massimo Calzavara, AD di Calzavara – sfruttando la nostra esperienza nei sistemi per la sicurezza, la video sorveglianza e il controllo accessi. Abbiamo installato i nostri sistemi termografici negli aeroporti di Trieste e di Bologna, e al Senato della Repubblica”.

  • 16 marzo 2020 – Acquacoltura: il sito del PO Feamp come punto di riferimento tematico per raccontare il settore

    Proseguono le attività di comunicazione sull’acquacoltura progettate dal MiPAAF. Dopo la diffusione della campagna tematica “Acquacoltura. Un’impresa trasparente” e dei materiali di comunicazione per la divulgazione delle parole e dei numeri che descrivono il comparto, il sito del PO Feamp, il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, punta ora a diventare un riferimento per il racconto aggiornato del settore.

    Notizie, interviste, approfondimenti. Il sito del programma operativo Feamp, il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca, (https://pofeamp.politicheagricole.it/it/) mira a diventare un punto di riferimento per il racconto aggiornato sull’acquacoltura in Italia. L’obiettivo della Direzione Generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del MiPAAF, in qualità di Autorità di Gestione del fondo, è offrire un approfondimento verticale sul comparto acquicolo, dopo il lancio della campagna “Acquacoltura. Un’impresa trasparente”, trasformando la pagina online dedicata al tema in un punto di aggregazione di contenuti con una attenzione particolare alle innovazioni e all’evoluzione del settore (https://pofeamp.politicheagricole.it/it/comunicazione/acquacoltura-unimpresa-trasparente/).

    La linea di comunicazione avviata parte da una consapevolezza: l’acquacoltura sostenibile non è più oggi un’alternativa produttiva ma una esigenza e al contempo una risposta al progressivo svuotamento della fauna marina. Molto però c’è ancora da fare in termini comunicativi per diffondere contenuti corretti e informazioni chiare destinate a pubblici diversi. Per questa ragione, con l’intento di contribuire a un processo divulgativo articolato e di lungo termine, il MiPAAF mira oggi ampliare la comunicazione tematica digitale per fornire risposte alle più ampie esigenze informative degli operatori del settore, delle imprese e, non da ultimo, dei consumatori.

    Concorrono al raggiungimento dell’obiettivo informativo le interviste raccolte nel contesto di AquaFarm2020, la mostra convegno internazionale dedicata all’acquacoltura tenutesi nelle scorse settimane a Pordenone, e ora disponibili sul sito e sul canale YouTube del fondo. I video, realizzati nell’intento di offrire una panoramica sui trend di settore, riguardano in particolare la ricerca in corso, le innovazioni tecnologiche e le riflessioni di alcuni esperti sulla capacità dell’acquacoltura di contribuire a una filiera alimentare sicura e tracciata. Non solo. Tra i vantaggi per i consumatori emersi dalle interviste appare rilevante la capacità dell’acquacoltura di fornire prodotti freschi e accessibili anche in termini di valore economico.

    Nell’ottica, infine, di contribuire a una conoscenza diffusa in materia, per il superamento degli ostacoli comunicativi legati all’allevamento ittico, nella pagina web dedicata è possibile accedere all’approfondimento tematico verticale progettato per rispondere alle principali esigenze informative degli utenti fornendo una panoramica sui metodi, gli ambienti, i numeri e gli scenari futuri dell’acquacoltura.

    La creatività, la produzione video e l’aggiornamento tematico sono a cura del RTI che si occupa delle attività di informazione e comunicazione del programma per conto dell’AdG del Mipaaf (direzione PEMAC IV) composto da FPA srl e Kitchen coop.

    Per ulteriori informazioni

    [email protected]

    tel. 06684251

  • Nasce Cerved Money&GO, la piattaforma fintech di anticipo fatture che permette alle imprese di ottenere liquidità in 48 ore

    Banca IMI – Intesa Sanpaolo e Banca Finanziaria Internazionale gli istituti finanziari che hanno acquistato i titoli della cartolarizzazione.

    Cerved Group lancia Cerved Money&GO, una piattaforma fintech di cessione del credito commerciale totalmente digitale realizzata sfruttando al meglio le tecnologie più innovative e un vastissimo ecosistema di dati.
    Con Cerved Money&GO le imprese e i finanziatori potranno contare su un “data lake” unico, composto da dati ufficiali, come bilanci, visure, protesti, dati immobiliari, elenco dei soci; dati forniti da Cerved Payline, un database di esperienze di pagamenti commerciali; dati “open” come gare e finanziamenti pubblici e molti altri ancora ottenuti analizzando le pagine web, i siti aziendali, i social network.
    Per l’elaborazione di tutte queste informazioni e per il supporto ai processi di gestione del rischio, la piattaforma adotta una serie di tecnologie advanced analytics di ultima generazione, come algoritmi di machine learning e motori di ricerca semantica, mettendo a frutto le riconosciute competenze del Gruppo in materia di valutazione e controllo di tutto il ciclo di vita del credito.
    I crediti ceduti dalle imprese sono acquistati da una società veicolo finanziata tramite un programma di cartolarizzazione realizzato ai sensi della Legge 130/99. Banca IMI – Intesa Sanpaolo e Banca Finint hanno realizzato la cartolarizzazione.
    La Direzione Legale di Cerved e lo studio legale Bonelli Erede hanno prestato assistenza legale per la realizzazione del progetto; Bonelli Erede ha agito altresì come Transaction Counsel della cartolarizzazione.
    “Crediamo che la tecnologia e la digitalizzazione applicate alla finanza e al credito siano una delle chiavi per attivare il potenziale economico italiano, fatto in larga parte di piccole imprese per le quali, a differenza di quelle più grandi, il credito non ha ripreso a crescere – commenta Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved – Cerved Money&GO è una piattaforma tecnologica di ultima generazione per l’acquisto di crediti commerciali che nasce proprio per soddisfare il bisogno di capitale circolante delle aziende ed è a disposizione delle banche e delle finanziarie che vorranno utilizzarla per servire in maniera efficiente e digitale i propri clienti”.

  • Valutare e promuovere le non-cognitive skills: corso avanzato per presidi al MIP Politecnico di Milano

    Misurare, valutare e promuovere le non-cognitive skills

    Tre giorni di approfondimento per presidi al MIP Politecnico di Milano

    Non è sufficiente per le scuole “aprirsi” alle competenze trasversali sempre più richieste dal mondo del lavoro, occorre definirle correttamente,

    analizzare come svolgerle in sinergia con le altre materie, gestire il tempo e gli spazi. Di questo si parlerà a novembre (7, 8 e 25) nel programma

    coprogettato con Scuole FAES per dirigenti scolastici, che potranno ascoltare studi, testimonianze e casi di eccellenza italiani ed europei

    Sulle competenze “non cognitive”, o soft skills, punta ormai un numero sempre maggiore di aziende, che non solo le cerca nei candidati, ma investe in sedi, tempi e modalità di lavoro non convenzionali in grado di farle esprimere al meglio. E la scuola? In Italia sono ancora pochi gli istituti che insegnano la capacità di lavorare in team, di gestire l’emotività, di parlare in pubblico, di relazionarsi in contesti complessi, di avere un pensiero critico proprio come se fossero materie curriculari, e pochissimi quelli in grado di misurare, di valutare in maniera oggettiva l’efficacia dell’insegnamento, al contrario di quanto già accade nel resto d’Europa.

    Per tentare di colmare questo gap il MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business, insieme a Scuole FAES Milano, propone un corso breve di approfondimento dal titolo “Gestire scuole innovative: misurare, valutare e promuovere le non-cognitive skills di studenti e docenti”, a cui possono partecipare dirigenti scolastici e loro collaboratori che già hanno frequentato il Master in Management delle Istituzioni scolastiche e formative (MES). Il programma è co-progettato con Scuole FAES Milano, che rappresentano una best practice nel panorama italiano poiché da anni insegnano le soft skills e il coding accanto alle discipline tradizionali, in orario scolastico, e ritengono arrivato il momento di darne una valutazione condivisa e su basi scientifiche.

    Il corso si terrà il 7 e l’8 novembre al MIP (via Lambruschini 4C) e il 25 novembre a Scuole FAES Milano (via Amadeo 11) e vedrà approfondimenti teorici ma anche testimonianze, esempi pratici e casi di eccellenza italiani ed europei, come l’esperienza della Provincia autonoma di Trento. Oltre a Tommaso Agasisti, Direttore del corso, terranno un proprio intervento Milos Kankaras, dell’OCSE, che parlerà del contesto europeo, Marcello Bramati dei Licei FAES, Maurizio Gentile dell’Università di Roma LUMSA, Antonio Petagine della Pontificia Università della Santa Croce e Paola Premoli dell’Università degli Studi di Padova.

    L’idea di fondo è che non sia più sufficiente “aprirsi” alle competenze trasversali, ma occorra definirle correttamente, analizzare il modo migliore per promuoverle in sinergia con le altre materie rivedendo i programmi, studiare come gestire il tempo e gli spazi della scuola per favorire una diversa didattica. Problemi dunque di natura gestionale e organizzativa, che il management scolastico deve affrontare di pari passo con l’elaborazione di nuovi contenuti. Il corso si focalizzerà su alcune tematiche principali: fornire un quadro concettuale di definizione delle “non-cognitive” skills (NCS) per favorire un linguaggio comune, mostrare esperienze nazionali e internazionali che illustrino come sia possibile misurare e valutare le NCS, favorire lo sviluppo di una didattica mirata, sviluppare “linee guida” di tipo manageriale e organizzativo che le scuole potrebbero seguire.

  • “Non basta una scuola, serve la famiglia”: a Scuole FAES incontro con l’Arcivescovo di Milano e Gigi de Palo

    Mercoledì alle 20.45 al teatro FAES di via Amadeo a Milano saranno ospiti
    Sua Eccellenza Monsignor Delpini, Gigi de Palo, Presidente del Forum
    delle Associazioni Familiari e la moglie Anna Chiara Gambini

    Milano, 5 novembre 2018 – “Giovani e famiglia sono le priorità”. Non lasciano dubbi le parole di Monsignor Mario Enrico Delpini, appena nominato Arcivescovo della Diocesi di Milano, sull’importanza che la Chiesa cattolica attribuisce al ruolo delle famiglie nell’educazione e nella formazione dei ragazzi.

    Proprio per questo “Non basta una scuola, serve la famiglia” è il titolo del secondo incontro del ciclo #nonbastaunascuola organizzato da Scuole FAES di Milano: tre appuntamenti aperti a chiunque – genitore, educatore, studente – voglia ragionare su come deve essere una scuola che non solo dia un’istruzione di qualità ma aiuti anche i giovani a essere cittadini responsabili e a scegliere con consapevolezza che tipo di persone diventare.

    Mercoledì 7 novembre a partire dalle 20.45, al teatro FAES (via Amadeo angolo via Visconti d’Aragona), a discurtere con Monsignor Delpini ci saranno Gigi de Palo, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, e sua moglie Anna Chiara Gambini, insieme a lui autrice del libro “Ci vediamo a casa. La famiglia e altri favolosi disastri”, pubblicato da Sperling & Kupfer.

    Il FAES (www.faesmilano.it) è un’associazione nata nel 1974 per promuovere la collaborazione educativa tra scuola e famiglia che a Milano gestisce in via Amadeo scuole paritarie dall’asilo nido ai licei: 1050 studenti ripartiti tra nido, scuola materna, primaria, secondaria di primo grado e licei classico, scientifico e delle scienze umane.

  • “Non basta una scuola, serve una visione”: a Scuole FAES Milano quattro ex alunni di successo raccontano come preparare i giovani alla vita e al lavoro

    Milano, 19 ottobre 2018 – L’istruzione è importante, specialmente se è un’istruzione di qualità che fin dall’infanzia non trascura la conoscenza delle lingue straniere e della tecnologia, le competenze trasversali e sociali, la creatività e la padronanza delle emozioni, la cura dell’individuo. Ma non basta. Serve di più per aiutare i giovani a diventare cittadini responsabili e a scegliere con consapevolezza il proprio futuro.

    A dirlo, per strano che possa sembrare, sono proprio le Scuole FAES di Milano, che inaugurano mercoledì un ciclo di incontri aperti a tutti intitolato #nonbastaunascuola.

    “Non basta una scuola, serve una visione” è il tema su cui dibatteranno mercoledì 24 ottobre a partire dalle 20.45, al teatro FAES (via Amadeo angolo via Visconti d’Aragona), quattro ex alunni delle Scuole FAES che hanno raggiunto posizioni apicali nei loro settori di appartenenza, e che racconteranno quello che  – a loro parere – la scuola può e deve offrire alle nuove generazioni per inserirsi al meglio nel mondo di domani.

    Si tratta di Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi; Marco Sesana, CEO e Country Manager di Generali Italia; Annalisa Sereni, medico, madre, moglie e blogger; Marcello Bramati, scrittore e docente e preside del Liceo Faes. Ciascuno dal proprio osservatorio spiegherà come la scuola italiana dovrebbe preparare gli studenti alla vita e a gestire un mondo in rapido cambiamento.
    Già in calendario anche il secondo appuntamento del ciclo di incontri, il 7 novembre: “Non basta una scuola, serve una famiglia” vedrà ospite di eccezione, tra gli altri, Sua Eccellenza Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

    Il FAES (www.faesmilano.it) è un’associazione nata nel 1974 per promuovere la collaborazione educativa tra scuola e famiglia che a Milano gestisce in via Amadeo scuole paritarie dall’asilo nido ai licei: 1050 studenti ripartiti tra nido, scuola materna, primaria, secondaria di primo grado e licei classico, scientifico e delle scienze umane.